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Topic di Servizio
Si si, non è un problema è che mi piace ruolare il conflitto del bardo tra la sua natura ibrida versatile tra il combattimento fisico e la magia. Poi non mi dispiace che Akseli lo stimoli all' uso della magia visto che poi si orienterà verso le classi di prestigio bardiche che sviluppano la capacità di lanciare incantesimi attingendo alla lista mago/stregone. Se e quando avanzeremo di livello.
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Topic di Servizio
@Monkey77 l'assurda intelligenza di Akseli gli fa risparmiare tutte le risorse possibili, persino un incantesimo di livello 0, fa fare tutto a Shage perchè ha già la magia attiva
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Il Tempo dei Perduti
Shage O'Might Bardo Cerco di concentrarmi maggiormente sotto le direttive di Akseli in versione istruttore magico, non ho altre spiegazioni altrimenti del perché chiede a me di osservare le aure magiche quando potrebbe benissimo farlo lui. Osservo meglio la stanza cercando di capire come funzionava meglio la magia abiuratrice. Provo poi ad avvicinarmi con cautela alla scrivania per cercare di capire qualcosa di più Oh nanooo guardianooo , io ora mi avvicino ooo, non ti voglio fare del male eee ma solo un po' sbirciareeeee. Si lo so da bardo di alta classe potevo fare un po' di meglio, ma dopotutto sto tranquillizzando un nano morto da secoli sulle mie buone intenzioni...che si aspettava?! Mi avvicino e provo a sbirciare il contenuto della lettera, se poi non accade nulla provo a sfilare la chiave. Magari il recupero della chiave potevo lasciarlo all' inquietante compagno di Valerius, ma sono troppo curioso di vedere cosa stesse scrivendo il possente nano guardiano.
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Il Tempo dei Perduti
Vaulath Osservo incuriosito la scena che mi si para davanti. Un cadavere in armatura, morto però lontano da qualsiasi battaglia. Una fine decisamente bizzarra per un guerriero, morire con una penna in mano. Beh, abbiamo un forziere e una chiave. Il prossimo passo mi sembra ovvio. Anche se, effettivamente, preferirei fosse qualcun altro a prendere quella chiave. Dubito di poterlo fare senza spostare quella fragile pergamena. Dico, guardando le mie mani grosse come pale. Eccellenti per agitare l' ascia che mi porto dietro, molto meno per lavori di fine precisione come questo.
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Il Tempo dei Perduti
Erik(a) La strada è questa. Il portone era per impedire che qualcosa uscisse dalla montagna. Raggiungo gli altri nella stanza del custode. Si può leggere quella pergamena senza toccarla o ridurre in polvere?
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Il Tempo dei Perduti
Akseli "mmmm" mormoro pensoso, avvicinandomi alla scrivania per osservare e illuminare meglio "Non riesco a capire come sia possibile che costui sia rimasto seduto qui.. a morire. Davvero, non riesco a capacitarmi di una tale caparbietà. E questa penna su questa pergamena?" mi avvicino ancora di più, per provare a leggere se ci sia scritto qualcosa Abilità che userei, conosco il nanico come lingua Decifrare scritture +8 "Shage, se riesci a percepire meglio quell’aura di Abiurazione residua, dimmi se sembra legata al forziere o alla stanza stessa"
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Il Tempo dei Perduti
Mentre Akseli e Vaulath rimangono in guardia di fronte all'imbocco del corridoio di destra, con le orecchie tese verso il buio profondo delle fonderie, Erik si avvicina alla massiccia porta di pietra. L'esame ravvicinato della guerriera rivela subito un dettaglio ingegneristico fondamentale: i maestosi perni di bronzo e i binari di scorrimento nanici sono tutti installati sul lato del salone. I pesanti chiavistelli a barra e le serrature a combinazione geometrica servivano a blindare il portone dall'esterno. Chi ha costruito questo posto voleva assicurarsi che qualunque cosa si trovasse oltre quella soglia non potesse in alcun modo spingere o uscire. Nello stesso momento, Shage si concentra facendo fluire l'energia mistica nei propri occhi. Lo sguardo del bardo scivola lungo la pietra fredda, esaminando le cerniere e la fessura di pochi centimetri. @ Shage Spinto dalla curiosità, shage appoggia delicatamente il palmo della mano sulla roccia borchiata e spinge. Il portone ruota sul suo asse con un gemito sordo e pesante di pietra che sfrega sulla polvere, rivelando l'interno. La lanterna di Akseli illumina quello