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Visualizzazione dei contenuti con la reputazione più alta il 13/09/2026 in Messaggi

  1. Questo credo sia proprio l'opposto della 3e, dove le regole servono proprio per offrire una "fisica" che nessuno, neppure il DM, possa infrangere. Per come sono le regole, Frodo parla con Sauron e se passa il tiro di Diplomazia vanno a bersi una birretta. E visto che nessuno vuole rovinare in questo modo una bella storia Alexandrian corre ai ripari. Che poi sia una situazione assurda e super PP siamo tutti d'accordo, ma la 3e è capace di tirar fuori il peggio di ognuno di noi. Ottima soluzione! Se giocassi alla 3e l'adotterei subito! Io tifo per questa soluzione. Per me i giocatori devono tirare i dadi solo per dare ceffoni. Però chissà, magari mi convinci :D
  2. Chand Naeveen Alle parole del governatore non posso fare a meno che annuire. Anche i miei compagni, per motivi differenti, sono disponibili a tentare questa folle ma determinante impresa. Si governatore, può contare su di noi. Sia che sia una trappola, o semplicemente un obiettivo militare quel mulino deve essere salvato e se è noi che vogliono come presuppone Kaerith...beh ci avranno. Ma non come se l'aspettano loro. Concordo con Caelum, dobbiamo rifornirci di attrezzatura, triboli, olio incendiario e se ne disponete anche di borse dell' impedimento. Reintegrare le corde impiegate nella precedente missione. E per questa operazione voglio provare a portarmi dietro una Glaive che ho visto prima in armeria. Credo che non appena abbiamo tutto, e non so se agli altri serve altro, possiamo partire immediatamente per la via che ci consigliate. Osservo la squadra per saggiarne l'umore e la determinazione, e nessuno sembra più determinato del piccolo gnomo adirato.
  3. @Marbon, si può senz'altro criticare The Alexandrian (la linea che ho adottato io, nel seguito della serie, è diversa dalla sua), ma si ci vedi un approccio "power play" o orientato a "matematica" e "numeretti" credo che tu non lo abbia capito per niente. Le regole sono strumenti. Certo che ci sarà un filtro di logica/buonsenso del DM e delle altre persone al tavolo. Il punto è se, pur in presenza di quel filtro, le regole risultano uno strumento utile oppure no (e, se la risposta è più no che sì, come possiamo migliorare lo strumento). Altrimenti, se tanto ci pensa il DM e decide lui, tanto vale buttarle proprio via, le regole sulla Diplomazia, e fare solo che decide il DM caso per caso; come propone @Hero81 nel commento sopra il tuo. Approccio che peraltro ha un suo perché, ha funzionato per decenni, e innegabilmente "semplifica la vita al DM" mille volte di più. Nessuno ti obbliga a proseguire la lettura della serie (tutta già disponibile sul blog, volendo). Ma, se avrai la pazienza di farlo, ti aspetto all'ultimo episodio, per sapere se penserai ancora che la mia proposta sia power play o denoti incomprensione delle regole. Spero di riuscire a farti cambiare idea.
  4. RAMO DI LARICE La speranza di tutti che la situazione si potesse mitigare viene vanificata molto velocemente: Il barcaiolo molesto sentendosi alle strette scaglia il boccale e prende a fuggire. Sulla sua strada c'è l'elfa, che sapendo essere una guardia cittadina penso riesca a gestire l'uomo in autonomia. D'istinto mi avvicino invece al tavolo, in quanto vedo gli altri marinai alzarsi velocemente. Come gli improvvisi temporali sulle vette, anche qui la situazione rischia di peggiorare ancora di più e molto in fretta... Devo offrire riparo Silenzioso e veloce come un ermellino che scatta tra le rocce per assaltare la sua preda, il mio braccio sinistro parte e con il palmo della mano aperta cerco di colpire tra petto e addome di uno dei due uomini, per spezzargli il fiato, mentre con la destra segue un ceffone diretto alla zona temporo-mandibolare dello stesso, nel tentativo di metterlo a dormire senza fargli troppo male. Non c'è brutalità nei miei colpi, ma solo la volontà di rimettere in ordine le cose. Azioni per @Dardan Purtroppo però, mentre attacco per anticipare le azioni di quei barcaioli, vedo il giovane Fritz uscire armato da un punto dove si stava nascondendo, cercando di infilzare con le sue lame il terzo uomo, che stava sguainando il coltello. "Fermo!" tuono verso il ragazzo "non è necessario arrivare a tal punto" sperando non sia troppo tardi.
