Descrizione della gilda
In deboli sussurri, le ombre si arricciano e si intrecciano,
Una sfida posta dalla speranza, un filo fragile,
Dove i sogni convergono, ma i dubbi iniziano a dividersi.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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Prima missione - Per una giusta causa
La drow in avanguardia scambia un'occhiata rapida con la compagna, poi inclina la testa di lato, studiando James con un cenno di assenso che nasconde un sincero rispetto per la sua premura. Il tuo spirito di coordinazione vi fa onore, sciamano, risponde l'elfa scura, la cui voce torna a farsi morbida nella penombra sacra del Sanctum. Noi elfi non dormiamo come i mortali della superficie; entriamo in un profondo stato di trance per sole quattro ore, rimanendo comunque parzialmente vigili a ciò che ci circonda. La tua proposta è saggia e riduce i rischi di disattenzione. La guerriera si sposta verso la rampa di scale che conduce al condotto di ventilazione occidentale, mentre la seconda drow si siede a gambe incrociate sul pavimento di marmo bianco, a ridosso del monumentale battente con la mezzaluna d'argento, poggiando la lama ricurva sulle ginocchia. Andate a riposare, conclude la drow vicino alla porta. Raskva, James... prendetevi queste prime quattro ore. Vi sveglieremo noi non appena la nostra trance sarà conclusa, per lasciare a voi il secondo blocco di guardia fino a quella che, in superficie, sarà la mattina. Raskva si avvia verso una delle brande di tela libere in fondo alla cappella, lasciando che il pesante falchion rimanga appoggiato alla parete a portata di mano. Si sdraia sollevando un braccio per coprirsi gli occhi dalla debole e ritmica luce argentea che pulsa dalla fonte. James la imita poco dopo, sistemandosi sul giaciglio opposto, lasciando che la mente si svuoti lentamente dal fetore della cisterna e dai click metallici dei Kuo-toa. Il tempo all'interno del Sanctum della Luna Silente inizia a scorrere in modo ovattato, quasi irreale. L'unico suono costante è il debolissimo, melodioso sciacquio dell'acqua che continua a incresparsi da sola al centro della stanza, reagendo alla presenza delle due Spose della Marea addormentate sulla branda vicina. Le prime quattro ore volano via in un sonno profondo, pesante, che rigenera le forze ma lascia la mente ovattata. All'improvviso, una mano guantata di nero si posa sulla spalla di James, mentre un sussurro freddo arriva all'orecchio: Sciamano... Guerriera... Sveglia. Il nostro tempo è scaduto. Tocca a voi. James e Raskva riaprono gli occhi all'unisono nella penombra argentea. Le due drow si sono già raddrizzate: i loro corpi sono scattanti, i volti d'ebano perfettamente riposati, ma i loro sguardi sono fissi al centro della stanza. C'è qualcosa che non va. La fonte circolare di acqua limpidissima non si sta più semplicemente increspando. Il liquido si muove con una violenza silenziosa, vorticando su se stesso fino a formare un piccolo imbuto ribollente che risucchia la luce argentea che piove dal soffitto. Ma l'impatto maggiore è sulle gemelle. Lyra ed Evadne sono ancora immerse nel sonno, ma i loro corpi sono insolitamente rigidi sotto la coperta di lana scura. Dalla pelle grigiastra di Evadne e dalle dita chiarissime di Lyra si sollevano minuscole volute di vapore acquamarina, calde, che profumano intensamente di salsedine e alghe profonde. I ciondoli a forma di insetto verde che portano al collo brillano di una luce quasi solida, pulsando a ritmo regolare. All'unisono, senza svegliarsi, le due ragazze sussurrano nel sonno parole veloci e sincrone, in una lingua fluida, sibilante e incomprensibile: l'antico linguaggio degli elfi acquatici. La drow vicino alla porta stringe la presa sulla lama ricurva, indietreggiando di un passo mentre l'aria del rifugio si carica di una densa elettricità marina. I sigilli esterni sono intatti, Shar non ci vede, sibila l'elfa scura, la voce tesa per la stranezza della situazione. Ma il loro sangue sta reagendo a questo luogo sacro. La fonte sta accumulando troppa energia a causa della loro presenza. Sciamano, controllale, prima che questa risonanza diventi incontrollabile! La seconda drow si posiziona all'ingresso del condotto di ventilazione occidentale, vigilando sul cunicolo per sicurezza. Il sussurro delle ragazze continua, i ciondoli brillano e l'acqua vortica... @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva Sorrido debolmente alle due ragazze ben lieta di come stanno elaborando la situazione io posso prendere il turno che preferite scrollo le spalle
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Prima missione - Per una giusta causa
James, sciamano "Se a te va bene..." Dico a Raskva con un sorriso. "Farei il secondo turno. Recupero meglio se non spezzo il sonno a metà." Poi ragiono un secondo. "Un momento, e voi? So che necessitate di meno sonno, ma dovreste comunque riposare. Possiamo semplicemente dividere in due turni. Il primo voi due, il secondo noi due." Dico alle sorelle di lama.
