Descrizione della gilda
Gilda unica per comodità dove giocherò campagne One on One con altri membri del forum.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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TdS
Scusa ma credo di aver esagerato stavolta...😅 Mi sono permesso di interpretare una parte i coniugi maniscalchi. Per chiarezza LEI "Martha" parla in viola mentre LUI "Hort" parla, poco, in indaco. Mi ha preso una vena notturna particolarmente ispirata tanto che mi sono commosso a scrivere il post... e anche a rileggerlo...🥹 So che i PNG spettano a te e cercherò di limitarmi ma la scena mi è venuta fuori un tasto alla volta, non l'ho programmata, e ho scritto finchè ho sentito STOP. Non farti problemi a dirmi se qualcosa non va e vorresti cambiarlo e mi scuso ancora per aver invaso il dominio del DM. 😇 Buona lettura... cronometra perchè stavolta ci voglio più di 5min... 🤣
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Selene Continuo a mettere un piede davanti all'altro come un mantra intriso di dolore, i piedi continuano a sanguinare ma la stanchezza che mi grava addosso è quasi come un balsamo che lenisce ogni sensazione. La foresta sembra interminabile anche se procedo come in trance, quasi inconsapevole di quanto mi circonda. Quando finalmente vedo delle piccole luci provenire dalle finestre di una casa ai margini degli ultimi alberi mi riscuoto con il pensiero che la mia agonia stia per terminare e raccogliendo le ultime energie barcollo fino alla porta, riesco in qualche modo a bussare e attendo, sperando nella bontà delle persone, di ricevere aiuto. Sento una voce lontana, non capisco cosa dica. La porta si apre, di nuovo quella voce. La porta si spalanca, la stessa voce, qualcosa mi tira all'interno. Faccio ancora un paio di passi, sento la porta chiudersi e poi le ultime energie residue mi vengono meno, tutto quello che mi circonda è sbiadito, come visto attraverso una lastra di ghiaccio, e ora inizia a vorticare sempre più veloce. Mi sento cadere e resto in attesa dell'impatto con il pavimento ma questo non arriva... credo. Mi sembra di essere in un limbo, un luogo non-luogo mai visto prima. "Sto dormendo, credo, ma non mi sembra un sogno." penso guardandomi attorno senza però riuscire a distinguere nulla, nè sopra nè sotto, nè pavimento nè soffitto, ci sono solo io e poi una voce: "Hai ragione, non è un sogno". Non ne distinguo la provenienza ma rimbomba echeggiando ripetutamente come in un canyon. "Chi sei?" chiedo istintivamente a voce alta continuando a voltarmi per guardarmi intorno alla ricerca della fonte di quelle parole. "Sono TE! La nuova TE. Vieni...". Allo spegnersi dell'eco in lontananza ecco comparire tante piccole fiammelle bianche come a creare una sorta di sentiero. Mi incammino, continuo a camminare per un tempo che non riesco a conteggiare, intorno a me nulla cambia, sembra quasi di essere nello stesso punto e non essermi mai mossa ma proprio in quel momento vedo comparire una rossa nebbia che si leva dal suolo come fuoriuscendo da un cratere. Mi avvicino ulteriormente incuriosita alla nebbia, sempre seguendo le fiammelle, quando all'improvviso noto che, in quello che dovrebbe essere il cielo, si stagliano sette brillantissime stelle a sette punte. La loro luce è così abbacinante che sono costretta ad abbassare lo sguardo. "Eccoti finalmente mia prediletta! Dimmi, cosa stai cercando?" la voce non riecheggia più, è chiara e limpida come se mi parlasse direttamente in testa anche se la percepisco provenire dalla nebbia di fronte a me. "È forse il potere che cerchi?" incalza in attesa della mia risposta. "La verità..." bisbiglio "... cerco la Verità!" ripeto in tono deciso con lo sguardo ancora basso per la luce intensa. "Vuoi dunque dipanare i Misteri di questo mondo?" "Non ho la presunzione di una meta così alta, vorrei poterne comprendere almeno alcuni e... mantenere l'equilibrio, su me stessa e, se ne ho la forza, su quanto posso." Sento le parole sgorgarmi da dentro come se venissero dal nucleo stesso della mia anima, una sintesi perfetta di quello che provo e desidero, ma che non sarei stata in grado di spiegare fino ad un attimo fa. Pronunciarle mi fa provare un senso di leggerezza inebriante e la luce delle sette stelle sembra affievolirsi permettendomi di alzare lo sguardo davanti a me per veder spuntare dalla rossa nebbia una figura bianca che avanza lentamente fermandosi a pochi metri da me. Arrivata vicina mi accorgo che è fatta di fiamme candide come la neve e che, sebbene i lineamenti siano indistinguibili a causa del continuo movimento delle lingue di fuoco, ha le mie sembianze. Stessa altezza, stessa corporatura, stesso abito e... "Vieni." ...stessa voce. Guardo stupefatta la me stessa fiammeggiante, sentendo l'incredibile calore che emana, avvicinarsi oltre significherebbe bruciarsi, ma dentro di me sento che è la cosa giusta e quindi, con