Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
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Servizio - Il Tesoro della Regina dei Draghi
Avanzamento di livello fatto .
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Sento le parole di Chand risuonare nel cortile e, per un istante, il titolo di Caporale mi riporta lontano, tra le strade di Baldur's Gate e il metallo dei Pugni Fiammanti. Ma quella vita è un’eco che sbiadisce; oggi il mio unico giuramento è verso la Signora d'Argento. Mi stacco dalla parete, lasciando che la pietra fredda mi restituisca un briciolo di lucidità, e rispondo al Tenente con voce pacata...Arrivo, Chand... Rivolgo un ultimo sguardo rassicurante a Linan e un cenno carico di interrogativi silenziosi verso la Alice, poi inizio a camminare per raggiungere il gruppo. Mentre mi muovo tra la folla di feriti e soldati, pulisco alla meglio il mio simbolo sacro dal fango e dal sangue; non sono più un soldato di ventura, ma una chierica che porta luce nel cuore di questa notte tormentata. Affianco Kaerith , Chand, e Gib , pronta a dirigermi verso il Governatore Nighthill. Mi sistemo la tunica bagnata , cercando di recuperare un contegno che nasconda l'estrema spossatezza che mi preme sulle spalle. Sento il peso della responsabilità: abbiamo portato queste persone al sicuro, ma la vera prova deve ancora iniziare.
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Topic di Servizio
@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd Almeno uno di voi deve postare perchè io vada avanti .
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il tonfo sordo delle sbarre di quercia che si incastrano nei supporti di ferro è il suono più dolce che abbia sentito da ore. Siamo dentro. Siamo al sicuro, almeno per ora. Sento le ginocchia cedere sotto il peso della stanchezza mentre osservo il Sergente rialzarsi. La scia di sangue sul muro alle sue spalle è un macabro promemoria di quanto sia andato vicino alla fine, ma la mia preghiera lo ha raggiunto in tempo. Lo guardo scacciare i giovani chierici accorsi con le borse mediche; il suo ruggito rauco, che ordina di dare priorità ai suoi uomini, è il segno inequivocabile che il vigore è tornato in lui. Mi concede un cenno secco, un riconoscimento silenzioso tra soldati di campi diversi, prima di sparire tra il caos dei comandi. Sotto di me, sento il corpo di Linan scosso dai brividi, ma non sono più quelli della morte. Quando i suoi occhi incontrano i miei, vi leggo uno stupore così puro da farmi quasi dimenticare il bruciore alle braccia. Mi abbraccia con una forza che mi mozza il fiato, sussurrando ringraziamenti che si perdono nel rumore della fortezza. Le accarezzo i capelli, sporchi di polvere e pioggia, sentendo il cuore battere regolare sotto la camiciola rammendata dalla magia. Mi guardo intorno, cercando di riprendere fiato. La mia attenzione viene catturata da Alice. La vedo seduta, mentre Kaerith con mano ferma e brutale spezza la freccia nella sua gamba. Mi preparo mentalmente a un'altra invocazione, cercando nel profondo del mio spirito un'ultima scintilla di potere per lei, ma poi mi fermo, immobile. Un tenue bagliore, argenteo e delicato come la luce della luna che filtra tra le nubi, emana dalla sua ferita. In pochi istanti, la carne si richiude da sola. Sorrido debolmente, stringendo il mio simbolo sacro tra le dita ancora sporche. Sì, Alice...sussurro tra me e me, con il cuore che batte un po' più forte nel petto...pare proprio che la Signora abbia scelto te come sua messaggera ancora una volta. Mi rialzo a fatica, appoggiandomi alla pietra fredda della fortezza per non barcollare. Il cortile è un caos di lamenti e ordini gridati, ma quel piccolo miracolo silenzioso ha riacceso in me una scintilla che la stanchezza non può spegnere...
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Gli eroi senza tempo
Eleanor Studridge @ Sulla spiaggia (un luogo comodo dove seppellire un cadavere o due) @ DM
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Topic di Servizio
Bene , la puoi postare nelle sezione apposita , grazie .
