Descrizione della gilda
Gilda unica per comodità dove giocherò campagne One on One con altri membri del forum.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Selene Sento il gallo cantare alle prime luci dell'alba ma il corpo è ancora pesante per le forti emozioni del giorno precedente e la stanchezza accumulata, quindi decido di rimanere ancora sdraiata nel letto e riposare un altro pochino. Mi sembra di riscivolare in un sonno leggero quando sul viso sento un pizzicorio solleticoso e una delicata brezza. Con una mano mi gratto la guancia ma nel muoverla intercetto qualcosa sul letto. Apro gli occhi ancora pieni di sonno, sbattendoli ripetutamente per mettere bene a fuoco e mi ritrovo davanti un musetto allungato di un profondo blu iridescente con tanti piccoli aculei sul naso e sulla fronte, un corno increspato sul muso e delle grandi orecchie a ventaglio. Pensando di stare ancora sognando mi sfrego gli occhi con le mani ma la piccola creatura è ancora sul mio letto e adesso, sicuro di essere sveglio, riesco a notare altri particolari che mi fanno giungere alla conclusione che si tratti di uno pseudodrago blu. Mi torna subito alla memoria il rituale che ho celebrato ieri sera, anche se ricordo di essere crollata per la stanchezza prima di valutarne gli effetti. "E tu chi saresti piccoletto?" chiedo più per far sentire la mia voce alla creatura che per altri motivi. Questa per contro mi si avvicina e si accoccola sul braccio, fissandomi con occhi vispi e curiosi ed emettendo piccole scintille dalla bocca, insieme ad un verso che ricorda fortemente le fusa di un gatto. Nella mia testa percepisco una sensazione di curiosità che non mi appartiene, non che io non lo sia, specie in questo momento, ma mi risulta estranea. Ricordando le lezioni del Maestro mi torna alla memoria che queste creature comunicano telepaticamente con chi gli sta abbastanza vicino. "Beh, proviamo." penso, pronta a fare qualcosa per testare la veridicità dei miei ricordi, ma la risposta non tarda ad arrivare. Non faccio in tempo a finire il pensiero che il draghetto srotola la coda dal mio avambraccio e mi fissa ancora più intensamente, come se si fosse preparato per qualcosa. "Riesci a sentire i miei pensieri?" Il draghetto fa un cenno della testa. "Fantastico!" allungo delicatamente una mano verso il suo muso per farmi annusare meglio, con l'intenzione di toccarlo. Lui mi annusa e poi allunga il collo strusciandosi contro le dita e iniziando a fare dei versetti di apprezzamento. Mi metto a sedere. "C'è bisogno di un nome...mmhhh, vediamo. Cosa ne dici di Saphira?" Un pensiero di disapprovazione mi pervade la testa. "Direi che non ti piace, alloraaaa... Xalia?" stessa sensazione nella testa. "Syren?" Niente. "Abbiamo gusti complicati, eh? Non sarà che... Astral?!" Sento la gioia e l'approvazione inondarmi la testa insieme ad una sensazione di sollievo. "Ma certo, sei un maschietto, vero Astral?" Approvazione. "Chissà perchè pensavo fosse femmina?" Il famiglio inclina la testa lanciandomi una scossetta verso la mano. "Ahi. Scusami hai ragione. Che ne dici, andiamo a mangiare qualcosa?" Di nuovo approvazione, seguita dall'immagine di carne sanguinolenta. "Bene, ma prima ho un regalino per te, so che a voi draghi piacciono." dico estraendo dalla borsa conservante il piccolo lingotto d'oro (quello da 50 mo). Poggio la mano sul grimorio e chiudo gli occhi, visualizzando un collarino dorato con incastonato un piccolo zaffiro sfaccettato. Quando li riapro, nella mia mano c'è una replica esatta dell'immagine mentale. "Che te ne pare, ti piace?" Mi allungo verso il draghetto e glielo metto intorno al collo. "Vieni, andiamo a mangiare" dico alzandomi dal letto per avviarmi a tavola, mentre Astral spicca un piccolo balzo arrivandomi sulla spalla per poi intrufolarsi in mezzo alle ciocche argentee per cercare riparo dietro il mio collo e nell'ampio cappuccio del mio vestito. In cucina i coniugi sono a tavola che mangiano, salutandomi appena mi vedono uscire dalla stanza. Li saluto a mia volta per poi iniziare a spalmare del miele su una spessa fetta di pane scuro. Ne stacco un pezzo avvicinandomelo all'orecchio e Astral esce dalla cortina di capelli appollaiandosi sulla spalla e afferrando il boccone. Martha e Hort fanno un salto stupiti prima che possa rassicurarli spiegandogli la provenienza del draghetto. Nonostante sembri essere di suo gusto mi arriva l'immagine di carne. "Ho capito. Fammi finire e poi facciamo un salto nella stalla, da quelle parti potrai cacciarti qualche bel topolone succoso." Finita la colazione mi do una sciacquata al viso e termino di radunare le mie poche cose, quasi tutte infilate nella nuova borsa incantata per diventare molto più spaziosa di quanto sembri dall'esterno, oltre ad un piccolo zainetto con un cambio d'abiti, una coperta e poco più. A quel punto mi dirigo verso la piazza del paese dove un capannello di gente, quasi tutte facce note, è radunata attorno ai due carri con il legname per il conte. Saluto cordialmente tutti i presenti e mi dirigo a parlare con il responsabile della consegna, mastro Korlat, accompagnata da Hort e Martha. "Salve mastro Korlat. Posso chiedervi gentilmente un passaggio fino ad Adnet visto che andate da quella parte? Conoscete le mie capacità, potrei esservi di aiuto durante il viaggio." chiedo tranquillamente carezzando il muso di uno dei cavalli che trainerà il carro di tronchi. "Resta nascosto, meglio che non ti faccia vedere o qualcuno potrebbe spaventarsi" comando al mio famiglio.
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Il racconto non è facile: non lo è per te ma nemmeno per loro. Man mano che racconti le atrocità che hai visto e che hai affrontato Martha e Hort si fanno più vicini a te, fino ad arrivare a tenerti la mano; infine la donna passa dolcemente con un dito sulla tua guancia, accarezzando il segmento di pelle spaccata. "Piccola mia..." I due non hanno parole per confortarti e nemmeno da dire, gli occhi gli si riempiono di lacrime, che iniziano a sgorgare copiosamente; anche da Hort, che non ti saresti mai aspettata di veder piangere. Riuscendo a leggere la situazione prendi fuori le collanine che hai fatto per i due coniugi e gliele porgi: i due le accettano e rimangono a fissare il retro dei ciondoli. "Selene..." "Selene..." I due parlano all'unisono, come se avessero trovato la forza di far uscire la voce nello stesso momento. Si scambiano un rapido sguardo e si asciugano le lacrime, tutto questo con movimenti stranamente sincronizzati; che sia una di quelle famose dicerie per cui vivendo molto con una persona acquisisci parte dei suoi ritmi? Dopo essersene accorti ti guardano e poi tutti e tre scoppiate a ridere: quel semplice momento è stato sufficiente per spezzare la tristezza di un evento che avete compreso non poteva andare diversamente, e quindi su cui rimuginare a più non posso rischia solo di peggiorare la situazione. Sembra che gli animi di tutti siano incentrati sull'andare avanti e godersi il resto del tempo che vi rimane assieme. Quando chiedi come puoi aiutarli nessuno tenta di metterti a riposo oppure assegnarti compiti poco faticosi, anzi cercano entrambi di farti fare cose che possa tenerti al loro fianco durante la giornata, e tu da parte tua fai di tutto per lasciare un segno del tuo passaggio nella loro casa e nella loro vita. Il pranzo è ricco e sembra da giorno di festa, trascorrete a tavola più tempo del necessario chiacchierando di argomenti leggeri e divertenti. Quando verso il tramonto prepari le tue cose e ti metti ad esaminare la strana erba raccolta nel cratere scopri cose assai particolari: assaggiandola noti che è dolce e morbida da masticare, anche se dopo ti ritrovi ad avere la lingua e i denti tutti rossi; sembra che contenga un pigmento rosso molto intenso pestandola con il mortaio noti che nonostante sia morbida come la seta è davvero dura da rompere (il pezzetto che avevi masticato