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Descrizione della gilda

D&D 5e Play by Forum (PbF)

Cosa c'è di nuovo in questa gilda

  1. Umr'at-Tawil Osservo perplesso Azrakar, ma dopo un'attimo mi stringo nelle spalle. Il suo ragionamento ha una sua logica, soprattutto visto che pare nascere da esperienza diretta, quindi probabilmente ha ragione... e ormai è tardi per fermalo, quindi è inutile stare a lamentarsi. Il giudizio ultimo sulla validità delle sue azioni, ed eventuali punizioni, spettano a Tareq, non certo a me!
  2. Azrakar (Red Sand) Indico il tipo che combatteva con la catena "Il più pericoloso. Queste creature prendono il potere con la forza. Lui era il più forte... quindi il capo." A questo punto, senza aggiungere altro, afferro due degli enormi quadrelli del balestriere. Un ultimo sguardo verso i compagni. Vash già si è avviato pronto a dare aiuto a Tareq. Ne sollevo uno, lo abbasso con violenza proprio all'altezza del cuore del balestriere. Ripeto la stessa azione con l'altro che era armato di clava. Sono freddo. Glaciale, come se queste vite terminate non mi interessassero. Dentro di me però recito una docile preghiera per dei validi guerrieri.
  3. Umr'at-Tawil "Concordo sul fatto di interrogarli, prima di ucciderli... lasciarsi dietro dei nemici vivi è il modo migliore per schiattare prima del tempo! Ma secondo te chi è il capo, tra questi tre? Io non lo sò... meglio aspettare" faccio notare ad Azrakar. "Andiamo a vedere come se la cavano gli altri, poi trorniamo quì e decidiamo tutti assieme... forse gli altri, soprattutto il capitano Tareq, hanno idee migliori delle nostre..." concludo, avviandomi verso l'ingresso della grotta. "Sargon, se ancora non ti sei ripreso abbastanza, e non te la senti di venire con noi, puoi restare quì e tenere d'occhio i nostri prigionieri..." dico al mio compagno, vedendolo ancora spossato dalla magia che ha lanciato.
  4. Vash Il combattimento termina. Tutti e tre i grossi Ogre sono a terra. Tuttaviia non mi muovo dalla mia posizione nelle retrovie, osservo Umr'at-Tawil e Azrakar e ascolto le parole di quest'ultimo. Alzo le spalle, può fare quello che crede più opportuno con gli sconfitti. Sul mio volto non c'è nessuna espressione di reazione alle sue parole: la vita è dura su questo mondo ed io sono parte di quella vita. Attraverso le mie capacità mando un sentimento di urgenza, fretta... nella mente dei miei compagni e do loro le spalle, avviandomi verso il resto dell' unità e il Capitano. Non sono solito sprecare nulla, tantomeno il tempo. Tutto deve essere razionale, niente deve andare sprecato.
  5. Azrakar (Red Sand) I nemici sono a terra. La rabbia, seppur inscatolata nella mia mente rafforzata dai poteri psionici, si ritira lentamente come sabbia rovente che scivola via dalla pelle al vento del tramonto. Il respiro torna regolare. Controllato. Ogni movimento ritrova la sua forma precisa, codificata. La postura dell’arena. La disciplina di Urik. Osservo gli ogre sparsi sul terreno della caverna, il sangue che si mescola alla fuliggine e all’odore acre dell’incendio. Per un istante resto immobile. Poi passo accanto all’ogre con la clava e gli punto gli occhi addosso per assicurarmi che sia davvero privo di sensi. Sollevo lentamente lo sguardo verso gli altri. "Uno lo lasciamo vivo." La voce è bassa, ferma, priva di esitazione. "Il capo, se possibile. Potrebbe sapere qualcosa sui tunnel… o su chi si muove in questa zona." Pulisco il sangue ancora fresco sulla mia arma con un lembo di stoffa dell'abaya. "Non sprechiamo tempo qui dentro." Volgo lo sguardo verso le gallerie oltre la caverna. "Gli altri potrebbero essere ancora impegnati a combattere. Andiamo da loro." Per un momento osservo i corpi degli ogre, le armi sproporzionate abbandonate nella polvere. Carne, fuoco, ossa. Su Athas ogni cosa diventa risorsa prima o poi. Poi torno a parlare. "Quando ritroviamo il Capitano Tareq decidiamo cosa fare del sopravvissuto. Se serviranno razioni… o interrogatori." Parlo come se avessi già deciso di tenere in vita solo il capo degli ogre.
