Descrizione della gilda
D&D 5e Play by Forum (PbF)
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Yunus con il mezzo drago Annuisco alla creatura e mi presto ad aiutarla per rimettersi in piedi, lasciando che il suo braccio si appoggi sulle mie spalle. E' molto pesante, ma il tragitto non dovrebbe essere troppo lungo. Io sono Yunus Emre, qual è il tuo nome? A piccoli passi ci dirigiamo fuori dalla tenda. Una volta fuori, chiedo a Duran Portaci da Tareq.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Azrakar (Sabbia Rossa) Dal capo carovana
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Umr'at-Tawil Finalmente il capo-carovana pare essersi deciso, quindi tiro un sospiro di sollievo. Mentre usciamo recupero Enkidu da Nahil, facendo attenzione a nasconderlo bene nello zaino, in modo che non ci sia pericolo che il vento o la sabbia gli arrechino danno. Poi mi volto verso il capitano, aspettando i suoi ordini.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Vash Il brivido del capo carovana è la cartina di tornasole che aspettavo. Sembra, almeno apparentemente , che sia tornato a più miti consigli. Presa la decisione della direzione da seguire, usciamo alla spicciolata dalla tenda e mi dirigo senza esitazione da Tareq, poggiando il bastone sulla sabbia in maniera marziale Lo guardo senza sotterfugio, iniziando in dialogo muto. Capitano, gli ordini !!! Dateci i nostri compiti. Se posso permettermi un consiglio, se create delle coppie di ronda fate usare le corde per legarsi insieme. So benissimo che Tareq è esperto e veterano, ma confido sulla nostra vecchia conoscenza e sul fatto che si fidi di me e della mia esperienza. Il mio fisico asciutto è pronto all' azione, teso. Una tempesta di Coriolis è più di quanto la mia immaginazione avesse mai osato pronosticare. La mia prima tempesta di Coriolis, sperando di mettere un'altra tacca alla mia lunga esperienza.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
@Dmitrij Tenda di Duran @Landar @MattoMatteo @Ard Patrinell Tenda del Capo Carovana @Landar Azrakar
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Vash Dal capo carovana
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Umr'at-Tawil Dal capo-carovana
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Azrakar (Sabbia Rossa) dal capo carovana
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Yunus con Duran e il mezzdrago
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Il Fiore del Deserto (TdG)
@MattoMatteo Umr'at-Tawil @Dmitrij Yunus @Landar @Ard Patrinell @MattoMatteo Dal capo carovana
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Yunus Deluso dal non aver saputo, in mezzo a tanta gente, trovare qualcuno che sappia aiutarci con l'esotico strumento, raggiungo Duran alla tenda dove si trova il alloggiato il superstite. Nella tenda del draconide
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Azrakar (Sabbia Rossa) Dal capo carovana
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Umr'at-Tawil Osservo preoccupato il panorama... i bordi sfumati della tempesta non mi permettono di valutarne le dimensioni e la distanza bene come vorrei, anche per via del fatto che è notte, ma l'impressione generale che ne ho avuto è sempre meglio di niente. 'D'accordo... speriamo che le informazioni che ho, possano bastare...' Mentre torniamo verso gli altri, rispondo a Nahil. "Scusa, non ce l'avevo con te, era la paura della tempesta di Coriolis... non è come una tempesta normale, e quello che ho sentito dire delle sue vittime non è affatto rassicurante... una tempesta normale al massimo può farti morire soffocato, se non hai una maschera e non trovi un rifugio... i fulmini di una tempesta di Coriolis, invece, possono letteralmente friggerti vivo! Non è affatto una morte piacevole... per questo dicevo che sarebbe meglio uccidersi da soli, sarebbe molto meno doloroso!" gli spiego. Arrivati dagli altri, tra un ansito e l'altro espongo quanto ho scoperto. "La tempesta pare larga circa 20 km, e ad una distanza di 10 km... però vi avverto subito che sono misure molto ad occhio... tra l'oscurità e la foschia, posso aver sbagliato anche di una buona metà in più o in meno... non posso fare di meglio..." li avviso.