Descrizione della gilda
Un'avventura nel solco del mito.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian Il barbaro ripose la sua arma vedendo i bambini avvicinarsi. Il suo sguardo continuava a vagare sulla pianura e sulla città davanti a loro. L'incontro di quella notte era stato un presagio oscuro e forse anche lì ci sarebbero stati pericoli. Master
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo Sono talmente felice di vedere i primi segni di civilta' che persino quell ammasso di baracche popolate da abbraccia capre mi sembra una visione paradisiaca. "Greggi e pastori chiamano pane e formaggio..." commento affamato "Sai parlare la loro lingua? Sai se sono una comunita' pacifica?" chiedo alla sciamana
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic L'halfling osservò l'insediamento e il pinnacolo, in cerca di dettagli utili, man mano che si avvicinavano a quella meta. Incontrare qualche abitante diventava sempre più probabile, presto avrebbero scoperto se sarebbero stati accolti con sospetto, o addirittura attaccati in quanto stranieri. I versi di un gregge annunciarono che il momento di entrare in contatto con la civiltà di quelle steppe era arrivato. Diffidente, il ranger si sistemò la cintura, controllando che nessun segnale di pericolo giungesse dalla sua spada corta, incantata allo scopo di evitargli guai. Vedere che i pastori erano solo due ragazzi portò per un momento il pensiero ad altri giovani visi, ma scacciò la malinconia. Osservò il loro bestiame, cercando animali sofferenti o che potessero giovarsi di un suo intervento. Tiri di dado
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
La notte trascorre umida e gelida nella grande steppa. Il cielo immenso e stellato vi riempie di merviglia, la via Lattea un'autentica corte di luce e nubi luminose che adorna la volta celeste come polvere d'argento spruzzata dagli dei. Soltanto nell'ora più buia, un'ombra inquietante solca improvvisamente quello spettacolo di luce notturna, anticipata dal ruggito ormai noto e pur sempre inquietante. Vi costringe a rannicchiarvi sotto coperte e stralci di erba, facendovi piccoli, il fiato trattenuto a stento nel timore che anche soltanto le nuvolette prodotte dal vostro respiro possano tradirvi. Invece la tremenda creatura alata, grande più di un elefante, sorvola le vostre teste e se ne va in cerca di un pasto che qui tra voi non ha individuato. Più di uno sguardo di riconoscenza corre verso Pennarossa e i suoi puntigliosi accorgimenti che, assai probabilmente, vi hanno salvati da uno scontro dall'esito prevedibilmente letale, almeno per alcuni di voi. L'alba del giorno seguente vi accoglie sollevandosi ad est e proiettando nella steppa lunghi raggi luminosi che volano fino a baciare la vostra destinazione: Stellaguida. La luce sulla sommità, che vi ha tenuto compagnia per tutta la notte, brilla con intensità in ogni ora del giorno. Dopo lunghe ore di marcia, per alcuni piacevoli e per altri noiose, giungete a fine giornata a destinazione. Vi basterà un quarto d'ora per raggiungere l'insediamento, ma già potete vedere i movimenti di persone in mezzo allo scarno e derelitto abitato alla base dell'altissimo pinncolo di roccia rossastra che, ora, incombe su di voi torreggiante, alto duecento metri e più. Incrociate, nell'avvicinarci, due ragazzini che accompagnano un gregge di ovini di rientro dalla giornata di pascolo. Avete decisamente attirato la loro curiosità e vi guardano con l'ingenua sfrontatezza tipica della loro età.
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic «Ottime domande, Eveline». L'halfling non era abituato a giustificare il suo scorrazzare per i territori, come ranger era quello che ci si aspettava da lui, ma in quel luogo le loro origini erano probabilmente un ostacolo che andava oltre il loro ruolo. «L'unica che possa stare in questi posti senza suscitare curiosità è lei» indicò la sciamana. Si rivolse a lei «Quelli che incroceremo potrebbero credere che hai l'incarico di portare degli avventurieri che non appartengono ai popoli della steppa alla Grande Riunione, perché siamo utili alleati?».
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian Il barbaro ripose tutto ciò che aveva di metallo confidando invece nella sua ascia di pietra. "Mangiamo qualcosa, anche se crudo" disse "Poi organizziamo i turni di guardia. Stiamo vicini in modo da essere pronti a reagire"
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Eveline lascio che i ragazzi parlino mentre mi godo il momento di libertà stringendomi nel mantello e masticando le radici che mi hanno passato quando improvvisamente arriva il ruggito bestiale, lontano ma non per questo meno terribile. Quella creatura caccia dal tramonto all'alba, ho l'impressione che il suo terreno di caccia sia fin dove arrivi il suo ruggito, speriamo si sazi prima di spingersi così in là. Domani arriveremo a Stellaguida, spero in un pasto decente ed un bagno. Cosa raccontiamo di noi al villaggio? viandanti verso dove? con quali obiettivi?