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Gli eroi senza tempo
Eleanor Studridge Sulla spiaggia @ DM
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[TdG] Battesimo di Fuoco
Nihnel Dhak Nihnel rimase immobile per un istante, la benda color osso che sembrava quasi brillare nella penombra della grotta. Mentre Selene le parlava, la voce della compagna giungeva alle sue orecchie come un suono attutito dall'acqua; per Nihnel, la vera vista era altrove. Il Sussurro non mentiva mai. Ignorò le parole di Selene sulla fuga e si concentrò sulla porta di legno grezzo a destra, quella verso cui il vecchio goblin aveva strisciato con le sue ultime forze. Sollevò leggermente il mento, come se stesse annusando l'aria, ma erano le sue fibre interiori a tendersi verso l'ignoto. .Il silenzio di quella stanza non è pace, Selene...mormorò Nihnel, la voce calma e monocorde dei monaci dell'Essenza Invisibile...C'è un movimento dietro quel legno. Passi pesanti, cadenzati... ma è un’esistenza vuota. Non sento il calore del sangue, né il ritmo del cuore. È un’eco senza vita. Poi, la sua espressione mutò. Un brivido leggero le percorse le spalle nude, facendola voltare leggermente verso le profondità delle altre gallerie. Le dita della mano destra sfiorarono l'elsa della sua arma, pronte a scattare in quella danza che non necessitava di luce. ... E sotto di noi... la terra non è ferma. ... continuò, quasi in un soffio, avvertendo il brulicare lontano che faceva vibrare la pietra sotto le sue piante dei piedi. ... Qualcosa di immensamente più vasto si muove nelle radici di questo luogo. Non siamo soli...
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Prima missione - Per una giusta causa
Il sussurro di Raskva muore all'istante, ma questa volta non è il silenzio a inghiottirlo, bensì un cupo rombo sotterraneo che sembra nascere dalle radici stesse della scogliera. James, con la visione magica ancora attiva, vede il sale dorato nei solchi dell'altare accendersi di una luce livida: i glifi a spirale iniziano a ruotare su se stessi con un suono stridente di pietra che morde la pietra. Vi rendete conto troppo tardi che questa cella non è una stanza, ma un meccanismo. Senza un solo scossone, la gravità sembra farsi più pesante mentre l'intero blocco di granito inizia a scivolare verso il basso. Attraverso le sottili intercapedini delle pareti, vedete la roccia della scogliera sfilare verso l'alto con velocità vertiginosa: state scendendo nel cuore della terra. Il silenzio assordante che prima vi opprimeva viene sostituito dal boato dell'acqua che preme contro la roccia esterna, un ruggito oceanico che vibra nel pavimento sotto i vostri stivali. Dopo una discesa che sembra durare un’eternità, la stanza si arresta con un rintocco metallico che vi scuote fin nelle ossa. L'aria cambia istantaneamente: non è più l'aria stantia della magione, ma è densa, carica di una salsedine antica e di un freddo che sa di abissi mai toccati dal sole. L’occhio con le tre pupille sull'altare ora brilla di un azzurro intenso e proietta tre fasci di luce contro la parete di fondo. Sotto quell'illuminazione innaturale, il granito liscio si divide in tre sezioni che scivolano via silenziosamente, rivelando ciò che si trova nelle viscere della scogliera. Davanti a voi si apre una caverna ciclopica, dove il mare entra lateralmente formando una laguna sotterranea dall'acqua nera come l'inchiostro. Al centro di questo spazio, sorgono resti di un'architettura che non ha nulla di umano: pilastri inclinati, coperti di incrostazioni marine che brillano di una debole bioluminescenza, circondano un secondo altare, molto più grande, che emerge dalle acque come il dorso di una creatura addormentata. @ Grotta e rovine @ Tutti
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[TdG] Shattered Star - Parte 2
