Descrizione della gilda
Benvenuti in "Che fatica la vita da goblin"! Qui si celebra la vita caotica e sgangherata dei piccoli esseri più amati (o odiati) di dnd! Tra pasticci, trappole, bottini improbabili e avventure puzzolenti! Essere goblin non è facile… ma di sicuro è divertente!
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Khargash Stringo con forza la mano di Fachish. Più forte. Molto più forte di quanto lui sembri aspettarsi. Annuisco. "Il Vento soffia. Le porte ascoltano ma lo fermano." Lascio andare la sua mano. Un rumore sordo risale dallo stomaco "...e i fagioli combattono valorosamente." Un peto cupo rompe il silenzio. Tocca anche a me. Resto perfettamente serio. Una battaglia è una battaglia. Non bado a quello di Fachish. Siamo uomini di fede. Succede. Ascolto il nuovo strano soggetto. Ascolto il Vento. Ascolto... Apri. Aggrotto appena la fronte. Rimango immobile. Apri. Lentamente abbasso lo sguardo. La mia mano si posa istintivamente sull'elsa della spada. La sento... Calda. Non molto. Appena abbastanza da sembrare viva. Resto in silenzio. Apri. Stringo la presa. Poi la lascio. ...troppi fagioli. Annuisco fra me. Sì. Troppi fagioli. Quando Padre Mahrh cade a terra, non provo paura. È successo anche a me di fronte alla porta del santuario. Forse ho idea di cosa gli stia accadendo. Le visioni arrivano a chi ascolta davvero in verità. Io... Apri. Mi volto di scatto. Nessuno. Solo il crepitio degli alambicchi. I fagioli sono peggiori del previsto. Sembravano tanto buoni. Espiro lentamente. Forse Yarew usa spezie strane. Quando Padre Mahrh si rialza, porto il pugno al petto. "L'Anonimo ha parlato?" Non aggiungo altro ...Apri. La mano torna inconsciamente all'elsa. La allontano quasi infastidito. Basta. Dopo passa. Lascio che Donkey esponga il proprio piano. Lo ascolto. Con attenzione. Quando termina, rimango qualche istante in silenzio. "Noi apprezziamo il coltello." Annuisco. "Taglia molto bene." Sfioro distrattamente il pomo della spada. Apri. Le dita si irrigidiscono. Le allontano. Dannati fagioli. "Ma una gola chiusa..." Pausa "...non urla più." Guardo Donkey "Una gola disperata..." un lieve sorriso "...chiama aiuto." Mi volto verso Padre Mahrh. "La Voce conosce il momento in cui un cancello deve cadere. Noi possiamo aspettare." Abbasso lentamente gli occhi. Le serrature marciscono meglio quando credono di essere sole. Annuisco ancora. Quella frase... non ricordo di averla mai pensata. Vi sembro ancor più strano del solito dopo quella zuppa di fagioli. Più tardi. Mentre ci avviamo verso la casa della vecchia. Rimango qualche passo indietro. Osservo il villaggio. Le finestre. Le porte. Le persone. Apri. Socchiudo gli occhi. Questa volta la voce è diversa. Più profonda. Come pietra che sfrega contro altra pietra. Per un istante mi sembra che provenga dalla lama. Solo per un istante. Poi il metallo torna freddo. Sbuffo. "I fagioli di questa città sono pericolosi." Lo dico con assoluta convinzione. Mi massaggio la pancia, l'elsa della spada ballonzola lì vicino. Guardo Barf. Serissimo. "Mangiane pochi." Riprendo a camminare. Davanti alla casa di Griselda non estraggo la spada. Non ancora. Mi fermo a osservare la porta. Le assi. I cardini. Il legno marcio. Apri. Scuoto appena la testa ma mi lascio sfuggire un ringhio di rabbia. No. Prima la donna. Poi la porta. Mi volto verso Padre Mahrh. "Noi crediamo che questa donna abbia già perduto quasi tutto." Una pausa. "Quasi." Sorrido. È un sorriso gentile. Forse il più inquietante che abbia mai mostrato. "Le ruberemo anche la speranza." Abbasso lentamente lo sguardo. "Quando ogni luce si sarà spenta..." Stringo inconsciamente l'elsa. Apri. Un brivido. "...noi busseremo." Guardo Padre Mahrh. "E le mostreremo che il Vento entra più facilmente nelle case senza finestre." riprendo le parole di Fachish ora. Poi annuisco tra me, convintissimo. La zuppa di fagioli era davvero buona. Forse... però ne ho mangiata troppa. [Se Donkey riesce nel furto della droga visto che può usufruire di un vantaggio interagisco così] Entriamo, poche parole furiose contro una certa Kreugna. Zombie? Oh io conosco le porte della morte. La guardo dritta negli occhi senza dire niente. Nella furia cerca qualche cosa che non trova più. Vedo Donkey tornare vicino a Padre Mahrh. Un movimento impercettibile. Quando vedo lei ormai è terrorizzata, disperata e senza via d'uscita, in cerca di cose che non trova, cambio completamente espressione. Non più minaccioso. Quasi paterno. Quasi misericordioso. Ed è questo a fare paura. Mi avvicino a lei. Alzo la mano per calmarla. La guardo negli occhi. "Cosa cerchi?" una pausa sufficiente ad attirare la sua attenzione "Posso aiutarti." indico Padre Mahrh dietro di me "La Voce può mostrarti il sentiero per trovare qualsiasi cosa cerchi. Noi ne apriremo cancelli e porte. Non avere paura di aver perduto l'unica cosa preziosa. Le mani vuote stringono le chiavi meglio di quelle piene." Donkey aveva accennato all'idea di rubarle la droga, ho capito "Qualche cosa ti ha aiutato a dimenticare i problemi e... il dolore. Noi ti aiuteremo ad amarlo." porto la mano all'elsa della spada "e... se vuoi, ti aiuteremo anche per quel problema con gli animali e Kreugna." Master @Bomba