un atto di volontà, inizio ad avvicinarmi. "Abbraccia la tua nuova TE, non temere." Avanzo fino a pochi centimetri dalla figura e la cingo con le braccia in un abbraccio fraterno. Sento le fiamme avvolgermi e la figura dinanzi a me entrarmi dentro propagandosi in tutto il mio essere: "Il mio potere è tuo. Adesso..." la voce si affievolisce "...siamo una cosa sola." sento le ultime parole provenire dalle mie stesse labbra. Il canto di un gallo mi riporta alla realtà e a fatica riapro gli occhi, guardando un soffitto sconosciuto in una stanza sconosciuta. "Siano lodati gli dei! Fanciulla mia, come ti senti?" volto la testa e mi trovo davanti la moglie del maniscalco con un'aria preoccupatissima sul volto ma allo stesso tempo sollevata. "Cos'è successo?" chiedo confusa. "Bella domanda tesoro! È quello che vorremmo sapere da te! Ti sei presentata ieri sera al buio più completo e hai bussato alla nostra porta scalza e sanguinante, poi sei svenuta. Sono due giorni che dormi, sembravi morta! Mi hai fatto prendere un colpo!" spiega la donna con un evidente senso di liberazione nella voce: "Tieni. Bevi qualche sorso, ti farà bene." Mi tiro sui gomiti per mettermi a sedere e mi accorgo di essere nuda, vedo il mio abito appoggiato su una sedia ma subito noto che le lenzuola, le coperte e il cuscino sono anneriti, come bruciati. Mi blocco impietrita: "So-sono stata io a fare questo?" la domanda fatta ad ulteriore conferma di quello che già so essere vero. "Mi-mi dispiace moltissimo. Io-io vi ripagherò tutto lo giuro...". "Calmati tesoro, calmati. Non è nulla, l'importante è che tu stia bene, il resto sono cose di poco conto!" mi interrompe la donna con un calore nella voce tranquilla e armonizzante. "Dev'essere così che ci si sente ad avere una mamma" un sorriso mi incurva le labbra e grosse lacrime iniziano a scendermi lungo le guance rigandomi il viso. La donna mi stringe forte al petto e per un momento mi sento una normalissima ragazzina: "Oh bambina, è tutto a posto." dice carezzandomi la schiena. Passato qualche minuto mi rinnova l'invito a bere la tisana: "Qui c'è anche del pane e del formaggio, fai con calma. Io ti preparo un catino di acqua calda per sciacquarti." Finisco di mangiare la colazione assaporando tutto come fosse la prima volta e pochi attimi dopo la moglie del maniscalco ricompare nella stanza con un grande secchio di acqua fumante e lo versa in un catino di legno aggiungendo poi dell'acqua fredda e saggiandone la temperatura finchè non annuisce in tono soddisfatto. Va verso la porta, la chiude e poi mi aiuta ad alzarmi in piedi. In principio mi vergogno a farmi vedere completamente nuda ma lei sembra non farvi minimamente caso e si comporta come nulla fosse, come una madre che si prende cura della sua bambina. Mi fa entrare in una catino più grande posto sul pavimento e mi versa qualche tazza d'acqua in testa, poi prende un panno morbido e inizia a passarmelo sulle spalle. "Signora, posso fare da sola, non c'è bis..." "C'è bisogno eccome, invece! Dopo quello che hai passato credi davvero che ti lascerei sola finchè non sarò sicura che tu sia di nuovo in forze? Per chi mi hai preso bambina?" mi interrompe brusca ma gentile continuando a strofinarmi il corpo con cura. "G-grazie." rispondo sinceramente grata e commossa da tanta gentilezza e cura nei miei confronti. Non mi sarei mai aspettata che qualcuno potesse essere così con me, specialmente sapendo cosa sono veramente. Finito il bagno e asciugatami con altrettanta cura, apre l'armadio e ne estrae una sottoveste all'incirca della mia taglia e delle calze. Sto per dire qualcosa, sentendomi sempre più in debito, ma lo sguardo preventivo della donna mi smorza le parole in gola prima ancora che possa pronunciarle: "Grazie". Non so cos'altro dire, è tutto così nuovo e piacevolmente assurdo che quasi credo di essere ancora in un sogno. Finisco di vestirmi, sempre sotto l'attenta supervisione della donna, indossando il mio abito, l'unica cosa di normale di cui ho memoria negli ultimi giorni, quando la padrona di casa mi intima di rimanere ferma lì allontanandosi per tornare pochi istanti dopo con in mano un paio di stivali di pelle consunti. "Mi spiace siano così rovinati ma quelli di mio marito credo ti vadano un po' troppo larghi" commenta prima con tono dispiaciuto per poi passare ad una risata. "Mia signora! Vi sarò per sempre debitrice per tutto quello che avete fatto per me. Ad eccezione del Maestro Mistyclen, nessuno aveva mai fatto qualcosa per me, non così!" dico commossa con le lacrime che tornano a sgorgare. "Vi prego, permettetemi di ripagarmi almeno in parte, posso essere d'aiuto!" aggiungo volenterosa di sdebitarmi. "Lo so cara, lo so. Sei una brava ragazza. Ogni cosa a tempo debito, non c'è fretta, pensa a riprenderti e poi vedremo come farti rendere utile." mi risponde asciugandomi il viso con le mani. "Vieni, accompagnami da mio marito