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Visualizzazione dei contenuti con la reputazione più alta il 07/02/2026 in tutte le aree

  1. Vero, ma il punto non è questo: Gigax dice, e lo ribadisce in diversi articoli e interviste, che NON HA PRESO ISPIRAZIONE da Tolkien. Il fatto che D&D non sia un gioco dalle atmosfere tolkeniane è una cosa, ed è assodato. Ma mente spudoratamente quando dice di non aver preso ispirazione, se non di sfuggita, dalle opere del Professore. Questo è il succo. Che poi un'opera piaccia o meno, va a gusti e sono diversi da individuo a individuo. Se leggi le interviste di Gygax, il suo rifiuto di ammettere di essersi ispirato a tolkien si va via via acuendo dopo la causa con la Tolkien Estate, fino ad arrivare al punto di rigettare completamente la cosa. Che Gygax non amasse particolarmente il signore degli anelli è noto. Che non abbia preso le opere di Tolkien come fonte per diversi aspetti (creature, cultura dei nani, ecc.) è un altro paio di maniche. Il buon Gary era un bugiardo della peggiore specie, come si potrà leggere in uno dei prossimi articoli che - spero - saranno messi online a breve (sto finendo la traduzione e dovrei caricarlo nelle bozze domani o lunedì). Ritira subito quello che hai detto, blasfemo!!!! Questa serie non esiste, non è mai esistita e mai esisterà. E' solo il frutto di un delirio collettivo dovuto all'ingestione di funghi allucinogeni pesantemente avariati!!!!!! Sacrilego 🤣 Ho riportato l'articolo cosi com'è, senza pensare a cercare i nomi corretti (quelli della traduzione originale Alliata/Principe, la traduzione di Fatica mi provoca un effetto estremamente lassativo). Ho sempre trovato questa speculazione molto molto intrigante.
  2. Leggendo il privilegio "Stile di Combattimento" (fonte), è chiarito di no.
  3. @shadyfighter07 Il "Grande Capo Guerra Scaleface" è un robusto Troglodita altro più di Due Metri, non un Coboldo; a quanto pare nel Darkrealm di Valachan TUTTI i Rettili Umanoidi (Coboldi, Lizardmen, Troglodytes, Dragonidi) si sono coalizzati una una "Alleanmza Tribale Di Clan Sanguefreddo" per combattere i Sanguecaldo (probabilmente gli Indigeni Umanoidi asserviti alla crudele Dread-Lady Locale, che è una Giaguara Mannara OSSESSIONATA dalla Caccia e Sacrificio Rituale). . . Che riverissero tutti (Sanguefreddo o Sanguecaldo che siano) la "Madre Giungla" con "Tributi Di Sangue & Cuori Strappati" è arcinoto; assai MENO noto è questo dettaglio che ci siano "Grandi Draghi Assopiti" nelle Caverne Sotterranee sotto Valachan che DEVONO essere nutriti col Sangue Sacrificale oppure si destano e divorano tutto (MOLTO Probabile per i Cromatici; sembra ASSAI MENO Probabile per i Metallici che anche Furibondi od Affamati tendono ad essere assai più Posati e Riflessivi nelle Scelte Strategiche). . . Tutte queste sono Informazioni PREZIOSISSIME per Iskra; sarebbe saggio capire (magari più avanti confrontandosi con ALTRI Druidi Gerofanti o "Incantatori Naturali" che la Van Richten's Society sa essere affidabili) se questa "Caccia Rituale Di Valachan" segue i precetti di "Vorace Madre Natura Spietata & Terribile, Ma Giusta & Equilibrata" (come per la Strega Verde "Madre Lorinda", Signora Oscura di Tepest, Pazza e Bambinesca ma sostanzialmente Equanime nel Punire e Premiare) oppure son Idee Distorte e Corrotte (come quelle dei Druidi Mutaforma e Lupi Mannari Antropofagi di Barovia, che vedono nel Conte Vampiro "Lo Sposo Oscuro Di Madre Notte", riverendolo invece di aborrirlo !!). . . @Fandango16 Due Fratelli ONESTI LAVORATORI che combattono le "Forze Oscure" e si lanciano su di un Fungo Elastico per andare, di Corsa ed a Rotta di Collo a salvare una Principessa (Vistana) da un Dinosauro Umanoide che spara attacchi elementali. . .!! Dove la ho già sentita questa cosa. . . . .??? 😉😉😉😉😉 . . . . . Resta da vedere chi tra Eriol e Raven è MARIO e chi LUIGI. . . . . .
  4. Ti lascio una speculazione su Tom Bombadil che mi ha sempre stuzzicato parecchio (la si trova sul sito dell'Associazione Italiana Studi Tolkeniani) e che potrebbe dare una risposta al tuo quesito. Si tratta di un'abile utilizzo della logica, uno scritto per puro diletto e senza pretese di autenticità, ma comunque intrigante: Il più anziano e senza padre: il terribile segreto di Tom BombadilDi KM_515, 20 Febbraio 2011, 14:19 Traduzione di Giampaolo Canzonieri Il vecchio Tom Bombadil. Probabilmente il personaggio meno amato del Signore degli Anelli. Una figura infantile così detestata dai fan del libro che in pochi obiettano alla sua assenza da ogni adattamento della storia. E tuttavia c’è un altro modo di guardare a Bombadil, basato esclusivamente su quanto compare nel libro, che offre un ritratto molto diverso di questa divertente figura. Cosa sappiamo di Tom Bombadil? Che è grasso e gioviale e sorride tutto il tempo; che è amichevole e di compagnia, e sempre pronto ad aiutare i viaggiatori in difficoltà. Tranne per il fatto che nulla di tutto questo può essere vero. Riflettete: come da lui stesso raccontato (e sulla base della conoscenza sorprendentemente poco dettagliata di Elrond) Bombadil ha vissuto nella Vecchia Foresta da prima che gli Hobbit giungessero nella Contea; da prima che Elrond nascesse; dai giorni più antichi della Prima Era. Ciò nonostante, nessuno hobbit ha mai sentito parlare di lui. Bombadil compare a Frodo e ai suoi compagni sotto un aspetto che ricorda molto quello di uno hobbit formato grande. Ama il cibo e le canzoni, le filastrocche senza senso, il bere e la compagnia. Qualsiasi hobbit che avesse visto una persona così racconterebbe storie su di lui. Qualsiasi hobbit che fosse stato salvato da Tom canterebbe canzoni su di lui e lo racconterebbe a tutti quanti. Eppure Merry – che conosce tutta la storia di Landaino e si è avventurato nella Vecchia Foresta molte volte – non ha mai sentito parlare di Tom Bombadil. Frodo e Sam – avidi lettori delle storie del vecchio Bilbo – non hanno idea dell’esistenza di un simile essere fino a quando non compare loro davanti. Tutti gli hobbit della Contea pensano alla Vecchia Foresta come a un luogo di orrori, non certo la dimora di un uomo grasso e gioviale e sorprendentemente generoso con il suo cibo. Se Bombadil ha davvero vissuto nella Vecchia Foresta tutto quel tempo – in una casa a meno di venti miglia da Landaino – allora è del tutto ragionevole che non sia mai apparso prima a nessun viaggiatore hobbit, e di certo non ne ha mai salvato uno dalla morte nei 1400 anni dalla colonizzazione della Contea. Cosa sappiamo di Tom Bombadil? Che non è quel che sembra. Elrond, il più grande sapiente della Terza Era, non ha mai sentito parlare di Tom Bombadil. È solo vagamente a conoscenza del fatto che un tempo c’era qualcuno chiamato Iarwain Ben-Adar (“il più anziano e senza padre”) che potrebbe essere la stessa persona. Eppure, la via maestra tra Valforra e i Grigi Approdi passa a meno di venti miglia dalla casa di Bombadil, che si trova al limitare della più antica foresta della Terra di Mezzo. C’è mai stato un Elfo che abbia viaggiato