era troppo piccolo per accorgersi se fosse facile da "strappare" con i denti); ricordi di aver fatto fatica a strappare gli steli d'erba, probabilmente se venisse essiccata e intrecciata si potrebbe ricavare una fibra resistente è quando la tratti con la magia che ne scopri la particolarità migliore: quest'erba reagisce all'energia magica in un modo sorprendente, sembra quasi contenere parte della Trama; non ha reazioni esplosive ed instabili, ma si connette al flusso e si sincronizza quando la misceli con altre sostanze noti che ha una particolare affinità con quelle che sono comunemente associate alla creazione di medicine e per guarire le ferite Anche per la cena Martha ha preparato una tavola imbandita come se fosse festa per gustarsi tutti gli ultimi momenti assieme a te e anche per toglierti dai pensieri il ricordo di quell'orribile giorno. Quando annunci che hai intenzione di partire per Adnet si emozionano anche se sapevano bene cosa avresti scelto. "Esatto però, mi raccomando: torna a trovarci." Dice Martha. "E non ficcarti troppo nei guai." Aggiunge Hort. Il rituale che svolgi nella tua stanza per l'evocazione del famiglio è preparato accuratamente: il maestro Mistyclen ti ha insegnato bene gli incantesimi di base per un mago; tuttavia sei spossata fisicamente e mentalmente dalla giornata e a malapena riesci ad arrivare al letto per crollare addormentata, rischiando di cadere a terra e sbattere la testa. Vieni svegliata da qualcosa che ti pizzica la faccia, assieme alla sensazione di una brezza diretta sul viso. Quando apri gli occhi, anche se sono ancora impastati dal sonno e non riesci a mettere bene a fuoco, vedi accanto a te sul letto una piccola creatura alata, lunga poco più di mezzo metro, simile a un minuscolo drago dalle lucide scaglie bluastre; le sue ali membranose si aprono e chiudono producendo un lieve fruscio, la coda sottile termina in un piccolo pungiglione ricurvo che si muove lentamente nell’aria, quasi fosse in ascolto. Ti passi le mani sugli occhi per capire cosa tu stia effettivamente vedendo e quello che trovi davanti a te è uno pseudodrago: lo riconosci perché il Maestro te li aveva fatti studiare quando ti aveva parlato dei famigli. La sua testa è all'altezza del tuo viso e sta emettendo dei piccoli versetti, mentre dalla bocca soffia vento e piccole scintille elettriche che ti stuzzicano la pelle. Sembra docile e quando capisce che ti sei ben accorta di lui si avvicina a te, accoccolandosi sul tuo gomito e attorcigliando la coda sul tuo avambraccio fino al polso, mentre continua a fissarti con degli occhietti vispi e curiosi. (Ti lascio un piccolo spazio per interagire col famiglio) Quando esci dalla tua stanza per fare colazione trovi sia Martha che Hort già seduti al tavolo, con una bella tazza di latte caldo ad attenderti e delle fette pane tostato assieme a burro, marmellata e miele. "Buongiorno piccola." La donna ti fa una leggera carezza sulla spalla e ti invita a sederti. "Giorno Selene." Hort invece si limita a un cenno col capo mentre sorseggia del tè. "Dormito bene?" Ti chiede poi Martha, quando avete iniziato a mangiare. "E... e quello?" Entrambi fanno una faccia stupita nel momento in cui lo pseudodrago esce da sotto i tuoi capelli e va a posarsi sulla sua spalla; da dopo che ti sei vestita ha iniziato a zampettarti addosso cercando una posizione dove potesse essere comodo, e la parte dietro il collo dove ricadono i tuoi capelli al momento sembra la sua preferita. La colazione procede tranquillamente dopo che hai chiarito l'equivoco e i due si comportano in modo genuino, come se questo non fosse un momento di separazione, ma solo un'altra delle tante e semplici mattine di tutti i giorni; questo ti rasserena, aiuta a farti stare più tranquilla nel partire. Dopo esserti preparata e aver preso tutte le tue cose raggiungi la piazza centrale di Luzrin, dove si trovano due carri: uno grosso coperto sopra ed uno più lungo ma scoperto: il primo è carico di assi di legno di varie dimensioni già lavorate, mentre sul secondo sono posizionati accuratamente numerosi tronchi d'albero che sono stati soltanto scortecciati. A ciascun carro sono attaccati quattro cavalli, cavalli che conosci bene perché in questi giorni li hai visti assieme ad Hort, che si è occupato di ferrarli nuovamente e di sistemare tutte le briglie in modo che potessero procedere senza problemi. Un piccolo capannello di gente è attorno ai carri e riconosci un paio delle guardie del villaggio, tre taglialegna, lo stalliere e un avventuriero giunto a Luzrin un paio di giorni fa. Infine, da uno dei due carri vedi scendere Korlat, il vecchio mercante del villaggio che fa da portavoce con l'amministrazione del conte Riverflane per quanto riguarda le tasse e i tributi. Cosa fai? offgame
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TdG - Sussurri nella Cenere
Rimango un attimo sorpresa dalla reazione del dragonide ma è solo per un attimo... Non ho mai visto un drago ma quando ero piccola il mio villaggio ha combattuto contro un altro villaggio situato si margini del grande mare gelato e quando i guerrieri sono tornati vittoriosi hanno portato con loro i cadaveri di due tuoi simili ma più piccoli e con le scaglie bianche come la neve...ho toccato le loro scaglie ed erano gelide come il ghiaccio, chissà se le tue sono calde...dico i fine guardando negli occhi il dragonide... ma si...dico un attimo dopo...lo stufato di cervo va più che bene...prendo poi il boccale che mi offre e ne bevo una bella sorsata... poi col boccale in mano mi siedo ad un tavolo e poggio la spada sul tavolo...So che non ti piace stare a terra perciò ti metto sul tavolo ma cerca di fare la brava...dico alla spada prima che il dragonide torni con il mio cibo... aspettandomi qualche risposta ma la spada non sembra aver voglia di parlare... io mangio praticamente di tutto e sono certe che sarà ottimo...dico mentre sto per iniziare a mangiare ma poi mi fermo... sapresti...chiedo infine al dragonide...se in questo villaggio c'è qualcuno che offre un lavoro, non so fare molto a parte uccidere ma posso adattarmi a fare altro...
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TdG - Sussurri nella Cenere
Il dragonide sembra colto di sorpresa dal tuo chiamarlo "uno di voi vivo", e forse anche dal "che bel colore di scaglie che ha", tanto che gli oggetti di vetro con cui stava trafficando gli sfuggono di mano e nel tentativo di non farli rompere lascia cadere invece la bottiglia di vino, che si frantuma dietro al bancone quando tocca terra. Gli avventori si voltano di scatto verso di voi a causa del rumore, ma Wulfar li tranquillizza. "Tutto a posto ragazzi, mi è scivolata la bottiglia." Torna a rivolgerti la sua attenzione. "Apprezzo il complimento forestiera, ma intende dire che ha solo visto draghi morti?" La sua voce è limpida tanto quanto i suoi occhi celeste, e non sembra nascondere alcun sentimento negativo per quello che hai detto. Poggia gli oggetti di vetro sul bancone in modo che non possano cadere e si volta per spillare due birre da una grossa botte appesa alla parete. "Oggi ho dell'ottimo stufato di cervo, può andare? E questa la offre la casa, benvenuta al villaggio di Teniat, forestiera." Poggia uno dei due boccali sul bancone, mentre alza l'altro in segno di saluto e poi ne beve un cospicuo sorso. "Sono due monete d'argento a notte, ti preparo la stanza. Siediti pure dove vuoi, arrivo a breve con il pranzo. Solo... scusami un attimo." Dopodiché prende un secchio e ci mette dentro i pezzi della bottiglia rotta, poi con uno straccio bagnato passa sul pavimento per pulire dal vino prima che rimanga una macchia troppo vistosa. Quando ha finito di sistemare sparisce dietro una porta a lato del bancone: il retrobottega probabilmente. E un paio di minuti dopo ne esce con un bel piatto fumante del cibo che hai ordinato, accompagnato da qualche tozzo di pane. "Spero sia di tuo gradimento, buon appetito."