così si tranquillizzerà anche lui. Sai la mattina dopo il tuo arrivo è andato con altri del villaggio alla torre del mago, a casa tua voglio dire. Mi ha detto che non c'era più nulla, solo un profondo cratere e qualche maceria, tutto sparito. Dev'essere stato terribile, povera piccola." mi racconta mentre attraversiamo la casa per dirigerci verso il capanno dove lavora il maniscalco, sul lato opposto della piccola aia di fronte all'ingresso della casa. Quando mi vede l'uomo lascia immediatamente gli attrezzi sul tavolaccio e mi si fa incontro togliendosi i guanti e infilandoli nella cintura. "Buon Dio Selene, ce l'hai fatta. Abbiamo temuto il peggio ma per fortuna ti sei ripresa!" esclama in tono compiaciuto poggiandomi entrambe le manone sulle spalle come a saggiare che sia veramente di carne e ossa. "Grazie signore. Vi sono infinitamente grata dell'ospitalità e dell'aiuto, vi prometto che mi sdebiterò per questo!" ringrazio. "Si, si. Sono sicuro che Martha ti troverà qualcosa da farti fare e, quando vorrai scappare, potrai venire a rifugiarti qui da me, almeno per un po'." replica con una risata fragorosa. "Messer Mistyclen ci ha aiutato molte volte in passato, questo è il minimo per la sua prediletta. E, se non ricordo male, una certa ragazza mi ha riparato un attrezzo fondamentale per il mio lavoro solo qualche giorno fa!" aggiunge con un'altra risata e assestandomi una leggera pacca sulla spalla sinistra. Il resto della giornata passò senza che riuscissi a fare più di tanto, visto che, ogni volta che volevo aiutare, la signora Martha mi intimava di starmene buona, anche se alla fine si arrese di fronte alla mia risolutezza che testimoniava la mia reale guarigione. "Non strafare Selene, solo fino a poche ore fa avevi la febbre così alta che l'acqua evaporava dalle pezze che ti mettevo sulla fronte e.. beh... il letto l'hai visto." disse con tono preoccupato senza la minima nota di risentimento per i danni che avevo causato loro. Passato qualche giorno la vita riprese con una routine più regolare mentre cercavo di rendermi utile in tutti i modi possibili, aiutando in cucina e con le pulizie, riparando oggetti in giro per la casa, aiutando il signor Hort con i ferri e i cavalli, insomma qualsiasi cosa pur di sdebitarmi con i due coniugi, anche se in cuor mio sapevo che l'amore ricevuto non ha prezzo e quindi il debito non sarebbe mai potuto essere veramente ripagato. I due non erano della medesima opinione e una sera, finita la cena mentre stavo prontamente per alzarmi a lavare le stoviglie e riordinare, Martha, parlando anche a nome del marito mi disse: "Selene tesoro aspetta. Ti prego, questa è casa tua adesso e finchè ne avrai bisogno. Non serve che ti comporti come una schiava lavorando in maniera incessante e senza posa, so riconoscere la fatica e la stanchezza e non puoi andare avanti ancora a lungo con questo ritmo, fallo per noi, cerca di sentirti a casa e vivi serenamente. NON sei in debito, assolutamente!" il tono leggermente triste a trasmettere preoccupazione. Con le lacrime che si affacciavano agli occhi, li volsi in alto cercando di ricacciarle indietro tirando su col naso al contempo e con voce rotta: "Signora e sign...". "Martha e Hort, tesoro... ti prego." Con un cenno del capo a confermare la specifica fatta dalla donna ricominciai a parlare, ancora più commossa e senza ormai riuscire più a trattenere le lacrime: "Martha e Hort... quello che avete fatto per me in questi giorni, l'amore che mi avete donato senza nulla volere in cambio è... è troppo! Io... io sono così felice! Non so come comportarmi. Il Maestro Mistyclen mi ha salvata dalla miseria e mi ha dato un tetto, gli devo tutto... ogni cosa, ma quello che mi avete donato voi in questi pochi giorni, ne ho solo letto in qualche vecchio libro, ho cercato di immaginare come dovesse essere ma... viverlo, provarlo è così... è così immenso che sento il cuore scoppiarmi e io devo fare qualcosa... io devo..." due braccia gentili mi avvolgono da dietro mentre una manona callosa si poggia sulle mie, a quel punto ogni tentativo di trattenersi diventa vano e scoppio in un pianto profondo e liberatorio, singhiozzando forte grata per questo dono inaspettato. "Ssshh, va tutto bene tesoro, va tutto bene. Piangi, piangi e sfogati, ci siamo noi qui con te, non preoccuparti." Piango ancora per alcuni minuti finchè le lacrime non si esauriscono e sento una profonda stanchezza prendermi, come se tutte le mie energie fossero servite per piangere. "Vieni. Ti accompagno a letto tesoro. Oggi è stata una giornata impegnativa." le braccia forti di Martha mi aiutano a tirarmi su sostenendomi fino al letto per augurarmi la buona notte con fare materno dandomi un dolce bacio sulla fronte, mentre già il mondo dei sogni inizia ad avvolgermi trasportandomi altrove. Sento la porta chiudersi e poi tutto diventa buio e cado in un sonno profondo e ristoratore.
