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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Ti lascio una speculazione su Tom Bombadil che mi ha sempre stuzzicato parecchio (la si trova sul sito dell'Associazione Italiana Studi Tolkeniani) e che potrebbe dare una risposta al tuo quesito. Si tratta di un'abile utilizzo della logica, uno scritto per puro diletto e senza pretese di autenticità, ma comunque intrigante: Il più anziano e senza padre: il terribile segreto di Tom BombadilDi KM_515, 20 Febbraio 2011, 14:19 Traduzione di Giampaolo Canzonieri Il vecchio Tom Bombadil. Probabilmente il personaggio meno amato del Signore degli Anelli. Una figura infantile così detestata dai fan del libro che in pochi obiettano alla sua assenza da ogni adattamento della storia. E tuttavia c’è un altro modo di guardare a Bombadil, basato esclusivamente su quanto compare nel libro, che offre un ritratto molto diverso di questa divertente figura. Cosa sappiamo di Tom Bombadil? Che è grasso e gioviale e sorride tutto il tempo; che è amichevole e di compagnia, e sempre pronto ad aiutare i viaggiatori in difficoltà. Tranne per il fatto che nulla di tutto questo può essere vero. Riflettete: come da lui stesso raccontato (e sulla base della conoscenza sorprendentemente poco dettagliata di Elrond) Bombadil ha vissuto nella Vecchia Foresta da prima che gli Hobbit giungessero nella Contea; da prima che Elrond nascesse; dai giorni più antichi della Prima Era. Ciò nonostante, nessuno hobbit ha mai sentito parlare di lui. Bombadil compare a Frodo e ai suoi compagni sotto un aspetto che ricorda molto quello di uno hobbit formato grande. Ama il cibo e le canzoni, le filastrocche senza senso, il bere e la compagnia. Qualsiasi hobbit che avesse visto una persona così racconterebbe storie su di lui. Qualsiasi hobbit che fosse stato salvato da Tom canterebbe canzoni su di lui e lo racconterebbe a tutti quanti. Eppure Merry – che conosce tutta la storia di Landaino e si è avventurato nella Vecchia Foresta molte volte – non ha mai sentito parlare di Tom Bombadil. Frodo e Sam – avidi lettori delle storie del vecchio Bilbo – non hanno idea dell’esistenza di un simile essere fino a quando non compare loro davanti. Tutti gli hobbit della Contea pensano alla Vecchia Foresta come a un luogo di orrori, non certo la dimora di un uomo grasso e gioviale e sorprendentemente generoso con il suo cibo. Se Bombadil ha davvero vissuto nella Vecchia Foresta tutto quel tempo – in una casa a meno di venti miglia da Landaino – allora è del tutto ragionevole che non sia mai apparso prima a nessun viaggiatore hobbit, e di certo non ne ha mai salvato uno dalla morte nei 1400 anni dalla colonizzazione della Contea. Cosa sappiamo di Tom Bombadil? Che non è quel che sembra. Elrond, il più grande sapiente della Terza Era, non ha mai sentito parlare di Tom Bombadil. È solo vagamente a conoscenza del fatto che un tempo c’era qualcuno chiamato Iarwain Ben-Adar (“il più anziano e senza padre”) che potrebbe essere la stessa persona. Eppure, la via maestra tra Valforra e i Grigi Approdi passa a meno di venti miglia dalla casa di Bombadil, che si trova al limitare della più antica foresta della Terra di Mezzo. C’è mai stato un Elfo che abbia viaggiato per la Vecchia Foresta o abbia incontrato Bombadil in tutte queste migliaia di anni? Apparentemente no. Gandalf sembra saperne di più, ma tiene le sue conoscenze per sé. Al Consiglio di Elrond, quando i presenti suggeriscono di mandare l’Anello a Bombadil, Gandalf se ne esce con un elenco sorprendentemente variegato di ragioni per cui questo non dovrebbe essere fatto. Fra tutte quelle che fornisce, non è chiaro se vi sia la ragione vera. Ora, nella sua conversazione con Frodo, Bombadil lascia intendere implicitamente (ma evita di affermare direttamente) di aver sentito della loro venuta dal Fattore Maggot e dagli elfi di Gildor (entrambi i quali Frodo ha da poco descritto). Ma anche questo non ha alcun senso. Maggot vive a ovest del Brandivino, è rimasto là quando Frodo è partito, e non ha mai nemmeno saputo che Frodo avrebbe lasciato la Contea. E se Elrond non sa nulla di Bombadil, come può quest’ultimo essere amico di Gildor? Cosa sappiamo di Tom Bombadil? Che non dice la verità. Una domanda: qual è il luogo più pericoloso della Terra di Mezzo? Il primo posto va alle Miniere di Moria, dimora del Balrog; ma qual è il secondo posto più pericoloso? La terra di Tom Bombadil. Al suo confronto, Mordor è un posto sicuro e ben tenuto, dove due hobbit male armati possono vagare per giorni senza incontrare nulla di più pericoloso di se stessi. Al contrario, la Vecchia Foresta e i Poggitumuli, tutti facenti parte della terra di Tom, sono colmi di pericoli che metterebbero in difficoltà chiunque nella Compagnia tranne forse Gandalf. Ora, è canonico in Tolkien che gli esseri magici dotati di grande potere proiettino la propria natura sulle loro dimore. Lórien sotto Galadriel era un luogo di pace e di luce; Moria dopo il risveglio del Balrog era un luogo di terrore che attirava creature maligne minori, e similmente, quando Sauron viveva a Boscuro, quel luogo era stato contaminato dal male ed era divenuto una dimora di mostri. E poi, c’è la terra di Tom Bombadil. Gli hobbit riescono a sentire l’odio in tutti gli alberi della Vecchia Foresta. Ogni albero in quel luogo è un malevolo Huorn che ha in odio l’umanità. Ogni singolo albero. E i tumuli degli antichi re che giacciono lì vicino sono profanati e abitati dagli Esseri dei Tumuli. Bombadil ha il potere di controllare o bandire tutte queste creature, ma non lo fa. Al contrario, offre loro rifugio contro gli uomini e gli altri poteri. Cose malvagie – e solo cose malvagie – prosperano nel suo dominio. “Tom Bombadil è il Signore”, dice Baccadoro; e i suoi sudditi sono Huorn ed Esseri dei Tumuli. Cosa sappiamo di Tom Bombadil? Che non è la figura benevola che finge di essere. Tom compare al Portatore dell’Anello sotto un aspetto amichevole e felice, per interrogarlo e metterlo alla prova e consegnare a lui e ai suoi compagni delle spade capaci di uccidere i servi di un altro potere malvagio. Ma le sue ragioni le tiene per sé. Riflettete: viene detto più di una volta che i salici sono gli alberi più potenti e malvagi della Foresta. Ciò nonostante, la filastrocca che Bombadil insegna agli hobbit perché possano usarla per evocarlo include il verso «tra il salice e il giunchillo». I salici sono parte del potere di Bombadil e un mezzo per invocarlo; essi traggono la loro forza dal Circonvolvolo, il fiume maledetto che è il centro di tutto il male presente nella Foresta. E le sorgenti del Circonvolvolo sono giusto accanto alla casa di Tom Bombadil. E poi c’è Baccadoro, «la figlia del fiume». È presentata come la sposa di Bombadil, un essere improbabilmente bello e regale che incanta e ammalia gli hobbit. Viene lasciato intendere implicitamente che sia uno spirito d’acqua, e siede pettinando i lunghi, biondi capelli alla maniera di una sirena (e vale la pena di ricordare che le sirene erano in origine viste come dei mostri, belle sopra la superficie dell’acqua e viscide e orrende al di sotto, dedite ad attirare i marinai affinché annegassero per poi divorarli). Io suggerisco invece che il nome significhi che nel suo stato naturale Baccadoro è nutrita dal Fiume – vale a dire il proverbialmente malvagio Circonvolvolo. Nel folklore e nelle leggende (come Tolkien ben sapeva) vi sono molte storie di creature in grado di assumere forma umana, ma la cui forma finale contiene sempre un indizio della loro vera natura. Cosa potrebbe essere dunque Baccadoro? È alta e snella – specificamente, una «bacchetta esil di salice» – e indossa un abito verde. Siede tra ciotole d’acqua di fiume ed è circondata dalla cortina dei suoi capelli dorati. Io suggerisco che sia un albero di salice mutato in forma umana, uno Huorn malevolo come il Vecchio Uomo Salice dal quale gli hobbit sono appena fuggiti; se non addirittura quello stesso albero. E allora, se tutto questo è vero, perché Bombadil salva e soccorre il Portatore dell’Anello e i suoi compagni? Perché essi possono causare la caduta di Sauron, l’attuale Oscuro Signore della Terra di Mezzo. Alla caduta di Sauron gli altri anelli