...quando si dice, le ultime parole famose. Perché non per fare l'uccello del malaugurio o chicchessia, ma era più che prevedibile che alla fine l'incontro tra Kiltus e Nero ci sarebbe stato. E come descriverlo? Un momento di imbarazzo e tensione omicida con giusto un accenno di ipocrisia. Kaleb e Randal lì, fermi a guardare il minore dei Fuinur mentre impugna i manici delle spade vibranti nel fodero, Miranda e Baffogrigio aggrappati l'un l'altro per la paura, Nero che saluta il mezzelfo come un compagno di scuola delle superiori, e il povero Vuldo - tanto per cambiare - vittima del fuoco incrociato e sbeffeggiato dal suo stesso pappagallo.
In situazioni come queste, accade sempre che è un gesto, uno sguardo, una parola di troppo (sguardi fissi su Kaleb) la scintilla che trasforma lo stallo in un macello. Ma incredibilmente, i minuti passano e nessuno - nemmeno Kiltus - ha ancora sciabolato nessuno. Tutti in quella stanza si guardano attorno con cautela temendo di essere coinvolti nello scontro tra i due - eccetto Baffogrigio, che sembra più preoccupato per l'incolumità della cucina che della sua e del figlio - ma infine, dopo dieci minuti di frasi ermetiche e minacce velate tra i due, si decide di abbassare le armi e attendere il giudizio dei superiori.
Così Kiltus prende in custodia Nero, e voi avete un'ora libera per mangiare qualcosa al volo, lavarvi, stendervi, insomma: per placare i nervi dopo una delle giornate più stressanti della vostra vita.
La situazione è praticamente identica a quella di stamattina, ma questo voi non lo potete sapere, perché non c'eravate. I tre troni nella stanza addobbata ancora a festa sono occupati dalle figure di Kerberos, centrale, Kilash alla sua destra e Naesala alla sinistra. Il mezzogigante Isaac è in piedi di fronte al trono e parla col nano Floim tenendo le mani nelle tasche del lungo grembiule. Tutti i presenti hanno un'aria stanca e puzzano di legna bruciata. Kilash in particolare, ha ancora qualche macchia di fuliggine in viso - non dev'essere stata una serata facile per nessuno. Mentre tutti gli altri sono ancora lì fuori ad aiutare la guardia cittadina, il consiglio ristretto vi ha convocati per iniziare la proclamazione ufficiale. Le regole vanno rispettate, anche se la città va a fuoco.
Barbagrigia non ha voluto rivolgere la parola a suo figlio, con una scusa piuttosto banale: "devo pulire la cucina!" Randal sa bene che questo significa che il vecchio ha bisogno di un po' di tempo per metabolizzare, e quando è così, è meglio lasciarlo perdere. Kaleb ha scoperto con sommaria sorpresa che Len si è prodigato in maniera eccezionale a fornire aiuto ai feriti dell'incendio - vuole proprio far colpo su Kerberos, eh? Mentre invece Biscottino ha avuto modo di scoprire ben presto il terrore profondo che Vaniglio ha di Nero, costringendo il suo padrone a stargli a debita distanza. Sandrine, d'altro canto, aveva parecchio da fare in camera sua: le condizioni in cui versava il suo trucco una volta rientrata in città erano a dir poco catastrofiche.
Infine eccovi qui: Randal e Kaleb che non si guardano negli occhi manco a pagarli e avanzate sul lungo tappeto rosso ricamato; dietro di voi, Biscottino segue a ruota Kiltus, che trascina in catene Nero, fin troppo a suo agio nonostante i ferri. Raggiungete i troni già occupati, ed in elegante ritardo anche la contessa di Alamaire varca la porta dietro di voi.
"Finalmente possiamo iniziare." sentenzia Kerberos. Gli altri membri del consiglio, dapprima intenti a parlottare tra di loro, ora sono in silenzio e vi guardano tutti. "Allora, ci sono questioni in sospeso a quanto pare. Vediamo di risolverle." lo sguardo volge immediatamente su Nero.