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TdG - La maledizione di Sar Ubhar
Ivellios elfo ranger Non mo piace l'idea che uno di noi faccia da esca così, ma tant'è... "Troviamo un posto con un po' di sottobosco: la mia gente è piuttosto brava ad occultarsi completamente nel verde, e cercherò di guardarti le spalle da più vicino possibile..."
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Prima missione - Per una giusta causa
James, sciamano Attendo che ci vengano date eventuali altre informazioni, poi propongo "Andiamo prima al tempio?"
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Retrom ha modificato la sua foto profilo
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
@TheBaddus Scarlett Bloomblight - a casa guardando nell'abisso L’odore dell’erba bruciata si mescola a quello del detergente per i metalli. Un contrasto strano, dolciastro e acre insieme, che ti riempie i polmoni e ti resta addosso. Sei seduta per terra, la schiena contro il letto, le ginocchia raccolte. Davanti a te, sul tappeto, gli oggetti di tuo padre: anelli, bracciali, una vecchia collana d’oro dal gusto decisamente pacchiano. Roba che non indosseresti mai. Roba che, eppure, costituisce il tuo tesoro più prezioso. Aspiri lentamente. Trattieni il fumo. Lo lasci uscire piano, osservandolo salire verso il soffitto come se avesse una sua volontà. La testa inizia a farsi leggera, ma non nel modo confuso che ti aspettavi. È una leggerezza vigile. Attenta. E, nel mentre, la tua testa si riempe di pensieri che si affollano e sovrappongono tra loro. Prendi in mano un anello. È caldo. No... non dovrebbe esserlo. Eppure lo è. Lo giri tra le dita, passi il panno con cura, quasi con devozione. Ti accorgi che stai trattenendo il respiro. Quando lo rilasci, senti il cuore accelerare. Non per ansia. Per qualcosa di più vicino all’eccitazione. La stanza sembra farsi più piccola. Per un istante hai la sensazione netta che ci sia qualcun altro lì con te. Non alle tue spalle. Non davanti. Dentro di te. Una presenza immensa, rannicchiata, come qualcosa che dorme da troppo tempo in uno spazio angusto. Stiracchiarsi lento. Scaglie che si muovono una contro l’altra con un suono che non senti davvero, ma che ricordi. La tua mano scivola su un altro gioiello. Oro. Ancora caldo. Ancora tuo. Una parte di te, una parte che non riconosci come “pensiero”, si irrita all’idea che quegli oggetti possano appartenere a chiunque altro. Un fastidio sordo, primordiale. Non si toccano. Non si prendoni i miei tesori! Alzi lo sguardo verso lo specchio dell’armadio. Per un battito di cuore, il riflesso non pare il tuo abituale. I tuoi occhi sono lì, sì… ma sono diversi. Più grandi. Più chiari. Dorati. Dietro di te, un’ombra enorme occupa tutta la stanza, ripiegata su sé stessa come ali troppo grandi per essere aperte in una stanza così piccola. Senti un peso sul petto, non opprimente. Rassicurante. Come essere coperta da qualcosa di vasto e invincibile. Poi tutto torna normale. Ti accorgi di avere le dita serrate a pugno attorno all’anello. Così forte da farti male. Non lo molli subito. Non vuoi. Quando finalmente lo fai, provi una fitta di irritazione. Come se stessi rinunciando a qualcosa che ti spetta di diritto. Il fumo si dirada. Il battito del cuore rallenta. Rimani seduta lì, circondata dai gioielli lucidati, con la sensazione inquietante di aver appena riscoperto qualcosa di te che non sapevi di aver mai dimenticato. @Theraimbownerd Orion Kykero - il rituale La Somma Sacerdotessa si muove con una calma che non ammette repliche. Ogni gesto è misurato, preciso, come se le sue mani ricordassero una coreografia antica meglio della sua stessa mente. Tua madre le sta accanto, un passo indietro, ma perfettamente sincronizzata: quando Elaine allunga la mano, lei è già pronta; quando Elaine versa, lei ruota il recipiente con l’angolazione esatta. Non c’è fretta, non c’è incertezza. Preparano il kykeon come se fosse una cosa viva. Le polveri vengono pestate con un ritmo lento e ipnotico, le erbe sminuzzate senza mai spezzarne davvero l’aroma. L’aria del seminterrato si riempie di fragranze dense, calde, giuste. È impossibile non notarlo: è diverso da quando lo fai tu, diverso da quando lo fate insieme, tu e le tue sorelle. Allora c’è sempre un margine di approssimazione, un piccolo errore, una vibrazione fuori posto. Qui no. Qui tutto sembra allineato. Come se la Dea stesse guardando e guidando le loro mani. Elaine intona le prime orazioni con una voce bassa, cantilenante, e tua madre le risponde senza esitazione. Le parole si incastrano una nell’altra, rimbalzano sulle pareti, scivolano sotto pelle. Quando la coppa ti viene portata davanti, il liquido all’interno è opalescente, attraversato da riflessi dorati che non riesci a fissare davvero. Bevi. Il sapore è amaro, terroso, e ti resta sulla lingua più del dovuto. Gli incensi iniziano a bruciare con maggiore intensità, il fumo si arrotola lento, insistente. Ti senti… leggero. Troppo leggero. Come se qualcuno stesse allentando, uno dopo l’altro, i nodi che tengono insieme i tuoi pensieri. Non ti piace. Stringi i pugni, cerchi di restare presente, di ancorarti al respiro, al pavimento sotto i piedi, alle voci delle tue sorelle alle tue spalle. Ma la testa inizia a girare. Le parole delle orazioni diventano un flusso indistinto, la luce delle candele si sdoppia, si moltiplica. Le gambe ti tradiscono senza preavviso. Cadi. L’ultima cosa che vedi è lo