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Mahrh Pian piano i risultati del duro lavoro profuso per estendere l'influenza dell'Anonimo su Rastor cominciano ad arrivare. Gli orchi sono pronti a mobilitarsi per noi, mentre Fachish esulta alla notizia del riavvio del commercio dei suoi fiori tossici. La visione, poi, conferma la bontà del nostro operato, ma soprattutto l'urgenza di non mollare il colpo ora che siamo così vicini alla meta. Al cicciole flatulento consegno quindi una collana dell'aria, a suggello del nostro patto e in attesa del suo ultimo compito: preparare il terreno per la liberazione di Eeridick. L'appello di Donkey per risolvere alla radice la questione della vecchia bisbetica mi trova tutto sommato favorevole, almeno in principio. E sia, se lo ritieni così importante, puoi risolvere il problema alla radice: se mi assicuri, sotto tua solenne promessa, che questo non avrà ripercussioni negative sul nostro operato e sul grande disegno dell'Anonimo. Tua la proposta, tua la vendetta, tua la responsabilità delle conseguenze rispondo al Pasdar, imponendo su di lui uno scracco benedicente. Le parole hanno il loro significato, Pasdar, così come i gesti, i rituali, le azioni. Rivolgiti all'Anonimo con i termini che gli spettano, Abominio non è tra questi, è ciò che direbbero i miscredenti, risulta offensivo. DM e Killua Blessing of the trickster su Donkey per la prova 1
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Donkey ascolto le parole del prete ma anche dei due orchi. confido sempre nella loro sete di vendetta, prete. E alla fine quando gli proponi di conquistare, razziare e trastullare, andiamo sempre sul sicuro. Tutti i meccanismi e gli ingranaggi cominciano a incastrarsi nel posto giusto e la macchina è avviata. Ora serve freddezza, precisione, e sangue freddo. Proprio quello che mi manca quando provo a rubare le ultime scorte della vecchia. Quando però comincia a sbraitare senza sosta, torno dalla nostra guida spirituale. Ascolta, lo avevo già proposto in passato, lo ripropongo ora con motivazioni decisamente più valide per far conoscere all'Abominio questa fantomatica e stellare rottura di c***o. E sono sicuro che nel momento in cui viene a contatto con ella, mi rimproverà per non aver agito prima. Lo zombie si è mangiato i suoi animali? torniamo al nostro mantra principale... kikazzenefrega no? dai ci metto poco, due colpi, uno qui e indico la gola, l'altro qua e indico vicino al cuore e vedrai che non urla nemmeno, non ne avrà il tempo. basta solo una parola, dinne solo una, un accenno con la testa, un occhiolino, un sospiro e agisco, in nome dell'Abominio stesso, e di tutte le persone così sfigate come noi che l'hanno incontrata. dm
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
DM La dieta recente di Barf e Khargash è stata talmente terribile da rendere perfino i fagioli con fagioli (e pane) di Yarew apprezzabili, segno dello stato di disperazione vissuto dai due. Mahrh riepiloga a loro alcune informazioni necessarie, vero e proprio cicerone per i due. Donkey invece decide di rivolgersi direttamente a Verg e Unaret. Verg aggrotta la fronte, ma il cipiglio dura poco quando anche Mahrh lo raggiunge Il campo attende con ansia novità. Maruldu ci tiene uniti e ci dice che la Terra presto rimbomberà dei nostri passi contro i nemici e altre cose… parla tanto, sapete… commenta Unaret, il quale rimane deliziato dalla richiesta di Donkey E’ l’ora? Finalmente! Spero potremo trastullarci un po' con alcune popolane, che ne dite ayatollah? Verg annuisce. Il suo sguardo è serio, di chi è conscio di non poter fare più nulla. Ma anche di chi mostra un certo apprezzamento per il trastullarsi. Yarew ritira i piatti Bene, vedo che qualcuno che apprezza la mia cucina allora c’è! Ah! Sono due monete d’oro, amici verdi! E quando volete ripassare magari i piatti li pulisco pure, stavolta. HAWK TUAH! dichiara, sputando in direzione di Ottone, riverso a terra e con un occhio nero. X Mahrh il tesoriere Mentre Verg e Unaret si preparano a tornare frettolosamente al campo e avvisare Maruldu dell’imminente attacco al potere, per i goblin la giornata è ancora lunga e proficua. Una delle tappe fondamentali per i goblin è il ritorno da Fachish e Tal Chammish, i due fratelli spacciatori di Tanbrosh e loro potenziali alleati sia dal punto di vista della conquista di Rastor che dell’espansione del culto dell’Anonimo, essendo essi stati notati dall’Anonimo stesso come potenziali portatori della parola del Vento. Ed è proprio un vento quello che soffia dall’interno della casa di Fachish e Tal quando essi bussano con discrezione alla porta della baracca dove vivono SGROBROOOOT!!! un peto talmente possente da sospingere la porta ad aprirsi e permettendo ai goblin di rientrare in quell’ambiente chiuso, puzzolente, stipato di alambicchi, becker e provette, dove il grassissimo e sporco Fachish è intento a rimestare quel poco di Tanbrosh rimasto. In un angolo, il magrissimo fratello Tal sorride affabile notandoli tornare Ayatollah! Pasdaran! E’ un piacere rivedervi! e il piacere è ancora più grande per i due quando scoprono che la via per il Tanbrosh è di nuovo aperta e che Grukash e i suoi potranno ben presto riportare il prezioso fiore nelle loro mani Che lieta novella, la droga tornerà a circolare più che mai tra le strade di Rastor! Esclama Tal, battendo le mani. Fachish si alza, per poi aggirare il tavolo e chinarsi con un sono SGROBROOOOT!!! che per poco non fa volare via il figlio minore. Fachish quindi bacia le vesti di Mahrh e cerca una stretta di mano sorprendentemente delicata con ognuno dei goblin Voi siete i veri vicari dell’Anonimo! Sempre sia lodato! esclama Quando il tempo verrà, il vento ci condurrà per fondare la chiesa del Vento a vostra protezione SGROBROOOOT!!! Le parole di Fachish risuonano come una benedizione nei cuori dei goblin. Essi sono consci di ciò che hanno compiuto o per chi, come Khargash e Barf, consci di essere giunti al cospetto delle persone giuste. Un disegno cosmico che sembra prendere forma sempre di più e che, come Tharizdun stesso ha promesso, è pronto a portare generose ricompense a coloro che perorano la sua causa. X tutti i pg, IMPORTANTE E, proprio come successo dopo aver confrontato Kreugna e risolto i guai peggiori per gli orchi, Mahrh crolla a terra, tremante sbavante e anche un tantino in preda a qualche peto liberatorio, forse frutto della zuppa di fagioli di Yarew. Nella mente di Mahrh Ma pure quando egli si riprende, vi è molto da fare. La giornata, forse aiutata dall’intervento dell’Anonimo, sembra durare di più quel giorno. E forse per i goblin vi è davvero modo di sistemare tutte le questioni possibili prima di vedere che cosa riserberà il loro futuro. Mini missioni pre-nottata X tutti