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TdG - Sussurri nella Cenere
Che strano nano agli altri che ho incontrato il mio petto non ha mai dato fastidio anzi il contrario... Ti ringrazio , allora tornerò dopo a prendere i vestiti riparati...e detto questo esco dal negozio... e girovagando per il villaggio mi dirigo sotto gli occhi dei passanti verso il conciatore e la testa inizia a farmi male... Oh guarda quei villici mi stanno guardando...hehehehehe...se sapessero che sono stata forgiata nel secondo strato degli inferi , bagnata col sangue di centinaia di peccatori...vorrei vedere le loro facce trasfigurate dal terrore...e con te come si comporterebbero?...io vedo la bestia che si cela dentro di te...credi che l'uomo a cui vuoi vendere la pelle dell'orso non si accorgera delle altre ferite provocate dalla tua coda uncinata....hehehehehehe Sta zitto...dico a denti stretti per non farmi sentire...non succederà , smettila... Oh ma non lo senti , il tuo sangue che ti chiama , non potrai negare il tuo vero essere per molto....hehehehehe.... Ho detto basta...dico a voce più alta e svuoto la testa fino a che la voce non svanisce....ed io ricomincio a respirare normalmente e fortunatamente intorno a me in quel momento non c'era nessuno... dopo essermi ripresa entro dal conciatore... Buongiorno...rispondo al saluto dell'uomo... Ne ho visti e abbattuti di più grandi ma si era bello grosso....e la voglio vendere non uso armature... in questo villaggio esiste una locanda dove possa stare per qualche giorno?....chiedo poi all'uomo...
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Quando porti la mano alla spalla che era stata ferita senti sulla pelle il piccolo rilievo tipico di una cicatrice e attorno la pelle è secca, ruvida; mentre portandoti la mano al collo e alla guancia senti invece la pelle screpolata e frastagliata: è come se fosse rimasta spaccata allo stesso modo in cui era prima; non ti fa male o altro, è semplicemente lì. Quando tocchi gli steli d'erba per strapparne alcuni ciuffi ti sembrano estremamente morbidi: al pari della seta, mentre risultano piuttosto difficili da strappare e devi impiegare più forza e tempo di quello che ti aspettavi; sicuramente analizzarli in seguito sarà interessante. Conoscendo alla perfezione la tunica che hai sempre indossato è facile trasformare il rottame dell'oggetto magico in una perfetta copia, che indossata da nuda sembra calzare ancora più alla perfezione; il lingotto d'oro che crei successivamente risulta piuttosto piccolo, ma non potevi chiedere troppo da dei detriti. Grazie all'incantesimo di individuazione del magico sei anche in grado di individuare i tuoi attrezzi da artefice al di fuori del cratere, situati sotto uno dei tanti cumuli di pietra; per il resto solo un'altra traccia ti guida a quello che è riconoscibile come un "ex-oggetto magico", probabilmente gli altri sono troppo danneggiati e frammentati per essere rilevabili, sepolti sotto detriti troppo grossi oppure sono stati vaporizzati dal lampo di luce bianca: è una catena d'ottone formata da grosse maglie. Ora molte sono spaccate e la catena è in pezzi, alcune addirittura mezze fuse, però ti ricordi che il maestro la utilizzava in alcuni esperimenti e le maglie erano in grado di ingrandirsi e restringersi a piacimento, così come la catena poteva allungarsi e accorciarsi; prendi i pezzi e li metti nella borsa dei componenti, quando il tuo grimorio si sarà ricaricato potrai trasformarla in qualcos'altro di utile. Noti che il cielo sta iniziando a tingersi di note arancioni, indice che il sole sta per tramontare: sembrava pieno giorno quando ti sei svegliata, ma probabilmente hai impiegato svariato tempo a riprenderti e a cercare ciò che ti serviva tra i resti della torre. Quindi anche se scalza decidi di incamminarti verso il villaggio di Luzrin, almeno lì potrai passare la notte al caldo, raccogliere le idee e riottenere gli oggetti di base che hai perso. È strano camminare sulla terra, a tratti secca e a tratti umida, a piedi scalzi; non ci vuole molto prima che inizino a farti male e che tu senta comparire svariate vesciche, tuttavia la tua risoluzione nel non restare fuori durante la notte è più forte e quindi continui senza rallentare. Arrivi al villaggio che è già buio da circa un'ora e le uniche luci che danno illuminazione sono quelle di camini, candele e lanterne accese all'interno delle case; non hai troppi problemi a vedere al buio entro pochi metri, ma distinguere i colori è sempre qualcosa di più positivo. Ti dirigi verso la casa del maniscalco e un po' titubante per