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Un nuovo trailer per Baldur's Gate III

Articolo di J.R. Zambrano del 30 Maggio
I Larian Studios, sviluppatori del franchise di Divinity Sin, ma soprattutto per quello che riguarda le novità di oggi, gli sviluppatori dell'imminente Baldur’s Gate III, hanno rilasciato un nuovo "video promozionale" per il loro prossimo gioco. Il nuovo trailer ci mostra molti contenuti nonostante duri solo per un breve lasso di tempo. Potete guardarlo qui sotto e poi unirvi a noi per dare uno sguardo più attento.
 
Nel trailer potete vedere alcuni esempi del mondo interattivo che i creatori della Larian hanno imbastito. Vediamo un arciere che prende la mira con attenzione e spara verso una folla di nemici, solo per poi rovesciare una statua dal suo piedistallo e farla cadere sopra i nemici in modo da infiggere un danno enorme.

E i fan degli elfi alati hanno sicuramente qualcosa per cui guardare al futuro con ottimismo ed interesse. C'è un'anteprima di uno di essi verso la fine del video promozionale.

Questo è solo un breve assaggio del tutto, anche se dovrete aspettare il 06 giugno per la prossima grande rivelazione... ma arriverà presto, quindi ritornate a controllare le novità.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-check-out-baldurs-gate-iiis-new-trailer.html
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Cosa possiamo imparare da Aang e She-Ra

Articolo di Maeghan Colleran del 21 Maggio
E' stata una settima fantastica per gli appassionati di animazione: Netflix ha fatto uscire in prima visione la stagione finale di She-Ra e le Principesse Guerriere e ha reso disponibili tutti e tre i libri (ovvero stagioni) di Avatar: La Leggenda di Aang. Entrambi questi show sono stati molto popolari e acclamati dal pubblico, generando moltissime discussioni nei social media che hanno riempito le mie pagine per giorni, ma non posso biasimarli per il loro entusiasmo. Ho aspettato con il fiato sospeso che un mio amico finisse She-Ra per discuterne assieme e Avatar è stato considerato un capolavoro in fatto di storytelling sin dall'uscita del suo finale nel 2008.
Ma che cosa ci possono offrire queste serie oltre a ore di ottimo intrattenimento? Sia She-Ra che Avatar: La Leggenda di Aang sono per molti versi delle perfette guide per capire come raccontare delle storie pregnanti e significative con un gruppo... oppure per viverne voi stessi una. Diamo un'occhiata a quelle lezioni che reputo più importanti tra le numerose presentate e che provo a porvi come obiettivo nelle mie giocate.

Lezione 1: Integrate il Background dei Personaggi con la Trama di Fondo
In questo caso consideriamo i tre/quattro personaggi principali di queste serie come PG e il resto del cast come PNG.
I personaggi principali sono stati creati e portati in vita da persone che hanno inventato dei background sfaccettati, delle storie, degli obiettivi e dei difetti. Una delle cose più soddisfacenti che può succedere da giocatore, dopo aver speso tempo su un personaggio e aver dato al vostro DM qualche paragrafo di storia e descrizione, è vedere il passato del proprio PG integrato nella campagna, portato ad una risoluzione o in qualche modo collegato con la trama. Non è necessario, ovviamente. Un DM potrebbe semplicemente raccontare la sua storia e lasciare che i personaggi trovino il loro posto al suo interno: è un metodo altrettanto valido.
Ma se volete che i vostri giocatori amino la vostra avventura trovate dei modi per mettere al centro della vostra storia la loro identità e ciò che sapete sui loro personaggi. Mano a mano che si sviluppa la trama di Avatar, Katara si deve confrontare con la sua discendenza e con la sua storia nella Tribù dell'Acqua del Nord, sia quando ha difficoltà ad addestrarsi come dominatrice dell'acqua, sia quando affronta i traumi legati alla morte dei suoi genitori. Queste parti della sua personalità, il passato tragico e la sua ambizione, diventano una parte fondamentale dello sviluppo del personaggio e giocano un ruolo importante all'interno della trama principale. Nello schema di un'intera campagna, questi brevi momenti di introspezione e crescita richiederanno qualche sessione dedicata e inserita tramite agganci di trama gestiti dal DM, ma il risultato verrà certamente gradito dai giocatori.

Lezione 2: Inserire la Diversità Nelle Vostre Partire Non Deve Essere Sbandierato
Avatar e She-Ra hanno un cast incredibilmente vario, che incorpora una moltitudine di razze e culture, così come personaggi LGBT. Tutti questi personaggi sono inseriti nella serie in modo che la loro identità non sia mai un peso per gli altri personaggi o che non sembri una forzatura di trama. Esistono in questi mondi fantastici semplicemente perché esistono nel mondo reale e, di conseguenza, possono esistere anche nelle vostre campagne.
Il trucco, in questo caso, è che non c'è un trucco. Se un personaggio ha una caratteristica che lo definisce descrivetela, se ne ha un'altra significativa nominatela. Teo in Avatar è affetto da una disabilità fisica e, sebbene ci venga descritta la sua storia e questa sia riconosciuta da tutti, viene considerato dagli altri personaggi e dagli spettatori soprattutto per le invenzioni di famiglia e per la sua abilità nel pilotare il suo deltaplano. In She-Ra, Double Trouble usa esclusivamente dei pronomi neutri per riferirsi a sé stesso e non solo questo fatto non viene mai menzionato, ma gli altri personaggi si adattano di conseguenza senza battere ciglio. La parte più complessa per farlo nella maniera corretta è capire che non deve essere qualcosa di "pesante".

Lezione 3: E' Divertente?
Siamo onesti: è impossibile che Sokka riesca a viaggiare con tre dominatori armato solo di un boomerang e un buon senso dell'umorismo. Fortunatamente il mondo dell'animazione, così come i GdR, non deve avere i piedi ben saldi nella realtà. La cosa più importante da chiedersi prima di mettere in campo delle dinamiche di gruppo particolari o delle classi poco efficienti è "Sarà divertente?" La dominazione del sangue e del metallo sembrano delle strane abilità fuori dai canoni che i giocatori hanno ottenuto combinando le capacità principali dei propri personaggi con una spiegazione convincente, mentre She-Ra ci presenta una combinazione a dir poco non ortodossa: Warlock/Paladini/Alieni. Eppure queste cose funzionano e, soprattutto, sono divertenti.
Ho incontrato pochi DM che non fossero disposti ad accettare le varie proposte dei giocatori (almeno fino a che non rompevano il gioco), ma penso che ognuno di noi possa nominarne almeno uno. Il dire di sì ai propri giocatori e lavorare con loro per sviluppare le loro decisioni al posto di metterle da parte è ciò che differenzia un DM discreto e una giocata divertente dai DM e dalle giocate migliori.

Lezione 4: Mettete Della Comicità Nelle Scene Serie e Viceversa
Mentre sto scrivendo questo pezzo sto guardando la scena di Avatar dove Aang vede, per la prima volta dall'inizio del suo sonno criogenico, il tempio dell'aria, trovandolo completamente vuoto. E' una parte indubbiamente pesante per la storia, che lascia i personaggi con delle cicatrici nell'animo, ma l'episodio era divertente fino a cinque minuti prima e sono sicura che sentiremo una nuova battuta nel giro di qualche minuto. Molte scene di She-Ra vengono spese con L'Orda e, sebbene siano gli antagonisti della storia, molti di loro sono anche delle persone gentili e gradevoli, che amano farsi degli amici e divertirsi spensieratamente. Il DM potrebbe spendere un paio di minuti per descrivere una scena dedicata ad un PNG e il suo rapporto con i nemici e comunque regalare un momento di divertimento al gruppo.
Le scene serie nei giochi di ruolo da tavolo sono impagabili, sono spesso quelle centrali per la trama e tutti sanno che una storia senza conseguenze, situazioni pressanti o senza pericoli per i giocatori è noiosa. Ma poche persone sono in grado di giocare rimanendo seri tutto il tempo senza che per loro il gioco finisca col diventare una sorta di triste lavoro. Capire quando scherzare, quando essere seri e quando inserire del divertimento nella serietà è una abilità degna di essere affinata e perfezionata.
Avete finito She-Ra? State riguardando Avatar su Netflix? Quali aspetti delle loro storie pensate che siano migliori per aiutare i DM e le storie cooperative, come i GdR? Fatecelo sapere nei commenti!
Buone avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/what-avatar-the-last-airbender-and-she-ra-can-teach-you-about-gming-rpgs-and-cooperative-storytelling.html
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By aza

Maestri d’Arme – Jari il Cacciatore di Mostri

Dopo l'uscita della serie TV di The Witcher, dedicata a Geralt di Rivia, il noto Strigo cacciatore di mostri, grande utente di alchimia sulla quale abbiamo già fatto questo precedente articolo.
Per l’occasione, abbiamo deciso di intervistare Jari Lanzoni, (qui il suo sito), schermidore e appassionato di fantasy nonché di… lotta ai mostri!
Ciao Jari, dicci chi sei e quali sono le tue esperienze in ambito di scherma e fantasy

Direi uno strano amalgama di tante cose: direi principalmente un padre e un marito, poi un lettore, uno scrittore e un appassionato di combattimento storico. Al momento lavoro nel settore del turismo dopo aver cambiato una dozzina di mansioni e posti di lavoro, dal becchino al grafico, una necessaria flessibilità assai tipica di questo periodo che però mi ha permesso di mettere da parte una serie di competenze trasversali.
Mi sono interessato alla scherma storica una ventina di anni fa, entrando in contatto con alcuni gruppi e assistendo ad un paio di seminari; nel 2002 ho conosciuto il metodo della Sala d’Arme Achille Marozzo, caratterizzato da un approccio rigoroso alle fonti e una forte purezza nella ricerca delle nostre tradizioni Marziali. In particolare, la Sala d’Arme Achille Marozzo si è sempre distinta per la scelta di pubblicare i risultati dei propri studi e contribuire alla diffusione della Scherma Storica.
Dopo un paio d’anni di corso sono passato da allievo ad Aiuto-Istruttore dei corsi basi seguendo poi tutte le fasi per diventare docente. Al di là della mia esperienza come Istruttore ho avuto modo di pubblicare due manuali inerenti la scherma storica: “La Lancia, La Spada, la Daga” dedicato alla scherma medievale e “Il Combattimento Storico da Strada” dove approfondisco le più strane situazioni avvenute in duello e in battaglia.
Direi che la mia esperienza con il fantasy nasce sia dalla grandissima passione per la lettura che per i giochi di ruolo, commistionando le due cose per divertimento personale. Ho pubblicato alcuni romanzi, tra lo storico e il fantasy, nel mio ultimo lavoro “La Scherma del Cacciatore di Mostri” (quì il link) ho voluto immaginare il ritrovamento di un trattato di scherma rinascimentale, a lungo occultato, dedicato non al duello contro altri schermidori ma contro gli Innaturi, esseri scaturiti da favole e leggende. L’Autore doveva necessariamente essere allievo di un Trattatista che conoscevo bene per poterne ricalcare le tecniche di combattimento: ecco quindi il bolognese Johanni della Viverna, divenuto Maestro d’Arme sotto la guidae del celebre Giovanni Dalle Agocchie.
Parliamo di mostri: ogni creatura richiede le sue armi e le sue tecniche. Facci degli esempi…
Avendo indicato il rigore per le fonti storiche come un attributo qualitativo, credo sia lecito non inventare nulla ma, appunto, citare qualcuno più autorevole di me.
Il primo esempio che mi viene in mente è tratto da “Guerrino detto il Meschino” un eroe popolare del Basso Medioevo, nato dalla penna di Andrea da Barberino nel 1473. Si tratta di un guerriero che si è fatto da sé, ignora di possedere nobili natali e ha deciso di farsi strada nella vita apprendendo l’arte della spada. Tra le innumerevoli avventure (di cui consiglio la lettura) si trova anche lui a dover affrontare un Innaturo. E’ descritto come un “gran verme” ma in seguito si apprende che doveva avere due o quattro zampe artigliate.

Prossimo al combattimento, Guerrino fa qualcosa di assolutamente naturale per chi è ormai un veterano del combattimento: valuta una Strategia. Il pensiero di ogni Schermidore deve essere Fluido. Non carica con il cavallo e la lancia in resta, azione potente ma inutile contro un avversario estremamente rapido e dal corpo serpentino. Guai se schivasse la lancia e, in un batter d’occhio, fosse padrone dello scontro. Spada e scudo sono e restano i compagni ottimali per difendere e offendere con perizia, specie un essere di manifesta forza. Si tratta di una coppia d’arme che denota anche prudenza, Guerrino ancora non conosce appieno tutte le risorse del nemico.
Di nuovo un cambio di strategia, necessario vista l’abilità del nemico. Al Guerrino è bastato pochissimo per valutare le capacità dell’Innaturo rispetto alla scelta delle armi. Lasciata spada e scudo rotella, armi troppo lente e facilmente afferrabili, afferra il pugnale che ogni cavaliere porta con sé (forse la celebre misericordiae) e, giunto a stretto contatto, colpisce dove le scaglie si sono allargate per il movimento del corpo, affondando l’arma corta in un punto vitale dell’avversario.

…e se una normale lama non bastasse? Cosa propone il manuale di “magico”?
Quando ho iniziato la stesura del manuale ho ripensato all’esperienza de “Il Combattimento Storico da Strada” e di tutte le strane soluzioni che propone (lanci di cappe, di sostanze, accecamenti, false cadute etc etc…), ho anche riflettuto sul fatto che uno schermidore non si sarebbe affidato solo alla lama. L’idea di inserire la magia però non mi convinceva, forse per la vecchia dicotomia Guerriero-Mago di Dungeons & Dragons che mi porto dietro da trent’anni esatti.
Come sempre mi sono affidato alle fonti storiche, cercando qualsiasi soluzione Alchemica che però derivasse da un vero trattato storico e che un lettore curioso potesse consultare. Ecco quindi “Opera” di Alchimia di Giovanbattista Birelli, il “Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium” di Giovanni Battista della Porta, ho attinto a piene mani dai “De’ capricci medicinali” di Leonardo fioravanti e altri testi ancora.
Sarebbe stato più facile inventare di sana pianta una serie di soluzioni fantasiose, più spettacolaristiche e meno “rustiche”, ma credo sia anche affascinante “lavorare” imponendosi regole e “paletti” da non superare.
Curiosamente, o forse no, è stata la Ricerca Storica che ha portato in evidenza il Fantastico e il Magico. Allo stesso modo, quasi tutti i mostri del libro provengono da testi storici o da trattati, primo fra tutti il “Compendio dell’arte essorcistica” di Girolamo Menghi. Questo assieme di risorse aumenta le abilità del Cacciatore di Mostri, li conferisce una serie di soluzioni per limitare le forze nemiche, ma anche per celare la propria identità e stordire eventuali testimoni al pari di un “Man in Black” rinascimentale.
Occorre fare un esempio di come si applichino certe sostanze.
Mi viene in mente il caso delle Streghe che presidiano pozzi o piccoli stagni. Si tratta dello spauracchio che le madri utilizzavano tempo fa per spaventare i bambini: se si fossero avvicinati troppo al pozzo il mostro li avrebbe presi e portati via. Uno stratagemma pedagogico rurale per chi deve lavorare duramente la terra tenendosi vicino i bambini, che di certo all’epoca non avevano un asilo o altre strutture in cui stare.
La Marabecca siciliana, come la Jenny Dentiverdi inglese, la Bourda emiliano-romagnola o la Janara di Benevento, attende in prossimità di una cisterna. In questo caso il buon Johanni della Viverna avrebbe pronta una buona ronca dall’asta lunga, ottima per colpire a buona distanza, ma si sarebbe ben guardato da scendere nell’elemento di elezione dell’Innaturo. Ecco quindi una buona “mistura che arda sott’acqua” dal trattato di Alchimia Giovanni Battista della Porta, quando questa sorta di fuoco greco avrà incendiato parte dello specchio d’acqua la Strega dovrà salire in superficie per fuggire le fiamme, senza sapere che la via di scampo le è stata accuratamente preparata. A questo punto ci si affiderà all’abilità dello Schermidore con la ronca per ripulire la zona dal minaccioso Innaturo…
Certo, tutto questo darsi da fare può attirare l’attenzione di testimoni, ma sempre il Birelli offre una soluzione con un composto “A far che le persone facilmente escano di sentimento, che paiano pazzi”, e così anche se raccontano ciò che hanno visto alla Loggia della Mercanzia, in Piazza Maggiore o agli uomini del Bargello nessuno gli crederà.
La serie di The Witcher sta per uscire: dai filmati del gioco e le scene di combattimento della serie già uscite, cosa possiamo dire dello stile di combattimento dello Strigo, riferito agli stili storici e ai mostri che egli affronta?
Devo premettere che di The Witcher io so pochissimo. Ricordo di aver installato il gioco, visto l’animazione iniziale con l’amico che me lo regalò e aver giocato tipo 5-10 minuti notando positivamente che permetteva di cambiare la guardia del personaggio. Di lì a poco nacque mia figlia e addio Strigi, Streghe e altro, dovevo gettarmi nella battaglia delle notti insonni, affrontare orde di rigurgiti e debellare pannolini. Non ho ancora letto i romanzi e quando me lo segnalarono dopo l’uscita del libro mi scoprii estremamente ignorante.
Rispetto ai bellissimi filmati che ho visto online, lo stile scelto per Geralt di Rivia consiste in colpi ampi, grandi “caricamenti” con l’arma alzata fin sopra la testa e lame che proseguono il movimento fino a terra. Il corpo ruota completamente esponendo la schiena all’avversario, spesso vortica per eseguire una sequenza di colpi continui, in alcuni casi per aumentare la potenza d’impatto Geralt esegue attacchi dopo un balzo per aggiungere spinta e peso del colpo alla forza cinetica del taglio. Il tutto contro mostri grandi e grossi, e quindi bersagli ben definiti su cui sferrare Colpi Finiti, ossia a piena potenza e senza possibilità di cambiare il percorso dell’arma. Quando deve affrontare gli uomini non mancano calci, pugni e spallate per alternare le azioni della spada, oltre a del sano combattimento corpo a corpo e un buon utilizzo del pugnale con colpi di punta alla gola o sotto l’ascella, quindi in un punto non protetto.
Tutto questo corrisponde alle necessità di spettacolarizzazione del prodotto ludico, in cui lo spettatore deve poter godere dell’intera dinamica dell’arma, essere copartecipe del movimento e della potenza dei colpi. Rispetto a queste logiche consiglio “the Game” di Baricco, che descrive in maniera perfetta il rapporto che si sviluppa tra lo strumento ludico e il corpo del giocatore.
La Scherma Storica, ovviamente, è qualcosa di completamente diverso: non si espone mai la schiena all’avversario, non si tentano “scivolamenti” o spallate, niente pugni e calci perché occorre sempre gestire la distanza rispetto all’avversario. I colpi devono essere misurati: i caricamenti inutili sono da escludere, nel momento in cui si va a sollevare le braccia per aumentare la potenza d’impatto un avversario può colpire proprio gli arti, inoltre colpi troppo telefonati fanno esporre a contro-tecniche brevi e rapide, spesso proprio alla mano di chi sferra il taglio che di per sé ha il vantaggio della potenza ma lo svantaggio della lentezza. Ogni tanto Geralt ha infatti il buonsenso di infilare una punta rapida nella gola o nel petto degli avversari. C’è anche da dire che le finte, che richiedono falsi colpi e non Colpi Finiti, sono alla base della scherma e potrebbero non essere ben comprese dallo spettatore all’interno di un combattimento concitato
In un vero combattimento si predilige l’economia di energie, i mezzi colpi, gli arretramenti e gli scarti laterali, le finte etc etc… non è così lineare come in The Witcher, in Berserk, nella serie Gundam Iron Blooded Orphans o nei vari film di Star Wars. E tuttavia lo stile di questo tipo di prodotti, così come è stato per l’ottima scherma rievocativa dei re-enactors, non è da disprezzare in quanto contribuisce fortemente alla narrazione, alla trasposizione dello spettatore all’interno della dinamica di combattimento. Si “racconta” del personaggio anche attraverso il suo corpo e il suo modo di combattere, se ne avverte la tensione, si accusano i colpi che subisce e si gode della raggiunta vittoria.
Aggiungo un dettaglio, e forse una profezia.
Sono certo che prima o poi salteranno fuori corsi di “Scherma Witcher” o “Scherma Strigoi” (o con altri nomi onde evitare problemi di copyright) come è accaduto per la Scherma Jedi che si sta affermando come disciplina in ogni parte del mondo. Premetto che un qualsiasi schermidore storico, con almeno un paio d’anni di esperienza di combattimento, non avrebbe problemi a vincere un confronto con questo tipo di appassionati, ma non è assolutamente questo il punto.
Credo che qualsiasi Storia (perché è quella la leva fondamentale!) faccia uscire di casa un ragazzo o una ragazza, staccandolo da una console o dallo smartphone, in modo che stia con altri ragazzi, gli permetta di fare movimento fisico e intraprendere un percorso anche minimamente marziale, non possa che essere una cosa positiva. Fosse pure volteggiare in salto con la spada dello Strigo (ma perché la tiene sulla schiena?) o ruzzolare con una spada laser. E magari andarsi a bere una birra insieme dopo gli allenamenti! Chiaramente, un vero percorso di scherma storica sarebbe consigliabile, anche per suscitare maggior passione per lo studio, la storia e la cultura. Tuttavia non va assolutamente sottovalutato il valore umano e sociale che un qualsiasi corso di Scherma per Cacciatori di Mostri può avere.
Sorge però un interrogativo: chi sarebbe il ”Maestro” di questi corsi? Chi diventerebbe il riferimento sportivo, ma anche morale, di questi ragazzi forse troppo manipolabili? Magari un furbetto che vuole fare del denaro, meglio se con la barba imbiancata, i modi dell’uomo vissuto e il carisma del mentore misterioso. Non ci sarebbe nulla di strano visto il proliferare di Maestri improvvisati e Guru della Scherma Storica di oltre vent’anni fa, quando questa disciplina e la rievocazione storica muovevano assieme i primi passi, con tutte le conseguenti e disastrose ricadute. E questo è forse l’unico elemento preoccupante dei futuri corsi da Strigo o AmmazzaDraghi. Per diventare Istruttori di scherma storica o moderna ci sono dei percorsi, è richiesto rigore, anche morale, la capacità di trasmettere correttezza e non furbizia, controllo e non violenza.
L’attributo necessario, forse, andrebbe ricercato nell’ossatura di figure eroiche come Geralt. Se la Storia genera una disciplina, allora la direttiva morale del Personaggio può far comprendere il tipo di Maestro da cercare.
Grazie ancora per l’intervista. Trovate qui il sito di Jari con le sue opere. E voi lettori, se vi è piaciuto l’articolo date un’occhiata anche a quelli qui sotto
❚ 5 falsi miti sulla spada medievale
❚ Affondo vs fendente – La fisica in 7 punti – Battle Science III
❚ 5 errori sulle armature in Dungeons & Dragons
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2019/12/18/jari-lanzoni-cacciatore-mostri-witcher/

