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Visualizzazione dei contenuti con l'esperienza più alta dal 25/03/2026 in Messaggi

  1. Praticamente stanno facendo ricomprare ai babbasoni quello che avevano già comprato. XD E anche qui torna d'uopo il meme di Malibu Stacy.
  2. Da 15enne, mi vedi completamente d'accordo. Quello che hai detto tu a prima vista mi sembrava discriminante, in quanto sono appassionato da D&D (da poco purtroppo) e mi sono informato sulla storia del gioco (Gygax, Arneson, tutto il discorso sulla TSR e il suo decadimento), ma poi ci ho ragionato un po' su e ho capito che in effetti hai ragione. La mia generazione da quel punto di vista è indifendibile, anche solo trovare persone disposte a giocare a D&D è diventato praticamente impossibile (io sono fortunato ad avere amici curiosi di provare cose nuove e diventate ormai quasi "strane" per dei 15enni come il GdR). Purtroppo non basta un 15enne appassionato del "vecchio D&D" che compra manuali fisici per risollevare il franchise dal disastro che sta facendo la WotC con esso. Probabilmente non ne basterebbero nemmeno mille... Parlando un po' di D&D Beyond, lo trovo un tool utile per chi gioca da poco, in quanto ha diversi tool per la creazione in incontri, personaggi, png e strumenti. A me stesso è capitato di utilizzarlo per creare schede del personaggio in meno di 5 minuti (mi servivano per un progetto scolastico e non avevo tempo per farle manualmente, lunga storia). Penso però che non debba sostiture il modo di giocare a D&D. Creare un personaggio con Beyond non è la stessa cosa di farlo manualmente, per fare un esempio. Certamente il gioco digitale porta con se molti vantaggi, ma trovo la decisione di WotC di puntare solo su quello sbagliata, appunto perchè ci sono persone come me e te a cui piace giocare a D&D seduti ad un tavolo e dietro ad uno schermo da Dungeon Master, non dietro a quello di un computer (non so se tu sia un DM, volevo giocare sulla parola schermo). Anche il sondaggio parla chiaro... Sotto la WotC penso che D&D non andrà da nessuna parte, che sia per la "woke mob" oppure meno, il "gioco di ruolo più famoso al mondo" sta andando verso il punto di non ritorno.
  3. Evito di commentare, perchè altrimenti rischio di essere bannato per scurrilità... In effetti ricordo di aver letto sulla rivista KaOs che Steve Jackson, in seguito, pubblicizzò Gurps Cyberpunk come "il libro bloccato dall'FBI" (o qualcosa del genere)... 😅
  4. La lettura che faccio io è più semplice: vogliono gestire il brand. I manuali base (PHB, DMG, MM) sono quelli che vendono da soli grazie al logo D&D e continueranno a produrli internamente, perché lì c'è il margine vero. Il resto, avventure, ambientazioni, supplementi, lo esternalizzano per abbattere i costi e aumentare il volume di uscite senza tenere in casa un team grande. Questa figura che cercano non è un creativo, è un guardiano del brand: serve a controllare che quello che arriva dall'esterno non faccia danni all'immagine di D&D.
  5. Mentre vagavo per Lucca Comics & Games 2025, cercando quanti più stand di GDR possibili nel Padiglione dedicato ai "Games", sono finito davanti allo stand di Mondiversi, che oltre ad essere un rivenditore di un po' di tutto, è anche editore di un libro che ha attirato subito la mia curiosità. Il libro in questione è "Dal Gioco di Guerra al Gioco di Ruolo. Analisi di alcuni aspetti culturali" di Moreno Pedrinzani, e siccome non sono un recensore a seguire mi limito a descrivere il contenuto del libro, visto che l'ho molto apprezzato e penso possa essere di interesse ad alcuni di voi! ContenutoIn breve, il libro è un saggio che ripercorre la storia di D&D in particolare, ma dei GDR in generale, concentrandosi appunto sugli aspetti culturali che hanno dato origine al fenomeno o, viceversa, che sono stati originati da esso. Di seguito, vi lascio i titoli (piuttosto lunghi, ma perlomeno autoesplicativi) dei capitoli del libro. Una breve introduzione sulla teoria del gioco. Le origini di Dungeons & Dragons: dalla teoria dei primi giochi di guerra all'ambiente culturale che lo ha generato, immaginario, aspirazioni e organizzazione degli wargamers statunitensi negli anni '60 e '70. Il rapporto tra guerra giocata e guerra reale, l'etnicità e l'orizzonte etico. La conquista del mercato: Dungeons & Dragons un prodotto casalingo e semi-amatoriale che muta per entrare nel mercato di massa. La storia aziendale della TSR letta dal punto di vista del continuo tentato controllo sul proprio prodotto per un'emanazione dall'alto delle norme standardizzate. La diffusione di internet come chiave per il compimento di quest'opera. L'eresia controculturale: Dungeons & Dragons come toolkit, proposta non agonistica, anticapitalista, libera e collaborativa. L'impatto multimediale dei concetti formulati in Dungeons & Dragons sull'industria videoludica, la base fondante dei concetti meccanici e dell'immaginario dei videogiochi. L'influenza d'immaginario sui libri-gioco. Nuovi media e nuove fruizioni dei concetti. Il moral panic a danno di Dungeons & Dragons: la reazione emotiva della società di massa. Analisi del fenomeno statunitense e del minore e tardivo fenomeno italiano. Il paradosso della riscoperta del medioevo romantico unito all'etica protestante razionalizzante. Il destino manifesto dell'uomo bianco alla conquista della frontiera: l'elemento western e coloniale di Dungeons & Dragons. La via europea, il caso Games Workshop. Warhammer Fantasy Roleplay, copia o prodotto dotato di orizzonti valoriali originali? Breve disamina dei prodotti derivati nel Regno Unito. Quali elementi culturali locali filtrano nel formato standard d'importazione? Analisi della capacità delle culture di fare propri i prodotti culturali statunitensi creando variazioni sul tema. Conclusione. Non credo serva aggiungere altro: sebbene il contenuto si concentri prevalentemente su D&D, lo fa citando non soltanto molti giochi o GDR che lo hanno preceduto, accompagnato o seguito, ma anche numerosi altri aspetti o fenomeni quali i videogiochi o l'impatto avuto sulla società. CommentoHo personalmente apprezzato il libro sia per la ricchezza di contenuti, sia per la ricca bibliografia. Essendo giovane sia a livello anagrafico (nato nel 2000) che ancor più a livello "ruolistico" (giocando soltanto dal 2016), il 90% o più del contenuto di questo libro mi era estraneo, motivo per cui ho molto apprezzato le lezioni storiche e non solo che l'autore mi ha impartito in merito al nostro hobby (al pari dei molti articoli relativi a Dragon Magazine e le vecchie edizioni di D&D che vengono pubblicati su D'L, per i quali ringrazio tutti gli autori/traduttori). L'autore sembra conoscere il fatto suo: sebbene non parli mai di sé, si evince che non è estraneo ai GDR, e non parla soltanto da studioso, ma anche da giocatore degli stessi (nelle illustrazioni sono pure presenti foto delle sue collezioni personali, con vecchie edizioni di D&D, Heroquest e altri). Confesso che ha uno stile di scrittura molto corposo, come si poteva evincere anche dai titoli dei capitoli riportati sopra! Qualcuno nel forum direbbe che ha preso lezioni da Mattia Sorrenti, ma fa niente... L'esposizione è comunque ben documentata e ben approfondita. In sintesi: consiglio a tutti questa lettura!
