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Visualizzazione dei contenuti con la reputazione più alta il 18/07/2026 in tutte le aree
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
arrivo solo ora... e avete già detto tanto... provo ad aggiungere il mio ciocchetto al fuoco 🙂 D&D e i GDR in genere, secondo me, appartengono ad una classe di gioco differente dagli altri. La sua evoluzione ne è un chiaro tratto distintivo. E' un gioco perchè è costituito da meccaniche che lo regolamentano, ma concede anche una autonomia e libertà a tutti i partecipanti all'interno dello svolgimento del gioco stesso. Già subito dopo la nascita del gioco ci furono delle riflessioni e delle attive decisioni di inquadramento del gioco attraverso la figura del Dott. Holmes e credo che al di là del giudizio che si può dare sulla riuscita o meno alla fisionomia che ha acquisito D&D, sia stato e lo sia tutt'oggi sul piano teorico/filosofico corretto porsi delle domande a cui dare risposte perchè un gioco abbia una connotazione positiva (financo educativa). Penso che non si possa parlare delle meccaniche che sono cambiate nel tempo senza tenere conto anche dei cambiamenti della nostra società. Dal mio personale punto di vista (vi prego non lapidatemi) D&D , e con lui molti altri giochi, ha iniziato a 'scadere' negli ultimi anni con l'avanzare di una dilagante ignoranza da parte sia di chi produce e pubblica giochi, sia da parte di chi li acquista e ci gioca. Da parte di chi produce e pubblica giochi, il cercare di assegnare una connotazione positiva con l'inclusività a mio parere è stato portato avanti senza alcun tipo di spessore culturale. Ad esempio cambiare il termine 'razza' con 'specie' denota solo ignoranza o ancora più banalmente l'intenzione di voler vendere qualche manuale in più con una facile propaganda; quando il termine 'razza' ha una sua specifica definizione etimologica (vedere ad esempio enciclopedia TreCani) che non ha alcun carattere offensivo e/o denigratorio. Che poi al bar qualcuno 'ignorante' (purtroppo ormai tanti e molti tra le nuove generazioni) lo utilizza in maniera non appropriata, ritengo che non possa essere preso come riferimento. Tanto meno da chi (editore?) un certo tipo (minimo) di cultura in teoria dovrebbe averla. Se tra qualche tempo iniziasse ad andare di moda, per assurdo, offendere le persone con il termine "c'hai 'na faccia di pizza?", cosa facciamo? bandiamo il termine 'pizza'? E qui, secondo me, nasce la deriva del 'ludicamente corretto' (ma che si può allargare a tutto il resto della società); un certo tipo di abdicazione al ruolo da parte di chi dovrebbe insegnare (anche un editore ha questo ruolo, in fondo con la pubblicazione di un manuale 'insegna' a giocare), per ignoranza o, come detto già, per una manciata di vendite in più. Ovviamente un gioco come D&D, più sfaccettato e articolato per certi versi rispetto ad altri giochi, per avere coerenza deve necessariamente modificare le regole al nuovo politicamente corretto. E quindi abbiamo 'specie' che non hanno alcun tipo di differenziazione meccanica l'una dall'altra. Solo per fare un esempio. In conclusione penso che il mondo ludico moderno e del GDR in particolare, stia vivendo un generale appiattimento e abbassamento di qualità perchè la maggioranza degli attori in gioco non hanno (a torto o a ragione) necessità o voglia di impegnarsi a studiare e a creare qualcosa di migliore rispetto a quello che hanno trovato. (se mi dovete lapidare, lanciate i sassi piano... 😅 )4 punti
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Il Tempo dei Perduti
2 puntiUn silenzio carico di adrenalina e fiato congelato unisce il gruppo sulla sporgenza... gli sguardi si incrociano rapidi nel buio e la determinazione caccia via la paura mentre le parole di Akseli delineano l'azzardato piano d'assalto... Shage stringe i pugni, la sua ironia sul Calimshan che svanisce per lasciare spazio alla concentrazione più assoluta, mentre Erika assicura la presa sul falcione, pronta a fare il possibile a fil di spada... Vaulath, fiero della chiamata al valore che darà gloria al suo nome, lascia che la carne muti un'ultima volta, evocando l'ira della montagna e assumendo la sua forma di distruzione massima... i muscoli del goliath si tendono sotto la pelliccia invernale, pronti a scattare... Il bardo agisce per primo, muovendo le dita nell'aria per tessere le trame di una melodia soffusa, appena percettibile, che infonde vigore e ardore marziale nei cuori dei compagni... Ispirare Coraggio si diffonde come un calore improvviso nelle vostre vene, un balsamo che scaccia il gelo dei Colli del Vento Freddo... Subito dopo, Akseli si sporge dal riparo, focalizza la mente e punta la bacchetta verso la sagoma massiccia del druido mutato... con una parola di potere arcano, l'incantesimo Invisibilità avvolge Vaulath, cancellando la sua imponente figura tridimensionale dalla vista di chiunque e lasciando sulla neve solo il vuoto delle sue pesanti impronte invisibili... Il goliath non perde un solo secondo dei quattro round a disposizione e balza giù dalla sporgenza... Atterra sulla neve profonda senza farsi scorgere, correndo a perdifiato nel buio, una forza invisibile e letale che fende la notte puntando dritto al cuore della gola rocciosa, verso la schiena dell'essere grigio... Mentre Vaulath guadagna terreno, Akseli e Shage coordinano le loro arti magiche per scatenare il grande diversivo sul fianco opposto del campo, lontano dal fulcro del Vuoto... Il mago evoca un'Immagine Minore, facendo materializzare tra le ombre degli alberi occidentali un piccolo gruppo di cavalieri in sella a destrieri bardati, le cui sagome sembrano caricare a lance spianate contro le tende, mentre Shage vi unisce un Suono Fantasma perfetto... il fragore improvviso di zoccoli che battono sul ghiaccio, grida di battaglia umane e lo sferrare di armature di ferro rimbombano nella gola con spaventoso realismo... I goblin della tribù dell'Osso Rotto cadono in pieno nel tranello , terrorizzati da quell'attacco improvviso sui fianchi, urlano sbarrando gli occhi, abbandonano i fuochi e si gettano in massa verso il lato occidentale per respingere i cavalieri fantasma, lasciando il centro del campo sguarnito... Nello stesso istante, Shage focalizza il suo fischio letale e lancia Silenzio direttamente sopra il capo grigio e senza pelo, creando una bolla di vuoto sonoro che isola completamente la creatura e la crepa bidimensionale... Erika coglie l'attimo esatto ed esce allo scoperto dall'ombra e si lancia lungo la gola con un grido d'assalto, brandendo il falcione per attirare su di sé l'attenzione del mostro, i cui occhi spenti si voltano verso di lei, del tutto ignaro del pericolo che sta per colpirlo alle spalle... Il silenzio assoluto della bolla magica avvolge il centro del campo mentre la trappola si chiude con geometrica precisione. L'essere grigio e senza pelo si volta verso Erika, sollevando le dita piatte per rispondere alla minaccia del suo falcione, ma non avverte lo spostamento d'aria alle sue spalle. L'invisibilità di Akseli svanisce nell'istante esatto in cui Vaulath sferra il suo attacco di sorpresa. La possente mole del goliath, potenziata dall'ira della montagna e dai tratti della sua forma distruttiva massima, si materializza dal nulla come un incubo di muscoli e artigli. Il colpo è devastante: la forza bruta del guardiano della natura si abbatte sulla schiena della creatura grigia con un impatto sordo, completamente muto a causa del sortilegio di Shage. La carne aliena del mostro cede sotto gli artigli, ma invece di sanguinare, dalle profonde ferite profonde scaturisce una sostanza densa, scura e opaca, che sembra assorbire la debole luce del falò. @ Vaulath Il mostro grigio barcolla sotto l'impatto, ma la sua reazione è immediata e innaturale. Privo della possibilità di emettere suoni, spalanca la bocca in una smorfia angolosa e allunga le braccia verso la parete rocciosa bidimensionale. Non appena le sue dita grigie affondano nel muro piatto, la struttura stessa della gola reagisce all'aggressione fisica subita dal suo catalizzatore. Una violenta distorsione geometrica si propaga dalla parete a ridosso del focolare. Lo spazio attorno a Vaulath ed Erika si comprime bruscamente, privando l'ambiente circostante della sua naturale profondità tridimensionale , per un raggio di tre metri attorno alla creatura, le rocce, il terreno e persino le ombre dei due combattenti iniziano ad appiattirsi, trasformandosi in sagome bidimensionali prive di spessore. Erika avverte il peso del proprio falcione farsi improvvisamente inconsistente, come se la lama fosse diventata un disegno su un foglio di carta, rendendo incredibilmente difficile calcolare la distanza del bersaglio e coordinare i movimenti per il prossimo fendente. Vaulath sente la terra sotto i suoi piedi perdere aderenza, intrappolato in un'anomalia spaziale che tenta di schiacciare i corpi dei presenti dentro la crepa del Vuoto. @ Vaulath & Erika Nelle retrovie, Akseli e Shage mantengono la concentrazione per tenere in vita l'illusione dei cavalieri sul fianco occidentale. I goblin della tribù dell'Osso Rotto continuano a scagliare lance e dardi contro le sagome fantasma, ma i loro worg, dotati di un istinto più affilato, iniziano a voltare i musi pelosi verso il centro del campo, insospettiti..la distrazione non durerà a lungo... @ Tutti2 punti
