Descrizione della gilda
Un'avventura nel solco del mito.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic L'halfling era lieto che Andrej avesse scelto di attirare su di sè gran parte degli sguardi degli abitanti del villaggio. L'arte di un bardo richiede attenzione, quella di un piccoletto come lui invece la rifuggiva. Rimase accanto al macellaio, interessandosi ai vari tipi di carne disponibili, e approfittando per cercare di avere informazioni più dettagliate sulla creatura che aveva reso pericolose le notti precedenti. «La grande bestia che sorvola la regione di notte ci è passata sopra più volte, per fortuna ci eravamo preparati. Lungo il tragitto avrei voluto cacciare, ma trovare tracce è stato impossibile, immagino che faccia razzia di qualsiasi cosa possa nutrirla. Voi riuscite a procurarvi selvaggina? Sapete che bestia sia?».
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian "Mi pare un'ottima idea Andrej" rispose il barbaro "Io andrò a bere al bancone e proverò a raccogliere i commenti e le eventuali informazioni che scaturiranno" Il Barbaro inoltre voleva stare in una posizione da cui poter tenere sotto controllo tutto l'ambiente, e cosa di meglio del bancone.
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Andrej Tars "Ho un'idea, amici miei", dico. "E se improvisassi una ballata, per elencare, in musica, il grosso delle nostre recenti avventure? Senza magari scendere troppo nel dettaglio, ma producendo comunque una visione d'insieme... così offrirei loro informazioni e intrattenimento", spiego ai miei compagni.
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rapidamente, vi avvicinate al banco dove servono del cibo. Gli sguardi che raccogliete sono inevitabili, tanto che Ceredic stesso, pur abile nel muoversi indisturbato, deve fare i conti con un'attenzione extra a cui non è abituato. Scoprite ben presto che l'intuizione di Andrej è corretta. Il conio che circola è poco, l'economia del posto ridotta all'osso delle cose più elementari: di che mangiare, di che coprirsi, di che lavorare. Tuttavia le monete occidentali sono ben accette, il cambio con le tre valute locali tutto sommato semplice, e il baratto sovente possibile. Non vi sarà difficile destreggiarvi, specialmente con il supporto di Neslihan. Gli adulti del villaggio, poi, parlano chi più chi meno un comune stentato sufficiente a farvi capire. Siete nella frontiera, dove le culture dell'est e dell'ovest si incontrano, si mescolano, si arricchiscono. Le conversazioni vertono soprattutto sui temi della quotidianità, i movimenti delle mandrie, due matrimoni (uno passato, uno in arrivo) che hanno animato la piccola comunità, inclusi gli inevitabili pettegolezzi, il maltempo delle settimane precedenti (è sempre il maltempo!). L'uomo che vi serve il cibo si chiama Ayhan, fa il kasap, il macellaio, ed è una persona gentile e facile alla chiacchiera, anche perché gli portate denaro. Un altro soggetto interessante è un vecchio e raggrinzito commerciante di tessuti di nome Emrah, anziano abbastanza da potervi mettere a disposizione la sua lunga memoria, a seconda di quello che potreste volergli chiedere. Non solo: voi stessi vi ritrovate ad essere fonti di informazioni e domande curiose. Da dove venite, dove andate, come avete fatto a traversare le montagne coperte dalla tempesta, cosa succede al di là di esse... Insomma, come in ogni baratto, anche il mercato delle informazioni funziona allo stesso modo. Più offrite, più vi verrà dato.
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Eveline Propongo un pasto caldo, troveremo le informazioni che cerchiamo e ci faremo conoscere dai più curiosi. Poi guardo rallo se però vuoi farti un giro per recuperare informazioni fai pure. Una volta vicino alla struttura che cuoce la carne ed ai viandanti che mangiano saluto e provo a chiedere con educazione buongiorno, vorremmo qualcosa di caldo da mangiare, ma non siamo sicuri che accettiate le nostre monete. Mostro alcune delle monete che porto con me
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic Sfruttando la sua piccola taglia, l'halfling provò ad avvicinarsi ai capannelli di viaggiatori che parlottavano per ascoltare frammenti di conversazione, per indirizzare le domande dei compagni con una parlantina migliore. Tiri di dado
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian Il barbaro rimase affianco al gruppo in silenzio. Con la sua taglia voleva trasmettere il messaggio che fosse da evitare il minacciarli. Ripose tuttavia l'arma alla cintura. Non voleva che pensassero loro ad essere una minaccia per la comunità Quando Rallo propose di dividersi disse "Io accompagno volentieri chi cerca vettovaglie, non vorrei intimorire qualcuno se andassi a parlare."