verranno meno, i maghi e gli elfi lasceranno la Terra di Mezzo, e l’unico grande potere rimasto sarà Tom Bombadil. C’è un confine attorno alla terra di Bombadil che egli non può o non vuole oltrepassare; qualcosa che lo confina in uno spazio ristretto. In cambio, nessun mago o elfo entra nel suo territorio per vedere chi lo governa o per disturbare le creature malvagie che si radunano sotto la sua protezione. Quando gli hobbit ritornano alla Contea dopo il loro viaggio a Mordor, Gandalf li lascia nei pressi di Bree e si dirige vero la terra di Bombadil per conferire con lui. Non sappiamo cosa si dicono. Tuttavia, Gandalf è stato inviato nella Terra di Mezzo per opporsi a Sauron e ora deve ripartire. Non gli è stata affidata alcuna missione riguardo all’affrontare Tom Bombadil, e presto dovrà lasciare la Terra di Mezzo a Uomini e Hobbit privi di potere, mentre Bombadil rimane, aspettando di raggiungere i propri scopi. Penso che Tolkien abbia pianificato le cose in questo modo? Niente affatto. Tuttavia, la trovo una speculazione interessante. Per speculare ulteriormente e in modo più sfrenato: L’incantesimo che vincola Tom Bombadil alla sua terra angusta e maledetta è stato scagliato secoli prima dai Valar per proteggere Uomini ed Elfi. Può durare ancora alcuni decenni, forse alcune generazioni di hobbit, ma quando l’ultimo Elfo avrà lasciato gli Approdi e gli ultimi incantesimi degli anelli e dei maghi avranno perso efficacia, il vincolo cadrà. Allora Iarwain Ben-Adar, il Più anziano e Senza Padre, che era il signore dell’oscurità nella Terra di Mezzo prima di Sauron, prima che Morgoth vi mettesse piede, prima del primo sorgere del sole, riavrà la sua eredità. E allora, in una notte oscura, i vecchi alberi marceranno verso ovest nella Contea per nutrire il loro antico odio. E mentre gli alberi mormoreranno le loro maledizioni e gli Esseri dei Tumuli, neri e terribili, danzeranno farfugliando attorno a lui, Bombadil, vestito infine della sua vera forma, danzerà fra loro cantando i suoi versi incomprensibili. E lo farà sorridendo.7 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Pienamente d'accordo. Da amante della storia del gioco di ruolo mi sono letto molti libri, specialmente sulla TSR. Sono partito considerando Gygax un mito, un genio, ma man mano che leggevo, la figura che è emersa è quella di un egoista narcisista, con alcune buone idee sue e molte di altri di cui si è appropriato. Un designer incapace di mettere per iscritto in modo chiaro le sue idee, un rapace pronto a prendersi meriti che non gli competono. Quando dice di non aver preso ispirazione da Tolkien mente sapendo di mentire. Voleva che l'opera fosse interamente attribuita al suo genio e alla sua creatività, rifiutando di ammettere di aver "preso in prestito" quasi tutto da altri scrittori, solo che alcuni li ha citati nella famosa Appendice N, su altri ha preferito soprassedere. Per non citare il tentativo di oscurare il contributo ESSENZIALE di Arneson nella nascita e nella crescita di D&D. Del resto, buona parte del fallimento della TSR è proprio imputabile al buon Gary e alla sua "grandeur" quando si trasferì a Los Angeles e spese milioni e milioni di dollari per perseguire il suo sogno cinematografico, rivelatosi un vero e proprio buco nell'acqua. Questo esempio solo per far capire l'ego spropositato di questo signore. (Se qualcuno vuole saperne di più, sarò ben felice di scrivere un articolo con tutti i riferimenti del caso).6 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Più leggo di Gigax e più mi sembra che avesse una cattiva parola per tutto e tutti...6 punti
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Qualche chiarimento sulla "regola zero"
Si sente parlare spesso della famigerata “regola zero” nei GdR, in particolare per quelli simili a D&D. Ma di cosa si tratta, in realtà? Ci sono un po' di ambiguità che sarebbe bene sciogliere, per capirsi davvero. Articolo di Bille Boo del 10 marzo 2023 Avete mai sentito parlare della famigerata regola zero? Difficile masticare un po' di teoria (o anche solo di gergo) del GdR senza imbattersi in questo termine. Più difficile, invece, capirlo davvero, perché viene usato con molte accezioni diverse, in un mischione confuso che non aiuta la comprensione. Ecco il mio pensiero in materia. Da zero a quattroSotto il termine-ombrello "regola zero" vengono fatte ricadere (almeno) quattro cose diverse: Il fatto di poter usare home rule, cioè personalizzare il regolamento. Il fatto di poter fare ruling, cioè creare o modificare regole a gioco in corso (in genere come prerogativa del GM) in modo trasparente e consensuale. Il fatto che le regole servano solo a dare "suggerimenti" ai partecipanti (tutti) e non a vincolarli. Il fatto che il Game Master possa alterare o ignorare in modo unilaterale qualunque regola, anche di nascosto dal resto del tavolo. (Molti, per questo, usano l'espressione golden rule, regola d'oro, come veniva chiamata nel primo Vampiri.) Chi parla di regola zero spesso si riferisce solo a una o ad alcune di queste cose, ma non sempre è chiaro, quindi c'è un grosso rischio di fraintendimenti. Vediamole una per una. 1 - PersonalizzareL'accezione (1) non è nemmeno una regola: è semplicemente un fatto. Qualunque gioco può essere personalizzato. I giochi sono inventati da persone, e altre persone possono inventare altri giochi a partire da quelli, con piccole o grandi variazioni. Non vale solo per i GdR: anche per i giochi da tavolo, perfino per gli sport; quando giochiamo a calcetto in cortile e stabiliamo che l'astuccio e lo zaino delimitano la porta stiamo letteralmente aggiungendo una home rule. Non c'è neppure bisogno che sia scritto sul manuale: perfino se dicesse di non farlo sarebbe un'affermazione velleitaria. Chi ce lo impedisce? Arriva la polizia? Naturalmente ci sono sistemi di gioco più adatti a essere rimaneggiati (addirittura fatti apposta permetterlo) e altri meno adatti e per cui l'operazione è più difficile, ma nessuno è immune. 2 - RulingL'accezione (2) inizia già a essere una regola, o meglio, una procedura di gioco. Alcuni GdR la usano proprio come base: mettono in chiaro che il regolamento è pensato per coprire solo alcune situazioni e il ruling fa parte dei compiti principali del master. Nel movimento OSR (Old School Renaissance/Revival) questa cosa è considerata una virtù. In altri GdR, e in altri stili di gioco, si ricerca invece un regolamento stabilito sin dall'inizio per coprire ogni evenienza, e ci si attiene a quello. Non so se sia davvero possibile fare del tutto a meno del ruling, ma quantomeno ci si si sforza di minimizzarlo. 3 - Regole come spuntiL'accezione (3) è una sorta di regola (molto sui generis) ma soprattutto è una particolare visione del concetto stesso del gioco. Definisce il significato che hanno per noi tutte le altre regole. Esiste un modo di divertirsi, coi GdR, che si basa soprattutto sull'emozionarsi e intrattenersi a vicenda: a quel punto può essere apprezzato dare alle meccaniche di gioco solo la funzione di fornire spunti e suggerimenti, per lasciare alla parte, diciamo, "teatrale" ed emotiva la sua centralità. Per un altro modo di divertirsi è invece fondamentale che le regole siano una terza parte, "alla pari" con giocatori e GM, che va rispettata e deve aggiungere il suo pieno contributo al gioco; in tal caso una "regola zero" con questa accezione è deleteria. Sono entrambi modi di divertirsi leciti, e propendere più per l'uno o più per l'altro è soggettivo, ma di sicuro c'è una grande differenza. E no, non è questione di sistemi di gioco: qualunque manuale può essere usato nel primo o nel secondo modo (anche qui, a prescindere da cosa c'è scritto), dipende solo dai partecipanti. 