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5 Criminali da Catturare

Articolo di J.R. Zambrano del 21 Maggio
I criminali sono codardi e superstiziosi, ma possono essere degli ottimi ostacoli, avversari, e persino possibili alleati per avventure di tutti gli allineamenti. Che nascondano un cuore d'oro commettendo crimini per ragioni altruistiche, o usino le loro attività criminose per un guadagno personale (a discapito della società), qui troviamo cinque criminali che saranno una buona aggiunta a qualsiasi partita.
Il Ladro di Gioielli

Crenth Teablossom è un halfling che apprezza le cose più raffinate nella vita. Crenth è un professionista consumato, un ladro di gioielli orgoglioso della sua abilità di sedurre le sue potenziali vittime e farle flirtare col pericolo e il furto, di solito il suo furto dei loro gioielli. Crenth non fa discriminazioni per quel che riguarda i suoi bersagli: sesso, età, persino la specie non sembrano contare per lui, solo che la vittima sia ricca e in possesso di gemme uniche. Di solito le sue storie romantiche finiscono in disastro, ma Crenth è ossessionato dalla sfida di riuscire in un'impresa, e potrebbe aiutare gli eroi che a loro volta vogliano aiutarlo nella sua ricerca della prossima gemma leggendaria.
O potrebbe comparire per complicare la situazione attirando attenzioni indesiderate o rubando il gioiello di un PNG da cui i giocatori hanno bisogno di qualcosa. Questo darà loro un compito semplice da completare, riportare il gioiello rubato per avere ciò di cui necessitano.
Il Capo della Banda

Jenny la Sorridente è una Dragonide cresciuta nei quartieri poveri di una grande città portuale. Da giovane era una lottatrice famosa negli incontri clandestini sulle banchine, e successivamente ha usato i suoi muscoli e la sua considerevole astuzia per prendere il controllo delle Manticore, una banda con le mani in pasta ovunque: dalle estorsioni al contrabbando fino alle minacce occasionali. Jenny sa che la sua è una banda di duri e spesso questo procura loro lavori extra come scagnozzi, ma, per quel che riguarda il porto, non c'è nessuno più tosto o che ne sappia più di Jenny la Sorridente.
Potrà dimostrare di essere un contatto utile, o potrebbe anche mettersi sulle tracce degli avventurieri che stanno causando problemi nel suo porto. Gli avventurieri potrebbero doversi scontrare con alcuni dei suoi uomini prima che Jenny arrivi e gli dimostri come ha guadagnato il suo soprannome.
L'Esattore delle Tasse

Orvald Tiberius Veng è un umano che lavora per il Magistrato locale ed ha il compito, teoricamente, di raccogliere le tasse da coloro che devono dare la loro giusta quota ai governanti della città. Ma Veng non si comporta equamente con tutti e tende a riscuotere i soldi solo da coloro che non possono permettersi di dargli una mazzetta per chiudere un occhio. Ciò significa che raccoglie le tasse solo dei poveri e degli indifesi, e quando non possono pagare ci sono sempre le segrete del Magistrato locale ad aspettarli. Naturalmente Veng ha in pugno il Magistrato e finché l'argento continua a scorrere nessuno di importante si farà avanti per fare qualcosa riguardo le attività di Veng.
Il Borsaiolo

Surlo Roth non ha mai avuto un colpo di fortuna in vita sua. Quando distribuirono i destini, quello di Surlo andò perso nella posta a languire in qualche ufficio per le lettere dimenticate e alla fine fu rispedito al destinatario. Surlo è una ladra esperta, possiede le mani più leste che abbiate mai visto, ma non riesce a controllarsi. Quando si annoia le sue mani cominciano a prudere, e quando ciò accade non si sa mai da chi proverà a rubare. Una volta rubò l'amuleto dell'Alto Sacerdote di Pelor e fu maledetta a risplendere come il sole per i tre giorni successivi. Un'altra volta rubò il pugnale preferito del Maestro della Gilda dei ladri. C'è una ragione se non è mai durata più di una settimana, due al massimo, in una gilda.
Se ruberà dai PG, non si può sapere in quale guaio si caccerà. O magari ha rubato qualcosa ed ha bisogno del loro aiuto per rimetterla a posto prima che qualcuno se ne accorga.
L'Ombra

Arlin Drast è un kenku che vive secondo il principio: "se non ti vedono, non sei mai stato lì". Usa le sue considerevoli abilità di furtività e imitazione per infiltrarsi praticamente ovunque. Conosciuto tra i circoli della criminalità come la persona con cui parlare quando si vuole sapere qualcosa, Drast si è infiltrato anche nei luoghi considerati più sicuri e non c'è informazione che si salvi da lui. Può infiltrarsi ovunque, imitare chiunque, e ciò è quello che lo ha fatto finire nei guai questa volta.
È venuto a conoscenza di un complotto ai danni del duca, ed ora degli assassini lo vogliono morto. I PG possono aiutarlo, ma dovranno essere più furtivi dell'Ombra stessa.
Usate uno di questi PNG la prossima volta che avete bisogno di dare una sfumatura poliziesca ad una delle vostre partite. Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-five-criminals-in-need-of-catching.html
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Anteprima Mythic Odysseys of Theros #2 - Il Sommario e alcuni Mostri Mitici

Come molti di voi già sapranno, Mythic Odysseys of Theros sarà il prossimo supplemento ufficiale in arrivo per D&D 5e, la cui nuova data di uscita è il 21 Luglio 2020 dopo il recente rinvio causato dal coronavirus. Visto che, tuttavia, la versione digitale del manuale uscirà ugualmente il 2 Giugno 2020 su servizi quali D&D Beyond, Fantasy Grounds e Roll 20, la WotC ha deciso di rilasciare in questi giorni alcune anteprime: il Sommario e alcuni Mostri Mitici (ovvero mostri dotati di capacità particolari dette Azioni Mitiche).
Potete trovare maggiori informazioni sul contenuto di Mythic Odysseys of Theros nei seguenti nostri articoli:
❚ L'annuncio ufficiale di Mythic Odysseys of Theros
❚ 16 ulteriori dettagli su Theros
❚ Regole per i Mostri Mitici dal manuale di Theros
❚ Anteprima Mythic Odysseys of Theros #1 - Contenuti vari da Fantasy Grounds
Ecco qui di seguito, invece, le anteprime (per ingrandire le immagini, cliccate su di esse):




