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Per Jeremy Crawford modificare razze e allineamenti in D&D richiederà anni

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    Un anno (o 35) nella vita di un Dungeon

    • Andiamo a scoprire assieme uno dei dungeon più vecchi di D&D, da sempre nascosto in bella vista nei nostri manuali.

    Articolo di J.R. Zambrano del 05 Febbraio 2019

    Sfogliando le pagine della Guida del Dungeon Master possiamo entrare nelle pagine della storia scoprendo un Dungeon che è in giro sia da AD&D 1E, in attesa di avventurieri che lo esplorino.

    Questo dungeon, uno dei più vecchi di D&D, non ha un nome. Non appare in alcun modulo. Non ha una lista dettagliata di mostri che potete trovare nelle sue stanze. Sono semplicemente 39 stanze differenti, tra cui molte che il vostro gruppo potrebbe non trovare nemmeno se non si accorge delle nove differenti porte segrete del dungeon - o se non cadono nella fossa nascosta. Non è presente in nessuna avventura pubblicata, ma si nasconde nelle pagine delle Guide del Dungeon Mastre ormai da molte edizioni, sin dai tempi della 1E.

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    Ora, non è specificato in questa immagine, ma viene indicato in precedenza nel manuale che la scala di questo dungeon è di 1 quadretto = 3 metri. Quindi non solo questo dungeon è praticamente un labirinto, ma è anche gigantesco. Cosa che apprezzo, fornisce un buon punto di partenza per i DM in erba che vogliono iniziare a creare i propri complessi. Esso richiama le gigantesche piante dei dungeon in cui i creatori del gioco si muovevano; inoltre, se questo è il primo approccio che uno ha con la creazione dell'impianto di un dungeon, esso nasconde molte lezioni su come sigillare delle parti del proprio complesso (ovviamente, se volete che i giocatori le scoprano potreste voler dare loro degli indizi in merito a certi "vicoli ciechi" in altri punti del dungeon).

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    Ventun'anni dopo, il Dungeon di Esempio era ancora vivo e pronto a farsi valere, anche se con un'illustrazione aggiornata per meglio adattarsi allo stile del momento. Ristampato nel 2000 per la Guida del Dungeon Master 3.0 il Dungeon di Esempio ritornò con furore sulla scena, introducendo una nuova generazione di Dungeon Master ai suoi corridoi tortuosi e pieni di angoli.

    E, considerando quanto la 3E si concentrasse su mappe e griglie, questa versione appare ottima per poter essere trasportata sulle griglie di combattimento che erano di gran voga in quel periodo (e che stanno diventando sempre più difficili da trovare).

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    E infine la 5E, mostrando ancora una volta il suo grande amore per la storia di D&D, ci ripresenta la stessa mappa 35 anni dopo nel 2014. Ora che D&D ha raggiunto i 45 anni e il Dungeon di Esempio i 40 abbiamo pensato di mettere di nuovo in luce questa mappa, così che coloro che non l'hanno mai vista possano studiarla e farsi un corso rapido su come impostare un dungeon.

    Ci sono molte cose su questa mappa, ma si può dividere il dungeon essenzialmente in due parti. Presumendo di partire dalla Stanza 1 c'è la Parte A, ovvero la serie di corridoi interconnessi alla Stanza 1, e la Parte B, ovvero la sezione di dungeon nascosta dietro la porta segreta nella Stanza 3. Il che rende più facile dividere le cose man mano che si esplora e si decide con cosa popolare il dungeon.

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    Questo singolo aspetto, ovvero "questa parte del Dungeon è nascosta per coloro che non sanno della porta" fornisce così tanto materiale con cui lavorare. Può suggerire che ciò che avviene in quella parte del dungeon sia più sinistro o misterioso, cosa che può aiutare nel creare il tema per quella zona. E poi ci sono tutte le altre porte segrete, che ci portano a chiederci a quale scopo servissero. In che modo sono usate dagli abitanti del Dungeon?

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    Questo serve anche a ricompensare i personaggi che si dedicano all'esplorazione (uno dei tre pilastri del gioco). La prima parte del dungeon potrebbe rivelare alcuni segreti se i giocatori sono attenti nel crearsi una mappa: tutte le aree della Parte A possono essere scoperte semplicemente esplorando il dungeon. Ma per poter scoprire un modo per scendere bisogna trovare la porta segreta, il che potrebbe implicare la necessità di trovare un riferimento al "secondo livello" o degli altri indizi che facciano capire che si è perso qualcosa. Oppure i vostri giocatori tireranno dadi all'impazzata mentre esplorano ogni stanza ossessivamente mandando all'aria il vostro mistero ben congegnato.

    Anche questa è una componente tradizionale e apprezzabile di Dungeons & Dragons. Quindi, che vogliate esplorare a fondo questa mappa o che siate semplicemente felici di aver trovato un dungeon semplice e già pronto, grande a sufficienza da farvi prendere il tempo che vi serve per progettare il seguito della campagna, potrete godervi questa parte della storia di D&D.

    Buone Avventure!



    Article type: Approfondimenti


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    Recommended Comments

    Io ancora ricordi vividissimi dell'estate del '90, quando rientrato a casa la sera, stavo sveglio nella mia cameretta ancora un'ora per disegnare con la matita su fogli quadrettati, il dungeon che i miei amici avrebbero esplorato il pomeriggio del giorno dopo. Robe senza senso, con polle d'acqua, di fuoco, acido, goblin, rugginofagi e cubi gelatinosi, il tutto in meno 100 m. x 100, senza che si capisse da dove potesse arrivare l'aria, il cibo o il fuoco appunto, e i tesori sparsi qua e la. Tutto senza senso appunto, come questo dungeon d'esempio.

    Ciao, MadLuke.

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    2 ore fa, MadLuke ha scritto:

    Io ancora ricordi vividissimi dell'estate del '90, quando rientrato a casa la sera, stavo sveglio nella mia cameretta ancora un'ora per disegnare con la matita su fogli quadrettati, il dungeon che i miei amici avrebbero esplorato il pomeriggio del giorno dopo. Robe senza senso, con polle d'acqua, di fuoco, acido, goblin, rugginofagi e cubi gelatinosi, il tutto in meno 100 m. x 100, senza che si capisse da dove potesse arrivare l'aria, il cibo o il fuoco appunto, e i tesori sparsi qua e la. Tutto senza senso appunto, come questo dungeon d'esempio.

    Ah, quanti bei ricordi! ❤️

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    Il dungeon in D&D nasce come fosse una sorta di spazio stregato (è chiamato "Underwold" nell'edizione del 1974), un luogo dove le normali leggi naturali potrebbero non funzionare come dovrebbero o essere spezzate del tutto.

    Qualche esempio: la maggior parte delle porte si richiudevano da sole e i PG dovevano aprirle con apposite chiavi o con la forza, ma i mostri che abitano il dungeon potevano invece aprirle senza problemi (c'era anche una regola per provare a mantenere di proposito le porte bloccate così che non potessero richiudersi); tutti i mostri che abitano il dungeon vedevano al buio, ma perdevano questo potere se passavano al servizio di un PG, al pari di elfi e nani che si vedevano privati della loro infravisione dall'aura sovrannaturale emanata dal dungeon.

    Tutto ciò perché il dungeon era appunto inteso come una sorta di spazio "alieno", nemico dei PG, ostile alle loro incursioni e deciso letteralmente a farli fuori.

    Questo aspetto si è lentamente perso nel corso delle edizioni e secondo me è stato un peccato (anche se oggigiorno è stato per certi versi recuperato da 13th Age e i suoi dungeon viventi).

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