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Paizo si ristruttura: 12 licenziamenti, Organized Play ridotto, e il fantasma di Diamond

  • Il CEO Jim Butler ha pubblicato un aggiornamento diretto e senza troppi giri di parole: Paizo sta attraversando “uno dei periodi più difficili nella storia dell’azienda”.

Come ci siamo arrivati. A gennaio dell’anno scorso il distributore storico per il book-trade di Paizo, Diamond Comics, ha dichiarato bancarotta. Diamond gestiva i prodotti Paizo per grandi rivenditori come Amazon, Barnes & Noble e Ingram, con un accordo in conto vendita (Paizo pagava la spedizione al magazzino e veniva pagata solo quando i prodotti si vendevano). Al crollo di Diamond, JP Morgan Chase ha rivendicato un pegno su tutti i prodotti nel magazzino, inclusi quasi 10 milioni di dollari di inventario Paizo, tuttora inaccessibile in attesa del contenzioso. Il contratto in esclusiva di Diamond ha per giunta impedito a Paizo di passare subito a un nuovo distributore; un giudice ha rescisso il contratto a inizio anno, ma Diamond ha fatto appello, allungando i tempi. Il risultato: quasi 2 milioni di dollari di perdite l’anno scorso, quasi mezzo milione di vendite ulteriori da svalutare, e vendite nel book-trade ancora molto sotto i livelli storici. Le vendite su Paizo.com e nei negozi hobbistici sono cresciute, ma non abbastanza da compensare.

Licenziamenti. Paizo procederà con licenziamenti che coinvolgono 12 dipendenti (nel successivo aggiornamento OP il manager Alex Speidel parla di undici persone, “inclusi entrambi gli sviluppatori della Pathfinder Society”). Il processo è stato concordato con il sindacato United Paizo Workers: preavviso di 20 giorni lavorativi, possibilità di volontariato per il licenziamento, altrimenti tocca al dipendente meno anziano di ciascuna unità colpita; una settimana di liquidazione per anno di servizio (minimo due settimane) e diritto di richiamo per 18 mesi.

Organized Play. La botta più sentita dalla base. Pathfinder Society e Starfinder Society vengono riorganizzate spostando parte del peso sui programmi editoriali Pathfinder Infinite e Starfinder Infinite (con nuovi loghi e sezioni dedicate sullo store Paizo, e linee guida per scenari indie sanzionati in arrivo prima di Gen Con). Gli scenari ufficiali proseguiranno al ritmo attuale fino a ottobre, poi si passerà a due scenari al mese — uno per PFS e uno per SFS — arricchiti dalla nuova linea di miniature da stampare in casa Pathfinder Printables. In arrivo anche due grossi hardcover a tema OP per inizio anno prossimo: The Chronicles of the Pathfinder Society Adventure Anthology (marzo, 6 scenari classici rifatti in 2E) e Starfinder Invasion’s Edge Adventure Path (aprile). Dal 1° luglio finisce l’assegnazione automatica di PDF gratuiti dei prodotti non-Society ai volontari, e il supporto Foundry VTT per i nuovi moduli Society viene messo in pausa dopo la stagione in corso.

Cosa succede adesso. Non tutto è nero: Paizo è tornata nel book-trade con un nuovo partner, Independent Publishers Group, e il nuovo Paizo Store va meglio del vecchio, con in arrivo un programma direct-to-retail che permetterà ai negozi locali di ordinare direttamente da Paizo, backlist completa inclusa, nei prossimi mesi. “Queste misure richiederanno tempo per dare frutti”, scrive Butler. La community italiana e non conosce bene questa storia: quando cade un pilastro della distribuzione, il conto arriva a valle, e stavolta è arrivato salato.



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firwood

Newser
1 ora fa, Zaorn ha scritto:

questa merce in conto vendita presa in pegno, dal valore di milioni, verrà restituita oppure no?

Domanda da un milione di dollari. La merce è al centro di 3 dispute legali: la prima tra gli editori e Diamond, la seconda tra gli editori e JP Morgan, la terza tra Diamond e JP Morgan.

Gli editori reclamano la resa della merce in quanto era in conto deposito e di fatto la proprietà è loro.

Diamond sostiene che senza la possibilità di distribuire il materiale non può incassare.

JP Morgan si è presa tutto dicendo che il materiale che ha sottratto a Diamond serve per soddisfare il credito che vanta nei confronti di quest'ultima.

In un paese normale, a norma di legge, la merce dovrebbe tornare agli editori, che possono così reimmettere sul mercato i LORO prodotti, in quanto sono gli unici che possono vantare la proprietà della merce.

Negli Stati Uniti sono i grossi istituti finanziari e le multinazionali a dettare legge, per cui l'appropriazione di JP Morgan sarebbe considera indebita in quasi tutti i paesi occidentali. Ma negli USA no. Nel "grande paese delle opportunità, della giustizia, della libertà e dell'uguaglianza", sono gli editori a prenderlo nel di dietro.

Di certo, Diamond è l'unica parte a non avere nessun diritto a reclamare la merce.

Come andrà a finire non te lo so dire. Quasi sicuramente vincerà JP Morgan, che prenderà per sfinimento gli editori e li compenserà con una frazione di quanto loro spettante, mentre la banca si incamera tutto il resto. Verosimilmente, gli editori avranno l'opzione di "ricomprare" la loro merce a prezzo "vantaggioso" dalla banca. Oltre il danno, pure la beffa.

Lorenzo Volta

Circolo degli Antichi

Ho seguito questo scambio di commenti e spiegazioni sulla vicenda con interesse.

53 minuti fa, firwood ha scritto:

Negli Stati Uniti sono i grossi istituti finanziari e le multinazionali a dettare legge, per cui l'appropriazione di JP Morgan sarebbe considera indebita in quasi tutti i paesi occidentali. Ma negli USA no. Nel "grande paese delle opportunità, della giustizia, della libertà e dell'uguaglianza", sono gli editori a prenderlo nel di dietro.

Innanzitutto resto sbigottito da questa cosa, è un vero e proprio furto e non mi capacito che sia possibile proprio nel paese che ha fatto della sacralità della proprietà privata la sua cifra...ma del resto è anche il paese dei paradossi estremi e soprattutto del potere della pecunia. Detto da qualcuno che comunque per altri aspetti apprezza "il paese delle opportunità"...

Per quanto riguarda le osservazioni fatte da @Marbon devo dire che in linea generale mi trovo d'accordo sull'idea di "responsabilità" della gestione manageriale di un'azienda avendo toccato con mano, nella mia piccola esperienza in aziende produttive artigianali o semi Industriali, il fenomeno.