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  1. 14 points
    Taggo @Alonewolf87 perché il discorso è politico e lo metto in preallarme. Premetto anche che spero non si vada avanti a lungo: come ho già detto altre volte, non credo che internet sia il medium giusto per discutere certi fenomeni (casomai è quello sbagliato). D'altra parte, però, non mi va che certe tematiche siano regolarmente tirate fuori solo in un senso senza che vi sia risposta. Il problema non è il cosiddetto "politicamente corretto" (cosiddetto, di solito, solo da esponenti dall'alt-right o dai più nostrani fasci - notare il "di solito", non "sempre"). Ci sono letteralmente miliardi di persone che storicamente sono sempre state escluse dalla conversazione e dalla narrativa (coff coff... le donne... coff coff) e il fatto che si inizi a dare un po' di rappresentazione anche a loro non è neanche "bello" è "il minimo della decenza umana". Il problema, casomai, è come si fa questa rappresentazione, che molto spesso è male, tanto per timbrare la casella e dire che si è inserita una protagonista donna o un co-protagonista POC o queer. E su questo sono d'accordo anch'io: Black Panther, Captain Marvel o più o meno qualsiasi personaggio queer in uno show di Netflix sono polpettoni generici, piatti e poco interessanti, e la cosa mi fa arrabbiare perché quei soldi, quei talenti, quel tempo e quello spazio si sarebbero potuti usare per fare qualcosa di bello. Però insomma, quello che succede non è "le minoranze (tipo le femmine, che tecnicamente sono una maggioranza) costringono le corporation a fare prodotti scadenti". Quello che succede è: "le corporation leggono il mercato, capiscono che una fascia è più remunerativa di quanto non fosse dieci o venti anni fa e fanno il minimo sindacale per attirarla, nel modo più generico possibile per piacere a più gente possibile". Che però non è una novità di questi tempi moderni: i vari Fast & Furious e Transformers sono reazionari tradizionali mica da ridere: le donne sono trattate come oggetti e le macchine come persone. Eppure sono esattamente piatti, generici e noiosi come qualsiasi film recente "rovinato" dal politicamente corretto. D'altra parte Call Me By Your Name o (in tempi non sospetti) Il buio oltre la siepe sono dei capolavori nonostante raccontino proprio di minoranze e dei problemi che queste affrontano. Ho trovato francamente offensivo aver pagato un biglietto e buttato due ore per vedere The Last Jedi, pur essendo tutt'altro che un fan della serie. Però insomma, se Rey, Rose e l'ammiraglio Holdo hanno rovinato Star Wars forse non è perché sono femmine, non bianche o queer, ma perché sono personaggi scritti male in una storia che insulta l'intelligenza dello spettatore. E se sono scritte male forse non è perché sono femmine, non bianche e queer, ma perché a quelli che le hanno scritte è stato richiesto un filmone dozzinale. E le persone che lo hanno richiesto sono, con l'eccezione di Kathleen Kennedy su cui guardacaso è stata riversata ogni colpa, dei boomer maschi, bianchi e - che io sappia - eterosessuali. Quindi insomma, forse sarebbe ora di smetterla di prendersela coi più deboli - che è quello che succede ogni volta che si incolpa di qualcosa il politicamente corretto, come a dire che la colpa è delle donne, delle etnie non caucasiche e delle persone queer - e iniziare a dare la colpa a chi è interessato solamente a fare soldi anche a costo di sprecare il talento degli artisti e il tempo degli spettatori.
  2. 14 points
    Ma invece un bello studio su quelli con un addiction all'infilare termini stranieri in maniera useless solo per sembrare cool e ai ragionamenti convoluted ma senza sostanza solo per sembrare smart? Si può avere?
  3. 13 points
    Stiamo scherzando? In 3.5 interagiva con una delle regole peggiori dell'edizione (la perdita degli XP come "punizione"), era ottimizzabile solo in modi strani e controintuitivi (avere UOM di classe e dargli bacchette, aspettare l'11 per potergli dare una spell di 6° e diventare un pacchetto di azioni extra) altrimenti dava un ridicolo bonus passivo, poteva fare lo scout (solo ai primi livelli, dopodiché l'aumento di CD lo rendeva inutile) o lanciare stretta folgorante a 9 metri di distanza per poi morire malamente, con una scheda lunghissima ed inutile a cui tenere dietro con alcune cose che variavano con il livello e i dadi vita e altre no. Il concept, ora dirò un'eresia, si può cambiare, mentre le regole scritte male si tengono. Se uno preferisce, l'incantesimo Find Familiar può far resuscitare lo stesso famiglio, senza cambiare il gioco di una virgola, mentre dover perdere PX è una cosa più difficile da cambiare e far interagire con il resto del gioco. A me sembra che l'autore dell'articolo semplicemente abbia letto una cosa nuova, senza provarla (io non ho mai visto usare i famigli quanto in 5e, i giocatori in 3.5 per non perdere PX neanche lo evocavano) e dato che non gli piaceva la descrizione ha scritto un lunghissimo rant, per carità informativo, ma privo di qualsivoglia sostanza. Concludo con il mio solito pensiero su chi contesta la fuffa del manuale (in questo caso in maniera anche più malevola del normale, dato che dà per scontato che un'omissione sia una concessione): quelli che difendono il vecchio gioco in cui "si ruolava" sono i primi in assoluto a non vedere al di là del proprio naso e piangere miseria quando una cosa non è direttamente scritta sul manuale. Novità del 2020: si può essere affezionati al famiglio anche se non c'è scritto che vieni punito se non lo sei.
  4. 12 points
    Non sono per niente d'accordo. Meccanicamente la nuova soluzione è semplice e bilanciata, penalità all'esperienza e rischi di morte mi sembrano conseguenze non necessarie in un gioco strutturato come lo è la quinta edizione. In termini narrativi nessuno ti impedisce di giocare il tuo famiglio come il tuo animale domestico, nutrirlo e coccolarlo, il fatto che molti giocatori lo usino come un oggetto è una loro scelta (e se non sta bene al resto del gruppo che se ne discuta), d'altra parte nessuna forza cosmica impedisce a un individuo reale di fare lo stesso col suo cane per dire (per quanto orribile sia, ma cosa c'entra). Perdere un animale domestico è doloroso, certo, anche perdere un amico lo è, eppure il gioco non prevede un sistema di shock per la morte dei compagni o altro: i personaggi di D&D sono (meccanicamente) impassibili di fronte alle esperienze peggiori, non ci sono tiri di morale o altro e la "paura" è una condizione quasi puramente sovrannaturale che si dissipa come niente senza lasciare tracce al primo TS. Sta al giocatore interpretare il dolore, la sofferenza e tutto il resto, anche in merito alla gestione di famigli e compagni animali.
  5. 8 points
    Registro (parziale) dei passeggeri della Visnu IMG Nome Concetto Segni particolari Legami Giocatore Reyna Nyusha Tatsumi-Saakadze Rampolla scomoda E' andata in TV una volta e ha fatto casini. Belle tette. Tivra Kuronaga, lo zio pederasta Magnus, amico Keiko, sorella adottiva Friederich, conoscente Cronos89 ? Sumio Ozawa Scienziato Secchione. Athanatos Harumori "Akai" Ashikaga Samurai Katana e wakizashi sempre con sé. Crede di essere ancora nel periodo Edo. Nessuno Bellerofonte Aaron Clarke Generale Ex-stormtrooper. Cammina a malapena. Famoso per essere tra gli alti ranghi del sistema militare della Visnu. Plettro Friederich Seidel Investigatore Si è preso un proiettile per un Musk, e questo gli ha impiantato nanomacchine addosso per salvargli la vita. Per il resto è Cowboy Bebop. Magnus, dall'incidente Reyna, conoscente Ian Morgenvelt Sarah "Mac" McKenzie Meccanico Non sa tenere le mani a posto. 1701E Neil Katushido Spia Si veste da teppista. Aton, amico AndRe89 Kuronaga Tatsumi-Saakadze (in verità: Ajand Fundar) Impostore Il male necessario. Reyna, nipote Mosis Gold, braccio destro Glitch, tecnico Assistenti genoschiavi C1AN e Hyr3n Zellos Shen Yun-Chow Guerriero No data available Ghal Maraz Magnus Mao-Yu Musk Rampollo amicone Genio, milionario, playboy, filantropo. Friederich, dall'incidente Reyna, amica H.U.M.A.N., IA Redik Keiko Yamashita Ragazzina pirocineta Clone da laboratorio adottata dalla famiglia di Reyna. Friederich, zio adottivo Reyna, sorella adottiva Nilyn Xi-Pei Lan Lich biologo Ha insieme le capacità di Walter White e Vinny Santorini. L_Oscuro Aton Ioan Abramovitz Psicocineta Fumatore. Neil, amico Von
  6. 8 points
    Provo a farne qualcuno io. Mi allaccio anche a quello che diceva @SamPey qui, in particolare alla distinzione fra "storia" e "ruolo" (che io chiamo "carattere") a cui aggiungo la componente meccanica. Il mio gruppo attualmente è composto da: Un boia-inquisitore del Clero che gira mascherato perché una malattia lo ha sfigurato (storia), spietato e che non si fa problemi a uccidere, nemmeno quando sarebbe meglio farsene (carattere); è un Guerriero e usa uno spadone (meccanica). Un cacciatore di una popolazione nativa abituato a muoversi nella giungla (storia), crede a diverse superstizioni ma diffida di ogni religione, ed è molto caparbio (carattere); è un Ladro arciere abile ad arrampicarsi e divincolarsi (meccanica). Un nobile esperto nel comando che non si sporca mai (storia), arrogante, tratta - comicamente - i compagni di gruppo come tirapiedi e dà loro ordini che li costringono ad agire in modo efficace (carattere); è un multiclasse Chierico/Bardo specializzato nei buff (meccanica). Un mercenario toccato dal potere della dea del fuoco (storia) che tiene molto alla propria professionalità e tratta tutti con rispetto ed educazione (carattere); la build... non la conosco (e sono il master!), ma credo ci siano in mezzo Ranger e Mago o Stregone. In ogni caso usa un'ascia e ha un famiglio di fuoco. Se avessi costretto i giocatori a seguire gli stereotipi di classe proposti dal manuale, come dice SamPey ad "avvicinarsi alla classe" e a "contestualizzarla" nel gioco, i giocatori avrebbero avuto due scelte: giocare una meccanica che non gli piaceva, o gli piaceva meno, oppure giocare una storia e un carattere che non gli piacevano o gli piacevano meno. Invece, slegando come suggerisce @bobon123 le meccaniche dall'interpretazione si evita questa scelta scomoda senza perdere letteralmente nulla visto che i PG sono coerenti, interessanti e bilanciati anche così. L'incoerenza non la crea il giocatore che fa un PG con 5 classi, la crea il GM che lo costringe a giustificare ognuna di quelle classi singolarmente. E, preciso, io non sono un fan di build e ottimizzazione e nemmeno del multiclasse, che trovo un design peggiore delle alternative, siano esse classi monolitiche (4e o 13th Age), componibili (SotDL o Cypher) o direttamente un menù di capacità fra cui scegliere (quasi qualunque gioco non d20). Detto questo, entrambi i discorsi - il disaccoppiamento fra meccaniche e fiction, e l'argomento role vs roll - sono stravecchi, trattati e ritrattati, e la Stormwind Fallacy è nota dal 2006. Consiglio una lettura alla abbondante letteratura disponibile a riguardo, anche qui sul nostro forum, invece di proseguire e ripetere per l'ennesima volta le stesse cose da ambo le parti. Davvero, non c'è nulla da aggiungere a riguardo che non sia già scritto, dimostrato e arcinoto: certe cose funzionano, altre no, e se non ci credete amen, buon gioco a voi.
  7. 8 points
    Alcune soluzioni che mi vengono in mente sono: I PG avvertono il calore e vedono la luce del magma prima di finire nel punto di non ritorno in cui scivolano e basta. Cosa faranno capendo di essere intrappolati fra incudine e martello? Questa soluzione la userei in ogni caso, anche in aggiunta alle altre, perché dà agency ai giocatori. I PG scivolano, sotto non c'è nulla a parte lava, ma offri loro la possibilità di salvarsi a mezz'aria. Non decidi come, gli chiedi cosa fate? e accetti le loro risposte se non sono del tutto campate per aria. Ad esempio uno potrebbe agganciarsi alla parete con gli attrezzi da scalata e gettare una corda agli altri. L'isoletta c'è, ma non l'istmo. Come sopra, ma ora il problema è come arrivare a terra. O magari l'istmo c'è, ma è instabile, ad esempio perché è formato da rocce galleggianti, e sfruttarle non è facile. O come dici tu, c'è sopra un mostro e la lava rende più difficile lo scontro. La percezione della mortalità, comunque, è irrilevante, quello che conta è la percezione del rischio, che è un concetto molto più ampio. In quasi nessun film d'azione o libro di avventura ti aspetti realmente che il protagonista muoia, ma questo non ti impedisce di essere in tensione e interessato dalla storia. Quello che conta non è scoprire se ne uscirà, ma come. Stesso discorso per i PG: la tensione di una sfida non dipende dal fatto di poter morire o no nell'affrontarla, ma dal fatto di dover trovare in modo in cui farlo.
  8. 8 points
    Ho vissuto con mio nonno per vari anni. Non voleva mai vedere film di guerra, ma ogni tanto capitava che io li mettevo (perché ero un piccolo odioso di 8-9 anni). Ogni volta o se ne andava in un'altra stanza a fare le parole crociate, o li vedeva e piangeva di nascosto. Non si è mai giustificato e io non gli ho mai chiesto il perché. Per un po' mi ricordavo di non metterne, e poi me ne dimenticavo e ricapitava. Mio nonno ha preso una medaglia d'oro nella seconda guerra mondiale per essere rimasto all'antiaerea a sparare agli aerei che lo bombardavano mentre la sua corazzata affondava. Tre suoi amici d'infanzia, gente che aveva fatto l'accademia con lui partendo dal suo paese, ragazzi con cui magari avrebbe giocato di ruolo fosse nato due generazioni dopo, sono affogati su quella nave. Non ne ha mai parlato a nessuno, neanche alla moglie o alle figlie. Io l'ho scoperto alla sua morte cercando di capire perché a mia nonna arrivavano un centinaio di euro all'anno dal ministero. Tu puoi dire che non ti pare proprio fosse cresciuto mio nonno, perché non riusciva a distinguere la realtà dalla fantasia. E io evito di commentare questa tua ipotesi, per evitare di far moderare la conversazione. Ma sono cresciuto io, e se fosse ancora vivo non metterei più i film di guerra. Perché crescendo si capisce sia che la realtà e la fantasia sono cose diverse sia che storie di fantasia possono evocare effetti reali e che non c'è niente di male a stare male per qualcosa che non pone un pericolo reale attuale. La mente umana è un oggetto fisico, e quello che pensa, quali aree del cervello si attivano, ha effetti fisici e reali. PS: Se mio nonno non avesse fatto la guerra, ma fosse semplicemente infastidito dalla guerra per fatti suoi, non cambierebbe assolutamente niente nella storia. Perché il protagonista, chi è cresciuto, sono io. E per me si tratterebbe sempre di non fare qualcosa che dà fastidio ad un altro essere umano, e se lui sia o meno giustificato abbastanza ad essere infastidito non spetta a me deciderlo.
  9. 8 points
    Come dicevo altrove, questo è un discorso che recentemente sul forum va molto di moda, ma che continuo a non capire. Mettiamo che vada su un forum di andrologia e veda che qualcuno scrive: non riesco ad avere un'erezione, volevo provare a infilare l'uccello in una trappola per topi, secondo voi qual è il modello migliore? Ecco, il mio primo pensiero non è di informarmi sulle varie marche, ma di sconsigliargli l'atto in generale. Se poi lui insiste a volerlo fare, che l'idea lo eccita e che suo cugino ci ha provato e gli è venuto durissimo, a quel punto affari suoi, ma non dargli il consiglio iniziale mi sembrerebbe proprio una scorrettezza.
  10. 8 points
    Nel corso dell'estate del 2018 è nato un esperimento, che ha visto coinvolti fino a 30 giocatori e che nel corso di 14 mesi di gioco, 9 level up, 28 capitoli, la visitazione di 2 continenti, 4 anni e mezzo (in tempo di gioco) e innumerevoli nemici sconfitti ha visto trionfare un gruppo di eroi, più numeroso degli eroi di Dragonlance e della Compagnia dell'Anello. L'avventura nata come l'Esercito degli Eroi si è allargata diventando una campagna con i “libri” “Nella fredda fredda luce del nord”, “Alla luce di una luna color sangue” e “Il tramonto della terra dei ciliegi”. Dopo mille peripezie il mondo di Arth è salvo e gli eroi si godono il meritato riposo. Sedici anni dopo, però, il regno di Glantria ha bisogno dell'aiuto di qualcuno... e chi se non i figli di coloro che li hanno aiutati vent'anni prima? I protagonisti di questa avventura infatti non sono giovani avventurieri a caso, ma figli degli eroi della precedente campagna culminata nell'ultimo libro “Il tramonto della terra dei ciliegi”. Tra una missione e l'altra gli avventurieri (sopravvissuti o no) hanno avuto tempo anche per mettere su famiglia (o nel caso di Clint Draconis spargere il proprio seme per tutta Arth). Come tale, la creazione del personaggio sarà vincolata da alcuni criteri inviolabili quali il nome, il cognome, le caratteristiche fisiche, la razza e per alcuni di essi il vincolo di sangue, ovvero la predisposizione a prendere determinati archetipi o carriere. Accanto ad ogni personaggio è indicata l'età che ha al momento dell'inizio dell'avventura e l'utente o gli utenti che hanno avuto ruolo attivo nella sua nascita. Dato il ruolo svolto, il giocatore o i giocatori “genitori” hanno il diritto di riservare l'assegnazione dei propri pargoli, concedendo o negando l'uso ad eventuali giocatori esterni o facenti allora parte della campagna. Responsabilità del “genitore” è nel fornire tutti i dati utili per la creazione di un bg che sia approvato da entrambe le parti prima di essere portato alla mia attenzione. A questo scopo confido nel buon senso e nello spirito di goliardia del gioco per non avere discussioni o bisticci. I pg disponibili sono: NB: il primo numero tra parentesi indica l'età PG Assegnati Versione: 3.5 Point Buy: 32 punti, punteggi base che partono da 8. L'Apparenza è pre-assegnata nei dati essenziali del singolo pg. Livello: 10 Allineamento: Qualunque, ma è altamente sconsigliato costruzioni volte al PvP Manuali concessi: Tutte le pubblicazioni 3.5. Non 3.0. Non Dungeon/Dragon Magazine. Sì al Book of Erotic Fantasy Contesto storico/sociale: Medioevo occidentale a Glantria, epoca vichinga nei Fiordi, Giappone feudale nel Katai. Nella Savana vi è un misto tra le tradizioni del medio-oriente e dell'africa sub-sahariana (a seconda della latitudine) Mo per gli acquisti: 49.000. MdL: i pg utilizzano i modificatori dettati dalla loro razza Difetti: fino a uno concesso. Regole speciali: I pg possono lanciare incantesimi fino ad un massimo del quarto livello. Incantesimi ritenuti sbilancianti per la campagna potranno venire vietati, con la possibilità comunque di cambiarli con qualcosa di più equilibrato. Dato l'elevato numero di giocatori si richiede di non prendere capacità o incantesimi tali da evocare/convocare alleati che partecipino attivamente agli scontri o svolgano ruoli superiori alle capacità del gruppo stesso (sennò a che pro mandarvi tutti in missione?) I pg con classi di mostro non sono obbligati a intraprendere tutta la classe di mostro, ma possono farne anche solo la metà (6 per la succube, 7 per la ninfa) e prendere il resto in classi o cdp normali, secondo le usuali restrizioni di ingresso/allineamento. Di seguito posto in spoiler la progressione in livelli per le classi di mostro presenti (ninfa e succube) Progressione ninfa Progressione succube Punto di partenza L'avventura avrà il suo punto di inizio al villaggio di Covo del Tarrasque (il nome è stato dato dalla pro-loco per attirare maggior turismo) presso l' “Istituto Von Gebsatell per Giovani Avventurieri Dotati”, una scuola per avventurieri nel quale i protagonisti hanno avuto accesso in virtù delle imprese dei loro celebri genitori. L'ingresso può avvenire a qualunque età dopo gli 11 anni, permettendo la frequentazione di corsi e lezioni che vanno dalle scienze magiche alla scherma, dal ladrocinio ai poteri psionici. Pur disponendo di sale da combattimento, corsi di infiltrazione, sopravvivenza e mediazione, l'istituto non è una struttura militare: gli avventurieri sono liberi di accettare o meno gli incarichi che possono essere richiesti o limitarsi a frequentare i corsi fino all'età massima di 21 anni, quando si ritiene che lo studente abbia comunque raggiunto un grado sufficiente di preparazione o abbia realizzato di non essere tagliato per la vita da avventuriero. La struttura è gestita da un rettore, l'ex ciambellano di Firedrakes Beregar dei FiglidellaRoccia, e da un corpo insegnanti che comprende ex avventurieri esperti e, talvolta, anche lezioni di supplenza o corsi periodici offerti da alcuni degli Eroi stessi o facenti parte della loro precedente spedizione. Gli studenti hanno l'opportunità di soggiornare in un campus interno alla struttura o risiedere nelle numerose stanze in affitto nel villaggio, il quale ha visto una crescita demografica esponenziale dal giorno dell'inaugurazione dell'istituto. Stile di narrazione Laddove la precedente campagna si è evoluta con tematiche molto serie (come la tortura), lo stile adottato per questa avventura breve (della durata indicativa di 3-4 mesi reali) terrà un tono allegro e goliardico, parodistico e a tratti citazionario. I nemici saranno presenti, ovviamente, ma l'unica tematica adulta presente sarà quella sessuale, che potrà essere più o meno marcata a seconda dell'interazione dei giocatori, nel rispetto però del buon gusto tramite l'uso di spoiler che non vincolino chiunque a guardare. PG con un approccio molto serio sono sconsigliati, in quanto potrebbero non essere presi seriamente dai png o dal gruppo. Taggo di seguito i giocatori della vecchia campagna con cui avrei piacere di costruire una nuova base per il nuovo, numeroso gruppo. @ilmena @shadizar @SassoMuschioso @Ghal Maraz @Minsc @PietroD @Zellos @Ian Morgenvelt @Organo84 @Nilyn @AndRe89 @Plettro @AndreaP @ToGrowTheGame Nel corso dei prossimi giorni verrà creato, oltre alla gilda, un Capitolo Zero, un'occasione di ruolaggio e interazione libera in cui i partecipanti più rapidi nel creare scheda e bg (necessari per partecipare) potranno svolgere azioni e guadagnare piccoli tesori in vista dell'inizio dell'avventura con il Capitolo Uno. Consiglio l'iscrizione al topic per non perdersi gli aggiornamenti. Il post principale (cioè questo) verrà aggiornato di volta in volta per depennare i pg assegnati.