  5. KULEM Ricordo l'esatto momento in cui sono arrivato su Victrix Sonora... della visone delle sconfinate distese di coltivazioni all'interno di serre ciclopiche che coprivano buona parte della superfice del pianeta... del primo incarico cui venni assegnato, fra le imprecazioni degli istruttori e le vessazione (corporali e psicologiche) elargite senza parsimonia dai superiori verso me e i miei compagni... che strano, ricordavo che erano avvenute decadi fa! Ricordo con chiarezza le esercitazioni dell'altro ieri, assieme ai soldati dell'Astra Militarum... Tipi tosti ho sentito dire... Ma cavolo non immaginavo che si cagavano sotto così facilmente alla vista di qualcuno più grosso di loro... posso ancora sentire l'odore di piscio che si erano fatti addosso alcuni di loro quando me e i miei fratelli ci mettevamo in formazione li ad un passo da loro e iniziammo l'addestramento... ricordo che solo uno di loro non se l'era fatta addosso, ed era lo stesso uomo che mi aveva preso a bastonate quando avevo fatto cadere una cassa di viveri da inviare su Necromunda... ma avvenne decadi fa... perchè mi ritorna alla mente ora? Ricordo le urla di ordini adesso... le prime avanguardie di quei pelle verde sono iniziati a spuntare vicino al settore dove eravamo in stanza... ricordo molto bene la faccia del mio superiore... adesso non aveva più lo sguardo severo verso di noi di questa mattina di quando avevamo iniziato l'addestramento con i miei fratelli e sorelle... ma non era questa mattina... era stato anni fa! Adesso mi ricordo del mio superiore, Baranoth si chiama! Era diventato pallido come un cencio quando gli dissero che avevano avvistato quegli orki quella stessa mattina... perchè ricordo questo? Avvenne anni fa! Ricordo il sangue ora... fra il rumore dei proiettili che ti sibilano all'altezza del capo, le esplosioni dei bombe a grappolo lanciati dagli obici e cannoni, come anche le urla di chi sta venendo squartato da quei dannati musi verdi... Ricordo che ce ne era uno davvero grosso... Un capobanda aveva fatto fuori un plotone assieme ai suoi... quelli erano tutti grossi... ricordo come alcuni dei miei avevano iniziato ad inzuppare di piscio e merda le loro uniformi... anche io ci sono andato vicino... ma Baranoth no, nemmeno quando era immerso nel sangue e nel fango assieme a noi per dare ordini e vedeva quello che vedevamo tutti noi! Non ricordo di aver sentito più odori da quel momento... perchè? Ricordo il dolore adesso... Quello grosso mi aveva strappato la faccia... La vista mi si era offuscata... non riuscivo a vedere più niente se no il rosso del mio stesso sangue... penso di aver urlato finchè i polmoni non mi si erano svuotati... ricordo di aver perso di mano la mia ascia... ho anche un'ascia? Ora inizio a ricordare! Ora ricordo la rabbia... ero a terra e vidi la sufficienza ed il divertimento di quei capobanda del cavolo e dei suoi che sbudellavano i miei... un gruppo di musi versi stava per fare lo stesso con Baranoth... per un momento vidi la fine segnata nei suoi occhi, come anche nei miei... ma non era finita! Ricordo un cuore verde nella mia mano destra... il corpo del capobanda era riverso a terra con il torace squartato e e la gabbia toracica divelta... le mie braccia zuppe di sangue verdastro... il dolore dei miei muscoli, presi dai crampi per aver fatto qualcosa al limite dell'umano... ricordo bene lo sguardo di quei musi verdi... ora non ridevano più... ora se la stavano dando a gambe... ma non sarebbero riusciti a scappare da me, gli avrei sbudellati fino all'ultimo dei loro! [...] In quel momento socchiusi gli occhi... vidi il mio corpo seminudo avvolto nella patina fredda e umidiccia di ciò che rimaneva di quella gelatina cui non mi abituerò mai ed ero all'interno di una capsula criostatica. Era aperta e ora ricordo tutto! Vado per togliermi l'apparato di respirazione, lo sgancio dalla mia mandibola di acciaio come al solito. Sentii le punte delle mie zanne graffiare dolcemente la carne della mia mano; il trofeo che mi sono