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  1. Da questo punto di vista non ho notato molte differenze tra Pathfinder e OD&D: i miei giocatori hanno perso il personaggio in entrambi i sistemi, con ovviamente maggior mortalità nell vecchie edizioni. La vera differenza è che con Pathfinder il nuovo personaggio entrava a livello del gruppo, ora devono ripartire dal primo. E questa sì che è una tragedia! Concordo sulla velocità di avanzamento: le campagne moderne tendono a fare salire i personaggi più velocemente. Questo è vissuto malissimo dai giocatori. E i non-morti che risucchiano i livelli sono evitati come la peste. C'è da dire che l'OD&D è più semplice di AD&D: nel momento in cui ritiri i punti ferita sei praticamente a posto. Questo è vero, però i combattimenti non sono il fulcro del gioco. E vedere i punti ferita scendere pian piano, così come uccidere il mostro, è sempre soddisfacente, almeno al mio tavolo
  2. Comunque io sono passato da Pathfinder all'OD&D e non è stato così traumatico, per quanto un giocatore ricordi sempre i bei vecchi tempi in cui il combattimento era tattico
  3. Non solo. Se la fonte luminosa usata dai personaggi non è molto intensa, un soffitto alto può rimanere nell'oscurità, permettendo a grossi ragni o creature analoghe di prendere i PG di sorpresa 😈 Un altro modo comodo è questo: 4 - Tempio (soffitto 9m): bla bla bla
  4. Proposta interessante ma di difficile applicazione in alcune situazioni. Nel mio mega dungeon, con tante stanze di un quadretto, diventa impossibile - anche perché segno cose più utili come i mostri. Preferisco avere un'altezza standard (3m) e inserire le variazioni nelle descrizione: 14 - Tempio: bla bla, soffitto 9m, bla bla
  5. Esiste una Gilda segreta. Per accedervi dovrai trovare la gemma nascosta nella Tomba degli Orrori
  6. Mi sembra che tutto stia filando liscio: hai dato un aggancio e i giocatori|personaggi lo stanno seguendo. Hai preparato spunti che i giocatori non hanno voluto approfondire; pazienza. Pensa alle possibili conseguenze per l'ultima sessione e modifica la scena di conseguenza. Per il futuro: cerca di dare almeno un'indicazione per ogni spunto che vorresti vedere in azione. Se qualcosa è davvero importante (es: il tizio con la pala sta cercando l'unica arma magica che può uccidere il mostro) cerca di darne 3 diversi
  7. A lui hai chiesto? Puoi anche provare a fare un giro al negozio e vedere, di solito questi posti vendono anche giochi di ruolo. A volte organizzano anche sessioni di D&D e di altri giochi
  8. Concordo! Anche se è vero che la premessa di alcune sue avventure, come La rocca sulle terre si confine, hanno una premessa molto più epica. Comunque a me i livelli piacciono, specialmente se usati con le pietre miliari o la vecchia regola dell'oro uguale esperienza. L'addestramento per nulla
  9. Ma hai chiesto di giocare? Da quello che scrivi sembra che tu sia particolarmente isolato rispetto al gruppo dei tuoi pari. Hai degli amici? Cosa vi accomuna? Non nego che questa sia la tua esperienza, ma di ragazze e ragazzi cui piaccia il fantasy ce ne sono, e qualcuno gioca pure a D&D! Devi solo trovarli. Quindi: 1) chiedi ai tuoi amici, anche se non hanno idea di cosa sia il fantasy, se sono interessati. Magari qualcuno accetta di provare e magari si diverte pure Se proprio non trovi nessuno evidentemente devi allargare la tua cerchia: 2) prova a vedere se nella tua zona ci sono negozi affini al mondo dei giochi di ruolo e vedi se hanno una bacheca o qualcosa di simile in cui proporti come giocatore o master 3) prova a mettere annunci simili a scuola/università/lavoro. Puoi farti un giro anche in università non tue 4) stessa cosa per librerie, biblioteche e affini 5) Internet! Chiedi in giro per la rete e vedi se trovi qualcuno in zona
  10. Ma hai chiesto? Se ti vergogni puoi prenderla alla larga. Parlate di libri? Nomina il Signore degli Anelli. Film o serie TV? Cita qualcosa di fantasy. Lo stesso per quanto riguarda i videogiochi. E quando parlate del più o del meno accenna a D&D, come se fosse la cosa più naturale del mondo: "Ieri sera leggevo il Manuale di D&D e mi manda un messaggio la tipa che abbiamo incontrato giovedì". Magari dopo il racconto piccante la discussione torna a D&D ("quel gioco che fanno in Stranger Things?"). Tu come ci sei arrivato a D&D? Comunque è normale che le persone non siano interessate. È un passatempo decisamente particolare. Ad esempio pochissimi dei miei amici storici si è interessato alla cosa, e ancora meno hanno provato e praticamente nessuno è andato avanti a giocare. Per mia fortuna ho avuto dei compagni di classe appassionati di Magic con cui abbiamo iniziato a giocare a D&D e anni dopo, al lavoro, è uscito fuori che alcuni colleghi giocavano o erano curiosi e abbiamo iniziato insieme, coinvolgendo amici di amici.
