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Descrizione della gilda

D&D 5e Play by Forum (PbF)

Cosa c'è di nuovo in questa gilda

  1. Alla ricerca di un rifugio Cercate con lo sguardo un rifugio nei paraggi. Sfortunatamente, il paesaggio circostante è fatto da dune sabbiose e rocce brulle. La Fossa di Urik (nonostante pulluli di bestie feroci) sarebbe una soluzione valida per ripararsi da una tempesta (grazie alle sue innumerevoli caverne), se non fosse che la tempesta viene proprio da lì. Nonostante tutto, Azrakar riesce ad individuare qualcosa di passabile per un rifugio: un altopiano roccioso. Situato a Nord-Ovest, è raggiungibile deviando verso Urik (che è una deviazione importante), ma non è esente da problemi: è un po' lontano ed è proprio nella direzione da cui proviene la tempesta. Raggiungerlo prima che sia inghiottito dalla tempesta non è impossibile, ma tutt'altro che scontato. The Tempest Baranos guarda con occhi sgranati Yunus: "Cos'hai detto?!" chiede retoricamente. "Non è possibile! Le tempeste di Coriolis avvengono nel mese di Koriash, lo sanno anche le pietre!" si lamenta. "Una tempesta precoce...?!" il nano si porta una mano alla fronte, agitatissimo e nervoso. Le parole degli altri gli entrano da un orecchio e gli escono dall'altro. "Baranos, pensaci: ha superato il dislivello della Fossa di Urik senza vento a favore. Le dimensioni sembrano compatibili. C'è solo un elemento contrario, ovvero il mese, che ha fatto dubitare molto anche me, ma tutti gli altri indizi portano a..." inizia Ramek, ma Baranos alza la mano, interrompendolo. "Hai detto bene, Ramek: indizi. Non basta. Può essere qualcosa che mi sta sfuggendo, ma prima di pronunciare quel nome ad alta voce devo avere prove più solide della roccia. Non stiamo parlando di una semplice deviazione: stiamo parlando di riscrivere il tragitto per salvarci la pelle. Verosimilmente sacrificando anche diversi carichi per alleggerirci. Questa carovana non farà un singolo passo senza una prova concreta che sia come dite" proferisce. Tareq sembra preoccupato dalla testardaggine di Baranos; purtroppo, però, ha le mani legate. Guarda verso Vash, annuisce in segno di approvazione, ma poi guarda nuovamente verso i carovanieri in lontananza. "Cos'hai intenzione di fare, allora? Proseguire?" incalza Ramek. "No. Se è davvero una tempesta di Coriolis, il paesaggio circostante sarà riscritto... e noi con esso. C'è una cosa che possiamo fare: misurare le dimensioni della tempesta" asserisce. "Come?" chiede Ramek. Il nano sospira. "Non avreste dovuto saperlo, ma questa carovana trasporta un carico estremamente prezioso... un oggetto metallico di proprietà del capo carovaniere, che voleva venderlo al Visir di Raam in persona: un samtnama" rivela Baranos. Ramek rimane folgorato dalla sorpresa. "Mi aspettavo questa tua reazione. Gli esemplari esistenti si contano sulla punta delle dita. Di una mano sola". "Potreste cortesemente essere chiari anche per noi profani? In breve, dato che c'è una tempesta in arrivo" interviene Duran. Ramek, ripresosi con qualche colpo di tosse, prende parola: "Si tratta di uno strumento in grado di misurare con precisione un angolo sul piano orizzontale, ovvero l'azimuth..." "E come ci aiuterebbe?" "So che esistono metodi, di cui ignoro i dettagli, per misurare le dimensioni di un oggetto a partire da distanza e dimensione angolare" spiega il Viandante del Deserto. "E abbiamo davvero il tempo di farlo?!" insiste Duran, agitato. Ramek abbassa lo sguardo: "No..." "Non c'è scelta!" sbotta Baranos. "Guardatevi attorno, non c'è nemmeno l'ombra di un rifugio! Se è davvero una tempesta di Coriolis, il nostro destino è già segnato!" "Quindi ci dai già tutti per morti?! E tu saresti una guida esperta?!" Duran e Baranos sono ad un passo l'uno dall'altro, pronti a menarsi. Ma, prima che scoppi una rissa, la lama metallica di una scimitarra si frappone tra i due, all'altezza del collo. "Calmatevi" asserisce Tareq, che ha estratto celermente l'arma, senza emettere alcun rumore. Nahil, che aveva già una mano sul pugnale, si rilassa. Duran e Baranos fanno entrambi un passo indietro. Il capitano, riposta l'arma, guarda Ramek, che intuisce che ora tocca a lui parlare: "... è come dice Baranos. Verso Urik c'è un altopiano roccioso, un rifugio. Potremmo raggiungerlo correndo a perdifiato, ma la tempesta sembra muoversi proprio in quella direzione. Forse noi ci salveremo, ma il resto della carovana non è così veloce. Se sapranno di essere spacciati, scoppierà il panico e sarà perfino peggio. C'è però un altro modo... anche se molto rischioso..." e tutti gli sguardi si concentrano su Ramek, che ha lo sguardo fisso verso il basso. "Una tempesta di Coriolis, al suo interno, è divisa in zone, o almeno così ho sentito raccontare. Non so quante siano, ma si dice che la zona più interna sia la più letale. Se riusciamo a muoverci in modo da rimanere solo nella fascia più esterna, possiamo attraversare la tempesta come se stessimo attraversando un haboob, quindi con danni gestibili" spiega l'alternativa ed è chiaro a tutti perché è rischiosa. "Se non puoi