che un tempo doveva essere l'ufficio blindato del Comandante della Guardia o un caveau di massima sicurezza. L'ambiente è rettangolare, interamente rivestito di lastre di ferro arrugginito per impedire scavi magici o fisici dalle pareti. Al centro si trova una massiccia scrivania di pietra intagliata, coperta da uno strato di polvere secolare spesso un dito. Dietro la scrivania, seduto sulla sua sedia di pietra, c'è lo scheletro immobile di un ufficiale nanico, ancora rivestito da una splendida armatura di piastre cerchiata d'oro, opacizzata dal tempo. La sua mano ossea stringe ancora una penna di metallo, crollata sopra una pergamena ormai ingiallita e logora dal tempo. Non ci sono segni di violenza o combattimento nella stanza. Il nano sembra essere morto lì, sulla sua sedia, vegliando sul segreto del caveau fino al suo ultimo respiro. Sulla scrivania, proprio davanti ai resti dell'ufficiale, spiccano due soli oggetti scampati all'antico saccheggio esterno: un pesante forziere di ferro nanico, sigillato da una complessa serratura a tre dischi bronzei, e una chiave d'argento finemente cesellata a forma di incudine, parzialmente nascosta sotto la pergamena logora. Valerius fa un passo avanti sulla soglia, sporgendo il capo coperto dal cappuccio per osservare lo scheletro in armatura , per poi mormorare a bassa voce con il suo tono freddo. Nessuna profanazione. Chi è entrato qui secoli fa ha preso ciò che doveva e ha richiuso la porta, lasciando il custode al suo posto. Gaius rimane immobile sulla soglia alle vostre spalle con lo scudo alzato, mentre il silenzio del caveau attende le vostre mosse. La stanza è aperta e sicura da trappole immediate. Avete a disposizione il forziere nanico sigillato, la chiave d'argento a forma di incudine e la vecchia pergamena scritta sotto la mano del custode. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Erik(a) Per risolvere il mistero della porta.. basta vedere se ha un chiavistello o un sistema di chiusure d serrature visibili e da che parte è. In genere i buoni stanno dalla parte del chiavistello e i cattivi fuori...
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Il Tempo dei Perduti
Shage O'Might Bardo Annuisco alle parole dei miei compagni. Mi preparo a seguire l'indicazione di Akseli...non senza un briciolo di ironia. Troppo buono Akseli... potresti farlo tu senza nessuno sforzo lo so benissimo, non è che mi vuoi incentivare ad applicarmi nelle arti mistiche? Non me la sono cavata male con la spada contro il ragnone no? Va bè che non sono come Vaulath ma me la cavo. Okey ora sto zitto e osservo se ci sono residui di energia magica. Schiocco le dita e inizio ad osservare eventuali aure magiche sulla porta e sulla stanza. Nel mentre mi avvicino e cerco eventuali trappole e lentamente apr la porta dando un occhiata all' interno. @ Dardan
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Mi fermo al centro del salone, sollevando la lanterna per illuminare meglio le casse svuotate e le rastrelliere vuote. Nessun segno di passaggio recente. Quando Vaulath indica la massiccia porta di pietra a sinistra, annuisco lentamente. "Hai ragione a farci caso, Valerius ha detto che le fortificazioni di questo settore erano pensate per resistere o per contenere; una porta di pietra così pesante, rinforzata con borchie di ferro e lasciata socchiusa di pochi centimetri, non è una scelta casuale. Se fosse stata aperta a forza durante il saccheggio, l’avremmo trovata spalancata o distrutta. Invece è semplicemente socchiusa" Mi avvicino di qualche passo, studiando la soglia e le cerniere senza toccare nulla. "Potrebbe essere stata lasciata così di proposito oppure qualcosa l’ha aperta dall’interno e non l’ha richiusa del tutto, controllerei se ci sono segni di magia residua o di distorsione sulla soglia. Io posso lanciare un incantesimo ma forse vuole farlo Shage. Nel frattempo, teniamo d’occhio anche il corridoio a destra: non voglio che qualcosa ci prenda alle spalle mentre siamo concentrati sulla porta"
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Il Tempo dei Perduti
Vaulath Le mie obiezioni non fanno presa sugli studiosi e, anche se un po' borbottando, decido di seguire i loro consigli sulla strada da intraprendere. Quando arriviamo di fronte alla porta di pietra non posso fare a meno di osservarla...e di ricordare quanto Valerius aveva detto riguardo al contenere cose che non dovevano risalire. Mmm...non credo che semplici saccheggiatori avrebbero potuto aprire quella porta. Dico, indicandola con un dito.