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Prima missione - Per una giusta causa
A quelle parole, Lyra ed Evadne si scambiano un'occhiata rapida, quasi sperando che quel nome evocasse un ricordo d'infanzia o un frammento dei racconti materni, ma entrambe scuotono il capo in silenzio. Il nome di Myth Nantar risuona tra le pareti di marmo bianco del Sanctum come un'eco del tutto nuova, un mistero rimasto sepolto per secoli sotto la superficie del Mare delle Stelle Cadute. Myth Nantar... ripete Evadne, assaggiando il suono di quelle parole straniere sulla lingua. Sul suo viso grigiastro si dipinge un mezzo sorriso sghembo, amaro ma incuriosito, mentre le sue grandi corna nere riflettono i guizzi argentei della fonte. Burocrazia e procedure. Suona terribilmente noioso per essere una leggenda sommersa, James. Ma se serve a tenerci lontane da Shar e dalle catene, imparerò a memoria ogni loro singola legge. Lyra, accanto a lei, accenna un respiro più profondo, lasciando che le spalle finalmente si rilassino contro la branda di tela. Stringe ancora l'idolo d'osso al petto, ma i suoi grandi occhi verdi, ora fissi su Raskva, sono decisamente più calmi. Se ci siete stati anche solo per pochi minuti, significa che si può sopravvivere laggiù, dice l'elfa bionda con un sussurro colmo di una logica infantile ma disarmante. Se la mamma voleva che andassimo lì, un motivo deve esserci. Ci fideremo del vostro istinto, e di questa burocrazia. La drow in retroguardia emette un sommesso grugnito di approvazione dal fondo della stanza, raddrizzando la schiena contro la pietra bianca. Gli elfi acquatici dell'alto consiglio sono rigidi come il corallo profondo, fanciulle, ma sono giusti, interviene la guerriera scura, parlando per esperienza indiretta e incrociando le braccia muscolose sul pettorale d'acciaio. Non vi venderanno al miglior offerente come fanno i mercanti di Tsurlagol. Ora però basta parlare di leggi e di abissi. La notte è ancora lunga, la tempesta sopra di noi infuria e avete tutti una lunga marcia nelle gambe. La drow si volta verso Raskva e James, indicando i giacigli di paglia pulita e le casse di razioni magiche disposte lungo il Sanctum. Io e la mia sorella di lama terremo il primo turno di guardia vicino alla mezzaluna d'argento e al condotto occidentale, dichiara fermamente, tirandosi nuovamente il cappuccio argentato sul volto d'ebano. La fonte d'acqua continuerà a pulsare finché rileverà la vostra presenza, ma i sigilli vi proteggeranno. Sfruttate queste prime ore per dormire. Raskva, James... stabilite chi di voi due terrà il prossimo turno con noi prima che la stanchezza vi offuschi i sensi. Ne avrete bisogno se le cose dovessero farsi calde al momento di risalire. Evadne e Lyra non se lo fanno ripetere due volte; si sdraiano vicine sulla branda di tela, tirando la pesante coperta di lana scura fino al mento. Nel giro di pochi minuti, cullate dal debole e ritmico incresparsi della fonte, i loro respiri si fanno pesanti e regolari, scivolando in un sonno profondo e privo di incubi dopo ore di puro terrore. @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
James, sciamano "Purtroppo, a parte il nome non conosciamo nulla di questo posto. Ci siamo stati solo una volta per puro caso mentre cercavamo i Blissen, e per pochi minuti. L'unica cosa che posso aggiungere, è che mi ha dato un'idea di essere un posto, cone dire, pregno di burocrazia e procedure."
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva Myth Nantar, che a quando pare sta nel mare delle stelle cadute faccio spallucce vi dice niente?
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Prima missione - Per una giusta causa
James chiude gli occhi per qualche istante, sintonizzando i propri sensi sulla trama invisibile del Sanctum... @ James Quando James riapre gli occhi ed esprime la sua schietta riflessione sui miti del pirata, seguito dalla spiegazione di Raskva sul controllo delle rotte commerciali e sulla venerazione subacquea, l'atmosfera nella cappella si fa densa. Le due gemelle ascoltano ogni singola parola senza fiatare. Lyra abbassa lo sguardo sull'idolo d'osso che tiene tra le mani, sfiorando le incisioni grottesche con la punta delle dita chiarissime. Evadne, invece, mantiene la testa alta. Le sue grandi corna nere riflettono la luce pulsante della fonte mentre i suoi occhi verdi, identici a quelli della sorella, passano dalla guerriera allo sciamano con un'intensità quasi febbrile. Quindi per quell'uomo siamo solo questo... mormora Evadne, e per la prima volta la sua voce tradisce una nota di rabbia profonda, unita alla frustrazione di essere stata usata come una pedina commerciale. Una chiave per i suoi scrigni e per le sue navi. Ha orchestrato il debito dei Blissen solo per trasformarci nella sua proprietà legale. La tiefling si volta verso la fonte d'acqua al centro della stanza, osservando i cerchi concentrici argentei che continuano a muoversi da soli, reagendo alla loro vicinanza. La mamma scriveva che il mare ha una voce molto più antica di quella degli uomini della superficie, continua la ragazza, stringendo le dita scure attorno al ciondolo a forma di insetto verde. Se quelle creature laggiù ci vedono come divinità o come... Spose della Marea, come le avete chiamate voi... significa che il nostro sangue appartiene davvero a quel posto. Non mi importa se sono solo miti o credenze, James. Preferisco essere un mito per il popolo del mare piuttosto che una schiava nelle stive di un pirata di Tsurlagol. Lyra solleva finalmente il viso, guardando Raskva con un'espressione più serena, sebbene ancora segnata dalla stanchezza. Come si chiama... il posto in cui volete portarci? chiede l'elfa bionda con un sussurro gentile, cercando un punto fermo a cui aggrapparsi in quella tempesta di rivelazioni... La drow in avanguardia si stacca dalla parete di marmo, rinfoderando le armi con un movimento secco e guardando i due agenti della Morrigan & Larson con rispetto per la franchezza dimostrata. È il momento di dare un nome al loro destino, agenti, interviene l'elfa scura, tenendo la voce bassa per non spezzare l'intimità del Sanctum. Hanno il diritto di sapere dove le condurrà il vostro portale commerciale tra tre giorni. @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
