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Ryan Dancey dice la verità sull’IA e AEG lo scarica: il problema non è l’algoritmo, è l’ipocrisia

  • Il padre dell'Open Game License e la dichiarazione che nessuno voleva sentire

Chi è Ryan Dancey? Solo uno che ha cambiato il mondo dei GdR

Permettetemi di presentarvi Ryan Dancey, nel caso in cui abbiate vissuto sotto un sasso negli ultimi trent'anni.

Ryan Dancey era Vice Presidente di Wizards of the Coast quando la società acquisì TSR sì, quella TSR, quella di Gary Gygax, quella che aveva inventato i giochi di ruolo. Fu lui a gestire il passaggio di proprietà di Dungeons & Dragons. Ma soprattutto, Dancey è l'uomo che progettò e implementò l'Open Game License, quella piccola cosa che permise a tutto l'ecosistema old school di sopravvivere, prosperare, e dare vita al movimento OSR che amiamo. Senza di lui, probabilmente non esisterebbero Pathfinder, Old-School Essentials, Swords & Wizardry, e tutta la gloriosa produzione retroclonata che campeggia sulle nostre scansie.

Dopo una serie di avventure tra MMO e consulenze, Dancey è approdato nel 2015 come Chief Operating Officer di Alderac Entertainment Group (AEG), secondo in comando dopo il CEO. Un decennio a mandare avanti i giochi di una delle publisher più rispettate del panorama boardgame.

Poi ha detto una cosa su LinkedIn, e lo hanno cacciato.

La Dichiarazione Shock che ha scosso l'Industria

Tutto è iniziato quando qualcuno su LinkedIn ha sostenuto che l'AI non avrebbe mai potuto creare giochi come Tiny Towns, Flip Seven o Cubitos, perché non capisce l'elemento umano del divertimento. Dancey ha risposto. E qui vi riporto le sue parole integralmente, perché meritano di essere lette senza filtri:

Non ho alcun motivo per credere che una IA non potrebbe inventarsi Tiny Towns, o Flip Seven, o Cubitos. Posso fare un prompt a una qualunque di diverse IA proprio adesso e ottenere idee per giochi buone quanto quelle. L'industria del gioco non esiste perché gli esseri umani creano idee altrimenti irraggiungibili. Esiste perché esistono moltissimi giochi precedenti, che alimentano la mente dei designer, i quali producono nuove varianti su quei temi. Le persone poi applicano capitale di rischio a quelle idee per vedere se c'è una corrispondenza tra prodotto e mercato. A volte c'è, e a volte non c'è. (In effetti, molto più spesso non c'è).

In casi estremamente occasionali (due volte nella mia vita: D&D e Magic: the Gathering) un essere umano ha prodotto una forma del tutto nuova di intrattenimento ludico. Quei momenti sono così rari e incandescenti che risuonano attraverso i decenni.

La pubblicazione di giochi non è un'industria di idee uniche e speciali. È un'industria fatta di esecuzione, marketing e attenzione ai dettagli. Tutte cose in cui le IA sono bravissime.

Apriti cielo.

La Reazione dell'Industria (prevedibilissima)

The Cardboard Herald, canale di recensioni boardgame, ha risposto su BlueSky con la solennità di chi sa di essere dalla parte giusta della storia:

Come avete potuto vedere, il COO di AEG Ryan Dancey ha dichiarato che l'AI può creare giochi 'buoni quanto Tiny Towns o Flip 7 o Cubitos', mancando completamente l'umanità inesorabile coinvolta. Abbiamo trascorso 10 anni a celebrare i creativi del settore. Finché non se ne sarà andato, non lavoreremo con AEG.

Tremendo. Dieci anni a celebrare i creativi, e ora boicottano un'azienda per le opinioni personali di un dipendente su LinkedIn. Molto coerente. Molto umano.

Il giorno dopo, il CEO di AEG John Zinser ha pubblicato il comunicato d'addio:

Oggi voglio condividere che Ryan Dancey e AEG hanno preso strade separate. Questo non è un post facile da scrivere. Ryan è stato una parte significativa della storia di AEG, e io sono personalmente grato per gli anni di lavoro, passione e intensità che ha portato in azienda. Abbiamo costruito molto insieme. Mentre AEG entra nel suo prossimo capitolo, l’allineamento e la chiarezza della leadership contano più che mai. Questa transizione riflette questa realtà. Il nostro impegno verso i nostri designer, partner, rivenditori e giocatori rimane invariato. Continueremo a costruire grandi giochi attraverso collaborazione, creatività e fiducia.