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TdG - Sussurri nella Cenere
Si , ero entrata in una grotta per ripararmi dalla bufera e me lo sono trovata davanti , poco male , ho potuto sfamarmi e ho preso la sua pelliccia per scaldarmi...e anche se non sono molto pratica l'ho spellato come mi hanno insegnato , di solito non caccio , ma qualche volta è capitato...dico tutta d'un fiato principalmente per distrarlo dalle ferite non procurate dalla spada... vanno bene le monete che mi offre...sollevata che la conversazione sia cambiata...e grazie per le informazioni sula locanda , se caccerò altre cose finche starò qui tornerò... poi mettendo i soldi nel sacchetto che porto legato al fianco esco dal negozio...e la testa inizia nuovamente a farmi male...Perchè non vuoi ammettere che non sei come loro...dice la voce della spada nella mia testa...che il sangue impuro che ti scorre nelle vene ha creato un mostro... Smettila...dico questa volta a voce alta mentre avanzo barcollando...io non sono cosi... o si che lo sei...dice ridacchiando per poi zittirsi... barcollo ancora un po ma la testa fortunatamente smette di farmi male dopo qualche passo e seguendo le indicazione del negoziante arrivo alla locanda...e rimango sorpresa dal vedere un dragonide vivo dietro al bancone... Buon giorno...rispondo ancora presa nel rimirare il suo aspetto...non avevo mai visto uno di voi vivo e che bel colore di scaglie che ha...poi capisco di aver parlato troppo ed ha sproposito e riprendo il controllo di me stessa... vorrei mangiare qualcosa e se possibile restare qui a dormire per qualche giorno... Off game
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Selene Ormai è passata circa una settimana dall'esplosione della torre e dal mio scontro con il bandito che per poco non mi uccideva. Le ferite non mi fanno più male anche se non sono del tutto guarite, nonostante abbia provato anche con la magia. Sono giorni che non penso più all'incidente e vivo attimo per attimo con l'unico obiettivo di ripagare l'amore che mi è stato donato, e mi viene tuttora donato, in maniera incondizionata, sebbene io senta la necessità di contraccambiare. Ormai sono entrata nella routine giornaliera e, nonostante le attività siano decisamente ordinarie rispetto ai miei standard, sto imparando ad apprezzarle per la loro semplicità e la serenità che si portano dietro. Anche questa mattina, come le ultime 6-7 appena passate, mi alzo di buon'ora e vado in cucina per fare colazione prima di iniziare un'altra giornata di lavoro. Ovviamente, come sempre, Martha è già in piedi, quasi non sia mai andata a letto, intenta a sistemare e preparare. Entro in cucina di buon'umore: "Buongiorno Martha!" esclamo felice, lei risponde ma ha un tono di voce diverso dal solito, come se qualcosa la preoccupasse. Non ci do molto peso e mi siedo a tavola iniziando a spalmare la marmellata su una fetta di pane fresco quando sento la porta aprirsi e vedo entrare Hort, che subito cerca lo sguardo della moglie. Quando entrambi si siedono a tavola, Martha pare molto a disagio, come qualcuno che deve dire qualcosa ma ha paura delle conseguenze, e l'anomala presenza del marito mi fa presagire l'arrivo di un discorso serio. Finisco di masticare il boccone e attendo di capire cosa sia successo, quando la donna inizia a parlare, faticando a trovare le parole. Inizia parlando di quanto accaduto alla torre, ma non vuole essere un rimprovero, si capisce benissimo. Istintivamente la mano corre verso la ferita alla spalla destra e al collo, percorrendo le crepe che ancora solcano la pelle dove il veleno si è propagato. Come un pugno in faccia i ricordi riaffiorano violenti e, per un breve momento, mi sembra di essere tornata nel magazzino sotterraneo. "È vero, non gli ho mai parlato di quanto successo... e loro hanno rispettato il mio silenzio, senza pretendere spiegazioni..." Prosegue parlando del Maestro e dell'idea che si sono fatti in merito alla sua scomparsa. La voce di Martha si fa sempre più rotta dall'emozione crescente. Le sue parole fanno già presagire il punto del discorso chiudendomi lo stomaco, anche se capisco che non dev'essere per nulla facile dirle. Interviene anche Hort per dare il tempo alla moglie di rifiatare, che con coraggio affronta l'inevitabile punto della mia partenza. In quel momento la realtà spinge prepotente e manda in pezzi l'idilliaca illusione in cui ho vissuto in questi giorni, come se fosse mai stato possibile vivere per sempre così. "È stato bello finchè è durato" penso con un velo di tristezza. Mi informano che l'indomani partirà il consueto carico per il conte Riverflane verso la città di Adnet, l'occasione di raggiungere un luogo in cui iniziare a cercare le risposte a quanto accaduto al Maestro Mistyclen... e a me. Quando Martha scoppia a piangere il marito prende la parola concludendo con la specifica che non mi stanno cacciando e che devo sentirmi libera di andare quando voglio. Quando terminano le parole il silenzio si fa pesantissimo, intervallato solo dai singhiozzi della donna. Il mio sguardo è basso, fisso sulla fetta di pane. Se qualcuno mi vedesse in quel momento penserebbe che stia cercando di farla volare col pensiero. Una singola lacrima mi riga il viso, accompagnata dalla consapevolezza che il momento è giunto, il momento di spiegare quanto accadutomi, il momento di partire e lasciare questa casa e l'amore che la permea. "Vi chiedo scusa. Non ho parlato di quanto accaduto non per mancanza di fiducia in Voi, ma perchè non volevo rovinare la sensazione di benessere e amore che mi avete trasmesso. In questi giorni mi sono sentita... normale... e non avete idea dell'immenso regalo che questo è per me. Vi sarò per sempre grata di tutto quello che avete fatto!" replico alzando lo sguardo e incrociando i loro occhi. Con uno sforzo di volontà ripercorro quanto accaduto quel giorno al mio arrivo a casa. Racconto dei cadaveri sparsi per la torre, della sparizione del Maestro e del mio scontro nel sotterraneo, omettendo, però, di menzionare la sfera di fuoco candida e ciò che mi è accaduto toccandola. Neanche io ci ho capito molto ma l'istinto mi dice di tenerlo per me, come se quell'informazione fosse pericolosa. "Adesso sapete tutto." concludo aspettando la loro reazione o qualche commento. Infilo la mano in tasca e ne estraggo un paio di collanine d'argento, ognuna con un ciondolo. Su questi spicca in rilievo una lettera decorata, una "M" per la donna e una "H" per l'uomo, sul retro la dicitura "Con Amore Selene". Consegno alla coppia il mio regalo facendogli vedere che se aprono il ciondolo, questo emette una luce come di una candela. "L'ho preparato qualche giorno fa per voi... spero vi piaccia" spiego timidamente. Poi, come se nulla fosse accaduto, finisco la mia colazione a grandi morsi, mi alzo e con un sorriso radioso chiedo: "Come posso aiutarvi oggi?" Passo la giornata aiutando i coniugi e riparando tutte le cose anche solo leggermente usurate che mi capitano a tiro. Rimetto a nuovo gli attrezzi di Hort, rammendo magicamente alcuni abiti facendoli tornare come nuovi e faccio altre piccole riparazioni di cerniere, mobili o stoviglie, intenzionata a lasciare il segno durante l'ultimo giorno che trascorro lì. Quando il sole si avvicina ormai all'orizzonte vado nella mia stanza per preparare le poche cose che mi appartengono infilandole tutte nella borsa da cintura che ho infuso trasformandola in una borsa conservante, per poi aprire il mio kit da erborista sul tavolo ed estrarre alcuni ciuffi della strana erba raccolta nel cratere dell'esplosione, iniziando a studiarla per carpirne le proprietà ed eventuali usi benefici che se ne possano fare. Ne assaggio un piccolissimo pezzetto, ne pesto una parte col mortaio, provo a trattarla con la magia e a miscelarla con altre sostanze. All'ora di cena comunico la mia decisione di partire l'indomani mattina insieme alla spedizione per il conte e iniziare la mia ricerca di notizie a Adnet, promettendo di tornare appena possibile a fargli visita. Fortunatamente la cena trascorre allegra e tranquilla e quando torno di nuovo nella mia stanza, augurando la buona notte, estraggo dalla borsa del carbone ricavato bruciando diversi tipi di legna ed alcune radici trovate nel bosco, dell'incenso ottenuto trasmutando altri materiali con il mio grimorio e delle erbe scelte appositamente per il rituale che sto per celebrare. Disegno con il carbone un intricato cerchio alchemico sul pavimento disponendo in alcuni punti specifici le erbe e bruciando l'incenso in un braciere di ottone recitando una lunga formula di invocazione per richiamare un famiglio. Alla fine dell'invocazione cado addormentata sul letto, spossata dalle emozioni della giornata e dal rituale, senza riuscire a vederne il risultato. Meccaniche
