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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. La tua decisione mette fine allo stallo sulla pista, accettando il rischio del borgo umano pur di non condannare i muli e voi stessi a una notte di gelo all'addiaccio tra le rocce dell'altopiano... Lyra Thorne asseconda il tuo cenno con un sì di sollievo, allentando la presa sulle redini mentre ascolta le tue domande sulla città di Loudwater e sulla destinazione del ferro che trasportate... la mezzelfa scuote la testa, accennando un sorriso stanco tra i capelli scompigliati dal vento... Sì, Silyndor... volevo raggiungere Loudwater prima che il Trono di Ferro mi bloccasse a Secomber... risponde la ragazza, abbassando la voce mentre i carri riprendono a muoversi lentamente lungo la mulattiera, lì c'è un grande mercato sul fiume e ci sono fabbri liberi che comprerebbero questo ferro senza fare troppe domande... se riuscissimo ad arrivarci e a vendere tutto, potremmo finalmente sbarazzarci di questi carri pesanti, comprare due cavalli e muoverci molto più in fretta... ma per adesso siamo a piedi e con poche monete in tasca, dobbiamo pensare a fare un passo alla volta... Mentre i muli iniziano la discesa lungo i tornanti fangosi, ti sposti verso il retro della colonna per camminare a ridosso delle ruote del secondo mezzo, affiancando il vecchio Daran per chiedergli indicazioni... il boscaiolo si stringe nel mantello logoro, grattandosi la barba ispida prima di darti le poche informazioni che possiede su Zelbross... Zelbross non è una città, Silyndor... è solo un mucchio di stalle e capanne di pietra arrampicate sul fango... sussurra il vecchio taglalegna, camminando a fatica per via della stanchezza, ci vivranno sì e no cento anime, quasi tutti pastori di pecore che odiano le guardie del Lord e non fanno domande a chi viaggia... quelli della gilda commerciale non hanno uomini fissi laggiù, non butterebbero mai monete per prescindere quattro case... ma c'è un problema... a Zelbross c'è una sola locanda, il Cervo Calcinato, gestita da un mezzorco di nome Kren... se c'è qualcuno che sa quali sentieri sono liberi o se qualche cacciatore di taglie sta girando da queste parti, è lui... ma Kren non apre la bocca gratis... vuole vedere l'argento, o del buon tabacco... La conversazione si spegne a poco a poco mentre le ruote dei carri affondano nel fango viscido della via principale di Zelbross, sotto lo sguardo diffidente dei pochi pastori avvolti in pellicce di montone... per evitare di esporre la mercanzia sulla strada principale, aggirate subito la struttura sgangherata della locanda di Kren, svoltando con i carri nel cortile sul retro... ma non appena Lyra accosta i muli vicino al grande portone di legno della stalla coperta, scoprite che gli alloggi per le bestie sono sbarrati da una pesante catena di ferro, e la figura massiccia di uno sconosciuto vi sbarra la strada nel crepuscolo... È un mezzorco tarchiato e muscoloso, intento a scaricare due pesanti ceste di torba bagnata vicino alla porta sul retro... La sua pelle verdastra è segnata da vecchie cicatrici da taglio risalenti a un passato violento, e una zanna sporgente gli deforma il labbro inferiore... posa le ceste nel fango con una lentezza deliberata, incrociando le braccia sul petto mentre scansionano con le sue piccole pupille iniettate di sangue i vostri abiti bagnati, la stanchezza dei muli e l'asta della glaive che tieni parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio... emette un grugnito rauco, sputando a terra prima di fare un passo verso il carro principale di Lyra... la sua astuzia ha già calcolato il peso insolito del legno e la fretta dei vostri movimenti... Siete fuori strada per la carovaniera principale, viandanti... e i miei muli non amano dividere il fieno con gli estranei... raschia l'ibrido, la voce pesante che fende il freddo del tardo pomeriggio mentre Lyra si stringe nello scialle sul sedile... batte una mano nodosa sulla grossa chiave di ferro che gli pende dalla cintura di cuoio, indicando il portone sbarrato, io sono Kren, e questa stalla è roba mia, così come tutto il fango che calpestate qui attorno. Al Cervo Calcinato una posta per le bestie costa cinque pezzi di rame a notte... ma vedo come tenete coperti quei teli... se cercate un posto riparato dove infilare queste ruote e scambiare due parole senza che i cacciatori di valle vengano a ficcare il naso nel vostro carico... beh, il prezzo della mia chiave e del mio silenzio si fa molto più alto... parlate, cosa cercate a Zelbross?
  2. Il mio PG è un Cavaliere dell'Ordine del Sudario , quindi molto focalizzato sul proteggere le persone .
  3. Il colpo di grazia si abbatte nel silenzio del mattino con la precisione immacolata di un rito liturgico... la lama della tua glaive d'acciaio taglia in due il corpo cinerea di Jarek prima che la follia della fame possa profanare l'ultimo briciolo della sua coscienza umana, spezzando le trame residue dell'oscurità e disperdendo i miasmi freddi della non morte nell'aria pulita della frontiera... le tue parole, una supplica solenne e disperata che affida l'anima del boscaiolo alla luce perpetua del Padre degli Elfi, si fondono con il sibilo del vento che sale dalle vallate inferiori... il guscio vuoto del taglalegna crolla esanime ai piedi dell'ultimo pioppo secolare, lasciando sul terreno calcareo solo un mucchio di stracci e quegli stivali borchiati usurati, specchio immobile di una redenzione che hai dovuto firmare con il sangue... Il dolore sordo che ti stringe il petto mortale non è legato alla fatica fisica, ma alla gelida ingiustizia di un Faerûn ferito, dove i malvagi prosperano all'ombra delle gilde di Secomber e i giusti sono costretti a implorare il ferro per ottenere un briciolo di pace... con le mani bagnate di brina raccogli foglie secche, rami di pino e sterpaglie calcinate, coprendo i resti di Jarek in una temporanea e pietosa sepoltura vegetale che lo restituisca alla terra pulita, lontano dal fango infetto della segheria crollata... ti rialzi a passi lenti, voltandoti verso il retro della colonna dove il vecchio Daran fissa il tumulo informe... la tua mano si posa sulla spalla del boscaiolo , e quel contatto silenzioso, unito alle tue parole di conforto, fa scendere una singola lacrimano tra le rughe profonde dell'uomo...Il vecchio Daran rimane immobile per diversi secondi dopo che la tua mano nodosa si è posata sulla sua spalla bagnata di brina... le tue parole solenni, il richiamo alla pace che Jarek ha finalmente conquistato sotto la terra pulita, agiscono come una carezza ruvida sulle sue spalle curve...infine il boscaiolo si asciuga la singola lacrima con il dorso della mano callosa, emettendo un sospiro profondo che sembra svuotargli il petto dal peso dell'orrore appena vissuto... si volta a guardarti, e nei suoi occhi rugosi non c'è più lo sbigottimento spaventato della segheria crollata, ma una gratitudine immensa, viscerale, che salda la sua fedeltà alla tua lancia... Hai ragione, Silyndor... era un uomo d'oro... sussurra il vecchio taglalegna, la voce che trema leggermente nel flettere le dita attorno al manico dell'accetta, e la magia matta lo aveva ridotto a una carogna. Gli hai dato la fine che avrebbe chiesto lui stesso se avesse avuto la lingua sana. Non dimenticherò quello che hai fatto per lui... e per noi... Daran sputa a terra un rigurgito amaro, quasi a voler purificare la bocca dal fetore del fango, prima di raddrizzare la schiena e risalire con una nuova fermezza sul retro del secondo carro, stringendo il ferro della sua