preso da quel capobanda. Poi vedo lui, il compagno che mi venne asseganto da Octavia in persona. Mi stava osservando da sopra la capsula aperta mentre fluttuava borbottando e producendo il suo tipico fumo nero, come suo solito. Guardandomi intorno, vedo un ambiente è immerso nella penombra. Il tutto è coperto da una trama argentata e ogni tanto getti di vapore vengono emessi dalle valvole di sfogo. Ancora con il corpo intorpidito, esco lentamente dalla capsula. Mi stiracchio ed inizio ad riabituare il mio corpo al movimento. Ci vorrà un pò, ma non c'è fretta attualmente. Chiudo gli occhi. Flexo i miei muscoli, contraggo e stimolo ognuno di loro. Sento che questi si tendono sotto la mia pelle e iniziano a rispondere bene alla mia volontà dopo 5 minuti circa. Quando riapro gli occhi, vedo che il teschio ha ripreso il mio corpo da varie angolazioni. Sono conscio che ha ripreso tutto, come al solito. Non noto che un servitore era all'angolo della capsula finche non poso gli occhi su di lui. Con un dito tremante, mi indica una grossa cassa a fianco della capsula. Mi avvicino ad essa senza proferir verbo. Benchè rozzamente squadrata e piena di graffi ed ammaccature, il mio cuore fa un tonfo nel riconoscere il simbolo dell'Astra Militarum su di essa... percorro con le mie dita il bordo, quasi accarezzandola, fino a raggiungere i meccanismi di apertura. Con un sonoro "KLANG", apro la scatola e vedo al suo interno i miei vestiti, il mio equipaggiamento e la mia ascia... prendo quest'ultima prima ancora di vestirmi e la soppeso, la maneggio, la osservo. Un saluto silenzioso, come quello che si fa con i vecchi amici che non vedi da tanto tempo. Ne è passato di tempo! i bordi della lama presentano piccole tracce di ossidazione, e la catena deve essere oliata a dovere. Mentre sto facendo questo piccolo rituale personale di ricongiunzione chiedo al servitore, senza voltarmi verso di lui: "Luogo, giorno, ora ... grugn grugn ... e informazioni sulla missione... urf urf". Mentre il servitore inizia parlare, con un tono particolarmente squillante e con qualche balbettio, Kulem non può fare a meno di avvertire un certo nervosismo nella sua voce: "Ci t-t-troviamo in orbita a-a-attorno al mondo-alveare di V-V-Voll ed è il m-m-mattino del p-p-primo Ottobre... stiamo p-p-per attraccare alla c-c-capitale Rokharth..." Kulem non lo degna più di tanto. Trova una asciugamano ed inizia a tergersi il corpo per rimuovere il resto di quella gelatina e del sudore che non è evaporato sino ad ora. Nel mentre il servitore, visibilmente agitato, aggiunge: "Il Maestro L3-G1-0N v-v-vuole proferire con t-t-te sul ponte di c-c-comando..." Dopo essermi asciugato con dovizia, inizio a vestirsi usando gli abiti più puliti e presentabili che ho. La maggior parte del mio arsenale lo tengo all'interno della cassa, mentre appoggio la mia ascia con cura sul tavolo appresso alla capsula. Fatto ciò faccio un cenno al servitore, indicandogli di avvicinarsi con il dito... appena si avvicina mi piego lentamente sulle ginocchia per portare la testa al livello della sua, il piccoletto sta tremando come una foglia: "io sono pronto ... urf urf ... e puoi portarmi dal nostro Maestro ... grugn grugn ... Ma voglio che tu ti prenda cura dell mio equipaggiamento ... urf urf ... nel mentre proferirò con lui ... grugn grugn ... Voglio che tutto sia lucidato, oliato e pronto per la missione quando ritorno ... grugn grung ... senno qualcuno ne risponderà ... urf urf ... e quello sarai tu ... grugn grugn ... Ci siamo intesi?" Il servitore, benché presenti numerosi innesti che gli coprono il viso, mostra un vivido scolorimento della carnagione. Chinando il capo, con lo sguardo fisso a terra, fa un cenno di approvazione con la testa, che trema visibilmente. Kulem taglia corto e si erge in tutta la sua statura, chiedendo al servitore, con un semplice cenno del capo, di fargli strada verso il ponte... E' passato un po' di tempo da quando qualcuno si era mostrato così veloce ad aprire una porta per fargli da guida.