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
In una comunità sana come questa non serve ribadire stucchevolmente l'ovvio, rischiando di fare involontariamente a gara a che è più "perbene". Non siamo americani 😆 Nel confronto si può fare lo sforzo di distinguere non tanto un modo di giocare "giusto" e uno "sbagliato" (perchè la differenza tra "bene" e "male" dovrebbe essere interiorizzata già intorno ai 3 anni), ma tra un approccio buono e uno migliore. Partirei da questo per il mio contributo: salvando quanto scritto da altri, sposterei il focus quindi non tanto sul tema del "ruolisticamente/politicamente corretto" ma del "ludicamente corretto". Se "ludicamente" significa in riferimento a meccaniche di gioco (regole), il "corretto" va interpetato come "efficace nel far divertire". Non è cattiveria! 😄 Se il divertimento è soggettivo, si possono comunque individuare forse due filoni principali di pensiero: un primo ha come priorità la sfida, e quindi tutto ciò che aumenta la sfida -come i vincoli/limiti- è accolto come efficace; il secondo ha come priorità la narrazione creativa e quindi trova efficace la rimozione di vincoli. Ci possono essere ulteriori posizioni, come chi trova che la rimozione dei vincoli sia a scapito anche della narrazione creativa (come me), ma credo siano filoni minoritari... Un tavolo deve avere ben chiaro quale sia la propria priorità, di modo da applicare regole che massimizzino il divertimento ricercato - anzi: utilizzare il sistema di gioco migliore per quello che si vuol fare. Ma questo thread è nella sezione di D&D, e quindi la domanda sottesa è: D&D è migliorato con la rimozione di tanti vincoli? Giusto, @Zaorn ? Ora, a prescindere dall'edizione, credo che storicamente questo gioco di ruolo sia costruito anzitutto per sfidare i player: infatti, quello che occupa la più parte dei manuali sono elementi di strategia e tattica, di gestione risorse e pianificazione di progressione. Inoltre, quando si tratta di costruire il PG, se non ricordo male anche la 5e stessa invita a partire dagli stereotipi. Ritengo quindi che l'abbattimento dei vincoli sia incoerente con la struttura di D&D, cioè ludicamente un peggioramento. Le argomentazioni che distinguono ascendenza e cultura, meccanicamente, valgono ben poco: la categoria "orco = malvagio" è una semplificazione regolistica al pari dei "punti ferita". Come nessun operatore sanitario farà le pulci sulla meccanica dei danni cagionati o subiti, ludicamente non ha alcun senso disquisire in generale della psicologia/etologia/etica di creature e PNG. A maggior ragione sapendo che ogni tavolo sceglie quali regole tenere e quali modificare (di base, ogni gdr nasce già libero senza necessità che sia scritto nel manuale). Infatti chi dà priorità alla narrazione volendo mantenere il sistema di D&D può farlo a prescindere dalle eventuali limitazioni. Invece chi cerca una sfida si troverà frustrato dal constatare, ad esempio, che i PG di taglia media e piccola potrebbero avere la stessa velocitá. Abbiamo un impianto di gioco fatto per sfidare l'inventiva dei giocatori. L'evoluzione che semplifica troppo va nella direzione opposta, forse con l'obiettivo di sottrarre ai giochi di narrazione un potenziale pubblico (ma facendo meno bene la narrazione) e spingendo però i player frustrati a migrare su OSR o altri gdr più stimolanti da questo punto di vista. Ma come scritto: stiamo assistendo a una generale semplificazione dei giochi, per rilasciare più facilmente dopamina... La contromisura sarebbe educarci alle attività che stimolano la produzione di ossitocina. Spoiler2 punti
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Qua invece parliamo di un gioco, conta ancora meno il nome... È diventato offensivo principalmente proprio negli USA, etimologicamente non lo è mai stato! Non ho fatto l'esempio a caso, visto che avevo poco tempo. Solita americanata... Da piccolo ho imparato a non offendermi nemmeno per altro, fosse nonnismo, bullismo o prese in giro qualsiasi, quindi figurati se mi sarei offe... No Gringo, ricordo che lo usano tanto in "Porgi l'altra guancia" perché vivevano con una tribù di... e i protagonisti ne parlavano ad altri con naturalezza e in maniera non dispregiativa, ma i sottotitoli saltavano la parola proibita.2 punti
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Paizo si ristruttura: 12 licenziamenti, Organized Play ridotto, e il fantasma di Diamond
Ho seguito la vicenda Paizo con molto interesse, perché ho sempre apprezzato la serietà editoriale di questa società e il grande rispetto che ha nei confronti dei suoi giocatori. Hanno subito una mazzata tremenda quando la banca si è appropriata in modo del tutto arbitrario di un magazzino non di proprietà della ditta fallita. Spero si riprendano velocemente. Ho letto negli altri commenti citare mala gestione, banche, ecc... Mi spiace ma siete completamente fuori strada, Non c'è stata affatto mala gestione. Quello che ha fatto Paizo è la prassi normale. Se vuoi avere prezzi competitivi nella distribuzione, o va in esclusiva con l'editore (Penguinm , Random House, ecc) o con grossi distributori (IPG, Book Depot, ecc). Non esistono editori che pubblicano un po' con uno e un po' con un altro. Alla peggio dovevano negoziare periodi di esclusiva (magari di 5 anni in 5 anni, ma sono sempre ragionamenti fatti col senno di poi che non servono a niente e valgono anche meno). Diamond era specializzata sulle fumetterie, che negli usa sono molto più diffuse delle librerie, e non presentava problemi di solvibilità, era regolare nelle consegne e nei pagamenti, oltre che fornire supporto per le fumetterie più piccole. Diamond ha perso grossi licenziatari in esclusiva, prima DC, poi Marvel, poi IDW che hanno mandato in tilt l'azienda insieme ai problemi logistici dovuti a quel pirla colossale di Trump, i suoi stupidi dazi e le sue guerre che hanno fatto alzare i costi di produzione, trasporto e stoccaggio. JP Morgan, come da perfetta prassi americana, ha reclamato la proprietà di merci non sue. Cosa che in Europa non è così immediata, ma negli USA funziona così. Poi ci sono stati grossi casini, per dirla in modo semplice, tra chi doveva acquisire Diamond e Diamond stessa (una vicenda paradossale). Paizo non ha assolutamente nessuna colpa in quanto è successo, dato che è avvenuto in tempi rapidissimi e del tutto inaspettatamente. La serietà e la gestione della casa del golem blu, fino ad oggi, sono state esemplari, tanto è vero che non hanno fatto tagli in passato ed hanno affrontato i cambiamenti del mercato in modo sempre molto intelligente, razionalizzando la produzione e adeguandosi all'andamento del mercato.2 punti
