Descrizione della gilda
Campagna sandbox per Salvage Union
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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Aurunci Regio
Vahid Sospirando in modo evidente: “Diciamo che se troviamo qualcosa che valga la pena di essere riportato alla Garibaldi, magari evitiamo di farci i predoni ed anche oggi abbiamo portato la pellaccia a casa. Non credo che troveremo granché, comunque. Spero solo di non finire sepolto qui dentro.”
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Aurunci Regio
KAELIN-MECH: Echo Dopo aver trovato un posto che almeno all'apparenza sembra un posto sicuro scendo dal mech. Mi sgranchisco le gambe e mi stiro la schiena. "Beh alla fine dai! Questo posto, polvere e sporcizia a parte, non è così male!" Quando vedo la scritta OPAL un doppi fischio mi esce dalla bocca. "cavolo! Se avessimo trovato questo posto qualche hanno fa ora saremmo ricchi! Però può darsi che qualcosa sia rimasto! In fondo gli scanner non hanno rilevato presenze biologiche quindi un'occhiata la possiamo dare!" Gli occhi mi brillano.
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Topic di discussione in OFF
esatto, è logico pensare che probabilmente è stato depredato da tempo. Ma non ne avete la certezza.
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Topic di discussione in OFF
Quanto è stato facile trovare questo sito della Opal? Una cosa relativamente semplice, immagino... Da da pensare che possa essere un luogo già depredato nel tempo, dato che è qui da chissà quanto, no?
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Aurunci Regio
L'atrio è abbastanza grande per ospitare i vostri tre mech e, spingendovi un po' dentro la rovina, vi sistemate sicure di non essere viste dall'esterno. Vi ritrovate in una caverna di geometrie spezzate, dove il brutalismo architettonico incontra il disfacimento dell'antica apocalisse. Un tempo questo posto deve essere stato un tempio di silicio e vetro temperato ma ora è solo un vuoto saturo di polvere che danza nella luce spettrale delle vostre torce. Le pareti, rivestite di marmo sintetico ormai crepato, portano i segni di un’onda d’urto che ha trasformato i monitor a parete in croste di cristalli neri, simili a sangue rappreso. Scendete con cautela dai vostri mezzi per dare un'occhiata. Eve trova un teschio umano fra il ciarpame, non certo qualcosa di inusuale dato che le ultime guerre hanno causato milioni di morti. Sembra molto vecchio. Passando la mano guantata su di una parete scoprite il logo dell'azienda che possedeva questo posto: . La soldato fischia sommessamente fra i denti. "Questa Corpo produceva alta tecnologia durante il conflitto, magari vale la pena dare un'occhiata, voi che dite?" L'alternativa è accamparsi per la notte e proseguire l'indomani.
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Aurunci Regio
KAELIN-MECH: Echo Al segnale di Eve di libero avanzo, rimango sulla sulla soglia, mi guardo intorno e con un lieve sarcasmo esclamo: "Ricordi di vita passata!" "Sono d'accordo! Entriamo ma non addentriamoci troppo dentro, parcheggiamo i mech a cerchio e posizioniamoci all'interno del perimetro così avremmo qualcosa che ci fa da scudo!" propongo.
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Aurunci Regio
Vahid Dopo qualche attimo passato a pensare alla situazione. "Se vogliamo farlo, direi di rimanere comunque a portata dell'entrata. Non sappiamo cosa si nasconda al suo interno, potrebbe essere decisamente pericoloso."