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Vash Guardo il guerriero: il compito di parlare cade su un muto e un gladiatore silenzioso. Se la situazione non fosse così drammatica, potrei anche concedermi uno dei miei rarissimi sorrisi. Senza perdere altro tempo prezioso mi avvio verso il capo carovana affiancandomi ad Azrakar, affondando il bastone nella sabbia ad ogni passo. L'uomo è alto, ben vestito, irradia ricchezza e benessere. Un messaggio mentale viene lanciato al solo Azrakar Prima hai detto sud ovest, diamogli quella direzione. In base a quello che ha detto il nano, ho stimato meno di un'ora prima di impattare con il fronte della tempesta. Speriamo che quest' uomo sia ragionevole Sposti lo sguardo alieno dal guerriero all' uomo dalla carnagione scura. Lascio parlare Azrakar, riponendo fiducia nella sua determinazione e imponenza intimidatoria. Ma , per non lasciare nulla al caso, proietto una sensazione di estrema urgenza e paura verso la mente del capo carovana
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Separazione Umr'at-Tawil corre verso la Fossa di Urik. "Ehi! Non andare da solo! Vengo con te!" esclama Nahil, seguendolo a ruota, mettendosi Enkidu (che era ancora con Nahil) in tasca. Nella sua ricerca, purtroppo, Yunus non riesce a trovare nessuno. Duran, raccolto il materiale medico, vi ringrazia con un cenno del capo ed accetta ben volentieri l'aiuto di Yunus, dicendo: "Sì, te ne sarei grato, anche perché non sono propriamente un medico". Rimangono, quindi, Azrakar e Vash. "D'accordo, muoviamoci" afferma Ramek e Baranos ripone le pergamene con rammarico, avendo sperato fino all'ultimo di poter risolvere il problema. @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Dmitrij Yunus @Landar @Ard Patrinell Azrakar, Vash
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Azrakar (Sabbia Rossa) A questo punto a me sembra stiano perdendo un mare di tempo in chiacchiere. Poso gli occhi su Tareq, mostrando per la prima volta un accenno di urgenza e apprensione nel mio sguardo. "Sappiamo come evitare il centro della tempesta. Dunque muoviamoci." È in quel momento che torna Duran con le sue notizie. Chino il capo. Ero consapevole il mezzo-drago si sarebbe ripreso. Non poteva essere altrimenti. Tutti si prodigano subito a consegnare quel che il Kimyārīn richiede. Sono tentato dal propormi per dare assistenza. Quel che ora è però necessario è muoversi. Recarsi dal capocarovana e mostrargli la direzione da prendere.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Yunus Con passo misurato, mi avvicino ad alcuni membri della carovana, chiedendo loro di far partire un passaparola per cui Baranos è alla ricerca di qualcuno abile nei calcoli di algebra e geometria. Posso assisterti con il mezzo-drago se vuoi Duran gli dico offrendo la mia assistenza, sperando di poter accelerare i tempi per giungere ad un decisione quantomai urgente.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Umr'at-Tawil "Non importa se ci sono poche possibilità... dobbiamo approfittare di ogni possibile spiraglio, se vogliamo avere una minima speranza di salvarci... altrimenti tanto vale ucciderci da soli, prima che lo faccia la tempesta!" replico a Nahil poggiandogli una mano sulla spalla, nella speranza di risollevarlo un pò. Mi appresto a dirigermi verso la tempesta, quando Duran ci avverte che il mezzo-drago si stà riprendendo... se davvero può darci delle informazioni utili... getto la mia borsa verso Duran, incurante delle lamentele di Enkidu. "Prendi tutti quello che ti serve!" gli dico, mettendomi a correre verso la fossa e la tempesta. Arrivato alla ripida discesa che delimita la Fossa di Urik, e osservo preccupato la tempesta che avanza... poi, lentamente, sposto lo sguardo alle due estremità del vortice, cercando di individuare qualche punto di riferimento che conosco, per valutarne l'ampiezza.