per la Vecchia Foresta o abbia incontrato Bombadil in tutte queste migliaia di anni? Apparentemente no. Gandalf sembra saperne di più, ma tiene le sue conoscenze per sé. Al Consiglio di Elrond, quando i presenti suggeriscono di mandare l’Anello a Bombadil, Gandalf se ne esce con un elenco sorprendentemente variegato di ragioni per cui questo non dovrebbe essere fatto. Fra tutte quelle che fornisce, non è chiaro se vi sia la ragione vera. Ora, nella sua conversazione con Frodo, Bombadil lascia intendere implicitamente (ma evita di affermare direttamente) di aver sentito della loro venuta dal Fattore Maggot e dagli elfi di Gildor (entrambi i quali Frodo ha da poco descritto). Ma anche questo non ha alcun senso. Maggot vive a ovest del Brandivino, è rimasto là quando Frodo è partito, e non ha mai nemmeno saputo che Frodo avrebbe lasciato la Contea. E se Elrond non sa nulla di Bombadil, come può quest’ultimo essere amico di Gildor? Cosa sappiamo di Tom Bombadil? Che non dice la verità. Una domanda: qual è il luogo più pericoloso della Terra di Mezzo? Il primo posto va alle Miniere di Moria, dimora del Balrog; ma qual è il secondo posto più pericoloso? La terra di Tom Bombadil. Al suo confronto, Mordor è un posto sicuro e ben tenuto, dove due hobbit male armati possono vagare per giorni senza incontrare nulla di più pericoloso di se stessi. Al contrario, la Vecchia Foresta e i Poggitumuli, tutti facenti parte della terra di Tom, sono colmi di pericoli che metterebbero in difficoltà chiunque nella Compagnia tranne forse Gandalf. Ora, è canonico in Tolkien che gli esseri magici dotati di grande potere proiettino la propria natura sulle loro dimore. Lórien sotto Galadriel era un luogo di pace e di luce; Moria dopo il risveglio del Balrog era un luogo di terrore che attirava creature maligne minori, e similmente, quando Sauron viveva a Boscuro, quel luogo era stato contaminato dal male ed era divenuto una dimora di mostri. E poi, c’è la terra di Tom Bombadil. Gli hobbit riescono a sentire l’odio in tutti gli alberi della Vecchia Foresta. Ogni albero in quel luogo è un malevolo Huorn che ha in odio l’umanità. Ogni singolo albero. E i tumuli degli antichi re che giacciono lì vicino sono profanati e abitati dagli Esseri dei Tumuli. Bombadil ha il potere di controllare o bandire tutte queste creature, ma non lo fa. Al contrario, offre loro rifugio contro gli uomini e gli altri poteri. Cose malvagie – e solo cose malvagie – prosperano nel suo dominio. “Tom Bombadil è il Signore”, dice Baccadoro; e i suoi sudditi sono Huorn ed Esseri dei Tumuli. Cosa sappiamo di Tom Bombadil? Che non è la figura benevola che finge di essere. Tom compare al Portatore dell’Anello sotto un aspetto amichevole e felice, per interrogarlo e metterlo alla prova e consegnare a lui e ai suoi compagni delle spade capaci di uccidere i servi di un altro potere malvagio. Ma le sue ragioni le tiene per sé. Riflettete: viene detto più di una volta che i salici sono gli alberi più potenti e malvagi della Foresta. Ciò nonostante, la filastrocca che Bombadil insegna agli hobbit perché possano usarla per evocarlo include il verso «tra il salice e il giunchillo». I salici sono parte del potere di Bombadil e un mezzo per invocarlo; essi traggono la loro forza dal Circonvolvolo, il fiume maledetto che è il centro di tutto il male presente nella Foresta. E le sorgenti del Circonvolvolo sono giusto accanto alla casa di Tom Bombadil. E poi c’è Baccadoro, «la figlia del fiume». È presentata come la sposa di Bombadil, un essere improbabilmente bello e regale che incanta e ammalia gli hobbit. Viene lasciato intendere implicitamente che sia uno spirito d’acqua, e siede pettinando i lunghi, biondi capelli alla maniera di una sirena (e vale la pena di ricordare che le sirene erano in origine viste come dei mostri, belle sopra la superficie dell’acqua e viscide e orrende al di sotto, dedite ad attirare i marinai affinché annegassero per poi divorarli). Io suggerisco invece che il nome significhi che nel suo stato naturale Baccadoro è nutrita dal Fiume – vale a dire il proverbialmente malvagio Circonvolvolo. Nel folklore e nelle leggende (come Tolkien ben sapeva) vi sono molte storie di creature in grado di assumere forma umana, ma la cui forma finale contiene sempre un indizio della loro vera natura. Cosa potrebbe essere dunque Baccadoro? È alta e snella – specificamente, una «bacchetta esil di salice» – e indossa un abito verde. Siede tra ciotole d’acqua di fiume ed è circondata dalla cortina dei suoi capelli dorati. Io suggerisco che sia un albero di salice mutato in forma umana, uno Huorn malevolo come il Vecchio Uomo Salice dal quale gli hobbit sono appena fuggiti; se non addirittura quello stesso albero. E allora, se tutto questo è vero, perché Bombadil salva e soccorre il Portatore dell’Anello e i suoi compagni? Perché essi possono causare la caduta di Sauron, l’attuale Oscuro Signore della Terra di Mezzo. Alla caduta di Sauron gli altri anelli verranno meno, i maghi e gli elfi lasceranno la Terra di Mezzo, e l’unico grande potere rimasto sarà Tom Bombadil. C’è un confine attorno alla terra di Bombadil che egli non può o non vuole oltrepassare; qualcosa che lo confina in uno spazio ristretto. In cambio, nessun mago o elfo entra nel suo territorio per vedere chi lo governa o per disturbare le creature malvagie che si radunano sotto la sua protezione. Quando gli hobbit ritornano alla Contea dopo il loro viaggio a Mordor, Gandalf li lascia nei pressi di Bree e si dirige vero la terra di Bombadil per conferire con lui. Non sappiamo cosa si dicono. Tuttavia, Gandalf è stato inviato nella Terra di Mezzo per opporsi a Sauron e ora deve ripartire. Non gli è stata affidata alcuna missione riguardo all’affrontare Tom Bombadil, e presto dovrà lasciare la Terra di Mezzo a Uomini e Hobbit privi di potere, mentre Bombadil rimane, aspettando di raggiungere i propri scopi. Penso che Tolkien abbia pianificato le cose in questo modo? Niente affatto. Tuttavia, la trovo una speculazione interessante. Per speculare ulteriormente e in modo più sfrenato: L’incantesimo che vincola Tom Bombadil alla sua terra angusta e maledetta è stato scagliato secoli prima dai Valar per proteggere Uomini ed Elfi. Può durare ancora alcuni decenni, forse alcune generazioni di hobbit, ma quando l’ultimo Elfo avrà lasciato gli Approdi e gli ultimi incantesimi degli anelli e dei maghi avranno perso efficacia, il vincolo cadrà. Allora Iarwain Ben-Adar, il Più anziano e Senza Padre, che era il signore dell’oscurità nella Terra di Mezzo prima di Sauron, prima che Morgoth vi mettesse piede, prima del primo sorgere del sole, riavrà la sua eredità. E allora, in una notte oscura, i vecchi alberi marceranno verso ovest nella Contea per nutrire il loro antico odio. E mentre gli alberi mormoreranno le loro maledizioni e gli Esseri dei Tumuli, neri e terribili, danzeranno farfugliando attorno a lui, Bombadil, vestito infine della sua vera forma, danzerà fra loro cantando i suoi versi incomprensibili. E lo farà sorridendo.
