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darteo

Circolo degli Antichi
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About darteo

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  1. @Riccardo - Gabriele Maddalena risponde: il cacciatore sa controllare i morti. Li comanda e può anche farli possedere dal diavolo… quando succede puoi vedere i cadaveri iniziare a camminare a quattro zampe, sulle pareti, possono persino volare. Quando il cacciatore fa tutto questo, i suoi occhi diventano rossi… la donna indica Isabella e le rivolge una domanda …e tu invece cosa sai fare? La strega scuote la testa e risponde: nulla. Non sono sicura se per mia incompetenza o per il fatto che il cacciatore è morto… e quindi solo un morto può comandare i morti. L’unica cosa che so è che il cacciatore può accendere il rosso dei suoi occhi e io no. Questo ti fa capire quando sono inesperta. La verità è che questi occhi sono una condanna… c’è chi mi vede come un mostro, altri come un fenomeno da baraccone e altri ancora come una cavia da esperimenti. Ma io sono una persona normale. Maddalena ridacchia: tesoro… ora come ora non puoi essere più lontana di così dal concetto di normalità. @Michele – Luca Umberto Farina ascolta le vostre parole. Infine batte un colpo sul tavolo e dice: dunque è deciso, troveremo l’Antico. Costi quel che costi. Ma non possiamo muoverci ora. Aspettiamo lo sfogo della Culla. Loro non ci troveranno fino a quando resteremo qui. Questa è l’unica difesa che Dite ha contro quelle bestie. Quindi… aspettiamo che passi la tempesta. Ah… caro Della Torre …Dite ha accolto tutti voi ma se la signorina Ombrosi dovesse rivelarsi un problema… beh …dovrà sparire. Un’ultima cosa, inquisitore, qui sei libero di fare quello che vuoi ma a Dite non ci sono le regole della tua chiesa… e non si mangia la gente. Penseremo noi a darti la carne che ti serve. -.-.-.-.- @tutti Nei giorni seguenti cercate di ambientarvi nella città di Dite ma non è una cosa facile. L’ambiente è buio e claustrofobico. Gli uomini di Dite si tengono in disparte e i rifugiati di Ivrea sono sempre più spaventati. Gli esploratori di Umberto raccontano di strane storie quando ritornano dalla superficie. Storie irreali riguardo un bosco sorto in pochissimi giorni e che sta invadendo l’intera regione. Le piogge di sangue continuano a bagnare il terreno e nuvole scure coprono il cielo. Dopo dieci giorni, sentite che Umberto sta organizzando una prima squadra di ricerca per raccogliere altre informazioni a proposito della superficie. Raffaele e Alessandro si sono proposti di unirsi al corpo di ricerca.
  2. Cosa dice il resto del popolo?
  3. @Bomba Non sono pratico con Mythweavers e non ho mai inviato una scheda in questo modo. Metto il link qui -> https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=1858181 Domani ti posto il bg
  4. Il nemico si è già riversato sulla vallata e ora lo vedete che si avvicina a voi. Lì all’orizzonte, non ci sono solo orchi e ogre… ma anche essere umani. Non avevate mai visto (o sentito) uomini marciare al fianco degli orchi. Quegli uomini vestono pelli di animali e brandiscono armi rudimentali, molto simili a quelle impugnate dai loro compagni verdastri. Correte verso le grotte ed entrate in una di loro. Avanzate fino a quando non venite immersi nel buio. Accendete una torcia e vi guardate attorno. La galleria prosegue in linea retta e le sue pareti sono levigate. Antichi disegni sono stati incisi sulla pietra. Raffigurano creature umanoidi che lavorano e spostano blocchi di roccia per la costruzione di un castello. Lo stile delle raffigurazioni sono particolari… ogni oggetti è riempito con linee ondulate e spirali. Un ruggito si eleva dalle vostre spalle (il punto in cui siete entrati). Degli orchi sono entrati nel vostro stesso tunnel. @tutti