  6. Round 2: Umr'at-Tawil Il Pugno del Deserto utilizza il suo potere, con il quale colpisce l'ogre con la mazza, danneggiandolo e stordendolo. Round 2: Nemici L'unico ogre rimasto in grado di combattere è il balestriere. In preda all'asfissia, quest'ultimo getta via la balestra, fa un passo verso Azrakar e prova a sferrargli un pugno, ma manca il bersaglio. Poi, in piena crisi respiratoria, cade a terra. Round 3: End of Combat Essendo stordito, l'ogre con la clava è facile preda dei vostri colpi, che lo abbattono in una manciata di secondi. Il combattimento, infine, termina. Ogre Cave I tre ogre sono tutti per terra, privi di forze per combattere. Sono tutti ancora vivi, ma svenuti. Ora dovete scegliere cosa fare: potete dargli il colpo di grazia personalmente, potete lasciare che l'incendio faccia il suo corso (bruciando i loro corpi), e molte altre scelte, tra cui, teoricamente, anche lasciarli vivere (date le condizioni nelle quali li avete ridotti, impiegheranno minimo 24 ore prima di riprendere i sensi). Sapete che esistono alcune porzioni muscolari della carne degli ogre che sono commestibili, se cucinate al fuoco, quindi potreste anche ottenere delle carne secca affumicata a partire dai loro corpi. Sapete tutti come estrarre e cucinare le parti commestibili, è una procedura piuttosto semplice e avete già il necessario per farla; Azrakar ed Umr'at-Tawil, inoltre, conoscono una ricetta di Urik, grazie alla quale si può ottenere qualcosa che assomigli ad una "bistecca" di carne di ogre, insaporendo la carne con delle spezie. Duran, essendo un alchimista, ha sia le spezie, sia gli strumenti necessari per effettuare il processo di conservazione, ottenendo delle razioni da viaggio di lunga durata (3 anni). Weapons Gli unici oggetti utili, in quella caverna, sono le armi degli ogre: la catena d'ossa, la balestra con cinque quadrelli giganti, la clava e il giavellotto di pietra. Sono tutte armi sproporzionate per le vostre dimensioni, che quindi avreste difficoltà ad usare, e fatte di materiali inferiori. @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo Tutti
  7. Umr'at-Tawil 'E uno è andato... ora occupiamoci degli altri!' esulto tra me e me, mentre focalizzo la mia attenzione verso il nemico al mio fianco. All'improvviso il mio corpo viene avvolto da una velo lucente, simile ad una specie di fumo composto da scintille rossastre, che rapidamente formano alle mie spalle due braccia umanoidi che sembrano fatte di fuoco; la loro apparizione genera un'onda d'urto che colpisce l'ogre con la mazza, permettendomi di colpirlo due volte con esse. Poi mi sposto di lato verso il fondo della grotta, in modo da dare gli altri la possibilità di colpirlo più facilmente alle spalle. Master @Black Lotus
  8. Round 2: Vash Lo Psion si posiziona strategicamente, per poi scagliare il suo potere mentale sull'ogre con la clava, causandogli forte dolore psichico. Da tale ogre esce sangue dal naso, chiaro effetto che non è riuscito a resistere ai poteri psichici di Vash. Round 2: Azrakar Il robusto guerriero ricambia il "favore" che ha ricevuto dall'ogre con la catena, scatenando la sua forza. Il suo trikal colpisce in pieno il nemico e, questa volta, l'ammasso di carne crolla per terra. Il secondo colpo è invece destinato all'ogre balestriere, che lo accusa in pieno, mentre continua a soffocare. Combat
  9. Azrakar (Red Sand) Siamo nel vivo della lotta. Sembro lucido. Lo sono. Ma la mia furia mi isola dal resto. Assorbo il colpo dell'ogre continuando a guardarlo dritto negli occhi. Senza fare alcuna piega. È sorpreso ma non me ne avvedo. Mantengo quel velo di superiorità che ho instaurato colpendolo più duramente di quanto abbia fatto lui con me. Non mi accorgo di cosa sta accadendo attorno. Percepisco il quadrello grosso come un giavellotto che mi sibila accanto all'orecchio destro come fosse un soffio. La mia arma serve a rompere ossa. Sfondare crani. Spezzare arti. È una proiezione delle mie braccia. Della mia volontà. Mi sposto ingaggiando l'altro bestione. Carico il trikal facendolo volteggiare sopra la mia testa. Scateno ancora la mia forza. Lucida. Impetuosa. Master @Black Lotus