  11. Difficile, specialmente quando le descrizioni sono complesse. Meglio. Comunque il problema si pone per lo più nelle aree "aperte". Io metto un segno nella mappa nei vari corridoi che si collegano all'Area illuminata; quando i giocatori entrano in un corridoio che finisce in una stanza illuminata vedo il segno e descrivo di conseguenza.
  12. Fare avanzare di livello i PG tramite uno specifico addestramento che richiede tempo e costi ingenti ha senso dal punto di vista del game design? I Mondi del Design #100: Siete Coerenti? (trovate i link agli articoli precedenti di questa serie nell'articolo #100) I Mondi del Design #101: Difficili da Trasporre I Mondi del Design #102: Spelljammer 2.0 I Mondi del Design #103: Quanto é Vasto Il Vostro Esercito? I Mondi del Design #104: Costruire Una Struttura Portante I Mondi del Design #105: Le Regole Auree dei GdR Articolo di Lewis Pulsipher del 09 Dicembre 2022 in AD&D c'era il requisito di un addestramento per poter avanzare di livello che non rispecchiava effettivamente come le persone imparano. In questo articolo parlerò di come funziona il mondo reale in questo contesto. Una delle regole di maggior rilevanza che sono state abbandonate negli RPG è il requisito dell'addestramento, originariamente di AD&D : Ciò non riflette in alcun modo come le persone effettivamente imparano qualcosa come “andare all'avventura” e trasforma gli avventurieri in semplici arraffa soldi. Perdipiù è un fallimento dal punto di vista del game design. Questo regolamento scompare nelle edizioni successive del gioco. Nello sregolato e crudele mondo dell'avventura, sono pochi i personaggi che hanno un'educazione accademica. Originariamente, i bardi frequentavano i collegi bardici ed era sempre sottinteso che i maghi apprendevano i propri incantesimi attraverso un qualche tipo di educazione formale, separata e distinta dai successivi stregoni e warlock che ricevevano la loro magia da altre fonti. Anche i chierici, che sono presumibilmente membri di un culto religioso, l'educazione è stranamente separata da esso (forse per distinguere ulteriormente i chierici dai maghi), anche se le istituzioni religiose erano tradizionalmente luoghi di apprendimento superiore. Sommando tutto questo, è molto più probabile che gli eroi progrediscono attraverso esperienze di vita vissuta piuttosto che studiando seduti ad una scrivania. Quanto è realistico?In quanto insegnante universitario e di scuola superiore ormai in pensione, riconosco che un buon insegnante riesce a trasmettere le proprie esperienze per consentire a qualcuno di evitare la “dura scuola della vita”. Riconosco anche che è possibile per alcuni fare e rifare qualcosa, ma facendola malamente non porta a nessun miglioramento - eppure se da avventuriero si dovesse fare in questo modo, in breve tempo ci si ritroverebbe morti. A dispetto di tutto ciò, una volta iniziato un lavoro, la maggior parte delle persone che sono abili in discipline pratiche, migliorano principalmente attraverso l'esperienza sul campo, non attraverso l'addestramento. I videogiochi di ruolo approcciano l'addestramento in maniera diversa. In un articolo scritto anni fa sulla rivista PC Gamer espresse una preferenza per il sistema di sviluppo utilizzato negli RPG skill-based (basato sulle abilità) su piattaforme digitali (computers) nelle quali i giocatori migliorano nelle abilità che effettivamente utilizzano, piuttosto che assegnare punti esperienza in qualsiasi miglioramento scelgono. Il che ha reso molto più sensato il fatto che che si migliora nelle cose che effettivamente si fanno piuttosto che nelle cose per le quali ci si addestra. Questo approccio viene ripudiato nell'avanzamento di livello di Dungeons and Dragons, nel quale il personaggio raggiunge un livello fisso prima di avanzare tutte le proprie abilità tutte in una volta. Questo è un compromesso tra l'avere dei “voti” (molto simile ad una educazione superiore) e l'accumulare esperienza nella vita reale, per ottenere l'avanzamento. Non c'è da stupirsi se giochi ambientati in tempi moderni generalmente scartano il sistema basato