Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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Il Tempo dei Perduti
Akseli "Le Gole di Tethyamar, un antico regno nanico caduto. Gallerie infinite, voragini e nidi di creature. Ha senso. Il professore Vaeerius menzionava proprio quella zona nel suo diario. Quanto invece alla direzione non ci saranno grossi problemi Erika, il manufatto emetterà certamente una scia magica molto forte, riusciremo a seguirla.. certo serviranno torce e lampade per evitare che io veda qualcosa, altrimenti sarà totalmente cieco là dentro. Non ho alcuna capacità soprannaturale che mi aiuti a vedere al buio completo" Poi mi rivolgo al sacerdote: "Grazie, Fratello Derim, queste cronache ci saranno preziose. Se riusciamo a far coincidere i vettori di questo diagramma con le vecchie rotte e gli accessi alle miniere, potremmo isolare l’ingresso esatto che stava cercando. Ogni giorno che guadagniamo è un giorno in più in cui la terra sotto il Grande Granaio può continuare a trattenere il medaglione" Mi volto verso Shage, l’espressione seria ma concentrata: "Shage, aiutami, cnfrontiamo queste linee con i passi noti e le gallerie principali. Cerca soprattutto qualsiasi riferimento a crepacci profondi, camere rituali o luoghi dove i nani di Tethyamar segnalavano “anomalie” o “zone di silenzio”. Se il Vuoto sta già radunando forze lì non possiamo permetterci di arrivare in ritardo"
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Erika(a) Vi ringrazio. Ascolto la poco positiva descrizione della nostra prossima metà. Già le tre creature contaminate dal vuoto che abbiamo affrontato sono state ostiche, l'idea di affrontarne di peggiori e magari a gruppi non è delle più esaltanti. Sarebbe bello se in quel tono ci fosse anche una mappa delle miniere. Perché se ci vogliono settimane per trovarne l'ingresso, muoversi dentro potrebbe essere infinito. Rifletto ancora su ciò che ci attende. Dovremo anche trovare un modo per essere più efficienti contro distorsioni come quella generata da quel ghoul. Anche solo riuscire a colpirlo era un'impresa.
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Fratello Derim ascolta il resoconto stringendo i pugni dietro la schiena, mentre il calore del camino della biblioteca avvolge le vostre figure stanche e scioglie finalmente il gelo dalle dita di Akseli... Il Gran Sacerdote fissa il frammento di pelle nera steso sul tavolo, i suoi occhi passano dal simbolo della Lente alla cicatrice che segna il braccio di Erika, registrando la gravità di quel tocco parassitario che ancora le intorpidisce i movimenti, prima di fare un cenno solenne a uno dei chierici anziani rimasti in attesa vicino alla porta: Fratello Joseph... preparate un infuso caldo di radice di sole e foglie di consolida per mastro Erik... le sue proprietà rinvigoriranno i muscoli e aiuteranno le preghiere della sera a scacciare la spossatezza da quel corpo, senza bisogno di privarlo della sua armatura o del suo acciaio prima del tempo... Il prelato si china poi sul diagramma geometrico, sfiorando con cautela il margine della pelle conciata, prima di sollevare lo sguardo cupo verso Akseli e Shage, rispondendo alle vostre pressanti domande sulla situazione all'Abbazia e sul destino del medaglione: Sia lodata la mietitrice... qui le mura hanno retto e non abbiamo subito altre incursioni dei drow durante la notte, ma il medaglione... il medaglione è vivo, laggiù nel buio... la terra profonda sotto il Grande Granaio lo sta schiacciando, sì, ma stamattina la vibrazione di angoscia era così forte che due novizi addetti allo stoccaggio si sono rifiutati di scendere nelle cripte, lamentando emicranie e sussurri senza voce... l'argine tiene, mastro bardo, ma la clessidra si svuota più rapidamente di quanto sperassi... Derim raddrizza la schiena, la sua tunica marrone che lancia riflessi dorati alla luce del focolare, mentre punta un dito nodoso sulla mappa geometrica, rispondendo all'analisi del mago riguardo ai vettori che puntano decisi verso il nord-ovest: Questo glifo di profondità e le cifre che avete scovato non indicano una grotta qualsiasi... se la direzione è il nord-ovest, oltre le terre flagellate di Daggerdale, quella linea spezzata conduce