Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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Il Tempo dei Perduti
Erika Ora che siamo quasi arrivati sono più nervosa di prima. Quasi che la breve distanza che manca fosse solo un'illusione e in realtà il eggio debba ancora venire. Continuo a guardarmi attorno nervosamente. Muoviamoci. Prima arriviamo meglio è. Non mi piace stare qui...
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Quando finalmente la nebbia si dirada e l’Abbazia del Fascio Dorato appare davanti a noi, sento un peso enorme sollevarsi dal petto. "Finalmente" Mi fermo un istante sul crinale, lasciando che il cavallo riprenda fiato, e osservo la struttura sacra con un misto di sollievo e profonda inquietudine. "Andiamo. Speriamo che l’Abate sia disposto ad accoglierci senza troppe domande"
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Vaulath La camminata mi rende particolarmente nervoso. Non potermi fidare dei miei sensi è un'esperienza nuova e fortemente sgradevole. Faccio del mio meglio per guidare i miei compagni verso la Valle insieme a Erika, ma mi ritrovo a dubitare di me stesso a ogni passo. Non so da dove derivino queste illusioni, o chi le abbia create. So solo che quando finalmente arriviamo all' Abbazia del Fascio Dorato tiro un rumoroso sospiro di sollievo. Almeno qui saremo al sicuro.
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Il Tempo dei Perduti
Shage O'Might Viaggiamo in un territorio distorto , surreale... qualunque potere sia legato al manufatto che portiamo appresso sta distorcendo l'ambiente. Questa impressione è confermata all'arrivo dei terreni sotto la protezione del tempio. Qui l'influenza positiva del culto della madre terra contrasta efficacemente quella del Vuoto. Tiro un sospiro di sollievo nel camminare un terreno normale, anzi pieno di energia vitale grazie ala cura dei monaci che se ne occupano. Volgo un ultima volta lo sguardo indietro verso il terreno appena attraversato come per timore che il male che ha corrotta quella terra potesse in qualche modo seguirci. Non sento più la gola chiusa e con piacere canticchio mentre procediamo verso il portone del tempio. Tuttavia non abbasso la guardia...se il tempio ancora resiste al decadimento che ha colpito le terre circostanti sono ben consapevole del male che trasportiamo meglio stare attenti.
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Il Tempo dei Perduti
La notte, seppur priva di attacchi ravvicinati, si trascina come un calvario interminabile. Il gelo sprigionato dall'oscurità e dalle pareti sembra penetrare fin dentro il midollo, e il sonno di chi tenta di riposare è tormentato da sogni frammentari e privi di logica, dove le distanze si annullano e i volti dei compagni appaiono distorti, come riflessi su specchi incrinati. ma il risveglio non porta alcun sollievo...quando spegnete gli ultimi carboni del fuoco, la bufera all'esterno si è finalmente placata, lasciando il posto a un silenzio innaturale e cristallino. Il sole sorge pallido dietro una coltre di nebbia fitta che cancella l'orizzonte. Vi rimettete in marcia, ma il viaggio si trasforma rapidamente in una marcia logorante. La neve fresca, alta fino alle ginocchia dei cavalli, rallenta drasticamente il vostro passo. La pista della Moonsea Ride è scomparsa e l'orientamento diventa una scommessa continua. Ma non è la fatica fisica a logoravi, bensì la strisciante sensazione di angoscia che vi accompagna fin dai primi chilometri. Il paesaggio meridionale di Mistledale, un tempo accogliente e ricco di colline boscose, oggi appare spoglio, morente e sfigurato. Man mano che avanzate, l'ambiente attorno a voi sembra perdere progressivamente i suoi dettagli naturali. I pini che costeggiano la strada non hanno più le sfumature verdi degli aghi, ma appaiono come sagome scure e uniformi, quasi piatte contro il muro bianco della nebbia. Quando incrociate i resti di una vecchia fattoria abbandonata, Akseli e Shage notano un dettaglio da brivido: l'edificio sembra aver perso parte della sua struttura logica, con un intero lato della stalla che sfuma nel nulla e una porta che si apre direttamente su una parete di roccia cieca. La percezione dello spazio inizia a tradirvi. Vaulath