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Vash Annuisco al nano, non tanto per il dubbio complimento, quanto per la spiegazione che mi dà al mio spremere le meningi per uscire da questo problema vitale. La mia voce atona risuona nella mente dei presenti: Visto che non possiamo più evitare la tempesta, calcoliamo la sua velocità per sapere quanto tempo abbiamo. La direzione possiamo dedurla a vista o con uno strumento. Ormai è tardi per i rimpianti, dobbiamo decidere in fretta e pregare per una dose di fortuna da parte del Fato. Ora che sappiamo di non poterla più evitare, il nostro scopo dev'essere sopravvivere con meno danni possibili. Il mio volto non ha espressioni di sorta se non la sua naturale austerità che in qualche modo imprime un tono gravoso al mio discorso altrimenti asettico. Sicché all' avvento di Duran e alla notizia che il mezzo drago è vivo, mi accendo di una nuova speranza: potrebbe dirci cose indispensabili per la nostra sopravvivenza. Prendo dalla mia sacca due kit medici e li porto a Duran. Fallo parlare, se riesci. Presto!!! Ogni sua informazione potrebbe salvare la vita a tutta la carovana Proietto nella mente di Duran, accennando ad un gesto di fretta con la mano prima di poggiarmi nuovamente sul bastone.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
The Tempest Ramek e Baranos, come anche Tareq e Nahil, ascoltano attentamente ciò che avete da dire. Avete tutti messo sul tavolo delle buone idee, approcciando il problema da prospettive diverse: la preoccupazioni delle due guide è che la situazione sia così delicata che perfino delle buone idee potrebbero non bastare. Ramek risponde ad Azrakar: "La tua potrebbe essere l'unica soluzione valida se non riusciamo a trovare di meglio. Devo correggerti solo su una cosa: se è davvero una tempesta di Coriolis, come crediamo, è già troppo tardi per schivarla: è troppo grande. Possiamo però provare a schivare la sua zona interna. Non credo vi siano altre opzioni... a meno di abbandonare la carovana e correre fino allo sfinimento fisico. Ma mi sembra che nessuno sia d'accordo con tale opzione così estrema. Sicuramente io non lo sono". Baranos risponde invece ad Umr'at-Tawil: "Non esattamente. Il samtnama è solo uno strumento per misurare angoli, ma è agnostico: lo punti in una direzione e ti dice l'azimuth, null'altro. Semplificando, è una bussola graduata in cui sei tu a puntare l'ago. Sono i calcoli geometrici la fonte di tutto... se non fosse che i calcoli di mia conoscenza sono pensati per oggetti fermi, non per oggetti in moto". Quando Umr'at-Tawil dice di essere della zona, Baranos sembra vedere uno spiraglio di speranza. "Avere dei riferimenti potrebbe aiutarci, ma come farai a correggere l'errore prospettico? Su miglia e miglia di distanza, basta poco per prendere un abbaglio... è un rischio enorme. Provaci comunque, ma ragioniamo su alternative migliori". Nahil aggiunge, rammaricato: "Tawil, ho brutte notizie per te: la tempesta aveva già inghiottito metà del paesaggio quando sono corso a vederla. Non voglio infrangere le tue speranze, perché io sono il primo che sta cercando anche solo un filo a cui aggrapparsi, ma non voglio nemmeno illuderti". Umr'at-Tawil Alle parole di Yunus, Baranos fa un lunghissimo sospiro, muovendo la testa all'indietro, come se sperasse che nessuno pensasse