dritta alle pendici dei Monti Desertsmouth... verso le Gole di Tethyamar... un tempo era il cuore di un prospero e glorioso regno nanico, ma oggi quelle miniere abbandonate sono un labirinto di gallerie cieche, voragini senza fondo e nidi di mostri che persino i cacciatori più arditi evitano di approcciare... se il vostro senza pelo stava tracciando quella rotta, significa che l'oscurità si sta già radunando tra quelle antiche pietre... Il sacerdote si volta verso gli scaffali della biblioteca inferiore, prelevando un pesante tomo rilegato in pelle di cinghiale che riporta le antiche rotte commerciali delle Valli del secolo scorso, e lo deposita con un sordo tonfo accanto al vostro frammento nero, offrendo ad Akseli e Shage il materiale necessario per iniziare il lavoro di confronto: Vi metterò a disposizione le cronache dei nani di Tethyamar e i rilievi dei passi montani antecedenti alla caduta delle miniere... confrontando questi vettori con le nostre mappe storiche, potrete isolare l'esatto crepaccio o l'ingresso sotterraneo che quel mostro intendeva violare, risparmiandovi settimane di ricerche letali tra le vette... preparatevi... studiate queste linee mentre il fuoco è caldo, perché il nord-ovest vi attende e la terra di Chauntea sta già soffocando per garantirvi questo vantaggio... @ Tutti
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Akseli "Per quanto riguarda l’anello.. grazie, lo terrò io, se nessuno ha obiezioni. Mi offrirà un piccolo ma utile margine di sicurezza" Mi siedo vicino al camino della biblioteca, lasciando che il calore mi sciolga finalmente le dita intorpidite. Il frammento di pelle nera è posato sul tavolo davanti a me, e non riesco a distogliere lo sguardo da quelle linee geometriche rigide e dal simbolo della Lente di Ossidiana. "Shage ha già detto l’essenziale" inizio con voce stanca ma chiara, rivolgendomi a Fratello Derim e ai compagni "Abbiamo eliminato quell'essere che comandava la tribù dell’Osso Rotto e non era un semplice non-morto ma qualcosa tipo un’ancora vivente che usava il contatto fisico con la roccia per distorcere lo spazio. Quando Erika gli ha reciso il braccio, il legame si è spezzato e la creatura è diventata vulnerabile. Vaulath ha finito il lavoro" Prendo delicatamente il frammento di pelle e lo mostro al sacerdote. "Questo è ciò che portava con sé. Le linee non seguono mappe di superficie: sono vettori astratti che convergono su questo simbolo, lo stesso che il professore Vaeerius associava alla Lente di Ossidiana. Accanto ci sono cifre e un glifo di profondità e palesemente indica chiaramente una direzione: nord-ovest, verso un crepaccio o una cavità montuosa, questo frammento ci dà finalmente una direzione concreta. La Lente non è un’idea astratta: qualcuno la sta attivamente cercando, e quell'essere stava seguendo quella pista" "Fratello, avete notizie recenti da nord-ovest? Passi montani, crepacci, antiche miniere o luoghi abbandonati nella direzione indicata da questi vettori? Qualsiasi indizio potrebbe ridurci i giorni di ricerca perché, come sappiamo, la terra che tiene il medaglione non durerà per sempre"
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Vaulath La magia primordiale che mi permette di trasformarmi non va particolarmente d'accordo con gli artifici arcani. Quell' anello è meglio che lo tengano altri. Rispondo all' Aasimar, scuotendo la testa quando parla dell' anello. Sono silenzioso durante il viaggio, nella mia bocca ho ancora il sapore corrotto di quell' abomino. Non vedo l' ora di ripulirla con buon cibo e buon vino. Per fortuna i miei ben più loquaci compagni si occupano di rispondere alle domande del sacerdote, mentre io lascio i cavali ai novizi.
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Erik(a) Faccio girare la fiale fra le dita. Vero. In ogni caso io e Valiath saremo spesso vicini, al caso gliela farò bere anche se sottoforma di gattone. Il calore dell'abbazia già in parte mi scalda dal freddo che ancora mi attanaglia i muscoli. Alla richiesta di Shage di guaritori per me un brivido mi correggo per lo stomaco e si riflette sulla schiena... Finché usano magia, pozioni o tisane mi va bene, ma se dovessero chiedermi di togliere l'armatura sarebbe un po' complesso...