4 - Il Master fa cosa gli pareL'accezione (4) è una regola a tutti gli effetti e dà ad un singolo partecipante (il GM) il diritto di ignorare tutti i limiti e i vincoli che invece valgono per gli altri. Alcuni GdR la introducono per sopperire alle loro stesse mancanze; è un modo per dire: "ammettiamo che il nostro sistema non è del tutto adatto a farci quello che vorremmo che ci faceste, quindi è meglio che uno di voi abbia il compito di correggere in corsa le storture". D&D, nelle sue ultime edizioni, è stato abbastanza ambiguo su questo punto (e non è bene), ma non si può negare che una parte importante della community seguisse in passato, e segua tuttora, un approccio del genere. Può essere fatto con le migliori intenzioni, e per qualche gruppo diverte e funziona. Altri GdR si pongono invece in aperta polemica con questa cosa, e addirittura strutturano le meccaniche in modo da renderla difficilissima (per esempio, facendo tirare i dadi solo ai giocatori, e limitando la facoltà del GM di nascondere informazioni). Comunque, anche in un GdR che formalmente ha scritto sul manuale questo tipo di "regola zero" è del tutto possibile non usarla, e ci sono molti gruppi che non la usano. Come la penso ioIo, come sapete, di regole casalinghe ne produco a vagonate, ci sguazzo dentro con piacere. Tendo a essere a favore del ruling, con la giusta moderazione. Sono invece decisamente contrario all'aggiramento delle regole in nome del “divertimento”, sia in modo collettivo, sia da parte del solo master in modo nascosto. In sintesi: ben vengano le accezioni (1) e (2), lungi da me le accezioni (3) e (4). Soprattutto penso che, quando si discute di regola zero, sia essenziale una distinzione chiara tra un'accezione e l'altra, restando sul pratico, evitando espressioni troppo vaghe e generiche. Per esempio, quando qualcuno (una persona o un manuale) dice che “le regole sono linee guida”, che cosa intende? Che il regolamento è intenzionalmente strutturato con molti "spazi bianchi" che verranno riempiti in corsa tramite ruling? Per i miei gusti sarebbe accettabile. Che il regolamento ha solo la funzione di darci suggerimenti ma ci riserviamo noi l'ultima parola su cosa succederà di volta in volta? Per i miei gusti scapperei a gambe levate. C'è molta differenza. Un'altra cosa imprecisa che si sente dire spesso è che "D&D si basa sulla regola zero" o "non può esistere senza regola zero". Di quale stiamo parlando? L'accezione (1) è sottintesa per qualunque gioco, anche diversissimo da D&D. L'accezione (2) era in effetti indispensabile ai tavoli di D&D di una volta, e lo è ancora per chi segue certi stili di gioco. Mentre non è affatto vero che lo sia l'accezione (3) o la (4): D&D funziona benissimo anche senza, anzi, secondo me funziona meglio. Continuare a usare un unico termine-ombrello, “regola zero”, per tutte queste cose, alimenta la falsa credenza che siano strettamente connesse tra loro, o addirittura siano in qualche modo diverse sfumature o gradazioni dello stesso fenomeno. Non è così: sono cose del tutto indipendenti che non c'entrano nulla l'una con l'altra. E continuare a definire D&D "un gioco con regola zero" è una grossolana imprecisione. Link all'articolo originale https://dietroschermo.wordpress.com/2023/03/10/pillola-ieri-era-zero/ Visualizza articolo completo5 punti
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L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D
Grazie per il commento costruttivo, apprezzo molto il tono non polemico. Hai ragione su diversi punti, quindi lascia che chiarisca la mia posizione: Sul tono ironico: È il mio stile di scrittura, e credo sia uno dei motivi per cui @aza mi ha chiesto di scrivere su questi temi. Capisco che non piaccia a tutti, e va benissimo così. L'ironia non significa che penso che "tutto" sia sbagliato, è più un modo per metabolizzare decisioni aziendali che trovo discutibili senza diventare semplicemente polemico o noioso. Sull'IA come strumento: Assolutamente d'accordo. Non sono contro l'IA in sé, la uso anch'io. Il problema non è che Hasbro la usi per abbattere i costi, è come gestiscono questa transizione. Se riduci dell'80% i tempi di prototipazione e "liberi 1 milione di ore di lavoro a basso valore", mi aspetto: Trasparenza: dimmelo chiaramente, non nasconderlo Condivisione dei risparmi: i prezzi dovrebbero calare, non restare uguali (o aumentare) mentre i margini di profitto esplodono Se risparmiano milioni ma io pago uguale, il beneficio è solo per gli azionisti, non per chi sostiene il prodotto. Sul digitale e le licenze: Qui siamo totalmente allineati. Il digital-first è inevitabile e comprensibile, ma la differenza tra "comprare un PDF" e "affittare l'accesso a contenuti su piattaforma proprietaria" è enorme. Quest'ultimo modello ti rende dipendente da loro a vita, e se domani chiudono i server o cambiano i termini... buona fortuna. Sul valorizzare i marchi: Certo, è legittimo. Ma, e questo è il punto cruciale, D&D è popolare oggi perché è un gioco da tavolo che ha costruito una comunità solida nel corso di decenni. Se trasformi il core business in un'appendice "da collezionisti" mentre spingi tutto sul digitale/IA/merchandising, rischi di alienare proprio quella comunità che ha reso il brand appetibile per film, serie TV e giocattoli. Senza giocatori appassionati al tavolo, quanto durerà l'hype? Guarda cosa è successo ad altri franchise che hanno messo il merchandising prima del prodotto core. In sintesi: sono d'accordo che sfruttare nuove opportunità è normale. La mia critica è a come Hasbro lo sta facendo, con poca trasparenza, comunicazione agli investitori nebulosa (come giustamente noti anche tu), e una strategia che sembra dare per scontato che il gioco da tavolo resterà popolare anche se lo tratti come un prodotto secondario.5 punti
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L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D
Allora io credo che, come in ogni altro aspetto di questi tempi, rinunciare all'adozione dell'IA sia una scelta perdente, che fa perdere competitività e anche quote di mercato. Detto ciò, come ripeto sempre nelle conferenze e seminari, va saputa usare. In D&D secondo me l'IA ha grosse possibilità di utilizzo, ma non come e dove l'hanno usata finora. Ritengo molto realistico che buona parte dei giocatori (DM) che giocano usino l'IA per essere supportati nella preparazione, lo faccio pure io. Questo non significa però appaltare all'IA la storia o le immagini, e sicuramente NON la parte creativa, perchè l'IA non crea ma mima. Però, ad esempio, in una mia sessione i PG hanno trovato dei libri utili, ed è stata una vera svolta per i giocatori vedersi dare tre libricini (una decina di pagine l'uno, A5) in cui c'erano le informazioni che cercavano (che che hanno Comunque dovuto estrapolare tra tante cose). Senza l'IA non avrei potuto prepararli in un paio d'ore, delle quali 5 minuti sono serviti per dare l'input e produrre i libri e 1 ora e 55 per modificarli, correggerli e renderli come li volevo e come servivano alla storia. Ma l'ho potuto fare grazie all'IA. Quindi non credo che andare verso le nuove tecnologie sia sbagliato, ma credo lo sia come lo stanno facendo. E la storia dei VTT ne è un esempio. Ai tempi della pandemia sembrava che non si dovesse più tornare a giocare senza VTT. Qualcuno del gruppo lo disse anche, continuiamo, e io risposi, no, D&D è prima di tutto stare intorno ad un tavolo. I VTT sono utili in casi particolari, come con il gruppo che masterizzo ora in cui un giocatore è a Cardiff, uno a Berlino, uno a Innsbruck e solo due in Italia. Ma per il resto io voglio le schede cartacee, vedersi, stare insieme al tavolo, e se servono miniature e tabellone. Questo Comunque a fianco della tecnologia, non uso più manuali al tavolo da anni, il tablet mi fornisce modi migliori per tenere conto dell'iniziativa, dei danni, dei mostri e PNG e ho anche un'app per la musica di ambientazione/sottofondo. Quindi secondo me hanno totalmente toppato la direzione, nonostante l'idea di base non fosse errata. Questa roba presentata come una svolta non lo è, la digitalizzazione totale è un errore, non puntare su manuali cartacei ancora di più, sebbene questi potrebbero essere affiancati alla versione cartacea, sono ANNI che chiediamo i PDF con i manuali, esattamente come fa ad esempio NEED games. Invece no, D&D Beyond. Ma gitaffanculo. Sui numeri, sono molto curioso e non vedo l'ora che @firwood ci possa dare ulteriori delucidazioni.5 punti
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L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
