Descrizione della gilda
Benvenuti a Duskwall, una città industriale dai molti nomi. Gli Skovlanesi che l'hanno fondata la chiamano Doskvol. I cartografi Akorosiani che l'hanno inserita nelle mappe la chiamano Punta Nord. In questi giorni la maggior parte delle persone la chiamano Duskwall, o semplicemente Dusk.
È il gioiello dell'Impero. Affollata, fredda e nebbiosa, è circondata da una barriera elettrificata per proteggersi dagli spettri assetati di vendetta e dagli orrori delle Terre Morte. Dai suoi porti i cacciatori di Leviatani partono alla ricerca del sangue demoniaco che alimenta tutto.
Più di 800 anni fa un cataclisma ha infranto il sole e trasformato il mare in inchiostro nero. I demoni, presumibilmente, hanno aperto i Cancelli della Morte, liberando i più potenti tra loro, i leviatani, per distruggere il mondo...Ma il mondo si è adattato e la vostra razza, voi, siete sopravvissuti, raffinando e utilizzando il loro stesso sangue come catalizzatore per creare energia elettroplasmatica. Siete una banda di audaci canaglie in questa città dell'epoca vittoriana, un incrocio tra Venezia, Londra e Praga, infestata dai fantasmi, intrappolati dentro le mura che vi proteggono da ciò che di ben peggio c'è di fuori.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc "Presto tutti dentro", sussurro prima di entrare nel carro, "ma qualcuno farebbe bene a restare di guardia, nel caso si avvicini un.. problema" L'ultima cosa che voglio è farmi sorprendere dai soldati dentro un vagone blindato imperiale senza una via di uscita.
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Jonah lascia ancora vibrare la sua bruciatura sul sigillo quando Lady Alcaest si china sul lucchetto e sul cerchio di rune. L’Alcaest scivola sulla protezione con una precisione fredda, mangiando il bordo arcano linea dopo linea, finché il cerchio non si spezza in un tremito sottile. Per un istante il vagone reagisce: il gelo si addensa attorno a tutti voi, come un soffio trattenuto troppo a lungo, e il Velo sembra irrigidirsi dietro il metallo. Non è un allarme, ma è abbastanza da farvi capire che il carico non era protetto solo da un lucchetto. Il sigillo cade. Il vagone è pronto ad aprirsi.
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc "Sopportate bene il dolore" dico a Jonah passando un polpastrello lungo la lesione fresca. "Un tempo vi avrei considerato un esemplare molto.. promettente" Non c'è traccia di lusinga o sorriso in questa mia affermazione. Solo il riaffiorare di una parte di me che speravo di aver sepolto da tempo. Mi tocco la cicatrice sulla guancia con la mano guantata: è difficile dimenticare il passato quando ti brucia ancora sulla pelle. Ricopro le ferite con le maniche "Non avete ancora bisogno del mio aiuto. Siatene lieto" Poi mi concentro sul sigillo alitandoci sopra e appuntandomi gli occhiali sul naso con l'indice della mano destra. "Occhi aperti. Non si protegge così bene un semplice carico di reagenti: il convoglio potrebbe trasportare qualcosa di più prezioso del previsto", sussurro ai miei compagni. Più pericoloso del previsto. Mi corregge una vocina nella testa. Estraggo una fiala dalle mie tette (ho un autentico laboratorio chimico in quelle e altre -meno ovvie- parti del mio corpo), e con una pipetta vi prelevo alcune gocce di preparato. "Vediamo se questa roba ha un componente alchemico che posso sciogliere" E spipetto il contenuto sulla serratura. narratore
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
narratore
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Jonah "Occhi Freddi" Il circuito non sembra funzionare correttamente. O forse ho semplicemente sbagliato a collegarlo dopo aver visto i simboli, fin troppo simili a quelli dei miei tatuaggi: sebbene abbia abbandonato le mie velleità da rivoluzionario, non posso fare a meno di provare disgusto per il fatto che qualcuno abbia ceduto la nostra cultura ai cani Imperiali. È una brutta ferita, in effetti. Dico quando riesco a calmare il dolore sulle mie braccia, respirando ancora a fatica: mi sembrava di sentirmi bruciare dentro. È più tenace di quanto pensassi. Commento mentre alzo le maniche della mia giacca per mostrare le ferite a lady Alcaest: rifiutare delle cure, per quanto sia scosso, sarebbe sciocco. Temo che tocchi a voi. Per lo meno non è partita l'allarme.