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo Iniziamo a montare il campo seguendo le indicazioni di Penna. La vastità della steppa mi fa sentire nudo e indifeso, come un agnello circondato dai lupi. Quella sensazione di vulnerabilità si fa ancora più opprimente quando un ruggito, terribilmente familiare, squarcia all'improvviso il silenzio. "Per fortuna questa notte non abbiamo nulla con cui accendere un fuoco." Commento con un sorriso amaro, cercando disperatamente di trovare un lato positivo in quella lunga sequenza di sventure.
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic Col procedere della marcia, il ranger si faceva più preoccupato. Verso il tramonto sbottò. «Tutti se li è mangiati, i grandi erbivori! Non si trova una cialda, né secca, né fumante. E preparare un rifugio in questo monotono piattume sarà impossibile». Cominciò a raccogliere fasci d'erba alta mentre procedeva, per averne una scorta quando si fermarono; voleva evitare di creare chiazze evidenti senza erba e usarla per mimetizzare le coperte che sarebbero state la loro unica protezione notturna. «Coprite anche il metallo che possa riflettere la luce della luna, evitiamo di risultare come un bagliore in questo paesaggio scuro».
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Raggiunto il consenso, vi decidete quindi a rimettervi in viaggio seguendo le tracce della carovaniera che finora vi ha guidati. Tracce deboli, segno del disuso in cui è ampiamente caduta la strada negli ultimi decenni, in cui intemperie e vegetazione hanno contribuito alla sua parziale scomparsa. Purtroppo non è possibile per Ceredic trovare i dischi di letame che cerca, un pratica dei popoli delle steppe, e non solo, che non hanno a disposizione legna o carbone da accendere per riscaldarsi, cucinare, bollire l'acqua. Il primo insedimento a vostra portta è proprio Stellaguida: un motivo in più per recarvi sul posto, a ben pensare. Tuttavia, l'halfling può dre il suo contributo al benessere del gruppo cacciando e raccogliendo piante e radici che potete consumare crudi, se ne avete lo stomaco. Avete comunque ancora delle razioni secche che ritenete sufficienti per colmare la distanza fino alla vostra prima destinazione. Quando giunge il tramonto, cominciate a disporre l'accampamento. A differenza della notte precedente, avete messo molti chilometri tra voi e Cittadella Rshemar. Al tempo stesso, la steppa piatta non vi offre alcun tipo di riparo, lasciandovi completamente esposti, se non recuperando vegetazione e improvvisare coperture mimetiche per tutti voi. E, ad un certo punto della sera, udite in lontananza un ruggito bestiale e, purtroppo, familire. Lontano, eppure sempre temibile. tutti Vi lascio spazio per eventuali "correzioni" al vostro accampamento, se ne avete. Tengo conto dei turni di guardia normalmente previsti nel foglio di utilità
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kirian Il barbaro scosse il capo e disse "Va bene, andiamo. Solo superstizioni le mie, forse" Il suo sguardò vagò sulla luce e sulle storie che la circondavano. Speravo che non vi fosse sventura ad attenderli
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Eveline sono d'accordo sul rimanere sulla via principale, capire chi ci viaggia e quanto è sicura ci permetterà di prepararci, sperando di fare dei buoni incontri. mi guardo intorno affascinata, ho sempre sognato la vita selvaggia e l'avventura, l'idea di avvicinarmi a questa stella caduta mi esalta.
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic «Anch'io sono per andarci». L'halfling continuava a cercare tracce di accampamenti o punti che potevano essere stati un rifugio di precedenti viaggiatori passati per quella carovaniera, da sistemare e riusare per riposare. Aveva raccolto nell'ultima ora un po' di dischi di letame, seccato dal sole e dai venti della steppa, che avrebbe accomodato in una pila dentro un piccolo scavo, per concedersi un pasto caldo e cibi cotti. Rallo in particolare sembrava averne bisogno. «Se siamo fortunati, almeno qualche mappa rudimentale possiamo comprarla, o forse disegnarla noi stessi. Da lassù ci deve essere una buona visuale su un vasto orizzonte». Dadi
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo Ie parole del bestione mi fanno tornare alla mente dei pezzi di cioccolato tipici del Calimshan, ricordo fossero avvolti da una carta su cui veniva scritto un messaggio, che era piu’ o meno della stessa lunghezza e chiarezza dei discorsi del Rashemi “Andrej ha ragione, stando a quanto detto dalla Turani, quel posto non sembra pericoloso o per lo meno non più pericoloso di altri posti. Ci attende un altra notte al freddo e al buio a masticare carne salata e gallette per cena, non mi dispiacerebbe una volta tanto un pasto caldo ed un letto.”