Nel contesto specifico della dinamica di questo mercato - che non conoscevo - se le cose stanno come ha ben spiegato @firwood qui ci avrebbero potuto fare ben poco. Se ho ben capito l'editore (grosso) si cucca una grossa parte dell'esposizione finanziaria e del rischio ( tiratura su numeri tali da rendere ragionevole il costo, contratto in esclusiva a UN distributore imposto) mentre il distributore da parte sua fa da "vetrina" poggiando li roba non sua (il conto deposito) e comprando solo il venduto.

firwood

Newser
19 minuti fa, Lorenzo Volta ha scritto:

Nel contesto specifico della dinamica di questo mercato - che non conoscevo - se le cose stanno come ha ben spiegato @firwood qui ci avrebbero potuto fare ben poco. Se ho ben capito l'editore (grosso) si cucca una grossa parte dell'esposizione finanziaria e del rischio ( tiratura su numeri tali da rendere ragionevole il costo, contratto in esclusiva a UN distributore imposto) mentre il distributore da parte sua fa da "vetrina" poggiando li roba non sua (il conto deposito) e comprando solo il venduto.

Esatto. Quando si parla di numeri importanti e distribuzione a livello globale, funziona solo così. Aggiungi che solitamente l'eventuale marketing viene fatto dal distributore e non dall'editore.

firwood

Newser
(modificato)
22 minuti fa, Lorenzo Volta ha scritto:

Innanzitutto resto sbigottito da questa cosa, è un vero e proprio furto e non mi capacito che sia possibile proprio nel paese che ha fatto della sacralità della proprietà privata la sua cifra...ma del resto è anche il paese dei paradossi estremi e soprattutto del potere della pecunia. Detto da qualcuno che comunque per altri aspetti apprezza "il paese delle opportunità"...

Gli Stati Uniti sono da sempre una nazione profondamente ipocrita, dove tutti si credono gli unti dal Signore, e tutto quello che vale per gli altri non vale per loro.

Negli ultimi anni poi c'è stato un imbarbarimento notevole, che è arrivato con quell'idiota colossale di Trump. L'arrivo di questo rincoglionito megalomane ha fatto emergere le pulsioni peggiori (ma da sempre latenti) di questo paese, insieme all'arroganza e alla presunzione che non sono mai mancate. Il dominio culturale degli USA sull'occidente è dovuto per la maggior parte grazie a cinema e serie TV, che i paesi occidentali si sono sciroppati insieme alla loro moralità e ai loro "valori", per non dire della propaganda sfacciatamente militarista e autoincensante. Dagli anni 70 fino agli anni 90 erano la nazione tecnologicamente più avanzata, ma dagli anni 2000 e soprattutto negli ultimi 5, la Cina ha superato tutti in molti campi. Questo ha ridotto di parecchio l'appeal lavorativo degli States (quasi 2 anni di lavoro laggiù mi hanno fatto apprezzare la mentalità europea e schifare quella americana).

La fame di profitto poi ha fatto il resto. Non è un caso che le grandi crisi mondiali sono TUTTE da imputare agli USA: 1929, 2008, e 2025/2026 con i dazi e la guerra in Iran.

L'unica cosa bella degli Stati Uniti sono i paesaggi naturali. Per il resto, personalmente, stanno bene dall'altra parte dell'oceano. Peccato che per colpa di un idiota e della sua amministrazione (la più corrotta della storia occidentale), ci stiamo andando di mezzo pure noi, con costi alle stelle per energia e carburanti.

Poi ovviamente ci sono milioni di persone perbene, lavoratori che si spaccano la schiena, imprenditori onesti. Ma non è più il paese delle opportunità da tempo.

Modificato da firwood

CreepyDFire

Circolo degli Antichi
(modificato)

Ho letto la notizia e i commenti più completi di @firwood con attenzione, dato che molte delle informazioni di contorno non le conoscevo. Come anche mi sono ben informato sia sulla Diamond Comic Distributors (che era stata acquisita prima sia da Universal Distribution e Ad Populum nel Maggio 2025, ma poi a causa dei contenziosi in atto la faccenda si è complicata non poco) come anche sulla fantomatica JPMorgan Chase (che nella storia recente ha avuto più contenziosi e approcci predatori, fuorvianti, sfruttatori e ingannevoli da meritare un curriculum a se nella wiki americana).

Scritto questo preambolo, in cui manifesto la mia vicinanza a Paizo (essendo in linea con il pensiero di @firwood sull'operato di questa azienda) e a chi è in collaborazione con loro qua in Italia (@roctopus ti mando un caloroso abbraccio), vorrei magari gettare due punti per ragionare su come si potrebbe evitare tragedie di questo tipo (in quanto ricordo non solo Paizo è stata coinvolta ma tantissimi altri editori di GDR).

Quindi mi stavo ponendo un paio di domande su come si potrebbero ridurre il più possibile situazioni analoghe. E mi è saltato in mente che magari lavorando sull'abbattimento dei costi (che sono forse il lato peggiore di ogni settore in Occidente - in particolare America del Nord e Europa) si potrebbe ridurre tali problematiche per tutti. Ma non mi sto riferendo all'ambito di "risparmio" sulle materie prime e la manodopera, quanto all'organizzazione di tutta la filiera editoriale. Paradossalmente, quando ho letto della localizzazione geografica degli editori e dei distributori coinvolti ho notato che si trovano in parti diametralmente opposte degli USA. Faccio un esempio per le sedi (che potete facilmente trovare nei loro siti):

  • Paizo, Inc. - Woodinville, Contea di Redmond, Stato di Washington (costa pacifica)

  • Wizard of the Coast LLC - Renton, Contea di King, Stato di Washington (costa pacifica)

  • Diamond Comic Distributors, Inc. (la cui sede centrale non è stata acquisita da Ad Populum, mentre le sue divisioni produttive si) - Hunt Valley, Contea di Baltimora, Stato del Maryland (costa atlantica)

Ora non ho letto di DOVE i capannoni acquistati dalla JPMorgan Chase con la merce di tutta, o quasi, l'editoria americana in ambito GDR si trovassero sul territorio USA... ma non penso che si trovino nelle immediate vicinanze delle sedi degli editori, quanto piuttosto in quelle del distributore stesso. Quindi vorrei proporre una riflessione... ma non sarebbe meglio raggruppare tutto all'interno di una singola città? Con questo includo non solo l'ambito distributore fidato (che ricordo la Diamond aveva il monopolio), ma anche il settore tipografico e delle cartiere, in modo che per ogni tipologia specifica di produzione si abbia continuità immediata durante ogni passaggio del processo produttivo?