schivare il mostro, gli cammini accanto senza finire nelle sue fauci... non mi sembra una cattiva idea" commenta Duran. Ma Ramek interviene. "Per attuarla, però, serve avere un'idea precisa di come si stia muovendo la tempesta. Serve sapere il suo raggio, la sua velocità e la direzione angolare del suo moto. Di norma, è impossibile. Ma con un samtnama..." e guarda verso il nano. Quest'ultimo sorride, come per dire "visto che avevo ragione?", per poi rivolgersi a tutti voi: "Per me è deciso: misureremo la tempesta. Due piccioni con una fava. C'è solo un problema" dice Baranos. "So come usare il samtnama e ho anche le tavolette con le tabelle numeriche per facilitare i calcoli. Ma le tabelle richiedono di conoscere la distanza... che di solito si misura per oggetti fermi. Non conosco tecniche per oggetti in movimento". "E se ignorassimo tutto e andassimo all'altopiano verso Urik? Chi corre veloce si potrebbe salvare" chiede, senza rivolgersi a nessuno nello specifico, Nahil. "Significherebbe abbandonare donne, bambini, e il mezzo-drago ferito... a proposito, come diceva Azrakar, se il mezzo-drago voleva avvisarci della tempesta... e se ci è anche finito dentro... forse sa com'è fatta dall'interno" deduce Duran. "Sì... sarà fondamentale per dopo... per le zone... ma affrontiamo un problema per volta" aggiunge Ramek. Tareq fa un lungo sospiro, pieno di sofferenza interna e scelte difficili. Guarda verso la tempesta, cercando di capire, a occhio, se sia ancora abbastanza lontana. La vede all'orizzonte, come un muro che si sta alzando lentamente. Sta ancora scavalcando la Fossa di Urik. Potrebbe ordinare alla sua squadra di correre, abbandonando la carovana e il mezzo-drago ferito, perdendo cibo, acqua, armi ed altre risorse utili, nonché il loro lasciapassare perfetto per entrare a Raam, avendo però un buon margine di salvezza. Paradossalmente, sarebbe la scelta più facile, quantomeno a breve termine. Ma non sempre ciò che sembra buono nel breve termine lo è anche nel lungo. "Facciamo un tentativo. Solo uno". Poi si volta verso Baranos. "Il samtnama. Subito" ordina, freddamente. Carico Pregiato Baranos obbedisce all'istante: non osa mettere in discussione l'ordine di un uomo come Tareq. Il nano corre verso il capo carovaniere. Ramek e Nahil vanno con lui. Vedete, da lontano, il capo carovaniere inalberarsi, ma Nahil sembra riuscire a calmarlo all'istante. "Io continuo a curare il mezzo-drago. Voi andate" dice Duran, prendendosi come assistente solo Karak. Arrivate da Baranos, che ha già aperto una grande cassa rinforzata, con sommo dispiacere del capo carovaniere. Vedete il dispostivo, il samtnama, anche noto come teodolite azimutale, al suo interno. La quantità di metallo presente è impressionante: da sola, varrebbe una fortuna. Il dispositivo è formato da un cannocchiale fissato ad un cerchio orizzontale. Il cerchio orizzontale è graduato, con una tacca ogni mezzo grado. Il cannocchiale è montato in modo che possa ruotare solo sul piano orizzontale e, come ruota, così un indice si sposta sul cerchio, indicando l'angolo al quale si sta puntando. Tutto il dispositivo poggia su una base solida e ha poi tutta una serie di accorgimenti meccanici per stabilizzarlo ed aumentarne la precisione. Non avete dubbi: è un capolavoro ingegneristico. "Ho anche varie clessidre e venti corde da cento metri ciascuna. Insomma, possiamo misurare tempi e distanze. Se vi serve sapere dov'è il Nord, so indicarvelo con precisione" aggiunge Baranos, prendendo materiale dal suo equipaggiamento e mettendolo a vostra disposizione. Poi, stende una pergamena sul cammello ed inizia a disegnare. Tutti "Tutte le tempeste, viste dall'alto, sono approssimativamente dei cerchi... o delle spirali... insomma, non importa la forma precisa..." e disegna un cerchio, aggiungendo gli assi cardinali come riferimento. "Noi siamo qui" mette un punto sulla mappa. "E dobbiamo misurare... beh, tutto". "Raggio della tempesta e distanza" esplicita Ramek. "Già, proprio come dice orecchie a punta. Problema: la tempesta si muove" e disegna una freccia. "Non sappiamo di quanto e non sappiamo quest'angolo" ed indica l'angolo appena disegnato. "Ed è qui che le mie conoscenze si fermano". Poi prende delle tavolette, piene zeppe di numeri. "Se avete calcoli da fare, queste sono oro" conclude. L'impresa da compiere era molto difficile, ma si prospettava come qualcosa che, se ci fossero riusciti, sarebbe stato un evento indimenticabile: sopravvivere ad una tempesta di Coriolis, ovvero lo spirito supremo, il "dio" delle tempeste (così lo chiamava la tradizione più antica), non con la magia o con la forza, ma con l'ingegno. Affrontare un mostro in grado di cancellare dalle mappe oasi e villaggi con strumenti di misura e calcoli geometrici: alcuni direbbero follia, altri ne riconoscerebbero la genialità. Oppure, in alternativa, correre. Verso l'unico riparo raggiungibile. Lasciando le quasi cento anime della carovana, e le sue risorse, a se stesse. Una scelta dettata dall'istinto di sopravvivenza, con le sue conseguenze. Tutti
  2. @MattoMatteo Ok. Come sempre, nessun problema.
