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Creature acquatiche in acqua
La tabella 3-22 a pagina 92 della Guida del DM 3.5 in italiano ha una riga apposita per le creature con velocità di nuotare. Il sottotipo acquatico, di per sé, non dà nessun beneficio, ma è ben raro trovare una creatura con quel sottotipo che non abbia velocità di nuotare.
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Progressione Pg Drago
Sì. Significa solo che le tabelle non sono complete e andrebbero estrapolate. I creatori del manuale non pensavano che qualcuno volesse raggiungere il livello 50 😉. Hanno scritto il manuale pensando ai livelli 1-20 No, significa che la tabella va estrapolata, cioè il DM dovrebbe decidere età intermedie per i DV intermedi delle età più alte ispirandosi a quanto avviene per le età più basse. È il punto cruciale della questione. I draghi si basano su un avanzamento legato all'età, che è un principio completamente diverso rispetto all'avanzamento dei personaggi tipici di D&D. Per questo mescolare draghi puri con personaggi che non sono draghi puri è un po' azzardato. Anche i ML e i LEP sono solo delle rozze approssimazioni, perché un drago puro "funziona" in modo radicalmente diverso da un personaggio umanoide ed è molto difficile confrontarli e bilanciarli tra loro.
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IDEE PER LIBRI INSOLITI
Davvero carine come idee, e originale l'idea di base. Complimenti
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Informazioni sulle regole - chierico sbilanciato?
Esatto: ragione di più per sentirsi liberi di dissolverglieli, quando si scontra con qualche nemico che ne è capace.
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Slot equipaggiamento pg drago
Parlane con il tuo DM, non c'è una regola generale. Io di solito assumo che gli oggetti magici che si indossano siano in grado di adattarsi magicamente a qualunque taglia e forma, entro limiti ragionevoli. Quindi, ad esempio, dei bracciali da umano si adatterebbero per diventare dei "bracciali da zampa anteriore" da drago. Questo a prescindere dalla forma alternativa. Quindi direi: gli stessi slot di un umano, senza troppi problemi. Questo tralasciando il fatto se sia appropriato oppure no avere un drago come PG in una campagna (anche questo spetta al vostro gruppo deciderlo) e se sia o meno bizzarro l'impatto "visivo" di un drago coperto di guanti, cinture, mantelli, amuleti e altre chincaglierie (questione di gusti). 😉
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Q&A: Domande e Risposte (Parte 2) - D&D 5E 2014
A 1573 La mia risposta sarebbe: 5 (= 2 + livello dell'incantesimo), in aggiunta alla cura dell'incantesimo stesso, ovviamente. La capacità infatti dice: Non dice "ogni volta che un tuo incantesimo cura un'altra creatura, riguadagni tot", bensì "ogni volta che lanci un incantesimo che cura un'altra creatura, riguadagni tot". Ed è stato lanciato un solo incantesimo.
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Informazioni sulle regole - chierico sbilanciato?