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Shage O'Might Bardo Durante il viaggio di ritorno condivido con i miei compagni ciò che ho scoperto sugli oggetti ritrovati. Erika @Albedo , questa pozione guaritrice credo sia meglio la tenga con te nel caso non fossi vicino con la mia bacchetta guaritrice. Vaulath @Theraimbownerd in forma felina non avrebbe modo di trarne beneficio. Me mentre tu si. Akseli @Fezza , non so se le proprietà di questo anello protettivo si aggiungano a quello offerto dall'armatura di Erika o la forma animale di Vaulath. Se no propongo lo prenda tu. Ma dimmi il tuo parere che sei più esperto in questo genere di applicazioni della magia. Sembra che le gemme non abbiano nessuna aura magica, così come il pezzo di pelle nera, nonostante l'aspetto inquietante. Avremo modo di esaminarlo meglio al tempio. Lieto i vedere che l'abbazia del fascio dorato non sembra riportare segni di assalti recenti ,entriamo spediti all'apertura dei portoni di bronzo e dopo aver lasciato i cavalli alle cure dei novizi ci affrettiamo a seguire fratello Derim fino in biblioteca dove possiamo scaldarci e aggiornare della spedizione. Siamo riusciti nella prima parte della missione. Abbiamo disperso la tribù goblinide uccidendo il loro capo, un Ghoul trasfigurato dal potere dl vuoto in un essere ancora più pericoloso. Per fortuna i nostri valorosi guerrieri sono riusciti a staccarlo dalla fonte del suo potere e mettere fine all'esistenza innaturale di quella creatura. Non senza un prezzo Lord Erik è stato vittima del gelo che ferisce l'anima e ha bisogno di riposo o delle preghiere dei vostri guaritore per riprendere le forze. Abbiamo trovato dei reperti che la creatura aveva per trovare gli altri oggetti. Ora io e Akseli li studieremo per comprendere dove dirigerci. Qui come và la situazione? Avete subito altre incursioni? Il contenimento del medaglione regge bene?
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Akseli si stringe nelle spalle mentre il gelo della notte ricomincia a mordergli le dita... l'adrenalina che fino a pochi istanti prima lo teneva al caldo sta evaporando, lasciando il posto a un tremito insistente che rende difficile persino scorrere i polpastrelli sui solchi della pelle nera appena recuperata... la sua proposta di cercare un riparo più sicuro trova l'immediato e pragmatico assenso di Erika, che punta il falcione verso l'uscita della gola, decisa a ritornare alla sicurezza dell'Abbazia per permettere ai dotti di studiare quei reperti e per curare quel logorio muscolare che ancora la intorpidisce... Mentre la pantera Vaulath si muove nell'oscurità per guidare il recupero delle cavalcature lasciate tra gli abeti, Shage sente una strana e comprensibile apprensione per il medaglione sepolto sotto le fondamenta del Grande Granaio... forte del sangue planare che lo rende immune a quel clima spietato, il bardo decide di spendere qualche minuto in più per non lasciare nulla al caso, avvicinandosi nuovamente alla parete di roccia anestetizzata dal Vuoto... le suas dita sfiorano la pietra ruvida, cercando una vibrazione o un residuo della crepa bidimensionale, ma la roccia risponde con una neutralità assoluta... il legame è stato reciso di netto dal colpo di Erika e il portale incompleto è del tutto collassato, lasciando dietro di sé solo una pietra fredda, muta e priva di qualsiasi traccia della volontà del suo alieno signore... Prima di allontanarsi, Shage si china sullo scrigno di ferro e sul borsello del Ghul per esaminare con meticolosa attenzione tutti i reperti magici e insoliti appena recuperati... illuminato dai riflessi bluastri della neve, il bardo si concentra in silenzio sulle geometrie dell'anello, sul liquido nella boccetta, sulle gemme e sul frammento di pelle nera, raccogliendo preziose informazioni grazie ai suoi studi accademici prima che il gruppo si rimetta in marcia... @ Shage Poco dopo, il rumore ritmico degli zoccoli sulla neve annuncia il ritorno di Vaulath con i destrieri... vi rimettete in sella sotto la luce pallida della luna, abbandonando la gola rocciosa dell'Osso Rotto per riprendere a ritroso la pista dei Colli del Vento Freddo... la marcia forzata notturna si consuma in un silenzio rotto solo dallo sbuffare stanco degli animali, ma i cavalli freschi forniti dal tempio mantengono un passo vigoroso, permettendovi di coprire le venti miglia di distanza prima che le prime luci dell'alba inizino a tingere di rosa il cielo sopra Mistledale... Quando la monumentale sagoma fortificata dell'Abbazia del Fascio Dorato si palesa tra le nebbie mattutine, i grandi portoni di bronzo si aprono senza esitazione per accogliervi... i novizi accorrono per prendere le redini dei cavalli, mentre Fratello Derim Whiteshield vi viene incontro nel cortile con lo sguardo teso, sollevato nel vedervi tornare tutti interi ma visibilmente ansioso di sapere cosa sia accaduto nei Colli... vi fa strada immediatamente verso la biblioteca inferiore, dove un grande camino è già stato acceso, offrendo finalmente ad Akseli e ad Erika il calore necessario per sciogliere il gelo accumulato e per analizzare con calma il frammento di pelle nera e il diagramma geometrico... @ Tutti
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Shage O'Might Bardo Il freddo che attanaglia il fragile corpo di Akseli non ha alcun effetto su di me grazie alla mia eredità. In ogni caso sono concorde nel ritirarci in un posto tranquillo per analizzare i reperti. Inoltre nutro una certa apprensione per ciò che abbiamo lasciato al tempio fortificato di Chauntea. Nonostante ciò mi fermo un attimo di più per cercare qualcosa che possa essere sfuggito alla nostra prima analisi. Mentre gli altri si organizzano per recuperare le cavalcature per il ritorno mi aggiro intorno alla pietra analizzandola e provando a toccarla per capire se sia rimasto qualcosa del portale che usava il Ghoul del vuoto per comunicare con il suo alieno signore. Una volta che i cavalli sono stati approntati mi affretto a ricongiungermi al gruppo. @Dardan
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Erika Annuisco. Torniamo indietro al tempio. La loro biblioteca potrà esservi utile, immagino.