  6. Questo terzo articolo della serie spiega come utilizzare lo Status Quo come metodo di preparazione di campagne sandbox. Articolo di Justin Alexander del 27 Marzo 2019 Abbiamo esaminato gli errori più comuni che si commettono utilizzando un approccio basato su trama/railroading. Ora guardiamo l'altro lato della medaglia e analizziamo le trappole della prepazione a basso valore in cui si può cadere nel tentativo di essere aperti e flessibili nella progettazione. Ecco un caso piuttosto comune: hai preparato un mucchio di elementi per la tua campagna sandbox e ora sei convinto di doverli mantenere tutti attivi e in movimento. Per esempio, quando ho gestito il mio sandbox di OD&D, avevo preparato un hexcrawl con 256 esagoni chiave. Immaginiamo di condurre quella campagna e, tra una sessione e l'altra, proviamo a passare in rassegna ogni singolo esagono dicendo, “Ok, cosa succede adesso in questo esagono? Ecco invece come si si è evoluta la situazione in quest'altro dall'ultima sessione.” Non solo sembra estenuante, ma in pratica è tutta preparazione sprecata. I giocatori non hanno visto la situazione precedente nella vasta maggioranza di questi esagoni e con ogni probabilità non vedranno neanche la nuova situazione che si sta creando. Di conseguenza, i giocatori non vedranno nessuna di queste attività. Si sta producendo una tonnellata di contenuti di cui i giocatori non hanno nessuna consapevolezza, nessuna esperienza diretta. Ho parlato con un gran numero di GM che sono intimiditi dall'idea di gestire una campagna sandbox a causa di questo particolare tipo di preparazione: il compito monumentale di mantenere un intero mondo immaginario “in movimento” risulta incredibilmente scoraggiante per loro. In realtà tutto questo non è necessario farlo, ovviamente. Questo tipo di preparazione a basso valore può essere evitato grazie alla progettazione dello status quo. La verità è che generalmente lo status quo è il modo in cui funziona il mondo reale: immaginate di andare in un ristorante. Se ci andaste oggi, cosa trovereste? Vedreste dei camerieri. Prenderebbero il vostro ordine. Vi porterebbero il cibo. Se ci andaste domani invece di oggi, cosa cambierebbe? Probabilmente non molto. Forse nulla. Se ci doveste andare il mese prossimo, sarebbe diverso? Probabilmente no. Magari i camerieri sarebbero diversi, oppure il proprietario potrebbe aver ritoccato leggermente il menu. Ma se non foste mai stati prima in quel locale, questi cambiamenti non influenzerebbero davvero la vostra esperienza. Ora, supponiamo che oggi siate andati in quel ristorante e abbiate sparato un razzo attraverso la finestra. Poi ci tornate il giorno dopo. Il ristorante sarebbe diverso? Si. Sostanzialmente è questo il segreto della preparazione dello status quo: si prepara una porzione del mondo di gioco in uno stato ben definito e poi non ci si preoccupa più di modificarlo ancora finchè le azioni dei giocatori non interagiscono con quello stato. Non appena i giocatori alterano o agitano quel determinato status quo, quella porzione del mondo di gioco diventa attiva. È una sorta di stato quantico invertito: finchè non si osserva una particella subatomica è impossibile determinare il suo stato attuale. Con la preparazione dello status quo, d'altro canto, si sa precisamente in che stato si trova qualcosa finchè non la si osserva. LO STATUS QUO ATTIVOÈ importante tenere presente che status quo non significa “statico”. Non significa nemmeno “noioso”. Per esempio, lo status quo di un covo di pirati non è “i pirati sono seduti a non far nulla”. Lo status quo di un covo di pirati è una flotta di navi pirata che salpa costantemente per saccheggiare i mari. Anzi, potrei affermare che la migliore progettazione dello status quo è molto più simile a una molla pronta a scattare: basta la minima interazione da parte dei PG per provocare un'esplosione di attività. EFFETTI NON LOCALILe azioni che mettono in “moto” un luogo (o un'organizzazione o un PNG) non devono necessariamente essere dirette. Per esempio, cosa succede se i PG scatenano una terribile epidemia che uccide i goblin? Di fatto non è necessario che entrino nel dungeon pieno di goblin dall'altra parte della mappa affinchè quei goblin vengano colpiti dall'epidemia per modificare lo status quo del dungeon. Questi effetti non locali per altro non richiedono scenari da cataclisma. Un singolo PNG sradicato da un'altra area può agire come un radicale libero, rimbalzando per il mondo della campagna e mettendo in moto un qualsiasi altro numero di elementi. Per esempio, se il Necromante fugge da un assalto dei PG potrebbe finire con l'uccidere il capo di una tribù di goblin e renderli tutti schiavi. RITORNO ALLO STATUS QUODetto questo, in assenza di interazioni continue da parte dei PG, gli elementi del mondo di gioco tenderanno generalmente a stabilizzarsi nuovamente in uno status quo. (Da notare che ho detto uno status quo; solitamente è improbabile che le cose tornino allo stesso status quo. I PG tendono ad essere piuttosto distruttivi.) Per esempio, i PG assaltano un complesso di terroristi, causano un sacco di danni e uccidono un paio di leader cultisti prima di esser costretti a ritirarsi. Nel corso della settimana successiva il culto chiama rinforzi da altre cellule per difendersi da ulteriori incursioni, mentre completa i preparativi per spostare le operazioni in una nuova sede. Se i PG non si scontrano nuovamente con i terroristi entro un paio di settimane dal primo assalto, allora il nuovo status quo includerà delle guardie cyborg (le altre cellule stavano sperimentando cose piuttosto bizzarre), un complesso terroristico abbandonato e un nuovo centro operativo allestito nel seminterrato di un parcheggio. PERICOLI DELLO STATUS QUOUno dei rischi della progettazione dello status quo è quello di scontrarsi inavvertitamente con un'ambientazione sandbox in cui non si tiene traccia attiva delle attività nel mondo di gioco e, come risultato, non c'è nulla che i PG possano osservare, il che si traduce nell'assenza di ganci di scenario. Questo è un problema che affronto in dettaglio in Juggling Scenario Hooks in the Sandbox, ma in sostanza la soluzione è semplice, “fate in modo di avere ganci di scenario e in gran quantità.” (Una volta che i PG sono in movimento,di solito il problema si risolve da solo.) Strutture robuste e predefinite per fornire ganci di scenario – come incontri casuali, tabelle di pettegolezzi, o azioni basilari della struttura dell'hexcrawl – sono un buon modo per farlo. Un altro ancora è guardare la propria ambientazione e ricordarsi che status quo non significa che non sta succedendo nulla: il covo dei pirati sta razziando le navi locali, i terroristi stanno facendo saltare in aria cose, i goblin stanno combattendo i licantropi nella foresta e qualche idiota sta sparando razzi contro i ristoranti della zona. Queste sono tutte fonti evidenti per illimitati ganci di scenario. Nella progettazione dello status quo, si può pensare al gancio di scenario letteralmente come a un gancio: qualcosa che strappa i PG dalla loro inerzia e li mette in movimento verso un obbiettivo, una volta che i PG si imbattono in quell'obbiettivo, le onde che creano si propagano rapidamente e lontano. A quel punto, la sfida non sarà più quella di mettere in moto la campagna, ma di riuscire a starle dietro. Link all'articolo originale https://thealexandrian.net/wordpress/42933/roleplaying-games/smart-prep-part-3-status-quo-design Link agli altri articoli di questa serie Una Preparazione Intelligente: Parte I Una Preparazione Intelligente: Parte II - I Principi della Preparazione Intelligente Visualizza articolo completo
  7. In AD&D i personaggi invecchiavano, si ammalavano, dovevano pagarsi l'addestramento per salire di livello e nominare un erede prima di scendere in dungeon. Prendete un qualsiasi gruppo di giocatori moderni, mostrate loro le regole di Advanced Dungeons & Dragons prima edizione e aspettate la reazione. Invecchiamento del personaggio. Malattie contratte vivendo in città. Addestramento obbligatorio per salire di livello. Spese mensili di mantenimento. Testamenti e eredi. Il tutto codificato in pagine e pagine della Dungeon Masters Guide del 1979. La risposta più comune, che si sente ancora oggi nei forum e nei podcast, è sempre la stessa: "Gary era ossessionato dalla simulazione" oppure "Gygax voleva tenere a freno i giocatori". Come se il vecchio Gary avesse passato le notti insonni a pensare a come rendere la vita difficile ai poveri avventurieri con tabelle sull'età e bollette fittizie da pagare. La verità è più interessante e più utile. Non realismo: sopravvivenza della CampagnaGygax non inseguiva il realismo come fine in sé. In più occasioni criticò l’idea di rendere D&D ‘realistico’ a tutti i costi, soprattutto quando questo andava a scapito della logica di gioco, del bilanciamento o della tenuta della campagna. Un drago che vola e sputa fuoco non è "realistico" per nessuna definizione del termine, eppure nessuno si lamenta. Quelle regole complesse non erano lì per simulare la vita medievale. Funzionano piuttosto come meccaniche di struttura: sistemi progettati per preservare un certo tipo di campagna, in cui il mondo di gioco resta più grande di qualsiasi singolo eroe. AD&D, almeno nella sua prima formulazione, appare costruito prima di tutto per sostenere la campagna, più che per mettere al centro l’arco di un singolo personaggio. La distinzione può sembrare sottile, ma cambia tutto. Il Tempo come risorsaNella Dungeon Masters Guide (p. 37), Gygax scrisse una frase diventata quasi un mantra nell'ambiente old school: Tradotto: "Non si può avere una campagna