  5. Concordo con @Percio sul fatto che il fantasy di D&D non è, o è molto lontano, dal fantasy di Tolkien... soprattutto agli albori, D&D serviva per replicare le storie di Tarzan, John Carter di Marte, Conan... storie pulp, più che epiche, come si evince anche dai primi "atlanti" relativi ai Forgotten Realms (quì gli articoli usciti: nascita, edizioni, 1/2/3/4/5/6/7)... Detto questo, ribadisco la mia opinione, condivisa anche da @firwood, che Gygax abbia copiato a man bassa da Tolkien (oltre che da innumerevoli altri autori, alcuni dei quali tende a non menzionare), quindi non può dire che D&D non è ispirato lameno parzialmente dalle opere del professore. Ritira subito quello che hai detto, blasfemo!!!! Questa serie non esiste, non è mai esistita e mai esisterà. E' solo il frutto di un delirio collettivo dovuto all'ingestione di funghi allucinogeni pesantemente avariati!!!!!! Sacrilego 🤣 Concordo! Non esiste la serie tv "Gli Anelli del Potere", nè quella della "Fondazione", nè quella de "Le Cronache di Shannara"! Esistono solo i libri... Mi riferivo alla sopravvalutazione di Tolkien. :) Mah... probabilmente hai ragione a dire che sono stato un pò eccessivo a dire che è sopravvalutato, ma sinceramente io i suoi scritti non riesco a farmeli piacere! O, meglio... la storia è interessante, su questo non ci piove... è lo stile che me la rende indigesta come una bistecca cruda di troll... 🤢
  6. giusto per precisare , io tiro sempre scoperto .
  7. @Rafghost2 Secondo Te il Cuoco NON Te la conta giusta; innazitutto sembra un "Halfling Sproporzionato" della Sottorazza dei "Pelopiedi" (ovvero gli Halflings-Delle-Colline pigri, rustici, bucolici, lenti ad agire che son praticamente gli HOBBITS Tolkeniani, non quelli Agili, Magri, Scattanti delle Pianure o Foreste che sembrano "Kenders Agguerriti" o "Piccolissimi Elfi Silvani") ma ha la Corporatura di un NANO Robusto (quindi praticamente il DOPPIO di un Halfling-Hobbitt). . . Poi lo ricordi IDENTICO a come è adesso (e son passati almeno 15-20 Anni) ma ha i Lineamenti di un UMANO quindi dovrebbe essere almeno con qualche Ruga in più e con i Capelli più Grigi; inoltre potrebbero anche essere RIcordi di Bambina un pò distorti, ma rammenti che era ENORME (tra le Dimensioni di un Barbarian-Ogre e quelle di un Hill-Giant-Chieftain). . . Le Leggende Calishite sono PIENE di "Favole Da Mille & Una Notte" su questo o quel Djinn capace di Cambiare di Aspetto, Forma, Dimensioni; POTREBBE essere un "Mezzo Dhao" (che sono i Rari Geni dell'Elemento Terra) ma TU sei una Genasi e NON ci trovi NULLA di "Sangue Di Djinn" in Lui. . . Quel che è certo è che COME TU lo Hai riconosciuto, lo ha fatto anche Lui; ma dai Tuoi ricordi di bambina era un FEROCE Combattente delle Arene, come riesca a REPLICARE esattamente la Ricetta di Palazzo della Cuoca di Tuo Nonno il Grande Sultano si sposa poco con quel che sai dei Gladiatori (Persino i "Lberti" perchè sotto Tuo Nonno e Tuo Padre era VIETATA la Schiavitù delle Arene, SOLO gli Uomini Liberi ci potevano combattere nei vari "Pit Fighters Coliseums"). . . @Fandango16 Ti sembra che i Tentacoli del Midflayer-Lich stiano puntando verso la TUA Sacca, quella che contiene "Chi Sai Tu", ma non sembra una cosa CONSCIA ma Istintiva ed Inconscia; forse reagiscono spontaneamente alla Energia Necromantica. . . Di sicuro la Vampira (Pseudovampira. . .?? Pipistrella Mannara. . .?? Forse una dei Mitologici e Leggendari "Dhampyrs", i Mezzi-Vampiri Progenie di Nascita della Unione CARNALE tra un Mortale ed un Vampiro MOLTO Potente, considerati "Organismi Anfibi Tra La Vita & La Morte". . . . .???) non glie ne può fregare di meno, sta rimirando "Con Sguardo Affamato" le Curve di Ariel e di Marirose. . . Non sapresti dire se con "Appetito Sessuale" o proprio con una Espressione da "Chissà Che Sapore Ha Il Loro Sangue Esotico". . . . .!!!
  8. Al piano terra il worg rimasto , instabile sulle gambe non riesce ad avitare gli attacchi di Mal'ek IV e di shade ed in pochi istanti nel suo posto rimane una carcassa senza vita... Al piano di sopra Akseli ed Ugo aspettano pronti a colpire che un altro goblin scenda dalla botola , ma passano i secondi e poi alcuni minuti e nessun goblin si palesa ed anche il vociare che prima si sentiva svanisce... @ Tutti
  9. Mi riferivo alla sopravvalutazione di Tolkien. :) Uno dei problemi principali dei prodotti attuali è questo. I nomi nuovi. Che sebbene in alcuni casi colgano maggiormente il significato, secondo me peggiorano totalmente la fruibilità. Forestale? Gastaldo? Ma dai. Ma anche questo probabilmente rientra nel potenziale flame ahahahahah. Per il resto interessante punto di vista. 🔥🤬🔥 Eh ma lo fate apposta!
