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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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About This Club

Un gruppo di giovani avventurieri, figli degli eroi del passato, si trovano a seguire le orme dei famosi progenitori nel corso di una missione volta a preservare il destino di una nazione... o forse di più

  1. What's new in this club
  2. Ragazzi, lo scrivo anche qui: grazie a tutti! E' stato davvero un piacere e un onore ruolare con voi in questa avventura. "Buona notte e buone botte!"
  3. Con l’eccezione di Mulroht, il quale fu visto vagare tronfio con Huruk-Rast in compagnia di una attraente elfa molto simile a Ciradyl (con l’eccezione degli occhi infuocati e un’incedere da succube) sventolando un contratto firmato con il sangue in cui si attestava molto in piccolo la vendita della sua anima, i giovani che avevano fallito il salvataggio della principessa cercarono all’unanimità di redimere i propri errori impegnandosi a tutto corpo nell’impresa di riunire il continente. Non che i genitori rimasero immobili. Tuttavia, nella tradizione dei giovani, la fretta sembrava far scordare come l’ultima guerra si fosse consumata nell’arco di quasi cinque lunghi anni. Oceiros, che ricevette bonifici consistenti e venne raggiunto da Alucard in persona, borbottò acidamente su come ai suoi tempi fosse costantemente chiamato in causa per le assurdità più disparate, facendo una predica su come avrebbe dovuto riportare in vita un orso-mezzo drago nero e la sua amante invece di un altro paio di persone. L’unico suo punto debole, però, era l’amore e in virtù di ciò decise (pur riluttante) di dare una mano (con l’altra prese il danaro offertogli). Oceiros ci tenne comunque a sottolineare come un Miracolo fosse sì potente, ma non tale da poter vincere una guerra in sei secondi Sennò lo avrei lanciato l’ultima volta senza dovermi fare tutto quel viaggio in compagnia Winn’Ier e Thorlum precisò. D’altro canto, i numerosi figli di Seline schierati su vari fronti, capirono presto il perché del temporeggiamento della Lega di Ilitar: se Augustus Mac-Tir ne era diventato il leader, disponendo di grande potere su ogni decisione, era in virtù della sua astuzia politica. Con il figlio ancora non sposato e la possibilità di ampliare i territori, un forte giro di missive con il principe Dorian fu scoperto circa l’acquisizione (in caso di vittoria) di Mael Thalor, capitale più abitata e custode dei segreti magici bellici degli elfi. Se i bookmakers avessero stilato una classifica di chi avrebbe potuto salvare la situazione, le quote più basse sarebbero state di per certo quelle per i figli della Decanti, tuttavia fu grazie a costoro e ad Eoliòn Von Gebsatell se lo stallo fu spezzato. Il matrimonio di Eoliòn Von Gebsatell con Demetrius Mac-Tir, sospinte dalle continue sollecitudini di Vixenia Draconis e dal suo protettore reale Golban, vennero infine celebrate in pompa magna, precedendo di fatto di poco l’entrata in guerra di Garnia come alleata del regno di Glantria a seguito dell’accordo intercorso tra il Mac-Tir e il sovrano di Glantria circa la cessione della città ma la condivisione dell’intelligence magica (come di quella riguardante wisdom e charisma come caratteristiche di lancio), nel momento in cui la guerra era diventata uno stallo all’altezza dei Clivi Lunari. Alucard Dopo la dichiarazione di guerra di Garnia, non si dovette aspettare molto affinchè Arcoria entrasse in guerra, seguita a ruota da Picco del Merlo. Scogliera Argento, più vicina ai territori elfici, entrò solo dopo aver accettato l’ingresso di Deborah Borealis come maga di corte, ottenendo ben presto la stima di molti per la sua grande conoscenza nonostante la giovane età (la sovrana apprezzò in particolare la conoscenza di metodi per liberarsi dei Tentacoli Neri in particolar modo). I tentativi degli sciocchi di manipolarla vennero sempre