Kythorn 11 (Giugno) - Metà Mattina
ROUND 1
Decidete di irrompere nella stanza a destra. Vi preparate, tutti vicini, Kaimir di fronte a tutti con lo scudo alzato, pronto a proteggersi in caso di nemici in attesa del vostro arrivo oltre la porta. Ad un cenno degli altri la apre di scatto ma subito vede sfrecciare verso di lui due dardi di sfrigolante e vermiglia energia arcana; uno lo manca di un soffio, andando ad impattare contro lo stipite di pietra annerendolo e scheggiandolo. L'altro invece lo colpisce in pieno sullo scudo facendolo indietreggiare per la forza del colpo che è arrivata perfino ad ammaccare con forza il metallo.
Chi li ha scagliati pare essere la Loreloth di cui avete sentito parlare. Una figura femminile, nella cui mani stringe da una parte una lunga verga simile a quella della statua di Asmodeus e nell'altra una legante lama sottile dalla foggia esotica. La sua pelle è nera come il carbone ed i lunghi capelli bianchi sono raccolti in una complessa ed elegante acconciatura che le da un aspetto autoritario e minaccioso assieme alle lunghe e larghe vesti riccamente elaborate nei colori rosso, oro e nero, avvolte da delle fiamme nere senza luce e senza che la stiano bruciando. Infine una maschera risplende dorata sul suo viso alla luce proveniente dai molti candelieri e lampade della stanza; la sua mirabile fattura rappresenta il viso di un diavolo femminile a differenza di quelle del resto dei cultisti così come della donna al suo fianco, Ludmilla. Il suo braccio destro indossa invece degli abiti più pratici e protettivi grazie con un corpetto rinforzato da inserti e spallacci metallici un lungo mantello rosso sulle spalle che accentua l'aura rossa che sembra emanare da tutta lei, in una maniera molto simile a quella del cultista al comando del gruppo che avete affrontato al magazzino nella zona portuale. La donna dai capelli biondi sembra stia intessendo un incantesimo o forse una preghiera ad Asmodeus e Masumi è lesto ad accorciare le distanze irrompendo nella stanza e calando la propria arma contro la donna che però fa un balzo di lato ed evita il colpo. Non può però contro l'ugualmente rapido Andor che prima alla coscia la donna con il proprio stocco, menomando la sua capacità di schivare e poi scoccando il quadrello della propria piccola balestra a mano verso il torace della donna; un colpo preciso al cuore che non le lascia scampo e che le fa morire in gola il proprio incantesimo che già si stava per concretizzare. Loreloth grida furiosa per l'oltraggio subito e rapida evoca una coltre di buio in una lingua a voi oscura, ma che Masumi riesce ad intuire essere un qualche linguaggi elfico arcano. Tutto è indistintamente nero ai vostri occhi, non percepite più nessuna forma, nessuna luce, soltanto il suono dei vostri movimenti concitati il tintinnio delle vostre armature metalliche e dei vostri stivali rinforzati, le reazione sorpresa e spaventata delle vostre voci di fronte a quella oscurità innaturale ed improvvisa. Kaimir, ripresosi dall'urto arcano, decide di rimanere a piantonare la porta, non sapendo che altro poter fare in quella situazione e preoccupato di non poter proteggere i suoi compagni. Solo Annerine mantiene il sangue freddo: lei conosce bene questa oscurità, fa parte dei suoi doni, fa parte del suo sangue, è dentro di lei. Ed anche se è stata evocata da un'altra persona, ella può provare ad entrarvi in comunione e vedervi attraverso. Si concentra, la propria bacchetta in mano, il potere dell'Ombra che fluisce più forte nel suo corpo, attraverso la sua pelle, fuori dai suoi occhi. Ora vede.