Così si possono abbattere notevolmente i costi che derivano proprio dalla spesa data dal trasporto durante tutti quei singoli passaggi che dal prodotto non lavorato si arriva poi al prodotto finito, come anche lo stoccaggio e l'inventariato... che sono anche quelli che hanno un costo maggiore e impattano sul prezzo del prodotto finito ed i guadagni.

Questa è una riflessione data proprio per fronteggiare quelle problematiche che possono creare uno shock in determinati contesti e/o momenti storici. Produci tutto in casa e sei in stretta relazione (non solo collaborazione) con il tuo vicino. Soprattutto, proprio essendo vicino al tuo vicino, sei anche a conoscenza dei problemi in maniera più immediata e puoi fronteggiare meglio gli stress in momenti di crisi (senza dover dichiarare il fallimento nell'arco di pochissimo e facendo andare in panico tutta la filiera per tali problemi).

Questa organizzazione centralizzata è, nei fatti e purtroppo, uno dei motivi per cui la produzione nell'Oriente (soprattutto in Cina) è tanto competitiva, fiorente ed efficiente. E qui voglio solo considerare l'aspetto PRODUTTIVO, da cui si potrebbe imparare molto... ma non so quando sia fattibile in Europa e Nord America (vuoi per ragioni culturali e l'ideale imprenditoriale che va per la maggiore all'interno delle grandi società).

Ma spero di aver dato qualche utile spunto di riflessione, dato che quando una cosa non funziona a dovere è cosa buona e giusta ragionarci sopra.

Sinceramente,

D.

Modificato da CreepyDFire

CreepyDFire

Circolo degli Antichi

P.S. Aggiorno in maniera separata qui sotto, avendo trovato il probabile magazzino al centro della battaglia fra gli editori e la JPMorgan Chase... Indovinate dove si trova: Stato del Mississippi (forse addirittura si affaccia direttamente sul Golfo del Messico) https://www.npr.org/2026/05/24/nx-s1-5830105/a-mississippi-warehouse-full-of-comic-books-is-at-the-center-of-a-legal-battle

Posso aggiungere un tocco tutto Italico dopo questa cosa? Un estratto della mitica canzone di Renato Zero del 1978, per questo Triangolo 2025-2026:

L'indirizzo ce l'ho (Paizo e molti altri), rintracciarti non é un problema,
ti telefoneró
(Diamond Comic Distributors), ti offriró una serata strana...

Il triangolo no (tre stati diversi), non l'avevo considerato,
d'accordo ci proveró
(distanza di minimo 3900 km), la geometria non é un reato,
garantisci per lui
(finchè non è arrivata JPMorgan), per questo amore un po' articolato...

firwood

Newser
(modificato)
1 ora fa, CreepyDFire ha scritto:

Ora non ho letto di DOVE i capannoni acquistati dalla JPMorgan Chase con la merce di tutta, o quasi, l'editoria americana in ambito GDR si trovassero sul territorio USA... ma non penso che si trovino nelle immediate vicinanze delle sedi degli editor

In un magazzino di circa 55 mila mq in Mississipi (https://www.piworld.com/article/target-report-batman-is-trapped-inside-a-warehouse/)

Tieni presente che si ragiona sempre in termini di massimizzazione dei profitti, quindi le stampe vengono fatte fare da tipografie cinesi, che anche includendo il costo del trasporto sono più economiche di quelle locali e spesso offrono una qualità di carta/stampa superiore.

Il problema principale è sempre quello: quanto vuoi guadagnare? Se oltrepassi una certa dimensione devi mantenere volumi di vendita di un certo livello per "alimentare la bestia" che sei diventato, ma questo richiede volumi di stampa elevati. Devi avere più personale per produrre una simile mole di materiale per cui vai a recuperare i costi dove puoi, e si torna alle tipografie in Cina.

Ormai è diventato un circolo vizioso, i cui effetti si sono visti durante la pandemia, con molte aziende fiorenti, grazie alla delocalizzazione, che sono collassate nel giro di pochi mesi.

E' paradossale, ma se vuoi mantenere tutto sotto controllo (parlo sempre in ambito editoriale e nello specifico dei gdr), è molto più conveniente non espandersi più di tanto, dilatare le uscite (così da eventualmente poter procedere ad una ristampa degli articoli che sono già andati esauriti). L'altra scelta è di fare tutto in casa: rilevi una tipografia, ti stampi da te il materiale, ti appoggi direttamente a spedizionieri specializzati senza passare per un distributore (ad esempio aprire un proprio store su Amazon, Barnes & Noble, ecc:) e ti tieni le scorte, limitate visto che hai scelto di non fare il passo più lungo della banca, in un magazzino di tua proprietà. Oppure ancora, vai direttamente sul print on demand, e non tieni scorte di materiale affatto.

Certo, il giro d'affari è limitato, se il prodotto che hai per le mani è di successo non arriverà mai a generare numeri stratosferici con queste premesse, ma non corri il rischio di andare a gambe all'aria. Dipende dalla visione, dagli obiettivi e da quanto vuoi portare a casa.

EDIT: se si guarda in Germania, il gioco di ruolo più diffuso e giocato è Uno sguardo nel buio, prodotto e distribuito da Ulisses Medien & Spiel Distribution GmbH, il "ramo" distributore della stessa Ulisses Spiel editrice del gioco. E pensa che questo gdr è nato proprio come ripicca del distributore dell'epoca di D&D e AD&D, quando la TSR revocò la licenza ai tedeschi. Questi dissero che potevano fare di meglio, e in poco tempo uscirono con questo gioco, mettendo all'angolo il gioco di ruolo più usato nel mondo all'interno del mercato tedesco!

Modificato da firwood

CreepyDFire

Circolo degli Antichi
(modificato)
2 ore fa, firwood ha scritto:

Il problema principale è sempre quello: quanto vuoi guadagnare? Se oltrepassi una certa dimensione devi mantenere volumi di vendita di un certo livello per "alimentare la bestia" che sei diventato, ma questo richiede volumi di stampa elevati. Devi avere più personale per produrre una simile mole di materiale per cui vai a recuperare i costi dove puoi, e si torna alle tipografie in Cina.