scure... la carovana è di nuovo pronta, e la promessa di sangue è diventata un legame d'onore indelebile tra le stanghe... Grazie, Silyndor... mormora Lyra Thorne dal sedile di guida, e l'occhiata d'intesa che vi scambiate mentre la stringi al fianco è un filo teso, caldissimo, carico di un desiderio muto che trascende la paranoia della latitanza... la mezzelfa incita i muli con un sussurro privo di spigoli, e le ruote dei carri riprendono a girare abbandonando definitivamente l'ombra perenne del Bosco Nebbioso... La carovana si addentra lungo i Crinali Superiori, una vasta e desolata distesa di brughiera calcareo che si snoda a mezza costa lungo i contrafforti rocciosi... la luce del sole di Ches, finalmente libera dall'abbraccio soffocante dei grigi tronchi, investe le stanghe dei carri e rinfresca la tua pelle argentea, mitigando il freddo pungente del mattino con un piacevole tepore che profuma di ginestre... ti rimetti alla testa della colonna, camminando a piedi tre metri avanti alle bestie da soma, con i sensi tesi al millimetro e la glaive parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio... scansi le buche del sentiero erboso mentre la carovana guadagna quota verso l'altopiano, allontanandovi chilometro dopo chilometro dalle ragnatele e dalle minacce lasciate a valle... Dopo due ore di marcia forzata nel silenzio della brughiera, dove il volo solitario di un falco fende l'aria pulita, la pista dei boscaioli interseca una vecchia mulattiera che scende dolcemente lungo il versante orientale dei crinali... da questa posizione sopraelevata, la vista spazia libera sulla vallata del Delimbiyr, svelando le linee sinuose del fiume che brilla sotto il sole pallido... Lyra Thorne accosta i carri sul ciglio del sentiero, stringendo le redini per far rifiatare le bestie, prima di voltarsi verso di te sul sedile... sul suo volto misto, incorniciato dai capelli scomposti dal vento dell'altopiano, si dipinge la necessità di pianificare la prossima mossa... La foresta è finita, Silyndor... e grazie a Jarek abbiamo evitato le pattuglie sulla pista principale... mormora la mezzelfa, la voce che ritrova la sua consueta fermezza pratica mentre indica il bassopiano oltre i crinali, ma ora dobbiamo decidere dove dirigere queste ruote... la pista su cui ci troviamo scende dritta verso il villaggio di Zelbross... è l'insediamento più vicino, a poche miglia da qui... è un borgo piccolo, isolato, pieno di pastori e boscaioli... un posto rozzo, ma perfetto se vogliamo nascondere il carro per qualche giorno, rifornirci di cibo fresco e capire se la gilda stia controllando le strade principali prima di spingerci più a est verso i mercati di Loudwater... Daran conosce bene la zona e dice che a Zelbross potremmo muoverci senza dare nell'occhio... tu che ne pensi? Vogliamo puntare dritti al villaggio o preferisci che manteniamo i carri nascosti tra gli anfratti di questi crinali finché non cala la notte?
  4. Il tocco della tua mano sul fianco di Lyra Thorne spezza l'ultimo velo di freddo che stagnava tra i rovi, convertendo l'adrenalina residua dello scontro in un calore prepotente, viscerale, che ti ancora per la prima volta alle fragili necessità di questa tua nuova carne mortale... la mezzelfa si lascia stringere, abbandonando la rigidità commerciale del busto contro il tuo braccio e sollevando gli occhi cangianti verso i tuoi lineamenti argentei... il suo respiro, ancora rapido per il terrore della segheria crollata, si placa sotto la pressione della tua presa, svelando un desiderio muto e incantato che toglie assertività alle tue tue stesse parole... per un istante eterno, l'oscurità del Bosco Nebbioso e l'eco millenaria di Miyeritar arretrano, ridotte a un fondale sbiadito davanti ai forti lineamenti misti della ragazza che hai promesso di proteggere... Poco distante, l'ombra cinerea di Jarek assiste al tuo abbraccio senza emettere un respiro, le sue due sole pupille vitree che riflettono la debole luce dell'alba prima di stringersi alla tua domanda sui soldati che presidiano i confini... il non morto scuote la testa calva, facendo scricchiolare le vertebre calcinate... Nessuno è venuto fin quassù, elfo... raschia la tua guida, la voce che gratta come pietra focaia mentre si incammina a grandi passi borchiati davanti ai muli, i soldati e i mercanti della città hanno troppa paura dei ragni per addentrarsi nell'anello laterale... la pista è libera dagli uomini, ma la terra ha ceduto durante l'inverno... i crinali sono sbarrati dai vecchi tronchi caduti... ma io ho aperto la via... seguitemi... Risali sul sedile di guida accanto a Lyra, stringendo le stanghe di legno insieme a lei mentre i carri si rimettono in movimento nel tunnel di vegetazione selvaggia... Daran si posiziona a piedi sul retro dell'ultimo carro, tenendo l'accetta pronta e gli occhi fissi sulle ombre che vi lasciate alle spalle, lasciando che la colonna avanzi a passo d'uomo lungo l'ultimo miglio dell'anello dei boscaioli... la marcia forzata nel silenzio soffocante dura per quasi un'ora, scandita unicamente dal respiro pesante dei muli e dallo scricchiolio metodico degli stivali borchiati di Jarek che apre la via nella foschia mattutina... l'aria dolciastra della segheria crollata svanisce del tutto, sostituita dal profumo pungente di terra smossa e resina fresca che annuncia la fine della boscaglia... Improvvisamente, Jarek si arresta bruscamente, sollevando un braccio artigliato per bloccare la colonna... Sei metri avanti a voi, l'anello dei boscaioli termina immettendosi sui crinali calcarei esterni... la carreggiata principale è interrotta da una vecchia frana di fango e pietre calcaree, dove un ammasso di alberi abbattuti sbarra la strada come una barriera naturale... ma il non morto ha mantenuto la sua promessa: ha disposto tre grosse assi di quercia sopra il fango per creare una rampa stabile, permettendo ai mozzi delle ruote di Lyra di scivolare oltre l'ostacolo senza impantanarsi... a ridosso dei rovi laterali, la terra smossa rivela due pesanti tagliole da caccia in ferro arrugginito, vecchi congegni dimenticati dai bracconieri anni fa, che Jarek ha coperto con una spessa coltre di fango calcareo per evitare che le zampe dei muli vi finissero sopra... Superate la rampa a passo d'uomo, e non appena le ruote del secondo carro scivolano oltre l'ultimo ammasso di roccia bagnata, la fitta nebbia del Bosco Nebbioso inizia a diradarsi alle vostre spalle, aprendosi sopra la distesa erbosa e pulita dei crinali calcarei... la foresta spettrale è finalmente superata, e i carri sono al sicuro fuori dalle ragnatele... Jarek si arresta al limitare della boscaglia, rifiutandosi di compiere un solo passo sotto la luce cinerea del sole di Ches... si pianta all'ombra dell'ultimo pioppo secolare, le sue braccia artigliate che cadono lungo i fianchi cinerini e il suo corpo scosso da un brivido freddo, violento... le sue due sole pupille vitree iniziano a oscillare, perdendo quella lucida e dolorosa fermezza umana per cedere al richiamo paranoico della fame ferina... si volta verso la tua figura sul carro, sollevando la testa calva per incrociare il tuo sguardo un'ultima volta... la sua mente si sta spegnendo, il dazio è pagato, e lo spettro del taglalegna attende che tu mantenga il giuramento d'argento... I carri... i carri sono fuori, guerriero... raschia la creatura nell'aria pulita del mattino, la voce che perde ogni spessore per farsi un sussurro rauco e disperato, la carne... la carne torna a bruciare... non ricordo più il nome di mio fratello... ti prego... adesso... alza la tua lancia...
