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TdG - Il Villaggio di Stila
Rassicurata dalla vostra risposta, Doenna decide di parlare. Si mette più comoda. "Sono arrivata qui con l'intento di ripulire qualche mercante. Sapevo dei problemi alla miniera, dello zolfo e della scarsa presenza di viaggiatori; speravo di stare lontana dalla mano della legge per qualche tempo... e poi arricchirmi, certo" scuote il capo "Ma non avreste dovuto mettere in mezzo Majida, lei non c'entra. E sinceramente, so che è colpa mia se è rimasta coinvolta, ma non vi perdono comunque di aver rovinato tutto" per un attimo lo sguardo si fa molto duro, poi si adombra, e infine torna normale mentre riprende il racconto. "Ho notato subito che c'era qualcosa di strano, e quando uno dei miei compagni di viaggio è sparito ho voluto indagare. Non mi importava di lui, ma aveva con sé un bel gruzzoletto e ho pensato che non sarebbe servito a molto al draco che l'aveva sbranato... ma mi sono sbagliata. L'uomo non è finito preda di un draco, ma degli abitanti di Stila" fa una pausa ad effetto "alcuni abitanti, almeno. Hanno provocato loro il crollo della miniera per liberare una creatura che vi era stata rinchiusa, e venerano questo... non so, non so cosa possa essere. L'ho visto, ed è un orribile caricatura di una persona, ma non so dirvi molto altro. Sembra che abbia un controllo su alcuni abitanti, e altri lo servono volontariamente. Io dovrei essere sotto il suo controllo, ma ho finto e li ho ingannati" questa volta il sorriso è furbo e complice "E praticamente è per questo che stavo cercando di convincere Majida a restare: loro non vogliono che io me ne vada, e devo aiutarli a far sparire i viaggiatori; se dovessi andare via mi fermerebbero e forse mi ucciderebbero. Ho visto cosa fanno a chi viene catturato. Quelli che si sottomettono e i deboli di mente (o i furbi) sopravvivono; gli altri vengono arsi vivi o dati in pasto ad alcune creature che fanno la guardia alla miniera. Non solo lo farebbero a me, ma anche a lei... e credo che sia successo anche al vostro compagno, l'orco. Ma io non lo so per certo, sono rimasta a casa negli ultimi giorni. So anche che alcuni qui a Stila stanno cercando di capire cosa sta succedendo, ma è solo questione di tempo e poi verranno catturati o uccisi" Si ferma, meditabonda "Comunque è strano, il vostro compagno è sparito in pieno giorno. Di solito agiscono di notte, e poi è la Caraffa il posto da dove spariscono i viaggiatori, per quel che ne so il Piccone non c'entra nulla. Forse il vostro compagno ha scoperto qualcosa. O forse non c'entra nulla con tutto ciò?"
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Of Orcs and Men - TdG IV
Gli umani sono grandemente stupiti dal fatto che Tayyip possa parlare la loro lingua, ma timorosi rispondono comunque. Loro vengono da un posto che chiamano Monasto e passano la vita studiando le parole dei Signori Celesti che governano sugli umani sia in terra che dal cielo. Nel frattempo traducono o copiano libri (ma non riuscite a caprie cosa siano nemmeno quando Tanya prova a spiegarvelo) e lavorano la terra. Erano arrivati qui anni fa con l'intento di diffondere la vera fede tra la vostra gente, ma non hanno avuto molta fortuna. Hanno provato con alcuni orchi nei campi di lavoro, e ci sono stati moderati successi. Sanno che lì gli orchi vengono resi più civili e vengono insegnate cose importanti come la fede, l'obbedienza, l'uso degli strumenti e dei vestiti. Il loro monasto è stato assalito dagli orchi che li hanno poi portati qui, e sono ancora sconvolti per il trattamento subito: non sono uomini e donne di violenza e anzi non impugnano armi per voto. Non si sono difesi e hanno sperato di poter così parlare con gli orchi, invece la cosa è andata piuttosto male. Ma nonostante la paura sono disposti ad aiutarvi a trovare la retta via sotto la guida dei Signori Celesti.
