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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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Tarkus

Le Cappe D'Oro: Un nuovo inizio

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Spoiler

 

Con la morte di Ntoni, il ritorno dal mondo dei morti di Ophelia ed Armos e l'aggiunta al gruppo del misterioso "Malekith" cambia radicalmente i vostri piani e vi costringe a muovervi molto più in fretta di quanto avreste fatto, liberandovi della necromante con molta poca discrezione e dando fuoco ai suoi ghoul ed al palazzo dove ha provato a tendervi una trappola, cosa che vi costringe ad accelerare ulteriormente a correre nel laboratorio di Zameia sotto Villa Borgia e riuscire a batterla solo perché non vi credeva capaci di una mossa così sconsiderata... certo, lo sciame di meteore che vi ha quasi carbonizzato ve lo ricorderete per il resto della vostra vita, così come tutti gli incantesimi di ammaliamento con cui ha cercato di farvi combattere tra voi per guadagnare tempo e scappare ma, infine, Mistràl è riuscita a fermarla spingendola in una sua stessa trappola paralizzante piazzata sulla sua libreria.

Sconfiggere la maga non è stato facile né lo è stato separarvi da Mistràl e Valtyria, partite entrambe per il Catai con Zameia prigioniera per scappare alla furia dei Borgia e cercare parte dei componenti rari per spezzare le multiple maledizioni sulla changeling... ma la parte più difficile è stato scappare dai Borgia: siete stati costretti a liquidare il bottino ed a spenderlo praticamente tutto in generose mazzette per far voltare mezza Roma dall'altra parte e scappare dalla città ed essere costretti ad un lungo e snervante gioco di inganni e depistaggio con la guardia svizzera, l'esercito papale ed i gesuiti per uscire dal Patrimonio di san Pietro e poi viaggiare velocemente il resto dell'Italia e tentare il valico delle Alpi in pieno febbraio e per quanto la magia norrena di Morgan abbia aiutato parecchio ad evitare tempeste di neve e crepacci marciare per montagne innevate e ghiacciai è una delle cose più faticose e difficili che esistano a questo mondo, chissà com'è venuto in mente a quel pazzo di Annibale Barca di farlo con un'armata molto più grande ed elefanti da guerra.

Mettete finalmente piede in Francia ai primi di Marzo e per l'inizio del disgelo arrivate finalmente alla prima metropoli francese dove la compagnia di mercenari che vi ha accompagnato fin ora decide di fermarsi per riposare ed approvigionarsi e magari trovare qualche lavoretto minore per batter cassa e voi vi rendete conto di aver pochi soldi in tasca, bisogno di stivali nuovi (se non avete stivali magici) ed abiti da viaggio non logorati dal viaggio lungo e stremante che si è appena concluso e soprattutto che non avete un piano né una mappa e che "Malekith" non ha la minima idea del perché state deviando verso la Bretagna invece di andare direttamente in Spagna.

Edited by Tarkus
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Ophelia Montoya

Descrizione

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Dopo quasi un mese giungiamo finalmente in Francia. Se avessi saputo che ritornare in vita avrebbe comportato camminare così tanto, nel freddo pungente delle Alpi...beh, me ne sarei rimasta nell'aldilà. Per fortuna il freddo è per me meno pungente che per molti dei miei compagni, ma ciò non rende il viaggio meno faticoso o meno monotono. Sono perciò abbastanza su di giri quando infine completiamo questa tappa. 

La prima sera, quando il grosso delle "nostre" truppe si è deciso ad accamparsi e cercare lavoro, faccio la domanda che tutti si aspettavano di fare "Monsieur Pierre, ora siamo nel vostro territorio. Penso proprio che la guida di questa allegra compagnia spetti proprio a voi. Quali sono le prossime mosse?" 

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Armos Redhelm

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Finalmente Roma e l'Italia Sono alle nostre spalle e così gran parte dei nostri problemi, o almeno gran parte di quelli che conosciamo.

Sebbene il freddo non sia un grosso problema, la marcia si è rivelata essere ben più noiosa e faticosa di quanto mi sarei aspettato, anche se tutto è preferibile alla vita o meglio all'eternità che mi attendeva se Maria e Ophelia non fossero venute a salvarmi.

Vero annuisco mentre mi sistemo accanto al fuoco mi rimetto alla vostra esperienza del territorio. Anche se devo dire che qualche esperienza con le bellezze locali l'ho avuta anche io Magari in giro c'è qualche piccolo diavoletto probabile commento semplicemente alla frecciatina di Esmeralda

 

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Ophelia Montoya

"Io invece non sono mai stata in Francia! Ho imparato a tempo perso la lingua, 'che è molto utile. Ma dalla Spagna sono giunta con mio fratello direttamente in nave" chissà che sorprese ci riserverà la Francia. E le bellezze locali, chissà come sono!