  11. 8 points
    Io mi sono sempre chiesto: Perchè il Master deve essere quello che realizza le storie? A parte quando si usano i moduli ma perchè i personaggi devono vivere delle storie scritte da qualcun'altro? Una campagna intera? Perchè ci deve sempre essere il Signore del Male da sconfiggere? Noi persone viviamo le nostre storie, prendiamo le nostre decisioni, perchè i personaggi non possono fare la stessa cosa? A noi persone reali capitano ostacoli e i problemi, ecco, è quello che secondo me dovrebbe fare il master quando non usa un modulo, non essere il narratore di una storia ma essere colui che mette gli ostacoli e i problemi di fronte ai giocatori e ai loro personaggi mentre sono loro a narrare la storia.
  12. 8 points
    Ciao, @nolavocals Mi rendo conto che tu non voglia riferirti unicamente a DnD, ma concedimi una citazione: Questo lo si trova nelle prime pagine del manuale diDnD5 edizione, che leggo ora per la prima volta, ma ero sicuro di trovarlo nelle pagine iniziali del manuale, così come l'ho trovato dalla 3.0 ad oggi nei manuali di DnD. Se qualcuno me lo chiedesse, io direi che questo capitolo contiene le regole del gioco: dice chiaramente quello che le persone sedute al tavolo sono chiamate a fare. Quindi per me, quando dici che il tiro di dado del giocatore non va accompagnato da una descrizione, non stai tenendo conto delle regole del gioco. La mia domanda, da curioso è: perché tu non hai pensato che quelle fossero le regole del gioco? A mio avviso, sono talmente le regole del gioco, che, in merito alla tua considerazione del "chi ha un lessico forbito guadagna punti", ti viene dato una risposta semplice: il DM ascolta ogni giocatore e decide come risolvere l'azione. Mi rendo conto che però. questo non aggiunge altri punti di vista, quindi ora ti aggiungo un altra angolazione.Per farlo ti cito uno dei miei giochi preferiti, nonché uno dei più belli che abbia giocato: APOCALYPSE WORLD che recita: Giocare di ruolo è una conversazione. Le regole del gioco (intende quelle che seguiranno nel manuale) servono per mediare la conversazione. In poche righe, l'autore del gioco (dio benedica Vincent Backer), ti dice che il gioco viene definito da cosa viene detto, in altri ambiti chiamerebbero quella fase di contrattazione la definione di ciò che, attraverso le regole del gioco è stato validato, spazio immaginato condiviso. Questo pippone perché? Perché le meccaniche del gioco servono a definire le affermazioni che sono vere. quelle che sono false e a costruirvi sopra di conseguenza, pertanto è abbastanza semplice che, durante la conversazione fra GM e Giocatore, venga validata una situazione che renda plausibile (in DnD sempre a giudizio del GM, come dicono le regole) una Cd più bassa, rispetto a chi, sbagliando a giocare, perché ignora le regole, o contribuendo poco nella definizione della situazione, spiccica due parole e chiede di poter fare un tiro di dado, che, da regole di DnD, sta al DM concedere. Spero di essere stato esaustivo e aver esposto un'angolazione lievemente differente da quella esposta finora. Ciao.
  13. 7 points
    Luna, 27 Ottobre 2287. 18:30 (ora di Naī Chennai/New Madras) Base di Kala Saagar La più grande stazione aerospaziale del lato oscuro di Luna: Kala Saagar, il Mare Nero immerso nella notte perenne, gelida e bellissima. La base stessa è un'opera d'arte costellata di statue, olosculture e quadri (e molti sono originali del ventesimo secolo). Il generatore di gravità e regolato su poco meno di 1G, per comodità di tutti i presenti, e l'aria è profumata con olii ed essenze che mascherano l'odore dell'ossigeno riciclato. Normalmente la base di Kala Saagar ospita tra i trecento e i quattrocentomila individui al giorno: passeggeri, tecnici e membri del personale di servizio. Ma nell'ultima settimana è stata chiusa al pubblico e riservata ai passeggeri della Visnú. Questa meraviglia ingegneristica si sviluppa per il 78% sotto la superficie di Luna e lo spazio è più che abbondante; anche se ci sono attualmente più di centomila persone non vi sentite oppressi e schiacciati come vi capiterebbe in qualche slum-formicaio di Terra. Ed è proprio dalla Terra che ieri è giunta l'ultimo shuttle con le cosiddette riserve: potenziali coloni che potrebbero essere scelti qualora qualcuno decidesse di tirarsi indietro all'ultimo minuto. Ma a parte questa evenienza, oramai siete tutti pronti per l'imbarco: avverrà con un costante via vai di navette, perché la Visnú è troppo grande per atterrare su Luna. Prima però ci sono ancora alcune formalità, come lo smistamento finale nelle quattro sezioni passeggeri. Con le potenziali sostituzioni dell'ultimo minuto potrebbe essere necessario riorganizzare l'intera struttura coloniale. E poi queste sono le vostre ultime ore in un luogo civilizzato, perciò vi viene data la possibilità di svagarvi un'ultima volta. Circa metà della base lunare è dedicato al relax e alla ricreazione e nell'attesa della partenza molti coloni ne hanno esplorato ogni angolo. Altri hanno preferito fare conoscenza dei futuri compagni, o concedersi del tempo in (relativa) solitudine. Tra non molto ci sarà il panegirico finale del Primo Capitano della Visnú Lan Tsai-Ho, colui che avrà la possibilità di dormire per quasi tutto il viaggio e di essere svegliato all'arrivo, proprio come voi coloni. Altri due capitani lo precederanno al comando della nave, ma probabilmente non giungeranno vivi su Kepler-422b, invecchiando e morendo durante il lunghissimo viaggio. State aspettando questo discorso seduti ad un tavolo di plastimarmo nero, lungo abbastanza da ospitare una trentina di persone...e nel salone ci sono dieci tavoli del genere! Sparse per Kala Saagar ci sono centinaia di sale simili, che vi offrono l'illusione di essere una compagnia relativamente contenuta. Un buffet ben fornito è a vostra disposizione, e mentre mangiate venite allietati da musiche rilassanti. Sul soffitto un'oloscultura sonora di Manekighanesh vi offre preghiere di buona fortuna e abbondanza, il volto di gatto sorride serafico mentre le multiple grasse braccia formano mudra per ciascuna delle fedi principali. Allo stesso tempo al centro di ogni tavola un drone-Shiva alto un metro e laccato d'oro muove i passi della vita e della distruzione. Luci al neon di vari colori illuminano ogni angolo della sala, e anche i vari corridoi che vanno verso le vostre stanze e gli altri ambienti atti al relax. Alcuni schermi mostrano cascate di feed intervallati da video e immagini: l'argomento del momento è chiaramente la partenza della विष्णु, ma fanno notizia anche le rivolte popolari che si stanno diffondendo a macchia d'olio. Non tutti hanno preso bene il fatto di essere stati lasciati indietro. Secondo il prospetto che vi è stato fornito avete ancora un’ora prima che Lan Tsai-Ho faccia il suo (sperabilmente breve) discorso. Subito dopo riceverete le assegnazioni definitive e partiranno le prime navette. Potete seguire tutti questi preparativi tramite il vostro personale collegamento con Eshu, il computer della nave, che vi appare con l’aspetto di un ragazzo dalla pelle a losanghe rosse e nere e gli occhi dorati. In verità sapete tutti che è soltanto un costrutto virtuale privo di una vera intelligenza, ma è programmato abbastanza bene ed è in grado di conversare in modo disinvolto. Proprio in questo momento una delle sue immagini olografiche sta galleggiando a fianco di un tavolo vicino al vostro, spiegando in tono calmo e rassicurante tutte le caratteristiche delle capsule di stasi che userete per sopravvivere al viaggio. NOTA
  14. 7 points
    Non è questione di saper separare la realtà dalla fantasia: le storie che leggiamo e che risuonano con noi, anche se non ci crediamo, ci condizionano. Gran parte del nostro modo di ragionare, come esseri umani, corrisponde a comparare le situazioni reali con archetipi concettuali. Quando sei indeciso se spendere i tuoi risparmi in una nuova TV o tenerli come riserva in caso succedesse qualcosa, pensi istintivamente alla fiaba della formica e della cicala. Non perché non riesci a separare la realtà dalla fantasia e non capisci che il dibattito sulla previdenza tra formiche e cicali non sia mai esistito, ma perché ti sembra che vi sia una verità al suo interno. Conoscere questa storia, leggerla spesso, condizionerà il tuo modo di pensare al risparmio, mentre leggere spesso storie sull'importanza di vivere il presente senza pensare al futuro o al passato possono fare l'opposto. Le storie che leggi più frequentemente, e quindi le storie che la società di presenta più comunemente, influenzano come interpreterai una situazione. Questo vale per qualsiasi storia, ogni storia che sia interessante crea anche cambiamenti nel nostro modo di pensare. Non si tratta di essere bambini che non sanno distinguere la realtà dalla fantasia, si tratta di essere esseri umani con un cervello che funziona così. Ma perché a parti invertite non è simmetrico. Dire "finalmente un uomo al comando" o "ne abbiamo avuto abbastanza di protagoniste femminili", quando sono tutt'oggi chiaramente una minoranza (anche se meno che in passato), non è lo stesso livello di estremismo del viceversa. La posizione neutra è che, anche se sicuramente vi sono problemi molto inferiori rispetto al passato, tutt'oggi un uomo bianco eterosessuale ha dei vantaggi. Un mio collega Rom alla Sapienza aveva nascosto la sua etnia quando era un dottorando e ha continuato a farlo fin quando era diventato professore, e non credo che la sua paura di essere discriminato fosse infondata. Dire "non credo quindi che gli uomini bianchi eterossessuali debbano avere diritto di parola" è chiaramente un estremismo assurdo, ma non è una posizione tanto estrema quanto "non credo che le donne/i neri/gli omosessuali debbano avere diritto di parola", perché la verità non sta nel mezzo, sta dove sta. La verità non è che non esistano discriminazioni, ma è che ne esistono un po', sia in un verso sia nell'altro ma più in un verso che nell'altro. A parità di assurdità e di distanza dalla posizione accettabile, la turbofemminista che dice idiozie uguali e contrarie, è sottoposta a simili gogne mediatiche. Non credo che ci sia il bisogno di fare esempi, ci sono foto di "femministe" strillanti diventati memes. Ci sono interi gruppi di discussione sui social in cui si insultano specifiche persone (spesso malate di mente) con idee "femministe" estreme: non direi che non esista una gogna mediatica nei loro confronti. Personalmente sono contrario a entrambe le cose, ma spesso vedo persone usare foto personali di femministe strillanti negli stessi post in cui si parla del fascismo del politically correct e dell'orrore della gogna pubblica.
  15. 7 points
    Sarà sicuramente un'eccezione quella del mio gruppo, ma la nostra stregona che ha evocato il suo famiglio (il DM le ha concesso di evocarlo con la scheda di uno pseudodrago, ma l'aspetto di un drago fatato) non lo manda MAI da nessuna parte a meno che non sia sicuro al 100%, perché "è troppo carino, se gli fanno male muoio dai sensi di colpa". A parte lei, tutti noi giochiamo il famiglio come una creatura con sentimenti, sensazioni, capacità di percepire e comprendere il dolore, e quindi lo trattiamo di conseguenza: anche se può resuscitare quante volte voglio, rimane il fatto che soffre, con tutte le conseguenze del caso. In generale, mi sembra che il problema del famiglio della 5e sia lo stesso di praticamente ogni cosa della 5e: si fraintende il regolamento, che è scritto in modo tale da essere libero e personalizzabile, ma che viene recepito come lacunoso e povero.
  16. 7 points
    Onestamente non credo vi sia una deriva di questo tipo, anzi: io vedo gruppi di ragazzini oggi che giocano in modo molto più attento e maturo (in moltissimi sensi, dal lato umano al lato del regolamento e della comprensione del gioco) di come facevo io alla loro età. Credo che la percezione sia dovuto al cambiamento di punto di vista. A 15 anni, giocavo con i miei amici, che erano il mio mondo. In primo luogo non esisteva l'ipotesi di mancare di rispetto. Non perché fossimo persone migliori, ma semplicemente perché si giocava con persone che vedevi letteralmente tutti i giorni e occupavano il 90% della tua vita. Litigare con loro, essere escluso, sarebbe stato un dramma. In secondo luogo, cosa fosse un gioco di ruolo, cosa significasse e cosa volevamo dall'esperienza lo avevamo scoperto e definito insieme: volevamo la stessa cosa, perché la nostra idea era coevoluta. Oggi, i gruppi di adolescenti che giocano con il loro amici giocano allo stesso modo perché hanno la stessa dinamica. Ma io (noi?) no. Per carità, gioco saltuariamente con i miei amici storici se ci troviamo nella stessa città in tre o più, ma non vivo più in Italia da anni, capita sempre meno. E, passati i trenta, il tipo di amici che si fanno a 15 anni non si fanno più. Nel caso migliore, gioco con colleghi o amici, ma il termine amico è completamente ridefinito: alla mia età, un gruppo di colleghi o amici della palestra non è sacro, non è il mio mondo. Se uno ci desse buca, la sua vita continuerebbe allo stesso modo. Altrimenti gioco online con persone appena conosciute e che possono sparire per qualsiasi motivo. E anche io sono sparito in passato senza motivo apparente per chi giocava con me: ovviamente il motivo c'era, ma non c'era la confidenza per spiegare i problemi personali che erano sopraggiunti. E soprattutto ognuna di queste persone non ha iniziato a giocare con me, ha idee completamente diverse di cosa sia accettabile e cosa no. Si può arrabbiare per quella che è per lui una mancanza di rispetto, e allo stesso tempo compiere azioni che sono mancanza di rispetto per me. Si può annoiare per un modo di masterizzare che lo annoia, che invece è perfetto per me. Non è cresciuto con me, vuole cose diverse dal giocare di ruolo. Quindi no, non direi sia cambiata la gente, che le nuove generazioni siano peggiori: se sono diverse, la mia impressione è che siano cambiate in positivo. Direi che osserviamo spesso non l'equivalente di quello di prima -- un gruppo di amici che ha imparato a giocare insieme --, ma qualcosa di diverso -- un gruppo di persone che si trova insieme uniti solo dal voler giocare di ruolo, ognuno con una diversa idea di cosa questo voglia dire. In tanti confronti con il passato si confonde il cambiamento generazionale con il nostro cambiamento come osservatori. Anche la scala di casa di mia madre oggi mi sembra meno ripida ma più faticosa, ma credo siano le mie ginocchia a essere cambiate e non una ristrutturazione fatta di nascosto.
  17. 7 points
    Sinceramente credo che pur essendo D&D un gioco questo non implica che uno non debba impegnarsi. Mi spiego meglio. È inopinabile che crescere fa schifo (allego infografica) ma non per questo una passione diventa obsoleta. E se D&D è una passione, un modo per stare con gli amici e divertirsi, o per raccontare storie fantastiche lo rimane indipendentemente dall'età e dagli impegni. Quindi una volta valutato il tempo a disposizione se uno pensa di poter dedicare un giorno alla settimana ad un proprio interesse giocare diventa solo una questione di priorità. Preferisci uscire? andare al cinema? giocare a calcetto? Fai quello che preferisci. ma una volta deciso per me D&D è un impegno. Il che significa che ci sono 4, 5 o più persone che sanno che il venerdì si venerda. Capita di avere malattie, impegni imprevisti, problemi, ma il livello di impegno nell'essere alla sessione dovrebbe essere lo stesso che uno mette in qualsiasi impegno. Se quando si gioca a calcetto uno non ci va e gli altri si ritrovano in 9 la gente si incazza. Credo che, mutatis mutandis, sia la stessa situazione. Quindi riassumendo: 1- capisci quanto tempo hai a disposizione. 2- scegli le priorità. 3- Se decidi di giocare ogni tot, ti impegni a esserci. 4- gli imprevisti e i problemi capitano, ma non te ne approfittare.
  18. 7 points