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Il Tempo dei Perduti
Valerius ascolta le vostre considerazioni in silenzio, con lo sguardo fisso che passa dalle antiche incisioni naniche deturpate all'oscurità dei due corridoi. Quando Akseli si rivolge a lui chiedendo il suo parere, il necromante fa scivolare una mano guantata sulla costa logora del suo pesante tomo, incrociando lo sguardo del mago. I vostri compagni temono il vicolo cieco, collega Akseli, ma la vostra intuizione è corretta dal punto di vista architettonico e storico, esordisce Valerius, la voce ferma che riecheggia in modo quasi spettrale nell'aria immobile dell'atrio. Le strutture scavate a forza nella roccia viva come quella a ovest sono gallerie di servizio, condotti per il ricircolo o per lo scarico dei detriti. I nani non avrebbero mai riposto testi sacri o segreti di valore in un tunnel grezzo e privo di consacrazione. Se questo complesso custodisce un'area sigillata dove confinare un'anomalia, la scalinata a est è la nostra rotta logica. Inoltre, le fortificazioni in ferro indicano che quel settore doveva resistere a forti pressioni strutturali... o contenere qualcosa che non doveva risalire. Senza aggiungere altro, il necromante lancia un'occhiata silenziosa alla sua guardia del corpo. Ricevuto l'impercettibile comando mentale, Gaius si muove con quella sua fluidità agghiacciante ed interamente meccanica. Lo scudiero corazzato fa un passo avanti, impugnando saldamente lo scudo d'acciaio brunito e posizionandosi all'imbocco della scalinata a est, attendendo che vi sgheriate. Prima di iniziare la discesa, vi rendete conto che l'andatura dei cavalli è fuori questione: la pendenza della scala e il soffitto che si abbassa rapidamente renderebbero impossibile il transito delle bestie. Vi premurate quindi di legare saldamente le cavalcature al sicuro nell'ampio atrio d'ingresso, dove le massicce colonne e le pareti intatte offrono riparo dal gelo esterno, lasciando a terra i bagagli superflui e portando con voi solo gli zaini, le armi e le fonti di luce. A piedi, iniziate la discesa lungo gli scalini di granito nero a est. Il soffitto si fa subito basso e opprimente, costringendovi a camminare in fila indiana dietro la sagoma d'acciaio di Gaius. Gli archi di ferro arrugginito che rinforzano la volta sono vecchi e corrosi dal tempo, e le vostre torce proiettano ombre lunghe e tremolanti sulle pareti mentre stringete i ranghi per scendere in sicurezza. Dopo aver disceso diverse rampe in una pendenza accentuata, la scalinata termina sfociando in un vasto salone di snodo sotterraneo, il fulcro del vecchio posto di blocco militare inferiore. La polvere di secoli ricopre ogni cosa: qui l'aria è immobile, secca e gelida, satura dell'antico odore di pietra vecchia e ferro ossidato. Illuminando l'ambiente con le lanterne, notate che attorno a questo grande salone centrale si aprono gli accessi per i vari settori della guarnigione: una serie di portali ad arco conduce alle vecchie camerate dei soldati e all'armeria, dove si intravedono rastrelliere d'arme del tutto vuote, panche di pietra ribaltate e grandi casse di legno nanico cerchiate in ferro, ormai marcite e scassinate dall'antico saccheggio. Non c'è alcuna traccia di vita recente. Sul fondo di questo salone di snodo, oltre le stanze della guarnigione, si aprono le due vie principali per proseguire la spedizione , a sinistra una massiccia porta di pietra fortificata, pesante e rinforzata con borchie di ferro, che è rimasta socchiusa di pochi centimetri , e a destra un ampio corridoio dal soffitto sorretto da travi di ferro arrugginito che scende ancora più in profondità. Valerius si guarda intorno esaminando la polvere secolare sulle casse marcite, per poi stringersi nuovamente il pesante tomo al petto, mentre Gaius rimane in prima linea con lo spadone foderato, attendendo una decisione sulla rotta. L'avamposto militare e i suoi magazzini sono spogli, deserti e testimoniano il saccheggio avvenuto secoli fa. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Erik(a) Concordo con Akseli. Dobbiamo cercare una cosa. Non un passaggio o mappare il posto. Il concetto di "vicolo circo" non lo userei come discriminante... E visto il posto è più probabile che non crolli in testa...