e Erika, che aprono la fila, si accorgono che calcolare la distanza dei punti di riferimento è diventato impossibile. Una roccia che sembra trovarsi a pochi passi da voi richiede minuti interi per essere raggiunta, mentre colline apparentemente lontane chilometri vi si parano davanti all'improvviso, obbligandovi a scartare di lato. I cavalli tremano, sbuffano e rifiutano di procedere se non spronati a forza; i loro occhi sono sbarrati e fissano il vuoto circostante, terrorizzati da qualcosa che voi non riuscite a vedere. Nel pomeriggio, il silenzio della valle si fa così assoluto da risultare doloroso. Il rumore degli zoccoli sulla neve e il crepitio dei vostri mantelli sembrano ovattati, come se l'aria stessa stesse dimenticando come trasmettere i suoni. Per lunghi istanti, una strana afasia mentale vi colpisce a turno: Erika fissa il proprio falcione faticando a ricordare il peso del metallo, mentre Shage avverte una morsa alla gola che gli rende difficile persino formulare un pensiero ad alta voce...il medaglione, custodito nei bagagli, non pulsa più, ma emana un gelo parassitario così intenso che persino le cinghie di cuoio della borsa che lo contiene iniziano a irrigidirsi e a spaccarsi, come se l'oggetto stesse lentamente prosciugando la linfa vitale e la consistenza di ogni materiale attorno a sé. Siete costretti a bivaccare per un altra notte all'addiaccio, rannicchiati sotto un capanno di cacciatori mezzo crollato che sembra mancare di un angolo del tetto. È una notte trascorsa in un silenzio tombale, e dove le vostre stesse ombre proiettate sulla neve sembrano muoversi con un impercettibile, angosciante millesimo di secondo di ritardo rispetto ai vostri corpi. Finalmente, nel primo pomeriggio del giorno successivo, la nebbia si dirada di colpo, restituendo volume e colore al mondo. Superata l'ultima collinetta, la radura coltivata dell'Abbazia del Fascio Dorato si apre davanti a voi. Le sue alte mura di pietra chiara e i caldi camini accesi offrono un contrasto violento con l'incubo geometrico che vi siete lasciati alle spalle. Siete esausti, tesi all'inverosimile e con i nervi scossi, ma i cancelli del tempio di Chauntea sono finalmente a poche centinaia di metri. @ Tutti
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Akseli Nota per Shage e il DM Immagino che Akseli osservi Shage lanciare individuazione del magico e lo faccia a sua volta. Non voglio pensare che un mago SPECIALISTA IN ILLUSIONI non capisca cosa stia succedendo, o si voglia far prendere alla sprovvista proprio nel suo campo. Dunque scrivo un post pre-riposo incentrato su quello, giungendo alle medesime conclusioni (immagino) alle quali è giunto Shage nel post del DM dove utilizzo individuazione del magico focalizzandomi prima sui simboli incisi sulle pareti e poi allargando la percezione all’intera caverna Osservo Shage utilizzare l'incantesimo che ben conosco, e faccio lo stesso "Idiota, sono uno specialista in Illusione… è il mio campo, il mio pane quotidiano… e non me ne sono accorto subito" Scuoto leggermente la testa, irritato con me stesso, e mi rivolgo agli altri miei compagni: "Sono stato uno sciocco. Queste non sono semplici rune antiche… sono illusioni. E io, che mi vanto di essere specializzato proprio in questa scuola, non l’ho capito immediatamente. Imperdonabile. Datemi qualche minuto per concentrarmi" Utilizzo lo stesso incantesimo del bardo e rimango in silenzio per lunghi secondi, il volto teso mentre analizzo ciò che percepisco
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Vaulath Rimango il più vicino possibile all' entrata durante la notte. Il freddo è un nemico che conosco, a cui sono ormai abituato. Mi avvolgo nelle mie pellicce, accucciandomi pancia a terra, e assumo di nuovo la forma di una pantera per riposare, coprendomi il naso con la coda per riscaldare l' aria gelida della notte. Eppure il sonno continua a eludere la mia mente. L' illusione della caverna è qualcosa che non capisco, e non posso affrontare a morsi e artigliate come sono abituato a fare. Non posso neanche fidarmi dei miei sensi in questo luogo innaturale. Tutto quello che posso fare è chiudere gli occhi e cercare di trovare pace, sperando che l' alba arrivi in fretta.