    Questo è tipico del gap generazionale di cui si parla: si ama tutto quello uscito prima di compiere trent'anni e si odia tutto il resto. Per chi nasce negli anni cinquanta la musica "prima dei Queen" è grande musica, per chi nasce negli anni settanta la musica "fino ai Queen" è grande musica. Ma più in generale è il cambio di mezzo, riconoscere il libro come opera artistica e il video su Youtube come opera commerciale, senza vedere che libri come Dragonlance (o Howards, che adoro) sono assolutamente operazioni commerciali, semplicemente all'epoca in cui venivano apprezzati non avevamo la struttura mentale per vederlo. Passando ai Forgotten Realms... Certo, se l'Iliade fosse scritta oggi non verrebbe mai pubblicato per la trama (non mi esprimo sulla poesia, non so valuare la bellezza dei suoi esametri dattilici). Questo non vuol dire che non fosse geniale, ma è vecchia: la tecnica di scrittura evolve. Quelli che per noi sono tropos ovvi e banali, triti e ritriti, erano invenzioni geniali tremila anni fa. Ma non è che se dico che la Ferrari 125S fosse una macchina geniale vorrebbe dire che comprerei oggi una macchina con simili caratteristiche. Posso dire senza contraddizioni che la 125S fosse innovativa e geniale nel dopoguerra mentre sarebbe una macchina ridicola oggi. Allo stesso modo l'Iliade è geniale, ma usare gli stessi Deus Ex Machina oggi, o negli anni '80, non è una manifestazione di ingegno. Quando scrivi "è quello che vogliono Master e giocatori", stai dando la definizione di prodotto commerciale: andare incontro a quello che vuole il pubblico invece che guidarlo con le proprie idee innovative che il pubblico ancora non sa di volere. Continuo a non vedere differenze rispetto a Mercer: è quello che vogliono le persone che guardano i suoi video. Quando scrivi "il bello dei FR è proprio il suo essere un mix di tutto", è la negazione di un prodotto con un'idea. Avere nella stessa ambientazione i pirati, gli orientali, gli arabi, gli europei, gli elfi standard, gli elfi non standard, i nani standard, è la prima cosa che spiego ad un nuovo DM di non fare, ed è anche la prima cosa che ti insegnano in un corso di scrittura creativa. Decidi cosa non c'è, non cosa c'è. La creatività necessita di barriere, non di ampie praterie. Le limitazioni sono sempre più interessanti delle possibilità. Dire che c'è tutto non contiene più informazione di dire che non c'è niente. I FR sono la mancanza di un'idea. (Forse) come Mercer (non conosco il suo mondo per nulla).
  19. 7 points
    Con genitori come quelli che hanno avuto i vostri pg, non mi stupisce che siano venuti dei soggetti del genere. Basti tenere conto di ciò che hanno compiuto padri e madri in vita. Bjorn Havardsson: feticista di mezzelfe, ha messo incinta una minorenne per poi lasciarla a crescere il proprio figlio senza discutere degli alimenti, ha aggredito e ucciso un nobile in casa sua Celeste Borealis: rapitrice di bambini, ha allevato Deborah come sua figlia pur sapendo di non averne il diritto. Dopo la morte di Seline ha avanzato pretese su Ragnar, la cui infanzia sotto le sue cure lo ha reso più lento nell'apprendimento, complici atteggiamenti errati come l'allattamento anche all'età di quattro anni. Chandra Silverhand: ha sedotto con l'inganno una nobile dalla salute cagionevole portandola ad una gravidanza potenzialmente mortale, sfruttato la propria autorità a palazzo per cercare di manovrare la giustizia e tentare ripetutamente di rovesciare il sovrano per ottenere l'assoluta gestione del regno. L'ha inoltre fatta annusare per mesi a Clint Draconis, senza mai dargliela facendo la finta tonta. Clint Draconis: mai propostosi per discutere il pagamento degli alimenti dei numerosi figli avuti da diverse donne (anche impegnate) contemporaneamente, ha più volte tradito la sua legittima moglie fin dal primo giorno dopo le proprie nozze, praticato sodomia e incesto Seline Decanti: ha giaciuto con diversi uomini impegnati e un demone, è andata a combattere in una battaglia tra eserciti noncurante del fatto di essere incinta, ha avuto problemi di alcol e droga oltre ad aver aggredito i suoi compagni di squadra nel corso di una missione di salvataggio dell'intero continente Sharifa Al Rasul: ha dimostrato superficialità rifiutando qualsiasi prospettiva di conoscere la personalità di Winn'Ier, preferendo un partner che avesse unicamente forza e bellezza. Potendo scegliere chi proteggere, ha preferito il proprio partner e causato numerosi incendi con la propria magia. Si è insediata come Regina della Savana senza uno straccio di elezione democratica e dichiarando guerra alle tribù che non si fossero inchinate a lei. Thorlum Senzacasta: ha causato una rivolta che ha portato alla morte di 1300 nani (1500 secondo le stime di Flurio Pascolari), venduto la sua anima a una succube, infranto più volte il suo giuramento da Coscritto, torturato prigionieri di guerra, causato la morte di diversi compagni tra cui tutti coloro di cui giurava avrebbe protetto la vita come guardia del corpo Tom Po: non ha fatto praticamente NIENTE se non tirare pugni contro ciò che il gruppo cercava di uccidere Trull: è stato per diversi mesi un gigolò e un vigilante senza autorizzazione del regno ed ha abusato della sua autorità per ricattare la donna da cui aveva avuto un figlio per averne l'esclusiva potestà genitoriale. Dopo aver illuso la propria famiglia circa una unione rispettabile da nano, ha portato a casa un figlio non suo e un essere umano ottenuto in una delle sue numerose trasformazioni. Winn'Ier De Puh: rivoltante creatura cresciuta in cattività, ha sfruttato la magia per mutare il proprio aspetto e ingannare una ninfa per generare una prole per la quale non ha mai avanzato pretese di paternità seguendo un processo giudiziario, presentandosi arbitrariamente quando non si trovava con la propria nuova compagna, conosciuta dopo averla brutalmente malmenata. E per fortuna che gli altri che li accompagnavano non hanno figliato!
  20. 7 points
    Dragons Lair Forum, Dicembre 2019 - Le ninfe di Lagocristallo non mancano di farsi riconoscere ovunque, con la loro presenza e il fascino capace di catalizzare anche lo sguardo dell'osservatore più distratto. Torreggiante sul gruppo è visibile Astrid Winnsdòttir.
  21. 7 points
    Più che altro io vedo due problemi. 1. Le cose iconiche non sono D&D. "D&D" non è le sue ambientazioni o le sue storyline, ma il trovarsi con gli amici intorno a un tavolo, e le sue componenti più universali sono sicuramente le stupidate che succedono giocando: i mimic, gli orsigufo, gli 1 naturali, e picchiare il pavimento con un palo da 3 m. L'unico modo per rendere questa realtà in un film sarebbe una cosa tipo Jumanji o The Gamers, vale a dire una stupidata. 2. Le cose iconiche non funzionano. Le ambientazioni belle di D&D, quelle con un senso o una coerenza, sono troppo bislacche o irriconoscibili per un prodotto che non sia di nicchia. Penso a cose come Eberron, Dark Sun, Planescape. Quelle utilizzabili (e cioè fantasy) invece sono accozzaglie generiche, infantili ed edgy, ad esempio i Forgotten e Dragonlance. Che per giocare possono anche funzionare, per ambientarvi una narrazione vera invece no, tant'è che i libri di D&D sono l'equivalente della Troisi o dei Piccoli Brividi.
  22. 7 points
    DM Il vespaio che si scatenò, al termine del discorso preliminare di Sophia Von Gebsatell, fu intenso al punto che ci vollero diversi minuti per sedare gli animi, tra conflitti di sesso, razza e intenzioni. In questo lasso di tempo l'elfa che un tempo era contessa di Firedrakes rimase silenziosa ad ascoltare le numerose richieste di dettagli, fornite in particolar modo dal pio Forgrim, dalle ninfe di Lagocristallo, Ragnar e Alucard Ho nominato solo alcuni degli eroi, ma abbiamo verificato la posizione di tutti disse Sophia Winn'Ier De Puh è un combattente eroico e coraggioso, ma egli non conosce bene questa zona non essendo stato parte della prima spedizione l'elfa scosse il capo all'ipotesi di Alucard Oceiros è attualmente in vacanza con il suo compagno Alistrel, ha preso un congedo di un mese per dirigersi nel Katai e fare “Quello che avrei dovuto fare fin dall'inizio” parole sue la nobildonna quindi parve un pochino imbarazzata Quanto a mia moglie... lei attualmente è a Garnia, per il suo controllo periodico si limitò a dire. L'affermazione sembrava enigmatica, ma chi era figlio degli eroi potè comprendere che le voci sulle condizioni di Chandra Silverhand non erano del tutto infondate. Reduce dalla guerra, l'eroica barda aveva scoperto gli effetti collaterali di un incantesimo trovato in oscuri tomi di magia sessuale, il cui abuso l'aveva portata a una dipendenza patologica dallo stesso e a un progressivo deterioramento della sua splendida figura. Un periodo triste all'interno della famiglia Von Gebsatell, nella quale però la coraggiosa sangue di drago aveva trovato il supporto per ammettere la sua dipendenza e dirigersi presso una clinica a Garnia, dove i casi come il suo venivano curati ed era offerta assistenza per la ricostruzione fisica. Dopo mesi di lotta contro i propri demoni, Chandra Silverhand era ritornata padrona di sé stessa, con il solo impegno di presentarsi ogni tanto per controlli periodici e per fungere da esempio agli incontri delle persone con dipendenze da incantesimi. Abbiamo valutato l'uso di incantesimi di divinazione, ma ciò ci esporrebbe ad eventuali controincantesimi da parte di chiunque si trovi all'origine della scomparsa di Dorian spiegò Sophia Non abbiamo sospettati principali, il regno di Glantria è votato alla pace fin dal termine della Xorvintaal, come d'altronde lo era anche prima. Sono diversi coloro che potrebbero avere del risentimento contro di noi: ex-ufficiali del Katai sopravvissuti, draghi cromatici superstiti... oppure anche dei nuovi nemici, per quanto ne sappiamo. Purtroppo chiunque si trovi dietro ciò non si è ancora palesato e dobbiamo procedere con cautela, per la salvaguardia di mio nipote Sophia si appoggiò alla scrivania Dorian era partito da solo, senza scorte e senza dare merito delle proprie ragioni, non era insolito da parte sua scappare ogni tanto dal palazzo per confondersi alla popolazione di Firedrakes, un vezzo che aveva anche mio fratello da giovane... la ex-contessa ascoltò la delicata domanda di Forgrim Devo in sincerità dire che non so se egli potesse avere una compagna in città, ma egli è stato visto uscire da solo. Ad ogni modo la sua scomparsa non è stata ancora resa pubblica precisò l'elfa Il rischio che di ciò venga informata mia cognata, sua madre, è alto e non mi fiderei di altri mercenari, a meno che non vi foste tutti rifiutati di partecipare la contessa non si sbottonò all'obiezione di Deborah Non ho l'ardire di paragonarvi ai vostri genitori e non pretenderò nulla più di ciò che vorrete fare voi volle chiarire. Il matrimonio non è obbligatorio disse Sophia, rivolgendo un sorriso a Iris Mio fratello è un uomo buono, la cui preoccupazione per la famiglia lo porta spesso a esagerare. Allo stesso modo, sebbene egli abbia dato il permesso per uccidere, rispetterò la volontà di chiunque vorrà consegnare la persona o le persone coinvolte alla giustizia. Condivido l'uso di forza (e danno) non letale, qualora possibile. Ma potrete agire liberamente in questo senso, secondo il vostro arbitrio ci tenne a puntualizzare, per poi rispondere a Shaun Sì, l'idea era di convocare anche tua sorella Azuria, tuttavia ella è stata convocata dalla duchessa vostra madre e non ho potuto ribattere, per non attirare domande. Ella purtroppo non potrà partecipare, come abbiamo ritenuto fosse meglio anche per Rakayah visto... il suo temperamento troppo giocoso, ecco nella memoria di Sophia era ancora indelebile l'ultima visita a palazzo, nella quale la succube aveva avuto un incontro molto privato con la nobile elfa, che solo grazie a un immenso sforzo di volontà era riuscita a mantenere la propria fedeltà coniugale. La richiesta di Angelica fu accolta dalla consorte di Chandra Dorian è alto un metro e ottantatrè, dal fisico atletico Eoliòn lo sapeva bene, essendo stata talvolta ella stessa addestrata dalla zia, principessa regnante, spietata sul campo di battaglia come un tempo lo era sul trono Ha ereditato i capelli castano scuri e i lineamenti dalla famiglia di Marie disse Sophia Ma ha occhi verdi e la pelle chiara della nostra famiglia, oltre alla aura che avevo anche io nella mia precedente vita si diceva che prima della sua morte Sophia avesse una innaturale magnetismo, che si diceva ereditato dal sangue di ninfa che scorreva nella famiglia regnanta Sembra dimostrare già qualche anno in più della sua età, grazie anche all'accenno di barba che ha, oltre al fatto di vestirsi spesso con abiti eleganti, sebbene imbottiti per le temperature di questo autunno al termine della spiegazione, Sophia era riuscita a fornire un quadro fedele del nipote, sul cui fascino superiore anche a quello dei genitori le voci sembravano essere veritiere (Apparenza 16) Dorian Von Gebsatell Lo spirito da cacciatrice di Kat Po non passò inosservato alla fu contessa, che annuì richiamando l'attenzione su una mappa di Glantria Covo del Tarrasque si trova al centro della regione, una zona di pianura nota come Pianura Verdeggiante, percorsa dalla Via del Mercante che da est passa per la città e si dirige verso i confini di Frondargentea ad ovest. A suo tempo i vostri genitori presero dopo Pescalia un'altra via che li condusse verso nord-ovest fino alla Foresta dell'Arbusto Nero. Ora, il fatto che i confini siano tenuti d'occhio dagli elfi, sebbene non ci sia dato a sapere il motivo spiegò Sophia E' comunque per noi ragione di credere che Dorian non possa averli attraversati. Egli, come detto in precedenza, è stato visto dirigersi verso Pescalia, la città successiva a questa la madre di Luke ed Eoliòn annuì a Shaun Ho già fatto provvedere a richiedere le dovute informazioni, egli ha pernottato l'altro ieri in locanda, da solo, ed è ripartito ieri mattina. Non possiamo fare previsioni sulla direzione che possa aver intrapreso, volendo io prima richiedere a voi se potevate lanciarvi in questa caccia. E' vero, vi servirà una guida che conosca il territorio di Glantria, che nella Pianura Verdeggiante vede diversi pericoli come bande di predoni, orchi e goblinoidi disse Sophia Vi serve un adulto, possibilmente una donna che sa come approcciarsi, ma che sia anche una persona che abbia esperienza di combattimenti e un passato da avventuriera, una donna che conoscesse i vostri genitori e che sarebbe pronta a buttarsi nel fuoco per la vostra sopravvivenza, qualcuna con esperienza nel gestire tanti giovani contemporaneamente. Per fortuna disse Sophia, quando alla porta si udì un bussare Primarosa ha sempre avuto per noi la migliore in assoluto per questo la porta si aprì. Ciao a tutti! esclamò gioviale l'attraente rossa sulla soglia Sono una palla da Orcbowl infranse uno dei vetri dell'ufficio Ma potete chiamarmi Mamma di Celeste e sarò la vostra guida! la tutrice, madre della celebre Celeste Borealis di Primarosa, rappresentava uno dei più grandi misteri dell'Istituto, se non dell'intero multiverso. Ella era stata incontrata, al tempo degli avventurieri, come una attraente rossa sulla quarantina, atletica e formosa, al massimo picco della sua vita. Da allora ella non sembrava cambiata di un giorno, come invece era successo al proprio marito che portava ora i segni di vent'anni vissuti con gioia. La sua consorte, la stessa che ora era lì presente tra loro, non sembrava invece dimostrare un giorno in più, ridendo civettuola ogni volta che glielo si faceva notare o che una studentessa le chiedeva il suo segreto. Sembrava assurdo pensare che tale donna potesse essere addirittura la nonna di tre ragazzi ormai adulti.. Mamma di Celeste I miei bambini! disse adorante, vedendo Ragnar, Deborah e Alucard. Per quanto la sola tiefling del club dell'occulto fosse davvero sua nipote, ella aveva sempre riservato a tutti (Rakayah compresa) un affetto e un amore senza limiti, sebbene con la crescita i tre avventurieri avessero capito come mai Celeste avesse sempre glissato sui racconti che coinvolgevano i nonni durante il periodo della guerra Alucard, sempre attaccato a quell'aggeggio? lo rimproverò indicando lo psicocristallo Voi giovani e quelle vostre tecnologie... sei proprio uguale alla tua mamma tiefling, sia benedetta la sua anima, sempre pronta a voler provare nuove esperienze! Così ti rimbambisci e finisci per vomitare come al tuo battesimo, direttamente nell'acqua delle benedizione e quindi addosso a tutti gli ospiti! quindi notò la nipote Deborah, tesoro! la Mamma di Celeste si avvicinò e strinse una delle guance della ragazza tra le dita Ma mangi o fai finta? Sei proprio come tua madre! Non mi ha stupito quando hai cominciato anche te ad avere problemi nel tenere la pipì anche quando andavi alle elementari... non è che magari vuol dire che devi mangiare un po' di più?? osservò. La donna non mancò quindi di notare il più grande tra i nipoti acquisiti Oh, Ragnar la nonna lo strinse in un abbraccio degno del miglior Winn'Ier De Puh Ma quanto sei bello! quindi si affrettò a correggere Siete tutti bellissimi! Ma tu sei diventato proprio un bell'ometto e pensare che fino a pochi anni fa stavi sempre in bagno per minuti interi a giocare da solo... e quanto ti eri imbarazzato quando il nonno aveva sfondato la porta temendo che fossi svenuto! Pensavo avresti avuto bisogno degli occhiali, ma sono felice di essermi sbagliata! E dire che dovevi davvero fartene tante... eravamo sempre a corto di carta, sapete? puntualizzò con il resto dei presenti. X Deborah, Alucard e Ragnar Io... lo immagino bene disse imbarazzata Sophia, per poi ricomporsi alla domanda di Damien Partirete subito. E' ancora mattina e se tutto va bene potrete giungere a Pescalia entro sera. Ho fatto in modo di avvisare le stalle affinchè vi forniscano dei cavalli... e naturalmente siete giustificati per tutte le vostre lezioni e materie, fino al termine della missione. Ci sono altre domande? Io ne ho una disse la Mamma di Celeste Ma per voi tre, bricconcelli. Com'è che non avete indosso i golfini che vi ho preparato? Sì, proprio quelli con i felinidi che vi piacevano tanto da piccoli! x tutti
  23. 7 points
    La campagna si è conclusa, stavolta per davvero. Abbiamo iniziato come un gruppetto da piccola avventura con la goliardia di voler creare qualcosa di diverso, con un gran numero di persone coinvolte e l'abbiamo fatto. Spero l'esperienza sia piaciuta, sebbene capisca che non possa essere stata apprezzata da tutti, sebbene il vedere che tutti hanno voluto arrivare fino alla fine mi consola non poco e mi fa pensare di non aver combinato solo disastri. Su Discord si è parlato tanto di una possibile avvenutra con i figli, su sistemi di gioco e simili, ma di certo potete capire se dopo una lunga tirata di un anno mi servirebbe almeno qualche settimana per recuperare. Mentirei se dicessi che l'idea di un nuovo esperimento con dei bg così incredibili non mi stimola, specie unito all'idea di un "ritorno alle origini" con uno stile demenziale che sento più mio. Sebbene dal punto di vista tecnico, per il concept che avrei in mente, calibrerei un massimo di livello da incantatore prendibili (per non permettere l'accesso ad incantesimi che possono impedire il concetto del "viaggio"), non mi sentirei di escludere di poter perfino voler tentare questo progetto. Ma un'orchestra non ha solo il direttore, ma tanti ottimi artisti. Qui taggo i primi superstiti che mi vengono in mente, veterani e partecipi di buona parte della missione, per sapere il vostro parere e la vostra eventuale disponibilità. @Minsc @SassoMuschioso @Ghal Maraz @Minsc @PietroD @Zellos @Ian Morgenvelt @Organo84 @Nilyn @AndRe89 @Plettro
  24. 7 points
    Con la vittoria del gruppo su Xagroth si conclude l'ultimo libro di questa che era partita come una avventura breve ed è diventata una campagna. Nei prossimi giorni, salute permettendo (i mali di stagione colpiscono anche i master) accompagnerò i superstiti di questo Trono di Spade (ma con più porno) nell'epilogo. Per quanto determinato fossi nel voler offrire agli utenti di dragons lair una campagna che vedesse una fine, tale risultato è dovuto all'impegno di tutti, indipendentemente dal finale. Per quanto la parola "fine" verrà scritta ufficialmente tra qualche giorno, posso dire senza timore di smentite che ce l'abbiamo fatta, tutti insieme, in questo grande progetto. Spero che questa esperienza vi sia piaciuta e che vi siate divertiti a calcare Arth, le sue citazioni non tanto velate, i suoi png stereotipati e non e le sue bizzarrie.
