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Percio

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  1. Come detto da altri, non è una questione di bilanciamento ma di "ambientazione implicita". D&D nasce con le sole quattro razze tolkieniane (elfi, hobbit, nani e umani) e tre classi (chierico, guerriero e mago vanciano). Negli anni le cose sono cambiate. A volte hanno introdotto nuove opzioni in linea con questa "ambientazione implicita", come i mezz'elfi, i ladri e i paladini. Altre volte hanno aggiunto roba che non c'entrava una mazza ma che negli anni sono diventati D&D, tipo il monaco. Il dragonborn è un caso interessante: non c'entra nulla con quello che era prima D&D ma è diventato abbastanza standard che chi come te ha iniziato con la quinta edizione lo trova assolutamente normale. E questo credo sia un buon esempio di come l'ethos sia mutato col passare del tempo. La differenza tra il monaco e il dragonborn? Il primo l'hanno aggiunto nel 1975.
  2. Articolo meraviglioso, grazie per la traduzione! Un cambiamento epocale. Da un certo punto di vista lo capisco: la nuova edizione aggiunge al manuale base contenuti opzionali delle edizioni precedenti. Ma quando le metti nel manuale base smette di essere percepita come opzionale. Come master puoi crearti un mondo con solo una o due razze o classi, ma i giocatori vedranno sempre quanto contenuto nei libri base come lo standard. Lo stesso avviene nelle avventure ufficiali, che integrano sempre tutti gli elementi del manuale
  3. Interessante. È una questione che non mi sono mai posto perché al mio tavolo (fisico) le opzioni le decido io. Se qualcuno avanza proposte si valuta. Non esiste che io debba fare giocare tizio con il manuale X solo perché l'ha comprato. Se proprio ci tiene si trovi un'altro gruppo con cui provarlo.
  4. Nei giochi di ruolo non hai bisogno di nulla che sia opzionale. Bastano i manuali base. Che sono rilasciati in PDF gratuitamente dalla stessa WotC. Il resto è opzionale. Per come sono io, questi contenuti digitali rimarranno nell'etere. Se qualcuno vuole comprarli faccia pure, ognuno è libero di usare il proprio denaro come meglio crede (e di vendere i propri prodotti come vuole al prezzo che vuole).
  5. Per come gioco io mi sembra una follia, ma non penso di essere il giocatore medio. Il mondo è bello perché vario
  6. Gi articoli di J Mal sono sempre molto interessanti. Grazie per la traduzione!
  7. L'idea non è male, c'era qualcosa di simile anche nella terza edizione. Il problema è che così facendo ci si "lega" alla stanza o area in cui ci sono i mostri. Il master sarà più propenso a tenere il combattimento lì impedendo ai giocatori di gestire diversamente la cosa ("scappiamo e andiamo nell'altra stanza"). Ovviamente è solo un rischio. Se il master riesce a non affezionarsi troppo all'area ed è pronto a lasciarla andare allora va bene, anche se così facendo ci si trova a sprecare tempo in fase di preparazione
  8. Mi sembra lo stesso metodo di PF1. E non era il massimo. Capisco che in un gioco con un combattimento tattico sia importante provare a bilanciare gli incontri, ma dopo anni di D&D 3.X direi che è più un'illusione che altro. Oltre al fatto che essendo un gioco probabilistico i dadi possono girare benissimo o malissimo, rendendo lo scontro molto più facile o difficile rispetto a quanto preventivato, i giocatori hanno mille opzioni per rendersi la vita più facile o difficile prima del combattimento, mandando tutto in vacca.
