Descrizione della gilda
In questa gilda giocheremo una campagna in quattro atti, una specie di west marches via Forum, che ci porterà a scoprire le provincie più remote dell'Impero.
Sfideremo i pericoli, combatteremo il male, scoveremo tesori e cercheremo di sopravvivere in una terra tanto stupenda quanto perigliosa.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Athaulf - Barbaro Non credo che il fuoco ci toglierà dal pericolo all'istante. Devo tenere il mostro occupato finché gli altri non riescono a neutralizzarlo. Scatto in avanti infilandomi nella stanza con lo scudo alzato. Punto l'estremità sul corpo del nemico per creare distanza e colpisco mirando alle gambe. Sono sicuro reagirà assaltandomi a sua volta e quindi rimango pronto a schivare. La mia priorità è la difesa. Vorrei muovermi sul quadretto sopra al mostro. Non credo ci siano azioni che permettono di aumentare la difesa per cui tanto vale attaccare nel mentre. Ho CA 1.
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Heinrich Il petto mi si gonfia di orgoglio quando la mia dimostrazione dà i frutti sperati Ho ancora qualche freccia al mio arco pare penso tra me e me mentre getto lo sguardo dentro la stanza. Ma i miei pensieri di trionfo sono presto interrotti dall'inquietante creatura che appare strisciando e rantolando da un'apertura nella parete opposta. Una qualche abominazione non morta nelle spoglie di un frate miste a del legno marcio. Mormoro una breve preghiera alla Prima Madre, alzando il suo simbolo sacro alle labbra, per poi tirarmi leggermente indietro. Rovisto nel mio zaino recuperando una fiala d'olio e la scaglio contro la creatura, sperando di colpirla. Dategli fuoco dico ad alta voce.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Il legno gonfio e indurito della porta cede infine sotto al precisissimo colpo di Heinrich, e l'uscio si spalanca lasciando entrare violentemente la luce del giorno nella stanza immersa nell'oscurità. Dinnanzi a voi si palesa quella che poteva essere stato un laboratorio di falegnameria, con una piccola porta di servizio che dava verso l'esterno per portare dentro e fuori materiali ed attrezzi senza passare per il maestoso ingresso principale, riservato a fedeli e pellegrini. Scaffali sbilenchi pendono dalle pareti, addossato alla parete alla vostra sinistra vi è un tavolo ingombro di martelli, seghe, pialle ed altri utensili da falegname mentre contro la parete a destra sono accatastate assi e tavole di legno ormai marcio. A terra sono sparsi chiodi e graffette metalliche, ed un mare di trucioli nasconde il pavimento di pietra. Ma ciò che coglie immediatamente la vostra attenzione è una creatura terrificante che, attirata dal rumore da voi provocato, proprio in questo istante sta entrando nel laboratorio attraverso una porta che si apre sulla parete di fronte a voi: un essere che si muove trascinando grottesche zampe con lentezza esasperante ma metodica, mentre tende verso di voi due arti superiori dall'aspetto irregolare e ripugnante. Quando la creatura entra nella lama di luce proiettata attraverso il passaggio tra le macerie, sussultate: sembra una creatura non morta originata dall'unione tra un frate, di cui conserva le fattezze del viso e le sembianze umanoidi, ed il legno marcio conservato nel laboratorio. Scorgete piccole larve bianche muoversi lungo il torace legnoso e scricchiolii di rami spezzati accompagnano ogni movimento scattoso dell'essere. Avanza verso di voi spalancando una bocca circolare disseminata di acuminati denti gialli. Quale stregoneria potrà mai aver generato un'abominio simile?!? @tutti
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Urgok (mezzorco) Riprendo la mia ascia, la osservo come se stesso impugnando un artefatto mistico e poi guardo il vecchio chierico stupito: Hai... hai benedetto la mia ascia magica, prete! La mia ascia ora è magica! La sollevo al cielo e urlo felice come un bambino: Ho lasciato magicaaaaaaaaaa!" OFF: voi lo sapete che ora Urgok si metterà nei peggiori guai perché si è convinto di avere un'arma incantata, sì? 🤣
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Heinrich Mentre i miei più giovani e aitanti compagni si avvicendano a cercare di aprire questa porta tra spallate e colpi d'ascia mi tengo in disparte, conscio che il mio vigore fisico non mi consente più facilmente di fare mosse del genere. Però a furia di guardarli e di vederli sprecare le loro energie con movimenti troppo ampi e scarsa precisione ne ho abbastanza e mi avvicino sospirando So che ascoltare i consigli di noi anziani risulta difficile a voi giovani pieni di belle speranze, ma a volte una bella dimostrazione pratica può valere più di mille parole. Posso? dico allungando una mano verso Urgok per farmi passare l'ascia. Una volta che lo fa mi posizione studiando attentamente la distanza dalla porta e metto ben saldi i piedi a terra. Mi sputo sulle mani, mi sciolgo un attimo le spalle, confermo l'arco del colpo con un paio di mosse preliminari e poi CHONK! l'ascia cala con un arco perfetto e rapidissimo, facendo volare per aria le assi vicino al battente. Finalmente la porta si apre con un cigolio tremendo. Rimetto l'ascia in mano ad Ugrok con un sorrisetto soddisfatto Ecco, si fa così dico tutto tronfio.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal - Elfo Non intendo farmi fermare da del vecchio legno congelato dopo la fatica di poco fa. Dico quando i miei compagni non sembrano avere successo, provando a cercare un punto più debole su cui fare leva. Ma, nonostante i miei proclami, la porta sembra più solida del previsto. Temo che tu avessi ragione, Urgok. Mai sfidare l'universo. Commento frustrato, trattenendo esclamazioni ben più colorite.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Athaulf - Barbaro Sbuffo. È solo una vecchia porta. Lasciate fare a me va. Mi faccio avanti e do una spallata con tutte le mie forze. La porta non si muove di un millimetro mentre io per poco non cado a terra. Senza aggiungere nulla faccio un passo indietro con l'orgoglio più ferito della spalla.
