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Visualizzazione dei contenuti con la reputazione più alta il 04/01/2026 in tutte le aree

  1. Mattia Tava (guardia boschi) Aspetto Mattia è un uomo sulla 40ina, alto e atletico ma dall'aspetto un po' trasandato ed un volto poco piacevole, con un naso prominente pieno di capillari violacei. Indossa una giacca scolorita con molte tasche, un paio di pantaloni cargo e degli stivali da trekking che devono aver percorso parecchi kilometri. In mano tiene un cappello di lana infeltrito e sulle spalle ha uno zaino verde militare. Link scheda su nome Equipaggiamento Zaino con: fotocamera e GPS, per documentare e tracciare i danni quaderno e matita per gli appunti borraccia d'acqua, ho sempre dannatamente sete coltellino svizzero, che uso per tutto, dallo sbucciare la frutta al tagliarmi le unghie. una mela, presa al buffet dell'albergo Nelle tasche ho un accendino, un metro, un piccolo cannocchiale retrattile che uso per controllare i dettagli lontani, sempre in cerca di animali selvatici. Sono abituato alle lunghe attese, ma oggi sono particolarmente infastidito da questo ritardo. Non che mi aspettassi puntualità giapponese dei treni italiani, ma restare qui, spremuto in mezzo a tanta umanità, mi sta davvero mettendo a dura prova. Sono arrivato il giorno prima in città per periziare i danni causati dai cinghiali ad un grosso vivaio: piante sradicate, vasi rotti, recinzioni divelte. Quelle bestie devono aver fiutato qualche buon tubero ed hanno fatto davvero un macello là dentro. Mi ci è voluto più del previsto per fare l'elenco di tutto quello che hanno devastato quegli ungulati, così mi sono fermato una notte in città, per tornare oggi sui miei amati Appennini. Il crinale mi manca non appena lo abbandono, ma il lavoro spesso mi porta in giro per tutta la regione. Mentre aspetto, tendo l'orecchio verso le varie conversazioni attorno a me. I complottisti mi fanno sempre molto ridere, sarei curioso di vedere quel video, ma mi faccio i fatti miei: i social ci stanno davvero rincretinendo. Le vecchiette sono uno spasso, le gare di acciacchi sono uno sport che dovrebbero dare in TV al posto del calcio. La maestra attira il mio sguardo. Davvero carina. Ma tutti quei marmocchi mi distraggono I ragazzi con la musica invece sono decisamente fastidiosi. Ma che roba ascoltano? Led Zeppelin e Black Sabbath insegnerebbero qualcosa di buono a questi debosciati. Passo sopra al loro essere molesti e rumorosi, ma non alla maleducazione. "Ehi ragazzini, andate a ballare da un'altra parte e non fate fastidio alla gente, per favore. Mi sembra già abbastanza fastidioso per tutti aspettare qui senza che voi ci mettiate il carico." Continuerei anche con maniere più brusche se la ragazza atletica non approfittasse del trambusto per distrarre i ragazzi chiedendo loro di aiutare a fare largo. Mi unisco e provo anche io ad agevolare il passaggio dei poliziotti. "Agenti, che succede?" provo a chiedere loro non appena sono abbastanza vicini.
  2. Elisa Moretti (Insegnante scuola primaria) Aspetto Fisico Link scheda su nome. La giornata è deliziosa, un accenno di primavera che sembra voler accogliere la bella stagione, presto la Riviera sarà piena di gente, turisti e bagnanti che affollano le strade e la spiaggia ma ci sono ancora dei mesi, la scuola deve finire prima. Lavoro qui da qualche anno, ho avuto la fortuna di ottenere un incarico come insegnate di scuola primaria in questo delizioso paese, certe cosa cadono davvero dal cielo. Sto accompagnando la classe in gita a Bologna, questi eventi mi mettono un po' di ansia, ma vedere i bambini così entusiasti e felici mi gonfia il cuore di gioia. Certo è un impegno importante, portare 20 bambini di 10 anni in gita, siamo solo in due, io e la mia collega. Vorrei fumare una sigaretta per smorzare la tensione, ma non sarebbe un buon esempio per i miei alunni, mi adorano e non vorrei dare loro un esempio sbagliato. La banchina è stranamente affollata, questo non ci voleva. "Bambini! Disponetevi in file da 5 e tenete la mano del vicino, indossate i cappellini rossi!" Come piccoli soldatini i bambini indossano il cappellino e si tengono per mano, i posiziono nell'angolo in alto a sinistra e la mia collega nell'angolo opposto in basso a destra. "Avete sentito? State lontani dalla linea gialla!" dico con voce amorevole ma dando un tono di comando per essere ascoltata. Il treno sta per arrivare ma arrivano delle guardie che comunicano che c'è un emergenza, vorrei fare delle domande, ma non posso allontanarmi dalla scolaresca quindi eseguo le indicazioni delle forze dell'ordine. "Bambini, muoviamoci, dobbiamo salire nei vagoni di coda" Guardo la mia collega Elsa e le faccio cenno di muoversi verso le carrozze di coda. EQUIPAGGIAMENTO Borsetta con portafoglio, deodorante spray, accendino, pacchetto di sigarette. Zaino: pranzo al sacco, biglietti del treno, acqua, libro.
  3. Ciao! in primis una domanda: DND 5E o 5E 2024? Circa le caratteristiche, tre 16, due 14 e un 10 direi che sono decisamente sopra la media. Come le avete generate? Per il resto competenza in percezione è il minimo, ma vedo poche competenze in generale. Considerando che ne prendi due con il BG e quattro con il ladro te ne mancano due. Le armi sono sbagliate. se usi quelle che hai indicato non puoi farci gli attacchi furtivi, che sono la base del ladro. Se vuoi usare quelle armi conviene che fai un guerriero.
  4. Entro Domani presumibilmente dovrei essere in grado di Tirare le Somme sulla Situazione e ripartire alla Grande (almeno SPERABILMENTE !!) con tutto quello che serve. . .!! Principalmente sto attendendo, oltre a cio' che è già stato Dichiarato prima, anche alcune Informazioni Specifiche su PERSONAGGI e GIOCATORI che è meglio chiarire in PM, dove possibile ovviamente. . . . .!!!
  5. Ciao a tutti, Sono stato un grandissimo divoratore di letteratura fantasy, dagli intoccabili capisaldi a quella di più infima creazione, passione che poi è sfociata in creazione di PG in giochi di ruolo on line, tipo extremelot o vampiri masquerade. Solo successivamente, con un gruppo di giocatori on line, abbiamo formato un gruppo fisico e iniziato qualche sessione di D&D ( se non ricordo male il DM usava la versione.3.5) e per me è stata una tardiva, fantastica scoperta. Il gruppo non è durato moltissimo e io sono rimasto "affamato" di gioco. Nel frattempo mi sono sposato, riprodotto e divorziato, ma non ho mai soddisfatto quella dolce, permanente sensazione di proiettarsi in altri mondi. In questi giorni,dopo aver cercato on line e approdato prima su beyond e poi si role20 , ho scoperto questo mondo fantastico, praticamente una porta dimensionale sul mio personale paradiso. Sono impaziente di imparare e cominciare a giocare perché la mia fame è stata lasciata insoddisfatta per moltissimi anni.
