Il colpo di grazia si abbatte nel silenzio del mattino con la precisione immacolata di un rito liturgico... la lama della tua glaive d'acciaio taglia in due il corpo cinerea di Jarek prima che la follia della fame possa profanare l'ultimo briciolo della sua coscienza umana, spezzando le trame residue dell'oscurità e disperdendo i miasmi freddi della non morte nell'aria pulita della frontiera... le tue parole, una supplica solenne e disperata che affida l'anima del boscaiolo alla luce perpetua del Padre degli Elfi, si fondono con il sibilo del vento che sale dalle vallate inferiori... il guscio vuoto del taglalegna crolla esanime ai piedi dell'ultimo pioppo secolare, lasciando sul terreno calcareo solo un mucchio di stracci e quegli stivali borchiati usurati, specchio immobile di una redenzione che hai dovuto firmare con il sangue... Il dolore sordo che ti stringe il petto mortale non è legato alla fatica fisica, ma alla gelida ingiustizia di un Faerûn ferito, dove i malvagi prosperano all'ombra delle gilde di Secomber e i giusti sono costretti a implorare il ferro per ottenere un briciolo di pace... con le mani bagnate di brina raccogli foglie secche, rami di pino e sterpaglie calcinate, coprendo i resti di Jarek in una temporanea e pietosa sepoltura vegetale che lo restituisca alla terra pulita, lontano dal fango infetto della segheria crollata... ti rialzi a passi lenti, voltandoti verso il retro della colonna dove il vecchio Daran fissa il tumulo informe... la tua mano si posa sulla spalla del boscaiolo , e quel contatto silenzioso, unito alle tue parole di conforto, fa scendere una singola lacrimano tra le rughe profonde dell'uomo...Il vecchio Daran rimane immobile per diversi secondi dopo che la tua mano nodosa si è posata sulla sua spalla bagnata di brina... le tue parole solenni, il richiamo alla pace che Jarek ha finalmente conquistato sotto la terra pulita, agiscono come una carezza ruvida sulle sue spalle curve...infine il boscaiolo si asciuga la singola lacrima con il dorso della mano callosa, emettendo un sospiro profondo che sembra svuotargli il petto dal peso dell'orrore appena vissuto... si volta a guardarti, e nei suoi occhi rugosi non c'è più lo sbigottimento spaventato della segheria crollata, ma una gratitudine immensa, viscerale, che salda la sua fedeltà alla tua lancia... Hai ragione, Silyndor... era un uomo d'oro... sussurra il vecchio taglalegna, la voce che trema leggermente nel flettere le dita attorno al manico dell'accetta, e la magia matta lo aveva ridotto a una carogna. Gli hai dato la fine che avrebbe chiesto lui stesso se avesse avuto la lingua sana. Non dimenticherò quello che hai fatto per lui... e per noi... Daran sputa a terra un rigurgito amaro, quasi a voler purificare la bocca dal fetore del fango, prima di raddrizzare la schiena e risalire con una nuova fermezza sul retro del secondo carro, stringendo il ferro della sua scure... la carovana è di nuovo pronta, e la promessa di sangue è diventata un legame d'onore indelebile tra le stanghe... Grazie, Silyndor... mormora Lyra Thorne dal sedile di guida, e l'occhiata d'intesa che vi scambiate mentre la stringi al fianco è un filo teso, caldissimo, carico di un desiderio muto che trascende la paranoia della latitanza... la mezzelfa incita i muli con un sussurro privo di spigoli, e le ruote dei carri riprendono a girare abbandonando definitivamente l'ombra perenne del Bosco Nebbioso... La carovana si addentra lungo i Crinali Superiori, una vasta e desolata distesa di brughiera calcareo che si snoda a mezza costa lungo i contrafforti rocciosi... la luce del sole di Ches, finalmente libera dall'abbraccio soffocante dei grigi tronchi, investe le stanghe dei carri e rinfresca la tua pelle argentea, mitigando il freddo pungente del mattino con un piacevole tepore che profuma di ginestre... ti rimetti alla testa della colonna, camminando a piedi tre metri avanti alle bestie da soma, con i sensi tesi al millimetro e la glaive parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio... scansi le buche del sentiero erboso mentre la carovana guadagna quota verso l'altopiano, allontanandovi chilometro dopo chilometro dalle ragnatele e dalle minacce lasciate a valle... Dopo due ore di marcia forzata nel silenzio della brughiera, dove il volo solitario di un falco fende l'aria pulita, la pista dei boscaioli interseca una vecchia mulattiera che scende dolcemente lungo il versante orientale dei crinali... da questa posizione sopraelevata, la vista spazia libera sulla vallata del Delimbiyr, svelando le linee sinuose del fiume che brilla sotto il sole pallido... Lyra Thorne accosta i carri sul ciglio del sentiero, stringendo le redini per far rifiatare le bestie, prima di voltarsi verso di te sul sedile... sul suo volto misto, incorniciato dai capelli scomposti dal vento dell'altopiano, si dipinge la necessità di pianificare la prossima mossa... La foresta è finita, Silyndor... e grazie a Jarek abbiamo evitato le pattuglie sulla pista principale... mormora la mezzelfa, la voce che ritrova la sua consueta fermezza pratica mentre indica il bassopiano oltre i crinali, ma ora dobbiamo decidere dove dirigere queste ruote... la pista su cui ci troviamo scende dritta verso il villaggio di Zelbross... è l'insediamento più vicino, a poche miglia da qui... è un borgo piccolo, isolato, pieno di pastori e boscaioli... un posto rozzo, ma perfetto se vogliamo nascondere il carro per qualche giorno, rifornirci di cibo fresco e capire se la gilda stia controllando le strade principali prima di spingerci più a est verso i mercati di Loudwater... Daran conosce bene la zona e dice che a Zelbross potremmo muoverci senza dare nell'occhio... tu che ne pensi? Vogliamo puntare dritti al villaggio o preferisci che manteniamo i carri nascosti tra gli anfratti di questi crinali finché non cala la notte?