"Allineamento della leadership." Traduzione: non dire la verità in pubblico.

Dancey stesso ha poi scritto:

Questa mattina ho parlato con John Zinser dell'aftermath del mio post di ieri sulla capacità dell'AI di creare idee per giochi. Ha deciso che è tempo per me di passare a nuove avventure. Mi dispiace che le cose finiscano così. Ho apprezzato i miei 10 anni ad AEG. Auguro al team lì il meglio per i loro sforzi futuri.

Credo che siamo a un punto di svolta civilizzatorio. Che chi siamo e come siamo cambierà nella misura di quanto è accaduto durante le Rivoluzioni Agricola e Industriale; ed è ormai tempo di iniziare a parlarne e di non avere paura di discuterne. Parlare di AI, essere onesti su cosa può e non può fare, e pensare alle implicazioni è qualcosa che dobbiamo iniziare a fare in modo diffuso. Gli esseri umani hanno una scintilla creativa unica che ci differenzia e ci rende speciali, e dovremmo celebrare questa specialità mentre viviamo questo epico cambiamento.

Per la cronaca: non credo che l'AI sostituirà il lavoro che fanno i talentuosi designer/sviluppatori di giochi, né penso che sia appropriato usare l'AI per sostituire il ruolo dei designer/sviluppatori nella pubblicazione di giochi da tavolo. Durante il mio tempo ad AEG ho sviluppato e implementato politiche e contratti che riflettono queste opinioni. È importante per me che sappiate cosa credo e cosa non credo su questo particolare argomento, nonostante quello che potreste aver letto altrove.

Il punto di vista del vecchio gamer

Guardiamo la faccenda con gli occhi di chi gioca a GdR da quando le miniature si dipingevano con lo smalto delle sorelle e i manuali si fotocopiavano di nascosto.

Dancey non ha detto che l'AI è meglio degli umani. Ha detto che la maggior parte dei giochi da tavolo moderni è derivativa, iterazioni su meccaniche esistenti, nuove combinazioni di elementi già noti, variazioni su temi consolidati. E secono me ha ragione. Ha dannatamente ragione.

Quante volte abbiamo visto giochi presentati come rivoluzionari che erano semplicemente "Catan con le galline" o "Pandemic ambientato nello spazio"? L'industria del boardgame moderno produce una quantità industriale di prodotti perfettamente competenti, piacevoli, e sostanzialmente intercambiabili. Non è un'offesa, è la natura dell'iterazione creativa.

E lui stesso lo ha detto chiaramente, con la lucidità di chi ha visto nascere D&D e Magic: i momenti di vera innovazione sono rarissimi. Due in una vita intera. Questo non svaluta il resto, svaluta la pretesa che ogni worker placement con un tema insolito sia un atto di creazione irripetibile.

L'uomo ha costruito l'OGL. Ha salvato D&D dall'oblio post-TSR. Ha permesso a tutto l'OSR di esistere. E lo hanno licenziato perché ha detto una cosa scomoda su LinkedIn.

Benvenuti nel 2026, dove la verità è un rischio professionale.



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Recommended Comments

Lord Danarc

Circolo degli Antichi

Dancey non ha detto che l'AI è meglio degli umani. Ha detto che la maggior parte dei giochi da tavolo moderni è derivativa, iterazioni su meccaniche esistenti, nuove combinazioni di elementi già noti, variazioni su temi consolidati. E secono me ha ragione. Ha dannatamente ragione.

Sinceramente non posso che trovarmi d'accordo.

Trovo anche abbastanza assurdo che si mandi via una persona per una posizione così banale. Mah.

firwood

Newser
19 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Trovo anche abbastanza assurdo che si mandi via una persona per una posizione così banale. Mah.

Questa è la mentalità "corporate" che pervade ogni strato del lavoro oltre oceano. L'individuo conta poco, o nulla, e deve essere perfettamente integrato (leggi supinamente asservito) alle regole della società per cui lavora. Spesso, chi ha delle idee geniali, finisce con il diventare un marchio da applicare al prodotto e poco più. L'ipocrisia è uno degli aspetti fondanti della cultura made in USA, dove nel privato puoi fare le peggio cose, ma in pubblico devi restare perfettamente allineato a chi detta le regole del gioco.