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Shage O'Might- Bardo Facciamo i turni di guardia mentre cerchiamo di riposare dopo le lunghe ore di viaggio e l'impegnativo combattimento. Non è facile riposare in un luogo tanto inquietante,consapevoli che il medaglione è in risonanza con la magia che un tempo permeava questo posto. Non è facile fare la guardia, con le ombre che si deformano in maniera innaturale. Come se da ciascuna di essa potesse aprirsi un varco verso chissà quale reame oscuro... Sensazione che non potrebbe essere troppo lontana dalla verità, chissà che questa grotta non conduca fin nelle viscere del sottosuolo, nelle maestose e terribili città Drow da cui provengono i reietti che hanno deciso di insediarsi in superficie. Perfino canticchiare mi risulta difficile, quasi per paura che il calore del mio canto possa attirare le creature del vuoto ed il loro odio verso ciò che è vivo. Il tempo sembra non passare più, mentre continuo a guardarmi intorno irrequieto stringendo l'elsa della spada come se volessi trarne coraggio e forza per affrontare un terrore ancestrale. Mi affiorano i ricordi dei miei genitori adottivi...ricordi colmi di gioia,amore e pace... Ricordi che mi scuotono dal torpore che il medaglione con il suo gelo aveva insinuato. Ora sono pronto ad affrontare qualsiasi minaccia si pari dinnanzi.
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Il calore tremolante del piccolo fuoco di fortuna illumina le vostre sagome tese. Fuori il muro di neve cancella il mondo, mentre dentro la pietra risuona di quel battito parassitario e invisibile. Il pragmatismo di Akseli ed Erika fissa una linea chiara: restare uniti è l’unica opzione sensata, e arretrare verso l'imboccatura, tenendosi a distanza di sicurezza dai glifi e dall'oscurità del fondo, è il compromesso migliore per passare la notte. Shage, guidato dal desiderio di proteggere il gruppo, decide di agire immediatamente prima di spostare il campo. Focalizza la mente, mormora le parole di potere e lascia che i suoi sensi si aprano alle correnti invisibili della trama arcanica. Distoglie deliberatamente lo sguardo dalla direzione della sua sacca, dove l'aura del medaglione sprigionerebbe una vampa accecante per i suoi occhi magici, e scansiona il resto della caverna. @ Shage quando smettete di parlare il silenzio che regna sotto la volta di pietra diventa soffocante. Il vento fuori urla con violenza, ma all'interno i suoni subiscono una strana distorsione. Il crepitio del legno che brucia sembra ovattato, come se la roccia stesse letteralmente inghiottendo il rumore della fiamma. Persino i cavalli, solitamente inclini a calmarsi una volta al riparo, continuano a sbuffare nervosamente, tendendo i muscoli e fissando il buio alle vostre spalle con le orecchie rigidamente puntate in avanti. C'è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui la luce del fuoco interagisce con l'ambiente. Guardando le pareti circostanti, le ombre proiettate dalle vostre figure e dai destrieri non seguono i movimenti naturali della fiamma. Sembrano allungarsi a dismisura, perdendo ogni spessore e appiattendosi sulla roccia come se fossero improvvisamente dipinte sul muro. Per un istante, la caverna sembra perdere la sua profondità, trasformandosi in una superficie priva di volume, come le figure illustrate sul foglio di un libro o i ricami piatti di un arazzo. Questa distorsione inganna i vostri occhi, rendendo improvvisamente impossibile calcolare a quale distanza si trovi la parete di fondo o capire dove finisca la roccia e dove inizi il vuoto. Un brivido persistente, viscerale, vi penetra nelle ossa, trasmettendovi la sgradevole sensazione di essere osservati da ogni angolo buio della caverna. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Erika Concordo con Akseli. Separarsi sarebbe oltremodo inutile, sopratutto se quel medaglione fa da luce per ogni creatura del vuoto. Al limite possiamo spostarci all'imboccatura della grotta al riparo dal vento e non troppo vicini a quelle scritte.