  5. Mevrah , The Witch Striscio le dita sporche di quel sangue grigiastro contro la camicia, lasciando una macchia scura sul tessuto mentre ascolto le congetture di Lexander. Un verso di profondo disprezzo mi sfugge da sotto la maschera, diretto sia alle sue parole da accademico sia alle stupide grida di gioia dei soldati che rimbombano dalle mura. Quegli idioti festeggiano il nulla. "Morto? Vi piacerebbe," sibilo, rialzandomi di scatto e piantando gli occhi addosso al nano e poi a Lexander. Il tono della mia voce è viscido, intriso di una macabra certezza....Lexabder ha ragione solo a metà. Quella cosa non apparteneva a questo posto, ma non si è dissolta perché il vincolo è svanito....è fuggita... Faccio un passo verso il punto in cui il fumo si è diradato, indicando le chiazze grigie rimaste a terra. Funziona come con i succhesangue. Questa carne d'ombra è morta, sì, ma il suo spirito è già scivolato indietro, richiamato nel suo nido. Da qualche parte, nel castello da cui proviene questo bastardo, c'è un oggetto, o una tomba, a cui la sua fetida anima è legata come un cane alla catena. Lì si rigenererà. Ci vorranno giorni, forse mesi, ma tornerà ad aprire gli occhi... Mi volto , sputando in direzione dei soldati che esultano per la morte di Halgra vendicata. Lasciate che questi ratti festeggino...le armate là fuori stanno arrivando e qui abbiamo finito , io devo riposarmi se voglio essere al meglio quando inizierà il massacro...
  6. Eleanor Studridge Sento le parole di Kai risuonare nella stanza e, per la prima volta da quando siamo arrivati in questo posto, provo un senso di autentico sollievo. Lo guardo con gratitudine mentre cerca di fare da mediatore, traducendo la mia visione in un linguaggio che persino un soldato come Gabriele può comprendere. Subito dopo, però, le richieste fredde e stringenti di Gabriele cadono su di me come un ultimatum che non ammette repliche. Faccio un profondo respiro per dominare il tremore, stringendo il rospo al petto prima di fissarlo dritto negli occhi. Puoi contare su di me, Gabriele. La mia risposta è sì. Lascio che le mie parole stabilizzino la tensione nella stanza, poi continuo, mantenendo la voce ferma e agganciandomi a quanto ha appena detto Kai. Ma come ha appena spiegato Kai, dovete capire cosa significa questo sì. Potete fidarvi ciecamente della mia lealtà , non vi volterò mai le spalle, non agirò per puro egoismo e farò di tutto per riportare ognuno di noi a casa sano e salvo , ma se per te rendersi utili significa solo stare in prima linea a spaccare crani o lanciare dardi distruttivi, allora per te sarà un no. Io non farò il soldato. Se invece accetti che io possa aiutare il gruppo a modo mio usando la magia come connessione e vita anziché come arma, allora la mia parola è data. Lavorerò con Kai per capire questo potere, ma alle mie condizioni. Sposto lo sguardo su Mayu che si allontana indispettita verso lo scaffale, ignorando la sua ennesima provocazione sul mio presunto rifiuto di ascoltarla. Poi mi lascio scivolare un po' più indietro . Per quanto mi riguarda, l'idea di riposare è l'unica cosa sensata detta finora. Le mie gambe tremano ancora per l'orso e ho bisogno di dormire per far passare questo mal di testa, se domani dobbiamo metterci in marcia.
  7. Vivienne Larksong Al terzo e ultimo verso del gufo, il silenzio viene spezzato dallo scatto della balestra di Gib e dal tonfo sordo della prima guardia che stramazza al suolo. Nello stesso istante, le urla provenienti dal fronte principale e il rumore della porta posteriore che si spalanca per l'uscita di Chand mi danno il segnale. Non c'è più tempo per esitare. Scatto oltre il cancelletto insieme a Kaerith, piombando nel denso e asfissiante fumo bianco che avvolge il retro del santuario. La visibilità è ridotta ai minimi termini, ma l'ira per la profanazione di questo luogo sacro guida i miei occhi. Attraverso la coltre fumosa, la sagoma dell'unico cultista rimasto in piedi si delinea chiaramente mentre, colto di sorpresa, fissa incredulo il compagno appena crollato e l'improvviso scompiglio. Non gli lascio il tempo di emettere un suono o di dare l'allarme ai coboldi. Sollevo la mano sinistra libera dal peso dello scudo, puntando il dito indice dritto contro la sua figura. Invece di invocare una divinità non mia, attingo a quel legame primordiale e fulgido che sta lentamente riaffiorando nel mio petto, richiamando un raggio della più pura ed accecante luce radiosa. Sia fatta giustizia nell'oscurità!...tuono con solennità millenaria, mentre una colonna di fiamme sacre e splendenti come la luce lunare cala perpendicolarmente dal cielo, squarciando la nebbia di fumo per investire in pieno il bersaglio. Senza attendere di vedere le ceneri del mio nemico, stringo il martello da guerra e mi preparo , pronta a ricevere il contrattacco dei nemici rimasti.
  8. Eleanor Studridge Le parole di Kai mi colpiscono in un modo che non mi aspettavo. Lo guardo, sorpresa da una vicinanza che non credevo possibile da parte sua. Il fatto che riconosca la mia fatica e non mi veda solo come un peso allenta un minimo la tensione nelle mie spalle. Tuttavia, la voce di Mayu si intromette subito dopo, fredda e tagliente, distruggendo quel briciolo di comprensione. Sento una rabbia amara salirmi dallo stomaco. Sposto lo sguardo da Kai alla sacerdotessa, stringendo le dita attorno al rospo con una frustrazione che ormai non riesco più a contenere. Tu continui a non capire niente di me, Mayu, e continui a usare parole vuote per manipolarmi. Faccio un respiro profondo, alzando la testa per guardarla dritto negli occhi, senza più alcun tremore nella voce. Non osare chiamare la mia vita a Philadelphia una non scelta o una comodità di nulla. Io ho faticato ogni singolo giorno per trovare il mio posto, per superare la mia timidezza e per costruire qualcosa che fosse mio. Quella era la mia realtà, non un'illusione. Tu parli di compromesso e di difendere ciò che si ama, ma dimentichi un dettaglio fondamentale: questa non è la mia casa. Questa non è la mia guerra. Mi avete trascinata qui con l'inganno, privandomi di tutto ciò che amavo, e ora pretendete che io versi del sangue per rimediare ai vostri fallimenti? Non funziona così. Mi volto verso Kai, ammorbidendo leggermente lo sguardo. Le sue parole sulla matrice e sul mio legame con la magia mi risuonano dentro, meno minacciose del solito. Ti ringrazio, Kai. Davvero. Almeno tu stai provando a guardarmi come un essere umano e non come uno strumento da lanciare contro i demoni. Hai ragione, per me la magia era connessione, era vita, era lo scorrere delle stagioni. Non questa agonia che mi squarcia i pensieri ogni volta che si manifesta. Faccio una breve pausa, guardando il rospo che stringo al petto... Non so se sarò mai in grado di controllare questa cosa senza stare male, e onestamente non so se voglio nemmeno provarci. Ma apprezzo che tu voglia aiutarmi a capire perché la mia testa stia per esplodere. Possiamo parlarne, e posso collaborare con te per trovare un modo che non implichi il massacro di qualcuno o la distruzione della mia mente. Ma la mia posizione non cambia..io non diventerò un soldato per queste sacerdotesse...
