Vai al contenuto

Discussioni Recenti

Descrizione della gilda

Un'avventura nel solco del mito.

Cosa c'è di nuovo in questa gilda

  1. Kyrian Kyrian prese la sua ciotola di Kumys e raggiunse Andrej, fermandosi a sentire cosa dicessero gli altri avventori. Alla domanda sulla Turani, l'istinto fu quello di rispondere "I nostri affari ci appartengono", ma si trattenne master
  2. Lo sguardo del venditore di carne si distoglie momentaneamente dal lavoro e si fissa negli occhioni supplicanti di Pennarossa. C'è una scalinata che si inerpica sul pinnacolo, viene usata molto di rado. Puoi provare da lì conclude indicando uno stretto passaggio tra le case addossate alla base della formazione rocciosa. Torna quindi al suo lavoro, pur continuando la conversazione con l'halfling. Verso est dici? Non mi sono giunte grandi notizie. Ad Almorel e lungo le coste del Mare di Nebbia le cose continuano come sempre, è l'unico centro urbano con cui abbiamo contatti, ormai. Più ad est ancora so che c'è il solito fermento tra le tribù Tuigan, Turani, Oigun, Khazari... e chissà chi altri. Sono in perenne litigio, e per molti va bene così. L'ultima volta che si sono accordati... lascia la frase in sospeso, forse dando per scontata la conclusione per tutti. Se acchiappi qualche lepre, te le pagherò bene conclude elargendo il primo sorriso della conversazione. Nel mentre Kyrian può finalmente affrontare la sua prima ciolota di Kumys. Mentre versa il liquido al giovane Rashemi, l'uomo conferma che la situazione a Stellaguida è serena: difficilmente ci sono guai. Se non quelli portati dagli stranieri conclude sollevando uno sguardo enigmatico verso Kyrian. Il Kumys risulta piuttosto acido in bocca a Kyrian, che non può notare come il suo tenore alcolico sia di molto inferiore alle bevande dei Rashemi. A Rallo viene mostrato, non senza qualche sorriso della gente attorno, un cappotto per bambini dai colori blu accesi. Il tessuto è molto resistente e caldo, probabilmente ricavato da lana caprina e crini di cavallo. Un lavoro assai pregiato, ma anche comodo da indossare. Così sarai un vero signore delle steppe! Il commerciante di tessuti rivolge poi l'attenzione a Eveline, porgendole alcuni campioni davvero notevoli, in particolare della preziosa seta proveniente da est. Molto preziosa. L'uomo non sa fornire però grandi risposte alla sua domanda, se non un riferimento che vi fa drizzare le orecchie. Un guerriero a cavallo sarebbe passato di qui alcune settimane prima, fermandosi soltanto per recuperare alcune provviste, senza darsi nemmeno il tempo di riposare o dormire. Con sè, il guerriero aveva un bambino dai capelli d'oro. Gli anziani radunati attorno ad Andrej si rivelano essere un simpatico gruppetto di cantastorie, chiamati Ozan nella lingua locale, entusiasti della performance del vostro bardo di fiducia. Suonaci ancora qualcosa, straniero! Qualcosa di guerra! chiede uno. La tua canzone... Parla di voi, vero? chiede un altro. Perché viaggiate con una Turani? domanda un terzo.
  3. Eveline i commercianti di questa piccola realtà mi mettono di buon umore, ricordano la mia attività a casa e trovare qualche relazione commerciale qui, qualche tessuto particolare per la mia particolare sartoria potrebbe essere interessante, così decido di guardare da vicino le bancarelle e mi ritrovo a valutare da vicino i tessuti del vecchio commerciante, chiedo fintamente distratta E' passato qualcuno dal villaggio negli ultimi mesi? Qualcuno grosso come lui indico Kyrian o più come quello che ha cantato indicando Andrej
  4. Rallo Ricambio il sorriso del vecchio "Fa piacere fare due chiacchiere amichevoli dopo un viaggio cosi lungo. Sono Rallo e vengo da Calimport. Cos'hai della mia taglia vecchio mio?"