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Akseli "Apprezzo il tuo coraggio, Shage, ma non sono convinto che dividerci sia la soluzione migliore. Se il medaglione attira realmente ciò che si trova qui dentro, allontanarlo potrebbe sì proteggere noi… ma lascerebbe te e Vaulath esposti da soli nella bufera con un oggetto che attira creature del Vuoto. Sarebbe troppo pericoloso" Stringo leggermente la sacca che contiene il medaglione, come se volessi sentirne la vibrazione attraverso il panno. "Propongo invece di restare tutti insieme. Esaminiamo velocemente queste incisioni per capire se rappresentano un pericolo immediato o solo un residuo antico. Se non troviamo nulla di attivo, riposiamo qualche ora e ripartiamo non appena la bufera si placa. Se invece percepissimo un pericolo concreto… allora potremmo sigillare il medaglione ancora meglio e decidere se nasconderlo temporaneamente fuori dalla grotta" "Dividerci in queste condizioni, con una bufera in corso e forze oscure che sembrano risvegliarsi, mi sembra un rischio troppo grande. Preferisco affrontare insieme qualunque cosa ci sia qui"
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Shage O'Might Bardo Mi affianco ad Akseli per decifrare quei simboli inquietanti. Unendo le conoscenze di studio e ispirazione , riusciamo a capire le origini Drow dei pittogrammi. Il che potrebbe quasi farmi tirare un sospiro di sollievo, ma la reazione del medaglione toglie ogni speranza. Il battito prodotto dalla gelida vibrazione ritmica del medaglione indica un inequivocabile connessione tra ciò che si cela nella grotta e il malvagia manufatto. Mi chiedo se le scritte o qualcosa nella grotta abbia un qualche potere magico... Dobbiamo capire che pericolo rischiamo di affrontare quí dentro. Se rimanere con il medaglione è un rischio troppo grande, magari mentre voi recuperate io ed il Goliath resistenti al freddo, potremo allontanare il medaglione lontano da questo luogo corrotto da magie oscure e antiche. Forse senza la presenza del medaglione correrete meno pericoli. @Dardan
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Il Tempo dei Perduti
All’interno della caverna l’aria è immobile, gelida e pesante, in netto contrasto con l'uragano di neve che fuori ruggisce contro lo sperone di roccia, sigillando l'imboccatura con un muro bianco e impenetrabile. Il silenzio del cuore della pietra è rotto solo dal respiro affannato dei cavalli che tremano per la fatica e dallo scricchiolio sinistro degli stivali sul pavimento coperto di vecchi rami secchi e detriti. Mentre l'oscurità minaccia di inghiottirvi, Erika prende in mano la situazione con fermezza militare. Si stringe nel mantello per scacciare un brivido che non dipende solo dal freddo e scarica dalle bisacce il necessario per accendere un piccolo fuoco e stendere i sacchi a pelo. Con pragmatismo consiglia di evitare le profondità della caverna, suggerendo di riposare il minimo indispensabile per poi ripartire non appena la bufera si placherà. La sua voce risuona ferma tra le pareti mentre propone di stabilire subito dei turni di guardia serrati, avvertendo il gruppo che il vero pericolo potrebbe non venire dalla tempesta all'esterno, ma dall'oscurità che si estende alle vostre spalle, nelle viscere della terra. Shage compie un passo in avanti, lasciando che la sua scurovisione perfori l'oscurità oltre il cono di luce della torcia senza però notare nulla di significativo. Il bardo avverte l'urgenza del momento: focalizza la mente, attinge alle storie tramandate, alle leggende delle Valli e alla sua stessa essenza celestiale, mormorando le parole armoniose del suo canto magico per sbloccare i segreti della sua memoria. Si affianca ad Akseli, unendo il suo sapere a quello del compagno. Akseli solleva la torcia a pochi centimetri dalla roccia. La fiamma fa danzare le ombre all'interno dei solchi scavati nel crepaccio. Sotto l'effetto combinato dello studio del mago e dell'ispirazione melodica del bardo, i frammenti del mosaico iniziano a incastrarsi. Ma proprio mentre i due studiosi collegano i tasselli, il medaglione nella sacca di Akseli subisce una violenta scossa. La vibrazione sorda si trasforma in un impulso ritmico, simile a un battito cardiaco congelato, che si propaga attraverso il tessuto del borsone, risalendo lungo il braccio del mago e irradiandosi nelle ossa di tutti i presenti... @ Akseli & Shage @ Tutti
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Erika I cavalli hanno bisogno di riposare. E noi pure.... Ma questo luogo... Mi stringo in un abbraccio... Non so quanto ci permetterà di riposare. Riposiamoci e appena possibile ripartiamo. Eviterei di addentrarmi nella grotta, ma sarà bene prendere nota della sua posizione. E fare dei turni di guardia. Non tanto per ciò che può venire da fuori.. ma da dentro. Mi avvisi cino al cavallo e dalle bisacce tiro fuori il necessario per dormire e accendere un fuoco. Che turno volete fare di guardia?