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
(Tieni conto che sono passati tre giorni dalla fine del tuo ultimo post) Il sogno non-sogno che hai fatto quando sei crollata a casa del maniscalco è stato confuso, strano: in ogni momento che qualcosa accadeva sentivi che proveniva o raggiungeva una parte profonda di te, probabilmente la tua stessa anima; le parole che hai detto e che ti sono state dette, come ti sei mossa, i gesti che hai fatto e le espressioni che hai assunto: è come se fosse tutto pronto dentro di te e per raggiungerlo dovessi solo rendertene conto, solo viverlo; come sapere di essere davanti ad una tavola imbandita con ogni cibo che ti piace ma essere bendata e con le mani legate, e solo togliendo la benda e slegando le mani potessi davvero godere di tutto quel buon cibo, sia con gli occhi che con la bocca. Tuttavia, proprio perché era una cosa già radicata dentro di te non hai memoria di quel sogno e nei giorni successivi niente che lo riguardasse si è fatto vivo nel minimo modo. (Una mezza paraculata narrativa per lasciare più spazio alle cose che reputo importanti per Selene al momento, tornerà quando sarà opportuno) Da quando ti sei svegliata Martha e Hort ti hanno trattato come una figlia, ricoprendoti di amore e cercando di farti tornare sia le forze che il sorriso dopo la catastrofe che avevi vissuto; non ti hanno mai chiesto cosa fosse accaduto alla torre quel giorno, e tu non ti sei ancora sentita di parlargliene. Per quanto tutto quello per te fosse troppo e necessitasse di essere ripagato, anche dopo la loro ramanzina, hai scoperto il giorno successivo che il letto in cui dormivi e la stanza in cui stavi erano della loro figlia. Te ne sei accorta aprendo per sbaglio un cassetto e trovandoci dei giochi tipici da bambina; non ti ci è voluto molto per collegare tutto quanto e capire che è un loro modo per sentirsi vicino alla figlia probabilmente morta. Hai deciso di non parlarne subito anche se sei diventata più comprensiva nei loro confronti. Luzrin è un villaggio piccolo e siccome il giorno dopo il tuo arrivo Hort e altri uomini sono andati a vedere cosa fosse successo alla torre ci è voluto pochissimo tempo affinché la notizia si spargesse. Moltissimi abitanti del villaggio nei giorni seguenti sono venuti a trovarti, a cercare di darti un minimo di conforto; sai che il Maestro Mistyclen ha più volte aiutato gli abitanti di Luzrin, un po' come tu hai aiutato Hort qualche giorno fa, è normale che gli fossero riconoscenti. Il fabbro ti ha forgiato nuovi attrezzi, il conciatore ha provveduto ad un paio di stivali, guanti e bracciali in cuoio, i mercanti a portarti vari cibi per riempirti la pancia, i bambini entusiasti di chiederti di giocare con loro e usare qualche "trucchetto magico" per divertirvi assieme. Tutti a loro modo sono stati gentili con te, contribuendo a rendere la settimana successiva al tuo risveglio qualcosa di paragonabile ad un sogno, o una storia che avevi letto solo nei libri. "Selene, piccola..." Oggi a colazione Martha ha uno sguardo più preoccupato del solito, forse malinconico. Per quanto la sua figura non sia grossa e possente come quella del marito ma piuttosto asciutta e snella - a parte le forti braccia ottenute facendo la boscaiola - quell'espressione stona sul suo volto, solitamente sorridente e gentile, al massimo deciso. Lancia in continuazione sguardi fuori dalla finestra, come se aspettasse qualcuno o non si sentisse realmente in grado di sostenere il contatto visivo. "Io... noi..." Hort si è svegliato presto come al solito ma è rientrato per mangiare con voi, diversamente dagli altri giorni; rivolge alla moglie un sorriso e i suoi lineamenti si distendono. "Non ci hai mai parlato di quello che è successo quel giorno alla torre..." Poi prima che tu possa intervenire continua. "Non fraintendere! Non vogliamo che ce lo racconti se non te la senti." Istintivamente porti una mano sul lato destro del collo e senti la pelle ancora spaccata, quasi come se l'effetto di quel veleno ti avesse lasciato una cicatrice così. "Però... il vecchio Mistyclen era un gran furbone, un assoluto portento con la magia; al villaggio lo sanno tutti." Scocca un'altra occhiata al marito, quasi a cercare supporto, poi torna a guardarti. "Siamo abbastanza sicuri che abbia trovato il modo di filarsela e che non sia ancora tornato per non metterti in pericolo, o mettere in pericolo il villaggio." Capisci già dove voglia arrivare, collegare le cose è facile; allora senti anche tu il peso sul cuore che sembra gravare su di loro oggi. "Se fosse per noi ti terremmo qua per sempre, questa è casa tua finché la riterrai tale." "Inoltre i tuoi trucchetti magici sono comodi di tanto in tanto." Hort come al solito è rimasto più sul materialistico, ma in fondo capisci che è il suo modo di esprimere che ti vuole bene. "Però immaginiamo che tu voglia andare a cercarlo, forse anche per capire di più che cosa è accaduto quel giorno." Sembra che si stia sforzando di trattenere le lacrime. "Domani mattina partirà il carico di legname per il conte Riverflane, andrà fino ad Adnet: è la città più grande di questa regione, forse lì potresti scoprire qualcosa." Il marito le mette una mano sulla spalla quando non riesce più a trattenersi e prende parola al suo posto. "Non pensare che vogliamo mandarti via, ma volevamo ricordarti che sei libera di fare ciò che vuoi e non devi sentirti incatenata a questo posto." offgame
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TdG - Sussurri nella Cenere
"Allora se vuole venderla la compro volentieri, la poggi pure lì per terra." Replica l'uomo indicando il pavimento alla sua sinistra. "Controllo subito come è messa." Quando la lasci lui abbandona momentaneamente la pelle di lupo e si mette ad ispezionare. "È già stata parzialmente sistemata e pulita dal sangue." Dice parlando più che altro fra sé e sé. Passando le dita sulla pelliccia noti che ripercorre le ferite di tagli e affondi che hai inferto all'orso come se sapesse il modo in cui gliele hai procurate, come se ti avesse visto combattere. Quando capita su quelle che hai inflitto con la coda alza lo sguardo come per controllare l'equipaggiamento che hai indosso, forse per capire a quale arma attribuirle; scrolla le spalle e continua. "Si capisce che se lo è trovato davanti e ha lottato per salvarsi la vita piuttosto che cacciarlo per ricavarne la pelliccia." Traccia con le dita i bordi della ferita decisiva con cui hai ucciso l'orso. "Doveva essere furioso, probabilmente spaventato perché si è svegliato dal letargo prima che finisse l'inverno, quasi sicuramente aveva molta fame." Torna a guardarti. "Ho visto di peggio fatto da cacciatori inesperti, ma è comunque molto rovinata. Normalmente le darei otto monete d'oro, ma non posso offrirne più di quattro d'oro e sei d'argento; accetta?" Riguardo la domanda sulla locanda risponde senza problemi. "Il Cinghiale Errante, la trovi nella piazza centrale; il proprietario si chiama Wulfar. Non è grandissima ma qualche posto letto ce l'ha, sono sicuro che potrai riposare qualche giorno." Conclusa la trattativa torni sui tuoi passi fino alla piazza centrale e dietro alcune bancarelle scorgi un'insegna con raffigurato un cinghiale; avvicinandoti riesci anche a leggere il nome ed è quello che ti ha dato il conciatore. Quando entri ti ritrovi in una piccola locanda che al massimo potrà contenere una ventina di persone, tipica quindi per un piccolo villaggio come questo; l'arredo è semplice e funzionale, per lasciare quanto più spazio possibile ai tavoli. Al momento ci sono tre avventori seduti da soli intenti a pranzare, l'atmosfera è silenziosa e piacevole. Sul fondo della sala c'è un bancone in legno dietro il quale si trova un dragonide dalle scaglie bronzee, alto circa due metri con spalle larghe e braccia possenti; i suoi occhi celeste scintillano come attraversati da scariche elettriche mentre è intento a trafficare con una serie di oggetti di vetro e una bottiglia di vino. "Buongiorno forestiera, cosa desideri?" Ti domanda dopo averti notato. offgame