ad una cosa del genere. "Il capo carovaniere è già infuriato... non sarà una persona in più a ribaltare la situazione. D'accordo, Yunus: cerca il miglior geometra nella carovana. Portalo qui, gli spiegherò tutto e gli farò vedere anche il samtnama" cede completamente. Yunus "Per il resto, hai ben parlato: il Dio delle Tempeste non lascia via di scampo. Siamo già oltre il punto di non ritorno per fuggirgli. Per questo anch'io, come Ramek, ero così agitato: ho capito che la carovana era spacciata. Se volete salvarvi la pelle, fatelo: non sarò io a giudicarvi". Poi Baranos guarda tutti voi e anche Tareq: "Chiedo scusa per prima... ero inalberato con me stesso quando ho realizzato che morirò per la mia testardaggine". Tareq annuisce, perdonandolo con uno sguardo. Interviene Ramek: "L'errore è stato anche mio: ho esitato per molto, troppo tempo. Ho ritardato nell'avvertirti del presentimento che avevo. Anch'io diffidavo della possibilità di una tempesta precoce" ammette. Il nano risponde, infine, a Vash: "L'acume mentale di uno Psion non è mai da sottovalutare" inizia, il volto a metà strada tra un ghigno e un sorriso cordiale. "Quello di cui parli si chiama diametro angolare, è un concetto che padroneggio: la dimensione apparente, in angolo, di un oggetto. Ha però un difetto: ci manca la distanza. La velocità si può stimare come spazio percorso diviso il tempo impiegato a percorrerlo. Spazio, non angolo. Il samtnama misura angoli. Ed è proprio da questo inghippo che non riesco ad uscirmene". Poi prende numerosi rotoli di pergamena ed inchiostro. "La carta non ci manca. L'inchiostro nemmeno. Ringraziate lo scriba a cui l'ho... presa in prestito. Non avrà da ridire, parola mia" e fa una smorfia sarcastica. Angular Diameter Baranos inizia a disegnare. "Questo è lo schema geometrico del diametro angolare, applicabile quando congeliamo lo scenario. Il samtnama consente di misurare l'angolo che racchiude il cerchio" ed indica l'angolo sotteso dal punto in cui giace la carovana. "La geometria ci può aiutare a calcolare il raggio del cerchio, a patto di conoscerne non solo la dimensione angolare, ma anche la distanza". Poi si blocca, grattandosi la testa. Sospira, cambiando tono. "Essere così vicino alla soluzione e al tempo stesso così lontano mi fa sentire malissimo. Dannata tempesta! Forse dovremo arrenderci... eppure, non mi dispiacerebbe essere la prima guida ad aver misurato il mostro che l'ha divorato". "Sai, Baranos, non saresti la prima guida a tentare questa impresa. A Raam giravano voci che altri vi avessero provato, in passato" aggiunge. "E...?" chiede Nahil, esitando timidamente. "E nessuno li ha più visti, per questo sono rimaste voci. Il Dio delle Tempeste non perdona". "E invece forse sì" arriva Duran, con il volto stranamente speranzoso. "Ho fatto le mie verifiche: il mezzo-drago ha un Marchio della Tempesta. Il Dio delle Tempeste l'ha perdonato! E c'è perfino un'altra buona notizia: anche se molto lentamente, si sta riprendendo. Ora le cattive notizie: mi serve materiale medico. Prima che il Dio della Morte cambi idea". Tutti
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Vash Resto a guardare l'affanno con cui gli altri si prodigano a trovare soluzioni a questa calamità mentre sono poggiato al mio bastone, scoccando occhiate ripetute e preoccupate alla tempesta di coriolis incombente. Tolgo una mano dal bastone e mi ergo dritto quando Tareq sguaina la sua arma. Per un attimo resto teso per rilassarmi subito dopo quando le acque si chetano all' istante. La rivelazione di Baranos sembra un aiuto divino, poter anche solo guardare per una volta quello strumento è qualcosa da raccontare durante un bivacco, quindi seguo il gruppo e ascolto le istruzioni del nano, associandole alle parole di Ramek. Osservo attentamente l'oggetto