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Barf Il discorso del nano ha scatenato un vespaio. Non mi e’ ancora ben chiaro cosa ma e’ evidente che qualcosa stia per accadere. Donkey, saranno stati i fagioli, rompe gli indugi, prende l iniziativa ed inizia ad abbaiare ordini. Anch io, come gli altri, attendo di vedere la reazione dei due orchi per capire la prossima mossa da fare.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Mahrh I fagioli di Jarew placano la fame e ci permettono di rrivare la giorno dopo, e questo è quanto mi basta. Non siamo qui per indugiare nei piaceri del palato, tantomeno per ingrassare come fottùti halfling. Per ora è sufficiente che guardi e ascolti, Pasdar Khargash lo rassicuro mentre interpreto la sua lingua. La fede nell'Occhio ti guiderà nella scelta della chiave giusta per la topa giusta... Toppa, volevo dire toppa. Nel frattempo Donkey si premura di mobilitare Verg e Unaret. Come vanno le cose al campo? Aggiungo studiando attentamente la reazione dei due, soprattutto del primo. La sua fedeltà a Kreugna era cosa nota, dovrà doppiamente provare di aver accettato il recente cambiamento. DM
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Khargash La porta geme quando la attraversiamo. Bel suono. Lascio che gli altri entrino per primi. L'aria della locanda è pesante. Calda. Odora di fumo, sudore, birra rancida che probabilmente nemmeno c'è e cibo bollito troppo a lungo. Respiro profondamente. Accogliente. Le tane migliori hanno sempre l'odore di qualcuno che non se ne vuole andare. Mi guardo lentamente attorno perché non sono mai entrato qui. Ho visto Rastor da lontano durante il mio pellegrinaggio, ma nessuna voce mi aveva mai chiesto di attraversarne le soglie. Fino a oggi. Mi accomodo sulla panca senza parlare. Osservo la ciotola che la donna lascia davanti a me con malagrazia. La fisso. Ne raccolgo lentamente un cucchiaio. Assaggio. Resto immobile qualche istante. Poi annuisco "Buona." Ne assaggio ancora. "I fagioli hanno rinunciato a essere duri." Un'altra cucchiaiata. Continuo a mangiare con tranquillità. Molto meglio delle radici. Molto meglio della corteccia. Ma non meglio della carne anche quando non si sa da quanto è morta. Le urla. Le sedie che volano. L'oste che minaccia di ammazzare qualcuno. Gli avventori che litigano. Osservo tutto con una calma quasi soddisfatta. Bel posto. Le serrature fanno sempre molto rumore quando stanno per cedere. Ascolto senza interrompere. Persimmon. Thandain. Brandoleo. Rerrid. Nomi. Manca l'altro... Eeridik. Volti che ancora non conosco. Chiavi che ancora non distinguo. Lascio che Donkey finisca di parlare agli orchi. Solo allora pulisco lentamente il cucchiaio con il pane raffermo e mi volto verso il sacerdote. Mi soprende Donkey si rivolta in questo modo a due orchi belli grossi. Li guardo. Sono deboli forse. Poi abbasso appena il capo e la voce "Padre Mahrh, Voce dell'Anonimo." la mano sinistra sfiora distrattamente la pesante chiave di ferro appesa alla cintura. "Noi siamo giunti da poco sul vostro sentiero. Io ho bazzicato poco queste terre anche se siamo nati qui dietro in pratica. Conosciamo ancora meno gli uomini e le donne di cui avete parlato." Inclino lentamente la testa. Come se stessi ascoltando qualcosa che gli altri non possono udire. "La maga e quell'uomo." non faccio nomi per non rischiare di essere udito. Guardo Mahrh negli occhi. Non c'è diffidenza. Solo attesa. "Noi non domandiamo perché." Una breve pausa "Le chiavi non interrogano la mano e nemmeno la voce." Stringo appena la chiave alla cintura. "Ma ogni porta che il Senza Nome ci indica..." Il sorriso è appena accennato. Quasi sereno. "...custodisce altre porte. Se quella donna è una chiave... allora noi apriremo la sua serratura. Se quell'uomo è il chiavistello... noi lo spezzeremo." Resto in silenzio per un istante. Poi torno alla mia zuppa. "L'Ultimo Cancello non si apre in un solo giorno. Ma ogni soglia attraversata ricorda al mondo che nessuna porta è eterna." annuisco di nuovo. Certo che lui mi abbia compreso.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Donkey Quando avrò il mio castello le cucine non dovranno essere accudite in questo modo. Ma porco di quel grassone, ma fare una cosa del genere con i fagioli era davvero piuttosto semplice. Oh è riuscito a rovinare pure sta roba. Persimmon dobbiamo liberarla stasera, E se effettivamente Thandain non si vede in giro allora possiamo agire. Cominciamo da lei mentre mandiamo indietro Verg e Unaret per avvertire Maruldu! Faccio segno quindi agli orchi di avvicinarsi al nostro tavolo, quello più appartato mentre dico all'oste di farsi i c***i suoi per un po' altrimenti gli ribalto sto posto schifoso. Compagni, è arrivato il momento di cambiare i connotati a sto posto degradato. Tornate da Maruldu e avvertitelo di venire subito qui in forze, è ora di allargare gli orizzonti. Vi aspetteremo al limite del paese per coordinarci, ma fate presto.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