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Akseli "Dobbiamo analizzare questi ritrovamenti, sia il frammento di palle che l'oggetto, però avrei bisogno di tranquillità e un posto non così al freddo. Vi proporrei di andare a cercare un posto lontano da qui.. certo non facciamo chilometri e chilometri ma.. ah si, anche i cavalli dovremmo recuperare. Poi potrò visionare tutto con calma. Che ne dite?" il freddo inizia a farsi sentire molto più di prima. L'adrenalina mi teneva al caldo, ma adesso le dita iniziano a muoversi lente sui solchi della pelle che abbiamo ritrovato..
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Mentre i rumori sordi del massacro tra i worg e i goblin iniziano a sfumare nel buio della gola, il silenzio della notte torna a padroneggiare i Colli del Vento Freddo... Shage scende dalla sporgenza respirando a fondo per sciogliere l'immensa tensione, rincuorato dall'efficacia di quel gioco di squadra che ha salvato la vita a tutti, e sguaina una delle sue bacchette per infondere un calore rigenerante nel corpo ferito di Erika... La magia curativa del bardo lenisce i tagli superficiali della guerriera, ma il senso di vuoto e l'intorpidimento muscolare causati dal tocco del mostro rimangono ancorati ai suoi legamenti, un freddo parassitario che solo un lungo riposo al caldo o un incantesimo di restauro profondo potrà dissipare del tutto... Erika si appoggia pesantemente al manico del falcione, ansimando per la fatica ma accogliendo con un cenno grato il supporto del compagno, mentre i suoi occhi fissano torvi quella pietra anomala... Poco più in là, Vaulath sputa i rimasugli della carne grigia con un moto di disgusto, lasciando che la possente stazza dell'ira della montagna sfumi nella forma più agile e silenziosa di una pantera, muovendosi come un'ombra felina tra i resti delle tende abbandonate per rastrellare l'area... Akseli si avvicina con passo misurato alla parete rocciosa, studiando la pietra che fino a pochi istanti prima negava le tre dimensioni... Ora la roccia sembra tornata normale, ruvida e coperta di brina, ma quando il mago e Shage vi accostano le dita per ispezionarla con meticolosa attenzione, avvertono un dettaglio da brivido... La pietra in quel punto esatto è completamente priva di temperatura, non è fredda come il ghiaccio circostante, è semplicemente priva di calore, come se la materia stessa fosse rimasta anestetizzata dal tocco del Vuoto... Esaminando la base del muro dove il Ghul si accovacciava, gli occhi attenti dei due incantatori intercettano una borsa di cuoio rigido appartenuta alla creatura, scampata alla distruzione geometrica e contenente i suoi averi personali... All'interno della borsa, Akseli non trova mappe convenzionali o testi scritti nelle lingue della superficie, ma un frammento di pelle conciata di un nero opaco e innaturale... Sulla superficie scura sono state incise delle linee geometriche rigide che non seguono l'andamento dei fiumi o delle strade delle Valli, ma tracciano vettori spogli, quasi un diagramma astratto che converge verso un unico, vistoso simbolo stilizzato... Shage e il mago riconoscono quel marchio: è la medesima runa che il diario del professore Alarico Vaeerius associava alla Lente di Ossidiana... Accanto al simbolo, l'unica annotazione consiste in una sequenza di cifre incise con dita artigliate, sormontate da un glifo che nella cartografia sotterranea indica una profundità o un crepaccio montano... La pelle emana un debole e sgradevole odore di ozono e cenere, a testimonianza che l'essere grigio non si trovava lì per caso, ma si stava muovendo seguendo un preciso piano d'azione che punta dritto verso il nord-ovest... Ma le sorprese in quella gola dissacrata non sono finite... Muovendosi tra i resti del focolare centrale dove i goblin avevano accumulato il bottino delle loro razzie nelle Valli, la pantera Vaulath ed Erika notano un barlume metallico che spicca tra le ceneri... Con l'aiuto del falcione, recuperate un piccolo scrigno di ferro depredato a qualche carovana: al suo interno, protetti dal gelo, trovate tre piccole gemme dal taglio grezzo, una boccetta di vetro scuro contenente un denso liquido verde-azzurro, e soprattutto un anello d'argento brunito, inciso con sottili geometrie che sembrano rincorrersi senza mai incrociarsi..Akseli percepisce subito una debole aura magica protettiva emanare dal metallo... Il fuoco al centro del campo torna a scoppiettare debolmente, proiettando una luce fioca sulle tende abbandonate e sulla neve calpestata, mentre l'aria gelida della notte comincia a ripulire la gola dagli odori dello scontro... Con i superstiti ormai fuggiti lontano e i lupi dileguatisi nei boschi, l'intera area è sprofondata in una quiete totale, interrotta solo dal fischio del vento tra le rocce... Erika rinfodera l'arma, massaggiandosi la spalla intorpidita sotto lo sguardo vigile della pantera Vaulath, mentre Akseli ripone il frammento di pelle nera nel suo borsello... Shage solleva lo scrigno con gli oggetti preziosi e vi scambiate un cenno d'intesa alla luce della luna... @ Tutti