metallico e le tavolette , dopodiché invio un messaggio telepatico al gruppo: Non sono bravo coi numeri, ma fingiamo che la tempesta sia un carro: se sta lontano lo vediamo piccolo, se è più vicino occupa il nostro campo visivo. Se misuriamo la tempesta lungo i suoi margini ora e poi tra qualche minuto, possiamo capire dove va e quanto è veloce...o no? Se segnano tutto sulla sabbia potremmo capire la direzione e muovere la carovana di conseguenza... Non considero neanche ci sia qualcos'altro su cui scrivere se non la sabbia e non sono sicuro di essermi spiegato bene ma nella mia testa il ragionamento ha senso. Guardo gli altri, cercando un cenno di assenso alla mia idea istintiva.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Yunus Come spesso accade, preferisco attendere e ascoltare gli altri pareri Non credo ci sia margine per "lasciarla passare davanti a noi" con tanta facilità, Azrakar. Viceversa, basterebbe accamparsi a distanza di sicurezza e attendere che faccia il suo corso al sicuro. Ma il fronte è ampio, la velocità con cui si muove elevata, la traiettoria difficile da prevedere, perché la furia dei suoi spiriti elementali non risponde al comportamento delle tempeste normali. Quell'oggetto... spostò lo sguardo sulla straordinaria opera d'ingegno è l'unica via di uscita che possiamo tentare. Osservò la lunga fila della carovana in paziente attesa di nuove indicazioni. Forse tra chi cammina con noi c'è qualcuno pratico di calcoli geometrici? Possiamo chiedere con un passaparola, senza rivelare la presenza del samtnama e del suo scopo.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Umr'at-Tawil L'atteggiamento di Baranos è veramente irritante... per evitare di inimicarsi i mercanti è disposto a lasciarli morire, e noi e se stesso con loro! L'unico motivo per cui non lo uccido è che è comunque una guida, e se sopravviamo ci servirà ancora... L'intervento del capitano evita una rissa, e questo ci dà la possibilità di scoprire il "segreto" della carovana... un oggetto di metallo di quelle dimensioni vale una fortuna, e anche se non sono avido nel senso comune del termine, non posso fare a meno di osservarlo con interesse. "Vediamo un pò se ho capito bene... le dimensioni della tempesta e la sua distanza... se scopriamo l'una possiamo scoprire l'altra tramite quell'oggetto, giusto?" La domanda è seguita da alcuni attimi di silenzio, durante i quali mi massaggio le tempie. "Forse c'è una possibilità... io sono nativo della zona, e sono stato alcune volte nella piana... se riesco ad individuare alcuni punti di riferimento che conosco, potrei provare a valutare le dimensioni della tempesta rispetto a loro... ovviamente non sarebbe una misura precisa, ma è sempre meglio di niente, no?" propongo. Quella di abbandonare la carovana non è un'opzione... dipendiamo troppo dalla loro copertura, per entrare in città... e, anche se li abbandonassimo, le nostre probabilità di successo sarebbero comunque irrisorie, senza il Samtnama a guidarci nella tempesta.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Azrakar (Sabbia Rossa) Rimango in silenzio per tutta la discussione. Il mio volto non tradisce quello che provo, ma dentro di me le possibilità si accavallano: correre lasciando indietro quasi cento persone, oppure affrontare qualcosa che potrebbe cancellare una carovana intera. Quando Duran e Baranos arrivano quasi alle mani, non intervengo. Non ce n'è bisogno. Tareq è già lì, e la sua calma è sufficiente. Rientrata la situazione Baranos apre la cassa e mostra il samtnama, lo osservo con attenzione. È evidente che sia uno strumento prezioso. Ma non è il mio campo. Numeri, angoli e calcoli non sono armi che conosco. Guardo invece la tempesta. Un guerriero che corre verso di me è pericoloso. Un guerriero che corre più veloce di me lo