Descrizione della gilda
Gilda per i PbF Silenzio e Oscurità e I Regni del Buio. Sistema di Gioco D&D 3E
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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Discesa nel Profondo
@Ian Morgenvelt
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Discesa nel Profondo
Taita Manasuuq Creature veramente fastidiose, concordo. Dico dopo le parole di Ajantis sul fato dei suoi compagni, guardando quindi il resto del gruppo per capire cosa dirgli della nostra missione: per ora è solo e non sembra avere intenti malevoli, ma il nostro obiettivo è a dir poco delicato. Dobbiamo esplorare queste rovine, che sono diventate più accessibili dopo i recenti cambiamenti di potere nel Sottosuolo. Il nostro viaggio non dovrebbe essere ancora molto lungo, fortunatamente. Master
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Discesa nel Profondo
Ajantis Shade Lo sguardo passa sui presenti. Distaccato ma grato. Non può esserci fiducia ancora. Sopravvivere però è una volontà comune. "Forse, ma l'oscurità di questo posto mi ha reso l'impresa possibile." Percepisco una vibrazione, forse la mia spada o forse solo un brivido lungo la schiena. Un allarme? Un messaggio? Un invito forse. "Volentieri, ho ancora un obbligo da assolvere seppur nessuno mai sarà testimone del mio successo o fallimento." alzo le spalle "Non so quale sia la vostra missione, potrei voler essere messo al corrente poiché ci sono buone possibilità gli obiettivi coincidano."
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Discesa nel Profondo
Zendo Sleid "Forse la grazia degli dei? Può essere che sia stata una mano divina a guidarti fin qui" commento con un sorriso. "Sia quel che sia, queste non sono terre adatte a chi viaggia da solo. Dovresti unirti a noi, se non ti spiace restare nel Sottosuolo un po' più a lungo. Come ha detto Taita noi siamo qui in missione e siamo appena arrivati"
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Discesa nel Profondo
Ajantis Shade Inclino appena il capo alle parole di Taita, accettando il sorriso senza restituirlo del tutto "Non era una gita infatti." rispondo calmo "Sono sceso con una gruppo della compagnia del Pugno Fiammeggiante. Un incarico come tanti da quando svolgo il lavoro di avventuriero e mercenario." Una pausa breve. Non pesa, ma non è vuota "Abbiamo incontrato degli illithid." Non aggiungo dettagli. Non serve. "E non è andata bene." Lo sguardo resta fermo, limpido. "Sono morti. Tutti." Solo allora le dita si spostano distrattamente sull’elsa della sciabola, come a verificare che sia ancora lì. "Forse fortuna." Un’ombra di sorriso, sottile e amaro. "O forse la gente di mare si abitua presto alle profondità. Cambia solo il tipo di mostro che ti nuota intorno." Lascio che la frase si dissolva nell’aria ferma del Sottosuolo. "Da allora cammino solo."
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Discesa nel Profondo
Taita Manasuuq Non sembra essere nato nel Sottosuolo, ma sa certamente come muoversi qui sotto. E una armatura di fattura drow non è una vista così comune tra la gente di superficie, a quanto ne so. Scrollo le spalle dopo l'occhiataccia di Zendo, rispondendo quindi ad Ajantis. Come ha detto anche lei, la cortesia è molto rara da queste parti. E, proprio per questo, siamo ben contenti di accogliere una persona che non prova a mangiarci o derubarci. Dico con un sorriso, aggiungendo Posso sapere cosa ci facesse da solo da queste parti? Non è esattamente un luogo in cui fare una gita in campagna. Voi gente di superficie avete posti molto più affascinanti.
