@Danear
Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno
Nonostante la ritrovata parola, la ragazzina torna silenziosa mentre le spieghi cosa fare e la accompagni nel seminterrato.
«Tu su cosa stai lavorando?» Il tuo vecchio socio Ivan risponde con un'aria mesta e preoccupata, assolutamente atipica per lui.
«Ah, vedo che ti sei sistemato bene!», commenta chiudendo dietro di sé la porta e sistemandosi su quello che potrebbe lontanamente essere definito un materasso.
Dopo avergli offerto un bicchierino di Segugio, la sua espressione assume una piega molto preoccupata.
«Ti ricordi come litigammo per quell'ultimo goccio di Segugio quando ci siamo conosciuti? Ah Ah Ah, bei tempi quelli!»
Ivan assume una posizione più eretta, mentre ti si avvicina parlando più piano che può
«Sono arrivate delle persone, Léon.. Persone pericolose, che cercavano informazioni sulla carovana in fiamme... Io gli ho detto che non sapevo nulla, ovviamente» Si affretta ad aggiungere questo ultimo particolare mentre trangugia per intero il terzo bicchiere del vostro liquore preferito.
«Ma queste persone.. Non fanno parte di nessuna gilda che io conosca. Sì, all'inizio ho pensato che il tatuaggio sul collo fosse quello dei Custodi del Sapere, ma... un Custode del Sapere così giovane? Avrà avuto vent'anni! E' praticamente impossibile, devi essere praticamente già morto per diventare uno di loro, ah ah!»
La risata isterica di Ivan ti gela il sangue nelle vene: è veramente preoccupato, come non l'hai mai visto prima d'ora.
@Crees
Melcar, decimo giorno d'Inverno
I guerrieri che ti circondano potranno anche essere ubriaconi, sentirsi slegati dalle antiche tradizioni che tu rispetti appieno, svogliati e non fremono certo di ottenere la diretta attenzione degli Dei.. ma non sono stupidi.
Non ci vuole molto prima che alcuni uomini si accorgano che ti stai dirigendo verso la tenda di Sigurth seguendo gli stessi passi del druido: vuoi intervenire e farti valere nella decisione più importante che questo insediamente deve prendere da anni.
I guerrieri intorno a te sono stanchi di poltrire, stanchi di accontentarsi e stanchi di morire di freddo cercando cibo. Uno ad uno, iniziano ad alzarsi e a seguirti a debita distanza, finché non ti si forma intorno un capannello di persone armate che ti accompagnano come un'incontenibile folla.
Ma sono veramente armate di rispetto e fede verso di te o sono semplicemente stanche della situazione attuale? Forse il loro estremo timore nei tuoi confronti li sta portando ad appoggiarti solo per paura di ritorsioni? La massa è volubile, volubile e stupida, e non esiterà a cambiare subito opinione su chi dovrebbe guidarli al primo passo falso di uno dei contendenti.
Forse tu sei deciso e determinato in quello che vuoi fare, ma chi ti sta seguendo probabilmente lo fa per assicurarsi di portarsi subito dalla parte del vincitore di questo eventuale scontro.
@Knefröd
Melcar, decimo giorno d'Inverno
Appena ti volti, senti Sigurth sputare rumorosamente per terra. «Lothar? Ah! Quel pazzo solitario tatuato che parla con gli Dei?» Sigurth alza la voce mentre cammini lentamente verso l'uscita della tenda e all'esterno ti sembra di sentire un folto rumore di passi, anche se attutiti dalla neve, come se un gruppetto di persone si stesse avvicinando.
«Dove credi di andare, druido? Dimmi cosa sei venuto a fare, così potrai spiegarmi perché gli Dei ci hanno lasciato da soli a morire in queste lande gelide fin'ora!»
Sei quasi vicino all'uscita, quando i due uomini della sua Guardia d'Onore ti sbarrano la strada. Non risponderanno certamente in modo amichevole se deciderai di andartene, ma per ora non sembrano avere intenzione di intervenire attivamente e si limitano ad occupare lo spazio davanti all'uscita. Oltre le loro spalle, spicca la figura di Lothar che si dirige a passo spedito nella tua direzione.