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Erika È finita. Ansimo per la fatica, la ferita pulsa e mi sento ancora debole. Ma c'è l'abbiamo fatta. Un ottimo lavoro di squadra... E pensare che da giovane prendevo in giro i giovani maghi che sapevano solo l'incantesimo dell'unto... Ecco... Il tocco di quel mostro mi ha fatto qualcosa .. mi sento più debole e affaticata.. potete fare qualcosa? Quanto a quella roccia.. forse sarebbe bene distruggerla.
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Vaulath Sento con soddisfazione le ossa del mostro spezzarsi sotto le mie fauci, non appena il colpo di Erika lo costringe a tornare in una forma più normale. Qualsiasi cosa fosse a proteggerlo richiedeva il contatto fisico con la parete a quanto pare. Sputo immediatamente quel corpo martoriato, nel timore di prendermi chissà quale orribile morbo del Vuoto, e osservo con soddisfazione il resto della tribù disperdersi senza la presenza del loro leader, con i Warg che decimano i goblin in maniera anche più efficiente di quanto avremmo fatto noi. Alle parole di Akseli annuisco, ancora in forma di animale, e mi metto a esplorare il campo mentre il mio corpo si riduce rapidamente di dimensioni, fino a tornare quello di una normale, seppur robusta, pantera. Ora che lo scontro è finito l' ira della montagna va a scemare, come è giusto che sia.
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Akseli Appala Rimango immobile sulla sporgenza per qualche secondo, poi scendo lentamente dalla roccia, scivolando con cautela nella neve. Mi avvicino con passo misurato, tenendo la distanza di sicurezza, e osservando attentamente i resti grigi che si stanno svuotando e dissolvendo. "Erika, Vaulath, colpo magistrale. Avete spezzato il legame con la parete nel momento esatto. Non appena ha perso il contatto, l’anomalia è collassata. Questo conferma che quella roccia era un’ancora, forse un portale incompleto, o un punto di contatto con qualcosa di molto più grande" Alzo lo sguardo verso la parete che prima appariva piatta e bidimensionale. Ora sembra di nuovo normale, ma non mi fido. "Dobbiamo controllare quella roccia prima che i goblin o i worg tornino e soprattutto cercare se c’è qualcosa di utile nel campo. Documenti, oggetti, tracce di altri artefatti. Se questo essere stava lavorando per chi possiede la Lente o il Sudario, potremmo trovare indizi" Mi volto verso Shage: "La tua bolla di silenzio e l’unto combinato sono stati fondamentali. Ora dobbiamo controllare rapidamente i resti del mostro e la parete, e poi rastrellare le tende più vicine. Non abbiamo molto tempo. I worg potrebbero tornare, o altri membri della tribù potrebbero riunirsi"
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Shage O'Might Bardo Tremo mentre mi preparo ad uno scontro che grazie agli dei non avviene mai. I miei possenti compagni sono riusciti a spezzare l'oscuro collegamento della creatura con la fonte del suo potere distruggendola ....e di conseguenza i suoi servitori si sono dati alla fuga combattendo a vicenda. Akseli avevi ragione...c'è l'hanno fatta...dico ansimando per la tensione accumulata. Anche questa volta sono stato di supporto e non in prima linea, ma sono consapevole che se io e il mago non fossimo riusciti a tenere lontano i goblinidi, anche i nostri poderosi eroi non sarebbero riusciti nell'impresa. Un gioco di squadra efficace. Avete bisogno di cure? Mi premuro di chiedere prima di muovermi per capire il collegamento della creatura con gli artefatti. Poi mi muovo per esaminare la pietra toccata dal Ghoul del vuoto, ed ispeziono la zona con meticolosa attenzione in cerca di indizi
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Mentre i ringhi dei worg aumentano di intensità, l'inganno visivo sul fianco occidentale si dissolve nel vento invernale, costringendo Akseli e Shage a reagire all'istante... Il mago stringe la sua bacchetta e focalizza la mente proprio mentre i mostri dell'Osso Rotto voltano i musi feroci verso il centro della gola... Con parole di potere arcano, Akseli fa scaturire uno strato di grasso viscido e scivoloso sulla neve ghiacciata, sbarrando il sentiero... Un battito di ciglia dopo, Shage sguaina l'acciaio per fare scudo al compagno e, recitando a gran voce la filastrocca dei bambini, concatena una seconda barriera viscida subito dopo la prima... La trappola combinata è perfetta: un'intera porzione della gola è ora trasformata in uno specchio scivolosissimo e impraticabile... I worg e i goblin, lanciati in una carica rabbiosa per difendere il loro padrone, finiscono in pieno nel fango viscido, scivolando goffamente, travolgendosi a vicenda e rimanendo bloccati tra urla e