Aurora Gentileschi Alla vista delle due sbuffo assumendo un espressione un pò delusa... poi con un rapido movimento di mano senza dire una parola passo al bacchetta ad Esmera... dopo mormoro alcune parole arcane ed una frusta composta da una miriade di minuscoli ragnetti mi appare in mano... @ DM
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il ferro del portone ha appena finito di vibrare che già il cortile puzza di morte. Il mio sguardo saetta tra i feriti: Alice stringe la gamba, ma il Sergente Panzorith è quello che sta scivolando via più velocemente, una scia di sangue che segna il suo definitivo commiato contro la pietra fredda. Non posso permettere che il comandante della difesa cada proprio ora. Sollevo il braccio verso di lui, puntando il simbolo sacro mentre la mia voce sovrasta il caos dei soldati che corrono sulle mura: Sotto la scia delle stelle, si chiuda la ferita! La scintilla d'argento della mia parola attraversa l'aria come una stella cadente, colpendolo in pieno petto. Vedo il Sergente sobbalzare, i suoi occhi velati ritrovare un barlume di lucidità mentre il potere di Selûne agisce come un balsamo invisibile sulle sue ferite interne. @ DM Ma non ho un istante da perdere. Mi volto e mi avvento su Linan, che sta letteralmente annegando nel proprio sangue. Le crollo accanto, ignorando il fango e l'acqua che ancora mi inzuppano. Le premo le mani sul torace, proprio dove la freccia ha squarciato la tunica e la carne. Per la luce di Selûne, torni la vita dalle tenebre! @ DM Incanalando il mio potere sulle sue ferite, sento un calore bianco e purissimo sprigionarsi dai miei palmi. È un'energia densa, vitale, che si spinge in profondità nel suo petto per rammendare il polmone e fermare l'emorragia. Il rantolo di Linan si interrompe bruscamente e lei spalanca gli occhi, riprendendo a respirare con un sussulto violento, mentre il colore torna lentamente sul suo viso spettrale. Sono esausta, le mie riserve divine iniziano a vacillare sotto il peso di questa notte...
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La luna crescente
Valeria poggia il boccale con un colpo secco sul legno del bancone, un suono che sembra l'unico punto fermo in quella città di cenere. Vi scruta uno a uno, soffermandosi sulla luce scarlatta che ancora danza nelle vostre iridi, riflesso di quella Grande Luna che sembra non voler mai abbandonare chiunque calpesti il fango di Ouroboros. Abbozza un sorriso amaro, uno di quelli che solo chi è sopravvissuto a lungo in questo luogo può permettersi. Interessanti, eh?...ripete, la voce che gratta come carta vetrata sulla seta, rispondendo alle parole di Shamàsh e Fiore della Giungla...Vesper non trova mai nulla di interessante che non abbia il potenziale per esplodere o per cambiare il corso di un destino già segnato. Se ha indugiato su di voi, significa che avete attirato l'attenzione di qualcosa di molto più vecchio e affamato della semplice curiosità alchemica. Si volta poi verso Devras e Zarath, che già controllano i propri averi pronti a rimettersi in marcia. Ripartire per dove, guerriero? Fuori non c'è un'alba che vi aspetta. In questa terra il sole è un mito dimenticato e il tempo non scorre, ristagna come l'acqua nei polmoni di un moribondo. La Grande Luna Rossa non tramonterà mai; resterà lì, immobile allo zenit, a vomitare il suo veleno scarlatto finché le pietre non diventeranno polvere. Qui è sempre notte, ed è sempre questa notte. Infine, incrocia lo sguardo di Selyra , Valeria ridacchia, un suono secco. Un bagno caldo? Qui l'acqua pulita è più rara del perdono divino, e quella che abbiamo bolle grazie a scambiatori alchemici che fischiano come anime tormentate. Ma per voi farò un'eccezione... se non altro per non far puzzare tutta la sala di laboratorio . Ma non aspettarti che lavi via il colore del cielo dai tuoi pensieri. Si