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le tue parole risuonano nella quiete della radura con la solenne e protettiva fermezza della tua stirpe, offrendo a Lyra Thorne l'unica risposta onesta in grado di scacciare l'asprezza di quel mattino di Ches... la giovane mercante rurale ascolta il nome antico di Evereska e la tua promessa di scorta con un profondo, silenzioso sospiro di sollievo... le sue pupille cangianti brillano di una gratitudine autentica che supera di gran lunga la semplice riconoscenza commerciale, confermando come la fiducia reciproca nata tra i teloni stia cementando un legame indissolubile in questa terra di nessuno... fa un lento cenno d'assenso con il capo, stringendo la galletta di pane prima di risalire sul carro anteriore per vegliare sul sonno calmo di Alys, finalmente rassicurata dalla tua linea di condotta... Ti volti verso l'avanguardia della colonna segnalando al vecchio Daran e a Kaelen la ripresa immediata del viaggio prima che il pomeriggio avanzi ulteriormente... Lo schiocco leggero delle redini fende l'aria e i due carri vuoti si rimettono in movimento lungo il sentiero di fango, macinando miglia per le successive tre ore in un silenzio ritmico e vigile... cammini a piedi tenendo la glaive bilanciata nella mano sana, scansionando i pini secolari che stringono la carreggiata mentre la nebbia del mattino si dissolve del tutto sotto i colpi di un vento freddo che spazza le fronde alte... al sicuro sotto il telo cerato, la piccola Alys si ridesta parzialmente accettando un sorso d'acqua da Lyra; la bambina elfa non delira più, ma osserva il movimento della boscaglia viva con una calma gelida, trovando nella tua costante vicinanza l'unico ancoraggio materiale della sua sopravvivenza... Verso il tramonto, proprio mentre il disco pallido del sole si appresta a nascondersi dietro la linea terminale delle piante, la pista da taglio abbandonata compie un'ampia svolta verso occidente e si allarga sensibilmente, interrompendo la claustrofobia della gola... Kaelen si arresta a meno di dieci metri dalle stanghe di testa, sollevando la mano grigia per indicarti l'orizzonte libero oltre l'ultima barriera di rovi... Attraverso i rami diradati dei pini giganti, la foresta si apre bruscamente, rivelando il termine dei territori interni della gola d'ombra... davanti ai cavalli si palesa una vasta distesa di colline ondulate e brughiere d'erba secca che sfumano verso le rotte commerciali esterne della valle... la pista si immette in una carovaniera rurale più ampia e regolare, priva dei blocchi di tronchi e delle insidie del bosco selvaggio... il vecchio Daran frena i tiri all'imbocco dello spiazzo erboso che costeggia il primo declivio collinare asciutto, mentre le prime stelle della sera iniziano a brillare nel cielo limpido... La ranger rinfodera il lungo coltello da caccia e cammina a passi leggeri verso di te, indicando il terreno pulito ideale per la sosta notturna menzionata nelle tue intenzioni... Siamo fuori dal fitto dell'Alta Foresta, Silyndor... sussurra la tiefling, la voce roca che mantiene la ruda precisione della frontiera, quella avanti è la via che scende verso le piste battute della valle. La terra qui intorno è asciutta e sicura, lontana dalle faide interne del bosco. Daran sta già allentando i finimenti per far riposare le bestie, ma l'aria diventerà gelida nel giro di un'ora. Possiamo piantare un vero campo all'aperto stasera. Vuoi che accendiamo un braciere caldo per Lyra e la bambina, o preferisci mantenere il perimetro al buio prima che l'oscurità sia totale? La ragazza arretra di un passo lasciando che la disposizione finale sull'accampamento serale sia di tua completa responsabilità... Lyra scosta parzialmente il telone mostrando ad Alys lo spazio aperto delle colline e stringendo una tazza di legno vuota tra le mani, attendendo un tuo cenno, mentre il cinghiale Garm si accovaccia rasente alle ruote posteriori in totale tranquillità...1 punto
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo Ie parole del bestione mi fanno tornare alla mente dei pezzi di cioccolato tipici del Calimshan, ricordo fossero avvolti da una carta su cui veniva scritto un messaggio, che era piu’ o meno della stessa lunghezza e chiarezza dei discorsi del Rashemi “Andrej ha ragione, stando a quanto detto dalla Turani, quel posto non sembra pericoloso o per lo meno non più pericoloso di altri posti. Ci attende un altra notte al freddo e al buio a masticare carne salata e gallette per cena, non mi dispiacerebbe una volta tanto un pasto caldo ed un letto.”1 punto
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
I tuoi passi si arrestano nel fango gelato del querceto spettrale, mentre la lama argentea della glaive fende la fitta nebbia mattutina di Ches, rimanendo in posizione di guardia bassa e vigile... le tue riflessioni interiori sulla caduta di Eaerlann e sull'inedito, umano concetto di famiglia che stai stringendo attorno ai teloni protettivi della carovana si concentrano davanti alla spettrale immobilità delle piante secolari secche... dal sedile di guida, Lyra Thorne stringe Alys in un abbraccio ancora più saldo, avvolgendo la fanciulla elfa nella coperta di lana mentre i suoi occhi cangianti scansionano i tronchi bianchi e cavi che sovrastano i cavalli, tesi e tremanti sotto i finimenti... Il vecchio Daran mantiene la presa corta sulle redini dei tiri anteriori, emettendo un basso fischio tra i denti per tranquillizzare le bestie, ma lo sguardo del boscaiolo rurale rimane inchiodato alle tue spalle, in attesa di un ordine... Ti allontani dal carro e ti rechi sul perimetro avanzato da Kaelen per cercare il suo parere pratico. La tiefling ascolta le tue domande e il tuo inaspettato ringraziamento rimanendo immobile per diversi pollici di tempo, mentre il cinghiale Garm emette un basso sbuffo dalle narici scure, grattando la terra gelata con uno zoccolo anteriore... poi, la ragazza rilassa parzialmente la tensione delle spalle grigie e gira il viso affilato di sbieco, offrendoti il profilo delle sue pupille ambrate... Garm non comunica nulla di particolare Silyndor , percepisce solo l'assenza... risponde la tiefling, la voce roca ridotta a un sussurro aspro e clinico che fende la nebbia, affrontando una a una le tue questioni, quando i corvi, i topi e persino le larve abbandonano una porzione di boscaglia, significa che qualcosa non va , forse e successo qualcosa tempo fa e ancora la foresta non si è ripresa , ma comunque una via alternativa non esiste , questa pista è l'unico sentiero che attraversa questo settore della foresta , se deviamo adesso lateralmente, i carri vuoti rimarranno incastrati tra i grovigli di rovi fitti ed il fango prima di mezzogiorno...non abbiamo una direzione di riserva, dobbiamo passare da qui , il cinghiale non rifiuta di avanzare, è solo in guardia e finché i cavalli reggono il traino dobbiamo continuare a camminare. Meno tempo passiamo tra questi alberi morti, meglio è... Annuisci alla tiefling e lanci un cenno fermo a Daran per ordinare la ripresa immediata della marcia... le stanghe di legno scattano, i mozzi ricominciano a scricchiolare e la colonna riprende ad avanzare a passo costante lungo la carreggiata, inoltrandosi nel cuore del bosco scheletrico... cammini a piedi tenendo il passo regolare dei tiri, con la guardia alta e la glaive bilanciata nella mano sana, scansionando i rami spogli con i tuoi sensi crepuscolari mentre le sagome delle querce morte vi circondano come una palizzata di fantasmi indifferenti... La determinazione della scorta paga i suoi frutti: nel giro di un'ora di cammino faticoso e teso, i due carri vuoti attraversano l'intero settore spettrale senza incontrare ostacoli o minacce reali, lasciandosi definitivamente alle spalle le carcasse delle querce secche... Man mano che vi allontanate da quella porzione di bosco, la fitta nebbia mattutina di Ches comincia finalmente a diradarsi sotto i colpi di un vento più mite, e l'Alta Foresta riprende il suo volto originario... la vegetazione torna a farsi viva, il cinghiale Garm rilassa i muscoli riprendendo ad annusare il terreno con tranquillità e i pini secolari tornano a chiudere la volta sopra i teloni dei mezzi... la pista da taglio si allarga sensibilmente, e la colonna avanza costante nel fango per le successive quattro miglia, macinando strada sotto i raggi di un sole di mezzogiorno pallido ma finalmente visibile tra le fronde... All'altezza di una piccola radura erbosa e soleggiata, ben riparata dai pini giganti, il vecchio Daran tira dolcemente le redini per arrestare i tiri anteriori, concedendo ai cavalli una normale e doverosa sosta per rifiatare e bere dai secchi... Mentre il boscaiolo si occupa degli animali e Kaelen si siede su un tronco abbattuto per scansionare il perimetro in totale tranquillità con il cinghiale accucciato ai suoi piedi, Lyra Thorne scende dalla cassetta di guida... la giovane mercante sistema con cura la coperta di lana attorno ad Alys, lasciando che la piccola elfa della luna prosegua il suo sonno ristoratore sul carro, protetta dal calore dei tessuti... Lyra si avvicina a un masso asciutto e tira fuori dalla scarsella un pezzo di formaggio duro e delle gallette, preparandoti la tua razione con gesti calmi... Rimani a piedi accanto alla ruota anteriore tenendo la glaive appoggiata alla spalla, e la ragazza solleva lo sguardo cangiante verso di te, rompendo il silenzio rassicurante della sosta... Hai fatto la scelta più difficile con lei, Silyndor... sussurra Lyra, la voce bassa tenuta volutamente a ridosso del telone per non svegliare la bambinaquando le hai detto che non le è rimasto nessuno e che i suoi custodi sono morti, ho temuto che impazzisse dal terrore. Io non avrei mai avuto il coraggio di essere così cruda con una piccola. Ha smesso di piangere e ora dice di chiamarsi Alys, ma si è rannicchiata contro di me come se avesse paura persino delle ombre degli alberi. Quassù nessuna pista è sicura per chi è rimasto solo al mondo. Cosa faremo quando saremo fuori da questa gola? Se non ha più una casa... dove potremo portarla affinché non le succeda niente? La giovane mercante ti porge la galletta di pane secco, attendendo la tua risposta con una serietà onesta che riflette tutta la profondità del legame che state stringendo lungo la via..1 punto