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc "Signor Jonah, state bene?" mi avvicino preoccupata, anche se forse più turbata dal fatto che la serratura abbia resistito al tentativo di scasso. "Lasciatemi esaminare le vostre ferite. Mi intendo di ustioni" Certo, ho condotto esperimenti su prigionieri di guerra skovlan. Bruciato porzioni dei loro corpi con sostanze per sviluppare nuove cure applicabili ai nostri soldati. Oppure li usavo per testare gli effetti di nuove armi alchemiche. Cronometravo quanto impiegavano a morire. A vomitare i polmoni, cacare i loro stessi intestini liquefatti. Gli prendo delicatamente i polsi e li ruoto, osservando la pelle delle sue braccia. "Sì, direi che ho una discreta esperienza, in merito"
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Il lavoro sul sigillo fatto da Jonah, che dovrebbe essere in realtà anche più avvezzo, date le sue origini, si mostra alquanto problematico. Al collegamento dei cavi, il sigillo pare reagire come con repulsione alla sanguisuga, o a qualcosa di specifico di Occhi Freddi. I tatuaggi sul suo corpo si fanno incandescenti, come se avessero un legame con esso. Riesce a staccarsi in tempo per non subire un danno più grave, ma il dolore per un istante è stato come se venisse marchiato a fuoco nella carne.
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Jonah "Occhi Freddi" Il carico è stato protetto con cura: i cani Imperiali non si sono limitati ad un semplice lucchetto. Osservo le rune e le studio per qualche istante, aprendo poi la mia sacca degli strumenti per cercare quello che fa al caso mio: un solvente per rimuovere le rune e una batteria elettroplasmatica per assorbire il potere della trappola, in mancanza delle tecniche dei Mangiaspiriti. Datemi solo un istante: Bob potrà fare la sua magia tra pochissimo. Dico ai miei compagni, chiudendo gli occhi e pronunciando una preghiera nella mia lingua per calmare ciò che hanno legato a questa serratura. Collego quindi i cavi della batteria alle rune, facendo in modo che il circuito sia invertito, e mi preparo ad usare il solvente sulle rune. Master
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Il vagone giusto è finalmente davanti a voi, fermo tra il ferro e la nebbia come un contenitore di segreti troppo ben custoditi per essere banale. Le fiancate portano i segni di un viaggio lungo e sporco, eppure qualcosa non torna: dove vi aspettavate solo un blocco di carico e una serratura industriale, trovate invece una protezione più sottile, quasi un velo steso sopra il metallo. Il lucchetto c’è, solido, freddo, adatto a un trasporto che non dovrebbe finire nelle mani sbagliate, ma attorno a esso corre un cerchio di rune tracciate con una cura che non lascia dubbi: non è solo ferro che chiude il vagone. Da vicino, il simbolo appare come una cautela imperiale, discreta ma netta, e il freddo che vi si concentra attorno vi sfiora la pelle come un soffio trattenuto. Grazie agli Echi spettrali, la sensazione non resta confinata a uno solo di voi. La percepite tutti, nello stesso istante: un gelo sottile che si raccoglie attorno alla serratura, una pressione muta che sembra provenire da dietro il metallo, come se il vagone fosse stato lasciato lì troppo a lungo da qualcosa che non appartiene del tutto al mondo dei vivi. Nessuno sembra guardare direttamente verso di voi, ma la sensazione è quella di stare in un punto che qualcuno, da qualche parte, potrebbe notare un istante troppo tardi. Il sigillo non sembra un ostacolo enorme, ma neppure una semplice formalità. È lì per tenere chiuso qualcosa che non deve essere toccato, e il solo fatto che sia visibile così da vicino vi dice che il contenuto del vagone è stato protetto con cura. Un filo di freddo corre lungo le dita, e per un istante il metallo restituisce una pulsazione muta, come se qualcosa all’interno stesse aspettando di essere disturbato. La stazione continua a sferragliare attorno a voi, indifferente e affamata, ma il vagone ha già smesso di essere un semplice bersaglio: ora è una soglia, e voi siete nel punto esatto in cui la soglia può aprirsi o mordere. Davanti a voi c’è il lucchetto, il cerchio di rune e il contenuto che avete cercato fin qui. La protezione è stata trovata, ma adesso resta da capire se forzarla, studiarla meglio o aggirarla con un gesto più silenzioso prima che qualcuno noti il vostro interesse. Tutti
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Robert Silent Bob Block nebbia "C'era effettivamente un vagone sospetto, e ora che Alcaeat ci ha descritto il simbolo..." Rifletto ad alta voce, portando tutti al vagone con un simbolo simile a quello descritto che mi pareva di aver visto durante la ricognizione.
