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Tempo libero e hobby "profondi"


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Non so esattamente cosa dire in questo topic perché ho tante idee confuse su cosa vorrei dire. Ma spero di farmi capire

Noto che, secondo la mia esperienza, moltissimi iniziano a giocare di ruolo, si divertono anche (con me come master)… o almeno così credo. Dopo qualche mese o qualche sessione però l'entusiasmo svanisce e iniziano a dire di non avere tempo. Ho pensato che magari le mie campagne sono troppo lunghe e pesanti, ho pensato che forse riempio troppo di dettagli la testa dei giocatori perché "impongo" sempre dnd 3.5, dando per scontato che sia comprensibile come lo era per me, che l'ho avuto come primo GDR e l'ho padroneggiato e apprezzato.

Ma ho anche pensato che forse la gente oggi ha meno voglia di passare il tempo su un hobby ritenuto pesante/profondo. La gente si sta rimbambendo. Sono pigri. Non hanno voglia di pensare, guardano il calcio o il grande fratello. O fanno cose più leggere che richiedono una maggiore passività mentale. Pochi leggono, pochi scrivono, pochi disegnano. Io incluso a volte mi demotivo e smetto con dnd e gdr vari, cercando un divertimento più leggero perché mi sento membro di un gruppo astratto di intellettuali sparsi.

Ma magari mi sbaglio io, e siamo comunque tanti a praticare ancora questo hobby o uno dei molti annessi ad esso (teatro, narrazione, disegno, pittura miniature ecc). Fatto sta che vedo sempre assenza di annunci di ricerca gdr nella mia zona.. devo cercarli a Milano i giocatori, se proprio, ma giusto perché Milano è abnorme ed è normale trovarci gente... Bergamo è già più deserta.

Poi oh... Può essere anche che sto facendo una salsa di luoghi comuni

Edited by Pau_wolf
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Si sente dire da più parti che la soglia dell'attenzione si sta abbassando, e le nuove generazioni sono più propense al consumo rapido e vorace di cose semplici. Non sono un esperto e non so quanto sia vero.

Io forse sono fortunato, ma di persone che continuano a giocare GdR con passione ne trovo diverse.

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Posted (edited)

Lo sento dire anche io e mi sembra vero, sulla base della mia esperienza.

Anche i giochi da tavolo... Sono più semplici di dnd ma nessuno vuol fare qualcosa di diverso da scala 40 e briscola , anche tra i 30enni

Edited by Pau_wolf
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Tanti sviluppano un'interesse superficiale che fa in fretta ad evaporare.

Secondo me ciò che ci vuole è una maggior consapevolezza che, al tavolo, non è come al cinema che ti siedi e guardi, prendendo qualche decisione quando necessario.... devi sforzarti di far divertire anche gli altri (master incluso).

Interpretando il tuo PG bene e stando attento a non rubare la scena .....giusto per cominciare.

Basterebbe approcciare il gioco con questa forma mentis che la qualità media delle sessioni ne riceverebbe grande beneficio e gli abbandoni a metà del guado diminuirebbero drasticamente.

Comunque è vero: c'è un grande, diffuso desiderio di passività, un appiattimento generale, una noia endemica....

....è il nulla. 🤣

Il nulla dilaga.....

 

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Qualche pensiero sparso. 

Io ho iniziato da ragazzino (15 anni?) con la 3.0. Giocavamo una volta a settimana senza problemi e spendevamo ore a immaginare i talenti che avremmo preso al nuovo livello. Uscivo, leggevo, guardavo i cult, avevo una band con cui provavo una volta a settimana e avevo la ragazza. 

Oggi siamo uomini e donne che lavorano, con mariti, mogli, figli e genitori "anziani". Il tempo per farsi una birra è limitato, così come quello per suonare o giocare di ruolo (leggere è più facile perché non devi incastrare più persone e puoi ritagliarti il tempo). Solo uno dei miei giocatori ha vissuto Pathfinder con lo stesso entusiasmo con cui avevo vissuto la 3.0 ai tempi; gli altri sono stati molto più passivi e non "studiavano" (dopo 8 anni qualcuno aveva ancora problemi a trovare i bonus giusti sulla scheda :D), e nessuno è un fanciullo fresco fresco, lobotomizzato da serie tv e social. 