  10. Vash I miei nuovi compagni entrano in azione appena dopo di me. Dietro il mio rifugio di roccia socchiudo gli occhi, ascoltando attentamente il suono della battaglia. Voglio imparare , dai suoni che sento, come si muovono questi guerrieri scelti dal capitano Tareq. Il più grosso parte per primo, i suoi colpi sono poderosi. Il secondo si muove più agilmente, sento crepitii di fiamme, deve avere qualche potere. Nel momento in cui gli Ogre rispondono, mi stacco dalla roccia e faccio due passi, guardando il campo di battaglia. L' ogre con la balestra sta soffocando così come deve essere, sicché mi concentro su uno degli altri due. Quello senza catena mi pare più arzillo. I miei occhi brillano in secondo, uno solo. Il potere si proietta nella mente dell' Ogre, cercando di farlo impazzire dal dolore. DM
  11. Round 1: Umr'at-Tawil Umr'at-Tawil scende in campo. Le due sfere di fiamme ustionano la pelle dell'ogre, mentre i due calci al ventre gli fanno sputare fluidi digestivi. La strategia di tutti i membri del gruppo è stata efficace, ma la dura tenacia dell'ogre, unita ad una serie di eventi circostanziali (il più significativo dei quali è stata la debolezza dell'attacco di Sargon), ha retto a tutte quelle raffiche di colpi. Round 1: Crossbow Ogre L'ogre con la balestra sta soffocando. Nella sua stupidità, crede che la causa del suo soffocamento sia Azrakar, dunque sferra contro di lui il suo attacco, ma la mira della creatura è distorta dal soffocamento e il colpo va a vuoto. Round 1: Greatclub Ogre L'ogre con la mazza, invece, si muove verso il suo bersaglio più vicino, ovvero Umr'at-Tawil. Tuttavia, il fumo dell'incendio va nei suoi occhi e la mazza colpisce il pavimento. Round 1: Chain Ogre Infine, l'ogre con la catena, con gli occhi iniettati di sangue, fa roteare la sua catena d'osso. Nella sua stupidità, sceglie a caso il primo bersaglio che capita, senza nessuna strategia. Sceglie Azrakar. Quest'ultimo, purtroppo, non riesce a schivare la grande catena d'ossa e viene quindi colpito. Grazie però al suo corpo duramente temprato, sa come attenuare l'impatto. L'ogre si aspettava che Azrakar svenisse, ma Red Sand non cede. E ora è il momento del contrattacco. Round 2: Sargon Il mago continua a tossire sangue: lasciare il combattimento l'avrebbe fatto apparire come un codardo, ma in realtà il suo allontanamento era una mossa pianificata fin dall'inizio. Sargon, tuttavia, si rammarica: se fosse riuscito ad essere più incisivo, l'ogre con la catena non avrebbe ferito Azrakar. @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo Combat
  12. Umr'at-Tawil Osservo attentamente le azioni di miei compagni, valutando lo stato dei nostri avversari... con un pò di fortuna possiamo eliminare subito il più pericoloso degli ogre, ma solo se siamo diposti a rischiare. "O la và o la spacca..." mormoro tra me e me, deciso a fare di tutto per non sfigurare davanti agli altri. Rapidamente scatto in avanti, mentre i mie occhi si illuminano di rosso e sul palmo delle mani di formano due piccole sfere di fuoco crepitante; appena un'attimo prima di entrare nella caverna, senza rallentare li scaglio contro l'ogre con la catena, approfittando della sua distrazione per arrivagli proprio davanti. Inspiro, espiro, e con un movimento sinuoso ruoto su me stesso, colpendogli il ventre con due rapidisismi calci rotanti. @Black Lotus
  13. Round 1: Azrakar Entrambi i possenti colpi di Azrakar vanno a segno, lasciando dei segni di contusione sul corpo dell'ogre con le catene, più delle ferite dovute agli spuntoni dell'arma di Red Sand. L'ogre viene anche scosso da quel poderoso attacco, vacillando, spaventato da ciò che sta accadendo, in quanto nessuno l'aveva mai messo così in difficoltà. Tuttavia, rimane pur sempre un pesante ammasso di lardo e muscoli, quindi non andrà al tappeto facilmente. Azrakar ricorda bene, nell'arena di Urik, quanto fossero resistenti gli ogre: tanto quanto stupidi. Inoltre, questo particolare ogre con le catene è più tenace della media, ma Azrakar intuisce che sarà sufficiente un colpo analogo per abbatterlo. @Landar Privato Come da piano, è ora il momento di agire per Umr'at-Tawil. @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo Combat