  10. Interessante anche questa visione, seppur quella citata da Firwood fosse più ammaliante. Comunque la finirei qui perché a suon di citare il Silmarrillion non vorrei che prima o poi qualche se ne saltasse fuori con gli anelli del potere... opsss l'ho fatto 🤣
  11. Vi segnalo un'altra possibile interpretazione illustratra da Barbara Sanguineti, socia AIST e saggista, che ha affrontato in una conferenza tenuta a Dozza il personaggio di Tom Bombadil analizzandolo secondo la complessa figura del trickster. Riassumendo con l'aiuto della A.I (!): " Il trickster (dall'inglese trick, "inganno", traducibile come briccone, imbroglione o beffatore) è una figura archetipica mitologica e folkloristica, caratterizzata da astuzia, amoralità e comportamenti imprevedibili, che sovverte l'ordine costituito e sfida le regole. Spesso incarnato in animali antropomorfi (volpe, coyote, ragno) o semidei, agisce come catalizzatore di cambiamenti, portando il caos necessario per l'evoluzione. Caratteristiche Principali: Liminalità e Ambiguità: Vive ai confini della società e tra gli opposti (bene/male, sacro/profano), unendo ordine e disordine. Ruolo Narrativo: È spesso un burlone che mette in discussione l'autorità o agisce per egoismo, ma può anche portare la cultura o il progresso agli esseri umani, talvolta sacrificandosi . Archetipo Psicologico: Secondo Carl Gustav Jung, rappresenta l'ombra dell'inconscio collettivo, il lato istintivo che rompe le rigidità sociali. Esempi di Trickster: Mitologia: Loki (norrena), Ermes/Dioniso (greca), Set (egizia), Eshu (yoruba). Folklore e Letteratura: Reynaert la Volpe, Pulcinella, Anansi (ragno dell'Africa occidentale), Brer Rabbit. A differenza del cattivo, il trickster è amorale, non mira al male assoluto ma al gioco, al caos e alla rottura degli schemi, Magari Tolkien lo ha inserito, ma poi lo ha lasciato nel limbo volutamente o perchè non riusciva ad integrarlo in maniera soddisfaciente, d'altro canto neppure il Silmarillion lo ha portato a termine (per i miei gusti il suo vero capolavoro dark)
  12. Non so. Credo che in questi casi sia meglio ricorrere alle fonti. Nel 1971, anni prima di D&D e della causa legata a Tolkien, Gygax e Perren pubblicano Chainmail , un wargame con miniature di stampo medioevale. Alla fine del manuale si trova un "fantasy supplement", così introdotto: "Most of fantastic battles related in novels more closely resemble medieval warfare than they do earlier or later forms of combat. Because of this we are including a brief set of rules which will allow the medieval miniatures wargamer to add a new faced to this hobby, and either refight the epic struggles related by J. R. R. Tolkien, Robert E. Howard, and other fantasy writers". Seguono indicazioni sulla scala da usare per le miniature di hobbit, nani, ecc, e le loro statistiche. Qui Gygax non ha problemi a citare esplicitamente Tolkien. In effetti, come risulta dalla citazione sopra, ricreare le battaglie de Lo Hobbit o di TLOTR sembra essere lo scopo primario di questo supplemento. Arriva il 1974 ed esce la prima edizione di D&D. La causa legale è ancora lontana, eppure qualcosa è cambiato. Nella prefazione, infatti, a firma di Gygax, si legge questo: "These rules are strictly fantasy. Those wargamers who lack imagination, those who don’t care for Burroughs’ Martian adventures where John Carter is groping through black pits, who feel no thrill upon reading Howard’s Conan saga, who do not enjoy the de Camp & Pratt fantasies or Fritz Leiber’s Fafhrd and the Gray Mouser pitting their swords against evil sorceries will not be likely to find DUNGEONS & DRAGONS to their taste". Gygax non si fa problemi a citare Burroughs o Howard, ma non parla più di Tolkien. Visto quanto scritto nell'articolo sopra, credo sia probabile che Gygax stia semplicemente citando i suoi autori preferiti, o comunque quelli più in linea con questo strano nuovo gioco, la cui campagna implicita è sicuramente più in linea con il fantasy pulp che con TLOTR (vedi qui per un'analisi più dettagliata). Ciò non significa che Tolkien non sia presente in D&D. Balrog, ent e hobbit - ma non la fonte - sono citati esplicitamente, e molte altre creature sono evidentemente prese dalla versione di Tolkien (i draghi, ad esempio, sono molto tolkieniani). Tuttavia, lo stesso accade per tantissime altre creature. Unicorni, ghoul, gnoll, protoplasma nero ecc, sono direttamente prese dalla mitologia classica e\o medievale, da Le mille e una notte, Dunsany, Smith ecc, tutti riuniti insieme a creare un mondo fantasy. Oltretutto, il "bestiario" offre solo descrizioni puramente meccaniche senza uno straccio di descrizione fisica o lore, perché Gygax sta parlando - o pensa di farlo - con un pubblico "colto" che conosce Burroughs, Tolkien ecc, quindi non ha bisogno di spiegargli come siano gli hobbit o i draghi. Gygax scrive in un contesto che potrebbe essere quello del 2026 con i supereroi: non serve descrivere la divisa di Captain America o Hulk; è sufficiente dire che Hulk infligge X danni e che Iron Man può volare alla velocità Y. E sì, magari nel manuale ci piazziamo Batman, Superman e gli Avengers, ma in testa abbiamo più le storie Marvel che DC. Quindi sì, Tolkien è la fonte di una serie di creature di D&D, ma D&D in sé non è tolkieniano. E Gygax può dire in piena coerenza che TLOTR non gli piace e non è una fonte primaria, come d'altronde dice nella celebre Appendice N, dove Tolkien compare nero si bianco, ma Gygax evidenzia ben altri nomi.
  13. Ajantis Shade Eravamo molti quando siamo scesi. I Pugni Fiammeggianti non erano amici. Non lo sono mai stati. Ma erano affidabili. Sapevano quando avanzare, quando stringere i ranghi, quando coprirsi a vicenda senza bisogno di parole. Poi sono arrivati i mind flayer. Ricordo il suono prima delle urla. Quel ronzio umido nella testa, come pressione d’acqua nelle orecchie. Vedo ancora le linee spezzarsi, i corpi irrigidirsi, le armi cadere di mano. Ordini che non arrivano in tempo. Volti che diventano gusci vuoti. Quando tutto finisce, resto solo. Sollievo. Un respiro che torna, violento, quasi doloroso. Essere vivo quando dovrei essere morto. E subito dopo il vuoto. Quello vero. Essere rimasto solo, seppur non sono MAi solo, nel Sottosuolo. Nessuna voce alle spalle. Nessun passo familiare. Solo l’eco dei pensieri. Meglio vivi però… Cammino per ore, fino a sentire urla e suoni di battaglia. Mi avvicino ma rimango distante. Nell’ombra, mentre altri combattono. Non li aiuto, non ne vedo la necessità in realtà. Ma li studio. Osservo come si dispongono, come reagiscono senza chiamarsi per nome. Chi prende spazio, chi copre, chi rischia. Un gigante cade con un boato che fa tremare la roccia. L’altro fugge. Uno di loro, il più grosso, lo insegue. Lungo. Troppo lungo. Errore. Poi si ferma. Torna indietro. Rientra nel gruppo. Sa quando basta. Annoto mentalmente la cosa. Serve, quaggiù. Resto dove sono sempre stato, li ascolto ancora un poco. Dentro un’oscurità abissale, densa, fluttuante come leggere correnti marine. Lì dentro ero impossibile da notare. Non nascosto: assorbito. Poi decido di uscire. L’oscurità si dipana lentamente, come alghe trascinate via dalla marea. La luce delle torce riprende possesso di angoli che a un primo sguardo sembravano naturalmente oscuri. Una sagoma prende forma. Poi due mani alzate. Poi il resto. La grande spada dalla lama curva è dietro le spalle. Visibile. Lontana dalle mani. Non voglio apparire come una minaccia. Non lo sono. Una figura alta, snella, longilinea. Il portamento di chi è abituato ai ponti instabili e ai combattimenti ravvicinati: postura rilassata, pronta a spezzarsi in movimento. La pelle è grigio cenere, uniforme, segnata dal sale e dal tempo più che da cicatrici vistose. I capelli sono chiari, lunghi e portati senza cura, come se fossero un dettaglio secondario. Gli occhi, neri e profondi, sembrano assorbire la luce invece di rifletterla, sempre vigili, mai vuoti. I lineamenti sono affilati ma non crudeli, con un’espressione neutra che diventa dura solo quando serve. L’arma è sempre a portata di mano, non esibita, come una presenza costante più che una minaccia. Nel complesso emanò un’impressione di quiete tesa, come il mare poco prima della tempesta. Faccio un passo avanti. “Non sono solo.” La voce è bassa. Secca. Vera. Un altro respiro, più lento. “È… un sollievo.” Resto fermo. Aspetto.