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Il Tempo dei Perduti
AKseli Mi fermo all’ingresso dell’atrio, sollevando la lanterna per illuminare meglio le colonne esagonali e le rune deturpate. Osservo il crollo che blocca la via principale a nord, poi le due diramazioni laterali. "Shage ha ragione su un punto" dico a bassa voce, avvicinandomi al gruppo. "Non abbiamo mappe precise di questo livello. Dobbiamo scegliere con metodo" Indico prima il passaggio a est "Quello a est è fortificato con archi di ferro e una scalinata, inoltre sembra costruito per essere difeso o per contenere qualcosa, potrebbe condurre ai quartieri della guardia, ai magazzini, o a zone rituali. Se i nani sigillarono un’anomalia secoli fa, è più probabile che l’abbiano fatto in un’area controllata e accessibile, non in un semplice condotto di ventilazione" Poi mi volto verso il tunnel a ovest. "Il piccolo flusso d’aria a ovest è interessante: significa che il passaggio non è completamente crollato e che comunica ancora con l’esterno o con ambienti più profondi. Però è grezzo, irregolare, potrebbe essere una via di servizio o una fuga" "Esplorerei prima il passaggio a est. perchè mi pare più strutturato, più “nanico”, e statisticamente più probabile che ci porti verso ciò che cercava il Ghoul. Se dopo un tratto ragionevole non troviamo indizi utili o il percorso si interrompe, torniamo indietro e proviamo l’ovest" In ultimo mi rivolgo al mago "Valerius, i tuoi studi sulle antiche sepolture o sulle strutture sotterranee ti suggeriscono qualcosa su questi due tipi di accesso?"
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Il Tempo dei Perduti
Vaulath Ruggisco fiero sul cadavere della mia preda, il suono del mio ruggito che si mescola a quello della frana e lo sovrasta. Anche oggi ho dimostrato di essere il predatore alfa di queste terre. Ci rimettiamo in cammino, fino ad arrivare al bivio. Dopo averle osservati con attenzione rispondo a Shage Concordo...il corridoio ad est potrebbe portare a un vicolo cieco. Preferirei evitarlo, almeno per il momento.
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Il Tempo dei Perduti
Shage O'Might Bardo La mia lama dall' acciaio damascato e l'elsa finemente cesellata penetra nel ventre della matriarca facendone fuoriuscire i liquami interni. La ceca disperata reazione non si fa' attendere e già mi vedo trafitto e schiacciato dall' enorme mole oramai in fin di vita, se non fosse per il possente intervento della pantera delle nevi che con un poderoso balzo riesce a ribaltare l'enorme ragno e infliggere il colpo di grazia con fauci e artigli. Rimango un attimo a contemplare la caduta del ragno e vedere con piacevole sorpresa come la sua morte ci libera la via per la nostra metà. La nostra destinazione però non è una meta chiara e la via è incerta. Quale sarà la via migliore? Ad est potremo trovare qualcosa di interessante, e ad ovest il refolo d'aria che ne fuoriesce mi fa ben sperare di non finire in luoghi privi di ossigeno. Proverei prima ad est, se poi non troviamo l'obiettivo della cerca torniamo indietro verso il tunnel ad ovest. A meno che qualcuno non abbia una mappa di questo luogo per poter decidere su basi logiche e non solo su sensazioni.