respinti, il nemico costretto a fuggire terrorizzato dalla strega del terrore. In molti sospettarono che dietro di ciò vi fosse la lunga mano di Clint Draconis, amico intimo della sovrana. La relazione tra i due venne particolarmente discussa quando il duca lasciò Acquastrino al seguito della cacciata del figlio, come segno di protesta contro l’instabile consorte che mai aveva amato. Il vuoto eroico (ma non di certo coniugale) venne colmato da Oceiros, che venne riassunto nella sua carica di ufficiale mai lasciata formalmente per essere sempre al centro dell’attenzione e fungere da consulente per le nascite future. Il fatto che le sue sorelle avessero comunque mostrato un certo attaccamento al proprio nome, spinse Azuria Draconis a tentare la via familiare e cercare di reclamare il suo posto di erede L’idea di Angelica in effetti è molto valida, un drago potrebbe davvero darti eredi più… draghi! commentò tirando bucce di banane ai servitori che si occupavano di Trevor Forse te e tua sorella siete l’unica cosa buona che ha fatto vostro padre! Vi metterò in linea di successione… se saprete guadagnarvelo! le due Draconis avevano infine conquistato pieni diritti sul proprio cognome, a patto che fossero riuscite a soddisfare la propria esigente matrigna La contea di Brughioro, pacifica oltremodo di solito, ricevette una spinta dall’ultima persona che gli eroi si sarebbero mai aspettati: Nithmeya. Deborah, nel suo peregrinare, fece leva sui suoi sentimenti e convinse la parente a spingere al massimo l’acceleratore sul regno in cui si stava facendo un nome Suppongo che con questo mi sarò guadagnata la tranquillità che mi merito osservò la tiefling, pur non potendo sorridere alle iniziative di Deborah Se mai avessi avuto la sfortuna di rimanere incinta e partorire una bambina… saresti il modello di figlia che più tollererei disse in quello strano rapporto zia-nipote. I Fiordi si mantennero distanti dal conflitto, funestati dal timore reciproco che un allontanamento dai propri territori avrebbe potuto esporre ogni feudo a possibili invasioni dei vicini, Riverstein in primis. Lakewood divenne l’unico posto in cui vennero coordinate le azioni, oltre a fungere da casa temporanea per le ninfe di Lagocristallo. Airona accettò il nome Eir, mentre Violara squadrò male Ragnar Te lo avevo detto come l’avrei chiamata, si vede quanto stai attento! E dire che lo avevi suggerito pure tu… è Sigrid! S-I-G-R-I-D! il trattamento ricevuto non rese facile il rapporto di Ragnar con la madre dei suoi figli, la cui lunga vita avrebbe portato avanti il rancore di quell’inganno (di certo non al pari di Winn’Ier, ma pur sempre di un inganno si trattava) per molti, molti anni, alimentata anche dal rapporto che il bardo intessè con Angelica e Astrid. Sebbene tale triangolo aumentò di certo il rispetto virile nei confronti del Bjornsson, lenì la reputazione delle donzelle che lo condividevano, in particolare della meno attraente Astrid che (nonostante le negazioni irritate dello scaldo) venne considerata spesso dagli uomini del nord come “la scudiera”, “la terza incomoda” o “quella per i periodi mensili della rossa più gnocca”. Silena e Levantia furono invece sorprese e deliziate dalle premure di Damien, il quale dopo il periodo passato con Rakayah era giunto al nord più simile a un contenitore vuoto che a un essere vivente, prosciugato di qualsiasi linfa vitale (e non solo). Silena, nella tradizione di Lagocristallo, decise di chiamare sua figlia Belladonna, mentre Levantia chiamò il suo piccoletto Scirocco Così se sarà bravo come il padre lo chiameremo semplicemente Rocco disse l’ingegnosa ninfa originaria di Scogliera Argento. Azalia avrebbe forse approvato qualunque decisione sul nome da parte di Shaun, anche se avesse chiamato loro figlio Ascharon o Il Sangue di Drago Precedentemente Conosciuto Come Paradiso Thorlum Non ti preoccupare C… amore mio! (termine che da ora in avanti avrebbe usato sempre) Ci