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Pierre di Penthièvre

Descrizione

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Pierre è un ragazzo abbastanza alto, con pelle chiara e orecchie leggermente appuntite, chiari segni della sua discendenza. Ha i capelli neri e corti, molto curati, e gli occhi blu. Ha un paio di baffi neri come i capelli. Il suo corpo è atletico e allenato. 
Veste sempre con abiti eleganti: persino il fodero del suo stocco è smaltato in argento, con un grosso rubino incastonato nel mezzo. Complessivamente dà l'impressione di un nobile ingenuo e borioso, soprattutto per via dell'anello che porta sempre al dito, con lo stemma dei duchi di Penthièvre: un aquila smaltata in argento, con dei rubini al posto degli occhi. Parla con un accento franco, che un ascoltatore attento può collegare alla Bretagna.

Gli eventi di Roma ci sono rapidamente sfuggiti di mano. Antonio è morto, cosa che ha fatto giungere al termine la nostra pazienza: forti dei redivivi Armos e Ophelia (che accolgo con un sorriso e un abbraccio: avevo ormai perso ogni speranza sul loro conto) sconfiggiamo la necromante e Zameia, che si rivela essere più noiosa di quanto credessi. Saluto quindi Valtyria e Mistràl, partite per il Catai nella speranza di liberare la changeling dalle sue maledizioni e provare a redimere la malvagia incantatrice.

La nostra fuga è l'unico ricordo piacevole di Roma: certo, abbiamo dovuto spendere praticamente tutto il denaro in nostro possesso, ma almeno c'è stato un minimo di pathos e di teatralità. 

Al contrario degli altri, soffro il freddo delle Alpi, ma continuo a camminare stoicamente, con un'idea fissa in testa: sto finalmente andando a riscattare il mio debito. La compagnia di Morgan pianta quindi le tende nella prima cittadina che troviamo una volta valicato il confine, lasciandoci del tempo per aggiornarci e fare programmi sul futuro. Madame, messieurs, sarà un vero onore farvi da guida nella splendida terra di Francia. Devo solo sperare che la mia fama non si sia sparsa troppo. Sarebbe un vero peccato trovarsi inseguito dalle mie vecchie compagne di letto. Ci troviamo qui perché Morgan ha deciso di offrirmi il suo aiuto nella riconquista del ducato di Penthièvre, mio per diritto di nascita. E avrò bisogno delle vostre lame, i vostri fucili e il vostro cervello, mes ami. Dico con la mia solita teatralità eccessiva ai miei compagni. Ma non è una questione di avidità, cosa che, per altro, sarebbe poco elegante. È una questione d'onore: il mio fratello bastardo mi ha sottratto tutto ciò che mi era più caro e io gli ho giurato vendetta. Vi chiedo quindi il vostro aiuto in questa cerca, mes amis: io vi prometto che sarete degnamente ricompensati. In fondo, se tutto andrà come previsto, diventerò uno dei maggiori duchi della Bretagna. Spiego eloquente ai miei amici, concludendo quindi con il mio programma Prima ci recheremo nella terra d'd'Auvergne, dove il mio zio materno amministra dei piccoli possedimenti. Sono abbastanza certo di poterlo convincere a scendere in campo al mio fianco. Andremo poi verso il mio ducato, dove dovremo pianificare attentamente la mia vendetta. Posso contare sul vostro appoggio durante questa impresa?

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Ophelia Montoya

Ascolto interessata la proposta di Pierre. Ho già sentito stralci dei piani, mentre gironzolavo in giro per l'accampamento, nelle notti passate. Ma ora lo sento "ufficialmente" per la prima volta, e per intero. Sguaino teatralmente la mia fida lama, Dulcinea III, la uso per infiorettare l'aria con un movimento elegante e un inchino "Certamente, mon amì. Avrai tutto l'appoggio che potrai desiderare dalla sottoscritta" sorrido con una punta di malizia e rinfodero l'arma "A patto che tutto ciò sia divertente. Roma è stata...beh, ruvida. Non abbiamo avuto tutti questi svaghi, la Città Eterna mi ha un po' deluso. Speriamo che i vizi della Francia siano più piacevoli"

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Pierre di Penthièvre

Potrei offendermi, mademoiselle Ophelia. Non permetterei mai che un atto teatrale che mi vede come protagonista non diverta il pubblico e i miei coprimari. Rispondo ironicamente alla bella calistriana, aggiungendo poi con un sorrisetto La Francia è una terra accogliente, che ama i suoi figli tanto quanto gli stranieri. E ricordo chiaramente che le vigne del duca producono uno dei vini migliori che io abbia mai assaggiato in vita mia.