  5. @Luca – Michele Umberto non risponde ma dalla sua espressione capite che Michele ha indovinato. Il capo della città di Dite non conosce l’identità dell’uomo che muove i fili della Culla, per questo motivo preferisce tace e aspettare che Michele finisce il suo discorso. Umberto Farina ridacchia mentre si sporge in avanti e risponde all’inquisitore: “canali ufficiali” ? Non esistono più i canali ufficiali. Torino è stata distrutta e tu ti trovi nel covo di un branco di eretici… non sei mai stato così lontano ed estraneo ai cosiddetti canali ufficiali. L’uomo commenta anche le notizie sull’Antico: noi di Dite non lo abbiamo mai visto ma sappiamo che la Culla utilizza alcuni “punti” sparsi in tutta la regione per mandare messaggi e per richiamare i cinque della stella di Astaroth. Magari possiamo raggiungere questi punti per mandare un messaggio all’Antico ma potrebbe benissimo essere un bel buco nell’acqua. Umberto alza poi lo sguardo verso Luca. La sua possente mano impatta sulla spalla di Luca in quella che potrebbe essere definita la più rumorosa delle pacche: mi piace il tuo spirito di iniziativa ma… facciamo finta che abbiamo trovato l’Antico: chi ci dice che vuole parlare o allearsi con noi? Chi ci dice che non risulterà minaccioso? E se l’Antico vuole qualcosa da noi in cambio di una sua alleanza? Umberto guarda Luca negli occhi: sto facendo troppe domande, vero? Ufff… sto invecchiando. @Gabriele – Riccardo Maddalena si sporge lentamente verso Gabriele. Alza la mano verso il suo volto per poi sfilare dalle sue labbra la sigaretta ancora accesa. La donna si prende il suo tempo nell’assaporare il sapore del fumo che le riempie i polmoni. Ispira e solo dopo altri secondi, momenti in cui la tensione aumenta, risponde a Gabriele: devi goderti ogni millimetro di questi piccoli miracoli di tabacco. Da oggi in poi le sigarette saranno sempre più rare. Maddalena ripassa la sigaretta a Gabriele. La donna prende altro tempo prima di continuare a parlare: noi di Dite non siamo solo fuggiaschi e briganti. Noi di Dite siamo anche spie. Ci infiliamo nelle città come i vermi che iniziano a parassitare i tronchi degli alberi. Avevamo spie a Vercelli, dove la vostra strega è stata catturata, e avevamo spie a Ivrea. Isabella si sporge in avanti e dice: avevamo? Sono morti, mia cara. Da quello che sta accadendo in superfice mi fa pensare che solo chi si trova in questo buco sia ancora vivo. Si genera di nuovo un grande silenzio e Maddalena ne approfitta per scrutarvi uno alla volta. Isabella però non ha esaurito le sue domande: sei tedesca? Oh si, ma c’è anche del sangue italiano nelle mie vene. La donna insiste sul voler rimuovere le bende da Isabella: so che hai paura… i tuoi occhi sono un biglietto di sola andata per il rogo. Ma posso assicurarti che in questo luogo ci sono cose ben peggiori dei tuoi occhi… ma nessuno ci fa più caso. Coraggio… L’insistenza di Maddalena spinge Isabella a rimuovere le bende. La strega procede lentamente per poi aprire pian piano i suoi occhi. Il suo colore rosso sanguigno sembra risplendere di una luce propria. Sono occhi grandi, espressivi e magnetici. Racchiudono in se una forza misteriosa e primordiale come il peccato eppure quegli occhi si muovono con paura e timore. Maddalena li fissa con orgoglio. Allora… chiede Isabella …come ti sembrano? Eccitante, risponde Maddalena con tono malizioso. La strega è ancora più confusa. La donna di Dite si rivolge verso di voi: sapete cosa sono? Quei due occhi, intendo. Sono gli occhi del cacciatore. E’ incredibile che la Culla delle bestie sia riuscito a dare questi occhi a una vivente. Ma immagino che non è la cosa più strana che avete visto a Ivrea… giusto?