  9. Tukgrik Duskhorn E perciò , visti i prezzi che ne dite di rimanere semplicemente qui? magari si tornerà qui un altra volta , ma ora come ora non siamo preparati... e soprattutto non siamo preparati ad aver a che fare con una succube che di certo normale non è...per quanto ragazzo io capisca non credo sia il caso di andare a chiedere informazioni alla succube...
  10. Mevrah , The Witch Vedere il colosso crollare nel sonno e venire macellato all'istante mi strappa un ghigno aspro, quasi eccitato, da sotto il legno della maschera. Assaporo il modo in cui il sangue scuro spruzza dalla sua gola squarciata, ma il mio compiacimento dura un battito di ciglia. Quando il corpo del gigante si dissolve in fumo e ombre, lasciando solo quel liquido grigiastro sul terreno, il mio sorriso svanisce. La ventata di pura malevolenza che ci investe mi fa stringere i denti; non per paura, ma per la rabbia repressa di essermi vista strappare via un giocattolo così promettente prima ancora di averlo potuto studiare o tormentare a dovere. Faccio un passo avanti, incurante del brivido gelido che ancora aleggia nell'aria. Mi inginocchio con uno scatto secco sul punto in cui il cadavere è svanito, allungando una mano artigliata verso le chiazze grigie rimaste sul terreno. Sfioro il sangue con la punta del dito coperto di tatuaggi e lo porto vicino alla maschera per annusarlo, cercando di capire la natura di quella magia o da dove provenisse . Svanito come nebbia al mattino... Che patetico trucco...ringhio a bassa voce, sputando di fianco per scacciare la sensazione di quel brivido. Mi rialzo di scatto, voltandomi verso Keothi e il nano con gli occhi che bruciano di malizia irritata....Niente corpo, niente trofei...quel legame d'ombra non si è spezzato, è solo tornato da dove è venuto...
  11. Il peso della tua anima millenaria si scarica interamente nel fango calcareo della fossa, trasformando le tue paranoie mortali in una fiammata di pura, geometrica volontà celestiale... rifiuti di piegarti alla beffa crudele di finire sepolto sotto le macerie degli elfi oscuri, e l'eco sinfonica delle parole di Lyra Thorne diventa l'argine definitivo contro il crollo della volta... scatti in avanti con gli stivali che affondano nel fango viscido, costringendo i muscoli delle gambe a una reattività prodigiosa, pronti a deviare di lato o a proiettare il busto all'indietro se l'intera intelaiatura di quercia dovesse cedere di schianto... la glaive, ancora avvolta dall'ultimo, vibrante riflesso azzurrino della benedizione di Corellon, compie una traiettoria diagonale, perfetta, che taglia la nebbia mattutina con il sibilo di un fulmine... L'impatto d'acciaio contro l'idolo nero avviene un millesimo di secondo dopo che un sinistro scricchiolio di fibre spezzate fende l'aria fredda... La punta potenziata della tua lancia intercetta l'esatta giuntura delle rune distorte incise sulla roccia... il colpo scarica un'onda di energia d'urto devastante, amplificata dal vigore sacro dei Seldarine, che penetra nel cuore minerale del manufatto di Miyeritar... per un istante eterno, il cupo riflesso scuro che pulsava tra le radici divelte si blocca, squarciato da una ragnatela di crepe lucide e purissime che emettono un sibilo acuto, quasi umano... poi, la pietra nera si frantuma... l'idolo esplode in mille schegge calcinate e prive di vita, liberando nell'aria del mattino un'ultima vampata di fetore dolciastro che si dissolve all'istante nella coltre grigia, recidendo per sempre il collegamento necromantico che ammorbava la radura... Ma non c'è tempo per celebrare la distruzione... il violento contraccolpo accelera il collasso della segheria crollata... L'enorme trave maestra di sei metri si sgancia definitivamente dagli ingranaggi di ferro arrugginiti, precipitando verso il basso con la pesantezza di una frana... la struttura di quercia frana in diagonale sollevando una nuvola di polvere grigiastra e detriti, ma le tue gambe sono già pronte a scattare... compi un balzo disperato all'indietro, proiettando il corpo nel fango un attimo prima che il gigantesco tronco si abbatta al centro della fossa, spaccando le assi rimaste con un boato sordo che fa tremare la terra sotto i carri... il legno secolare si abbatte esattamente sul punto in cui sorgeva il manufatto, sigillando le macerie e sollevando l'ultimo spruzzo di fango freddo, mentre la nebbia torna a chiudersi sopra la radura come un velo muto... Ti rialzi a fatica nel silenzio spettrale, ripulendo la tunica bagnata e stringendo l'asta della tua lancia, la cui lama è tornata anonima e priva di bagliori poiché l'incanto si è consumato nell'impatto... Lyra Thorne corre lungo la pendenza fangosa della fossa, raggiungendo la tua posizione con il fiato corto e gli occhi cangianti spalancati dallo sbigottimento... si ferma a pochi centimetri dal tuo petto, guardando prima l'immenso tronco crollato e poi la cicatrice scura sulla tua spalla ferita, avvertendo il legame profondo che la tua protezione ha appena saldato... poco distante, anche l'ombra cinerea di Jarek emerge dal limitare del pioppo, raddrizzando la postura eretta tra i rovi... sul suo volto deforme si dipinge una spettrale, lucida serenità: il suo tormento è finito, i suoi ragazzi hanno ricevuto la pace del ferro e la promessa di sangue attende solo di essere completata... Ce l'hai fatta, Silyndor... la pietra è rotta... sussurra la mezzelfa, la sua mano bagnata di brina che per la prima volta si posa con fermezza sulla tua manica, cercando quel contatto carnale di cui sentivi il bisogno, il bosco... il bosco sembra quasi respirare di nuovo... Jarek fa un passo avanti nel sentiero calcareo laterale, sollevando un braccio artigliato per indicare la prosecuzione dell'anello dei boscaioli, dove la foschia del mattino si fa leggermente più rada, svelando i contorni dei crinali esterni... Il dazio è pagato, elfo dell'argento... raschia la tua guida non morta, la voce che gratta come pietra focaia ma finalmente priva della paranoia affamata di prima, ora tocca a me... seguite i miei stivali... vi porterò oltre i fossati e le palizzate che quei soldati hanno piantato per bloccare la strada, aggirando le tagliole che hanno nascosto sotto le foglie... muoviamoci prima che la mia mente svanisca del tutto... andiamo...