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Armos

Sorrido nel vedere Ophelia flirtare con Pierre, ben felice che la resurrezione non le abbia tolto il buon umore Io e Esmeralda saremo al vostro fianco confermo a Pierre Fa sempre comodo avere qualche amico, anche se avrei preferito qualche regione più calda, chessò la Provenza o l'Aquitania.

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Ophelia Montoya

"Si, fa freddino, ma il vino dovrebbe compensare. Questo vostro zio, monsieur, ci sta aspettando?" chiedo relativamente interessata alle dinamiche del viaggio. Più interessata, invero, alla futura possibilità di un soggiorno in un palazzo nobiliare con magari un bagno caldo e del cibo di qualità. E del vino, ora che Pierre mi ha messo il tarlo in testa. 

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Pierre di Penthièvre

Perché non avete mai visitato la Bretagne durante la bella stagione. Il clima è semplicemente perfetto. Dico ad Ophelia e Armos, rispondendo negativamente alla kayal. No, non ho ancora avuto modo di contattarlo. E non sono sicuro che sia una buona idea, a meno di non usare dei mezzi magici: preferisco che il nostro dramma sia una sorpresa per mio padre e mio fratello. Non vorrei che si preparassero ad accoglierci.

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''Malekith L'Incubo''

Aspetto

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Male drow assassin, apparently operating above ground. Possibly ...



La fatica è lunga, ma abbiamo successo: Zameia viene sconfitta con grande fatica, con numerose proteste da parte del 'incubo' per sigillare a tutti costi il suo fato, dovendo pero' cedere all'ultimo. Pratico di societa' e di corruzione è facile per me spianare la strada tramite mazzette, qualche travestimento, veleno soporifero e coltello ben mirato, spianando la strada solo per trovarmi in un ambiente a me totalmente alieno, totalmente nuovo come la montagna. Un ambiente dove mi è difficile adattarmi, forse troppo abituato ad una vita cittadina per tutta la mia lunga vita fin ora. 

Superato il passo e giunti in francia la mia guardia è ancora alta: e' noto che Zameia ed il papato potrebbe avere particolari ragioni per volermi morto in particolare, la mia fama a Roma forse complice di cio'. Mi mostro sempre in guardia, sempre una punta di diffidenza, mai sempre a mio agio davvero. 

Arrivati in francia... fatico a capire che posso rilassarmi. Rimango a fare la guardia notturna, dormendo le mie due ore nascosto.. fin quando un giorno finalmente realizzo... che è finita. Non ho idea di dove stiamo andando, ma è finita. 

Finalmente finita. 


Discutiamo il da farsi, io in disparte come mio solito piu' in disparte. Ci sono persone nuove, mi sento piu' a disagio, guardingo. Per qualche giorno ho denuto delle lame impregnate di un veleno adatto a loro nella mia diffidenza, ma stasera non piu'. 

Monsieur Pierre, prima che tu chieda i favori della mia lama, Ho una confessione da fare. Diverse, invero. ammetto facendomi avanti, i miei tratti da Drow piu' ovvi quando mi tolgo il cappuccio. 
Non so' se vi foste gia' arrivati, ma voglio vuotare il sacco e mostrare le mie carte. dico a tutti sganciando un laccio ed un bottone, sfilandomi una giberna di pelle che fa' sfilare piu' di una dozzina di foderi impregnanti per veleno pieni di coltelli da parti tutte nascoste alla vista, poggiando tutto a terra. 
Il mio nome, ora, è Malekith, l'incubo. Così mi conoscete. Chi è di Roma, forse avra' saputo la mia professione: da piu' di 4 secoli Malekith L'incubo è l'assassino piu' preciso, efficace e infallibile di Roma. Io, fino a poco fa', ero l'assassino personale di Zameia. Spiego grave. E la vostra amica era la prossima in lista. E voi sareste stati i prossimi. Vi avrei presi uno alla volta, spaventandovi, traumatizzandovi e quando vi sareste nascosti, stanato dando fuoco al intero quartiere se serve. Non ho mai fallito un assassinio... non per ideali, non per crudeltà, ma perchè è l'unica cosa che ho sempre avuto, L'unica cosa che ero. dico sospirando. 

Beh... come qualcuno di voi avra' immaginato, sono un esperto illusionista alla vecchia maniera. Trucco, voce e vesti, non magia. Beh... quasi. proseguo... portando una mano al volto, come a... togliermi la faccia. 

Tiro mentre la mia faccia sembra venire via con la mia mano strappandomela, un illusione antica e misteriosa sembra strapparsi come un tessuto, come se davvero strappassi la mia faccia... mostrando un nuovo volto. 
Non un Drow. Un elfo. Un elfa. 