- Atto I: Il Sangue della Città
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Non vi è nulla da temere se non il fallimento - TdG
Vi mettete in contatto con il monastero degli Astartes, e straordinariamente basta fare il nome "de Plano" perché il servo alle comunicazioni passi la chiamata direttamente ad un fratello. Il marine ha la tonsura e il volto granitico attraverso l'ologramma sembra ancora più simile a quello di una statua. Ha le borchie del sergente sulla fronte, e l'aria pacifica di certe statue dell'Imperatore. "de Plano, le Sue vie sono davvero infinite e incomprensibili. Eppure, tutte portano alla gloria se è il fedele a percorrerle. Non credevamo che ti saresti fatto avanti" non c'è nemmeno una traccia di deferenza nelle parole del marine "se vuoi arrenderti e consegnarti, ti inviamo immediatamente le coordinate e una squadra tattica verrà a prenderti. Se invece desideri comunicarci qualcosa o giustificarti, ti avviso che la pazienza dell'Imperatore è infinita ma quella dei suoi servitori è merce ben più rara. E personalmente ho ben poca tolleranza per bugiardi e criminali, quando le loro parole non sono di pentimento"
- Le Cappe D'Oro, Topic di Servizio [Parte 3]
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TdG - Larta 'h Vekkdin - II - Oltre la soglia
Il gruppo che vi accompagna vi lascia qualche istante per riprendervi, ma poi vi pressa affinché continuiate a percorrere la strada per la città. Superate il largo ponte e oltre vi attende una delegazione. I nani qui presenti sono in livrea, ciascuno con il simbolo del proprio trog bene in vista, e ci sono anche alcuni stendardi nanici: pali di legno sui quali sono issate insegne di metallo, dischi e rombi con simboli e rune del casato e anche personali. Da un lato c'è un nano che suona l'arpa, con attorno tre nani e tre nane giovani e attraenti che reggono festoni di fine tessuto colorato, danzando e facendo ondeggiare le strisce di stoffa in disegni complessi. Dal lato opposto una squadra di venti guerrieri in armatura e scudo, ma con i foderi delle armi volutamente sguarniti, fa da guardia d'onore. In tempo di pace accolgono i propri fratelli alzando e abbassando i poderosi scudi dai bordi di ferro, un clangore che sovrasta l'arpa ma in qualche modo si armonizza con essa. Nel centro ci sono i membri dei trog, e sul retro (nonché su ponti, balconi, tetti e finestre dei vari edifici che si inerpicano l'uno sull'altro e hanno una vista sul ponte) ci sono gli abitanti della città. Nani e nane, adulti, vecchi e bambini, ricchi signori dei casati e semplici lavoratori. Tutti sono in attesa, attirati qui sicuramente dal suono dell'arpa d'argento ma anche dal dispiegamento dei trog. Tra i rappresentati del clan c'è un volto noto, anche se faticate parecchio a riconoscerlo. Si tratta di Siddin, ora abbigliata di un vestito giallo con fili d'argento, una rete d'argento che ne raccoglie i capelli, gioielli del medesimo metallo su fronte, collo e polsi, e una cintura di cuoio di draco con diverse gemme. Ella si trova tra i Kopkjerdin, sebbene ricordiate che un anno fa la piccola nana sia stata affidata come wandak agli Zagrakdin. Vi saluta con un piccolo cenno della mano, subito sobriamente redarguita da una donna anziana che le sta vicino. Ma la vostra attenzione viene attirata quasi subito da uno degli Zagrakdin: un individuo abbastanza alto per gli standard della vostra gente, con un ampio vestito simile all'incrocio tra una tunica e un saio, ma molto ricco di decorazioni; è blu, con riflessi neri come il cielo stellato, e nel centro del petto porta una collana a forma di occhio, il simbolo del trog. Sebbene non sia molto vecchio ha un'aura si autorità e saggezza che sono paragonabili a quelle di un vecchio e amato patriarca. "Figli della Montagna" dice senza alzare la voce. Eppure poco prima ogni suono si interrompe, la folla tace così come l'arpa; e tutti possono sentirlo chiaramente. "Mi riempie il cuore di gioia vedervi entrare nella vostra nuova casa, nuova linfa per il popolo di Vilos. Le parole non servono a molto, in casi come questi, perciò mi tacerò... permettetemi