sull'avanzamento di livello in favore del sistema di sviluppo delle abilità. Istruzione scolastica o esperienza?Al giorno d'oggi, l'istruzione scolastica è spesso un sostituto dell'esperienza, e un modo per acquisire conoscenze quando qualcuno vuole entrare in una disciplina ma ne sa poco a riguardo. Ma ciò è solo l'inizio della carriera in un determinato campo, una componente minore per chi esercita realmente la professione e vuole migliorare nella propria disciplina. Non è una concezione poco comune pensare che una formazione formale sia l'unico modo per imparare un mestiere. Non è una sorpresa che questo venga diffuso dalle istituzioni responsabili per questo tipo di formazioni. Certificazioni e licenze aiutano a regolare e rafforzare la fiducia in clienti che potrebbero voler assumere qualcuno in un determinato campo. Alcune discipline richiedono molta istruzione prima di poter acquisire esperienza pratica. Vengono in mente alcune discipline accademiche come Legge o Storia, per citarne alcune. Gli avventurieri però non vivono in un mondo così formale; molto probabilmente apprendono facendo. In alcuni casi ciò che fanno è così unico che non ci sono insegnanti dai quali apprendere; in altri casi è così pericoloso che solo poche persone sopravvivono abbastanza a lungo da poter insegnare ad altri. È possibile trovare persone “non addestrate” che eccellono in molte discipline nonostante la mancanza di una educazione formale – per esempio, Hans Zimmer è uno dei più grandi compositori del nostro tempo e del tutto autodidatta. Il campo stesso del Game Design è uno di questi: il gioco di ruolo è una di quelle discipline dove si impara con l'esperienza, che sia da giocatore o da DM. Personalmente non ho mai avuto l'opportunità di seguire corsi di Game Design, ma me la cavo abbastanza bene e ne so abbastanza a riguardo da poter scrivere un libro ben accolto sul soggetto (libro che ho terminato nel 2011; ne so parecchio di più adesso). L'addestramento fa sicuramente la sua parte nei giochi, soprattutto in grandi istituzioni dove destreggiarsi tra le regole tra le regole è un'avventura quanto combattere i mostri. Ma D&D è tradizionalmente meno incentrato sulle grandi istituzioni, che stanno in agguato nel sottofondo, e molto di più sull'esperienza e all'avanzamento personale. Obbligare i personaggi all'addestramento lo fa sembrare artificiale perchè vorrebbe dire che gli eroi hanno bisogno di essere autorizzati e certificati nel fare ciò che gli viene meglio. Non c'è da stupirsi se le edizioni successive di D&D abbiano minimizzato i requisiti di addestramento per la progressione. Nel prossimo articolo discuteremo cosa ha rimpiazzato il sistema di AD&D. Link all'articolo originale Worlds of Design: The Price of Advancement | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza pubblicazione completo
  13. Ciao! Io fossi in te vorrei testare tutto, in modo da capire come gira il sistema sia quando i personaggi sono full sia quando si trovano a dover affrontare un'avventura con più incontri di fila, quindi farei tutti e tre le arene: una in cui i personaggi abbiano tutto il tempo necessario per riprendersi, una dove passa solo un giorno tra uno scontro e l'altro, una dove passino poche ore e una dove gli scontri siano uno di fila all'altro. Li farei tutti fino alla morte, senza round
  14. Io dico Poco, e quel 25% è fin troppo ampio (un quarto della popolazione?). Se penso ai miei libri di fantascienza preferiti i poteri mentali o sono del tutto assenti (vedi i vari racconti di Clark Ashton Smith) o ricoprono un ruolo marginale (Burroughs e Moore ad esempio). Tuttavia, credo che Traveller abbia adottato la giusta soluzione: i poteri mentali esistono ma sono illegali e poco diffusi, al punto che non sono disponibili in fase di creazione dei personaggi (o almeno non da manuale). È possibile accedervi durante la campagna ma le possibilità di sbloccare il proprio potenziale "psionico" sono decisamente poche. Sono talmente rari che potresti giocare a Traveller per anni senza mai incontrare qualcuno dotato di poteri mentali e non sentirne la mancanza.