  6. Buonasera a tutti! Come da oggetto vorrei fare un tentativo, anche a livello personale, con Daggerheart! Ho già letto il manuale edito da Acheron e sono molto curioso nei provarlo! Se non sapete cosa sia, vi invito a leggere la recensione sul forum (Moderatori, scusate il cross posting) , in modo da farvi un'idea! Fornisco anche la pagina che fornisce il materiale ufficiale disponibile gratuitamente ! Ora, torniamo a noi! Tra le proposte di campagna del manuale, abbiamo la proposta comico-demenziale, un dungeon crawling unito a Masterchef, chiamato "Il banchetto delle bestie". Lo chiameremo "DungeonChef"! DungeonChef Il rustico e tranquillo villaggio di Elmore sorge sulle Caverne del Piviere, un labirintico complesso di grotte popolato da creature pericolose… e deliziose. Quando la potente magia che protegge gli abitanti del villaggio inizia a vacillare, i più coraggiosi devono scendere nelle caverne per risolvere la situazione. In una campagna del Banchetto delle Bestie, vestirai i panni di eroi di tutti i giorni che si calano nelle Caverne del Piviere per riaccendere l’esca magica che giace nelle sue profondità – e intanto cucinarsi succulenti manicaretti! Benvenuti in un mondo culinario di delizie zoofaghe, dove le bestie che combattete diventano le portate che mangerete! Per la campagna, il manuale fornisce anche un equipaggiamento iniziale più ironico (puoi combattere con mattarello e padelle) e un sistema di creazione di ricette, con cui ad ogni interludio potrete creare un banchetto per recuperare punti ferita. L'intento è provare il gioco, quindi io punterei a fare magari un paio di livelli, massimo 3, per vedere l'intero sistema di gioco. Poi se ci piace, possiamo pensare a continuare! Chi lo sa! TONO E ATMOSFERA Assurdo, Comico, Divertente, Inquietante, Sciocco, Spensierato TEMI Amicizia e Lealtà, Il Cerchio della Vita, La Generosità della Natura, Superare la Paura, Violenza e Tranquillità ISPIRAZIONI Dungeon Food, Monster Hunter World, One Piece Questione regole: il regolamento è nuovo a me come è nuovo a voi. Il gioco funziona bene, da quello che ho capito, se tutti i giocatori si impegnano a dare il loro contributo narrativo. Prima di giocare per ogni personaggio si lavorerà su qualche domanda per dare colore e un background ad ognuno all'interno dell'avventura. Le domande sono fornite sia, di base, nella classe, sia a livello di campagna (e altre magari mi verranno una volta delineato il personaggio). Aggiungo alcuni punti chiave dal manuale. Principi del giocatore (cit) Siate fan del vostro personaggio e del suo viaggio Mettete in risalto gli altri personaggi Cercate le opportunità per mettere gli altri personaggi sotto i riflettori. Fornite loro aperture per fare ciò che sanno fare meglio, chiedete loro aiuto e offrite il vostro liberamente, spingeteli a condividere di più i loro pensieri e sentimenti. Costruite il mondo insieme In Daggerheart, ogni partecipante è un narratore, non solo il GM. Daggerheart è un gioco altamente collaborativo e raggiunge il suo massimo potenziale quando ogni giocatore (compreso il GM) lavora insieme agli altri. Giocate per scoprire cosa succede Giocate con gentilezza Umili Origini Quando create un personaggio per questa campagna, dovrebbe essere un abitante del villaggio di Elmore che ha raccolto tutto ciò che riusciva a trovare per scendere nelle Caverne del Piviere nella speranza di salvare la sua gente. Pensate a quale lavoro pittoresco o banale svolge il tuo personaggio nel villaggio e come potrebbe averlo preparato al suo nuovo ruolo da eroe. Forse è un fiorista che conosce le piante, un orologiaio dalle dita abili, un mago che gestisce un umile negozio di pozioni, un fabbro con un braccio forte come un martello o uno chef con una particolare abilità con i coltelli. Usate l’occupazione del vostro personaggio come ispirazione per le sue esperienze, il tipo di arma che porta con sé e per conferire un tocco personale ai privilegi che sceglierete per lui. Uccidi e Sfiletta Avete mai provato a mangiarlo? No? Allora come fate a sapere che non è commestibile? Siate curiosi mentre i vostri personaggi esplorano le caverne, scoprendo le varie bestie e spezie che potrebbero costituire un pasto delizioso (e potenzialmente un’ottima aggiunta al ricettario). Equilibrate Commedia e Sentimenti Se c’è un posto per un nome ridicolo per un personaggio, un obiettivo di vita poco importante ma significativo, una stranezza caratteriale o un’estetica bizzarra, è proprio in questo modello di campagna. Abbracciate il divertimento, fate scelte spericolate e cercate opportunità per mettere i vostri alleati in situazioni comiche. Inoltre, lasciate che il vostro personaggio provi vulnerabilità, sveli una dura verità personale o leghi con un altro personaggio su qualcosa che è importante per entrambi. Cercate di bilanciare i momenti comici e i momenti sinceri. Classi giocabili: Bardo (Oratore o Trovatore) Consacrato (Emissario divino o Sentinella alata) Druido (Custode degli elementi o Custode del rinnovamento) Fuorilegge (Ladro o Ombra notturna) Guardiano (Valoroso o Vendicatore) Guerriero (Chiamata del coraggio o Chiamata dello sterminatore) Mago (Scuola della conoscenza o Scuola della guerra) Ranger (Apripista o Ferale) Stregone (Potere elementale o Potere primordiale) Come potete notare, molte classi hanno una forte analogia con quelle di d&d, altre invece sono una commistione simile. Uno stregone potrebbe somigliare al warlock o allo stregone, mentre il consacrato può somigliare al chierico o al paladino. I poteri delle varie classi, creazione del personaggio e regole verranno discusse una volta creato il pbf. Prediligo come TDS l'uso di telegram, più immediato che sul forum. Ritmo dei post: causa lavoro il mio ritmo è piuttosto lento, tendo a fare un post a settimana, nella media. A volte di più, a volte meno, ma cerco di mantenermi costante. Sono comunque sempre disponibile e tipicamente avverto. Taggo @L_Oscuro che sicuramente sarà un mio fido compare in questo pbf. Mi riservo il diritto di decidere chi fare entrare e chi no, chiedo costanza anche da parte vostra e di evitare il ghosting nel gioco. Essendo un gioco nuovo, può anche capitare che non piaccia, o che non piaccia la modalità di gioco che propongo. Non c'è problema, soprattutto per questo chiedo dialogo a riguardo. Bene! Ho finito lo spiegone! Ci vediamo a cucinare zampe di grifone muschiato!
  7. 1 punto
    Ciao a tutti, Sono un giocatore di ruolo di vecchia data. Ho iniziato negli anni ’90, prima come giocatore e poi come master, partendo dalla prima edizione di D&D, passando per la seconda, la 3.5 e arrivando, più recentemente, a giochicchiare da master anche con la 5ª edizione. Dopo una lunga pausa ho deciso di tornare al tavolo, spinto dal solito richiamo dei dadi. Cerco un gruppo per D&D, preferibilmente come giocatore, ma sono disponibile anche come master se necessario. Sto prendendo confidenza con Roll20, che sto imparando a usare senza perdere di vista lo spirito del gioco di una volta. Un saluto a tutti e buone avventure.
  8. Ecco il fido compare che compare a rispondere alla chiamata alle armi!
  9. Benvenuto Monkey! Ti consiglio, da parte della moderazione, di dare una lettura al regolamento e alla guida all'utilizzo della piattaforma, contenuti che personalmente ritengo molti utili per i nuovi utenti del forum (contengono sia le poche, ma sensate, regole della community che dei consigli su come postare un contenuto o usare le varie opzioni messe a disposizione dell'utenza).
  10. Concordo con te @aza . A mio parere, del tutto opinabile e soggettivo (quindi non esente da critiche), il problema maggiore che ho riscontrato sta nel mescolare le opzioni sulla creazione del personaggio. Magari ad alcuni non ha dato fastidio (ed oggettivamente è risolvibile con poco dando i punteggi alla razza), mentre a me il fatto di dover trovare le caratteristiche da aumentare nella sezione del background mi ha fatto sorgere spontaneamente la domanda "Ma perchè?!?!". Poi penso ai possibili diritti e copyright che questa "nuova edizione" si accaparra con tale manovra (magari togliendo spazio creativo ad altri gruppi editoriali che stanno cercando e realizzando sistemi che potrebbero effettivamente avere un regolamento robusto basati su questa impostazione). Andando sul discorso dell'acquisto... Purtroppo le differenze presenti, e già esplicate da altri, mi fanno tenere lontano dall'acquisto dei manuali, appunto perché sono piccole e poco concludenti. Non nego che le revisioni abbiano bilanciato meglio alcuni aspetti del gioco, soprattutto alcuni vecchi e nuovi incantesimi vanno meglio ad arricchire l'esperienza (come "cura ferite") e ad arricchire alcune meccaniche (come "vigore arcano"). Ma, come molti hanno accennato, rimangono "correzioni" e "aggiustamenti". Letteralmente se avessero pubblicato un manuale su cui avevano scritto "Revisione e Aggiustamenti" mi sarebbe andato più che bene, piuttosto di rifare un "nuovo" franchise. In conclusione, sono uno di quelli che non vede di buon occhio questa edizione 5.5. Proprio perchè hanno sponsorizzato tantissimo un insieme di nozioni che non necessitavano di nuovi manuali. Spero di aver dato qualche ulteriore spunto ad un argomento che meriterebbe tante belle chiacchierate davanti ad una bella birra fresca. Sinceramente D.
  11. Zurgug Lo guardo con un sorriso beffardo e soddisfatto Ho staccato la testa ad uno dei cavalieri umani che ronzano qui attorno , un certo ser Uberto se non sbaglio. Mi sono preso il bottino che portava con sé. Guardo quello che nomina il servitore E dove è questo Demian ? Sono curioso di parlare con lui. Riprendo a parlare con Rick Mi dispiace che non mi abbiate preso seriamente, sono uno che mantiene la parola. Ho intenzione di ricostruire la mia tribù e ho tutte le carte in regola per farlo, mi mancano solo degli orchi di fiducia con cui iniziare. Qualcuno di voi è interessato? Mostro anche la barba , e questo lo sapete cosa è questo ? Vera barba nanica presa da un nano nelle loro fortezze! Ve lo dico, con me potrete arrivare lontano!
  12. Vassilji Solitario e invisibile Tentare di sviare il Kartoeba aveva avuto un successo parziale, purtroppo, e adesso l'essere era di nuovo sulle tracce dei compagni. Il giovane si morse le labbra. Poteva fregarsene di tutto, prendere i rubini dagli occhi della statua, tornare di sopra e fuggire indisturbato e invisibile per il mondo, diventando ricco, qualsiasi fosse il despota che avrebbe governato su tutto il mondo conosciuto. Ma avrebbe dovuto evitare per sempre gli specchi, perché non avrebbe resistito a sputarsi in faccia ogni volta che fosse passato davanti ad uno di essi. Impugnò la spada e considerò di attaccare il Kartoeba, per colpirlo nuovamente alle spalle. Sarebbe tornato visibile, e allora sarebbe corso in gran fretta alla botola e agli scrigni da aprire con il medaglione. Allora sarebbe stato in pace con la propria coscienza, di aver fatto il possibile per i suoi compagni, sperando che anche loro sopravvivessero. Si lanciò contro il Kartoeba per trafiggerlo.