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Andrej Tars "Perché lo vorresti evitare, Kyrian?", chiedo al Rashemi, incuriosito. "Non pare un pericolo, al sentirne la storia e al vedere com'è ridotto. Inoltre, mi pare che evitarlo significhi uscirsene dalla carovaniera, rischiando un percorso non battuto. Infine... forse, incontrare qualcuno di qui potrebbe aiutarci ad ottenere informazioni. E quelle ci servono sempre".
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian "Si può aggirare?" chiedo a Aslihan "Non mi piace il pensiero di andarci"
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Le vostre mappe, in effetti, cessano di esservi utili. Non sapete nulla della terra dell'orda, se non che la sua vastità sarà la prima delle sfide da affrontare. La carovniera, dopo poco, punta dritta verso sud, verso quel picco e quella strana luce che lo adorna. Non potevate vederlo prima, non perché non brilli di notte, ma perché era ancora nascosto dalle pendici delle montagne. Stella caduta, oggi Guida, così dice la leggenda dil mio popolo. A parlare è Aslihan. Molte lune fa, antico popolo ha prese la stella e messa sulla montagna per guida nelle grandi praterie. Poi diventato mercato di popoli del vespro, come lui indica Kyrian, probabilmente in generale i Rashemi. Quando grande Kaan guida orda lui conquista tutto, anche Stella Guida. Oggi solo case vuote, pochi contadini, pochi mercanti. Noi passiamo là per andare nelle terre della grande orda. E in effetti, man mano che vi avvicinate, compaiono nuovi dettagli. Il pinnacolo di roccia sembra parzialmente intrecciato con strutture artificiali e, alla sua base rossa, paiono esserci altri edifici. Siete ancora molto lontani, tuttavia. Pur visibile, le distanze sono immense e non arriverete a destinazione prima di domani. Significa un'altra notte nella prateria aperta.
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Eveline dovremo avvicinarci ancora un po per trovare un modo di evitarlo, ma non potrebbe essere opera dei clan?
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Kyrian "Non mi pace per nulla" disse "Non è una cosa... no..." "Bisognerebbe capire se la strada permette di evitarlo"
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Eveline Molto strana questa struttura, non era sulle nostre mappe, e non mi sembra una capanna tirata su in pochi giorni. Sarà meglio fare attenzione, quella pinnacolo illuminato non mi ispira nulla di buono. Stanotte qualcuno aveva notato quella "stella" oppure forse risplende della luce del sole?
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Andrej Tars Vorrei dire che sono sorpreso dal fatto di essere sopravvissuto a una probabile minaccia mortale, solo per incontrare un altro possibile ostacolo... ma nulla, ormai, mi sorprende, a meno che non si tratti di una novità piacevole o positiva, in questa parte di viaggio. Il fatto che nessuno di noi abbia una qualche vaga idea di cosa sia quel pinnacolo roccioso rafforza la mia teoria, almeno per il momento. "Mi pare che stavolta non abbiamo molta scelta... a meno di non voler abbandonare la strada. E nemmeno quella mi sembra una prospettiva invitante", commento, mentre mi copro gli occhi dal bagliore del sole con la mano e provo a scorgere qualche altro dettaglio delľaffioramento davanti a noi.