  5. Andrej Tars Finisco la mia esibizione con un sorriso sornione: non sarà stata l'esibizione della vita, ma riconosco un pubblico soddisfatto, quando me lo trovo davanti. Faccio dunque un inchino, sventolando la cetra in un ampio movimento di ringraziamento, e lascio che il vibrato trascini le ultime note. Volgo poi lo sguardo verso il gruppetto di anziani (forse i capi del villaggio? Chissà) e accenno una domanda nella lingua franca: "Posso aiutarvi?".
  6. Kyrian Il barbaro si decise per il Kumys ordinandone un boccale e cercando qualcosa di accettabile per pagarlo. Poi ne approfitto per chiedere al padrone: "come è la situazione qui, padrone: ci sono risse o altre cose per cui non dormire sereni in questa città?"
  7. Ceredic Il ranger considerò che qualsiasi cosa potesse tenere lontano un essere come il Terrore d'Ombra e fosse replicabile, sarebbe stata molto utile a qualsiasi viaggiatore. Con gli occhi puntati alla sommità del picco e la voce sognante, l'halfling espresse un desiderio dettato dalla sua pragmatica curiosità. «Mi piacerebbe vedere questa Stellaguida». Tornò a guardare il metodo di cottura del macellaio e ritornò ad argomenti più consoni per un macellaio. «E verso est, invece? Ci sono rischi a viaggiare in quella direzione? C'è qualcosa che potrei cacciare e che potrebbe interessarti vendere qui al villaggio?». Mostrò la tagliola, per dare un'idea della grandezza delle possibili prede. «Dalle mie parti ci prendo cinghiali. E non è fortuna, piuttosto capire dove piazzarla».
  8. Andrej sceglie un punto della strada ben visibile a chiunque sia nei dintorni. Presto gli occhi della totalità delle persone sono su di lui, supportato da Eveline, i cui semplici ma efficaci effetti magici danno forza alla melodia e alle parole del bardo. Certo, non tutti le capiscono, ma l'insieme di suoni, immagini e movimenti risulta abbastanza coinvolgente da far comparire più di un sorriso, uno sguardo ammirato, un tenere il tempo con le mani o la punta del piede. L'atmosfera del villaggio pare visibilmente migliorare e si fa gioviale, l'arte del sangue di drago capace di plasmare le menti collettive di quell'insediamento da troppo riverso nella rovina. Nel frattempo Kyrian si è avvicinato al bancone dove servono cibo e bevande. Fedele alle sue tradizioni, il gigante cerca alcolici e scopre, forse con stupore, di non aver modo di prendere in mano né la birra forte del Rashemen né i vini pregiati dell'occidente. In questo piccolo mercato, le alternative si chiamano Kumys e Boza. Il primo è un fermentato di latte di giumenta, forte e acido. Il secondo un fermentato tratto dai cereali, più leggero, dolce e cremoso, a cui aggiungere volendo una polvere di spezia dall'aroma altrettanto dolce e pungente. Pennarossa intanto prosegue le sue chiacchiere con il venditore di carne, che ha appoggiato diverse strisce sui fuochi: Oh sì, andare ad ovest è molto pericoloso, la notte. Ma il Terrore d'Ombra così lo chiama l'uomo non si avvicina mai a Stellaguida. Pare che sia infastidito dalla luce del faro... Si può andare a cacciare di giorno, ci sono lepri e altri piccoli animali che riescono a sopravvivere anche sotto quella minaccia. Troviamo invece Rallo ai margini, dove si muove sempre con più sicurezza di sé. Ha affiancato il vecchio commerciante di stoffe che, vedendolo arrivare, gli regala un sorriso sdentato sotto occhi vivaci, ancorché ingialliti dall'età. Sicuro yabanci, parlo la tua lingua. Prego, c'è qualcosa che desideri? Un capannello di anziani si è avvicinato ad Andrej e, poggiati sui loro bastoni, seguono il bardo con grandissima attenzione e curiosità.