solo un breve cenno alle vostre persone, affinché tutto il popolo sappia chi siete" Elenca i vostri nomi, facendo di volta in volta cenno di avvicinarsi e porsi al suo fianco. Ognuno di voi senza eccezioni viene accolto da una breve ma sentita ovazione. Per quanto questo sia uno spettacolo ad uso e consumo tanto vostro quanto del popolo, non è vuoto. Sono davvero felici di avervi qui, tutti quanti. Anche il rappresentate dei Zagrakdin non parla perché deve farlo, ma vi accoglie perché vuole. Il calore dei sorrisi, l'improvviso senso di appartenenza... sono inebrianti. Così quasi perdete l'ultima parte del suo davvero breve discorso "...semplice formalità, e poi possiamo andare a festeggiare il vostro arrivo. Ahimè, da un lato ci piange il cuore a sapere che solo voi avete superato l'esame dei nostri istruttori. Ma non è comune che gli dei ci premino con cinque nuovi amici in un solo anno!" Volenti o nolenti venite trascinati all'interno della città. Scendete scale e ne salite altre, percorrete ponti sospesi su altre strade e persino su alcuni canali; ci sono tunnel e strade a cielo aperto, da dove potete ammirare la volta interna di Kel Boldar. E infine superato un pergolato di muschi pendenti a festoni arrivate in un piccolo foro circolare, con alcuni scranni in pietra consumati dall'uso di forse centinaia di nani. Qui la folla non può entrare, lo spazio è ridotto. Ci siete voi, e tre nani dall'aria molto elegante e forse un tantino snob e paternalista. Uno si fa avanti "Con il potere conferitomi dalla legge, io vi tolgo il nome di Thrylvorn e vi esilio da quel bintrog. Vi accolgo invece nel mio trog, Wijirstoldin. Trascorrerete un anno a servizio della vostra nuova famiglia, per aiutarvi ad ambientarvi in città e per darvi il tempo di scegliere il vostro futuro. Allo scadere del tempo deciderete se restare o se cambiare trog. Questa è la prassi, questa è la legge" usando una verga di legno di sicomoro vi tocca sul capo una sola volta, pronunciando una frase in un korth antico e quasi incomprensibile. Il senso generale lo capite, però: non siete più figli bastardi del cielo, ma gli amati eredi della montagna. Il rito è breve, brevissimo, e venite subito condotti fuori dal foro e di nuovo per le strade. Questa volta ad accompagnarvi c'è una giovane nana con la livrea grigia con sottili strisce gialle sull'orlo della camicia e sulle maniche. Ha dei gioielli non molto preziosi con un motivo a cellette d'alveare, e un singolo orecchino a forma di goccia d'oro. Si ferma in una piccola via tra due case, coperta da un ponte, e qui approfittando del fatto che siete soli si presenta "Mi chiamo Deljai Lasmakdin, e sarò il vostro supervisore, almeno per il primo periodo in città. Ci conosceremo meglio nei prossimi giorni, ma dopo un anno passato tra i campi e i braccianti le formalità possono aspettare... ora c'è la festa. Preferite cambiarvi, prima?" guarda i vostri abiti con una certa apprensione. Lei non è elegante, ma è formale. O almeno lo deducete da come sono vestiti altri nani che avete visto fino ad ora. Voi siete chiaramente dei campagnoli!
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TdG - Larta 'h Vekkdin - I - Sulla porta di casa
Tra gli umani
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TdG - Il Villaggio di Stila
"Sono sicura che sia così, Gregor" lo rassicura Doenna "Ed è molto gentile da parte tua cercare di aiutarmi nonostante la situazione" Naturalmente sa di essere alle strette, e punzecchiata dai due cacciatori di taglie cede "Si, va bene. Non è più maresciallo da parecchio tempo, speravo non lo sapeste. Beh, mettiamola così: mi basta l'assicurazione, la certezza, che voi mi portiate direttamente alla legge senza consegnarmi ad altri. So che molti del vostro mestiere non guardano in faccia chi paga denaro sonante. Vorrei che faceste un'eccezione. In cambio vi dirò quello che so su questo posto... e fidatevi, vi interesserà" il sorriso diventa meno gentile "perché se non mi ascolterete non uscirete vivi da Stila"
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I Regni del Buio (TdS)
Consideriamo la battaglia conclusa?