Non vorrei ripetermi troppo: ho detto esplicitamente che, di fronte a un problema serio come quello descritto nel post, la soluzione è parlarne. Quelli che ho presentato dopo non erano intesi come soluzioni del problema tout court, ma come blande mitigazioni. Qui si tratta di decidere cosa costituisce una "azione in gioco" che "legittima" la "reazione" del DM, e cosa invece costituisce una "ripicca" immotivata. Mi sembra un terreno scivoloso: non vorrei che si finisse per fare il processo alle intenzioni. Per me lanciare un determinato incantesimo, con conseguenze e side-effect ben noti, è già una "azione in gioco". Comunque l'unico approccio oggettivo è basarsi sui fatti. Non sapremo mai perché il DM ha messo una certa cosa nell'avventura (forse, volendo fare della psicologia spicciola, non lo sa davvero neppure lo stesso DM). Quello che conta è se è plausibile che quella certa cosa, nell'avventura, ci sia. In caso affermativo non resta che accettarla e affrontarla, come ogni altro ostacolo (del resto mettere ostacoli sulla strada dei PG fa parte da sempre del mestiere del DM). Lo scopo dei miei suggerimenti non era risolvere il problema (per quello, come abbiamo detto, la strada maestra è parlare), bensì far riflettere su questo punto: siamo sicuri che stiamo rappresentando bene, in modo accurato e coerente, la strategia di quel PG? È davvero "sgravato" di per sé, o lo diventa anche perché si trova in un ambiente che dà sempre risalto ai suoi pregi specifici e trascura le sue debolezze specifiche come se non ci fossero? Una riflessione in questo senso potrebbe portarci a ridimensionare la portata del problema, senza introdurre "ripicche" ma semplicemente dando una maggiore verosimiglianza. Costruire apposta delle contromisure che impediscano sistematicamente ai PG di usare le loro capacità è un pessimo comportamento da parte di un DM. Se un PG impara volare e io, che non lo so gestire, decido che da quel momento tutte le avventure saranno al chiuso e con soffitti alti 2 metri, sto sbagliando. Se un PG ha degli incantesimi di divinazione e io non li faccio funzionare perché "rovinano" la mia trama investigativa, sto sbagliando. Se un PG si specializza nel tirare palle di fuoco a tutto spiano e io decido di punto in bianco che il resto della campagna sarà ambientato sul Piano Elementale del Fuoco, sto sbagliando. Il buon DM dovrebbe fare in modo che i PG, il più delle volte, possano sfruttare le loro capacità come strumenti efficaci per superare gli ostacoli: questo permette di godersele. In questo caso specifico, mi sembra che ci troviamo di fronte a un personaggio che riesce più che bene a godersi la sua build e a sfruttare le sue capacità per abbattere nemici e superare sfide. Tutto bene, quindi. Tuttavia, c'è un altro tipo di comportamento non proprio buono del DM, una sorta di estremo opposto del precedente (pur non essendo altrettanto grave), ed è quello di ignorare le debolezze dei PG, i "buchi" nella loro strategia o gli "effetti collaterali" problematici delle loro scelte, concentrandosi solo sulle qualità positive. Questo ha diversi svantaggi: incoraggia un gioco monotono e ripetitivo, anziché stimolare soluzioni creative e sempre nuove; non promuove l'immersione, favorendo un mero accumulo di vantaggi senza curarsi delle conseguenze; e, last but not least, rischia di creare sbilanciamenti importanti all'interno del gruppo, perché chi sceglie una strategia con enormi pregi ed enormi debolezze finisce (dato che le debolezze non vengono mai "sollecitate") per prevalere in modo schiacciante su chi sceglie una strategia con modesti pregi e modeste debolezze. Un esempio classico è un'impostazione del gioco in cui i PG hanno sempre il tempo e la possibilità di riposare completamente dopo ogni singolo scontro. In quel caso gli incantatori e chiunque altro si basi su risorse "a consumo", essendo liberi di "spararsi" tutte le risorse senza preoccupazioni, surclassano assai facilmente chi è programmato per una prestazione più limitata ma continua. Se il DM si impegna a creare situazioni che prevedono più sfide in rapida successione non sta attuando una "ripicca", sta anzi ripristinando l'equilibrio di gioco così come si presume che sia. Più in generale, ogni volta che creo una build di personaggio molto specializzata sto facendo una scelta: la scelta di essere molto potente (più del normale) a patto che la situazione rientri nel capo della mia specialità. In linea teorica, in un gioco ben bilanciato, più stretto è il campo della