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TdS
Scusa ma credo di aver esagerato stavolta...😅 Mi sono permesso di interpretare una parte i coniugi maniscalchi. Per chiarezza LEI "Martha" parla in viola mentre LUI "Hort" parla, poco, in indaco. Mi ha preso una vena notturna particolarmente ispirata tanto che mi sono commosso a scrivere il post... e anche a rileggerlo...🥹 So che i PNG spettano a te e cercherò di limitarmi ma la scena mi è venuta fuori un tasto alla volta, non l'ho programmata, e ho scritto finchè ho sentito STOP. Non farti problemi a dirmi se qualcosa non va e vorresti cambiarlo e mi scuso ancora per aver invaso il dominio del DM. 😇 Buona lettura... cronometra perchè stavolta ci voglio più di 5min... 🤣
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Selene Continuo a mettere un piede davanti all'altro come un mantra intriso di dolore, i piedi continuano a sanguinare ma la stanchezza che mi grava addosso è quasi come un balsamo che lenisce ogni sensazione. La foresta sembra interminabile anche se procedo come in trance, quasi inconsapevole di quanto mi circonda. Quando finalmente vedo delle piccole luci provenire dalle finestre di una casa ai margini degli ultimi alberi mi riscuoto con il pensiero che la mia agonia stia per terminare e raccogliendo le ultime energie barcollo fino alla porta, riesco in qualche modo a bussare e attendo, sperando nella bontà delle persone, di ricevere aiuto. Sento una voce lontana, non capisco cosa dica. La porta si apre, di nuovo quella voce. La porta si spalanca, la stessa voce, qualcosa mi tira all'interno. Faccio ancora un paio di passi, sento la porta chiudersi e poi le ultime energie residue mi vengono meno, tutto quello che mi circonda è sbiadito, come visto attraverso una lastra di ghiaccio, e ora inizia a vorticare sempre più veloce. Mi sento cadere e resto in attesa dell'impatto con il pavimento ma questo non arriva... credo. Mi sembra di essere in un limbo, un luogo non-luogo mai visto prima. "Sto dormendo, credo, ma non mi sembra un sogno." penso guardandomi attorno senza però riuscire a distinguere nulla, nè sopra nè sotto, nè pavimento nè soffitto, ci sono solo io e poi una voce: "Hai ragione, non è un sogno". Non ne distinguo la provenienza ma rimbomba echeggiando ripetutamente come in un canyon. "Chi sei?" chiedo istintivamente a voce alta continuando a voltarmi per guardarmi intorno alla ricerca della fonte di quelle parole. "Sono TE! La nuova TE. Vieni...". Allo spegnersi dell'eco in lontananza ecco comparire tante piccole fiammelle bianche come a creare una sorta di sentiero. Mi incammino, continuo a camminare per un tempo che non riesco a conteggiare, intorno a me nulla cambia, sembra quasi di essere nello stesso punto e non essermi mai mossa ma proprio in quel momento vedo comparire una rossa nebbia che si leva dal suolo come fuoriuscendo da un cratere. Mi avvicino ulteriormente incuriosita alla nebbia, sempre seguendo le fiammelle, quando all'improvviso noto che, in quello che dovrebbe essere il cielo, si stagliano sette brillantissime stelle a sette punte. La loro luce è così abbacinante che sono costretta ad abbassare lo sguardo. "Eccoti finalmente mia prediletta! Dimmi, cosa stai cercando?" la voce non riecheggia più, è chiara e limpida come se mi parlasse direttamente in testa anche se la percepisco provenire dalla nebbia di fronte a me. "È forse il potere che cerchi?" incalza in attesa della mia risposta. "La verità..." bisbiglio "... cerco la Verità!" ripeto in tono deciso con lo sguardo ancora basso per la luce intensa. "Vuoi dunque dipanare i Misteri di questo mondo?" "Non ho la presunzione di una meta così alta, vorrei poterne comprendere almeno alcuni e... mantenere l'equilibrio, su me stessa e, se ne ho la forza, su quanto posso." Sento le parole sgorgarmi da dentro come se venissero dal nucleo stesso della mia anima, una sintesi perfetta di quello che provo e desidero, ma che non sarei stata in grado di spiegare fino ad un attimo fa. Pronunciarle mi fa provare un senso di leggerezza inebriante e la luce delle sette stelle sembra affievolirsi permettendomi di alzare lo sguardo davanti a me per veder spuntare dalla rossa nebbia una figura bianca che avanza lentamente fermandosi a pochi metri da me. Arrivata vicina mi accorgo che è fatta di fiamme candide come la neve e che, sebbene i lineamenti siano indistinguibili a causa del continuo movimento delle lingue di fuoco, ha le mie sembianze. Stessa altezza, stessa corporatura, stesso abito e... "Vieni." ...stessa voce. Guardo stupefatta la me stessa fiammeggiante, sentendo l'incredibile calore che emana, avvicinarsi oltre significherebbe bruciarsi, ma dentro di me sento che è la cosa giusta e quindi, con un atto di volontà, inizio ad avvicinarmi. "Abbraccia la tua nuova TE, non temere." Avanzo fino a pochi centimetri dalla figura e la cingo con le braccia in un abbraccio fraterno. Sento le fiamme avvolgermi e la figura dinanzi a me entrarmi dentro propagandosi in tutto il mio essere: "Il mio potere è tuo. Adesso..." la voce si affievolisce "...siamo una cosa sola." sento le ultime parole provenire dalle mie stesse labbra. Il canto di un gallo mi riporta alla realtà e a fatica riapro gli occhi, guardando un soffitto sconosciuto in una stanza sconosciuta. "Siano lodati gli dei! Fanciulla mia, come ti senti?" volto la testa e mi trovo davanti la moglie del maniscalco con un'aria preoccupatissima sul volto ma allo stesso tempo sollevata. "Cos'è successo?" chiedo confusa. "Bella domanda tesoro! È quello che vorremmo sapere da te! Ti sei presentata ieri sera al buio più completo e hai bussato alla nostra porta scalza e sanguinante, poi sei svenuta. Sono due giorni che dormi, sembravi morta! Mi hai fatto prendere un colpo!" spiega la donna con un evidente senso di liberazione nella voce: "Tieni. Bevi qualche sorso, ti farà bene." Mi tiro sui gomiti per mettermi a sedere e mi accorgo di essere nuda, vedo il mio abito appoggiato su una sedia ma subito noto che le lenzuola, le coperte e il cuscino sono anneriti, come bruciati. Mi blocco impietrita: "So-sono stata io a fare questo?" la domanda fatta ad ulteriore conferma di quello che già so essere vero. "Mi-mi dispiace moltissimo. Io-io vi ripagherò tutto lo giuro...". "Calmati tesoro, calmati. Non è nulla, l'importante è che tu stia bene, il resto sono cose di poco conto!" mi interrompe la donna con un calore nella voce tranquilla e armonizzante. "Dev'essere così che ci si sente ad avere una mamma" un sorriso mi incurva le labbra e grosse lacrime iniziano a scendermi lungo le guance rigandomi il viso. La donna mi stringe forte al petto e per un momento mi sento una normalissima ragazzina: "Oh bambina, è tutto a posto." dice carezzandomi la schiena. Passato qualche minuto mi rinnova l'invito a bere la tisana: "Qui c'è anche del pane e del formaggio, fai con calma. Io ti preparo un catino di acqua calda per sciacquarti." Finisco di mangiare la colazione assaporando tutto come fosse la prima volta e pochi attimi dopo la moglie del maniscalco ricompare nella stanza con un grande secchio di acqua fumante e lo versa in un catino di legno aggiungendo poi dell'acqua fredda e saggiandone la temperatura finchè non annuisce in tono soddisfatto. Va verso la porta, la chiude e poi mi aiuta ad alzarmi in piedi. In principio mi vergogno a farmi vedere completamente nuda ma lei sembra non farvi minimamente caso e si comporta come nulla fosse, come una madre che si prende cura della sua bambina. Mi fa entrare in una catino più grande posto sul pavimento e mi versa qualche tazza d'acqua in testa, poi prende un panno morbido e inizia a passarmelo sulle spalle. "Signora, posso fare da sola, non c'è bis..." "C'è bisogno eccome, invece! Dopo quello che hai passato credi davvero che ti lascerei sola finchè non sarò sicura che tu sia di nuovo in