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Pretzel Jack

Ordine del Drago
  • Content Count

    37
  • Joined

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Community Reputation

10 Goblin

About Pretzel Jack

  • Rank
    Virtuoso
  • Birthday 02/06/1988

Profile Information

  • Gender
    Maschio
  • Location
    Dusseldorf
  • GdR preferiti
    Dungeon World, Mondo di tenebra
  • Occupazione
    Consulente

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  1. Ulrich Esco dalle ombre correndo loro incontro. Le mani sono strette sull'elsa della spada. Nella mia mente, prima che il raziocinio lasci il posto alla rabbia da cui ho imparato a lasciarmi guidare in battaglia, le loro ultime parole risuonano lontane ma nutrono domande, cosí come il mistico oggetto con cui sembravano comunicare. La mia voce suona potente ed alta. Un allarme per le guardie ancora in grado si sentire ed una sfida per i tre uomini. << Iar gut al tassador!!! >> La lingua del nord e' grutturale, ruvida. Onesta. " Vi porto la fine "'
  2. Se qualcuno odia il casato Vadalis quello è sicuramente Granthis. " Ell mit aia invernuri " o per dirlo in una lingua che puoi capire, gli porterò l'inverno. Fammi solo sapere quando. Mentre osservo l'umano gongolare eccitato per il mio assenso rifletto sul da farsi. Uccidere il patriarca di per sé non serve a niente a dispetto di cosa può pensare Granthis , accecato da un probabile desiderio di vendetta. Io voglio la guerra. Devo riuscire a collegare il suo omicidio ad un altro casato, oppure ad un regno confinante. Qualcosa che accenda i fuochi di un conflitto, ma che tenga fuori dai suoi perigli gli ordini druidici. Nessuno deve pensare che uno di noi possa esserne coinvolto. Anche Granthis, per questo, dovrà morire a tempo debito. C'è qualcuno che avrebbe dei motivi per avercela con il tuo vecchio casato e con il suo patriarca?
  3. Ulrich Il manto che mi copre le spalle oscilla, assieme al mio mistico pendente, al ritmico ma lento incidere dei miei passi mentre mi avvicino al trio. Rimango fra le ombre impugnando la spada con entrambe le mani in silenzio, cercando di capire cosa si stanno dicendo prima di fare la mia mossa.
  4. "Questa é la tua porta" Soppeso la frase nella mia testa. "Sono forse un assassino prezzolato? Con il potere della natura che mi sostiene o forse bisogno che un servo mi lasci una porta aperta?" Nei miei occhi vivi del febbrile legame con le terre credo che si veda come il mio animo stia decidendo se privare Granthis dell'altro braccio. Ma lui non ha paura, nessuno di noi ne ha piu' dopo la guerra. Reprimo lo sdegno, il fastidio ed il nutrito numero di sospetti che ho su quel pessimo umano e.. soppeso la frase. "Questa é la tua porta" Non e' la porta fisica che mi avrebbe potuto fermare, ma le magie d'interdizione che proteggono la tenuta si. E se questo servo, puo' disabilitarle e farmi entrare potrebbe essere davvero "la mia porta". Sposto lo sguardo sulla finestra, oltre il vetro, nel cielo. Non e' un caso se proprio ora che il marchio Siberys riappare mi si presenta l'oppurtunitá di avvicinarmi ad uno dei patriarchi. << Dimmi di piú. >>
  5. Ulrich Mi alzo dal corpo prima di essere notato evitando di toccarlo, non vorrei finire a far compagnia agli schiavi appena catturati. Con gli occhi seguo a ritroso la direzione da cui é venuto incamminandomi incerto a ritroso sui passi del morto. Forse faccio in tempo a trovare una traccia di cosa gli sia successo o di chi sia stato.
  6. Ulrich Guardo solamente sommariamente il Diarca. Queste scenate da prima donna non m'interessano. Lascio invece la coppa di birra scura ed il suo aroma al tavolo mentre mi alzo rapido in direzione dell'uomo caduto a terra. Nel farlo prendo nuovamente la spada. È un automatismo il mio , più che una decisione dettata dalla prudenza. Non perché qualcuno possa rubare l'arma, ma perché chiunque abbia ridotto quell'uomo in quello stato potrebbe tentare di farlo a me. Non è la prima volta che un corpo ferito è solamente l'avvisaglia di un massacro inatteso. Una volta su di lui , mi piego cercando di capire le sue condizioni.
  7. Onestamente ho sempre trovato "gli appetiti " del barbaro più come una scusa per aggiungere "mostarda" alle sue azioni che in una chiave "vantaggio svantaggio" . L'unica cosa che posso aggiungere dalla mia esperienza nel giocarlo è che facevo una valanga di successi, (pochissimi 6- ) e creavo un sacco di epicità giustificando via via le " complicazioni" che il master mi poneva davanti .