  9. Andrej Tars Mi faccio scivolare tra le mani, con lenta, teatrale gestualità, la mia adorata cetra. Fingo, sempre con una certa, consumata teatralità, di accordarne le corde sempre perfette, mentre fischietto un motivetto semplice, ma accattivante. Poche note, ripetute in crescendo, in modo da catturare una progressiva attenzione: certo, noi siamo già l'attrazione principale di oggi, ma non c'è alcunché di male nelľattrarre qualche ulteriore interesse. La melodia accennata dal mio fischio termina nel momento in cui faccio scivolare le dita con intento armonioso sul budello incantato delle corde e il tono, assieme al volume prodotto, si accentua. Abbastanza da convincere anche qualche altro curioso indeciso, ma non tanto di soffocare la mia voce. Le parole devono risultare chiare, i suoni immediatamente comprensibili, l'intento del racconto - appena appena solfeggiato - una pausa di piacere, tra la fola e la favola. Parlo di noi, ma come se stessi vedendo la mia storia da fuori, per catturare le attenzioni senza voler apparire vanesio. Il che, per me, è un immane sforzo! Inizio a storia già iniziata, tralasciando gli avvenimenti lontani, svolti in altre terre: correremmo il rischio di troppe domande. Canto dunque le imprese (se così vogliamo definirle) di cinque avventurieri e della loro sciamana da passeggio, tutti di varie origini, radunati in un luogo a loro straniero e, invero, spesso inospitale. Celo il reale motivo del loro - del nostro, per gli dèi! - viaggiare, accennando solo all'urgenza di svalicare i monti, ancora innevati oltre ogni previsione. Descrivo il villaggio dei minatori, imprigionato dalla coltre impietosa del gelo, in preda alla disperazione. Elenco le paure e le leggende, materia di ogni mito. E poi ritorno ai nostri protagonisti, alla loro audacia e alla loro sagace iniziativa. Adombro di mistero l'orrore delle streghe rintanate nella cava di pietra, assassine e crudeli, nella fuga dalla loro prigionia. Canto della fine improvvisa dell'inverno, del giusto ritorno al cadenzato ritmo stagionale. Concludo con un sorvolo sulľinquieto vagabondare attraverso la steppa, un sorvolo simile a quello del terribile drago. Che ruggisce nella notte, con un rombo simile al mio ultimo accordo.
  10. Eveline La donna approvò la proposta del bardo e decise di supportarlo con le sue semplici magie nella sua ballata. Ovviamente decide di ordinare del cibo caldo con verdure di stagione e godersi qualche minuto di allegrie
  11. Rallo Dopo il gelo, la fatica e la follia dei minatori cannibali, la normalita' di quel piccolo villaggio ha per il mio spirito, lo stesso effetto di un barile di buon vino ed una baldracca. Passeggio per le strade sterrate senza meta, osservando facce ed ascoltando le storie e le conversazioni che riesco a comprendere. Mi fermo davanti al vecchio venditore di tessuti, sorrido mentre osservo distrattamente la mercanzia. "Salute, io sono Rallo, parlate la mia lingua?" chiedo ad un cero tpunto
  12. Ceredic L'halfling era lieto che Andrej avesse scelto di attirare su di sè gran parte degli sguardi degli abitanti del villaggio. L'arte di un bardo richiede attenzione, quella di un piccoletto come lui invece la rifuggiva. Rimase accanto al macellaio, interessandosi ai vari tipi di carne disponibili, e approfittando per cercare di avere informazioni più dettagliate sulla creatura che aveva reso pericolose le notti precedenti. «La grande bestia che sorvola la regione di notte ci è passata sopra più volte, per fortuna ci eravamo preparati. Lungo il tragitto avrei voluto cacciare, ma trovare tracce è stato impossibile, immagino che faccia razzia di qualsiasi cosa possa nutrirla. Voi riuscite a procurarvi selvaggina? Sapete che bestia sia?».
  13. Kyrian "Mi pare un'ottima idea Andrej" rispose il barbaro "Io andrò a bere al bancone e proverò a raccogliere i commenti e le eventuali informazioni che scaturiranno" Il Barbaro inoltre voleva stare in una posizione da cui poter tenere sotto controllo tutto l'ambiente, e cosa di meglio del bancone.
  14. Andrej Tars "Ho un'idea, amici miei", dico. "E se improvisassi una ballata, per elencare, in musica, il grosso delle nostre recenti avventure? Senza magari scendere troppo nel dettaglio, ma producendo comunque una visione d'insieme... così offrirei loro informazioni e intrattenimento", spiego ai miei compagni.