sguardo di Juno, spalancato, spaventato. “Orion!” la senti chiamarti. Poi la voce di tua madre, ferma, dolce, definitiva: “Juno, resta al tuo posto. Orion è amata. Vogliamo solo il bene di vostra sorella.” Buio. — Riapri gli occhi e la luce ti colpisce come un’onda. Bianca, totale, accecante. Istintivamente porti un braccio davanti al viso. Quando lo abbassi, capisci che non è la luce a cambiare: sei tu che ti stai abituando. Come se stessi usando gli occhi per la prima volta. Ti rimetti in piedi. Sei nudo. Anzi... Nuda... Il corpo che senti, che vedi, è scoperto, vulnerabile, senza filtri. Nessun trucco, nessuna linea tracciata per correggere ciò che non ti appartiene. Nessun binder a comprimere quell'ingombro familiare e fastidiosamente troppo cresciuto sul petto. La pelle è liscia, morbida, inequivocabile. Gli organi genitali sono quelli sbagliati. Quelli che non hai mai riconosciuto come tuoi. Eppure appaiono così maestosi, così desiderabili. Alzi lo sguardo. Specchi. Ovunque. A perdita d’occhio. Alti, bassi, inclinati, perfettamente dritti. Ti riflettono da ogni angolazione possibile. Non c’è un punto cieco, non c’è un modo per sottrarti. Ogni movimento che fai viene restituito moltiplicato, replicato all’infinito. Mille versioni dello stesso corpo. Sempre uguale. Sempre femminile. Non c’è nessuna voce. Nessuna orazione. Nessuna guida. Solo tu, il tuo riflesso, e quella luce immacolata che non giudica… ma non concede nemmeno scampo. Hai la netta sensazione che questo luogo non sia nato per accoglierti e lasciarti una scelta, ma per mostrarti. Preparato con cura. In attesa. E, per la prima volta da quando tutto è cominciato, capisci che qui dentro non ti verrà chiesto chi vuoi essere. Qui ti verrà imposto ciò che sei e devi essere. @SNESferatu Ana Rivero - col coach Moss Il coach Moss ti squadra con aria severa, dalla testa ai piedi, lasciando che il peso del suo sguardo ti resti addosso qualche secondo di troppo. Poi incrocia le braccia sul petto e torna a fissarti negli occhi. «Esattamente!» dice infine. «Avrei convocato anche lei insieme alla signorina Monroe, se solo avessi saputo che oggi si era degnata di presentarsi a scuola.» Il tono è fermo, tagliente. Professionale solo in apparenza. Nota il tuo sguardo che, per un istante, scivola alle sue spalle. Un’ombra di compiacimento gli attraversa il volto. «E se sta cercando la sua amica e… compagna di malefatte...» aggiunge, calcando leggermente sulle ultime parole, «se n’è andata poco fa.» Fa una breve pausa, studiando la tua reazione con attenzione quasi scientifica. È chiaro: sa tutto. Eliza aveva ragione. Vi ha scoperte. Qualcosa sul tuo viso deve tradire questi tuoi pensieri, perché lui incalza subito. «Oh sì, signorina Rivero. So benissimo che ieri vi siete introdotte di nascosto nel mio ufficio» continua, la voce che si fa più dura, «e che avete anche danneggiato la maniglia della porta nel farlo.» Il rimprovero è netto, senza appigli. «Eliza mi ha spiegato perché l’avreste fatto. Ma anche se nelle vostre testoline da liceali ribelli poteva sembrarvi una motivazione nobile, resta un gesto gravissimo.» Ti fissa senza concederti spazio. Nessuna replica possibile. «Vi va bene che io sia una persona comprensiva. Vi va molto bene, signorina Rivero.» Alza leggermente la voce, come se stesse trattenendo a fatica l’irritazione. «Potrei persino sporgere denuncia.» Si ferma. Un istante sospeso. «Non lo farò!» riprende poi, marcando ogni parola, quasi a rimarcare la propria magnanimità. «Ma non posso certo far finta di niente. Una punizione è inevitabile.» Non sai se sia suggestione o realtà, ma ti sembra di cogliere un accenno di sorriso... breve, storto... proprio quando pronuncia quella parola. Punizione. L’attimo dopo riprende il controllo. «Per cominciare, passerà il resto dell’ora buca e la prima parte della pausa pranzo insieme alla sua amica a rastrellare le foglie lungo il percorso interno della campestre.» Una pausa secca. «Poi… vedremo.» La sentenza è pronunciata. Tutto sommato, la punizione potrebbe essere andata peggio. Eppure quel poi vedremo ti resta addosso come un peso. Rimane in silenzio per qualche secondo, quasi sfidandoti a ribattere, a dire qualcosa fuori posto. «Ora si sbrighi!» conclude. «Eliza dovrebbe essere già lì. Sarà felice di non dover fare tutto da sola.» Ti volti per andartene, ma senti ancora il suo sguardo su di te, insistente, come l’altro giorno fuori da scuola. La sua voce ti ferma a metà passo. «Ah, e mi raccomando!» aggiunge, freddo. «Rimanete entro i confini della scuola. Niente sparizioni nel bosco a farvi gli… affari vostri.» Accenna con il mento verso la palestra, dove sai che i grandi finestroni danno sul tracciato della campestre. «Ogni tanto darò un’occhiata.» Non aspetta risposta. Si gira e si richiude la porta dell’ufficio alle spalle, lasciandoti nel corridoio con la sensazione sgradevole di essere stata osservata molto più del necessario. @Ghal Maraz Nathan Clark - ora buca con Max e Noah Max incassa le tue parole come se gli avessi dato una spinta. Per un attimo abbassa lo sguardo, si passa una mano sulla nuca sotto il cappellino, tirandolo appena più giù del solito. Ride. Una risata breve, un po’ troppo secca per essere spontanea. «Paura?» ripete. «Ma va’, figurati.» La dice in fretta, troppo in fretta. Poi si affretta ad aggiungere, come se stesse mettendo toppe a una frase che fa acqua: «È solo che… il bosco è noioso, ok? Sempre uguale. Fango, rami, zanzare. Non