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Descrizione della gilda

D&D 5e Play by Forum (PbF)

Cosa c'è di nuovo in questa gilda

  1. Azrakar (Red Sand) Sembro soddisfatto della decisione presa. Non so se le mie parole hanno dato un peso alla 'delibera' del capitano ma va bene così. Poi iniziano discorsi del quale non comprendo esattamente il significato. Nahil fa una domanda ben precisa ma le risposte si perdono in chiacchiere superflue che si concludono con un'altra domanda. Mi alzo disinteressato e vado a osservare ancora una volta il mezzo-drago prima di tornare a svolgere il compito grazie al quale possiamo viaggiare con la carovana.
  2. Vash Fermo nella mia seduta comoda del tappeto, attendo la risposta dei mercanti che non tarda ad arrivare. Annuisco più a me stesso che agli altri, avendo predetto l'esito senza alcun errore. Sicché mi giunge la richiesta di Nahil. Il giovane forse è la prima volta che mi rivolge la parola direttamente e in un primo momento sono tentato di non rispondere. Da questa decisione mi salva Tawil, ansioso di esprimere la sua opinione. Mentre parla gli anni e la stanchezza mi incombono addosso, portandomi a decidere di non lasciare a Nahil solo il silenzio. Appena Tawil conclude, giro i miei occhi alieni verso Nahil e fissandolo privo di espressione e con la bocca chiusa, proietto il mio pensiero, che estendo a tutto il gruppo. Ragazzo, alla tua domanda c'è un risposta lunga e filosofica oppure una breve e pratica. - come sempre la voce risuona senza accenti né tono, impossibile capire se le mie parole siano calme o stizzite oppure ironiche - Senza offesa, dubito possa interessarti la prima, forse non sei nel momento giusto della vita per apprezzarla. Per cui ti darò la seconda: come hai potuto constatare, i mercanti hanno deciso la stessa medesima cosa avevo anticipato. Non perché io e i mercanti siamo miopi o utilitaristici, ma perché conosciamo gli ingranaggi del sistema e scegliamo le cose che sono pratiche e dirette. Le Carovane sopravvivono se mantengono regole rigide di comportamento. Allo stesso modo i ribelli e qualsiasi struttura sociale viva in ambienti pericolosi, che sia il deserto o la clandestinità. Non sempre si fa quello che ci piace,ma quello che è necessario. Ti rivolgo a te una domanda: ho notato che ti stai affezionato all' animaletto di Tawil. Per assurdo sei con lui nel deserto, da solo, con l'ultima fiala d'acqua, bevendola forse riuscirai a sopravvivere abbastanza da raggiungere il caravanserraglio. Dividendola, prolungherai ad entrambi l'agonia del torrido. Scegli cosa fare...ragazzo. Porto lo sguardo a Tareq, lo sguardo è severo, la mandibola serrata. Non invio nessun pensiero al capitano. Entrambi siamo persone a cui non piace parlare molto ma entrambi siamo stati costretti a farlo. Prendo una razione d'acqua e la poggio davanti a me sul tappeto. Il Capitano ha parlato, la decisione è questa.