  6. Ciao, mi scuso per il ritardo e ringrazio il master per avermi incluso.
  7. Dorotea risponde: non ho mai visto quell’uomo in vita mia… ma da come mi mangia con gli occhi non credo sia un timido verginello. Farina annuisce: non credo abbiamo dei posti letto pronti per voi… se non consideriamo il nostro ospedale, portate lì la bambina. Sonia prende in braccio Eleonora e dice: penso io a lei, non preoccupatevi. -.-.-.- @Gabriele – Riccardo I feriti di Ivrea sono stati portati all’ospedale. Avete la sensazione che questa struttura non assomiglia assolutamente agli ospedali che siete abituati a vedere nelle città del santo impero. Ora che Farina e l’inquisitore sono andati via, attendente il loro ritorno seduti sulle pietre tra le vie di Dite. Vi siete anche allontananti di qualche metro dal resto degli abitanti di Ivrea per avere un po' di spazio… del resto, in questo momento, anche gli abitanti di Ivrea vogliono stare per conto loro. Con voi c’è Dorotea e Isabella. La strega è ancora bendata. Sentite ora un picchiettio farsi sempre più vicino. Si tratta di una donna che si sta avvicinando a voi. E’ alta, dalla pelle chiara e i capelli corvini e mossi. Ha occhi scuri e veste abiti in pelle nera… ma è il suo prosperoso petto che attira l’attenzione più ogni altra cosa. La donna vi raggiunge con fare spavaldo e si siede su una pietra, proprio di fronte a Isabella. Lei indica la strega e dice: qui non serve tenera benda su occhi. Dal suo accento e dal suo modo di parlare capite che è straniera. Forza, togli benda, a Dite si è liberi di essere chi volete. La strega, che ha ancora gli occhi coperti, chiede: ma chi sta parlando? La straniera però continua: qui occhi rossi non è condanna a rogo. Isabella si irrigidisce: m-ma come fai a saperlo?! Si può sapere chi sei? Interviene anche Dotorea, che scruta la straniera con fare sospetto: si… chi sei? Hai una faccia nota. Mi chiamo Maddalena Schwarz. Dorotea cambia espressione, ha riconosciuto quella donna. Si volta verso di voi e dice: lei è Maddalena Schwarz, lei è… mmm …come posso dire?! La protetta di un inquisitore chiamato Della Rovere. Maddalena annuisce e continua: Della Rovere è finto inquisitore. Io e lui siamo abitanti di Dite. Voi nuovi abitanti? @Michele – Luca Umberto Farina vi conduce in una piccola dimora. Entrate in una piccola sala con scarso arredo. Vi sedete a un tavolo rotondo e dice: verrò subito al dunque… la Culla crede di poter continuare le tappe dell’apocalisse grazie ai rituali del Codice dei dannati. Mi spiego… la Culla ha una copia incompiuta di quel libro… e in quel libro ci sono diversi rituali. Io non ho mai letto quel tomo ma sembra che al suo interno ci sono dei rituali in grado di… bhè …lo avete visto pure voi a Ivrea: pioggia di sangue, giganti, orde di morti… Sotto Torino si trova una gigantesca e antica catacomba. La Culla ha usato quella catacomba per generare un’arma di morti. Risvegliare tutti quei cadaveri… e mostri …è stato possibile grazie alla loro copia del Codice. La tappa successiva della Culla sarà occupare il territorio dominato dall’arcidiocesi torinese. Le mie conoscenze si fermano qui. Non so cosa vuole fare la Culla ora che hanno preso Torino e non so cosa succederà a questa terra. Però posso dirvi una cosa: prima di sferrare quest’attacco, l’Antico si era opposto e per questo è stato tradito dal resto della Culla. Morte ha organizzato un attentato nei confronti dell’Antico e non ho ancora scoperto se è riuscito a fuggire o è stato ucciso… ucciso “definitivamente”, non so se mi sono spiegato.
  8. Inseguite l’uomo e Magnus lo colpisce alla schiena con un colpo d’ascia. A dargli il colpo di grazia però è Gul: il suo giavellotto gli perfora la nuca uscendo dalla bocca. L’allarme del fuggitivo è stata comunque percepita dagli abitanti del monte. Li vedete in lontananza mentre discendono il fianco della montagna. https://i.imgur.com/UBnTBdE.jpg [tra voi e il monte c'è una zona collinare che ospita diverse caverne. Alle vostre spalle invece si trova la foresta che avete appena attraversata.]