capisco cosa ci troviate.» Noah, accanto a te, si muove appena. Le spalle un po’ chiuse, le mani che giocano nervosamente con la zip dello zaino. Ti lancia un’occhiata rapida, poi torna a fissare Max, come se stesse aspettando una sua approvazione che non arriva mai davvero. Max riprende, stavolta più cauto. «E poi non è che sia il massimo andare in giro lì adesso. Con tutta la gente strana che si vede. Cory, la sua banda…» Si interrompe. Deglutisce. Probabilmente non sapendo come potresti reagire a questa argomentazione. «Insomma. Non mi sembra una grande idea. Tutto qui.» C’è qualcosa nel suo modo di parlare che stona. Come se stesse girando attorno a un buco nero senza volerlo nominare. Quando dici che devi andare nel bosco, che è il giorno giusto, Max ti guarda di scatto. Nei suoi occhi passa qualcosa di netto, incontrollato. Paura vera. La stessa che cerca di soffocare subito dopo. «Nathan…» dice, abbassando la voce. «Sul serio. Lascia stare. Almeno oggi.» Fa un mezzo sorriso, tirato. «Non c’è niente di così importante da rischiare di farsi male, no?» Lo osservi, come a percepire se la sua reale preoccupazione sia realmente indirizzata verso Cory e la sua banda. Noah finalmente trova il coraggio di parlare, interrompendo il tuo pensiero. La voce gli esce bassa. «Io… io ci vengo, se vai tu.» Arrossisce appena. «Cioè… se va bene. Avevi detto che…» Max sbuffa piano, frustrato. Si passa di nuovo la mano tra i capelli, poi ti fissa, cercando il tuo sguardo come se volesse ancorarsi a qualcosa di solido. «Non è una sfida, amico. Non sto cercando di fare il guastafeste.» Una pausa. «È solo che… a volte è meglio non andare a cercare certe cose. Anche se senti che ti chiamano.» Le ultime parole gli scappano di bocca. Se ne rende conto subito. Si irrigidisce. «Lascia perdere...» conclude in fretta con aria quasi sconsolata. «Fai quello che vuoi.» Si volta, allontanandosi con una certa urgenza. Noah ti guarda. Non dice altro, ma il suo corpo è già leggermente orientato verso di te. È confuso, sì. Ma c’è una cosa che sente chiara: se tu vai, lui non vuole restare indietro. @Voignar Darius Whitesand - ora buca, di nuovo al sicuro (forse) Indietreggi di qualche passo, il respiro spezzato, il corpo attraversato da una montagna russa di sensazioni impossibili da tenere insieme: euforia pura, quasi estatica… e una paura lancinante che ti stringe lo stomaco. Le parole latine ti muoiono sulle labbra solo quando senti... più che sapere... di essere abbastanza sicuro di poter scappare prima che il rasato cada a terra e riprenda la pistola. Con voce roca mormori il controincantesimo, in fretta, inciampando sulle sillabe. Lo fai quasi per riflesso, come se temessi che anche solo esitare di un secondo di più possa avere conseguenze irreparabili. Non aspetti di verificarne l’effetto. Ti giri e corri. Corri senza voltarti. Corri senza chiederti se i rampicanti abbiano davvero lasciato liberi i due uomini. Corri cercando di non pensare al fatto che, là dentro, nel momento in cui la magia ha risposto, non eri solo tu a decidere. Quel pensiero ti morde come un tarlo. E se la fattura non fosse davvero cessata? E se quella forza… quella presenza che hai lasciato entrare stesse ancora agendo? Un senso di colpa ti sfiora, breve ma tagliente. Avresti potuto controllare. Avresti dovuto. Ma la paura vince. Sempre. Quando finalmente scavalchi il passaggio che Sasha ti ha mostrato e ti ritrovi al sicuro, dentro il perimetro della scuola, le gambe ti cedono. Ti lasci scivolare a terra, con la schiena appoggiata alla recinzione. Il cuore ti martella in gola, il fiato è corto, irregolare. Le mani ti tremano. È allora che lo senti di nuovo. Il pizzicore alla base del collo. Il tatuaggio brucia, come se qualcuno vi avesse appoggiato una brace viva. Chiudi gli occhi, quasi per istinto… e il mondo sprofonda. Buio. Un buio denso, viscoso, che sembra premere contro di te. Poi immagini. Spezzate. Distorte. Scarlett. Il suo volto emerge dall’oscurità. I suoi occhi sono dorati, innaturali. Dietro di lei si allunga un’ombra mastodontica, impossibile da contenere in uno sguardo umano. Due ali immense si dispiegano lentamente, facendo tremare l’aria stessa. Nathan. Il suo sorriso è sardonico, storto. Attorno a lui il mondo sembra… diverso. Più sottile. Come se fosse visto attraverso un velo. Qualcosa di antico e fatato pulsa appena sotto la sua pelle. Orion. Ti guarda con un sorriso compiaciuto. Indossa una tunica sacerdotale nera, solenne. Sul petto, inciso con chiarezza, lo stesso simbolo che hai sul collo: la mezzaluna sovrastante una croce rovesciata. Ana. I suoi occhi sono completamente neri. Vene rossastre le solcano la pelle come crepe su porcellana pronta a spezzarsi. Eppure sta in piedi. Salda. Terribilmente presente. L’euforia torna a esploderti dentro, più intensa. Più pericolosa. La presenza è di nuovo lì. Ovunque. Dentro e fuori di te. Una voce. Mille voci. Una sola volontà. «Portali da me.» ... «Venite da me.» La frase rimbomba, si sovrappone, si moltiplica… finché... «Darius! Ehi… Darius!» Un’altra voce. Reale. Vicina. Riapri gli occhi di scatto. Davanti a te c’è Ben. Ti guarda preoccupato, piegato leggermente in avanti, come se temesse di toccarti. «Ehi… tutto bene?» chiede piano. «Sei pallido come uno straccio, amico.» Il mondo torna al suo posto. Il cortile della scuola. La recinzione fredda contro la schiena. Il rumore distante delle lezioni che proseguono come se nulla fosse.