rifaremo con il prossimo! disse saltando addosso al suo giovane amato. Il matrimonio con Luna non avrebbe cambiato i suoi sentimenti, lieta di aver finalmente trovato il suo personale Clint, che di cognome facesse Marsh o meno. La Savana fu l’ultimo posto in cui i viaggiatori seppero trovarsi Malik e Kat, fuggiti dagli orrori della guerra dopo che il possibile futuro principe dei lucertoloidi offrì i propri soldi a beneficio dei guerreggianti. Pur incerti sul rapporto di amicizia che si era creato tra i due, essi furono concordi nel dare il massimo per impedire che i problemi delle terre desertiche si scatenassero anche sugli alleati, la chioma della ninfa o lo scaglie di ottone l’ultima cosa che gli schiavisti o gli orchi avrebbero visto prima di perire. Pur contro una alleanza ora ben più solida e forte, Frondargentea non si arrese, iniziando una guerra che durò più di un anno, nel quale le forze alleate furono in grado di reclamare ogni centimetro perduto e ricacciare gli elfi all’interno dei loro confini. I tentativi del rinato Ordine Sinaptico, sempre foriero di loschi piani, fu sventato a priori da quella che fu definita come l’unica succube capace di salvare una persona e poi fare sesso con lei fino a lasciarla quasi morta. Il loro leader, l’incubus Jackpit che aveva preso per anni le sembianze di Mordecai per perpetrare i propri piani, li vide sventati ad opera della figlia. E sebbene la speranza di una sortita venisse resa difficoltosa dalla magia selvaggia lì presente, le forze alleate si spinsero all’interno del territorio elfico e metà di Frondargentea, compresa Mael Thalor, furono conquistate prima che Fhaornik Ravacyne, ex governatore di Mylmanor, guidasse un subdolo colpo di stato e prendesse il controllo del popolo elfico, firmando subito una resa che cambiò in buona parte il volto del nord del Continente Occidentale: I territori orientali di Frondargentea fino a Neslean, Illelthyr e Mylmanor passarono sotto il dominio di Glantria, mentre le terre a partire da Mael Thalor fino al mare furono concesse alla Lega di Ilitar che rinominò la nuova contea come Selvania. Tale territorio sarebbe stato gestito dalla casata Benckerdoff pro-tempore, in attesa che gli eventuali figli di Eoliòn e Demetrius fossero sufficientemente numerosi e divenissero adulti a sufficienza per gestirli. Ciò che rimaneva a Lagocristallo fu riconsegnato alle ninfe, che ebbero in concessione un raddoppio delle loro terre nell’area boschiva di confine. Le città elfiche furono messe sotto la gestione di Vassilixia Draconis. Molte nutrie accorsero verso tali province, la principessa che concesse loro diritto di voto e possibilità di sposarsi con chi volevano nella più assoluta e unanime perplessità generale. La sete di vendetta di Dorian parve placata solo in parte ed egli cambiò il motto della sua casata per meglio riflettere il suo nuovo spirito in “Giustizia o Morte”. Egli, in compagnia della sua folle sovrana, si guadagnò un timore reverenziale e qualunque straniero si sarebbe approcciato loro con titubanza (in particolar modo nei confronti delle nutrie di Vassilixia), sebbene sotto il suo regno i confini raggiunsero la loro massima espansione nella storia e i cittadini non si videro affossati di tasse o leggi ingiuste, se non un forte inasprimento delle pene per crimini gravi, che prevedettero leggi simili a quelle del contrappasso. L’unico che non abbassò mai il capo, ma lo sollevò sempre con fierezza, fu Sovrano Nero che dopo aver disertato da Astrid (nonostante il suo inasprimento) offrì i propri servigi a un perplesso Dorian che lo prese come sua regal cavalcatura. Molti furono i piccoli criminali schiacciati senza pietà sotto i suoi zoccoli. Il nuovo Signore delle Fronde Fhaornik, dopo aver stabilito per breve periodo la capitale a Nyrenneas, spostò la capitale nell’entroterra nordico. Il popolo elfico ottenne da quella storia una pessima nomea, che la accompagnò nei