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Aurunci Regio
Attorno alle rovine il deserto si fa sabbioso, come un sudario di silicio polverizzato. I piedi dei mech affondano fino alle giunture delle caviglie, sollevando cascate di polvere finissima ad ogni passo. L'unico rumore, a parte lo sferragliare ritmato dei vostri rottami, è la statica dei granelli di sabbia che gratta contro i sensori ottici delle macchine. Le rovine emergono dalle dune come denti spezzati, strutture di ferro-cemento erose dal vento fino a esporre nervature di tondini arrugginiti. Eve vi fa allargare a ventaglio: anche se le letture di Vahid erano verdi non si può mai sapere cosa è rimasto abbandonato in posti come questi. Varcate il perimetro delle rovine scivolando nelle ombre serali che proiettano. Il silenzio spezzato dal gracchiare del cancom: un mix di interferenze e gergo da spazzini. Libero.. libero.. libero.. "Questo posto è una tomba, il che non mi dispiace affatto" dice la soldato nel canale, "ma preferirei trovare un posto dove nasconderci per passare la notte" A poca distanza da voi intravedete pareti di marmo sintetico e polimeri in decomposizione; l'entrata, o quello che ne rimane, di un atrio aziendale. "Direi di rintanarci lì, a meno che voi non vogliate continuare a cercare.. ma è quasi notte"
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Aurunci Regio
KAELIN-MECH: Echo "Se le scansioni non hanno rilevato presenze umane o di reattori forse è meglio muoversi davvero li. Ma stiamo attenti lo stesso!" Faccio un cenno di assenso a gli altri prima di cominciare a muovere il mio mech verso le rovine.
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Aurunci Regio
Eve è a favore delle rovine, ora che sapete che sono deserte. "E magari potremmo trovare qualche rottame, chissà"
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Aurunci Regio
Vahid “Meglio di questo posto, sotto questa guglia, non credo di potervi proporre. Riposeremo nei mech, faremo dei turni.” Aspetto il parere degli altri.
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Aurunci Regio
Vahid scansiona la le rovine. Le letture non rilevano reattori o attività umana in zona. Certamente potete accamparvi all'ombra di una guglia e dormire all'interno dei mech, anche se non è la sistemazione più comoda.
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Aurunci Regio
KAELIN-MECH: Echo "Si la capa ci aveva detto di girare alla larga da quelle rovine, almeno mentre cala il sole! Se dovessimo arrivare là durante la notte saremmo come un faro per una nave in rovina!" Ovviamente non ho mai visto un faro ma l'ho letto su alcuni libri quando avevo ancora tempo di leggere romanzi. "Vediamo se alcune di quelle guglie sono stabili e cerchiamo riparo dietro una di essa per la notte. Poi decideremo dei turni di guardia!". Non aver equipaggiato l'arpione è stato un grosso errore, ma ormai è troppo tardi per tornare indietro.
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Aurunci Regio
Vahid "Quelle rovine sono il primo luogo dove la Princeps ci ha detto di tenere gli occhi aperti, non era un ordine ma il consiglio lo accetterei più che volentieri se non vogliamo trovarci nuovamente in difficoltà come l'ultima volta." Attendo Kaelin, ponendomi davanti a lei mentre lancio i primi comandi per avviare scansioni. @Mezzanotte - Scansioni
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Aurunci Regio
Il terreno si frattura sempre più in crepacci e taglienti guglie color ardesia alte come palazzi. Purtroppo il territorio ad est diviene presto così accidentato che è impossibile proseguire con i vostri mech. "Avremmo dovuto valutare meglio le scansioni", si rode Eve. "Marina ci ha detto che la regione era accidentata. E poi dato che avevamo pure comprato l'Arpione, è stata una pessima idea non montarlo. Con quello forse saremmo potute andare avanti" Abbandonare i mech per proseguire a piedi è un suicidio, e manca poco al calar del sole, vi occorre un riparo. Eve propone di tornare in fretta e furia verso le rovine e ripararsi lì per la notte. "Meglio che accamparsi in campo aperto", sostiene.
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Aurunci Regio
KAELIN-MECH: Echo La dannata polvere di ossidiana opacizza subito la carrozzeria di Echo! cavolo! L'ho appena finita di lucidare Apro le comunicazioni radio. "Come suggerito dalla capa dobbiamo evitare le rovine! Giriamo a largo. Sono d'accordo procediamo ad est, meglio stare lontani da quelle lesbiche incazzate. Procediamo con cautela però! Vahid fai strada tu ed esegui scansione appena vedi che il terreno inizia a diventare sconnesso. Procediamo a step, scansione avanzata, saremo più lenti ma non voglio cadere in un buco...sai sarebbe un pò come essere seppelliti!"