forze? Per chi mi hai preso bambina?" mi interrompe brusca ma gentile continuando a strofinarmi il corpo con cura. "G-grazie." rispondo sinceramente grata e commossa da tanta gentilezza e cura nei miei confronti. Non mi sarei mai aspettata che qualcuno potesse essere così con me, specialmente sapendo cosa sono veramente. Finito il bagno e asciugatami con altrettanta cura, apre l'armadio e ne estrae una sottoveste all'incirca della mia taglia e delle calze. Sto per dire qualcosa, sentendomi sempre più in debito, ma lo sguardo preventivo della donna mi smorza le parole in gola prima ancora che possa pronunciarle: "Grazie". Non so cos'altro dire, è tutto così nuovo e piacevolmente assurdo che quasi credo di essere ancora in un sogno. Finisco di vestirmi, sempre sotto l'attenta supervisione della donna, indossando il mio abito, l'unica cosa di normale di cui ho memoria negli ultimi giorni, quando la padrona di casa mi intima di rimanere ferma lì allontanandosi per tornare pochi istanti dopo con in mano un paio di stivali di pelle consunti. "Mi spiace siano così rovinati ma quelli di mio marito credo ti vadano un po' troppo larghi" commenta prima con tono dispiaciuto per poi passare ad una risata. "Mia signora! Vi sarò per sempre debitrice per tutto quello che avete fatto per me. Ad eccezione del Maestro Mistyclen, nessuno aveva mai fatto qualcosa per me, non così!" dico commossa con le lacrime che tornano a sgorgare. "Vi prego, permettetemi di ripagarmi almeno in parte, posso essere d'aiuto!" aggiungo volenterosa di sdebitarmi. "Lo so cara, lo so. Sei una brava ragazza. Ogni cosa a tempo debito, non c'è fretta, pensa a riprenderti e poi vedremo come farti rendere utile." mi risponde asciugandomi il viso con le mani. "Vieni, accompagnami da mio marito così si tranquillizzerà anche lui. Sai la mattina dopo il tuo arrivo è andato con altri del villaggio alla torre del mago, a casa tua voglio dire. Mi ha detto che non c'era più nulla, solo un profondo cratere e qualche maceria, tutto sparito. Dev'essere stato terribile, povera piccola." mi racconta mentre attraversiamo la casa per dirigerci verso il capanno dove lavora il maniscalco, sul lato opposto della piccola aia di fronte all'ingresso della casa. Quando mi vede l'uomo lascia immediatamente gli attrezzi sul tavolaccio e mi si fa incontro togliendosi i guanti e infilandoli nella cintura. "Buon Dio Selene, ce l'hai fatta. Abbiamo temuto il peggio ma per fortuna ti sei ripresa!" esclama in tono compiaciuto poggiandomi entrambe le manone sulle spalle come a saggiare che sia veramente di carne e ossa. "Grazie signore. Vi sono infinitamente grata dell'ospitalità e dell'aiuto, vi prometto che mi sdebiterò per questo!" ringrazio. "Si, si. Sono sicuro che Martha ti troverà qualcosa da farti fare e, quando vorrai scappare, potrai venire a rifugiarti qui da me, almeno per un po'." replica con una risata fragorosa. "Messer Mistyclen ci ha aiutato molte volte in passato, questo è il minimo per la sua prediletta. E, se non ricordo male, una certa ragazza mi ha riparato un attrezzo fondamentale per il mio lavoro solo qualche giorno fa!" aggiunge con un'altra risata e assestandomi una leggera pacca sulla spalla sinistra. Il resto della giornata passò senza che riuscissi a fare più di tanto, visto che, ogni volta che volevo aiutare, la signora Martha mi intimava di starmene buona, anche se alla fine si arrese di fronte alla mia risolutezza che testimoniava la mia reale guarigione. "Non strafare Selene, solo fino a poche ore fa avevi la febbre così alta che l'acqua evaporava dalle pezze che ti mettevo sulla fronte e.. beh... il letto l'hai visto." disse con tono preoccupato senza la minima nota di risentimento per i danni che avevo causato loro. Passato qualche giorno la vita riprese con una routine più regolare mentre cercavo di rendermi utile in tutti i modi possibili, aiutando in cucina e con le pulizie, riparando oggetti in giro per la casa, aiutando il signor Hort con i ferri e i cavalli, insomma qualsiasi cosa pur di sdebitarmi con i due coniugi, anche se in cuor mio sapevo che l'amore ricevuto non ha prezzo e quindi il debito non sarebbe mai potuto essere veramente ripagato. I due non erano della medesima opinione e una sera, finita la cena mentre stavo prontamente per alzarmi a lavare le stoviglie e riordinare, Martha, parlando anche a nome del marito mi disse: "Selene tesoro aspetta. Ti prego, questa è casa tua adesso e finchè ne avrai bisogno. Non serve che ti comporti come una schiava lavorando in maniera incessante e senza posa, so riconoscere la fatica e la stanchezza e non puoi andare avanti ancora a lungo con questo ritmo, fallo per noi, cerca di sentirti a casa e vivi serenamente. NON sei in debito, assolutamente!" il tono leggermente triste a trasmettere preoccupazione. Con le lacrime che si affacciavano agli occhi, li volsi in alto cercando di ricacciarle indietro tirando su col naso al contempo e con voce rotta: "Signora e sign...". "Martha e Hort, tesoro... ti prego." Con un cenno del capo a confermare la specifica fatta dalla donna ricominciai a parlare, ancora più commossa e senza ormai riuscire più a trattenere le lacrime: "Martha e Hort... quello che avete fatto per me in questi giorni, l'amore che mi avete donato senza nulla volere in cambio è... è troppo! Io... io sono così felice! Non so come comportarmi. Il Maestro Mistyclen mi ha salvata dalla miseria e mi ha dato un tetto, gli devo tutto... ogni cosa, ma quello che mi avete donato voi in questi pochi giorni, ne ho solo letto in qualche vecchio libro, ho cercato di immaginare come dovesse essere ma... viverlo, provarlo è così... è così immenso che sento il cuore scoppiarmi e io devo fare qualcosa... io devo..." due braccia gentili mi avvolgono da dietro mentre una manona callosa si poggia sulle mie, a quel punto ogni tentativo di trattenersi diventa vano e scoppio in un pianto profondo e liberatorio, singhiozzando forte grata per questo dono inaspettato. "Ssshh, va tutto bene tesoro, va tutto bene. Piangi, piangi e sfogati, ci siamo noi qui con te, non preoccuparti." Piango ancora per alcuni minuti finchè le lacrime non si esauriscono e sento una profonda stanchezza prendermi, come se tutte le mie energie fossero servite per piangere. "Vieni. Ti accompagno a letto tesoro. Oggi è stata una giornata impegnativa." le braccia forti di Martha mi aiutano a tirarmi su sostenendomi fino al letto per augurarmi la buona notte con fare materno dandomi un dolce bacio sulla fronte, mentre già il mondo dei sogni inizia ad avvolgermi trasportandomi altrove. Sento la porta chiudersi e poi tutto diventa buio e cado in un sonno profondo e ristoratore.
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TdG - Sussurri nella Cenere
Che strano nano agli altri che ho incontrato il mio petto non ha mai dato fastidio anzi il contrario... Ti ringrazio , allora tornerò dopo a prendere i vestiti riparati...e detto questo esco dal negozio... e girovagando per il villaggio mi dirigo sotto gli occhi dei passanti verso il conciatore e la testa inizia a farmi male... Oh guarda quei villici mi stanno guardando...hehehehehe...se sapessero che sono stata forgiata nel secondo strato degli inferi , bagnata col sangue di centinaia di peccatori...vorrei vedere le loro facce trasfigurate dal terrore...e con te come si comporterebbero?...io vedo la bestia che si cela dentro di te...credi che l'uomo a cui vuoi vendere la pelle dell'orso non si accorgera delle altre ferite provocate dalla tua coda uncinata....hehehehehehe Sta zitto...dico a denti stretti per non farmi sentire...non succederà , smettila... Oh ma non lo senti , il tuo sangue che ti chiama , non potrai negare il tuo vero essere per molto....hehehehehe.... Ho detto basta...dico a voce più alta e svuoto la testa fino a che la voce non svanisce....ed io ricomincio a respirare normalmente e fortunatamente intorno a me in quel momento non c'era nessuno... dopo essermi ripresa entro dal conciatore... Buongiorno...rispondo al saluto dell'uomo... Ne ho visti e abbattuti di più grandi ma si era bello grosso....e la voglio vendere non uso armature... in questo villaggio esiste una locanda dove possa stare per qualche giorno?....chiedo poi all'uomo...
