Descrizione della gilda
In questa gilda giocheremo una campagna in quattro atti, una specie di west marches via Forum, che ci porterà a scoprire le provincie più remote dell'Impero.
Sfideremo i pericoli, combatteremo il male, scoveremo tesori e cercheremo di sopravvivere in una terra tanto stupenda quanto perigliosa.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal - Elfo E direi che non si tratta neanche di uno di quegli orrori che abbiamo incontrato subito dopo essere entrati. Commento dopo aver sentito le parole di Urgok, stringendo gli occhi per vedere se riesco a distinguere qualche forma. Avviciniamoci con cautela tutti insieme: probabilmente ci ha già sentiti.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Heinrich Direi che dovremo rimandare decifrare quel testo ad un altro momento dico riponendo con cura ed attenzione tutti i testi utili nei nostri zaini. Almeno penso possiamo essere relativamente sicuri che non si tratti di una di quelle statue animate, non penso siano propense a nascondersi. Comunque sì dovremo cercare di capire chi o cosa è stato, ma muoviamoci in gruppo.
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Urgok drizza le orecchie e fiuta l’aria, come un mastino o un esperto marinaio: dopo una vita trascorsa tra violenza delle arene e delle battaglie, riconoscerebbe l’odore del sangue a km di distanza… si avvicina all’uscio divelto della biblioteca: non ha dubbi, il rumore e l’odore provengono dalle tenebre del corridoio. Nella penombra, scruta con sospetto l’altra porta che si apre pochi passi più in là, ma il suono sembra essere cessato.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Mentre discutete il da farsi, udite un rumore: pare qualcosa che si trascina faticosamente, raschiando sulla pietra. Il suono arriva fievole, attutito dalle spesse pareti della stanza e la sua provenienza è difficile da stabilire. Un brivido vi attraversa la schiena ricordando le bestie infernali che avete dovuto affrontare poc’anzi, ma il rumore vi pare diverso dal verso stridulo di quelle specie di iene fameliche. Dopo pochi istanti, il suono cessa ed il silenzio torna ad avvolgere l’abbazia.
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Arenal ed Heinrich non impiegano molto tempo, confabulando tra loro e condividendo le loro conoscenze, prima di riuscire a ricondurre con certezza la definizione di “scrutatori eterni” a dei prodigiosi guardiani di pietra i quali, per mezzo di potenti incantamenti, divengono silenziosi e letali guardiani per l’eternità. Probabilmente sono state poste delle statue guardiane anche a protezione della tomba della regina…
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Heinrich Mi chiedo se per il Conte Locklear anche solo questo dettagliato albero genealogico sarebbe di valore, oltre ovviamente al tesoro della regina che tanto voleva. Intanto cerco di vedere se mi ricordo qualcosa su questi "scrutatori eterni", che non sono del tutto convinto siano legati ai rintocchi della campana che abbiamo sentito poco fa.