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo Dopo tanti giorni di freddo, solitudine e desolazione, il piccolo mercato di quell insediamento appare ai miei occhi come il souck di Calimport. "Mi sembra una buona idea. Vogliamo dividerci i compiti? Un gruppo pensa alle vettovaglie un altro a racimolare informazioni?"
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Andrej Tars "Iniziamo da questo piccolo mercato... e speriamo che accettino il conio. Una economia così piccola e isolata potrebbe fare in larga parte affidamento sullo scambio. Ma a noi necessita il cibo e, forse, se ci dimostriamo volenterosi nel sostenere la magra ricchezza locale, potremmo incontrare benevolenza, migliore ospitalità e informazioni", ragiono ad alta voce, continuando a guardarmi attorno con pigra curiosità.
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Furkan e Diokan hanno idee diverse sulla luce che brilla in cima al pinnacolo di Stellaguida. Secondo il più piccolo, è stato il Popolo del cielo a portarla e metterla lì, un regalo per le genti della steppa e una promessa di tornare presto a trovarle. Su chi sia questo popolo del cielo il ragazzino è però piuttosto vago, affermando che vengono da molto lontano, proprio da un altro mondo, grazie a grandissimi poteri magici. Per il più grande, invece, la luce è stata posta lassù da una potente strega tanto tempo fa come regalo per le sue genti, finendo però per attirare, senza volerlo, le attenzioni dei guerrieri a cavallo e tutte le conseguenze che già conoscete. Lo sguardo di Diokan su Aslihan è evidente. Nel frattempo, giungete all'abitato. L'erba alta della steppa è sostituita da terra battuta e cotta dal sole. Molti degli edifici sono in evidente stato di abbandono. Sono alti al massimo due piani, vicini tra loro, raccolti ai piedi della grande roccia che ora incombe su di voi. La luce dall'alto dona all'ambiente un colore azzurrino in contrasto con la terra rossastra del suolo e delle case, accentuato dai raggi del sole che sta pian piano scendendo a Ponente verso le montagne che vi siete ben lasciati alle spalle. Le persone che incontrate sono poche, per lo più pastori, qualche contadino, donne che portano ceste di panni, un falegname. Tutti vi scrutano, pochi salutano a meno che interpellati. Giungete in quella che sembra la strada principale, di fatto un anello attorno al grumo di case. C'è una stalla dove cavalli sono legati, e alcuni carri divenuti bancarelle da cui si vendono verdure, formaggi, oggetti di pelletteria, tessuti e spezie. Una di queste cuoce pezzi di carne su un fuoco contenuto in un calderone di metallo, un paio di uomini mangiano accompagnandolo con pane sottile, quasi un velo. Qui c'è del chiacchiericcio a bassa voce tra gli abitanti del luogo e i pochissimi giunti da lontano.
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Andrej Tars "Quando c'è troppo o troppo poco, allora si è in pericolo, amico mio", faccio presente a Kyrian, con l'aria ingiustificata di chi ne sa davvero molto della vita. "La steppa brulla è mortale quanto una grande città affollata e la caccia affamata di una grande drago è letale come la scorribanda violenta di una tribù sanguinaria. Ma gli insediamenti più piccoli... possono essere utili: poche guardie e molte chiacchiere curiose", aggiungo, per poi dedicare la mia attenzione ai ragazzini. "Scommetto che loro ci possono far guadagnare una accoglienza tranquilla a Stellaguida. E ne abbiamo ben bisogno, prima di trascorrere un'altra notte alľaddiaccio. Vorrei capirne di più, sui resti delľastro precipitato: le nostre paure notturne mi avevano già fatto supporre che potesse tenere lontana la bestia... il che significa che deve ancora avere qualche forma di antico potere".
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic «La domanda migliore di tutte è 'Perché non avete cavalli', e la risposta è che la creatura volante se li sarebbe mangiati perché non avremmo potuto nasconderli. Ma se il territorio dall'altra parte della Stella è sicuro, potremmo acquistarne». Sorrise ai ragazzi, la loro curiosità lo faceva sentire allegro e nostalgico; volle provare a rivedere i volti sorpresi della gioventù. «Dovreste farle sgambare di più, queste capre. Quelle delle mie figlie sono più docili».