Purtroppo è il limite del sistema attuale... anzichè creare una realtà che si autoalimenta (quartieri/settori dedicati solo a quello, partendo dalle materie prime fino ai capannoni del distributore dove stoccare i volumi da spedire su richiesta) si tende a delegare a enti molto distanti e senza la possibilità di rendere la realtà stabile e, soprattutto, efficiente.

Forse sono io controtendenza rispetto alla gente cui piace rischiare... ma immaginare che a seguito delle decisioni avventate di una persona si possa determinare che tantissima gente se deve andare a casa e/o che può rimanere senza lavoro (soprattutto in un mondo sempre più competitivo e punitivo)... è pesante immaginare che molti di quei talenti non potrebbero più trovare un modo di rialzarsi a causa di fattori esterni e, indirettamente, alla mala organizzazione!

Per quanto sia una pratica valida per fare profitto, tu sacrifichi l'indipendenza e, in caso di casini, in tanti possono andare a gambe all'aria e tanti altri rimetterci... Parliamo di milioni andati in fumo, gente licenziata (pochi per fortuna) e aver dovuto riorganizzare i piani editoriali che coprivano fino al prossimo anno per Paizo a causa di avvoltoi che sono piombati sulla carcassa di Diamond e si sono rifiutati di ridare indietro.

Quindi lascio un ultima domanda: Ne vale la pena di mantenere questo tipo di processo produttivo vedendone le criticità più importanti?

P.S. è sempre un piacere scambiare informazioni e pensieri con te @firwood

Modificato da CreepyDFire

MattoMatteo

Circolo degli Antichi
5 ore fa, CreepyDFire ha scritto:

Paradossalmente, quando ho letto della localizzazione geografica degli editori e dei distributori coinvolti ho notato che si trovano in parti diametralmente opposte degli USA. Faccio un esempio per le sedi (che potete facilmente trovare nei loro siti):

  • Paizo, Inc. - Woodinville, Contea di Redmond, Stato di Washington (costa pacifica)

  • Wizard of the Coast LLC - Renton, Contea di King, Stato di Washington (costa pacifica)

  • Diamond Comic Distributors, Inc. (la cui sede centrale non è stata acquisita da Ad Populum, mentre le sue divisioni produttive si) - Hunt Valley, Contea di Baltimora, Stato del Maryland (costa atlantica)

Ora non ho letto di DOVE i capannoni acquistati dalla JPMorgan Chase con la merce di tutta, o quasi, l'editoria americana in ambito GDR si trovassero sul territorio USA... ma non penso che si trovino nelle immediate vicinanze delle sedi degli editori, quanto piuttosto in quelle del distributore stesso. Quindi vorrei proporre una riflessione... ma non sarebbe meglio raggruppare tutto all'interno di una singola città? Con questo includo non solo l'ambito distributore fidato (che ricordo la Diamond aveva il monopolio), ma anche il settore tipografico e delle cartiere, in modo che per ogni tipologia specifica di produzione si abbia continuità immediata durante ogni passaggio del processo produttivo?

Domanda (probabilmente!) stupida: ma vista la vastità del mercato servito (gli Usa sono oltre 8 milioni di km2, ignorando Alaska e Hawaii e contando solo gli "stati contigui", e una popolazione di oltre 340 milioni di persone) non sarebbe stato più opportuno per la Diamond avere più magazzini sparsi per gli Usa?
Non avrebbero risparmiato nelle spese di trasporto?

firwood

Newser
1 ora fa, CreepyDFire ha scritto:

Ne vale la pena di mantenere questo tipo di processo produttivo vedendone le criticità più importanti?

Dipende da cosa vuoi ottenere e dove arrivare. Se vuoi seguire la tua passione e fare di questa passione la tua attività lavorativa esclusiva, senza farti attirare da fuochi fatui, dalla gloria o dall'ambizione di voler diventare il numero 1, parti sempre in modo molto conservativo e trovi il tuo equilibrio.

I problemi, se vogliamo chiamarli così, arrivano on il successo. Più diventi grande, meno controllo hai sulla tua creatura. Se passi da 10 dipendenti, poi a 20, poi a 50 e via di seguito, devi delegare perché non puoi più tenere tutto sotto controllo da solo. Non sono mai scelte facili, se fare il passo in più che ti fa diventare da realtà locale a realtà nazionale o internazionale oppure restare nella tua nicchia dove tutto è controllato, stabile e "sicuro".

Se sei ambizioso, tenderai sempre a volere di più e non accontentarti, se sei prudente potresti non realizzare mai appieno il potenziale di quello che hai per le mani.

Spesso poi è il mercato a condurti dove non avresti mai creduto per poi, magari, farti crollare in un attimo. Di certo, ci sono metodologie e prassi che sei costretto a seguire se vuoi espanderti, anche conoscendone i rischi. Se non lo fai e cerchi di essere "etico" a tutti i costi, rischi di essere distrutto dalla tua stessa prudenza e aderenza ai principi che ti sei posto.

Non invidio chi deve fare queste scelte.

1 ora fa, CreepyDFire ha scritto:

P.S. è sempre un piacere scambiare informazioni e pensieri con te

Ti ringrazio. Queste discussioni sono sempre stimolanti, e vale lo stesso per me.

firwood

Newser
50 minuti fa, MattoMatteo ha scritto:

Non avrebbero risparmiato nelle spese di trasporto?

Ti costa meno avere tutto quanto in un unico luogo da cui far partire la merce verso molteplici destinazioni che non avere, per esempio, un magazzino in ogni stato della federazione. Solo le spese per prelevare il materiale, smistarlo "solo" per indirizzarlo al magazzino di competenza dove poi dovrà essere nuovamente smistato per la destinazione finale sono già il doppio rispetto alla collocazione in un unico centro. Con più sedi devi anche avere più poli logistici, più uffici (con costi del personale più alti) e via dicendo. Il numero di camion che portano in giro il materiale è più alto, o dovranno fare due volte il tragitto...

Non ha mai visto i conti effettivi, ma credo che non sia molto conveniente.

CreepyDFire

Circolo degli Antichi
(modificato)
1 ora fa, MattoMatteo ha scritto:

Domanda (probabilmente!) stupida

Per mia esperienza una domanda non è mai stupida, soprattutto quando fatta con genuina curiosità e ignoranza (in senso buono del termine dato che nessuno può conoscere tutto) ❤️

1 ora fa, MattoMatteo ha scritto:

ma vista la vastità del mercato servito (gli Usa sono oltre 8 milioni di km2, ignorando Alaska e Hawaii e contando solo gli "stati contigui", e una popolazione di oltre 340 milioni di persone) non sarebbe stato più opportuno per la Diamond avere più magazzini sparsi per gli Usa?