ringhi muti che svaniscono non appena sfiorano la bolla di silenzio... Nel cuore della zona piatta, lo scontro tocca il suo culmine drammatico... Vaulath, incurante della geometria distorta che confonde i suoi sensi di predatore, cede ancora all'ira della montagna... Il leopardo delle nevi si scaglia di nuovo in avanti con ferocia inarrestabile, spalancando le fauci per spezzare le ossa del nemico... Ma lo spazio bidimensionale continua a ingannare i suoi occhi: nonostante la foga, le sue zanne affondano nel vuoto grigio, lacerando solo l'aria gelida senza riuscire a trovare la presa sul corpo del nemico... Erika, seppur debilitata dal tocco che le ha svuotato i muscoli e ridotto la forza, nota l'ostinazione con cui il mostro tiene la mano incollata alla pietra... Comprendendo che quella è l'ancora di tutto l'incubo, solleva con immane fatica il pesante falcione e lo abbatte con precisione chirurgica sul braccio teso della creatura... L'acciaio fende l'aria e morde implacabile il bersaglio... L'impatto penetra così a fondo da spaccare la consistenza del braccio grigio, costringendo il Ghul del Vuoto a staccare di colpo le dita dalla parete rocciosa per la violenza del colpo... Nel millesimo di secondo in cui il contatto con l'ancora si interrompe, l'effetto è violento... La distorsione geometrica collassa su se stessa con un sordo boato visivo, restituendo di colpo la terza dimensione alla gola... Le rocce riprendono le loro venature, le ombre ritrovano il loro spessore e il terreno torna ad avere la sua normale aderenza tridimensionale... Erika riprende a respirare sentendo il falcione ritrovare il suo peso reale, e Vaulath percepisce i suoi artigli fare nuovamente presa sulla neve solida... Il collasso della distorsione restituisce ogni cosa alla realtà, e il Ghul del Vuoto si ritrova improvvisamente spogliato di ogni difesa geometrica... il suo corpo grigio, privato dello spessore che lo rendeva sfuggente, barcolla pesantemente sulla neve solida, mostrando lo squarcio profondo inferto dal falcione di Erika... ma prima ancora che l'essere possa tentare di allungare nuovamente le dita verso la roccia per riagganciare l'anomalia, la furia combinata dei due combattenti si abbatte su di lui con precisione letale... Erika sfrutta l'inerzia del peso ritrovato della sua arma e, nonostante la spossatezza muscolare, fa ruotare la lama in un arco perfetto che recide di netto l'arto teso del mostro... Nello stesso istante, Vaulath azzera la distanza rimasta con un balzo fulmineo, approfittando del fatto che il bersaglio è ormai completamente tridimensionale, e spalanca le fauci del leopardo delle nevi affondando i denti direttamente sulla gola della creatura... La morsa del goliath è spietata, le sue zanne stringono con la forza dell'ira della montagna, spezzando di colpo il collo esile del servitore del Vuoto... Dal corpo dilaniato non esce un solo grido a causa della cappa di silenzio che ancora fluttua nell'aria, ma la sostanza nera e densa che fungeva da sangue sprizza violentemente sulla neve, per poi evaporare in un fumo grigiastro che odora di cenere e di vuoto... Il guscio grigio del Ghul si accascia al suolo, svuotandosi rapidamente di ogni consistenza, fino a ridursi a una pelle spoglia e secca che il vento freddo inizia a consumare... Con la morte del loro leader, la gola rocciosa si ridesta dall'incubo, e oltre il confine della bolla magica i goblin dell'Osso Rotto, ancora intrappolati e scivolanti sulla doppia barriera viscida creata da Akseli e Shage, smettono improvvisamente di lanciare frecce... I worg smettono di ringhiare, abbassando le orecchie e guaendo spaventati... Privi del controllo mentale e della presenza opprimente del "senza pelo", i mostri della tribù vengono colti da un panico selvaggio: i goblin rimasti in piedi scavalcano i compagni caduti e iniziano a fuggire disordinatamente verso le fessure della roccia e i sentieri sul retro della gola, abbandonando il campo in rotta totale , i worg, invece, liberati dal giogo psichico che li legava al mostro, riacquistano all'istante i loro spietati istinti di predatori alfa... i grossi lupi intrappolati nella barriera viscida voltano i musi feroci proprio verso i piccoli goblin che scivolano e si calpestano a vicenda, avventandosi su di loro per sbranarli in un brutale e sanguinoso regolamento di conti, mentre le bestie rimaste libere lanciano un ultimo ululato alla luna e scattano a tutta velocità fuori dalla gola, disperdendosi tra i boschi oscuri... @ Tutti
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Erika Il primo colpo va a segno, ma la creatura reagisce e mi colpisce a sua volta. Il colpo di per se non è doloroso, ma è doloroso il senso di svuotamento che mi provoca. Noto che non vuole staccare ma mano dalla roccia, forse... Sollevo il mio falcione e lo abbatto sul braccio della creatura teso verso la roccia. Master .