  13. 1 punto
    @Melqart Alessandro è di origine del centro Marche ma vive a porto mezzaluna da 6 anni
  14. Mako Mori Una volta radunati tutti gli oggetti trovati sul campo e addosso agli Oni e portati sotto una tettoia al riparo dalla pioggia inizio a guardarli uno per uno. "Questa tipologia di armi non fa per me. Le uniche lame sono molto grezze e di bassa qualità." dico rivolta al gruppo. "Questo però potrebbe essere interessante... e forse questi ciondoli." rigiro tra le mani il bracciale rosso osservandone la fattura e poi i due ciondoli con l'artiglio. "Kai @Monkey77 Eleanor @Dardan , riuscite a capire che proprietà hanno? Non mi sembrano semplici ninnoli o decorazioni." chiedo rivolta ai due che hanno ottenuto un collegamento con la agia che permea questo mondo. Riflettendo su quest'ultimo punto mi ritrovo a pensare che questo mondo è solo una versione antica di quello da cui veniamo, quindi se la magia è presente qui, dovrebbe essere lo stesso anche nel nostro. "Che le tecniche tramandate nella mia famiglia siano un'eredità di quella che qui è chiamata magia?" mi domando analizzando la mia vita sotto una luce totalmente diversa.
  15. Eri gonfia le gonfia le guance divenendo simile a un pesce palla e semi offesa volta le spalle a Gabriele, per poi sorridere a Eleanor. Sotto l'acqua e nella semi oscurità della notte frugate i cadaveri degli oni e in giro e di interessante o potenzialmente interessante trovate: 10 monete 2 ciondoli con un artiglio come pendente 2 naginata (specie di alabarda) 2 tetsuboro ( sorta di bastone chiodate di metallo) spade di dimensioni varie di scarsa fattura 1 bracciale di tessuto\cuoio (?) rosso intrecciato
  16. Ragazzi, sono nuovo e tra poco inizierò a giocare a dungeon e and dragons. Ho scelto di essere un nano ladro mistificatore arcano, però non so come strutturarlo bene e se è forte. Il nano e di montagna e ama rubare e fare scherzi, potreste darmi dei consigli e/o guidarmi?
  17. 1 punto
    Ma visto che sei bello che pronto ti direi di entrare subito in gioco alla stazione insieme agli altri. Appena mi confermi accesso alla scheda la controllo e quando hai definito tutti i dettagli puoi postare in gioco. Dal momento che giochi una maestra potresti essere alla stazione per una gita con la tua classe.
  18. DM Gggg Mara Lusk ti stringe le mani per un lungo momento, gli occhi lucidi ma ora con una scintilla di determinazione che non aveva prima. Quando le parli con tono rassicurante, annuendo piano, sussurra: "Grazie, padre Kai. Sarò forte per loro" I bambini ti guardano con occhi grandi, e il più piccolo ti porge un abbraccio veloce prima che tu esca. La porta si chiude alle tue spalle con un cigolio stanco, ma dentro quella baracca il freddo sembra un po’ meno crudele. La neve continua a cadere leggera, coprendo le strade di un velo bianco che nasconde il fango e i rifiuti. Cammini verso il molo nord, lungo il sentiero che costeggia il lago inquinato. L’odore di pesce marcio e alghe stagnanti si mescola al gelo, e il vento ti taglia il viso. La baracca della famiglia Thorne è un po’ più grande di quella di Mara, ma altrettanto malridotta: legno annerito dal tempo, un piccolo orto coperto di neve, e un camino che emette un fumo debole e grigio. Bussi alla porta. Dopo un momento, apre un uomo robusto ma claudicante: Brok Thorne, minatore inabile per un incidente alla gamba sinistra anni fa. Ha la barba folta e striata di grigio, occhi stanchi ma non sconfitti. Dietro di lui, sua moglie Elara e tre figli adolescenti (due maschi e una femmina, tra i 14 e i 17 anni) si affacciano con diffidenza. Quando vedono le coperte e i cesti, e soprattutto il simbolo di Pelor sul tuo petto, la tensione si allenta leggermente. Brok ti fa entrare. L’interno è freddo ma ordinato: un tavolo con attrezzi da riparazione, un letto condiviso, e un fuoco morente. La famiglia si riunisce intorno al tavolo mentre distribuisci le coperte (due per loro) e il cibo rimasto (sufficiente per 5-6 pasti). Elara abbraccia una coperta al petto come fosse un tesoro, e uno dei figli adolescenti sussurra un timido "grazie" Quando spieghi il motivo della tua visita, alleviare le sofferenze, affrontare Gorrak, portare giustizia, Brok si siede pesantemente, la gamba zoppa allungata davanti a sé. "Gorrak.. quel bastardo. È venuto due settimane fa. Ha detto che il debito di mio padre, morto cinque anni fa sotto un crollo, era ancora aperto. 78 monete d’oro, con interessi che crescono come erbacce. Ha preso i nostri attrezzi da minatore, un sacco di patate e l’ultima gallina. Non abbiamo mai visto un conto scritto, solo un foglio che ho firmato con una croce perché non so leggere. Ogni volta che torna aggiunge 5-10 monete..per ritardo” Fa una pausa, stringendo i pugni. "Il registro nero lo porta sempre con sé. Lo apre per farci vedere il nostro nome scritto in rosso, il totale che sale. Non lo lascia mai in mano a nessuno, lo tiene legato alla cintura, dentro una tasca interna della giacca. Ha minacciato di portarci via i ragazzi per lavorare nelle miniere se non paghiamo. Abbiamo paura, padre." Le cose che ti dicono solo le stesse di Mara Lusk, il suo modus operandi è sempre lo stesso. La famiglia ti ringrazia ancora per le coperte e il cibo. Uno dei figli adolescenti ti offre un piccolo coltello da intaglio (valore 2 mo) come segno di gratitudine: "È tutto quello che abbiamo, padre. Prendetelo."
  19. #33 Mercoledì 10 Gennaio 1923 - tarda Mattina [freddo neve leggera] "Grazie" disse il dottore Christian all'aiuto di Carter per poi rivolgersi a Terence "non c'è bisogno che si disturbi: mia moglie soffre di artrite al braccio e alla mano, e quando la stagione diventa fredda e lei si indebolisce per i mali di stagione, il disturbo peggiora." "Basterà un leggero sedativo per alleviare il dolore e farla riposare un momento" aggiunse "Quanto alla vostra richiesta, noi ci siamo trasferiti un paio di anni in questa casa e stiamo ancora ristrutturandola: ci vorrà del tempo. Ristrutturandola abbiamo eliminato parte dei vecchi arredi" Fece una pausa "Comunque è strano: non siete i primi a essere interessati. Ho ricevuto una lettera sei mesi fa con considerazioni simili" @Niklas Il tedesco notò che sul retro della mano sinistra del dottore vi era una brutta cicatrice che sembrava proseguire sotto il polsino della manica verso il braccio
  20. Bene allora abbiamo: Fezza Pentolino Ard Patrinel L_Oscuro Aspettiamo un attimo per vedere se qualcun altro è interessato
  21. La differenza tra magia e scienza é che la prima non necessita di una spiegazione scientifica. La magia, finchè è coerente con l’ambientazione e se stessa, non necessita di chiarire come interagisce fisicamente. La magia è magia, ti teletrasporti nella nave in movimento o in un dato posto nonostante rotazione e rivoluzione “per magia”. È fondamentalmente un dogma. Su spelljammer (che infatti non mi piace) l magia non è la scienza di star trek e gli abbordaggi con teleport non risentono delle alterazioni gravitazionali perchè sono magici oltre al fatto che non sei nello spazio ma nel piano astrale. Altrimenti anche gli incantesimi come inversione della gravità sarebbero una difesa. Secondo me nel fantasy andare a indagare troppo le cose (a meno che non piace) è poco utile anzi quasi controproducente
  22. Guarda, ci sono decine di post in cui cito le fonti, e non ho voglia di andarli a cercare per riportarle. Se cerchi un attimino su internet, le trovi anche li. Inoltre quello che dici sul "manuale più venduto" è un'altra delle favole che la WoTC ha raccontato: prima hanno detto che è stato il manuale più venduto, poi quello che ha venduto più rapidamente, poi è diventato il "prodotto" più venduto, poi il prodotto più venduto nella prima settimana di lancio e non il più venduto in assoluto... insomma, tante parole ma nessun numero. Gli unici numeri REALI erano riferiti alla distribuzione nei canali tradizionali (librerie hobby store, wallmart, ecc) e le cifre erano impietose: poco più di 3000 copie a fine settembre 2024 (3773 per l'esattezza). Anche qui, cerca le fonti. E' troppo comodo fare commenti senza prima verificare quello che si dice. Un minimo sforzo e i risultati li trovi. Ti do giusto un link iniziale, poi fai tu: https://icv2.com/articles/columns/view/57905/rolling-initiative-3-773-copies-sold. Ti aggiungo solo che ho citato anche i report finanziari di Hasbro degli ultimi anni, e non si cita MAI D&D, inteso come gdr da tavolo, tra i successi, anzi, tutt'altro. Cerca nel forum nei vari thread, chiedi ad altri, naviga su internet. Si trova tutto molto facilmente. La WoTC ha detto una marea di BALLE sul successo di questa versione 2024, dato che è tutto tranne che un successo. L'unico motivo per cui il marchio D&D è vivo lo si deve al successo planetario di Baldur's Gate 3 che ha coperto i buchi nel bilancio. Quando un prodotto vende, e vende bene, nei bilanci delle società viene messo ben in evidenza. Nei report agli azionisti viene esaltato... In Hasbro non c'è nulla di tutto ciò. D&D viene citato solo di sfuggita, con molte parole sui futuri sviluppi, sulle intenzioni, sui progetti ma zero numeri o argomenti concreti. Tradotto: il marchio galleggia a fatica e quest'anno, visto il "grandissimo successo" di vendite dell'edizione 2024, la previsione è una chiusura in lieve rosso, compensata con giroconti dai rami attivi della WoTC (leggi Magic the Gathering che sembra non conoscere flessioni). Riguardo l'accoglienza, non è stata trionfale, non è stata positiva. Al massimo è stato un .... mhé. Anche qui, basta andare su diversi forum e senti subito il polso della situazione. Nessuno si straccia le vesti. Semplicemente hanno accolto questa edizione in modo negativo rispetto alle aspettative, e non solo in Italia, perché non ha mantenuto le promesse fatte durante i numerosi Q&A, i sondaggi e altro. Ha avuto talmente tanto successo che hanno dovuto sborsare un pacco di milioni a Critical Role per far loro usare D&D 2024 invece di Daggerheart nella loro campagna su Youtube. Se a te piace, niente da dire. Il bello di questo hobby è che puoi usare qualsiasi prodotto, dall'ultimo pubblicato al primo senza dover rendere conto a nessuno. Ma l'oggettività non ha nulla a che fare "la mia impressione". Basta informarsi un minimo e si ha un quadro più nitido della situazione. Certo, di deve uscire dal giro dei siti "fan" del prodotto, non credere ciecamente alle dichiarazioni del produttore (specie quando non sono supportate da numeri reali) e sforzarsi di reperire le informazioni. Altrimenti si finisce col credere alle mille favole che vengono raccontate, tipo che Apple ha inventato l'interfaccia grafica (falso, l'ha invetata la Xerox), che Jobs ha inventato il touch screen (falso, l'ha inventato l'IBM e l'ha portato sul mercato di massa LG), che Musk ha inventato Tesla (falso, l'hanno creata Martin Eberhard and Marc Tarpenning), e via dicendo. Ma spesso informarsi richiede uno sforzo che tanti non sono disposti a fare, accontentandosi di ritenere vero ciò che sanno.