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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida
La proposta di cure, cibo e musica suscita una nuova calma che riporta gli animi a modi più facili da gestire. I minatori, dopo poco, si sparpagliano nella sala in piccoli gruppetti, qualcuno anche da solo. Non mancano sguardi nella vostra direzione, alcune chiacchiere sono chiaramente riferite a voi, ma tutto sommato vi siete guadagnati il posto dove restare. L'uomo dal grande naso, un tale di nome Damir, vi porta comunque una caraffa d'acqua e qualche boccale che non definiremmo proprio pulito, ma comunque utilizzabile, oltre ad alcune coperte che potrete utilizzare per la notte. Non ci sono feriti, tra i minatori, ma Skyald può occuparsi di acciacchi e malanni vari, dipensando parimenti consigli su come gestire la salute del corpo e quella dello spirito. Due minatori in particolare, Mishka e Alexei, sono particolarmente devoti a Bhalla e chiedono al chierico di poter pregare insieme e di concedere loro una benedizione. Andrej può accomodarsi su una sedia accanto al mite focolare, diversi sguardi in attesa di ascoltare cosa lo straniero abbia da proporre. DM checkpoint tra lunedì e martedì
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Un Nuovo Inizio
Professor Bernard de Tourmond La proposta di Tyrhum si rivela corretta, sebbene senta gli effetti del sangue che ho dovuto donare. Un vero peccato che l'ascia sia svanita: avrei voluto studiarla. Commento, muovendomi quindi verso la porta. Procediamo verso la prossima prova, allora.
- Oggi
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Kaligopolis, La Città Delle Nebbie Eterne
Steven Art 74 ha risposto a Steven Art 74 a un discussione La Metafisica Del Semi-Piano Del Terrore in Kaligopolis City & The Mists Of Ravenloft@shadyfighter07 Normalmente gli Otyughs sono "Aberrazioni Mutanti" quindi sarebbe "Speak With MONSTERS" l'Incantesimo da utilizzare, ma questo qui è anche un "Coacervo Simbionte" di svariati Organismi (sia "Ameboidi Monocellulari che "Alghe Microscopiche" affini al Fitoplancton) quind DECISAMENTE facile comunicare, almeno con "Emozioni Empatiche", per una Druida Esperta. . . La Creatura Composita è PUZZOLENTE e SCHIFOSA soltanto perchè costretta a vivere nelle Fognature Fluviali di Kaligopolis, che come ho già detto ha un GRANDE Corso d'Acqua (paragonabile alla Senna di Parigi, od al Tamigi di Londra, verso Fine Ottocento, Inizio Novecento) che viene utilizzato come Scarico Fognario non solo dalle Abitazioni, ma ANCHE dalle Industrie Alchemiche. . . Se lo terrai in un Ambiente Più Pulito e Naturale (tipo gli fai mettere periodicamente radici in una Zona Riparata del Boschetto del Parco della Magione; e lo "Innaffi" di Acqua Elementale Purissima o "Pozioni Druidiche Purificanti" !!) di sicuro potrà facilmente diventare MOLTO più simile ad un "Cumulo Strisciante Evoluto" (che sebbene molto Predatorio e Vorace è un Vegetomostro TOTALMENTE Naturale e Peettamente in Sintonia con gli Ideali di Tantissimi Druidi). . . Anche nutrirlo delle CENERI di Creature o Cose (anche Corrotte o Maligne, come Demoni Pestilenziali o Non-Morti, di cui ha comunque dimostrato che apprezza la "Carne Secca Ben Stagionata") che hai Disintegrato potrebbe farlo "Crescere Sano & Naturista". . .!! Inoltre hai l'impressione che sia SOLTANTO una Sorta di "Seme Mobile Famelico"; se trovasse un Terreno Fertile davvero buono (diresti una Palude molto ricca di vita) potrebbe EVOLVERE in una sorta di "Albero Carnivoro Gigantesco" (Aggressivo ma perfettamente equilibrato secondo le Legi di Madre Natura) con cui potresti creare una sorta di "Totem Protettore Druidico" forte come se sviluppassi una "Simbiosi Naturale" con una Potente Driade od un Treant molto Antico; idealmente, visto la Tua SPECIFICA Nicchia di Potere, le Pendici di un Vulcano a Lave Basiche (come l'Etna di Sicilia) sarebbe PERFETTO, ma anche dove dei Carbonai fanno diventare le Legne Verdi delle "Braci Utili" potrebbe essere OTTIMALE (e ci sono 2 o 3 Posti del Genere GIA' in Periferia a Kaligopolis). . . Gli Otyughs comunque sono "Divoratori Di Spazzatura Dei Dungeons" (come i "Cubi Gelatinosi" che però son stati sicuramente creati da qualche Arcimago Alchimista e poi si sono diffusi per il Multiverso) che digeriscono e fanno tornare "Alla Madre Terra" come Letame Iperfertile; hai l'impressione che però queso non tanto "Scagazzi In Giro Per Le Fogne" (che sarebbe quasi INUTILE dal Punto di VIsta dell'Equilibrio Ecologico) ma NUTRA le Alghe ed Amebe che si porta addosso, le quali SICURAMENTE lo Potenziano e Curano (di sicuro ha una qualche forma di "Rigenerazione Parziale" sebbene molto probabile sia legata a QUANTA Roba si Divora); con le dovute "Coltivazioni Druidiche" potrebbe riuscire a GENERARE del Metano, Chetoni, Aldeidi ed altri "Gas Naturali Infiammabili" che potrebbe espellere in Nuvolette Puzzolenti che poi Tu puoi facilmente INCENDIARE e CONTROLLARE con i Tuo Poteri Piromantici. . .!!
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dolly18 si è unito/a alla community
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Capitolo 1. Nest of the Eldritch Eye
Nestore al ponte dei delfini Salutarono il mercante e discussero il da farsi. Sono d'accordo, non dividiamoci per ora, ma cerchiamo un parente stretto del suicida, magari troviamo casa sua, raccogliamo qualche informazioni su di lui e su quel che aveva in comune con Delvin, poi torniamo dagli altri come programmato.
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Topic di Gioco: L’Infestazione di Castel Gyllencreutz
MasterX ha risposto a SNESferatu a un discussione Topic di Gioco in Vaesen - L’Infestazione di Castel GyllencreutzQuentin Dopo che mi hanno "recuperato" mi alzo con ancora il fucile in mano non ho ancora capito... Chi pensavate io fossi ? Sto zitto , e seguo le due donne dove volete andare ? Avete trovato qualcosa? C'è ne possiamo andare via adesso??
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New TdS
Ciao a tutti ragazzi! Io sono Raffaele, ho letto le vostre schede e sono davvero fighe. Con calma scriverò qui i vari rapporti con tutti i compagni di classe, magari qualcuno più approfondito di qualcun altro.