La prospettiva è leggermente diversa: come al solito, Gygax strumentalizzava le dichiarazioni che rilasciava per sminuire il lavoro altrui ed esaltare il suo "genio". Uno scrittore o un'opera può piacere o non piacere, ma quando se ne esce citando direttamente "balrog, ent, warg, hobbit" è difficile credere che quest'opera non abbia avuto un influenza profonda. L'astio di Gygax verso Tolkien ha ragioni molto meno "ideologiche o stilistiche" e ben più materiali: la causa intentata dalla Tolkien Estate che ha costretto la TSR ha rimuovere i nomi delle creature. Gygax sosteneva di essere lui l'inventore delle "piccole creature con i piedi pelosi chiamate hobbit", peccato che Tolkien avesse scritto lo Hobbit nel 1937, mentre Gygax nacque nel 1938... E' solo un banale esempio di alcune delle numerose affermazioni azzardate fatte dal buon Gary. Nessuno può togliere a Gygax il merito di aver creduto in un gioco all'epoca sconosciuto, di averlo in un certo modo codificato e diffuso. Ma i sui meriti sono decisamente inferiori a quelli che il mito gli riconosce.5 punti
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L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D
Cocks fà sembrare Burke (il corporativo che accompagna Ripley e i marines in "Aliens - Scontro Finale") un dilettante! 😰 L'unica reazione adatta che mi viene in mente è quella del protagonista del film "The Core", dopo che ha spiegato ai generali cosa stà per succedere alla Terra, dando fuoco ad una mela: "Ora se volete potete andare a vomitare... io l'ho già fatto!" 🤮4 punti
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L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D
Il fatto che Cock sia una esimia testa di suo omonimo è fuori discussione. Quando parla, dalla sua bocca esce solo aria fetida. Non ho ancora avuto tempo di guardare a fondo il prospetto, ma c'è già qualcosa che non torna: tutti indici in attivo, e poi nel riepilogo finale, c'è una perdita netta di 318.2 compensata da un non meglio precisata voce "cambio negli asset operativi...". A marzo, poi, ci sarà il processo per aver alterato i numeri, in particolare circa le vendite di Maigc... Staremo a vedere. In ogni caso, di D&D, come al solito, non c'è traccia. E' accorpato ad altre voci, ci sono crescite del 60% di qua, del 40% di la, eppure non vi è menzione specifica. Questo tizio, secondo me, usa D&D come un videogame anziché come un gioco di ruolo da tavolo. Sminuisce il lavoro di professionisti (o presunti tali) definendolo "lavoro di basso valore", incensa l'AI e, almeno per quanto riguarda D&D, non sono ancora stati capaci di integrarla in modo produttivo. Tutto questo discorso ha la sua origine dalle intenzioni di avere un DM completamente digitale che possa gestire le partite, così da poter permettere ai giocatori, specialmente quelli occasionali, di collegarsi all'app (che ancora non esiste, dato che Sigil è stato cassato) e permettere loro di buttarsi a capofitto nell'avventura. In teoria non sarebbe male, in pratica le prove fatte sono state, nel migliore dei casi, insoddisfacenti. In ogni caso, a fare la parte del leone sono sempre Magic e Monopoly go. D&D è solo una voce persa tra i vari meandri finanziari. Purtroppo, aggiungo io.4 punti
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Qualche chiarimento sulla "regola zero"
A distanza di quasi 2 anni da quando lessi questo articolo la prima volta, continuo a trovarlo la migliore spiegazione di cosa sia la fantomatica "regola zero". Complimenti per la chiarezza e la sintesi con cui sei riuscito a spiegare questo concetto nebuloso e a dividerlo nelle procedure e/o visioni del gioco che sottindende!4 punti
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Nuova procedura di approvazione delle registrazioni
sensato , e tutto di guadagnato . ( allega foto di nudo ) .4 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Vero, ma il punto non è questo: Gigax dice, e lo ribadisce in diversi articoli e interviste, che NON HA PRESO ISPIRAZIONE da Tolkien. Il fatto che D&D non sia un gioco dalle atmosfere tolkeniane è una cosa, ed è assodato. Ma mente spudoratamente quando dice di non aver preso ispirazione, se non di sfuggita, dalle opere del Professore. Questo è il succo. Che poi un'opera piaccia o meno, va a gusti e sono diversi da individuo a individuo. Se leggi le interviste di Gygax, il suo rifiuto di ammettere di essersi ispirato a tolkien si va via via acuendo dopo la causa con la Tolkien Estate, fino ad arrivare al punto di rigettare completamente la cosa. Che Gygax non amasse particolarmente il signore degli anelli è noto. Che non abbia preso le opere di Tolkien come fonte per diversi aspetti (creature, cultura dei nani, ecc.) è un altro paio di maniche. Il buon Gary era un bugiardo della peggiore specie, come si potrà leggere in uno dei prossimi articoli che - spero - saranno messi online a breve (sto finendo la traduzione e dovrei caricarlo nelle bozze domani o lunedì). Ritira subito quello che hai detto, blasfemo!!!! Questa serie non esiste, non è mai esistita e mai esisterà. E' solo il frutto di un delirio collettivo dovuto all'ingestione di funghi allucinogeni pesantemente avariati!!!!!! Sacrilego 🤣 Ho riportato l'articolo cosi com'è, senza pensare a cercare i nomi corretti (quelli della traduzione originale Alliata/Principe, la traduzione di Fatica mi provoca un effetto estremamente lassativo). Ho sempre trovato questa speculazione molto molto intrigante.4 punti
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L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D
Non sai quante volte ho inviato delle mail per chiedere una distinta, senza mai ricevere nemmeno una riga. Del resto, questo è funzionale alla manipolazione dei bilanci da dare in pasto agli azionisti. Tra l'altro, mi deve arrivare anche la comunicazione relativa al Q4 del 2025 con l'esatto ammontare del valore delle azioni, e poi la mia storia di minuscolo azionista di Hasbro sarà giunta al capolinea. E' difficile non essere ironici se metti insieme le minchiate sparate da questo individuo. O così o lo insulti senza freni. Riguardo l'utilizzo dell'IA ben venga, a patto che sia integrata in modo corretto. Esempio banalissimo: in un VTT (e non quella cosa monca che è attualmente Beyond), l'integrazione dell'IA per generare mappe, immagini di creature e png sarebbe davvero fantastica, così come dare in pasto all'intelligenza artificiale dei manuali come quelli della Raging Swan per generare in un attimo il contenuto delle stanze. Tutta la parte creativa, tuttavia, dovrebbe essere lasciata alla componente umana: Quindi, IA ottima come ausilio, ma non come perno dell'esperienza ruolistica (tra l'altro, a me piace disegnare le mappe a manina, quindi la utilizzerei esclusivamente per delle improvvisazioni). Detto ciò, se si gioca attorno ad un tavolo, con supporti analogici, l'uso dell'IA è davvero minimale. Ha senso in un VTT o in sede di allestimento dell'avventura come aiuto al master. L'idea della WoTC è di tutt'altro livello, dove l'IA dovrebbe, de facto, gestire in modo del tutto autonomo delle intere partite, dall'inizio alla fine. Appena avrò il report in mano, condividerò le informazioni! Hai centrato uno dei punti dolenti circa l'adozione dell'IA: per l'utente finale i costi sono gli stessi o addirittura aumentano, perché chi ha investito miliardi nell'IA vuole avere un ritorno, e di conseguenza l'affitto di tali tecnologie costa non poco alle aziende, che a loro volta tagliano personale umano per assorbire tali costi e mantenere altissimi i profitti degli azionisti (che sono sempre più ingordi). Al momento è un circolo vizioso che non promette nulla di buono per nessuno. Per quanto riguarda il digitale, è uno sviluppo naturale (anche se personalmente la considero una triste deriva). Quindi nulla da eccepire riguardo a queste scelte. Ma non puoi farmi pagare il manuale del giocatore la stessa cifra del cartaceo, dato che non hai i costi tipografici, distribuzione, magazzino, spedizione, ecc.. Inoltre, la qualità dei prodotti digitali "sputati" fuori dalla WoTC va dall'infimo allo scarso (con pesante uso dell'IA a giudicare dai testi partoriti). Mi auguro che il passaggio al digitale, abbinato all'IA, non sia sinonimo di qualità bassissima del prodotto finito. Perfettamente d'accordo. Ormai, con le licenze concesse per slot machines, pupazzi, cestini per merende, e altro (a quando i sex toys marchiati D&D? già esiste un brand che si chiama Dildo & Dragons....) si è snaturato il marchio, alienando buona parte della clientela storica.3 punti