  3. Avverto che le prime due settimane di agosto e le prime due di settembre dovrò sostituire due colleghi (non contemporaneamente, per fortuna... questo disastro, almeno quest'anno, me lo sono evitato! 😅), quindi potrei essere leggermente meno presente... almeno un pò di presenza la sera, però, posso confermarla!
  4. Azrakar (Sabbia Rossa) Infine le mie supposizioni non erano errate. "Il mezzo-drago ferito arriva probabilmente da Urik." chino il capo "Ecco cosa voleva dirci." finisco guardando prima Vash e poi Ramek in cerca di conferma riguardo ai segni della tempesta sul suo corpo. L'urgenza non sembra 'infettare' i miei comportamenti. Mi muovo però con decisione. Pronto a eseguire gli ordini del Capitano.
  5. Vash Alle parole di Yunus mi volgo a guardare Tareq, al quale proietto un mio pensiero senza tono Capitano, senza colpo ferire dobbiamo trovare riparo. Abbiamo poco tempo. Indico con il bastone il muro di sabbia, dopodiché indosso una maschera e gli occhiali. Sebbene temprato dalla schiavitù e dal deserto, sento l'urgenza di sopravvivere, perdendo per alcuni attimi il mio naturale cinismo e pragmatismo. Guardo il resto del gruppo, cercando nei loro sguardi i miei stessi sentimenti
  6. Umr'at-Tawil Una tempesta di Coriolis... le parole di Yunus mi strozzano il respiro in gola dalla paura! Ovviamente ne ho sentito parlare, e Inanna me ne ha descritta una a cui è sfuggita di stretta misura, ma è la prima volta che mi capita di trovarmene davanti una... e, se non troviamo subito rifugio, sarà l'ultima che ognuno di noi vedrà! Mi guardo furiosamente intorno, nella speranza di riuscire ad individuare un rifugio che possa accogliere tutta la carovana o, quanto meno, il nostro gruppo.
  7. Yunus Più che un sospiro, quello che mi sfugge dalle labbra è un gemito strozzato. Quando sollevo gli occhi neri in direzione delle guide, la preoccupazione che vi si è raccolta come acqua in pozzi profondi è evidente. Una tempesta di Coriolis, precoce. Una tempesta mossa non dal vento, ma da spiriti furiosi, impazziti per il dolore del mondo. Dobbiamo trovare riparo, alla svelta, o di questa carovana resterà ben poco. Sono sinceramente dispiaciuto di essere, mio malgrado, profeta di sventure. Avrei voluto un incontro ben diverso con Tareq, di cui riconosco i lineamenti e a cui rivolgo, una volta di più, un saluto poggiando la mano destra sul cuore una volta che mi sono alzato in piedi. Sono venuto a cercarti. Parleremo quando saremo al sicuro. Raccolgo le mie ben poche cose, pronto a ripartire immediatamente. L'urgenza è, spero, chiara a tutti.
  8. Azrakar (Sabbia Rossa) Odo le parole dello straniero. Anche se ora ha un nome. Misteriose. Incomprensibili. Ma dietro di esse c'è di certo la verità. Spero non la conferma ai miei timori. Ancora una volta i pensieri tornano all'arena di Urik. Uno degli scontri più memorabili, per me... ma molto meno per il pubblico. Evidentemente non solo le parole rivolte a Ramek e non solo i pensieri, fanno coincidere i ricordi col presente. Perché questa reminiscenza? Con lo sguardo torno su Yunus dopo averlo perso nel vuoto in direzione della tempesta. Attendendo le sue parole.