  3. Umr'at-Tawil La domanda di Nahil è seria, quindi rifletto bene prima di rispondere. "Ammetto che è difficile rispondere... la mia opinione è che non c'è una riposta unica, valida per tutte le occasioni, tutto dipende dalle circostanze in cui si trova una persona... Per esempio se fossi stato da solo, probabilmente non avrei potuto fare molto più che assicurarmi di dargli una morte indolore... non sono un curatore, e da solo avrei poche possibilità di occuparmi sia di lui che di me stesso, col rischio di provocare la morte di entrambi... Se fossimo stati in una città invece che nel deserto sarei più propenso ad aiutare gli altri, anche se non li conosco, perchè in una città so come muovermi... Se poi fosse stato una persona importante, per me o per la ribellione, avrei fatto di tutto per aiutarlo, anche se da solo e in mezzo al deserto con poca acqua e provviste!" Faccio un sospiro, prima di continuare in tono pratico. "Per quanto mi piacerebbe poter aiutare tutti, bisogna sempre tener presenti le proprie limitazioni e i propri doveri... quì per esempio dobbiamo tenere presente la nostra missione e anche la sicurezza dei mercanti... ma d'altra parte abbiamo anche una maggiore scorta d'acqua e viveri..." Poi faccio una risata nervosa. "E non bisogna mai dimenticare l'impulso del momento... un paio di anni fà ho rischiato di mandare all'aria una missione di infiltrazione, stendendo un templare e attirando l'attenzione dei suoi compagni, solo perchè stava picchiando dei bambini che mendicavano! Inanna era furiosa... l'unico motivo per cui non mi ha strozzato, dopo, è che i soldati erano troppo impegnati a dare la caccia a me, per prestare attenzione al resto del gruppo, che così è riuscito a portare a termine la missione senza problemi..." ammetto imbarazzato. master @Black Lotus
  4. Breve dialogo con i mercanti Le voci del "peso morto" nella carovana corrono veloci. Uscito dalla tenda dei ribelli, Azrakar dialoga con i mercanti. Parla poco, ma le sue parole sono incisive. I mercanti a cui fanno capo tutti gli altri della carovana si riuniscono tra loro e il loro responso arriva veloce e deciso: "Le risorse della carovana sono ad uso esclusivo dei suoi membri, di cui il viandante non fa parte. La carovana non donerà alcuna risorsa per il viandante, ma siete liberi di usare le vostre. Fintanto che non rallenterete il passo, non vi sono obiezioni". Decisione collettiva Quando Azrakar rientra nella tenda, è tempo di prendere una decisione collettiva. Tareq soppesa i pro e i contro di tutto ciò che è emerso e le opinioni di ciascuno di voi. "Continuiamo a curarlo. A nostre spese" annuncia il capitano. Nahil condivide pienamente la decisione di Tareq e, per una volta, Duran è perfettamente d'accordo. "Vash, vorrei chiederti una cosa" dice Nahil. "Per te salvare la vita di una persona è una scelta condivisibile solo se vi è un ritorno di qualche tipo? Ad esempio, se al posto del mezzo-drago avessimo trovato una figura chiave della Ribellione, come la Fenice Nera, avresti scelto di salvarlo?" chiede Nahil. "Non lo dico per andare a sindacare sulla tua scelta, ma per capire quali sono i tuoi metri di giudizio". "Questa domanda mi sembra un po' personale, Nahil", interviene Ramek, "ma sono curioso di sentire la risposta. Credo si possa sempre imparare qualcosa dallo scambio di opinioni". "Puoi rispondere anche tu Ramek. Tutti possono" aggiunge Nahil. "Intanto che parlate, passatemi dell'acqua" dice, in tono estremamente pragmatico, Duran, mentre continua a prendersi cura del viandante. Tutti
  5. Umr'at-Tawil "Speravo di avere un pò più di fortuna..." mormoro deluso a Ramek, scuotendo la testa. Quando torniamo vicino agli altri, il capitano Tareq ordina di portare il ferito con noi. Per quanto abbia i miei dubbi della saggezza di tale idea, obbedisco senza fiatare. "Sinceramente non sono del tutto convinto sia stata una buona idea caricarci questo fardello... ma, come ha fatto notare Azrakar, quello che sà potrebbe esserci utile... sia quì, che forse anche a Raam, anche se sembra provenire da Urik... e come ha detto Nahil ormai l'abbiamo cominciato a curare, quindi meglio continuare a farlo, e riuscire a salvarlo" è la mia opinione al capitano. "E ci occuperemo di lui a turno... siamo una squadra, quindi il dovere di uno è il dovere di tutti..." replico ad Azrakar. "Comunque penso sia meglio se evito di parlare ai mercanti... meglio che se occupi qualcun'altro!" concludo con una smorfia, memore di come sono andate le cose l'ultima volta.