decenni a venire. Le atrocità compiute nei campi di lavoro che vennero trovati furono considerate abominevoli anche per gli standard demoniaci: i prigionieri erano costretti a vivere anche in trenta-quaranta in piccole e sudicie capanne in fango secco e paglia, con scarsa ventilazione e riscaldamento, costretti a turni di lavoro tutti i giorni per quindici ore al giorno, donne e bambini compresi, per poi seguire obbligatori corsi di “educazione ideologica”, la cui lezione andava imparata a memoria pena la privazione del sonno. La malnutrizione, le violenze, le torture e le esecuzioni erano all’ordine del giorno ed uno dei primi a pagarne fu Efraym Al Rasul, catturato e inviato in uno dei campi dopo tre round da quando aveva lasciato il gruppo. Winn’Ier fu rinvenuto come l’ombra di sé stesso, ormai ridotto a uno scheletro vivente e sopravvissuto solo in virtù della sua sovrumana resistenza e dalle pronte cure del miglior guaritore a disposizione, l’evangelista Forgrim (il che sottolineò la necessità di formare maggiori sacerdoti nell’immediato futuro, a giudicare dalla penuria). Il De Puh fu uno dei pochi trovati vivi, in molti campi di lavoro i prigionieri vennero uccisi sommariamente poco prima dell’arrivo dei liberatori. Di fronti a tali atrocità molti paesi iniziarono a rifiutarsi di trattare con gli elfi e le difficoltà di ricostruzione, uniti alla vicinanza con i territori dei troll, portò a un impoverimento dell’antica e orgogliosa civiltà che aveva dichiarato guerra a un intero continente. Nonostante ciò, molti gruppi dissidenti fomentarono rivolte all’interno delle città conquistate e la xenofobia durò a lungo in quelle terre. Anche prima del termine della guerra, comunque, i giovani realizzarono la loro realtà Pur con i loro sforzi, essi non erano stati all’altezza dei loro genitori Essi sentirono di aver deluso loro stessi più di loro, ma cercarono di rimediare Sebbene la morte di Ciradyl sarebbe rimasta il loro cruccio, essi continuarono Fu così che il viaggio dei figli degli eroi giunse alla fine… almeno fino ad allora Nella zona nord del Continente Occidentale, i combattimenti continuarono Ci furono altri spargimenti di sangue e molti vissero e morirono Così come avevano sempre fatto, anche decenni prima Perché la guerra, la guerra non cambia mai FINE
  4. Malik Al Rasul (Lucertoloide mezzo-drago di Ottone) @REDDISH-MUSE @Plettro Astrid e tutti quanti sono con lei @Bomba Tattiche e Propositi
  5. Angelica Draconis @Acquastrino @La Resistenza (Lagocristallo/Lakewood) @Astrid e Ragnar @DM
  6. Mulroht @SassoMuschioso @Ghal Maraz @Redik @Plettro Nei mesi successivi, Mulroht riprese contatto con lo gnomo al collegio che si occupava di miniature di gioco. Lui incideva nel legno su ordinazione, lasciando all'altro il compito della colorazione e degli accessori. L'intenzione era mettere da parte un po' di denaro. A sua volta, il suo scopo era ben preciso... un piatto da servire freddo.
  7. Shaun Draconis Acquastrino (Vassilixia ed Angelica) Nascite Luna Guerra (d)al Nord (Luna, Ragnar, Angelica, Astrid?) Lettere
  8. Rakayah Decanti Rakayah non è più rintracciabile a Firedrakes, nella sua camera ci sarà un semplice biglietto con scritto. Ciao ciao, Perdenti. Lettera per Alucard [x Alucard] Ritorno alle Origini [SOLO PER IL DM PLS]
  9. Damien Marsh (Human/Half-Fiend) A Promise is a Promise [x Rakayah][VM 18] La fine di tutto Tutto quello che avevano fatto in quella missione non si concluse semplicemente con la perdita della principessa, ma porto con se un onda d'urto inimmaginabile. Mentre i suoi compagni ormai sembravano prendere una strada ben definita, Damien si senti per la prima volta perso. Non era certo una sensazione a cui fosse abituato, lui che riusciva sempre a lasciarsi scivolare tutto, vivendo con una fin troppa leggerezza, stavolta sembra travolto da tutto quello che stava succedendo. La guerra ormai alle porte stava diventando sempre piu