  25. 7 points
    Attenzione, che hai frainteso enormemente la situazione. La recensione non è stata scritta da noi dello Staff di Dragon's Lair, ma da un membro dello Staff di EN World, uno dei siti più noti e importanti al mondo riguardo le notizie sui Gdr. Noi l'abbiamo semplicemente tradotta e riportata qui. In genere, non avendo spesso noi l'opportunità di provare in prima mano tutti i manuali che escono, tendiamo ad affidarci alle recensioni di siti affidabili come EN World, in genere oggettivi e validi. Puoi trovare in link all'articolo originale in fondo al nostro articolo, nel riquadro grigio. Per comodità te lo riporto qui di seguito: https://www.enworld.org/threads/its-finally-here-the-pathfinder-2e-review.666526/ Non è vero che tutte le recensioni che abbiamo pubblicato su D&D 5e sono positive. Le recensioni su alcune avventure per D&D 5e, ad esempio, se non ricordo male in particolare alcune delle prime, non sono particolarmente positive. Non cerchiamo le recensioni in base a ciò che pensiamo di un gioco, ma in base all'affidabilità del recensore. A noi dello Staff di Dragon's Lair non interessa difendere o attaccare particolare giochi. Se i membri dello staff esprimono giudizi personali, lo fanno sul forum e mai negli articoli (a meno che non sia specificato nell'articolo stesso; ad esempio, chiarisco sempre quando faccio congetture personali su quello che potrebbe significare un indizio riguardante un manuale in arrivo). Riguardo alla mia opinione personale - che è mia e non rappresenta Dragon's Lair - ritengo che PF 2 sia un gioco un po' troppo complesso per i miei gusti, ma non per questo è mio obbiettivo criticarlo e demolirlo a ogni costo. Se devo esprimere un giudizio personale, tuttavia, non posso evitare di dire quella che è la mia opinione: è troppo complesso per i miei gusti. Come scritto più avanti, però, il mio precedente post mirava più che altro a sintetizzare la recensione, che a esprimere la mia opinione. E' possibile, comunque, che io abbia usato termini ed espressioni sbagliati. Ricordo, comunque, che è la recensione a fare fede per la recensione. Se vuoi conoscere l'opinione del recensore, leggi la recensione, non il mio post. E sei sempre libero di non essere d'accordo con una recensione. Capita spesso anche a molti altri, me compreso. Se negli articoli non riusciamo a dare lo stesso supporto a PF2 rispetto a D&D 5e, non è per preferenza personale dello Staff ma per difficoltà logistiche. Noi siamo meno numerosi di quello che potrebbe sembrare e non riusciamo a seguire sempre bene le centinaia di news che escono ogni giorno sui singoli prodotti, ora che con internet si possono rilasciare mini-notizie ogni 3 secondi. Io, ad esempio, riesco a seguire più nel dettaglio le News su D&D 5e, ma non sono in grado di fare altrettanto per PF2. Cerchiamo, comunque, di pubblicare come minimo le news più importanti. Il post che ho scritto più su in questo topic è una semplice sintesi (del tutto personale) del contenuto della recensione, scritta - come già detto - da un utente di un sito diverso dal nostro. La recensione, comunque, non è per nulla negativa nei riguardi di Pathfinder 2, se la leggi bene (e l'ho anche evidenziato nel mio post di sintesi quando ho scritto "Il risultato finale, comunque, è positivo"). Il recensore, infatti, giudica PF2 un buon prodotto, capace di arricchire il panorama dei Gdr attualmente pubblicati. Quella pubblicata, tuttavia, è una recensione e, in quanto tale, il suo scopo è mettere in evidenza pro e contro del prodotto analizzato. E il lato negativo di PF 2, a quanto pare, è la sua eccessiva complessità, là dove magari si sarebbe potuto semplificare di più. L'espressione "delirio allucinante", tuttavia, è mia e, se proprio la si vuole leggere come un giudizio personale, rispecchia la mia opinione e non quella del sito Dragon's Lair. In questo caso avrei dovuto, in effetti, scegliere un'espressione più neutrale e meno interpretabile come polemica. Come ho spiegato più sopra, comunque, a differenza che negli articoli, è sul forum che noi dello Staff esprimiamo anche le nostre opinioni personali, come voi utenti. Tranne nel caso in cui noi dello Staff interveniamo direttamente nel ruolo di Moderatori o ufficialmente con il ruolo di Staff, dunque, prendi i nostri post nel forum come le nostre posizioni personali e non come interventi che rispecchiano la posizione ufficiale di Dragon's Lair.
  26. 7 points
    Allora, un paio di cose. Innanzitutto non è vero che i druidi non possano essere necromanti, è un concept che ci può stare benissimo se adeguatamente caratterizzato/motivato (ma un po' come un qualsiasi altro personaggio). Io eviterei l'opzione del multiclasse, primo perchè non hai ban chiaro come funzioni (è scritto tutto nella parte del manuale in cui descrive i multiclasse, btw), e secondo perchè a mio modesto parere un personaggio multiclasse diventa divertente da giocare solo a livelli medio/alti, prima non sei altro che una cosa nè carne nè pesce e potresti trovare che il personaggio non è all'altezza di un monoclasse. Secondo me la soluzione migliore non è altro che prendere la lista degli incantesimi della gilda Golgari (guildmasters' Guild to Ravnica), che è una lista degli incantesimi che si aggiunge a qualsiasi lista di classe. Perchè? Perchè i Golgari sono essenzialmente quello che cerchi: una gilda di druidi/ranger/maghi votati alla natura, ma che però prediligono il lato necromantico della magia. Tanto per dare un'idea la lista degli incantesimi comprende cose tipo spare the dying, ray of sickness, animate dead, cloudkill. Insomma un ottimo modo per aggiungere degli incantesimi da debuff/necromanzia alla propria lista, senza dover stare a rompersi la testa su che multiclasse convenga fare ^ ^
  27. 6 points
    Immagino tu non abbia mai abitato in un condominio 😂
  28. 6 points
    Ho seguito la discussione sugli orchi su twitter di sfuggita, ma la ho trovata interessante e non banale (seppure ovviamente da entrambe le parti ci fossero delle posizioni completamente assurde, come sempre). Tra Tolkien e oggi, c'è stato tutto un Fantasy che ha in gran parte superato l'idea manichea di razze intrinsecamente malvagie e razze intrinsecamente buone. In particolare se è biologicamente una razza e non una specie, un popolo che può procreare con gli umani dandoci i mezz'orchi o i mezz'elfi. A differenza dei mindflyer, dei demoni, degli zombie e di quant'altro. L'universo di Warcraft è probabilmente quello che ha fatto di più per popolarizzare questa idea che, dall'altra parte, gli orchi guardano agli uomini in maniera altrettanto spaventata. E sì, l'idea che esista una "razza malvagia", è problematica, e risuona con idee orribili anche queste presenti in D&D, così come l'idea che ci siano le persone buone e le persone malvage, addirittura individuabili con un incantesimo. Legare il carattere delle persone al 100% alla loro razza e/o professione, che è lo standard Old School di D&D, significa per definizione portare avanti l'idea che gli stereotipi funzionano, e considerare lo stereotipo invece della persona è la sorgente prima di ogni forma di razzismo e discriminazione. Oltre a essere un'idea letteraria stantia e banale, che porta a personaggi bidimensionali. Detto questo, ha senso scandalizzarsi e gridare alla gogna e al fuoco per come sono descritte le razze malvagie nel manuale 5E? Assolutamente no: è sempre stato così, non ha senso improvvisamente scaricare i cannoni contro qualcuno che dice cose che dieci anni fa sarebbero state normali e che oggi sono leggermente meno woke dell'accettabile. Sono profondamente contrario al modo in cui queste meccaniche social funzionano, con il tentativo di fare esempi di vittime a caso che hanno detto cose leggermente fuori tempo massimo in un processo di evoluzione sociale normale. Credo che l'evoluzione di D&D5E abbia fatto un buon lavoro, togliendo (nella sostanza) gli allineamenti e lasciando incantesimi che vedono il bene o il male all categorie di esseri non biologici, incarnazioni del male e del bene spirituale, angeli e demoni. Non ha fatto però il passo finale, ma sono strasicuro (e ne sarò stracontento) che nella 6E di D&D non ci saranno le razze malvagie intrinsecamente. Ne sarò stracontento non perché io sia "politically correct", ma perché gli orchi che ci temono come noi temiamo loro sono mille volte più fighi e interessanti delle creature intrinsecamente malvagie di Tolkien.
  29. 6 points
    Dal suo Blog Eduplay, il prof. Marrelli ci parla della spada medievale e dei falsi miti che circondano l'arma più diffusa nei Giochi di Ruolo Fantasy. La Spada. L’arma per eccellenza. La signora indiscussa del Medioevo, il simbolo del Cavaliere. Un’arma che, però, è arrivata ai giorni nostri con un pesante carico di dicerie sul suo conto. In questo viaggio sul filo della sua lama, andremo a sfatare cinque miti che ammantano le spade medievali. Una piccola nota: in questo articolo prendiamo in esame unicamente le spade europee durante il medioevo, non quelle di altri tempi o di altri luoghi. 5 – Tipologie di Spade La classificazione delle spade di Dungeons & Dragons edizione 3.5. I giochi di ruolo, soprattutto Dungeons & Dragons, tendono a classificare le spade in tre grandi categorie: spade corte (armi leggere), spade lunghe (a una mano) e spadoni (a due mani), con un ibrido tra gli ultimi due rappresentato dalla spada bastarda. La realtà è leggermente diversa: queste armi corrispondono ad altrettanti tipi di spade presenti nel medioevo, ma alcune di esse mostrano delle differenze sostanziali. Spada da lato e daga a confronto. Esistono armi corte ben più lunghe di questa daga, come il Seax o la Cinquedea. La spada corta sembra una fusione tra uno dei vari tipi di “coltelli da combattimento” come la Daga, il Seax o la Cinquedea, lunghe intorno ai 50 cm, e una spada da lato (“Arming sword”), arma standard medievale a una mano lunga attorno ai 90 cm. I primi dovrebbero dunque rientrare nei pugnali (tant’è che in inglese la parola usata è Dagger, che indica proprio una daga), mentre la seconda è una tipica spada a una mano. La spada lunga si tiene comunque alla vita, ma ha un’impugnatura adatta all’uso con due mani Oltre questa lunghezza si trova la spada lunga (“longsword”) che, tuttavia, nel mondo reale, è un’arma a due mani: sviluppatasi intorno al 1200, rappresenta la tipica spada del cavaliere cinematografico. Alcune forme di spada lunga mantengono un’impugnatura sufficientemente lunga per essere impugnate a due mani, ma una lama abbastanza corta da non richiedere una leva molto forte: queste “Spade lunghe corte”, usate di solito con due mani ma impugnabili a una mano quando necessario, rappresentano il reale equivalente delle Spade Bastarde e sono talvolta chiamate con questo nome. Nella quinta edizione di dungeons and dragons, la Spada lunga è un’arma a una mano con la capacità “Versatile” di essere usata in maniera più vantaggiosa con due mani e rappresenta egregiamente questo tipo di arma. Lo Spadone o Montante, arma incredibilmente lunga e dall’uso peculiare Infine lo Spadone è in realtà un’arma del primo rinascimento chiamata Montante o Zweihänder (letteralmente “a due mani”) tipica dei Lanzichenecchi, i famosi mercenari tedeschi citati anche dal Manzoni. Si tratta di un’arma alta quasi quanto un’uomo che eredita alcune tecniche di combattimento dalla lancia e che trova il suo ruolo peculiare nella complessa economia dei campi di battaglia del rinascimento, governati dalle picche, da un’ascesa delle armi da fuoco rudimentali e dal declino dell’armatura. Più simile allo spadone di Dungeons & Dragons è la Claymore, una versione della spada lunga più pesante e dalla lama più larga, diffusa in scozia dal XIV secolo. Accanto a queste armi, è d’obbligo citare anche le spade affilate da un solo lato, come i falcioni e i messer, che ricordano le sciabole e che barattano potere di affondo in favore di una maggiore forza di taglio. Si tratta di armi diffuse nel tardo medioevo, soprattutto al di fuori della nobiltà, molto più di quanto ci si possa immaginare. La lama larga della Claymore la avvicina allo Spadone di Dungeons & Dragons Uno splendido esemplare di Messer 4 – Il peso Capita spesso che le spade ci vengano descritte come pesanti blocchi di metallo che richiedono forze immense per essere utilizzati: in realtà, le spade del medioevo sono piuttosto leggere. Una spada a una mano, ad esempio, pesa poco più di un chilogrammo e persino la spada lunga si attesta tra 1,2 e 1,8 kg: impugnata a due mani, quest’arma pesa su ciascuna mano meno di quanto lo faccia la spada da lato, dimostrandosi più agile e, contro ogni previsione, più adatta a un personaggio di forza inferiore. Perfino uno spadone si attesta su un massimo di 6 kg! Questo gigante d’acciaio non è così pesante come sembra… ma questo non significa che sia agevole da muovere! Tuttavia questi pesi apparentemente lievi si possono tradurre in armi più o meno agili da impugnare: la spada ha un complesso sistema di distribuzione del peso lungo tutta l’arma, dovuto principalmente alla forma della lama e al pomello in fondo all’impugnatura: due armi apparentemente simili e dello stesso peso possono mostrare un baricentro più vicino alla punta, concedendo una maggiore capacità di taglio, o alle mani, implicando una maggiore manovrabilità. Le signorine in questo momento stanno rivalutando la virilità degli arcieri Se invece si cerca un’arma che richieda molta forza, bisogna guardare agli insospettabili archi da guerra, come gli archi lunghi inglesi: dove le repliche moderne hanno una forza di 60 libbre (270 Newton), paragonabili a quelle degli storici archi da caccia utilizzabili facilmente da un uomo adulto con una certa forza fisica, gli archi lunghi storici avevano forze dell’ordine di 100-180 libbre. Oggi giorno, pochissimi arcieri sono in grado di tirare efficacemente con archi così duri: si tratta di forze tali che gli scheletri degli arcieri inglesi sono riconoscibili per la struttura delle ossa delle spalle e delle braccia. 3 – Affilatura Anche qui le leggende parlano sia di lame affilate come un rasoio (leggenda ancora più diffusa per la Katana giapponese) che di armi smussate, poco più di bastoni di metallo. La verità è, ovviamente, nel mezzo. Fidati di me, non vuoi essere “accarezzato” da una spada Le spade erano tendenzialmente affilate, soprattutto nella parte finale della lama, nota come “debole”: tuttavia questa affilatura richiedeva di essere rinnovata di frequente e si perdeva facilmente con il cozzare della lama contro armi e armature nemiche. Per questo, molti si accontentavano di un’affilatura “media”, abbastanza per rendere la lama letale contro la pelle esposta ma poco altro (leggi oltre “Efficacia”). Un altro motivo per affilare la spada solo parzialmente è l’esistenza di alcune tecniche, soprattutto per la spada lunga, che prevedevano di impugnare la spada lungo la lama: queste tecniche, sviluppate soprattutto per combattere contro avversari in armatura a piastre, prevedevano ad esempio di usare la spada come una corta lancia a due mani per tentare di infilare la punta nelle giunture dell’armatura nemica (tecnica nota come half-swording), oppure di girarla e impugnarla come un martello, colpendo l’avversario con la guardia o il pomello in un attacco letale, di solito alla testa, chiamato “colpo mortale” o, in tedesco, Mordhau (nome di un recente videogioco di mischie multigiocatore a tema medievale). Il cavaliere di sinistra sta dirigendo la propria lama con la mano per cercare di infilarla nelle giunture dell’avversario. Quello di destra risponde alacremente con un Mordhau, un “colpo mortale”! Entrambe queste tecniche richiedevano di afferrare saldamente la lama, ma la probabilità di tagliarsi così era pressoché nulla, soprattutto grazie ai guanti d’arme (spesso di cuoio) indossati quasi sempre dai combattenti. 2 – Efficacia Chi pensa che la spada sia l’arma più potente si sbaglia di grosso: le riproduzioni cinematografiche in cui vediamo colpi di spada tagliare armature come burro sono estremamente fantasiose. Si tratta di un’arma indubbiamente letale contro la carne scoperta e in grado perfino di tagliare un osso, ma si dimostra inefficace contro le armature: una spada poco affilata potrebbe essere fermata perfino da vestiti spessi, e anche quelle affilate sarebbero inutili contro le armature più pesanti. I fendenti di una spada del medioevo potevano essere facilmente bloccati, ad esempio, da un gambesone, un’armatura imbottita, sconosciuta ma molto diffusa, formata da decine di strati di tessuto (solitamente lino). Ne avete visti a decine nei film, ma non lo sapevate: era un’armatura molto usta a causa del costo contenuto e facilità di riparazione, oltre che efficace nel fornire riparo dai climi più rigidi. Un elegante gambesone, collezione primavera-estate-autunno-inverno. In generale una spada usata di taglio poteva mettere K.O. un nemico in un solo colpo se andava a provocare ferite molto sanguinanti o incapacitanti, e usata in affondo l’efficacia dipendeva molto dalla zona colpita: poteva essere un colpo doloroso ma inefficace oppure una morte istantanea. Attaccando di punta aumentava anche la probabilità di attraversare un’armatura: un colpo particolarmente potente E fortunato avrebbe potuto rompere gli anelli di una cotta di maglia e penetrare nelle carni sottostanti, ma solo per armature di qualità di costruzione mediocre. Inoltre queste armature erano tendenzialmente indossate sopra delle imbottiture che avrebbero ulteriormente rallentato il colpo. 1 – Diffusione L’idea che la spada fosse un’arma costosissima e propria dei soli nobili è vera solo nei primissimi secoli del medioevo e nelle regioni più remote, come la Scandinavia o l'Inghilterra. È vero che alcuni tipi di spada, come la Spada Lunga, in alcune regioni e periodi sono state associate a determinate classi sociali: tuttavia le spade in generale erano piuttosto diffuse, soprattutto nel tardo medioevo. In alcune città della Germania, addirittura, era richiesto agli uomini in grado di combattere di possedere una spada. E’ invece sbagliata l’idea che la spada sia un’arma molto utilizzata sul campo di battaglia. Per comprenderne il motivo, dobbiamo capire il ruolo della spada, cioè quello di arma di difesa personale: in maniera simile a una pistola, l’aspetto più importante della spada è la sua comodità di trasporto. E’ un’arma efficace contro nemici non corazzati, è più lunga e agile di un’ascia a una mano ma più pratica di una lancia, la sua lama e la guardia a croce forniscono un ottimo vantaggio difensivo ed è possibile portarla alla vita durante le attività quotidiane, in viaggio e anche in guerra. Battaglia di Crecy, 1346: quasi tutti hanno una spada, quasi nessuno la sta usando. Anche nel medioevo, la spada faceva molto “figo” nelle riproduzioni artistiche, dunque da prendere “cum grano salis”. Tuttavia, come la pistola, sul campo di battaglia non è un’arma principale ma una di ripiego: nel tardo medioevo, quando c’era ormai una certa diffusione di spade di seconda mano (basti pensare a tutte le spade ereditate oppure quelle “rese disponibili” da fenomeni di morte massiccia come la peste nera), qualunque soldato aveva una spada con sé come supporto in battaglia. Tuttavia, le armi da guerra erano ben diverse. Il campo di battaglia, dai secoli bui fino al rinascimento, era governato dalle armi ad asta: lance, picche, alabarde e altre più sconosciute come il roncone, la guisarma, il falcione e la partigiana. Altri soldati combattevano con lo scudo e un’arma da impatto come ascia, mazza o martello d’arma (poco più grande di quello di uso comune), armi specializzate per abbattere nemici corazzati. La spada dunque era molto presente nei campi di battaglia ma poco utilizzata: con il rinascimento e l’arrivo delle armi da fuoco, le armature saranno via via abbandonate e la spada avrà il suo canto del cigno come arma da ufficiale e da cavalleria, soprattutto in forma di sciabola, fino alla sostituzione dei reparti di cavalleria con quelli meccanizzati durante le guerre mondiali. Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2019/06/14/5-falsi-miti-sulla-spada-medievale/ Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia. Visualizza articolo completo