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Cap. 2 La miniera
Edwarf Con un cenno di saluto, mi avvio molto volentieri verso l'uscita. Che branco di stolti... sospiro a mezza voce una volta all'esterno. Una volta avviati sulla strada verso Lago Diamante mi rivolgo a Kendra e al suo compagno animale. Per quanto mi riguarda, ognuno per la sua strada. Forse alla donna offrirei una seconda chance. Al mezz'orco invece offrirei un posto in un sacco dell'immondizia, ma i due paiono affiatati e non ho davvero voglia di persuadere nessuno.
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Oscar Holloway (PG raffalavo)
NOME PG: Oscar Holloway PELLE: Il Vampiro GIOCATORE: Raffa ASPETTO: EXP: 0/5 PF: 4/4 AVANZAMENTI: ◊ +1 a una delle tue Caratteristiche. ◊ Prendi un’altra Mossa del Vampiro. ◊ Prendi un’altra Mossa del Vampiro. ◊ Prendi una Mossa da qualsiasi Pelle. ◊ Prendi una Mossa da qualsiasi Pelle. ◊ Sei in una Coterie di Vampiri. MOSSA SESSUALE: Quando ti neghi sessualmente a qualcuno, ottieni un Filo su di lui. Quando fai sesso con qualcuno, perdi tutti i Fili su di lui. SÉ OSCURO: Chiunque è una tua pedina, un tuo giocattolo. Li ferisci e li rendi vulnerabili, per gioco, come un gatto fa col topo. Magari arriverai anche a prosciugarli completamente, anche se di sicuro prima ti prenderai il tuo tempo. Esci dal tuo Sé Oscuro quando vieni rimesso al tuo posto da qualcuno più potente di te. STATISTICHE: CALDO: 2 FREDDO: 1 INSTABILE: -1 OSCURO: -1 MOSSE: Ipnotico: Possono ipnotizzare le persone che non hanno fili su di me. TIRO + CALDO: 10+ fa esattamente quello che desideri e non ha idea che ci sia qualcosa che non va. 7/9 l’ipnosi funziona, ma scegli uno: ◊ capisce esattamente che cosa gli hai fatto; ◊ esegue male i tuoi ordini; ◊ la sua sanità mentale viene compromessa. Marchiato per la caccia: Quando ti cibi di qualcuno formi un legame soprannaturale con loro. Quando Guardi nell’Abisso riguardo la loro posizione o stato di salute (fisica o psicologica), tira come se avessi Oscuro 3. FILI: IDEE PER I FILI (presa dalla scheda): C'è una persona che è la discendente di Arabella. Vedendola e riconoscendola come la stessa persona, magari nella voce, volto, o modi di fare, e avendomi salvato la vita un secolo fa non posso che esserne attratto. Ha due fili su di me. Sei bello. Ottengo 1 filo su TUTTI CONDIZIONI: BACKGROUND: Thalos, 1920. Oscar Holloway non è altro che un ragazzino con una famiglia particolare alle spalle. Ciò che interessa alla narrazione è che è follemente innamorato di Arabella, una ragazzina acqua e sapone, ma che riconosce la classe e apprezza la galanteria. Tenendola nascosta ai suoi genitori iniziano una relazione, una relazione dolceamara in quanto Oscar è un vampiro. Lotta tra il suo desiderio di sangue della sua amata e l’amore che prova per lei, non vuole condannarla come vittima o abusare di lei. Lei inizialmente è all’oscuro di tutto ciò, apprezza molto lo stile di Oscar e non capisce come mai non la invita mai a casa sua per conoscere la sua famiglia. Prima o poi, come tutte quelle che si rispettano, anche questa favola deve volgere al termine. Si da il caso che nella sua epoca i vampiri sopravvivono solo bevendo del sangue umano, ma Oscar è cieco d'amore e decide di non attaccare nessuna persona, non legarsi a nessuna persona se non la sua amata, alla quale non vuole fare del male. Una decisione sconsiderata che lo porta a sviluppare l’astinenza dal sangue umano e inizia a renderlo indisposto un po' troppo spesso. Dopo l’ennesimo appuntamento al cinematografo saltato, Arabella decide di andare in fondo a questa storia chiedendo spiegazioni una volta per tutte. Trovandosi alle strette, Oscar decide di rompere uno dei giuramenti della sua casa e rivelarle che è un vampiro. Inizialmente questa cosa lascia di stucco la ragazza, ma di sua spontanea volontà decide di nutrire Oscar con il suo sangue, pur sapendo che mentre lui vivrà chissà quante centinaia di anni, per lei il tempo è una risorsa preziosa. Con il cuore il lacrime decidono di separasi, e il dolore di lui è così forte che decide di addormentarsi nella sua bara per un lungo, lunghissimo tempo. Nella speranza di non rivedere mai più Arabella. Nella speranza di non legarsi mai più ad un umano. Passano così 100 anni e Oscar si risveglia. Riconosce di essere nella cripta di famiglia nella loro tenuta. I suoi genitori sono lì ad aspettarlo, in tutto questo tempo hanno avuto modo di ponderare le parole da rivolgergli, e invece di esprimergli rabbia, disappunto, o qualunque altra cosa sfruttano il tempo della pandemia per insegnarli come è cambiato il mondo degli umani, così come quello dei vampiri, per permettergli nuovamente l'ingresso in società. Non è più necessario cibarsi solo di sangue umano, è possibile uscire al sole con la nuova crema VampiSun ®, insomma è possibile fare una vita normale e confondersi tra gli umani. Il sangue è ancora una prelibatezza, ma il rischio di essere scoperti riduce a zero le vittime che possono uccidere. Al massimo, un assaggio passionale. Tra il 2020 e il 2025 Oscar impara molte cose e a saper vivere nel mondo moderno, pur rimanendo legato alla sua infanzia appartenente ad un'altra epoca. È strabiliato dalla TV, le auto elettriche, internet e soprattutto lo smartphone. Non parliamo neanche della moda odierna, per lui è un’assurdità e vestono quasi tutti di cattivo gusto. La musica poi, dove diavolo si trovano i Jazz club che adorava frequentare di sera? Agli occhi degli altri appare come un ragazzo fuori tempo. Curioso, bizzarro, un po’ strano ma con un fascino magnetico a cui è difficile resistere o almeno esserne attratti per curiosità. I suoi genitori passano per piccoli nobili che vivono di rendita, sono una delle famiglie più antiche presenti nella cittadina. (Quasi?) Nessuno sa che sono vampiri. DOMANDE DI APPROFONDIMENTO: Quali sono le caratteristiche dei vampiri in questo mondo? Le loro forze e le loro debolezze? Ad esempio, esporsi al sole senza protezioni li incenerirebbe all'istante o gli procurerebbe gravi danni fino ad ucciderli? Di cosa si nutrono a parte sangue umano, eccetera. Intendo quindi di chiarire un po' tutti i "luoghi comuni standard" sui vampiri, come ti immagini tu che siano. I vampiri al giorno d'oggi sono ben amalgamati tra i mortali. Alcuni progressisti addirittura ricorrono a ritocchetti estetici per eliminare alcuni tratti somatici dei vampiri, come magari i canini troppo sporgenti o il colore innaturale delle iridi. La