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Akseli Appala Mi avvicino lentamente alla parete della grotta, tenendo alta la torcia. La luce tremolante danza sui simboli geometrici incisi nella roccia, consumati dal tempo ma ancora riconoscibili. Il medaglione, avvolto nel panno dentro la mia sacca, continua a emettere quella vibrazione sorda e innaturale, come un battito lento e affamato. Mi fermo a meno di un braccio di distanza dalla parete, studiando con attenzione le incisioni. "Questi non sono graffiti goblin" mormoro, la voce bassa e riflessiva. "Sono più antichi. Molto più antichi. La geometria è troppo precisa, quasi rituale. Cerchi concentrici, linee che si intersecano in punti specifici… somigliano a sigilli di contenimento o mappe astrali" "Il medaglione sta reagendo. Lo sento chiaramente. Non è una coincidenza che abbiamo trovato rifugio proprio qui. Questa grotta potrebbe essere un luogo collegato agli artefatti o forse uno dei punti dove il “Vuoto” di cui parla il professore ha lasciato un’impronta. Shage, se le tue conoscenze bardiche o la tua eredità celestiale ti dicono qualcosa su questi simboli, ti prego di condividerlo. Io riconosco vaghe somiglianze con antiche rune di contenimento, ma non riesco a decifrarle completamente. Potrebbero essere un avvertimento o una guida" Faccio un passo indietro, stringendo leggermente la sacca che contiene il medaglione. "In ogni caso, non mi piace questa risonanza. Se questa grotta è legata agli artefatti, restare qui potrebbe essere pericoloso quanto restare fuori nella bufera. Dobbiamo decidere se esaminare più a fondo queste incisioni ora, oppure riposare il minimo indispensabile e ripartire non appena la tempesta si placherà" Poi mi metto a studiare i simboli [Conoscenze arcane, piani: +9]
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Erika Entriamo nella grotta. Sarà un decente rifugio in attesa che la tempesta si plachi. Ma i simboli presenti sulle pareti e soprattutto la reazione del medaglione, mi fanno quasi preferire la tempesta. Smonto da cavallo e fisso il fondo della grotta. Chissà, magari siamo stati così fortunati da trovare una pista per un secondo pezzo. Anche s l'istinto mi dice che sarebbe meglio far crollare l'intera grotta.
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Shage O'Might- Bardo Nonostante la mia naturale resistenza al freddo sono contento che Vaulath il Goliath, trovi un riparo, non tutti hanno certe capacità. Ma il sollievo dura poco. La scoperta di strane rune non sarebbe un problema....se non fosse per la risonanza che seppur chiuso nei bagagli, il medaglione emette. C'è un collegamento, la cui natura e è ancora da scoprire, ma potremo essere finiti dalla padella alla brace. Mi guardo intorno con la scurovisione che perfora le tenebre oltre il raggio luminoso della torcia. E poi cerco di capire casa dicano quegli strani glifi. @Dardan
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Vaulath Come mi aspettavo, l'abbazia dovrà attendere. Per fortuna riusciamo a trovare velocemente rifugio in una grotta. Quando vedo le incisioni però, e soprattutto la reazione del medaglione a quelle incisioni, inizio a dubitare della nostra fortuna. Akseli, riesci a leggere questi segni? Dico preoccupato al mago del gruppo. E' sempre stato quello più bravo in queste robe arcane.