Potrei aggiungere un altro tassello, al discorso di @firwood per rispondere a questa domanda e dare maggiore profondità a questo problema... Il problema sono le sedi degli snodi commerciali.

In pratica per avere un efficiente trasporto ti affidi non solo alle tratte più dirette, ma anche a DOVE puoi effettivamente fare il transito delle suddette merci per raggiungere il tuo target di riferimento (sia le aziende con per cui trasporti che la destinazione finale).

Concordo con @firwood che se sei un distributore grosso non tenderai a creare tanti "piccoli" magazzini sparsi per gli USA anche per un altra ragione. Gli USA sono composti da 50 Stati, con leggi anche molto diverse fra loro anche in tema del più semplice trasporto e stoccaggio di determinate merci. Questo già può limitare notevolmente il DOVE puoi portare delle determinate merci per l'immagazzinamento a breve/lungo termine.

Oltretutto, sei un distributore grosso... molto grosso. Quindi hai bisogno di uno spazio enorme dove poter ammassare una grande quantità di prodotti che vengono dalle aziende con cui hai l'esclusiva. Purtroppo quel magazzino di 55.000 m2 è un estensione notevole che richiede che il distributore:

  1. abbia un terreno di proprietà dove poter costruire tale magazzino

  2. sia sotto affitto ad un prezzo conveniente da permettere un guadagno

Che lascia con una domanda: ti puoi permettere un TUO magazzino in quella città? Oppure devi affittarlo da terzi/privati? Dove è più conveniente affittare per quei determinati prodotti con cui ho in mente di fare il mio business? CI sono delle restrizioni o leggi specifiche in materia emanate da quello stato dove ti piacerebbe tantissimo portare la tua merce? Quali sono quei limiti?

Oltretutto, vai a spedire carte, libri e tutta la parte di cartoleria in stati esteri? Quindi avrai bisogno di un rapido accesso ad un porto abbastanza grande per poter traferire velocemente il tutto sulle navi cargo nei momenti di richiesta... Quale è il porto e le compagnie che mi fanno il prezzo migliore (non a caso o citato che, magari, il suddetto magazzino si affacciava sul Golfo del Messico)?

Questi sono ulteriori aspetti che aggiungono complessità alla gestione della logistica e che limitano notevolmente le aree in cui è possibile stanziare dei prodotti per numerose e grosse aziende. E questo è solo l'immagazzinamento! La punta dell'iceberg!

1 ora fa, firwood ha scritto:

Più diventi grande, meno controllo hai sulla tua creatura.

Il problema non è avere il controllo diretto sulla creatura, ma l'avere un POLO dedicato a creature simili alla tua! Che è quello che manca attualmente in tutti gli stati Europei e del Nord America per via di delegare tutto a terzi... Deleghi? Si? Cosa vai a sacrificare delegando? Quando questo potrebbe farti male se qualcosa va storto?

Un problema del delegare ad una azienda che si trova con un magazzino a 3900 km di distanza a SUD, mentre la sua sede centrale si trova 4400 km più a NORD... Ti fa capire che basta niente è il casino può essere tantissimo!

Invece, se le aziende di tutta la filiera (deleghi il tuo prodotto quindi ad altre figure) riescono a trovarsi almeno nello stesso stato, meglio ancora se nella stessa città e distretto... Se qualcuno prova a fare il furbo (come JPMorgan Chase) puoi anche andargli a bloccare il magazzino per protesta! Magari, a turno, ogni azienda manda alcuni dei suoi per evitare di perdere i loro prodotti... parliamo di milioni di dollari! A chi non roderebbe, cavoli!

La vicinanza è una leva efficientissima! Uno può provare a rubare... ma noi ti blocchiamo! Noi siamo davanti ai cancelli... I camion non escono! Ti spargono i triboli davanti ai cancelli... oops pensavo mi fossero caduti i d4!

Ora... organizza una cosa del genere se il magazzino si trova a minimo 2 giorni di distanza via macchina.

G2 GIF

Modificato da CreepyDFire

Zaorn

Circolo degli Antichi
(modificato)

Altra notizia...

Non si finisce di parlare di un argomento che ne esce un altro... Dopo i licenziamenti e le cause ora si contano anche le briciole...

@CreepyDFire , probabilmente serve un grosso punto di raccolta e un magazzino principale su cui dirottare le stampe, probabilmente la merce non transita neanche alla Paizo, avranno bisogno di stoccare la merce dopo la stampa che probabilmente viene fatta a grossi pacchi e così altre aziende dell'editoria... Poi magari dico cavolate.

Modificato da Zaorn

Marbon

Ordine del Drago

scusate... ma vi sembra normale che siano dei comuni hobbysti a porsi delle domande e a dare delle possibili soluzioni ad una tale distorsione del business, che non un management (stra?)pagato. Ora noi lo stiamo facendo a posteriori, in amicizia e facendoci quattro chiacchiere sul nostro hooby preferito; ma una azienda che ha in gioco capitali, reputazione e anche (per quel che vale oggi) la responsabilità nei confronti dei propri dipendenti (tralasciando completamente il rispetto per i propri clienti), come può non averci ragionato prima? Proprio per non trovarsi in una situazione del genere...

Rispondo a @firwood , che dal suo (legittimo) punto di vista sostiene che nell'editoria ludica non si può prescindere dal vincolo di esclusività con un distributore, che proprio uno SnB che ha citato ne è stato un esempio. Per carità, forse una rarità, ma pur sempre esempio di come sia possibile non essere soggetti a certi ditact, che hanno sicuramente un costo in termini di espansione, di guadagni e di successo in genere.

Ma il cedere in c/v in esclusiva tutti i propri prodotti è sempre stata, e rimane, una follia. Anche se è sempre stata prassi. Significa affidare ad altri la propria stessa sopravvivenza. Ad essere buoni, nel caso, Diamond è stata solo incapace (chissà poi come) di creare profitto per se e per i suoi clienti (visto che pagava i clienti al momento della vendita dei prodotti). Ma ad essere malpensanti, a queste condizioni contrattuali, è possibile anche 'manipolare' il mercato favorendo un cliente piuttosto che un altro. E sono purtroppo pratiche che spesso vengono attuate con clienti che non sono particolarmente 'accorti'...

