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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC

  • Alla Gary Con di questa settimana, Luke Gygax e Dan Ayoub di WotC hanno annunciato che Gygax sta lavorando a un maniale intitolato Melf's Guide to Greyhawk. Al momento non si conoscono altri dettagli, se non che Gygax sta anche lavorando ad alcune avventure.

greyhawk_melf.png

Luke è il figlio di Gary Gygax, co-creatore di D&D. Il personaggio Melf, famoso per la freccia acida di Melf, era il suo personaggio giocante nella campagna casalinga di Gygax negli anni ’70.

Dan Ayoub: Penso che probabilmente, tra le tante cose che faremo di cui sono entusiasta, una delle più grandi sia il ritorno di Luke nel franchise, e faremo alcune cose insieme. Vuoi raccontare un po' quello che faremo?

Luke Gygax: Sì, assolutamente. Quindi, ovviamente sono cresciuto giocando a Greyhawk, ed è qualcosa che per me è speciale e ha, sapete, un significato profondo. E se guardate i nomi su quella bellissima mappa che ha fatto Darlene, e Darlene era qui al Gary Con, se volevate parlarle, quella bellissima mappa che ha creato ha dei nomi che richiamano non solo la mia famiglia, ma anche tanti amici e parenti. È un luogo dove ho vissuto tutte quelle avventure nei panni di Otis il Ranger, a Hommlet, nello Steading of the Hill Giant Chief, nella Glacial Rift of the Frost Giant Jarl, e poi giù nell'Underdark, nelle profondità.

Tutti quei luoghi sono ricordi fondamentali per me, e quindi avere l'opportunità di mettere il mio sigillo, il mio contributo, di tornare a Greyhawk e in qualche modo mantenere viva la presenza dei Gygax in Greyhawk, ecco perché ho detto "Sì, facciamolo". Lui ha detto "C'è qualche possibilità...?" e io ho risposto "Sì, sì, sì, c'è eccome, facciamo questa cosa!" E quindi sarà fantastico. Stavo lavorando con alcune persone perché Greyhawk non è stato supportato ufficialmente per molto tempo, ma c'è un'enorme comunità che lo ama. Così stavo radunando alcune di quelle persone, Anna Meyer, che fa tutte le mappe e roba del genere, J. Scott e altri ancora, e stavo parlando di fare una, diciamo, Guida di Melf non ufficiale. E quindi ci stiamo lavorando, e stiamo cercando di pubblicarla ufficialmente tramite Wizards of the Coast, il che sarebbe fantastico. Adoro questa idea.

E ci sono alcune altre cose: scriverò alcune avventure ambientate principalmente a Greyhawk, perché il mio primo amore è sempre stato avventurarsi a Greyhawk e con il cast di Greyhawk, che fossi nei panni di Otis o di Melf...

Al momento sappiamo di due prossime “stagioni” di D&D: la Season of Horror, che include Ravenloft: The Horrors Within a giugno, e la Season of Magic, che include Arcana Unleashed a settembre. C’è una terza stagione dopo queste, la Season of Champions, che presumibilmente sarà descritta alla Gen Con ad agosto.

Durante lo stesso panel è stato anche annunciato che WotC farà gli annunci futuri sui prodotti e sulle stagioni di Dungeons & Dragons alla Gen Con (che quest’anno si terrà dal 30 luglio al 2 agosto). Ayoub ha anche accennato ai disaccordi passati tra la famiglia Gygax e WotC, dicendo: "Dobbiamo ricucire qualsiasi frattura si sia creata tra la famiglia e il franchise". Infine, è stato annunciato che WotC è sponsor del Free Comic Book Day.



Cosa c'è di nuovo in DnD

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Recommended Comments

CreepyDFire

Circolo degli Antichi
1 ora fa, firwood ha scritto:

Riguardo l'IA, ho avuto modo di vedere sabato sera un'avventura generata al 90% dall'IA e rifinita da un master umano (si tratta di uno studio di fattibilità, non di un lavoro commerciale), ed il risultato è notevole. Non originale, ma comunque un lavoro tranquillamente pubblicabile.

Il suo autore ha speso un paio di mesi a creare gli input corretti da dare in pasto all'IA, ed il risultato è notevole.

Il fatto in se non sarebbe male, poichè l'AI viene utilizzata come un vero strumento. C'è una persona capace e competente che ha speso MESI a scrivere tutte le istruzioni per poter tirare fuori un qualcosa di buono come GDR/avventura (ti prego mandaci il link❤️)!

Ma si ritorna ad una discorso che stavo facendo proprio con te @firwood, @MattoMatteo ed altri relativamente a come dovrebbe essere usato tale strumento e da chi qui (che per il momento sta invecchiando molto bene per essere del 4 Marzo).. Quindi pongo un paio di domande prima di ritirarmi a leggere Eco, giusto per stuzzicare qualche riflessione in più...

  1. Come pensate possa essere sfruttato l'IA all'interno di una produzione editoriale come WotC?

  2. Quanta gente competente pensate che sia capace di sfruttarla appieno e con professionalità all'interno del mondo aziendale come quello che stiamo trattando?