  23. Le ha, eccome se le ha. Parlo da un punto di vista prettamente economico, quindi senza entrare nel dettaglio dell'aspetto sociale della questione. Se voglio fare soldi, devo puntare alla massa, non alla minoranza. Se le modifiche introdotte accontentano 2 persone su 100 e ne irritano 50 su 100, il gioco non vale la candela. Dal covid in poi, questo fenomeno ha divorato miliardi di dollari, distrutto marchi osannati dal pubblico e disperso le comunità di appassionati, accendendo feroci dibattiti. Inoltre, in WoTC hanno deciso che D&D dev'essere il contenitore omnicomprensivo dei marchi posseduti per monetizzare di più, quindi ecco l'introduzione dei setting di Magic come ambientazioni ufficiali, cosa cui non frega nulla almeno all'80% degli utenti, "DLC" digitali di prodotti cartacei di qualità bassa (ad essere generosi), licenze ritirate e poi rimesse, poi modificate, modifiche al regolamento che nessuno ha chiesto con elementi cambiati di cui non si sentiva la necessità di modifiche... Cose queste ultime dettate dalla volontà di rendere il regolamento una specie di sistema "plug & play" per un utilizzo mediante piattaforme digitali (sto preparando un articolo dove illustro la trasformazione di D&D ed il passaggio dal ruolo centrale del giocatore rispetto al personaggio e di come quest'ultimo invece adesso sia il cuore del sistema, relegando il giocatore alla mera lettura della scheda per ogni singola situazione di gioco). Piattaforme digitali dove hanno investito 200 milioni di dollari, 5 anni di sviluppo per poi cestinare il tutto il giorno dopo la presentazione del VTT proprietario. Per cui, potevano SICURAMENTE fare le cose in modo diverso, a partire dall'assumere persone competenti nel ramo rpg (e non Crpg, giochi da tavolo, di carte o simili), manager competenti nel far cresce il core business di D&D senza snaturarlo, assumere designer che sappiano creare e sviluppare un gdr. Invece hanno perso/licenziato tutti i designer che hanno portato al successo della 5E (nota, a me non piace e non ci gioco, ma il successo planetario che ha avuto è sotto gli occhi di tutti), hanno licenziato i PR che avevano rimesso in rotta la barca dopo lo scandalo dell'ogl, hanno chiuso lo studio di sviluppo del vtt, hanno assunto dirigenti provenienti dal mondo dei videogiochi specializzati in monetizzazione con games as a service o microtransazioni. E vogliamo aggiungere il marchio dato in licenza per l'uso con slot machines, merchandising di dubbio gusto, e via dicendo. Funziona? A giudicare dai rendiconti finanziari pare di no. Senza il paracadute fornito da Baldur's Gate 3, la chiusura dell'esercizio per il marchio D&D si prospetta nella migliore delle ipotesi in lieve perdita. Ma quei geniacci dei dirigenti WoTC troveranno sicuramente il modo di far quadrare i conti, sputtanando ancor di più quello che è D&D: il gioco di ruolo da tavolo. Impegno???? Se fosse per loro avrebbero ritirato tutte le licenze e avrebbero fatto pagare royalties faraoniche anche per prodotti pubblicati precedentemente al ritiro dell'OGL. Sono stati COSTRETTI a rivedere questa parte del loro fallimentare "piano strategico di crescita economica". La WoTC non ti regala nulla, e non c'è niente per cui ringraziare questo gruppo di avidi signori (avrei voluto dire bastardi ma sarebbe suonato troppo cattivo 😁)
  24. Kai Seki Magoroku-Wu gen Mi avvicino alla discussione... Le discussioni dividono il gruppo, non devo lasciare che malumori portino scissioni, ho bisogno che rimaniamo compatti. Hei, hei manteniamo La calma! Sono sicuro che Gabriele non ti accusasse di nulla. Per nessuno è facile la situazione, è concordo con te che solo restando uniti potremo superare gli ostacoli che ci si presenteranno. Gli Oni sono spregevole spiriti degli inferi, e combatterli non è facile, ma grazie al prezioso valore di tutti i combattenti che hanno messo a rischio la vita.. ne abbiamo salvate molte di più. E questo è ciò che conta. Poi mi rivolgo verso Gabriele posandogli Una mano sulla spalla Il tuo valore è stato onorevole, lascia il tempo a chi deve ancora scoprire i suoi doni per tirarli fuori. Poi mi giro verso Sam, Sei una grande guerriera e oggi l'hai dimostrato tutto e accenno un inchino.
  25. NO! Non era lo stesso regolamento. Classi completamente diverse, iniziativa diversa... Tutta l'organizzazione dei manuali non centrava nulla con la 1e. La 2ª edizione esce nel 1989. Se con “revised” ti riferisci ai manuali base con copertina nera del 1995 (sei anni dopo), quelli sono sostanzialmente identici ai precedenti, fatta eccezione per alcune correzioni già presenti nelle errata. Non si tratta quindi di una nuova edizione, ma di una ristampa rivista. Se invece per “revised” intendi la linea Player’s Option (sempre 1995), va chiarito che si trattava di materiali opzionali, che non obbligava in alcun modo a riacquistare i manuali base né a modificare il sistema di gioco standard. In ogni caso, è evidente che i GDR seguono una logica di pubblicazione ciclica: nuove edizioni, revisioni, rilanci editoriali sono la norma. Il vero problema dell’edizione 2024, a mio avviso, è un altro: non soddisfa i nuovi giocatori e, allo stesso tempo, irrita quelli storici. È mancata una scelta di direzione chiara. Hanno cercato di tenere insieme tutto, finendo per non convincere nessuno.
  26. Premessa n°1 : per poter comprendere quanto segue è necessario porsi nelle condizioni dell'epoca in cui uscì il prodotto e relativa diffusione del gioco, non con la visione attuale e la diffusione che ha avuto l'hobby in questi 50 anni. Premessa n° 2: il bello del gioco di ruolo è che NESSUNO ti obbliga a rincorrere le edizioni, ma puoi tranquillamente continuare a giocare con quello che hai se sei soddisfatto del risultato. Questo esempio è completamente sbagliato. AD&D 1 edizione era una massa caotica di informazioni scritte in modo incomprensibile, senza nessuna coerenza interna e se dovevi cercare qualcosa nei manuali, facevi prima a fare il cammino di Compostela. AD&D 2E è stata una riorganizzazione completa dei contenuti (non priva comunque di difetti), un raggruppamento tematico coerente e soprattutto un testo comprensibile da chiunque, oltre ad introdurre/modificare/eliminare alcuni classi e sezione di regole (THAC0 e iniziativa giusto per citare le prime due che mi vengono in mente). La prima edizione, che comunque apprezzo a livello di intenti, è una specie di "codice per iniziati" che molto spesso, o meglio quasi sempre, necessita di spiegazioni. Erano dei manuali pensati esclusivamente per chi già conosceva il gioco, altrimenti, da solo, non avresti mai saputo come usare il materiale. L'unico aspetto positivo di quell'edizione erano le tabelle presenti sul manuale del DM. Il resto è tranquillamente cestinabile perché di difficilissima comprensione e utilità durante le sessione. Con buona pace di chi esalta Gygax e il suo modo di presentare le informazioni. Discorso invece corretto riguardo la revisione di AD&D 2E (la versione con le copertine nere), che non aggiunge assolutamente nulla, non cambia l'organizzazione interna ma si limita a correggere errori, refusi e cambiamenti grafici (questi ultimi in peggio secondo me). La versione italiana è invece più apprezzabile in quanto corregge i moltissimi (purtroppo) errori presenti nella versione pubblicata dalla RIPA, rendendola meno "inutile" rispetto alla controparte anglofona. Sul resto concordo, ad eccezione di Pathfinder, che diede uno scossone al mercato, sviluppando D&D 3.x e fornendo un'alternativa alla 4E che scontentò quasi tutta la base giocante dell'epoca.