James sciamano Ascolto le domande delle ragazze, tutte valide Prima di rispondere però, mi prendi un momento Azioni "Innanzitutto, vorrei che vi fosse chiara una cosa: nulla di quello che stiamo per dirvi è un fatto assodato. Sono solo credenze, miti e convinzioni. Ma questo non lo rende meno reale per voi. Il pirata è convinto di usarvi per controllare rotte, venti e tutto ciò che ha a che fare con la navigazione. Non sto dicendo che sia vero, ma se lo fosse, e lui ne è convinto, allora effettivamente controllarvi gli conferirebbe un certo potere." Cerco di essere schietto e sincero, ma non brutale.
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva Bene sono ben lieta di sapere che almeno c'è una seconda via Onestamente non ne so tanto più di voi, ma voglio essere quanto più sincera posso essere racconto alle ragazze quello che abbiamo scoperto e quel poco che sappiano io credo che il pirata voglia usare il vostro mi fermo un momento per trovare la parola giusta potere per controllare le maree e le correnti, se lo facesse avrebbe in mano il controllo dei mari. In città invece...beh non sono sicura, ma li sembrano venerarvi come divinità. Sicuramente sareste meno in pericolo li.
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Prima missione - Per una giusta causa
La drow in retroguardia segue lo sguardo di Raskva verso la porta da cui siete appena entrati, poi scuote leggermente il capo, accennando a un freddo sorriso d'apprezzamento per lo spirito tattico della guerriera. No, Raskva, non è l'unica via, risponde l'elfa scura, incrociando le braccia. Le catacombe di Tsurlagol sono una ragnatela. Oltre quella nicchia in fondo alla cappella c'è un condotto di ventilazione che si collega ai vecchi canali di scolo occidentali. Se il sagrato superiore dovesse cadere o se questa porta venisse sigillata dall'esterno, potremmo scivolare via da lì e riemergere vicino al quartiere degli artigiani. Le sorelle di Eilistraee non si fanno mai intrappolare in un vicolo cieco. Nel frattempo, la drow in avanguardia ascolta le parole di James. Rimane immobile per qualche istante, valutando la prudenza dello sciamano con la tipica diffidenza della sua razza, ma la logica pragmatica del discorso sembra fare breccia nella sua mentalità da guerrigliera. Fa un passo avanti verso il bassorilievo della mezzaluna d'argento sulla porta interna. Il tuo pragmatismo vi fa onore, sciamano, mormora la drow, indicando con un dito guantato di nero i punti esatti della pietra. Osserva bene. Non serve alcuna formula magica, solo una precisa sequenza di pressione. Devi premere la punta inferiore della falce, poi il centro esatto del disco vuoto, e infine la punta superiore. Ma devi farlo imprimendo il peso del corpo, senza fretta. Se sbagli la sequenza o il ritmo, le rune d'argento si spegneranno per un'ora, bloccando il meccanismo. Mentre James memorizza i punti d'ancoraggio e la fonte al centro della stanza continua a incresparsi in piccoli cerchi argentei, Lyra ed Evadne si siedono lentamente su una delle brande di tela. L'invito di Raskva a fare domande sembra sciogliere l'ultimo strato di ghiaccio e terrore che le teneva prigioniere. Evadne appoggia l'idolo d'osso di balena sulle ginocchia, accarezzandolo distrattamente con le dita scure. Alza lo sguardo verde e penetrante prima su Raskva, poi su James. Le sue grandi corna nere intercettano la luce pulsante dell'acqua. La mamma... la mamma ci diceva sempre che la terraferma non era il nostro posto. Diceva che eravamo nate sotto una luna sbagliata e che il mare un giorno avrebbe preteso il suo prezzo. esordisce la tiefling, con la voce che stavolta ha perso la finta autorità usata con i Kuo-toa, rivelando una profonda, giovanile incertezza. Ci avete salvate da quel tempio e ora dite che dobbiamo scendere sotto la marea... ma noi non sappiamo nulla di cosa ci sia laggiù. Dove avete intenzione di portarci, esattamente? Perché quel vecchio mercante pirata è così ossessionato da noi da stringere patti persino con le ombre della città? Cosa siamo noi per lui? @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
James sciamano Ho studiato tanti rituali e tante religioni, ma questa è proprio strana... Eppure, mischiando rituali di popoli della natura, otteniamo il risultato sperato... Nel nascondiglio, mi rilasso immediatamente. Le protezioni del luogo sono talmente forti, che se i nostri nemici dispongono di qualcosa in grado di agirarle, allora la nostra missione è fallita a prescindere! "Non me ne vogliate, non voglio certo fare l'uccello del malaugurio, ma potreste indicarci i rituali e dove toccare per entrare ed uscire?" Dico alle nostre accompagnatrici "Questo luogo pare inespugnabile, e voi due siete certamente delle ottime combattenti, ma tre giorni sono tanti, e possono succedere tante cose. Sarebbe meglio avere l'autonomia per entrare ed uscire, per evitare di restare chiusi fuori, o peggio... Chiusi dentro." Spero il sottotesto sia chiaro...
