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Descrizione della gilda

In questa gilda giocheremo una campagna in quattro atti, una specie di west marches via Forum, che ci porterà a scoprire le provincie più remote dell'Impero. Sfideremo i pericoli, combatteremo il male, scoveremo tesori e cercheremo di sopravvivere in una terra tanto stupenda quanto perigliosa.

Cosa c'è di nuovo in questa gilda

  1. Esra Concordo sull'entrata laterale
  2. Athaulf - Barbaro Propongo di liberare ed esplorare prima il passaggio laterale. Se entriamo dalla porta principale c'è solo una via d'uscita e la cosa mi mette a disagio. Commento mangiando la colazione a base di pane secco e formaggio stagionato.
  3. Urgok (mezzorco) Al mattino preparo un fuoco per scaldare l'acqua e sciogliervi foglie di thè da sorseggiare e sgranocchiare un po' di frutta e pane per colazione. E nel frattempo decidiamo come procedere e da dove entrare: Proviamo dall'ingresso principale o da quella parte crollata del muro? Dall'ingresso principale, magari forzando, entriamo più facilmente però lì abbiamo intravisto segni di attività. Dalla breccia lungo il perimetro invece dobbiamo rimuovere le macerie.
  4. La fortuna è dalla vostra: dopo la terribile tormenta, finalmente vi è concessa un po’ di quiete. La notte trascorre lenta e gelida ma tranquilla, nulla giunge a minacciare il vostro riposo. Accogliete con gratitudine le ore di sonno, dato che vi scoprite più stanchi di quanto credevate; assai dura è stata l’ascesa a Falkrest tra boschi, rocce e neve! Il vento teso vi porta di tanto in tanto rumori lontani di gorgoglii, sibili e schiocchi, ma l’alba vi saluta pacifica risollevandovi l’umore.
  5. Arenal - Elfo Inizio a preparare il campo mentre attendiamo l'arrivo della piccola pattuglia andata in esplorazione. Le notizie che portano sono relativamente rassicuranti: tracce umane sono molto meglio di quelle di una qualche creatura della notte. Buona idea: un fuoco attira l'attenzione, soprattutto se la tormenta dovesse placarsi. E non preoccupatevi per la luce: in caso di necessità posso pensarci io. Dico ai miei compagni, annuendo alla proposta per i turni di guardia.
  6. Athaulf - Barbaro Torno dalla perlustrazione soddisfatto. Le orme che abbiamo trovato mi fanno ripensare alla sera precedente. Forse avrò occasione di mantenere la mia promessa. Notizia ancora migliore la possibilità di non entrare dall'ingresso principale. Mentre raccontiamo agli altri cosa abbiamo visto ho un largo sorriso sotto la barba. Ascolto le proposte dei miei compagni. Vada per il lupo. Nobile bestia la tua. Meglio non accendere il fuoco. E' sempre bello avere intorno voi non umani con i vostri occhi speciali. Così sia, io faccio il primo turno di guardia.
  7. Esra Non serve dico al mezzorco se dormiamo attaccati al mio lupo ci terrà al caldo. Eviteremo di attirare l'attenzione.
  8. Urgok (mezzorco) Rimaniamo qui stanotte, non conviene accamparci dove ci è già passato qualcuno di recente. Aiutatemi a raccogliere altre fascine, tante fascine: dobbiamo fare un fuoco grande che resista tutta la notte e ci riscaldi. Per i turni suggerisco di far fare a me e all'elfo quelli delle ore più buie perché noi vediamo nell'oscurità a differenza di voi pellebianca.