DM Vi è molto da fare alla luce di quelle novità ed è Donkey a spezzare l’empasse circa il problema più urgente: il pranzo. I fagioli, fonte di fibre elementari e pasto famoso nella cultura contadina, non possono essere così difficili da cucinare nemmeno per uno come Yarew e le sue donne di servizio, no? Per questo l’assassino, forse spinto dall’esperienza in fatto di veleni, decide di dare fiducia al taverniere e mostrare anche a Khargash e Barf il loro luogo di ritrovo preferito. Mentre i goblin spingono la porta cigolante della Loggia Grigia, vengono accolti dal solito caldo umido e dall’odore denso di fumo, sudore stantio e cibo bollito troppo a lungo. L’interno della taverna è esattamente come lo ricordavano: buio, opprimente, illuminato solo da poche lanterne fumose e dal debole bagliore del camino centrale, un luogo talmente cupo da rivaleggiare con i più tetri cunicoli di Boggerton. Yarew, il taverniere di mezza età sempre pronto a farsi gli affarit altrui è ora di nuovo dietro il bancone. Notandoli sorride, li saluta con un grugnito e un cenno del capo. Le due donne al suo servizio, magre e dall’aria esausta, stanno già portando ciotole sbeccate verso i tavoli. I goblin si dirigono verso lo stesso tavolo libero usato due sere prima, posto in un angolo, rozzo e segnato da coltellate e macchie vecchie. Le panche sono dure e instabili. Quando si siedono, una delle serve posa davanti a ognuno di loro, con malagrazia e un Tiè, mangiate e non rompete! una ciotola di zuppa di fagioli: un brodo acquoso in cui galleggiano pochi fagioli molli e qualche pezzo di pane raffermo. Il tutto ha un aspetto triste e poco invitante, più acqua che sostanza, con un velo oleoso in superficie e un odore che sa di stantio.Il pasto è esattamente ciò che ci si può aspettare a Rastor: caldo, ma senza sapore, abbondante solo nella quantità di brodo. Intorno a loro, gli altri avventori mangiano rumorosamente, curvi sulle loro ciotole, intenti a risucchiare quella brodaglia con lo stesso sguardo spento di chi sa che domani sarà uguale. Di tanto in tanto alcune conversazioni portano a liti furiose, qualche schiaffo e della zuppa tirata in faccia, offrendo uno spettacolo aggiuntivo a quel bucolico pasto. Fagioli con fagioli (e pane) alla Loggia Grigia Ben presto però essi vengono raggiunti da Yarew, a quanto pare l’unico a rendersi conto che qualcosa è cambiato in quella combriccola Alcuni di voi non li conosco commenta Non c’è più quello con la mandria di sgorbi che cagavano e mordevano e nemmeno quell’altro che stava sempre zitto dice, aguzzando lo sguardo Affari vostri, immagino. Ad ogni modo c’è un bel parapiglia con tutto questo discorsone di Rerrid che… HEY, OTTONE! GUARDA CHE LA ZUPPA LA PAGHI ANCHE SE LA TIRI VIA! IL MIO E’ UN LOCALE DI CLASSE! dichiara, afferrando una sedia e tirandola addosso a Ottone, un grasso e depresso contadino. Dopo quello sfogo, e dopo aver minacciato qualche altro avventore di tagliargli la gola, Yarew si rivolge ai goblin Brandoleo sta reclutando gente, Rerrid potrebbe assumerli presto per aiutare con le indagini e… ah, dopodomani impiccano Persimmon! Sarà uno spettacolo, mi sa! Verg e Unaret sembrano tesi, come se aspettassero qualcosa… guardateli là! I due cacciatori sono seduti ad una sedia a bere birra. Gli orchi notano i goblin e rivolgono loro un cenno del capo Secondo me volevano trastullarsi con lei, ma con Thandain come cane di guardia… a proposito, non l’ho più vista, voi ne sapete qualcosa? Perché sembrate… OH, PORCO C***O OTTONE ORA VENGO LI’ E TI AMMAZZO!! Esclama, dopo che Ottone ha fatto cadere a terra le proprie posate. X tutti
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Barf Ascolto il racconto della nostra guida spirituale rimpiangendo il non aver potuto partecipare a cosi tante battaglie. Poco male, molte altre sono all orizzonte e mi daranno l opportunità di gloria e bottino. “Dannati barbe lunghe, sempre li a contare soldi e scavare buche.” Sputo a terra disgustato
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Mahrh Mentre il gruppo torna verso Rastor, approfitto del tempo per indottrinare un po' i novellini. Ascoltate bene, è un po' lunga... Preso un lungo respiro, comincio. Nei mesi scorsi dopo lunghi rituali abbiamo risvegliato l'Anonimo, sempre sia benedetto il Suo Anonimato, pur non più tale. Egli ha camminato tra noi, rivelando la Sua natura di Antico Occhio Elementale. Per essere un occhio, a dire il vero, parlava come una bocca, parlava molto, tanto da rendere superfluo il mio ruolo di Sua Voce. Poi però è tornato nel Suo silenzio e tutto si è sistemato. Prima, però, ci ha ordinato di raggiungere Rastor e di prendere possesso dello Stalagos, dove in passato Suoi fedeli avevano dimorato in un Suo antico tempio. Al centro del lago che si è formato nella caldera oggi spenta c'è un luogo sacro, che dobbiamo raggiungere. Fatto sta che giunti a Rastor nella Sua Grazia ci siamo subito resi conto di due cose: uno che questo posto promette bene, l'altro che è infestato. E non mi riferisco a vermi giganti, quelli cotti sono pure buoni, ma a nani arrivati da non so dove a portare la loro avidità, il loro dispotismo, le loro regole. Subito ci è stato chiaro, grazie alla Sua Saggezza, che dobbiamo disfarci dei barbelunghe e del loro capoccia, Rerrid, se vogliamo onorare la missione che l'Anonimo ci ha assegnato. Da qualche settimana, quindi, stiamo tessendo quella rete di amicizie, alleanze e sudditanze che ci permetteranno di giungere alla vittoria. Abbiamo prima spezzato il sodalizio tra i barbelunghe e un clan di orchi che, mal guidati da una femmina, Sua Santità ce ne scampi!, avevano accettato un ruolo supino. Ora li guida un loro sciamano, Maruldu, fedele dell'Occhio e anche a noi. Abbiamo poi preso contatto con un alchimista del luogo, che produce una sostanza che hà schiavizzato mezzo paese, inclusa