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva Assisto in silenzio a quella sorta di rituale improvvisato, tirando un sospiro di sollievo quando quegli strani esseri ci lasciano passare. Proseguiamo fino al tempio dove possiamo finalmente rilassarci bel posto dico posando il falchion ad una delle pareti e quando usciremo di qui saranno ad aspettarci quella è l'unica via di uscita? domando quasi distrattamente indicando la porta da cui siamo arrivati siete state brave con quegli esseri, dovete essere fiere l'una dell'altra. Ora che siamo più tranquilli possiamo rispondere ad eventuali domande, immagino ne avrete molte
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Prima missione - Per una giusta causa
Il silenzio della cisterna viene squarciato dal secco e ritmico click metallico che risuona dalle gole dei Kuo-toa. Quando James compie quel passo avanti, il tempo sembra dilatarsi. Con movimenti calcolati, solenni, privi di qualsiasi esitazione che possa tradire la natura mortale del gruppo, lo sciamano si inchina leggermente. Le sue dita stringono l'idolo d'osso di balena. L'anziano Monitor non si muove; le sue grandi branchie flaccide vibrano emettendo un fischio viscido e soddisfatto, interpretando quel gesto distaccato come l'accettazione del tributo sacro. James non trattiene il feticcio per sé. Ruota sui tacchi con deliberata lentezza cerimoniale e lo porge direttamente verso Evadne e Lyra. Il messaggio visivo per le creature-pesce è palese, definitivo: lo sciamano è solo l'araldo, il sommo sacerdote terreno; loro, le gemelle, sono le divinità assolute nate dall'abisso. La reazione dei Kuo-toa è immediata e raggelante nella sua follia collettiva. La dozzina di creature reclina la testa di lato, sgranando gli occhi vitrei. All'unisono, iniziano a percuotere i palmi contro la passerella bagnata, generando un battito cupo e ossessivo che fa vibrare l'acqua della pozza. Lyra stringe l'idolo d'osso al petto con dita tremanti, mentre Evadne fa un passo avanti, lasciando che le sue grandi corna nere fendano la penombra rovente. La tiefling fissa l'anziano Monitor e, ricordando le parole serrate di Raskva, solleva una mano d'ebano indicando prima il disegno sacrilego di Shar e poi la scimitarra dei pirati conficcata nella roccia con i loro nomi. La voce di Evadne risuona nella cisterna, carica di un'autorità innaturale, quasi amplificata dall'inconscio potere trasmutativo che scorre nel suo sangue...Custodite questo luogo dai profanatori della terraferma. Chiunque oserà calpestare queste gallerie per darci la caccia... incontrerà la vostra furia. I Kuo-toa non comprendono il Comune, ma la mente distorta della loro razza si nutre di intenzioni, simbolismi ed emanazioni psichiche. Il Monitor fissa la scimitarra dei pirati, poi sputa un grumo di melma scura ai piedi del marchio d'oro sbiadito, voltando le spalle all'altare di Shar in segno di totale disprezzo. Le creature anfibie si rialzano lentamente, disponendosi ai lati della passerella come una grottesca e impenetrabile guardia d'onore biologica, sibilando verso l'oscurità dei tunnel da cui siete venuti. Il messaggio è muto ma chiaro: il santuario sotterraneo delle Spose della Marea è sigillato, e la malavita di Tsurlagol troverà una barriera di artigli e follia ad attenderla. Le due guardie drow di Eilistraee si scambiano un'occhiata rapida, colpite dall'audacia della mossa. La guerriera scura fa un cenno deciso a Raskva con la mano guantata...Muoviamoci, adesso. La loro frenesia religiosa durerà finché percepiranno la vostra presenza. Sfruttiamo lo scudo che avete creato prima che la loro demenza cambi orientamento. Il gruppo riprende la marcia in fila serrata, lasciandosi alle spalle il battito ritmico dei Kuo-toa che sfuma lentamente nello sgocciolio della riserva idrica. Camminate per quasi un'altra ora, addentrandovi ancora più a fondo nelle viscere dimenticate di Tsurlagol. Sotto la guida attenta e silenziosa delle due drow di Eilistraee, i cunicoli umidi e grezzi iniziano a cambiare aspetto. La pietra grezza e frantumata cede gradualmente il passo a blocchi di marmo bianco venato, antico e levigato, sebbene pesantemente intaccato dal tempo e coperto di polvere secolare. L'aria stessa, prima carica dell'odore stagnante di decomposizione della cisterna, si fa improvvisamente più leggera, fresca e pervasa