NOME PG: Evan Calder PELLE: infernale GIOCATORE: Loki86 ASPETTO: Evan è il tipo di ragazzo che occupa spazio anche quando non parla. Alto, spalle larghe, fisico asciutto e nervoso più da rissa che da palestra. I capelli sono biondo scuro, mossi, portati lunghi quel tanto che basta a sembrare indisciplinati. Lo sguardo è diretto, spesso provocatorio: occhi chiari che sfidano prima ancora di sorridere. Ha sempre qualche segno addosso: nocche arrossate, un labbro spaccato che dice “niente di che”, un livido coperto male. Veste semplice ma studiato per attirare: giacche di pelle, canottiere, jeans scuri, stivali. Non cerca eleganza, cerca presenza. Quando sorride è magnetico. Quando si arrabbia, il suo corpo sembra scaldarsi, come se qualcosa sotto pelle stesse premendo per uscire. EXP: 0/5 PF: 4/4 AVANZAMENTI: MOSSA SESSUALE: Quando fai sesso, il Potere Oscuro perde un Filo su di te e la ottiene su chiunque sia la persona con cui hai fatto sesso. SÉ OSCURO: Ti ritrovi tremante, bisognoso, e solo. Il Potere Oscuro ti intimorirà con delle richieste, apparentemente senza una fine. Ogni richiesta soddisfatta ti conduce più vicino a sentirti di nuovo a posto, e rimuove uno dei Fili che il Potere Oscuro ha su di te. Esci dal tuo Sé Oscuro quando il Potere Oscuro non ha più Fili, o quando stringi un patto con un’entità ancor più pericolosa. STATISTICHE: CALDO: +1 FREDDO: -1 INSTABILE: +2 OSCURO: -1 MOSSE: DEBITO SPIRITUALE: Nomina un Potere Oscuro con cui sei in debito. Scegli due Patti che ha fatto con te. Il Potere Oscuro può guadagnare Fili. Se raggiungesse cinque Fili su di te, innescherebbe il tuo Sé Oscuro. RECLUTATORE OSCURO: Quando porti un’anima innocente al Potere Oscuro… segna Esperienza. PATTI: RESOINSENSIBILE: Puoi dare un Filo al Potere Oscuro per rimuovere una Condizione o fino a due Danni. IL POTERE SCORRE IN TE: Puoi dare un Filo al Potere Oscuro per aggiungere 2 al tuo prossimo tiro (devi scegliere prima di tirare). FILI: Mia Holloway: ho 1 FILO su di lei (pensa di potermi salvare) Hector: ho 1 FILO su di lui (fatato) POTERE OSCURO: ha 1 FILO su di me Caleb Vance: ha 1 FILO su di me (ho un debito con lui) Cole Rourke (meccanico): ha 1 FILO su di me (ho un debito con lui) Oscar: ha 1 FILO su di me (vampiro) CONDIZIONI: - - MATERIE FACOLTATIVE: Evan ne segue solo due... lo stretto indispensabile. ARTE e TEATRO... non perché gliene importi qualcosa... semplicemente perché trova sexy la professoressa Rivers e perché vorrebbe avere qualche lezione privata di "arte" con la Crane. BACKGROUND: Storia Evan non è nato a Thalos’ Rest. Ci è arrivato. Un anno fa viveva altrove, in una città qualsiasi, con un padre ex militare che credeva solo in due cose: forza e disciplina. Evan non è mai stato abbastanza. Non abbastanza duro. Non abbastanza determinato. Non abbastanza uomo. Ogni complimento era seguito da una correzione. Ogni errore diventava una prova definitiva della sua inadeguatezza. Poi, durante una gita scolastica, Evan ha rubato una pietra da una teca di museo: un frammento di ossidiana nera, proveniente dal Monte Thalos. Non per interesse. Per rabbia. Per dimostrare che poteva farlo. Quella notte ha sognato calore. Non fuoco che brucia, ma fuoco che accoglie. Una presenza antica, profonda, paziente. Qualcosa che non gli chiedeva di essere migliore, ma solo di lasciarsi andare. Da allora, ogni volta che Evan cedeva all’impulso — una rissa, una conquista, un’umiliazione inflitta — sentiva quella forza scorrere in lui. Più sicuro. Più desiderato. Più reale. Poco dopo, il trasferimento. Thalos’ Rest. Come se non fosse stata una scelta. Come se la città lo avesse chiamato prima ancora che lui capisse perché. Carattere e psiche Evan è una