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Rallo Esausto ed infreddolito, dopo aver sbocconcellato svogliatamente la mia razione, mi avvolgo nella coperta addormentandomi quasi di colpo. La creatura torna a farsi vedere ma fortunatamente, l idea di mimetizzare il campo e montarlo fuori dalla via principale ci aiuta ad evitare lo spiacevole incontro. "Se al mattino cammini il pomeriggio ti geli le chiappe, se al mattino ti geli le chiappe il pomeriggio cammini" mi lamento trascinando i piedi cercando di tenere il passo. La monotonia della marcia viene spezzata dal comparire all orizzonte di un picco che sembra emettere uno strano bagliore. "Che roba e' quella?" chiedo alla sciamana che ci accompagna
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Pennarossa Il periodo di riposo, stretti vicini per tenersi reciprocamente al caldo in quel riparo precario e temporaneo, fu abbastanza da permettere all'halfling di recuperare la lucidità, persa per le fatiche della marcia forzata. Era stata un'esperienza nuova per lui, abituato a muoversi da solo e rispettare i ritmi del proprio corpo. Avrebbe fatto molta più attenzione, d'ora in poi, ai segnali di stanchezza, e non solo ai propri. Controllò lo stato di Rallo. Non sembrava perfettamente in sè, ma in fondo non lo era mai sembrato neanche prima. Quanto a energie, invece, pareva essersi ripreso, non avrebbe rallentato la marcia. Almeno a condizione di non forzarla nuovamente. Quando ebbero recuperato i loro averi, Ceredic tolse i due paletti che reggevano il tetto d'erba e lo accompagnò al suolo, perché fosse pronto per loro o per altri ad adempiere allo stesso scopo. Tracciò alcuni segni che parevano scarabocchi sulle rocce circostanti, «Segnali da ranger» spiegò ai compagni, per indicare a chi avrebbe saputo leggerli la presenza del rifugio e il suo passaggio in quei luoghi. Ripreso il cammino non tracciò altri segni ma ne cercò, osservando la carovaniera almeno quanto osservava il paesaggio, in cerca di indizi di passaggi recenti di qualsiasi genere di creatura: ciotoli smossi, ciuffi di peli, segni di accampamento. Impossibile non notare lo spettacolo che la natura offrì improvvisamente a tutti loro. Guardò la sciamana, in attesa di spiegazioni. Cercò di penetrare con gli occhi quell'aura bluastra in cima al pinnacolo, puntò contro di essa la propria balestra, come avrebbe fatto prendendo la mira. Non ci volle molto perché rinunciasse e continuasse il cammino. Forse avrebbe visto di più quando la distanza fosse stata minore. Comunque il blu era il suo secondo colore preferito, forse avrebbe portato bene. Ma non ci sperava troppo. Tiri di dado
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Sotto la guida esperta di Pennarossa, vi allontanate un po' dalla carovaniera alla ricerca del posto adatto ad accamparvi. Lo trovate dove una depressione nel terreno, erba alta e alcuni grandi massi rotolati fin qui dalla montagna chissà quanto tempo prima offrono sufficiente riparo dal vento, dall'umidità e da occhi indiscreti. Proprio grazie all'erba alta potete approntare giacigli, ma anche schermare per quanto possibile la vostra presenza. Niente fuochi accesi significa che il vostro pasto saranno gallette, qualche pezzo di formaggio duro, strisce di carne secca. Abbastanza per riempire la pancia, non per scaldarvi, e le notti sono ancora gelide. Avete razioni a sufficienza ancora per qualche giorno, ma presto sapete che dovrete cominciare a procacciarvi il cibo da soli. Stabiliti i turni di guardia, lasciate che i vostri corpi esausti crollino nell'abbraccio degli spiriti benevoli della notte. Soltanto una volta, poco prima che l'aurora faccia capolino ad est, chi veglia sul gruppo avverte ancora il battito di ali possenti e una cupa sagoma che solca il cielo dove stelle lucenti si alternano a nuvoloni ingombranti. Vuoi per l'abilità della vostra guida, vuoi per un colpo di fortuna o la benevolenza degli dei, o forse semplicemente per via della pancia già piena, la creatura sorta da Rashemar sembra non fare proprio caso a voi, tornando alle rovine, dove sparisce nuovamente alla vista. Il sole ha già compiuto buona parte del suo cammino di ascesa in cielo, quando smontate il campo e siete pronti a riprendere il cammino. Rashemar è ormai alle vostre spalle, non vedete più movimenti nel corso della giornata attorno alle maledette rovine, ed è tardo pomeriggio quando, sempre seguendo la carovaniera, voltate verso sud aggirando un crinale che, infine, nasconde la sinistra fortezza alla vostra vista. E, naturalmente, voi alla sua. La vostra attenzione, nel frattempo, viene attirata da ben altro. Quando la carovaniera riprende il suo percorso verso sud, compare all'orizzonte un pinnacolo che si erge roccioso e solitario in mezzo alla pianura leggermente ondulata, che prosegue ininterrotta in ogni direzione verso est. A renderlo molto particolare, oltre alla sua collocazione solitaria, è una luce bluastra che luccica al suo vertice, quasi che un stella notturna si sia lì posata, ostinata a restare anche durante il giorno. Per quanto vi sforziate, nessuno di voi ha memoria o conoscenza di un luogo simile. La strada sembra proprio puntare in quella direzione.
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
Ceredic «Spero che un rifugio ci basti. Gli esseri che cacciano di notte spesso non usano solo la vista, e l'odore di... tutti noi... è difficile da nascondere». Potevano solo sperare che il vento disperdesse l'usta che lasciavano prima che arrivasse a solleticare l'appetito del grosso rettile.