maggior parte invece sono conservatori, esaltano le loro caratteristiche e sono molto legati alle loro abitudini. Anche questi ultimi però devono riconoscere i benefici dal vivere in comunità con i mortali, come i progressi tecnologici. alimentari e sociali che hanno elevato il loro tenore di vita. Agli occhi dei mortali passano come dei religiosi ortodossi, hanno i loro riti all'interno delle magioni in cui è proibito andare e in generale chi prova a ficcarci il naso in qualche modo dopo non ne ha più voglia e sconsiglia l'esperienza. Avendo ruoli diversificati nella società, riescono a procurarsi tutto ciò che gli è necessario per il loro stile di vita. Alcuni esempi: vampiri che in passato frequentano l'università hanno ricercato una crema solare specifica per loro, commercializzata come una qualsiasi estremamente protettiva. Chi sa, sa. Altri hanno fatto studi di alimentazione capendo che non è obbligatorio cibarsi di sangue umano per sopravvivere, va bene qualsiasi sangue animale, seppur meno saporito. In alternativa è presente anche un mercato nero di sangue umano, reale o sintetico, ma non tutti possono permetterselo. Possono mangiare anche il cibo normale, ma difficilmente risulta nutriente per loro. Un po' di carne animale può comunque fargli bene, il resto è come il mais. Il loro comportamento al sole è al pari di un albino, subiscono bruciature e ustioni fino a dover ricorrere ad interventi per innestare pelle nuova. Quanto è antica la famiglia Holloway? C'è qualcuno "sopra" ai genitori di Oscar o sono loro a capo? È un clan a sé stante oppure una famiglia ramo di un clan, magari con radici in tutto l'Oregon? Ci sono altri vampiri in città o nelle vicinanze? Per quanto concerne le loro tradizioni familiari, la famiglia è fondamentale. Non è difficile sentire di scontri tra famiglie vampiriche, così come alleanze o rapporti di convenienza. La famiglia di Oscar è solo una costola degli Holloway, sono presenti degli "zii" che non vivono a Thalos ma in qualche altra città dell'Oregon. Di solito, almeno una volta all'anno si incontrano per "banchettare" insieme. Di altre dinastie Oscar non ne è a conoscenza, i suoi genitori ci tengono a crescerlo come un ragazzo umano, ma sono ben presenti altre famiglie di cui, prima o poi, Oscar ne avrà a che fare. Quanti anni ha Oscar? È nato da due vampiri oppure è stato trasformato da ragazzo e poi "adottato"? Chi comanda in casa è il padre o la madre? Oscar ha 17 anni, frequenta regolarmente il liceo. Prima di esso, dice di aver frequentato una scuola privata ed è per questo che ha sempre un vestito impeccabile e dei modi così strani di fare e di parlare (così dice alla gente). In casa chi comanda è il padre. La famiglia ha un forte stampo patriarcale, da generazioni. I vampiri maschi possono trasformare i mortali in vampiri (non sempre, solo attraverso un rituale che la famiglia non conosce più), sono loro che ereditano il cognome e le donne appena trasformate non possono ribellarsi per completa ipnosi da parte degli uomini. Col passare degli anni, accettano il loro ruolo e vivono in comunione con la loro vita, senza essere maltrattate o messe in secondo piano, ma sempre al fianco del proprio marito. Nonostante il carattere severo, il padre è relativamente moderato, preferendo a tutti i costi che Oscar trovi la sua amata tra le famiglie vampiriche che con il metodo brutale della trasformazione. Quale "bizzarria" colloca Oscar TOTALMENTE fuori tempo rispetto al 2025, avendo lui vissuto maggiormente nei primi anni del '900? Per quanto sono 5 anni che si è risvegliato nel presente, molte cose non sono naturali per lui. Se ha imparato nella quotidianità a non essere estremamente stravagante, ha letteralmente un buco di storia di 100 anni. Non potrebbe cogliere molte citazioni o cose della storia recente, per quanto l'abbia letta più volte. Oltre all'abbigliamento che lo fa sembrare un damerino, la paura dell'aereo, la stranezza delle città piene di automobili, la cosa che più di tutti lo colloca fuori dal tempo è la musica. Non può farcela a sentire il rap, rock, pop, praticamente qualunque cosa moderna. Ascolta solo del jazz o musica classica, cerca in giro grammofoni e non capisce come mai non ci siano ogni settimana concerti a teatro. Non ha mai visto serie tv,sa come si usano i social ma non capisce PERCHé si usino i social, ecc. Oscar appare come un diciassettenne, ma in realtà quanti anni ha? Sicuramente almeno 122, visti i 100 anni di sonno, i 17 suoi e i 5 dopo il risveglio. Sì, Oscar è nato nel 1903, quindi al 2025 ha 122 anni. Ne dimostra 17 ma potrebbe avere la maturità di uno di 23. I contatti dei vampiri non hanno problemi a creare documenti falsi quando necessario. I vampiri possono procreare (nel senso anatomico umano del termine) oppure possono generare una prole soltanto trasformando un altro umano? Oscar è nato dai genitori oppure è stato trasformato dal padre e quindi "strappato" alla sua vita precedente quando è diventato un vampiro? Se due vampiri si accoppiano, loro figlio sarà un vampiro. Se un vampiro si accoppia con un umano, nasce un umano. La trasformazione di un umano può avvenire solo in presenza di un rituale che richiede condizioni precise e la presenza di un "sacerdote". Oscar è figlio di due vampiri e i suoi genitori vogliono che si stabilisca una relazione duratura con una ragazza vampiro, per mandare avanti la dinastia naturalmente. Suo padre si rifiuta di ricorrere al rituale per avere un nipote. Forniscimi una descrizione estetica e caratteriale di Arabella. Descrivi com'è stata la vostra (per quanto breve) relazione. Arabella era una ragazza bionda, capelli corti a caschetto, con una voglia particolare sul collo, si poteva notare con attenzione solo se osservata da molto vicino. Seppur lei si può definire una ragazza semplice, che non ama mettersi troppo in mostra, al contrario era attratta dai ragazzi di classe e buongusto. Lei e la sua famiglia vivevano da sempre ai piedi del monte Thalos, e i suoi genitori furono tra i primi a portare il jazz in città aprendo un locale e invitando i musicisti. Da qui, la passione di oscar per il jazz e per lei, che serviva i tavoli nel locale di famiglia. (Ad oggi può essere scomparso o riconvertito in qualche altra attività). La relazione agli occhi esterni non era altro che una smanceria tra due giovanotti, i genitori di lui non avevano problemi ad integrarlo tra gli umani, quelli di lei riconoscevano la classe ed eleganza di oscar e della sua famiglia.