VERO ASPETTO
 

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Red Haired Rogue | Artwork, Character, Paints

Tolgo la maschera, guardandola mentre sembra davvero ancora la faccia che avevo, mettendola via con un certo rispetto. 
Io ERO Malekith IV, o VII secondo diverse fonti. Una figura passata di maestro in allievo, di assassino in assassino. Una figura a cui ho reso una ultima volta omaggio, consegnandolo alla leggenda do Roma come Malekith, L'incubo di Roma. 
Ora, il mio dovere verso il mio mentore è concluso. Malekith, l'incubo, abitera' gli incubi e le storie di Roma per i prossimi secoli, e non piu' le sue strade. 


Metto via la maschera assieme alla daga Drow che ho sempre usato nella mia sinistra, la mano dominante, 
Ora... voglio che sappiate la verita' su di me. Non ero nessuno prima di Malekith, solo un orfano di strada sprovvisto persino di un nome. proseguo, usando ancora pronomi maschilo per una ormai consolidata forza del abitudine, anche se uso la mia voce naturale. Ed ora, non voglio piu' essere Malekith. Saro' onesto: non l'ho fatto per pieta' verso di voi, perchè ho visto la luce della bonta', o per una ragione divina. Ho solo... ammetto, con tono stanco. Parlare di se' stessi è difficile. ... non ne potevo piu'. Ho annusato che Zameia voleva tradirmi per silenziarmi, ho iniziato quindi come sempre a progettarne la morte.... e mi son ritrovato a chiedermi che stessi facendo. confesso a tutti. 

Pierre. dico voltandomi verso di lui, decisa. 
Prestero' te e voi aiuto. Non ho piu' una vita, non ho una strada, non ho una famiglia e non ho nulla. Non ho debiti con voi... ma penso che voglio seguirvi, stare con voi per ora, per cercare il mio nuovo posto a questo mondo. proseguo seria. Non... voglio tornare sulla mia vecchia strada. Non uccidero' piu' su commissione, voglio che questo sia chiaro. FInche' non si tratta di piantare il coltello nel collo di qualcuno... ci sono per aiutarti come posso. 

Edited by athelorn

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Armos

Ascolto le parole di Malekith con curiosità e con ancor mggior interesse quando si rimuove la maschera rivelando di essere una bellissima elfa Tutti noi abbiamo un passato da cui fuggiamo dico semplicemente facendo un gesto della mano come a scacciare le sue preoccupazioni Se vorrai seguirci sarai la benvenuta. Ma dicci, ora come dovremmo chiamarti? Vuoi mantenere il nome di Malekith?

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Ophelia Montoya

Ascolto la storia del nostro misterioso compagno di viaggio. O compagna, a questo punto. Nascondere quel ben degli dei è un crimine...ma sentendo ciò che racconta, forse è stata la soluzione più saggia. "Benvenuta, Maleka. È un po' esotico, come nome, ma mi piace. O ne hai uno tuo?"

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I presenti sollevano un giusto problema. 
Avevo un nome... ma non voglio usare quello. Un giorno sceglierò un nome... ma per ora...  

rifletto come colta in contropiede. Essere chiamata da qualcuno attorno a me mai e’ stato nei miei pensieri, dopotutto.

Malekith ora è relegato al passato... Maleka... lo sento come un derivato dì Malekith. 
rifletto silente, guardando ancora i coltelli che ho appoggiato al suolo. ... per un nome temporaneo, forse pensavo “daga”, uno strumento che mi ha servito a lungo...oppure qualcosa come “Rouge”, “rosso” nella lingua di questo paese. Qualcosa di vago, transitorio così

 

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Pierre di Penthièvre

Alzo un ciglio quando vedo il drow sganciare a terra delle cinture piene di pugnali: non è propriamente la risposta che mi aspettavo. Il gesto sembra però parte di una risposta molto più ampia ed elaborata, che comprende una rivelazione sconvolgente: l'assassinio noto come Malekith è una sorta di archetipo leggendario, una figura che è riuscita a sopravvivere ai secoli passando di maestro in discepolo, fino a forgiare... La stupenda ragazza che appare davanti ai nostri occhi. Tutti indossiamo una maschera imposta da altri. Letteralmente, nel suo caso. Un vero peccato, perché dovrò chiederle di uccidere per commissione. Penserò io al mio fratellastro e a mio padre, ma avranno dei sostenitori e degli alleati che dovranno essere eliminati nella maniera più brutale ed efficiente. Dico all'elfa, aggiungendo Ma non ucciderà per soldi, questa volta. Io voglio offrirle ciò che i suoi precedenti "padroni" non sono stati in grado di darle: una casa, un'ideale in cui credere e delle persone su cui fare affidamento. Se userà le sue arti per me avrà un piccolo possedimento e dei contadini al suo servizio, che lo curino e lo gestiscano in sua assenza. Se combatterà per me mi aiuterà a portare giustizia in una terra vessata da un prepotente ed eviterà che altre persone debbano prendere scelte simili alle sue per disperazione. E se sarà una mia alleata potrà fare affidamento su di me, come tutte le altre persone che hanno scelto di seguirmi. Guardo l'elfa in attesa di una risposta, sorridendo quando la sento parlare del suo nome. Oui, Rouge c'est parfait. È un colore che mi è sempre stato caro: non a caso è uno dei simboli del casato di Penthièvre. Un'ottima scelta, che denota una notevole eleganza. E se avrà bisogno di una consulenza su un nome teatrale, elegante e drammatico potrà ovviamente contare sul sottoscritto, mademoiselle. Ero un attore, sa?