da un impercettibile profumo di gelsomino e cera vergine, lo stesso che aleggiava nella navata superiore del santuario. Siete entrati nelle cripte sigillate della prima fondazione, un luogo dove l'influenza della terraferma non ha mai osato mettere piede. Le gemelle camminano tenendosi per mano. Lyra sembra riprendere un po' di colore sul viso, come se l'atmosfera di questo posto le donasse un briciolo di sollievo, mentre Evadne stringe al petto il feticcio d'osso, le sue grandi corna nere che sfiorano le volte ad arco del corridoio. All'improvviso, la drow in avanguardia si ferma davanti a una massiccia porta di pietra bianca, decorata con un bassorilievo circolare che raffigura una mezzaluna d'argento. Non ci sono serrature visibili, ma l'intera superficie della pietra emana una debole e costante luminescenza argentea che rischiara la penombra del tunnel. La drow si volta verso James e Raskva, abbassando il cappuccio del suo mantello argentato...Siamo arrivati. Questo è il Sanctum della Luna Silente. Le barriere mistiche erette qui secoli fa dai primi fedeli di Selûne sono ancora intatte. Questo luogo è completamente schermato: nessuna spia di Shar, nessun legame divinatorio dei mercanti del porto e nessun calore corporeo può essere percepito dall'esterno finché restiamo dietro questa soglia. Sarete invisibili al mondo superficiale per i prossimi tre giorni. La guerriera scura solleva la mano guantata e preme le dita su tre punti specifici del bassorilievo lunare. Con un suono sordo e solenne di pietra che scorre su pietra, il monumentale battente si sposta di lato, rivelando un ampio ambiente sotterraneo. L'interno è una cappella dimenticata: al centro si trova una fonte circolare di acqua limpidissima che riflette una luce argentea che sembra provenire direttamente dal soffitto, nonostante siate a chilometri sotto terra. Lungo le pareti ci sono brande di tela, casse con vecchie razioni conservate magicamente e piccoli bracieri spenti pronti all'uso. È un rifugio perfetto, sicuro e pervaso da una profonda sensazione di pace sacra. @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
James sciamano "Sì..." Mi affretto ad aggiungere una volta che ho capito quello strano rituale come funziona. Per togliere le ragazze dall'impasse, avanzo io e con fare cerimoniale, solenne e distaccatto, accolgo il feticcio, ma mi appresto a portarlo alle ragazze immediatamente, senza dare adito a fraintendimenti: sono loro le divinità assolute.
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva Ragazze mi avvicino appena alle due gemmelle credo che dovreste prendere l'idolo e ringraziarli. Chiedetegli di proteggervi contro chiunque abbia fatto quello indico i nostri nomi scritti sulla scimitarra e in generale da chiunque a parte noi vi si avvicini
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Prima missione - Per una giusta causa
La drow più vicina a Raskva non distoglie lo sguardo viscido e attento dai corpi squamosi dei Kuo-toa. Risponde con un sussurro appena percettibile, la voce ferma ma carica di cautela. Sono feccia anfibia delle profondità, guerriera. Creature folli, guidate solo da visioni e demenze religiose. Non conoscono l'onore o i patti, ma temono e venerano ciò che appartiene all'abisso. Se provassimo a usarli come soldati contro gli sgherri del porto o i fanatici di Shar, la loro follia potrebbe rivoltarsi contro di noi al primo battito di ciglia. Ma se le ragazze sono il loro fulcro, possiamo usarli come scudo invisibile. Finché adoreranno loro, non permetteranno a nessun altro di calpestare queste gallerie. @ Raskva James fa un passo avanti, isolando la mente dallo sgocciolio della cisterna per concentrarsi sulla bizzarra e distorta simbologia di quel rituale improvvisato, mentre l'anziano Monitor Kuo-toa solleva nuovamente il bastone di corallo nero. La creatura emette un fischio viscido dalle branchie aperte, in attesa che il piccolo idolo di osso di balena ai vostri piedi venga raccolto per suggellare il passaggio oltre la cisterna. @ James
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Prima missione - Per una giusta causa
James, sciamano Rifletto su quanto stiamo guardando. "Bizzarro..." Mormoro osservando quello strano rituale, cercando di capirne qualcosa Conoscenze L'intuizione di Raskva è interessante, ma la lista non mi piace particolarmente.
