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Descrizione della gilda

Benvenuti a Duskwall, una città industriale dai molti nomi. Gli Skovlanesi che l'hanno fondata la chiamano Doskvol. I cartografi Akorosiani che l'hanno inserita nelle mappe la chiamano Punta Nord. In questi giorni la maggior parte delle persone la chiamano Duskwall, o semplicemente Dusk. È il gioiello dell'Impero. Affollata, fredda e nebbiosa, è circondata da una barriera elettrificata per proteggersi dagli spettri assetati di vendetta e dagli orrori delle Terre Morte. Dai suoi porti i cacciatori di Leviatani partono alla ricerca del sangue demoniaco che alimenta tutto. Più di 800 anni fa un cataclisma ha infranto il sole e trasformato il mare in inchiostro nero. I demoni, presumibilmente, hanno aperto i Cancelli della Morte, liberando i più potenti tra loro, i leviatani, per distruggere il mondo...Ma il mondo si è adattato e la vostra razza, voi, siete sopravvissuti, raffinando e utilizzando il loro stesso sangue come catalizzatore per creare energia elettroplasmatica. Siete una banda di audaci canaglie in questa città dell'epoca vittoriana, un incrocio tra Venezia, Londra e Praga, infestata dai fantasmi, intrappolati dentro le mura che vi proteggono da ciò che di ben peggio c'è di fuori.

Cosa c'è di nuovo in questa gilda

  1. Robert Silent Bob Block nebbia "C'era effettivamente un vagone sospetto, e ora che Alcaeat ci ha descritto il simbolo..." Rifletto ad alta voce, portando tutti al vagone con un simbolo simile a quello descritto che mi pareva di aver visto durante la ricognizione.
  2. La prova resta di sondare, non cambia. Semplicemente con il tiro di gruppo abbiamo un "capo" che prende stress per ogni fallimento. Ognuno tira per sé, facciamo i tiri su telegram. Le schede sono nel drive che mi pare aver messo nella pagina di introduzione. Questa settimana sono abbastanza full a lavoro, vi aggiorno appena riesco. Ad ogni modo per la prova scriviamoci su telegram.
  3. Allora, se possibile organizzerei la prova come azione di gruppo (collaboriamo tutti, o quasi), ma siccome non ho accesso alle schede dei miei compagni non saprei bene quale tratto sia più conveniente per tutti. Io tirerei studiare perché lì ho almeno un punto ma se gli altri sono più forti altrove riconsidererei. Data la criticità della prova mi vedrei anche costretto a prendere stress per avere qualche possibilità in più. Chi tira per tutti o ognuno tira per sé? Non sto aggiornando la scheda personale, la posso vedere da qualche parte? Non c'è un topic che raccoglie i link alle schede? Mi pare era stato postato qualcosa sul canale telegram, le mie ricerche qui sulla gilda però non hanno trovato nulla.
  4. Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc "Mi sembra un'ottima idea, signor Jonah" Sarebbe proprio un beffardo tiro del destino se, dopo tutto il nostro pianificare, venissimo scoperti persino prima di individuare il convoglio e i vagoni giusti. Descrivo brevemente ai miei compagni il simbolo che devono cercare. I convogli sono numerosi, ma l'identificativo dovrebbe essere evidente.
  5. Jonah "Occhi Freddi" Silent Bob, non avevi detto di aver visto un vagone sospetto mentre sorvegliavi la stazione? Chiedo al mio compagno, aggiungendo Io posso farvi da palo: se arriverà qualcuno posso distrarlo per un po'. Tutti
  6. Puoi descrivere il simbolo ai tuoi compagni e vedere di fare un tiro di gruppo! Va bene!
  7. ma alcaest ha sondare 0 e, se vogliamo tirare per i capelli il sistema, studiare 1.. non ci faccio molto dell'efficacia superiore se devo affidarmi alla fortuna sfacciata per superare la prova ^^' per un tiro così critico non posso proprio coinvolgere la banda per avere qualche possibilità in più?
  8. Secondo me basterebbe una prova da parte tua, hai efficacia superiore perché hai Gia le informazioni sul carrello e sul simbolo, sai cosa devi cercare. La metterei rischiosa puramente perché comunque potreste essere scoperti. @Mezzanotte ho spostato la discussione in un TDS per comodità
  9. dobbiamo farla come gruppo o separatamente? Insomma, sappiamo tutti che segno cercare.