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Aurunci Regio
Vahid "Grazie della dritta, grande G. Eviterei le rovine andando ad est, anche solo per capire se è fattibile arrivare ai Campi da lì." Sono calmo e serio con le parole, cerco di non mostrare emozione alcuna. Se solo le latarian sapessero... Un brivido mi percorre la schiena, mentre cerco di scacciare questi pensieri.
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Aurunci Regio
Campi di Ossa Uscite assieme ad Eve, e presto la torreggiante sagoma del Garibaldi scompare in lontananza, fra le nuvole di polvere che il vento solleva a tratti e i picchi frastagliati di tagliente ossidiana che si alzano improvvisamente dal terreno tormentato, simili ai denti rotti di un leviatano morto. La regione che state attraversando è particolarmente spopolata, lontana da qualsiasi rotta commerciale e pericolosamente vicina al confine ufficioso della Ginarchia che scorre lungo il corso del Rio Zenda. Questa è terra di efferate bande di predoni che assaltano i convogli più ad est, nelle piane del Sandora per poi ritirarsi a godersi i proventi delle loro malefatte qui, in questa terra di nessuno dove si sentono intoccabili. Le scansioni della Garibaldi evidenziano un affioramento di rovine sul vostro percorso. Marina vi ha consigliato di stare particolarmente allerta perché dalle analisi è risultato un eccellente posto per tendere imboscate. Se non volete attraversarlo potete aggirarlo ad est, dove però le mappe segnalano un terreno particolarmente accidentato, o ad ovest, una via più facilmente percorribile ma che passa vicino al confine latariano. Superata questa zona vi inoltrerete nel cuore dei Campi, dove le bande si fanno spesso la guerra e dove forse, con un po' di fortuna e mantenendo un profilo basso, potreste trovare del buon bottino.
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Aurunci Regio
In un silenzio quasi religioso, eseguo gli ordini in modo fermo, a mascella serrata. Speriamo di non finire in mano a qualche altra Corp del c4zzo anche oggi. Mentre penso a tutto questo, salgo a bordo del mio mech e socchiudo gli occhi: brevi momenti legati alla cultura latarian mi saltano alla mente e mi riportano a quei tempi, così lontani eppure così vividi.
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Aurunci Regio
KAELIN Osservo in lontananza Sbrana e Flaminia che come di consueto si punzecchiano ma il mio sguardo va oltre, sul quello che dovrebbe essere il panorama ma invece è un posto di merda come gli altri. Mi avvicino ad Eve "Bel posto! Se davvero trovo marito mi ci faccio portare in luna di miele!" Devo reggermi forte quando lo scafo inizia a scendere lungo il burrone "Ma chi cavolo sta guidando questo coso?". Mi succede sempre quando sto troppo giorni a bordo, all'inizio è tutto bello, posso dedicarmi a spupazzare la mia Eco, a lucidarla a coccolarla, a colorarla con graffiti ma dopo una settimana non vedo l'ora di uscire, anche solo una piccola ricognizione mi mette di buon umore. Quando sento la voce della Princeps chiamarci per uscire quasi mi sento più leggera, lo stomaco si riapre, come se mi preparassi a respirare di nuovo. Scendo nell'hangar ed accarezzo lo chasis del mio mech. "Vai bella! Si va a caccia!"