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Il Tempo dei Perduti
L'urlo esagitato di Shage squarcia la nebbia del mattino mentre il bardo, brandendo la spada ereditata dal genitore adottivo, si lancia in una carica spericolata lungo la frana. Sfruttando la totale cecità del colosso e autoincitato dalle ultime note della sua stessa arringa, Shage affonda la lama perfettamente calibrata tra le piastre di chitina già indebolite dal fuoco. L'acciaio penetra in profondità, provocando un violento getto di umori nerastri e strappando un ultimo, stridulo sibilo di agonia alla matriarca enorme. Prima che il mostro possa tentare un ulteriore, disperato contrattacco alla cieca per scuotersi di dosso il bardo, l'ombra massiccia di Vaulath si proietta sul suo bersaglio principale. Con una fluidità formidabile, il Goliath muta nuovamente i suoi tratti espandendosi nella figura muscolosa di una pantera gigante. Il predatore balza dritto sul muso già mutilato del colosso, infilando le sue potenti mandibole attorno alla testa coperta di polvere luccicante della matriarca. Con un colpo secco e brutale delle sue poderose mascelle, il druido spezza le giunture cervicali del mostro in un raccapricciante scricchiolio di ossa e guscio. La titanica creatura Enorme crolla di schianto. Tuttavia, il peso imponente del suo corpo privo di vita scatena una reazione a catena distruttiva: l'impatto devastante contro i detriti fa cedere l'equilibrio già precario della barricata di pietre. Sotto gli occhi di Akseli ed Erik, il terreno frana improvvisamente verso il basso in un fragoroso scivolamento di terra, massi e pietrisco che rotola giù per i primi tornanti del crepaccio. Quando la polvere si dirada, vi accorgete che il crollo ha ironicamente risolto il vostro problema logistico. La massa principale dei blocchi di granito è scivolata nel vuoto, lasciando al suo posto un passaggio abbastanza livellato e stabile da permettere il transito sicuro dei cavalli e dell'equipaggiamento pesante. La via verso il fondo della gola è ora completamente aperta, ma l'eco del crollo ha risuonato pesantemente tra le pareti rocciose di Tethyamar, disperdendosi nella nebbia fitta e annunciando la vostra presenza a chiunque o qualunque cosa si trovi nelle viscere delle miniere. Nelle retrovie, Akseli abbassa la bacchetta magica, risparmiando saggiamente le risorse del gruppo. Poco più indietro, Valerius interrompe la sua cantilena arcana e raddrizza la schiena, facendo scivolare nuovamente le mani nelle ampie maniche della tunica mentre osserva i due enormi corpi dei ragni abbattuti con la sua solita, gelida impassibilità. Al suo fianco, Gaius rinfoderando il pesante spadone a due mani dietro la schiena in un unico e perfetto scatto metallico, tornando immobile come una statua. La discesa lungo i tornanti messi a nudo dal crollo si rivela una marcia lenta e spettrale. Guidando i cavalli per le redini su quel terreno instabile, vi addentrate per quasi un'ora nel cuore pulsante delle Gole di Tethyamar. La nebbia grigia si fa sempre più fitta e gelida, impastandosi con il fumo nero che ancora sale dalle carcasse bruciate dei ragni rimaste in alto. L'isolamento è totale: quaggiù persino il fischio del vento scompare, sostituito da un silenzio ovattato e innaturale, rotto solo dal respiro pesante di Vaulath e dallo zoccolio nervoso dei cavalli. Valerius cammina mantenendo il passo di Akseli, mentre Gaius chiude la colonna come un'imponente sentinella di ferro, del tutto indifferente al gelo che inizia a penetrare sotto i vostri mantelli. Raggiunto finalmente il fondo del crepaccio, la coltre di nebbia si dirada parzialmente, rivelando l'imponente facciata delle antiche miniere naniche. Davanti a voi si spalanca un immenso arco di pietra nera, alto più di sei metri, scolpito direttamente nella roccia viva della montagna. Le gigantesche porte di ferro e bronzo che un tempo sigillavano l'accesso giacciono crollate a terra, scardinate da una forza immane e parzialmente sepolte dal pietrisco. Sulle pareti dell'ingresso si intravedono ancora le