specializzazione e maggiore è l'incremento di potenza al suo interno. All'atto pratico, sarebbe eccessivo sostenere che D&D 3.5 segua bene questo principio. Ma non è questo il punto: ogni personaggio specializzato avrà un campo in cui funziona molto bene e un fuori-campo in cui funziona male, questo a prescindere da quanto le due cose siano ben proporzionate tra loro. E il suo giocatore sarà consapevole del confine tra questo campo e fuori-campo. A quel punto, le situazioni fuori-campo devono esistere. A patto che siano plausibili e che non diventino la norma (vedi sopra), naturalmente. Da parte di un mago specializzato in palle di fuoco non è lecito aspettarsi che non ci siano nemici resistenti o immuni al fuoco, né è lecito protestare quando ne incontra uno, prendendola come una "ripicca" (ben diverso, ovviamente, è il caso in cui tutti i nemici di un'avventura lo fossero). Da parte di un ladro non è lecito aspettarsi che non ci siano non morti o melme. Da parte di un ranger delle terre selvagge non è lecito aspettarsi che non ci siano sfide in ambito urbano. Da parte di un cavaliere esperto nel combattere in sella non è lecito aspettarsi che non ci siano imprese da compiere al chiuso. Allo stesso modo, da parte di un gigante (vero o sostenuto magicamente che sia) non è lecito aspettarsi che tutte le porte e i corridoi siano della sua misura, che il terreno lo sostenga sempre, che non ci sia mai bisogno di fare una corsa a cavallo o prendere un traghetto. E da parte di chi basa la sua intera build su un super-incantesimo non è lecito aspettarsi che nessuno provi mai a dissolverlo (non solo nel caso di un PNG che lo conosce e si è preparato apposta contro di lui, anche nel caso di un normalissimo PNG incantatore che, di fronte a quella che è palesemente una potente magia, usa semplicemente un minimo di logica e decide di neutralizzarla). È parte dell'arte del DM (direi anzi dell'ordinaria amministrazione del DM) includere sia situazioni in cui un certo personaggio può eccellere, sfruttando al massimo i suoi punti di forza, sia situazioni in cui viene messo in difficoltà sulle sue debolezze o con situazioni fuori dal suo campo ottimale di specializzazione. Invitavo quindi l'autore del post ad assicurarsi che nelle sue avventure avvenisse questo, per quel PG chierico, così come avviene normalmente per ogni altro personaggio in ogni altra campagna che si rispetti.
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Incantesimo Shape Water
@senhull, cito me stesso: Se sei fuori dal combattimento, magari in viaggio, e vuoi creare un mega-ponte di ghiaccio per scavalcare un burrone, ha così tanta importanza il tempo che ci metti? Se ci vogliono 3 round ci metti 3 round, se ci vogliono 3 minuti ci metti 3 minuti. Non fa differenza. Il fattore tempo, in generale, ha un'importanza davvero marginale in D&D, a meno che non si faccia un uso sistematico degli incontri casuali (ma anche in quel caso dubito che ci sia una differenza sostanziale tra 3 round e 3 minuti: se ci fosse un incontro casuale ogni 3 minuti vorrebbe dire che in un'ora di tempo in-game ce ne sono 20, che mi sembra tantino anzichenò). In momenti con tempi concitati è difficilmente abusabile anche così com'è: se ci vogliono diversi round a creare un ponte o una barriera, è già un tempo che in un tipico combattimento non ci si può permettere; portarlo a diversi minuti non cambia nulla. (Edit: il mio commento sopra si riferiva specificamente alla proposta di Senhull di aumentare i tempi per aumentare la capacità di carico delle strutture, non alla tua proposta di richiedere semplicemente un lancio separato per ogni sezione di 1,5 m, quello è ragionevole. Il mio consiglio sarebbe di mantenere un lancio separato per ogni sezione di 1,5 m e dare comunque a queste strutture una capacità di carico trascurabile.)
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Incantesimo Shape Water
Ho l'impressione di non essermi spiegato. Riformulo: secondo me l'aumento dei tempi da te proposto non fa nessuna differenza sostanziale, quindi tanto vale non metterlo.
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Incantesimo Shape Water
@senhull sinceramente non credo che aumentare il tempo richiesto sia un fattore di bilanciamento rilevante. Sono cose che si farebbero comunque fuori dal combattimento: che ci vogliano 3 round o 3 minuti, nella stragrande maggioranza dei casi che differenza fa?
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Informazioni sulle regole - chierico sbilanciato?