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L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D
@Mortegro ti ringrazio molto per l'articolo ben informato. Tutto quello che segue è "secondo me" e senza alcuna intenzione polemica. L'unica cosa che mi stona è il tono eccessivamente ironico, nel senso che sembra che tutto, ripeto tutto, sia sbagliato e da criticare. La cosidetta "intelligenza artificiale" è uno strumento. Come tutti gli strumenti ha problemi e vantaggi. Non ci trovo nulla di così scandaloso nel fatto che un'azienda usi un nuovo strumento per abbattere i costi. Non trovo inoltre nulla di scandaloso nel fatto che un'azienda, se ne ha la possibilità, cerchi di valorizzare i sui marchi, anche con licenze. Con D&D ci aveva già provato Gygax tanto tanto tempo fa; e poi quasi tutti quelli venuti dopo di lui. Il fatto che spingano sul digitale è totalmente comprensibile; credo che oggi molti giocatori usino di più i pdf del manuale fisico. Il punto, e qui concordo con te, è come usano queste opportunità (ia, digitale, pi), non il fatto che sfruttino queste opportunità, cosa che a me sembra scontata. Ad esempio: per quanto riguarda i prodotti digitali come acquirente vorrei comprare un pdf (ossia una cosa "mia") e non l'accesso a un manuale sfogliabile solo sul loro sito/applicazione, che è più una licenza di consultazione che un acquisto vero e proprio. Trovo sconcertante come hasbro gestisca la comunicazione agli investitori: non c'è praticamente un numero disaggregato che sia uno (e anche quelli aggregati presentati in modo non chiarissimo, ad essere buoni) che ti permetta di capire come stanno andando veramente le cose (e questo induce a non pensare bene e, nel mio piccolo, non mi invoglia a investire in azioni hasbro). Grazie ancora per l'articolo pieno di informazioni. .-toni3 punti
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L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D
E mo so' Cocks!3 punti
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Tempo immutabile.. o è tutta colpa della magggggia?
Credo tanto. Poi dipende dalla diffusione della magia, e da quello che puoi fare. Il progresso tecnologico è un derivato dei bisogni umani, a volte cercato altre no. Se puoi accedere alla magia, perché sbatterti per cercare un modo di drenare l'acqua dalle miniere con una macchina? Perché creare la navetta volante per aumentare la produzione? Perché inventare le armi da fuoco, e un'architettura difensiva che ti difenda dalle tali armi? Perché la bussola, nuovi metalli e così via?3 punti
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Gli eroi senza tempo
3 puntiIl trucco di kai distrae e disorienta il bandito che tiene Eri in ostaggio così chè non si accorge di Mako che "appare" alle sue spalle, nè del coltello alla gola, nè dell'intimidazione... Mako porta a termine il conto alla rovescia e recide la carotide del bandito che collassa a terra zampillando sangue (critico confermato) Poco più in là Sam affonda la propria lama nel ventre del suo avversario ponendo fine anche alla sua vita (8 danni). Anche Sam crolla a terra esausta e sporca di sangue. L'ultimo bandito rimasto decide saggiamente di scappare lanciandosi nella vegetazione. Eri, libera e sporca del sangue del bandito si precipita ad abbracciare Eleanor. È finita! Grazie! Il tuo lampo è stato fighissimo! Coraggio, ora è tutto passato e nessuno di noi è ferito. Vedi che ce la possiamo fare? tutti3 punti
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One-Shot per addio al celibato
3 puntiAssolutamente la prima. E ogni volta che un giocatore prende il bersaglio, sconfigge il nemico o altro vi fate uno shottino3 punti
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I Punti ferita Attraverso le Edizioni di D&D - Parte 3
Nei miei gruppi di gioco credo che nessuno ha mai usato la bacchetta di cura ferite. Bastavano i chierici anche se questo li rendeva ai primi livelli fondamentalmente dei medikit e basta. E dire che c'erano anche begli ottimizzatori eppure in più di dieci anni di 3e nelle varie verisoni PF incluso non è mai stato usato. In 5e si. Che serve nettamente più. Circa l'acquisto degli oggetti magici nei miei tavoli era inesistente se non per gli oggetti di basso livello e basso costo, altrimenti l'intera economia del luogo. Insomma mal disegnata sia dal punto di vista dell'economia e coerenza dell'ambientazione che del ruolo. Lo era. Insieme al chierico eh, alcune build anzi avevano il chierico anche più forte del mago, ma di base il mago era top tier. Totalmente d'accordo. Ma dopotutto questo vale per molte cose...3 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Tolkien ha sicuramente avuto una forte influenza sulla storia di D&D, in particolare sulle prime edizioni del gioco. Articolo di James Maliszewski del 16 Dicembre 2025 Ho pensato seriamente di non scrivere un post su questo articolo del numero 95 di Dragon (marzo 1985), perché so che potrebbe suscitare forti reazioni, il che è comprensibile. Allo stesso tempo, il principio guida alla base della mia decisione di riprendere la serie Articles of Dragon è stato quello di concentrarmi su articoli che mi hanno colpito particolarmente quando li ho letti per la prima volta, e questo – “L'influenza di J.R.R. Tolkien sui giochi D&D e AD&D” – mi ha sicuramente colpito. Naturalmente, se siete lettori di lunga data di questo blog, non dovrebbe sorprendervi. La questione dell'influenza di Tolkien sulla creazione e sul successivo sviluppo di Dungeons & Dragons è un argomento su cui Gary Gygax tornava regolarmente. Fin dal momento in cui il gioco è apparso, Gygax ha negato che i racconti di Tolkien sulla Terra di Mezzo, in particolare Il Signore degli Anelli, occupassero un posto d'onore tra le molte opere fantasy che lo hanno ispirato. Non ha mai negato di aver letto e apprezzato Lo Hobbit, né di aver preso in prestito alcuni mostri e creature, come gli orchi e gli halfling, da Tolkien. Quello che sembra aver rifiutato è l'idea che questo prestito significasse che D&D fosse ispirato principalmente da Tolkien, piuttosto che essere un miscuglio di molte influenze diverse. Dico “sembra” perché non so davvero perché questa particolare domanda infastidisse così tanto Gygax. Il fatto che abbia continuato a scrivere articoli come questo per più di un decennio dopo la prima apparizione del gioco suggerisce che in qualche modo era importante per lui. Suppongo che la spiegazione più semplice sia l'ego: semplicemente non poteva tollerare l'idea che qualcuno potesse pensare che il successo di D&D fosse dovuto, in tutto o in parte, alla popolarità dell'opera di Tolkien piuttosto che alla sua immaginazione e ingegnosità. Ma era davvero così? Onestamente, non lo so e non sono sicuro che qualcun altro lo sappia. “L'influenza di J.R.R. Tolkien sui giochi D&D e AD&D” è un articolo strano. Per prima cosa, Gygax lo inizia ammettendo, nel primo paragrafo, che “la popolarità delle opere fantasy del professor Tolkien mi ha incoraggiato a sviluppare le mie”. Questo è innegabile, dato che il Fantasy Supplement di Chainmail fa riferimento diretto a J.R.R. Tolkien e include non solo hobbit, ma anche orchi, balrog e ent nel suo bestiario (tutti presenti in OD&D, almeno nelle prime edizioni). Gygax continua dicendo che “ci sono frammenti delle sue opere che si riflettono vagamente nelle mie”, prima di affermare che “credo che la sua influenza, nel complesso, sia minima” [il corsivo è mio]. Gygax ricorda poi i tantissimi libri fantasy e autori che ha letto, a partire dall'infanzia. Indica in particolare l'unico romanzo di Conan scritto da Robert E. Howard, Conan il conquistatore (più precisamente L'ora del drago), come il suo primo approccio alla letteratura sword-and-sorcery. Continua poi citando L. Sprague de Camp e Fletcher Pratt, Fritz Leiber, Poul Anderson, Abraham Merritt e H.P. Lovecraft come figure importanti per lo sviluppo del suo senso del fantasy. Nessuno di questi nomi dovrebbe sorprendere, dato che li menziona tutti nell'Appendice