Thandain, un'eletta di Rerrid a cui stiamo prendendo le misure. Presto la troveranno stesa fredda. Abbiamo anche stretto alleanza con un branco di lupi molto pucciosi, e dato il benservito al gigante Nembrot, di cui avete assaggiato gli avanzi. Abbiamo anche suggellato un patto con Beee-ar, un caprone fatato che, ve la faccio corta, rifornisce l'alchimista suddetto con i prodotti necessari a confezionare la sua mistura magica. A fare da corrieri un gruppo di gnoll spelacchiati e malmessi, anche loro parte della famiglia. Fin qui tutto chiaro? Bene. I prossimi passi saranno: liberare dalla prigione di Rastor una donna, Persimmon, una maga del fuoco che vogliamo con noi; liberare dalla gogna un uomo di nome Eeridik, che è riuscito a mappare i tunnel dello Stalagos. Una volta avute quelle mappe, di Eeridik ci importa il giusto, cioè niente; in paese c'è anche una compagnia di mercenari umani, degli scappati di casa, ma possono fare numero se troviamo i soldi per arruolarl; infine c'è Vranthis, un drago verde che abbiamo incrociato lungo la strada verso Rastor, di cui sono convinto sarebbe un'ottima aggiunta alle nostre fila. Non mi pare ci sia altro, almeno nella sostanza. Il pippone è stato talmente lungo che, di fatto, siamo arrivati a Rastor. E qui la prima sorpresa: Rerrid è finalmente uscito dalla sua fogna per fare promesse e lanciare minacce. A giudicare dalle borse agli occhi ha dormito poco, e di questo possiamo vantarci buona parte del merito, ne sono sicuro. Non preoccuptevi, miei Pasdaran rispondo a Donkey e Khargash, a cui allungo l'ultima razione di Delizie di Nembrot. Faremo presto esplodere quel pallone gonfiato tutto chiacchiere barba e distintivo. Teniamo il profilo basso, ancora per poco, poi sarà una grande festa. Prima che arrivino quei rinforzi di cui ha parlato... Stanotte libereremo sia Eeridik sia Persimmon. E facciamo in modo che gli orchi siano qui anche loro. All'alba Rastor avrà un nuovo padrone senza nome.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Khargash La compagnia dei goblin durante il viaggio è a dir poco nauseante. Frasi sconnesse, battute insipide, puzzo di pis**o e vangate di riferimenti che non posso cogliere. Nonostante questo reputo sia la compagnia perfetta per me. Proprio i compagni che cercavo per raggiungere quel Cancello. Arrivati a Rastor rimango amaramente deluso. Mi aspettavo qualche cosa di grandioso ma è una pozza di fango abitata da vermi. Bei grossi vermi ma pur sempre vermi. Nessuno ci nota, eppur siamo imponenti rispetto a loro. Non di stazza ma di carisma. Mi domando perché. Poi sento gridare quel nano... mi gratto il mento. Non può essere che lui. Penso con disagio. Un brivido di rabbia mi sale dallo stomaco fino alle orecchie. Mi volto verso Mahrh per un istante "Nostra eminenza... avete ancora quella carne?" faccio chiaramente riferimento alla carne di Nembrot che ora più di prima desidero mangiare. Proprio di fronte a Rerrid. Gli occhi giallastri e gelidi rimangono piantati sul nano parlante.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Donkey Dopo aver assistito allo sproloquio del nano mi avvicino al prete, oramai mio confessore.. mi perdoni padre perchè non ho ancora peccato abbastanza! Sto nano non ha molti consensi che dici? secondo me siamo sulla strada giusta per farlo fuori ma se davvero quello che ha detto è vero, cosa che dubito, dovremo agire prima che il suo clan mandi qualcuno a rimpolpare le fila. E dobbiamo salvare Colui che ha il Naso che fa Provincia, dalla gogna, quelle mappe ci servono. Intanto un po' di fagioli ci farebbero bene! DM
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
DM I Goblin della Mano Verde non conoscono i Reietti, giunti di recente mentre essi erano già allo sbando. Su questa premessa e l'idea di lasciare i goblin della tribù al momento da soli, Kargash e Barf si uniscono al gruppo, ristabilendo l'equilibrio di quattro goblin. Mentre il sole è già alto nel cielo grigio, i goblin fanno ritorno a Rastor. La piazzetta principale del borgo appare loro esattamente come l’avevano lasciata: un quadrato di fango pestato, circondato da casupole sbilenche fatte di fango, legno e poca pietra, l’odore di umo che si alza dai comignoli riempiendo l’aria di odori pungenti. Ma stavolta vi è qualcosa di nuovo ad attenderli, qualcosa capace di catturare l’attenzione anche di buona parte dei cittadini di quel tetro borgo. Al centro della piazza, ancora bloccato alla gogna di legno alla quale è stato condannato, c’è Eeridik, con il volto tirato e gli occhi saettanti di terrore e umiliazione. Qualche passante gli lancia ancora insulti o sputi, ma con meno entusiasmo dei giorni precedenti. Questo è dovuto al fatto che poco distante, davanti alla Loggia Grigia, è stato improvvisato un piccolo palco con alcune casse di legno scricchiolante. Sopra di esso si erge un anziano nano dal portamento sorprendentemente dignitoso per Rastor: barba grigia ben curata (almeno per gli standard del posto), farsetto di lana pesante anche se logoro, e un’espressione seria. Dal tono autoritario con il quale parla è chiaro che colui che i goblin stanno osservando è nientemeno che Rerrid, l’anziano della città e colui che di fatto ha il maggiore potere a Rastor. Rerrid …comprendo dunque che vi sia del malumore, ma Rastor non rimarrà ferma a subire angherie! il nano sta parlando con voce ferma alla piccola folla radunata davanti a lui. Una trentina di abitanti lo ascoltano in silenzio: per lo più umani cenciosi, magri e dall’aria sconfitta, con qualche orco e mezzorco sparsi tra loro, le spalle curve e le armi a portata di mano. Tutti hanno lo stesso sguardo spento e diffidente tipico di chi vive in questo buco di fango e disperazione. Rerrid