Per rispondere alla sollecitazione di @CreepyDFire riguardo alla situazione editoriale ludica in genere, ci sono alcuni elementi che secondo me vanno tenuti presente :

  • WotC si sta dirigendo in modo deciso verso il 'digitale' in tutte le sue forme (prodotti, brandizzazione, play as service, etc...)

  • Il variegato netto rialzo di 'tutte' le materie prime (petrolio, legname, acciaio tanto per indicare quelli più attinenti al mondo editoriale ludico) che influenzano la produzione di prodotti fisici e del loro trasporto (senza contare tutti i costi secondari e derivati)

  • La guerra commerciale tra US e Cina che sta condizionando l'intero mercato mondiale

  • L'avvento dell'AI con tutte le sue implicazioni, di cui oggi ancora ne riusciamo a comprendere una minima parte sull'impatto che avrà sul mercato, lavoro e società in generale.

  • varie ed eventuali (WWIII?)

I prodotti fisici non spariranno, ma nell'arco di qualche semestre, ci sarà una grande rimodulazione del settore. E a spanne il problema non ce lo avrà il 'grande player', che secondo me (a torto o a ragione) ha già deciso dove e come collocarsi, ma quelli più piccoli. Il caso PAIZO-DIAMOND ormai è tratto e farà il suo corso. La domanda è: ma tutti gli altri editori cosa faranno?

CreepyDFire

Circolo degli Antichi
(modificato)
7 minuti fa, Marbon ha scritto:

scusate... ma vi sembra normale che siano dei comuni hobbysti a porsi delle domande e a dare delle possibili soluzioni ad una tale distorsione del business, che non un management (stra?)pagato.

Come ho specificato qualche post più sopra, ho provato a parlarne al riguardo in maniera puramente da "ragionare su come si potrebbe evitare tragedie"... prendilo con un esercizio mentale, che fa sempre bene (soprattutto quando ti inizia a pulsare le tempie), molto utile anche in altri contesti e ad istruire altri su un argomento complesso ma pertinente alla notizia esposta 😉

6 minuti fa, Marbon ha scritto:

Per rispondere alla sollecitazione di @CreepyDFire riguardo alla situazione editoriale ludica in genere... I prodotti fisici non spariranno, ma nell'arco di qualche semestre, ci sarà una grande rimodulazione del settore.

Te parli al futuro... ma ADESSO ci sono molte aziende del settore gdr che rischiano di perdere decine di milioni di dollari di investimento a causa di questo schifo...

Quindi ti chiedo: Se te compri casa @Marbon, dove hai già intenzione anche di ampliare lo studio tra 6 mesi, ma arriva un tizio che prende e te la manda a fuoco... te non lo spengi l'incendio, vero?

Secondo il tuo ragionamento, tanto avrai introiti assicurati dopo 6 mesi per riiniziare tutto da capo... ma sopravvivrai abbastanza da vedere quei soldi con la casa e l'ufficio in cenere, un mutuo da pagare per i prestiti sull'ampliamento, e dover sfamare oltre a te anche altri dipendenti che hai assunto? Dopotutto ci hai investito tanto... ma se quell'investimento ti va in fumo non fa niente, anche se sono decine di milioni di dollari che servono a finanziare quello che verrà dopo, dico bene?

Ragionaci sopra 😉

Modificato da CreepyDFire

Marbon

Ordine del Drago
6 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:

Come ho specificato qualche post più sopra, ho provato a parlarne al riguardo in maniera puramente da "ragionare su come si potrebbe evitare tragedie"... prendilo con un esercizio mentale, che fa sempre bene (soprattutto quando ti inizia a pulsare le tempie), molto utile anche in altri contesti e ad istruire altri su un argomento complesso ma pertinente alla notizia esposta 😉

e ho risposto alla tua sollecitazione perchè gli esercizi mentali e il confronto mi piacciono e sono un ottimo modo di evolvere sia personalmente che collettivamente 🙂

8 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:

Te parli al futuro... ma ADESSO ci sono molte aziende del settore gdr che rischiano di perdere decine di milioni di dollari di investimento a causa di questo schifo...

Quindi ti chiedo: Se te compri casa @Marbon, dove hai già intenzione anche di ampliare lo studio tra 6 mesi, ma arriva un tizio che prende e te la manda a fuoco... te non lo spengi l'incendio, vero?

Secondo il tuo ragionamento, tanto avrai introiti assicurati dopo 6 mesi per riiniziare tutto da capo... ma sopravvivrai abbastanza da vedere quei soldi con la casa e l'ufficio in cenere, un mutuo da pagare per i prestiti sull'ampliamento, e dover sfamare oltre a te anche altri dipendenti che hai assunto? Dopotutto ci hai investito tanto... ma se quell'investimento ti va in fumo non fa niente, anche se sono decine di milioni di dollari che servono a finanziare quello che verrà dopo, dico bene?

Ragionaci sopra 😉

Io parlo di futuro perchè se riesco a prevedere (per assurdo) le sette prossime mosse , forse, posso evitare di trovarmi in condizioni da cui è difficile (certe volte impossibile) tirarsi fuori. Di questo possibile 'schifo' tutti ne erano a conoscenza... e hanno accettato il rischio. Hanno puntato tutto sul cavallo più veloce, ma quel cavallo si può far male oppure il suo fantino quel giorno tira un pò troppo le briglie e non arriva primo... la vita e le persone purtroppo a questo mondo possono essere 'infami' (come si dice a roma).

L'esempio della casa è 'forzato', però provo a risponderti 'forzatamente' : mi documento per bene e non compro casa in un quartiere dove è risaputa la presenza di individui che spadroneggiano o dettano la 'loro' legge. In alternativa all'atto di acquisto faccio una bella polizza assicurativa (con JPMorgan 🤪) e quando arriva l'incendio attendo che bruci tutto quanto per bene..

Battute a parte 🙃... forse sono io che non ho buone capacità nello spiegarmi. Non sono 'indifferente' al dramma che sta vivendo PAIZO, che è parte 'lesa' sia ben chiaro, il problema sta nel pensare ed individuare i problemi 'prima' che questi si presentano. Adesso può solo cercare di correre ai ripari come può e con poche risorse a disposizione. E nonostante la difficoltà dovrebbe contemporaneamente e comunque gettare uno sguardo al futuro e alle prossime mosse.

Per la mia esperienza non è possibile prevedere tutto nel dettaglio, ma i grandi nodi (come quello di PAIZO) non puoi non vederli. Il contratto che hanno sottoscritto con Diamond lo avranno letto i manager e i legali prima di sottoscriverlo e sapevano a cosa andavano incontro se Diamond avesse avuto qualche tipo di problema o se avesse voluto fare 'melina'. Mi sembra elementare.

