@Ghal Maraz Nathan Clark Noah non si muove quando parli, ma ti ascolta. Lo vedi irrigidirsi appena alla parola “tutti”, come se quella consapevolezza, che qualcuno lo stava davvero aspettando, fosse una novità per lui. Resta qualche secondo in silenzio, poi ti guarda; uno sguardo ora decisamente più lucido. "Mi... mi stavate aspettando?" chiede con voce bassa, un filo di sorpresa nella voce. Ti pare quasi che faccia fatica a crederlo. "Pensavo... pensavo che ve ne sareste andati. Che nessuno se ne fosse accorto. Spesso succede..." Emily fa un piccolo passo avanti, incerta. "Il coach ha mandato me... cioè, noi... a cercarti. Ha detto che forse eri scivolato." La sua voce trema appena. Si ferma, come se non sapesse cosa aggiungere, poi ti lancia uno sguardo veloce, come a chiedere se anche tu hai percepito quell’atmosfera sospesa. Noah si volta di nuovo verso il burrone. Davanti a lui si apre un paesaggio vasto e silenzioso: i boschi si stendono a perdita d’occhio in sfumature di verde e marroni. In basso, il Liliac River scorre tortuoso tra le rocce, riflettendo appena la luce fioca del cielo nuvoloso. Sullo sfondo, le montagne del Vermont disegnano una linea bianca frastagliata e lontana. "È... è bello qui", ripete di nuovo Noah, quasi in un sussurro. "Ci vengo spesso, in realtà. È il mio posto. Quando... quando ho bisogno di silenzio. Di staccare tutto. Il rumore dell’acqua... aiuta a pensare. A non pensare. Non so." Ti accorgi che tiene le mani in tasca. E c’è quel momento, quella pausa sospesa nel suo tono, che non riesci a leggere fino in fondo. Non è chiaro se stia giustificando qualcosa... o se invece vuole solo rendervi partecipi dalla bellezza che per lui risiede in quel posto. Emily abbassa lo sguardo, stringendosi nelle spalle. Poi rompe il silenzio. "Però... restare qui, da solo, senza dire niente... ci hai fatto prendere un colpo." La sua voce è gentile, ma c’è una nota di preoccupazione sincera. "Noah... tutto bene davvero?" Lui non risponde subito. Poi, senza voltarsi, dice piano: "Sì. Solo che... a volte sento che qui è l’unico posto dove riesco a respirare davvero." Ti arriva dritto allo stomaco. Non tanto per le parole, quanto per come le dice. Ti sei avvicinato a lui lentamente e ora sei finalmente di fianco a lui. Effettivamente quel posto è molto bello e, se non fosse per il dubbio che ti ha colto sulle intenzioni di Noah, ti trasmetterebbe pace e tranquillità. Emily vi raggiunge, ti guarda. Poi guarda Noah. La sua espressione ora sembra rilassata, più serena.