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
L'acciaio lucido della tua glaive affonda per qualche pollice nella melma gelata mentre ti arresti al fianco della ruota anteriore, imponendo un arresto momentaneo al passo dei tiri... la tua voce eladrin, spogliata di ogni retorica e intessuta di una ruda, solenne onestà, si propaga sotto il telone cerato bagnato dalla brina... le tue parole colpiscono la penombra del carro con la fredda precisione di una lancia, frantumando l'ingenua bolla d'infanzia in cui la mente della fanciulla aveva cercato rifugio per dimenticare l'orrore... Lyra Thorne sussulta sul sedile di legno, girando bruscamente il viso verso di te con le pupille cangianti spalancate per l'impatto di quella brutale verità... le sue dita stringono d'istinto la coperta di lana attorno alle spalle della piccola, quasi a voler fare da scudo fisico contro la durezza del tuo respiro, ma la giovane mercante rurale non interrompe il tuo discorso, accettando con un nodo alla gola l'intransigente senso dell'onore della tua stirpe... La fanciulla elfa della luna rimane immobile, con il pezzo di pane secco ancora stretto tra dita tremanti e gli occhi vitrei piantati nei tuoi... A ogni tua domanda, a ogni menzione dei custodi caduti e delle frecce, i suoi lineamenti esili sembrano farsi sempre più pallidi, come se la carne stessa rifiutasse di richiamare alla memoria il sangue versato... per lunghi secondi, l'unico suono che fende la nebbia fitta di Ches è lo sbuffo pesante dei cavalli fermi nel fango e il sommesso brontolio del cinghiale Garm che, poco più avanti lungo la pista da taglio, raschia la terra bagnata sotto gli occhi vigili di Kaelen... Poi, il giocattolo di legno intagliato a forma di cervo le scivola dalle dita, cadendo sulle assi nude del carro vuoto con un colpo secco, sordo... La piccola non scoppia in lacrime: il trauma e la spossatezza lasciano spazio a una lucidità gelida, tipica delle stirpi elfe che affrontano il dolore profondo... le sue labbra si contraggono in un tremore impercettibile mentre abbassa la testa, rispondendo alle tue domande con un filo di voce sottile e spezzato... Alys... sussurra la fanciulla, ritrovando l'esatta consapevolezza del suo nome, mi chiamo Alys. Mi fa... mi fa tanto male la testa, Silyndor. Non ricordo cosa ho detto prima nelle casse... ricordo solo che tutti urlavano e che c'era tanto sangue sulle vesti verdi. Se volete aiutarmi... vi prego, lasciatemi stare qui su questo carro con la signora buona. Non lasciatemi sola nel bosco... Le suas piccole mani si stringono sui lembi della coperta, mentre si rannicchia contro il fianco di Lyra Thorne cercando un barlume di calore... la mezzelfa solleva lo sguardo serio verso di te, gli occhi lucidi che scansionano i tuoi lineamenti argentei carichi di una muta richiesta di direzione... la bambina ha risposto a ogni tuo quesito, confermando che il suo clan è perduto e che la sua unica speranza di sopravvivenza è rimanere protetta all'interno della tua carovana... Kaelen fa un passo indietro nella nebbia, sollevando il lungo coltello da caccia per indicare la pista avanti che riprende a scendere lungo i contrafforti montani... la sosta è terminata, i cavalli scalpitano nel freddo del mattino e i due carri vuoti devono rimettersi in marcia verso il nord-ovest prima che l'oscurità o i pericoli della gola vi tolgano il vantaggio... Estrai la lama della lancia dal fango con un movimento secco, lanciando un cenno fermo a Daran per ordinare la ripresa immediata della marcia... le stanghe di legno scattano, i mozzi ricominciano a scricchiolare e la colonna si immette nuovamente lungo la pista da taglio abbandonata, lasciandosi alle spalle l'anfratto di radici... cammini a piedi tenendo il passo regolare dei tiri, con la guardia alta e la glaive bilanciata nella mano sana, mentre i teloni dei mezzi si addentrano per le successive due miglia in un muro di nebbia mattutina che si fa via via più denso, umido e claustrofobico... La volta dei pini giganti inizia improvvisamente a diradarsi, lasciando spazio a un mutamento radicale e inquietante del paesaggio boschivo, visibile man mano che i banchi di vapore grigio oscillano sotto i colpi del vento... la pista da taglio abbandonata si inoltra nel cuore di un antico querceto morto, una porzione di foresta devastata da un vecchio incendio o da una malattia secolare, dove centinaia di alberi spogli e privi di corteccia si stagliano contro il cielo come scheletri biancastri... i rami contorti si incrociano sopra la carreggiata bloccando la luce grigia, e le radici scoperte affiorano dal fango grigio come dita scheletriche... D'un tratto, proprio nel mezzo di questo scenario spettrale, i cavalli di testa rallentano il passo fino ad arrestarsi con un fremito dei muscoli sotto lo strattone corto delle redini di Daran, mentre il cinghiale Garm pianta gli zoccoli nella melma bagnata, abbassando il grugno e rizzando le setole della schiena... Kaelen si ferma a meno di tre metri dalle stanghe di legno, stringendo l'impugnatura del lungo coltello da caccia ed esaminando i tronchi cavi che fiancheggiano la via... in questa porzione di bosco morto l'assoluto silenzio della natura si fa opprimente, privo del benché minimo fruscio di uccelli o piccoli animali, e la nebbia fredda ristagna tra le carcasse delle piante... la pista è libera e prosegue dritta nella boscaglia spoglia, ma l'allerta del cinghiale e l'innaturale assenza di vita bloccano l'avanzata dei mezzi...1 punto
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Il ritorno di Atrokos - topic di servizio
Visto la preannunciata assenza di L_oscuro ho fatto agire Burnon come aveva indicato nel post precedente.1 punto
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Piccolo micro OT. Chiedo per un amico, ma su quale manuale 5e c'è il guerriero che cura? Perché non c'è mezza sottoclasse che lo fa, giusto il banneret condivide l'action sourge con gli alleati. Parliamo comunque di 21-30pf recuperati al lv20, tipo 1/3 del danno di un attacco di un nemico a quei livelli. Nella 5a le cure sono meno diffuse rispetto alla 3.X: bardo, chierico, druido, paladino. In più nella 5a lo fanno l'artefice e uno stregone (e lo fanno bene), il ranger (lo fa poco), un warlock e un monaco (e lo fanno maluccio). Nella 3.X in più c'erano Archivista, Crusader, Favored Soul, Sciamano e forse Dragon Soul. E poi c'erano le bacchette di CLW. Insomma, le cure diffuse in tutto il party ci sono da 26 anni su 52 di vita (ufficiale) del gioco. Metà della sua vita. Non è esattamente una novità. Che fortuna, ti avrebbe ucciso doverlo concedere. L'hai scampata bella.1 punto
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Sei fortunato, io ne ho avuti un paio di giocatori che "se non posso fare il draconico mezzo angelo, chierico di Lolth, non gioco" e se ne andavano sbattendo la porta alla mia risposta basita "magari quando ti abbronzi ti avvicini col colore della pelle, ma non dovresti neppure conoscere cosa sia un Drow in questa ambientazione." Fortuna non mi hanno mai chiesto di scrivere sulla scheda di sessi al di fuori dei due canonici😁 Io ho fatto una campagna, anche se corta, parecchio divertente di goblin.1 punto