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Arenal - Elfo Leggo con interesse le pergamene: sono tesori storici, ma non sono storie che possano essere trasformate in ballate da tramandare e infondere di potere. Qui parla dei guardiani del tesoro della regina Ethofeld. È curioso: dice che sarà difeso da degli "scrutatori eterni". Una frase particolare: che si riferisce agli spiriti dei cavalieri e alla campana? Dico ai miei compagni mentre ripongo le pergamene con cura.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal La ceralacca vecchia di secoli si sbriciola tra le tue dita mentre ti accingi ad aprire il portarotoli. Rimosso il sigillo, sei libero di sciogliere il nodo che tratteneva il tappo di sughero al suo posto, ed inclini il contenitore facendo scivolare fuori due fogli di pergamena perfettamente conservati: il primo, delle dimensioni di una pagina di libro, reca scritto il testamento della regina Ethofeld, ultima della decaduta casata dei sovrani di Pria. Oltre ad un elenco di terre e possedimenti, con le istruzioni precise su come spartire le ricchezze di famiglia tra i numerosi figli, riporta con minuzia il corredo funebre con la quale la sovrana ha disposto di essere seppellita... un quantitativo impressionante di gioielli, gemme e paramenti d'oro puro con la quale adornare la salma e la bara che, fatto interessante, si ordina di custodire in una camera funeraria da realizzare proprio qui, a Falkrest, preoccupandosi di proteggerla con efficacia. Il testo si dilunga nella descrizione di un'anticamera sorvegliata da "scrutatori eterni", dando tuttavia per scontato che il lettore sappia bene di cosa si stia scrivendo. Il secondo foglio, invece, è molto più grande. In una cornice di inchiostri colorati e foglie d'oro, una mano artisticamente molto dotata ha tracciato con cura certosina l'albero genealogico della casata di Pria. Dal capostipite Haruf il Temerario, unitosi in matrimonio con la principessa Zael di Munro, fino ai sei figli Ethofeld.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal - Elfo Questo potrebbe essere un tesoro più grande di qualsiasi gioiello, Urgok. Dico al mezzorco, sporgendomi per leggere il libricino assieme ad Esra. Può essere un'idea. Anche perché il tono della nota sembrava quasi scocciato. Dico pensieroso dopo le parole di Heinrich, provando quindi ad aprire le pergamene per leggerne il contenuto. Magari qui ci sono degli indizi. Quello potrebbe essere il simbolo della corona: non penso che un dispaccio ufficiale sia scritto in codice.
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Heinrich Forse quello di prima era un cifrario, d'altronde lo diceva la poesia stessa "questo non è scacchi". Pensavo volesse solo essere un modo per menzionare il gioco, ma forse era da prendere più letteralmente come indizio. Forse è un semplice cifrario a sostituzione, magari la R va scambiato con la A e la C con la T o cose simili.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Il libro contiene una serie di appunti scritti in una variante arcaica della lingua comune. Sembra inizialmente un libro contabile, ma dopo la prima trentina di noiose pagine ti rendi conto che il testo che stai leggendo... non ha senso. Le parole si susseguono senza apparente logica, formando frasi sconnesse e mischiando lettere e numeri in una sequenza sconclusionata.
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Le parole di Urkog fanno da preludio alle sue successive azioni: impugna saldamente la sua arma e con un paio di colpi poderosi sfascia il coperchio del baule che, dopo una resistenza iniziale, cede improvvisamente con uno schianto secco. La lama del gladio penetra all’interno del contenitore e trafigge qualcosa: quando il mezzorco la estrae dalla carcassa del barile, si porta dietro un piccolo libricino con una copertina di robusta pelle grigia, senza titolo né simboli impressi su di esso. Fortunatamente la spada l’ha fatto allo spiedo ma senza tagliarlo in due, quindi è ancora leggibile. Tra i resti del forziere trovate anche una serie di pergamene intonse e di ottima fattura, perfettamente conservate, una boccetta di inchiostro viola e un magnifico portarotoli di legno intarsiato in madreperla che pare contenere dei documenti arrotolati con cura. Il portarotoli è sigillato con della ceralacca recante l’effige di una corona.
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Arenal - Elfo Annuisco ad Urgok: il baule potrebbe contenere altri indizi o oggetti che meritano di essere recuperati. Ora che ci penso, amico mio, avevo visto dei simboli simili alle pedine degli scacchi su ciò che rimaneva delle lapidi dei Guardiani. Forse dovremmo ricontrollarle con più attenzione?
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Heinrich Mentre esploro lo studiolo con gli altri anche io mi soffermo sul libro tenuto aperto dal tagliacarte e sul foglietto che ne esce. Sembra quasi un cifrario o una chiave per qualcosa, forse usando come riferimento gli scacchi, anche se una distribuzione così su una scacchiera mi pare improbabile vederla. Chissà se si può determinare cosa rappresenta quel punto interrogativo... Provo a toccare il tagliacarte e a studiarlo da vicino Questo pare prezioso comunque dico mentre lascio che ci pensino gli altri al baule.
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