testa calda. Vive nel corpo prima che nella testa. Reagisce, non pianifica. Seduce perché gli piace essere guardato, desiderato, scelto. Non gioca sul lungo periodo: prende ciò che vuole adesso. La caratteristica Freddo bassa significa che non manipola con finezza. Non trama. Se vuole qualcosa, lo afferra. Se è ferito, colpisce. Oscuro basso vuol dire che non capisce davvero cosa lo possiede. Non riflette sul patto. Non vuole sapere il prezzo. Sa solo che senza quel potere tornerebbe piccolo. Invisibile. Debole. L’entità del vulcano lo nutre proprio così: non con promesse, ma con sensazioni. Forza. Calore. Centralità. Evan non la serve per devozione, ma per dipendenza. E questo lo rende pericoloso… soprattutto per sé stesso. Sotto il bullo c’è un ragazzo che misura il proprio valore con lo sguardo degli altri. E che teme, più di ogni cosa, di non valere nulla senza quella forza addosso. Relazioni principali Il Padre – Richard Calder Ex soldato. Burbero. Rigido. Convinto che il mondo sia una lotta tra dominanti e dominati. Ha cresciuto Evan come si addestra un cane da guardia: col bastone più che con la carezza. Non ha mai smesso di ricordargli chi comanda davvero. Evan lo odia. Evan lo cerca. Evan vuole la sua approvazione come si vuole l’aria quando si affoga. L’entità lo sa. E glielo sussurra spesso. La Matrigna – Laura Presenza neutra, stanca. Non è crudele, ma nemmeno una difesa. Ha imparato a non intervenire. Per Evan è quasi invisibile. Il Fratellastro – Noah (10 anni) Stesso padre, madre diversa. Più piccolo. Più fragile. Evan non sa bene come comportarsi con lui. A volte lo ignora. A volte lo protegge con troppa aggressività. In Noah rivede quello che era… o quello che teme di essere senza il potere. Amici Nessuno di vero. Conoscenti, compagni di bevute, gente che ride con lui finché conviene. Evan è circondato, ma solo. Spesso si scontra con i ragazzi con la personalità più forte nella scuola, per dimostrare a tutti e a se stesso chi è che vale di più. Relazioni amorose Conquiste frequenti, legami brevi. Non cerca amore: cerca conferma. Ogni ragazza è uno specchio che gli dice “sei desiderabile”. Finché lo dice. Evan Calder non è un cattivo. È un ragazzo che ha imparato che l’amore va meritato con la forza… e che ora ha trovato qualcosa che gliela presta, a interessi altissimi. SEGNO PARTICOLARE: guida una muscle car usata, nera, troppo rumorosa per Thalos’ Rest. Il rombo arriva sempre prima di lui. Ama la musica anni 80, rock e metal. DOMANDE DI APPROFONDIMENTO DEL MASTER Quando hai sognato l'entità, questa si è mostrata a te con una forma particolare o era solo una voce? Nelle successive interazioni che avete avuto, si è mai rivelata con la stessa o altre forme? Si è mai presentata con un nome? Che tipo di rapporto hai con l'entità? È qualcosa che riesci a sentire sempre presente accanto a te, che riesci a richiamare alla necessità oppure è lei a comparire quando ne hai bisogno o a suo piacimento? La prima volta che sono entrato in contatto con l'entità è stato in sogno. Non aveva una forma precisa. Come spesso accade nei sogni tutto sembra poco definito. Ricordo solo una chiazza nera, densa... Una sorta di fumo scuro in costante movimento e mutamento. E una voce che rimbombava in ogni dove. Il mattino dopo ero convinto che fosse stato solo uno strano sogno. Certe "ca$$ate per me non potevano essere reali. Da quel giorno però ho come sentito una sorta di presenza dentro di me. Unita a me, ma distinta. Sentivo una forza maggiore, una maggior facilità nel riuscire nelle cose che volevo e mi interessavano. Era come se qualcosa mi guidasse. Per un po non ha chiesto niente in cambio... Sembrava quasi un dono gratuito... poi, improvvisamente