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I Regni del Buio (TdS)
Z'ress l'ordine l'ha dato. XD
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Il futuro di Dawnstar
Zisanie Altri
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Steampunk Misadventures- L'ultimo canto della Sirena [2]
Daphne "Perdonate... un filatterio? Di cosa si tratta?" dal contesto mi sono fatta qualche idea, ma nulla di davvero preciso. E se devo affrontarlo devo farlo sapendo a cosa vado incontro.
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Of Orcs and Men - TdS
Comunque do un boost in questi giorni
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Of Orcs and Men - TdS
Vero, ma gestisco anche altre campagne dove i giocatori sono molto più partecipi e inevitabilmente do un po' di priorità a quelle. Anche senza farlo apposta, bene inteso.
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Of Orcs and Men - TdS
Mmm se vogliamo skippo e do a Tayyip la risposta, e passiamo alla prossima tappa.
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Of Orcs and Men - TdS
Mmm io aspettavo eventuali risposte dal resto del gruppo, in realtà. La soluzione sarebbe rispondere tutti XD Io posso anche aumentare i miei ritmi, ma ci deve essere la stessa cosa dall'altro lato del tavolo.
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I Regni del Buio
Z'ress "Prendetela viva! Un sacrificio del genere non si può ignorare!" grido dalle retrovie, continuando a usare la frusta magica per portare morte tra i nemici. Magari ne cattureremo qualcuno vivo, ma non spetta a me farlo: io uccido nel nome di Lolth. DM
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Capitolo II - Figli del Peccato
Arth Chloe Jean Ravynne Yksandr
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TdG - Il Villaggio di Stila
"Devi essere stato male informato. Io sono molte cose, ma di certo non una sciocca. Siete in tre, grandi e grossi, e io sono solo una fanciulla indifesa. Disarmata, tra le altre cose. Che modo avrei di combattervi? Però sono molto accorta, questo è vero" il sorriso si allarga mostrando i denti "E so cosa mi spetta se verrò consegnata alle persone sbagliate. Un colpo di pugnale, e della dolce e libera Doenna non resterà che un bel cadavere. Preferisco qualche anno di cella, capite?" Si accomoda meglio sui resti del legno bruciato, e sposta lo sguardo su Gregor ignorando volutamente la richiesta di Jalrai "E tu, bel ragazzo? Stai meglio? Possibile che nessuno tra voi abbia nulla da dire sul suo occhio? Senti, Gregor, io non sono certo una guaritrice, ma posso dare un'occhiata e vedere se c'è qualcosa che non va. Se i tuoi compagni hanno di meglio da fare, qualcuno deve comunque aiutarti"
- Atto I: Il Sangue della Città
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TdG - Larta 'h Vekkdin - II - Oltre la soglia
CAPITOLO II - OLTRE LA SOGLIA 2489 dell'Endag 3 semeo In fretta e furia avete preparato i bagagli, salutato i braccianti e vi siete apprestati a partire. Non c'è nemmeno il tempo di una festa d'addio, cosa che sembra sconfortare e intristire i vostri lavoratori: si riesce comunque a fare un ultimo pranzo in compagnia, portando i tavoli all'aperto e consumando un pasto sostanzioso. Non è un banchetto, ma malinconia e allegria rendono il cibo più buono. Un giorno di viaggio vi riporta alle pendici della Montagna, vicino a quegli edifici dove circa un anno fa siete stati esaminati quasi alla stregua di bestie. Per ora il luogo è praticamente deserto, perché manca ancora del tempo ad un esame di altri candidati. Praticamente deserto, ma non privo di vita. Lamkdakk Beldin, il vecchissimo nano incontrato un anno fa, si scalda le membra presso un fuocherello che ha acceso davanti ad una tenda malandata. Vi guarda passare con aria triste, e se pure qualcuno gli rivolge la parola non risponde e finisce per nascondersi nella sua tenda. Il messo vi fa