  6. Non sono convintissimo, perché è un rischio tenere due linee contemporaneamente dello stesso gioco, per semplici motivi economici. Considera che hanno praticamente cancellato Requiem (e tutte le altre serie), per poi rubarne le meccaniche per V5*, con lo scopo di non diluire il pubblico. Certo, è una scommessa. Se riuscissero a fare una buona sesta edizione, avrebbero risolto il problema, hai rifondato una community. Se viene male, si ritorna al rischio di avere due campi che si combattono a vicenda. La quinta edizione di Vampiri non è come la quarta edizione di D&D. Non è stata molto accettata dalla vecchia guardia, ma per la nuova guardia è perfettamente godibile. Ormai i due campi si sono consolidati. Non c'è un Pathfinder di mezzo (nonostante il qui presente ci si stia sforzando, inserite le risate registrate). V20 è meccanicamente un gioco vecchio, ed è sempre stato vecchio. C'è a chi piace, per me è migliorabile ed è effettivamente stato migliorato (requieeem), ma era l'ora di una sesta edizione. Diciamo poi che la V20 e precedenti possono ricreare le atmosfere di V5, visto che V5 è un tentativo di riportare l'atmosfera di Vampiri alla prima edizione... è V5 che ha molti problemi a ricreare le atmosfere più complottare e "super-eroistiche" di V20. È possibile, ci sono dei manuali appositi per farlo, ma effettivamente il focus è più basato su questo fantomatico orrore personale. Allo stato attuale, la sesta è più vicina alle atmosfere precedenti alla quinta edizione, con poca gioia dei fan di V5, ma vedremo come proseguono gli sviluppi con la prossima demo di novembre. * Si può percepire quanto io sia felice. Anni a denigrare Requiem e compagnia cantante, e poi... vabbè.
  7. conosco e letto diversi degli articoli di The Alexandrian nel corso degli anni. E ce ne sono alcuni che sono sicuramente interessanti e con proposte di game design di tutto rispetto. Sicuramente rintracciabili più negli ultimi anni che non sul finire dell'era 3E. Probabile che sia maturato (ludicamente parlando) nel corso degli anni. 😉 Dico questo perchè l'aver affrontato un approfondimento di una meccanica dal punto di vista 'matematico' per vedere fin dove si rompe, è un esercizio puramente teorico (che può essere anche divertente) ma che contribuisce a rompere il clima del gioco se non vengono usati gli opportuni Disclaimer. ( oggi sta già succedendo nuovamente in alcuni forum internazionali al riguardo di come è cambiato l'utilizzo estremo delle Azioni Bonus nelle regole della 5E sulla scia delle dichiarazioni del game designer di turno). Riguardo al Power Player, io penso invece di aver compreso molto lo spirito dell'articolo, e le sue proposte parlano da se. Ad un atteggiamento PP non si risponde con gli strumenti dei PP. Le tabelle con i modificatori alle CD o alle prove sono un errore 'enorme' di game design ; a distanza di 20 anni penso che possiamo essere tutti d'accordo che non è 'aggiungendo' numeri che si risolvono possibili bug del sistema, piuttosto dovrebbe essere il contrario. Aggiungo : anche le modifiche che si apportano ad un sistema di regole (o parte di esso) dovrebbero essere 'testate' per un periodo abbastanza lungo di tempo e su una quantità abbastanza ampia di tavoli e di situazioni affinché si possano considerare sufficientemente adeguate. Quanto The Alexandrian può aver 'testato' la sua proposta rispetto all'impianto originale delle regole 3.5? Io credo molto poco. E non ha proposto qualcosa che è 'coerente' con la filosofia del sistema di regole : i bonus / malus viaggiano solitamente su +2/-2 e le regole base sui confronti diplomatici già prevedono le prove contrapposte che definiscono come determinare un esito in cui due parti (PG e PNG) cercano di prevalere l'uno sull'altro nell'ottenere una 'ragione'. Quindi, se mi chiedi se il sistema di regole sulla Diplomazia ha bisogno di essere 'stravolto' con tabelle e numeri (da PP), ti rispondo che no, non ne ha bisogno e che se proprio si vuole evitare una possibile 'stortura' (rendere un PNG da Ostile a Premuroso in un solo colpo) basta inserire una piccola clausola che limita il cambio di atteggiamento a due gradi per prova. Semplice e pulito. Riguardo al DM "tanto decide lui", non è il concetto che ho espresso io. Le regole di D&D 3.5 (come quelle delle edizioni precedenti) gli assegnano un ruolo di 'Arbitro' con l'ultima parole sulle regole che spetta a lui (Arbitrare il Gioco, Pag6, Guida del DM 3.5). Le regole del gioco invitano il DM/Arbitro a stabilire a priori quali sono le caratteristiche