  15. Certo! Io adotto entrambe le soluzioni contemporaneamente. La scala 1 porta all'Area Q2, ed è rossa; la scala 2 porta all'Area W3 ed è gialla. Se finisci i colori li ripeti, basta che siano distanti. Se a nord-est hai già una scala rossa, puoi metterne un'altra dello stesso colore in un'area più distante
  16. Aggiunta: colorate le scale! Le scale rosse del primo piano si collegano alle rosse del secondo e così via. È l'unico modo per avere tutte le informazioni con un colpo d'occhio. Testato sul mio mega dungeon, funziona perfettamente
  17. Credo sia meglio specificare si tratti della 4e, magari come NdT. Comunque ottima idea tradurre i post di Grognardia! Pollice in su
  18. Io faccio aprire le porte verso l'interno delle stanze, da sinistra a destra. Nel mega dungeon sono per lo più porte scorrevoli, così ho ovviato al problema
  19. Sarò vecchio ma secondo me la sessione zero, specialmente con i neofiti, serve a ben poco. Non avendo idea di cosa sia un gioco di ruolo la cosa migliore è far loro sperimentare direttamente con il gioco. Fai una prima avventura e via. Oltretutto in questo modo i giocatori inizieranno a capire le regole del gioco e potranno fare scelte più consapevoli quando creeranno i PG per la vera campagna.
  20. Non la trovo un'idea così eccellente. Se il denaro in eccesso disturba tanto meglio passare a un sistema esp = denaro speso, in modo da incentivare i personaggi a riempirsi di collane d'oro Questo brano evidenzia alcune differenze rispetto al gioco moderno — in particolare le restrizioni di allineamento per le classi — ma anche l’idea che si debbano applicare penalità ai giocatori che “infrangono le regole”, anche involontariamente. È un approccio decisamente “gamista” a Dungeons & Dragons Leggere questo passo mi fa stranissimo. Sarà che le persone con cui gioco non sono (forse) il giocatore medio, ma al mio tavolo nessuno ha i manuali (eccetto il sottoscritto). Anche ai tempi di Pathfinder 1e nessuno si era letto interamente il manuale, che veniva spulciato solo per la scelta di talenti e incantesimi. Che è un po' quello che potremmo dire oggi: chi te lo fa fare di spendere 150 euro per D&D 5e quando puoi avere altri giochi meno complessi e gratis? Ovviamente è un'esagerazione, ma quando ho letto la frase questo è stato il mio primo pensiero
  21. Ciao! Ecco i miei consigli: Dividi la città in quartieri Dai a ogni quartiere in elemento estetico caratterizzante (i canali, le case fatiscenti, ecc), uno o due elementi scenici (interattivi o meno) da "ammirare" quando i PG attraversano il quartiere (l'alta torre dell'orologio, la Chiesa dalle finestre colorate) Distribuisci in ogni quartiere i vari punti d'interesse (la locanda, la base della gilda dei ladri) Crea due o più fazioni con obiettivi precisi e mezzi Distribuisci le fazioni tra i quartieri, con quartieri dominati completamente da una fazione e quartieri contesi Crea vari agganci che possano condurre i giocatori ai vari punti d'interesse o fazioni Ogni volta che i PG fanno qualcosa che potrebbe avvantaggiare o sbantaggiare una o più fazioni fai avanzare\retrocedere le fazioni nelle loro agende. Informa i PG dei cambiamenti mediante nuovi agganci di avventura legati alle novità Tra una sessione e l'altra determina casualmente una fazione e falla avanzare verso i propri obiettivi. Informa i PG dei cambiamenti con nuovi agganci di avventura legati ai successi della fazione ( o ai danni riportati dalle altre fazioni)
  22. Traduzione splendida, anche se non ho mai sopportato i Vagabondi e gli Uomini Neri

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