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva Seguo le drow sotto al tempio e lungo i tunnel restando in silenzio. Dopo un po' ci imbattiamo in qualcosa di decisamente inaspettato. Una sorta di altare con i nostri nomi scritti sopra carino digrigno i denti portando la mano all'elsa del falchion. Gli strani esseri che escono dall'acqua non sembrano però minacciosi e sembrano in adorazione delle due ragazze voi sapete cosa sono? Forse potremmo sfruttarli a nostro vantaggio? Chiedo alla drow più vicina Dm
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Prima missione - Per una giusta causa
Therathyn Dralanthis accetta il silenzio denso di Raskva con un cenno grave del capo, per poi fare un gesto alle novizie affinché riempiano due sacche da viaggio con otri d'acqua pura e gallette d'orzo. Quando James sorride rassicurante alle due sorelle parlando di fare loro compagnia nei sotterranei, l'elfa bionda, Lyra, accenna un debolissimo sorriso di rimando, visibilmente sollevata. La tiefling, invece, mantiene lo sguardo fisso sullo sciamano, studiandolo con rispetto prima di annuire decisa e stringersi il mantello attorno alle spalle. [ Seguitemi...mormora la prima guardia drow, la cui voce ha il suono del vento tra le rocce. La guerriera scura si avvicina a una delle pareti di pietra della cripta. Sfiora un'incisione quasi invisibile a forma di falce di luna, e una sezione di roccia ruota verso l'interno senza emettere il minimo rumore, rivelando una scalinata umida che scende vertiginosamente nel buio profondo. L'odore di terra bagnata e di pietra millenaria vi investe all'istante. Imboccate il passaggio in fila serrata. Le due guardie drow si muovono con una grazia innaturale: una apre la pista nell'oscurità più assoluta, mentre la seconda si posiziona in retroguardia accanto a Raskva, badando a richiudere il passaggio segreto alle vostre spalle. Sotto i vostri passi, i gradini di pietra grezza lasciano il posto a cunicoli sotterranei sempre più stretti e freddi. Siete ufficialmente entrati nelle vecchie catacombe di Tsurlagol, un labirinto dimenticato dal Concilio dei Mercanti. Camminate nel buio da quasi due ore, addentrandovi profondamente nei meandri della città sotterranea, ormai a chilometri di distanza dalla sicurezza del tempio sovrastante. Il silenzio è interrotto solo dallo sgocciolio dell'acqua che filtra dalla superficie e dal fruscio dei vostri mantelli. Le gemelle camminano vicine, tenendosi per mano senza emettere un lamento. All'improvviso, il cunicolo si spalanca in una mastodontica cisterna di pietra ad arco, una vecchia riserva idrica della prima fondazione della città. La drow in testa si blocca bruscamente, sollevando una mano guantata e arretrando di un passo per non calpestare qualcosa. [1, 2] L'atmosfera qui è raggelante. Al centro della sala c'è un'enorme pozza d'acqua, ma lungo la passerella di pietra che la costeggia si consuma un orrore visivo immobile. Davanti a voi giacciono i corpi di un'intera pattuglia di cinque guardie cittadine. Non ci sono segni di sangue o ferite da taglio. I loro corpi sono stati completamente mummificati e prosciugati, la pelle è grigia, secca, incollata ai crani in un'eterna smorfia di terrore. Le loro armature metalliche sono arrugginite come se fossero rimaste lì per cinquant'anni. I loro cadaveri non proiettano alcuna ombra sul pavimento, come se l'oscurità circostante le avesse letteralmente strappate via. Ma l'impatto maggiore è sulla parete di pietra sovrastante. Qualcuno ha usato una miscela scura per tracciare un enorme, grottesco disegno sacrilego. È il simbolo di Shar , un cerchio d'oro sbiadito che racchiude un vuoto di fumo nero. Sotto di esso, conficcata profondamente nella roccia attraverso il centro del disegno, c'è una vecchia scimitarra da bordo pesante, tipica dei pirati del porto. Attorno alla lama, incisi grossolanamente sulla pietra con la punta di un pugnale, risaltano quattro nomi scritti in caratteri ben leggibili...James, Raskva, Lyra ed Evadne. Nessun mostro attacca e nessuna ombra parla. Eppure, dall'enorme e profonda pozza d'acqua nera al centro della cisterna, iniziano a emergere in totale e assoluto silenzio decine di occhi sporgenti, vitrei e privi di palpebre. A risalire lentamente verso la passerella di pietra è una tribù di una dozzina di Kuo-toa, creature anfibie dal corpo viscido e squamoso, con teste simili a grandi pesci abissali e dita palmate. Ignorano del tutto i cadaveri delle guardie cittadine e il marchio di Shar. Non impugnano armi e non assumono posture aggressive, ma sono disposti in un semicerchio perfetto attorno alla pozza, muovendosi con una lentezza quasi ipnotica. Al centro del loro schieramento, un gigantesco Kuo-toa anziano , il loro Monitor, solleva verso l'alto un bizzarro bastone cerimoniale fatto di corallo nero e scarti di carpenteria navale arrugginiti. Le creature emettono all'unisono un sommesso, ritmico suono gutturale, un click metallico che risuona contro la volta di pietra. Le grandi corna nere di Evadne intercettano i deboli riflessi dell'acqua bagnata mentre la ragazza indietreggia di un passo, ma l'attenzione della tribù di pesci antropomorfi si focalizza interamente sulle due gemelle. I Kuo-toa inclinano le teste bizzarre di lato, fissando con fervore quasi mistico la pelle grigiastra della tiefling e i capelli biondi dell'elfa, attratti in modo viscerale dalle emanazioni abissali delle Spose della Marea. L'anziano Monitor compie due passi lenti sulla passerella bagnata, spingendo con delicatezza un piccolo idolo intagliato nell'osso di balena direttamente verso i piedi dei vostri personaggi. La statuetta raffigura una mostruosa piovra dalle sembianze vagamente umane, una delle loro divinità folli create dalla loro immaginazione distorta. I Kuo-toa si inginocchiano all'unisono sulla roccia umida, reclinando i corpi viscidi davanti a Lyra ed Evadne, non per bloccarvi la strada, ma in un bizzarro e inquietante atto di muta adorazione, offrendovi quel feticcio prima che possiate proseguire la fuga verso il rifugio sicuro delle drow. @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva Faccio un lungo sospiro se non c'è altro modo resto in silenzio qualche minuto meglio partire
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Prima missione - Per una giusta causa
James, sciamano "Bene, allora andiamo. Faremo da scorta alle ragazze per i prossimi giorni, e le scorteremo al portale al momento giusto. Penso ci occorrano solo un po' di scorte di cibo e acqua, e passeremo un po' di tempo a farci compagnia." Dico sorridendo incoraggiante alle due sorelle.