  12. Il crepuscolo invernale stende ombre lunghe e bluastre sulla neve fresca dei Colli del Vento Freddo, mentre il vento, fedele al nome di queste colline, ricomincia a soffiare radente, sollevando una polvere di ghiaccio che punge la pelle... Vi arrestate a ridosso di un fitto bosco di abeti, scendendo da cavallo per non profilare le vostre sagome contro il cielo chiaro della sera... Erika accarezza l'elsa del falcione, stringendo gli occhi verso la gola rocciosa da cui sale il fumo e mantenendo la massima allerta, consapevole che la mancanza del medaglione vi rende finalmente delle normali prede di carne e ossa, ma che l'istinto dei goblin cacciatori non va mai sottovalutato... Vaulath si china sulla neve alta per studiare la forma delle zampe pesanti impresse nel ghiaccio, scuotendo la testa di fronte alla proposta di Shage... il goliath conosce la natura selvaggia e sa che i worg sentono l'odore del sangue e della paura a centinaia di iarde di distanza, rendendo un approccio furtivo a terra un suicidio tattico... Ma il druido ha un'intesa diversa con i segreti delle Valli... si allontana di qualche passo verso i rami alti di un pino antico e inizia a modulare la voce, imitando il verso ritmico, secco e familiare di un corvo invernale delle colline... Il richiamo risuona pulito nel silenzio del bosco, rimbalzando contro la roccia della gola... Pochi istanti dopo, un battito d'ali pesante spezza la quiete e un grosso esemplare dalle piume nere come la pece si posa su un ramo basso, inclinando la testa per studiare l'imponente figura di roccia del goliath... Vaulath non perde tempo, attinge alla linfa primordiale della sua fede e lascia che le sue labbra formino i suoni gutturali e grattati di Parlare con gli Animali... allunga la mano offrendo qualche briciola di razione e un pezzo di grasso asciutto prelevato dai bagagli dell'Abbazia, una prelibatezza irresistibile in questo inverno spietato... Mentre Erika, Shage e Akseli osservano la scena in silenzio, sentendo solo una serie di gracchi rochi, sgraziati e incomprensibili provenire dal becco dell'uccello, il canale magico si apre solo per le orecchie del druido... il corvo becca avidamente il cibo dal palmo di Vaulath, poi scuote le piume e risponde alle domande con la tipica, frammentaria logica delle creature del bosco, rivelando i segreti custoditi oltre lo sperone di roccia @ Vaulath La magia si consuma rapidamente e il corvo spicca il volo, lasciando Vaulath nel silenzio del bosco con queste informazioni da dover riferire al resto del gruppo... @ Tutti
  13. Eleanor Studridge Le parole della sacerdotessa mi colpiscono come schiaffi gelidi. Sento la rabbia montare, calda e soffocante, mescolandosi al mal di testa che continua a martellarmi le tempie. Come si permette? Come si permette questa cosa di giudicarmi, di darmi della codarda e del peso morto senza sapere assolutamente nulla di me? Stringo ancora di più il rospo al petto, sentendo le mie mani tremare, ma questa volta non è solo per la paura. È per l'indignazione. Fisso Mayu negli occhi, la voce che smette di essere un sussurro debole e ritrova, per un istante, quella fermezza che avevo faticosamente conquistato nel mio mondo. Eravate disperati, certo. Questo vi dà il diritto di strappare le persone alle loro vite? Vi dà il diritto di mentire? Non osare parlarmi di correnti o di compassione. Io non voglio la commiserazione di nessuno, men che meno la tua. Faccio un respiro profondo, stringendo i denti per scacciare la nausea. I ricordi della mia vita a Philadelphia, del campus, delle lezioni e di Clara mi scorrono davanti agli occhi come un rifugio lontano, strappatomi via con la forza. Vuoi sapere cosa facevo? Ero una studentessa. Studiavo letteratura e filosofia alla Pennsylvania University. Ero una persona normale che cercava solo la propria strada. E sì, cercavo qualcosa di più profondo. Ho studiato la Wicca, ho cercato una connessione con la natura, con i tarocchi, con le erbe. Ma lo facevo per trovare la mia voce! Per smettere di sentirmi invisibile, per imparare a parlare chiaramente, a condividere le mie idee e a stare bene con me stessa e con gli altri! La mia voce sale di tono, vibrante di tutta la frustrazione accumulata da quando sono arrivata in questo incubo sottomarino. La mia magia era connessione, era rispetto, era armonia con la terra e con i cicli della luna. Non era questa... questa mostruosità che mi fa scoppiare il cervello! Non era fatta per spaccare crani, per uccidere colossi o per spargere sangue in un tunnel buio sotto il mare! Volevo tirare fuori gli artigli nella mia vita, non diventare un soldato nella vostra guerra. Se questo è il passato del mio mondo, mi fa solo orrore. E se non voglio combattere i vostri demoni, non è perché sono un peso morto, ma perché questa violenza mi repelle. Faccio un passo indietro nell'ombra, il petto che si abbassa e si solleva rapidamente per il fiatone. Ora sai chi ero e perché lo facevo. E non ho intenzione di scusarmi perché preferisco la vita e la pace a questo macello.
  14. l fendente cala in verticale con la spietata, geometrica freddezza di un boia... l'acciaio potenziata d'azzurro recide gli ultimi lembi di quella patetica mostruosità che strisciava nel fango, spegnendo l'ultimo stridore sibilante e liberando finalmente le anime di quei poveri taglalegna dalle catene dell'energia negativa... non c'è traccia di orgoglio o soddisfazione nel tuo petto mortale, solo la cupa consapevolezza di aver adempiuto alla prima parte della tua promessa di sangue... estrai la lama cinerea dal corpo esanime con uno schiocco umido, strofinando il metallo benedetto contro un asse di legno marcio prima di voltarti verso la mezzelfa... il tuo sguardo si adagia su Lyra Thorne, catturando il calore del suo respiro accelerato e il rossore che le accende le guance per lo sforzo... le tue parole di elogio, il riconoscimento del fatto che ti abbia protetto il fianco scoperto nel momento del bisogno, le fanno abbassare le ciglia bagnate di pioggia, sciogliendo la spigolosità commerciale del suo volto in un cenno di profonda, muta riconoscenza... Sempre con te, Silyndor... sussurra la ragazza, stringendo l'impugnatura d'osso del coltello mentre si accoda ai tuoi passi rapidi lungo la pendenza scivolaria della fossa... Dietro di voi, l'urlo di comando per il vecchio Daran rimbomba tra i grigi tronchi adiacenti... il boscaiolo si pianta a ridosso dello spuntone di roccia calcarea, stringendo l'accetta contro il petto e sgranando gli occhi rugosi per scansionare la nebbia del mattino, pronto a gridare al minimo segno di pericolo... al tuo fianco, anche l'ombra cinerea di Jarek si muove tra i rovi, scivolando lateralmente con le unghie artigliate piantate nella terra, lo sguardo fisso sulla trave maestra della segheria crollata che ora dista meno di sei metri dal tuo ferro... Avanzi a passi deliberati, senza correre, costringendo gli stivali a vincere la morsa del terreno difficile mentre i tuoi occhi crepuscolari perlustrano furiosamente ogni singola asse e macchinario arrugginito per cogliere insidie latenti... la nebbia mattutina sembra farsi ancora più densa e gelida man mano che ti avvicini al cuore del cataclisma, satura di un calore innaturale, dolciastro, che fa vibrare la Trama attorno alla punta della tua lancia... e ciò che la tua attenzione cattura sotto i resti del soffitto di quercia vi blocca il fiato... La pietra nera pulsa debolmente nel semibuio della fossa, incastrata tra le radici divelte di una vecchia pianta monumentale... non è un frammento liscio... è un idolo grezzo, deforme, sulla cui superficie calcareo sono state incise rune elfe distorte, sfigurate dall'odio antico dei culti sotterranei di Miyeritar... ma il pericolo vero non è la pietra... Sopra l'idolo, a sbarrare l'accesso, giace la trave maestra della segheria: un enorme tronco di quercia secolare lungo sei metri e pesante diverse tonnellate, crollato in diagonale durante il cataclisma dell'inverno scorso... lo scheletro di legno è instabile, parzialmente marcito dalla muffa grigiastra, e si regge in un equilibrio precario sopra due ingranaggi di ferro arrugginiti... non appena muovi l'ultimo passo sul ciottolato, un sinistro scricchiolio di fibre spezzate fende l'aria fredda... la trave si è mossa di pochi centimetri sotto l'influsso dell'energia negativa della pietra, minacciando di collassare interamente e seppellire l'idolo e chiunque si trovi nel raggio di tre metri sotto una frana di macerie e ferro...