  9. dunque... uno dei due pg difficilmente torna a giocare, mentre l'altro dovrebbe essere attivo fin da ora. Se torna in attivo allora il suo pg è ancora in mezzo a voi. Il tizio invece inizia a correre verso il monte
  10. @Tutti Dorotea fissa Riccardo per poi incrociare le braccia per poi rispondergli sussurrando: non so… tu a cosa ti riferisci? Dalla sua domanda retorica si capisce tutta la sua irritazione. Umberto intanto invita tutti i presenti a seguirlo. Percorrete diversi corridoi fino a raggiungere una grande porta metallica a due ante. L’avete costruita voi? Chiede Raffaele a Umberto. Quest’ultimo risponde: no, questa era una base segreta edificata negli anni trenta e ampliata in un arco di quindici anni. Perché proprio qui? Logistica. E’ vicina a Torino, ben nascosta e inoltre comunica con una vasta rete di caverne sotterranee. Non sapevo che ci fossero delle grotte qui. In pochi lo sanno… tutti conosco le grotte di Remeron o di Rescia ma quasi nessuno sa che anche qui c’è un mondo sotterraneo. Un altro motivo per creare qui sotto una base segreta. Quanto sono profonde queste grotte? Nessuno di noi lo ha mai capito. Avventurarsi è pericoloso. Pericoloso? Stiamo parlando di un sistema di caverne che probabilmente nessuno ha mai esplorato. Possono verificarsi dei crolli o delle fughe di gas naturale… senza contare il rischio di perdersi, di restare intrappolati in qualche strettoia o di morire affogati. Vi ricordo che dei corsi d’acqua calda viaggiano sottoterra e riscaldano questo luogo… un po' come le vene di un corpo umano. Inoltre… nelle profondità della terra c’è qualcosa che non deve essere disturbato ma non è questo il momento per parlarne. Superata la grande porta metallica entrate in un luogo lugubre e spettrale. E’ un dedalo di corridoi metallici stretti e claustrofobici. Le porte sono spesse e ognuna di loro ha dei grandi oblò come spioncini. Sembra di trovarsi in un vecchio manicomio abbandonato. Umberto vi spiega che questa è la prima parte della base costruita durante l’epoca del fascismo ma gli abitanti di Dite non la usano. La considerano una sorta di anticamera per la vera città. Una delle pareti presenta un grande foro, capite che è stato creato con una detonazione. Oltre quel buco si può vedere una luce ambrata. Da questa parte, dice Umberto mentre supera quell’apertura. Scendete per una rampa di scale ed entrate nelle grotte che il capo di Dite aveva descritto poco fa. Sono caverne enormi, così grandi che la luce delle torce a stento raggiunge il soffitto disseminati di stalattiti. Attorno a voi si irradiano pilastri di roccia e tra di loro sono presenti delle costruzioni artificiali: case, negozi e altre strutture. Sono stati edificati con materiali di scarto e illuminati con lanterne e lampade ad olio. Ogni lampada sembra emanare una luce diversa e la città sotterranea di ammanta così di un aurora di mille colori. Gli abitanti vi fissano come se foste delle creature a loro sconosciute. Umberto avanza spavaldo tra le colonne e le costruzioni artificiali: il combustibile naturale delle lanterne proviene dalla superfice, così come il cibo, i medicinali e altri beni di prima necessità. Per il ricambio d’aria usiamo il sistema di aerazione della base in disuso, lo abbiamo modificato e ampliato per soddisfare le nostre necessità. Usiamo i fiumi sotterranei sia per la nostra acqua potabile che per il nostro sistema fognario. Attualmente la città di Dite conta poco più di duemila anime e tutti loro vivono in questo livello delle grotte. Esistono altri due luoghi che compongono la nostra città: su questo stesso piano c’è un grande spiazzo che usiamo per alcune… ecco …assemblee cittadine e per i nostri tribunali. A un piano sopraelevato da questo conserviamo i nostri viveri, armi, medicinali e ogni altro genere di provvista. In questo mondo a voi alieno raggiungete ciò che sembra essere la piazza principale della città. Lì Umberto chiama dei suoi uomini e gli ordina di soccorrere i feriti. Il signore di Dite si avvicina poi a Neri e gli chiede di restare con lui, poi si rivolge all’inquisitore: credo che le autorità della mia città e le autorità di Ivrea dovrebbero parlare… in un luogo più tranquillo. @Gabriele
  11. Vedete l'espressione dell'uomo mutare. Ora è spaventato... tentenna e vi volge le spalle per poi iniziare a fuggire e a suonare l'allarme attraverso un corno.