  14. #59 15 Tarsakh 1356 - Tarda Mattinata [primavera, sereno ventoso] I compagni rimasti indietro, affiancando il carretto, raggiunsero Tanith, fermo nei pressi del vialetto che conduceva alla fattoria, e insieme lo imboccarono. Il gruppo proseguì verso la casa e, quando erano quasi arrivati, da questa uscì un uomo di buona stazza che impugnava un forcone. Subito Iselle, scesa dal carro, gli corse incontro a braccia aperto urlando "Papà": dopo un attimo di perplessità l'uomo lasciò cadere il forcone la accolse "tesoro mio, pensavo di averti persa. quei cani...". "Questi gentili signori mi hanno salvata" rispose lei. L'uomo alzò lo sguardo verso il gruppo e disse solo "Grazie" Intanto dalla casa era uscita una donna e due ragazzini che corsero ad abbracciare Iselle.
  15. Scrivi, scrivi che penso interessi a molti Oddio che il Silmarillion sia pesante da leggere... sfido chiunque a contraddirlo. Per il resto va a gusto.
  16. Athaulf - Barbaro Guardo i banditi darsela a gambe con un ghigno in volto. Essere un "barbaro" ha i suoi vantaggi. La minaccia dell'orbo non mi spaventa affatto. Vedremo. Mi limito a commentare. Le lamentele di Jore mi colgono di sorpresa. Incrocio le braccia e la guardo storto. Sto per dire qualcosa ma Heinrich mi anticipa e in attesa di risposta mi piego per raccogliere il foglio. Me lo metto avanti al muso facendo finta di sapere leggere ma in realtà lo tengo sottosopra. Ah certo! Tutto chiaro. E lo passo ad Arenal. Di certo lui saprà leggere per veramente.
  17. 1 punto
    Saxam Mentre ritorno con l'acquisto appena fatto rifletto sulla reazione delle persone alle nostre azioni del giorno precedente. Sembra proprio che in questa città regni il caos se sono tutti così impegnati a trovare dei salvatori. Ed ecco che una nuova aggressione prende vita avanti ai miei occhi. Punto la mano in avanti. Te... mi fermo subito. Con questo incantesimo ucciderei anche i civili, normalmente non sarebbe un problema ma visti i discorsi di Lavinia... Pronuncio un nuovo incantesimo. Una nube puzzolente si propaga sul palco e le zone circostanti facendo stare male tutti. Civili e aggressori allo stesso modo. In questo modo spero di rendere tutti inoffensivi. Utilizzo Stinking cloud: Area dal raggio di 6 metri nella quale cerco di prendere più aggressori possibili, tutti se possibile. TS TEM CD 22 nega l'effetto nauseato (permette di usare solo azione di movimento) L'effetto nauseato continua per 1d4+1 round anche dopo che si esce dall'area della nube. Chi supera il TS e rimane nella nube deve ripeterlo ad ogni round che sta dentro.
  18. Octo ci sono briganti qui vicino, facciamo attenzione, qualcuno potrebbe già osservarci. mettiamoci di guardia da ambo i lati della barca e mollata quel corpo con qualche sasso addosso, abbiamo avuto le informazioni che ci servivano. Se il rischio di seppellirlo ci distrare e ci fa diventare come lui, meglio evitare. Si muore ad essere troppo bonaccioni in queste terre senza dio e senza imperatore.
  19. Victor "Il mio nome è Victor Montoya, Arbitrator Metallicano al servizio della Giudice Regia. Quando siamo stati catturati, stavamo indagando sul Mercante Corsaro Erasmus Haarlock, operando come Accoliti degli Inquisitori Vaarak e Marr, in maniera congiunta", spiegò Victor, cercando di condensare tutti i dettagli più qualificanti in maniera efficace. "Siamo sfuggiti all'arena di morte di chiunque controlli questo posto e stiamo cercando di andarcene".
  20. Nestore Non so a voi... disse sbattendo i vestiti con le mani per togliere un po' della polvere che gli si era appiccicata addosso frugando negli archivi ... ma a me questo continuo binomio che emerge tra il culto di Oghma e questa setta su cui stiamo indagando comincia davvero a far pensare. Non dico che ci siano legami evidenti, eppure... Mise davanti al loro naso gli articoli trovati. Gli Slarge sono stati enormi benefattori per il Tempio. Il figlio Derek passa informazioni a Delvin e poi si suicida, preso da paura, senso di colpa, disperazione, quel che sia. Delvin viene ucciso poco dopo usando la magia. Ed entrambi finiscono all'obitorio del Tempio, insieme, i corpi ben ripuliti, se non fosse per quel biglietto ben nascosto tra le vesti. C'è un'evidente spaccatura tra il Tempio di sopra e il Tempio di sotto, se mi passate i termini. L'avete sperimentata voi stessi. Sono un po' tante faccende che cominciano magari non proprio ad allinearsi, ma ad avvicinarsi... Si sedette appensantito dalla stanchezza della lunga giornata, allargò le braccia e concluse: Manca solo che l'occhio, che conduce al luogo della setta, punti dritto ad uno dei due Templi... Tocca provare.
  21. Apro questo nuovo topic di Q&A separato e distinto per l'edizione 2024 di D&D 5E.
  22. La prospettiva è leggermente diversa: come al solito, Gygax strumentalizzava le dichiarazioni che rilasciava per sminuire il lavoro altrui ed esaltare il suo "genio". Uno scrittore o un'opera può piacere o non piacere, ma quando se ne esce citando direttamente "balrog, ent, warg, hobbit" è difficile credere che quest'opera non abbia avuto un influenza profonda. L'astio di Gygax verso Tolkien ha ragioni molto meno "ideologiche o stilistiche" e ben più materiali: la causa intentata dalla Tolkien Estate che ha costretto la TSR ha rimuovere i nomi delle creature. Gygax sosteneva di essere lui l'inventore delle "piccole creature con i piedi pelosi chiamate hobbit", peccato che Tolkien avesse scritto lo Hobbit nel 1937, mentre Gygax nacque nel 1938... E' solo un banale esempio di alcune delle numerose affermazioni azzardate fatte dal buon Gary. Nessuno può togliere a Gygax il merito di aver creduto in un gioco all'epoca sconosciuto, di averlo in un certo modo codificato e diffuso. Ma i sui meriti sono decisamente inferiori a quelli che il mito gli riconosce.