  15. Il sussulto di preoccupazione che ti stringe la gola si traduce istantaneamente in una reazione geometrica, spietata, dettata da secoli di addestramento militare che riemergono dalle nebbie dell'oblio... non c'era tempo per i fraintendimenti tattici quando Lyra Thorne si è frapposta tra te e le fauci viscide del mostro, ma la barriera d'argento della luna ha retto l'impatto, e la tua lancia è già pronta a correggere l'errore... compi un fluido passo laterale di un metro e mezzo verso destra, spingendo gli stivali nel fango calcareo per scivolare fuori dallo spazio morto del corpo a corpo stretto e riguadagnare la portata ottimale della tua arm...la presa sull'asta si serra con una forza che ti gonfia i muscoli delle braccia, mentre senti il cuore battere forte contro le costole e le tempie pulsare per il richiamo impetuoso dell'ossigeno... le gambe, tese e stabili sulla terra bagnata, assecondano la torsione del busto mentre la glaive potenziata d'azzurro compie un arco perfetto nell'aria fredda... Il Ghoul, interamente concentrato a ghermire lo scudo sacro della mezzelfa, non avverte il sibilo dell'acciaio che gli cala alle spalle... privo di qualsiasi difesa o riflesso di destrezza, il non morto subisce l'intero impatto del tuo fendente d'anticipo direttamente sulla schiena cinerea... La lama benedetta da Corellon penetra profondamente tra le scapole scoperte con uno schiocco secco, spaccando la colonna vertebrale calcinata del boscaiolo e troncando di netto il flusso di energia negromantica che lo teneva in piedi... l'abominio emette un ultimo, strozzato sibilo viscido prima di collassare in avanti, crollando esanime nel fango calcareo ai piedi di Lyra... l'umore nero si sparge tra le foglie marce, e il silenzio spettrale della radura torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo, rotto solo dal tuo respiro affannato e dai battiti accelerati della carne mortale... hai dominato la fatica e i limiti biologici di questo nuovo corpo, ripulendo la linea dei carri prima che le unghie infette potessero sfiorarvi... Lyra Thorne indietreggia di un passo, abbassando il pugnale con le dita che tremano visibilmente per l'adrenalina... il sottile bagliore argenteo che la avvolge inizia a sfumare lentamente, mentre i suoi occhi cangianti passano dal corpo fumante del mostro alla tua figura fiera, carichi di un sollievo profondo, viscerale, che sostituisce ogni traccia di paura... Ci... ci sono riuscita, Silyndor... ho tenuto la linea... sussurra la mezzelfa, la voce roca per il freddo e la fatica mentre si pulisce la fronte bagnata di brina, ma guarda là... l'ultimo non è morto... Circa tre metri più indietro, proprio ai margini delle travi spezzate della fossa, l'ultimo Ghoul comune sopravvissuto , quello rimasto gravemente ferito dal tuo precedente colpo d'opportunità , sta strisciando faticosamente nel fango calcareo... la spalla spezzata e il fianco squarciato gli impediscono di rialzarsi o di tentare un nuovo assalto ferino... le sue pupille vitree e fisse non guardano più i muli o la carovana , la creatura sta tentando disperatamente di trascinarsi all'indietro, verso il centro della segheria crollata, come se l'idolo nero che pulsa debolmente sotto la trave maestra stesse richiamando a sé i rimasugli della sua carne corrotta per proteggere il sito... @
  16. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Rimango a fissare in silenzio l'alchimista dubbiosa su come comportarmi... Nessuno dei miei parenti almeno quelli che conosco sono demoni o draghi...rispondo in ritardo titubante alla domanda che mi ha fatto...i miei genitori sono elfi , e probabilmente si nei secoli passato qualche mio antenato si e accoppiato con demoni e diavoli e per il resto sono una stregona sangue di drago... e per i tafferugli fuori , la spiegazione è un pò complicata ed è meglio che siano gli altri a spiegarla , comunque dovremmo essere al sicuro...credo..
  17. Jane Doe Mentre Gaia e Izhu mettono sotto pressione i sospettati, i miei occhi rimangono piantati sulla ragazza azzurrina e sul giovane che trema , la loro paura è palpabile, ma non mi basta la colpevolezza generica dei vivi , a me serve la verità per la Regina dei Corvi. Faccio un solo passo avanti, uscendo dal cono d'ombra...la mia figura immobile e priva di respiro si frappone tra i due ragazzi nervosi, bloccando la loro visuale verso l'uscita. Chi vi ha dato l'oggetto per la ninfa?...domando. La mia voce piatta e priva di calore non ammette repliche. Non lascio spazio alle loro scuse o alle risate sguaiate degli altri Oni... @ DM
  18. La rotazione dell'asta di legno nelle tue dita è un movimento fluido, istintivo, un riflesso marziale che cancella le visioni raccapriccianti di quei volti deformati e dei loro movimenti inumanamente ferini... non c'è spazio per l'esitazione quando l'aria del mattino è satura del fetore dolciastro dei corpi calcinati... imprimi l'intera potenza del busto nel secondo fendente, facendo calare la lama potenziata d'azzurro verso la creatura parzialmente sventrata che barcolla davanti a te... l'acciaio benedetto fende la foschia cinerea e intercetta il collo del mostro con un colpo netto, spietato, che recide l'ultimo collegamento necromantico tra la carne cinerea e il Piano dell'Energia Negativa... lo stridore sibilante della carogna si interrompe in un soffocato rantolo viscido, prima che la massa nera del corpo crolli esanime nel fango calcareo... il primo guardiano dell'idolo è stato ridotto al silenzio, e il suo umore nerastro inzuppa la terra bagnata... Sfrutti lo slancio del colpo andato a segno per compiere un fluido, calcolato passo in avanti, spingendo gli stivali nel fango profondo della fossa da taglio per serrare le distanze e non concedere tregua ai nemici rimanenti... ti riposizioni istantaneamente in guardia con la glaive spiegata davanti al petto, pronto a far scattare i tuoi riflessi non appena una nuova minaccia varcherà la linea del tuo spazio vitale... i tuoi occhi crepuscolari scansionano furiosamente il dedalo di travi spezzate, analizzando ogni angolo cieco della segheria crollata mentre la nebbia mattutina continua a oscillare sotto il peso del freddo... con la coda dell'occhio verifichi la posizione di Lyra Thorne: la mezzelfa è rimasta coperta alla tua sinistra, con il pugnale sollevato e le nocche bianche, interamente avvolta dal sottile e purissimo bagliore argenteo della barriera lunare... la protezione dei Seldarine regge, respingendo le esalazioni miasmatiche che risalgono dalle radici, e la determinazione nei suoi occhi cangianti ti conferma che la donna è pronta a coprirti il fianco... La distruzione del loro compagno scatena una furia paranoica e parossistica nelle altre due carogne rimaste tra i rovi... I due Ghoul comuni sopravvissuti emettono un urlo straziante, acuto, che fa sussultare i muli rimasti all'inizio dello spiazzo e costringe il vecchio Daran a sollevare l'accetta per proteggere le stanghe dei carri... i mostri abbandonano la postura carponi e scattano lateralmente con balzi ferini, avanzando nel fango per chiudere la distanza... entrano nello spazio dei tre metri da te e, nel disperato tentativo di accorciare ulteriormente le distanze per azzannarti nel corpo a corpo stretto, tentano di abbandonare quel quadretto minacciato... questo movimento immediato fa scattare i tuoi riflessi d'anticipo sulla portata della lancia... La tua glaive compie una sferzata fulminea e orizzontale, intercettando a mezz'aria il non morto di destra proprio mentre tenta di muoversi oltre i tre metri... la lama potenziata squarcia il fianco grigio della creatura, spezzandole la spalla con un impatto devastante che ne arresta sul colpo lo slancio e la scaraventa nel fango, mutilata e stridulante prima ancora che possa toccarti... ma mentre risolvi questo fendente d'opportunità, il secondo Ghoul sul fianco sinistro sfrutta il millesimo di secondo per completare il suo balzo nella nebbia, scivolando indenne oltre la traiettoria del tuo acciaio ed entrando nel corpo a corpo stretto, a un metro e mezzo di distanza... Tuttavia, il predatore non trova la tua carne indifesa... fedele alle tue direttive, Lyra Thorne scatta in avanti nell'istante esatto del tuo ingaggio... protetta dal bagliore d'argento della luna che ne scherma i movimenti, la mezzelfa intercetta la traiettoria del secondo mostro, sbarrandogli la strada e piantandogli il pugnale d'osso dritto tra le scapole calcinate... il Ghoul emette un sibilo rabbioso, costretto a frenare l'assalto per artigliare la barriera invisibile che avvolge la ragazza... @ Risultati