  27. Ma infatti perchèdovresti ricomprarli? non farlo come io non ho ricomprato quelli della 3.5. Certo qua le differenze sono più marcate, ma non ti servono quindi perchè prendersela così? Io non li compro ma la 5.5 non è la 4. Non sono convinto. La 5.5 è peggio della 5 in alcune cose e decisamente meglio in altre. Non trovo questo enorme slivellamento tra le due. Rimangono la stessa edizione. A un nuovo giocatore consiglierei di comprare la nuova non la vecchia perchè più supportata. A uno che ha la vecchia di continuare a giocarci tanto poco cambia. Sono edizioni facili con poche possibilità di variazione e approfondimenti. Per la 3.5 l'hanno fatto uguale e le modifiche erano meno. E come in quel caso, nessuno obbliga a comprare il nuovo manuale se hai il vecchio. Nulla di più falso mi spiace. erano una cinquantina No no molte di più. 3 e 3.5 erano quasi sovrapponibili mentre effettivamente qua cambiano le classi. Fosse quello il problema della 2024 farei na festa. come spesso accade su molte cose in cui la gente si focalizza sul woke (anelli del potere, foundation...) Personalmente ho smesso di giocare a D&D, la 5e mi ha rotto, dopo anni di gioco è diventata banale ripetitiva e poco divertente oltre che sbilanciata (cosa che la 3 non ha mai fatto in quasi il doppio degli anni di gioco - compreso il passaggio a pathfinder che rimane tipo 3e) e non trovo la 5 e 2024 tale da farmi tornare a giocarci e tanto meno da comprare i manuali - sono riusciti a farmi non comprare anche i FR a quanto pare, che aspettavo da 10 anni - ma non vedo la situazione così distruttiva. La scelta della WOTC è errata nei confronti del gioco a cui non hanno saputo dare una direzione ne in un senso ne nell'altro scontentando molti se non tutti, ma non è il dramma o l'ingiustizia che leggo in alcuni commenti. Proprio non mi ci trovo. Semplicemente, come ho fatto per la 4e, passo oltre.
  28. 🎄 Cari amici di Dragons' Lair, Dicembre si chiude come un libro riletto mille volte, con quella familiarità rassicurante che non stanca mai. E noi, qui, vogliamo fermarci un momento. Solo un momento, prima che l'anno nuovo riprenda il suo corso inarrestabile. Auguri. A tutti voi. A chi legge da vent'anni, a chi è arrivato ieri. A chi commenta, a chi osserva in silenzio. A chi condivide le nostre pagine come fossero lettere destinate a vecchi compagni di strada. Le pubblicazioni riprenderanno il 5 gennaio. Torneremo con le storie che amate, con gli articoli che attendete, con quel filo sottile che da sempre ci tiene legati: la passione per i mondi immaginati, per i dadi lanciati, per le avventure che esistono solo perché qualcuno ha deciso di raccontarle. Ma prima di varcare la soglia del nuovo anno, voglio dire grazie. Grazie allo staff di Dragons' Lair, artefici silenziosi e instancabili che lavorano dietro le quinte, che traducono, scrivono, moderano, costruiscono. Senza di loro questo luogo non esisterebbe. Senza il loro lavoro quotidiano, saremmo solo voci sparse nel vento. @Alonewolf87 @AndreaP @Bharbhotr @Bilbo420 @Bille Boo @conteStan @CreepyDFire @Faelion @firwood @Grimorio @Ian Morgenvelt @Lucane @Pippomaster92 @Psyco @Zacor Ognuno di voi ha lasciato un'impronta. Ogni articolo, ogni correzione, ogni idea condivisa è un mattone di questa casa digitale che da oltre vent'anni resiste, si trasforma, cresce. Che il Natale vi porti quella quiete rara che si trova solo nelle pause tra un'avventura e l'altra. A voi, staff instancabile che tenete acceso il fuoco, e a voi, avventori fedeli di questa taverna digitale che da anni varcate questa soglia. Che il 2026 sia ricco di critici improbabili, magie dimenticate e draghi che attendono nei loro antri. Ci vediamo a gennaio. Con affetto e gratitudine, – aza Visualizza articolo completo
  29. Torum "Se c'è qualcuno dentro e sta controllando fuori, saremo facilmente visibili, soprattutto se ci avviciniamo verso il vecchio ingresso. Il buco lì a fianco, nel muro, potrebbe anche essere un punto di osservazione...", ragionò Torum, grattandosi il mento. "Però, però... l'idea di arrampicarsi mi piace ben poco: le macerie potrebbero crollare all'improvviso".
  30. . .?? NON ESISTE un Dungeons-&-Dragons 5° Edizione 2024 ma SOLO la Versione 2014. . . . !!! Ricordate gente, 2024 non esiste, 2024 è una Invenzione Dei Politici. . . . .!!! 😁😜😁😜😁😜😁😜
  31. Per chi fosse interessato...
  32. Pubblicato da Darrington Press e sviluppato dal team di Critical Role, “Daggerheart” è un gioco di ruolo fantasy che ambisce a raccogliere l’eredità di D&D innovandone la formula. Dopo anni di sviluppo, il manuale definitivo promette campagne lunghe e personaggi ricchi, con meccaniche inedite che puntano a risolvere alcuni difetti storici di Dungeons & Dragons. In questa recensione approfondiamo gli aspetti chiave di Daggerheart – dal sistema di regole alle differenze con D&D 5ª edizione (e 5.5e), dalla qualità del manuale e dei materiali grafici fino all’esperienza di gioco offerta e alle reazioni della community di appassionati. Il nostro approccio sarà critico e obiettivo, evidenziando punti di forza e debolezze di questo nuovo esponente nel panorama GDR. Sistema di gioco e meccaniche fondamentaliCuore pulsante di Daggerheart è un sistema “dual dice” che sostituisce il classico d20 con due dadi a dodici facce, uno di Speranza e uno di Paura. Ogni volta che i personaggi affrontano un’azione incerta, il giocatore tira entrambi i d12 e ne somma i risultati (più eventuali modificatori), tentando di raggiungere o superare una difficoltà target. Questo già mitiga la “swinginess” del d20, distribuendo i risultati intorno a una media più prevedibile. Ma la vera innovazione sta nel confronto fra i due dadi: se il dado Speranza è più alto, il tiro è “con Speranza” e porta un esito positivo extra; se è più alto il dado Paura, il tiro è “con Paura” e introduce complicazioni narrative aggiuntive. Importante notare che ciò avviene a prescindere dal successo o fallimento dell’azione: ad esempio un fallimento “con Speranza” concede comunque un vantaggio al personaggio (come un gettone Speranza da spendere più avanti), mentre un successo “con Paura” implica conseguenze avverse nonostante si ottenga l’obiettivo. In pratica ogni tiro comporta quattro possibili esiti: successo senza intoppi, successo con complicazione, fallimento mitigato da un beneficio o fallimento aggravato. Questa struttura ricorda i gradi di successo dei giochi Powered by the Apocalypse, dove non esiste un esito “vuoto” privo di effetti narrativi. Inoltre un doppio (i due d12 che mostrano lo stesso valore) equivale a un successo critico se l’azione riesce, conferendo un beneficio extra (come un punto Speranza e persino l’azzeramento di uno Stress accumulato). Al contrario, nel sistema non è previsto alcun “fallimento critico” automatico: il fallimento assoluto è meno probabile e quasi mai privo di conseguenze narrative. Speranza e Paura funzionano anche come risorse meta-gioco: i giocatori accumulano Punti Speranza ogni volta che tirano con Speranza, e il Game Master accumula Punti Paura per ogni tiro con Paura. I Punti Speranza sono spendibili dai giocatori per attivare capacità speciali, potenziare incantesimi o ottenere bonus – ad esempio ogni classe ha un proprio “momento eroico” sbloccabile spendendo 3 Speranza, che può renderli inarrestabili in combattimento o permettere cure straordinarie agli alleati. Simmetricamente, il GM può spendere i Punti Paura accumulati per rafforzare i nemici, introdurre ostacoli ambientali più insidiosi o spostare il fuoco narrativo sui villain, rendendo la scena più tesa e pericolosa. Questo bilanciamento dinamico di risorse crea un flusso di gioco dove la tensione può crescere gradualmente: man mano che i PG collezionano Speranza diventano più capaci di imprese eroiche, mentre un “tesoretto” di Paura nelle mani del GM preannuncia svolte avverse o colpi di scena letali. In combattimento, ad esempio, un tiro con Paura dà immediatamente al GM la possibilità di far agire i nemici, rendendo lo scontro più incalzante: se un attacco va a vuoto “con Paura”, un avversario ne approfitterà per contrattaccare all’istante o per ottenere un vantaggio sul campo. Al contrario, agire “con Speranza” mantiene l’iniziativa saldamente nelle mani dei giocatori, consentendo al gruppo di proseguire la sequenza delle proprie azioni senza interruzioni. Proprio l’Iniziativa è un altro aspetto radicalmente diverso da D&D: Daggerheart adotta un sistema libero e “cinematografico” in cui non esiste un ordine di turni fisso né round tradizionali. I giocatori decidono di volta in volta chi agisce, anche più volte di seguito lo stesso personaggio, finché le cose vanno a loro favore. Questo approccio, detto popcorn initiative, mira a replicare scene d’azione mozzafiato: un personaggio può concatenare più mosse eroiche di fila, come in una sequenza da film, senza dover aspettare il consueto “giro di tavolo”. C’è però un contrappeso: appena un giocatore ottiene un tiro con Paura, l’iniziativa passa al GM, che può far reagire i nemici sfruttando dei “token azione” accumulati. In pratica ogni volta che un eroe agisce, si depone un segnalino; quando scatta la Paura, il GM spende quei segnalini per far compiere azioni alle creature avversarie – ad esempio, con tre token il GM potrebbe in sequenza far rimuovere ai nemici una condizione negativa, attaccare, e attivare un effetto speciale. Il GM può anche convertire token azione direttamente in