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[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
La prova resta di sondare, non cambia. Semplicemente con il tiro di gruppo abbiamo un "capo" che prende stress per ogni fallimento. Ognuno tira per sé, facciamo i tiri su telegram. Le schede sono nel drive che mi pare aver messo nella pagina di introduzione. Questa settimana sono abbastanza full a lavoro, vi aggiorno appena riesco. Ad ogni modo per la prova scriviamoci su telegram.
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[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
Allora, se possibile organizzerei la prova come azione di gruppo (collaboriamo tutti, o quasi), ma siccome non ho accesso alle schede dei miei compagni non saprei bene quale tratto sia più conveniente per tutti. Io tirerei studiare perché lì ho almeno un punto ma se gli altri sono più forti altrove riconsidererei. Data la criticità della prova mi vedrei anche costretto a prendere stress per avere qualche possibilità in più. Chi tira per tutti o ognuno tira per sé? Non sto aggiornando la scheda personale, la posso vedere da qualche parte? Non c'è un topic che raccoglie i link alle schede? Mi pare era stato postato qualcosa sul canale telegram, le mie ricerche qui sulla gilda però non hanno trovato nulla.
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc "Mi sembra un'ottima idea, signor Jonah" Sarebbe proprio un beffardo tiro del destino se, dopo tutto il nostro pianificare, venissimo scoperti persino prima di individuare il convoglio e i vagoni giusti. Descrivo brevemente ai miei compagni il simbolo che devono cercare. I convogli sono numerosi, ma l'identificativo dovrebbe essere evidente.
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Jonah "Occhi Freddi" Silent Bob, non avevi detto di aver visto un vagone sospetto mentre sorvegliavi la stazione? Chiedo al mio compagno, aggiungendo Io posso farvi da palo: se arriverà qualcuno posso distrarlo per un po'. Tutti
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[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
Puoi descrivere il simbolo ai tuoi compagni e vedere di fare un tiro di gruppo! Va bene!
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[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
ma alcaest ha sondare 0 e, se vogliamo tirare per i capelli il sistema, studiare 1.. non ci faccio molto dell'efficacia superiore se devo affidarmi alla fortuna sfacciata per superare la prova ^^' per un tiro così critico non posso proprio coinvolgere la banda per avere qualche possibilità in più?
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[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
Secondo me basterebbe una prova da parte tua, hai efficacia superiore perché hai Gia le informazioni sul carrello e sul simbolo, sai cosa devi cercare. La metterei rischiosa puramente perché comunque potreste essere scoperti. @Mezzanotte ho spostato la discussione in un TDS per comodità
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[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
dobbiamo farla come gruppo o separatamente? Insomma, sappiamo tutti che segno cercare.
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[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
Sai che segni ha , quello si . Ma almeno una prova di sondare la farei
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[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
l'orologio per me è ok, ovviamente. Ma non sapevamo esattamente in quale carrozza cercare?