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Eveline Sorrido all'energia dei bambini, scherzo sulle altezze diverse dei compagni e spiego che non ci sono figli fra di noi, solo esploratori e mercanti. Ne approfitto per sapere la leggenda della stella protettrice e diteci in che modo questa stella vi protegge? Come è arrivata qui su?
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo La risposta dei ragazzini mi scalda le membra quasi quanto un bel fuoco, nella mia mente si materializzano all istante un pasto caldo ed un letto morbido. "Una notte con la pancia piena e con le chiappe sotto un tetto non puo' che farci bene." rispondo al gigante "Senza contare che gli abitanti di questo insediamento magari potrebbero avere informazioni su cosa aspettarsi da qui in avanti."
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian Il barbaro sorrise sentendosi chiamare gigante. Poi si rivolse ai compagni. "Sbagliavo quindi a temere quell'insediamento. Anzi forse può essere una fortuna avrerlo trovato. Fose conviene andarvi per passare la notte."
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Te lo saprò dire tra poco risponde Neslihan a Rallo Noi siamo appena entrati nella steppa dove il sole cade, qui la lingua comune dei vostri regni è nota, soprattutto tra i mercanti. Forse però loro troppo piccoli per ricordare. La previsione della sciamana Turani si rivela esatta: i ragazzini, piccoli pastori cresciuti nei campi non sembrano conoscere il comune occidentale, ma parlano invece una lingua che la donna fortunatamente riconosce, potendo così farvi da interprete. I due ragazzi si chiamano Furkan il più piccolo, massimo 7 anni, e Diokan il più grande, che raggiunge la decina di primavere. Hanno piccoli fuscelli con cui guidano il gregge e bisacce a tracolla. Vi osservano con grande curiosità e, quando capiscono che non hanno di che temere da voi, rompono gli indugi subissandovi di domande. Chi siete? Venite dalle montagne? Quella è una spada gigante? Lui (Kyrian) è un gigante? Loro (Rallo e Ceredic) sono i vostri figli? Dove andate? Perché non avete cavalli? Per vostra fortuna, rispondono anche alle vostre domande. Potete così sapere che la situazione a Stellaguida è piuttosto tranquilla, altri la definirebbero depressa. Quanto alla creatura, raramente si spinge fin nelle vicinanze dell'insediamento, mai lo sorvola perché la Stella protegge! E comunque la cosa più intelligente da fare è non gironzolare all'aperto di notte. Dopo il tramonto si deve stare a casa dice Diokhan con l'aria di chi la sa lunga. Nel frattempo Ceredic, dopo aver rischiato l'incornata da un paio di becchi inviperiti dal suo tentativo di avvicinare le femmine, e forse anche dalla chioma rossa dei suoi capelli (eppure non sono tori!), si mette nelle retrovie più sicure per osservare meglio il pinnacolo. Non pare ci siano scale che ne permettano di raggiungere la cima, ma è possibile intravedere, in mezzo all'ammasso di edifici, un ingresso alla sua base.
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Eveline mi avvicino ai due giovani sorridendo Buongiorno pastori, come è la vita da queste parti? dico con fare amichevole Ho notato che la notte gira una grande ombra affamata, avete mai avuto problemi?