sporge in avanti, abbassando la voce sotto il fischio delle caldaie, proprio mentre state consumando il pasto al bancone. Il Vecchio vi ha detto che potevo aiutarvi? Tipico di lui. Mi occupo di chi non ha più un posto dove andare, ma se cercate una via d'uscita da questo piano che non passi per la tomba... beh, dovremo parlarne con calma, lontano da orecchie indiscrete. Sedetevi. Mangiate. Le ombre sono meno affamate quando hai la pancia piena e i sensi vigili. Proprio in quel momento, il pesante portone di quercia nera dell'Ultimo Riposo sussulta, colpito da una forza che non ha nulla di umano. Un rintocco metallico vibra nelle ossa di tutti i presenti e la porta si spalanca lentamente, lasciando entrare un refolo di aria satura di zolfo e polvere di ossidiana. Sulla soglia appare una figura che sembra fatta della stessa sostanza delle ombre esterne. È un monaco, le vesti logore intrise di cenere e sangue secco. Una benda di seta nera gli copre gli occhi, ma è il modo in cui le ferite da Cenere di Vuoto gli scavano la pelle a gelare il sangue: solchi grigiastri che sembrano pulsare di una luce spenta. L'uomo avanza con una grazia innaturale, ignorando Valeria che stringe un coltello sotto il bancone. Si ferma proprio dietro di voi, al bancone, la testa leggermente inclinata come se ascoltasse il battito dei vostri cuori. Dalle pieghe della tunica estrae un cilindro pesante, un Rullo di Ossidiana inciso con rune che sembrano assorbire la luce scarlatta della sala. Il mondo sta urlando perché è cucito a un cadavere, e solo recidendo i tre punti di sutura si può liberare la vita. ... la sua voce è un sussurro raschiante che pare provenire dal profondo di una tomba. Posa il rullo sul bancone, tra i vostri boccali. Il contatto del metallo sulla pietra produce un suono sordo, definitivo. Il monaco resta immobile, in attesa, come se le sue orecchie soprannaturali stessero già "ascoltando" la vostra reazione... @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Vi lasciate alle spalle il frantoio mentre la neve torna a cadere fitta, stendendo un velo bianco sulle macerie e sul puzzo di bava corrosiva. Il freddo pungente delle Valli vi morde il viso, ma il peso del medaglione che portate con voi sembra gelare l'aria stessa: emana una vibrazione sorda che si propaga dalle mani di Akseli fino alle ossa di ognuno di voi, un battito viscido che sembra voler scandire il ritmo del vostro respiro. Siete d'accordo sul non distruggerlo, ma la sua sola vicinanza vi infonde un’inquietudine profonda, come se l'oggetto stesse attivamente osservando i vostri pensieri mentre cercate di collegarlo alla Lente e al Sudario menzionati nel diario. Rientrate ad Highmoon verso le sette di sera, dopo una marcia faticosa tra i cumuli di neve. Le strade sono silenziose e il Tempio di Oghma vi accoglie con la quiete del dopo cena: i chierici hanno già lasciato il refettorio e le ombre si allungano tra le alte navate. A intercettarvi nel corridoio è Sorella Elara, intenta a spegnere le ultime lampade , vedendo i vostri volti provati e le carni martoriate, chiama subito Fratello Thann, un guaritore anziano che si stava ritirando nei suoi alloggi. Venite condotti in una saletta riscaldata, dove Thann inizia a mormorare preghiere di guarigione. Mentre il calore della magia divina chiude i vostri squarci e lenisce lo sfinimento, la presenza del medaglione nella stanza sembra distorcere la luce delle candele, rendendo l'atmosfera densa e irrespirabile... @ Tutti
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Topic di Servizio
@Theraimbownerd La pozione ti cura 3 ferite .
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Servizio
A mio parere per come sto giocando il personaggio non devo ricevere punti esperienza ne avanzare di livello perché non sto aiutando in alcun modo lo svolgersi dell'avventura.