Molti dei problemi che riporti c'erano anche vent'anni fa. Senza bisogno di tirare in ballo la perdita di concentrazione delle nuove generazioni, come insegna la scuola di Francoforte la società moderna produce passività; sono in pochi ad autodeterminare il proprio tempo. 

E qualcuno che giochi a D&D al liceo c'è. Non saprei dirti come ovviamente. 

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io stò in provincia di modena ,

fin dal 1990 i GDR eran di nicchia ,

 ho avuto (ed ho) gente al tavolo di ogni età ,

investire tempo in GDT e GDT 

(che non siano quelli dove aspetti di vincere a caso , come Monopoli esimili)

richiede un minimo di presenza ed attenzione , che non è per le masse .

e considera che io faccio solo campagne lunghe (record : AMMO , 20 anni reali) .

D&D 3°\3.5\PF\SF et similia son poi pesanti da quando li han fatti .

 

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1 ora fa, Percio ha scritto:

 

Oggi siamo uomini e donne che lavorano, con mariti, mogli, figli e genitori "anziani". Il tempo per farsi una birra è limitato, così come quello per suonare o giocare di ruolo (leggere è più facile perché non devi incastrare più persone e puoi ritagliarti il tempo). Solo uno dei miei giocatori ha vissuto Pathfinder con lo stesso entusiasmo con cui avevo vissuto la 3.0 ai tempi; gli altri sono stati molto più passivi e non "studiavano" (dopo 8 anni qualcuno aveva ancora problemi a trovare i bonus giusti sulla scheda :D), e nessuno è un fanciullo fresco fresco, lobotomizzato da serie tv e social.

Non so quanti anni tu abbia o quanti ne abbiano i tuoi amici che non sono fanciulli freschi... Io ne ho 37. E secondo me, se uno si prende la leggera fatica mentale di ritagliarsi uno spazio nonostante la famiglia o il lavoro (che pure io ho… anche se non ho figli), si potrebbe ancora giocare. A volte mi sento dire "sono cresciuto e ora non mi piacciono i gdr"... Una frase irritante perché anche io lavoro e vivo da solo, e non mi sento un bambino che vuole solo giocare... Mi sento trattato come tale però.

Preferirei che quelle persone non tirassero in ballo la maturità. Ma forse questo è un altro discorso ancora. Perché maturità è anche prendere un impegno e portarlo avanti. Forse manca la motivazione...

P.s. ricordiamoci che se non ci fosse stata gente adulta che "perde tempo" dietro a scrittura e world Building, oggi non avremmo il signore degli anelli 

 

 

Edited by Pau_wolf
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Credo che il post sia un po una raccolta di luoghi comuni. Io ho notato una controcorrente in cui ci sono molte più persone interessate ai gdr a differenza di anni fa, anche internazionalmente parlando.
Come detto da altri credo sia più una mancanza di tempo che di altro e magari il giocare di ruolo non è una loro priorità.

Edited by ilTipo
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1 ora fa, Pau_wolf ha scritto:

Ma ho anche pensato che forse la gente oggi ha meno voglia di passare il tempo su un hobby ritenuto pesante/profondo. La gente si sta rimbambendo. Sono pigri. Non hanno voglia di pensare, guardano il calcio o il grande fratello. O fanno cose più leggere che richiedono una maggiore passività mentale. Pochi leggono, pochi scrivono, pochi disegnano. Io incluso a volte mi demotivo e smetto con dnd e gdr vari, cercando un divertimento più leggero perché mi sento membro di un gruppo astratto di intellettuali sparsi.