  9. I movimenti di Yunus vi sembrano quelli di una persona che sta cercando di mettersi in ascolto con il Deserto stesso. @Dmitrij Yunus Ramek ascolta le parole di Azrakar e annuisce, rimanendo in perfetto silenzio. "Non credo sia opera dei Re-Stregoni" commenta Baranos, rispondendo ad Umr'at-Tawil. @Landar Azrakar Tutti restano quindi in attesa del verdetto di Yunus. Tutti
  10. Vash Il mio sguardo si volge più volte, preoccupato, verso il muro di sabbia. Nonostante le rassicurazioni di Baranos, il pensiero resta su quella sabbia che non viene fermata neanche dalla fossa di Urik. Mi colpisce soprattutto il comportamento di Ramek e , se dovessi scegliere, mi affiderei di più al suo giudizio piuttosto che a quello del capo carovana, mosso dall' interesse. La mia preoccupazione trova conferma nelle parole di Nahil dopo la perlustrazione: affrontare un problema insormontabile di petto può essere la fine, mentre rimediare ad un ritardo è possibile, resto quindi convinto che la mia proposta di tornare indietro a Shazlim sia quella più saggia. __________________________________________ Sono con il capitano e le ali del deserto al cospetto di colui che è stato nominato giudice e parare imparziale, che si presenta con il nome di Yunus. Lo osservo brevemente, salutandolo con un breve e silenzioso cenno del capo. Mi poggio sul bastone e attendo l'esito, mentre i miei occhi arancio glissano sul muro di sabbia , sempre più vicino ed inesorabile
  11. Umr'at-Tawil La stranezze di questa tempesta mi lascia del tutto sconcertato; nonostante la quasi totale assenza di vento, continua a crescere e avanzare... non ho mai visto niente del genere in vita mia. "Come diamine è possibile? Potrebbe essere una qualche tipo di magia, forse di un Re-Stregone?" propongo, ma stringendomi nelle spalle; dal tono perplesso è chiaro che stò sparando alla cieca, giusto per dire qualcosa, e sono il primo a non credere realmente alla mia stessa idea.
  12. Azrakar (Red Sand) Continuo a marciare in silenzio mentre il fronte di sabbia cresce all'orizzonte. Rispettando il mio dovere. All'inizio penso che Ramek abbia semplicemente sbagliato, quando però lo vedo abbassare il capo, stringere i pugni e osservare la Fossa con quello sguardo, qualcosa dentro di me si irrigidisce Non l'ho mai visto sbagliare in verità. Baranos liquida la questione, non intervengo. Ascolto e osservo. Parla con sicurezza, ma sento fretta nelle sue parole. Fretta di andare avanti. Fretta di rispettare la marcia. Poi Nahil allontanatosi in perlustrazione, torna e riferisce ciò che ha visto. Il dubbio che già serpeggiava dentro di me si rafforza. Lo stesso sembra accadere a Ramek. Il vento è debole ma la tempesta continua ad avanzare. La Fossa avrebbe dovuto fermarla e invece eccola lì. Immensa, silenziosa, inesorabile. Baranos propone di ascoltare un terzo parere. Neutro. È evidente stia perdendo anche lui qualche certezza. Seguo il gruppo verso le retrovie della carovana. Dal viaggiatore. Durante il tragitto il mio sguardo torna più volte a quel muro di sabbia. Non riesco a distoglierlo. Mi ricorda certi guerrieri dell'arena. Non quelli rumorosi. Non quelli che urlavano per spaventare l'avversario o incitare la folla. Quelli peggiori. Quelli che avanzavano lentamente. Senza fretta. Senza rabbia. Conservando tutta la loro forza fino all'istante decisivo. Quelli che quando colpiscono ormai è troppo tardi per fermarli. Questo muro di sabbia mi ricorda quei guerrieri. Ed è proprio questo a inquietarmi. Ripenso ad alcuni scontri, alle più feroci battaglia e raggiungiamo colui che si presenta come Yunus Emre. Sembra davvero sapere il fatto suo. Mi presento brevemente pronunciando il mio nome "Azrakar." Quindi mi avvicino a Ramek "I guerrieri peggiori non sono quelli che si agitano." faccio una breve pausa osservando in direzione della tempesta, facendo capire io non mi stia riferendo a Yunus "Sono quelli che avanzano piano... e colpiscono quando è troppo tardi per fermarli. Così sembra essere quella tempesta." gli occhi ancora rivolti verso quel muro di sabbia. E il Marchio della Tempesta sul corpo del mezzo-drago non mi piace per niente. Lascio sia Yunus a parlare.