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Discesa nel Profondo
Ajantis Shade Warlock Shadar-Kai Immagine Mi fermo a una distanza corretta, né evasiva né invadente. La luce incerta del Sottosuolo scivola sulla mia pelle grigia e sull’armatura che indosso: un corpetto in piastre lucide, integro, forgiato in metallo meteoritico solitamente lavorato dai nani, adamantio. La qualità del materiale è quindi evidente… ma la mano che l’ha rifinito lo è meno. Le linee, le proporzioni, i dettagli troppo eleganti per una forgia di superficie tradiscono un’estetica drow, precisa e silenziosa. I capelli bianchi mi ricadono sulle spalle in modo irregolare, ancora segnati dal movimento del combattimento. Intorno agli occhi, una lieve ombreggiatura scura incornicia uno sguardo profondo, attento, privo però di qualunque barlume di malvagità. "Ajantis Shade." Inclino appena il capo. "Vi ringrazio per la cortesia… non è scontata, quaggiù." Lo sguardo scivola su Taita con naturalezza studiata. L’aspetto fragile, quasi marmoreo, stride con le cicatrici delle sue vesti: bruciature, strappi, segni di trappole evitate per un soffio. Non è debolezza, penso È sopravvivenza affinata. Gli anelli attirano la mia attenzione solo per un istante: ferro e legno scuro, memoria più che ornamento. Le sue origini però mi colpiscono. Non ne avevo mai visto uno. Non faccio domande. Le case perdute parlano da sole. Quando pronuncia la parola Trama, lo sguardo si fa per un istante più distante. Non è una reazione evidente, solo una pausa minima nel respiro, come una corrente che cambia direzione sotto la superficie. La Trama non ama essere studiata troppo da vicino. E io non amo ciò che pretende di spiegarmi. "Sto in piedi, respiro e penso con chiarezza." continuo, riprendendo il filo con naturalezza "Per gli standard del Sottosuolo, direi che sto bene." un accenno di sorriso appena percettibile, più negli occhi che nelle labbra. Mi sposto di mezzo passo, quanto basta perché la luce colpisca la grande sciabola sulla mia schiena. Il metallo è scuro, attraversato da venature verde profondo; l’elsa è finemente lavorata, il disegno richiama alghe marine che sembrano muoversi anche da ferme. Il mare non giudica. Ti prende… o ti lascia andare. Lo sguardo passa poi sull’uomo dal mantello blu. Zendo: sobrio, stanco, uno che ha imparato a non farsi notare troppo. Chi ha vissuto per strada riconosce il valore del silenzio, e per questo gli concedo solo un cenno, misurato, rispettoso. Poi il terreno sembra… ridimensionarsi. Fezzik è una presenza inevitabile: enorme, massiccio, le braccia come colonne di pietra. Istintivamente il peso si sposta sui miei piedi, non per paura, ma per abitudine. Poi vedo il volto. L’espressione gentile. Quella malinconia dissonante rispetto alla mole. Quando parla — vi mangio vi mangio… — scimmiottando i giganti, un soffio d’aria mi esce dal naso, qualcosa che somiglia molto a una risata trattenuta. "I soliti stereotipi," commento piano, più per me che per gli altri. "Il Sottosuolo è pieno di mostri peggiori… e molto più piccoli." Alla sua presentazione scatto appena, ma mi rilasso subito. Inclino il capo anche verso di lui, senza ironia. Ripeto il mio nome. Una pausa. "Piacere di conoscerti, Fezzik." Il mio sguardo resta su di lui un istante più a lungo del necessario. Non per sfida. Per riconoscimento. "Non cercavo compagnia… ma non la rifiuto." Lo sguardo passa da Taita a Fezzik, poi torna sul chierico, misurato. "Servirmi?" domando con un sorriso che quasi sembra spensierato, poi faccio di no con la testa. "Se siete una spedizione degli Arpisti, allora sapete quanto me che qui sotto è meglio presentarsi prima di estrarre la lama." Un leggero cenno alla sciabola. "Che comunque fino a poco fa era la mia sola compagnia…" sfioro l'elsa dell’arma alle mie spalle "insieme alle ombre. Forse poco più che sufficiente." Resto fermo, composto. Nel Sottosuolo, il rispetto è una moneta antica. E vale più dell’oro.