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Il vento gelido fischia più forte tra i rami dei pini, sollevando i primi aghi di ghiaccio che colpiscono i vostri volti come spilli. La decisione è presa, unanime e pragmatica: la salvezza di Mistledale e la sicurezza del medaglione di bronzo nero hanno la priorità assoluta sulle vite dei mercanti rapiti. Risalite in sella ai vostri cavalli da tiro leggero, che sbuffano visibilmente sollevati nel lasciare quella gola intrisa di sangue e magia oscura. Erika riprende il comando della fila, stringendo le redini con la mano ormai guarita e lo sguardo fisso sulla pista coperta di neve fresca. Dietro di lei, Akseli e Shage si serrano nei loro mantelli pesanti, tenendo gli occhi aperti sui costoni rocciosi, mentre il bardo lancia un ultimo, amaro sguardo verso le tracce di trascinamento che si perdono nel fitto della foresta di Cormanthor. L'inverno delle Valli, però, non ha intenzione di rendervi il compito facile. Nel giro di un'ora, la luce del crepuscolo viene completamente inghiottita dalle nubi plumbee. La profezia di Vaulath si avvera con la violenza spietata della natura: la bufera si abbatte sulla gola. La visibilità crolla a meno di tre metri. I sensi acuti del Goliath e la sua profonda esperienza sulle vette montane diventano l'unico faro per il gruppo. La pista della Moonsea Ride scompare sotto un muro bianco e accecante, e persino i destrieri iniziano a procedere a passo d'uomo, tremando per il gelo e rischiando di scivolare sulle lastre di ghiaccio nascoste. Mentre la concentrazione e le forze iniziano a vacillare sotto i colpi del vento catabatico, l'istinto di sopravvivenza di Vaulath ripaga i vostri sforzi. Sulla destra della pista, seminascosta da un accumulo di neve fresca e protetta da un massiccio sperone di roccia, il druido individua l'imboccatura di una grotta naturale. Non è un rifugio confortevole, ma le pareti di pietra promettono di spezzare la furia della tempesta e di offrire un riparo sicuro per voi e per i cavalli prima che il congelamento diventi un pericolo reale. Entrate nell'oscurità della caverna, l'aria qui dentro è immobile ma impregnata di un freddo antico. Sotto gli zoccoli dei cavalli non c'è solo roccia nuda: calpestate rami secchi, vecchi detriti e, con un brivido che non dipende dal clima, Akseli e Shage notano alla luce pallida di una torcia alcune strane incisioni rudimentali sulle pareti interne. Non sono i graffiti dei goblin che avete appena affrontato, ma simboli geometrici più complessi, logorati dal tempo. Nel frattempo, dalle profondità dei vostri bagagli, il medaglione di bronzo nero sembra rispondere al silenzio della grotta, mandando una singola, nitida vibrazione gelida che si ripercuote nelle vostre ossa. @ Tutti
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Vaulath Non so se riusciremo a raggiungere l' abbazia prima che si sollevi la tempesta. Non sarebbe saggio muoverci quando la bufera infuria, rischieremmo di perdere la strada a un passo dalla destinazione. Proseguiamo, ma tenete un occhio aperto per eventuali ripari. Il tempo in montagna cambia velocemente. Dico col tono pratico di chi ha vissuto una vita intera sulle vette, e sono il primo a mettere in pratica il mio consiglio, studiando sempre l' ambiente attorno a me in cerca di riparo quando cavalco.
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Akseli Appala Annuisco verso Shage, rialzandomi dopo aver analizzato quel che rimane del bestio. "..mi spiace per i prigionieri ma abbiamo un compito più importante da portare a termine. Riprendiamo il nostro viaggio"
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Erika Concordo, meglio arrivare a destinazione prima che la tempesta si sollevi del tutto, il tempo è il nostro peggior nemico, e stavolta in tutti i sensi.
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Shage O'Might Bardo Guardo gli altri Direi di muoverci a raggiungere l'abbazia... Se troviamo un riparo valuta tu se è il caso di fermarci visto la bufera in arrivo. Dico al grosso Goliath Poi penso ai sopravvissuti all'agguato forse prigionieri.. Non possiamo cercare di salvarli ora , La priorità e portare il medaglione al sicuro...andando nella tana dei Goblin e di chi li guida rischiamo di portargli un regalo che attende da tempo.meglio evitare.