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Quando porti la mano alla spalla che era stata ferita senti sulla pelle il piccolo rilievo tipico di una cicatrice e attorno la pelle è secca, ruvida; mentre portandoti la mano al collo e alla guancia senti invece la pelle screpolata e frastagliata: è come se fosse rimasta spaccata allo stesso modo in cui era prima; non ti fa male o altro, è semplicemente lì. Quando tocchi gli steli d'erba per strapparne alcuni ciuffi ti sembrano estremamente morbidi: al pari della seta, mentre risultano piuttosto difficili da strappare e devi impiegare più forza e tempo di quello che ti aspettavi; sicuramente analizzarli in seguito sarà interessante. Conoscendo alla perfezione la tunica che hai sempre indossato è facile trasformare il rottame dell'oggetto magico in una perfetta copia, che indossata da nuda sembra calzare ancora più alla perfezione; il lingotto d'oro che crei successivamente risulta piuttosto piccolo, ma non potevi chiedere troppo da dei detriti. Grazie all'incantesimo di individuazione del magico sei anche in grado di individuare i tuoi attrezzi da artefice al di fuori del cratere, situati sotto uno dei tanti cumuli di pietra; per il resto solo un'altra traccia ti guida a quello che è riconoscibile come un "ex-oggetto magico", probabilmente gli altri sono troppo danneggiati e frammentati per essere rilevabili, sepolti sotto detriti troppo grossi oppure sono stati vaporizzati dal lampo di luce bianca: è una catena d'ottone formata da grosse maglie. Ora molte sono spaccate e la catena è in pezzi, alcune addirittura mezze fuse, però ti ricordi che il maestro la utilizzava in alcuni esperimenti e le maglie erano in grado di ingrandirsi e restringersi a piacimento, così come la catena poteva allungarsi e accorciarsi; prendi i pezzi e li metti nella borsa dei componenti, quando il tuo grimorio si sarà ricaricato potrai trasformarla in qualcos'altro di utile. Noti che il cielo sta iniziando a tingersi di note arancioni, indice che il sole sta per tramontare: sembrava pieno giorno quando ti sei svegliata, ma probabilmente hai impiegato svariato tempo a riprenderti e a cercare ciò che ti serviva tra i resti della torre. Quindi anche se scalza decidi di incamminarti verso il villaggio di Luzrin, almeno lì potrai passare la notte al caldo, raccogliere le idee e riottenere gli oggetti di base che hai perso. È strano camminare sulla terra, a tratti secca e a tratti umida, a piedi scalzi; non ci vuole molto prima che inizino a farti male e che tu senta comparire svariate vesciche, tuttavia la tua risoluzione nel non restare fuori durante la notte è più forte e quindi continui senza rallentare. Arrivi al villaggio che è già buio da circa un'ora e le uniche luci che danno illuminazione sono quelle di camini, candele e lanterne accese all'interno delle case; non hai troppi problemi a vedere al buio entro pochi metri, ma distinguere i colori è sempre qualcosa di più positivo. Ti dirigi verso la casa del maniscalco e un po' titubante per l'imbarazzo bussi alla porta: senti delle voci indistinte all'interno della casa e poi dei passi. "Chi è?" La voce del maniscalco è guardinga, mentre la porta si apre di uno spiraglio per permettergli di vedere. "Selene?! Cosa ci fai qui a quest'ora? Oddio che brutta cera che hai." Dice aprendo del tutto la porta e guardandoti in faccia, per poi scrutarti da capo a piedi. "Che ti è successo alla faccia? E perché sei scalza?" Istintivamente scruta l'esterno guardando a destra e a sinistra. "Vieni vieni, entra pure." Chiude la porta dietro di te. "Cara! Prepara dell'acqua calda." Dice mentre ti scorta verso il salotto/sala da pranzo, dove il fuoco del camino scoppietta e noti la tavola con la cena a metà. A questo punto senti una grande fatica colpirti, come se avessi marciato per giorni senza fermarti; il dolore ai piedi si accentua e noti che le vesciche che ti sono venute sono anche scoppiate facendoti perdere svariato sangue. offgame
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TdS
Grazie mille 😁
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TdS
GRAZIE. 😆 È che in questi giorni sono fuori tutto il giorno e la sera diventerebbe lunga. Poi, dopo un'attenta valutazione di tutti gli aspetti mi piace rispondere subito, soprattutto in questo PbF.
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TdS
5 minuti buoni ce li ho messi, comunque tu sei pazzo a fare un post così da cellulare 😂
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TdS
Tranquillo aspetterò con ansia la risposta... Quanto ci hai messo a leggere la mia? Io per scriverla col cel ci ho impiegato quasi 2h...😅
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TdS
Nono, ho pensato esattamente che tu fossi nello stesso punto dove eri prima di svenire. L'idea dell'erba magica e particolare è stata fighissima e mi ha dato un bello spunto futuro. P.s. ti avviso già che non credo riuscirò a rispondere oggi; se proprio proprio stanotte oppure domani mattina. Oggi in teoria avevo tempo ma alla fine mi si sono accumulati vari impegni.
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TdS
L'ho messa perché hai detto che mi risvegliavo su terra ed erba e considerato che c'era la torre ho immaginato l'erba come una pianta magica, però magari tu hai immaginato che non fossi esattamente dove prima c'era il magazzino della Torre...
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TdG - Sussurri nella Cenere
"Certo, ho abiti semplici e comodi simili ai tuoi, puoi controllare quello scaffale nell'angolo." Dice sempre con quella voce leggermente fastidiosa, indicando uno scaffale dove si trovano alcuni capi di vestiario piuttosto semplici. Poi si alza e appoggia il pezzo di tessuto color blu notte sul bancone, quando si rigira e gli sei davanti a torso nudo sobbalza. "Oh mio..." Si schiarisce la gola e abbassa gli occhi, essendo un nano se prova a guardarti in faccia vedrebbe tutto; certo che questa gente aldilà delle montagne è proprio strana. "Mi dia pure e controlli gli altri capi; se intanto vuole esplorare il villaggio faccia pure, io impiegherò un paio d'ore." Guardando tra le varie maglie ne trovi una che ha l'aria di essere molto comoda, la provi e ti va bene; Dragan dice che costa cinque monete d'argento, lo paghi ed esci dopo aver recuperato la spada e la pelle d'orso. Continui a camminare per il villaggio in direzione del conciatore, questa volta noti che le persone non ti guardano più stranite come prima, ma lanciano giusto qualche occhiata alla tua spada; cosa più naturale perché comunque anche al tuo villaggio armi di questo tipo non sono comuni. Arrivata nei pressi dell'altro cancello noti che sembra simile a dove sei entrata, con una piccola torre su cui un ragazzo è appostato imbracciando un arco; sulla tua destra c'è un edificio in legno più grande delle altre case, con dei piedistalli su cui poggiano pelli animali a prendere aria. Entri e vieni investita dall'odore di cuoio e da una forte essenza animale, forse la cosa più familiare e vicina a casa tua da quando sei partita per il valico delle montagne. Un umano con lunghi capelli castani e una corta barba non curata è al centro della stanza chino su una pelliccia di lupo, intento a conciarla; veste abiti rivestiti di cuoio ben tenuti anche se sono leggermente sporchi di sangue. Quando ti sente entrare alza la testa ma non smette di lavorare. "Buongiorno." Il suo sguardo finisce subito sulla pelle d'orso e non sembra nemmeno notare se ti conosce oppure no. "Quella pelle è parecchio grande, l'orso doveva essere bello grosso. Voleva venderla o ricavarne un'armatura?"
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TdS
Va benissimo se fai aggiunte di questo tipo 👍 Nel caso se mi mettono i bastoni tra le ruote ti avviso che lo cambiamo. In questo caso la cosa dell'erba è molto figa. Ok nel post di risposta poi te lo dico 👍
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TdS
Faccio un'aggiunta al post, o meglio una specifica. Cerco fra le macerie della torre con il rituale "Individuazione del magico". Fammi sapere se trovo altro di salvabile o anche di valore ma rotto per poterlo trasformare col compendio alchemico. Grazie
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TdG - Sussurri nella Cenere
Si vengo da oltre il valico... è stato difficile dubito che dei mercati possano usare una strada del genere per raggiungere il villaggio...e comunque ci sono anche altri villaggi oltre il mio ancora più a nord vicino al mare, umani ma non come noi , un po' più bassi e dalla pelle un po' olivastra , e poi ci sono anche dei nani...dico per poi lasciar perdere l"argomento... capisco ma sono abituata diversamente , credo che mi ci vorrà un po' per capire la gente al dila delle montagne , ma vedrò di portare solo vestiti riparati.... e si grazie credo che andrò a vendere la pelle dell'orso anche se mi sa che è un po' rovinata , non ci sono andata leggera nel colpirlo... poi saluto la guardia e mi concentro sul nano... Si credo che dovrò comprare diverse cose e un secondo paio di vestiti è un buon inizio , se ne ha ne vorrei simili ai miei semplici e resistenti che mi lascino libertà di movimento mentre combatto... poi poggio la spada contro una parete e butto a terra la pelle d'orso ed onfine mi tolgo gli abiti rovinati lasciando a nudo la parte superiore del corpo... ecco prenda pure e li sistemi intanto io aspetterò qui...