  15. Rapidamente, vi avvicinate al banco dove servono del cibo. Gli sguardi che raccogliete sono inevitabili, tanto che Ceredic stesso, pur abile nel muoversi indisturbato, deve fare i conti con un'attenzione extra a cui non è abituato. Scoprite ben presto che l'intuizione di Andrej è corretta. Il conio che circola è poco, l'economia del posto ridotta all'osso delle cose più elementari: di che mangiare, di che coprirsi, di che lavorare. Tuttavia le monete occidentali sono ben accette, il cambio con le tre valute locali tutto sommato semplice, e il baratto sovente possibile. Non vi sarà difficile destreggiarvi, specialmente con il supporto di Neslihan. Gli adulti del villaggio, poi, parlano chi più chi meno un comune stentato sufficiente a farvi capire. Siete nella frontiera, dove le culture dell'est e dell'ovest si incontrano, si mescolano, si arricchiscono. Le conversazioni vertono soprattutto sui temi della quotidianità, i movimenti delle mandrie, due matrimoni (uno passato, uno in arrivo) che hanno animato la piccola comunità, inclusi gli inevitabili pettegolezzi, il maltempo delle settimane precedenti (è sempre il maltempo!). L'uomo che vi serve il cibo si chiama Ayhan, fa il kasap, il macellaio, ed è una persona gentile e facile alla chiacchiera, anche perché gli portate denaro. Un altro soggetto interessante è un vecchio e raggrinzito commerciante di tessuti di nome Emrah, anziano abbastanza da potervi mettere a disposizione la sua lunga memoria, a seconda di quello che potreste volergli chiedere. Non solo: voi stessi vi ritrovate ad essere fonti di informazioni e domande curiose. Da dove venite, dove andate, come avete fatto a traversare le montagne coperte dalla tempesta, cosa succede al di là di esse... Insomma, come in ogni baratto, anche il mercato delle informazioni funziona allo stesso modo. Più offrite, più vi verrà dato.
  16. Eveline Propongo un pasto caldo, troveremo le informazioni che cerchiamo e ci faremo conoscere dai più curiosi. Poi guardo rallo se però vuoi farti un giro per recuperare informazioni fai pure. Una volta vicino alla struttura che cuoce la carne ed ai viandanti che mangiano saluto e provo a chiedere con educazione buongiorno, vorremmo qualcosa di caldo da mangiare, ma non siamo sicuri che accettiate le nostre monete. Mostro alcune delle monete che porto con me
  17. Ceredic Sfruttando la sua piccola taglia, l'halfling provò ad avvicinarsi ai capannelli di viaggiatori che parlottavano per ascoltare frammenti di conversazione, per indirizzare le domande dei compagni con una parlantina migliore. Tiri di dado
  18. Kyrian Il barbaro rimase affianco al gruppo in silenzio. Con la sua taglia voleva trasmettere il messaggio che fosse da evitare il minacciarli. Ripose tuttavia l'arma alla cintura. Non voleva che pensassero loro ad essere una minaccia per la comunità Quando Rallo propose di dividersi disse "Io accompagno volentieri chi cerca vettovaglie, non vorrei intimorire qualcuno se andassi a parlare."
  19. Rallo Dopo tanti giorni di freddo, solitudine e desolazione, il piccolo mercato di quell insediamento appare ai miei occhi come il souck di Calimport. "Mi sembra una buona idea. Vogliamo dividerci i compiti? Un gruppo pensa alle vettovaglie un altro a racimolare informazioni?"
  20. Andrej Tars "Iniziamo da questo piccolo mercato... e speriamo che accettino il conio. Una economia così piccola e isolata potrebbe fare in larga parte affidamento sullo scambio. Ma a noi necessita il cibo e, forse, se ci dimostriamo volenterosi nel sostenere la magra ricchezza locale, potremmo incontrare benevolenza, migliore ospitalità e informazioni", ragiono ad alta voce, continuando a guardarmi attorno con pigra curiosità.