si è rifatta viva. Come se inizialmente avesse voluto farmi vedere solo i lati positivi della cosa, i vantaggi... rendermi assuefatto del potere che mi dava. L'entità non ha mai interagito con me direttamente. Non l'ho mai più rivista direttamente, ne in sogno ne tanto meno nella realtà. Però lei era lì.. Nella mia testa.. E ha iniziato a farsi sentire.. Era come se la mia mente fosse connessa alla sua.. Ogni tanto mi arrivano pensieri non miei.. immagini.. sensazioni.. E' così che comunica con me. Più volte, percependo la sua presenza ho urlato a gran voce e con rabbia chiedendo chi fosse. Non ho mai avuto nessuna risposta. (Evan non sa che l'entità è in qualche modo legata al vulcano). Alla fine ho deciso che poco mi importava... L'importante erano i vantaggi che mi dava. Ho percepito che forse ci sarà un prezzo da pagare... Ma per ora poco mi importa e non l'ho ancora mai sperimentato. L'entità talvolta interviene spontaneamente... Come a volermi fare un regalo (in realtà mi dà semplicemente la mia "dose" giornaliera). Ultimamente lo fa sempre meno. A volte è invece capitato che percepisse il mio richiamo. Non sempre interviene e, ultimamente mi è parso poi di percepire la necessità di fare qualcosa in cambio.. qualcosa che non era davvero una mia volontà.. ma la sua. PS. (sono stato volutamente molto vago con l'entità in modo da lasciarti spazio di manovra a te per integrarla come meglio credi con l'ambientazione. Riflette un po anche il basso valore che ho in oscuro.. Evan non capisce molto di queste cose e per il momento si fa poche domande. Di base, avendo preso "reclutatore oscuro", mi piacerebbe che l'entità, tra i suoi obiettivi, abbia anche che io gli porti quante più anime possibili... Qual è l'unica volta in cui tuo padre ti ha detto qualcosa che poteva sembrare un complimento? Cosa fai istintivamente quando percepisci la sua presenza, ad esempio sentendone la voce o il rumore dei suoi passi? Ci sono lati su cui temi di diventare o di essere diventato come lui? Evan aveva circa nove o dieci anni. Stava piangendo, di nascosto, dopo che il padre lo aveva sgridato davanti a qualcun altro. Richard lo ha visto. Non ha detto “va tutto bene”. Non ha detto “mi dispiace”. Gli ha solo detto: “Smettila. Se piangi per così poco, vuol dire che non sei ancora pronto.” Non era un complimento vero. Ma Evan lo ha sentito come tale, perché implicava che un giorno avrebbe potuto esserlo. Da allora ha imparato a non farsi vedere fragile. Non perché non lo fosse, ma perché voleva sembrare “pronto”. La prima cosa che fa Evan è irrigidirsi e provare rabbia. Le spalle si tendono, la mascella si chiude. Se può, evita lo sguardo. Se può, se ne va. Cambia stanza, accende il motore dell’auto, alza il volume della musica. Non perché abbia paura che il padre lo colpisca. Ma perché teme che, guardandolo negli occhi, torni a sentirsi piccolo. Il confronto diretto è la cosa che evita di più: preferisce essere il bullo con chiunque altro piuttosto che il figlio davanti a lui. Evan non se lo chiede consapevolmente. Non ha mai formulato il pensiero “sto diventando come mio padre”. Sarebbe troppo doloroso. Evan odia suo padre, ma vive ancora come se dovesse superare un esame che lui ha inventato. Sei un estraneo in città, arrivato da poco più di un anno. Qual è il primo posto di Thalos' Rest che ti ha fatto sentire stranamente a casa? C'è invece un posto in città che eviti istintivamente senza sapere il perché? Evan è un'anima irrequieta. Non ha ancora ben trovato il suo posto nel mondo. Gli è pertanto difficile trovare un posto che lo faccia sentire a casa, proprio perché non si sente di averne una. A Thalos'Rest ha però trovato un posto che ha una