  6. Azrakar (Red Sand) Continuo a sorvegliare le dune mentre Duran lavora. Gli occhi passano dal deserto al mezzo-drago e ancora al deserto. Lo conosco... o credo di conoscerlo. Ogni volta che il mio sguardo torna su di lui, il dubbio cresce. Quando Tareq decide di portarlo con noi, sto per dire la stessa cosa. Ma il capitano mi precede. Annuisco. Quindi lo trasportiamo, tornando indietro. I mormorii dei mercanti arrivano chiari. Li capisco. Su Athas ogni sorso d'acqua ha un prezzo. Non smetterò mai di riptermelo. Quando Tareq ci guarda, prendo la parola. "Credo di conoscerlo." una breve pausa "Se è colui che ricordo, combatteva nell'arena di Urik." guardo il mezzo-drago "Non posso esserne certo." poi lo sguardo si sposta sui compagni "Mi occuperò io di lui durante il viaggio." sembro disposto a condividere l'acqua seppur non ne ho molta. Quando siamo tra i mercanti rivolgo la mia parola anche a loro "Non vi chiedo di rischiare le vostre risorse." indico il ferito "Prima di perdere i sensi voleva avvertire qualcuno." un istante di silenzio "Forse di un pericolo." Il tono di voce si fa più serio, basso "Se torna a parlare, potrebbe salvare questa carovana."
  7. Vash Mantengo la concentrazione il tempo necessario per "ascoltare" i pensieri superficiali del mezzo drago, epurando l'unico degno di nota dai delirio. Capitano, oltre al dolore e alla sete, l'unico pensiero degno di essere riportato riguarda l'urgenza, del mezzo drago, di avvertire qualcuno. Forse un pericolo o un nemico noto. Invio queste parole a Tareq, concludendo con una mia personale dedizione. In effetti è messo male, quel viandante, sarà un peso per noi e la carovana. Neanche finisco di pensarlo che Tareq decide di portarlo all' accampamento. Sospiro e aiuto gli altri ribelli a trasportarlo sino alle nostre tende e adagiarlo su un tappeto. Le parole di Ramek e di Nahil confermano il mio punto di vista. Se decidiamo di curarlo, deve essere a nostre spese. Concordo con i mercanti, facendoci carico del mezzo drago in queste condizioni sarà un peso per tutti, senza certezze e senza sapere chi sia e cosa possa renderci. La mia opinione è di lasciarlo al giudizio del deserto, ma rispetto il parere degli altri e eventualmente il comando del mio capitano. La mia breve opinione viene proiettata nelle menti di tutti i ribelli, con tono piatto e freddo. Detta la mia, mi siedo al suolo , sul tappeto, non troppo distante dal corpo dell'ibrido recuperato. Riposare sempre quando si può. Non proverò a convincere i mercanti, li capisco e in buona parte concordo con loro
  8. @MattoMatteo Umr'at-Tawil Read Thoughts Vash prova a leggere i pensieri superficiali dello sconosciuto: trova una mente stremata in cui dominano il dolore e lo sfinimento, assieme alla terribile sensazione che, forse, non sopravviverà a questa notte. Lo sconosciuto non oppone alcuna resistenza alla lettura dei suoi pensieri. @Ard Patrinell Vash Tracce nella Sabbia Una brezza soffia nella notte del deserto. Umr'at-Tawil, arrivato sul posto, cerca eventuali tracce nella sabbia. Nonostante l'oscurità, riesce a trovare alcune impronte, che però si attenuano man mano che avanza; dopo poche centinaia di metri, scompaiono completamente. La tratta segnata dalle impronte è un po' corta per stabilire in modo affidabile la direzione. Ramek si avvicina al monaco e si piega sul terreno per osservare più da vicino le impronte. "Hai avuto un'ottima idea, ma l'haboob di ieri ha cancellato tutte le tracce" asserisce il Viandante del Deserto. The Half-Dragon Wayfarer Duran estrae una lama metallica (molto affilata) e taglia sia il thawb sia il qamīṣ del mezzo-drago, esponendone la pelle nuda. Dopodiché, emette un grugnito, notando che c'è talmente tanto sangue da coprire le ferite, situate sui fianchi. Con senso di urgenza crescente, prende delle garze e tampona con veemenza l'emorragia. "Tenete bloccato qui!" esclama la Giara del Deserto, senza