stringe i pugni I rapporti commerciali proseguono nonostante la dipartita di Kreugna, nostra amica e orchessa comprensiva, e una indagine è in corso per trovare il suo corpo, che molti dicono di aver visto proprio aggirarsi per la città i goblin intravedono il taverniere Yarew appollaiato come una cornacchia da una delle finestre della taverna, il titolare della Loggia Grigia ben intento ad ascoltare. Rerrid prosegue quindi il suo discorso, indicando Eeridik La giustizia non manca e non mancherà. Come quel ratto trovato nelle miniere che in questo momento i miei nobili parenti stanno esplorando, allo stesso modo ho già mandato una missiva a Hommlet per reclutare avventurieri e avventuriere e mandare magari qualche pio sacerdote o templare di St.Cuthbert egli gonfia il petto E come detto conosco il re della nostra enclave nanica a sud, sono il figlio della cugina di terzo grado della sua cognata e sono certo che aggiungerà tutti i dettagli circa l’uccisione di Nembrot, grande gigante gentile e sterminatore di parassiti, al Dammaz Kron, il Grande Libro dei Rancori egli quindi solleva i pugni in alto Thandain al momento sta riposando da… ehm… una ronda difficile… ma presto una nuova impiccagione monderà altro male da questo posto. Rimarremo uniti e sotto la mia guida Rastor sopravvivrà! HUZZAH! esclama. Alcuni applausi tiepidi partono da quella folla, la quale ben presto si sparpaglia quando Rerrid sembra mettere in chiaro la sua volontà di tornare ai suoi impegni, scortato da mezza dozzina di guardie pur alla pallida luce di quel giorno. Il nano non sembra nemmeno essersi accorto dei goblin, vuoi la loro statura ridotta rispetto al resto degli abitanti. L’aria puzza ancora di fumo e corpi non lavati. Il vento freddo porta con sé la sensazione che qualcosa stia per cambiare… o che qualcuno stia cercando di far sembrare che stia per cambiare. Ciò che non cambia è l’aspetto tragico della Loggia Grigia. Un fischio di Yarew richiama i pelleverde Ehi, goblin! esclama Yarew Rimanete a pranzo? Oggi c’è una specialità, fagioli con fagioli! Poco distante una compagnia di uomini d’arme dalle armature raffazzonate, che i membri della compagnia già presenti riconoscono come i mercenari della Compagnia Grigia, è in compagnia di un quartetto di contadini. Il capo della compagnia di ventura Brandoleo, riconoscibile per l’elmo ricavato da un annaffiatoio, sembra intento a valutare la loro postura e capacità di brandire un’arma. Ciò conferma ciò che disse a Donkey al tempo, ovvero che sarebbe rimasto a Rastor per cercare di reclutare nuovi membri dopo che il suo gruppo era finito allo sbando dopo l’ultima sconfitta. Un paio di uomini della milizia, invece, apostrofano un vasaio Se sai qualcosa su dove si trova quello spacciatore devi dircelo, eh! lo minacciano. Come sempre, Rastor si dimostrava un borgo che puntava tutto sull’ospitalità e il turismo. X tutti
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Khargash "Sì... sì." commento laconicamente a me stesso "La sofferenza è la chiave. La Pace è solo il cancello spalancato." Ascolto Mahrh, le sue parole. Annuisca poi vistosamente ai commenti illuminati di Barf e quasi ho la bava alla bocca quando parla di cinghiali e giganti. "Quella dei nani è stoppacciosa. Ma la farò bollire fino a quando non sarà tenera." rimetto la frusta alla cintola "Noi Vi seguiremo. Siamo, pronti. La mia chiave" riafferro la lancia "è in cerca di serrature. La mia spalla di porte e cancelli da sfondare." non si capisce se per 'noi' intendo me stesso, me e Barf o tutta la Mano Verde rimasta.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Barf "Da li il detto parla come magni!" annuisco alle parole del santone con l aria di chi la sa lunga. I miei fratelli della mano verde, sfamati e tornati in forze, non vedono l ora di dispensare distruzione condita da un po' dell amato su e giu' ma sia il santone che chiavaro hanno ragione, la distruzione va organizzata bene e deve avere uno scopo altrimenti si rischia di non apprezzarla a pieno e perderne il piacere. "A cosa ci servono esattamente gli elfi vostra perfida santita'? hanno una carne tenera basta distrarsi un attimo e scuoce. Niente a che vedere con cinghiale e gigante." Il mio stomaco, molto meno schizzinoso di me, borbotta.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Mahrh Nessuno può permettersi di frustare un Pasdar annuisco a Donkey rassicurandolo con la medesima discrezione. A meno che non lo dica io... aggiungo poi ridacchiando per la battuta. Comunque sia, c'è del potenziale in questo goblin, io lo vedo. L'Anonimo l'ha in grazia, dobbiamo tenerne conto. Speriamo solo riesca ad uscire dalle sue metafore, o mangeremo e cacheremo chiavi per tutto il tempo che sarà con noi. Torno quindi a rivolgermi a Barf e Kharhash Abbiamo sentito di elfi nomadi che vivono qui attorno. Reietti, dediti al banditismo, li avete incrociati? I nostri passi ci portano di nuovo a Rastor, credo dobbiate seguirci, almeno voi due che siete in forze. Gli altri avranno tempo di recuperare energie. O forse no, non m'importa molto, chi crede che abbia davvero a cuore la mia razza non ha ancora capito i disegni dell'Anonimo.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Donkey osservo la frusta che si muove sui goblin che mangiano senza battere ciglio ma non troppo contento di vedere che c'è un carceriere e dei carcerati. mi avvicino quindi con calma al prete e abbasso la voce per farmi sentire solo da lui... uhmmmm questo è un bacchettone, deve venire con noi per forza? mi piaceva più duark che sbatteva la testa contro il muro per sviluppare i suoi poteri della mente. te lo dico, se usa la frusta pure con noi, lo uccido... o muoio nel tentativo!!