Credo di aver dettagliatamente spiegato il mio punto di vista. Non ho mai auspicato di fare "tutte" le avventure in un dungeon dove il personaggio Grande non passa. Ma non può nemmeno aspettarsi che non succeda mai. Esattamente come il ladro con i non morti, un esempio corretto che hai fatto tu, e che guardacaso riguarda "la costruzione stessa del PG". Quindi, o siamo pienamente d'accordo, o non ho capito in cosa siamo in disaccordo.
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Incantesimo Shape Water
Ciao, intanto grazie per l'idea, che si sposa quasi alla perfezione con questo mio vecchio articolo: quasi quasi ci aggiungo un link a questa discussione. Per il resto: sarei portato a sconsigliare di permettere un uso "strutturale" di modellare acqua, cioè qualunque uso che miri a costruire strutture solide e stabili in grado di reggere un carico. Quindi, personalmente, direi: va bene il ponte, ma non regge certo una persona (specialmente se è più lungo di 1,5 metri), al limite potrà reggere un piccolo animale. E allo stesso modo: va bene il muro, ma basta una spallata e viene giù. In caso contrario questo trucchetto, già noto per essere molto forte, diventerebbe una specie di passepartout per un enorme numero di situazioni ed ostacoli.
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Combattente senza scudo
Ciao, La mano libera per colpi senz'armi tenderei a non raccomandarla. A quali fonti e manuali hai accesso? Perché il Manuale del Giocatore II contiene una classe base alternativa che è praticamente un rodomonte (non ricordo se addirittura si chiama così, comunque è molto vicina al concetto). Altrimenti, la Guida del DM contiene una classe di prestigio, chiamata duellante, che sembra fatta appositamente per questo.
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Informazioni sulle regole - chierico sbilanciato?
Attenzione, non sto proponendo che il DM usi la sua autorità da DM per segare le gambe al PG. Innanziututto ho detto esplicitamente, e lo ribadisco, che la soluzione migliore sarebbe discuterne insieme off-game. In secondo luogo ho avanzato alcune proposte che mirano semplicemente a: Accertare che, quantomeno, le regole siano seguite in modo accurato (era il primo punto del mio elenco). Considerare (e sono gli altri due punti) quelle che possono essere le naturali conseguenze, in-game, di una determinata strategia, in modo da promuovere da parte dei giocatori delle scelte più ponderate che tengano presenti vantaggi e svantaggi di ogni approccio. È molto diverso, perdonami, da una scelta arbitraria come "la tua divinità ti punisce perché le stai sulle scatole" (dire che abusa della magia dopo che lei stessa, divinità, gliel'ha fornita così com'è sarebbe del tutto arbitrario). Qual è la differenza tra uno che ha "davvero" il BAB da guerriero e uno che se lo procura con un incantesimo? Che l'incantesimo si può dissolvere. Paradossalmente, è proprio non considerare questa differenza (cioè dare per scontato che l'incantesimo non verrà dissolto) a non essere "maturo", perché a quel punto è chiaro che "vince" sempre l'incantatore. Ovviamente non dico che in ogni incontro deve esserci un dissolvi magie. Ma che non capiti mai è oltremodo strano, visto che siamo al livello 9. Che differenza c'è tra potenziarsi le stat con cose come forza del toro e potenziarsele con un aumento di taglia, tipo giusto potere? Beh, che ti aumenta la taglia. Essere molto grossi e pesanti è un vantaggio in molte situazioni (scontro fisico in primis), ma uno svantaggio in altre (edifici, ambienti ristretti, cavalcature, veicoli, ponti di corde e quant'altro). Far sì che questi svantaggi "si sentano", in gioco, con la stessa concretezza con cui si sente il vantaggio, non è un abuso arbitrario, è semplicemente la realtà; favorisce l'immersione, oltre a stimolare strategie meno ripetitive. Trattare il personaggio Grande come se fosse, di fatto, un personaggio Medio con stat pompate: quello sì che non sarebbe "maturo". Non si tratta di abusare del proprio potere di DM per fare i dispetti ai PG. Si tratta di metterli di fronte alle conseguenze, naturali e prevedibili, delle loro scelte, nel bene e nel male.