alcuna cerimonia. Tareq si prodiga immediatamente. Contemporaneamente, Duran prende delle bende e fascia il mezzo-drago, stringendolo saldamente; dopodiché, mette una mano sulla sua fronte, notando che è molto calda. "Ha la febbre. Se lo lasciamo qui, morirà" sentenzia, in tono brusco. Tareq sospira: deve nuovamente compiere una scelta dalle spiacevoli conseguenze. Portare un estraneo nella carovana, convincere i mercanti ad accoglierlo e persuaderli che valga la pena provare a curarlo, dargli da bere e da mangiare, sperando che le cure funzionino... oppure abbandonarlo al suo destino, lasciando che il Deserto decida per lui. "Lo portiamo con noi" proferisce, facendo cenno a tutti i ribelli presenti. "Cercate di non muoverlo troppo!" afferma Duran, afferrandolo. Lo trasportate all'accampamento, per poi distenderlo su un tappeto all'interno di una tenda. Il viandante è sul punto di svenire, ma sembra avere ancora un minimo di coscienza. Duran, dato che il viandante è disidratato, riesce a farlo bere prima che perda i sensi. Poi interviene Ramek: "Capitano... i mercanti ci hanno visto trasportarlo e stanno già iniziando a farsi domande... parlano di peso morto... e non potevo controbattere". Tareq sospira. Guarda Duran. "Può guarire?" gli chiede. "È in pessime condizioni, ma è pur sempre un mezzo-drago" replica l'alchimista, mentre imbeve un panno in dell'acqua, per poi metterglielo sulla fronte. "Se muore, diranno che abbiamo sprecato acqua" dice Nahil, appena arrivato, giocherellando con il suo pugnale sul ciglio dell'ingresso alla tenda. "Quindi dobbiamo farlo sopravvivere" aggiunge, chiarando la sua posizione. "Finora abbiamo usato solo le nostre risorse. Ma a breve dovremo ripartire. E lì la situazione cambierà, perché diventerà un problema dell'intera carovana" dice Ramek. Il capitano vi guarda e il suo sguardo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni: vuole sentire le vostre voci. Tutti
  9. Umr'at-Tawil Con Nahil Prima che uno dei due possa continuare, arriva Ramek ad avvisarci del viandante ferito. Mentre Duran e Vash si occupano di lui, io comincio ad esaminare la sabbia tutt'intorno... una volta trovate le tracce del ferito, le seguo per qualche passo, cercando di valutare da dove è arrivato, e se qualcuno lo stava seguendo.
  10. Azrakar (Red Sand) Marcio nel deserto come ho sempre fatto. Un passo dopo l'altro. Controllo i fianchi della carovana. Mi porto qualche metro avanti, poi lateralmente, senza mai perdere di vista il resto del convoglio. Osservo. Ascolto. Il deserto parla a chi sa prestargli attenzione. Forse non sono bravo come Ramek, ma so il fatto mio. Quando la luna sorge e e si alza e la notte si fa più profonda, continuo il mio compito. E quando la carovana si ferma a mezzanotte, non mi siedo. Resto in piedi. Lo sguardo corre verso l'orizzonte. Poi al cielo. Cerco segni. Nuvole. Venti. Qualunque indizio che possa annunciare una tempesta o un cambiamento. L'allarme di Ramek interrompe il controllo. Mi volto immediatamente. Tareq impartisce gli ordini. Io annuisco. Raggiungiamo il punto indicato, siamo in cinque. Quando il corpo viene girato, il respiro mi si blocca per un istante. Non perché è sul punto di morire. Un mezzo-drago. Lo sguardo si posa sul volto sfregiato. Sul fisico temprato. Sul sangue. Lui...? Per un battito di cuore riaffiorano l'arena, l'ogre magi, il combattimento. La voce sconosciuta nella mia testa. Le coincidenze che non esistono. Ma il momento passa. Non ho certezze. E le supposizioni non salvano vite. Stringo il trikal. Sposto per un istante lo sguardo dal ferito e lo faccio scivolare sulle dune. Sulle ombre. Sui punti morti. Le orecchie tese a cogliere qualsiasi suono insolito. Potrebbe essere una vittima ma anche un'esca. Potrebbe esserci qualcuno che ci osserva proprio ora. Resto pronto a intervenire. Come ordinato dal capitano. Sia sul... 'fratello', sia in caso di altri pericoli.