Ho letto diversi libri sulla storia del GDR, a partire da "Game Wizards" di Jon Peterson, dove l'autore spiega in modo egregio questa mentalità che già esisteva all'epoca della TSR (dove Gygax ne esce come una figura decisamente ridimensionata rispetto al mito che si abilmente creato) e degli allora diffusissimi wargames.

Riguardo all'AI, è fuor di dubbio che creerà parecchi problemi che influiranno sulla vita di moltissimi individui, specialmente in ottica corporate dove da sempre, e mai come in questi tempi, prevale la visione di un bieco guadagno, non importa a quale prezzo, purché sia il massimo possibile. Dancey ha perfettamente ragione quando parla di iterazioni successivi e modifiche minori a prodotti già esistenti, cose che l'intelligenza artificiale può benissimo gestire da sola. Certo, va sempre monitorata dato che potrebbe ideare giochi come per esempio, un Heroquest dove gli eroi sono del KKK e i nemici degli schiavi (non ricordo dove, ma avevo letto questa notizia e non so quante fosse vera o una balla).

E' un peccato vedere silurato qualcuno solo perché ha detto la verità, ma non c'è nulla di cui stupirsi purtroppo. E' il mondo in cui viviamo oggi, che sta vedendo un cambiamento nel mondo del lavoro di portata equiparabile alla rivoluzione industriale e alla meccanizzazione che si ebbe nel 700, poi a fine 800 e di nuovo verso gli anni 70 del secolo scorso. Con tutte le ricadute sociali che esso comporta.

Bharbhotr

Ordine del Drago

Eeeee benvenuti nella nuova stagione di caccia alle streghe!
Che se non fosse un tema abbastanza importante per alcuni lavoratori mi sentirei di dire che sta AI ha rotto i santissimi.

Ad ogni modo quando hai a che fare con le masse e la tua carriera dipende da un'azienda multinazionale sarebbe bene imparare a non scrivere senza filtri sui social... di casi come quello di James Gunn ne accade uno ogni mille.

Spero non venga ostracizzato nella futura ricerca di lavoro.

MattoMatteo

Circolo degli Antichi
3 ore fa, Lord Danarc ha scritto:
Citazione

Dancey non ha detto che l'AI è meglio degli umani. Ha detto che la maggior parte dei giochi da tavolo moderni è derivativa, iterazioni su meccaniche esistenti, nuove combinazioni di elementi già noti, variazioni su temi consolidati. E secono me ha ragione. Ha dannatamente ragione.

Sinceramente non posso che trovarmi d'accordo.

"My two cents" da "informatico" (nel senso che ho studiato informatica fin da piccolo, alle superiori e per qualche tempo anche all'universita, ma attualmente non lavoro -e credo che non lavorerò mai- nel settore informatico): ricordo di aver letto, tanti anni fà, una definizione sui computer che si riassumeva più o meno così: velocissimi stupidi!
Oppure ""gigo", cioè "garbage in, garbage out" (immondizia in entrata, immondizia in uscita).
Entrambe le definizioni riassumono benissimo il problema dei computer, cioè il fatto che si limitano ad eseguire (velocissimamente) gli ordini dati, ma alla lettera e senza discutere... se gli ordini e/o i dati in entrata sono sbagliati, allora automaticamente i risultati in uscita saranno altrettando sbagliati.

Quello detto da Ryan Dancey può essere vero, nel senso che non ha detto una bugia... ma personalmente lo trovo profondamente sbagliato dal punto di vista "morale"!
Le IA saranno pure diventate bravissime ad analizzare i dati e sparare fuori copie di buona qualità, su questo non ci piove (vedo sempre più spesso immagini e video che fatico a capire se siano reali oppure no)... ma la capacità di creare qualcosa di VERAMENTE innovativo è ancora una prerogativa solo ed esclusivamente umana (e per fortuna, dico io!)... senza un "input" adatto (vale a dire idee nuove ed innovative) le IA saranno costrette a masticare rimasticare sempre le stesse cose (come una persona costretta a mangiare perennemente le proprie feci, con un tubo che và dall'ano alla bocca), perchè capaci di fare solo quello!
E, come la fotocopia di una fotocopia di una fotocopia diventa sempre più sgranata, allo stesso modo i prodotti "creati" dalle IA saranno di qualità sempre peggiore... per questo non si può lasciare tutto il lavoro a loro.