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Khargash Li osservo divorare il cibo. Per un istante penso che forse il sacerdote ha ragione. La fame parla più forte della paura. Poi ricominciano. Domande, urla, spintoni, denti, saliva, risa. La caverna torna a essere un porcile. Socchiudo gli occhi. No. Le chiavi non tintinnano così. Con un movimento lento appoggio la lancia contro la parete. Lo scudo scivola appena sul fianco, abbastanza da lasciare scoperta la vecchia frusta annodata alla cintura. La impugno, un solo gesto e lo schiocco risuona nella caverna come una pietra che si spezza. L'eco risuona oltre gli schiamazzi. O forse è un secondo schiocco che attraversa la schiena del goblin che continua a urlare il nome di Nembrot. "ORDINE!" Il silenzio cade per un battito di cuore "NON AVETE ORECCHIE O LE AVETE PRESTATE AI VERMI?" punto la frusta verso il goblin dolorante "Nembrot è morto!" un altro schiocco, questa volta contro il terreno "State mangiando Nembrot!" li fisso uno a uno "Se volete ammazzarlo ancora, mangiate più in fretta!" Annuisco tra me e me come se quella fosse una conclusione perfettamente logica. "Così almeno finirà due volte." Il mio sguardo scorre sui compagni della Mano Verde, goblin affamati, goblin sporchi Beh anche noi non siamo puliti. Ma goblin vivi. "Guardatevi." La voce si abbassa e diventa quasi un sussurro. "Noi non vediamo guerrieri. Noi vediamo un sacco di chiavi piegate." la frusta si agita in aria ma senza schioccare "Una chiave piegata non apre nessun cancello e spezza la serratura." Alla fine inclino lentamente il capo. Forse con tristezza. Forse sdegno. Forse delusione. La serratura piange e la porta ride. Dietro il Cancello qualcuno applaude. Poi improvvisamente sorrido appena. "Avete sentito?" Silenzio "Nemmeno loro hanno sentito." scuoto la testa con una smorfia di disappunto "Troppo rumore." Mi volto verso Mahrh e chino appena il capo in segno di rispetto. Poi torno ai superstiti "La Voce vi porta il cibo. Noi vi porteremo il bastone." Alzo leggermente la frusta "Prima imparerete a stare in fila. Poi imparerete a marciare. Poi imparerete a uccidere. Solo allora imparerete ad aprire." li indico con la frusta, uno dopo l'altro. "Fino ad allora..." un sorriso storto. Goblin. "...siete solo un mazzo di chiave storte e ossidate." Riassicuro la frusta alla cintola, raccolgo la lancia. La punta si posa a terra con un tonfo secco. Ogni cancello ha bisogno di una chiave. Ogni chiave ha bisogno di una mano. Questi idioti... per ora... sono soltanto un sacchetto pieno di ferraglia. Sarò il loro fabbro.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
DM Dall’inedia alla sorpresa, dal sospetto alla rivelazione. Per i goblin della Mano Verde quella giornata è un turbinìo di emozioni e, i volti scavati ed emaciati, essi si accalcano per sentire le parole dell’Ayatollah giunto direttamente alla loro porta. I membri della compagnia possono sentire i discorsi che i goblin borbottano mentre quei nuovi, loschi figuri, si approcciano a loro Chi sono? Ci sarà da fidarsi? Io ho fame! Io ho sete! Io ho voglia di trastullarmi! discorsi che si affievoliscono quando infine Mahrh parla, riempiendo la caverna con la sua presenza e la sua esperienza, maturata in tanti sermoni a Boggerton.. E non è l’unico. I discorsi di Khargash sono più criptici, eppure non del tutto privi di effetto. Sebbene i membri della Mano Verde lo guardino in gran parte confusi (dopotutto non ci si può aspettare molto da loro) Mahrh stesso avverte come una pressione sul lato destro del cranio. Qualcosa che non è un’emicrania, ma più una sensazione di completezza, qualcosa che rappresenta una vera e propria chiave (//no pun intended) per alcuni dei progetti futuri. La sensazione che il sacerdote avverte è quella che Khargash sia altrettanto stato baciato dall’Anonimo, se poi sia stato alla francese oppure no questo ancora non si sa. Ma il suo discorso delle chiavi è qualcosa che essi sanno ritornerà a presentarsi. I membri della Mano Verde, più pratici, esultano quando infine si parla direttamente nella loro pancia, ovvero con il cibo. L'ETERNO RIPOSO DONA A NOI, O SIGNORE! E SPLENDA A NOI LA NOTTE PERPETUA. RIPOSIAMO IN PACE, AMIN! La preghiera risuona con potenza dalle gole arrocchite dei goblin, i quali si sporgono per carezzare e baciare i lembi della veste di Mahrh. Mahrh e i goblin della Mano Verde Goblin che esultano sghignazzando quando Donkey inizia distribuire carne di cinghiale alla massa, i pelleverde che nonostante l’abbondanza iniziano a sgomitare, spintonarsi e mordersi nelle orecchie per averne il primo pezzo. Per fortuna, ben presto le loro fauci trovano impegno in qualcos altro di più gustoso, Nonègobbla che si dimostra utile più in morte che in vita, i goblin della Mano Verde che ridono gioviali, ingozzandosi a più non posso e avanzando subito nuove richieste. Nella loro egoistica natura, i piccoletti non fanno in tempo a godersi un momento di pace che subito iniziano a domandare Ayatollah, come facciamo a soffrire gli altri come abbiamo sofferto noi, le frustate bastano? Chi andiamo ad ammazzare? Ci date nuove armi? Ne abbiamo poche. Avete femmine con le quali trastullarci? Ci trovate una nuova grotta? Io voglio un castello come quello che c’è a nord vicino a Hommlet, possiamo assaltarlo? Andiamo ad ammazzare Nembrot? Andiamo ad ammazzare i nani? Andiamo a disoneste a Rastor? Non è che possiamo avere il bis? Cosa facciamo con i tunnel crollati? Ci sono altri di noi in giro? No, davvero, non c’è davvero nessuna con la quale possiamo trastullarci? X il tesoriere @Dmitrij X tutti
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Mahrh Tra tutti i derelitti della Mano Verde, un paiono sembrano più baldanzosi, in forze, con la scintilla non dico dell'intelligenza, sarebbe esagerato affermare così. Però quel barlume di giusta follia che, se ben assecondata, può creare grandi cose. Dalla saccoccia, quindi, tolgo due razioni speciali, che consegno a Khargash e Barf. Per voi qualcosa di speciale: la carne di Nembrot il gigante, colui che invano ha cercato di eliminare il sangue della Mano Verde e per questo ha ricevuto dall'Antico Occhio la giusta ricompensa. Le sue viscere sono state il pasto dei lupi, le sue ossa quello della terra, le sue carni il nostro e il vostro. La sua Pace alimenta il fuoco che spargeremo dallo Stalagos e in tutto il mondo.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Barf "Io sono Barf, il difensore di quanto rimasto del clan della mano verde...sono l unto dell'Anonimo" Rispondo al profeta per poi rimanere a bocca aperta incapace di commentare dopo il sermone e le libagioni distribuite ai miei fratelli piu' sfortunati Il discorso di Khargash si dimostra lungo e poco comprensibile come suo solito e finisce per rompere non solo i cancelli ma e' mio fratello di guerra e mostro quindi una faccia concentrata ed adorante