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L'eco del grido di battaglia di Erika sfuma contro le pareti di roccia della gola, lasciando spazio al crepitio della neve sotto gli stivali e al respiro pesante dei cavalli, che iniziano lentamente a calmarsi. Shage si avvicina a Erika, lasciandosi trasportare dall'adrenalina del momento. L'abbraccio caloroso stringe l'armatura fredda e sporca di sangue della guerriera, che si irrigidisce immediatamente. Il contrasto tra l'entusiasmo celestiale del bardo e la rigida disciplina militare di Erika crea un attimo di palpabile imbarazzo nella gola gelata. Dopo il secco avvertimento della ragazza, Shage ritrova il contegno e agita la sua bacchetta, pronunciando le parole di potere. La magia si focalizza sul braccio di Erika lacerato dalle zanne d'ombra. La carne si ricompone parzialmente con la prima scarica di energia, poi il potere divino chiude definitivamente i tessuti con la seconda. Erika recupera le forze, le ferite si rimarginano lasciando solo cicatrici superficiali e il freddo innaturale trasmesso dal morso svanisce. @ Erika & Shage Poco distante, la massiccia tigre delle nevi compie un ultimo scatto nervoso, sollevando una nuvola di cristalli ghiacciati, prima di arrestarsi. L'istinto selvaggio della caccia pulsa ancora nei muscoli della fiera, ma la mente razionale del Druido riprende il controllo. La sagoma felina inizia a sfocarsi e a contrarsi: il pelo candido si ritira e la carne muta visibilmente. Nel giro di pochi istanti, la maestosa figura di un Goliath ricompare nella gola. La freccia goblin che lo aveva colpito alla spalla cade nella neve, poichè la ferita stessa svanisce con il dissolversi della forma selvatica. Vaulath rompe il silenzio, ansimando, ponendo la domanda cruciale sul reale bersaglio dell'imboscata. Akseli si avvicina alla pozza di liquido nero e maleodorante dove i resti della creatura d'ombra si stanno sfaldando. Il mago ricorre alle sue conoscenze arcane e chiede il supporto del sapere bardico di Shage. Nonostante il corpo si stia dissolvendo rapidamente, i due notano una bizzarra distorsione della luce attorno alla pozza e una consistenza che non appartiene alla fauna del Faerûn. Questo essere era un comune lupo delle Valli, ma la corruzione che lo ha mutato ha la stessa impronta energetica, lo stesso sapore di vuoto interiore e quel freddo parassitario emanato dal medaglione di bronzo nero che trasportate nei bagagli. Non è stata un'imboscata casuale: la creatura sembrava letteralmente attratta dalla presenza dell'artefatto, e ha trascinato i goblin locali in questa follia. Mentre analizzate i resti, lo sguardo si posa nuovamente sul carro ribaltato a trenta metri da voi. Ora che il pericolo è cessato, notate che le casse sventrate contenevano per lo più grano, stoffe grezze e utensili da lavoro diretti verso qualche fattoria isolata di Mistledale. I goblin hanno rubato solo le razioni di cibo secco e gli oggetti metallici lucidi. Le tracce sulla neve sono evidenti. Oltre alla scia disordinata lasciata dai quattro goblin in fuga verso il costone sinistro, notate vecchie impronte profonde che provengono da nord, proprio dal fitto della foresta di Cormanthor. Sembra che la banda di goblin stanziata nella zona si stia muovendo in modo insolitamente aggressivo, spinta da una fame o da una paura innaturale. Inoltre non ci sono cadaveri dei mercanti, ma evidenti segni di trascinamento nella neve che risalgono il costone roccioso. I goblin potrebbero aver preso dei prigionieri. Il cielo sopra di voi è sempre più plumbeo e i vostri cavalli sbuffano nervosi. L'Abbazia del Fascio Dorato dista ancora diverse ore di viaggio, e una bufera di neve sta per scatenarsi. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
.. Shage O'Might Bardo Sono solo contento che tu sia viva!... Quando ti ho vista a trenta metri cadere in una trappola bersagliata da frecce con una grossa presenza minacciosa... Ho temuto il peggio. La distanza era troppa! Se il pericolo fosse stato più numeroso non avremo fatto in tempo ad aiutarti. Dico mentre con la bacchetta ne risanò le ferite. Il mio ruolo principale non è certo in prima linea... Ma abbastanza vicino da sostenervi in caso di difficoltà! Mi avvicino ad Akseli che sta osservando i resti della bestia del Vuoto che si stanno già disfacendo. Da quel che riesco a percepire, e ciò che ho studiato... Questo canide è frutto di una mutazione da parte di una forza simile a quella che pervade il medaglione che trasportiamo. È il suo potere a dargli forza, controllarlo e ...divorarlo. Come i non morti traggono potere dal piano dell'energia negativa tramite i legami necromantici. Questa bestia trae potere dal Vuoto opprimente. Come si sia creato questo legame che ha provocato la mutazione... Non lo so. O qualcuno ha trovato un altro artefatto... O chi comanda i goblin riesce ad attingere ad un simile potere. Il che è molto inquietante.