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Prima missione - Per una giusta causa
Therathyn Dralanthis accoglie le parole taglienti di Raskva con un impercettibile abbassamento delle palpebre, incassando il colpo con l'austera dignità tipica della sua stirpe. Quando James solleva il problema cruciale dei tre giorni e dell'assenza della chiave d'accesso, la Somma Sacerdotessa elfa sposta lo sguardo sui bracieri, la mente chiaramente intenta a calcolare le opzioni rimaste. A Myth Nantar troverete un'antica burocrazia e un forte orgoglio, guerriera, risponde Therathyn, fissando Raskva con assoluta e limpida serietà. L'alto consiglio degli elfi acquatici non vede di buon occhio gli abitanti della superficie, ma le Spose della Marea sono legate a una promessa che risale a secoli fa, prima ancora che Tsurlagol diventasse questo caotico nido di mercanti. Laggiù le ragazze non saranno considerate proprietà o pegni di sangue per debiti commerciali. Saranno protette come un tesoro sacro, perché il loro sangue tiefling ed elfico custodisce un equilibrio che i sacerdoti del Mare delle Stelle Cadute considerano vitale. Non vi attaccheranno. Ma vorranno delle risposte da voi. L'elfa si volta poi verso James, ascoltando con attenzione il vincolo temporale imposto dal portale della Sembiana. Le due guardie drow di Eilistraee rimangono immobili ai lati della stanza, i mantelli argentati che riflettono la luce calda del fuoco, pronte a scattare al minimo ordine. Tre giorni sono un'eternità se restate nascosti tra i moli, sciamano, dice la Somma Sacerdotessa, la voce che si fa più serrata mentre un sordo rombo di tuono fa tremare leggermente le spesse pareti di pietra della cripta. Se il porto è sorvegliato, non potete rischiare di esporre le ragazze per così tanto tempo. Ma la Vergine della Luna non lascia i suoi fedeli senza sentieri nell'oscurità. Therathyn si avvicina al grande tavolo di pietra, sposta una mappa nautica ingiallita e picchietta il dito affilato su una pergamena che raffigura i sotterranei della città. Sotto il distretto dei templi si estendono le vecchie catacombe della prima fondazione di Tsurlagol. Sono corridoi umidi, dimenticati dai magistrati del Concilio e pattugliati solo dalle creature della notte. Le mie sorelle devote di Eilistraee, dice indicando con un cenno del capo le due drow armate, conoscono un rifugio sicuro e isolato all'interno di questi cunicoli, protetto da barriere sacre che nascondono le emanazioni magiche e il calore dei corpi. Se la chiave per gli abissi è temporaneamente preclusa, vi condurranno laggiù. La gemella tiefling fa un passo avanti dalla panca, le grandi corna nere che fendono la penombra della sala. Guarda prima James e poi Raskva, stringendo con dita tese il ciondolo a forma di insetto verde. Possiamo camminare per ore se necessario. Non abbiamo paura del buio, dice la ragazza, la voce ferma che contrasta con il silenzio timoroso della sorella elfa bionda, rimasta seduta a fissare le proprie mani. Tutto è meglio che finire nelle stive di quel pirata. Therathyn solleva lo sguardo sui due agenti della Morrigan & Larson. Le mie guardie vi guideranno attraverso i passaggi sotterranei del tempio fino al rifugio nelle catacombe. Lì potrete riposare, pianificare le vostre mosse e attendere che il tempo del vostro portale sia maturo, al sicuro dalle spie della superficie. Raskva, James... prendete le ragazze e andate. La tempesta fuori coprirà i primi passi della vostra discesa. @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
James, sciamano "Inoltre..." Mi affretto ad aggiungere "Non sarà così facile tornare negli abissi. Il portale che abbiamo usato si riaprirà tra poco meno di tre giorni, e non siamo più in possesso della chiave per discendere in autonomia..."
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva Cionondimeno stringo leggermente le labbra ci avete nascosto informazioni piuttosto importanti, ma oramai non ha più importanza mi volto appena verso le ragazze Se il nostro caro amico si è già mosso non sarà facile, ma non abbiamo intenzione di lasciare le due ragazze nelle mani del pirata e non abbiamo intenzione di venire meno alla parola data mi sistemo meglio il mantello voglio però sapere qualcosa e la prego di essere sincera. Cosa dobbiamo aspettarci da Myth Nantar?