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Donkey Osservo i miei simili all'interno della grotta, ricordando l'inizio del nostro viaggio, quando anche noi siamo partiti così, con quel ciccione schifoso che comandava la grotta e alla fine se lo sono mangiato. E' giusto così, chi ne approfitta fa poi la fine che si merita. Ascolto quindi la supercazzolissima di Marhr cercando di nascondere la mia sorpresa verso le sue abilità diplomatiche. Non che io non creda al sommo Anonimo, ma il dio denaro per ora mi ha sempre dato di gran lunga molte più informazioni. Quindi quando l'altro goblin si avvicina quasi a muso duro con il prete, mentre mi guardo intorno a cercare sta fantomatica porta, dimostrando in modo chiaro che la sua soglia dell'attenzione è decisamente bassa per i sermoni spirituali. Quando hanno finito, estraggo le razioni avanzate dal cinghiale e comincio a distribuirle al clan della mano verde.. mangiate e saziatevi, cari fratelli bastardi, stiamo per organizzarci e fare un gran bel culo a padella a quei nani che si sono presi la montagna. Forza che abbiamo bisogno di voi.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
Khargash Il fetore arriva prima delle voci. Goblin. Non c'è odore che possa essere scambiato per quello della mia gente. Nessun pericolo. Resto immobile nell'ombra accanto all'ingresso della caverna, dove la luce del fuoco non arriva. Sono di bassa statura, il corpo asciutto e temprato da anni di lavori pesanti e forse combattimenti, forse risse. La mia pelle verde oliva è segnata da piccole cicatrici, troppo numerose per raccontarle tutte, mentre il muso spigoloso e il naso leggermente storto tradiscono un passato fatto di colpi ricevuti più che di glorie conquistate. Gli occhi sono la prima cosa che colpisce. Grandi, di un giallo spento quasi ambrato, sembrano osservare costantemente qualcosa che gli altri non riescono a vedere. Non hanno la frenesia tipica di quelli degli altri goblin: sono immobili, pazienti, quasi contemplativi. Indosso un'armatura di anelli pesante, brunita, consumata. Lo scudo è di legno rinforzato da fasce di metallo annerito. Al centro si intravede il contorno di un antico simbolo ormai abraso con ostinazione. Alla cintura porto una pesante chiave di ferro ossidata. Non è decorata, non sembra preziosa e, a prima vista, pare appartenere a una serratura che non esiste più. È ben assicurata alla cintola. La mia lancia forse è semplice, quasi spartana, mantenuta con cura maniacale più per rispetto che per vanità e la lama emette un sinistro baluginio. La sua punta è abbassata verso il terreno, pronta a salire al primo passo sbagliato. La chiave di ferro pende dalla cintura e sfiora ritmicamente la maglia di ferro ogni volta che respiro al tempo dei passi degli intrusi. Lascio che entrino. Lascio che parlino. Lascio che il sacerdote muova la bocca. Le porte si aprono prima con la voce che con la forza. Così dice il vento dietro il Cancello. Ma ancora non ci credo. Quando Mahrh termina la sua predica, il mio sguardo non è su di lui. È sui volti dei fratelli della Mano Verde. Volti scavati con occhi vuoti. Costole troppo vicine alla pelle. Li conosco tutti. Conosco il nome dei vivi e pure quelli dei morti. Conosco perfino il posto dove dormivano. Prima mi lasciavano pulire il pavimento del santuario dove camminavano e sputacchiavano... ora mi lasciano le loro vite. Per un lungo momento non dico nulla. Poi batto lentamente il calcio della lancia sulla pietra. Una sola volta. "Ascoltate." La mia voce è calma, troppo calma. "La Voce dell'Anonimo attraversa la soglia. Le parole bussano. Le parole chiedono di entrare." Inclino appena il capo verso Mahrh. "Noi ascoltiamo." I goblin della Mano Verde si voltano verso di me quasi d'istinto e li osservo uno a uno. Scruto nelle loro testoline. "Le vostre pance gridano. Le vostre ferite gridano. Le vostre ossa gridano." sfioro la chiave appesa alla cintura "Lasciatele gridare ancora un momento." Pochi passi molti lenti e misurati. Mi fermo davanti al sacerdote. Lo fisso negli occhi ma non con sfida. Con attenzione, come se volessi dimostrare di essere più intelligente. Come si osserva una serratura antica. "Le parole sono chiavi." una pausa "Ma alcune chiavi sono di legno." abbasso lentamente la punta della lancia "Noi custodiamo una porta che sta morendo di fame." indico i goblin alle mie spalle "Guardali." chissà se io stesso sto capendo quel che dico. Silenzio "L'Occhio ci insegna che nessun cancello si apre con la promessa della chiave." la testa si inclina leggermente, quasi ascoltassi qualcuno dietro le pareti della caverna "Dietro la roccia... qualcuno ride." Sicuramente lui mi comprende. Rimango immobile guardando Mahrh "Dice che perfino le montagne hanno cardini." Annuisco lentamente come se quella frase avesse perfettamente senso. "Noi gli crediamo." continuo a fissarlo "Tu parli di pace e noi crediamo alla Pace. E tu parli di fame e noi conosciamo la fame. È una Chiave della Pace. Tu parli dell'Ultima Notte." chiudo per un istante gli occhi "Noi la vediamo ogni volta che li chiudiamo." annuisco felice di aver pronunciato quella frase "Ma una porta non si apre con la bocca." ora la mia testa va da destra a sinistra ripetutamente e velocemente. Un lieve sorriso compare sulle mie labbra. È quasi benevolo. Quasi. "Aprila." indico i superstiti della Mano Verde "Porta pane. Porta carne. Porta ferri. Porta fuoco. Porta una sola prova che il Cancello ha cominciato a cedere." Abbasso finalmente lo scudo. La postura si rilassa appena non abbastanza da sembrare innocua "Allora sapremo che la tua chiave è di ferro." sogghigno abbassando per un atitmo lo sguardo tra le gambe del sacerdote. Ma la mano sinistra, dietro lo scudo, stringe la pesante chiave alla cintura. Per un istante resto in silenzio. Poi porto il pugno chiuso al petto "Noi siamo Khargash." Un respiro "Rompiamo i cancelli." La punta della lancia si posa davanti a me, verticale, come uno stendardo "Il Primo Cavaliere dell'Occhio." Ogni porta ha un custode. Ogni custode aspetta una chiave. Io aspetto soltanto di sfondare il cranio al custode e che qualcuno abbia il coraggio di girare quella chiave.
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Schede personaggio