  30. 6 points
    Uno dei motivi è evitare la pistola di Cekov. E' uno stile di gioco: il fatto che esista qualcosa non significa che abbia una specifica funzione nella risoluzione del task. Altrimenti si finisce al problema di Cekov nei GdR - ogni volta che descrivi qualcosa di minimamente inaspettato i giocatori cominciano ad arrovellarsi su quale funzione indispensabile per l'avventura abbia. GM: Sulla veranda della casa del giudice cresce un caprifoglio rigoglio... Giocatore 1: Fermi tutti raga, allora significa che se entriamo dalla porta principale succede qualche casino! Mi arrampico sulla pianta e scruto cautamente dalla finestra. GM: ... Quale finestra? 😮 Giocatore 1: Scusa ma se non c'è una finestra perché c'è una pianta per arrampicarsi? Giocatore 2: Mi avvicino al caprifoglio e lo osservo attentamente. Senza toccarlo, non ho detto che lo tocco! Un attimo: prima di avvicinarmi mi lego una corda intorno alla vita. Ragazzi copritemi, se la pianta fa qualcosa di strano tirate la corda! Giocatore 3: E' simile a una pianta che abbiamo già incontrato? Ci ricorda qualcosa? Giocatore 1: Forse non bisogna arrampicarsi... la pianta ha dei fiori o delle bacche?
  31. 6 points
    Secondo me entrambe le soluzioni sono valide, sia ogni classe ha poteri esclusivi (13th Age, 4e) sia ogni classe può accedere a tutti i poteri, ma solo a una piccola parte (SotDL o qualsiasi gioco non a classi). Non credo ci sia una soluzione migliore o peggiore in assoluto: il gradimento dipende senz'altro dai gusti personali, per cui l'unica valutazione un minimo obiettiva che si può fare è relativa all'aderenza agli obiettivi di design. Gli obiettivi di 5e grossomodo sono "avere il feeling di D&D" (quindi le classi devono avere una propria identità) e "accontentare un po' tutti" (quindi queste identità devono essere flessibili). Credo che considerando questi obiettivi un sistema come quello attuale, quindi una sorta di via di mezzo, fosse l'unico possibile, e che quindi possiamo dire che i designer abbiano fatto un buon lavoro. Vanno considerati anche il fattore complessità (avere molti incantesimi che fanno la stessa cosa in modi diversi, come le varie versioni di volare di cui parla l'autore, complica il gioco, quando spesso basterebbe reskinnare) e anche i limiti logistici del team di design, che probabilmente non aveva il tempo e le risorse per inventare N-mila incantesimi individuali. Poi non è nemmeno la mia soluzione preferita (a me le classi piacciono rigide oppure del tutto assenti) ma lo stesso non trovo molto produttivo un intervento che, come questi primi due punti, in sostanza si limita a un "Non mi piace perché i miei gusti sono diversi". Se l'autore è convinto che il Mago e lo Stregone di 3e, che erano letteralmente la stessa classe tranne che una delle due versioni aveva delle difficoltà di apprendimento, fossero più differenziate rispetto alle loro controparti in 5e, dove il Mago è un incantatore versatile e con molta utilità mentre lo Stregone è un blaster focalizzato, solo perché nel primo caso il metodo di cast era differente (anche se tutto il resto era uguale), mi aspetto che sia il tipo di persona che crede alla copertina dei libri e alle promesse elettorali. Questo invece è super vero e mi trova pienamente d'accordo. I miei oggetti magici preferiti sono quelli bislacchi proprio perché spingono i giocatori a tirar fuori la creatività in modi divertenti, che è l'opposto di quello che fa dar loro (altri) slot vincolati a certi incantesimi. Sono d'accordo anche con il non usare incantesimi per le capacità dei mostri, con l'aggravante che in quel caso gli incantesimi costringono a bloccare il gioco per controllare le minuzie, cosa che non avverrebbe se tutte le info fossero riportate nello statblock (il che significa appunto non usare incantesimi). La mia esperienza in questo ambito è decisamente diversa, non credo di aver mai visto incantatori di livello medio-alto usare dei trucchetti e non ho mai sentito la necessità di aumentare i danni di fireball o disintegrate. I caster poi hanno già tante opzioni a cui i mundane non possono accedere, mi sembra giusto che quello che ottengono in versatilità lo paghino in potenza. Stesso discorso che per il punto 3. A differenziare le classi non è sicuramente il modo in cui lanciano gli incantesimi, quanto quello che questi incantesimi possono fare. Tra un incantatore che lancia cura ferite e uno che lancia mani brucianti, entrambi tre volte al giorno, c'è molta più differenza che tra uno che lancia cura ferite una volta per incontro e uno che lo lancia tre volte al giorno. Questa sinceramente mi sembra una fissazione personale dell'autore che lo fa concentrare su un aspetto del tutto secondario. Sono invece d'accordo sull'accenno finale al fatto che ci vorrebbero un po' più classi combattenti. In particolare mi piacerebbe qualcosa come il Guerriero o il Ladro di 4e, che hanno delle vere e proprie mosse, o il Commander di 13th Age, un personaggio marziale con un ruolo diverso dall'infliggere o assorbire danni.
  32. 6 points
    Stavo per scrivere una risposta lunga ed articolata, ma poi ho optato per il riassunto del riassunto per due motivi: Non voglio deragliare un'altra discussione, quindi questo sarà l'ultima cosa che scrivo a riguardo. Non ne vale né la pena né il tempo, come è stato già appurato in passato. Mi limiterò a dire che presentare uno studio come se fosse un altro, aggiungere una postilla autonomamente con un'ipotesi errata che ha il solo scopo di provare a rigirare la frittata e poi atteggiarsi a "thug life" nella speranza che l'atteggiamento possa in qualche modo coprire l'ennesima stupidaggine scritta... è davvero patetico. Ma per carità, non lasciare che le mie parole ti fermino. Sono sicuro che in giro ci sia qualcuno che si fa impressionare positivamente da queste cose, che so... tipo qualche ex di Corona.
  33. 6 points
    Dipende... Ce l'hai l'autocertificazione per uscire?
  34. 6 points
    Con tutto il rispetto ma, leggendo queste note, più che "master geniale" a me pare che Gygax fosse un master che si divertiva a trollare i pg...
  35. 6 points
    Ci sono varie ragioni, oggi che sei adulto i videogiochi fantasy sono così Allora, i videogiochi di questo tipo....non esistevano. Il primo videogame di genere dungeoncrawl che uscì fu Rogue, del 1980, e aveva questa "grafica". D&D era il videogioco dell'epoca, e con la miglior grafica al mondo, l'immaginazione del giocatore. Per chi giocava a D&D contava guadagnare oggetti magici e livellare, scendendo sempre di più nel dungeon, i dungeon non dovevano avere senso, erano solo un modo di divertirsi, non ci si chiedeva come mai i mostri non si uccidessero tra di loro così come oggi non ci si chiede come mai in Diablo i demoni se ne stiano tutti buonini nel dungeon sotto la chiesa invece di uscire e massacrare la gente di Tristam. Giocare a D&D per loro era come giocare a Heroquest o a Descent, ma sulla carta, e nessuno ruola giocando a Heroquest. Quanto all'eccessiva generosità di Gygax, questa aveva lo scopo di fare il playtesting degli oggetti magici prima di inserirli nei moduli, e la cosa aveva pienamente senso.
  36. 6 points
    Adesso, ho letto solo la descrizione breve nella pagina su DTRPG e non il manualetto, che magari sarà anche fatto male, ma "spazzatura" mi sembra una parola bella forte per quella che, oltre a una pratica diffusa da sempre, mi sembra sinceramente il minimo della decenza umana. Una ragazza che giocava con noi è fortemente aracnofobica e anche solo la menzione di un ragno le dà fastidio. Finché c'era lei non ho messo ragni nella campagna, nonostante siano fra i miei mostri preferiti in assoluto. Un'altra ragazza, abbastanza emotiva, ha una cuginetta piccola a cui è molto affezionata e all'epoca in cui era in gruppo aveva chiesto gentilmente di non mettere scene in cui venissero uccisi bambini perché la mettevano a disagio e le rovinavano il divertimento. Nonostante le mie campagne siano tendenzialmente mature, lo stupro è un argomento a cui non mi piace pensare quando il venerdì sera mi ritrovo con gli amici per giocare in compagnia e mangiare schifezze, quindi non ne metto. Un gruppo di miei amici, che giocano di ruolo, ha dovuto affrontare il suicidio di uno di loro: dubito che d'ora in avanti avranno voglia di inserire questo tema nelle loro campagne e, se mi capitasse come ogni tanto succede di fargli da master, starei attento a evitarlo. Tutta "spazzatura"? Sono forse vittima di un panico moralista o della famigerata dittatura del politicamente corretto?
  37. 6 points
    Nessuno ha ancora aperto un thread sull'argomento, so here I am. Da dove cominciare? Ci sono grossi problemi sotto tutti gli aspetti: di continuity (più del solito, diciamo), di struttura interna del film, di realizzazione tecnica dello stesso. Premessa 1: Hanno totalmente ripudiato VIII, nessuno dei temi toccati (?) dal film è stato poi ripreso nel seguito. Si può anche dire che 8 alla fine costruisce solo il rapporto tra Rey e Ren e non molto di più, quindi è anche normale. Premessa 2: Meno derivato dalla trilogia originale rispetto ai precedenti, anche se il finale ricorda molto quello di 6 (c'è stato anche qua il canonico momento in cui ho pensato: "Ma se è così simile a ep N, non facevo prima a vedere N?") Premessa 3: A me non è piaciuto 8 non perché stravolge alcuni rapporti tra i personaggi: ben venga il cambiamento, me ne faccio poco dei retrocloni. Non mi è piaciuto la psicologia dei personaggi è gestita male, tutt'altro che solida, non spiega né costruisce niente. Di seguito un po' di considerazioni, occhio agli spoilerz: Questi film impallidiscono anche in confronto a I, II (!), III. L'episodio peggiore, l'Attacco dei Cloni, finisce per essere allo stesso livello del migliore di questi (VII; giuro che qualche anno fa non lo avrei mai ritenuto possibile). La trilogia prequel avrà tanti difetti ma almeno introduceva nuove idee, soprattutto a livello di worldbuilding, alcune di queste potenzialmente interessanti, e finiva per spiegare efficacemente la transizione da Repubblica a Impero. Qui nella trilogia sequel al contrario non c'è stata una singola idea che non fosse stata ruminata in precedenza (giusto il legame tra Rey e Ren, forse). Il ritorno di Star Wars è passato (in termini cinematografici) dall’essere la novità più attesa del decennio alla peggiore delusione, almeno per me. Si è rivelata una trilogia pianificata male, gestita da due (cattivi) direttori che hanno passato il tempo più a passarsi la patata bollente che a dialogare in maniera costruttiva. Cosa poteva andare storto? Non avevano nulla da dire, e difatti non lo hanno detto. Questa è la mia opinione su SW IX e sulla trilogia sequel; voi cosa ne pensate?
  38. 6 points
    ... il creatore originale e ne ha preso il posto. Non mi chiedere perché, ma mentre leggevo ho completato automaticamente così la frase nella mia testa prima di arrivare alla fine. Che poi quelli sono i Doppleganger, neanche i Mimic. Però nella mia testa era andata così. (Per la cronaca: non ho mai giocato 13th Age e non ho neanche idea di come sia fatto l'Occultista.)
  39. 6 points
    Amici carissimi, di vecchia data e nuovi! Dopo EONI di inattività mi trovo spinto a tornare sul forum per una Buona e Giusta Causa. Chi mi conosce sa che ai tempi in cui il forum era la mia seconda casa, ero promotore, insieme ad altri validi membri, di un'iniziativa meravogliosa: Facciamo Sognare i Nostri Giocatori. Un "movimento" gidierristico votato all'interpretazione, alla caratterizzazione dei PG, al sondare le sfaccettature dell'animo umano che muovono un eroe a compiere le sue scelte e le sue gesta. Scelte difficili, scelte spesso non prive di conseguenze. Scelte che lo cambiano. Una filosofia, quella del FSiNG, che ho sempre cercato di mettere in atto in qualsiasi GDR abbia giocato. Che fosse D&D, Vampires, Cyberpunk o altro, ho sempre cercato di avere un PG con un minimo di profondità emotiva, che non fosse solo una mietitrebbia per orchi con uno spadone a due mani o un segaligno lanciatore di incantesimi. Lo ammetto, con la maturità ho sacrificato sempre di più il tempo per il gioco che, per le vicissitudini della vita, si è tramutato in trovare divertente confezionare Powerpoint e cambiare pannolini, ma quando era l'ora di andare a letto, ho sempre cercato di far vedere ai miei figli quanto fosse immenso e meraviglioso il mondo della Fantasia. Ma non sono qui per raccontare cosa mi è successo in questi N anni di assenza, sono qui perché sabato scorso ho ripreso a Giocare! Per una fortunata serie di incastri voluti dal Karma, ho avuto la possibilità di finire al RPG - RolePlayGathering a Firenze e di sedermi al tavolo con alcuni altri membri storici di questo Forum. È stato meraviglioso constatare come, nonostante fossero anni che non ci vedevamo, la confidenza e l'affiatamento non fossero minimamente diminuiti. La Community di Dragon's Lair è stata (e suppongo sia ancora) una grande Famiglia da cui è difficile staccarsi definitivamente... Abbiamo provato un gioco nuovo, guarda caso ideato, sistemato e prodotto ad altri utenti di questo Forum. Gente che un minimo di esperienza ce l'ha, avendo già contribuito al mondo della ludica col "Manuale dei Livelli Infimi". Abbiamo giocato a Not The End, il nuovo gioco, edito da Fumble GDR, che al momento sta avendo un gran bel successo su Kickstarter (sembra sia tra i primi 5 GDR di maggior successo nel 2020!) che permette di giocare qualsiasi cosa. Letteralmente. Nello specifico noi abbiamo giocato i tratti della personalità di una persona in coma. Ma non erano PG precostituiti. Li abbiamo creati noi, ex novo, da soli, in 10 minuti e in collaborazione col narratore che ha dato spunti di costruzione, senza voler imporre assolutamente nulla. Non lo nego. Sono rimasto entusiasta. Lasciate perdere che fosse un argomento pesantissimo, lasciate perdere che i giocatori che erano al tavolo con me hanno dimostrato di essere eccezionalmente bravi...è stata una delle sedute di GDR più entusiasmanti, coinvolgenti ed intense che abbia mai giocato. Al di là dell'amicizia che mi lega alle persone con cui ero, ho trovato in Not The End una flessibilità incredibile ed è stato strano come, nelle sedute successive ai tavoli del RPG - RolePlayGathering fatte con altri GdR, riuscissi ad immaginarmi come sarebbe stato più intrigante a livello narrativo risolvere le sfide mediante HexSys, il sistema di gioco ad esagoni ideato da @Dark Megres e @Airon. Not The End è un gioco narrativo, che mette il personaggio al centro non solo dell'azione, ma del gioco stesso. Il giocatore ha totale autorità su cosa succeda al proprio personaggio e il bilanciamento del sistema permette un'infinita possibilità di spunti. Da ogni azione scaturiscono conseguenze che portano avanti i personaggi. Probabilmente non dritti come fusi verso la risoluzione della quest, anzi, potrebbero essere dirottati verso chissà cosa, ma è difficile restare immobili in Not The End. La storia diventa il centro di tutto e Narratore e Giocatori collaborano insieme per costruire gli eventi, definirli, descriverli e fare in modo che questi possano cambiare i Personaggi facendoli crescere. Scordatevi dadi, tabelle, coefficienti e modificatori. Tutto sta nelle parole, in come le legate e in come le usate. Amate il Fantasy? Benissimo! Ambientazioni Sci-fi? Benone anche quello. Volete giocare la Saga di Harry Potter? niente di meglio. Star Wars? anche. Una colonia di formiche che deve trovare il luogo adatto ad un nuovo formicaio? SI PUÒ FARE! Gli organi interni di una persona che sta rischiando la vita? ANCHE! Not The End ha un solo limite, che imponete voi: i confini della Vostra Fantasia. A me non ne viene niente, sono solo innamorato del progetto (sono stato il secondo a dare il mio contributo in una campagna andata funded in 47 minuti!), ma dato che è il posto dove al momento è meglio descritto tutto il progetto, se vi scappa, date un'occhiata alla loro pagina su Kickstarter e magari pledgiate, che per Lucca potreste avere un prodotto che è davvero valsa la pena finanziare.
  40. 6 points
    C'è una capacità del Patto col Genio che mi fa morire dal ridere. Il patrono: fa tranquillamente colazione Il Warlock: Gigante puzzolente, ti bandisco nella corte del mio patrono! Il patrono:
  41. 6 points