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Rouge

La richiesta mi coglie un po' alla sprovvista. Quindi... devo ancora uccidere? chiedo un po' scossa dalla richiesta. Stranamente, forse per l'apertura, non riesco a nascondere che l'idea di una casa sia la cosa che piu' attrae il mio interesse, la cosa che effettivamente ho sempre desiderato, ma l'idea di riprendere qualcosa che speravo di lasciarmi alle spalle... 

Capito. Un ultimo lavoro. Un ultimo lavoro che male puo' fare... faccio.... con una voce molto piu' mascolina, la voce che fin ora ho usato. La voce del ''incubo''. Signor Pierre di Penthièvre, abbiamo un accordo. Redigero' un contratto per siglare il nostro accordo a breve. L'ultimo contratto di Malekith, l'incubo di Roma. dico con piu' formalità, rirpendendo i miei pugnali dal suolo. Avro' bisogno di sapere precisamente molti dettagli: razza, sesso, contesto sociale e descrizione accurata di ogni mia vittima, le modalità preferite di omicidio, quante vittime collaterali mi son permesse e possibilmente planimetrie. Di solito chiedo un anticipo sul contratto per pagare le spese di omicidio, ma stavolta faro' un eccezione. spiego E dovra' specificare nel contratto la mia ricompensa prima che firmiamo.
Unica clausola importante, che non credo sara' un problema ma devo specificarlo: mai tradire l'accordo o le parti. Da contratto, un tradimento come divulgare informazioni, rimangiarsi la parola, non rispettare il pagamento o simili significa... L'ultima che non lo ha fatto è Zameia, ed avete visto le conseguenze. 
spiego con severa voce maschile. 

Vado a redigere il contratto: lascio a voi i dettagli sul viaggio. Dico lasciando il gruppo a parlare allontanandomi. A presto. 

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Ophelia Montoya

Una volta che Rouge si è allontanata, fischio piano "Che tipetto! Ma mi piace, ed è di gran lunga meglio averla dalla nostra parte che dalla loro. Certo che tra la sottoscritta, Maria, Astrid e ora questa Rouge, siamo un bel quartetto di...come si dice in Francia? Ah, si: belle dames sans merci"

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Pierre di Penthièvre

La mia parlantina non sembra aver avuto l'effetto sperato: è una persona delicata, ma so già come muovermi. Dovrò fare una scommessa con il destino. Ma cos'è la vita senza il rischio? E ha dimenticato mademoiselle Lara e mademoiselle Jeanne. Anche loro rientrano a perfezione nella descrizione. Probabilmente saremo io e monsieur Armos ad aver bisogno di essere salvati dalle grinfie del drago. Dico sorridendo ironico a Ophelia, parlando poi a lei e al tiefling Potreste darmi un momento? Vorrei discutere con la nostra nuova compagna, ma non mi dispiacerebbe andare in città a cercare qualcosa di interessante. E magari trovare un canale sicuro per contattare mio zio. Anche se probabilmente per quello potrei ottenere di più parlando con Morgan. Mi congedo e mi allontano dai due, seguendo l'elfa fino a raggiungerla.

Rouge/Malekith

Spoiler

Aspetti, mademoiselle. Abbiamo un grosso problema: io non intendo stendere un contratto con una persona che non esiste. Non intendo stendere un contratto neanche con mademoiselle Rouge. Dico alla donna, continuando poi a parlare per spiegarmi meglio Prima l'avvisavo che potrebbe esserci la possibilità che io le chieda di usare nuovamente il suo addestramento, ma non che lei è costretta ad ubbidirmi. Non voglio schiavi o sottoposti: voglio dei pari che possano consigliarmi e guidarmi con la loro esperienza, aiutandomi ad evitare gli errori che ho commesso in passato. Non sarò come mio padre. Mai. Capisco che possa volere una garanzia, qualcosa che la possa proteggere da dei miei eventuali inganni: non è abituata alla fiducia, soprattutto nei confronti di un estraneo. E io intendo fornirgliela: potrà contare sulla mia vita, oltre che sulla mia parola. Non ci sono guardie alla sua tenda, come ha visto, e le fornirò i percorsi delle ronde notturne della compagnia. Inoltre avrà libero accesso alla mia tenda, da dove potrà prelevare il mio anello e il mio stocco. Dico mostrandole i due oggetti, spiegandole la loro importanza Sono entrambi dei simboli della mia famiglia, che ho sottratto prima di svanire. E mio padre e mio fratello ricompenseranno degnamente chiunque porti informazioni sul mio conto, soprattutto se corredate di prove tanto preziose. 