  14. Azrakar (Red Sand) L’ogre con le catene. Quello pericoloso. Ha detto Nahil. Inspirando lentamente, lascio che l’aria riempia i polmoni fino a far bruciare il petto. Poi la rabbia arriva. Non come una bestia impazzita. Ma fredda. Lucida. Affilata. Nelle arene di Urik ho combattuto creature peggiori di questi ogre. Li ho visti strappare uomini a metà tra le urla della folla. Li ho uccisi sotto il sole cremisi di Athas mentre il sangue evaporava sulla sabbia rovente. Mostri enormi, forti abbastanza da spezzare ossa con una mano sola… ma lenti. Sempre lenti. E io ho imparato a ucciderli. Ora lo faccio solo per la causa. Per sopravvivere. La rabbia mi aiuta a soffocare, cancellare i ricordi di quando uccidevo per il divertimento altrui. Scatto fuori dal riparo mentre il fuoco lasciato da Sargon ancora danza nella caverna. Le fiamme illuminano il mio corpo coperto di cicatrici e il trikal si solleva con un sibilo sinistro. I miei passi sono rapidi, controllati, quasi silenziosi nonostante la massa del mio corpo. Non gli lascio il tempo di reagire. Il primo colpo del trikal cala dall’alto verso il cranio della creatura, brutale, abbastanza potente da piegare il collo di un giovane mekillot. Spero faccia altrettanto con lui. Subito dopo ruoto l’arma sfruttando il peso della testa ossuta e la velocità accumulata: il secondo attacco punta al braccio dominante, ai muscoli e alle giunture che muovono le catene. Non voglio solo ferirlo. Voglio spezzarne la capacità di combattere. E mentre il trikal affonda, sollevo lo sguardo verso l’ogre. Nei miei occhi non c’è furia cieca. C’è dolore. Un dolore antico, sepolto sotto anni di arena, schiavitù e sangue. Per un istante, l’arma nelle mie mani sembra diventare più pesante. Come se tutta la rabbia di Athas gravasse sulle sue lame. Master @Black Lotus
  15. Round 1: Sargon L'incantatore arcano del gruppo è il primo a muoversi. Fa diversi passi avanti, esponendosi alla vista degli ogre. Ad ogni passo, inizia ad accumulare energie arcane, prendendole dalla sua stessa energia vitale. Lingue di fuoco avvolgono Sargon, per poi condensarsi una sfera di fiamme. Tuttavia, Sargon vacilla, distratto dal dolore di consumare la sua stessa vita pur di alimentare il sortilegio: essere un preserver, su Athas, ha un alto prezzo. Prima che gli ogre possano capire cosa sta accadendo, Sargon lancia la sua sfera, che arriva in mezzo agli ogre, per poi detonare. L'esplosione di fiamme non è molto intensa, ma gli ogre non riescono comunque a proteggersi in tempo. Attorno a loro, i loro stendardi, le loro casse e i loro giacigli, tutti fatti di materiali infiammabili, prendono fuoco. Sargon sputa sangue dalla bocca e si ritira immediatamente, indebolito: per lui, quel combattimento è già finito. Round 1: Vash Mentre Sargon si sta ritirando, è Vash a sferrare il colpo successivo. Lo Psion utilizza la sua mente per far credere all'ogre con la balestra che sta soffocando. Quest'ultimo soccombe pienamente all'effetto, portandosi una mano al collo, mentre l'aria inizia a mancargli per davvero. Vash, infine, fa un passo indietro: la sua strategia ha funzionato alla perfezione. Come da piano, tocca ora ad Azrakar fare la sua mossa. @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo Combat
  16. Vash Sono di nuovo in una squadra, nel gruppo. Subito si và all' azione, senza un attimo di tregua. Seguo i nuovi compagni lungo il tunnel e mi apposto. Uno del gruppo si sporge dal nascondiglio delle rocce e lancia una palla di fuoco. Mi sento gli occhi degli altri addosso, lo prendo come un invito. Non mi conoscono, forse vogliono capire se posso affidarsi a me. Faccio tre passi, uscendo dal riparo delle rocce e guardo gli Ogre. Punto a quello con la balestra, i miei occhi a specchio lo fissano mentre il potere mentale viene proiettato nella mente del nemico. Poi, senza effetti tangibili, faccio in passo indietro. DM