l'imbarazzo bussi alla porta: senti delle voci indistinte all'interno della casa e poi dei passi. "Chi è?" La voce del maniscalco è guardinga, mentre la porta si apre di uno spiraglio per permettergli di vedere. "Selene?! Cosa ci fai qui a quest'ora? Oddio che brutta cera che hai." Dice aprendo del tutto la porta e guardandoti in faccia, per poi scrutarti da capo a piedi. "Che ti è successo alla faccia? E perché sei scalza?" Istintivamente scruta l'esterno guardando a destra e a sinistra. "Vieni vieni, entra pure." Chiude la porta dietro di te. "Cara! Prepara dell'acqua calda." Dice mentre ti scorta verso il salotto/sala da pranzo, dove il fuoco del camino scoppietta e noti la tavola con la cena a metà. A questo punto senti una grande fatica colpirti, come se avessi marciato per giorni senza fermarti; il dolore ai piedi si accentua e noti che le vesciche che ti sono venute sono anche scoppiate facendoti perdere svariato sangue. offgame
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TdS
Grazie mille 😁
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TdS
GRAZIE. 😆 È che in questi giorni sono fuori tutto il giorno e la sera diventerebbe lunga. Poi, dopo un'attenta valutazione di tutti gli aspetti mi piace rispondere subito, soprattutto in questo PbF.
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TdS
5 minuti buoni ce li ho messi, comunque tu sei pazzo a fare un post così da cellulare 😂
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TdS
Tranquillo aspetterò con ansia la risposta... Quanto ci hai messo a leggere la mia? Io per scriverla col cel ci ho impiegato quasi 2h...😅
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TdS
Nono, ho pensato esattamente che tu fossi nello stesso punto dove eri prima di svenire. L'idea dell'erba magica e particolare è stata fighissima e mi ha dato un bello spunto futuro. P.s. ti avviso già che non credo riuscirò a rispondere oggi; se proprio proprio stanotte oppure domani mattina. Oggi in teoria avevo tempo ma alla fine mi si sono accumulati vari impegni.
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TdS
L'ho messa perché hai detto che mi risvegliavo su terra ed erba e considerato che c'era la torre ho immaginato l'erba come una pianta magica, però magari tu hai immaginato che non fossi esattamente dove prima c'era il magazzino della Torre...
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TdG - Sussurri nella Cenere
"Certo, ho abiti semplici e comodi simili ai tuoi, puoi controllare quello scaffale nell'angolo." Dice sempre con quella voce leggermente fastidiosa, indicando uno scaffale dove si trovano alcuni capi di vestiario piuttosto semplici. Poi si alza e appoggia il pezzo di tessuto color blu notte sul bancone, quando si rigira e gli sei davanti a torso nudo sobbalza. "Oh mio..." Si schiarisce la gola e abbassa gli occhi, essendo un nano se prova a guardarti in faccia vedrebbe tutto; certo che questa gente aldilà delle montagne è proprio strana. "Mi dia pure e controlli gli altri capi; se intanto vuole esplorare il villaggio faccia pure, io impiegherò un paio d'ore." Guardando tra le varie maglie ne trovi una che ha l'aria di essere molto comoda, la provi e ti va bene; Dragan dice che costa cinque monete d'argento, lo paghi ed esci dopo aver recuperato la spada e la pelle d'orso. Continui a camminare per il villaggio in direzione del conciatore, questa volta noti che le persone non ti guardano più stranite come prima, ma lanciano giusto qualche occhiata alla tua spada; cosa più naturale perché comunque anche al tuo villaggio armi di questo tipo non sono comuni. Arrivata nei pressi dell'altro cancello noti che sembra simile a dove sei entrata, con una piccola torre su cui un ragazzo è appostato imbracciando un arco; sulla tua destra c'è un edificio in legno più grande delle altre case, con dei piedistalli su cui poggiano pelli animali a prendere aria. Entri e vieni investita dall'odore di cuoio e da una forte essenza animale, forse la cosa più familiare e vicina a casa tua da quando sei partita per il valico delle montagne. Un umano con lunghi capelli castani e una corta barba non curata è al centro della stanza chino su una pelliccia di lupo, intento a conciarla; veste abiti rivestiti di cuoio ben tenuti anche se sono leggermente sporchi di sangue. Quando ti sente entrare alza la testa ma non smette di lavorare. "Buongiorno." Il suo sguardo finisce subito sulla pelle d'orso e non sembra nemmeno notare se ti conosce oppure no. "Quella pelle è parecchio grande, l'orso doveva essere bello grosso. Voleva venderla o ricavarne un'armatura?"