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Shage O'Might Bardo Vedo il senza pelo ferire l'anima di Erika senza versare sangue. Vorrei correre verso di lei brandendo la spada per aiutarli ad uccidere quella malefica creatura. Ma non è la cosa migliore da fare in questo momento, Akseli ha ragione, dobbiamo dargli fiducia. Lascio stare i miei suoni illusori per fare qualcosa di più concreto. Sguainò la spada pronto a difendere il mago se la marmaglia goblinide dovesse arrivare fino a noi per difendere il loro oscuro padrone. Aspetto che iniziano a muoversi nella nostra direzione prima di recitare una filastrocca che mi divertivo a dire ai bambini. Gira girotondo, quanto e belloil mondo, non minacciare la mia terra...casca giù per terra! @Dardan a te.
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Akseli Appala "Hanno mangiato la foglia, dobbiamo impedire loro di raggiungerli.." suggerisco a Shage "..Vaulath ed Erika riusciranno nell'impresa, fidiamoci" Termino di mantenere la concentrazione sull'incantesimo e mi concentro su di un altro Spell Utilizzo unto, posizionato tra i goblin/worg e i nostri compagni
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Vaulath Provare a mordere questo dannato essere è come mordere l'aria, sfugge via prima che le mie zanne trovino la presa. O forse non è mai stato lì e questo spazio innaturale confonde i miei sensi. Eppure vedo Erika che riesce a colpirlo, in qualche modo, e ciò mi dà speranza. Consapevole di non avere quasi più tempo ormai continuo ad attaccare con foga, sperando di avere la meglio su quell'essere del Vuoto, provando a spezzargli quelle ossa rinsecchite tra le fauci.
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Il Tempo dei Perduti
L'oscurità dei Colli del Vento Freddo trema sotto i colpi di un'offensiva fulminea, mentre la gola si trasforma in un teatro di pura follia geometrica... Dalla loro posizione sopraelevata, Akseli e Shage mantengono i nervi saldi, coordinando le loro energie per tenere in vita il grande inganno... Il bardo infonde ulteriore spessore al diversivo, aggiungendo al fragore degli zoccoli le grida feroci di cavalieri fantasma che promettono morte in perfetto dialetto goblin, bloccando sul posto la massa della tribù dell'Osso Rotto... Tuttavia, gli occhi dei due incantatori sono fissi al centro del bacino, dove lo spazio ha smesso di seguire le leggi del Faerûn, e i loro sguardi analitici scansionano la creatura e la roccia piatta, collegando frammenti di antichi testi per decifrare l'orrore che si sta manifestando sotto i loro occhi... @ Akseli & Shage Nel cuore della zona bidimensionale, Erika evita di farsi paralizzare dal terrore di sentirsi inconsistente come un arazzo... la guerriera stringe le dita sull'elsa, si impone sulla perdita di prospettiva e cala il suo pesante falcione con precisione militare... Nonostante lo spazio distorto deformi le traiettorie e appiattisca i volti, la sua maestria guida la lama con implacabile fermezza... L'acciaio fende l'aria gelida e intercetta il braccio teso della creatura grigia con un colpo netto e profondo, aprendo uno squarcio devastante da cui sprizza un fiotto di quella densa sostanza nera che fluttua nell'aria piatta prima di depositarsi sulla neve senza produrre alcun suono... Il fendente ha colpito duro, scuotendo la struttura dell'essere, ma la reazione del mostro è immediata... @ Erika Impossibilitato a emettere suoni a causa della bolla di silenzio di Shage, l'essere spalanca la bocca in un'angosciante smorfia muta e, mantenendo una mano incollata alla roccia piatta, scaglia l'altro braccio teso direttamente contro Erika... le sue dita grigie e allungate, prive di spessore da quella particolare angolazione, artigliano l'armatura della guerriera... il tocco non porta la forza di un impatto fisico, ma un gelo parassitario e nichilista che ignora le piastre di ferro dell'armatura, aggredendo direttamente la forza vitale e i muscoli di Erika... La guerriera avverte una fitta dolorosa che le mozza