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian Il barbaro ripose la sua arma vedendo i bambini avvicinarsi. Il suo sguardo continuava a vagare sulla pianura e sulla città davanti a loro. L'incontro di quella notte era stato un presagio oscuro e forse anche lì ci sarebbero stati pericoli. Master
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo Sono talmente felice di vedere i primi segni di civilta' che persino quell ammasso di baracche popolate da abbraccia capre mi sembra una visione paradisiaca. "Greggi e pastori chiamano pane e formaggio..." commento affamato "Sai parlare la loro lingua? Sai se sono una comunita' pacifica?" chiedo alla sciamana
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic L'halfling osservò l'insediamento e il pinnacolo, in cerca di dettagli utili, man mano che si avvicinavano a quella meta. Incontrare qualche abitante diventava sempre più probabile, presto avrebbero scoperto se sarebbero stati accolti con sospetto, o addirittura attaccati in quanto stranieri. I versi di un gregge annunciarono che il momento di entrare in contatto con la civiltà di quelle steppe era arrivato. Diffidente, il ranger si sistemò la cintura, controllando che nessun segnale di pericolo giungesse dalla sua spada corta, incantata allo scopo di evitargli guai. Vedere che i pastori erano solo due ragazzi portò per un momento il pensiero ad altri giovani visi, ma scacciò la malinconia. Osservò il loro bestiame, cercando animali sofferenti o che potessero giovarsi di un suo intervento. Tiri di dado
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
La notte trascorre umida e gelida nella grande steppa. Il cielo immenso e stellato vi riempie di merviglia, la via Lattea un'autentica corte di luce e nubi luminose che adorna la volta celeste come polvere d'argento spruzzata dagli dei. Soltanto nell'ora più buia, un'ombra inquietante solca improvvisamente quello spettacolo di luce notturna, anticipata dal ruggito ormai noto e pur sempre inquietante. Vi costringe a rannicchiarvi sotto coperte e stralci di erba, facendovi piccoli, il fiato trattenuto a stento nel timore che anche soltanto le nuvolette prodotte dal vostro respiro possano tradirvi. Invece la tremenda creatura alata, grande più di un elefante, sorvola le vostre teste e se ne va in cerca di un pasto che qui tra voi non ha individuato. Più di uno sguardo di riconoscenza corre verso Pennarossa e i suoi puntigliosi accorgimenti che, assai probabilmente, vi hanno salvati da uno scontro dall'esito prevedibilmente letale, almeno per alcuni di voi. L'alba del giorno seguente vi accoglie sollevandosi ad est e proiettando nella steppa lunghi raggi luminosi che volano fino a baciare la vostra destinazione: Stellaguida. La luce sulla sommità, che vi ha tenuto compagnia per tutta la notte, brilla con intensità in ogni ora del giorno. Dopo lunghe ore di marcia, per alcuni piacevoli e per altri noiose, giungete a fine giornata a destinazione. Vi basterà un quarto d'ora per raggiungere l'insediamento, ma già potete vedere i movimenti di persone in mezzo allo scarno e derelitto abitato alla base dell'altissimo pinncolo di roccia rossastra che, ora, incombe su di voi torreggiante, alto duecento metri e più. Incrociate, nell'avvicinarci, due ragazzini che accompagnano un gregge di ovini di rientro dalla giornata di pascolo. Avete decisamente attirato la loro curiosità e vi guardano con l'ingenua sfrontatezza tipica della loro età.
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic «Ottime domande, Eveline». L'halfling non era abituato a giustificare il suo scorrazzare per i territori, come ranger era quello che ci si aspettava da lui, ma in quel luogo le loro origini erano probabilmente un ostacolo che andava oltre il loro ruolo. «L'unica che possa stare in questi posti senza suscitare curiosità è lei» indicò la sciamana. Si rivolse a lei «Quelli che incroceremo potrebbero credere che hai l'incarico di portare degli avventurieri che non appartengono ai popoli della steppa alla Grande Riunione, perché siamo utili alleati?».
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian Il barbaro ripose tutto ciò che aveva di metallo confidando invece nella sua ascia di pietra. "Mangiamo qualcosa, anche se crudo" disse "Poi organizziamo i turni di guardia. Stiamo vicini in modo da essere pronti a reagire"
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Eveline lascio che i ragazzi parlino mentre mi godo il momento di libertà stringendomi nel mantello e masticando le radici che mi hanno passato quando improvvisamente arriva il ruggito bestiale, lontano ma non per questo meno terribile. Quella creatura caccia dal tramonto all'alba, ho l'impressione che il suo terreno di caccia sia fin dove arrivi il suo ruggito, speriamo si sazi prima di spingersi così in là. Domani arriveremo a Stellaguida, spero in un pasto decente ed un bagno. Cosa raccontiamo di noi al villaggio? viandanti verso dove? con quali obiettivi?
-
[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo Iniziamo a montare il campo seguendo le indicazioni di Penna. La vastità della steppa mi fa sentire nudo e indifeso, come un agnello circondato dai lupi. Quella sensazione di vulnerabilità si fa ancora più opprimente quando un ruggito, terribilmente familiare, squarcia all'improvviso il silenzio. "Per fortuna questa notte non abbiamo nulla con cui accendere un fuoco." Commento con un sorriso amaro, cercando disperatamente di trovare un lato positivo in quella lunga sequenza di sventure.