punti Paura aggiuntivi per effetti futuri. Il risultato è uno scambio elastico PG–GM: finché i giocatori riescono (soprattutto con Speranza) mantengono il controllo della scena, ma ogni inciampo (Paura) apre spiragli per le contromosse del GM, creando scontri molto dinamici e imprevedibili. Questo modello ha il pregio di tenere tutti sempre sull’attenti – non si resta passivi in attesa del proprio turno fisso, ma dopo ogni azione un altro giocatore può proporsi per agire subito se la situazione lo richiede. Di contro, questa libertà richiede maturità e collaborazione: c’è il rischio che i giocatori più intraprendenti monopolizzino la scena prendendo turno dopo turno, mentre i più timidi restino indietro. Il regolamento stesso raccomanda il buon senso – tutti dovrebbero agire almeno una volta prima che qualcuno agisca di nuovo – ma in definitiva spetta al gruppo (e al GM) gestire il ritmo ed evitare squilibri. In tavoli affiatati questo può favorire momenti memorabili, ma con gruppi meno disciplinati potrebbe insorgere qualche problema di “spotlight” per i giocatori più silenziosi. Passando agli aspetti più tradizionali, Daggerheart mantiene sei caratteristiche base del personaggio, evolvendo però quelle di D&D. I punteggi di Forza, Agilità, Precisione (Finesse), Istinto (o Intuito), Presenza e Conoscenza sostituiscono le classiche di D&D. In particolare si nota la scelta di scindere il vecchio “Destrezza” in Agilità e Precisione, in modo da evitare che un singolo attributo governi troppe aree (come accade in D&D, dove la Destrezza influenza iniziativa, attacco a distanza, CA, furtività, ecc.). Inoltre non esiste la Costituzione: i punti ferita iniziali e la loro crescita dipendono unicamente dalla classe del personaggio, eliminando un altro parametro “onnipresente” che in D&D tutti massimizzavano rendendo i PG un po’ tutti uguali in robustezza. La Presenza sostituisce il Carisma come capacità di influenza e forza di personalità (senza i sottintesi di avvenenza fisica). Al momento della creazione, il giocatore distribuisce un set di modificatori predefiniti tra le sei caratteristiche (ad es. +2, +1, +1, 0, 0, -1) per personalizzare il proprio personaggio. Questi punteggi verranno aggiunti ai tiri di dado pertinenti (abilità, attacchi, ecc.) e già qui notiamo un primo effetto sull’andamento dei test: in D&D spesso per distinguere un esperto da un incapace si arrivava a bonus numerici elevatissimi (anche +10 o +15) contro difficoltà estreme, perché il d20 era troppo aleatorio. In Daggerheart, grazie alla curva più stabile dei 2d12, anche piccoli modificatori (+1/+2) hanno un peso sensibile sulle probabilità di successo. Ciò rende i personaggi esperti davvero più affidabili degli inesperti, senza gonfiare all’infinito bonus e difficoltà. Un’altra novità è il sistema di danni e salute, che introduce concetti di Stress e Armatura accanto ai Punti Ferita. Tutti i PG iniziano con soli 6 Punti Ferita base, ma questo numero esiguo non deve ingannare: il gioco non si riduce a “morire con 6 danni”, perché il danno viene valutato in modo particolare. Quando un personaggio subisce un colpo, il GM tira un dado di danno la cui entità dipende dall’arma o minaccia (si va da d6 fino a d20 per gli attacchi più devastanti). Dal valore uscito si sottrae il punteggio di Armatura del bersaglio, che rappresenta la protezione indossata. L’Armatura in Daggerheart è ablativa: quel valore assorbito riduce l’integrità dell’armatura stessa, che può rompersi o richiedere riparazioni durante la prossima pausa (short rest). Se, dopo la riduzione dell’armatura, il danno risultante è inferiore a una certa soglia, il PG non perde Punti Ferita ma accumula invece Stress – una sorta di affaticamento, ferite leggere o fiato corto. Solo quando il colpo supera la soglia di gravità, il personaggio perde effettivamente 1 o più Punti Ferita: ad esempio, un attacco particolarmente potente potrebbe togliere 2 o 3 PF in un colpo solo se eccede di molto la soglia. Questo significa che non ogni colpo va a segno in maniera letale: molti attacchi minori intaccano la resistenza del personaggio sotto forma di Stress senza intaccare subito i suoi veri Punti Ferita. Lo Stress è un secondo indicatore di affaticamento che può essere smaltito più facilmente (ad esempio certe abilità o il riposo breve permettono di ridurlo o cancellarlo). In questo modo un PG al livello 1 non viene abbattuto da un singolo colpo sfortunato, come invece accade spesso in D&D 5e: i nuovi personaggi di Daggerheart sono pensati per essere più duraturi e sopravvivere alle prime battaglie, riprendendo un’idea già vista in D&D 4e per cui i PG alle prime armi hanno qualche chance in più di superare l’inizio dell’avventura. Anche il tema della morte e del dying è affrontato diversamente. In D&D 5e, salvo rari casi, i personaggi svenuti a 0 HP sono in pericolo solo con pessimi tiri di salvezza o se ignorati a lungo, e persino la morte definitiva può essere ribaltata con magie di resurrezione abbastanza facilmente. Daggerheart invece trasforma il momento in cui un eroe scende a 0 PF in un dilemma drammatico: il giocatore deve scegliere immediatamente una tra tre opzioni, chiamate Mosse di Morte. La prima è la più eroica: “Esco di scena in gloria” – il personaggio compie un’ultima azione disperata con successo critico automatico (ad esempio colpisce a morte il boss, salva un alleato, attiva un potere straordinario) e poi muore definitivamente. La seconda opzione è “Rischiare il tutto per tutto”: si tira ancora una volta il dado Speranza e Paura; se vince la Speranza il personaggio si riprende (riacquista qualche PF e continua a combattere), ma se prevale la Paura muore sul colpo. Infine c’è “Evitare la morte”: il PG perde conoscenza ma sopravvive; tuttavia, la situazione peggiora – di concerto con il GM si descrive come il fato avverso colpisce il gruppo (es: i rinforzi nemici arrivano, un obiettivo sfuma) – e come conseguenza il personaggio perde permanentemente un punto dalla sua capacità massima di Speranza. Questa ultima opzione è particolarmente interessante: rappresenta un eroe che sfugge alla morte ma ne esce segnato nell’animo, meno capace di provare speranza. Ogni personaggio ha inizialmente una riserva massima di 5 Punti Speranza ottenibili; se, accumulando traumi, la sua capacità massima scende a 0, diventa un guscio senza speranza e deve ritirarsi dalle scene. In sostanza, Daggerheart sostituisce i gelidi tiri salvezza morte di D&D con scelte narrative significative: i decessi possono avvenire in un tripudio epico o tramite sacrifici sofferti, e anche evitarli comporta un costo non banale. Nel mondo di gioco la morte è più presente; addirittura, negli scenari ufficiali, la resurrezione è rarissima o impossibile – ad esempio il miniseries “Age of Umbra” ambientato con Daggerheart ha esplicitamente escluso qualsiasi resurrezione per mantenere alta la posta in gioco. Il manuale core include tuttavia un singolo incantesimo di resurrezione, utilizzabile una sola volta per campagna: un compromesso che enfatizza il peso di riportare indietro i morti, lontano dall’approccio più videogame di D&D dove i personaggi di alto livello accumulano più vite di un gatto. In sintesi, Daggerheart si presenta come un “ibrido narrativo” di D&D, mantenendone molti paradigmi (classi, livelli, tiri contro difficoltà, abilità note ai giocatori tradizionali) ma introducendo al contempo elementi moderni di game design: esiti graduali, risoluzione condivisa e risorse narrative, modularità e bilanciamento orizzontale tra classi. Come osservato da vari recensori, il gioco mostra chiaramente la sua parentela con D&D ma anche la volontà di offrire soluzioni ai limiti di 5e attingendo a meccaniche di altri sistemi (dal fail-forward di Apocalypse World ai “poteri per tutti” di D&D4e, fino a idee prese da Genesys o Fate per l’uso di dadi narrativi e token). Per chi ha familiarità con la quinta edizione, Daggerheart risulterà al contempo familiare e sorprendente: non è una rivoluzione radicale come un gioco indie puro, ma nemmeno una semplice variazione sul tema – è un’evoluzione che cerca di conservare il feeling del fantasy eroico limandone le asperità e aggiungendo nuova linfa creativa. Manuale: qualità della scrittura, chiarezza e strutturaIl Daggerheart Core Set si presenta in una scatola che include il Manuale Base e un mazzo di 279 carte illustrate. Il manuale in sé è un tomo corposo (la bozza di playtest contava 377 pagine e la versione finale si attesta attorno a questa dimensione), organizzato per guidare sia giocatori che GM attraverso la creazione condivisa del mondo e l’apprendimento delle regole. La struttura ricalca in parte quella di un classico Player’s Handbook: sezioni su creazione dei personaggi, regole di gioco, combattimento, magia, seguite da capitoli dedicati al Game Master (adversari, consigli di narrazione) e diversi “Campaign Frames” ovvero scenari/ambientazioni pronti per giocare. L’intento è dichiarato: fornire tutto il necessario in un unico prodotto per iniziare campagne di vario genere senza dover attendere supplementi. Ci sono sei “frame” nel manuale base, ognuno di ~10-20 pagine, che delineano un tema di campagna con trama iniziale, lore, una mappa regionale personalizzabile, uno spunto per la sessione 1 e persino piccole regole aggiuntive ad hoc per quell’ambientazione. Ad esempio, Age of Umbra è un frame dark fantasy survival (mondo morente invaso