  9. Parte del gruppo si accampa alla meno peggio sfruttando il poco riparo dato da un avallamento sito una cinquantina di metri a ovest dal sentiero. Uno spaurito gruppetto di alberi carichi di neve e un paio di grossi massi di granito saranno le mura di cinta che vi proteggeranno durante il gelo della notte, o almeno così vi augurate… accendete un debole fuocherello e cercate di riscaldarvi e far asciugare vestiti e zaini mentre mettete a rosolare su una padella le provviste fresche omaggiate da Jore. Quando Urgok e Athaulf torna dal giro di ricognizione, una trentina di minuti dopo, il sole è ormai tramontato e la visibilità ridotta a un palmo di mano: il cielo grigio permette a stento alla luce della luna di filtrare tra le nubi e di rischiare appena il valico montano. I due portano notizie interessanti, la loro missione è stata fruttuosa: lungo il versante est delle mura hanno individuato un cumulo di macerie attraverso le quali pare soffiare una corrente d’aria, il che fa pensare ad una porta o a un passaggio verso l’interno dell’abbazia. Potrebbero volerci una paio d’ore, ma potreste riuscire ad aprirvi un passaggio tra i ruderi… di incontro, nei pressi dell’ingresso principale, hanno individuato una serie di impronte che paiono dirigersi proprio dentro l’edificio; purtroppo le recenti nevicate le hanno rese una traccia appena visibile ed è impossibile stabilire con certezza quante persone o creature siano passate da lì ma una cosa è certa: avrete compagnia.
  10. No problem, io sono partito oggi per lavoro e tornerò giovedì… vedo se giovedì riuscirò a postare altrimenti recuperiamo nel weekend. @Melqart @The Scarecrow vi chiedo un tiro di d6 per l’esito della della vostra perlustrazione (a meno che non abbiate abilità specifiche da applicare), scegliete pure voi chi tirerà, vi concedo un bonus di -1 visto che siete in due ad andare di pattuglia.
  11. Salve a tutti, scrivo per avvisare che sarò assente da oggi fino al 24 Febbraio. Se serve il DM usi pure il mio PG.
  12. Esta ranger Tiri un sospiro di sollievo quando finalmente vediamo l'abbazia concordo, vediamo che cosa ci aspetta e scegliamo un posto dove riposare sorriso ai complimenti del barbaro i ranger aprono la strada dico citando il motto del mio vecchio maestro e per aprirla dobbiamo trovarla
  13. Athaulf - Barbaro La foresta, il freddo, la neve. Tutto mi ricorda casa mia. Con questo tempo di solito rimaniamo a casa in Sviria. Non ci posso credere che hai trovato la strada. Ammetto ad Esra passandogli vicino. Sono stato scettico fino all'ultimo e sono felice di aver sbagliato. Urgok propone di fare un giro di perlustrazione. Andiamo, facciamo strada noi due. Gli propongo mentre imbraccio lo scudo, non si sa mai. Esamino i lati esposti della struttura in cerca di ingressi alternativi o ripari. Non so che tiri vanno fatti o se servono.
  14. Arenal - Elfo Ringrazio il Fato per avermi fatto viaggiare assieme ad una Freccia Bianca: non penso che io ed Heinrich saremmo riusciti ad attraversare la bufera incolumi. Le rovine dell'abbazia, per quanto tetre, mi sembrano una visione celestiale. Con questo tempo non dovrebbero vederci avvicinare: dovremmo riuscire a fare un giro di perlustrazione. Dico ai miei compagni, concordando con la proposta del mezzorco. Dovremo anche organizzare dei turni di guardia. Io posso occuparmi delle ore più buie.
  15. Heinrich Parlo poco durante il viaggio, concentrando tutte le mie energie fisiche e mentali nel mettere un passo dietro l'altro, mentre avanziamo in mezzo alla neve. Quando arriva la tormenta, preannunciata ormai da tempo da vari segnali, mi stringo ancora di più nelle mie vesti e provo ad andare ancora avanti. Ma la fatica rischia di sopraffarmi. Solo grazie all'aiuto degli altri riesco a proseguire comunque, ma la mia mente vaga in mezzo a ricordi terribili e forti rimpianti. La tentazione di lasciarmi andare del tutto è forte, di farmi inghiottire dal buio e dalla neve. Ma sento di non potermi lasciare andare, sento di dover ancora fare molto altro, sento la fede e la luce che mi sostengono da dentro. Ma improvvisamente sbuchiamo fuori dalla tormenta, con il pallido sole che quasi mi acceca. Davanti a noi si ergono le rovine dell'Abbazia ma in questo momento la loro apparizione è nulla in confronto al senso di sollievo che provo per aver superato questo difficile momento. Ancora una volta a due passi dalla sconfitta e dal nulla, la luce è arrivata a salvarmi. Mi metto quindi in ginocchio e inizio a pregare a bassa voce.