  13. Yunus Emre descrizione Sollevo lo sguardo verso le voci mentre interrompo la meditazione e muovo il corpo fuori dalla postura a gambe incrociate. Con un gesto calmo scosto la sciarpa che protegge il volto, così da accogliere i due uomini con un leggero sorriso. Yunus Emre, al vostro servizio dico accompagnando le parole con un leggero accenno di inchino. La situazione da dirimere viene spiegata con toni sbrigativi che denunciano quanto sia stata trita e ritrita senza giungere ad una conclusione condivisa. Alla conclusione delle parole di Baranos, traggo un lungo respiro mentre guardo a distanza la Fossa di Urik, riempita dal grande muro di sabbia. Mi chino dunque in avanti, raccolgo una manciata di sabbia del deserto, sollevo il pugno davanti a me e lascio che essa scorra via tra le dita, leggermente piegata dalla brezza che spira. Gli occhi chiusi, comincio mormorare tra me e me, quasi volessi trasformare il dibattito tra le due guide in un monologo solitario e personale. Il mio sospetto ha un nome tremendo, Coriolis, ma sarà il deserto a darci la risposta definitiva. DM
  14. @Dmitrij Yunus La Tempesta nella Fossa Nella notte nel deserto, riprendete la marcia. Passano diversi minuti, che si accumulano sotto i vostri passi. Ramek continua a guardare verso la Fossa di Urik: ad ogni minuto che passa, sembra che qualcosa in lui stia lentamente cambiando, come se non fosse più sicuro delle sue parole precedenti. Ad ogni minuto, la gigantesca massa di polveri, dapprima a malapena visibile all'orizzonte, diventa man mano sempre più vicina, in rotta di collissione con la carovana. Rimal è il mese delle polveri: tutti coloro che hanno viaggiato abbastanza a lungo nel deserto sanno bene quanto siano frequenti, in quel periodo dell'anno, le tempeste di polveri, perfino di dimensioni enormi. Dopo circa un'ora, uno scout al soldo dei mercanti, un nano più alto della media della sua specie, si avvicina a tutti voi e si presenta: "Baranos, guida della carovana. Ho sentito le voci. Non c'è da temere: la tempesta nella fossa non è un haboob". Ramek fa un lungo sospiro. Il nano prende della sabbia e la lascia scorrere al vento. I granelli non cadono lontano. "Il vento sta diminuendo. Le polveri rallentano" aggiunge, guardandovi. Ramek abbassa lo sguardo: "Però è bella grande..." inizia, anche se con tono incerto. "Grande o piccola, senza vento, morirà nella fossa". Il nano fa per andarsene, ma, prima di riunirsi ai mercanti, si volta per asserire: "Tra mezz'ora sapremo se avevo ragione". Duran guarda verso Ramek, ma quest'ultimo non dice nulla e tace. Continuate a marciare. Su una cosa non c'è dubbio: il vento è sempre meno intenso, oramai è solo una brezza notturna. Le polveri nella Fossa di Urik si sono avvicinate moltissimo: appaiono distintamente come un immenso muro color sabbia, così vasto da non poterne scorgere il confine. Ma perfino per chi non ha le conoscenze specifiche di un Viandante del Deserto, non vi è dubbio su una cosa: questo fenomeno atmosferico non ha nulla a che fare con il vento, violento e sferzante, dell'altro giorno. "Allora?" chiede a Ramek, con un leggero tono di sfida. "Non è un haboob. Avevi ragione" ammette Ramek. Il nano grugnisce. "La carovana andrà avanti senza pause. Siamo già in ritardo sulla tabella di marcia" e va via. Dall'inizio del viaggio, è la prima volta che vedete Ramek così: capo chino, sguardo sconfitto, pugni stretti. Tareq posa una mano sulla spalla della vostra guida. Ramek lo guarda. "Il mio intuito sembrava dirmi che..." ma non finisce la frase. Scuote il capo. "No. Ho solo sbagliato". Tareq gli dà una gentile pacca sulla spalla. "Suvvia, non è morto nessuno. E poi meglio così, no?" sdrammatizza Duran, tenendo d'occhio il mezzo-drago. Nahil dice: "Continuate, io torno fra poco!" e corre verso il confine della Fossa di Urik. Continuate a marciare. Dopo una trentina di minuti, Nahil è di ritorno, con un po' di fiatone, dato che ha corso velocemente: "Ramek..." lo chiama il giovane, "... oltre che grande, è anche bella alta... lenta, sì, ma non si è fermata..." Ramek si ferma d'improvviso. Prende della sabbia, che gli scorre tra le dita, cadendo quasi in verticale. "Alta? E non si è fermata?" parla a bassa voce. "Quanto alta?" chiede. "Hmm... non saprei... più del doppio delle torri del caravanserraglio..." risponde Nahil. Ramek si porta una mano alla bocca, ma lo sentite comunque pensare ad alta voce: "Non è un haboob. Ma ha scavalcato la fossa, senza vento...". Ora è preoccupato. Seriamente. "Capitano!" esclama. "Penso sia meglio prendere riparo. Avviso subito Baranos" e si dirige verso la "testa" della carovana. Ma Baranos non crede a Ramek: pensa che sia un altro suo errore. Dopo una discussione accesa, si giunge al seguente compromesso, espresso dal nano: "Faremo così: chiederemo un terzo parere. Ma non da gente che ha viaggiato a lungo con te, non sarebbe un parere indipendente, né da gente che ha viaggiato a lungo con me, per lo stesso motivo. Alle retrovie della carovana si è da poco unito un viaggiatore, che sembra sapere il fatto suo. Sentiamo cos'ha da dire". Ramek chiede a tutti voi di accompagnarlo, in qualità di testimoni. Tareq annuisce. Il Terzo Parere Arrivate nelle retrovie della carovana, dove trovate un uomo che, appunto, non era presente all'inizio del viaggio. L'uomo indossa le classiche vesti del deserto, ma conferisce a pelle la sensazione di qualcuno che ha viaggiato molto e a lungo, qualcuno che ha una conoscenza delle vaste distese di sabbia superiore al comune. Baranos si presenta al viaggiatore: "Baranos, guida della carovana" e lo stesso fa il Viandante del Deserto: "Ramek, sono anch'io una guida. Faccio parte del gruppo a protezione della carovana" ed indica i suoi compagni, tra cui c'è anche Tareq. Poi, gli viene brevemente spiegata la situazione sulla tempesta nella Fossa di Urik. "Dunque, siccome anche tu sembri avere esperienza da guida, qual è il tuo parere?" chiede il nano, rivolgendosi direttamente a Yunus Emre, il nuovo arrivato tra i viaggiatori parte della carovana e che ora ha già gli occhi di due guide puntati addosso e una questione spinosa tra le mani. Tutti