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Informazioni sulle regole - chierico sbilanciato?
Il fatto che non voglia curare è legittimo. Non è che siccome un PG ha la classe di chierico deve per forza essere un guaritore: ci sono vari modi di declinare le classi, ed è giusto così. Ognuno deve fare il personaggio che vuole. Molto sgradevole invece il problema dello squilibrio con gli altri personaggi. Il fatto che il resto del gruppo si lamenti fa pensare che sia davvero un problema. Il modo migliore per risolverlo sarebbe parlarne tutti insieme off-game. E il fatto che il giocatore non voglia scendere a compromessi con il master non depone a suo favore. Detto questo, provo a metterti alcune pulci nell'orecchio. Che versione di Incantesimi Persistenti sta usando? Assicurati che usi quella di Perfetto Arcanista (che "costa" uno slot di 6 livelli superiore) anziché quella dell'edizione 3.0 (che ne costa uno di 4 livelli superiore). In quel caso, lanciare due incantesimi persistenti a inizio giornata gli costerebbe 14 usi giornalieri di scacciare: ce li ha? Un incantesimo persistente si può sempre dissolvere. Un bel dissolvi magie lanciato dai nemici al momento giusto lascerebbe il personaggio in cattive acque, e per giunta per tutto il resto della giornata (dubito che avrebbe la possibilità di lanciare di nuovo quegli incantesimi come persistenti; può darsi addirittura che non ne abbia preparate altre copie). Ancora più diabolico (diabolico per modo di dire: è semplicemente giusto): una creatura di taglia Grande non è che possa entrare dovunque. Cosa succede se l'avventura porta il gruppo a dover entrare in un passaggio troppo piccolo per il personaggio ingigantito? Sceglierà di rinunciare alla sua fantastica combo, o rimarrà fuori a fare da spettatore per qualche scena? In entrambi i casi avrà qualcosa su cui riflettere.
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1D30 Possibili Incidenti Viaggiando Via Terra
Certo, ma un ostacolo è bello quando superarlo richiede un po' di inventiva, una scelta da compiere, un po' di gioco di squadra... insomma, un po' di contributo attivo dei giocatori, che vada al di là di tirare un dado e annotare dei danni o una condizione. Il mio timore è che i giocatori rimangano perlopiù passivi.
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1D30 Possibili Incidenti Viaggiando Via Terra
Personalmente, la maggior parte di questi incidenti mi sembra assai poco interessante: si riduce, più o meno, a un tiro di dado per evitare una sfiga random. È come avere la strada disseminata di trappole (e non poterle nemmeno disinnescare). Per me gli "incidenti di viaggio" hanno senso quando sono veri e propri incontri, oppure quando danno luogo ad almeno una scelta interessante e non banale.
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Non premiare con Punti Esperienza le uccisioni
Curioso che siamo arrivati a questo, partendo da un elenco di cose e comportamenti a cui a assegnare PE per incentivare o disincentivare i PG. 😉
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Non premiare con Punti Esperienza le uccisioni
Se si vuole ignorare totalmente la meccanica dei PE, tanto vale abolirla. Si dice solo "ogni N sessioni si guadagna un livello", e si fa prima. Certo, dipende dallo stile di gioco. A me, per esempio, una sessione in cui i PG si limitano a cazzeggiare senza perseguire alcun obiettivo sensato annoierebbe mortalmente, sia da giocatore che da master. Ma rispetto chi ama uno stile diverso.
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Non premiare con Punti Esperienza le uccisioni
È proprio questo l'approccio che uso io. I PG guadagnerebbero PE perché hanno fatto progressi verso l'obiettivo superando delle sfide che si frapponevano, anche se non hanno (ancora) superato l'ultima. Attenzione, però, al concetto di "sono cresciuti". Per me i PE rappresentano una crescita di tipo meta-narrativo (man mano che l'eroe si misura con successo con certe prove, diventa "pronto" per prove più difficili), non un'esperienza in senso stretto (cioè, non una misura di quanto e cosa "imparano"). In questo senso, i PG "sono cresciuti" in questo esempio perché hanno superato delle sfide con successo. Dare un quantitativo fisso di PE ad ogni sessione, a prescindere dal grado di rischio affrontato e dal grado di successo ottenuto, non sarebbe secondo me appropriato perché darebbe ai giocatori la sensazione di non "meritarsi" quei PE; diventerebbero una specie di "gettone di presenza", per il quale le loro azioni sono sostanzialmente irrilevanti.