  16. Urgok (mezzorco) Osservando l'abbazia da lontano e scrollandomi la neve di dosso per ridurre il rischio di inzupparmi ulteriormente dico agli altri: Il sole calerà presto. Facciamo un sopralluogo rapido del perimetro e troviamo un punto riparato dove passare la notte con un buon fuoco per asciugarci. Strada facendo inizio a raccogliere le fascine per il falò.
  17. È solo grazie all'addestramento della Freccia Bianca ed al fiuto del suo Vohu se riuscite nell'impresa di non smarrire la via nella tormenta. Camminate controvento, spinti indietro da violenti raffiche che in più di un'occasione rischiano di farvi cadere a terra mentre neve compatta e pesante si accumula sulle vostre spalle e sugli zaini. Mantelli ed vestiti pesanti possono ben poco contro la furia degli elementi, e nonostante gli strati di stoffa impermeabile di cui siete ricoperti iniziate a sentire rivoli di acqua gelida scendervi lungo la schiena, le gambe e fin dentro agli scarponi chiodati. Perdete la cognizione del tempo, immersi in una furia bianca che vi rende ciechi a ciò che vi circonda e che fa sembrare il paesaggio tutto uguale. Dopo quelli che vi paiono giorni (anche se in realtà non è passata più di mezza giornata) uscite finalmente dalla tormenta e vi fermate un momento a rimirare ciò che si manifesta dinnanzi a voi: dopo esservi lasciati alle spalle la foresta di abeti, siete giunti ai piedi di una forcella che conduce ad un ripido picco innevato sul cui versante meridionale è abbarbicato un'immensa montagna di rovine. Archi spezzati, muri diroccati, blocchi di pietra scura sparsi tra la neve bianca che riflettono la pallida luce del meriggio. I piano superiori di quella che fu l'Abbazia di Falkrest sono crollati da tempo, ma alcune parti del piano terra si reggono ancora incredibilmente in piedi. Lungo il muro di granito intuite la macchia scura di un portone d'ingresso, nei pressi del quale termina il sentiero che avete faticosamente ma tenacemente seguito fin qui. Poco più di un centinaio di metri vi separano dalla vostra meta! Mappa
  18. Arenal - Elfo Non possiamo dire di essere baciati dal Fato: la partenza non è esattamente delle migliori. Mi stringo nel mio mantello di pellicce, restando vicino al resto del gruppo per non perderli di vista in mezzo alla neve. Non pensavo che l'avrei detto, ma improvvisamente l'abbazia infestata da spettri e draghi mi sembra quasi confortevole. Commento, tirando un sospiro di sollievo quando Esra sembra trovare una traccia da seguire.
  19. Esra Ranger Non è che mi piaccia rispondo con una mezza risata e che ci sono abituato e poi non sento il freddo se c'è lui indico con un cenno della testa il mio lupo ora però fatemi pensare mi guardo attorno, strizzando gli occhi per poter vedere meglio nella tormenta andiamo di la faccio cenno agli altri di seguirmi
  20. Urgok (mezzorco) Freccia bianca, maledizione, dico urlando per cercare di fare arrivare la mia voce a Esra nella tormenta, tiraci fuori da questo inferno. È il tuo mondo questo, tra l'altro schifoso che non so come fa a piacerti!