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I Regni del Buio (TdS)
Vi lascio continuare a parlare
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Discesa nel Profondo
Fezzik Descrizione “I soliti giganti…vi mangio vi mangio e poi se gli dai due roncolate si offendono e muoiono” Rispondo a Taita con un mezzo sorriso prima di scattare d istinto quando uno strano figuro…si insomma…strano il giusto per il sottosuolo…esce allo scoperto “Fezzik…piacere di conoscerti” Mi aggiungo
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Discesa nel Profondo
Zendo Sleid Descrizione Il nuovo arrivato, quando spunta, mi scatena una brutta sensazione. Forse è il brivido dello scontro appena concluso, forse no. Meglio non ignorare le sensazioni, seppur passeggere. Comunque faccio un cordiale cenno di saluto "Sleid, per servirvi" lancio un'occhiataccia a Taita quando parla di Arpisti. Non so se era il caso parlarne così. Pazienza. "State bene? Se siete ferito, o avvelenato, o ammalato... cose piuttosto comuni, qui sotto... possiamo aiutarvi"
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Discesa nel Profondo
Taita Manasuuq Descrizione Scatto sull'attenti quando sento dei passi avvicinarsi, rilassando la mia postura quando vedo che questo curioso uomo non sembra porsi in maniera aggressiva. Potrebbe comunque trattarsi di una trappola, ma per ora sembra che abbia voglia di parlare. Buona giornata anche a lei. Non mi aspettavo neanch'io che questo luogo fosse tanto popolare. Dico lanciando un sorriso complice ai miei compagni, convinto di aver fatto una gran battuta. Taita Manasuuq, esploratore, storico e studioso della Trama. Io e i miei compagni siamo parte di una spedizione degli Arpisti. Spiego presentandomi con un mezzo inchino. Posso sapere con chi sto parlando?
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Discesa nel Profondo
Ajantis Shade Eravamo molti quando siamo scesi. I Pugni Fiammeggianti non erano amici. Non lo sono mai stati. Ma erano affidabili. Sapevano quando avanzare, quando stringere i ranghi, quando coprirsi a vicenda senza bisogno di parole. Poi sono arrivati i mind flayer. Ricordo il suono prima delle urla. Quel ronzio umido nella testa, come pressione d’acqua nelle orecchie. Vedo ancora le linee spezzarsi, i corpi irrigidirsi, le armi cadere di mano. Ordini che non arrivano in tempo. Volti che diventano gusci vuoti. Quando tutto finisce, resto solo. Sollievo. Un respiro che torna, violento, quasi doloroso. Essere vivo quando dovrei essere morto. E subito dopo il vuoto. Quello vero. Essere rimasto solo, seppur non sono MAi solo, nel Sottosuolo. Nessuna voce alle spalle. Nessun passo familiare. Solo l’eco dei pensieri. Meglio vivi però… Cammino per ore, fino a sentire urla e suoni di battaglia. Mi avvicino ma rimango distante. Nell’ombra, mentre altri combattono. Non li aiuto, non ne vedo la necessità in realtà. Ma li studio. Osservo come si dispongono, come reagiscono senza chiamarsi per nome. Chi prende spazio, chi copre, chi rischia. Un gigante cade con un boato che fa tremare la roccia. L’altro fugge. Uno di loro, il più grosso, lo insegue. Lungo. Troppo lungo. Errore. Poi si ferma. Torna indietro. Rientra nel gruppo. Sa quando basta. Annoto mentalmente la cosa. Serve, quaggiù. Resto dove sono sempre stato, li ascolto ancora un poco. Dentro un’oscurità abissale, densa, fluttuante come leggere correnti marine. Lì dentro ero impossibile da notare. Non nascosto: assorbito. Poi decido di uscire. L’oscurità si dipana lentamente, come alghe trascinate via dalla marea. La luce delle torce riprende possesso di angoli che a un primo sguardo sembravano naturalmente oscuri. Una sagoma prende forma. Poi due mani alzate. Poi il resto. La grande spada dalla lama curva è dietro le spalle. Visibile. Lontana dalle mani. Non voglio apparire come una minaccia. Non lo sono. Una figura alta, snella, longilinea. Il portamento di chi è abituato ai ponti instabili e ai combattimenti ravvicinati: postura rilassata, pronta a spezzarsi in movimento. La pelle è grigio cenere, uniforme, segnata dal sale e dal tempo più che da cicatrici vistose. I capelli sono chiari, lunghi e portati senza cura, come se fossero un dettaglio secondario. Gli occhi, neri e profondi, sembrano assorbire la luce invece di rifletterla, sempre vigili, mai vuoti. I lineamenti sono affilati ma non crudeli, con un’espressione neutra che diventa dura solo quando serve. L’arma è sempre a portata di mano, non esibita, come una presenza costante più che una minaccia. Nel complesso emanò un’impressione di quiete tesa, come il mare poco prima della tempesta. Faccio un passo avanti. “Non sono solo.” La voce è bassa. Secca. Vera. Un altro respiro, più lento. “È… un sollievo.” Resto fermo. Aspetto.