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Aurunci Regio
Desolazione di Hermada - Campi di Ossa Il mondo è morto urlando, e tutto ciò che resta è una ferita che non si rimargina. Il paesaggio si estende in ogni direzione come il dorso sfregiato di un'antica bestia torturata ed uccisa: un mosaico frastagliato di basalto fratturato e, ogni tanto, rovine di cemento sbriciolato affiorano dalla desolazione come isole semi sommerse di un oceano impossibile. All'orizzonte la linea delle montagne lontane assume forme bizzarre. Rotta, mangiata dalle atomiche, flagellata dalla caduta dell'Orbahn, l'ascensore orbitale che si è avviluppato lungo il piano equatoriale del pianeta come corda attorno ad uno yo-yo in rotazione. "Come Jörmungandr" osserva Sbrana, la vostra Veterana. "Il serpente che divorerà il mondo" Si dice sia stata una gladiatrice, nella sua precedente vita da indentata. Ora è appoggiata alla ringhiera del ponte superiore della Garibaldi e osserva il paesaggio muoversi lento attorno a voi. "Io direi che lo ha già fatto. E comunque il tuo norreno fa schifo, Fran" osserva Flaminia, che come sempre non perde occasione di punzecchiare l'amica e rivale. "La mia pronuncia delle lingue morte è perfetta, str0nza" "Davvero? Lo sai cos'altro sarà morto prima di sera se non ti levi quel sorrisetto compiaciuto dalla faccia?" Ci risiamo. Ma la tiratrice si morde il labbro inferiore e sta sorridendo a sua volta. "Per favore smettetela ragazze!", sbotta Eve massaggiandosi le tempie insofferente: è da quando siete tornati da Hope Fall che non dorme bene. "Perché non potete semplicemente scegliervi una cabina e scopare come tutte le persone normali? Flam, hai rotto il c4zzo con i tuoi bizzarri rituali di accoppiamento latarian" Sotto di voi profondi canyon si spalancano come squarci lasciati da artigli colossali, le pareti a tratti venate da vene iridescenti di quarzo radioattivo sotto il cielo perennemente velato di cenere. Strati di polvere ocra e nuvole tossiche agitate da venti incessanti oscurano ogni traccia di vero sole o stelle. Solo un debole bagliore ramato filtra, proiettando lunghe ombre cremisi che serpeggiano sul terreno accidentato. Nulla sembra poter sopravvivere qui. La terra è ricoperta da una fragile crosta di suolo morto, fessurata in placche poligonali che si rompono gemendo sotto gli immani cingoli del crawler. Rada vegetazione mutata – cespugli neri e spinosi con foglie simili a schegge di ossidiana – si aggrappano ai pendii, esalando deboli volute di vapore acre quando il vento sabbioso li graffia cercando di farli a pezzi. L'aria sa di ferro e ozono, così densa da ricoprire la lingua, mentre ululati lontani echeggiano: il lamento infinito del vento che si incanala attraverso la roccia fratturata. Vortici di polvere turbinano pigramente attraverso la piana tormentata, sollevando nuvole di ossa polverizzate e limatura di metallo che bruciano gli occhi e graffiano la pelle. E attraverso questo paesaggio infernale e devastato, voi e il Garibaldi. Un'isola di umanità rinata dalle ossa di un gigante sconfitto da tempo e riportato in vita dalla caparbia volontà di non arrendersi di un pugno di uomini e donne. La vostra volontà. Fusa con la potenza bruta di una macchina da guerra ormai preistorica ma capace ancora di scuotere la terra. Ottantamila tonnellate di acciaio mangiato e sfida che avanza lentamente su cingoli così enormi che ogni singolo anello ha le dimensioni di un autobus. I cingoli stessi sono pura apocalisse, spessi come case. Il resto sono lastre di corazza stratificate, recuperate da carri armati, ponti e scafi di altri colossi morti che stridono e sferragliano con un ritmo simile al battito cardiaco di una bestia primordiale. I cingoli del Gary schiacciano qualsiasi cosa: i massi esplodono in nugoli di schegge e polvere, appiattiscono intere creste lasciandosi dietro nuove cicatrici, visibili per chilometri. Il terreno trema in ogni direzione; le fenditure si allargano al vostro passaggio come se la terra stessa portasse timore. Lo scafo della nave si innalza per più di trenta metri, una scogliera a picco di metallo grigio rivettato, rattoppato da saldature color ruggine e rozze lamiere recuperate. Lungo i fianchi si annidano come cirripedi grumi di corazzature improvvisate: torrette imbullonate, spire