  11. Vash La marcia è lenta ma costante. Ho indossato una maschera e cosi i miei occhi alieni sembrano essere in evidenza. Occhi che scrutano con meticolosità sia vicino che lontano. A volte bisogna guardare sotto i propri piedi prima di cercare pericoli lontani. Quando la carovana si ferma, raggiungo gli altri membri del gruppo e mi siedo sui talloni, mangiando un pasto frugale e bevendo una razione d'acqua. In silenzio, come sempre, dando sguardi fugaci all' ocra di Ral, alta nel cielo. Il silenzio viene rotto dagli avvertimenti di Ramek, ma è solo quando Tareq mi richiama che mi alzo, poggiando un'estremità del bastone al suolo con un sordo suono timpanico attutito dalla sabbia. Seguendo le altre Ali del Deserto mi incammino verso il corpo del ritrovato, fermandomi ai margini del gruppo. Quando Duran lo gira, non serve essere un curatore per capire che ha ferite profonde e gravi. Serve aver semplicemente vissuto abbastanza a lungo per vedere la crudeltà della vita. Memore del compito assegnatomi, rivolgo l'ambra dei miei occhi al mezzo-drago riverso a terra, concentrandomi. DM
  12. Il viaggio notturno della carovana procede a passo regolare. Vista dall'alto, la carovana appare come un fiume di persone che solcano un mare di sabbia: ciascuno è un granello, ma tutti scorrono nella stessa direzione. Marciate per diverse ore, durante le quali vedete il cielo inscurirsi e la luna principale (Ral) sorgere. Anche questa volta è in fase gibbosa calante e di colore ocra, anche se un po' meno intenso rispetto al giorno prima. Ramek, in avanscoperta, non vede alcun pericolo all'orizzonte, quindi proseguite. Durante la marcia, Nahil passa il tempo giocando con Enkidu, dandogli i datteri da mangiare ed accarezzandolo. @MattoMatteo Umr'at-Tawil Anno dei Re 374 - Hassan, 19° giorno di Rimal Arriva mezzanotte. Avete viaggiato per più di quattro ore, senza sosta. La carovana si ferma per bere e mangiare. Ciascuno di voi avrebbe potuto continuare a marciare senza troppi inconvenienti, ma la carovana ha i suoi tempi. Vi sedete, rifocillandovi assieme. Umr'at-Tawil e Nahil si separano da voi, mettendosi in un luogo appartato. @MattoMatteo Umr'at-Tawil Ramek si allontana, richiamato da un mercante della carovana. Poco dopo, ritorna correndo da voi: "Hanno trovato un viaggiatore nella sabbia, è semi-cosciente e sembra tutt'altro che in salute". Duran si alza in piedi, prendendo il suo equipaggiamento. Tareq vi guarda: "Azrakar. Vash. Con me". Ramek, Duran, Tareq e le altre due Ali del Deserto vanno nel punto in cui è stato ritrovato lo sconosciuto. "Vash, stabilisci un contatto telepatico e leggi i suoi pensieri superficiali, ma senza scavare a fondo. Azrakar, preparati a colpirlo al primo atto ostile, ma senza ucciderlo" Tareq vi fornisce le sue indicazioni. La strategia del capitano è chiara: cautela, ma senza eccessi. Il viandante sconosciuto In una conca tra due dune, vedete un corpo di forma umana disteso per terra, a pancia in giù, schiacciato sulla sabbia. Le vesti del viandante sono identiche alle vostre: la classica Desert outfit, la più comune al mondo. Quando vi avvicinate, notate che le sue vesti sono strappate in più punti e che, in corrispondenza degli strappi, c'è del sangue sulle sue vesti interne: è ferito. Vi disponete attorno a lui, osservando il suo fisico possente, segno di allenamento intenso. Duran si avvicina più di tutti, in quanto deve curarlo. Con molta cautela, lo ruota lentamente. Si tratta di un mezzo-drago, maschio. Ha metà del volto orribilmente sfregiata. Respira a malapena. Lo sconosciuto emette dei suoni spezzati. "Non parlare!" lo ammonisce Duran, aprendo la sua valigetta medica. Non avete mai visto Duran così serio: sembra quasi un'altra persona. Ma la preoccupazione nel suo linguaggio del corpo non lascia dubbi: lo sconosciuto è al confine tra la vita e la morte. Ramek stringe i pugni: questo era proprio il genere di imprevisto che nessuno si aspettava e che avrebbe potuto alterare le sorti della carovana. E temeva fortemente che non sarebbe stato l'unico. @Landar Azrakar Tutti