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong l freddo dell’acqua che ancora cola dalla mia armatura passa in secondo piano quando il corno del barbacane squarcia l'aria. Mi porto rapidamente sui fianchi di Alice e Linan, cercando di riacquistare la dignità di una chierica di Selûne dopo il disastro nel fiume. Il bagliore improvviso che ci investe, come un raggio di sole fuori tempo massimo, ci espone ai difensori ma ci salva dalle loro frecce. Vedo le guardie sbracciarsi freneticamente verso ovest: non servono parole per capire che il tempo è scaduto. Rimanete unite! Non guardatevi indietro!...grido ad Alice e agli altri civili , cercando di sovrastare il fragore del torrente e il vociare che Gib ha sentito venire dal paese. Mentre usciamo allo scoperto, il muro di scudi e lance che si compatta davanti al portone mi trasmette un senso di urgenza brutale. Il sergente, una figura d'acciaio dietro le barricate, ci investe con un comando che non ammette esitazioni. Il suo urlo è un tuono. Vedo i miei compagni scattare e io faccio lo stesso, ignorando il peso dell'armatura e il fango che schizza sotto i miei stivali. Punto dritta verso quella linea difensiva, il martello stretto in pugno e lo sguardo fisso sulla salvezza delle mura, pronta a tutto...
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TdG - Avventure in DnD 3
Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Almeno ora sappiamo chi ha ucciso il ragazzo...dico rivolta ai miei compagni poi mi rivolgo al prigioniero...prima brancolavamo nel buio senza dei veri indizi su che direzione prendere...ci avete fatto un favore... e non è che siete stati voi a far scomparire alcuni libri dalla biblioteca dell'accademia? se fosse di si io starei cercando dei libri sulle profezie apocalittiche e mi farebbe piacere poter consultare quelli spariti dalla biblioteca...
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico
Mevrah , the Witch Sento il peso rassicurante della maschera di legno sul volto, quel ghigno demoniaco che ormai è più mio della mia stessa pelle. Attraverso le fessure strette degli occhi, il mondo assume una sfumatura più cupa, più vera; vedo Orrac e Lexander non come compagni, ma come pedine che si muovono in una farsa che sta per diventare tragedia. Inclino la testa di lato, e il demone intagliato sembra ridere silenziosamente della loro nobile preoccupazione. Porto una mano a sfiorare il bordo rugoso del legno, sentendo le vibrazioni del male che vi ho infuso. Singolarmente siamo più deboli , non ha senso dividersi...dico cercando di sembrare convincente... e poi io mi devo riposare almeno un paio di ore , devo recuperare gli incantesimi ed i poteri che ho usato oggi se voglio essere al massimo quando attaccheranno , ma se dovessero attaccare prima venitemi pure a svegliare farò quello che potrò... perciò se non avete nulla in contrario vado a cercarmi un posto dove riposare , credo in una locanda qui vicino , farò mandare qualcuno ad avvisarvi sul dove mi trovo ... a più tardi... Con un gesto fluido del mantello, mi volto, lasciando che il ghigno della maschera sia l'ultima cosa che vedono prima che io svanisca tra le ombre dei vicoli verso la porta nord. Il legno della maschera sembra quasi scaldarsi contro la mia pelle, eccitato dalla promessa di violenza che satura l'aria.