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TdS
Va benissimo se fai aggiunte di questo tipo 👍 Nel caso se mi mettono i bastoni tra le ruote ti avviso che lo cambiamo. In questo caso la cosa dell'erba è molto figa. Ok nel post di risposta poi te lo dico 👍
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TdS
Faccio un'aggiunta al post, o meglio una specifica. Cerco fra le macerie della torre con il rituale "Individuazione del magico". Fammi sapere se trovo altro di salvabile o anche di valore ma rotto per poterlo trasformare col compendio alchemico. Grazie
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TdG - Sussurri nella Cenere
Si vengo da oltre il valico... è stato difficile dubito che dei mercati possano usare una strada del genere per raggiungere il villaggio...e comunque ci sono anche altri villaggi oltre il mio ancora più a nord vicino al mare, umani ma non come noi , un po' più bassi e dalla pelle un po' olivastra , e poi ci sono anche dei nani...dico per poi lasciar perdere l"argomento... capisco ma sono abituata diversamente , credo che mi ci vorrà un po' per capire la gente al dila delle montagne , ma vedrò di portare solo vestiti riparati.... e si grazie credo che andrò a vendere la pelle dell'orso anche se mi sa che è un po' rovinata , non ci sono andata leggera nel colpirlo... poi saluto la guardia e mi concentro sul nano... Si credo che dovrò comprare diverse cose e un secondo paio di vestiti è un buon inizio , se ne ha ne vorrei simili ai miei semplici e resistenti che mi lascino libertà di movimento mentre combatto... poi poggio la spada contro una parete e butto a terra la pelle d'orso ed onfine mi tolgo gli abiti rovinati lasciando a nudo la parte superiore del corpo... ecco prenda pure e li sistemi intanto io aspetterò qui...
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TdS
Ho fatto un post kilometrico... ci ho messo quasi due ore a scriverlo e immaginarlo. Spero vada bene in generale e anche la questione dell'erba. Ti va bene se ogni tanto tiro fuori qualche idea del genere o preferisci fare tu? In caso le fai risultare robetta se dovessero andare fuori dai tuoi canoni. Fammi sapere se devo cambiare qualcosa. Grazie
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Selene Mi risveglio all'improvviso come da un sogno. Ancora confusa da ciò che appartiene al regno onirico e ciò che è di questo mondo terreno, fatico a mettere ordine nei pensieri e a riconoscere ciò che mi circonda. Sento le membra intorpidite e le palpebre pesanti, istintivamente mi strofino gli occhi con la mano destra e realizzo che non sento dolore. Di scatto porto l'altra mano alla spalla per saggiare la ferita e non trovo nulla. Nè lo squarcio prodotto dalla lama avvelenata né la tunica strappata, sono completamente nuda, distesa sulla terra e sull'erba in un cratere profondo qualche metro. Mentre ancora la mia testa fatica a rimettere ordine nei pensieri e negli ultimi avvenimenti mi concentro sulle sensazioni che avverto. Sento una leggera brezza fresca sulla pelle, un formicolio al collo e alla guancia destra dove il veleno vi aveva inciso profonde crepe sanguinanti, la terra morbida sotto le mani, i sottili steli d'erba mossi dal vento che mi solleticano i fianchi e il sottile strato di pelle dietro le ginocchia. Inspiro forte dal naso sentendo l'aria che fluisce nei polmoni carica del profumo della primavera. Lentamente inizio a muovermi rimettendomi in piedi, mi passo le mani sulle morbide curve del sedere per rimuovere la terra e mi guardo attorno stupita. Mi trovo al centro di un cratere circolare sulla nuda terra, intorno a me ci sono cumuli di pietra scolpita in blocchi per la maggior parte spaccati e ammassati lungo la circonferenza. Fino a poco tempo fa qui sorgeva la torre del mago conosciuto col nome di Mistyclen, il mio maestro, fino a poco tempo fa qui sorgeva la mia casa e la mia vita tranquilla. Questo mi ricorda tristemente come la felicità duramente raggiunta mi sia nuovamente scivolata tra le mani e ricordi lugubri e dolorosi si riaffacciano alla mente. Ricordi di paura e freddo, di fame e solitudine. Chiudo gli occhi sopraffatta dall'emozione e l'immagine di una piccola mano gentile mi compare davanti, la mano che ha cambiato la mia vita in un momento, dando senso al trascorrere dei giorni e alla mia esistenza. Una piccola mano