  23. Pienamente d'accordo. Da amante della storia del gioco di ruolo mi sono letto molti libri, specialmente sulla TSR. Sono partito considerando Gygax un mito, un genio, ma man mano che leggevo, la figura che è emersa è quella di un egoista narcisista, con alcune buone idee sue e molte di altri di cui si è appropriato. Un designer incapace di mettere per iscritto in modo chiaro le sue idee, un rapace pronto a prendersi meriti che non gli competono. Quando dice di non aver preso ispirazione da Tolkien mente sapendo di mentire. Voleva che l'opera fosse interamente attribuita al suo genio e alla sua creatività, rifiutando di ammettere di aver "preso in prestito" quasi tutto da altri scrittori, solo che alcuni li ha citati nella famosa Appendice N, su altri ha preferito soprassedere. Per non citare il tentativo di oscurare il contributo ESSENZIALE di Arneson nella nascita e nella crescita di D&D. Del resto, buona parte del fallimento della TSR è proprio imputabile al buon Gary e alla sua "grandeur" quando si trasferì a Los Angeles e spese milioni e milioni di dollari per perseguire il suo sogno cinematografico, rivelatosi un vero e proprio buco nell'acqua. Questo esempio solo per far capire l'ego spropositato di questo signore. (Se qualcuno vuole saperne di più, sarò ben felice di scrivere un articolo con tutti i riferimenti del caso).
  24. Devo ammettere che, da questo punto di vista, capisco benissimo l'atteggiamento di Gygax... come ho detto in più occasioni, il "Silmarillion" è l'unico libro che ho avuto difficoltà a leggere (prima di riuscirlo a finire l'ho preso e lasciato un sacco di volte, per quanto l'ho trovato pesante e noioso, nonostante da ragazzino avessi letto la Bibbia da cima a fondo più di una volta!), anche il "Signore degli Anelli" mi è sembrato pesante (preferisco i film di Jackson, e ancora di più il cartone di Bakshy), e persino lo "Hobbit" non mi ha intrigato più di tanto... la mia opinione è che l'opera di Tolkien sia enormemente sopravvalutata! Se Gygax la pensava più o meno allo stesso modo, quindi, non mi sorprende che si potesse adombrare, all'idea che la gente potesse ritenere che il successo di D&D dipendesse molto (o soprattutto) da quello delle opere di Tolkien. C'è da dire che, da questo punto di vista, molta della colpa era dello stesso Gygax, che avrebbe potuto evitare di scopiazzare spudoratamente alcune delle "trovate più esclusive" del professore: gli Hobbit e gli Ent (prima di essere rinominati Halfling e Treant, per evitare problemi di copyright), che a differenza di elfi, nani, draghi, vampiri, eccetera, non esistono in nessuna mitologia classica.
  25. Io Tom Bombadil e le sue canzonette li defenestrerei... senza Gygax il mondo sarebbe stato più triste e un po' di sana invidia competitiva si può perdonare a chiunque 😆, per come la vedo io.
  26. Più leggo di Gigax e più mi sembra che avesse una cattiva parola per tutto e tutti...
  27. Secondo me ha senso. Lo Hobbit è molto più pulp de Il signore degli anelli. E conosco tante persone che hanno preferito il primo al secondo, o che hanno provato a leggere solo TLOTR e non ci sono riusciti perché troppo lento.
  28. Articolo di James Maliszewski del 16 Dicembre 2025 Ho pensato seriamente di non scrivere un post su questo articolo del numero 95 di Dragon (marzo 1985), perché so che potrebbe suscitare forti reazioni, il che è comprensibile. Allo stesso tempo, il principio guida alla base della mia decisione di riprendere la serie Articles of Dragon è stato quello di concentrarmi su articoli che mi hanno colpito particolarmente quando li ho letti per la prima volta, e questo – “L'influenza di J.R.R. Tolkien sui giochi D&D e AD&D” – mi ha sicuramente colpito. Naturalmente, se siete lettori di lunga data di questo blog, non dovrebbe sorprendervi. La questione dell'influenza di Tolkien sulla creazione e sul successivo sviluppo di Dungeons & Dragons è un argomento su cui Gary Gygax tornava regolarmente. Fin dal momento in cui il gioco è apparso, Gygax ha negato che i racconti di Tolkien sulla Terra di Mezzo, in particolare Il Signore degli Anelli, occupassero un posto d'onore tra le molte opere fantasy che lo hanno ispirato. Non ha mai negato di aver letto e apprezzato Lo Hobbit, né di aver preso in prestito alcuni mostri e creature, come gli orchi e gli halfling, da Tolkien. Quello che sembra aver rifiutato è l'idea che questo prestito significasse che D&D fosse ispirato principalmente da Tolkien, piuttosto che essere un miscuglio di molte influenze diverse. Dico “sembra” perché non so davvero perché questa particolare domanda infastidisse così tanto Gygax. Il fatto che abbia continuato a scrivere articoli come questo per più di un decennio dopo la prima apparizione del gioco suggerisce che in qualche modo era importante per lui. Suppongo che la spiegazione più semplice sia l'ego: semplicemente non poteva tollerare l'idea che qualcuno potesse pensare che il successo di D&D fosse dovuto, in tutto o in parte, alla popolarità dell'opera di Tolkien piuttosto che alla sua immaginazione e ingegnosità. Ma era davvero così? Onestamente, non lo so e non sono sicuro che qualcun altro lo sappia. “L'influenza di J.R.R. Tolkien sui giochi D&D e AD&D” è un articolo strano. Per prima cosa, Gygax lo inizia ammettendo, nel primo paragrafo, che “la popolarità delle opere fantasy del professor Tolkien mi ha incoraggiato a sviluppare le mie”. Questo è innegabile, dato che il Fantasy Supplement di Chainmail fa riferimento diretto a J.R.R. Tolkien e include non solo hobbit, ma anche orchi, balrog e ent nel suo bestiario (tutti presenti in OD&D, almeno nelle prime edizioni). Gygax continua dicendo che “ci sono frammenti delle sue opere che si riflettono vagamente nelle mie”, prima di affermare che “credo che la sua influenza, nel complesso, sia minima” [il corsivo è mio]. Gygax ricorda poi i tantissimi libri fantasy e autori che ha letto, a partire dall'infanzia. Indica in particolare l'unico romanzo di Conan scritto da Robert E. Howard, Conan il conquistatore (più precisamente L'ora del drago), come il suo primo approccio alla letteratura sword-and-sorcery. Continua poi citando L. Sprague de Camp e Fletcher Pratt, Fritz Leiber, Poul Anderson, Abraham Merritt e H.P. Lovecraft come figure importanti per lo sviluppo del suo senso del fantasy. Nessuno di questi nomi dovrebbe sorprendere, dato che li menziona tutti nell'Appendice N della AD&D Dungeon Masters Guide. (Mi interessa di più sapere perché Jack Vance non viene menzionato affatto, nonostante Gygax lo elogi regolarmente insieme alle sue opere e al suo ruolo nell'ispirare il sistema magico di D&D). Detto questo, Gygax dice di aver “apprezzato moltissimo Lo Hobbit”, ma di aver trovato Il Signore degli Anelli una “noiosa allegoria della lotta della piccola gente comune inglese contro la minaccia del male nazista di Hitler”. Tolkien, ovviamente, si opporrebbe con forza a questa descrizione de Il Signore degli Anelli, ma dobbiamo prendere Gygax in parola. Dice di aver trovato l'azione del romanzo lenta, la sua magia poco impressionante e la sua risoluzione deludente. Inoltre, Tolkien abbandona il suo personaggio preferito, Tom Bombadil, subito dopo averlo introdotto, il