  13. Umr'at-Tawil Per fortuna il riposo e il pasto prima della partenza mi hanno permesso di recuperare dalle legnate ricevute da Nahil. "Che non ti manchi mai l'acqua..." dico a Imaad con un inchino, poi stringo la spalla di Sargon e lo saluto con un cenno del capo. Mentre ci allontaniamo nel buio della sera, mi ritrovo a riflettere che alle volte il deserto ha una sua rude bellezza... poi un'incavo nella sabbia mi fà leggermente vacillare, e mi ricordo perchè preferisco le città, nonostante i loro pericoli! Quando Nahil si avvicina non sò cosa aspettarmi; poi mi chiede di giocare con Enkidu e sorrido, ricordando quanto sia affascinato dal mio animaletto... nonostante tutto, il ragazzo è ancora giovane. Con la spalla smuovo leggermente lo zaino, mentre emetto un leggero fischio; Enkidu, che già da qualche minuto si stava muovendo, esce dalla sacca e mi sale sulla spalla, battendo una zampina anteriore sulla mia faccia. "Certo, nessun problema..." dico a Nahil passandogli una manciata di datteri "Usa questi per attirare la sua attenzione... mentre mangia puoi accarezzarlo senza problemi, ma non cercare di stringerlo nella mano, è una cosa che lo irrita immensamente..." Poi aggiungo "Stà attento... se comincia a fare su e giù sulla tua testa e a guardarsi attorno, significa che c'è qualcosa che lo spaventa... è più bravo di noi a percepire i pericoli, quindi avvisa gli altri, anche se non vedi niente!" Decido che, quando ci fermeremo a riposare, chiacchiererò un pò con Nahil riguardo ai nostri rispettivi passati... se voglio evitare di fare una figuraccia come quelle di oggi, meglio imparare a conoscerci.
  14. Azrakar (Red Sand) Ultimo i preparativi senza perdere tempo. Controllo il trikal. Le nuove provviste. L'acqua rimasta. Poi raggiungo gli altri per la cena. Mangio poco, ma abbastanza. Quando arriva il momento di partire, seguo Tareq fino a Imaad. Porto il pugno al petto e chino il capo verso il vecchio mercante. "Mi hai aiutato. Mi hai nutrito. Mi hai dissetato." Una breve pausa "Non lo dimenticherò." certamente vale anche per gli altri. Le parole non mi vengono facili. Ma lui le merita. Poi è il momento di andare. Nel piazzale osservo la carovana prepararsi alla partenza. Cammelli, mercanti, acqua. Tutto ciò che serve per attraversare il deserto e sperare di arrivare vivi dall'altra parte. Ascolto le spiegazioni di Ramek e annuisco. Resilienza. Non mi manca. Ma quanta ce ne vorrà? Ha ragione. Su Athas è quasi sempre quella a decidere chi sopravvive. Alla Porta Nord mi fermo davanti a Sargon. Lo guardo per qualche istante. Ha ancora il volto pallido, ma negli occhi vedo più forza di quanto ne avesse poche ore prima. "Rimettiti in piedi." Poi aggiungo "Il deserto avrà ancora bisogno di te." È il massimo augurio che riesco a formulare. Quando la carovana si mette finalmente in marcia, prendo posizione avanzata rispetto agli altri. Non oltre Tareq o Ramek, se scelgono di precederci. Ma il nostro compito ora è proteggere i mercanti. Mi piazzo dove strategicamente è più utile. Osservo. Ascolto il deserto. E la mente torna ancora una volta all'Ogre Magi. Alla sua magia. Al mezzo-drago che affrontò nell'arena. Alla voce draconica. L'esperimento andato male. I ricordi non tornano senza motivo. Le dune scorrono sotto i piedi. Il caravanserraglio scompare lentamente alle nostre spalle ma ormai anche quello è un ricordo. Io continuo a camminare. Qualcosa ci aspetta a Raam. Qualcosa che forse ha già iniziato a chiamarci. Ora però dobbiamo focalizzarci sulla marcia. Sui pericoli del deserto. Tempeste? Predoni? Nemici dei ribelli forse.