Novanta minuti di applausi.
E io mi chiedo pure: ma se sono così discontinui nel gioco, checché ne pensino è qualcosa che gli piace, come saranno sul lavoro? Io davvero non ambirei ad assumere una persona così. Il lavoro verosimilmente non lo lascerebbero, mai sai che partecipazione, entusiasmo e costruttività nei progetti...

Ciao, MadLuke.

Edited by MadLuke
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9 minuti fa, ilTipo ha scritto:

Credo che il post sia un po una raccolta di luoghi comuni. Io ho notato una controcorrente in cui ci sono molte più persone interessate ai gdr a differenza di anni fa, anche internazionalmente parlando.
Come detto da altri credo sia più una mancanza di tempo che di altro e magari il giocare di ruolo non è una loro priorità.

Ecco appunto è una questione di priorità che si attribuisce al gioco.

Magari sono solo deluso dalle cose che mi sono successe e ho aggiunto dei luoghi comuni per avvalorare la mia tesi

Edited by Pau_wolf
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13 minuti fa, Pau_wolf ha scritto:

Ecco appunto è una questione di priorità che si attribuisce al gioco.

Magari sono solo deluso dalle cose che mi sono successe e ho aggiunto dei luoghi comuni per avvalorare la mia tesi

Anche io ho avuto lo stesso problema, pensavo che il mio gruppo solito non era interessato più a giocare ma poi ho proposto ed non era così.
Credo che bisogna perseverare e trovare persone che condividono gli stessi interessi, magari introducendoli pian piano.

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Il problema non è che sono cambiate le generazioni (oddio, sono anche cambiate, secondo me in meglio): è che sei cambiato tu ed è cambiato il gioco. Sei cambiato tu perché prima tu eri più giovane e giocavi con persone più giovani, immagino. Quando andavo al liceo o all'università avevo una marea di tempo libero, quando inizi a lavorare molto poco, quando hai dei figli praticamente niente. Sto cercando da un mese e mezzo di giocare una sessione di due ore con @Bille Boo, per fortuna tavolo aperto che quindi non mi fa sentire in colpa, e non ci sono ancora riuscito. È cambiato il gioco perché oggi i GdR sono un gioco di massa. Tanti vogliono provare che prima non se ne erano mai interessati, dieci volte più di chi giocava anche solo dieci anni fa. Ma ovviamente se non hai mai provato fino all'età adulta, probabilmente non sei il nerd più nerd. Sono entrati nell'hobby tanti che sono ovviamente meno interessati, semplicemente perché è così ogni volta che qualcosa diventa main stream.

Non devi mai adattare il gioco "per venire incontro alle vostre limitate capacità mentali" (cit. Luttazzi), che è una pessima mentalità che non permette di divertirsi né ai giocatori né a te. Ma invece sicuramente è utile adattarlo alle situazioni diverse e alla necessità probabilmente di dover scremare tra tanti che vogliono provare perché hanno visto Critical Role e gli piace ascoltare la storia, ma in realtà non sono interessate a giocare più di un paio di sessioni. Puoi provare un tavolo aperto, che ti permette di giocare con tante persone senza grosso impegno per nessuno, e senza far sentire in colpa nessuno se non riescono a giocare una volta o due.

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31 minuti fa, bobon123 ha scritto:

Quando andavo al liceo o all'università avevo una marea di tempo libero, quando inizi a lavorare molto poco, quando hai dei figli praticamente niente.

Io gioco PbF, io sono il master (sposato, figlio che seguo da quando lo sveglio la mattina a quando lo spalmo la sera, mi alleno 9 su 7, 21 libri letti nel 2022... ammetto però che non ho l'amante) ed è evidente a tutti quanta cura e preparazione metto nello scrivere post, preparare dungeon, ecc.. Loro sono i PG. A voler fare il maniacale nel leggere i post altrui (cosa che ovviamente faccio anche io), scegliere le azioni del proprio PG e narrarle, quanto tempo potrà mai occorrere, 20? 30 minuti (anche solo 5 su 7)? Ebbene non hanno tempo... A volte penso dovrei chiamare Amnesty International perché qualcuno si sinceri non siano stati schiavizzati (non so da chi però).