2 ore fa, firwood ha scritto:

Riguardo all'AI, è fuor di dubbio che creerà parecchi problemi che influiranno sulla vita di moltissimi individui, specialmente in ottica corporate dove da sempre, e mai come in questi tempi, prevale la visione di un bieco guadagno, non importa a quale prezzo, purché sia il massimo possibile. Dancey ha perfettamente ragione quando parla di iterazioni successivi e modifiche minori a prodotti già esistenti, cose che l'intelligenza artificiale può benissimo gestire da sola. Certo, va sempre monitorata dato che potrebbe ideare giochi come per esempio, un Heroquest dove gli eroi sono del KKK e i nemici degli schiavi (non ricordo dove, ma avevo letto questa notizia e non so quante fosse vera o una balla).

Ecco, questo!
L'IA può (e DEVE) essere un'aiuto, mai un sostituto dell'uomo!

4 ore fa, Mortegro ha scritto:

Tutto è iniziato quando qualcuno su LinkedIn ha sostenuto che l'AI non avrebbe mai potuto creare giochi come Tiny Towns, Flip Seven o Cubitos, perché non capisce l'elemento umano del divertimento. Dancey ha risposto. E qui vi riporto le sue parole integralmente, perché meritano di essere lette senza filtri:

  Citazione

Non ho alcun motivo per credere che una IA non potrebbe inventarsi Tiny Towns, o Flip Seven, o Cubitos. Posso fare un prompt a una qualunque di diverse IA proprio adesso e ottenere idee per giochi buone quanto quelle. L'industria del gioco non esiste perché gli esseri umani creano idee altrimenti irraggiungibili. Esiste perché esistono moltissimi giochi precedenti, che alimentano la mente dei designer, i quali producono nuove varianti su quei temi. Le persone poi applicano capitale di rischio a quelle idee per vedere se c'è una corrispondenza tra prodotto e mercato. A volte c'è, e a volte non c'è. (In effetti, molto più spesso non c'è).

In casi estremamente occasionali (due volte nella mia vita: D&D e Magic: the Gathering) un essere umano ha prodotto una forma del tutto nuova di intrattenimento ludico. Quei momenti sono così rari e incandescenti che risuonano attraverso i decenni.

La pubblicazione di giochi non è un'industria di idee uniche e speciali. È un'industria fatta di esecuzione, marketing e attenzione ai dettagli. Tutte cose in cui le IA sono bravissime.

4 ore fa, Mortegro ha scritto:

Dancey stesso ha poi scritto:

  Citazione

Questa mattina ho parlato con John Zinser dell'aftermath del mio post di ieri sulla capacità dell'AI di creare idee per giochi. Ha deciso che è tempo per me di passare a nuove avventure. Mi dispiace che le cose finiscano così. Ho apprezzato i miei 10 anni ad AEG. Auguro al team lì il meglio per i loro sforzi futuri.

Credo che siamo a un punto di svolta civilizzatorio. Che chi siamo e come siamo cambierà nella misura di quanto è accaduto durante le Rivoluzioni Agricola e Industriale; ed è ormai tempo di iniziare a parlarne e di non avere paura di discuterne. Parlare di AI, essere onesti su cosa può e non può fare, e pensare alle implicazioni è qualcosa che dobbiamo iniziare a fare in modo diffuso. Gli esseri umani hanno una scintilla creativa unica che ci differenzia e ci rende speciali, e dovremmo celebrare questa specialità mentre viviamo questo epico cambiamento.

Per la cronaca: non credo che l'AI sostituirà il lavoro che fanno i talentuosi designer/sviluppatori di giochi, né penso che sia appropriato usare l'AI per sostituire il ruolo dei designer/sviluppatori nella pubblicazione di giochi da tavolo. Durante il mio tempo ad AEG ho sviluppato e implementato politiche e contratti che riflettono queste opinioni. È importante per me che sappiate cosa credo e cosa non credo su questo particolare argomento, nonostante quello che potreste aver letto altrove.

Mah... non riesco a capire se Dancey nel secondo post è sincero, o cerca solo di pararsi il didietro... ka-old

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