difficile da allontanare nella mente del ragazzo. Stavolta neanche le sue "scappatoie" in cui si rifugiava per non pensare sembravano non bastare, come se si ostinasse a vivere una vita che sembrava sempre piu lontana. Un evento sancì però la definitiva svolta nell'animo di Damien. Ormai erano passati mesi da quando il mezzo-demone aveva concepito quei due bambini con le ninfe di Lagocristallo ed era giunto il momento del loro parto. A causa della guerra proveniente da Frondargentea Damien cercò di sincerarsi delle condizioni delle ninfe durante quei mesi, e quando arrivo il momento non pote non essere presente. La mente di Damien in fondo non aveva mai realizzato la sua paternità, fino a quel momento aveva vissuto la cosa quasi come un dovere verso quello che Clint aveva fatto per lui, sentendosi quasi in debito verso la sua vita. Questo pensiero però muto velocemente quando vide per la prima volta i propri figli. Certamente il parto fu una visione decisamente peculiare per il ragazzo, che strizzo varie volte lo sguardo come per cercare di vedere il meno possibile, ma quando quelle piccole creature vennero messe nelle sua mani qualcosa scatto. In quell'istante capi che forse cera qualcosa che valesse piu di se stesso, quei due piccoli esseri cosi inermi erano nelle sue mani, dipendevano completamente da lui, per la prima volta nella sua vita si senti indispensabile per qualcuno. Non riusci cosi a nascondere un pieno sorriso sincero, sfiorando leggermente il nasino di quei piccoli esseri ...siete..siete bellissimi...prometto che non sarete mai soli... penso, per poi guardare Silena e Levantia, sono bellissimi... quando ebbe modo di parlare con le ninfe gli fu chiaro quello che avrebbe dovuto fare ..come state? domando preoccupandosi delle loro condizione dopo il parto ..mi dispiace per quello che avete dovuto passare.. continuo rendendosi forse per la prima volta conto di quanto avevano perso in quella guerra ...vi prometto che farò tutto quello che è in mio potere per proteggervi e ridarvi quello che vi hanno preso... disse per poi rivolgere lo sguardo verso quei piccoli ..non meritate questo... La scelta era stata fatta anche per Damien sarebbe sceso in campo per Lagocristallo, per recuperare quello che la guerra aveva tolto alle ninfe ed hai sui figli.
  10. Alucard Borealis. Il diavolo veste Draap @Plettro e @Cronos89: le ninfe ed il crollo di un continente...e chi chiamerai? ( @master) @Il bello, il cornuto ed il Santo ( @master) @tutti coloro che sono in prima linea e @master @Organo84 e @Nilyn Il discorso al principe @bomba
  11. Forgrim Minyar Tanner (Umano) La principessa Ciradyl era morta. Non erano stati abbastanza veloci. Per questo Forgrim pianse, chiudendosi ancora una volta in se stesso. Quella sconfitta mise a nudo tutte le sue debolezze, facendogli capire quanto lui fosse inadeguato e quanto le sue capacita fossero acerbe. Voleva portare la pace e salvare le genti. Fallì la sua prima vera prova. Forgrim si sentiva inutile e passò il viaggio di ritorno senza proferire parola, pronunciando deboli preghiere. La vista dell'istituto sancì realmente la fine del viaggio. Ascoltò le parole di Sophia, senza mai alzare lo sguardo, finché non poté congedarsi. Parole vuote....avremmo dovuto fare di più. L'umano fece un inchinò, salutò e si allontanò. La vita sembrava tornare alla normalità nonostante i venti di guerra si stessero facendo sempre più forti. In quei giorni Forgrim pensava spesso a quei luoghi meravigliosi e a come sarebbero cambiati. Quante vite sarebbero state stroncate. Pensò ad Efraym. Aveva imparato a conoscerlo durante il viaggio, aveva conosciuto la sua impulsività e ne aveva capito la bontà. Chissà dove si trovava. Chissà se fosse riuscito a tornare nelle sue terre. Sorrise. No, sicuramente l'impetuoso lucertoloide si sarebbe fatto coinvolgere da tutto quanto: Efr. non si sarà tirato indietro. Sicuramente starà combattendo contro qualche sopruso. Lo vedo già, solo e determinato portando giustizia nel continente... Iniziò a ridere. In pochi mesi la guerra iniziò, con tutto il suo carico di dolore e distruzione. Il continente stava tornando nel caos e i regni non si muovevano all'unisono. Le alleanze sembravano non avere alcun valore. Anche i nani decisero di non fare nulla per aiutare il regno di Firedrakes. In tutto ciò gli elfi avanzavano velocemente. [Tempi Pericolosi]- @PietroD Master