  15. Vash I preparativi sono uguali a come li avevo pianificati: risveglio, nutrizione, assembramento alla carovana. Quante volte è accaduto? Mi soffermo qualche istante in più nel saluto ad Imaad, augurandogli salute e abbondante acqua. Il vecchio Saggio ha preso un posto speciale nei miei pensieri, auguro a me stesso la fortuna di ritrovare il figlio e riportarlo in tempo al caravanserraglio, per dare una gioia al vecchio. __________________________________________ Siamo isole. Isole solitarie in un mare di sabbia. Ognuno di noi vive solo per sé stesso e la propria sopravvivenza, legate da un sottilissimo filo di idea che è la ribellione. Per questo, dopo la spiegazione di Ramek, alla quale do un cenno del capo per fargli intendere di aver capito, mi porto a proteggere il lato della carovana, prendendo una grande porzione di spazio da sorvegliare. Non mi giro a guardare il caravanserraglio, la mia indole e il mio vissuto mi hanno forgiato come persona pragmatica e dura. Ho vissuto il momento, ora il mio sguardo è solo davanti a me. Isola, lontano dalle altre isole. Siamo isole in un mare di sabbia.
  16. @MattoMatteo Ciao, grazie per l'avviso, e figurati, non ti preoccupare assolutamente, prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno.
  17. Scusate, ma stò avendo delle giornate piuttosto incasinate in uno dei posti che pulisco... stanno facendo dei lavori di ristrutturazione, e quindi c'è più sporco del solito! 😭 In questi giorni sono più stanco dle solito, quindi rispondo sabato o domenica, se per voi non è un problema...
  18. Vi ritirate nelle vostre rispettive stanze e riposate a lungo, recuperando le forze. Tutti Caravanserraglio: Sala da Pranzo Dopo esservi preparati, andate nella sala da pranzo, dove vi ricongiungete con tutto il gruppo. Imaad vi ha fatto preparare una cena frugale ma nutriente. Mangiate e bevete senza fretta. "Partiremo tra poco. I cammelli sono già pronti" annuncia Ramek dopo aver finito di cenare, per poi distribuire una decina di maschere filtranti ciascuno. Quando finite tutti di cenare, Tareq si alza in piedi e fa cenno di essere seguito. Il capitano va dal vecchio mercante, che lascia subito le sue faccende. Tareq gli stringe la mano e posa l'altra sua mano sulla sua spalla, in un gesto cordiale, fraterno. È tempo di lasciare il caravanserraglio: ognuno di voi, a suo modo, saluta Imaad, che vi ringrazia di cuore, per poi augurarvi: "Che l'acqua scorra a fiumi sul vostro sentiero!". Caravanserraglio: Piazzale Il sole sta iniziando a tramontare. Nel piazzale centrale, c'è molto fermento: è arrivata una grande carovana mercantile, la stessa a cui vi unirete per proseguire il viaggio verso Raam. Caricate acqua e cibo di scorta sui cammelli, assieme ai vostri bagagli più pesanti, tenendo con voi soltanto l'equipaggiamento essenziale (armi incluse). Ramek va a parlare con un gruppo di mercanti, per poi tornare da voi, distribuendovi dell'acqua. "Prima della partenza, ultime note. Da qui fino a Raam, saremo le guardie dei mercanti con cui ho appena parlato: noi offriamo protezione, loro ripagano con acqua e cammelli. Sanno già che siamo ribelli e questo scambio di favori era già stato concordato in anticipo" spiega Ramek, riferendosi all'acqua che avete appena ricevuto e ai cammelli che portano le vostre scorte. "Da qui in poi, il percorso è più arduo: non vi sono altri caravanserragli. Ma, grazie alla carovana, cibo ed acqua dovrebbero essere sufficienti, se ben razionati" finisce la spiegazione. "Sto aspettando il punto critico" dice Duran. "Gli imprevisti, come le tempeste di sabbia" risponde Ramek. "Da che ho memoria, non esiste carovana senza incidenti. Il vero fattore è la resilienza". Partenza Il sole tramonta. La carovana è partita. Tareq vi fa cenno di mettervi in marcia e, sempre senza parlare, comincia a muoversi. Alla Porta Nord del caravanserraglio, vi attende Sargon, per un ultimo saluto. "Siamo stati compagni per poco tempo, ma mi ricorderò