  12. Mentre state ancora discutendo sul da farsi, sentite qualcuno che si avvicina a voi. E' un passo leggero e costante, chiunque sia non sente il bisogno di nascondersi (forse non vi ha visti o sentiti). Provate a nascondervi ma non fate in tempo... da dietro un albero spunta fuori un uomo. Non un orco, non un ogre... un uomo. Indossa pelli di animali e dietro la sua schiena porta un enorme spadone. Sul volto sono presenti dei pigmenti tribali. L'uomo vi guarda perplessi e vi dice: ma come vi siete conciati?... poi si volta e concluce ...non restati lì a non far nulla, muovetevi.
  13. Gabriele si rivolge a Isabella. La strega si guarda attorno e nota lo sguardo di molte persone su di se. Per questo motivo preferisce tacere e non portare avanti il dialogo con Gabriele. L’uomo di Dite intanto vi invita a seguirlo ma ci sono alcuni abitanti di Ivrea che si rifiutano di scendere a patti con lui (nonostante le parole dell’inquisitore). Siete costretti a separarvi da loro… non li rivedrete mai più. -.-.-.-.- Durante il viaggio verso la temuta città di Dite, “distribuite” le vostre forze attorno al corteo degli abitanti di Ivrea: i cacciatori di morti, i templari, l’inquisitore e i suoi uomini aprono la fila. Cagnazzo e alcuni uomini armati si trovano nel cuore del corteo e in fondo ci sono Cesare e i suoi excubitores. Durante il viaggio Sonia passa a Isabella una benda che la strega userà per coprirsi gli occhi (dato che Dite si trova sottoterra e sarebbe sospetto indossare occhiali da sole). Camminate nel bosco per un’altra ora, poi l’uomo vi mostra un complesso di rocce. Nascosto tra quei massi c’è un’entrata per il sottosuolo. Vedete una rudimentale scalinata discendere verso il basso, verso l’oscurità. Molti uomini che sono voi diventano riluttanti e impiegate diversi muniti per convincerli a scendere con loro. La scalinata è ripida e percorrerla tutta si rivela una vera impressa… anche perché avete con voi anziani, feriti e persone paralizzate dal terrore. Una volta sottoterra, l’uomo di Dite accende diverse torce e le consegna ad alcuni uomini. Potete guardarvi attorno e scoprire che vi trovate all’interno di un grande e lungo tunnel. Sul soffitto vedete dei cavi della corrente e qualche lampadina rotta o impolverata. Avete l’elettricità? Chiede un uomo di Ivrea al cittadino di Dite. Lui risponde: non essere sciocco. Nessuno ha più la corrente. Questo posto era un vecchio rifugio costruito vent’anni fa. Noi di Dite lo abbiamo… ecco …ampliato. Avanzate nella galleria e dopo un po' Raffaele commenta: cerco che qui fa caldo! Perché è la tana del diavolo! Replica una donna mentre stringe tra le mani un rosario. L’uomo di Dite la guarda divertito e dice: o forse sono delle flussi d’acqua calda che risalgono dalle viscere della terra e riscaldano la grotta. Delle torce appaiono all’orizzonte. Dieci uomini armati vi raggiugono. Al centro di questo piccolo gruppo c’è Umberto Farina. E’ alto, calvo e con occhi color nocciola. Nella penombra assumono un sinistro scintillo ambrato. L’uomo guarda Raffaele e lo saluta con un cenno del capo per poi dire: tosco! La tua loquela ti fa manifesto. Il templare, perplesso, si punta l’indice al petto e domanda: s-stai parlando con me? Umberto annuisce e continua: ho riconosciuto il tuo accendo toscano. In effetti sono di Firenze, la conosci? Ci sono stato quel tanto che basta per innamorarmi di quello splendido borgo. Umberto guarda poi l’inquisitore e tutti gli uomini attorno a lui: benvenuti a Dite. La sua voce è squillante, riempie tutta la grotta. Raffaele continua: come… tutto qui? Questa è la famosa Dite? Cosa ti aspettavi? Fiamme infernali e tombe infuocate? Notate che lo sguardo di Umberto indugia “più del dovuto” su Dorotea.