  12. Ragnar Bjornsson La guerra stava distruggendo ogni cosa che fosse stata costruita. Sulla carta avrebbe dovuto essere una formalità: gli eroi avevano combattuto per creare uno stuolo di alleanze, unificare il mondo ed evitare che succedessero situazioni del genere. Ma, evidentemente, il lavoro di anni non poteva nulla di fronte ai ciechi meccanismi del destino, all'ira di un padre furioso per la morte di propria figlia e ai tradimenti (per futili motivi) degli alleati di un tempo. Ragnar, ormai trasferitosi stabilmente nei Fiordi, si trovò costretto a rinunciare agli ultimi mesi della sua spensierata adolescenza per aiutare l'intero continente... Nonostante questo gli avesse voltato le spalle. Si trovò costretto a gestire un'ulteriore delusione: sua madre non era esattamente la donna che gli era stata descritta da zia Celeste. Certo, si era sacrificata per la salvezza del Continente, ma aveva commesso crimini atroci. Alla fine, le voci che aveva sempre negato erano reali. Ma, alla fine, poteva veramente biasimarla? Anche la sua vita non era stata propriamente encomiabile fino a quel momento. Ma, al contrario dell'eroina Seline, lui aveva la possibilità di diventare un uomo migliore. Ragnar provó a mettere in atto il suo impegno proteggendo Melaxes dai bulli, per quanto possibile, e insegnargli come restare al mondo, provando ad istruirlo e a farlo "svegliare", senza però fargli perdere la sua sincera bontà. Nascite La resistenza [Astrid, Angelica, Luna, Shaun] Un ultimo momento di intimità [VM 18, Astrid, Angelica]
  13. Deborah Borealis(Tiefling Burattinaia del Terrore) Madnyss & Sorrow(Burattini) Rifugio Sorelle(Rakayah) Passi
  14. Lakewood, La resistenza @Plettro Lakewood, La resistenza pt 2 @Ghal Maraz Lakewood, la resistenza pt3 @Zellos @Ghal Maraz @Plettro @Ian Morgenvelt @Von
  15. Astrid Lakewood, nuova base del popolo di Lagocristallo @Cronos89 e chiunque sia partecipe alle nascite Un'ultimo momento di intimità VM18 (vabbé, per modo di dire, non sono granché descrittivo) @Ian Morgenvelt @Von Toss a coin to your Oceiros @Zellos e chiunque voglia versare il denaro della ricompensa per fargli utilizzare un miracolo contro gli elfi @Bomba
  16. Vassilixia I suggerimenti tattici di Vassilixia vennero ignorati dal Signore di Glantria e sebbene il metodo diplomatico avesse funzionato durante il loro viaggio a Frondargentea, sia lei che Dorian ritenevano un assurdità sottovalutare il nemico. Nonostante le preoccupazioni i due ragazzi erano felici e l'amore cresceva con loro. La cerimonia nuziale avvenne a guerra già scoppiata e fu dunque molto meno sfarzosa e frequentata di quanto solitamente accade. Parecchi regnanti addussero come scusa che Firedrakes era troppo vicina al confine per non presentarsi. Ovviamente i grandi Eroi e i loro compagni furono tutti invitati. Non ci volle molto perché ai brindisi e agli auguri si sostituissero consigli e preoccupazioni per il futuro. Dorian chiese l'appoggio di tutti i presenti e nei giorni a seguire inviò richieste di supporto ad ogni casata della lega di Ilitar, e ai regni confinanti, ma ben pochi risposero all'appello. La delusione più scottante fu Lord Ivrastil cui Vassi stessa scrisse un accorata lettera chiedendo per quale motivo la vita di suo nipote e la difesa dei confini volessero così poco per lui. Abbandonati dai più e gettati nella cruda realtà della guerra i caratteri dei due ragazzi si indurirono ulteriormente portandoli a prendere scelte molto drastiche per arginare il conflitto. Vassi con Dorian e Oceiros