N della AD&D Dungeon Masters Guide. (Mi interessa di più sapere perché Jack Vance non viene menzionato affatto, nonostante Gygax lo elogi regolarmente insieme alle sue opere e al suo ruolo nell'ispirare il sistema magico di D&D). Detto questo, Gygax dice di aver “apprezzato moltissimo Lo Hobbit”, ma di aver trovato Il Signore degli Anelli una “noiosa allegoria della lotta della piccola gente comune inglese contro la minaccia del male nazista di Hitler”. Tolkien, ovviamente, si opporrebbe con forza a questa descrizione de Il Signore degli Anelli, ma dobbiamo prendere Gygax in parola. Dice di aver trovato l'azione del romanzo lenta, la sua magia poco impressionante e la sua risoluzione deludente. Inoltre, Tolkien abbandona il suo personaggio preferito, Tom Bombadil, subito dopo averlo introdotto, il che ha contribuito alla lentezza con cui ha finito di leggerlo (tre settimane). Gygax continua poi, in modo poco convincente a mio avviso, dicendo che molti degli elementi comuni della Terra di Mezzo e di Dungeons & Dragons hanno origini comuni, come la mitologia norrena per i nani, e che quindi nessuno dovrebbe pensare che il gioco da lui creato debba molto a Tolkien. In tutta onestà, ammette ancora una volta che ci sono state alcune cose che ha preso in prestito con l'intenzione di “sfruttare la ‘mania’ allora in voga per la letteratura di Tolkien”. Lo ha fatto in modo ‘superficiale’, credendo che, una volta attirati questi fan di Tolkien verso D&D, si sarebbero presto resi conto che c'era solo “una minima traccia del lavoro del Professore” al suo interno. Come ho detto, non so davvero cosa pensare di tutto questo. Da un lato, sono generalmente d'accordo con Gygax sul fatto che le somiglianze di D&D con le creazioni di Tolkien siano al massimo superficiali e probabilmente incluse solo allo scopo di attirare gli appassionati della Terra di Mezzo al gioco. Dall'altro lato, il fatto che Gygax continuasse a ribadire questo concetto mi fa chiedere se credesse davvero a ciò che diceva. Inoltre, Gygax non ha mai esitato ad ammettere il debito che aveva nei confronti di REH, Vance o Leiber, quindi perché l'accusa di aver preso in prestito da Tolkien lo infastidiva così tanto? Francamente, mi lascia perplesso. Link all'articolo originale The Articles of Dragon: "The Influence of J.R.R. Tolkien on the D&D and AD&D Games" Link agli altri articoli di questa serie Grognardia #1: Il Naturalismo Gygaxiano Grognardia #2: Morte per Sventura Grognardia #3: In Difesa dei Murderhobo Visualizza articolo completo3 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Concordo con @Percio sul fatto che il fantasy di D&D non è, o è molto lontano, dal fantasy di Tolkien... soprattutto agli albori, D&D serviva per replicare le storie di Tarzan, John Carter di Marte, Conan... storie pulp, più che epiche, come si evince anche dai primi "atlanti" relativi ai Forgotten Realms (quì gli articoli usciti: nascita, edizioni, 1/2/3/4/5/6/7)... Detto questo, ribadisco la mia opinione, condivisa anche da @firwood, che Gygax abbia copiato a man bassa da Tolkien (oltre che da innumerevoli altri autori, alcuni dei quali tende a non menzionare), quindi non può dire che D&D non è ispirato lameno parzialmente dalle opere del professore. Ritira subito quello che hai detto, blasfemo!!!! Questa serie non esiste, non è mai esistita e mai esisterà. E' solo il frutto di un delirio collettivo dovuto all'ingestione di funghi allucinogeni pesantemente avariati!!!!!! Sacrilego 🤣 Concordo! Non esiste la serie tv "Gli Anelli del Potere", nè quella della "Fondazione", nè quella de "Le Cronache di Shannara"! Esistono solo i libri... Mi riferivo alla sopravvalutazione di Tolkien. :) Mah... probabilmente hai ragione a dire che sono stato un pò eccessivo a dire che è sopravvalutato, ma sinceramente io i suoi scritti non riesco a farmeli piacere! O, meglio... la storia è interessante, su questo non ci piove... è lo stile che me la rende indigesta come una bistecca cruda di troll... 🤢3 punti
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Cinque momenti in cui la storia ci fa dimenticare le regole
Essere fan dei giocatori non significa necessariamente piegare le regole in loro favore. E applicare le regole in maniera rigida, ma imparziale, non significa "tifare per la morte dei PG" (cosa che quasi nessuno fa, che io sappia; quindi non tifare per la morte dei PG mi sembra normale, tutt'altro che "in controtendenza"). La scena sarebbe stata bella, e piena di suspense emotiva, anche se il tiro avesse avuto svantaggio, e anche in quel caso niente avrebbe impedito a tutti di "tifare" per la riuscita del salto. Ora, per carità, non mi voglio mettere a fare disquisizioni morali: l'articolo è chiaramente orientato al lato emotivo e alla passione, e mi sembra giusto prenderlo con spirito positivo e caritatevole. In effetti, la cosa migliore da fare sarebbe proprio separare il piano emozionale da quello delle regole, perché non sono in contrasto (anche se a volte erroneamente lo si pensa). Si può fare una discussione tecnica su se sia giusto che un certo tiro abbia svantaggio o no, e in quel caso la mia esortazione sarebbe di dimenticarsi tutte le questioni emotive, di suspence, di "bellezza della scena" e affini, cercando invece di capire, con obiettività, che cosa lo svantaggio aggiunge e che cosa toglie al gioco in quella situazione. Oppure si può parlare di cosa emotivamente ci soddisfa, e allora è del tutto soggettivo e insindacabile: se qualcuno trae gratificazione emotiva dal dare, o avere, dei vantaggi in certi tiri in certe situazioni, o addirittura a non tirare affatto e avere successo perché è più "fico" così... beh, si può solo apprezzare che condivida il racconto del suo stato d'animo, e stop; contento lui, contenti tutti.3 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Sono un amante e "studioso" di Tolkien, ma non posso che concordare sulla tua affermazione!3 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
NON APRIAMO FLAME! ahahhahaha3 punti
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Q&A: Domande e Risposte - D&D 5E 2024
Apro questo nuovo topic di Q&A separato e distinto per l'edizione 2024 di D&D 5E.3 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
io ci vedo un contrasto interessante . Gygax voleva sviluppare qualcosa di suo , cercando di evitare certi gemellaggi , ma alcuni erano inevitabili .3 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Devo ammettere che, da questo punto di vista, capisco benissimo l'atteggiamento di Gygax... come ho detto in più occasioni, il "Silmarillion" è l'unico libro che ho avuto difficoltà a leggere (prima di riuscirlo a finire l'ho preso e lasciato un sacco di volte, per quanto l'ho trovato pesante e noioso, nonostante da ragazzino avessi letto la Bibbia da cima a fondo più di una volta!), anche il "Signore degli Anelli" mi è sembrato pesante (preferisco i film di Jackson, e ancora di più il cartone di Bakshy), e persino lo "Hobbit" non mi ha intrigato più di tanto... la mia opinione è che l'opera di Tolkien sia enormemente sopravvalutata! Se Gygax la pensava più o meno allo stesso modo, quindi, non mi sorprende che si potesse adombrare, all'idea che la gente potesse ritenere che il successo di D&D dipendesse molto (o soprattutto) da quello delle opere di Tolkien. C'è da dire che, da questo punto di vista, molta della colpa era dello stesso Gygax, che avrebbe potuto evitare di scopiazzare spudoratamente alcune delle "trovate più esclusive" del professore: gli Hobbit e gli Ent (prima di essere rinominati Halfling e Treant, per evitare problemi di copyright), che a differenza di elfi, nani, draghi, vampiri, eccetera, non esistono in nessuna mitologia classica.3 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Io Tom Bombadil e le sue canzonette li defenestrerei... senza Gygax il mondo sarebbe stato più triste e un po' di sana invidia competitiva si può perdonare a chiunque 😆, per come la vedo io.3 punti
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Creazione PG e prima avventura
2 puntiDai tiro io e va Elyndra a prendere lo zaino, è la piu veloce ;)2 punti
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Tempo immutabile.. o è tutta colpa della magggggia?