  14. Lo scontro si conclude rapidamente con la violenta morte di tutti gli orchi. Uno solo riesce a fuggire ma la sua corsa dura pochi istanti poiché Logan riesce a colpito al collo con una freccia. Gli orchi avevano un sacchetto con settantadue monete d’oro, probabilmente rubati ai mercanti da loro aggrediti. Prendete quell’unico oggetto di valore e continuate il vostro viaggio verso l’ovest. Le pianure cedono il posto a fitte foreste. Entrate in un bosco e lo attraversate in poco tempo. Una volta fuori potete vedere un grande monte ergersi solitario in una pianura imbrunita da erba rinsecchita. Il monte è scuro e privo di vegetazione. Non è tanto alto e sulla sua sommità l’ingresso di tre grotte. Quelle aperture assomigliano agli occhi e alla bocca di un mostro ruggente. Dal loro interno viene emanato una sinistra luce rossa. Scorgete inoltre la sagoma di qualche orco e ogre entrare e uscire dalle tre aperture.
  15. L’uomo di Dite risponde: posso capire il vostro stato d’animo… avete appena vissuto l’inferno a Ivrea, siete stanchi, spaventati e in lutto. Ma non pensate che noi di Dite stiamo cercando di approfittare della vostra condizione. Non siamo noi a mettervi con le spalle al muro e non siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico… perché se è vero che la Culla ha bruciato la vostra città è anche vero che la Culla vorrà bruciare anche Dite. Noi siamo sopravvissuti fino a oggi prendendo tutto quello che potevamo prendere… Intendi saccheggiare e aggredire il popolo del Santo Impero! Un’ammonizione si solleva dalla folla. L’uomo di Dite annuisce senza nascondere tali crimini e risponde: per noi sono occasioni… così come lo sono tutti i rifiuti gettati via dalla brava gente del Santo Impero. E indovinate un po'?! Ora siete voi gli “avanzi” di Ivrea… potete diventare uomini di Dite e Dite quindi sarà più forte. Un vero e proprio atto caritatevole! Urla un altro uomo con rabbioso sarcasmo. Si sollevano urla furiose e dissensi contro l’uomo di Dite. Quest’ultimo indica un punto a sud, oltre il bosco, e continua: quella è la strada più rapida per raggiungere Torino. Se non ricordo male è la città abitata più vicina a voi. Andate e scoprirete che è stata ridotta a ferro e fuoco. Menzogne. Noi di Dite sapevamo del piano della Culla… ma non ne abbiamo fatto parte poiché avevamo scoperto che la Culla voleva massacrare anche noi. Ivrea non esiste più, questo significa che Torino è stata distrutta e ora le fiamme della Culla si stanno spargendo in tutta la regione. Non volete credermi? Allora andate a Torino o cercate un riparo altro… chi vi trattiene?! Ma sappiate solo che avete sempre la valida alternativa di seguirmi a Dite. No… urla una donna tra la folla …questa è una prova di Dio a non cedere alle lusinghe del demonio o in questo caso a uno dei suoi servi. Altre urla si elevano contro l’uomo di Dite. Anche quattordici anni fa Dio ha voluto mettere alla prova i suoi figli risvegliando i morti… e quanti uomini sono stati divorati vivi? Allora, prego, andate e affrontate questa seconda prova. Capisco il vostro scetticismo nei miei confronti… del resto voi siete sempre stati sotto le leggi del pontefice. Egli dice di chinare il capo e di obbedire… io invece vi dico: “ecco le vostre opzioni, scegliete ciò che volete”. La libertà di poter decidere da soli fa paura… lo so. -.-.-.-.- Controllate gli alberi attorno a voi ma non vedete altri uomini. Sonia risponde all’inquisitore: Santhià è un paesino disabitato da molti anni e le mura sono danneggiate in diversi punti. Però è vicina a Vercelli, magari possiamo riposare a Santhià e poi raggiungiamo l’altra città… Nel sentire quelle parole, Isabella rabbrividisce. Dorotea prende parte alla discussione: non possiamo andare lì. Santhià viene usata dalla Culla per i loro riti. Quando fui rapita dalla Culla ricordo che mi portarono lì… e in una chiesa abbandonata ho visto un membro della setta con il volto coperto da una maschera. Mentre parla, Dorotea si stringe la camicia all’altezza del petto. Che maschera aveva? Chiede Sonia. Era come una maschera anti-gas ma senza i filtri per respirare e aveva un becco lungo… avete presente le maschere antiche dei medici della peste? Ho capito chi hai incontrato a Santhià. Si tratta del Medico, uno dei “cinque”. Ad modo non credo sia questo Medico la nostra priorità… cosa facciamo? Seguiamo l’uomo di Dite o troviamo un’altra città?
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