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Discesa nel Profondo
Taita Manasuuq Fezzik non sembra demordere, ma il gigante non è da meno: tiro un sospiro di sollievo quando il nostro compagno abbandona l'inseguimento, muovendomi quindi per raggiungerlo. Ottima scelta. Ormai siamo vicini al nostro obiettivo: non ha senso rischiare proprio ora. Dico all'uomo, dandogli un'amichevole pacca a metà della schiena, vista la sua altezza.
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Discesa nel Profondo
Fezzik sebbene la voglia di finire il mio avversario sia tanta, la sua lunga falcata e maggiore familiarità con quei tunnel rende l impresa più difficile del previsto. Mi fermo per non rischiare di distanziarmi troppo dai miei compagni e torno sui miei passi.
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I Regni del Buio (TdS)
Mea culpa, vedi ora
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I Regni del Buio (TdS)
Beh... con l'ultima considerazione di Ian vado dritto di Hexblade. Domani sarà rifinito, sottoposto all'esame del master e pronto a entrare in gioco.
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I Regni del Buio (TdS)
Benvenuto! Il mio personaggio è un Bladesinger con tre livelli da Artefice (Fabbro da Battaglia). La componente da Artefice è secondaria e resterà sempre così: puoi considerarlo come un mago puro (con i soliti incantesimi arcani di utilità) che può andare in mischia. Non so quale dei due personaggi sia meglio per il gruppo: secondo me puoi scegliere liberamente l'Hexblade, se hai una preferenza per quel PG.
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I Regni del Buio (TdS)
Scusa @Alonewolf87 potresti aggiungere qualche dettaglio in più nei post? La mia intenzione era di eliminare il gigante ma negli ultimi post non si capisce chi fa cosa ne la scena va avanti. Lo dico solo per poter accelerare un po il ritmo della narrazione. Grazie
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I Regni del Buio (TdS)
mi manca @Ian Morgenvelt
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I Regni del Buio (TdS)
Io gioco una paladina giuramento della vendetta , combattente da prima linea , supporto cure quando necessario.
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I Regni del Buio (TdS)
Io sono un chierico della luce, quindi tra il support e il blast, e non vedo la mischia se non col binocolo.
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I Regni del Buio (TdS)
Salve a tutti! con il benestare di @Alonewolf87 mi unisco alla combriccola per sottoporre a tutti voi il quesito solito. Ho già impostato un concept di personaggio, però vorrei sapere da voi chi preferireste avere accanto: un warlock hexblade o un arteficiere fabbro da battaglia? Al momento io sono al 65/35% ma le vostre opinioni peseranno :D non ho idea di come sia strutturato il party tranne quel buzzurro sbabbaro di Pentolino.
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Landar si è unito alla gilda
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Discesa nel Profondo
Ignorando i vostri avvertimenti Fezzik corre dietro al gigante in fuga, inseguendolo per i cunicoli del Sottosuolo, riuscendo almeno inizialmente a stare al suo passo e a rifilargli qualche attacco nel mentre. Nonostante questo però il gigante non sta demordendo e se spera di finirlo Fezzik dovrà impegnarci ancora parecchio tempo ed energie, lasciandosi parecchio alle spalle i suoi compagni.
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Discesa nel Profondo
Zendo Sleid "Si, non vale la pena. Inoltre potrebbe persino essere una trappola" considero. Mi rivolgo direttamente a Fezzik "Hai bisogno di qualche rappezzamento?"
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Discesa nel Profondo
Taita Manasuuq Lasciamolo andare, Fezzik. Credo che abbia imparato la lezione. Dico al grosso umano, tenendo comunque la frusta pronta a scattare.