  17. DM I tentativi di diplomazia per scongiurare la guerra lasciarono il posto a una corsa agli armamenti, inevitabile presagio di ciò che accadde in seguito. Il regno di Frondargentea passò alle armi e i confini all’interno della Foresta dell’Arbusto Nero ne pagarono le conseguenze. Lagocristallo e il Borgo di Foglia NuovaTM (dove spira il vento di nuove avventure) vennero attaccati in quella che gli elfi cercarono di gestier come una “guerra lampo”. La decisione di spostare la corte di ninfe a Lakewood si rivelò saggia e nessuna di esse venne catturata, sebbene quasi tutti coloro degli ostinati che rimasero a difendere il lago o la città nel bosco perirono o furono fatti prigionieri per essere portati verso i temuti campi di lavoro elfici. La caduta di Lagocristallo segnò un capitolo indelebile nella storia delle ninfe di Glantria: gli elfi, ormai perso ogni contatto con la natura, bruciarono gli alberi e inquinarono la pozza sacra dissacrandola per sempre. Il Borgo di Foglia NuovaTM (dove spira il vento di nuove avventure), già indebolita dall’attacco dei giganti delle settimane precedenti, venne rasa al suolo, gli uomini uccisi e le donne (compresa Placida) fatte schiave. Attaccata direttamente nei suoi domini, Glantria dichiarò guerra a Frondargentea, pur essendo evidente che il regno dei Von Gebsatell fosse in svantaggio numerico, nel momento in cui il regno dei Glynrora non emergeva da una guerra come successo per il resto del Continente Occidentale. Ciò portò inizialmente Scogliera Argento a dichiararsi neutrale e solo Lakewood, per i Fiordi, offrì la sua modesta alleanza. Nei Fiordi Nemmeno dai nani di Huruk-Rast giunsero aiuti attivi in guerra: re Dervagar rimase in attesa, su suggerimento della regina Felda Bronzopinta, in attesa di verificare la situazione dopo i primi mesi di guerra. La proposta di matrimonio tra Eoliòn Von Gebsatell e Demetrius Mac-Tir venne accettata, con la condizione che la mezza-celestiale raggiungesse il suo sposo a Garnia. Data la sicurezza che potevano garantire i signori della nazione principale della Lega di Ilitar, la piumata Von Gebsatell potè godere di un condotto sicuro in attesa di ufficializzare il proprio matrimonio. In compenso, sempre da Garnia, Winn’Ier de Puh giunse a rinforzo, la tensione e l’attesa salirono nelle prime settimane di conflitto mentre lo sguardo volgeva verso sud. Se Augustus Mac-Tir si trovò a gestire una platea di proteste dai suoi feudatari circa la possibilità di un ingresso in guerra, in uno dei feudi si consumò una serie estenuante di trattative per ottenere aiuto da uno dei più potenti alleati a disposizione: Acquastrino. Ad Acquastrino Derbel Von Gebsatell abdicò verso la fine dell’anno 1020, lasciando di fatto la corona al figlio Dorian, il quale ricevette quindi il beneplacito per sposare Vassilixia Draconis di Acquastrino, che divenne quindi principessa di Firedrakes sostituendo Marie Antoinette Ivarstill nel suo ruolo. I due giovani ebbero modo di coronare il loro sogno d’amore, sebbene in un momento molto duro per la nazione che richiedeva decisioni importanti. In molti ritennero che passare il potere a un ragazzo non ancora maggiorenne si sarebbe rivelato un grosso errore, specialmente quando uno dei suoi primi provvedimenti consistette nella rimozione di Oceiros dal ruolo di ciambellano. I detrattori si sbagliarono: forte del suo maggiore polso, e affiancato da una principessa dal carattere simile a quello di sua madre, Dorian guidò la nazione in guerra con decisioni coraggiose, mostrando più polso del padre. Gli eventi di Frondargentea, tuttavia, lo avevano comunque segnato e lo spirito lunatico della sua consorte (reliquia forse dell’instabilità genetica familiare) non furono in grado di fermare la sua lenta deriva verso un uomo spietato e cinico come sua madre. Il suo amore per la moglie, i genitori, i suoi sudditi e