  15. Confermo, infatti non era chiaro neanche a me quel passaggio.
  16. Dmitrij si è unito alla gilda
  17. Scusa, ma Shazalin non è da dove siamo partiti? @Black Lotus confermi?
  18. Vash Alla risposta di Nahil non c'è alcuna accettazione visibile, né una risposta telepatica né emozionale. Non proietto nulla, mi limito a guardare il ragazzo brevemente prima di alzarmi e riprendere i miei doveri. Ricorderò al ragazzo le sue stesse parole al momento opportuno. __________________________________________ La marcia riprende, silenziosa, alienante, tesa come gli sguardi indagatori di chi guarda l'orizzonte in attesa di chissà cosa. Arriva anche la frescura della notte, libero la mia testa rasata dalle stoffe lisce del mio vestiario da viaggio,respirando. Continuo a pattugliare il fianco della carovana assegnatomi sino al richiamo di Ramek. Avvolto nel mio solito silenzio forzato ascolto la spiegazione mentre guardo la mappa. Un pensiero corre al mezzo drago e all'onere che abbiamo preso: se non si risveglierà prima della tempesta, si dovrà prendere una decisione definitiva in merito alla sua presenza. Tawil e Azrakar esprimo le loro opinioni, ma io oggi ho poco o nulla da dire in merito alla situazione. Semplicemente prendo atto, limitandomi a poggiare l'indice su un punto della mappa e a proiettare un sentimento di urgenza e fretta ai miei compagni: il dito è fermo sul nucleo abitato di Shazlim.
  19. Azrakar (Red Sand) Con Duran dal mezzo-drago Quando ci riuniamo, ascolto Ramek senza interromperlo. Lo sguardo corre verso Ovest, verso la Fossa di Urik. Per un momento mi sembra quasi familiare. Non solo il luogo ma anche ciò che rappresenta. I mercanti rifiutano qualsiasi deviazione e rimango in silenzio ancora qualche istante. Prima di esprimere i miei pensieri "Un uomo ferito è un peso." guardo la carovana "Ma una carovana perduta pesa di più." Lascio che le parole si posino "Spero che la loro ostinazione non presenti il conto." Non aggiungo altro perché la decisione è già presa. Stringo il trikal. Noi siamo qui per una sola ragione. Difendere la carovana. Sono pronto a riprendere la marcia.
  20. Umr'at-Tawil L'idea di essere costretto a scegliere, se mangiare Enkidu o morire, non mi piace, ma sò fin troppo bene che un giorno potrebbe accadere... come potrebbe accadermi di dover scegliere se abbandonare un compagno o rischiare la mia vita -o magari quella di tutto il gruppo- nel tentativo di salvarlo. Non ho una riposta pronta... come ha riassunto Nahil, deciderei al momento. Il viaggio è pesante, ma per il ferito rischia di essere anche peggio! Anche se non deve camminare come noi, il movimento del cammello rischia di riaprirgli le ferite... sono tentato di proporre di costruire una specie di lettiga che la bestia possa trascinare, in modo che strisciando sulla sabbia il mezzo-drago non venga sballottato... ma bisognerebbe trovare del legno e spendere tempo per costruirla, e non abbiamo nessuno dei due. La notizia della tempesta di sabbia è preoccupante, anche se non sembra che sarà altrettanto forte dell'ultima che abbiamo incrociato. "Beh, visto che siamo la scorta dei mercanti e loro non intendono fermarsi, direi che dobbiamo fare lo stesso, no?" replico. "Badiamo solo di rimanere compatti... non credo che corriamo il rischio di assalti da parte di predoni, a meno che non siano dei pazzi suicidi, ma potrebbero spuntar fuori bestie pericolose che approfittano della scarsa visibilità per catturare prede..."