è ancora di più. Ma se conosco la sua direzione, posso evitare di trovarmi sulla sua strada. Studio il movimento del muro di polvere, poi guardo la mappa, provo a dire la mia. Ho già indicato a tutti un possibile rifugio ma al momento la priorità è tutt'altra "Se la tempesta si muove verso est-sud-est, perché dovremmo andare incontro alla sua traiettoria?" indico il percorso verso nord-est "Possiamo essere più veloci. Ma se la tempesta continua a muoversi, rischiamo di trovarci sulla sua strada. Venire inghiottiti." Poi sposto il dito verso sud-ovest, lungo una possibile deviazione. "Io andrei qui. La lasciamo passare davanti a noi- Costeggiamola verso sud-ovest, lungo il bordo. Poi risaliamo cercando di non finire nella Fossa. È più lunga. Ma non corriamo verso il mostro." Rialzo lo sguardo verso Tareq e Ramek. "Prima misuriamo quanto è grande." disegno un cerchio con l'indice "Decidiamo quanto dobbiamo allontanarci." sospiro, come fosse una preghiera nella speranza il capo carovana non se la prenda per la deviazione "Se possiamo camminarle accanto senza entrarle dentro, è più sicuro per tutti. Forse arriveremo anche al quel rifugio per riordinare la carovana prima di ripartire." Non ho mai parlato così tanto. Torno a guardare la tempesta. Non ho paura di affrontare un nemico. Ma questo non è un nemico che si affronta con una lama.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Alla ricerca di un rifugio Cercate con lo sguardo un rifugio nei paraggi. Sfortunatamente, il paesaggio circostante è fatto da dune sabbiose e rocce brulle. La Fossa di Urik (nonostante pulluli di bestie feroci) sarebbe una soluzione valida per ripararsi da una tempesta (grazie alle sue innumerevoli caverne), se non fosse che la tempesta viene proprio da lì. Nonostante tutto, Azrakar riesce ad individuare qualcosa di passabile per un rifugio: un altopiano roccioso. Situato a Nord-Ovest, è raggiungibile deviando verso Urik (che è una deviazione importante), ma non è esente da problemi: è un po' lontano ed è proprio nella direzione da cui proviene la tempesta. Raggiungerlo prima che sia inghiottito dalla tempesta non è impossibile, ma tutt'altro che scontato. The Tempest Baranos guarda con occhi sgranati Yunus: "Cos'hai detto?!" chiede retoricamente. "Non è possibile! Le tempeste di Coriolis avvengono nel mese di Koriash, lo sanno anche le pietre!" si lamenta. "Una tempesta precoce...?!" il nano si porta una mano alla fronte, agitatissimo e nervoso. Le parole degli altri gli entrano da un orecchio e gli escono dall'altro. "Baranos, pensaci: ha superato il dislivello della Fossa di Urik senza vento a favore. Le dimensioni sembrano compatibili. C'è solo un elemento contrario, ovvero il mese, che ha fatto dubitare molto anche me, ma tutti gli altri indizi portano a..." inizia Ramek, ma Baranos alza la mano, interrompendolo. "Hai detto bene, Ramek: indizi. Non basta. Può essere qualcosa che mi sta sfuggendo, ma prima di pronunciare quel nome ad alta voce devo avere prove più solide della roccia. Non stiamo parlando di una semplice deviazione: stiamo parlando di riscrivere il tragitto per salvarci la pelle. Verosimilmente sacrificando anche diversi carichi per alleggerirci. Questa carovana non farà un singolo passo senza una prova concreta che sia come dite" proferisce. Tareq sembra preoccupato dalla testardaggine di Baranos; purtroppo, però, ha le mani legate. Guarda verso Vash, annuisce in segno di approvazione, ma poi guarda nuovamente verso i carovanieri in lontananza. "Cos'hai intenzione di fare, allora? Proseguire?" incalza Ramek. "No. Se è davvero una tempesta di Coriolis, il paesaggio circostante sarà riscritto... e noi con esso. C'è una cosa che possiamo fare: misurare le dimensioni della tempesta" asserisce. "Come?" chiede Ramek. Il nano sospira. "Non