che ha contribuito alla lentezza con cui ha finito di leggerlo (tre settimane). Gygax continua poi, in modo poco convincente a mio avviso, dicendo che molti degli elementi comuni della Terra di Mezzo e di Dungeons & Dragons hanno origini comuni, come la mitologia norrena per i nani, e che quindi nessuno dovrebbe pensare che il gioco da lui creato debba molto a Tolkien. In tutta onestà, ammette ancora una volta che ci sono state alcune cose che ha preso in prestito con l'intenzione di “sfruttare la ‘mania’ allora in voga per la letteratura di Tolkien”. Lo ha fatto in modo ‘superficiale’, credendo che, una volta attirati questi fan di Tolkien verso D&D, si sarebbero presto resi conto che c'era solo “una minima traccia del lavoro del Professore” al suo interno. Come ho detto, non so davvero cosa pensare di tutto questo. Da un lato, sono generalmente d'accordo con Gygax sul fatto che le somiglianze di D&D con le creazioni di Tolkien siano al massimo superficiali e probabilmente incluse solo allo scopo di attirare gli appassionati della Terra di Mezzo al gioco. Dall'altro lato, il fatto che Gygax continuasse a ribadire questo concetto mi fa chiedere se credesse davvero a ciò che diceva. Inoltre, Gygax non ha mai esitato ad ammettere il debito che aveva nei confronti di REH, Vance o Leiber, quindi perché l'accusa di aver preso in prestito da Tolkien lo infastidiva così tanto? Francamente, mi lascia perplesso. Link all'articolo originale The Articles of Dragon: "The Influence of J.R.R. Tolkien on the D&D and AD&D Games" Link agli altri articoli di questa serie Grognardia #1: Il Naturalismo Gygaxiano Grognardia #2: Morte per Sventura Grognardia #3: In Difesa dei Murderhobo
  29. sì, ovviamente considerando che alcune armature forniscono una CA fissa (vedi una Ring Mail che la fissa a 14) oppure hanno dei limiti a quanta Destrezza puoi sommare (vedi una Chain Shirt che 13 + Dex ma massimo +2)
  30. Esattamente. E considera che anche alcuni incantesimi come armatura magica non si sommano ma ti fanno partire la CA base a cui sommare destrezza da 13 invece che da 10. Altri incantesimi invece, come l'incantesimo scudo, si sommano.
  31. Raistlin Non vedo ragione per indugiare ora, vai avanti Tass.
  32. @Aidan @Edmund sono riuscito a ripristinare la discussione, scusate il disguido
  33. Le Armature Il tema di questo mese per il Vecchio Carnevale Blogghereccio riguarda le armature, scelto e ospitato gentilmente da Omnia Incommoda, Certitudo Nulla. Ah, le armature: l’oggetto che più amo in ogni gioco. Adoro cercare i materiali più pregiati, forgiare le leghe più dure, temprare il metallo e bardare ogni centimetro del corpo di ogni mio personaggio con uno spesso esoscheletro artificiale che lo protegga dai colpi nemici o dalla furia degli elementi! La ricerca di armature via via sempre migliori, sempre più resistenti, pregiate, tecnologiche, versatili e avanzate è spesso il mio scopo principale in tutti i giochi che contemplano la possibilità di assemblare armature composite e di apportare modifiche alle singole parti della propria armatura: sono capace di passare ore a cercare la miglior combinazione possibile di difesa per ogni arto, dalla punta del casco a quella delle dita dei guanti, se presenti. Ma in questo articolo ho deciso di non parlare di ciò: sarebbe banale (e forse un po’ noioso per i più) leggere un semplice elenco di materiali esotici per le vostre armature e di possibili modifiche per ogni singola parte. Ho deciso quindi di parlare di qualcosa di molto familiare per chi gioca giochi fantasy: le armature semoventi, tradizionalmente mosse e/o animate da oscure forze invisibili, che siano la classica “magia”, una possessione spiritica o qualche altra forma di forza sovrannaturale. Ebbene, benché a me piaccia il concetto di base (ovvero un’armatura capace di muoversi apparentemente da sola, senza nessuno all’interno che la muova) non mi piace come questa idea venga poi rappresentata tipicamente: un’armatura ridotta a un guscio vuoto, le cui parti sembrano rimanere integre a mezz’aria, tenute insieme da una forza invisibile… non mi attira. Proverò quindi a rielaborare questo iconico nemico fantasy in qualcosa di leggermente più originale e più incline al mio gusto. In principio, le chimere Chi non conosce le chimere, uno dei mostri mitologici più noti, amati e rappresentati? In pochi, credo: un mostro della mitologia greca, con il muso di leone, il corpo di capra, la coda di drago e capace di esalare fuoco; decisamente una creatura tanto satanica quanto affascinante. Bene, io non intendo parlare di queste chimere. Ebbene sì, perché le chimere possono essere anche, nel linguaggio odierno, organismi i cui tessuti derivano da due o più linee cellulari geneticamente differenti, originati in seguito a fenomeni spontanei o indotti sperimentalmente. Tradotto in termini terra-terra: una creatura ibrida, frutto dell’unione di caratteristiche appartenenti ad altre creature distinte. Gli esseri umani hanno creato molte “chimere” a seguito degli sviluppi della bioingegneria in epoca contemporanea: in effetti, credo che tutti gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) attualmente in commercio, coltivati e/o allevati industrialmente, siano de facto delle chimere, stando alla definizione di cui sopra. Ma non sono stati gli unici. Nella mia ambientazione, La Terra che verrà, ormai sapete che la Terra ha ospitato più di una specie intelligente nel corso dei suoi strani eoni. Noi esseri umani siamo stati solo l’ultimo, tragico capitolo di una lunga storia, iniziata prima di noi e continuata anche dopo, quando ci siamo autodistrutti tramite l’uso folle e sconsiderato di ordigni termonucleari. E prima di noi vi erano loro, il popolo senza nome, che aveva trovato riparo negli anfratti più bui e profondi della Terra o nel buio e freddo spazio: i daímon. Esseri di grande intelligenza, capaci di pensiero logico e astratto, dall’intelletto non dissimile da quello umano. Ebbene, anche loro, molto prima di noi, indagarono i misteri della biologia e della vita. Come noi, compresero i meccanismi invisibili che guidano la vita e la moltiplicazione cellulare, e capirono come manipolarli. E lo fecero creando le prime chimere artificiali della storia. Il ruolo di queste chimere nella lunga storia della civiltà dei daímon è un racconto avvincente e per nulla chiaro, frammentario come i cocci di un vaso in frantumi, lontano nel tempo e nello spazio, criptico come una stele incisa in una lingua sconosciuta. Ma a noi non interessa questo: interessa capire il destino di queste creature aberranti, frutto di una civiltà per noi aliena ma altrettanto avventata, che commise, in forma diversa, i nostri stessi errori. Creature incompatibili con la vita Molte chimere create dai daímon si rivelarono incompatibili con la vita, altre solo in parte: queste ultime creature, condannate dalla nascita forse a un destino peggiore della morte, erano quanto di più brutto e deforme la natura potesse creare, manipolata e costretta in forme a lei sconosciute e inadatte. Simili ad ammassi di organi e tessuti apparentemente privi di senso, è difficile descrivere queste aberrazioni con cognizione di causa: non erano creature capaci