  19. La drow in avanguardia scambia un'occhiata rapida con la compagna, poi inclina la testa di lato, studiando James con un cenno di assenso che nasconde un sincero rispetto per la sua premura. Il tuo spirito di coordinazione vi fa onore, sciamano, risponde l'elfa scura, la cui voce torna a farsi morbida nella penombra sacra del Sanctum. Noi elfi non dormiamo come i mortali della superficie; entriamo in un profondo stato di trance per sole quattro ore, rimanendo comunque parzialmente vigili a ciò che ci circonda. La tua proposta è saggia e riduce i rischi di disattenzione. La guerriera si sposta verso la rampa di scale che conduce al condotto di ventilazione occidentale, mentre la seconda drow si siede a gambe incrociate sul pavimento di marmo bianco, a ridosso del monumentale battente con la mezzaluna d'argento, poggiando la lama ricurva sulle ginocchia. Andate a riposare, conclude la drow vicino alla porta. Raskva, James... prendetevi queste prime quattro ore. Vi sveglieremo noi non appena la nostra trance sarà conclusa, per lasciare a voi il secondo blocco di guardia fino a quella che, in superficie, sarà la mattina. Raskva si avvia verso una delle brande di tela libere in fondo alla cappella, lasciando che il pesante falchion rimanga appoggiato alla parete a portata di mano. Si sdraia sollevando un braccio per coprirsi gli occhi dalla debole e ritmica luce argentea che pulsa dalla fonte. James la imita poco dopo, sistemandosi sul giaciglio opposto, lasciando che la mente si svuoti lentamente dal fetore della cisterna e dai click metallici dei Kuo-toa. Il tempo all'interno del Sanctum della Luna Silente inizia a scorrere in modo ovattato, quasi irreale. L'unico suono costante è il debolissimo, melodioso sciacquio dell'acqua che continua a incresparsi da sola al centro della stanza, reagendo alla presenza delle due Spose della Marea addormentate sulla branda vicina. Le prime quattro ore volano via in un sonno profondo, pesante, che rigenera le forze ma lascia la mente ovattata. All'improvviso, una mano guantata di nero si posa sulla spalla di James, mentre un sussurro freddo arriva all'orecchio: Sciamano... Guerriera... Sveglia. Il nostro tempo è scaduto. Tocca a voi. James e Raskva riaprono gli occhi all'unisono nella penombra argentea. Le due drow si sono già raddrizzate: i loro corpi sono scattanti, i volti d'ebano perfettamente riposati, ma i loro sguardi sono fissi al centro della stanza. C'è qualcosa che non va. La fonte circolare di acqua limpidissima non si sta più semplicemente increspando. Il liquido si muove con una violenza silenziosa, vorticando su se stesso fino a formare un piccolo imbuto ribollente che risucchia la luce argentea che piove dal soffitto. Ma l'impatto maggiore è sulle gemelle. Lyra ed Evadne sono ancora immerse nel sonno, ma i loro corpi sono insolitamente rigidi sotto la coperta di lana scura. Dalla pelle grigiastra di Evadne e dalle dita chiarissime di Lyra si sollevano minuscole volute di vapore acquamarina, calde, che profumano intensamente di salsedine e alghe profonde. I ciondoli a forma di insetto verde che portano al collo brillano di una luce quasi solida, pulsando a ritmo regolare. All'unisono, senza svegliarsi, le due ragazze sussurrano nel sonno parole veloci e sincrone, in una lingua fluida, sibilante e incomprensibile: l'antico linguaggio degli elfi acquatici. La drow vicino alla porta stringe la presa sulla lama ricurva, indietreggiando di un passo mentre l'aria del rifugio si carica di una densa elettricità marina. I sigilli esterni sono intatti, Shar non ci vede, sibila l'elfa scura, la voce tesa per la stranezza della situazione. Ma il loro sangue sta reagendo a questo luogo sacro. La fonte sta accumulando troppa energia a causa della loro presenza. Sciamano, controllale, prima che questa risonanza diventi incontrollabile! La seconda drow si posiziona all'ingresso del condotto di ventilazione occidentale, vigilando sul cunicolo per sicurezza. Il sussurro delle ragazze continua, i ciondoli brillano e l'acqua vortica... @ Tutti
  20. Il trambusto del Corvo d'Oro continua a fare da sottofondo mentre Lorelai, con lo stomaco completamente sottosopra, abbandona la bottiglia appena arrivata e barcolla disperatamente verso la pesante porta di rovere. L’impatto con l’aria gelida e pungente di Crunrith non basta a frenare il sussulto: appoggiata al granito umido del muro esterno, la guerriera shadar-kai dà sfogo ai postumi della sbornia nel fango della via, lasciando che il freddo del nord inizi lentamente a ripulirle la mente ottenebrata. Al tavolo, la discussione strategica si chiude con la stessa fermezza con cui Lord Eryndor ha liquidato l'agente dei Carrettieri. Le quaranta monete d'oro a testa per rischiare la pelle contro i bugbear vengono accantonate come un'offesa all'esperienza del gruppo. Le parole del condottiero trovano terreno fertile: Tiburzia fa ruotare il vino nel calice, ammettendo che se si deve rischiare la vita è meglio farlo per le tasche piene, accettando di buon grado di sentire prima l'offerta dei nani. Arkyn rincara la dose, spostando lo sguardo cinico sull'agente in livrea arancione e ricordando ai compagni che i mercanti liquidano tutto con poche monete, mentre la gratitudine e i favori dei nani potrebbero rivelarsi un vantaggio strategico ben più prezioso per il futuro. Godluin suggella l'accordo della compagnia. Il giovane mezzelfo posa la tazza, offrendosi ufficialmente come interprete e tramite grazie alla sua perfetta conoscenza della lingua nanica, convinto che la loro proposta urgente per il drenaggio delle gallerie allagate possa rivelarsi la più interessante del lotto. Poi, con un cenno del capo verso l'ingresso, ricorda a tutti la priorità immediata: recuperare la compagna prima che si congeli o si cacci in altri guai nel Distretto dei Cortili. Mentre vi preparate ad alzarvi per muovervi verso la bacheca o verso l'uscita, un mutamento nell'ambiente attira la vostra attenzione di veterani. Due avventori robusti, che fino a quel momento erano rimasti seduti nell'ombra vicino al bancone a osservare i movimenti di Godluin attorno agli annunci, si alzano lentamente. Uno di loro indossa un pesante giaccone di pelle rinforzato con scaglie di ferro, tipico dei sorveglianti del Consorzio Minerario di Novdorad. Senza fretta, i due si dirigono verso la porta, uscendo proprio nella stessa direzione in cui Lorelai è andata a liberare lo stomaco, scambiandosi un'occhiata d'intesa che non presagisce nulla di buono. @ Tutti
  21. @Alonewolf87 per caso hai deciso la zona dove si svolgerà l'avventura?