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Urgok (mezzorco) Provo anch'io a cercare di sfondare la porta facendomi largo fra i miei compagni ma, al momento dell'impatto, il duro legno della porta mi restituisce il contraccolpo rimbalzandomi fin dentro le gengive. L'universo sta cercando di dirci che dobbiamo prendere un'altra strada, dico laconicamente.
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Arenal - Elfo Tiro un sospiro di sollievo quando il nostro lavoro finisce, sperando con tutto me stesso di non dover ripetere l'esperienza durante questa nostra spedizione. Non vedo particolari alternative. La serratura e il legno sono troppo vecchi per essere fatti saltare. Dico dopo le parole di Athaulf, provando a guardare tra le assi per vedere se distinguo qualche forma nel buio della stanza. Master
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Athaulf - Barbaro Mentra lavoravamo Esra ha dimostrato di essere sicuramente il più forte del gruppo. Gli do una pacca sulla spalla. Hai proprio dei bei muscoli tu. Che ne dici di usarli per aprire questa vecchia porta? Faremo rumore, certo. Ma non conosco altri modi di entrare senza essere invitati.
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Impiegate due ore buone per liberare del tutto il passaggio dalle macerie, che ammonticchiate tutto attorno a voi creando una sorta di corridoio che conduce ad una piccola porticina di legno scuro, con un battente di ferro arrugginito sotto al quale vi è la toppa per una grossa chiave. Robusti cardini fissati alla parete di pietra permettono di aprirla verso l'interno. Intuite che, chiusa a chiave o meno, probabilmente necessiterà di un paio di spallate decise per essere aperta dato che il legno è visibilmente deformato dalle decadi trascorse e dalle intemperie. Generose fessure tra un'asse e l'altra permetterebbero di sbirciare all'interno, ma l'ambiente al di la dell'uscio pare immerso nell'oscurità: del resto, lungo i muri perimetrali non avete notato finestre che danno verso l'esterno. Incredibilmente, per ora il vostro operato pare non essere stato notato.
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Heinrich Mentre rimango di guardia continuo a saltellare da un piede all'altro per mantenere attiva la circolazione. Tempo che gli altri finiscono il loro duro lavoro sembra che abbiamo effettivamente fatto la scelta giusta. Quella porta sembra promettente, ottimo lavoro dico agli altri.
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Approfittate della mattinata fredda ma serena per tentare di sgombrare il passaggio ostruito dalle macerie dell’abbazia. È un lavoro faticoso, reso ancora più pesante e lento dalla neve che vi arriva alle ginocchia, rallentando i vostri movimenti. Lavorate per un’ora ininterrottamente, mentre il vostro compagno prete veglia per la nostra sicurezza. Vi concedete una decina di minuti di sosta per bere un sorso d’acqua e fare uno spuntino prima di ricominciare a spostare le grosse pietre nere: avete liberato un passaggio, iniziate ad intravedere con più chiarezza quello che sembra essere una piccola porticina laterale di legno indurito dal tempo e dal gelo.
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Heinrich Non protesto quando l'idea di non accendere un fuoco per la notte viene approvata, ma le mie vecchie ossa non ne sono molto contente. Certo stando tutti vicini, specie grazie al folto pelo del lupo, il freddo non è terribile, ma quando arriva la mattina sono tutto intirizzito e quando mi alzo le mie articolazioni scrocchiano come ramoscelli spezzati. Mi alzo a fatica e con cautela metto in moto tutti i miei arti e muscoli, permettendo al mio corpo di tornare lentamente all'attività, ben conscio che un approccio più forzato finirebbe solo con la mia schiena bloccata. Dopo una breve preghiera al sole mattutino mi dedico a preparare una colazione di porridge e bacche secche per tutti. Anche io sono d'accordo sul provare il passaggio laterale, ma se volete posso fare io da sentinella. Non avrò gli occhi acuti di un elfo ma è anche vero che non ho comunque la forza necessaria per aiutare molto a spostare macerie.
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