particolare attrattiva per lui: il Vetron Lake. Sente come una sorta di richiamo da quelle acque scure e più volte si è ritrovato a raggiungerne le rive per fissare il centro del lago senza un perché. Il posto che invece evita istintivamente sono le vecchie miniere di zolfo abbandonate. In un occasione si è trovato di fronte alla possibilità di doverci entrare per esplorarle insieme ad altri ragazzi. Si è trovato sorprendentemente spaventato dalla prospettiva, sentendosi quasi paralizzato per la paura. Una cosa inspiegabile razionalmente per lui. E' quasi come se quella paura non venisse da lui, ma dall'entità che ormai ha nella testa. C'è qualcuno a scuola che ti teme apertamente? Se sì, questo ti piace o ti disgusta? C'è inoltre qualcun altro che non riesci ad impressionare a prescindere da cosa tu faccia? Se sì, come ti fa sentire? Qual è stata la rissa peggiore che hai causato? Perché qualcuno non se l'è ancora dimenticata. Un ragazzo più piccolo, Miles Harper. Non è un bersaglio fisso, Evan non lo prende in giro ogni giorno. Ed è proprio questo il problema. Miles lo guarda sempre un secondo di troppo, come se stesse valutando una via di fuga. Quando Evan passa, abbassa lo sguardo. Quando Evan ride, si irrigidisce. A Evan la cosa piace. E allo stesso tempo gli fa schifo. Gli piace perché quel timore è una conferma silenziosa: “sono qualcuno”. Lo disgusta perché in fondo Evan non è cattivo, non prova piacere a bullizzare i ragazzini. Semplicemente gli piace essere visto e riconosciuto come il più forte. La persona che Evan non riesce a impressionare, invece, è Claire Donovan. Una bella ragazza del secondo anno dal carattere forte e menefreghista. Non lo teme, non lo desidera, non lo disprezza nemmeno apertamente. Semplicemente… non reagisce. Alle battute risponde con educazione. Alle provocazioni con silenzio. Alle dimostrazioni di forza con uno sguardo che sembra dire “e quindi?”. Questo manda Evan fuori di testa. Non perché la voglia per forza. Ma perché con lei il suo potere non fa presa. E se non funziona con tutti, allora forse non è davvero suo. La presenza di Claire gli lascia addosso una sensazione strana: non rabbia, ma insicurezza nuda, quella che cerca sempre di seppellire. La prima rissa è successa poco dopo l’arrivo di Evan a Thalos’ Rest, contro Chad Prescott. Lui lo ha provocato davanti a tutti. Una frase buttata lì, mezza risata, qualcosa che suonava come “ripetente”, “fallito”. Evan non ha reagito subito. Ha aspettato. Fuori da scuola. Pochi testimoni. Troppo pochi. La rissa è stata sbilanciata. Evan non si è fermato quando l’altro è caduto. Ha continuato finché qualcuno non lo ha trascinato via. Il ragazzo è finito in ospedale con una commozione e una cicatrice che porta ancora addosso. Non abbastanza da rovinargli la vita. Abbastanza da marchiarlo, abbastanza da fargli temere Evan e girargli alla larga. Chi non ha dimenticato l'accaduto è, però, sua sorella minore Lily Prescott. Non lo affronta apertamente, non lo minaccia. Per ora si limita a osservarlo. Lo provoca in modo sottile. A volte sembra disprezzarlo. A volte sembra incuriosita. Medita vendetta, vuole fargliela pagare, ma ne è nel contempo pericolosamente attratta. Una delle tue conquiste ti ha visto vulnerabile? Se sì, cosa è successo dopo? Cosa fai quando senti che qualcuno ti desidera davvero? Se una delle tue conquiste potesse vedere o sentire l'entità da vicino, cosa faresti? No, non è mai successo che Evan si facesse vedere debole, specialmente con una delle sue conquiste. Per lui sarebbe una cosa inaccettabile. O, come minimo, non ha ancora conosciuto quella persona giusta col quale sentirsi libero di farsi vedere debole. Nelle rare occasioni in cui