  22. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico Fisso con profondo sospetto il cubo metallico che Milo ha appoggiato sul tavolo, incrociando le braccia al petto mentre lo studio da vicino. Un blocco di metallo senza serrature, giunture o meccanismi visibili... Se tintinna e contiene qualcosa lì dentro, puzza di magia lontano un miglio. Potrebbe essere legato al culto o a qualcosa di persino peggiore. Guardo ancora il blocco e poi mi volto verso Lavelior e il resto del gruppo, allargando le braccia. Qualcuno di voi ha mai visto niente del genere prima d'ora? Sapete se esiste un modo per scassinare o sbloccare un affare del genere senza rischiare di romperne il contenuto o, peggio, di farlo attivare?
  23. Le antiche e liquide sillabe dell'alto elfico fendono la foschia cinerea come il rintocco di una campana tesa... Lyra Thorne sobbalza al richiamo della tua voce, ma le sue paure mortali vengono istantaneamente soffocate quando incanali le briciole del potere dei Seldarine direttamente sulla sua figura slanciata... un'aura di luce bianca e purissima, fredda e magnifica come il chiarore della luna piena, si riverbera lungo i suoi stracci e il ferro del suo pugnale, avvolgendola in una barriera invisibile che respinge la corruzione miasmatica della radura... per la prima volta nella sua vita di stenti alla frontiera, la mezzelfa percepisce il sangue dei suoi progenitori non più come un'eredità sconosciuta e lontana, ma come uno scudo vicino, tangibile, familiare... stringe i denti e annuisce con spietata fermezza al tuo comando, scivolando di fianco alla tua spalla sinistra e tenendo il baricentro basso nel fango, pronta a scattare unicamente dopo il tuo primo ingaggio... Dietro di voi, le tue parole risuonano come un severo avvertimento per il vecchio Daran... il taglalegna stringe i pugni attorno al legno dell'accetta, fissando le tre sagome deformi che un tempo condividevano con lui il pane e il sudore del taglio... i suoi occhi rugosi si contraggono in una smorfia di dolorosa accettazione nel ricordare a se stesso che quelle carogne fameliche non hanno più nulla di umano... Sollevi la glaive nella posizione di guardia e pretendi una seconda grazia dalla Trama... la supplica liturgica viene esaudita all'istante, e sebbene l'energia sacra fluisca con una frazione dell'intensità millenaria a cui eri abituato prima dell'oblio, l'acciaio della tua lancia risponde... un riflesso lucido e azzurrino corre lungo il tagliente della lama, purificandola dall'umore nero del ragno e infondendola di un vigore innaturale che fa vibrare l'asta di legno nelle tue mani... la tua mente, focalizzata sulla dottrina dei Seldarine, ti rammenta la spietata natura di ciò che vi viene incontro: i Ghoul non possiedono organi vitali funzionanti, i loro corpi freddi sono animati unicamente dal legame reciso con il Piano dell'Energia Negativa... mirare al cuore o alla gola è del tutto inutile... l'unica via per spegnerli è smembrarli pezzo dopo pezzo, recidendo i tendini e spaccando il guscio d'ossa calcinate con fendenti di pura potenza brutale... Arrivano... sibila Jarek dal limitare del pioppo, rannicchiandosi nel fango per proteggersi dal riverbero sacro che emani, mentre le sue fauci emettono un rigurgito viscido di bava e frustrazione... Mentre completi le tue mistiche invocazioni protettive, il primo round di scontro si consuma interamente lungo la pendenza fangosa... i tre boscaioli non morti si muovono carponi nel dedalo della fossa da taglio, ma il terreno accidentato della segheria crollata è un labirinto di travi spezzate e macchinari arrugginiti che ne dimezza l'avanzata... avanzano strisciando nel fango bagnato, le unghie che scavano solchi profondi sulla roccia calcareo e le pupille fisse e iniettate di sangue focalizzate unicamente sulla tua posizione... scattano in avanti coprendo i primi metri nella nebbia mattutina, emettendo stridori sibilanti che fanno tremare i finimenti dei muli rimasti indietro, ma la distanza è troppa perché possano balzarvi alla gola in un solo respiro... sono costretti a rallentare tra i detriti di quercia, offrendoti il totale e geometrico controllo della prima linea... Ti pianti immobile davanti alla colonna, i muscoli delle gambe tesi e lo sguardo fisso sulla prima carogna cinerea che ha appena coperto la distanza, scavalcando l'ultimo tronco marcito... l'abominio si lancia in avanti spalancando le fauci viscide per ghermirti, del tutto ignaro che la tua azione preparata è già scattata a mezz'aria per intercettare il suo balzo prima ancora che i suoi artigli possano sfiorare la barriera della tua portata... Il ferro potenziato della tua glaive compie un arco perfetto nell'aria grigia del mattino, abbattendosi con precisione chirurgica dritto sul petto scoperto del primo Ghoul... l'impatto è brutale, sordo... l'acciaio benedetto fende la carne morta e spacca la cassa toracica calcinata del boscaiolo con lo schiocco secco di un ceppo sotto la scure, lacerando i tessuti inferiori e liberando una vampata di fetore dolciastro... il colpo d'anticipo è talmente profondo e distruttivo da arrestare all'istante lo slancio del mostro: la carogna emette uno stridore strozzato, sbilanciandosi sulle zampe spezzate e barcollando nel fango a tre metri di distanza da te, parzialmente sventrata e ridotta in fin di vita prima ancora di aver potuto sfiorare il tuo mantello... @ Risultati

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