significativa se non si tiene una rigorosa registrazione del tempo." Non è una battuta. Non è enfasi retorica. È la chiave per capire l'intera architettura di AD&D. Il tempo nell'OD&D originale (1974) era già presente, con quella formula del "una settimana reale = una settimana di gioco", pensata per gestire campagne open table dove gruppi diversi si avventuravano nello stesso dungeon in sessioni diverse. Se il martedì il gruppo A ripulisce il terzo livello di Greyhawk e il giovedì il gruppo B entra dallo stesso ingresso, devono trovare il dungeon effettivamente ripulito, o ripopolato, a seconda di quanto tempo è passato. AD&D prende questo principio e lo cementa in regole. Il tempo passa. I viaggi richiedono giorni. Il riposo richiede giorni. La ricerca di incantesimi richiede settimane. La costruzione di fortezze richiede mesi. E il DM tiene un calendario di campagna preciso, perché il mondo non si mette in pausa aspettando che i personaggi abbiano voglia di uscire dal dungeon. Questa è una filosofia di design radicalmente diversa da quello che la maggior parte dei giocatori moderni conosce, dove il mondo esiste solo in funzione di ciò che fanno i personaggi. In AD&D il dungeon che hai ripulito questa settimana potrebbe essere già rioccupato la prossima. Invecchiate, signori avventurieriLe tabelle di invecchiamento della 1a edizione sono tra le regole più derise della storia del gioco. Eppure sono funzionalmente eleganti. Ogni personaggio ha un'età iniziale determinata da razza e classe. Con il passare del tempo di campagna, il personaggio avanza nelle categorie d'età (giovane adulto, maturo, mezza età, vecchio, venerabile) con modificatori alle caratteristiche. In linea generale: la saggezza e l'intelligenza crescono con gli anni; forza, costituzione e destrezza calano. Come nella vita. Ma la parte interessante è quella magica. Certi incantesimi invecchiano chi li lancia o chi li riceve: Haste (Velocità): Invecchia i riceventi di 1 anno. Wish (Desiderio): Invecchia il lanciatore di 3 anni. Resurrection (Resurrezione): Invecchia il lanciatore di 3 anni. Gate (Portale): Invecchia il lanciatore di 5 anni. Questi valori, in AD&D 1a edizione, non compaiono tutti nelle descrizioni dei singoli incantesimi: sono raccolti nella tabella sull’invecchiamento innaturale della Dungeon Masters Guide. Anni dopo, discutendo con i fan, Gygax collegò più volte questi costi al problema di tenere sotto controllo magie molto potenti e facilmente abusabili. Più che una bizzarria simulativa, l’invecchiamento funziona quindi come un prezzo di utilizzo. L'invecchiamento forzato non era una punizione arbitraria, era un disincentivo calibrato. Se lanci Gate dieci volte nel corso della carriera del tuo personaggio, hai cinquant'anni in più addosso. E ricordate: il DM conosce la tua età massima (tirata in segreto all'inizio), tu no. Potresti letteralmente ammazzarti di vecchiaia e a forza di incantresimi. Questo non è realismo. È il tempo usato come costo sistemico, una risorsa che impedisce a poteri e personaggi di restare astrattamente sospesi fuori dalle conseguenze. Ogni utilizzo di certi incantesimi ha un costo che il personaggio porta con sé fisicamente. Pagare per crescereL'addestramento obbligatorio per salire di livello è probabilmente la regola più discussa, di AD&D 1a edizione. Il testo della Dungeon Masters Guide è chiaro: l'accumulo di punti esperienza indica solo che il personaggio è eleggibile per avanzare. L'avanzamento vero richiede addestramento, un maestro adeguato, tempo (calcolato in settimane) e oro (1.500 monete d'oro per livello del personaggio, a settimana). Il DM deve anche valutare la performance del personaggio durante le avventure (eccellente, superiore, sufficiente o scarsa) e questo incide sulla durata e sul costo dell'addestramento. È farraginoso? Sì. Gygax era noto per la prolissità procedurale. Ma il meccanismo ha una logica precisa: il party che finisce un dungeon non può semplicemente "cliccare livello". Deve tornare in città, trovare un maestro, spendere oro e aspettare settimane. E durante quelle settimane, il tempo di campagna avanza. Il dungeon va avanti per conto suo. Il livello diventa un evento nel calendario della campagna, non un power-up istantaneo. E la marcia di ritorno verso la civiltà per trovare il maestro è già di per sé un'avventura: cosa è successo nel mondo mentre voi eravate giù nelle viscere della terra? L'oro bruciaLe spese mensili di mantenimento in AD&D sono un'altra meccanica che oggi fa storcere il naso, ma che ha una funzione precisa nell'economia della campagna. Il minimo è 100 monete d'oro per livello del personaggio, al mese. Solo per esistere come avventuriero: vitto, alloggio, attrezzatura consumata, "intrattenimento" (perché gli avventurieri, dice il testo con una certa ironia, sono tipi che vivono alla grande). Poi ci sono i costi per mantenere i seguaci (altri 100 MO per livello), la percentuale mensile per le fortezze, le tasse, le decime alle organizzazioni religiose. La somma totale è pensata per garantire una cosa sola: il tesoro che trovate in dungeon non si accumula a dismisura. L'oro è carburante, non trofeo. Brucia. E bruciando, tiene i personaggi motivati a uscire e avventurarsi, perché se non lo fanno i conti non tornano. Senza questo drain economico sistematico, i personaggi ad alto livello diventano così ricchi da non avere più ragioni sensate per rischiare la vita. Perché dovrei scendere in quel dungeon maledetto se ho centomila monete d'oro in banca e il re locale non vale un decimo della mia ricchezza? La struttura della campagna collassa su se stessa. Si muore, e qualcuno ereditaIn OD&D (1974), il libro Men & Magic dedicava già una sezione agli eredi: se il tuo personaggio muore (o sparisce per un mese di tempo di gioco), un suo parente può ereditare i beni, pagando una tassa del 10%. L'erede comincia al primo livello ma porta con sé quel patrimonio. In AD&D la cosa viene semplificata, il testamento è una riga sulla scheda del personaggio, da compilare all'inizio, ma il principio rimane. La morte non è la fine. È una rotazione del cast. Questa è forse l'idea più radicale e meno compresa di tutto l'impianto: in questi giochi, la campagna è la continuità, non il personaggio. I personaggi nascono, salgono di livello, invecchiano, muoiono in combattimento o per cause naturali se la campagna dura abbastanza, e vengono rimpiazzati da nuovi avventurieri che ereditano i loro averi e la loro storia. Il mondo va avanti. Non è un gioco sulla storia di un eroe. È un gioco sulla storia di un mondo. La deriva verso il personaggioIl cambio di rotta comincia con la seconda edizione di AD&D (1989). L'addestramento diventa opzionale, una regola in un riquadro blu nel manuale, per chi la vuole usare. Le spese mensili rimangono ma si trasformano in uno "stile di vita" che il giocatore può scegliere liberamente: sordido, povero, borghese, ricco. Non più una pressione sistemica sulla campagna, ma un cursore narrativo. Guardate le copertine: il Players Handbook originale di Trampier mostra un gruppo di avventurieri raccolti attorno a un colossale idolo demoniaco nel dungeon. I personaggi ci sono, ma sono piccoli rispetto alla scena e all’ambiente che li sovrasta. La copertina del Players Handbook di seconda edizione di Easley mostra un singolo eroe a cavallo che carica verso di voi, spadone in mano, protagonista assoluto dell'inquadratura. Non è un cambiamento accidentale. È una dichiarazione di intenti. Possiamo usarle oggi?La risposta onesta è: alcune sì, e più facilmente di quanto si pensi. Il tracking del tempo è la cosa più facile da reintrodurre in qualsiasi sistema. Tenete un calendario di campagna. Fate passare il tempo. Se i personaggi sono via un mese a fare training o a viaggiare, qualcosa è successo nel mondo. Il dungeon è cambiato. Un PNG è morto. Una città ha cambiato politica. Non serve realismo: serve che il mondo respiri da solo. Le spese mensili di mantenimento sono un ottimo modo per dare significato all'oro in sistemi dove altrimenti diventa inerte. Non devono essere necessariamente complesse: anche solo "pagate X al mese per mantenere il vostro status e le vostre relazioni in città" basta per ricordare ai giocatori che i soldi sono una risorsa limitata. L'addestramento può essere gestito in modo leggero e narrativo, non serve la formula Gygaxiana con valutazioni, settimane e tabelle, ma l'idea che per salire di livello serva tornare a casa, trovare qualcuno che ti insegni qualcosa e fermarsi qualche tempo è narrativamente ricca e funzionalmente utile per la pacing della campagna. E accettare la morte come rotazione del cast, non come catastrofe irreparabile, è forse la cosa più liberatoria che un tavolo moderno possa fare. Non significa giocare con incuranza verso i personaggi. Significa che la campagna non collassa se un personaggio muore, perché la campagna è il protagonista, non lui. Una scelta di business, non un incidenteVale la pena dirlo chiaramente: le campagne lunghe non sono scomparse perché i giocatori moderni sono pigri o disinteressati. Sono scomparse perché il design moderno non le facilita e questa è una scelta deliberata, non una svista. Wizards of the Coast vende D&D a un pubblico di massa. Il modello commerciale richiede abbassare la barriera d'ingresso, ridurre il tempo necessario per "sentirsi potenti", rendere ogni sessione relativamente autosufficiente. Personaggi resistenti, avanzamento rapido, mondo che aspetta pazientemente i giocatori: tutto concorre a creare un prodotto che funziona anche con un gruppo che si riunisce quattro volte l'anno e non ricorda cosa è successo la sessione