 

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Rogue

Pierre

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Vengo raggiunta da Pierre, un po' sorpresa dalle sue parole. Mi vuole mostrare ogni genere di fiducia offrendosi in ogni modo, e la cosa mi rincuora... e strappa un sorriso. 
Monsieur Pierre, la garanzia è una formalità. Se volessi arrivare nella sua tenda e prendermi i suoi averi e la sua vita, potrei farlo anche senza tutto cio'... dico inizialmente dura, ma poi mordendomi un labbro. ... scusa, non voglio sembrare ingrato di tanta fiducia o aggressivo... apprezzo davvero le parole e l'offerta. So che pagherai il tuo debito e so' di non dover ricorrere al peggio... ammetto ... ma come ho chiesto come favore... non voglio piu' uccidere, se non per autodifesa. Se devo uccidere, non voglio farlo da me. Non voglio la possibilità che Malekith corrompa pure me, come ogni malekith prima di me. spiego onesta. 

Nessun Malekith ha mai “smesso”. Quando ti fermi, scopri che non sai fare altro, e che malekith non è un altra persona... ma sei tu che hai ucciso e torturato un numero di persone a te o quattro cifre... ed io non voglio che malekith entri nella mia vita.

Questa è la maledizione della Maschera di Malekith: non puoi scappare perché senza non sei... nulla.

Sara' un ultimo lavoro di Malekith, coi crismi di Malekith, perchè resti lontano da me. Niente contratto, ok. Capisco che un assassino che non assassina è inutile, ed io sarei inutile... ma... contiuno con sempre piu' onesta apertura emotiva. 

... sono un assassino che non vuole assassinare. Per stavolta vi servo ancora come assassino, so' che vi serve. Ti prego... lascia che sia Malekith a macchiarsi di questi ultimi omicidi, e non... io. chiedo con un onesto bisogno disperato, forse indice di un bisogno radicale di dissociarmi da tutto quel che malekith è ed ha fatto. 

 

Edited by athelorn
Dimenticato parte di dialogo

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Pierre di Penthièvre

Rouge

Spoiler

Ascolto la spiegazione della ragazza e solo ora riesco a comprendere la profondità del suo gesto. Non ha indossato una maschera, ma le è stata imposta una nuova identità. È terribile. Ancora una volta si sta sottovalutando. Io ho visto una donna che si è finta un uomo per secoli, senza creare il minimo sospetto in nessuno, un'esperta di travestimenti, una donna in grado di sopravvivere ad una corte abitata da cultisti, necromanti e sadiche incantatrici e un'esperta nell'arte dell'inganno e del travestimento. E lei sarebbe solo Malekith? Chiedo alla ragazza, concludendo il mio discorso No, mademoiselle Rouge. Non vuoi uccidere se non per autodifesa? Ottimo, mi aiuterà a raccogliere informazioni sui miei nemici o a trovare modi per convincerli a rovesciare mio padre. Le sue abilità sono le più disparate, ci saranno certamente delle parti che richiederanno una di queste. L'importante è che non faccia tornare una maschera ormai distrutta nella sua vita, facendosi condizionare ancora una volta. 

 