del PNG, quali i suoi obiettivi e quale il suo atteggiamento, in modo da sapere 'prima' come il PNG si relazionerà con i PG. Le regole che ci sono servono a poter meglio gestire l'interazione tra PNG e PG nell'ambito di quanto il DM/Arbitro ha stabilito per il PNG. Un esempio : un PNG Ostile che il DM ha stabilito (prima) avere determinate peculiarità caratteriali (sensibile al denaro, o ad un oggetto, ad un certo 'vantaggio') con le quali si presenta ad una interazione con i PG, il DM stesso potrebbe decidere di non far effettuare alcuna prova attiva da parte dei giocatori per verificare l'esito di una contrattazione se questi fanno leva sulla peculiarità caratteriale del PNG. Semplicemente si gioca al tavolo e riescono a prevalere diplomaticamente sul PNG. Oppure il DM/Arbitro potrebbe decidere comunque di far effettuare una prova per verificare il 'come' sia riuscita la prova. Un DM potrebbe aver stabilito (sempre prima) che il PNG ha una peculiarità caratteriale 'incorruttibile'. Nessuna prova di Diplomazia può avere successo. Neanche il raggiungimento di una CD 100. Oppure può decidere che il cambio di atteggiamento richiede molto più 'tempo' (come descritto nelle regole dell'abilità Diplomazia sul MdG). Trattandosi poi di un gioco di ruolo, ritengo, che l'esperienza dell'interazione al tavolo abbia connotati molto differenti rispetto alle meccaniche di un combattimento o di prove di abilità 'materiali'. E che quindi le 'interazioni' siano giustamente molto meno 'macchinose'. Spero vivamente di non essere stato frainteso : la mia critica non è rivolta alle persone. Esprimo con forza ciò che non mi piace di come viene divulgato il gioco, spesso distorcendo certi concetti del gioco stesso (per convenienza di clik o per idee legittime, ma distanti dalle regole) e che lo trasformano in qualcosa di diverso creando solo confusione in chi gli si avvicina per la prima volta o ci gioca senza approfondire bene meccaniche e spirito di gioco. Quindi , continuerò a seguire e a partecipare 🙃, sapendo già che il 'tizio' è piuttosto lontano dalle regole Core della 3.5, e quindi lontano da quello che io considero le 'vere' regole del gioco e lo spirito stesso di D&D 3.5
  8. Mi hai già dato i tuoi spunti e ti ringrazio. Giusto per chiarire: Considerata una one-shot di un sistema di gioco organizzato (che almeno per Paizo fornisce degli step ben definiti, lasciando al GM le cosiddette "variazioni del tavolo"), per gestione sandbox intendo il margine che ha un Narratore per allontanarsi dallo schema. Probabilmente il massimo di Sand Box concesso, come è stato scritto, è la libertà di muoversi in una mappa e di coprire o meno tutto il territorio.
  9. Hai già avuto una caterva di ottime risposte, ma, se posso, non mi è chiaro al 100% cosa intendi per sandbox. Se intendiamo un mondo aperto, in cui siano i giocatori a decidere da soli in che avventura imbarcarsi e quali obiettivi porsi, è abbastanza chiaro che la cosa è poco compatibile con un sistema di gioco organizzato in cui ti siedi al tavolo con sconosciuti. Questo a maggior ragione con i moderni sistemi di gioco organizzato, che prevedono stagioni con trame che evolvono secondo schemi decisamente rigidi (la mia esperienza viene dalla lettura delle avventure del gioco organizzato della 4a, ma penso sia cambiato poco) Se intendi semplicemente un’avventura non sceneggiata, in cui sia noto il punto di partenza e perché no l’obiettivo, ma tutto il resto è lasciato alla libertà dei giocatori, non vedo che problemi ci siano a portarla a un evento o a una fiera per una partita secca (anzi!) Vedo qualche problema in più a inserire un’avventura del genere in un programma di gioco organizzato moderno, per il solito problema delle stagioni e delle trame che evolvono (che mi sembrano una buona strategia di mercato, ma una pessima pratica al tavolo di gioco) 13th age proponeva il suo sistema di gioco organizzato come più aperto rispetto a quelli di D&D e pathfinder (per via del sistema delle icone; o meglio per poter inserire quel sistema nel gioco organizzato), ma non ho mai studiato bene le avventure che loro proponevano e quindi non so cosa ne sia saltato fuori davvero. Buon gioco! -toni
  10. come sistema è carino ma credo che il DM semplicemente riassuma tutti i calcoli nella sua testa per poi decidere cosa accada in caso di superamento/fallimento della prova. io sono contro al lasciare tutto all'interpretazione pura perché può bloccare i giocatori più timidi.
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