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Non premiare con Punti Esperienza le uccisioni
Direi che il sistema che uso io, quindi, non ricade in nessuna delle 4 categorie? O forse in più d'una? 🙂
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Non premiare con Punti Esperienza le uccisioni
Anche se non ci si sente supereroi, si può voler giocare degli eroi (senza super-), nel senso più "terreno" del termine, oppure degli anti-eroi più dark, o dei cinici che seguono la propria convenienza, o addirittura dei sadici assassini. A indirizzare i giocatori all'interno di questo spettro dovrebbe essere, secondo me, una discussione aperta off-game anziché una meccanica di gioco pensata per un altro scopo.
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Conversione delle CD
Trattandosi di homebrew, puoi anche "saltare un passaggio" e decidere, a tuo giudizio, a che "livello di sfida" deve corrispondere ognuno di quei violenti effetti atmosferici. Poi guardi il tipico valore di TS di un PG di quel livello, e imposti la CD di conseguenza (per esempio, in modo tale che un 8 sul d20 permetta, a quel livello, di superare il tiro). Raccomando di non superare 20, se non in casi davvero eccezionali, perché per chi non ha proficiency il valore di tiro salvezza potrebbe benissimo essere un +1 o +2 anche al 20° livello.
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Conversione delle CD
Ciao, dall'elenco che hai fatto si vede semplicemente che la 3.5 ha più "scalini": 8 anziché 6, aggiungendo lo 0 in basso e il 40 in alto. Lascia pure perdere gli aggettivi che vengono usati per descriverli, sono abbastanza arbitrari e risentiranno anche di difficoltà di traduzione eccetera. A parte quei due estremi le due scale si equivalgono, e infatti per tutte le CD delle cose "quotidiane", che ben di rado superano 20, puoi tranquillamente non fare differenze tra le edizioni 5 e 3.5. Parlo di compiti come arrampicarsi su un albero, scavalcare una staccionata, domare un cavallo, intrattenere un pubblico. Per quanto riguarda invece le sfide vere e proprie, cioè la CD delle trappole, delle capacità dei mostri, e di certi ostacoli davvero pericolosi che si possono trovare all'avventura, ti consiglio di andare in base al livello. Se sai per quale livello di personaggio era pensata quella CD, la cosa migliore da fare è prendere un PG-tipo di quel livello, in 3.5, guardare che probabilità avrebbe avuto di superare la CD, poi prendere un PG analogo della 5e e scegliere una CD tale che quel PG analogo abbia la stessa probabilità di successo. Un punteggio di abilità in 3.5 aumenta di 20 punti nel corso dei 20 livelli, mentre in 5e aumenta solo di 4 punti, una differenza sostanziale; per questo è importante non andare troppo in alto. In modo molto rudimentale, se la CD di una prova di abilità è superiore a 12 potresti dire che la nuova CD è 12 + (la vecchia CD - 12)/5, arrotondando per eccesso. Per cui, un CD 24 in 3.5 diventerebbe un CD 15 in 5e. Un buon tiro salvezza in 3.5 aumenta di 10 punti nel corso dei 20 livelli, mentre in 5e aumenta solo di 4 punti. Inoltre i tiri salvezza "scarsi" (senza competenza) in 5e non aumentano affatto, mentre in 3.5 aumentano anche se più lentamente. In modo molto rudimentale, se la CD di un tiro salvezza è superiore a 10 potresti dire che la nuova CD è 10 + (la vecchia CD - 10)x2/5, arrotondando per eccesso. Per cui, un CD 24 in 3.5 diventerebbe un CD 16 in 5e.