di correre o camminare, né tantomeno di librarsi in volo o nuotare. I loro corpi, privi di uno scheletro, di un carapace o di qualsiasi forma di supporto o sostegno, facevano sì che gli organi deformi di queste chimere difettose rimanessero sparsi al suolo, legati fra loro da lembi di carne e muscoli irti di vene pulsanti. I loro bulbi oculari, forse più simili alle macchie oculari delle meduse o di altri organismi acquatici, costellavano la superficie perlopiù amorfa dei loro corpi, mentre da vescicole presenti un po’ ovunque spesso secernevano umori organici simili a un misto di pus, sudore e urina. Capaci solo di strisciare e di legare a sé piccoli oggetti tramite protuberanze prensili simili a pseudo-tentacoli, queste piccole aberrazioni trovarono rifugio in anfratti dove potevano strisciare, cadere in un sonno simile alla morte e trovare una quiete momentanea dalla loro condizione esistenziale. Ora, queste creature non erano prive di intelletto come si potrebbe pensare: da qualche parte, in quel rivoltante ammasso di carne e sangue, si trovava un encefalo che, come tutto nelle chimere, era stato creato affinché andasse incontro a una metastasi caotica e incontrollata. Gli anni, le decadi, i secoli trascorsero, e le chimere superstiti uscirono dal loro coma autoindotto apparentemente inalterate, ma in realtà profondamente cambiate: dotate ormai di un cervello più evoluto e di pseudo-podi più efficaci, queste creature uscirono dai loro antri strisciando e capirono che, per esplorare il mondo e poter lenire la loro condizione esistenziale, avevano innanzitutto bisogno di una struttura che potesse sorreggerle, sostenerle, agevolarne il movimento e al tempo stesso proteggere gli organi e i tessuti molli: un vero e proprio esoscheletro. La loro scelta ricadde quindi su alcune antiche armature abbandonate dagli stessi daímon nel corso della rovina della loro civiltà. Vi entrarono come un paguro fa suo un nuovo guscio e vi si espansero all’interno: gli pseudo-podi si estesero nelle parti delle armature originariamente preposte a coprire i cinque paia di arti dei daímon e, lentamente, appresero come controllarli. Capirono come muovere braccia e gambe e, finalmente, queste nuove chimere, non più soltanto ibridi malriusciti tra forme di vita ma ormai anche ibridi organico-metallici, ottennero la struttura solida di cui avevano bisogno: un robusto guscio nel quale continuare il loro lento ma costante processo di evoluzione e metamorfosi, che diede loro la facoltà di camminare e perfino di manipolare oggetti complessi, in una qualche forma. Ovviamente fu un processo che richiese secoli, ma le chimere sanno aspettare, e i daímon avevano forse perso memoria di loro. Oppure erano solo in attesa che questo “salto evolutivo” accadesse. Le armature chimeriche oggi Nel lontano futuro in cui si ambienta La Terra che verrà, le armature degli antichi daímon in cui si annidano chimere impossibili sono una delle più perturbanti insidie che possono cogliere alla sprovvista anche il più accorto degli argonauti: le chimere sanno ormai usare le armature che le ricoprono come un’estensione dei loro corpi e non vi è parte di carne molle che sporga tra le giunture dei vari pezzi. Sono de facto una copertura totale per queste creature, considerate alla stregua di una vera e propria armatura naturale, non dissimile dal carapace di una tartaruga. Quando, percorrendo i labirintici e spettrali corridoi dalle geometrie assurde delle città a frattale degli antichi daímon, ci si imbatte in un gruppo di armature che marciano erratiche, apparentemente senza nessuno all’interno, mai il pericolo è stato così vicino seppur celato. E una volta creata una crepa in quegli spessi scafandri di leghe sconosciute, si può scorgere l’orrore del corpo amorfo di queste antiche chimere: un occhio che scruta da una fessura all’altezza del costato, un cuore che pulsa sotto uno spallaccio divelto, tubi di carne simili a un intestino crasso che si riversano al suolo, là dove quella che doveva essere una gamba, coperta da un gambale, è stata “amputata”. Non guardate mai all’interno di un’armatura apparentemente vuota: la visione di ciò che vi si annida da tempo immemore, e che l’ha reclamata come naturale estensione del suo corpo orrendo, potrebbe sconvolgervi per sempre. (Le immagini sono solo a scopo illustrativo: non sono riuscito a trovare qualcosa che rappresentasse fedelmente quello che avevo in mente, come spesso accade. Vi chiedo dunque uno sforzo di immaginazione) Conclusione Come spesso faccio al mio tavolo di gioco, ho preso un elemento consolidato dell’immaginario fantasy (in questo caso le armature semoventi animate dalla magia) e ho sostituito la classica “magia” con qualcosa di più perverso e perturbante: esseri ancestrali dalle forme raccapriccianti, che si rivelano man mano che le armature apparentemente “vuote” vengono danneggiate, svelando l’orrore in esse contenuto e portando gradualmente alla follia chi le affronta. Non è detto che tutte le chimere impossibili siano state create dai daímon, in ogni caso: anche l’uomo de La Terra che verrà sperimentò con l’ingegneria genetica più profonda e avanzata; forse alcune chimere impossibili hanno trovato rifugio e hanno imparato a manipolare anche antiche armature umane ipertecnologiche… Come al solito, grazie per la lettura! Se avete pareri o critiche, sarò lieto di leggerli.
  34. Nah, a me è capitato nel periodo liceale. Credo che sia un elemento comune nei gruppi chiusi di giovani umani: siamo creature sociali che tendono sempre e comunque a tornare al sistema del clan tribale. Club, associazioni, società segrete, gruppi di lettura, squadre sportive, associazioni di commercianti... è sempre una necessità di trovare persone simili con cui condividere esperienze private e segrete al resto del mondo. Crescendo diventiamo più ragionevoli e allarghiamo la nostra sfera di interessi e conoscenze, abbiamo anche una mole di impegni reali che giustificano a tutti l'assenza da una sessione. Da adolescenti e tardo adolescenti invece siamo ancora abbastanza selvatici da interpretare l'assenza della sessione come una violazione dello spirito di gruppo, un piccolo tradimento. Ai tavoli dove ho giocato io non ho mai visto morire un personaggio senza il giocatore presente, però.
  35. Io e il mio gruppo storico di amici non abbiamo mai permesso che il personaggio di un giocatore venisse ucciso mentre lui era assente. D'altro canto, se un giocatore era assente, solitamente il motivo per cui il personaggio non partecipava all'avventura era un attacco di diarrea improvviso... Quindi, anche senza la brutalità dell'uccisione del personaggio, pure nel nostro caso essere assenti aveva una piccola punizione: era davvero imbarazzante tornare nel party di personaggi dopo ore o giorni in-game di assenza a causa di problemi intestinali... Sì, anche noi a modo nostro siamo stati molto puerili. 😂 Ma per fortuna nessun giocatore si è mai offeso!
  36. Usi la punteggiatura come Mattia Sorrenti ma effettivamente anche a me quella frase pareva abbastanza chiara. Solo ripensando alle esperienze passate con altri giocatori mi era venuto il dubbio. Grazie.
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