precedente. Non è un difetto del gioco. È esattamente ciò per cui è stato progettato. La conseguenza è che le strutture che rendevano possibili campagne generazionali, il peso del tempo, il costo del potere, la mortalità come meccanismo di rotazione, sono oggi strutturalmente incompatibili con quel modello. Non perché nessuno le voglia, ma perché nessuno le vende più come parte del pacchetto base. Chi vuole quelle campagne sa dove trovarle. Sono ancora lì, nei retrocloni, nell'OSR, nei manuali originali che si trovano ancora in PDF. Il problema non è la disponibilità. È che per la maggior parte dei nuovi giocatori quella filosofia non è mai stata presentata come un'opzione legittima, solo come una reliquia complicata di un'epoca in cui "non sapevano ancora come si faceva". Sapevano benissimo. Stavano facendo qualcosa di diverso. Gary Gygax stava cercando di costruire qualcosa che non si disfacesse sotto il peso dei propri personaggi. Le sue soluzioni erano spesso barocche, a volte eccessivamente dettagliate, certamente figlie di un'epoca in cui "più regole = più rigoroso". Ma la domanda a cui cercava di rispondere era giusta. Come si fa a tenere vivo un mondo di gioco più a lungo di qualsiasi singolo personaggio? La risposta, in fondo, era semplice: si fanno sentire il peso del tempo, il costo del potere e la certezza della morte. Non come punizione. Come struttura. Discussioni, insulti costruttivi e aneddoti di campagne durate trent'anni sono benvenuti nei commenti. Visualizza articolo completo
  8. Credo l'ideale siano 3 gruppi di Blintester (ossia master e giocatori, che provano aimpostare un'avventura o una campagna, con la sola interpretazione del manuale) e un gruppo (come ne ho discusso con @CreepyDFire ) una volta finito l'impaginazione iniziale, tramite FGU sotto il mio masteraggio (anche per vedere cosa dò per scontato io rispetto a chi legge il manuale la prima volta, infatti ho appena fatto una aggiunta all'abilità di espulsione per sapere la distanza di efficacia degli incantesimi). Il mio ideale di numero è sempre stato 4, ho portato anche gruppi di numero ben più grande (fino a 8) ma pur avendo sempre avuto la fortuna di trovare giocatori appassionati, qualcuno, in numeri grossi rimaneva in disparte, indietro, mentre lo stesso giocatore con un massimo di 4 riusciva ogni tanto a finire sotto i riflettori. Stai citando qualcosa di fuori da mondo 😂, metaforicamente avere il rotolo dei sette sigilli, sul piano materiale o anche nei sottostrati dell'abisso vorrebbe dire che qualcuno e riuscito a rubarlo a Dio stesso 😬. Invece il libro di Enoch (che è in lista, anche se nei possibili volumi futuri, visto la sua potenza) è il grimorio più ambito di tutti (dalle leggende si trova sotto la sfinge) Enoch bisnonno di Noè, vergò il suo libro nella lingua primigena prima della caduta della torre di Babele, quella degli angeli, lingua che ha preso il suo nome: "l'enochiano" . Poter studiare tale libro (sono tavolette, oltre al contenuto) vorrebbe dire apprendere la base di tutte le lingue e quindi poter capire meglio ogni idioma. Grazie fa sempre Piacere avere dei complimenti, sopratutto per questa mia opera di cui sono consapevole la sua fattura di nicchia quindi tendenzialmente dell'interesse di pochi. Aggiungo per gli amanti: Libro di Enoch: Il Tesoro Antidiluviano degli AngeliIl Libro di Enoch, attribuito a Enoch (o Edris), sesto discendente in linea di sangue da Adamo, è una reliquia degli antidiluviani e bisnonno di Noè. Secondo la leggenda, Dio lo condusse in cielo tramite gli angeli, dettandogli una raccolta di trecentosessanta tavole che racchiudono i segreti del mondo: l’uso di tutte le erbe mediche, le scienze, i misteri dell’astrologia, la storia della creazione e profezie sul destino dell’umanità. Si dice che questo testo sia nascosto a Saqqarah, in Egitto, o forse vicino alle piramidi, di cui Enoch sarebbe stato uno dei progettisti, e il suo ritrovamento è profetizzato come uno dei segni dell’apocalisse. Potrebbe giacere in cripte sacre o strati profondi dell’oltremondo, un artefatto ambito non solo per i suoi contenuti, ma perché scritto in Enochiano – la lingua degli angeli e radice di tutte le lingue, dispersa dopo la Torre di Babele.Classificato come manuale, il Libro di Enoch richiede studio e dedizione. Il suo grado è speciale, riflettendo la vastità del sapere celato. La qualità è eccellente, un segno della sua origine divina e della sua completezza. Tradurlo impone un test Sapienza Lingue impegnativo (18); se riuscito, concede un grado di successo aggiuntivo in qualsiasi abilità sotto i semi di Terra, Aria e Acqua, oltre a un bonus permanente di 3 punti in Lingue una volta appreso l’Enochiano. Conoscere questa lingua primordiale offre un vantaggio di un grado (3 punti) di successo a tutti i test Lingue, facilitando la traduzione di qualsiasi idioma. La difficoltà di traduzione è impegnativa (18) indipendentemente dalla lingua di partenza, un ostacolo che ne protegge i segreti. Speciale: Non è mai stato trovato, più una leggenda che un grimorio. Le leggende parlano che si mostrerà soltanto prima dell’apocalisse per dare modo ad alcuni eletti di qualsiasi nazione di comunicare liberamente. Sommario Tipo: Manuale Grado: Speciale Qualità: Eccellente Difficoltà: Impegnativa (18) (Lingue, qualsiasi lingua di partenza) Effetto: +1 grado successo (abilità Terra/Aria/Acqua), +3 punti in Lingue (dopo traduzione), +1 grado (3 punti) a test Lingue (con Enochiano appreso) Prezzo della Conoscenza (Il Peso della Rivelazione): Comprendere la lingua degli Angeli significa udire gli echi della Creazione. È un'esperienza travolgente. Dopo aver appreso l'Enochiano, il lettore diventa ipersensibile alle dissonanze spirituali. In presenza di un peccato grave o di una forte corruzione demoniaca, può essere colto da emicranie debilitanti o udire un ronzio acuto e ultraterreno. La conoscenza non è solo potere, è un fardello. Corruzione del Grimorio (Influenza 0): Il Libro di Enoch non è corrotto. È puro. La sua influenza non è negativa, ma potentissima. Tiene a bada le influenze demoniache in un raggio di diversi metri, purifica l'aria e dona una sensazione di pace, in sua presenza il peccato viene epurato di 1 punto al giorno. Tuttavia, questa stessa purezza è un faro nell'oltremondo. Entità angeliche decadute, demoni potenti e cercatori di conoscenza percepiranno la sua presenza, rendendo il possessore un bersaglio per chi vuole proteggerlo, distruggerlo o impossessarsene.
  9. Bell'articolo. Nelle nostre campagne ho tenuto tutto quanto era presente, anche se in modo meno rigido, ad eccezione del testamento. La differenza fondamentale tra i vecchi sistemi e quelli moderni è proprio il soggetto centrale del gioco: nei vecchi sistemi è la campagna, l'ambientazione, il mondo. In quelli moderni il personaggio è il fulcro di tutta l'esperienza. Quando il pg dorme, il mondo si ferma. Tutti gli eventi esistono solo per gratificare o impegnare il personaggio. Di conseguenza lo scorrere del tempo ha perso di significato Una volta che hai segnato tutto sulla scheda, dove sono queste difficoltà? AD&D 2E è molto meno complesso delle edizioni successive. L'unica difficoltà è data dalla forma mentis acquisita giocando con sistemi diversi e dover reimparare o imparare da zero un altro sistema quando hai giocato con lo stesso per anni. Questo comporta un certo disorientamento. Ma dire che è complicato prendere le capacità (tot punti ogni x livelli), o aggiungere la velocità dell'arma all'iniziativa (regola opzionale tra l'altro), o sapere che puoi fare una prova di sollevare grate usando la forza mi sembra una forzatura. Se poi lo si confronta con il doversi ricordare cosa fa il talento x, abbinato al talento y, insieme alla stirpe z e via dicendo. Inoltre, per quanto riguarda le abilità, sono valori immutabile che acquisisci alla creazione del personaggio una volta determinato il valore dell'abilità stessa. E' solo questione di abitudine. Come detto prima, se scrivi tutto sulla scheda del pg, ed è una scheda molto meno "piena" rispetto alle successive edizioni, non devi fare altro che guardarla ed hai tutto sott'occhio. Se poi hai giocato con Rolemaster e i suoi derivati, è ancora più semplice 😁 Le meccaniche dell'invecchiamento sono cadute in disuso perché troppo penalizzanti, specie se si costruisce un gioco che prevede l'immortalità del PG, permettendogli di guarirsi quando vuole, quante volte vuole, semplicemente schiacciando un pisolino di 10 minuti. Ovviamente ho esagerato, ma è solo per sottolineare quanto queste regole fossero figlie di una filosofia concettuale che è anni luce distante da quella attuale. E in quel contesto avevano (ed hanno a mio avviso) perfettamente senso. Non erano perfette, ma avevano una forte ragione di esistere.
  10. Buongiorno Sono un Master di D&D 3.5 al suo secondo mandato. Ho conosciuto D&D e imparato a giocare in adolescenza, abbandonato per alcuni anni, ed ho ripreso a masterare con un nuovo gruppo da poco, ora che ne ho 36. Spero di trovare nuovi spunti in questa community. TomLink_89
  11. Arenal - Elfo Aiuto i miei compagni a liberare completamente il passaggio, facendo una smorfia quando vede i corpi morti dei banditi all'interno: erano una delle cause della distruzione dell'ordine in queste terre, ma non è comunque un bello spettacolo. Amico mio, potresti provare a pronunciare una preghiera per le anime dei cavalieri? Chiedo a Heinrich, aggiungendo I rintocchi di quelle campane sembravano collegati alle tombe sconsacrate. È una coincidenza che non mi piace: forse riconsacrare questo posto potrebbe fermare qualsiasi cosa stia succedendo.