  10. Sai che segni ha , quello si . Ma almeno una prova di sondare la farei
  11. l'orologio per me è ok, ovviamente. Ma non sapevamo esattamente in quale carrozza cercare?
  12. Afferrate il facchino per le ascelle e lo trascinate via dal telaio della finestra con una rapidità quasi brutale, sfruttando il suo stesso peso come copertura. Il corpo paralizzato scivola senza resistenza sul pavimento sporco del corridoio, lasciando dietro di sé solo il rumore secco degli stivali e l’odore acre di carbone, olio vecchio e ferro caldo. Il locale di servizio arriva in fretta: una stanza angusta, più nascosta che segreta, con scaffali storti, teli appesi, cassette vuote impilate senza ordine e una macchia d’umido che si allarga sul pavimento come un’ombra. Lo spazio è abbastanza stretto da inghiottire un uomo, abbastanza sporco da non farsi guardare due volte, e abbastanza lontano dal passaggio principale da offrire qualche respiro in più alla banda. Fuori, la stazione continua a vivere nel suo ritmo stanco e sporco. Le luci elettriche attorno all’edificio principale tagliano il buio con una freddezza quasi innaturale, ma più in là, verso i binari, la notte resta padrona: solo lampade a olio, qualche lanterna elettroplasmatiche nelle mani dei più ricchi, e le ombre dei facchini che si allungano e si spezzano tra le ruote dei carri. Il rumore dei convogli non si è mai davvero fermato; vibra nelle pareti, sale dal pavimento, entra nei denti. Da qualche parte, un fischio lontano si spegne nel soffio del vapore, e la stazione sembra trattenere il fiato insieme a chi la sta violando. Jonah abbassa il facchino dietro una pila di casse, provando a non lasciare tracce troppo evidenti, ma il pensiero corre già oltre: Orla, la contabile dei Lampionari, può servire a costruire una copertura credibile, magari un malore temporaneo, un ritardo nei controlli, una giustificazione che tenga il corpo fuori dai registri per il tempo necessario. Per adesso, però, il facchino è solo una massa inerme, una prova vivente di quanto sottile sia diventato il margine tra il colpo e il disastro. Il veleno di Medusa tiene ancora, ma non per sempre; il tempo comincia già a lavorare contro di voi, anche se in silenzio. Poco distante, Syrus resta fermo a pensare alla porta incatenata che aveva visto nel piano spettrale. Non si muove quasi, come se ogni gesto potesse spezzare l’assetto fragile del Velo. Il Sussurro sente la presenza prima ancora di vederla: non un volto, non una voce, ma la sensazione precisa di essere osservato attraverso uno strato di aria fredda, come se un occhio senza palpebre stesse cercando la sua sagoma. Il freddo attorno alla porta non è sparito; è rimasto addosso al corridoio, sui metalli, sulle pareti, e persino sull’idea di restare lì troppo a lungo. Bernardus non è lontano, ma in questo momento non basta a spezzare la sensazione che il Velo abbia preso nota della banda. Il Sussurro percepisce chiaramente che qualcosa, dall’altro lato, sta prestando attenzione. Non si tratta ancora di un attacco, né di una parola articolata, ma di quella quiete troppo tesa che precede un movimento. Una volontà nascosta. Un ascolto. Per un istante la stazione sembra dividersi in due respiri diversi: quello del locale di servizio, pieno di polvere e di corpi nascosti, e quello della porta incatenata, dove il buio ha cominciato a riconoscervi. Siete dentro il colpo, ma adesso il margine è più sottile, il silenzio più carico, e ogni cosa sembra aspettare di capire chi, per primo, farà un errore. Davanti a voi, la stazione continua a muoversi come se nulla fosse, ma adesso sapete che il tempo non è dalla vostra parte. Il carico è ancora lì, da qualche parte tra i binari e i registri, e l’unico modo per arrivarci è muovervi con attenzione, prima che il facchino scompaia dal rumore, prima che la porta risponda, prima che qualcuno noti che qualcosa non torna. Quale vagone cercate, e chi di voi si muove per primo? Tutti
  13. Syrus Brace Kamelin Sussurro Lascio le attività di maggior impatto fisico al resto del gruppo. Cerco di rimanere concentrato su quello che ci circonda, da entrambi i lati del Velo. La presenza oltre quella porta incatenata continua ad occupare i miei pensieri. Indipendentemente dalla possibile utilità paventata dalla nostra nuova amica incappucciata. @Daimadoshi85
  14. Jonah "Occhi Freddi" Ottimo: il lavoro deve restare pulito e non attirare attenzioni sgradevoli. Dico soddisfatto a lady Alcaest, cercando quindi un luogo dove nascondere il fattorino almeno mentre terminiamo il colpo. Ricordiamoci di contattare Orla prima di uscire da questo posto: avrà bisogno di essere informata di questo fatto per inventare una copertura. Un malore temporaneo, ad esempio.