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Prima missione - Per una giusta causa
L'aria nella cella è immobile e fredda. Raskva dopo aver cercato per un pò si rialzi lentamente dalla pietra scura del pavimento... @ Raskva James osserva l’altare da una distanza di sicurezza... @ James poi vi accorgete di una cosa...Il silenzio in questa cella non è una semplice assenza di rumori, ma quasi una presenza fisica...è un silenzio denso che sembra premere contro i vostri timpani come se foste immersi in profondità sotto il mare. Ogni minimo suono che producete...lo scricchiolio di uno stivale, il fruscio degli abiti, il battito dei vostri stessi cuori , viene come inghiottito dal granito, smorzato all'istante senza lasciare eco... una quiete assoluta che rende il vuoto della stanza quasi assordante, dandovi la sensazione che il mondo esterno, e persino la magione sopra di voi, siano svaniti nel nulla. @ Tutti
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La luna crescente
Vesper osserva la scena con la precisione di un predatore, le sue lenti ruotano freneticamente mentre analizza le vostre ultime parole prima di lasciarvi andare. 'equilibrio è un concetto da scultori...risponde a Shamàsh con una calma glaciale...qui siamo in un crogiolo , o si fonde o si tempra. Ma se il vostro scopo vi dà la forza di non spezzarvi sotto la pressione di questo mondo, allora è un reagente utile. Vedremo se il sasso incresperà l'acqua o se affonderà semplicemente nel fango ... Poi sposta lo sguardo sulle giunture di Devras, rispondendo al dubbio del costrutto con un sibilo metallico...ll rischio non è una scelta per voi, è la vostra struttura. Siete un paradosso di pietra in un mondo che pretende sangue, un elemento estraneo che spezza il ritmo della corruzione...Ma attenzione: un masso può essere la base di una cattedrale o il peso che trascina tutti nell'abisso. Decidete voi se essere il fondamento o la rovina di questo gruppo ... Quando Selyra si congeda con un inchino, Vesper accompagna il gesto con un rapido scatto delle lenti... L'orgoglio drow... una fragranza che non svanisce mai del tutto, nemmeno tra le ceneri. Spero solo che il finale della vostra ballata non sia scritto col sangue che mi avete appena donato. Sotto la Luna Rossa, le storie hanno il vizio di diventare terribilmente permanenti ... Si sofferma poi sull'osservazione di Zarath riguardo al caos che li ha portati fin lì...Un casino, dite? In alchimia, il caos è solo una fase preliminare alla trasmutazione. Se la vostra presenza è frutto di un imprevisto, allora siete l'ingrediente che potrebbe cambiare l'intera pozione. O far esplodere il calderone prima che l'opera sia compiuta ... Infine, mormora a Fiore della Giungla mentre chiude l'astuccio con i vostri campioni...Il buio non cala in questa terra, piccola studiosa. È sempre qui, in agguato sotto la cenere, alimentato da quel cerchio scarlatto sopra di noi. Ma apprezzo la tua urgenza. Una medicina che non cura l'ospite finisce sempre per essere espulsa come veleno. Vediamo quale delle due sarete... Dopo queste ultime parole uscite dal laboratorio e la porta si chiude alle vostre spalle con un rintocco metallico che sembra sigillare il tempo speso con l'alchimista. Fuori, Ouroboros vi accoglie con la sua spietata architettura di ossidiana. Il cielo è un abisso nero dominato dalla Grande Luna Rossa, che versa la sua luce malata sulle strade come un olio scarlatto, rendendo le ombre lunghe e innaturali. Vi incamminate lungo le "vene" fangose della città. I ciottoli appuntiti scricchiolano sotto i vostri stivali con quel suono viscido di denti marci che si spezzano, mentre dai tetti a lama la Cenere di Vuoto scivola giù in rivoli grigiastri, accumulandosi ai bordi delle strade come neve contaminata. L'aria, satura di zolfo e ozono, pizzica i polmoni e rende ogni respiro pesante, un promemoria costante della tecnologia alchemica che tiene in vita questo ammasso di ferro e disperazione. Le case si stringono sopra di voi, quasi volessero soffocarvi, lasciando intravedere solo squarci di quel firmamento maledetto. Incrociate poche figure: ombre avvolte in mantelli pesanti che camminano rasente ai muri, evitando ogni contatto visivo, terrorizzate dal bagliore rosso che tinge i loro volti di una maschera cadaverica. Dopo diversi minuti di cammino silenzioso, la struttura massiccia e meno spigolosa dell'Ultimo Riposo appare davanti a voi. La locanda sembra un polmone che respira a fatica in questo labirinto di ardesia. Spingete il pesante portone di quercia nera, ed è come se un muro di calore e odore di birra vi venisse incontro, offrendo un rifugio temporaneo dalla maledizione scarlatta dell'esterno. Valeria è dietro il bancone, intenta a pulire un boccale con un panno che ha visto giorni migliori. Alza lo sguardo mentre entrate, e i suoi occhi sembrano leggere subito la stanchezza e quel nuovo, sottile cambiamento che Vesper ha impresso nei vostri battiti. ... Siete tornati. E a giudicare dall'odore di ozono che vi portate dietro, il Vecchio vi ha fatto passare più tempo tra le sue provette di quanto sia salutare per la sanità mentale... @ Tutti
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Topic di Servizio
@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd Tutti anche i nuovi avanzate di un livello .