  21. Nahil risponde dapprima al monaco, di cui ha ascoltato con attenzione il racconto personale. "Quindi, in sintesi, la tua risposta è: dipende dalle circostanze" sintetizza Nahil. "Mentre la tua risposta, se ho ben capito, è il pragmatismo" dice il Pugnale del Deserto, rivolto a Vash. "Per la tua domanda, Vash, non ho dubbi: berrei io l'acqua. Se necessario, ucciderei Enkidu per mangiarne le carni" risponde. "E sono convinto che Enkidu sarebbe d'accordo" aggiunge, accarezzando l'animaletto. Azrakar, invece, va dal viandante: non c'è bisogno di essere medici per capire che è ridotto male. "Sei arrivato al momento giusto. Aiutami a cambiargli le bende" dice Duran. Mentre lo aiuti, osservi da vicino le ferite del mezzo-drago. @Landar Azrakar Carovana: Ripresa del viaggio La carovana riprende il viaggio verso Raam, incurante di chi è in grado di seguirla e di chi, invece, rimarrà indietro. Come soluzione provvisoria, Duran lega il mezzo-drago ad un cammello, in cui un po' di spazio si è liberato durante la sosta, in cui avete consumato un po' di cibo e acqua. Tuttavia, il viandante è pesante e il cammello non riuscirà a sopportare quel carico molto a lungo; inoltre, nonostante le fasciature ben fatte, il movimento del cammello non è ottimale per evitare la riapertura delle ferite. Per le prossime ore andrà bene, ma dopo bisognerà trovare un'alternativa. Marciate nella notte nel deserto, con il mezzo-drago che rimane svenuto, ma in vita, in groppa al cammello. Dopo circa tre ore di marcia, Ramek vi richiama. "Ho delle notizie" annuncia, per poi prendere una mappa grossolana della zona. "Noi siamo qui" indica un punto sulla mappa. "In direzione Ovest-Nord-Ovest, ho avvistato un fronte di polveri" asserisce. "Sono nella Fossa di Urik, la grande depressione controllata dall'omonima città" aggiunge. "La Fossa di Urik è nota per essere un luogo ostile, eccetto nei pressi del grande bacino idrico da cui attinge acqua la città. Anche avvicinarvisi è sconsigliato, data la presenza di bestie feroci" commenta Duran. Il Viandante del Deserto annuisce. "Quindi? Tempesta in arrivo?" chiede Nahil. "Sì, ma non ritengo sia un grosso problema, in quanto nemmeno un haboob può scavalcare la barriera naturale data dal dislivello della Fossa di Urik. Per essere precisi, vi riesce in parte, ma ciò che sopravvive è gestibile. La nostra carovana è equipaggiata per viaggiare attraverso tempeste di intensità bassa o moderata" replica Ramek. "Per farla breve, dovremo marciare nella polvere. Filtri sprecati" dice il Pugnale del Deserto, seccato. "Cosa ne pensano i mercanti?" domanda Duran. "Non hanno intenzione di effettuare alcuna deviazione, né di cercare riparo. Già si sentono rallentati dal "peso morto"... delle polveri nella Fossa non li preoccupano" conclude Ramek. Tareq fa un lungo sospiro: l'atteggiamento rigido dei mercanti è forse la notizia peggiore. "Solo per curiosità... e se invece la tempesta ci travolgesse con piena forza..." inizia Nahil. "Senza ridursi di intensità scontrandosi con la barriera naturale della Fossa di Urik? Mi sembra uno scenario inverosimile per un haboob. Ad ogni modo, sarebbe un bel problema. Il fronte è immenso, immagina un lunghissimo muro di polvere che ti viene addosso, più veloce di quanto tu possa mai correre. Non possiamo schivarlo. Abbiamo tempo per cercare riparo, sarebbe la soluzione migliore, ma nemmeno quella sta bene ai mercanti". Tutti
  22. Azrakar (Red Sand) Sembro soddisfatto della decisione presa. Non so se le mie parole hanno dato un peso alla 'delibera' del capitano ma va bene così. Poi iniziano discorsi del quale non comprendo esattamente il significato. Nahil fa una domanda ben precisa ma le risposte si perdono in chiacchiere superflue che si concludono con un'altra domanda. Mi alzo disinteressato e vado a osservare ancora una volta il mezzo-drago prima di tornare a svolgere il compito grazie al quale possiamo viaggiare con la carovana.
  23. Vash Fermo nella mia seduta comoda del tappeto, attendo la risposta dei mercanti che non tarda ad arrivare. Annuisco più a me stesso che agli altri, avendo predetto l'esito senza alcun errore. Sicché mi giunge la richiesta di Nahil. Il giovane forse è la prima volta che mi rivolge la parola direttamente e in un primo momento sono tentato di non rispondere. Da questa decisione mi salva Tawil, ansioso di esprimere la sua opinione. Mentre parla gli anni e la stanchezza mi incombono addosso, portandomi a decidere di non lasciare a Nahil solo il silenzio. Appena Tawil conclude, giro i miei occhi alieni verso Nahil e fissandolo privo di espressione e con la bocca chiusa, proietto il mio pensiero, che estendo a tutto il gruppo. Ragazzo, alla tua domanda c'è un risposta lunga e filosofica oppure una breve e pratica. - come sempre la voce risuona senza accenti né tono, impossibile capire se le mie parole siano calme o stizzite oppure ironiche - Senza offesa, dubito possa interessarti la prima, forse non sei nel momento giusto della vita per apprezzarla. Per cui ti darò la seconda: come hai potuto constatare, i mercanti hanno deciso la stessa medesima cosa avevo anticipato. Non perché io e i mercanti siamo miopi o utilitaristici, ma perché conosciamo gli ingranaggi del sistema e scegliamo le cose che sono pratiche e dirette. Le Carovane sopravvivono se mantengono regole rigide di comportamento. Allo stesso modo i ribelli e qualsiasi struttura sociale viva in ambienti pericolosi, che sia il deserto o la clandestinità. Non sempre si fa quello che ci piace,ma quello che è necessario. Ti rivolgo a te una domanda: ho notato che ti stai affezionato all' animaletto di Tawil. Per assurdo sei con lui nel deserto, da solo, con l'ultima fiala d'acqua, bevendola forse riuscirai a sopravvivere abbastanza da raggiungere il caravanserraglio. Dividendola, prolungherai ad entrambi l'agonia del torrido. Scegli cosa fare...ragazzo. Porto lo sguardo a Tareq, lo sguardo è severo, la mandibola serrata. Non invio nessun pensiero al capitano. Entrambi siamo persone a cui non piace parlare molto ma entrambi siamo stati costretti a farlo. Prendo una razione d'acqua e la poggio davanti a me sul tappeto. Il Capitano ha parlato, la decisione è questa.