coloro che gli erano vicini era grande, ma altrettanto grande divenne la sua crudeltà con i nemici. Se gli elfi si resero protagonisti di orrori, quali l’uso di fuoco e sostanze chimiche sulle popolazioni, Dorian rispose con mezzi altrettanto feroci. Racconti delle torture perpetrate ai prigionieri elfi cominciarono a circolare per Firedrakes, compreso l’invio di carri a Frondargentea colmi dei corpi smembrati, il giovane Dorian che ricevette presto il titolo di Dorian il Senza Pietà, famoso per il cinismo con cui rispondeva ai crimini altrui senza concedere alcuna grazia o possibilità di trattativa. Malik Al Rasul non ebbe difficoltà a raggiungere la propria terra di origine, salvo scoprire che Efraym non era riuscito a tornarvi. Kat Po lo accompagnò come rappresentante del suo popolo, conoscendo infine il suo altro fratello e le sue sorelle, salvo scoprire però che la Savana non poteva aiutare il nord. Nella Savana I mesi passarono e, mentre si iniziava ad organizzare il matrimonio tra Demetrius ed Eoliòn, la guerra proseguì con gli elfi che vennero fermati, grazie all’aiuto dei soldati di Acquastrino (e quei due gatti di Lakewood) nella loro avanzata dopo la conquista di Covo del Tarrasque. La superiorità bellica degli elfi di Frondargentea fino ad allora si espresse nell’uso di magie mai viste prima nel Continente Occidentale, perorata da maghi avvezzi a usare magia nelle condizioni peggiori di tutta Arth e ora liberi di scatenarsi liberamente, sovrastando qualunque altro incantatore possibile. Gli ex eroi cercarono di fare del loro meglio, ma non tardò a giungere la triste notizia della cattura dell’anziano avventuriero Winn’Ier, ormai meno forte di quanto lo fosse stato nello splendore dei suoi anni, sebbene pare che egli fu tenuto vivo per impedire investimenti monetari per il suo ritorno. Il regno di Arcoria si limitò a difendere i suoi confini, Jean-Philippe Ivarstill infastidito dal soppiantamento subito dalla figlia e sostenuto fermamente dai suoi vassalli in una guerra di attesa. Si sarebbe mosso solo una volta ottenuto l’ordine da parte di re Mac-Tir. Amici stretti degli Ivarstill, e loro parenti in parte, i Benckerdoff di Picco del Merlo fecero altrettanto. A sud di Glantria gli unici divertimenti noti furono quelli di Rakayah. A Primarosa Brughioro rimase cheta. Come Shaun Draconis ebbe modo di scoprire, la nazione dei Bistefani che confinava con la Savana doveva difendersi dai pericoli che infestavano la nazione selvaggia. Alla sua corte in compenso era giunta una figura nuova, quella di Nithmeya Lacroix, che stava guadagnando consensi grazie al suo fascino, il suo modo di porsi nei dialoghi e la sua capacità analitica. Nascite X tutti
  18. Astrid Con Shaun @Ghal Maraz Ragnar e Angelica @Von @Ian Morgenvelt Lagocristallo scende in guerra @Cronos89 @Von @Ian Morgenvelt @Ghal Maraz @REDDISH-MUSE Dure Verità @REDDISH-MUSE
  19. Shaun Draconis I Sinners Quattro chiacchiere con Ragnar Melaxes-consulto (Eolión, Malik, Vassilixia, Angelica e chi altri?) Padri e figli (Mulroht) Ricerche (solo DM)
  20. Luna difesa di lagocristallo Con Malik e Kat? Riepilogo azioni
  21. Rakayah Decanti A Promise is a Promise [x Damien][VM 18] Everyday Princess... Without a Prince Una notizia inaspettata
  22. Angelica Draconis Se non fosse per gli avvenimenti di Frondargentea, nella quale il Re sembrava aver deciso di sterminare tutti i non elfi, Angelica sarebbe rimasta in Istituto per continuare gli studi e rimanere il più a lungo con tutti i suoi amici e compagni di sventura. La realtà era purtroppo ben altra e sebbene Calixtria sembrava indifferente a quegli accadimenti, lo stesso non poteva dirsi per la figlia "poco-di-drago", che aveva già deciso che avrebbe fatto tutto il possibile per porre fine a quella situazione con la speranza di non dover andare in guerra. @Draconis @Ragnar e Astrid @Situazione di Melaxes
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