magica, in un certo senso, collegata ad un cuore grande e premuroso, quella di Mistyclen. Riapro gli occhi con un obiettivo chiaro in testa: Ritrovare quella mano! Con rinnovata decisione sento il mio corpo di colpo sveglio e pronto all'azione. Faccio un passo per dirigermi fuori dal cratere ma urto un oggetto duro e spesso. Guardo a terra e riconosco il mio vecchio grimorio magico. Mi piego a raccoglierlo e guardandomi intorno noto che nulla è sopravvissuto a quel bianco lampo di luce tranne qualche piccolo oggetto qui e lì. Passo a raccogliere le poche cose presenti nel cratere, felice di ritrovare il mio cappello magico, regalatomi in occasione del mio 15esimo compleanno e la mia borsa di componenti magici. Poco più in là c'è anche il corno magico che ho recuperato da Loyd questa mattina. Sembra che solo gli oggetti magici di una certa potenza siano sopravvissuti all'accaduto eppure nel cratere, oltre alla nuda terra si trova un tipo di erba mai vista prima. "Dev'essere opera della sfera di fuoco magico" penso incuriosita dallo strano colore bianco striato di rosso degli steli e dal fatto che si trova dove prima c'era un pavimento di pietra. Ne raccolgo diversi ciuffi mettendoli nella borsa per componenti con l'intenzione di analizzarli più tardi e mi dirigo fuori dal cratere verso quello che prima era l'ingresso della torre. Il sole è ormai basso sull'orizzonte e valuto che mi sia rimasta circa mezz'ora di luce. "Sarà meglio chiedere ospitalità al villaggio per stanotte, ma non posso bussare alla porta di qualcuno completamente nuda con solo un cappello e un libro." Un sorrisetto mi si affaccia sul viso al pensiero della scena di me che busso a diverse porte e le relative reazioni di mariti e mogli. So di non essere una brutta ragazza, anzi, alcune occhiate maliziose che mi rivolgono ogni tanto mi hanno confermato che più di uno mi trova attraente, almeno finché non scopre la mia natura tiefling. Passo lo sguardo sul mio corpo allo stesso modo in cui lo farebbe chi dovesse aprire la porta: i seni tondi e lisci sono abbastanza prosperosi per i miei 17 anni, la pancia piatta e bianca al centro di fianchi sinuosi, le gambe lunghe e magre che terminano con piedi piccoli e affusolati, come anche le braccia, più avvezze a lavori di precisione che di fatica, con mani dalle dita sottili. Più di una volta il maestro Mistyclen, trovandomi triste e immersa nei miei pensieri per l'ennesimo trattamento sgradevole subito da qualche umano bigotto, mi aveva preso in giro dicendomi che avrei potuto fare la ballerina o la flautista in qualche compagnia. La scena mi era così comica che mi faceva sempre ridere riportandomi il buon umore, ma guardandomi ora con questa idea in testa mi ritrovo a pensare che forse non stesse scherzando e che effettivamente il mio corpo sia desiderabile. Il ricordo delle parole del bandito mi riporta con la testa al momento presente confermando da un lato la mia bellezza ma lasciandomi una sgradevole sensazione al pensiero di cosa mi sarebbe capitato in mano sua, con la consapevolezza che gli abusi finora subiti potrebbero conoscere nuove forme che a dieci anni non riuscivo a immaginare. Mi aggiro scalza tra i mucchi di macerie della torre alla ricerca di qualcosa di utile o di valore per trasformarlo in una tunica, visto che l'aria della sera inizia farsi pungente facendomi rabbrividire. Spostando alcuni pesanti blocchi di pietra di quello che era l'osservatorio in cima alla torre rinvengo uno strano strumento di cui non ho mai capito l'utilizzo, ma che dalla complessità tecnica con cui è realizzato e la qualità dei materiali dovrebbe valere diverse decine di monete d'oro. Poggio una mano sul grimorio e l'altra sullo strumento ormai inutilizzabile, chiudo gli occhi e creo l'immagine mentale della mia lunga tunica azzurra con un largo cappuccio, immagino la stoffa resistente ma leggera che mi avvolge, la trama della tunica sul petto intessuta con sottilissimi fili metallici intrecciati, simili ad una cotta di maglia con dei rinforzi sulle spalle somiglianti a piastre decorate con un motivo floreale dorato, le ampie maniche con polsini stretti. Nel complesso una versione leggermente migliorata di quella che avevo prima. Mentalmente la ripiego come se dovessi metterla in un cassetto e a quel punto infondo energia magica nel libro per poi farla fluire all'altra