  9. Per come la presenta l'autore, sembra che il master pigro sia uno che si prepara un mostro e poi lo piazza dove vanno i giocatori: preparate i briganti e trovate un modo per far loro attaccare i PG. Certamente funziona, ma non mi sembra il modo migliore per gestire una campagna. Mi trovo più con l'approccio di @Furegone: conosci il mondo e fallo evolvere di conseguenza. @Marbon puoi anche impigrirti, dipende da quanto sai improvvisare al tavolo. Ma se fare il master pigro significa quanto sopra allora meglio prepararsi a dovere
  10. Sono un po' perplesso a dire il vero. Prepararsi una lista di segreti da fare trovare ai giocatori "a caso, quando ci pare funzioni" non è sicuramente nel mio modo di giocare. Mi sembra anche un po' railroad: nella sessione di domani farò trovare ai giocatori un segreto qualsiasi cosa facciano rientra perfettamente nella definizione di "risultato indipendente dalle scelte dei giocatori" Piuttosto credo sia comodo avere una lista di segreti che potrebbero emergere parlando con dei PNG, leggendo un diario ecc.
  11. Personalmente nelle campagne vecchia scuola non sento l'esigenza del background, né come giocatore né come master. È sufficiente la frase "voglio fare un sacco di grana" Devi volere molto bene ai tuoi amici per investire i tuoi ultimi risparmi in un'armatura ed entrare in un dungeon dove potresti morire al primo incontro con un ratto gigante
  12. Ci sta, anche se forse le uniche due motivazioni davvero in linea con la maggior parte di campagne vecchia scuola sono Oro e Gloria
  13. Capito. In effetti anche io non le uso perché in OD&D non ci sono (e perché gioco praticamente senza caratteristiche ma questa è un'altra storia). Però le trovo interessanti Anche questo fa parte delle campagne vecchia scuola, dove era normale avere PG di livelli diversi
  14. Ok, ma di quelle evidenziate nell'articolo cosa ne pensi? Non mi sembrano particolarmente problematiche
  15. Non lo sapevo! Bella idea! Articolo molto interessante, grazie. Giocando all'OD&D mi ritrovo in buona parte di quanto scritto nell'articolo. Le uniche differenze direi che sono la mancanza di addestramento per salire di livello (che ancora non c'era, ma bisogna comunque tornare in città) e la spesa mensile (che è presente in OD&D ma per nulla chiara, quindi abbiamo adottato un paga giornaliera in taverna e via). Condivido appieno Credo che la complessità del sistema centri poco con l'articolo, che non verte sulle meccaniche ma sullo stile di gioco. Il "problema" di AD&D non è che devi trovarti un maestro per livellare, ma il modo in cui gestisce una serie di azioni. Hai tranquillamente tante altre opzioni. Ovviamente più sono vecchie più è facile che si amalgamino meglio con l'approccio vecchia scuola dell'articolo (quindi il B\X più facilmente della 5e)
  16. Percio ha risposto a Fandango16 a un discussione Altri GdR
    No. Sarò strano ma non credo sia necessario "forzare la mano". Io ho iniziato a 15 anni, passando dai libri game (elementari?) e i GDR per console alle medie. E credo sia stato un bel percorso. Magari alle medie, verso i 12 o 13 anni
  17. Percio ha risposto a Fandango16 a un discussione Altri GdR
    Non è un gioco di ruolo ma con mio figlio (5 anni) giochiamo a HeroQuest. Il problema più grande è l'attenzione: dopo 5 stanze al massimo si stufa
  18. Articolo molto interessante, come sempre. Grazie per la traduzione! Alcuni degli articoli linkati sono stati tradotti. Mi permetto di riportarli qui sotto: La serie sugli Hexcrawl Le Strutture nei giochi L'Arte del pacing L'arte della legenda (in particolare la Lista degli avversari Per le prossime traduzioni invito a sbirciare i miei Preferiti dove ho raccolto credo tutti gli articoli di TheAlexandrian (ora aggiornato anche con questa serie)
  19. Castle Zagyg non era già uscito, forse solo in parte? E sempre con la Troll Lord Games. Ne avevo letto la recensione su Grognardia
  20. Complimenti per essere arrivato fin qui. E grazie!
  21. J. Mal. propone sempre articoli interessanti. Grazie per la traduzione!
  22. Interessante come sempre, grazie per la traduzione

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