  21. Furkan e Diokan hanno idee diverse sulla luce che brilla in cima al pinnacolo di Stellaguida. Secondo il più piccolo, è stato il Popolo del cielo a portarla e metterla lì, un regalo per le genti della steppa e una promessa di tornare presto a trovarle. Su chi sia questo popolo del cielo il ragazzino è però piuttosto vago, affermando che vengono da molto lontano, proprio da un altro mondo, grazie a grandissimi poteri magici. Per il più grande, invece, la luce è stata posta lassù da una potente strega tanto tempo fa come regalo per le sue genti, finendo però per attirare, senza volerlo, le attenzioni dei guerrieri a cavallo e tutte le conseguenze che già conoscete. Lo sguardo di Diokan su Aslihan è evidente. Nel frattempo, giungete all'abitato. L'erba alta della steppa è sostituita da terra battuta e cotta dal sole. Molti degli edifici sono in evidente stato di abbandono. Sono alti al massimo due piani, vicini tra loro, raccolti ai piedi della grande roccia che ora incombe su di voi. La luce dall'alto dona all'ambiente un colore azzurrino in contrasto con la terra rossastra del suolo e delle case, accentuato dai raggi del sole che sta pian piano scendendo a Ponente verso le montagne che vi siete ben lasciati alle spalle. Le persone che incontrate sono poche, per lo più pastori, qualche contadino, donne che portano ceste di panni, un falegname. Tutti vi scrutano, pochi salutano a meno che interpellati. Giungete in quella che sembra la strada principale, di fatto un anello attorno al grumo di case. C'è una stalla dove cavalli sono legati, e alcuni carri divenuti bancarelle da cui si vendono verdure, formaggi, oggetti di pelletteria, tessuti e spezie. Una di queste cuoce pezzi di carne su un fuoco contenuto in un calderone di metallo, un paio di uomini mangiano accompagnandolo con pane sottile, quasi un velo. Qui c'è del chiacchiericcio a bassa voce tra gli abitanti del luogo e i pochissimi giunti da lontano.
  22. Andrej Tars "Quando c'è troppo o troppo poco, allora si è in pericolo, amico mio", faccio presente a Kyrian, con l'aria ingiustificata di chi ne sa davvero molto della vita. "La steppa brulla è mortale quanto una grande città affollata e la caccia affamata di una grande drago è letale come la scorribanda violenta di una tribù sanguinaria. Ma gli insediamenti più piccoli... possono essere utili: poche guardie e molte chiacchiere curiose", aggiungo, per poi dedicare la mia attenzione ai ragazzini. "Scommetto che loro ci possono far guadagnare una accoglienza tranquilla a Stellaguida. E ne abbiamo ben bisogno, prima di trascorrere un'altra notte alľaddiaccio. Vorrei capirne di più, sui resti delľastro precipitato: le nostre paure notturne mi avevano già fatto supporre che potesse tenere lontana la bestia... il che significa che deve ancora avere qualche forma di antico potere".
  23. Ceredic «La domanda migliore di tutte è 'Perché non avete cavalli', e la risposta è che la creatura volante se li sarebbe mangiati perché non avremmo potuto nasconderli. Ma se il territorio dall'altra parte della Stella è sicuro, potremmo acquistarne». Sorrise ai ragazzi, la loro curiosità lo faceva sentire allegro e nostalgico; volle provare a rivedere i volti sorpresi della gioventù. «Dovreste farle sgambare di più, queste capre. Quelle delle mie figlie sono più docili».
  24. Eveline Sorrido all'energia dei bambini, scherzo sulle altezze diverse dei compagni e spiego che non ci sono figli fra di noi, solo esploratori e mercanti. Ne approfitto per sapere la leggenda della stella protettrice e diteci in che modo questa stella vi protegge? Come è arrivata qui su?
  25. Rallo La risposta dei ragazzini mi scalda le membra quasi quanto un bel fuoco, nella mia mente si materializzano all istante un pasto caldo ed un letto morbido. "Una notte con la pancia piena e con le chiappe sotto un tetto non puo' che farci bene." rispondo al gigante "Senza contare che gli abitanti di questo insediamento magari potrebbero avere informazioni su cosa aspettarsi da qui in avanti."

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.