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Prima missione - Per una giusta causa
Raskva umana slayer Bene mi alzo dalla sedia, andando a recuperare il falchion c'è altro che dovremmo sapere? Altrimenti mi sembra che abbiamo una linea d'azione
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Topic di Servizio
shadyfighter07 ha risposto a SNESferatu a un discussione Topic di Servizio in Vaesen - L’Infestazione di Castel GyllencreutzDirei di andare in biblioteca, li Elsa potrà tirare fuori il Codex per la consultazione ;)
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
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TdG - Avventure in DnD 2
Izhu Sono un po' nervoso ad andare a cavallo e da quello che percepisco anche il cavallo non è particolarmente contento di avermi vicino Non voglio farti del male, va bene? lo accarezzo sul collo mentre mi avvicino agli altri Spero abbiate riposato bene tutti controllo di avere tutto l'equipaggiamento a posto io sono pronto quando volete
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I - Fine del mondo al Binario 2
Elisa Moretti (Insegnante scuola primaria) Senza fiato, sentendomi braccata come un animale mi arrampico sulla barricata ma proprio quando sono arrivata alla cima qualcosa crolla. "NOOOOOOOO!" Atterro si spalla e sbatto malamente il braccio a terra, mi alzo in ginocchio tenendomi il braccio, mi fa male. Mi giro dietro per vedere se il complottista è con me, non lo vedo. Sgrano gli occhi, lo vedo ma è dalla parte opposta. Lo ringrazio con lo sguardo e con la mano del braccio buono gli faccio cenno di salire di nuovo. "Fai veloce ti aspetto!" Le voci dei bambini mi distraggono, torno da loro, li vorrei abbracciare tutti ma non c'è tempo. Accarezzo la testa di Luca il primo della classe e mi giro verso gli altri. "In fila indiana! Tenete stretta stretta la mano del vicino. Si torna a casa!" con il dito indico l'uscita ed al primo della fila dico "Andiamo li. Forza, camminate veloci ma senza correre!" Mi posiziono alle spalle della scolaresca, girando di tanto in tanto la testa per vedere cosa succede dietro e soprattutto per vedere se il complottista, quello sconosciuto angelo custode, riappare dalla barricata. AZIONE Mi muovo verso Nord dove c'è la porta di uscita.
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Passaggio verso nord
Godluin Valthorne Non appena sento il rumore delle ossa, mi attivo immediatamente. Non credo proprio ne venga fuori nulla di buono. Come Arkyn tendo anche io la mano verso il terreno. Lentamente indice e medio si cominciano ad illuminare di rosso e rimango pronto a lanciare strali di fuoco al primo nemico che vedo. @DM Resto pronto: al primo essere che sbuca, provo a lanciare Fire Bolt (TxC +8 - Danni 2d10 fuoco)
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Passaggio verso nord
Arkyn K'Aarna Cautamente e senza fiatare attendo responso da Lorelai quando Eryndor e Tiburzia rompono il silenzio facendo un'osservazione praticamente inutile, li osservo inarcando il sopracciglio quasi a chiedere a che cosa servisse parlare in quel momento. Tiro giù la celata dell'elmo, assicuro lo scudo alla schiena e sollevo la mano puntando il palmo verso il terreno tra noi e la nostra 'esploratrice' dove la distesa di ossa sembra si stia risvegliando. @Dardan se si alza qualche scheletro o appare qualche mostriciattolo lancio deflagrazione occulta senza nemmeno pensarci con due raggi 1d10 e 1d10 contro stesso bersaglio TxC +6 per ogni raggio
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Cap. 2.1 - Il ritorno di Kai
Uther Valish Tossisco nella cortina di fumo e cerco di colpire uno dei ladri riuscendo a dargli un colpo ben assestato Guardo l'uomo intrappolato, non possiamo farli scappare! Cerco di uscire dalla cortina fumogena , nella direzione in cui era Gorrak per vedere se li trovo Ado fatto, poi esco dalla nuova se riesco e se becco qualcuno lo attacco
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Episodio 1: una nottata turbolenta
Nyx Calder Appena varchiamo la cancellata è chiaro che non si è trattato di un incidente, ma piuttosto di un azione manovrata. Mi raddrizzo sul sedile per valutare la situazione, l'incendio è stato appiccato solo su due edifici di tre. Quale potrebbe essere il motivo? Esprimo il mio pensiero a gli altri. "Perché appiccare un incendio a soli due edifici? Forse per prendere qualcosa dall'altro?" Io avrei fatto lo stesso. Tuttavia Simon Core ha ragione, la priorità è mettere in salvo più persone possibili e mettere in sicurezza il magazzino. "Oltre a combustione di sostanze chimiche potrebbero esserci rischi per eventuali corto circuiti che potrebbero alimentare le fiamme, in quei reparti potrebbero esserci lavatrici, computer e altri macchinari. Lasciatemi dare un occhiata se riesco a individuare la cabina elettrica posso provare a disattivare la corrente" Mi avvio verso il reparto al primo piano urlando minacciosa ed incazzata alla gente "Forza! Circolare da questa parte!" Indico il nostro furgone. Fermo un fuggiasco afferrandolo non molto delicatamente per un braccio "Ci sono persone intrappolate dentro?" X DM e TUTTI Nyx si muove verso i reparti. Se è il caso usa intimidire sul fuggiasco per farlo parlare: d8
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Creazione PG e prima avventura
Rafghost2 ha risposto a Fandango16 a un discussione Regole e organizzazione in Tuern - L'isola dei draghiDirei di passare rasente la polla per evitare di non vedere qualche nemico che ci prende alle spalle e puntare all'imbocco della caverna. Piazziamo la paglia in F G 6 e diamo fuoco, valutando la direzione del vento. Poi formazione stabilità e botte pesanti!