mano. Sento sotto la mano sinistra lo strumento cambiare consistenza divenendo un morbido fagotto di stoffa e quando il flusso cessa mi ritrovo con una bellissima tunica azzurra con decorazioni dorate sui bordi. La prendo dal colletto e lascio che si apra per poi indossarla. La sensazione della stoffa sulla pelle nuda è piacevole come una carezza e le misure sono perfette adattandosi al mio corpo come se mi fosse stata cucita addosso. Con il dorso di entrambe le mani tiro fuori il fiume di capelli argentei lasciandoli cadere sulle spalle, indosso il cappello magico e aggancio in vita la borsa dei componenti. Metto a tracolla l'artefatto a forma di corno e vado alla ricerca di un altro oggetto da trasformare. "Mi serve qualche spicciolo per comprare qualche attrezzo che ho perso nell'esplosione." Ravano ancora fra le macerie, scalza non avendo potuto creare anche degli stivali, finché non ritrovo qualcosa che faccia al caso mio e lo trasformo in un lingotto d'oro che metto in tasca. Sentendo che ormai il potere magico del libro si è affievolito, mi inizio ad incamminare con le poche cose recuperate, verso il villaggio. Decido di chiedere ospitalità alla famiglia del maniscalco di cui sono stata ospite solo qualche ora fa. "Lì potrò lavorare per ripagarmi vitto e alloggio e farmi fare gli strumenti che mi servono. Per qualche giorno dovrebbe andare bene." penso camminando svelta per quanto i piedi scalzi me lo consentano per non ritrovarmi troppo a lungo nella foresta durante la notte. Offgame
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TdS
🤔😤😡....😇🤣 La dualità Aasimar/ Tiefling si sta intensificando in me... Immagina angioletto e diavoletto sulle spalle che si azzuffano...🤣
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TdS
A questo punto partono le cose davvero interessanti, no? 😂
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TdS
Perfetto. Grazie delle delucidazioni. Sto già pensando al post. Il fulcro sarà sul valutare la situazione, riequipaggiarsi e decidere dove indagare. Mi ero imposto di non accoppare quel bandito per avere info sennò l'avrei stecchito subito...adesso?
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TdS
Seguendo l'esempio che hai fatto tu ti direi un po' meno di 200mo anche se riparabile ma comunque nell'ottica di fare due cose per coprirti conta poco. Grazie del reminder perché mi ero scordato: sei tornato full vita. La ferita è chiusa ma per altri tipi di descrizioni voglio vedere nel post come esplori la situazione, così da darti risposte adeguate.
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TdS
Ok grazie. Giusto per linearità e comunione di pensiero: cosa intendi tu per valore di un oggetto? Se un oggetto da 200mo si rompe come lo calcoleresti? Sempre 200mo perché riparabile o spiccioli in base alle materie prime / pezzi recuperabili? Ripeto che mi interessa solo coprirmi, riacquisire l'aspetto dell'immagine del PG. Altra domanda: le ferite? Il fuoco magico mi ha guarito, mi sembra di capire o sbaglio? Pf?
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TdS
Allora, tutti gli oggetti non magici tuoi e nella torre sono stati vaporizzati, mentre quelli magici, anche se minori, no. Questo non significa che non siano stati distrutti e quindi ora siano inutilizzabili, però puoi usare il compendio alchemico per fare qualcosa. In ogni caso secondo queste linee guida vai pure libero 👍🏻
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TdS
Hai parlato di macerie e crollo quindi qualcosa deve essere rimasto. Hai detto che gli oggetti magici sono sopravvissuti o solo i "miei" oggetti magici sono sopravvissuti? Mi vuoi lasciare una linea guida su oggetti anche rotti che possono essere trasformati, visto che il limite del compendio è nel valore e nel volume? Considerata la mole di roba che c'era nella torre... Come obiettivo vorrei almeno non andare in giro come una meretrice, non dico ripristinare tutto l'equipaggiamento perché una buona metà lo considero inutile. Si può fare? Vado libero?
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TdS
Sì, che puoi trasformare degli oggetti in altri oggetti. Mi immagino i pezzi di pietra della torre che diventano pantaloni 😂
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TdS
Va beeeeneeeee.... Fortunatamente ho scelto il compendio alchemico... Sai come funziona?