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Non premiare con Punti Esperienza le uccisioni
Ho la sensazione che stiamo parlando di due cose diverse, seppur collegate. Una è un meccanismo del gioco: cosa dovrebbe fruttare PE o livelli, e con quale frequenza o granularità li assegnamo? L'altra è un comportamento di uno specifico gruppo di giocatori, e una differenza di aspettative su che tipo di gioco giocare tra loro e il master: vogliamo andare in giro ad uccidere e arraffare, o vogliamo parlamentare e discutere? Vogliamo un gruppo con degli obiettivi buoni / eroici / altruisti / positivi, o uno con degli obiettivi cinici / egoisti / negativi / non buoni? In merito al primo aspetto, anche se non c'è un solo approccio buono, io in passato ne ho usati diversi e ora assegno i PE per le sfide superate. Una sfida è qualcosa che ostacola il raggiungimento di uno degli obiettivi dell'avventura, che comporta un rischio e che mette i PG alla prova. In questo modo si evita qualsiasi "farmare" (vado a fare x così, senza motivo, solo perché x dà punti esperienza) e si permette qualsiasi approccio di superamento degli ostacoli (violenza, astuzia, diplomazia...), mantenendo la granularità data dai PE, che secondo me rispetto alle pietre miliari dà più ai giocatori il senso di "progresso" e di "meritarsi" i livelli. In merito al secondo aspetto, io tenderei a sconsigliare di approcciarlo attraverso la meccanica dei PE. Ho letto il tuo esempio su "la maledizione del trono cremisi" e Devargo. Non sono sicuro di aver ben compreso cosa abbiano fatto i PG di male, visto che, se ho capito bene, quello che hanno ucciso è un criminale e si stavano riprendendo le loro cose. Certo, hanno usato metodi molto spicci e violenti, ma in un mondo fantasy (specialmente se un po' dark) ci può stare anche di peggio. Ovviamente questo incide sulle loro identità in-game: si sono comportati da vigilantes brutali più che da eroi senza macchia. Ma il fatto di giocare dei vigilantes brutali anziché degli eroi senza macchia è una legittima scelta dei giocatori. Se non è una scelta che ti aspettavi o che ti soddisfa ti direi prima di tutto di discutere la cosa off-game con i giocatori, concordando con loro il tono del gioco e il tipo di obiettivi. Quello che stai dicendo qui è che risolvere le sfide con la diplomazia o l'astuzia è più difficile e porta a delle giocate più stimolanti rispetto a risolverle con la violenza. Menare le mani è facile e dà lo stesso risultato. Per questo vorresti un sistema che incentivi il primo comportamento e disincentivi il secondo. Probabilmente non sarai d'accordo con me, ma mi permetto un suggerimento: la soluzione non sta in un meccanismo astratto come i PE, sta nel progettare le sfide in modo diverso. Oltretutto, non è mai bello quando si ha una divergenza tra giocatore e PG, per cui il giocatore tende a far comportare il PG in un certo modo, anche se la cosa più semplice o logica per il PG in-game sarebbe un'altra, per raggiungere uno scopo (i PE) di cui il PG non è consapevole: il GdR funziona molto meglio quando la scelta dal punto di vista del PG e quella dal punto di vista del giocatore coincidono e si basano sugli stessi elementi. C'era un bell'articolo di The Alexandrian al riguardo ma ora non ho tempo di cercarlo. Quindi, il mio consiglio. Menare le mani è il modo più veloce e diretto per ottenere quello che i PG vogliono, e questo non ti piace? Fai in modo che non lo sia; fai in modo che, nel gioco, menare le mani sia possibile ma tutt'altro che veloce e diretto (a causa delle conseguenze, dei rischi, del consumo di risorse, della pericolosità dei nemici o altro, può variare di volta in volta). Usare la diplomazia e l'astuzia è più difficile? Rendilo più facile. Non sempre, ovviamente, ma presenta ai PG molte occasioni in cui la diplomazia o l'astuzia sono una strada a portata di mano, palesemente più efficace e produttiva rispetto a combattere: così li abituerai ad usarla.