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Aggiungo una piccola considerazione. 

Per me il gioco di ruolo è molto importante. Direi che tra tutto ciò che non riguarda strettamente il lavoro e la vita quotidiana, quindi parlando di hobby e tempo libero, è in cima. Rinuncio ad altre cose che mi piacciono, a volte, per il gioco di ruolo. Come Master, soprattutto, ma anche come giocatore. 

Però non per questo chi non vi attribuisce la medesima importanza deve avere ai miei occhi un minor valore. Non è un "giocatore di serie B" perché non dà priorità al gioco rispetto ad altri aspetti della vita. 

La questione forse è come quasi sempre una faccenda di aspettative. Io (e molti che scrivono qui) do importanza al gioco, molta importanza, e lo elevo ad un certo livello. Gli altri no, ma io mi aspetto che lo facciano al pari di me. Risultato: sono deluso dal loro comportamento. Ma il loro comportamento non è intrinsecamente sbagliato, o di una qualità inferiore al mio. 

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2 ore fa, MadLuke ha scritto:

Loro sono i PG. A voler fare il maniacale nel leggere i post altrui (cosa che ovviamente faccio anche io), scegliere le azioni del proprio PG e narrarle, quanto tempo potrà mai occorrere, 20? 30 minuti (anche solo 5 su 7)? Ebbene non hanno tempo... A volte penso dovrei chiamare Amnesty International perché qualcuno si sinceri non siano stati schiavizzati (non so da chi però).

Ma non è che letteralmente uno non abbia tempo ovviamente. Io ad esempio gioco a tre PbF senza troppi problemi - per come funziona la mia giornata ho abbastanza tempo per scrivere saltuariamente (anche un post come questo di cavolate sul forum), ma ho difficoltà a trovare ad esempio 2 ore di fila in cui posso giocare dal vivo.

Ciò nonostante ricordo che vi sono stati casi in cui dovevo trovare 30 minuti con calma per scrivere un post complesso in cui interpretavo o discutevo con un altro PG (magari una situazione noiosa perché era l'ennesima discussione con lo stesso giocatore che non aveva seguito o una situazione per cui non avevo ispirazione o in cui sentivo che quello che scrivevo non aveva rilevanza) e scrivere quel post andava nella lista di cose che mi rendevo conto di tendere a procrastinare (questo anche perché il gioco PbF è per me uno succedaneo molto omeopatico del gioco reale, e non mi dà la stessa soddisfazione), e magari ritardavo. Mi sono accorto in quei casi che scrivevo più per senso del dovere e non rallentare gli altri che perché mi andava di spendere così quei 30 minuti.

Non avevo 30 minuti? Certo che li avevo. Ma quando si ha poco tempo libero, il tempo libero ha un grande valore. Se sei stanco, magari vuoi fare qualcosa che ti rilassa e non qualcosa che fai per senso del dovere. Quando andavo all'università spendevo il tempo con grande facilità, oggi no. Intendevo dire questo quando dicevo che il tempo è poco: il tempo è poco e quindi vale molto. Mi deve piacere molto la giocata per spenderci molto tempo, e se qualcosa non funziona mollo (se posso farlo senza dare fastidio al gruppo). Per dire ad oggi per giocare 2-3 ore di fila, per me è un costo enorme. Lo faccio quindi solo in gruppi perfetti, in cui tutto va bene e mi diverto al 100%. Sono molto più schizzinoso. Magari inizio a giocare con @Pau_wolf e lui è un gran master, ma casa sua è lontana e non c'è parcheggio e uno nel gruppo ha una risata atroce e l'ambientazione non è molto nelle mie corde e il sistema usato è farragginoso, e senza problemi decido di mollare - mentre @Pau_wolf va a scrivere online che ai nuovi giocatori non piacciono le campagne troppo impegnate e profonde. I giocatori adulti sono semplicemente molto più schizzinosi perché il loro tempo vale di più.