  17. Tareq annuisce, poi divide le squadre: Azrakar, Umr'at-Tawil, Vash, Sargon per gli ogre, tutti gli altri proveranno a stanare le creature scavatrici. "La tigre utilizza tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio" dice Tareq. "Non trattenetevi". Dopo le parole del capitano, è Ramek a parlare: "Se questi ogre sono sopravvissuti tra queste alture, saranno ossi duri". Quindi parla Nahil: "Quello con le catene è il più pericoloso. Io punterei ad eliminarlo per primo". Infine, interviene Duran: "Le ferite superficiali non mi spaventano. Ma non tornate con le ossa rotte o danni profondi: guarire certe cose è un problema anche per me". Dopo aver spiegato la situazione a Vash ed esservi preparati adeguatamente, vi dirigete nella tana degli ogre. @Landar @MattoMatteo @Ard Patrinell Preparazione Ritorno nella tana degli ogre I tre ogre sono ancora lì, stanno finendo di mangiare, la situazione è rimasta inalterata. Sargon sussurra: "Come da indicazioni del capitano, non ho intenzione di trattenermi. Se mi lasciate colpire per primo, farò assaggiare a tutti loro il mio fuoco. Fiaccati dalla mia esplosione di fiamme, gli ogre saranno più facili da finire. Usata tale magia all'inizio, però, dovrò poi trattenermi, per preservare la mia energia vitale". Tutti
  18. Azrakar (Red Sand) Ascolto il rapporto senza interrompere nessuno. Tre ogre. Tunnel scavati nella pietra. Altre creature in arrivo. Troppi nemici in spazi stretti. Incrocio lentamente le braccia al petto mentre gli altri parlano. Lo sguardo passa da Ramek a Tareq, poi verso la galleria. "Combattere divisi aumenta il rischio." La mia voce è bassa, ruvida di sabbia. "Ma aspettare lo aumenta ancora di più." Resto in silenzio per un istante, riflettendo sui tunnel descritti da Ramek. Creature che scavano la roccia. Predatori. Bestie da imboscata. Non è il genere di nemico che preferisco affrontare. "Mi adatto." dico infine. "Ma combatto meglio contro chi ha bracce e gambe." Sto per offrirmi per gli ogre quando il vento irrompe nella grotta. La tempesta. La sabbia danza nell’aria come cenere rossa mentre la figura compare oltre le tende. Istintivamente la mia mano scivola verso l’arma, ma il gesto di Tareq basta a fermarmi. Osservo il nuovo arrivato senza parlare. Solo. Nel cuore della tempesta. O è folle… oppure il deserto lo riconosce come uno dei suoi figli. Gli occhi color ambra. Il silenzio innaturale. Il modo in cui Tareq lo accoglie. Questo basta. Non mi interessa il passato di un uomo finché combatte dalla mia parte. Quando le presentazioni terminano, inclino appena il capo verso di lui. "Azrakar." Nient’altro. Anche lui non parla. Evidentemente non può. Ma ho sentito il suo nome. E la sua volontà. Mi piace il silenzio. Apprezzo che non sprecherà fiato in parole vuote. Poi torno a guardare Tareq, immobile come pietra consumata dal vento, aspettando la decisione finale e la divisione dei gruppi. tutti
  19. Vash Il ritardo del messaggero mi aveva messo in una posizione scomoda, ma non avevo rinunciato ad unirmi ai Desert Shadows per quel contrattempo e avevo comunque deciso di raggiungerli. La mia crescita nel Silt e la mia vita da schiavo avevano temprato la mia volontà e fatto sbocciare i miei poteri, quindi una marcia solitaria nel deserto non mi spaventava. Ovviamente tutto ciò che veniva fatto in quell' ambiente aspro e duro comportava dei rischi, ma ero pronto ad affrontarli facendo leva sulle mie capacità e addestramento. Sfruttando la notte avevo camminato senza sosta e finalmente , al sorgere della luna rossa Ral, ero arrivato alle alture. Purtroppo la tempesta era arrivata insieme a me e dovevo trovare un rifugio celermente. Per puro caso un lembo di stoffa sbalzato dal vento sabbioso aveva catturato la mia attenzione, facendomi fermare un breve attimo a fissarlo con i miei occhi mutati. Un rifugio...qui...? La domanda silenziosa a me stesso aveva trovato risposta subito dopo, quando entrando nella grotta, avevo percepito presenze intelligenti. __________________________________________ Quando la luce mi colpisce, socchiudo leggermente le palpebre sui miei occhi a specchio color ambra. Riconosco Tareq quasi subito, ma nessuno degli altri presenti mi è noto. Prendo la pacca del mio comandante senza un lamento, mentre proietto nella sua mente gratitudine. Poi mi volgo verso gli altri, colpendoli con un sentimento di orgoglio e soddisfazione, che amplifico nella mente di Umr'at-Tawil. Chino il capo a mo' di saluto generale, ma non esce un suono dalla mia bocca. Non potrei neanche volessi. Il mio volto segnato dal sole e dalle peripezie della vita guarda i due tunnel, batto una sola volta il bastone al suolo e mi giro verso Tareq Combatterò dove vuoi, da i tuoi ordini Le mie parole risuonano solo nella testa di Tareq.