  12. Il Fiore del Deserto"A flower blooming in the desert proves to the world that adversity, no matter how great, can be overcome" (This is a story about that flower) Musica di sottofondo I live in a world of fire and sand, where blistering heat is the companion of long days, where fear-filled darkness rules the night. The crimson sun beats down from a shimmering sky, scorching the life from everything that crawls or flies or runs. This is a land of blood and dust. This is my home: Athas. Prologo Nell'eterna lotta tra Ribellione e Re-Stregoni, il villaggio di Shazlim, almeno sulla carta, era neutrale e indipendente. Come praticamente tutti i villaggi, agiva su basi pragmatiche: forniva volentieri aiuto alla Ribellione, ma solo fintanto che era conveniente. La cellula Desert Shadows aveva barattato equipaggiamento militare e protezione dalle bestie del deserto in cambio di alloggio, cibo e (soprattutto) acqua. Tale scambio si era rivelato reciprocamente vantaggioso per entrambe le parti, ma, a lungo andare, i rapporti si erano un po' incrinati: l'erosione delle risorse idriche del villaggio iniziava a pesare sui suoi abitanti. Non vi era malizia, solo cinico istinto di autopreservazione: i ribelli erano ospiti del villaggio, ma più tempo restavano, meno erano graditi, e non era possibile prolungare troppo quella situazione. D'altro canto, non era nemmeno intenzione del capitano, Tareq Faihayl, rimanere a Shazlim per sempre: aveva una missione importante da compiere, ovvero liberare i suoi vecchi amici, Karim ad Urik e Chak-tha a Raam. E, questa volta, non era stata la Cabala delle Sabbie (a cui obbediva per motivi gerarchici ma di cui diffidava) ad imporgliela. Era la Stagione del Sole Nascente, nono mese, quando Tareq decise di lasciare Shazlim. Su Athas, Rimal era anche noto come il mese delle polveri: nell'aria iniziava ad accumularsi il particolato, lo stesso che sarebbe poi diventato il cuore delle temibili tempeste di Coriolis, più frequenti nel mese successivo (Koriash). Nella spietata scala climatica di Athas, però, Rimal rimaneva uno dei mesi meno caldi, dunque ancora idoneo per viaggi brevi, accettando però il rischio degli haboob (tempeste di sabbia e polvere). Ad ogni modo, Tareq non aveva avuto margine di scelta: i tempi erano dettati dalle carovane mercantili passanti per Shazlim, utili non solo come logistica, ma anche come copertura perfetta per infiltrarsi nelle Città-Stato, spacciandosi per mercanti di tappeti/tendaggi. Quando arrivarono i quattro nuovi ribelli affidati alla sua cellula (in qualità di Ali del Deserto), Tareq discusse brevemente con loro e, infine, decisero assieme di partire per Raam, la Città-Stato del Re-Stregone Namyr Sandsnake, anche noto come il Drago-Serpente. Fu così che la cellula Desert Shadows si divise: alcuni andarono ad Urik, preparando il terreno per quando poi Tareq sarebbe giunto per liberare Karim; altri partirono verso il villaggio di Break Shore, vicino Raam, per raccogliere informazioni dai Thri-Kreen (della cellula Desert Trees) stanziati sui monti; una terza parte partì per l'oasi di Silver Springs, situata in posizione strategica all'intersezione di diverse rotte commerciali; infine, due coppie di ribelli decisero di restare a Shazlim, a causa dei legami stretti, e ben presto si sarebbero integrate nel villaggio. La rete di spie si diffuse quindi a macchia d'olio nel deserto. Anno dei Re 374 - Salim, 17° giorno di Rimal Il sole è in fase calante. L'accampamento ribelle a Shazlim è oramai deserto: gli ultimi ribelli rimasti (molti erano già andati via nei giorni precedenti) stanno smontando le tende, pronti a partire, ciascuno per la sua destinazione. Siete arrivati nel villaggio solo tre notti fa, siete stati trattati bene, ma già dovete ripartire. Ciascuno di voi si ritira nelle proprie stanze, seguendo scrupolosamente le indicazioni date dal capitano. Dapprima, vi spogliate, poi prendete una boccetta di unguento perlaceo datovi da Tareq in persona: lo spalmate sulla pelle, sentite subito una sensazione di frescura. Questo balsamo ha numerose funzioni, ma la più importante è regolare la sudorazione, rallentandola. Una volta assorbito, iniziate la vestizione. Indossate dapprima due indumenti in lino, dalle tinte naturali color sabbia chiara: il sirwāl, un ampio pantalone, e il qamīṣ, una camicia interna. Poi, infilate il thawb, una tunica di lino molto ampia e lunga fino alle caviglie, e l'abaya, un mantello in fibre di lana leggera con la triplice funzione di schermare dai raggi solari, proteggere dal vento e ridurre la dispersione del calore nelle ore notturne. Dopo aver messo i khuff, ovvero delle scarpe chiuse in pelle, avvolgete attorno alla testa il tagelmust, l'ampio tessuto di cotone usato come turbante per coprire capo e viso. Prendete la maschera filtrante e la fate aderire bene al volto (le polveri del deserto, in quel mese, sono pericolose), per poi riporre le lenti anti-sole in una tasca interna, pronte da usare all'occorrenza. Zaino in spalla, lasciate infine la vostra stanza e vi avviate. Assieme a Tareq, vi sono tre altri ribelli, dei Guerrieri delle Sabbie, che viaggeranno con voi. Ramek è il primo a presentarsi: è un mezzelfo dal volto giovanile, anche se il suo corpo indica un'età di almeno trent'anni. "Ramek. Lieto di conoscervi" si presenta con un leggero inchino. "Sono un Viandante del Deserto. Conosco bene queste tratte, vi farò da guida" asserisce. Nella Ribellione, il titolo di Viandante del Deserto era riservato solo agli esploratori con una certa esperienza ed abilità. "Potete contare su di me... e sulla mia mira" conclude, mostrando la sua arma, nascosta tra i tendaggi: una balestra fatta d'ossa, chitina e altri materiali organici, con qualche segno di usura, ma ben tenuta. Nahil è il secondo a presentarsi: è un ragazzino di razza umana, non avrà più di vent'anni. Il suo volto sembra innocente, eppure vi trasmette a pelle una sensazione di disagio e inquietudine. "Ciao! Mi chiamo Nahil" dice, mostrando il suo bel faccino sorridente. Poi, ritorna immediatamente serio. "Ho ucciso più persone di loro due messi assieme. Sono un Qātylīn" asserisce freddamente, mentre in aria ha fatto roteare un pugnale metallico, che ha estratto con sorprendente rapidità. I Qātylīn, anche noti come Pugnali del Deserto, erano i sicari della Ribellione: il loro compito era infiltrarsi e uccidere personaggi-chiave tra le fila nemiche, spesso ricorrendo a sotterfugi (ed armi avvelenate). Il loro era un lavoro freddo, di precisione, ad alto rischio. Nel frattempo, Nahil ha già riposto il suo pugnale, facendolo sparire alla vista. Duran è il terzo a presentarsi. "Non farne un vanto" ammonisce Nahil, per poi guardarvi. "Piacere, Duran" si presenta. Duran è un uomo di mezza età, dal volto scavato, il corpo temprato dalla dura vita su Athas e con il peso degli anni sulle spalle. "Sono un Kimyārīn. Mi occuperò dei feriti" aggiunge. I Kimyārīn, anche noti come Giare del Deserto, erano gli alchimisti della Ribellione: non potevano sostituire un vero medico, ma potevano avvicinarvisi. Tra il suo equipaggiamento, notate un kit medico (più avanzato rispetto ad uno comune) e, su un cinturone fatto su misura, diverse fialette; a parte, ha anche un vecchio simbolo sacro, malridotto, con delle onde incise sopra, che Duran stringe con la mano. "Togliere vite è qualcosa che faccio solo se costretto. Quando ero più giovane, e ingenuo, credevo nell'Acqua. Pensavo che la fede avrebbe risolto tutto... ma in realtà salvavo sempre meno vite di quanto avrei voluto" proferisce con una vena di rammarico. Poi, però, rinsalda la presa sul suo bastone di legno. "Se volete vivere a lungo, evitate di farmi lavorare troppo. Non c'è mai abbastanza acqua per tutti" conclude, con sarcasmo malriuscito. Infine, Tareq si avvicina, ponendo una mano sulla spalla di Duran e l'altra sulla testa di Nahil, carezzandone i capelli. "Non litigate" si limita a dire il taciturno capitano, mentre il volto di Nahil si tranquillizza e Duran sospira. Poi, fa un cenno a Ramek, che annuisce, prende una pergamena e la srotola: è una mappa locale. "Guardate questa intersezione" e indica l'intersezione tra la strada che partendo da Shazlim arriva a Raam e la strada che, partendo da Nibenay, passa da Fort Isus e si fonde poi sulla strada maestra per Raam. "In questo nodo, c'è un grande caravanserraglio, con pozzo, controllato da mercanti simpatizzanti per la Ribellione. Sanno già che arriveremo. Lo utilizzeremo per fare tappa e riposare, in modo da viaggiare solo di notte" spiega. "Il caravanserraglio è a circa 8 ore da qui: con una marcia a passo sostenuto, arriveremo all'alba" aggiunge. "Una volta arrivati al caravanserraglio, ci uniremo alla carovana che va da Nibenay a Raam. Al caravanserraglio sono stati fatti preparare dei dromedari per noi, di razza Mehari, quindi potremo allegerirci e trasportare molta più acqua" dice infine, sottolineando la razza dei dromedari, ottima per trasportare carichi pesanti. In effetti, tutti i ribelli hanno in spalla pesanti zaini, dato che non hanno a disposizione animali da soma. "La marcia nel deserto, con tutto il carico in spalla, non sarà leggera. Se avrete problemi, avvisatemi subito" dice Ramek, riponendo la mappa. Il sole tramonta alle spalle del capitano delle ombre; gli ultimi raggi solari illuminano il suo turbante. "Profilo basso. Niente armi in bella vista. Niente decisioni affrettate" ordina Tareq, dando istruzioni precise e concise. Poi, dà le spalle al sole, volgendo lo sguardo verso Est. Sa già che quella non sarà una traversata facile, il deserto è sempre pieno di insidie, ma è la migliore opportunità che hanno per liberare Chak-tha. Sperando che, quando arriveranno a Raam, non sia già troppo tardi. Ma non è tempo per ripesamenti: ogni decisione su Athas è sempre un rischio, non esistono scelte facili, le informazioni sono preziose come l'acqua ed è compito del capitano prendere decisioni difficili per la sua cellula. Proprio come aveva fatto il capitano Karim (oramai considerato un eroe leggendario tra i ribelli), salvando la vita di tutti. Tareq serra il pugno sul manico della sua arma nascosta, dalla lama metallica ricurva. Infine, alza lo sguardo, deciso, verso le dune. "In marcia". @Landar @MattoMatteo @Steven Art 74 @Voignar Welcome!
  13. Mi fa molto piacere che ti siano piaciuti. Sto lavorando alla traduzione di altre interviste dei designer dell'epoca e ad un articolo approfondito sulla figure di Arneson, Gygax e Lorraine Williams. Spero così di poter fornire a chi è interessato un quadro completo (e oggettivo) della TSR.
  14. Ma un domani @MattoMatteo forse...
  15. Altro rapido aggiornamento: Luke Gygax ha risposto alla mail circa l'origine dei nomi, e la prossima settimana avremo una videocall nella quale mi spiega in dettaglio l'origine dei nomi inventati dal padre. Aspettatevi quindi una mappa aggiornata entro il prossimo weekend. Chiederò il permesso di poter registrare la call, così chi fosse interessato potrà ascoltare direttamente da lui la spiegazione sui nomi. Non nascondo di essere decisamente entusiasta all'idea della call. Un conto è parlare con gli esperti (Joseph Bloch Allan Ghroe su tutti che non smetterò mai di ringraziare), ma poter sentire direttamente dalla voce di chi ha visto nascere l'ambientazione (anche se non ne è l'autore) è un sogno. Dato che non uso i social, non metterò la call su nessun canale pubblico.
  16. Mi hai fatto tornare in mente di aver letto, una volta, che nel mondo antico l'uovo era usato come simbolo per indicare l'universo... e se il dio supremo, padre di tutti gli dei, in realtà fosse una gallina?
  17. @Darakan @Fezza @Monkey77 Per praticità i nuovi membri faranno già parte del gruppo fin dalla scorta alle sacerdotesse e sono con voi al mometno e come per l'inizio lavorate insieme da circa tre mesi e vi conoscete a sufficienza per fidarvi gli uni degli altri . perciò @Albedo @Theraimbownerd quando vi sentite pronti potete pure postare nel topic di gioco .