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Creazione PG e prima avventura
Landar ha risposto a Fandango16 a un discussione Regole e organizzazione in Tuern - L'isola dei draghidirei che è quasi inutile avvicinarci furtivi ma lo farei lo stesso con tutti gli svantaggi e i vantaggi del caso.
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TdG - Avventure in DnD 2
Gale Ere La mattina mi reco nel piccolo cortile del tempio, mi sento riposato e mentre aspetto l'arrivo di tutti estraggo il portamappe magico che in più di un occasione mi ha rivelato tante scorciatoie che nemmeno gli abitanti del luogo conoscevano, @Voignar faccio un prova di percezione per capire il tragitto più breve e sicuro ( dice CD 15) una volta trovata quella che penso sia la via migliore, ascolto la brezza leggera che trasporta l'aria fresca del mattino. oggi i venti mi sono propizi ,me lo sento. Ringrazio gli dei dell'aria per il sostegno che mi danno e stringo le mani sull'elsa della spada dell'acqua, compiacendomi di esserne stato designato portatore. E un arma di squisita fattura e la sera precedente ho avuto modo di provare i privilegi della sua forma di frusta d'acqua ... non vedo l'ora di adoperarla in un combattimento reale. Resto in attesa di vedere comparire i miei nuovi compagni...
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"Il Maniero Delle Nebbie", Base Operativa degli Investigatori dell'Incubo di Kaligopolis. . .
shadyfighter07 ha risposto a Steven Art 74 a un discussione La Metafisica Del Semi-Piano Del Terrore in Kaligopolis City & The Mists Of RavenloftISKRA - DRUIDA CINEREA Mentre mi avvio verso le scale sento dei passi dietro di me, dal suono non sembrano affatto dei movimenti di un bipede, tuttavia non sembra esserci minaccia. Giro la testa e vedo che a seguirmi è quell'essere. Reclino la testa di lato, studiandolo con i miei occhi fiammeggianti, sulla mia faccia cinerea si incurva un sorriso. Non sembra una creatura con un cervello evoluto ma sembra avere del potenziale, mi avvicino e fissandolo dove ci dovrebbero essere gli occhi chiedo. "Noi amici?" Mentre lo chiedo muovo la mano prima verso di me e poi verso di esso, non mi aspetto una risposta ma continuo a parlare "Vieni con me ma devo trovarti un nome" ci penso un attimo e memore dei versi che faceva mentre strappava bocconi dal mostro strisciante esclamo "WOOF! questo mi sembra un nome adatto". Mi volto e riprendo la via delle scale. AZIONE Provo ad usare incantesimo di 1° Livello Speak with Animals
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Darakan ha iniziato a seguire Un nuovo inizio
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Monkey77 ha iniziato a seguire Un nuovo inizio
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Un nuovo inizio
Quanto sto per iniziare a narrarvi accade in Un piano materiale alternativo , un mondo che riflette e distorce piegandolo in un nuovo intreccio di destini quanto accade in infiniti universi paralleli. In questo mondo potrete trovare città ,foreste, personaggi, divinità... che coesistono in altre cosmologie, ma che qui vivono ,agiscono ,pensano a modo loro non intaccate da quanto accade altrove.Quì Pelor e Lathander sono la medesima divinità solo venerate in modo diverso in base alla regione, setta o corrente di pensiero locale. Esistono parti del mondo con la tecnologia di Eberron, e zone dove quasi non si è mai usciti dall'eta della pietra... In questa realta, in mezzo alle colline colme di foreste si è smarrita una piccola compagnia di soldati ex appertenenti della Falange delle Lame Sacre , che delusi dai Leader della forza ausilaria e dagli ipocriti precetti ivi applicati decide di volgersi ad un antica divinità,omai da lungo tempo lontana da questa terra, ma che approfittando della disperazione , rabbia e bramosia di avere la forza di rivelare la verità dei falsi dei benigni, offre loro in visione la possibilità di riscattarsi , offre un Nuovo Obiettivo. Sono settimane che piove e il vostro gruppo ha perso completamente l'orientamento, non conocete la zona e potete solo ringraziare di non aver incontrato nessun pericolo degno di esere chiamato con questo nome... Quando una mattina il cielo appare limpido e azzurro con lunica eccezione di una grande nuvola da cui dipartono cinque estremità. Molti la vedrebbero come una semplice nuvola, altri come un simbolo della Mano Amica ,Ma il vostro sacerdote non ha dubbi :"quelle estremità sono le cinque teste di Tiamat! , ci indica la via d'uscita da queste maledette colline , ecco lì la nostra meta. In direzione della nuvola potete osservare una pianura piena di campi arati e circa a una mezza giornata di viaggio una città. I vostri seguaci stanno sistemando il campo ,ripiegando le tende inzuppate dalla pioggia, ma a differenza dei giorni passati il morale è frizzante,vedendo la fine di quel diluvio che sembrava non finire più. A voi @Darakan , @Melqart inserite i vostri PG...