  8. Ulrich Appoggio lo spadone con la punta a terra e l'impugnatura sul ruvido tavolo di rovere, mentre mi siedo. I decenni hanno lasciato sull'arma i segni del suo passaggio, ma nel guardarla si direbbe che é antica, non vecchia. Le forme eleganti, gli intarsi e le incisioni eseguite da mani sapienti di un fabbro artigiano come quelli che non ci sono piú, tradiscono un valore ben piú elevato di un arma comune. La lama e' larga quanto la mano di un uomo, vagamente scura ed opaca, mentre l'impugnatura, quasi due volte quelle di una spada normale termina in una pomolo di metallo con una runa arcaica al centro. Con un movimento secco sgancio il fermaglio che chiude la mantella intorno al mio collo, rivelando le vesti da viaggio al di sotto, una camicia di cotone bianco e pantaloni di cuoio. Guardo distrattamente gli avventori seduti accanto a me , mentre con un gesto chiamo l'attenzione di uno dei camerieri ordinando birra scura e arrosto. Anche nel caleidoscopico brusio di quel cumulo di uomini getto un occhio alla volta celeste e l'inevitabile richiamo che la natura selvaggia ha per me.
  9. Tiamat [TEMPO]: Zol 10 Zarantyr (01) 998 AR [LUOGO]: Terre dell'Eldeen, Varna Poggio la mano sul legno ruvido della porta della taverna aprendola. Aria calda, odore di fumo, arrosti ed il brusio sommesso degli avventori fuoriesce, fuggendo nell'aria fredda sotto il sole morente. Tende bordó adombrano le finestre dai vetri spesi e colorati, fiancheggiate da muri tinteggiati di un bianco scolorito dove sono appesi quadri che ritraggono paesaggi rurali, uomini a lavoro nei campi od intenti a cacciare. Un grande bancone separa le cucine dal resto della sala, dove una dozzina di tavoli che hanno visto giorni migliori, ospitano un variegato numero di clienti, assolutamente il linea con il nome della locanda. Quella "chimera" di persone non distoglie la propria attenzione dal bere, dal cibo o da qualsiasi sia l'argomento della propria discussione, ed il mio ingresso é quindi non notato dai piú. Attraverso la taverna con passo leggero, mentre le assi consunte gemono comunque sotto il mio peso, e vado a sedermi ad uno dei pochi tavoli rimasti liberi, proprio in fondo allo stabile. Da quella posizione di penombra mi guardo intorno con il familiare sospetto di un animale fuori dal suo habitat ( discernere realtá 2+5 +2 sag : Cosa qua è utile o di valore per me?Chi ha davvero il controllo della situazione?Che cosa qui non è ciò che sembra?), mentre distrattamente sfioro la scacchiera Animates che é stata lasciata sul tavolo a cui siedo. É un gioco che ho imparato a conoscere ed amare nei miei viaggi. Due eserciti, 16 pedine per armata, 64 caselle in cui muoverle. I giocatori usano la voce per impartire gli ordini alle pedine che si animano per eseguirli. Visivamente affascinante.
  10. Ulrich Mi volto seguendo il suo sguardo che si perde nella folla, per poi tornare su di lui con entrambi i miei occhi. << Dai anche troppo valore al denaro, ma non darmi retta e troviamo piuttosto un posto dove riposare, se non e' gia' tutto occupato. Anche se ti sembrerá strano, sono stanco di dormire all'aperto.>> gli dico, ripercorrendo a ritroso i miei passi verso la locanda, l'unico luogo che mi e' sembrato accogliere i viandanti non muniti di tende e similari.
  11. Ragazzi ieri non mi faceva accedere, stasera rispondo
  12. Io parlo per me. Lavoro 12 ore al giorno. Finché devo fare un post di poche righe per portare avanti un combattimento posso anche loggare la sera prima di mettermi a letto e farlo ogni giorno. Se invece si tratta di un momento topico di role almeno un paio di giorni, in modo da poter iniziare nelle pause e riprendere quando stacco mi necessita proprio. Anche soltanto per godermela la role .
  13. Ulrich, piazza centrale. << I giochi d'arme sono per i bambini o gli egocentrici. >> Rispondo distrattamente mentre osservo le araldiche di Neverwinter . Hanno cominciato una guerra ed hanno il tempo e le risorse di presenziare ad un torneo con tutti quei soldati, penso mentre lo sguardo mi finisce inevitabilmente su un altro gruppo di Uthgard appena condotto in catene presso i loro padiglioni. << Ti fará bene misurarti con un avversario senza i tuoi trucchetti, mi godró lo spettacolo dalle tribune.>> , gli rispondo mentre aspetto in disparte che completi la sua iscrizione.
  14. Occhi senza ne iridi ne pupille, ma completamente verdi, come gemme liquide.
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