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Afferrate il facchino per le ascelle e lo trascinate via dal telaio della finestra con una rapidità quasi brutale, sfruttando il suo stesso peso come copertura. Il corpo paralizzato scivola senza resistenza sul pavimento sporco del corridoio, lasciando dietro di sé solo il rumore secco degli stivali e l’odore acre di carbone, olio vecchio e ferro caldo. Il locale di servizio arriva in fretta: una stanza angusta, più nascosta che segreta, con scaffali storti, teli appesi, cassette vuote impilate senza ordine e una macchia d’umido che si allarga sul pavimento come un’ombra. Lo spazio è abbastanza stretto da inghiottire un uomo, abbastanza sporco da non farsi guardare due volte, e abbastanza lontano dal passaggio principale da offrire qualche respiro in più alla banda. Fuori, la stazione continua a vivere nel suo ritmo stanco e sporco. Le luci elettriche attorno all’edificio principale tagliano il buio con una freddezza quasi innaturale, ma più in là, verso i binari, la notte resta padrona: solo lampade a olio, qualche lanterna elettroplasmatiche nelle mani dei più ricchi, e le ombre dei facchini che si allungano e si spezzano tra le ruote dei carri. Il rumore dei convogli non si è mai davvero fermato; vibra nelle pareti, sale dal pavimento, entra nei denti. Da qualche parte, un fischio lontano si spegne nel soffio del vapore, e la stazione sembra trattenere il fiato insieme a chi la sta violando. Jonah abbassa il facchino dietro una pila di casse, provando a non lasciare tracce troppo evidenti, ma il pensiero corre già oltre: Orla, la contabile dei Lampionari, può servire a costruire una copertura credibile, magari un malore temporaneo, un ritardo nei controlli, una giustificazione che tenga il corpo fuori dai registri per il tempo necessario. Per adesso, però, il facchino è solo una massa inerme, una prova vivente di quanto sottile sia diventato il margine tra il colpo e il disastro. Il veleno di Medusa tiene ancora, ma non per sempre; il tempo comincia già a lavorare contro di voi, anche se in silenzio. Poco distante, Syrus resta fermo a pensare alla porta incatenata che aveva visto nel piano spettrale. Non si muove quasi, come se ogni gesto potesse spezzare l’assetto fragile del Velo. Il Sussurro sente la presenza prima ancora di vederla: non un volto, non una voce, ma la sensazione precisa di essere osservato attraverso uno strato di aria fredda, come se un occhio senza palpebre stesse cercando la sua sagoma. Il freddo attorno alla porta non è sparito; è rimasto addosso al corridoio, sui metalli, sulle pareti, e persino sull’idea di restare lì troppo a lungo. Bernardus non è lontano, ma in questo momento non basta a spezzare la sensazione che il Velo abbia preso nota della banda. Il Sussurro percepisce chiaramente che qualcosa, dall’altro lato, sta prestando attenzione. Non si tratta ancora di un attacco, né di una parola articolata, ma di quella quiete troppo tesa che precede un movimento. Una volontà nascosta. Un ascolto. Per un istante la stazione sembra dividersi in due respiri diversi: quello del locale di servizio, pieno di polvere e di corpi nascosti, e quello della porta incatenata, dove il buio ha cominciato a riconoscervi. Siete dentro il colpo, ma adesso il margine è più sottile, il silenzio più carico, e ogni cosa sembra aspettare di capire chi, per primo, farà un errore. Davanti a voi, la stazione continua a muoversi come se nulla fosse, ma adesso sapete che il tempo non è dalla vostra parte. Il carico è ancora lì, da qualche parte tra i binari e i registri, e l’unico modo per arrivarci è muovervi con attenzione, prima che il facchino scompaia dal rumore, prima che la porta risponda, prima che qualcuno noti che qualcosa non torna. Quale vagone cercate, e chi di voi si muove per primo? Tutti
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Syrus Brace Kamelin Sussurro Lascio le attività di maggior impatto fisico al resto del gruppo. Cerco di rimanere concentrato su quello che ci circonda, da entrambi i lati del Velo. La presenza oltre quella porta incatenata continua ad occupare i miei pensieri. Indipendentemente dalla possibile utilità paventata dalla nostra nuova amica incappucciata. @Daimadoshi85
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Jonah "Occhi Freddi" Ottimo: il lavoro deve restare pulito e non attirare attenzioni sgradevoli. Dico soddisfatto a lady Alcaest, cercando quindi un luogo dove nascondere il fattorino almeno mentre terminiamo il colpo. Ricordiamoci di contattare Orla prima di uscire da questo posto: avrà bisogno di essere informata di questo fatto per inventare una copertura. Un malore temporaneo, ad esempio.
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Lady Alcaest, l'Alchimista - Sanguisuga - Stazione di Gaddoc Esco allo scoperto, guardinga. Mi chino sul facchino. Gli controllo le pulsazioni, le pupille degli occhi. Poi gli strappo il dardo dal collo e lo ripongo in un apposito alloggiamento cucito nel mio mantello, assieme al mio arsenale di meraviglie stupefacenti. "Sopravviverà", sentenzio. Mi avesse incontrata qualche anno fa, durante la guerra, non sarebbe finita così bene per lui.
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Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Lady Alcaest soffia dalla cerbottana e prende al collo il malcapitato che, immediatamente, porta la mano al collo e cerca l'origine del dardo. Spalanca gli occhi, notando nell'ombra la sanguisuga, ma l'effetto del veleno è ormai in corso. Il facchino si appoggia al muro, paralizzato. Ora non vi resta che nascondere il corpo.