    Sicuramente leggere direttamente dall'inglese male di sicuro non fa! Però perdonami, non si può mettere direttamente a confronto Asmodee con Wyrd Edizioni senza introdurre qualche dettaglio. Non ricordo bene dove lessi questa notizia, ma fino a poco tempo fa l'Italia (assieme alla Francia) era la nazione con più manuali D&D 5e tradotti. Non saranno velocissimi (ma c'è da dire non trattano solo D&D, e traducono tanti altri prodotti per fare giocare anche altre persone che hanno altro hobby, come per esempio i giochi da tavolo in scatola). In questo bisogna fare un piccolo applauso ad Asmodee, l'unica uscita che hanno ritardato molto è stata "La Guida degli Avventurieri alla Costa della Spada" (hanno sgarrato il mese, e di molto), ma si sa che hanno grossi problemi con le uscite per vari motivi: a differenza di 2a, 3a e 4a Edizione di D&D, stampate in Italia con una semplice approvazione da parte di Wizards of the Coast , con la 5e le procedure sono molto più lunghe (per tutti i paesi in cui viene localizzata una traduzione). Dopo traduzione, revisione e impaginazione, i file vengono inviati a Gale Force 9 (l'unico ad avere la licenza dalla WotC), che dà il suo feedback e rimanda i PDF in Italia con le eventuali modifiche. Una volta apportate le modifiche, i file vengono nuovamente inviati in UK, e se sono validati vengono inviati a WotC (nella sede degli Stati Uniti). E solo a quel punto i file in una tipografia che si trova in Lituania, di modo da stampare i manuali in italiano, che poi vengono spediti in magazzino Asmodee, dal quale vengono inviati nei negozi. Ora è un metodo efficace ed efficiente di localizzare prodotto? No non lo è, è troppo lungo e macchinoso, te lo dice un economista (ma chiunque si interessi a ad osservare per curiosità personale dei casi reali può verificare che i migliori hanno tutt'altra rete commerciale, di impianti, di processi, di infrastrutture e persone). La storia di Wyrd e Numenera invece è una delle cose più irritanti del mondo... 2 mesi fa DOPO più di un anno e 2 mesi, era arrivata la mail dei backer per la versione italiana di Numenera Discovery e Destiny. E sapete cosa era il PDF??? Era una versione 1.0, quindi con possibili errori, e c'era chiaramente scritto: "Chi trova errori in questa versione ce li segnali, se sarà accertato e sarete i primi a segnalarlo, il vostro nome verrà inserito nei ringraziamenti speciali nel manuale!" Dico vi rendete conto che modo totalmente diverso di lavorare (vi assicuro che non hanno gli stessi problemi di logistica)? Vi assicuro che non ci siamo proprio: dopo un anno e 2 mesi dal Kickstater italiano hanno rilasciato qualcosa (una versione beta) che i backer dovevano revisionare (senza contare che Numenera Discovery è per molta parte un copia e incolla del vecchio manuale Base di Numenera). E vi assicuro che la edizione di Numenera, grazie a Monte Cook Games, ha tantissimi supplementi (ha finito di stampare tutti i pledge raggiunti grazie al vecchio Kickstater), e niente di meno ha chiuso da pochi mesi un altro Kickstater di successo (Numenera: Liminal Shores) per stampare altri manuali da aggiungere alla linea di Numenera Discovery e Destiny!!! Senza contare che Wyrd recentemente ha acquistato altri nuovi GDR, come ad esempio Conan 2d20 (cosa che li porterà inevitabilmente a trascurare quelli più vecchi). Penso ci sia una bella differenza, tra i due. E mi dispiaccio molto per Numenera, lo reputo (mia personalissima opinione) un bel gioco, che aveva pure i suoi difetti (come molti altri giochi), ma che era partito molto bene, vincendo addirittura il premio come migliore gioco dell'anno nel 2015 a Lucca! Ora, ti chiedo di scusarmi se entro a gamba tesa nel tuo intervento (magari non volevi criticare le due case allo stesso modo oppure non volevi metterle sullo stesso piano). Non lavoro per nessuna delle due case editoriali, ma volevo specificare bene la situazione per chi non seguisse più da vicino le vicende di queste due, usando semplicemente le informazioni che loro stessi hanno rilasciato. A voi il giudizio, io per quello che posso ogni tanto acquisterò comunque prodotti da entrambe le case (ho recentemente acquistato Coriolis della Wyrd), perché voglio ardentemente che il nostro hobby si diffonda ovunque in Italia (senza barriere linguistiche o di distribuzione). Per quanto riguarda la traduzione dell'Essentials Kit, sono molto dispiaciuto. Ho dato un'occhiata approfondita e, pur se molto carente sui dettagli e varierà delle quest (troppe si basano sul combattimento), possiede dei grossi punti di forza che vale la pena portare nel mercato italiano: personaggi per D&D da creare tramite opzioni ridotte (e non personaggi pregenerati come nel vecchio starter set), molte cose da toccare con mano (varie carte, persino sui PNG, e mappe), oltreché avere le regole sui sidekick (per i gruppi poco numerosi). Pazienza, non si può fare molto se la WotC ha detto "no". Lo starter set di Rick & Morty non l'ho mai letto e quindi non mi pronuncio in merito. EDIT: ragazzi non voglio dare lezioni a nessuno, leggete il GDR che vi pare nella lingua che vi pare, chiedo scusa anche agli altri che trovassero il mio intervento come un attacco (ammetto che è un poco sopra le righe, rispetto al solito), ma vi assicuro che era tanto per parlare di qualcosa (non è assolutamente una critica a voi). 😃
  42. 6 points
    Appena potremo vendere gli oggetti, proporrei di usare il metodo che sfruttavamo con il vecchio gruppo per dividere il loot: Io (per comodità: ho già pronto un foglio di calcolo per fare tutto velocemente) mi occupo di contare quando oro avremmo a disposizione a testa assumendo di vendere tutto. Se poi qualcuno volesse prendere qualcosa, dovrebbe semplicemente versare il costo di vendita dell'oggetto (prezzo di mercato/2). Per ora direi di discutere qui per la spartizione temporanea degli oggetti. E, a tal proposito, Ragnar non prende nessun oggetto. Tutti d'accordo? @Ghal Maraz @Ian Morgenvelt @Organo84 @Pyros88 @Plettro @Zellos @shadizar @SassoMuschioso @AndRe89 @REDDISH-MUSE @Minsc @PietroD @Von @Cronos89 @Redik @North @GelTheBest
  43. 6 points
    Dragons Lair Forum, Gennaio 2020 - Nel corso dell'assalto ai giganti della Torre del Fato, la piccola e innocente Vassilixia Draconis mostra la sua affinità naturale con l'elettricità
  44. 6 points
    io aborro completamente il passaggio via exp per evitare di ritrovarmi in situazioni come: "oh mi mancano 100 exp per passare di livello, andiamo a radere al suolo qualche accampamento di coboldi!". uso un metodo che trovo sia una sorta via di mezzo ruolo e le milestones: faccio avanzare i pg sulla base della trama e dei combattimenti affrontati e altri eventi, ma in genere chiedo di decidere prima le scelte di privilegi ed incantesimi da apprendere al prossimo livello. In questo modo il mago che vuole apprendere ad es. palla di fuoco, durante i riposi o le pause di trama si eserciterà. il guerriero vicino ad ottenere l'attacco extra si eserciterà ad attaccare più velocemente. durante una campagna, ad un guerriero che attaccava (vicino all'extra attack), feci effettuare due TxC anche se aveva un attacco solo da regola e gli feci compiere il secondo attacco (lui non aveva idea del perché gli avessi chiesto un secondo tiro) e colpì entrambe le volte. situazione simile usai per uno stregone che aveva scelto come prossimo incantesimo la suddetta palla di fuoco: lanciò firebolt contro un nemico vicino ad altri e - dato che la situazione risultava "adatta" - la sua magia generò invece una palla di fuoco. chiaramente questo espediente non va usato spesso,e va adattato a seconda della classe o del personaggio in generale per evitare di "rompere" il gioco ma credo abbia senso
  45. 6 points
    Importante: causa influenza, per almeno un paio di giorni mi sarà impossibile postare. I pg potranno postare liberamente, interagendo tra di loro. Il primo post che scriverò, dopo la convalescenza, sancirà la ripartenza diretta in direzione di Pescalia. Mi scuso per il disagio.
  46. 6 points
    Damien Marsh (Human/Half-Fiend) Il giovane mezzo-demone sorrise quando vide arrossire la giovane Astrid dopo il suo "innocente" e simpatico complimento. Un sorriso che fu cercato di tappare dalle reazioni delle altre ninfe le quali non sembravano aver preso bene quel suo spensierato atteggiamento ...e pensare che non aveva neanche un secondo fine..chissà cosa farebbero se mi impegnassi davvero.. rifletté il ragazzo sempre più divertito ed incuriosito dalla situazione che aveva creato. Non ebbe neanche il tempo di rispondere che Forgrim fece la sua entrata in grande stile ..ecco ora c'è anche l'invasato.. pensò Damien pronto a ignorare qualsiasi predica avesse fatto. Anche se Damien non frequentava Forgrim, se non per qualche lezione sporadica, ormai lo conosceva per fama, sopratutto dopo l'affissione di alcuni manifesti con l'immagine di Bahamut nella quale appariva una scritta in draconico "I Want You!". Volantino Come volevasi dimostrare Forgrim tentò di rendere quell'incontro una funzione religiosa, nella quale la povera Astrid cadde in grande stile. ...e pensare che avevo paura di annoiarmi.. pensò seguendo le assurde scene che si stavano susseguendo. Finalmente Lady Sophia prese la situazione in mano, spiegando il motivo per cui erano stati contattati. Dorian..è veramente tanto che non lo vedo..si sarà infilato in qualche pasticcio.. ma fu la successiva affermazione a rapire l'attenzione di Damien ..ei ei ei 15000 monete d'oro..!... poteva bastare quella semplice dichiarazione per convincere il giovane ad accettare ...potrei fare...beh un casino di cose! e magari farli fruttare con qualche scommessina... (sogghignò divagando con la mente) Dorian è nei pasticci quindi esordi il mezzo-demone arruffandosi leggermente i capelli con la mano una missione potenzialmente pericolosa, condita come viaggio di gita scolastica...beh non posso che accettare! concluse stuzzicato dall'idea di quello che sarebbe potuto succedere in questa avventura. Luoghi nuovi, situazioni pericolose, futuro incerto, c'era tutto quello che Damien poteva desiderare.
  47. 6 points
    Cia ragazzi! Sono uno studente di game design e sto facendo una ricerca su D&D per il mio esame di Psicologia. Per raccogliere un po di dati ho creato un sondaggio su Google Form (completamente anonimo) dove chiedo qulche informazione basilare e alcune vostre opinioni in merito a D&D. Una volta ultimato il sondaggio sarei anche felice di condividerne i risultati nel caso in cui possano interessare o servire a qualcuno. Purtroppo il sonadaggio è in inglese visto che sto cercando di diffonderlo il più possibili in giro per il web, spero che questo non crei troppi problemi. Ci vogliono meno di 5 minuti per completarlo. Grazie mille dell'aiuto e del vostro tempo! Per qualsiasi info chiedete quì nei commenti o contattami privatamente 😉 Link sondaggio: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdQnB2jYGktod2tBZb58Sfq7iMYevBcKTaZLXzTZx_OCqAasw/viewform?usp=sf_link
  48. 6 points
    Anch'io ho fatto un TGC ed è migliore del tuo, è confermato dai miei esperti.
  49. 6 points
    Fortuna che l'OP aveva chiesto di non cadere negli stereotipi. Non guardare l' identità di genere come un vincolo, pensa semplicemente al personaggio che vuoi fare, indipendentemente dal sesso che avrà. Al limite può avere delle conseguenze in base al tipo di razza (le drow, per dirne una, sono più autoritarie). Riferire te stesso al femminile è già un buon passo per ricordare agli altri giocatori che non sei un maschio.
  50. 6 points
    Entro nella discussione per dire la mia, sperando di non essere in ritardo (purtroppo trovo poco tempo per scrivere quanto vorrei). A mio modesto parere il Beast Master, come hanno già suggerito, esprime il suo massimo potenziale se usi la bestia compagna come cavalcatura. In un mio precedente commento ho già sottolineato come deve essere trattata meccanicamente, è utile a comprendere meglio la sua particolarità rispetto alla normale limitazione, e quindi mi limito a rimandarti qui: https://www.dragonslair.it/forums/topic/52583-qa-domande-e-risposte-parte-2/?do=findComment&comment=1597713 In un senso di “pura ottimizzazione” mi sento di sottoscrivere parola per parola quanto detto dall'utente @Burronix: “usalo sempre come cavalcatura. Prendi una bestia che abbia qualche capacità speciale e che possa perlomeno nuotare, scalare o volare. Prenditi un avvoltoio e cavalcalo mentre scocchi frecce dall'alto, oppure un granchio gigante che afferra i tuoi nemici mentre te gliene dai di santa ragione.” Questa è la “scelta migliore” per rendere la bestia impattante in combattimento, neanche il Paladino tramite l'ìncantesimo Find Steed ha questo controllo/versatilità sulla sua cavalcatura, poiché essa sarà sempre limitata a seguire le regole generali sulle cavalcature (pur se intelligente potrebbe essere molto rischioso lasciarla agire senza controllarla direttamente). Ritornando al Beast Master. L'utilità off-combat (quando non si è non in combattimento) di avere una creatura in più, che segue i tuoi ordini, è indubbia: la feature della sottoclasse ti permette persino di portare la bestia con te e di farla muovere furtivamente. Eppure in questa discussione, come in tante altre, vedo che ci si concentra molto su un aspetto della sottoclasse: la sua utilità in combattimento. Escludendo le soluzioni già proposte voglio fare una domanda, il Beast Master è una sottoclasse destinata a non dare il suo contributo durante un combattimento? Ora, sono sicuro che mi tirerò addosso l'odio di tutta la community che non la pensa come me, ma la risposta è un: NI (cioè "sì e no", contemporaneamente). In generale, cioè indipendentemente da chi sia stata scelta come bestia compagna e la taglia del Ranger (piccola o media), in combattimento ci sono i seguenti vantaggi (spesso sottovalutati): puoi proteggere la bestia compagna meglio di quanto credi. Incrementa per esempio la sua classe armatura tramite le corazze/bardature per animali (se il DM le concede vedi il PHB “Mounts and Vehicles” e troverai “Barding”); oppure incrementa la classe armatura o dagli PF temporanei tramite gli incantesimi a disposizione del gruppo (del resto si parla sempre di potenziare un compagno, che stavolta sarà "animalesco"). Inoltre, non lasciare la tua bestia compagna in posizioni scomode a meno che TU VOGLIA a tutti i costi che venga attaccata (il compagno animale grazie alla nuova Errata del PHB prende in automatico l'azione DODGE se non riceve altri ordini, ottima cosa!). considera la bestia compagna non crepa matematicamente in ogni combattimento (come ci si potrebbe aspettare). Spesso da DM ho notato che fare attaccare ai miei PNG la bestia compagna si rivelava la scelta tatticamente più stupida (a maggior ragione se muovevo dei PNG intelligenti) . Se ci sono zombie o creature stupide non vedo nulla di male nell'attaccare la prima cosa che si para davanti: persino la stessa bestia compagna. Ma quando incontrerete creature che usano tattiche più elaborate tutti loro probabilmente si faranno la fatidica domanda: "Cosa è la cosa più intelligente da fare? Attacco un fastidioso animale (la bestia compagna)? Attacco il Guerriero che sta sterminando i miei seguaci con i suoi mille attacchi? Attacco il Ladro che mi sembra molto fragile ma al contempo mostruosamente preciso e letale? Oppure attacco il Mago, che sta debilitando/rallentando tutti i miei alleati, nella speranza di distruggere la sua concentrazione e ribaltare la situazione a me sfavorevole?" Ecco... io dico che la bestia compagna è il bersaglio meno appetibile... e da nemico intelligente se la volessi attaccare a tutti i costi aiuterei il gruppo di PG che vuole sconfiggermi, non i miei alleati. la bestia compagna si cura meglio di quanto ci si aspetta. Oltre che ricevere "cure naturali" tramite gli Hit Dice o il riposo lungo la bestia compagna ha un prezioso alleato: il Ranger. Come Ranger hai già molte spell di cura, e al tavolo non abbiamo notato nulla di male nell'usare cure sulla bestia compagna (che è stata più efficace di uno scudo dato che ha ricevuto danni al posto dei PG). Inoltre grazie alla Xanathar's Guide to Everything i tuoi slot di secondo livello saranno utili anche per il resto del party quando decidi di curare la bestia compagna (se non capisci immediatamente a cosa mi riferisco guarda l'incantesimo chiamato Healing Spirit). la bestia compagna fornisce un ottimo controllo del campo di battaglia. Occupa uno spazio sul fisico, dunque può essere usata per bloccare un ingresso, frapporla tra il nemico e un compagno debole o indebolito, per farle sferrare un attacco opportunità in caso il nemico si muovesse, ecc. gli attacchi della bestia compagna sono adesso considerati MAGICI (cioè sempre efficaci anche se i mostri hanno particolari resistenze). Dunque in un gioco dove le creature che combattono duellano sempre con la stessa letalità a patto di essere in piedi (e quindi la loro pericolosità di infliggere danno è sempre la stessa sia che siano al massimo degli HP sia che siano con 1 HP) avere creatura aggiuntiva che infligge un qualsiasi ammontare di danno, che si muove più veloce del resto del gruppo, e che sia “sacrificabile” può veramente cambiare le sorti dello scontro! Il tutto senza che tu e/o gli altri membri del gruppo abbandoniate la vostra posizione strategica o che abbandoniate quello che stavate facendo in precedenza. Questi qui sopra sono tutti importanti usi nel combattimento, e non mi sembrano affatto pochi o poco rilevanti. Avrei potuto tralasciare altri aspetti, altrettanto utili, che si potrebbero verificare in altre situazioni particolari (es: il DM consente alla bestia compagna di entrare in Sintonia con gli oggetti magici che potrebbero essere usati data la loro forma anatomica?). In ogni caso accetto critiche motivate a quanto ho scritto sopra, magari così cambio idea io stesso. Ma prima voglio ancora sottolineare che ho tralasciato volutamente altre importanti implicazioni di possedere una creatura aggiuntiva all’infuori del combattimento (es: immaginate come potrebbe folgorare il pubblico un Ranger che finge di lottare contro il suo compagno animale, tipo una pantera). Quali sono quindi gli aspetti del combattimento in cui la bestia compagna potrebbe peccare? Vediamoli insieme: scegliere la bestia che faccia “un buon danno” contro nemici richiede lo studio degli Stat Block delle varie bestie. Questo aspetto è un qualcosa di molto raro da trovare in D&D 5e… Si possono scegliere le bestie di GS ¼ o inferiore, bene, esse sono molte, e le categorie di abilità o statistiche chiave possono variare in base alle esigenze dei vari Beast Master. In questo devo ammette che il Revised Ranger si è mosso verso una buona direzione: quella di fornire una lista limitata di creature che con quelle regole fornite saranno efficaci (nulla poi vieta di fare un bel reskin, ma quanto meno la scelta diventa più ridotta e le opzioni proposte sono meccanicamente soddisfacenti per i designer). Provare per credere: date un Beast Master a chi non lo ha studiato per bene ma che lo gioca con l’ottica di fare “tanti danni in combattimento”: magari prenderà un Falco (in inglese Hawk) e se ne lamenterà subito dopo… al contrario un utente più “esperto” deciderà magari di usare a questo scopo un Serpente Velenoso Gigante (in inglese Giant Poisonous Snake). Ora vero è che il Ranger dispone comunque dei suoi ottimi incantesimi (e il 90% degli incantesimi lista non richiede neanche di utilizzare la sua Saggezza!!!), ma chi sceglie un Beast Master GIUSTAMENTE si aspetta che sia la sua bestia compagna a fare la parte del leone anche in combattimento. una volta che la bestia muore sono problemi seri se hai specifiche esigenze e intenzioni, mi spiego… qui ci vuole addirittura uno studio ulteriore: un rimpiazzo con la stessa creatura potrebbe essere non possibile, dunque a seconda dell’ambiente io (Beast Master) devo sperare che il DM mi faccia trovare quello che cerco tra le possibili alternative, che devo intuire come papabili in base all'ambiente in cui mi trovo… ma per quanto buono sia il DM in un certo dungeon potrei trovare solamente un misero Ratto (in inglese Rat) o un Pipistrello (in inglese Bat)! Spesso inoltre i membri del gruppo vogliono tenere le resurrezioni (come Raise Dead) per gli altri personaggi. Questo problema rende quindi la sopravvivenza della creatura ancora più rilevante in determinati contesti e, anche in questo senso, il Revised Ranger si è mosso in una buona direzione: con 8 ore e 25 GP puoi resuscitare la stessa bestia compagna. Se tieni conto di quanto ho appena scritto e dei preziosi consigli che ti sono stati dati dagli altri utenti sono lieto di informarti che sei a conoscenza di moltissimi elementi che un nuovo giocatore, ahimè, non possiede. Ora non mi sento di bocciare il Beast Master, semplicemente mi rendo conto che non è per nulla intuitivo come le altre sottoclassi del Ranger (esatto, avete intuito bene, non voglio fare di proposito nessun confronto con le altre classi disponibili nel gioco e il Ranger). Non mi sento però di fare critiche sterili senza proporre la mia soluzione, anzi mi farebbe piacere sentire anche le vostre! Se dovessi fare il DM a un novellino magari prenderei molto sul serio quello che lui vorrebbe giocare, e in tal senso lo aiuterei il più possibile a realizzare il concept di Beast Master che desidera... magari suggerendogli certi Stat Block e applicando un bel reskin! Un buon suggerimento potrebbe essere quello di sfruttare le regole esistenti e applicare la regola dei PNG Speciali nel PHB a pag. 189 (cosa totalmente RAW se il DM considera la bestia compagna come tale): così la bestia prima di morire deve fallire 3 tiri salvezza contro la morte. Di sicuro aumenterei anche i PF della creatura, di modo che sia concesso alla bestia compagna qualche piccolo errore di posizionamento o di valutazione (per esempio un numero di PF totali pari al livello del Ranger moltiplicato per 5, e non x4). Buon gioco! Ringrazio anche chi mi ha letto fin qui senza addormentarsi ahah
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