dall’oscurità, comunità asserragliate alla luce di candele della speranza); Beast Feast propone un’avventura sotterranea culinaria con mostri da cacciare e cucinare; Five Banners Burning tratteggia un conflitto geopolitico tra regni rivali sull’orlo della guerra totale, e così via. Questa sezione è un grande punto a favore del manuale: funziona come “starter kit” per il GM, offrendo ambientazioni variegate (dalla dungeon crawl con giganti stile Shadow of the Colossus al tecnofantasy post-apocalittico) da cui attingere immediatamente senza dover creare tutto da zero. È evidente la cura nel fornire strumenti concreti al master, in linea con la filosofia dichiarata di rendere Daggerheart accessibile e “meno intimidatorio per i neofiti”. Quanto alla scrittura e allo stile espositivo, il manuale di Daggerheart adotta un tono colloquiale e incoraggiante, riflettendo l’esperienza dei suoi autori (tra cui la voce di Matthew Mercer e designer come Spenser Starke). Sin dall’introduzione si enfatizza la narrativa collaborativa: il GM è invitato a fare domande ai giocatori per costruire insieme il mondo, e a non vedere il regolamento come rigido ma adattabile ai gusti del gruppo. Più volte nel testo si ribadisce che il fallimento dei PG non dovrebbe mai essere punitivo o umiliante, ma al contrario un’occasione per arricchire la storia senza far sfigurare i protagonisti. Questo approccio player-centric è pensato per rispecchiare lo stile degli Actual Play (Critical Role in primis) dove la regola d’oro è far brillare i personaggi e non bloccare mai il racconto: ad esempio, le linee guida per il GM spesso consigliano di “non far sembrare i PG incapaci per un brutto tiro, ma attribuire la colpa a fattori esterni”. È una filosofia che rende la lettura del manuale confortevole per chi vi si avvicina – viene quasi assicurato che nessuno resterà frustrato a lungo – però ha attirato qualche critica da parte di master più tradizionalisti. Alcuni lettori hanno interpretato questa “paura di far fallire davvero i giocatori” come un eccesso di protezione che potrebbe ridurre la tensione di gioco. In effetti, con così tanti accorgimenti a favore dei PG (critici frequenti, fallimenti mitigati, ecc.), un GM alle prime armi rischia di pendere troppo dal lato “non succede mai nulla di veramente negativo” se segue pedissequamente il manuale. Questa mancanza di specificità in certi punti è un’arma a doppio taglio. Da un lato offre flessibilità, dall’altro può lasciare incerti su come procedere. Un esempio lampante segnalato da alcuni utenti è la totale assenza di una definizione di “turno” nelle regole di combattimento: non c’è un elenco di azioni standard né un limite a quante cose puoi fare quando prendi la parola. Sta al GM e ai giocatori stabilire cosa rientri in un’azione ragionevole; ciò funziona bene con giocatori esperti e propositivi (come quelli del cast di Critical Role, abituati a improvvisare sequenze cinetiche senza abuso), ma può disorientare gruppi abituati alle nitide regole di ingaggio di D&D (azione, movimento, azione bonus, reazione). Allo stesso modo, misure come distanze, tempi precisi, peso dell’equipaggiamento sono trattate in modo vago e narrativo: le distanze diventano range concettuali (“Molto Vicino”, “Lontano”) anziché metri; il denaro è volutamente astratto in unità descrittive (“una manciata di monete”, “un forziere ricolmo”) senza conversioni numeriche dirette. Ciò contribuisce all’atmosfera fiabesca e incoraggia a non fissarsi sul calcolo di ogni spicciolo, ma sicuramente chi preferisce un tracking dettagliato potrebbe storcere il naso (paradossalmente, la scelta di esprimere il denaro in “manciate/sacchi/forzieri” ha confuso alcuni, che la trovano più contorta di un semplice sistema decimale in monete d’oro). In termini di editing e presentazione testuale, Daggerheart regge il confronto con i prodotti Wizards? La prosa è scorrevole e accessibile, chiaramente rivolta a un pubblico anche giovane o alle prime armi, senza troppi tecnicismi. Qualche recensore ha segnalato piccoli nei di impaginazione, come un font un po’ piccolo in certi paragrafi che può affaticare la lettura prolungata (soprattutto nel PDF su schermo) e alcune tabelle ripetitive. Un esempio è la sezione delle armi, criticata perché elenca le stesse statistiche per armi di tier diverso anziché sintetizzare con una formula – il che appesantisce le pagine sugli equipaggiamenti. Inoltre la gestione del loot è appena accennata: il manuale ammette candidamente di non fornire un sistema esaustivo per tesori e oggetti magici, lasciando al GM di inventare o adattare dal proprio immaginario. Questo per alcuni è un punto debole (ci si aspetterebbe almeno qualche tabella randomica o oggetti esemplificativi con descrizioni colorite, che invece mancano: gli oggetti speciali di alto livello hanno nomi altisonanti ma nessuna descrizione dettagliata). In definitiva, la scrittura di Daggerheart punta più a ispirare e guidare che a codificare ogni dettaglio. Si percepisce che gli autori hanno progettato il gioco pensando al flow narrativo prima che al rigore simulativo. Questa scelta rende il manuale piacevole da leggere come un handbook di storytelling collaborativo – soprattutto per chi ama Critical Role e il suo stile –, ma richiede dal GM una certa proattività nel colmare i “bianchi” laddove serva specificità. La struttura generale è ben organizzata, con capitoli ben separati e un indice chiaro; la chiarezza è ottima per le nuove meccaniche (che vengono spiegate approfonditamente con esempi), un po’ meno per le zone lasciate volutamente nebulose. Nel complesso, però, il prodotto è rifinito e professionale, considerando che è il primo GDR di questa complessità pubblicato da Darrington Press. Illustrazioni, layout e qualità graficaCopertina standard di Daggerheart (illustrazione di Mat Wilma) raffigurante eroi e creature del mondo di gioco, avvolti tra i contrasti di luce e ombra che rappresentano la Speranza e la Paura. Le componenti visive di Daggerheart sono senza dubbio uno dei suoi punti di forza. Darrington Press ha investito in un comparto artistico di alto livello, arruolando numerosi illustratori di talento (tra cui Mat Wilma, autore della copertina standard, Dominik Mayer per la copertina della Limited Edition, e artisti come Bear Frymire, Nikki Dawes, Shaun Ellis, Jessica Nguyen e molti altri per le immagini interne). Il risultato è un manuale e un set di carte esteticamente splendidi. La copertina limitata, invece, è un’opera integrale di Dominik Mayer dai toni violacei e oro, stampata su cofanetto e manuale con finiture di pregio: raffigura probabilmente un simbolismo astratto legato al cuore-pugnale (il logo del gioco) ed è concepita per estendersi sullo schermo del GM incluso nell’edizione speciale. In entrambe le edizioni, la qualità di stampa e materiali è elevata: la Limited offre addirittura un set di dadi personalizzati, token e dettagli premium, tutti coordinati con l’artwork vibrante e suggestivo del box. Il design grafico delle carte e delle schede è un equilibrio ben riuscito tra funzionalità e bellezza. Le carte hanno formato tarocco/poker standard e illustrazioni in stile trading card, con icone chiare per indicare il tipo (abilità di Dominio, incantesimo, tratto, ecc.) e testo ben formattato. Durante il playtest iniziale qualche giocatore ha ritenuto che le carte fossero un extra non indispensabile (dato che tutte le informazioni sono anche nel manuale), ma quasi tutti concordano che averle in mano migliora l’esperienza: è più immediato scegliere un’azione guardando una splendida immagine a colori e un breve testo, piuttosto che sfogliare pagine o file PDF. In sintesi, il comparto artistico e grafico di Daggerheart è eccellente e all’altezza di una pubblicazione di prestigio. Illustrazioni evocative, materiali di qualità, scelte cromatiche e di design che rafforzano i temi del gioco (i contrasti oro/nero per speranza e paura ricorrono spesso). Sfogliare il manuale e disporre le carte sul tavolo è un piacere per gli occhi, e questo contribuisce non poco a immergere i giocatori nell’atmosfera. Anche l’attenzione ai dettagli – come la presenza di un’utile pagina download sul sito con versioni stampabili delle carte, schede extra, etc. – denota la cura nel voler far arrivare ai giocatori un prodotto sia bello che funzionale, senza costringerli a spese ulteriori per accessori essenziali. Ricezione della community GdRSin dal lancio della open beta a marzo 2024, Daggerheart ha catalizzato l’attenzione della community dei giochi di ruolo. La sua ricezione generale è stata in gran parte positiva, sebbene non siano mancate critiche e dibattiti accesi su specifiche scelte di design. Vediamo quali sono i principali punti emersi dalle opinioni di giocatori, master e recensori al di fuori del circolo di Critical Role (forum indipendenti, subreddit, canali YouTube specializzati, ecc.), per avere un quadro obiettivo. Punti di forza più apprezzati: molti fan di D&D e pathfinder che hanno provato Daggerheart concordano che il sistema risolve efficacemente alcune frustrazioni di 5e. In particolare, la meccanica di Speranza/Paura viene lodata perché “finalmente i fallimenti non sono tempo perso”. Numerosi commenti sottolineano quanto sia soddisfacente vedere la storia evolvere anche quando i dadi non sono favorevoli, invece di sentirsi bloccati. Un giocatore ha scritto: “In Daggerheart ogni tiro fa avanzare la trama, non c’è mai