Mi è sempre stato insegnato che se non sei un baro, al tavolo da gioco con altri bari non ti ci devi mettere seduto, perchè hai perso... Ed un 'monopolista' o qualcuno che gestisce in esclusiva (decide in sostanza per te) tutti i tuoi prodotti per me è paragonabile ad un baro.

Tanti anni fa ho gestito commesse di servizi importanti per pubbliche amministrazioni e società parastatali: i loro pagamenti dovevano avvenire a 180 giorni, da contratto. Arrivavano a 360 giorni. L'azienda sapeva che quanto scritto nel contratto contava quello che contava, e sapeva a quello a cui andava incontro. E di conseguenza si preparava 'faticosamente' a chè tutto funzionasse. Per l'azienda anticipare stipendi per un anno a 3-400 dipendenti, in attesa di ricevere i compensi dagli enti appaltanti, non è stato uno scherzo...

quindi, penso che ci sia tanto su cui ragionare sopra, e penso che al di là del cordiale dibattito tra compagni/hobbysti di forum, a doverlo fare con una certa serietà e celerità dovrebbero essere tutti gli editori ludici che hanno 'grosse' sfide da affrontare nei prossimi mesi/anni...😉

firwood

Newser
9 ore fa, Marbon ha scritto:

scusate... ma vi sembra normale che siano dei comuni hobbysti a porsi delle domande e a dare delle possibili soluzioni ad una tale distorsione del business, che non un management (stra?)pagato

Ciao Marbon.

La cosa è normale, dato che i manager strapagati hanno come primo, e spesso unico, obiettivo, il massimo profitto e di conseguenza ottenere premi al raggiungimento di traguardi di FATTURATO (importante questo, non volumi di vendita, ma fatturato), stock option, aumenti di stipendio ecc.

Noi appassionati abbiamo a cuore solo il prodotto, i manager solo gli utili, e come abbiamo visto le cose spesso non vanno di pari passo.

9 ore fa, Marbon ha scritto:

Per carità, forse una rarità, ma pur sempre esempio di come sia possibile non essere soggetti a certi ditact, che hanno sicuramente un costo in termini di espansione, di guadagni e di successo in genere.

Non è questione di diktat, ma di pratica: se io (distributore) devo impegnarmi a consegnare il tuo prodotto in tutto il mondo, quindi pensare allo stoccaggio, alla distribuzione dai grandi centri alle località sperdute, ai trasporti ecc, magari anche al marketing, allora voglio essere sicuro che tu non mi tiri il colpo gobbo dando lo stesso prodotto anche ad altri. In questo caso ti dico ciao ciao e usa solo l'altro distributore. E' del tutto normale che si faccia così e mi stupisco della tua indignazione su una prassi commerciale che esiste da sempre e che, solitamente, porta solo benefici ad entrambe le parti.

9 ore fa, Marbon ha scritto:

Ma il cedere in c/v in esclusiva tutti i propri prodotti è sempre stata, e rimane, una follia. Anche se è sempre stata prassi. Significa affidare ad altri la propria stessa sopravvivenza

No, non è follia. E' la norma. Se non vuoi dare la licenza in esclusiva, devi arrangiarti come puoi. Galleggi su numeri che ti fanno sopravvivere ma non diventerai mai ricco sfondato. Funziona così in tutti i settori come ti ho detto, dalla musica, dove o stai con una grande etichetta o resti nell'ambito indie (con relativi volumi di vendita), nei libri con le grandi case editrici, nel cinema con i grandi distributori, ecc. E' la semplice e comune realtà che esiste da sempre. Nessuna follia.

9 ore fa, Marbon ha scritto:

I prodotti fisici non spariranno, ma nell'arco di qualche semestre, ci sarà una grande rimodulazione del settore.

Vero, ma hai sentito quanto scalpore ha fatto la notizia che Sony non pubblicherà mai più videogiochi su supporto fisico? E pure Microsoft ha fatto intendere lo stesso pur senza dichiararlo apertamente. Che dire poi della "copia fisica" di GTA 6 (gioco di cui non mi importa una cippa), una scatola che contiene solo un codice per riscattare la copia digitale e qualche altra amenità per collezionisti?

O nella musica, dove c'è si un ritorno al vinile e alle musicassette (!!!), ma la gran parte dell'utenza si appoggia al digitale. Idem per i film, dove DVD e Blu-Ray sono praticamente estinti.

L'editoria è uno dei pochi campi dove la copia fisica resiste.

Prevedere il futuro è un esercizio che spesso si rivela sterile, perché accade sempre qualcosa di imprevisto che ti manda in vacca tutti i piani (vedi l'imbecillone col ciuffo arancio e i suoi dazi per sempio) accuratamente pianificati in accordo con l'andamento dell'economia mondiale. A livello aziendale, specie in aziende di una certa dimensione, non puoi agire in modo tempestivo adeguandoti ai cambiamenti in tempi sufficientemente rapidi. In Europa c'è una mentalità lavorativa che punta ancora molto sui lavoratori, mentre in USA spesso i lavoratori sono solo una zavorra da tagliare per tenere alti gli utili. In Cina ci sono decisioni prese al massimo livello che indirizzano e influenzano l'economia di tutti i giorni con obiettivi ben chiari in mente che vengono raggiunti perché i lavoratori sono abituati a seguire le direttive senza obiettare e tutti lavorano nella stessa direzione. Il prezzo? La libertà individuale, ed è un prezzo carissimo da pagare (anche se negli ultimi anni questa situazione è cambiata di parecchio; lo vedo nelle trasferte periodiche che faccio laggiù ormai da 8 anni).

Nel momento in cui decidi di mettere in piedi un'attività devi anche chiederti a quale tavolo vuoi stare: quello dei grandi? Allora devi seguire una prassi consolidata dato che non hai (a meno di essere un colosso) la forza di fare diversamente.

Vuoi restare un "artigiano della qualità"? Allora eviti come la peste certi compromessi ma non raggiungerai mai la potenzialità che la tua azienda potrebbe avere. Alla fine è questa scelta a fare la differenza. Inevitabilmente, più diventi grande, più compromessi devi fare per mantenere la dimensione raggiunta ed eventualmente espanderti ulteriormente.