il fiato, accompagnata dall'orribile sensazione di essere svuotata di consistenza dall'interno, come se una parte della sua energia muscolare e della sua stessa presenza fisica venisse risucchiata via, lasciandola indebolita e con i nervi scossi sotto lo scudo bidimensionale... @ Erika . Accanto a lei, Vaulath cede interamente all'istinto primordiale del predatore per difendere la compagna... Rinunciando a comprendere una geometria che gli farebbe impazzire la mente, il leopardo delle nevi sprigiona l'Ira della Montagna e scatta nuovamente in avanti, spalancando le fauci per azzannare il bersaglio... Il mostro grigio, tuttavia, si è già parzialmente fuso con la bidimensionalità del muro, e a causa dello spazio distorto le zanne del felino scattano a vuoto nell'aria gelida, mancando la carne del nemico... La presa non riesce a innescarsi, poiché la creatura grigia sguscia via come un disegno che scivola su una pagina, mantenendo la sua presa ferrea sulla parete rocciosa... Nelle retrovie, la situazione sta per toccare il punto di rottura... I worg rimasti iniziano a emettere ringhi d'allarme sempre più forti, voltando le teste arruffate verso il centro della gola... Hanno capito che l'attacco dei cavalieri occidentali è solo fumo e vento, e stanno per lanciare la carica per difendere il loro capo... Shage ha già la mano tesa, pronto a rilasciare l'incantesimo per far scivolare le loro zampe non appena balzeranno in avanti, conscio che ogni secondo guadagnato in questo vuoto di coordinate è la differenza tra la gloria e la morte... @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Erika Il piano sembra funzionare: i goblin lasciano il campo, l'essere è distratto e Vaulath riesce a colpirlo... ma all'improvviso tutto attorno a noi cambia muta, mi pare di essere pergamena o di un arazzo. Ma proseguo il mio attacco anche se ho la continua impressione di perdere la mia arma da un momento all'altro. master
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Il Tempo dei Perduti
Vaulath All' inizio il piano sembra filare liscio. Nessuno mi vede quando mi approccio invisibile a quell' abominio, e tutti i goblin sono distratti dall' illusione del mio compagno. Le mie zanne affondano nel corpo di quell' essere, e per un attimo mi concedo di pensare che il nostro piano possa funzionare senza intoppi. Ma immediatamente c'è qualcosa di strano. Non riesco ad afferrarlo nella mia bocca, sguscia via come se non fosse neanche lì, e tutto intorno a me inizia a mutare. Sono certo che se provassi a capire davvero quello che sta succedendo il mio cervello mi uscirebbe dalle orecchie. Quindi agisco d'istinto, continuando a mordere. Qualsiasi cosa sia può sanguinare. Il che significa che può morire.
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Il Tempo dei Perduti
Shage O'Might Bardo Osservo soddisfatto mentre la tribù goblin si affretta in massa a raggiungere la porzione dell'accampamento attaccata dai cavalieri illusori. I nostri combattenti riescono a raggiungere la deforme creatura del vuoto e ferirla... Poi la situazione degenera... La creatura innaturale, nonostante sia in una cappa di silenzio riesce a deformare la realtà intorno a lui...o forse non è stato lui ma quella strana roccia priva di tridimensionalità. Mi pongo il dubbio se fosse stato meglio allontanare il senza pelo dalla roccia piuttosto che i goblin da lui...oramai è tardi per recriminare. Come se non bastasse sembra che alcuni Worg stiano iniziando a percepire che qualcosa non torna e stanno per capire l'inganno Osservo i miei alleati muoversi in un campo dove lo spazio non esiste, cerco di capire che capacità si tratti e che creatura sia in realtà il Senza Peli. @Dardan Continuo a dare spessore all'illusione di Akseli aggiungendo al rumore degli zoccoli dei cavalli le grida dei cavalieri che promettono morte ai loro Nemici ( in goblin ) Mi tengo pronto a mollare la concentrazione sui suoni illusori per creare una pozza di unto sotto le zampe dei Worg che dovessero capire l'inganno.