  24. Umr'at-Tawil La domanda di Nahil è seria, quindi rifletto bene prima di rispondere. "Ammetto che è difficile rispondere... la mia opinione è che non c'è una riposta unica, valida per tutte le occasioni, tutto dipende dalle circostanze in cui si trova una persona... Per esempio se fossi stato da solo, probabilmente non avrei potuto fare molto più che assicurarmi di dargli una morte indolore... non sono un curatore, e da solo avrei poche possibilità di occuparmi sia di lui che di me stesso, col rischio di provocare la morte di entrambi... Se fossimo stati in una città invece che nel deserto sarei più propenso ad aiutare gli altri, anche se non li conosco, perchè in una città so come muovermi... Se poi fosse stato una persona importante, per me o per la ribellione, avrei fatto di tutto per aiutarlo, anche se da solo e in mezzo al deserto con poca acqua e provviste!" Faccio un sospiro, prima di continuare in tono pratico. "Per quanto mi piacerebbe poter aiutare tutti, bisogna sempre tener presenti le proprie limitazioni e i propri doveri... quì per esempio dobbiamo tenere presente la nostra missione e anche la sicurezza dei mercanti... ma d'altra parte abbiamo anche una maggiore scorta d'acqua e viveri..." Poi faccio una risata nervosa. "E non bisogna mai dimenticare l'impulso del momento... un paio di anni fà ho rischiato di mandare all'aria una missione di infiltrazione, stendendo un templare e attirando l'attenzione dei suoi compagni, solo perchè stava picchiando dei bambini che mendicavano! Inanna era furiosa... l'unico motivo per cui non mi ha strozzato, dopo, è che i soldati erano troppo impegnati a dare la caccia a me, per prestare attenzione al resto del gruppo, che così è riuscito a portare a termine la missione senza problemi..." ammetto imbarazzato. master @Black Lotus
  25. Breve dialogo con i mercanti Le voci del "peso morto" nella carovana corrono veloci. Uscito dalla tenda dei ribelli, Azrakar dialoga con i mercanti. Parla poco, ma le sue parole sono incisive. I mercanti a cui fanno capo tutti gli altri della carovana si riuniscono tra loro e il loro responso arriva veloce e deciso: "Le risorse della carovana sono ad uso esclusivo dei suoi membri, di cui il viandante non fa parte. La carovana non donerà alcuna risorsa per il viandante, ma siete liberi di usare le vostre. Fintanto che non rallenterete il passo, non vi sono obiezioni". Decisione collettiva Quando Azrakar rientra nella tenda, è tempo di prendere una decisione collettiva. Tareq soppesa i pro e i contro di tutto ciò che è emerso e le opinioni di ciascuno di voi. "Continuiamo a curarlo. A nostre spese" annuncia il capitano. Nahil condivide pienamente la decisione di Tareq e, per una volta, Duran è perfettamente d'accordo. "Vash, vorrei chiederti una cosa" dice Nahil. "Per te salvare la vita di una persona è una scelta condivisibile solo se vi è un ritorno di qualche tipo? Ad esempio, se al posto del mezzo-drago avessimo trovato una figura chiave della Ribellione, come la Fenice Nera, avresti scelto di salvarlo?" chiede Nahil. "Non lo dico per andare a sindacare sulla tua scelta, ma per capire quali sono i tuoi metri di giudizio". "Questa domanda mi sembra un po' personale, Nahil", interviene Ramek, "ma sono curioso di sentire la risposta. Credo si possa sempre imparare qualcosa dallo scambio di opinioni". "Puoi rispondere anche tu Ramek. Tutti possono" aggiunge Nahil. "Intanto che parlate, passatemi dell'acqua" dice, in tono estremamente pragmatico, Duran, mentre continua a prendersi cura del viandante. Tutti
  26. Umr'at-Tawil "Speravo di avere un pò più di fortuna..." mormoro deluso a Ramek, scuotendo la testa. Quando torniamo vicino agli altri, il capitano Tareq ordina di portare il ferito con noi. Per quanto abbia i miei dubbi della saggezza di tale idea, obbedisco senza fiatare. "Sinceramente non sono del tutto convinto sia stata una buona idea caricarci questo fardello... ma, come ha fatto notare Azrakar, quello che sà potrebbe esserci utile... sia quì, che forse anche a Raam, anche se sembra provenire da Urik... e come ha detto Nahil ormai l'abbiamo cominciato a curare, quindi meglio continuare a farlo, e riuscire a salvarlo" è la mia opinione al capitano. "E ci occuperemo di lui a turno... siamo una squadra, quindi il dovere di uno è il dovere di tutti..." replico ad Azrakar. "Comunque penso sia meglio se evito di parlare ai mercanti... meglio che se occupi qualcun'altro!" concludo con una smorfia, memore di come sono andate le cose l'ultima volta.

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