In ogni caso, si tratta di scelte molto complicate. Facendo un paragone (e tornando al primo punto della mia risposta), siamo tutti allenatori quando si parla di calcio, ma nessuno di noi cialtroni che spendiamo fiumi di parole ha la possibilità di mettere in pratica il proprio pensiero, quindi parlare è molto facile quando non ci sono conseguenze per le proprie parole se non su un piano puramente teorico.

firwood

Newser
(modificato)
10 ore fa, CreepyDFire ha scritto:

Il problema non è avere il controllo diretto sulla creatura, ma l'avere un POLO dedicato a creature simili alla tua! Che è quello che manca attualmente in tutti gli stati Europei e del Nord America per via di delegare tutto a terzi... Deleghi? Si? Cosa vai a sacrificare delegando? Quando questo potrebbe farti male se qualcosa va storto?

Dipende sempre dagli ambiti. Lo vedo nella mia azienda. Esempio banalissimo: noi fabbrichiamo macchine speciali per agricoltura. Facciamo tutto in casa, ed eccezione dei motori endotermici ed idraulici. Tutti i cilindri idraulici li facciamo in casa, anche se è più conveniente farli fare in esterno (costerebbero un terzo in meno, non avremmo un paio di dipendenti tra tornitore e assemblatore quindi costi inferiori). Nel 2015 abbiamo dovuto scegliere se andare avanti con la produzione interna oppure no. Per motivi che non ti sto a spiegare, ho scelto di continuare con la produzione interna, e mi è andata di lusso dato che con la pandemia, la ditta che avrebbe dovuto fornirci i cilindri finiti è fallita a causa dei ben noti problemi sorti durante quei due anni difficili. Ho rinunciato ad un risparmio immediato per avere la sicurezza di avere il materiale in casa in caso di necessità urgenti, oltre ad avere sempre la certezza che il materiale prodotto fosse conforme alle sepcifiche tecniche richieste.

Ma la mia è un'azienda artigiana. Se fossi stato una ditta a livello, che ne so, di Oxbo e New Holland (per restare in tema di macchinari agricoli), avrei sicuramente delegato la produzione di questa parte ad una ditta specializzata che mi avrebbe garantito la fornitura, dato che internamente non potrei soddisfare le necessità e i quantitativi richiesti da una simile produzione di scala, altrimenti avrei dovuto investire pesantemente in macchinari, personale e immobili per ampliare la produzione con il rischio di compromettere la stabilità economica della ditta (immagina se avessi speso 3 o 4 milioni di euro per una macchina taglio laser, altre 5 o 6 persone dedicate e un nuovo capannone per ospitare le attrezzature e poi, nel 2020, dover fermare tutto a causa della pandemia... non avrei potuto tenere in piedi la ditta con un simile investimento e pochi introiti dovuti al mercato praticamente cristallizzato).

Spesso, tanto per dirla in modo molto gretto e schietto, ti va solo di culo. Puoi pianificare tutto e andarti male o non pianificare nulla e andarti di lusso.

EDIT: aggiungo una considerazione strettamente personale: conta molto anche l'età quando si prendono certe decisioni. A 25 anni ti senti invincibile, padrone del mondo e nessuna sfida ti fa paura. Se c'è da fare un azzardo lo si fa. C'è tempo per rimediare ad eventuali problemi. A 55, la prima cosa che cerchi è la stabilità e la tranquillità professionale. Hai acquisito esperienza e professionalità tali che ti permettono di avere un quadro più chiaro della situazione per cui certi azzardi non sei più disposto a farli. Questa ovviamente è la mia visione.

Modificato da firwood

CreepyDFire

Circolo degli Antichi
39 minuti fa, firwood ha scritto:

Spesso, tanto per dirla in modo molto gretto e schietto, ti va solo di culo

Assolutamente d'accordo! Se ti dice culo rimani a galla, se ti dice molto culo cresci e prosperi... ma se ti va di merda... puoi affondare male o molto male!

41 minuti fa, firwood ha scritto:

A 25 anni ti senti invincibile, padrone del mondo e nessuna sfida ti fa paura. Se c'è da fare un azzardo lo si fa. C'è tempo per rimediare ad eventuali problemi. A 55, la prima cosa che cerchi è la stabilità e la tranquillità professionale. Hai acquisito esperienza e professionalità tali che ti permettono di avere un quadro più chiaro della situazione per cui certi azzardi non sei più disposto a farli.

Posso dire che in molti casi, il 25enne in questo periodo storico non vuole rischiare quasi quanto il 55enne. Capisco molto bene il peso di prendere certe decisioni a determinate età. Nella prima, quando sei praticamente da solo e sei senza troppi oneri, mentre nell'altra, quando hai dipendenti e famiglia sulle spalle... ma adesso anche il semplice rischiare può determinare che non troverai per anni un lavoro che ti permetta di ricostruire quello che avevi faticosamente messo su relativamente ad una tua passione (che può essere il gdr oppure altro).

Adesso è un periodo orrendo per fallire! A meno che non ti crei una rete di contatti che ti permetta di rientrare in campo velocemente... ma è sempre più rara una cosa del genere, anche se hai contatti con altri grossi nel tuo stesso settore, perchè tutti stanno affrontando un cambiamento che sta minando le loro fondamenta 😥

firwood

Newser
3 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:

Adesso è un periodo orrendo per fallire! A meno che non ti crei una rete di contatti che ti permetta di rientrare in campo velocemente... ma è sempre più rara una cosa del genere, anche se hai contatti con altri grossi nel tuo stesso settore, perchè tutti stanno affrontando un cambiamento che sta minando le loro fondamenta

E' un periodo orrendo anche per cominciare. Il figlio di un mio amico vorrebbe avviare una sua attività (sempre in ambito agricolo/zootecnico), e nonostante abbia i contatti giusti, è un incubo. I prezzi delle materie prima cambiano ogni giorno, i fornitori ti fanno aumenti ad minchiam giustificandosi in modi molto fantasiosi ogni 3 mesi, è difficile trovare manodopera qualificata, i fabbricati te li fanno pagare un occhio della testa anche se il mercato immobiliare ristagna, per iniziare l'attività alcuni fornitori ti chiedono commesse molto superiori al tuo fabbisogno oppure sparano prezzi da prototipo o campionatura (e sono allucinanti), gli ingegneri progettisti se ne saltano fuori con richieste o proposte demenziali... insomma, tutta una serie di fattori che rendono molto complicato mettersi in pista.

Mi ritengo fortunato ad avere l'età che ho e ad aver fatto il cammino che ho fatto fino ad ora. Il mondo oggi è un posto molto ma molto più difficile e complicato rispetto a quando sono entrato nel mondo del lavoro.

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