  15. Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc Esco allo scoperto, guardinga. Mi chino sul facchino. Gli controllo le pulsazioni, le pupille degli occhi. Poi gli strappo il dardo dal collo e lo ripongo in un apposito alloggiamento cucito nel mio mantello, assieme al mio arsenale di meraviglie stupefacenti. "Sopravviverà", sentenzio. Mi avesse incontrata qualche anno fa, durante la guerra, non sarebbe finita così bene per lui.
  16. Lady Alcaest soffia dalla cerbottana e prende al collo il malcapitato che, immediatamente, porta la mano al collo e cerca l'origine del dardo. Spalanca gli occhi, notando nell'ombra la sanguisuga, ma l'effetto del veleno è ormai in corso. Il facchino si appoggia al muro, paralizzato. Ora non vi resta che nascondere il corpo.
  17. Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc Ascolto, poi scambio un cenno di intesa con i miei compagni. "L'effetto della Medusa non sarà gradevole, ma non dovrebbe ucciderlo" Appena il facchino mi sembra a tiro sollevo la cerbottana e soffio.
  18. Robert Silent Bob Block nebbia Scuoto la testa: non ho altre proposte alternative a un dardo nel collo. "Ma il dardo dobbiamo recuperarlo, dopo. Non dobbiamo lasciare tracce che possano condurre a noi." Continuo a pensare a Darmont
  19. Jonah "Occhi Freddi" Annuisco a lady Alcaest, non riuscendo a pensare ad alternative pratiche a questa situazione: non possiamo rischiare che urli e attiri l'attenzione. Dovremo concordare una spiegazione sensata per il suo svenimento assieme ad Orla.
  20. Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc Mi mordo il labbro accorgendomi del facchino guastafeste che viene verso di noi. Dal corpetto sfilo un dardo intinto di Medusa e lo uso per caricare la mia cerbottana. Guardo i miei compagni per capire se qualcuno ha un'idea migliore. Narratore
  21. La stazione di Gaddoc si alza come un mostro di ferro e fuliggine nel cuore dell’eterna notte di Doskvol: un luogo in cui il buio non è mai davvero assenza, ma una massa viva che viene tagliata, a fatica, da lampioni elettrici soltanto attorno all’edificio principale. Là fuori, verso i binari e i capannoni, la luce cambia faccia e si fa povera, tremolante, quasi umana: lampade a olio nelle mani dei facchini, poche lanterne elettroplasmatiche per chi può permettersele, e lunghe strisce d’ombra che si stendono tra i convogli come stracci bagnati. Due ore fa, poco dopo le 22:00, è arrivato il carico di Wintercliff su un elettrotreno carico di reagenti diretti ai laboratori militari di Whitecrown; i Lampionari hanno soffiato la notizia abbastanza in anticipo perché la banda potesse prepararsi e scegliere il momento giusto. Il colpo comincia adesso, quando la stazione ha ancora addosso il sudore del lavoro e il carico è troppo fresco per essere davvero dimenticato. La finestra di servizio è lì, un rettangolo sporco incastonato nel fianco del magazzino, con la vernice consumata e la cornice gonfia di umidità; dentro, il corridoio sa di carbone, olio vecchio e ferro tiepido, e il ronzio lontano dei treni vibra nel pavimento come un cuore meccanico. La banda si muove bassa, rapida, come se stesse attraversando il respiro di una macchina addormentata. Per un attimo, tutto sembra funzionare: il rumore della banchina copre i passi, il fumo si arrampica tra i piloni, e il flusso del lavoro inghiotte anche l’idea che qualcuno stia passando dove non dovrebbe. Poi il rischio si chiude su di voi. Un facchino compare proprio sotto la finestra, tornando indietro con un secchio ammaccato e una torcia bassa. Si ferma di colpo, alza lo sguardo e stringe gli occhi, come se avesse appena visto muoversi qualcosa nel buio del vano. La sua ombra si allunga sul telaio proprio mentre l’ultima parte della banda sta ancora finendo di passare, e per un istante il mondo resta sospeso tra il respiro trattenuto e il grido che potrebbe rovinare tutto. Il carbone scricchiola sotto i suoi stivali, la fiamma della torcia trema, e