di filo spinato e container saldati a formare bastioni di fortuna. Camini di scarico larghi come gallerie della metropolitana ogni tanto sfiatano i vapori del reattore mentre il ponte di lancio, lungo quanto un campo da calcio una volta destinato ai droni intercettori, ora ospita una tendopoli e mech accucciati sotto reti mimetiche, con gli arti piegati, le cabine di pilotaggio aperte in attesa che voi piloti li restituiate alla vita. Alla battaglia. Tra di essi si ergono gru scheletriche, antenne radar che ruotano con un sordo ronzio meccanico. "Ho visto le immagini dei droni da ricognizione. Sembriamo formiche su una carcassa semovente" Marco di solito non parla molto, ma quando lo fa il suo tono è greve. Persino lui ogni tanto si perde d'animo. Molti metri sotto di voi i denti di metallo affondano nella roccia scistosa, scagliando intorno schegge di pietra polverizzata come proiettili. La polvere si solleva in una scia lunga chilometri, una tempesta marrone e vorticosa che inghiotte l'orizzonte alle vostre spalle. Dalla torre del ponte, una cittadella frastagliata a più piani con finestre senza vetri e luci di segnalazione tremolanti, una bassa sirena risuona. L'intera struttura si inclina leggermente mentre percorre un ripido burrone. L'enorme scafo si piega di diversi gradi, i cingoli accelerarono da un lato per compensare, l'intero colosso trema per lo sforzo, minaccia di spaccarsi ma, semplicemente, decide di continuare ad esistere mentre tutti i presenti sul ponte si aggrappano a qualcosa per non scivolare via. Un guscio d'acciaio per fragili speranze. "I piloti della Lancia approntino i mech e si preparino ad uscire" è la voce della Princeps quella che udite dai megafoni. è tempo di cacciare. Di nutrire la carcassa che si rifiuta di morire. Come voi del resto.
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Aurunci Regio
KAELIN Mi schiarisco la voce e guardo Vahid con faccia complice, sperando che non faccia menzione dello sciroccato di Loki che abbiamo venduto a Punta Rottamatore, con sarcasmo esclamo. "O forse non lo hanno reputato uomo abbastanza!" Mi concentro di nuovo sulla mappa. "Nord-Ovest sia quindi! A caccia di predon!"
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Aurunci Regio
Vahid Con il volto marmoreo, sguardo perso nei pensieri: un filo di voce, a cui cerco di dare un contegno dopo le prime parole fiacche. “Kaelin chiedeva dei predoni… Diamole i predoni.” Deglutisco ed inspiro, chiudendo per un istante gli occhi, quasi a trovare conforto altrove.
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Aurunci Regio
Lo sguardo della Princeps si unisce a quello di Kaelin, sulla mappa digitale. "Hai ragione ad essere turbata. La Ginarchia è in ascesa, spinge a nord ed est. Hanno la tecnologia migliore, ma poche soldato: per questo cercano di arruolare alla loro causa tutte le donne possibili. Persino le Corp sono allarmate della cosa. Se la loro influenza è arrivata fino alle donne di Punta del Rottamatore, non possiamo che essere preoccupati. Ma forse erano solo disperatamente a corto di uomini. Dal rapporto che avete fatto non mi sembra abbiano aderito al credo segregazionista di Mehrzamin, o non avrebbero permesso a Vahid di lasciare l'insediamento" Fa una piccola pausa prima raddrizzarsi e guardarvi entrambi. "è inutile che vi ripeta di non immischiarvi in cose più grandi di noi, immagino. State lontani dalle Corpo. State lontani dalle Latarian" Si passa con forza le dita fra i corti capelli biondi, come fa sempre quando vuole scacciare cattivi pensieri dalla sua testa per focalizzarsi su problemi che invece può affrontare. "Dunque" riprende poi, "nord-est attraverso i campi di ossa o nord-ovest verso Vetica e le piane del Sandora".
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Aurunci Regio
KAELIN Scrollo le spalle "Mi incuriosiva il nome, ma quello che mi stai dicendo desta un pò di preoccupazione. In realtà non dovrei preoccuparmi di questo, ma ho notato recentemente un'incremento di queste società martiarcali, anche Punta Rottamatore sembrava avare quel tipo di organizzazione e lasciami dire che non c'era una bella atmosfera!" I miei occhi sono sempre fissi sulla mappa. "Non intendevo che ci dovremmo spingere così lontano, ma se dici che è un passaggio sicuro è buono a sapersi!".