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    • By Ian Morgenvelt
      Il gufo
      Sky Hauler C9 modificato
      Il Gufo era una vecchia nave da cargo di classe Sky Hauler, modello C9. Cyrus l'ha acquistata in seguito alla sua decisione di mettersi in proprio e da allora è stata pesantemente modificata da lui e da Kale. Ha una piccola zona cargo e quattro cuccette per i passeggeri nello spazio comune. Ha anche dei comparti nascosti sparsi lungo tutta la superficie, utili per contrabbandare oggetti.
      Il Gufo è una vecchia nave, ma può comunque dire la sua contro modelli più recenti grazie ai suoi motori su misura, le sue turbine superconduttrici a vapore e la sua caldaia, un vero miracolo dell'ingegneria (soprattutto contando come riesca a reggere nonostante gli anni di fedele servizio). Snargle ha fatto inoltre numerose modifiche ai controlli per fornire a questa nave di una certa stazza la manovrabilità di un veicolo più leggero. Sfortunatamente, tutte queste nuove opzioni hanno reso la struttura della nave molto meno stabile: Kale è in grado di farla funzionare senza problemi, ma quando viene messa sotto stress (situazione tutt'altro che anomala) le cose possono andare storte. Tubi rotti, ventole su di giri, perdite di fluido e peggio ancora: queste parole non sono certo estranee alla ciurma del Gufo.
      Nonostante tutto, il Gufo non è solamente una nave spaziale: è una casa per i contrabbandieri. Si radunano ogni sera attorno al vecchio tavolaccio di legno e ringraziano i quattro venti di avere una nave tanto bella.
      Statistiche
      Lunghezza: 48 metri
      Ciurma: 2-3
      Cuccette: 6 (2 per la ciurma, 4 per i passeggeri)
      Capacità del cargo: 13600 kg (6 magazzini di carico)
      Impianti energetici
      Motore a vapore con triple valvola reciproca Due propulsori a induzione con turbina doppia Velocità di crociera: 160 nodi
      Velocità di affiancamento: 310 nodi con il turbo
      Armi: Torretta mitragliatrice esterna sul tetto con sistema di mira automatica
      Wireless: Multi banda a medio raggio con distorsore di frequenze imperiale
      Sensori
      Sonar a corto raggio imperiale Analizzatore dell'atmosfera/pressione Scafo: Trattato per resistere alle profondità inferiori fino a 4 ore.
      Condizioni
    • By DevilMayCry89
      Buongiorno a tutti!
      In ritardo di una decina d'anni sulla prima edizione di Pathfinder (che per anni non ho conosciuto 😓), un paio d'anni fa mi ero messo a riscrivere TUTTO D&D 3.5 (cui non giocavo da un pezzo) per renderlo più giocabile.
      Spesso, per pigrizia, ho fatto un mash up di ACF esistenti, e suggerimenti letti qui sul Forum, con altre cose inventate da me, scoprendo spesso solo poi di aver scoperto l'acqua calda, ovvero di aver fatto modifiche che erano già state implementate da Pathfinder 1, per non dire dalle Homebrew dei Forum di tutto il mondo...
      Nel corso degli anni, il Guerriero è stato, senza dubbio, LA classe più riscritta, per ovvie ragioni.
      Ora, sto convincendo un nuovo gruppo a giocare col mio sistema, ma mi piacerebbe avere prima il parere degli esperti.
      Fate conto che considero che i PG prendano 10 Talenti ai livelli dispari, come in Pathfinder, e che ho riscritto, a parte, anche TUTTI i talenti bonus da Guerriero.
      Fatemi sapere impressioni, critiche, suggerimenti, minacce, ecc
       
      PS: la capacità finale riguarda il rinnovato sistema di Azioni, che, in effetti, somiglia molto a Pathfinder 2. Qui posso giurarvi sulla mia vita che l'avevo realizzato prima, ed, in effetti,  anche in maniera inutilmente più complicata, visto che ho messo una proporzione matematica per cui un'Azione Rapida è l'unità base, quella di Movimento corrisponde a 2 Azioni Rapide, quella Standard a 3, e quindi l'Azione di Round Completo corrisponde a 6. Di norma, i PG possono sempre dividere il turno come preferiscono, ma non possono usare due tipi di Azione per eseguire la stessa operazione; ad esempio, se dividono il turno in due Azioni Standard, non possono usarle entrambe per eseguire attacco Completo o lanciare Incantesimo, ma devono fare un'azione diversa di durata equivalente. L'Azione Rapida consume l'AdO del turno, se lo si esegue.
       
      Il Guerriero.pdf
    • By acciopaglia
      Salve a tutti, io e un amico abbiamo creato 2 pg rattoidi per una campagna di pathfinder 1e che al momento è in pausa, e ci è rimasta parecchia voglia di giocarli dopo il tempo passato a immaginarne ogni sfumatura caratteriale. Sono fratelli gemelli, molto affiatati, intraprendenti e con una terribile voglia di mettere le mani su un bel malloppo. Come classi, sono un ladro scatenato e un alchimista di liv 4, di allineamento neutrale. Hanno messo su anche un'identità sociale di un venditore di pozioni umano, sfruttando un mantello e qualche intruglio alchemico, per quando hanno a che fare con la gente. Cerchiamo un narratore e qualche avventuriero (no malvagi, please) con cui intraprendere una intensa one shot nei forgotten realms. Mettiamo, impegno, conoscenza delle regole e tanta immaginazione. :) qualcuno può essere interessato?
    • By Bellerofonte
      I PROTAGONISTI
      Raftal [Gnor Ladro NB] || Daimadoshi85 || XV - Il Diavolo |
      Tholin Kydar [Mezzelfo Warlock N] || MattoMatteo || XX - Il Giudizio |
      Occhio Bianco che Scruta la Notte [Tabaxi Ladro CN] || Redik || XXII - Il Matto |
      Elle "Pearl" Thorne [Umana Monaco LB] || Aykman || II - La Papessa |
      Ithil Mornen Estel [Elfa Acquatica Druido CB] || DarkValkyria || XVIII - La Luna |
       