quella sensazione di avere buttato via il turno” – un cambio di paradigma molto ben accolto da chi trovava D&D a volte stagnante nei momenti morti. Anche l’addio al d20 unico ha ricevuto consensi: c’è chi paragona favorevolmente l’esperienza di tirare due dadi a quella di tirare con vantaggio perenne, ma in modo più elegante. Un altro aspetto spesso citato in positivo è la progressione bilanciata delle classi: veterani di D&D4e hanno ritrovato con piacere un sistema in cui ogni livello porta nuove opzioni tangibili (carte) e dove nessun ruolo resta mai a corto di cose da fare. Accoglienza critica e punti deboli segnalati: naturalmente, non tutti gli elementi di Daggerheart hanno convinto. Una delle critiche più approfondite giunte da alcuni giocatori esperti riguarda il timore che il gioco sia troppo indulgente verso i PG e pesante per il GM. Un lungo post su r/fansofcriticalrole, ad esempio, analizzava matematicamente che i giocatori tendono a ottenere esiti positivi (Speranza) nel 62,5% dei casi per via del sistema duale, riducendo i fallimenti “puri” a meno della metà di quanto accadrebbe in D&D. L’autore sosteneva che questo “bias” verso il successo potrebbe abbassare la tensione a lungo andare. Inoltre faceva notare che il GM tira ancora un d20 lineare per le resistenze dei nemici, quindi paradossalmente i nemici sono soggetti a più varianza e inaffidabilità dei PG (che col 2d12 sono più stabili). Ciò, a suo dire, crea un feedback loop poco stimolante per il GM, perché i PG accumuleranno Speranza più velocemente di quanto il GM accumuli Paura, rendendo difficile mettere davvero in crisi il gruppo. Altri hanno espresso perplessità sul sistema di iniziativa libera, preoccupati che i giocatori meno assertivi vengano schiacciati e che senza una struttura chiara di turni e azioni il gioco possa degenerare in caos se il GM non è abilissimo. Un utente ha riassunto questa paura dicendo: “Daggerheart va benissimo se hai un cast affiatato come Critical Role, ma in un gruppo casuale rischi che qualcuno rimanga zitto tutto il tempo aspettando che gli altri facciano le cose” – insomma non tutti credono che il modello “popcorn” possa funzionare universalmente. Alcuni GM inoltre hanno riportato la sensazione che molte decisioni delicate vengano scaricate sulle spalle del GM: mancando regole dettagliate, tocca a lui dosare la difficoltà, inventare complicazioni, ecc., il che può essere stancante. Un commento estremamente critico affermava che “Daggerheart è asimmetrico: la partita dei giocatori è super guidata e semplificata, mentre quella del GM è in hard mode” perché deve inventare lui la “specificità che al sistema manca”. Ad esempio, notava che il manuale suggerisce di personalizzare o creare equipaggiamenti, ma non dà strumenti per farlo – quindi sta al GM improvvisare il bilanciamento di un nuovo oggetto magico se vuole introdurlo. Questo tipo di osservazioni solleva un punto valido: Daggerheart chiede un certo sforzo creativo ai GM, il che per alcuni è un pregio (massima libertà) e per altri un difetto (poca assistenza). Sul fronte community non legata a Critical Role, va detto che Daggerheart ha destato interesse anche oltre il fandom di CR. Su forum generalisti come EN World o Reddit r/rpg si notano thread di curiosi che ne discutono, e la tone è in genere rispettosa: non viene bollato come “il gioco dei critters” ma valutato per i suoi meriti. Ovviamente la stretta associazione con Critical Role da un lato garantisce una base di giocatori enorme sin dal day one (molti fan lo hanno comprato a prescindere), ma dall’altro suscita un po’ di scetticismo in chi teme che sia un prodotto pensato solo per sfruttare un brand. Le reazioni finora indicano però che il gioco regge da sé: diversi utenti che dichiaravano di non seguire CR lo hanno provato e trovato divertente a prescindere. Al tempo stesso, la fanbase CR più irriducibile – come richiesto, abbiamo guardato anche opinioni lontane da quell’eco-chamber, ma è interessante notare – non è acritica: sui subreddit e gruppi fan, assieme all’entusiasmo (alto), c’è anche chi discute difetti e possibili migliorie, segno di una ricezione matura. ConclusioniLa versione finale di Daggerheart si presenta come un prodotto ambizioso e ben curato, capace di offrire un’esperienza familiare e al contempo fresca agli appassionati di giochi di ruolo fantasy. I suoi punti di forza risiedono in un sistema di risoluzione innovativo (i Duality Dice con Speranza e Paura) che rende ogni tiro significativo e carico di spunti narrativi, in una visione del gioco centrata sui personaggi e sulla collaborazione creativa che riprende lo spirito degli Actual Play e lo traduce in meccaniche tangibili, e in un bilanciamento delle opzioni che fa sì che ogni giocatore abbia voce in capitolo nella storia, dal bardo incantatore al guerriero più marziale. L’attenzione per la qualità editoriale – splendide illustrazioni, materiale pronto all’uso, supporto online – impreziosisce ulteriormente il pacchetto e dimostra la serietà del progetto. Daggerheart è, in sostanza, la risposta a chi voleva un “D&D con più narrativa” senza perdere del tutto la struttura tradizionale: un equilibrio non facile che, nei nostri test e nelle sessioni riportate, sembra essere stato raggiunto con successo. Detto questo, il gioco non è privo di difetti o scelte divisive. Alcune semplificazioni (come l’iniziativa libera o la scarsa granularità di certe regole) potrebbero non adattarsi a tutti i gruppi, specialmente a quelli abituati a una chiara struttura formale. Il GM in Daggerheart gode di grande libertà, ma anche di molta responsabilità: un arbitro inesperto o non in sintonia col tono del gioco potrebbe faticare a gestire risorse come la Paura o a mantenere bilanciata l’attenzione tra i giocatori. Alcuni aspetti del regolamento appaiono meno sviluppati, come la gestione del bottino e delle attività di downtime, lasciando buchi che richiederanno creatività o house rules per essere riempiti. Inoltre, c’è la prova del tempo: Daggerheart nasce dichiaratamente per campagne lunghe, ma solo giocandone una sino in fondo si potrà valutare la tenuta del sistema (progredire di livello manterrà il gioco interessante e bilanciato? I PG di alto livello accumuleranno troppa Speranza rendendo vana la minaccia, o il GM troverà il modo di alzare la posta con la Paura?). Queste domande restano aperte, sebbene le premesse siano promettenti. In conclusione, Daggerheart merita attenzione sia da parte dei fan di Critical Role – che vi ritroveranno codificato su carta quello stile epico-drammatico che amano guardare in streaming – sia da parte dei giocatori di ruolo in generale, specialmente chi apprezza D&D ma ne vorrebbe un’evoluzione più narrativa. Non rivoluzionerà l’hobby per chi è già avvezzo a sistemi indie molto sperimentali, ma colma uno spazio importante: quello di un GDR mainstream che abbia il coraggio di deviare dagli standard di D&D pur restando accessibile e user-friendly. Daggerheart è, insomma, un ottimo esordio per Darrington Press nel campo dei giochi di ruolo complessi: un gioco che unisce cuore e lama, speranza e paura, divertendo e coinvolgendo sia i nuovi avventurieri che i veterani di mille dungeon. View full articolo
  33. Purtroppo essendo figli della 3.5 i dubbi sorgono spontaneai come i funghi nelle abetaie Q383 GLI ATTACCHI FURTIVI, sono innocui a non morti, costrutti ovvero tutti quei bersagli che non hanno una anatomia ben definita o punti vitali?? Q384 I COLPI CRITICI, sono innocui a non morti, costrutti ovvero tutti quei bersagli che non hanno una anatomia ben definita o punti vitali??
  34. Il 08 dicembre 2025 la Wizards of the Coast ha pubblicato ufficialmente la versione localizzata in italiano del System Reference Document SRD 5.2.1 per Dungeons & Dragons. Si tratta di una versione aggiornata e tradotta dell’Sistema di riferimento delle regole di gioco per la 5a Edizione versione 2024 che ora è disponibile gratuitamente anche nella nostra lingua. Il SRD è un documento fondamentale per chi crea contenuti compatibili con D&D (come moduli, avventure, pubblicazioni di terze parti), perché contiene una selezione delle regole base del gioco che possono essere usate liberamente sotto licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC-BY-4.0). Questa licenza permette di copiare, adattare e utilizzare il materiale anche per progetti commerciali, purché venga attribuito correttamente Wizards of the Coast. La versione 5.2.1 riflette gli aggiornamenti alle regole introdotti nel regolamento del 2024 e include tutte le revisioni della versione 5.2, ora tradotte in italiano in modo ufficiale. Questo rilascio segue l’impegno dell’editore per rendere il gioco più accessibile alle comunità di giocatori non anglofoni, affiancando l’italiano ad altre lingue come francese, tedesco e spagnolo. Per la comunità italiana di giocatori e creatori di contenuti, avere una versione ufficiale del SRD in italiano facilita l’apprendimento delle meccaniche di gioco e lo sviluppo di prodotti compatibili senza dover lavorare esclusivamente con testi in inglese. È possibile scaricare il documento completo dal sito ufficiale D&D Beyond, dai canali Wizards dedicati all’SRD e dal link in fondo all'articolo. Link alla Fonte https://www.dndbeyond.com/community-update Link al SRD 5.2.1 https://media.dndbeyond.com/compendium-images/srd/5.2/IT_SRD_CC_v5.2.1.pdf
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