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Ho sempre chiamato le razze "razze" non per una connotazione antropologica, scientifica o sociologica ma perchè così erano presentate. Non esistono le razze umane, ma elfi nani umani non sono la stessa cosa. Se si volesse parlare scientificamente tutti sono mammiferi (Classe), Umanoidi (ordine), e poi umani nani elfi ecc, quindi dovremmo parlare di famiglia? Ecco sta roba non ha senso, è un fantasy si tirano palle di fuoco e razze rende l'idea. Personalmente continuo a usare il termine razze perchè Tolkien usava questa differenziazione in senso lato come stirpi e lignaggio, ma queste parole venivano usate per altri contesti. Quindi affezionato a questa dicitura uso Razze. Trovo che Comunque la scelta effettuata da Pathfinder e Advanced 5e sia la più corretta tra le varie modifiche fatte. Detto ciò trovo il dibattito molto sterile. Una rosa intinta nella merda puzza comunque Cit. Scecspir. Sulla questione dei modificatori razziali inizialmente sono stato contrario prima all'eliminazione dei malus, poi all'opzione offerta da Tasha e indifferente allo spostamento dei bonus dalle razze ai background. In realtà, l'opzione di Tasha è una ficata. È stata secondo me la cosa migliore della 5e. Ha permesso a tutti di giocare la razza che vogliono senza limitarsi o scartarla perchè sarebbe stata subottimale. E questo non è un discorso che fanno i power player o chi ha il cavolo piccolo, ma tutti. Quindi W Tasha. Ah e i mezzelfi e mezzorchi esistono. Stacce. Una delle peggiori scelte della 5.5 è l'eliminazione totale dei mezzosangue quando nelle UA c'era una linea generica di mezzosangue fatta oltretutto molto bene. Usate quella. Parlando invece degli allineamenti razziali (e mi collego al punto successivo) i drow sono malvagi e gli orchi pure. Questo non significa che non ne esista qualcuno buono, ma solo che quelle società sono malvagie con le conseguenze del caso. Altri come i draghi cromatici sono SEMPRE malvagi, salvo soggetti unici, ovvero ce n'è uno solo e non è un PG. E questo è BELLO, perchè il gioco deve esser tagliato in modo netto in alcuni aspetti, trattandosi di fantasy. L'allineamento è stato un elemento sempre problematico perchè nulla è bianco e nero ma tutto è scala di grigi. In D&D non lo è ma questo è un modo di rappresentare in un gioco la tensione tra bene/male e sopratutto legge/caos (come ha ben spiegato un articolo qua sul forum). Si può fare di meglio con caratteri o vizi/virtù, ma nulla chiarisce il senso che si vuol dare in modo molto manicheo come un bel LEGALE BUONO o CAOTICO MALVAGIO. Trovo che il disallineamento meccanico dell'allineamento sia corretto, sebbene si perda un po' il flavour dell'aspetto bene vs male ecc. Diciamo che alla fine a me piaceva punire il male, individuazione del male ecc, e mi ci trovavo bene. Poi in fase di interpretazione o mascheramento si giocava bene Comunque con le scale di grigio. La possibilità di aderire a un codice morale e non essere seguace di una divinità c'era anche prima della 5e. Mai usato perchè perlopiù si giocava nel Faerun dove se ti professi ateo duri meno che una femminista nel 1400 a una festa dell'inquisizione spagnola. Qua direi che dipende molto dall'ambientazione A me piacevano le limitazioni di AD&D per razza/livello/classe e anche il livellare con PX differenti. Ma ho apprezzato molto la liberalizzazione delle classi perchè alla fine altrimenti ti trovavi a giocare la stereotipizzazione tipica e basta. Sono molto contento della libertà di buildare, del multiclasse e anche delle CDP di 3e. Personalmente sono un fan del gioco nel gioco e la build rappresenta un bellissimo momento di studio approfondimento e creatività che offre D&D. Sul fatto che ora tutte fanno tutto è vero, e trovo che questo sia un appiattimento errato, non una liberalizzazione. Le liste degli incantesimi dovrebbero essere maggiormente diverse e alcune peculiarità dovrebbero essere uniche. Ogni classe dovrebbe avere una sua specificità non replicata da sottoclassi, CDP o capacità razziali e simili. In particolare, le cure le limiterei ai caster divini, non a qualsiasi classe anche se in modo limitato (si guerriero parlo di te). Detto ciò continuo a difendere a adorare i multiclasse Questo non è mai stato un problema fino alla 5e. Prima si crepava moltissimo o molto. Ora è difficile arrivare al punto TPK o Comunque in cui c'è una vera tensione che deriva dal mero combattimento. Più spesso la tensione la si genera aggiungendo cose allo scontro (che è bello e corretto) come elementi di pericolo esterni ma che con lo scontro si incrociano (terreni di combattimento, pericoli imminenti, conti alla rovescia per qualche elemento in arrivo) ma questo non si può fare sempre e invece la tensione del combat dovrebbe esistere sempre. Purtroppo in 5e le cose sono strutturate in questo modo e sta al DM farsi un culo per fare il possibile per rendere gli scontro divertenti per tutti. Ma va anche detto che di base mi pare che ai giocatori piace vincere anche senza tensione. Vabbè sticazzi. Il problema è che la WOTC (Hasbro) ha ascoltato più gente che non giocava e si incazzava su twitter per i vistani, gli orchi e i drow cattivi che chi giocava. Ma tanto si sono fatti la frusta per il loro culo, purtroppo però le scudisciate prendono anche noi. È assolutamente normale che ai giovani d'oggi piacciano cose diverse. Per me guardare uno che gioca ai videogiochi o a D&D pare uno spreco di tempo ma per loro non lo è. Apprezzo in realtà anche che sono molto più attenti a questioni che a noi non interessavano, compresa quella dell'inclusività. Però giocare non è guardare critical role. A me pare più che altro il diritto a divertirsi. E se questo lo si raggiunge tramite un easy win vabbene, ma a chi piace la tensione il gioco dovrebbe poter concedere anche quella. Ma diciamo che ha problemi peggiori da affrontare (GS e scontri al giorno). Pensiero legittimo, ma non mi par reale. I PP ci sono da sempre ma non perchè avevano il cavolo piccolo. E Comunque non ho mai visto in 30+ anni di gioco qualcuno che ha creato un personaggio debole senza alcun punto di forza.1 punto
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il sussurro melodioso delle tue parole infonde un'insperata stabilità, mentre il tocco leggero delle tue dita sulla mano di Lyra Thorne suggella un patto di protezione silenzioso... la giovane mercante ricambia la pressione della tua stretta con un cenno fiero delle labbra, gli occhi cangianti che brillano nella penombra del telone mentre stringe la fanciulla elfa contro il proprio petto, lasciando che il calore delle coperte calmi finalmente l'ultimo, disperato tremore della piccola... Ti allontani dalle ruote dei carri con passi felini, muovendovi verso la barriera di radici secolari dove la sagoma scura di Kaelen si staglia contro il cielo notturno... la tiefling non si volta al tuo arrival; la sua coda si muove a ridosso dei rovi calcinati con un moto ritmico, quasi impercettibile, e le sue orecchie appuntite scansionano il fischio del vento freddo di Ches tra i pini giganti... Ascolta le tue domande e il tuo inaspettato ringraziamento rimanendo immobile per diversi pollici di tempo, mentre il cinghiale Garm emette un basso sbuffo dalle narici scure, grattando il fango gelato con uno zoccolo anteriore... poi, la ragazza rilassa parzialmente la tensione delle spalle grigie e gira il viso affilato di sbieco, offrendoti il profilo delle sue pupille ambrate... Le monete d'argento servono a comprare il ferro delle mie lame, elfo... ma è la mia pelle che tengo al sicuro, e finché viaggeremo sullo stesso fango la vostra sicurezza coincide con la mia... risponde Kaelen, la voce roca resettata su un sussurro aspro che reca in sé la totale accettazione della tua stima professionale... poi, stringe i denti per un millesimo di secondo, affrontando una a una le tue questioni con la fredda fermezza della frontiera rurale... Riguardo ai tuoi dubbi... non so quale bestia possa aver lasciato quei segni sulla quercia, Silyndor. Le artigliate dicono solo che era una fiera grossa, e la gabbia di ferro di cui parla la piccola conferma che qualcuno stava trasportando un carico pesante nel fango. Ma gli elfi cattivi non c'entrano con i ranger rinnegati: i rinnegati che si nascondono quassù sono bracconieri e disertori umani calati da Loudwater, non stirpi dei boschi. Chi fossero i custodi di quella fanciulla, o perché siano stati presi di mira rimane un mistero , l'Alta Foresta non dà risposte ai viandanti e meno domande ci poniamo sui suoi segreti e più possibilità avremo di uscirne interi. Le ultime parole della guida si spengono nel silenzio della foresta e le lunghe ore della notte iniziano a scorrere lente, cariche di una muta vigilanza... rimani a piedi all'imbocco dell'anfratto di radici per tutto il resto del tempo buio, facendo da scudo alla colonna con la glaive appoggiata alla spalla, mentre Lyra veglia sul sonno profondo della fanciulla... la macchia intorno rimane immobile, immersa nel gelo, finché le stelle non sfumano una a una nel cielo grigio... Le prime luci del mattino iniziano a filtrare come deboli lame tra i rami alti, annunciando la fine della notte clandestina... il vecchio Daran si ridesta sul retro del secondo carro, stirando i muscoli tesi e afferrando le linee