       
    • By Ricky Vee
      Ciao gente!
      Dopo essere andato, grazie alla quarantena, in overdose da d&d (sto portando avanti 3 campagne con una media di 3 sessioni a settimana), ho iniziato a sentire il bisogno di esplorare nuovi orizzonti e di spaziare tra altri giochi di ruolo.
      Il più urgente tra questi, dovendo iniziare una campagna in real da master tra pochi mesi, è proprio la seconda edizione di Pathfinder che sin dal 1 Luglio 2019 mi ispira veramente tanto.
      Quindi mi sono detto: perchè non rispolverare il mio caro amato forum e cercare dei compagni di ventura che possano aggiungersi a questo esperimento?
      Doverosa Premessa
      Sono iscritto a DL da 12-13 anni (ho perso il conto) e ho giocato innumerevoli avventure/campagne, perciò so un pochino come funziona.
      Non illuderò nessuno dicendo che questa sarà una campagna dal livello 1 al 20. Mi piacerebbe davvero molto immergermi in questo nuovo sistema ed iniziare a conoscerlo, perciò il pbf si proporrà all'inizio come una serie di quest per familiarizzare con il gioco e vedere se ci piace. Poi, se da questo punto venisse voglia di continuare e di creare qualcosa con una lore e una storia più solide, ben venga, ma preferisco non essere particolarmente ambizioso all'inizio.
      Requisiti per partecipare
      Avere voglia di provare Pathfinder 2.
      Certo, sarebbe davvero bellissimo se aveste già dato un'occhiata alle regole o alla creazione dei pg, ma non è un requisito fondamentale. Essere amanti del Roleplay.
      Chi mi conosce sa quanto per me questa parte sia fondamentale. Non amo i pg senza anima, non mi interessa chi pensa alla build e poi non sa come interagire in game e tendo sempre a premiare coloro che ruolano in un certo modo (in d&d c'era l'ispirazione, qui ci inventiamo qualcos'altro). Saper fare gruppo ed essere un minimo seri.
      Anche io in passato ho droppato delle campagne o delle avventure, ma ne ho sempre discusso prima con il master e ho cercato di fare in modo che non ne risentisse tutto il gruppo. Quando un giocatore smette di partecipare, le conseguenze ricadono su tutto il gruppo e questo non fa bene ad un pbf, che già di suo ha tempi biblici e non è semplice da portare avanti. Se dovesse capitare che non avete più tempo, che non avete più voglia, o se dovesse emergere qualunque problema, semplicemente parliamone e cerchiamo insieme la soluzione migliore per tutti. Regole per i pg e per il pbf
      Livello di partenza: 1
      Numero di pg: 4, un posto è già prenotato dal buon @Pyros88
      Caratteristiche: Seguiremo il sistema di creazione dei pg di PF 2. Qui non ci sono point buy o caratteristiche casuali, i punteggi sono determinati da classe, ancestry (razza) e background.
      Ambientazione: Golarion (non è obbligatorio conoscerla)
      Background dei pg: Chi vuole scriva pure qualche riga, ma visti i propositi iniziali del pbf non è obbligatorio. Ciò che mi interessa, invece, è che ciascun personaggio abbia un carattere ben definito. Cercate di dare un po' di profondità ai vostri pg e di fare in modo che siano coerenti nelle loro scelte, nelle loro azioni e nei loro pensieri.
      Formazione del gruppo: Per facilitare il tutto, chiederei solo che i vostri personaggi formino un gruppo già alla partenza. Sto pensando se farvi essere parte di qualche tipo di organizzazione, magari della famosissima Pathfinder Society o di altro, ma per questo ditemi anche voi cosa ne pensate o cosa vi piacerebbe.
      Stile del DM: Pur essendo uno a cui piace molto fare gruppo con i propri giocatori, in game mi considero un master neutrale. Questo vuol dire che se vi beccate contro una melma con 4 di intelligenza, cercherò di interpretarla come tale. Se invece vi trovate davanti un mago sadico che ama uccidere gli avventurieri a sangue freddo, aspettatevi che sia esattamente così anche con voi. Emotivamente sono sempre dalla parte dei pg, ma spesso i png, le trappole o i nemici potrebbero non essere d'accordo con me!
      Regole di Pathfinder 2: NON sono un esperto. Visto che questo sistema ha una regola per quasi tutto, potrebbero esserci errori o sviste. Prendiamola easy e aiutiamoci a vicenda.
      Altre info: Oltre all'apertura della gilda, formeremo anche un gruppo Telegram in cui tireremo tutti i dadi e potremo discutere del pbf o di ciò che vogliamo.
      Credo che per ora da parte mia sia tutto.
      Qualcuno interessato? 🙂
       
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