  18. immaginavo ma ci sta... per Thurin una che parla con i fiori parla pure con le orecchie a punta. se avesse parlato coi sassi avrebbe conosciuto anche il nanico.
  19. Articolo molto interessante, come sempre. Grazie per la traduzione! Alcuni degli articoli linkati sono stati tradotti. Mi permetto di riportarli qui sotto: La serie sugli Hexcrawl Le Strutture nei giochi L'Arte del pacing L'arte della legenda (in particolare la Lista degli avversari Per le prossime traduzioni invito a sbirciare i miei Preferiti dove ho raccolto credo tutti gli articoli di TheAlexandrian (ora aggiornato anche con questa serie)
  20. Essendo nato come Articolo e non come Discussione di un forum, la piattaforma crea la discussione corrispondente in automatico in un forum. Il sistema sa che è una News, ma non sa che tipo di news. Quindi viene creata nella sezione del forum che ha il maggior numero di news (D&D) e poi la spostiamo a mano nella sezione giusta. Non c'è altro modo.
  21. Non dirmi niente. Mi sono letto tutto il rapporto, altre 3 pubblicazioni con tutti i casi di suicidio dell'epoca, le sentenze dei tribunali e i verbali della polizia sui presunti casi satanici... due balle. Ma mi servivano per capire il quadro complessivo di quel periodo. Questi ve li risparmio 😁 Come ha detto @MattoMatteo , la Pulling aveva la necessità di scaricare le sue colpe, sue ed esclusivamente sue, su altri. E cosa c'è di meglio di un qualcosa di talmente nuovo e sconosciuto su cui puntare il dito? Poi, dopo i primi goffi tentativi di incolpare la scuola, le associazioni studentesche e i compagni del figlio, questo nuovo gioco sembra catalizzare l'attenzione dell'audience. E da li in poi è subentrata la fame di gloria, la voglia di apparire, la brama di tipica degli inquisitori che godono del proprio potere giudicante, anche quando sanno benissimo di mentire solo per esercitare questo potere. Il livello culturale dell'americano medio oggi non è molto diverso da quello degli anni 80: bigotti, ipocriti, razzisti, poco acculturati, erano e sono tutt'ora, specialmente nelle aree rurali.
  22. Secondo me è inutile... quanto meno io non ne vedo l'utilità. Il "tag cloud" poi non mi piace per niente!
  23. Velocissimo aggiornamento: nella giornata di mercoledì, alla sera, sarà online la bozza del manuale "geografico" del Mondo di Greyhawk. Manca l'indice, il glossario, la copertina, gli elementi grafici, i font dei titoli non sono definitivi ecc. E' solo per darvi un'idea del lavoro fatto (ed ho già messo in conto le critiche per le traduzione di alcuni nomi). Poi nel fine settimana dovrei riuscire a pubblicare anche la Darlene Map in italiano.
  24. @Rafghost2 @Landar @shadyfighter07 @Monkey77 Buongiorno a tutti. Se non avete niente che volete giocare prima, vorrei skippare un po' in avanti per portarvi tutti già dentro il consiglio di Grimstone e per riunire il party. Che ne pensate? Se siete d'accordo mettete "mi piace" a questo post, altrimenti commentate. Domattina in ogni caso farò un post di gioco. Faccio un piccolo spoiler per richiamare una delle regole che ci siamo dati all'inizio di questa nostra avventura: la regola era quella relativa al fatto che il gruppo fosse collaborativo e si muovesse in maniera coesa. Fino ad ora è andato tutto più che bene e vorrei che continuassimo così. Succederà che dopo il consiglio si apriranno delle scelte e magari ciascuno di voi giocatori che muovete i personaggi, vorreste far andare la storia in un verso piuttosto che in un altro. Discutete, dibattete, confrontatevi, ma alla fine di tutto è necessario che i PG si muovano insieme nella stessa direzione.
  25. Si possono usare i numeri negativi?
  26. Giorno 1 - Il consiglio di Grimstone. Il villaggio è in fermento. I capisquadra presenti a Grimstone sono scesi nella miniera per mappare il disastro, mentre Bram si è rinchiuso con Balin per fare i conti delle scorte presenti e di quelle in arrivo. Nel frattempo, molto prima del previsto, arriva la carovana, carica di viveri e di storie terribili da raccontare. I nani parlano di trogloditi che non dovrebbero essere lì, portati da una mano sconosciuta. Raccontano della scossa che ha sbriciolato il ricovero vicino alla polla e della polvere che ha inghiottito i villaggi minerari. Tra i sussurri della folla, si levano elogi per le gesta dei volontari che hanno lottato per il successo del viaggio. Mentre vengono prestate le prime cure ai feriti, Corbin prepara con gesti rapidi la sala del Consiglio. Ormai tutti i membri sono seduti. Il resto del villaggio si accalca fuori: chi si affaccia al finestrone aperto e chi si accalca nella sala della locanda, tutti col fiato sospeso per ascoltare le decisioni del consiglio. Sentite su di voi il peso di ogni sguardo, una responsabilità solida come la pietra e carica di tensione. @Landar Thurin @Rafghost2 Eryn @shadyfighter07 Elyndra @Monkey77 Arthur Per tutti
  27. Destino, credo, di tutti i GDR più famosi di questi anni. Ho 50 anni, trenta di gioco sulle spalle, e conservo ancora la prima edizione nella scatola rossa. Vent'anni da master, sei campagne portate a termine. E sapete qual è la cosa che più di tutte i miei giocatori hanno amato – e che io, come giocatore, ho amato nelle campagne? Morire. Sembra strano, ma pensateci. Nelle prime edizioni di D&D, così come di Warhammer e di tanti altri, fate mente locale: qual era l'emozione che più vi attanagliava nello scendere in un dungeon? La paura. Anche sapendo a memoria ogni singolo mostro del manuale, un tiro di dado sbagliato e magari la sessione si sarebbe conclusa con il funerale del tuo personaggio. Straziante, frustrante, malinconico. Ma lo avresti ricordato per sempre. E qual era la cosa più esaltante, se non trovarsi di fronte alla possibile fine dell'intero party per mano di un nemico sfinito ma letale, e piazzare un bel critico che salvava in extremis la situazione, facendo inondare la stanza di urla di gioia e di sollievo per il pericolo scampato? E questo non solo in campagne con party affiatati, ma anche con giocatori che, guidati da un buon master, mettevano a repentaglio persino gli altri giocatori. Oggi, se sei un giocatore anche solo mediocre, è impossibile morire. E a mio parere, questo è accaduto perché si è voluto dare troppo ascolto alla voce di ragazzini frustrati da una sconfitta, senza capire che quella era il sale del gioco: il senso di rivalsa, il riuscire a rialzarsi in piedi – anche con un altro personaggio – e a "fargliela pagare".
  28. Vivienne Larksong Il respiro mi si blocca in gola. Il martello, che solo un istante prima pesava come il destino, ora sembra un giocattolo inutile di fronte alla maestosità di ciò che si sta compiendo. Resto immobile, spettatrice di un miracolo che va oltre ogni mia dottrina. Vedere Alice chinarsi su quell'ammasso di carne immonda non per colpire, ma per offrire un perdono che io non avrei mai trovato nel mio cuore, mi scuote fin nel profondo della fede. Quando la luce abbacinante esplode, non chiudo gli occhi; lascio che la radianza di Selûne mi lavi l'anima, testimone del fuoco purificatore che riduce in cenere il peccatore lasciando intatta, anzi risorta, la vittima. Guardo Alice trasformata. I suoi capelli d'argento, il corpo risanato, lo sguardo che ora brilla della stessa luce che io servo... è una visione che mi riempie di un timore reverenziale. Non è più la ragazza che abbiamo soccorso; è un segno vivente della benevolenza e della potenza della Signora. Mi lascio sfuggire un sospiro vibrante, mentre abbasso definitivamente il martello e mi porto una mano al petto, sentendo il calore della mia stessa devozione pulsare all'unisono con la presenza di Alice. Sia lode alla Signora d'Argento...mormoro, la voce carica di un'emozione che non riesco a contenere...Non ho mai visto la Sua grazia operare in modo così profondo e terribile al tempo stesso. Alice... non sei più solo sotto la Sua protezione. Sei diventata la Sua voce in questa notte di fiamme... Le vado incontro, ma non con l'istinto di protezione di prima, bensì con un nuovo rispetto, quasi un riconoscimento tra pari, tra servitrici della stessa luce. Benvenuta tra noi, sorella...aggiungo, il tono ora saldo e rassicurante...Il cammino che ci aspetta è oscuro, ma se la Luna ha scelto di farti risorgere con tale splendore, significa che nemmeno l'ombra di questo culto potrà spegnere la speranza di Greenest. Andiamo. La tua forza sarà il nostro scudo... Mi rivolgo poi a Chand e Gib, con uno sguardo che non ammette repliche sullo stupore che ancora regna nei loro occhi. Non indugiate oltre...Abbiamo assistito a un giudizio che non appartiene agli uomini. Ora seguiamo la luce che ci è stata donata...
  29. Kaerith - Stregona Draconide Rimango alle spalle di Alice quando si alza in piedi, la mano appoggiata sulla spalla mentre Vivienne attende la sua sentenza. Il desiderio di vendetta in questi casi è lecito ma forse è una responsibilità troppo grande per affidarla alle deboli spalle della bambina. Sto per esprimere i miei pensieri quando sento un sibilo, un rumore troppo famigliare per essere confuso con qualos'altro, di istinto metto la mia manona sugli occhi di Alice per non farla vedere. Sibilo allo gnomo. "Non credi che questi occhi abbiano già visto troppi orrori per oggi?" Però la cosa giusta è stata fatta. Raccolgo la sacca con le monenete mentre Gibb le chiede perchè fosse in giro di notte. La porgo alla bambina. "Non serviranno a riportare in vita tuo padre, nemmeno a cancellare gli orrori che hai visto ma ti aiuteranno a sopravvivere almeno per un pò. Hai un posto sicuro dove andare? Dei parenti o amici che si possano prendere cura di te?" Le chiedo mentre con un fazzoletto bagnato le tampono il labbro e la guancia.