dei cavalli in totale silenzio, mentre Lyra ti osserva dal pianale in attesa di un comando... il sentiero avanti è libero, la pista vi attende nel freddo dell'alba, e l'inizio del giorno richiede la tua prossima disposizione per rimettere in movimento i due mezzi... Con un cenno d'assenso della testa fai muovere i cavalli e le ruote ricominciano a girare a passo sostenuto lungo il sentiero di fango liberato, addentrandosi per due miglia in una nebbia mattutina densa e bagnata... Mentre cammini rasente alla sponda anteriore tenendo la glaive in guardia bassa, un leggero fruscio di coperte attira la tua attenzione verso l'interno del telo principale... la fanciulla elfa della luna è interamente sveglia, seduta sul legno accanto a Lyra Thorne che le ha appena offerto un pezzo di pane secco per rimetterla in forze... la piccola mastica lentamente, gli occhi grandi che scansionano i teloni e poi la sagoma scura di Kaelen che cammina poco più avanti nella nebbia... avverte lo scricchiolio regolare delle ruote e una sottile ombra di inquietudine infantile le increspa la fronte... si volta verso di te, stringendo il cervo di legno contro la tunica... Stiamo andando verso i pini grandi, Silyndor? sussurra la piccola in elfico, la voce che ritrova un barlume di timorosa curiosità mentre cerca il tuo sguardo argenteo oltre il bordo della sponda, la signora buona mi ha dato il pane, ma il bosco fuori è tutto grigio. Perché non torniamo a casa? Dov'è la mia mamma? Perché mi avete portata su questo carro grande? L'amnesia causata dal trauma e dalla febbre è totale, e nella sua mente non è rimasta alcuna traccia delle violenze o dei custodi caduti; la fanciulla ragiona ora con la pura e ingenua inconsapevolezza di una bambina smarrita, che non comprende il pericolo della pista e cerca solo la propria normalità... Lyra le scambia un'occhiata preoccupata, stringendole dolcemente una spalla per farle sentire la propria presenza onesta, e il movimento lento dei carri nella nebbia attende la tua prima, delicatissima risposta per stabilire come gestire la verità prima che il panico si ridesti...1 punto
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
In realtà non ho aperto io il thread, ho solo mandato il manoscritto. Il mio discorso era generico, un po' tutti i giochi principali si sono evoluti al politicamente corretto e hanno fatto tanti passi in alcune direzioni. Chiaro che non ne conosco tanti al di fuori di d&d e pathfinder, quindi va bene anche qui in questa sezione. Nei discorsi che hai fatto nel tuo post, la mia risposta è che togliendo i vincoli è migliorato, questo perché la vedo in maniera diversa da te. Pure io gioco con un elfo senza ascia bipenne o un nano che ha destrezza 50 e fa le capriole, semplicemente vedo un regolamento generico più adattabile alle esigenze del gruppo di gioco. Non vedo il +2 delle razze o altri discorsi su allineamenti, classi ecc... così scandalosi, semplicemente li tollero. Ed è una strada che hanno preso anche alla Paizo, meno marcata, ma comunque rispetto a classi, razze e altre meccaniche, lasciano al gruppo di gioco una maggior libertà dando comunque un indirizzo. I peggioramenti di d&d li vedo su altri temi discussi altrove nel forum; mi trovo dunque in disaccordo con te, perché concettualmente quegli aspetti del gioco sono ludicamente corretti sebbene alcuni suoi cambiamenti siano dovuti al politicamente corretto. Ma questo perché li trovo temi di secondo piano e personalmente trovo più giusti i regolamenti generici, come ho scritto nelle premesse del post. Probabilmente giocassimo assieme a livello pratico ci troveremmo d'accordo, a prescindere da queste che ritengo baggianate. Chiaramente sono d'accordo, ma non è il forum adatto per dare questi stimoli. PS: @Percio , esatto.1 punto
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Esplorazione esagonale - la via verso il bosco
Per Arthur va benissimo l'ultimo turno, così quando il campo inizia a svegliarsi lui è già pronto per studiare il suo libro degli incantesimi. Si posiziona volentieri al centro del gruppo , magari vicino Elyndra ✓@shadyfighter07 ???( Solo per tenergli la mano non pensate male... Arthur è molto rincogl...hem rispettoso). Per il resto si affida a chi ha più esperienza cercando però di osservare e capire la logica, quasi considerandolo una materia di studio interessante.1 punto
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Eh ma in un gioco dove si combatte si muore. Se i dadi girano "male" il tuo cranio viene fracassato e tocca a quello dopo. La volta che i giocatori si arrenderanno ai ladri magari si ritroveranno nudi e legati a un albero, ma arrendersi a un orco affamato non offre grandi alternative. Poi ovviamente dipende dal contesto: magari i PG non arrivano in tempo e trovano i bambini rapiti stuprati in un rituale arcano e un grosso demone che si sta mangiando i resti. Ma non è cattiveria, è applicazione delle regole. Se non puoi mentire o uccidere innocenti e lo fai ne subisci le conseguenze. Non stiamo parlando di un DM che fa cadere una meteora dal cielo e uccide tutto il gruppo così perché gli va. Bho, saranno gusti. Per me vale quanto dice Lo Hobbit: "Il fatto è che gli orchi sono creature malvagie e crudeli [...]. Non odiavano i nani in modo particolare, non più cioè di quanto odiassero tutti e tutto, e specialmente le persone pacifiche e prospere". Se si vuole un mondo in scala di grigi e società complesse si possono usare gli umani o altre mille razze canoniche o no. Non vedo proprio la necessità di usare gli orchi. Eh?1 punto
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Io ho scritto il BG e ho finito di sistemare l'equipaggiamento. Magari mentre aspettiamo la partenza possiamo iniziare a pensare a come ci conosciamo e stabilire un po' di pregressi del gruppo1 punto
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[Alonewolf87] Il Lamento della Foresta - Parte 3
@Ian Morgenvelt @L_Oscuro @Daimadoshi85 @Octopus831 punto
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Farei allora che iniziamo a Settembre, così evitiamo la pausa quasi immediata.1 punto
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[Topic di Servizio] Edge of Thorns
Ero fuori città per un concerto questi due giorni e ho tergiversato, sono di nuovo di servizio. Vi avviso che sarò in ferie in un luogo in cui mi sarà difficile fare post lunghi dal 25 luglio al 2 agosto. Poi ragioneremo quanto fare una pausetta estiva, se volete.1 punto
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Credo che l'immagine scelta per introdurre l'argomento dica tutto. Da persona che detesta il politicamente corretto le mie risposte sono ovvie e scontate. Purtroppo, specie nei giovani, si confonde il politicamente corretto con il rispetto della persona che si ha di fronte, e non c'è nulla di più sbagliato nell'equiparare i due concetti. In questi ultimi anni abbiamo assistito a storture, tentativi di cancellare la storia e altre amenità in nome di una pseudocultura cha ha contaminato (e avvelenato) i media. Fortunatamente questa ondata sembra essere passata. A livello di gioco, trovo corrette le risposte che hanno dato sopra altri utenti, a partire dal fatto che per molti giovani D&D non è un gdr "da vivere" ma solo da "mostrare" per intrattenere un pubblico, e questo a mio avviso è un aspetto determinante di come viene inteso oggi questo tipo di intrattenimento ludico. Razza o specie: sono vecchio e preferisco il termine originale. Tanto, a livello etimologico, nessuno dei due è corretto nell'ambito del gdr. Personalmente trovo corretto inserire paletti e limitazioni/vantaggi che differenziano e caratterizzano le classi. Altrimenti non c'è nessuna differenza tra di esse e tanto vale usare la razza "pampurio" uguale per tutti e si scelgono malus e bonus in base al pg che si vuole costruire. (chiedo scusa ma avevo lasciato indietro questo pezzo quando ho postato la risposta). Allineamento: sempre inteso come linee guida di massima per definire l'attitudine mentale e sociale di png e mostri, meno significativamente per i pg. Era utile per limitare certe storture in fase di creazione del personaggio. Divinità: hanno peso quanto ne concede l'ambientazione. Nei Forgotten Realms non si può non tenere conto di chi si venera, dato che gli avatar degli dei hanno letteralmente camminato per le strade delle città. Poter usare chierici specifici delle divinità aggiunge parecchio pepe al gioco (vedi i vecchi Faiths & Avatars, Power & Pantheons e Demihuman Deities o il più recente Fedi e Pantheon) In altri setting, come Midnight, c'è un