antiche rune naniche di benvenuto, ormai deturpate da profondi graffi che sembrano artigliate. Oltre il portale si estende una vasta sala d'ingresso, un atrio monumentale sommerso da secoli di polvere e detriti, sorretto da massicce colonne naniche esagonali. Qui il buio è pesto e l'aria è immobile, gelida, satura di un antico odore di umido e pietra vecchia. Quando sollevate le lanterne per esaminare l'atrio, la luce taglia l'oscurità rivelando che la via principale che si addentra dritta verso il cuore della montagna a nord è interamente ostruita: un colossale crollo strutturale, avvenuto presumibilmente secoli fa durante l'abbandono delle miniere, ha fatto collassare il soffitto del corridoio principale, creando un muro invalicabile di tonnellate di granito spezzato che blocca totalmente il transito, specialmente per i cavalli. Tuttavia, esplorando i lati dell'atrio, le lanterne illuminano due possibili diramazioni secondarie che si aprono oltre le colonne... ad est un passaggio più stretto e dal soffitto basso, pesantemente fortificato da archi di ferro arrugginito, che scende ripidamente con una scalinata nanica verso quelli che potrebbero essere i vecchi quartieri di guardia o i magazzini inferiori. ad ovest un ampio tunnel grezzo, scavato direttamente nella roccia senza finiture architettoniche, da cui proviene un debolissimo e intermittente refolo di aria gelida, segno che potrebbe ricollegarsi a qualche condotto di ventilazione profondo o a una via naturale. Valerius si arresta al centro della sala, rimanendo in silenzio ad osservare il blocco di pietra a nord prima di stringersi il pesante tomo al petto, mentre Gaius si posiziona immobile vicino all'ingresso, vigilando sul cortile esterno avvolto dalla nebbia. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Shage O'Might Bardo Ho fatto quanto potevo con i miei incanti. .ora è giunto il momento di passare all' azione vera! Estraggo la spada de mio genitore adottivo, forgiata e temprata da un mastro orefice che l'ha perfettamente calibrata ed autoincitato dalla mia ispirazione precedente carico urlando l'enorme ragno oramai profondamente ferito. Caricaaaa! Abbattiamolo oramai è nostro! Urlo esagitato nel buttarmi nella mischia.
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Il Tempo dei Perduti
Akseli "Ottimo lavoro" dico, esortando i miei compagni "Abbatteteli e passiamo oltre" Azioni Se dovesse servire colpirei il ragno gigante con un altro colpo della mia bacchetta di dardo incantato, altrimenti risparmio risorse
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Il Tempo dei Perduti
Vaulath Il ragno è agonizzante, le mie zanne ne hanno squarciato in profondità il carapace, ma mentre io riesco a difendermi adeguatamente col mio scudo dai suoi ultimi sussulti, Erika non è altrettanto fortunata. Devo concludere questa caccia in fretta. Mi ritrasformo in pantera e salto per raggiungere la sua testa e stringerla tra le mandibole, provando ad assestare un ultimo colpo letale prima che il ragno possa riprendersi dalla magia di Akseli Master
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Topic di Servizio
concordo concordo di nuovo non è affatto un problema, è molto funzionale al non rompere la narrativa con i numeri Io come DM non ci riesco perchè mi dimenticherei numeri di bonus, round, durate, ecc.. che devo per forza segnarmi da qualche parte per riuscire a non sbagliare i post successivi. Se mi sveli come ci riesci lo uso anche io questo metodo 😎
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Topic di Servizio
@Fezza Si è una cosa intenzionale sto utilizzando vari metodi per far capire i danni nelle varie avventura che masterizzo , con voi ora sto usando una versione più narrativa , vedendo quale sistema va meglio , alla fine sapere quanti danni si fanno al mostro non sapendo il suo totale di di punti ferita non è rilevante e lo stesso per l'incantesimo , descrivere l'effetto dell'incantesimi che acceca la creatura senza descriverla parte meccanica funziona ugualmente bene , a parer mio . è forse un problema?