  30. Ricordo che la sezione presentazione è da intendere come tale. @roctopus se fai proposte per l'acquisto / vendita di manuali c'è la sezione dedicata qui, questo per evitare di intasare la chat del Forum con argomenti non pertinenti Non so se uno dei moderatori, @Alonewolf87 o @Pippomaster92, possono spostare le risposte già pubblicate. In ogni caso, lo segnalo per correttezza (anche se è un errore comune per i nuovi 😉). Sinceramente D.
  31. Da come la intendevo io lo abbiamo solo ingannato per farlo parlare , il fatto di eliminarlo non è mai stato messo in discussione .
  32. Kaerith - Stregona Draconide La scena che vedo e che sento è già vista e rivista ma non per questo meno crudele e cruenta. Inizio a sospirare e sbuffare, stringo i pugni, cerco di ragionare, di essere razionale ma non ci riesco! Un padre che cerca di salvare la figlia che probabilmente verrà stuprata davanti ai suoi occhi è una qualcosa che non dovrebbe accadere. Il fuoco arde nelle mie vene, avevo promesso di stare buona, di non fare mosse azzardate ma di fronte a questo scempio non riesco ad essere impassibile. Anche Vivienne sembra avere la stessa opinione, la seguo come un ombra, sbuffando e gorgogliano come un vulcano pronto ad esplodere. Appena la chierica spalanca la porta c'è follia nei mie occhi, sollevo un braccio, i muscoli si tendono, guardo i presenti e spero che loro mi guardino negli occhi e che sia l'ultima cosa che vedono prima di crepare, il volto rosso di una dragonide che sta per farli bruciare all'inferno. Dal palmo della mia mano parte una scintilla di fuoco verso la prima guardia che mi sta a tiro. "Brucia verme!" sibilo con disprezzo. AZIONE:
  33. Vivienne Larksong , umana chierico di Selune Il mio sangue gela nelle vene. Sotto la luce argentea di Selûne, che dovrebbe portare pace e sogni, si sta consumando un incubo brutale davanti ai miei occhi. Le suppliche di quella ragazza mi colpiscono come lame fisiche, scuotendo la mia fede e ogni mio senso di giustizia...non è solo un crimine è un atto di pura oscurità che offende la Signora della Luna stessa. Stringo il simbolo sacro con tale forza che le nocche mi diventano bianche. Il respiro si fa corto, affannato, ma sento divampare dentro di me una fiamma gelida...è la furia divina che reclama giustizia. Scatto in piedi, abbandonando ogni cautela. La mia voce, solitamente dolce come il riflesso della luna sull'acqua, esce roca e vibrante di sdegno mentre mi rivolgo ai miei compagni...Nel nome della Signora d'Argento, questo scempio finisce ora!... Non posso aspettare i piani dello gnomo, né un segnale tattico. Quel pianto disperato e quel terribile gorgoglio sordo hanno spezzato ogni mia esitazione...Seguitemi! Non permetterò che quel fiore venga calpestato da simili mostri! Inizio a correre verso la casa, incurante del pericolo, sollevando lo scudo per proteggere la carica e stringendo il martello pronta a colpire. Mentre mi avvicino alla soglia, le mie labbra intonano una preghiera rapida, un anatema che invoca la luce nelle tenebre:..Selûne, rischiara questa oscurità! Che i colpevoli conoscano il peso del loro peccato... poi sollevo lo scudo davanti a me per proteggere l'irruzione e colpisco la porta con un calcio decisa a spalancarla...mentre la soglia si apre su quell'orrore, il mio sguardo cerca immediatamente il capo degli sgherri, colui che ride mentre commette tale abominio. Non c'è bisogno di parole, solo di fede...punto il mio martello da guerra verso di lui...non per colpirlo fisicamente, non ancora, ma per agire come conduttore della giustizia di Selûne. Sia la tua anima bruciata dalla verità della Luna...grido con voce tonante. @ DM
  34. Vivienne Larksong , umana chierico di Selune Il fumo di Greenest oscura il crepuscolo, ma nei miei occhi riflette una luce che non proviene dagli incendi. Ascolto le parole di Gib, la sua logica fatta di terra e sopravvivenza, e sento il tormento di Kaerith, il cui fuoco interiore lotta per non farsi incendio distruttore. Senza muovermi dalla mia posizione, lascio che il mio sguardo incontri quello di Kaerith, lì dove l'odio e la pietà si scontrano nel suo petto come onde in tempesta. Non temere la tua natura, sorella...dico con dolcezza...Il tuo desiderio di proteggere i deboli è il riflesso della luna sulle acque agitate...non permetterò che quel riflesso venga infranto...se i tuoi occhi vedranno un innocente nel pericolo, sappi che la mia mano sarà pronta a sostenere la tua...non lasceremo che l'oscurità banchetti nel silenzio... Mi porto poi al centro del gruppo e chiudo gli occhi, sollevando il medaglione d'argento.... Sotto il velo della Signora, non esistono piccoli o grandi, ma solo anime che cercano la luce...sussurro, e la mia voce sembra farsi più limpida, quasi a voler lavare via l'odore del fumo...siamo stati scelti da questo momento perché la notte non sia lasciata ai lupi... Faccio un gesto circolare con la mano, come a raccogliere un chiarore invisibile tra noi quattro. Che Selûne cammini tra di noi...sia lei il passo leggero di chi guida, la spalla ferma di chi protegge, e il fuoco sacro di chi difende i deboli...che la Sua luce argentea si posi sui nostri cuori, rendendoci invisibili al male e luminosi per chi ha perso ogni speranza... Traggo poi un lungo respiro, lasciando che l’aria gelida plachi l'inquietudine dello spirito, mentre le mie dita si serrano con rinnovata fermezza attorno all'arma... ora sono pronta per andare... @ Tutti
  35. Vivienne Larksong , umana chierico di Selune Le mie dita stringono convulsamente il medaglione della Signora d'Argento, finché il metallo non mi scava il palmo della mano...Selûne, guidaci nella notte più buia... Il cuore mi batte così forte contro le costole che temo possa oscurare il rumore dei miei passi , vedere Gib e il Tenente alzarsi così, senza più alcun timore di essere scoperti, è stato come ricevere una secchiata d'acqua gelida. Non è coraggio, quello... è lo stordimento di chi ha appena visto l'orrore. Affianco i miei compagni in cima al crinale e il respiro mi muore in gola. Greenest... Il fumo che prima vedevamo da lontano ora sa di legno bruciato, di stoffa e... di carne. Non sono semplici fuochi da campo. Le fiamme danzano maligne tra le case che dovrebbero ospitare famiglie, artigiani, vite tranquille. E quelle grida... arrivano fin quassù, portate da un vento che puzza di sventura. Quelle creature che si muovono laggiù... non sono cittadini che cercano di spegnere l'incendio. Sono predatori. Mi volto verso Kaerith, cercando nei suoi occhi un riflesso di determinazione che fatico a trovare nei miei in questo istante. Poi guardo il Tenente e lo gnomo. e le parole del Tenente Chand si incastrano nella mia mente con la precisione di un ingranaggio e mi raddrizzo, lasciando andare la tensione nelle spalle e stringendo con più decisione lo scudo. Tenente...rispondo, incrociando il suo sguardo con una fermezza che attingo direttamente dalla fede nella Signora d'Argento...Le tue parole sono la mia bussola in questa follia. Non serve che tu chieda. Selûne brilla anche attraverso le nuvole di fumo, e il mio braccio colpirà dove tu indicherai e io non permetterò che quelle creature banchettino con la vita degli innocenti mentre noi stiamo a guardare.
  36. Azrakar (Red Sand) Osservo Ramek senza interromperlo. Lascio che finisca. Poi parlo "Non intendevo entrare." Pausa breve "I qanāt servono per uscire hai detto." Incrocio lo sguardo di Tareq, di Nahil, poi torno su Ramek. "Se le cose vanno bene, ci evitano problemi. Se vanno male… ci salvano la vita." inclino appena il capo "Chak-tha è riconoscibile. Una volta preso, non passerà inosservato." Silenzio 'Giustiziato… possibile.' respiro lento, sembro pensare 'Ma non ancora probabile.' Alzo lo sguardo verso Ral. La osservo in silenzio. 'Rossa. Come sull’arena. Prima dei combattimenti più letali.' Rivedo la sabbia, il sangue, il calore che sale dalla pelle. Ma allora non capivo 'Ora sì.' "Ramek ha ragione." la voce è bassa, piatta "Sta arrivando." Distolgo lo sguardo dalla luna e torno al gruppo. "Coprite il volto. Bene." Faccio un gesto vago, dal naso alla gola. "Non basta la maschera. Avvolgete tutto." Stringo il pugno, lentamente. "Il vento taglia. La sabbia entra ovunque. Pugnali minuscoli. Invisibili." Mi fermo un attimo. "Gli oggetti… legateli. Quelli piccoli spariscono. Per sempre." Abbasso lo sguardo sull’equipaggiamento. "Proteggete il necessario. Il resto potrebbe essere peso morto. La maschera… puliamola prima di ripartire. Ne abbiamo di scorta?" Il silenzio torna un istante. "Se arriva l'haboob sicuramente perdiamo tempo." Stringo la mascella appena "Ci rallenta. Ci sposta. E dobbiamo ritrovare la via." guardo l’orizzonte.