solo dio (malvagio) e niente chierici; in altri ancora sono solo citati come nota di colore e pertanto superflui o del tutto ininfluenti. Non credo sia corretto correlare la situazione della fede religiosa nel mondo reale con quella fittizia dei gdr. Questo vale in assoluto per tutto: mai e poi mai trasporre il mondo reale nella controparte fantastica, a meno che non si tratti di setting specifici che lo prevedono. Quando si gioca in un mondo fittizio, quel mondo con le sue regole è l'unico che conta e non lo si deve confrontare con il mondo reale. Qualcuno ha giustamente detto che Dark Sun oggi sarebbe problematico perché presenterebbe schiavismo, genocidi, cannibalismo ed eugenetica... come se queste cose non succedono tutt'oggi; ma ipocritamente è brutto farle trovare in un gdr, è diseducativo. Poi accendi la televisione, leggi i giornali o ascolti la radio e si sentono stragi di qua, tratta delle donne di la, ecc. Ipocrisia allo stato puro (che rientra nel punto 0 della discussione riguardo al politically correct, per cui l'importante è non parlarne e non mostrarlo, fa niente se esiste). Fine dell'inciso. Classi: oggi tutte le classi fanno tutto e sono autonome. Non è più necessario giocare di squadra per riuscire ad uscire vittoriosi (o semplicemente vivi) dalle sfide che il master pone ai personaggi. Personalmente trovo questa cosa un appiattimento che toglie il gusto di giocare un chierico piuttosto che un ladro o un mago. Con il mix di talenti, origini, abilità, stirpi, mazzi, lazzi frizzi e caz... (uoppssss, questa è volgare!) si può giocare un mago che pesta peggio di Conan, è più agile del Grey Mouser, più saggio di Gandalf, più affascinante di Polgara, più resiliente di Rand al'Thor. Personalmente non mi piace questa possibilità. Morte: Perché? c'è ancora qualcuno che muore in D&D? Wow, non lo sapevo!!! 😁Sarcasmo a parte, si è passati da un gioco dove il solo sopravvivere era un risultato enormemente gratificante a "se non ammazzo tutti i supermostri e i supercattivi vuol dire che non ho fatto un accidenti di niente e sono deluso". Sono esperienze di gioco profondamente diverse. Sto notando tuttavia che sempre più giocatori si stanno allontanando da questa visione tornando a giochi più difficili (segnalo il kickstarter o backerkit di Deathbringer di Professor DM in questo senso). Personalmente preferisco le sfide impegnative vecchio stile ai supereroi delle ultime incarnazioni del regolamento più giocato al mondo. USA: che altro c'è da dire? Hanno votato Trump non una, ma due volte. Questo basta a qualificarli. Ricambio generazionale: oggi chi si approccia a questo hobby è sommerso dalle centinaia di sistemi esistenti, e può essere disorientante. E' altresì vero che la stragrande maggioranza di chi inizia lo fa con D&D, e lo fa guardando i video su Youtube di CriticalRole (o chi per esso) o arriva dai vari Baldur's Gate ecc. Sia gli spettacoli che i videogame danno una prospettiva diversa ai giocatori, che però trovano un regolamento che richiama molto lo stile videogiocoso e "innocuo" di show dove sei spettatori. I giocatori moderni, per la maggior parte, vogliono azione senza conseguenze, ricompense senza sacrificio (sempre e solo in ambito ludico, sia chiaro). Sono meno appassionati e più giocatori casuali cui non interessa più di tanto l'ambientazione, la trama, lo sviluppo del pg. Basta tirare dadi, spaccare tutto, farsi quattro risate e morta lì. E può andare benissimo anche questo modo di usare il gdr. E' molto diverso da come si intendeva questo hobby 40 e passa anni fa. Diritto al successo ruolistico: alle fine, il gdr è e resta una forma di intrattenimento ludico, il cui scopo è intrattenere e divertire chi lo pratica. Se chi gioca si diverte e rimane soddisfatto, allora è un successo. Ruolisticamente corretto? Non lo so, perché non esiste concetto di corretto o scorretto nel modo di interpretare questa attività. La tendenza attuale è quella di dare la pappa pronta ai giocatori altrimenti "potrebbero rimanere offesi", anche se si sta assistendo ad un parziale scollamento della comunità in favore di regolamenti meno "unicorni e arcobaleni, vogliamoci tutti bene" in favore di temi più cupi, oscuri e moralmente ambigui. Aggiungo solo una cosa: questi nuovi regolamenti, sulla scia di Shadowdark (che non trovo così irresistibile o straordinario) tendono a favorire le one session o comunque campagne molto brevi proprio a causa della natura "casual" dei giocatori moderni.1 punto
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
In una cinquantina d'anni abbiamo visto una evoluzione importante delle regole dei giochi che ci fanno passare tante ore e serate in compagnia dei nostri amici. Ma cinquant'anni sono tanti e io, ad esempio, manco ero nato per potermi definire un pioniere. In mezzo secolo non solo si è evoluto il gioco di ruolo, ma anche la cultura ed il modo di pensare nel mondo. Siamo in un periodo storico dove il politicamente corretto si confronta con chi pensa che questo progresso socioculturale sia un estremismo e non la cura di alcuni mali del mondo. Io stesso vedo con scetticismo quella che talvolta, a mio avviso, diventa una ostentazione di civiltà a tratti ipocrita e non necessaria ad una migliore convivenza nella società. Provo a sviscerare l'evoluzione del gioco in parallelo con quella sociale, toccando i vari cambiamenti. Ho utilizzato la dicitura "ruolisticamente corretto" (rolistically correct) per definire il fenomeno nell'ambito dei giochi di ruolo che va di pari passo con il "politicamente corretto". "Ludicamente corretto" è quando invece il regolamento ha un senso legato allo svolgimento funzionale del gioco, così come posso accettarlo e immaginarlo. Ma è il gioco a diventare politicamente corretto o le innovazioni sono ludicamente corrette e quindi conseguenza di un progresso del nostro passatempo? Io ritengo i regolamenti un insieme di meccaniche che devono restare laiche rispetto alle ambientazioni e alle campagne. Per questo motivo tendo a giudicarli senza perdermi in fronzoli. Io penso che ogni argomento vada visto da ogni angolazione e punto di vista, a 360° prima di farsi un'idea, con una buona dose di tolleranza. Punto 1 - LE RAZZEE qui direi che l'evoluzione è stata davvero tanta, soprattutto negli ultimi anni. Nella vita potenzialmente puoi essere ciò che vuoi, lo studio e l'allenamento determinano le tue caratteristiche fisiche e mentali. Questa la concezione moderna. Pensiamo a quando addirittura, da regole, la razza non dava solo un modificatore razziale alle caratteristiche, ma determinava cosa un personaggio potesse o non potesse fare, sopportandone eventuali malus sulla progressione della classe. Come può esserci un nano mago? Oggi lo puoi fare, agli albori del gioco no. Per non parlare della diatriba del 2024 sul termine "specie" che ha preso il posto di "razza", termine più tradizionale e utilizzato fino a qualche anno fa in maniera consuetudinaria nei regolamenti fantasy. Se io leggo "specie" invece che "razza" per prima cosa sorrido, poi penso che sia una cosa stupida rivedere le tradizioni e le consuetudini per essere più inclusivi o non usare termini associati all'odio, poi vado oltre ancora perché trovo altrettanto stupido soffermarmi su un tema così becero e di conseguenza me ne frego e giudico il manuale per altro, altrimenti cadrei in basso come il sostenitore del politicamente corretto, colui che criticherebbe o si farebbe un'idea negativa di un libro perché usa termini considerati offensivi: io che non sono permaloso tollero pure se scrivono specie e sti cavoli a tutti. Altro discorso è quello di aver tolto dalle razze i modificatori alle caratteristiche. Inizialmente la mia reazione è stata quella di rimanerci un po' basito, sembrava tutto una forzatura ruolisticamente corretta. Ma come? Gli halfling possono essere forti e robusti come i mezz'orchi? Dall'altro lato però penso che, per quello che concerne la creazione dei personaggi, le considerazioni viaggino su un discorso collaterale rispetto al mondo fantasy nel quale si inseriscono perché per definizione essi sono un'eccezione, sono eroi e le restrizioni da regole andrebbero magari a cozzare con questo concetto limitando la libertà. Dopotutto da nessuna parte c'è scritto che il popolo elfico è forte e robusto come gli orchi. Discorso razze ludicamente corretto con riserva perché rimane ruolisticamente corretto cambiare la tradizione della nomenclatura per una tematica così becera. Punto 2 - GLI ALLINEAMENTIIn passato la razza poteva definire l'allineamento: si pensi ai drow, elfi scuri padroni