qualche sua fragilità stava per emergere si è sempre sforzato di reprimerla, trasformandola in rabbia. Quando sa che qualcuno lo desidera davvero Evan si sente un vincente. Tende a sfruttare subito la cosa come nutrimento per il suo ego. Se quella persona è una ragazza che gli piace cerca di organizzare subito un modo per portarsela a letto. Se è una che non giudica attraente la ignora. Se è un ragazzo fa in modo che entri nella cricca dei suoi "protetti". Come detto non ha veri amici, ha un orbita di personaggi che gli gravitano intorno che hanno il solo scopo di farlo sentire il leader. Evan, come detto, non si è mai preoccupato troppo di capire le dinamiche di come funziona questa entità. Non sa se le sue conquiste possano entrare in contatto con l'entità e poco gli importa. Probabilmente, se scoprisse che qualcuna di queste conquiste potrebbe essere in pericolo per colpa dell'entità in modo serio, la cosa lo spingerebbe a riflettere un attimo... ma sarebbe comunque combattuto a livello morale. C'è un particolare rituale che fai quando vai al Vetron Lake spontaneamente con lo scopo di rilassarti? Qualcosa che ti aiuta a schiarire la mente ancora di più? A dire il vero, no... Evan non è tipo da "rituali" o "meditazione". E' uno impulsivo, attivo.. più corpo che mente. Evan non va appositamente al lago per schiarirsi la mente.. o almeno per ora non lo ha mai fatto per quel motivo (magari in game potrebbe poi capitare). Evan è come attratto dal lago.. Ci resta pochi minuti, lo fissa, lo osserva... Non capisce e, come sempre quando si trovo di fronte a una situazione che lo mette in "difficoltà", trasforma la cosa in rabbia. Spesso urla e maledice il mondo davanti a quelle sponde, per poi andarsene in cerca di qualcosa o qualcuno di concreto su cui sfogarsi. Da quanti membri è composta la tua cricca di "protetti"? Vi incontrate regolarmente fuori da scuola o sono più cose sporadiche? Che cosa fate di solito quando vi vedete? Non la chiamerei una cricca. Sono principalmente tre o quattro ragazzi che hanno deciso che stare vicino ad Evan è più sicuro che stargli contro. Nessuno di loro lo seguirebbe se smettesse di sembrare quello più forte nella stanza. – Jake Miller: ride troppo forte, sempre pronto a darmi ragione. Vuole sentirsi importante per riflesso. – Tyson Reed: fisico massiccio, parla poco. Non cerca guai, ma se partono le mani è il primo a muoversi. – Eli Carter: quello che porta l’erba, fa battute, prova a sembrare più scaltro di quanto sia. – Logan Pierce (occasionale): ci gira intorno quando conviene, sparisce quando l’aria si fa pesante. Non sono veri amici. Sono presenze. Non c’è un “giorno fisso” in cui vedersi. Succede quando qualcuno scrive, quando c’è voglia di uscire, quando la notte sembra abbastanza lunga. A volte dopo scuola, a volte nel weekend. Nessun impegno vero. Nessuna lealtà dichiarata. Se io non mi facessi vedere per un po’, probabilmente il gruppo si sfilaccerebbe da solo. Quando stiamo insieme principalmente cazzegiamo. Giriamo in macchina, fumiamo, beviamo qualcosa, parcheggiamo in posti dove non dovremmo stare. Si parla di niente e di ragazze. Si ride forte. Ci si sente qualcuno, anche solo per qualche ora. Non andiamo in giro a cercare risse. Non bullizziamo per sport. Ma se qualcuno ci manca di rispetto, se prova a mettermi in discussione davanti agli altri… allora il messaggio arriva chiaro. Non sempre con le mani. Ma sempre abbastanza forte da essere capito. Evan non vuole un gruppo. Vuole che tutti sappiano chi è quello che non conviene sfidare. Ti è mai capitato di fare effettivamente qualcosa contro la tua volontà o senza accorgertene a causa dell'entità (anche qualcosa di piccolo)? Se sì, come hai