avreste dovuto saperlo, ma questa carovana trasporta un carico estremamente prezioso... un oggetto metallico di proprietà del capo carovaniere, che voleva venderlo al Visir di Raam in persona: un samtnama" rivela Baranos. Ramek rimane folgorato dalla sorpresa. "Mi aspettavo questa tua reazione. Gli esemplari esistenti si contano sulla punta delle dita. Di una mano sola". "Potreste cortesemente essere chiari anche per noi profani? In breve, dato che c'è una tempesta in arrivo" interviene Duran. Ramek, ripresosi con qualche colpo di tosse, prende parola: "Si tratta di uno strumento in grado di misurare con precisione un angolo sul piano orizzontale, ovvero l'azimuth..." "E come ci aiuterebbe?" "So che esistono metodi, di cui ignoro i dettagli, per misurare le dimensioni di un oggetto a partire da distanza e dimensione angolare" spiega il Viandante del Deserto. "E abbiamo davvero il tempo di farlo?!" insiste Duran, agitato. Ramek abbassa lo sguardo: "No..." "Non c'è scelta!" sbotta Baranos. "Guardatevi attorno, non c'è nemmeno l'ombra di un rifugio! Se è davvero una tempesta di Coriolis, il nostro destino è già segnato!" "Quindi ci dai già tutti per morti?! E tu saresti una guida esperta?!" Duran e Baranos sono ad un passo l'uno dall'altro, pronti a menarsi. Ma, prima che scoppi una rissa, la lama metallica di una scimitarra si frappone tra i due, all'altezza del collo. "Calmatevi" asserisce Tareq, che ha estratto celermente l'arma, senza emettere alcun rumore. Nahil, che aveva già una mano sul pugnale, si rilassa. Duran e Baranos fanno entrambi un passo indietro. Il capitano, riposta l'arma, guarda Ramek, che intuisce che ora tocca a lui parlare: "... è come dice Baranos. Verso Urik c'è un altopiano roccioso, un rifugio. Potremmo raggiungerlo correndo a perdifiato, ma la tempesta sembra muoversi proprio in quella direzione. Forse noi ci salveremo, ma il resto della carovana non è così veloce. Se sapranno di essere spacciati, scoppierà il panico e sarà perfino peggio. C'è però un altro modo... anche se molto rischioso..." e tutti gli sguardi si concentrano su Ramek, che ha lo sguardo fisso verso il basso. "Una tempesta di Coriolis, al suo interno, è divisa in zone, o almeno così ho sentito raccontare. Non so quante siano, ma si dice che la zona più interna sia la più letale. Se riusciamo a muoverci in modo da rimanere solo nella fascia più esterna, possiamo attraversare la tempesta come se stessimo attraversando un haboob, quindi con danni gestibili" spiega l'alternativa ed è chiaro a tutti perché è rischiosa. "Se non puoi schivare il mostro, gli cammini accanto senza finire nelle sue fauci... non mi sembra una cattiva idea" commenta Duran. Ma Ramek interviene. "Per attuarla, però, serve avere un'idea precisa di come si stia muovendo la tempesta. Serve sapere il suo raggio, la sua velocità e la direzione angolare del suo moto. Di norma, è impossibile. Ma con un samtnama..." e guarda verso il nano. Quest'ultimo sorride, come per dire "visto che avevo ragione?", per poi rivolgersi a tutti voi: "Per me è deciso: misureremo la tempesta. Due piccioni con una fava. C'è solo un problema" dice Baranos. "So come usare il samtnama e ho anche le tavolette con le tabelle numeriche per facilitare i calcoli. Ma le tabelle richiedono di conoscere la distanza... che di solito si misura per oggetti fermi. Non conosco tecniche per oggetti in movimento". "E se ignorassimo tutto e andassimo all'altopiano verso Urik? Chi corre veloce si potrebbe salvare" chiede, senza rivolgersi a nessuno nello specifico, Nahil. "Significherebbe abbandonare donne, bambini, e il mezzo-drago ferito... a proposito, come diceva Azrakar, se il mezzo-drago voleva avvisarci della tempesta... e se ci è anche finito dentro... forse sa com'è fatta dall'interno" deduce Duran. "Sì... sarà