del sottosuolo. Si pensi anche alle tante meccaniche legate all'allineamento, come incantesimi ed altro. Ora si tende invece ad avere una concezione di male più filosofica, legata al libero arbitrio, vista con una maggiore libertà interpretativa e senza una netta distinzione. Quasi come se la natura malvagia non possa esistere e il bene sia un po' dappertutto e quindi non vi sia un confine netto: ogni creatura tende ad avere un libero arbitrio e fare una distinzione netta può non essere la soluzione giusta. Per non parlare di limiti interpretativi di classe: se sei monaco sei legale, il barbaro non può esserlo, il paladino è legale buono. Gli allineamenti inoltre sono spariti anche da tante meccaniche secondarie come gli incantesimi. Non voglio dilungarmi troppo su divisioni che a volte si creano tra chi magari pensa sia giusto rispettarli in maniera categorica e chi invece preferisce una visione meno rigida, forse troppo morbida, delle loro definizioni, ritenendo che non siano essenziali nel gioco e/o siano un concetto superato. Io personalmente li ho sempre utilizzati nel gioco e di questi litigi e diatribe non ne ho mai vissute, tranne brevi discussioni che hanno interrotto il gioco giusto il tempo di spiegarsi. Fatto sta che dai manuali stanno sparendo... e non se ne sente tanto la mancanza. Ludicamente corretto, fino a quando questo limite di ruolo non diventi una scusa per "giocarmi il personaggio come mi gira" ed ecco che portare una incoerenza in gioco solo per sbandierare una libertà di essere bipolare diventa un palese "ruolisticamente corretto" o semplicemente una seccatura. Punto 3 - DIVINITÀLa religione è diventata un'opzione. L'esempio lampante è il chierico che, rispetto al passato, può seguire un ideale piuttosto che un dio. Il tutto va di pari passo con il progresso scientifico: l'ateismo, nel bene o nel male, si sta diffondendo in maniera proporzionale all'alfabetizzazione. Considerando le regole un blocco di meccaniche, trovo sia giusto dare delle possibilità ruolistiche alternative anche in funzione di una campagna. Trovo certo bislacco che un giocatore non voglia allinearsi ad una divinità se l'ambientazione è il Faerûn, tuttavia un personaggio può trarre un potere da un ideale, si pensi anche a campagne dove non vi è il politeismo e dove questo personaggio è un incantatore che magari trae potere da un elemento. Ludicamente corretto, sta ai giocatori decidere in base alla campagna se mettere importanti restrizioni ruolistiche, sempre che tutto ciò non venga fatto per avere scorciatoie per oltrepassare i bonus ed i malus eventuali. Punto 4 - LE CLASSIProblema già parzialmente affrontato sopra, se hai certe capacità e un certo background non puoi avere un comportamento lontano dall'allineamento normato dal manuale. Le limitazioni si intrecciavano pure con la razza. Oggi tutto ciò è sparito. Già argomentato sopra: dare una libertà di creazione è ludicamente corretto perché permette ai tavoli e alle campagne di tutti i tipi di interpretare in libertà purché in coerenza. Perché dare superflui limiti ruolistici quando a volte è la fantasia a porre dei giusti confini? Punto 5 - LA MORTELe regole fanno sì che il personaggio muoia con maggiore difficoltà, tema molto dibattuto e matematicamente corretto! Nella vecchia scuola essa aveva una sua rilevanza, i giocatori erano molto prudenti e la sua falce era dietro ad ogni porta. Oggi invece per morire ti devi impegnare, sia che tu sia master, sia che tu sia giocatore. È giusto? Non è giusto? Non lo so, io posso solo dire la mia e trarre le mie conclusioni. Da un lato credo che i PG, oltre che essere eroi, siano mortali e come tutti la loro paura di passare dall'altra parte deve essere altissima. Un giocatore che non interpreta quel lato del suo personaggio sbaglia, perché che tu sia un paladino che mette l'ideale davanti ad essa o un infame che scappa quando le cose volgono verso il peggio, poco o tanto nessuno vuole morire e tu che sei dietro alla scheda non puoi non tenerne conto quando ruoli. Se però sai che il tuo personaggio è un eroe, non è una entità che schiatta davvero e soprattutto le regole ti danno un'altra mano, è chiaro che il problema c'è e senza tensione magari il gioco è più noioso. Dall'altro lato forse è anche sbagliato che sia più facile morire in un turno che diventare inabile al combattimento (svenire, rantolare per terra per le ferite, essere agonizzante). Troppi argomenti legati a questo, tutto si riconduce alla filosofia dei punti ferita e al trovare un giusto equilibrio. Aggiungo anche che da master preferisco un regolamento meno imprevedibile per poter giocare con meno remore. Del resto, in una campagna lunga è anche normale che la morte sia un evento occasionale e non di ogni sessione. In fondo un gioco è una approssimazione e ognuno ha la sua visione a riguardo. Ludicamente corretto, non del tutto perché in effetti negli ultimi regolamenti pare che, se un mostro voglia ammazzare un PG, debba spaccargli la testa quando la morning star smette di rimbalzargli sul cranio. Ma di quella parte di ruolisticamente corretto parlerò più avanti perché l'ho inserita in un'altra area tematica. Allora, chi è arrivato fino a qui si chiederà: dove sta il ruolisticamente corretto? Punto 6 - USA: LA PATRIA DELLE CONTRADDIZIONIPer prima cosa, il politicamente corretto è sicuramente un fenomeno molto sentito e, negli Stati Uniti d'America (dove vengono creati i giochi e patria indiscussa di contraddizioni), il dibattito è molto più acceso che da noi. Sicuramente stampare libri che possano essere ritenuti offensivi per cavolate come le razze spinge l'editore a modificare la terminologia. Addirittura, pare che non si voglia pubblicare un inedito manuale di Dark Sun per i suoi temi forti o riscriverlo addolcendolo. Tutto questo è da ritenersi assolutamente ruolisticamente corretto! Dopo la assurda caccia al satanismo di decenni fa nei confronti di giocatori e creatori di D&D, la risposta moderna è censurare le tematiche che non sono altro che il frutto di un gioco di fantasia. Punto 7 - IL RICAMBIO GENERAZIONALEHo ragionato che il ruolisticamente corretto possa valere anche sull'asse del ricambio generazionale. Per me è qui che casca il dado da 20... Decenni fa, l'offerta ludica era molto più carente: si pensi all'evoluzione dei videogiochi, all'accessibilità a diversi tipi di divertimento e al maggiore benessere. Ai miei tempi il master aveva l'ultima parola su tutto, i giocatori si adeguavano e i neofiti erano soggetti a una sorta di "nonnismo". Il master premiava, ma soprattutto puniva e molto male, anche da regole, i giocatori che non si comportavano bene o in coerenza col loro ruolo. Ora probabilmente chi vuole giocare fatica a trovare compagni o magari deve fare avventure più inclusive. Così inclusive che, però, si perde il senso di alcuni aspetti del gioco e di quelle emozioni che in tanti sono riusciti a provare al tavolo con gli amici. Punto 8 - IL DIRITTO AL SUCCESSO RUOLISTICOIl diritto al successo formativo è quella regola scolastica che, in buona sostanza, ai fini della promozione, sostituisce il merito con il solo impegno. Con la stessa logica ora c'è quindi il diritto al successo ruolistico! Qui collego anche il tema della morte, quel 30% di ruolisticamente corretto di cui ho promesso di parlare dopo. Mentre prima la figura del master era quella dell'arbitro indiscusso, ora sta diventando serva del divertimento dei giocatori? "Se io seguo la campagna, creo la scheda, passo ore a giocare, mi sono guadagnato il diritto ad una avventura che vada bene per il mio povero e tenero personaggio! Altrimenti rovescio il tavolo e non gioco più." Sic... o meglio "sigh". Ma questa non è coerenza di gioco, è un moderno "ruolisticamente corretto" dove i giocatori non si vengono incontro, bisogna accontentare tutti, bisogna non fare morire i personaggi perché poi i burattinai si offendono e non vogliono più partecipare. E allora le ambientazioni ed il gioco di tutti devono essere limitati per trovare gli spicchi che intersecano gli insiemi? Perché invece ognuno non impara ad allargare il suo, di cerchio, per adeguarsi e tollerare gli altri come si faceva un tempo? Forse sono queste le consuetudini che stanno cambiando ai tavoli portando il GDR alla deriva? Oppure sono io quello vecchio perché sto cominciando a criticare i giovani, dissociandomi dalla loro generazione, riconoscendo, da vecchio brontolone quale sto diventando, che il mondo (almeno dei GDR) un domani sarà peggiore se prenderà quella piega?1 punto
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