  20. Umr'at-Tawil La notizia della presenza di altre creature è un problema... era mia intenzione proporre di attaccare tutti insieme, nella speranza che la superiorità numerica ci favorisse, riducendo al minimo i rischi, ma a quanto pare non è possibile. Stiamo per dividerci in due gruppi, quando arriva un "ospite a sorpresa"... sbircio alle sue spalle, cercando vedere dove sono gli altri del suo gruppo, quando mi rendo conto che invece è da solo. "Fammi capire..." gli dico, sollevando un sopracciglio "sei venuto fin quì attraversando il deserto da solo? Non sò se pensare se sei pazzo o coraggioso, ma in ogni caso sei il benvenuto... stiamo per combattere, e un paio di braccia in più fanno sempre comodo! C'è da scegliere: preferisci 3 ogre o delle misteriose creature sotterranee?" concludo in tono quasi divertito. Mentre attendo la sua risposta, mi porto vicino all'ingresso della grotta, e poggio il mio zaino. "Enkidu, se io non torno, scappa..." mormoro al mio animaletto. Rischiare di morire nella tempesta non è il massimo, ma i Jank sono buoni scavatori, quindi ha una possibilità di farcela... ed è sempre meglio che rischiare di essere divorato!
  21. @Ard Patrinell scusa, il tuo pg che cos'è (razza, classe/sottoclasse)?
  22. Nahil si stava già preparando a combattere, ma poi le parole e il linguaggio non-verbale di Umr'at-Tawil fermano la mano che stringeva il pugnale. Quando Azrakar lo guarda, si morde il labbro e mormora: "Per me era l'occasione perfetta per attaccare... ma..." - abbassa il pugnale - "... avvertire gli altri non è una decisione sbagliata". Sargon si limita ad annuire. Muovendovi in modo silenzioso quanto basta per non allertare gli orchi, ritornate sui vostri passi. Risalite la galleria. Karak è di guardia all'ingresso della grotta, Duran è al bivio, mentre Ramek è molto più in profondità nell'altra galleria, fuori dal vostro raggio visivo. "Rapporto" asserisce Tareq, riemergendo da un'alcova avvolta nelle ombre. "La galleria termina in uno slargo, in cui abbiamo trovato tre ogre" dice Sargon. "Avrei voluto combattere per ucciderli subito, ma mi sono lasciato convincere" asserisce Nahil, forse un po' pentendosi di non esser stato più aggressivo. "Anche noi abbiamo notizie" interviene Duran. "Ramek ha trovato più avanti dei tunnel nella roccia, di origine chiaramente non-naturale. Larghi un metro e mezzo, alti due metri e mezzo. Formano una rete... sembra la tana di una creatura in grado di scavare la roccia". "Più di una" è la voce di Ramek, che sta riemergendo dalla galleria. "E le tracce trovate lasciano presagire che possano tornare a breve" conclude. "Troppi nemici. Rischiamo che ci chiudano a tenaglia in spazi stretti" dice Nahil. "Colpiremo per primi. Dividiamoci" ordina Tareq, in procinto di dividere le squadre, quando un suono attira l'attenzione di tutti i presenti. The Man and the Tempest Una forte raffica di vento smuove con violenza le tende all'ingresso della caverna, facendo entrare polvere e sabbia. Non c'è dubbio: la tempesta è arrivata. Tuttavia, qualche secondo dopo, una figura umana smuove le tende ed entra nella grotta. Siete tutti pronti a scattare, ma, quando la luce lo illumina, Tareq vi fa cenno di abbassare le armi. "Vash" lo riconosce Tareq, non aspettandosi minimamente di incontrarlo (tantomeno in circostanze del genere). "Ben arrivato tra noi" lo saluta, dandogli una pacca sulla spalla. @Ard Patrinell Vash

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