  37. 3 punti
    Nydrian Mi avvicino rapidamente alle truppe nemiche le guardo schierarsi in formazione contro di me. Cammino in modo tranquillo fino ad arrivare a qualche metro da loro Dunque questa è l'armata di Bane ? Bhe il dio tiranno deve avermi sottovalutato Faccio un passo in genere in questi casi dò un ultima possibilità ai miei nemici, vedendo se vogliono piegarsi alla dea, ma avete già scelto di essere spezzati! Appena conclusa la frase il nemico viene travolto da un ondata di acido, alcuni muoiono sul colpo altri grazie alla formazione e alle loro armature riescono a ridurre l'entità del danno. Fumo e urla coprono il capo di battaglia ma il nemico non riesce nemmeno a riorganizzare la falange che già mi sono lanciato contro di loro, travolgo la prima linea con il mio enorme scudo stordendo e uccidendo alcuni di loro, al centro dello scontro comincio a mulinare la mia ascia infliggendo colpi letali. I nemici sono molti quindi appena la posizione è favorevole li investo prima con una fiammata infernale poi con freddo e gelo. Lo shock termico uccide alcuni di loro ed indebolisce le loro armature che si crepano e spaccano. Per quanto la mia superiorità sia evidente alcuni dei nemici riescono a circondarmi, le loro spade e le loro lancie riescono a perforare le mie difese , lacerando la mia carne. È tutto inutile ! Il potere si Tiamat mi protegge! Urlo ai soldati, e le mie ferite cominciano a rimargirsi da sole ora che gli ultimi nemici mi circondano alzo la testa e soffio una pioggia di acido che li prende in pieno, oramai la falange è spezzata e le armature deboli, gli hobgoblin vengono sciolti dal mio acido . Solo due rimangono ancora in vita che tremolanti non sanno se avvicinarsi o meno, levo loro il dubbio, colpisco il primo con lo scudo e poggio un piede sopra di lui. Prendo l'altro per il collo e lo sollevo il goblin chiede pietà. Te la sto concedendo ! Soffio fuoco sulla faccia del goblin fino a quando non smettere di muoversi. Guardo poi l'ultimo sotto il mio piede. TU , ORA RAGGIUNGERAI GLI INFERI , DI AI SERVITORI DI BANE COSA LI ASPETTA ! IL BRACCIO ARMATO DI TIAMAT È PRONTO A RICEVERLI! Guardo la sua faccia poi poggio un piede sul suo collo e lo spezzo. Mi guardo attorno vedendo il massacro appena compiuto, e mi rivolgo al campanile. Uomini non perdete mai la fede! Tiamat è con noi! E alzo l'arma in segno di vittoria
  38. Thurin Nano Guerriero Tutto accade in fretta. "Per il sacro martello di Moradin!" sbarro gli occhi alzando istintivamente lo scudo "Che bestia è?" Solo lì comprendo il suo intento famelico. Scarto di lato posizionandomi accanto alla paladina che so combatterà con me e grido "Elyndra! Allontananti subito!" la speranza è che il mio martello possa scalfire l'armatura chitinosa del bestione. @Fandango16Master
  39. La mia impressione è che, in Italia, le convention di gdr "puro" (nel senso che ci sono solo gdr) non esistono o sono estremamente rare, ma soprattutto per una questione di numeri: in italia c'è molta meno gente che negli Usa (60 milioni contro 340, circa 1/6), e la diffusione dei gdr è molto inferiore (se i dati MOLTO APPROSSIMATIVI che ho trovato sono corretti, parliamo di circa 14.000 copie dei manuali base di D&D 5 venduti in Italia, contro 1,6 milioni degli Usa... meno dell'1%!) Per far conoscere i gdr, imho è molto più utile che i negozi che li vendono facciano partite dimostrative, o siano disponibili a pomeriggi e/o serate (magari anche più volte alla settimana!) in cui gruppi di gente gioca lì invece che a casa di uno di loro... ancora meglio se c'è anche una bella bacheca "cerco giocatori/master per il sistema X"!
  40. Effettivamente sembra un film di Mel Brooks: annuncia articoli su articoli poi ne fa meno della metà. Anche quello della 4e l'aveva annunciato e poi non l'ha fatto. Ad ogni modo non credo che ne avrebbe parlato in toni benevoli. Da quello che si intuisce in questo articolo è più in linea coi valori calmierati della 5e piuttosto che non quelli della 3 e 4. Comunque è stato interessante da tradurre a completamento dei primi due. Grazie per averlo letto
  41. Già confermato su discord ma confermo anche qui almeno leggono tutti :)
  42. 3 punti
    Grazie per la correzione mi ricordavo che andava con la saggezza. Correggo poi il post. Per Nydrian avevo scritto che mi lanciavo contro il nemico e pensavo descrivessi tu la questione su come si risolve, se preferisci faccio io. Per le magie quando correggo il post te le scrivo. Devo finire di sistemare ma sotto spoiler ho messo le magie persistite da sammus e quelle del giorno, appena posso finisco. Ho cambito il lancio con un cura ferite leggere dato che cmq il danno non è elevatissimo e ho 1d8+5 Devo anche scrivere le magie del necromante del terrore ma non penso facciano la differenza.
  43. Eryn - Paladina Quando il ragazzo si presenta sembra molto nervoso e balbetta un pochino, spero non sia a causa mia. "Ti ringrazio a nome del governo dell'isola per il tuo spontaneo e gradito aiuto, in momenti di crisi c'è bisogno di tutti." Subito noto con curiosità che il suo sguardo si sposta continuamente su Elyndra finché, dopo un breve silenzio, si fa coraggio e inizia a parlarle e le chiede... se le piace il pesce? Soffoco una risata guardandolo con sguardo divertito mentre procede con il suo strambo discorso. Ad un certo punto si blocca e corre via veloce come un fulmine. Appena è fuori portata d'orecchio scoppio a ridere e quando Ely mi guarda con sguardo interrogativo la risata si fa ancora più forte, tanto da farmi venire le lacrime. "Sarai anche la maggiore Ely ma... È cotto a puntino il ragazzo. Adesso che farai?" le chiedo curiosa di vedere la sua reazione. Rimango così da sola a finire la cena mentre lei lo insegue. Mi volto verso Thurin per vedere se ha assistito alla scena.
  44. Abbiamo avuto un confronto su Discord. Farò un caster, pensavo ad una stregona dragonica (non ho mai giocato questa razza e mi piacerebbe provarla) odia sia i draghi che quelli della sua razza perchè le hanno sterminato i propri cari e poi hanno cercato di manipolarla.
  45. Concordo... ho letto l'articolo due volte, perchè non riuscivo a credere che potesse esistere qualcuno così ottuso! La mia personale opinione è che la signora Pulling era uno schifo di madre, che non riusciva a capire il figlio, e così arrogante da non rendersi conto che probabilmente il suicidio del figlio sia dipeso da lei; quindi ha "dovuto" trovare un "capro espiatorio" su cui scaricare la colpa... e visto che il figlio giocava a qualcosa che lei non capiva, ecco trovato il "colpevole". La cosa peggiore è il fatto che poi abbia cercato (e ci sia anche riuscita!) a convincere altri delle sue farneticanti teorie! Mi dispiace per suo figlio e per lei, ma questa è solo una matta che fà più male che bene...
  46. Brando Tutto si svolge in silenzio, la buca che avevo iniziato viene ampliata grazie a Jørgen e Jorr. Mi tolgo il mantello e avvolgo le due parti di Balenor , il simbolo di Heironeous che spicca a proteggerlo per sempre. Vado a prendere Celine, la alzo quasi di peso da terra e la accompagno vicino al tumulo, sotto l'enorme quercia. Balenor, amico di tante avventure e ragazzo amato, non ci sono parole adatte a descrivere la tua perdita per noi. Ci lasci con un vuoto incolmabile e un ricordo eterno della tua bontà, genuinità e affetto. Ti ameremo per sempre e per sempre sarai ricordato. Non ho altro se non l'otre con l'acqua, ne verso un sorso a terra. Abbraccio forte Celine, poi Jørgen. Siamo tutti sconvolti, ma ciò nonostante recupero la bacchetta e curo le ferite , dopodiché con ESTREMA fatica rispondo una sola , ferma, decisa parola Continuiamo!
  47. Celine Blanca N... no! N non è possibile. È un incubo... Deve essere un incubo. Resto stupefatta, agghiacciata alla vista di Balenor tranciato in due. Il migliore, il più puro tra noi. Il cuore si spezza, il dolore è troppo da contenere, la realtà tropo dura da accettare. Non ho più controllo, non ho più obiettivi. Solo potete magico allo stato grezzo che fluisce da me, cercando, anche se non può, di distruggere questi ultimi minuti, come se ciò potesse ridare la vita a quel ragazzo dal semplice sorriso. Resto immobile, mentre il fuoco magico sgorga da me come un onda incontrollata, senza un controllo... pura emozione irrazionale, verso il mostro che sie è portato via un pezzo del mio cuore.
  48. Interessante notizia 😍 Il fatto poi che includano anche Cthulhu nel manuale come Signore Oscuro, lascia intravedere un possibile risvolto di questi manuali... Chissà come saranno gli altri Signori Oscuri? Avete qualche sentore? Io mi aspetterei un bell'approfondimento anche sui dei Signori dei Demoni, come avevano introdotto in Fuga dall'Abisso (anche se li era molto striminzita la loro caratterizzazione, ed il loro ruolo era più quello di fare a botte fra di loro in una Royal Rumble fra demoni macchinata dai PG). Su questo ti do ragione, di materiale già pubblicato c'è ne è un sacco ed ognuno ha uno stile che si sposa bene con questo tipo di ambientazioni e tematiche. Anche andando su altri lidi, tipo Pathfinder, materiale bello per creare una sessione dell'orrore in 5e e 5.5e c'è n'è tanto ed è più o meno facile conversione. Non dimentichiamo che c'è gente che ha creato anche guide apposite per convertire materiale da edizioni completamente diverse fra loro per la 5e (vi lascio qui il link per chi mastica l'inglese di una discussione di convertire Pathfinder 1e a D&D 5e)... ma non so se faranno lo stesso per la 5.5e (soprattutto visto il disastroso risultato di quel bel sondaggio rilasciato pochi giorni fa). Spero di aver dato un qualche utile spunto. Sinceramente, D.
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