cenno di seguirlo, nervoso per la responsabilità, e vi conduce fino alla porta stessa della Montagna. La costruzione è incredibile. I battenti in sé e per sé sono mastodontici, sebbene l'accesso sia garantito da una porta più piccola (alta comunque due volte un nano ben piazzato). I bastioni che reggono la porta sono immensi, fusi con la magia nella pietra della montagna, intagliati con i nomi dei nani che l'hanno costruita negli albori dell'Endag. Davanti alla porta ci sono altri wandak come voi, in attesa. Voi siete gli ultimi, evidentemente, perché al vostro arrivo vengono percossi dei tamburi nascosti da qualche parte nei contrafforti del portone, suona un corno di rame, secco e quasi sgraziato, e la porta più piccola si apre. Il momento è infine giunto: mettete piede all'interno della vostra nuova dimora, la casa di tutti i nani, Kel Boldar. Anche i più saldi tra voi si sentono la testa leggera e le gambe pesanti quando varcano la soglia. Superate in fretta quello che è un corridoio lungo e intricato, difesa formidabile irta di feritoie su pareti e soffitto, con vie che si diramano in fondi ciechi. Chi mai vorrebbe assaltare la Montagna perirebbe prima ancora di entrare davvero al suo interno. Il corridoio scende lentamente, dolcemente, e poi si trasforma in un ponte che con grande sprezzo della gravità si slancia sopra l'abisso. E davanti a voi si mostra in tutta la sua bellezza la vera Kel Boldar. Ne avete tutti sentito parlare negli anni passati. Una città scolpita nel cuore della montagna, con stili architettonici che marcano la sua incredibile età. Là si vedono ancora le ripide rampe dei primi templi, i ballatoi decorati con statue di leoni e draghi; lì c'è la cupola di una sala dei duelli ormai trasformata in qualcos'altro, e a fianco due dritte torrette svettano nella caverna come alberi in una pianura; ponti e camminamenti collegano le diverse parti della città, illuminata da una miriade di torce e lampade, quasi tutte magiche. Subito dopo la vista, è l'udito ad essere stimolato. La città è viva, popolosa. Le voci di migliaia di nani giungono come il brusio di un alveare di api operose, e non è un paragone azzardato. Ma subito il suono viene coperto da quello di un'arpa d'argento, strumento che subito strappa alcune reticenti lacrime a tutti i presenti. L'arte per costruire questi sublimi strumenti è andata perduta con l'anima del suo costruttore, e si dice che le uniche tre arpe d'argento siano custodite qui. Una sta suonando per voi... e sebbene nessuno tra i presenti l'abbia mai sentita prima, la melodia evoca in voi una profonda nostalgia che muta in un senso di appartenenza. Siete a casa. NOTE
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Le Cappe D'Oro: Un nuovo inizio
Ophelia L'accoglienza non è delle migliori, ma pazienza. Abbiamo visto di peggio. Quello che mi piace è ciò che sento: caccia alla volpe. Qui la gente si diverte con questo tipo di svaghi che personalmente non mi dicono nulla... ma sono un evidente indizio della presenza di molto denaro e gente annoiata che non sa come spenderlo. Probabilmente verremo accolti bene e nel lusso. La reazione della tedesca è quasi eccessiva, ma ammetto che anche io ho portato la mano alla mia spada nascosta. Certo che questa Franziska ha molta energia da vendere, e non posso che ammirarla. Lascio che sia Pierre a condurre il gioco, per ora.
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TdG - Larta 'h Vekkdin - I - Sulla porta di casa
Situazione degli umani Moggo Snorri
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I Regni del Buio
Z'ress "Avanti! Sono in mano nostra! Morte agli odiati figli del sole!" ordino dalle retrovie, pronta ad avanzare ben protetta tra le ali dei miei orog e dei nuovi servi drow.
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I Regni del Buio (TdS)
Io mi sono proprio allontanato con Z'ress quindi penso di essere lontanissimo XD