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Cita

Lo faccio quindi solo in gruppi perfetti, in cui tutto va bene e mi diverto al 100%. Sono molto più schizzinoso. 

Il problema dei gruppi perfetti è che la probabilità di trovarli è zero spaccato.

Ecco perché dicevo che ci vuole una maggior cultura dell'impegno nel GdR: non deve essere uno spettacolo cui assistere passivamente e come va va .... il gruppo perfetto bisogna sforzarsi attivamente di formarlo.

Edited by Hero81
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1 minuto fa, Hero81 ha scritto:

Il problema dei gruppi perfetti è che la probabilità di trovarli è zero spaccato.

Ecco perché dicevo che ci vuole una maggior cultura dell'impegno nel GdR: non deve essere uno spettacolo cui assistere passivamente e come va va .... il gruppo perfetto bisogna sforzarsi attivamente di formarlo.

da parte mia , il gruppo GDR , è una squadra ;

ci vuole qualcuno che fà da traino , come un locomotore ,

ma gli altre devono fare da vagoni (non passivi) ,

saper ascoltare e contribuire attivamente .

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1 ora fa, bobon123 ha scritto:

Magari inizio a giocare

Se dopo 1-2 sessioni capisci che hai sbagliato gruppo-gioco-parcheggio credo sia assolutamente lecito abbandonare, ci mancherebbe, ma io credo che Pau si riferisse a quelli che mollano dopo mesi, dopo che in tutto quel tempo non c'è stato alcun cambiamento, solo perché "lui" ha deciso che adesso il mercoledì invece di D&D vuole giocare a padel, oppure si è fatto la ragazza e perciò giocare non gl'interessa più.

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Oggi ho avuto una chiacchierata con mio fratello su una cosa simile, derivante dal fatto che non riesce a uscire con i suoi gruppi di amici e che non abbiamo fatto una cena con altri amici perchè non abbiamo trovato il modo/momento. E in mezzo c'è ovviamente finito il fatto che una volta a settimana gioco a D&D e una a SoT. Tre vado in palestra e delle altre due una fa piacere stare a casa e guardarsi qualche serie e la seconda dovrebbe essere dedicata a giocare a Legend of 5 rings. Insomma non ho tempo. O meglio, ce l'ho. Ho deciso le mie priorità. Priorità che comunque sono cambiate rispetto al passato. Una volta al negozio locale ho citato la pagina in cui si trovava un luogo (Ponte Broaskyr o qualcosa di simile, non Neverwinter o Baldur's Gate) nei FR a memoria inserendomi in una discussione tra due persone. Avevo tutti i manuali (che mi interessavano, non ne ho comprati alcuni, ma il 90% fino a che non sono passato a Pathfinder li ho tutti) li leggevo, studiavo build e giocavo e masterizzavo nello stesso periodo. Avevo più tempo, ero più giovane, la 3e mi interessava più. Ora non ho voglia di fare lo stesso, perchè il tempo è meno, perchè la 5e mi interessa meno e perchè sono più vecchio. Ciò nonostante avrei voluto fare davvero la cena in quesitone, ma non decidendosi mai per tempo gli slot temporali natalizi (durante i quali non abbiamo giocato la campagna ma abbiamo inserito ad esempio tre one shot con vecchi amici, di due gruppi diversi) si sono esauriti con ALTRE cene e eventi. Questione di tempo e priorità.

In breve, è sempre una questione di priorità, e sull'istupidimento della popolazione, era stupida anche quando eravamo giovani, ma ci piaceva pensare di essere diversi. Eravamo molto pochi a giocare di ruolo e venivamo visti male generalmente. Oggi è un fenomeno di massa grazie a serie e altri spettacoli (da BBT a Critical Role, ma anche gli universi cinematici di supereroi hanno la loro parte) e e la gente ci si avvicina per provare, esattamente come quelli che giocano a calcetto, padel o parlano dei film marvel senza aver letto un fumetto. Il problema vero è uno: trovare un gruppo di persone che condivide lo stesso livello di priorità sul GDR.

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