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Topic di Servizio
@Dardan ho notato che non scrivi i danni subiti dai mostri o i tiri che fai "dietro lo schermo del DM", tipo: Ragno matriarca TS VS polvere luccicante di Akseli CD 16 -> 13 -> TS fallito, cecità per 4 round (perde bonus DES all'AC, -2 CA, alleati hanno occultamento totale [50% miss su tutti i suoi tiri]; attacco VS Erika 22 VS 18 (AC Erika) -> colpito; verifica % mancare per cecità -> 70 -> colpito; 9 danni ..una cosa così insomma. E' una cosa intenzionale che fai per un motivo particolare?
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Il Tempo dei Perduti
La melodia di Shage tocca vette di potenza assoluta mentre il bardo, senza smettere di cantare, srotola una delle sue pergamene più preziose. Dalle sue dita scaturisce un dardo di fuoco liquido e sibilante, un raggio rovente che solca la nebbia e impatta con un boato fragoroso sul fianco del ragno enorme. L'esplosione incendia la peluria della matriarca, fondendo parzialmente il carapace rigonfio e sprigionando un odore acre di carne bruciata. Un istante dopo, la magia di Akseli investe in pieno il colosso. Una nube di particelle dorate ed accecanti esplode sopra la frana, avvolgendo interamente la matriarca in una piogni di luce incandescente. La polvere luccicante penetra nei suoi grappoli di occhi vitrei, accecandola all'istante: la mastodontica creatura inizia a scuotere la testa con violenza, agitando le zampe a vuoto e sibilando di puro terrore e disorientamento, impossibilitata a vedere i suoi bersagli, proprio mentre il mago indietreggia di un passo mettendosi al sicuro. Sfruttando la totale cecità del mostro, la pantera gigante di Vaulath si scaglia in una carica impetuosa. Le sue fauci futuristiche azzannano con ferocia l'addome pulsante del ragno enorme, squarciando i tessuti color rosso viscerale e riversando umori infetti sul granito ghiacciato. Subito dopo l'impatto devastante, con una fluidità impressionante, i tratti della pantera mutano nuovamente riassumendo la forma massiccia del Goliath: Vaulath batte saldamente lo scudo a terra, gli occhi iniettati di sangue per l'ira e i muscoli tesi, pronto a incassare la ritorsione del mostro accecato. Mentre la matriarca barcolla sotto i colpi, anche Erik passa all'offensiva con determinazione. Sfruttando la distrazione del colosso, la guerriera scatta in avanti sollevando l'arma e sferrando un fendente implacabile che va a impattare dritto contro il muso peloso della bestia, spaccando i cheliceri ed estendendo la devastazione creata dai compagni. Contemporaneamente, lo spadone a due mani di Gaius cala sul ragno maschio ferito che era rimasto in piedi, troncando di netto le sue zampe residue e schiacciandolo definitivamente contro la roccia, liberando il sentiero. Dalle retrovie, intanto, Valerius sposta lo sguardo freddo sulla matriarca dorata, mormorando parole d'interdizione per fiaccare ulteriormente le sue forze. Il ragno minore è stato eliminato, ma la matriarca, stringendo i denti nella sua furia cieca, reagisce scagliando le sue zampe pesanti come tronchi d'albero contro i nemici che sente più vicini nella nebbia. Un colpo devastante cala dall'alto puntando dritto verso Vaulath, ma la traiettoria viene deviata dalla cecità e impatta con un sordo fragore metallico contro lo scudo pesante del Goliath, che assorbe interamente l'urto senza cedere. Un secondo attacco, brutale e disperato, fende l'aria e colpisce Erika in pieno petto prima che possa arretrare... @ Erica Il mostro è ormai agli sgoccioli, barcolla vistosamente coperto di sangue nero, polvere luccicante e fiamme residue, ma la sua agonia lo rende ancora una minaccia per chi si trova a portata dei suoi artigli. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Erik(a) Grosso, peloso e irritato. Speriamo sia anche buono! Sollevo l'arma e attacco la bestia mirando aluso Erik(a) Grosso, peloso e irritato. Speriamo sia anche buono! Sollevo l'arma e attacco la bestia mirando aluso