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Sento la mano forte di Chand afferrarmi il braccio e tirarmi su, mentre l'acqua gelida cola dalle piastre della mia armatura, appesantendo ogni mio movimento. Tossisco, sputando quel sapore di fango e vergogna, mentre lui mi porge il mio martello da guerra. Lo impugno di nuovo, sentendo il cuoio bagnato e scivoloso sotto le dita, e cerco di ricompormi come posso sotto lo sguardo freddo di Selûne. Grazie...mormoro a bassa voce, cercando di recuperare quel briciolo di dignità che ho lasciato sul fondo del fiume. Mi scuoto di dosso l'acqua e il fango, sentendo i muscoli ancora tesi per l'adrenalina e il freddo che inizia a mordermi le ossa. L'odore acre di carne bruciata e fumo bluastro che sale dai resti dello scontro mi riempie le narici, ma cerco di non guardare, concentrandomi solo sul recuperare il respiro. Sono inzuppata fino al midollo e il peso dell'armatura bagnata è un promemoria costante della mia caduta, ma il peso del martello nella mano mi restituisce un po' di sicurezza. Siamo vivi, ed è l'unica cosa che conta davvero in questo momento. Mi rimetto in marcia verso la testa della colonna...davanti a noi, la sagoma della fortezza di Greenest si staglia contro il cielo illuminato dai roghi, ultimo baluardo contro il caos. Nonostante l'umiliazione del tuffo e il gelo che mi stringe il petto, serro la presa sull'impugnatura della mia arma. La Signora d'Argento mi ha concesso di rialzarmi dal fango...non sprecherò questa seconda occasione.
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Il Tempo dei Perduti
Il fragore della battaglia si dissolve nel silenzio spettrale del vecchio frantoio, lasciando spazio solo al crepitio del legno eroso e al respiro affannoso dei sopravvissuti. Shage è il primo a rompere l'immobilismo: con i muscoli ancora intirizziti dal gelo soprannaturale, si china sul corpo martoriato di Vaulath. La sua voce si leva in una nenia ritmata, un canto di guarigione che guida il potere della bacchetta magica verso le carni lacerate del Goliath. Sotto l'effetto della magia e di una pozione trangugiata d'un fiato, Vaulath riapre gli occhi e si solleva a fatica tra i resti del ghiaccio e della bava corrosiva, scuotendo la testa nel tentativo di scacciare il torpore della morte sfiorata e coprendo con un gesto grato la mano del bardo. Poco distante, Akseli fissa con un misto di repulsione e brama scientifica il medaglione che ha appena lasciato cadere. Le sue dita, arrossate tremano mentre lo recupera dal pavimento annerito ed inizia ad analizzarlo con sguardo febbrile... @ Akseli Erika, dal canto suo, non abbassa la guardia. Solo quando è certa che la macchia informe di muscoli e tentacoli sia stata del tutto risucchiata, solleva la pesante lama della sua glaive. La sua figura si staglia rigida contro le ombre del frantoio mentre osserva l'artefatto tra le mani di Akseli con aperta diffidenza, quasi a voler saggiare con lo sguardo la resistenza del metallo magico, pronta a spezzarlo pur di eliminare la minaccia. Mentre la tensione tra il desiderio di preservare il reperto e quello di distruggerlo aleggia nell'aria, l'attenzione del gruppo viene attirata dai resti di Padre Lucas. Tra le pieghe della sua tunica corrosa affiora un lembo di pergamena... @ Contenuto della pergamena per chi la raccoglie @ Tutti
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Passaggio verso nord