  21. Il resto della serata trascorre in un silenzio inusuale: ciascuno di voi è perso nei propri pensieri, e dopo quanto accaduto solo uno o due clienti vincono il timore e tornano alla locanda per mettere qualcosa sotto i denti. In breve tempo, come annunciato da Jora, il mantello nero della notte cala sulla valle avvolgendo ogni cosa. Di lì a poco, stanchi e meditabondi, vi ritirate per la notte approfittando dei giacigli che Lehf ha approntato per voi nella sala comune ormai deserta, a pochi passi dalle braci calde del camino. Trascorrete una notte serena, dormendo profondamente ed indisturbati. L'indomani vi svegliate presto, ristorati ed energici, con l'intenzione di sfruttare a pieno ogni ora di luce per tentare di arrivare all'Abbazia di Falkrest prima dell'imbrunire. Salutate Jore, che vi ha incartato del pane e del formaggio per il viaggio, mettete in spalla gli zaini, vi stringete meglio che potete nei mantelli pesanti e vi incamminate verso il valico montano seguendo la strada fangosa; Yalë, alle prime luci dell'alba, è silenziosa e deserta, nessuno si affaccia per salutarvi ed augurarvi buon cammino: il villaggio vi osserva andarvene in diffidente silenzio. Dopo circa un paio d'ore di cammino, la strada malconcia si trasforma in un tortuoso sentiero mezzo sepolto dalla neve, che si inerpica sul fianco della montagna salendo rapidamente di quota. Attorno a voi vi è una foresta di abeti neri, curvi sotto al peso del gelo, ed un fitto sottobosco di pini mughi e rovi selvatici. L'aria è gelida e stentate a mantenervi caldi nonostante lo sforzo del camminare in salita, il vostro fiato congela e si cristallizza sulle barbe e sui lembi dei colletti alzati. Il silenzio è interrotto solo dal rumore scricchiolante dei vostri passi nella neve alta e dal richiamo di qualche animale. Sopra di voi, il cielo plumbeo promette un'ulteriore nevicata prima della fine della giornata. La profezia si avvera: dopo meno di un'altra ora, il vento diviene sempre più forte e vi ritrovate immersi in una tormenta, proprio scorgete dinnanzi a voi il limitare della foresta. Stentate a vedere qualcosa più in là di qualche metro da voi e camminare contrapponendosi alla forza degli elementi diviene sempre più difficile. @tutti
  22. Heinrich Una triste storia, madama Jore. So che ha ben poco motivo per fidarsi di noi e delle nostre parole, ma sappia che faremo il possibile per aiutare sua figlia e per toglierle dalle scatole quel branco di ******. A volte la speranza appare nel momento più buio. Purtroppo tra me e me penso al terribile morbo che affligge la bambina e al fatto che per curarlo probabilmente servirebbe davvero qualcosa di miracoloso come le lacrime della storia. Ma trovarle sarà una questione di fede e fortuna. Avrò molto da pregare stanotte.
  23. Esra Ranger Oh perdo il sorriso quando sento la storia della donna faremo il possibile per aiutarti seguo poi gli altri al tavolo, anche se concordo sul fatto che la serata è oramai rovinata
  24. Arenal - Elfo La storia di Jore mi lascia l'amaro in bocca: sia per quello che sta accadendo a sua figlia che per il comportamento di quei parassiti. E ti prometto che recupereremo quello che ti hanno sottratto. Per ora non faccio altre promesse: quella gentaglia potrebbe aver azzeccato la cura la peste dell'anima, se le storie su queste lacrime sono vere. Ma non voglio illuderla con una falsa speranza. Temo che il buon Lortag dovrà continuare i suoi studi senza campioni. Torno a sedermi al tavolo, rimettendo mano alla cena che ci avevano appena servito. Come Athaulf, non sono più dell'umore di raccontare altre storie.
  25. Urgok (mezzorco) Che storia triste, dico impassibile sentendo la storia di Jore, ed emetto un rutto sonoro. Poi rispondo al barbaro: Fintanto che c'è birra e cibo la serata non è finita, Athaulf.

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