reagito quando te ne sei reso conto? Sì. Una volta. E col senno di poi, Evan sente che non è stata una volta qualunque. Era notte. Stava guidando senza meta, solo per sfogarsi. Non ricorda di aver deciso di andare lì. Si è semplicemente ritrovato davanti a una vecchia industria abbandonata, ai margini di Thalos’ Rest, verso il monte. Un posto che non aveva mai visto prima, e che pure gli sembrava… familiare. Dentro, tra macchinari arrugginiti e polvere, c’era una grossa pietra vulcanica, incastrata nel pavimento come se fosse sempre stata lì. Evan si è avvicinato senza pensarci. L’ha toccata. La roccia era tiepida. Quando si è ferito il palmo su uno spigolo, il sangue è colato sulla pietra. Non aveva deciso di farlo... Non stava eseguendo un rituale. Stava solo… seguendo qualcosa. Evan, all’inizio ha reagito con fastidio. Ha imprecato, si è stretto la mano, si è guardato intorno come se qualcuno lo stesse osservando. Per un attimo ha avuto la sensazione che l’aria nell’edificio fosse cambiata, come se qualcosa avesse preso fiato. Poi è arrivata la sensazione di potere. Più forte del solito. Più stabile. Come se qualcosa si fosse finalmente “ancorato”. Evan se n’è andato in fretta. Non ha raccontato l’episodio a nessuno. E soprattutto non è più tornato lì… anche se a volte, passando vicino, sente un richiamo sottile, come un calore sotto la pelle. Non ha mai pensato apertamente che quell’atto abbia dato inizio a qualcosa. Ma una parte di lui sa che, da quella notte, l’entità non è più solo dentro di lui. È anche da qualche parte là fuori. DESCRIZIONE FILO BACKGROUD La persona che pensa di poter salvare Evan è Mia Holloway. La naturale empatia della ragazza l'ha portata a intuire in qualche modo il disagio che alberga nella mente di Evan. È l'unica che pur conoscendo poco Evan ha capito che dietro al suo essere un duro si nasconde una fragilità che la incuriosisce. Ovviamente non sa dell'entita' che lo controlla. Lei vuole piu che altro salvare Evan da sé stesso.. Evan percepisce che l'interesse della ragazza è genuino e sa anche che, se volesse, potrebbe ferirla quando e come vuole facendole perdere il suo "fastidioso" candore. Lui non ha bisogno di aiuto.. Lui è forte! Il primo debito lo ho col Potere Oscuro. Gli concedo un FILO Il secondo debito è con Caleb Vance. Durante una rissa a scuola in cui un tizio aveva insultato il fratellino di Evan, Caleb era intervenuto in sua difesa. Non per fare l’eroe, ma per deviare le conseguenze. Aveva parlato con un insegnante, spiegato la versione dei fatti, e lo aveva convinto che Evan non fosse completamente responsabile. Perché? Perchè crede Caleb crede sinceramente che Evan non sia solo “un problema”. E perché non sopporta l’idea di sprecare cosi una persona come Evan. Evan non gli ha mai chiesto aiuto. E proprio per questo gli pesa. Deve qualcosa a qualcuno che: è migliore di lui a scuola, è rispettato senza incutere paura, rappresenta un altro modello di forza. Questo rende il debito insopportabile. Evan rivaleggia con Caleb, ma sa che gliene deve una. Gli concede un FILO. L'ultimo debito è con Cole Rourke, un meccanico di Talos' Rest di circa 35 anni che dirige anche piccoli traffici illegali e lavori sporchi. Poco dopo il suo arrivo a Thalos’ Rest, Evan ha rovinato una serie di macchine, guidando ubriaco di notte. Cole ha sistemato la cosa senza fare domande, sistemando la notte stessa la carrozzeria della macchina di Evan per evitare che il ragazzo avesse guai con la polizia l'indomani. Non ha voluto soldi. In cambio ha solo detto: “Un giorno mi darai una mano. Niente di grosso.” Cole è una persona poco raccomandabile e pericolosa che vede in Evan uno strumento ricolmo di rabbia da sfruttare.