Il fragore dell'acciaio lascia il posto al picchiettare ritmico della pioggia e al respiro affannoso dei sopravvissuti. Tiburzia rimane immobile come una statua di ghiaccio, le braccia tese e le dita contratte per tessere la trama invisibile che tiene prigionieri i sensi dei mercenari. Il suo sguardo, perso nel vuoto della concentrazione arcana, si posa su Lorelai con un cenno di tacito incoraggiamento quando la ragazza, dopo aver sfiorato la gola di un prigioniero con la lama, rinfodera il pugnale e si rannicchia nel fango per scacciare i propri demoni. Poco distante, Arkyn agisce con metodica freddezza. Ricevuto un cenno d'intesa da Godluin, che rimane in guardia con le dita ancora cariche di residui magici, solleva la spada e colpisce con il pomello la nuca dei quattro uomini ipnotizzati. Questi crollano uno dopo l'altro nel fango, passando dal torpore magico all'incoscienza fisica. Lord Eryndor, rinvigorito dall'adrenalina dello scontro, ripulisce la sua spada lunga con un lembo di mantello nemico e si guarda intorno, osservando i compagni e i nemici abbattuti. Insieme a Lorelai, che canalizza la sua tensione residua nel lavoro manuale, il cavaliere stringe nodi stretti attorno ai polsi dei nove prigionieri, assicurandoli l'uno all'altro per neutralizzare ogni possibile reazione. Sullo sfondo, la torre di pietra grigia da cui sono sciamati i mercenari si erge solitaria su un piccolo isolotto fangoso al centro del fiume. La struttura, alta due piani e dall'aspetto solido e spartano, è lambita dalle acque torbide che scorrono veloci sotto la pioggia. Sul lato sinistro, una grossa pala da mulino in legno scuro ruota pigramente, gemendo sotto la spinta della corrente. Il pesante portone di legno e ferro è ora serrato, chiudendo ogni accesso alla torre, mentre dalle strette feritoie del piano superiore non filtra alcun segno di vita... @ Oggetti trovati perquisendo i cadaveri @ Tutti
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong L'acqua gelida del fiume mi morde le gambe, arrivandomi quasi alle cosce. Davanti a me, il mercenario ringhia... Non c'è tempo per pensare, solo per agire , il mio sangue ribolle di un fervore sacro che non ammette esitazioni. Nel nome di Selûne, ti fermerò!... Mi scaglio contro di lui con un impeto furioso, ma la mia foga è la mia rovina. Mentre cerco di dare forza al colpo, il mio piede destro scivola su un ciottolo traditore coperto di muschio. Sento la terra mancarmi sotto i piedi e il peso dell'armatura trasformarsi in una zavorra inarrestabile. Le dita, bagnate e tremanti per l'adrenalina, perdono la presa sul cuoio del martello da guerra. Lo guardo volare via, una parabola d'acciaio che termina con un tonfo sordo lontano tra i flutti, fuori dalla mia portata. Cerco di aggrapparmi all'aria, le braccia che mulinano goffamente mentre la gravità mi reclama. Il tuffo è totale, privo di qualsiasi dignità eroica. Cado in avanti con tutto il corpo, schiantandomi sulla superficie con un impatto che mi mozza il respiro. Finisco a faccia in giù, sommersa in settanta centimetri d'acqua che sanno di fango e ghiaia. Il silenzio dell'acqua mi avvolge le orecchie, mentre sento il fondo del fiume contro il viso. Selûne brilla alta nel cielo, e io sono qui, inzuppata e disarmata, a fissare i sassi sul fondo.
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