Riflessione che faccio da tempo, ma prima parto da alcuni esempi: realtà, animazione, letteratura e gioco. Se vado in una pinacoteca e guardo un quadro (non religioso) rinascimentale vedo abbigliamento, cucina, edifici, e altri dettagli ben diversi da ciò che mi circondano e non è necessario leggere sulla targhetta l'anno in cui è stato fatto per capire che rappresenta il passato nell'anime Frieren lei è un elfa di 1000 anni. nella serie vi sono diversi flashback ambientati dai 500 ai 700 anni prima. Ma ogni cosa è identica al tempo presente del racconto: abbigliamento, armi, architetture. Capiamo che è 500 anni prima solo perché ce lo dice espressamente. Nel Signore degli Anelli il tempo che separa la sconfitta di Sauron dalla compagnia dell'anello è di quasi 2000 anni. Tuttavia in tutto quel lasso di tempo non è cambiato nulla: con archi, spade e scudi combattevano e con archi spade e scudi combattono, lo stile di abbigliamento, di vita e quant'altro è rimasto immobile (da "noi" in 2000 anni si è passati dalle legioni romane alle stazioni orbitali) Spesso nelle avventure di D&D e simili l'incipt è secoli/1000 anni prima il [lord malvagio a scelta] è stato sconfitto e imprigionato e ora sta tornando, ma anche qui fra quando il cattivo è stato sconfitto all'arrivo degli eroi nulla è cambiato, solo l'elfa sul calendario Play elf nella bottega del fabbro. ora capisco perfettamente che spesso quel lasso di tempo è messo "a caso" solo per dare una patina di epicità, antichità alla storia, che nessuno si mette a sbattersi (anche se per letteratura ed altri media dovrebbe) per immaginarsi un'effettiva influenza del tempo in ogni aspetto della vita (e no il "è fantasy" non lo accetto come motivazione, perché almeno la moda o l'architettura potrebbero anche variare), e so anche di essere io anche fin troppo pignolo e puntiglioso su alcune cose. Tuttavia almeno per quanto riguardo l'assenza di progresso tecnologico ho provato a dare una giustificazione tramite una domanda: Quanto la presenza di magia può bloccare il progresso tecnologico?2 punti
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Elmore Sono passate poco più di due settimane ormai da quando il sindaco halfling Doug Dougle è tornato barcollante dal bosco del Piviere, durante la sua escursione quotidiana nei boschi, con una grossa ferita da morso al braccio e numerosi graffi sul corpo. L'atmosfera nel paese, da allora, è cambiata. Mentre da sempre tutti erano gioiosi e tranquilli di vivere nel villaggio di Elmore, ora in tutti gli abitanti aleggia il timore di un attacco di mostri dal bosco, anche se cercano di non pensarci e riderci su. Finora, a parte il sindaco, pochi hanno subito fortunatamente ferite, tra cui un bambino, Vik. Per questo la gente si è convinta e in una riunione, si è deliberato: Riaccendiamo l'antico incantesimo del Piviere! Chi è in grado di impugnare una spada, scenda nelle caverne e salvi il villaggio! ...Anche perché il cibo comincia a scarseggiare nel villaggio, non tutti sono abili a combattere e, diciamocelo, non tutti se la sentono! Inoltre...La vostra dieta tenderà a cambiare, probabilmente! È in questo contesto che Carat, l'alchimista locale, vi ha approcciato. Preoccupato per la sicurezza del villaggio ha fatto un appello nella stessa assemblea a cui voi vi siete sentiti in dovere di rispondere. "Addentratevi nelle Caverne, ho un idea per proteggere almeno temporaneamente il villaggio! Se mi porterete il veleno dello scorpione fantasma, potrò farne una tintura, una pasta che possa tenere le creature pericolose lontane dai confini." Vi siete bardati con tutto l'armamentario reperibile o possibile del villaggio, compresi anche mattarelli e cucchiarelle. In meno di due giorni si sono creati tre gruppi distinti decisi a partire, tra cui il vostro. Prima di uscire dal villaggio, Carat ha voluto dare altre informazioni e spiegazioni, tutte le conoscenze a sua disposizione. Vi dice: La caverna è divisa in livelli, chiamati strati. Voi dovrete andare alle Secche, il primo strato. Gli scorpioni fantasma tendono a costruire i loro nidi appiattendo le erbe alte della Sovraccrescita in strani disegni circolari. Sovraccrescita è una zona, la riconoscerete dall'odore di gelsomino, seguitelo attraverso la camera più a nord delle Secche. Ma se all'improvviso sentirete odore di lavanda, CORRETE! Bestie pericolose si annidano laggiù, state molto attenti! E se vi riesce, imparate a cacciarle e quali parti sono buone da mangiare! Nella caverna ci sono anche avventurieri che si sono stabiliti all'interno, addirittura ci sono ristoranti nelle zone più tranquille! Seguite il canto dei pivieri per arrivare alle grotte! Seguirli conduce quasi sempre a un ingresso o all'uscita! Ricordatevelo! Detto questo, abbraccia il vecchio galapa che si è unito al gruppo e gli dice Quando devi correre, solleva il guscio mi raccomando! Ridacchiando malinconico. Vi saluta e partite per l'avventura. Partite in due gruppi, mentre il terzo partirà l'indomani. Il gruppo con voi è composto da due umani, Lara Fiammaverde e Garrick Sottosale, un nano, Torrin Forgianero e un'elfa, Elyra Erbapipa. Chiacchierate in compagnia, durante l'avanzata, mentre i due umani discutono un po' di quanto detto da Carat. Cucinare bestie...Ma ci pensate? Conoscere le erbe commestibili è un conto ma...Ci pensate a mangiare un...Non lo so! Un idra?! Tutti2 punti
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Creazione PG e prima avventura
2 puntino no! ce la prendiamo noi la responsabilità. mettetemi un cuoricino qui e tiro! ahah2 punti
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Nuova procedura di approvazione delle registrazioni
Una misura... draconiana. (BA DUM TSS) 😂2 punti
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Qualche chiarimento sulla "regola zero"
Concordo con @Le Fantome ottimo riassunto/chiarimento. Ho adottato 1, 2 e 3 sin dagli albori. La 4 solo ai tempi di D&D, perché da un lato alcune regole non mi erano chiare, dall'altro non esistevano (per esempio la gestione degli Immortali... vabbè).2 punti
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Qualche chiarimento sulla "regola zero"
Per come la vedo io: A gusti Necessarie per risolvere situazioni non previste dal regolamento Le regole sono spunti codificati per il "ruling". Invece di dover inventare ogni volta una regola, il manuale ci dice che per attaccare si fa così, per nascondersi così ecc ecc. Regolamenti diversi offrono meccaniche diverse; ogni gruppo sceglie quello che più gli piace. Se serve inventarsi una regola (ruling) puoi prendere ispirazione da quelle già esistenti (se non c'è una regola per le manovre di combattimento puoi fare un tiro per colpire, una prova di Forza ecc, a seconda delle regole che hai già). Mai, mai e mai cambiare la regola per agevolare la "storia" No, no e poi no2 punti
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Qualche chiarimento sulla "regola zero"
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TdS
2 puntiTi ricordo che ci sono anche Diana e Juno!! La vera domanda è.. da master sarò così bastardo da far succedere qualcosa di brutto a loro due?? 🤣🤣2 punti
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Servizio
2 puntiNo che peccato... Mi stavo davvero entusiasmando. Però capisco anche che dovrebbe essere un divertimento e se il tempo manca purtroppo non ci si può fare niente. Io comunque non vado di fretta, se vogliamo continuare a ritmi più blandi io ci sono.2 punti
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I Punti ferita Attraverso le Edizioni di D&D - Parte 3
Secondo me, la varietà di effetti debilitanti che potevano affliggere il personaggio in 3a (e.g. danni alle caratteristiche, risucchi di caratteristiche, livelli negativi) avevano due vantaggi. In primo luogo, compensavano la sopracitata facilità con cui si potevano recuperare i PF, i quali non erano più l'unica statistica a decretare la "salute" del personaggio, ma solo la principale. In secondo luogo, rappresentavano una nuova sfida per i personaggi. Infatti, l'articolo parla (giustamente) di come l'aumento di PF e il loro più facile recupero cambia l'approccio ai combattimenti, ma ritengo che la paura di effetti così debilitanti riesca a reintrodurre quella necessità di strategia delle prime edizioni, che si sarebbe persa con il solo utilizzo dei PF. Rimane comunque il fatto che con i giusti incantesimi è possibile guarire anche questi effetti debilitanti aggiuntivi, quindi non li ritengo troppo penalizzanti se utilizzati con criterio dal DM e se il gruppo di giocatori è prudente e organizzato. Se mi permettete di concludere con un commento molto personale, ritengo che la scelta della 5a di, ad esempio, semplificare il veleno in modo che faccia (solitamente) soltanto danni ai PF ed eliminare del tutto i danni alle caratteristiche (fatta eccezione per l'ombra, l'unico mostro che io conosca che faccia eccezione) rappresenta una perdita di profondità del sistema.2 punti
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Ma voi come fate a gestire le creazioni condivise?