fondamentale per dopo... per le zone... ma affrontiamo un problema per volta" aggiunge Ramek. Tareq fa un lungo sospiro, pieno di sofferenza interna e scelte difficili. Guarda verso la tempesta, cercando di capire, a occhio, se sia ancora abbastanza lontana. La vede all'orizzonte, come un muro che si sta alzando lentamente. Sta ancora scavalcando la Fossa di Urik. Potrebbe ordinare alla sua squadra di correre, abbandonando la carovana e il mezzo-drago ferito, perdendo cibo, acqua, armi ed altre risorse utili, nonché il loro lasciapassare perfetto per entrare a Raam, avendo però un buon margine di salvezza. Paradossalmente, sarebbe la scelta più facile, quantomeno a breve termine. Ma non sempre ciò che sembra buono nel breve termine lo è anche nel lungo. "Facciamo un tentativo. Solo uno". Poi si volta verso Baranos. "Il samtnama. Subito" ordina, freddamente. Carico Pregiato Baranos obbedisce all'istante: non osa mettere in discussione l'ordine di un uomo come Tareq. Il nano corre verso il capo carovaniere. Ramek e Nahil vanno con lui. Vedete, da lontano, il capo carovaniere inalberarsi, ma Nahil sembra riuscire a calmarlo all'istante. "Io continuo a curare il mezzo-drago. Voi andate" dice Duran, prendendosi come assistente solo Karak. Arrivate da Baranos, che ha già aperto una grande cassa rinforzata, con sommo dispiacere del capo carovaniere. Vedete il dispostivo, il samtnama, anche noto come teodolite azimutale, al suo interno. La quantità di metallo presente è impressionante: da sola, varrebbe una fortuna. Il dispositivo è formato da un cannocchiale fissato ad un cerchio orizzontale. Il cerchio orizzontale è graduato, con una tacca ogni mezzo grado. Il cannocchiale è montato in modo che possa ruotare solo sul piano orizzontale e, come ruota, così un indice si sposta sul cerchio, indicando l'angolo al quale si sta puntando. Tutto il dispositivo poggia su una base solida e ha poi tutta una serie di accorgimenti meccanici per stabilizzarlo ed aumentarne la precisione. Non avete dubbi: è un capolavoro ingegneristico. "Ho anche varie clessidre e venti corde da cento metri ciascuna. Insomma, possiamo misurare tempi e distanze. Se vi serve sapere dov'è il Nord, so indicarvelo con precisione" aggiunge Baranos, prendendo materiale dal suo equipaggiamento e mettendolo a vostra disposizione. Poi, stende una pergamena sul cammello ed inizia a disegnare. Tutti "Tutte le tempeste, viste dall'alto, sono approssimativamente dei cerchi... o delle spirali... insomma, non importa la forma precisa..." e disegna un cerchio, aggiungendo gli assi cardinali come riferimento. "Noi siamo qui" mette un punto sulla mappa. "E dobbiamo misurare... beh, tutto". "Raggio della tempesta e distanza" esplicita Ramek. "Già, proprio come dice orecchie a punta. Problema: la tempesta si muove" e disegna una freccia. "Non sappiamo di quanto e non sappiamo quest'angolo" ed indica l'angolo appena disegnato. "Ed è qui che le mie conoscenze si fermano". Poi prende delle tavolette, piene zeppe di numeri. "Se avete calcoli da fare, queste sono oro" conclude. L'impresa da compiere era molto difficile, ma si prospettava come qualcosa che, se ci fossero riusciti, sarebbe stato un evento indimenticabile: sopravvivere ad una tempesta di Coriolis, ovvero lo spirito supremo, il "dio" delle tempeste (così lo chiamava la tradizione più antica), non con la magia o con la forza, ma con l'ingegno. Affrontare un mostro in grado di cancellare dalle mappe oasi e villaggi con strumenti di misura e calcoli geometrici: alcuni direbbero follia, altri ne riconoscerebbero la genialità. Oppure, in alternativa, correre. Verso l'unico riparo raggiungibile. Lasciando le quasi cento anime della carovana, e le sue risorse, a se stesse. Una scelta dettata dall'istinto di sopravvivenza, con le sue conseguenze. Tutti