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Prima missione - Per una giusta causa
Therathyn Dralanthis si irrigidisce visibilmente quando Raskva pronuncia il nome di Myth Nantar. Le sue dita affilate, che stavano per sfiorare le pesanti sacche di cuoio di squalo tese dalla guerriera, si fermano a mezz'aria. Raskva sfrutta ogni briciolo della sua sensibilità e del suo addestramento sul campo per analizzare la reazione dell'elfa, mentre poggia le borse sul tavolo @ Ravska La sacerdotessa ritira lentamente le mani, intrecciandole nelle ampie maniche cerulee. Abbassa lo sguardo sul tavolo, evitando per un istante il contatto visivo diretto con Raskva. Myth Nantar... sussurra Therathyn, e la sua voce eterea per la prima volta perde un briciolo della sua fermezza magica. Allora il destino ha trovato la sua strada nonostante i miei sforzi per deviarlo. Sì, conosco la città sommersa. E conosco il nome con cui gli elfi acquatici chiamano quelle fanciulle: le Spose della Marea. James fa un passo avanti, abbassando il tono di voce per non farsi sentire dalle due dirette interessate sulla panca. Lo sciamano parla della profezia e del fatto che il riscatto legale non fermerà mai le bramosie del mercante pirata. A quelle parole, la Somma Sacerdotessa solleva di scatto la testa. I suoi occhi elfici brillano nella penombra dei bracieri di rame, fissandosi prima su James e poi sulle gemelle, che sono rimaste immobili. L'elfa bionda stringe convulsamente la mano della sorella tiefling, e le grandi corna nere di quest'ultima intercettano la luce rossastra del fuoco mentre entrambe tendono l'orecchio, capendo che si sta decidendo del loro futuro. Non vi ho mentito, agenti. Ho solo tentato di proteggerle dall'avidità della terraferma...dice Therathyn, parlando a bassa voce, facendo eco alla cautela di James. Sapevo che quel vecchio pirata aveva scoperto la loro stirpe. Tutta questa faccenda del debito dei Blissen è stata orchestrata pezzo dopo pezzo per incastrare il tempio e costringerci a cederle quando i termini legali sarebbero scaduti. Non si fermerà davanti a una borsa d'oro, avete ragione. Troverà un altro pretesto, un altro cavillo, o assolderà dei mercenari per prenderle con la forza lungo le strade di Tsurlagol. L'elfa guarda le borse di cuoio di squalo bagnate sul tavolo di pietra, poi sospira, arrendendosi all'evidenza. Se a Myth Nantar sanno del loro risveglio, e se avete stretto un patto con le autorità degli abissi, allora la superficie non è più un luogo sicuro per loro. Questa notte stessa, gli sgherri del porto hanno iniziato a muoversi in modo insolito; per questo le mie sorelle stanno sbarrando le porte. Temo che il pirata abbia capito che vi stavate muovendo troppo in fretta e stia pianificando un colpo di mano prima che il Concilio possa registrare il pagamento domani mattina. La Somma Sacerdotessa se volta verso la panca. La gemella tiefling si alza in piedi con un movimento fluido e fiero, stringendo il ciondolo a forma di insetto verde che porta al collo. I suoi occhi verdi penetranti si piantano in quelli di James. Vogliono mandarci nell'oceano, Lyra...dice la tiefling alla sorella bionda, la voce ferma ma carica di un'emozione profonda. Il posto di cui parlava la mamma nei suoi diari. Sotto la marea. Therathyn torna a guardare Raskva e James, l'espressione solenne. Accetto il vostro oro come deposito sacro. Domani mattina lo presenterò al Concilio, ma le ragazze non aspetteranno l'alba a Tsurlagol. Se avete intenzione di proteggerle, dovete portarle via adesso, sfruttando il favore della notte e della tempesta prima che gli uomini del porto circondino l'intero quartiere. La Somma Sacerdotessa elfa batte due volte le mani. Dai veli scuri che coprono le nicchie laterali della stanza sotterranea, si fanno avanti in silenzio due figure slanciate e letali. Sono le sue guardie del corpo personali , due elfe scure...la loro pelle d'ebano risalta contro le armature di cuoio borchiato scuro e i mantelli argentati che portano sulle spalle. Impugnano spade ricurve e sui loro pettorali d'acciaio è inciso il simbolo della spada d'argento davanti alla luna piena, il vessillo delle drow devote a Eilistraee, la dea della danza e della redenzione. I loro sguardi sono freddi, determinati e abituati alle imboscate notturne. Loro due vi scorteranno fuori dal santuario...dichiara fermamente Therathyn, indicando le due guerriere drow. Conoscono ogni passaggio sotterraneo e ogni vicolo buio di Tsurlagol per evitare le vedette del porto. Vi aiuteranno a coprire i fianchi e a portare le Spose della Marea sane e salve ovunque dobbiate condurle per lasciarvi la città alle spalle. Andate, e che la Vergine della Luna guidi i vostri passi nell'oscurità. @ Tutti