l’odore acre dell’olio gli si attacca ai vestiti come una seconda pelle. Non è abbastanza vicino da avervi già riconosciuti, ma è abbastanza vicino da trasformare l’ingresso in un errore mortale se decide di chiamare aiuto. Per un battito di cuore, Gaddoc sembra trattenere il fiato insieme a voi. Le luci elettriche attorno all’edificio restano nette e fredde, ma più in basso, tra i binari, il buio è fitto e pieno di forme incerte; la pausa dei facchini è finita solo per uno, e quello basta a cambiare il peso dell’intera scena. Il corridoio dietro la finestra vi ha già inghiottiti per metà, eppure il colpo non è ancora davvero vostro: basta un gesto sbagliato, un rumore secco, un urlo soffocato male, e la stazione si chiuderà su di voi come una morsa. Tutti
  22. Jonah "Occhi Freddi" Apprezzo la tua intraprendenza, lady Alcaest, ma la terrei come ultima alternativa. Non è mai saggio giocare con dei demoni, soprattutto contando dove viviamo. Dico dopo aver pronunciato una rapida benedizione, sperando che qualunque cosa sia stata intrappolata non abbia seguito Syrus.
  23. Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc Ho le braccia incrociate sul petto (questa postura -assunta senza malizia- fa risaltare non poco il seno sotto il mio mantello. Non vado fiera delle mie innegabili grazie perché reputo una mente acuta possedere maggior bellezza di un corpo perfetto. Eppure devo ammettere che a volte, queste mie qualità femminili da me tanto disprezzate, mi hanno permesso di uscire da brutte situazioni. E, dato che un pensiero chiama l'altro, ancora trovo a ripetermi che la maggior parte degli uomini sono come bambini stupidi, sempre pronti a sottovalutare una donna!). Mi tocco il mento con l'indice della mano destra e inclino la testa di lato, ponderando le informazioni del Sussurro. Voi dite una sfortuna, signor Syrus? Perché non considerarla una opportunità, piuttosto? Se dovessimo aver bisogno di un diversivo, potreste scatenare quell'entità? Nessuno baderebbe a noi a quel punto. Arriccio una ciocca di capelli castani attorno al dito. Potremmo causare delle vittime. Danni collaterali. Ma io ho fatto di molto peggio in guerra. Come disse quel rivoluzionario skovlan: "quando grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente" nota
  24. Syrus Brace Kamelin Sussurro @Daimadoshi85 Ascolto il resoconto del resto del gruppo, per poi rispondere alla domanda diretta di Jonah " Spiacente gente... Questa volta potrei aver avuto scarsa fortuna, anzi... " riordino velocemente le idee, rabbrividendo velocemente " Ho trovato un punto murato dietro a dove ci siamo fermati inizialmente, ma potrei averne capito il motivo. In fondo al corridoio, c'è un portone incatenato e qualcosa o qualcuno non è contento di essere li... Ha percepito la mia presenza e non ne è stato affatto contento. Non ho avuto modo di sondare ulteriormente la zona, perché si sarebbe potuto scatenare qualche allarme. Quella zona è dannatamente vicina alle terre selvagge e il Velo è particolarmente instabile. Ve ne accorgerete perché il punto è particolarmente freddo "
  25. Robert Silent Bob Block nebbia "Io ho studiato le ronde delle guardie. Ogni 15 minuti fanno il giro dello stabile, e si fermano a fumare sotto una finestra. Potrebbe essere un perfetto punto di ingresso, fanno la pausa tabacco sempre nello stesso angolo ed è quasi sempre lo stesso gruppetto che si ferma a fumare. Abbiamo due possibilità: quando sono lì, hanno la guardia abbassata. Quando, invece, vanno via, lasciano la finestra aperta, e spengono il sigaro all'interno." Faccio una pausa significativa. "C'è solo un problema. Tra le guardie c'è un certo Darmot, una giubba blu che indaga sui tuoi furtarelli che faccio quando lavoro da solo. Non conosce il mio volto, ma potrebbe riconoscere il mio stile, e questo metterebbe un riflettore sulla banda." Sono schietto e sincero: non voglio lasciare dubbi sulla situazione.

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