Ciao @Edmund , ti ringrazio per il sistema di gioco e le altre info utili di contesto. Ho l'impressione che solo una piccola parte, questa qui, risponda alla mia domanda: E temo che non aggiunga moltissimo a quello che avevi detto nel post iniziale. Il resto sono tue opinioni o sensazioni, valide e legittime eh, ci mancherebbe. In quello iniziale dicevi: Considerato che la tua domanda era: ammetto che ho qualche difficoltà a capire dove sia il problema nel caso di esempio. Non capisco come sia andata la conversazione al tavolo. Mi ero immaginato che il giocatore ti avesse chiesto (pubblicamente, durante il gioco o la preparazione del gioco): "Possiamo fare che ho una cugina mercante in questa città?", e tu: "Va bene, se è compatibile con l'ambientazione. Come vorresti che fosse fatta?", "Così e cosà", "Perfetto, la aggiungiamo". Detto così però mi sembra tutto regolare, non vedo nessun problema, quindi mi chiedo cosa ti lasci dubbi. Poi dici che gli altri giocatori non lo hanno notato, e questo commento un po' mi spiazza: la cosa è stata fatta senza che gli altri giocatori lo sapessero? Come mai? Nel caso, quali problemi ti creerebbe il fatto che lo notino? Se dovessi rispondere in linea generale alla tua domanda, ti direi che, per come mi comporto io in D&D e affini (e mi comporterei così anche in GURPS): Se un giocatore vuole aggiungere qualcosa al mondo di gioco, al di fuori del suo PG, la tratto come una domanda, una richiesta di informazioni sul mondo di gioco stesso: "È possibile che qui...?". Do la risposta in buona fede, in base alla mia conoscenza del mondo e al buonsenso. Spetta comunque a me definire PNG, luoghi, oggetti e quant'altro: i giocatori possono dare suggerimenti, e io li posso accogliere oppure no, ma la responsabilità finale resta la mia. Tutto viene fatto alla luce del sole, con il coinvolgimento di tutto il tavolo. Il fatto che un giocatore si premuri di avere un rifugio sicuro o punto-base sicuro non mi sembra problematico: è normale, è quello che farebbe normalmente anche il PG stesso. Ma forse ho frainteso il senso delle tue domande. Sto cercando di capire meglio il tuo dubbio e la dinamica al tuo tavolo solo per poterti meglio aiutare.2 punti
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Discussioni di gioco
2 puntiIl mio PG è un Duergar simile drow, monaco con qualche livello da ladro e forse uno da chierico.2 punti
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Cinque momenti in cui la storia ci fa dimenticare le regole
giusto per precisare , io tiro sempre scoperto .2 punti
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La Nave dei Corsari Arpisti. . .
2 punti@Rafghost2 Secondo Te il Cuoco NON Te la conta giusta; innazitutto sembra un "Halfling Sproporzionato" della Sottorazza dei "Pelopiedi" (ovvero gli Halflings-Delle-Colline pigri, rustici, bucolici, lenti ad agire che son praticamente gli HOBBITS Tolkeniani, non quelli Agili, Magri, Scattanti delle Pianure o Foreste che sembrano "Kenders Agguerriti" o "Piccolissimi Elfi Silvani") ma ha la Corporatura di un NANO Robusto (quindi praticamente il DOPPIO di un Halfling-Hobbitt). . . Poi lo ricordi IDENTICO a come è adesso (e son passati almeno 15-20 Anni) ma ha i Lineamenti di un UMANO quindi dovrebbe essere almeno con qualche Ruga in più e con i Capelli più Grigi; inoltre potrebbero anche essere RIcordi di Bambina un pò distorti, ma rammenti che era ENORME (tra le Dimensioni di un Barbarian-Ogre e quelle di un Hill-Giant-Chieftain). . . Le Leggende Calishite sono PIENE di "Favole Da Mille & Una Notte" su questo o quel Djinn capace di Cambiare di Aspetto, Forma, Dimensioni; POTREBBE essere un "Mezzo Dhao" (che sono i Rari Geni dell'Elemento Terra) ma TU sei una Genasi e NON ci trovi NULLA di "Sangue Di Djinn" in Lui. . . Quel che è certo è che COME TU lo Hai riconosciuto, lo ha fatto anche Lui; ma dai Tuoi ricordi di bambina era un FEROCE Combattente delle Arene, come riesca a REPLICARE esattamente la Ricetta di Palazzo della Cuoca di Tuo Nonno il Grande Sultano si sposa poco con quel che sai dei Gladiatori (Persino i "Lberti" perchè sotto Tuo Nonno e Tuo Padre era VIETATA la Schiavitù delle Arene, SOLO gli Uomini Liberi ci potevano combattere nei vari "Pit Fighters Coliseums"). . . @Fandango16 Ti sembra che i Tentacoli del Midflayer-Lich stiano puntando verso la TUA Sacca, quella che contiene "Chi Sai Tu", ma non sembra una cosa CONSCIA ma Istintiva ed Inconscia; forse reagiscono spontaneamente alla Energia Necromantica. . . Di sicuro la Vampira (Pseudovampira. . .?? Pipistrella Mannara. . .?? Forse una dei Mitologici e Leggendari "Dhampyrs", i Mezzi-Vampiri Progenie di Nascita della Unione CARNALE tra un Mortale ed un Vampiro MOLTO Potente, considerati "Organismi Anfibi Tra La Vita & La Morte". . . . .???) non glie ne può fregare di meno, sta rimirando "Con Sguardo Affamato" le Curve di Ariel e di Marirose. . . Non sapresti dire se con "Appetito Sessuale" o proprio con una Espressione da "Chissà Che Sapore Ha Il Loro Sangue Esotico". . . . .!!!2 punti
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Talenti bonus del Ranger
2 puntiLeggendo il privilegio "Stile di Combattimento" (fonte), è chiarito di no.2 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Interessante anche questa visione, seppur quella citata da Firwood fosse più ammaliante. Comunque la finirei qui perché a suon di citare il Silmarrillion non vorrei che prima o poi qualche se ne saltasse fuori con gli anelli del potere... opsss l'ho fatto 🤣2 punti
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Athaulf - Barbaro Guardo i banditi darsela a gambe con un ghigno in volto. Essere un "barbaro" ha i suoi vantaggi. La minaccia dell'orbo non mi spaventa affatto. Vedremo. Mi limito a commentare. Le lamentele di Jore mi colgono di sorpresa. Incrocio le braccia e la guardo storto. Sto per dire qualcosa ma Heinrich mi anticipa e in attesa di risposta mi piego per raccogliere il foglio. Me lo metto avanti al muso facendo finta di sapere leggere ma in realtà lo tengo sottosopra. Ah certo! Tutto chiaro. E lo passo ad Arenal. Di certo lui saprà leggere per veramente.2 punti
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Grognardia #4: Gli articoli di Dragon - L'influenza di J.R.R. Tolkien su D&D e AD&D
Terribile fino allo sfinimento, saltavo tutte le pagine delle sue canzoni2 punti
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Episodio 1: una nottata turbolenta
Simon core maria Nyx Calder Silent Dragon tutti TRANNE NYX tutti: scena2 punti
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