di voi e di tutto ciò che avete fatto per me. Grazie... e che il Deserto sia clemente" asserisce il mago. "Nahil... puoi venire un attimo?" lo richiama. Nahil annuisce e lo segue. Sargon e Nahil si appartano in un punto lontano da occhi indiscreti. Quando tornano, vedete che Sargon si è messo in tasca un fazzoletto, sporco di sangue. "Grazie... non dovevi" si limita a dire Nahil, ricongiungendosi al vostro gruppo. "Che è successo?" chiede, curioso, Duran. "Ho lasciato un dono a Nahil. Per aiutarlo a vedere meglio al buio" risponde il mago. Tareq è l'ultimo a salutare Sargon, apprezzando profondamente il gesto fatto a Nahil. "Grazie, Sargon. Non dimenticherò" lo saluta. Poi, si volta e si incammina. Attraversate le mura del caravanserraglio, superando la grande porta esterna (con il monolite di pietra) e vi mettete in marcia. Sotto indicazioni di Ramek, vi disponete un po' più lontani l'uno dall'altro, coprendo un'area maggiore della carovana. Nahil si avvicina ad Umr'at-Tawil. "Vorrei giocare un po' con Enkidu... se non ti dispiace" chiede in tono cauto. Mentre marciate, il caravanserraglio diventa sempre più piccolo alle vostre spalle, fino a confondersi con le dune del deserto. Tutti
  19. Azrakar (Red Sand) Le coincidenze non sono mai un caso. Lo diceva sempre il mio maestro d'arme. Osservo prima Nahil, poi Tawil e infine Tareq. Li ascolto ma non dico nulla. La mia espressione è una maschera. Probabilmente non voglio nemmeno pensare a nulla. "Buon riposo." dico a tutti entrando nella stanza per prepararmi a dormire. Arma e armatura sempre vicino al giaciglio.
  20. Vash Stavo per addormentarmi quando il vociare e i rumori mi impediscono di appisolarmi, sicché mi alzo ed esco nel corridoio, vedendo Nahil andare via, Tawil ammaccato e Azrakar palesemente appena arrivato. Ascolto le parole di Tareq e scuoto la testa, inondando le menti di tutti con le parole atone del mio pensiero Gioventù...quanto tempo perso !!! Riposate in silenzio Sentenzio e sebbene senza alcuna sfumatura, le mie parole sembrano bonariamente burbere. Rientro in camera, andando a riposare, sperando stavolta sul serio
  21. Umr'at-Tawil "Una ferita che non viene curata subito rischia di infettarsi..." replico con voce flebile e dolorante alla prima domanda di Tareq. Quando il comandante se ne và, torno a riprendere Enkidu e mi metto a riposare anche io. "Niente domande, per favore..." dico a Azrakar e Vash, prima di stendermi sul letto con una smofia di dolore, che poi però diventa un mezzo sorriso. master @Blake
  22. @Landar Azrakar @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Ard Patrinell Vash Caravanserraglio: Corridoio della Locanda Per pura coincidenza, tre persone si ritrovano nel corridoio del primo piano della locanda: Azrakar, di ritorno dal bazar, diretto verso la sua camera (la stessa condivisa con Umr'at-Tawil). Vash, appena uscito dalla sua stanza (che è anche la stessa di Sargon), e infine Nahil che, con il volto a metà strada tra la fine di una arrabbiatura e la voglia di essere lasciato in pace, scende al piano terra, per poi uscire. Mentre Sargon continua a dormire nella sua stanza con sonno pesante (forse dovuto alla stanchezza), Azrakar e Vash notano che, nella stanza da cui è uscito Nahil, c'è Umr'at-Tawil. Senza farlo apposta, vi siete tutti quanti ritrovati. "Quale parte di "oggi non c'è rimedio" non ti era chiara, Tawil?" asserisce Tareq, uscendo dalle ombre ed avanzando verso il Pugno del Deserto. Si appoggia alla porta della stanza con il gomito. Guarda il monaco. Sospira profondamente. Capisce la situazione con un semplice sguardo. "Ho sentito le parti salienti. Ti è andata anche bene". Dà una pacca sulla spalla di Tawil. Poi si rivolge a tutti. "Torno a riposare. Non fate rumore" afferma, ritornando nella sua stanza e chiudendosi a chiave al suo interno. Tutti
  23. Umr'at-Tawil Con Nahil
  24. Azrakar (Red Sand) dal nano alchimista

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