Herger the Joyous
C era un tempo in cui gli Ulfen solcavano il mare a bordo dello loro lunghe navi ed il solo apparire di una polena finemente intagliata sulla linea dell orizzone era sufficente a gettare gli equipaggi delle navi mercantili od i popolani di un piccolo villaggio costiero nel panico.
C era un tempo in cui gli Ulfen erano grandi viaggiatori, esploratori spinti dalla insaziabile fame di conquista di nuove terre e tesori, ma quei tempi sono ormai lontani, confusi come i contorni delle coste del regno di Linnorm in una notte di bruma.
Quante volte aveva sentito quelle storie? Seduto attorno al focolare della sua modesta casa nella citta' portuale di xxxxx ,suo nonno, boccale dopo boccale, era solito raccontargli storie dei grandi conquistari del passato, figure quasi leggendarie accompagnate da equipaggi in grado di navigare un dreki da un capo all altro delle terre conosciute affidandosi solo al loro istinto.
Cresciuto nel mito del suo popolo, la vita di Herger fin ora era stata tutt altro che avventurosa. Al contrario di suo padre, per lui il richiamo del mare era stato inresistibile tanto che fin da bambino, era solito aggirasi per i moli in cerca di storie o lavoretti per sbarcare il lunario.
In poco tempo,quel ragazzino dalle spalle larghe e la mole di un adulto, era divenuto una specie di mascotte per i vecchi lupi di mare al punto da permettegli ben presto di iniziare ad ottenere qualche incarico a bordo dei pescherecci o, nel piu fortunato dei casi, di qualche piccola nave mercantile di corto raggio, dopotutto, prima o poi tutti avevano bisogno di un ragazzone di piu di due metri, dalla battuta sempre pronta, in grado di maneggiare l ascia come un pennello e sopratutto, con la strana capacita' di far cambiare idea anche alla feccia peggiore con grida ed occhiatacce piu' affilate di una lama.
Mercantili e pescherecci tuttvia non facevano altro che aumentare la sua frustrazione, I suoi antenati assaltavano navi e colonie ...lui assaltava banchi di sardine e sapeva che quando anche i figli dei suoi figli sarebbero morti, nessuno avrebbe piu' ricordao il suo nome od avrebbe mai raccontato storie su Herger.
Fu in una di quelle sere, dove sentiva dentro di se che l unico modo per rimettere a fuoco la sua vita era vederla attraverso il fondo di un boccale vuoto ,che incontro' quello strano gruppo.
All inizio la sua attenzione era stata catturata da quella splendida creatura dalla pelle eburnea. Aveva sentito parlare di quella razza, una civilta' piu crudele e spietata delle stessa guerra d inverno, cio' nonostante, non riusciva a togliere gli occhi da quei lineamenti cosi perfetti, cosi diversi.
Non sembrava del posto ed i strani compagni membri della tavolata in qualche modo lo spinsero a trovare il coraggio per un approccio, dopotutto, erano in una locanda e nella peggiore delle ipotesi sarebbe tornato a casa con una storia da raccontare....e forse un occhio nero!
@Albedo
Se sei d accordo, ho pensato di sfruttare il tuo ultimo paragrafo per creare un aggancio
Bozza quasi definitiva
https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=2136993