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TdS
Ho fatto un post kilometrico... ci ho messo quasi due ore a scriverlo e immaginarlo. Spero vada bene in generale e anche la questione dell'erba. Ti va bene se ogni tanto tiro fuori qualche idea del genere o preferisci fare tu? In caso le fai risultare robetta se dovessero andare fuori dai tuoi canoni. Fammi sapere se devo cambiare qualcosa. Grazie
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TdG - La Benedizione delle Fiamme Sacre
Selene Mi risveglio all'improvviso come da un sogno. Ancora confusa da ciò che appartiene al regno onirico e ciò che è di questo mondo terreno, fatico a mettere ordine nei pensieri e a riconoscere ciò che mi circonda. Sento le membra intorpidite e le palpebre pesanti, istintivamente mi strofino gli occhi con la mano destra e realizzo che non sento dolore. Di scatto porto l'altra mano alla spalla per saggiare la ferita e non trovo nulla. Nè lo squarcio prodotto dalla lama avvelenata né la tunica strappata, sono completamente nuda, distesa sulla terra e sull'erba in un cratere profondo qualche metro. Mentre ancora la mia testa fatica a rimettere ordine nei pensieri e negli ultimi avvenimenti mi concentro sulle sensazioni che avverto. Sento una leggera brezza fresca sulla pelle, un formicolio al collo e alla guancia destra dove il veleno vi aveva inciso profonde crepe sanguinanti, la terra morbida sotto le mani, i sottili steli d'erba mossi dal vento che mi solleticano i fianchi e il sottile strato di pelle dietro le ginocchia. Inspiro forte dal naso sentendo l'aria che fluisce nei polmoni carica del profumo della primavera. Lentamente inizio a muovermi rimettendomi in piedi, mi passo le mani sulle morbide curve del sedere per rimuovere la terra e mi guardo attorno stupita. Mi trovo al centro di un cratere circolare sulla nuda terra, intorno a me ci sono cumuli di pietra scolpita in blocchi per la maggior parte spaccati e ammassati lungo la circonferenza. Fino a poco tempo fa qui sorgeva la torre del mago conosciuto col nome di Mistyclen, il mio maestro, fino a poco tempo fa qui sorgeva la mia casa e la mia vita tranquilla. Questo mi ricorda tristemente come la felicità duramente raggiunta mi sia nuovamente scivolata tra le mani e ricordi lugubri e dolorosi si riaffacciano alla mente. Ricordi di paura e freddo, di fame e solitudine. Chiudo gli occhi sopraffatta dall'emozione e l'immagine di una piccola mano gentile mi compare davanti, la mano che ha cambiato la mia vita in un momento, dando senso al trascorrere dei giorni e alla mia esistenza. Una piccola mano magica, in un certo senso, collegata ad un cuore grande e premuroso, quella di Mistyclen. Riapro gli occhi con un obiettivo chiaro in testa: Ritrovare quella mano! Con rinnovata decisione sento il mio corpo di colpo sveglio e pronto all'azione. Faccio un passo per dirigermi fuori dal cratere ma urto un oggetto duro e spesso. Guardo a terra e riconosco il mio vecchio grimorio magico. Mi piego a raccoglierlo e guardandomi intorno noto che nulla è sopravvissuto a quel bianco lampo di luce tranne qualche piccolo oggetto qui e lì. Passo a raccogliere le poche cose presenti nel cratere, felice di ritrovare il mio cappello magico, regalatomi in occasione del mio 15esimo compleanno e la mia borsa di componenti magici. Poco più in là c'è anche il corno magico che ho recuperato da Loyd questa mattina. Sembra che solo gli oggetti magici di una certa potenza siano sopravvissuti all'accaduto eppure nel cratere, oltre alla nuda terra si trova un tipo di erba mai vista prima. "Dev'essere opera della sfera di fuoco magico" penso incuriosita dallo strano colore bianco striato di rosso degli steli e dal fatto che si trova dove prima c'era un pavimento di pietra. Ne raccolgo diversi ciuffi mettendoli nella borsa per componenti con l'intenzione di analizzarli più tardi e mi dirigo fuori dal cratere verso quello che prima era l'ingresso della torre. Il sole è ormai basso sull'orizzonte e valuto che mi sia rimasta circa mezz'ora di luce. "Sarà meglio chiedere ospitalità al villaggio per stanotte, ma non posso bussare alla porta di qualcuno completamente nuda con solo un cappello e un libro." Un sorrisetto mi si affaccia sul viso al pensiero della scena di me che busso a diverse porte e le relative reazioni di mariti e mogli. So di non essere una brutta ragazza, anzi, alcune occhiate maliziose che mi rivolgono ogni tanto mi hanno confermato che più di uno mi trova attraente, almeno finché non scopre la mia natura tiefling. Passo lo sguardo sul mio corpo allo stesso modo in cui lo farebbe chi dovesse aprire la porta: i seni tondi e lisci sono abbastanza prosperosi per i miei 17 anni, la pancia piatta e bianca al centro di fianchi sinuosi, le gambe lunghe e magre che terminano con piedi piccoli e affusolati, come anche le braccia, più avvezze a lavori di precisione che di fatica, con mani dalle dita sottili. Più di una volta il maestro Mistyclen, trovandomi triste e immersa nei miei pensieri per l'ennesimo trattamento sgradevole subito da qualche umano bigotto, mi aveva preso in giro dicendomi che avrei potuto fare la ballerina o la flautista in qualche compagnia. La scena mi era così comica che mi faceva sempre ridere riportandomi il buon umore, ma guardandomi ora con questa idea in testa mi ritrovo a pensare che forse non stesse scherzando e che effettivamente il mio corpo sia desiderabile. Il ricordo delle parole del bandito mi riporta con la testa al momento presente confermando da un lato la mia bellezza ma lasciandomi una sgradevole sensazione al pensiero di cosa mi sarebbe capitato in mano sua, con la consapevolezza che gli abusi finora subiti potrebbero conoscere nuove forme che a dieci anni non riuscivo a immaginare. Mi aggiro scalza tra i mucchi di macerie della torre alla ricerca di qualcosa di utile o di valore per trasformarlo in una tunica, visto che l'aria della sera inizia farsi pungente facendomi rabbrividire. Spostando alcuni pesanti blocchi di pietra di quello che era l'osservatorio in cima alla torre rinvengo uno strano strumento di cui non ho mai capito l'utilizzo, ma che dalla complessità tecnica con cui è realizzato e la qualità dei materiali dovrebbe valere diverse decine di monete d'oro. Poggio una mano sul grimorio e l'altra sullo strumento ormai inutilizzabile, chiudo gli occhi e creo l'immagine mentale della mia lunga tunica azzurra con un largo cappuccio, immagino la stoffa resistente ma leggera che mi avvolge, la trama della tunica sul petto intessuta con sottilissimi fili metallici intrecciati, simili ad una cotta di maglia con dei rinforzi sulle spalle somiglianti a piastre decorate con un motivo floreale dorato, le ampie maniche con polsini stretti. Nel complesso una versione leggermente migliorata di quella che avevo prima. Mentalmente la ripiego come se dovessi metterla in un cassetto e a quel punto infondo energia magica nel libro per poi farla fluire all'altra mano. Sento sotto la mano sinistra lo strumento cambiare consistenza divenendo un morbido fagotto di stoffa e quando il flusso cessa mi ritrovo con una bellissima tunica azzurra con decorazioni dorate sui bordi. La prendo dal colletto e lascio che si apra per poi indossarla. La sensazione della stoffa sulla pelle nuda è piacevole come una carezza e le misure sono perfette adattandosi al mio corpo come se mi fosse stata cucita addosso. Con il dorso di entrambe le mani tiro fuori il fiume di capelli argentei lasciandoli cadere sulle spalle, indosso il cappello magico e aggancio in vita la borsa dei componenti. Metto a tracolla l'artefatto a forma di corno e vado alla ricerca di un altro oggetto da trasformare. "Mi serve qualche spicciolo per comprare qualche attrezzo che ho perso nell'esplosione." Ravano ancora fra le macerie, scalza non avendo potuto creare anche degli stivali, finché non ritrovo qualcosa che faccia al caso mio e lo trasformo in un lingotto d'oro che metto in tasca. Sentendo che ormai il potere magico del libro si è affievolito, mi inizio ad incamminare con le poche cose recuperate, verso il villaggio. Decido di chiedere ospitalità alla famiglia del maniscalco di cui sono stata ospite solo qualche ora fa. "Lì potrò lavorare per ripagarmi vitto e alloggio e farmi fare gli strumenti che mi servono. Per qualche giorno dovrebbe andare bene." penso camminando svelta per quanto i piedi scalzi me lo consentano per non ritrovarmi troppo a lungo nella foresta durante la notte. Offgame
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TdS
🤔😤😡....😇🤣 La dualità Aasimar/ Tiefling si sta intensificando in me... Immagina angioletto e diavoletto sulle spalle che si azzuffano...🤣