  3. Pensate che gli daranno la stessa cura e dedizione del creatore che hai seguito?

P.S. Comunque anche le te argomentazioni sono molto interessanti @Marbon, danno un ulteriore punto a cui non avevo pensato, anche se mi fa essere ancora più pessimista.

E dopo questa basta, che mi serve da bere prima di reimmergermi in letture che non mi fanno vedere il futuro di D&D così fosco (e cui spero di sbagliarmi al riguardo).

Cringe Embarassing GIF

firwood

Newser
(modificato)
49 minuti fa, Marbon ha scritto:

ma proprio con il marchio Dungeons & Dragons (almeno Kalamar).

Ne sei sicuro? Non ricordo che ci fosse il logo D&D sui manuali pubblicati dalla Kenzer.

Sull'IA sono "talebanico": le avventure me le scrivo io dall'inizio alla fine, scelgo i mostri, disegno le mappe, creo i png... è la parte creativa e quella che mi da piacere e gratificazione nel creare le avventure. Farla fare all'IA, per me, è una bestemmia.

Che poi permetta di ridurre i tempi di preparazione e/o migliorare le proprie competenze non lo metto in discussione. Ma non fa decisamente per me.

34 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:

(ti prego mandaci il link❤️)!

Non posso. Si tratta di uno studio di fattibilità con possibili sviluppi commerciali. Non posso dire nulla a riguardo, se non che riguarda D&D. Mi dispiace☹️

Quello che posso assicurarti è che il programmatore IA che sta seguendo lo sviluppo ha creato un set di istruzioni davvero notevoli per creare avventure basate su sequenze di eventi attivati a seconda delle azioni dei pg. Non posso essere più chiaro di così.

Si tratta di un'avventura vecchio stile, della lunghezza dei vecchi moduli TSR e che sarà testata la settimana prossima da 4 gruppi di gioco che sono all'oscuro che si tratta di un'avventura generata quasi interamente dall'IA.

EDIT: giusto per chiarire: è stato usato D&D 2014 come sistema di gioco. Non ha nulla a che fare con la WoTC o con prodotti ufficiali HASBRO!

Modificato da firwood

Marbon

Ordine del Drago
19 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:
  1. Come pensate possa essere sfruttato l'IA all'interno di una produzione editoriale come WotC?

  2. Quanta gente competente pensate che sia capace di sfruttarla appieno e con professionalità all'interno del mondo aziendale come quello che stiamo trattando?

  3. Pensate che gli daranno la stessa cura e dedizione del creatore che hai seguito?

P.S. Comunque anche le te argomentazioni sono molto interessanti @Marbon, danno un ulteriore punto a cui non avevo pensato, anche se mi fa essere ancora più pessimista.

felice di partecipare 🙂 ... un pò meno di renderti più pessimista 🙃

provo a darti il mio punto di vista alle tue domande

  1. l'IA da sola non ha nulla di 'innovativo'. è solo uno strumento (per chi lo sa usare) più rapido, più veloce ( e più seducente 😜). all'interno di una realtà editoriale delle dimensioni di WotC il suo impiego oggi può abbattere i costi nel medio e lungo termine perchè permetterebbe di velocizzare diversi processi di realizzazione di un prodotto. ma questo presuppone l'assunzione di personale capace ad utilizzare l'IA e che sia anche competente nei processi in cui questo strumento deve essere utilizzato.

  2. Oggi non sono tante le figure professionali pronte ad utilizzare questo strumento; un informatico , che sicuramente è la figura con le conoscenze di base più avvantaggiate, non è necessariamente il più adeguato all'utilizzo dell'IA. Ricordo ancora alcuni anni fa la lettura di articoli di un giornalista con entrature al MIT, che si interessava di questo strumento, che ribadiva costantemente la necessità di una preparazione più linguistica e filosofica che non matematica per farla funzionare correttamente. Per quel che vale la mia piccolissima esperienza diretta, se non scrivi concetti chiari e lineari molto difficilmente riesci ad ottenere quello che desideri da una IA. Quindi, credo, che abbiamo davanti un territorio tutto ancora da esplorare come figura lavorativa.

  3. questo dipende da quanto un'azienda è disposta a spendere in termini di denaro e di tempo, e di quanto il mercato si adegua ai prodotti che vengono proposti al pubblico.

firwood

Newser
44 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:
  1. Come pensate possa essere sfruttato l'IA all'interno di una produzione editoriale come WotC?

  2. Quanta gente competente pensate che sia capace di sfruttarla appieno e con professionalità all'interno del mondo aziendale come quello che stiamo trattando?

  3. Pensate che gli daranno la stessa cura e dedizione del creatore che hai seguito?

  1. L'IA dovrebbe essere usata per tutti quei lavori ripetitivi e "rognosi" come editing, impaginazione, creazione di storyboard embrionali e/o bozze di trama, creazione di blocchi statistiche e relativo popolamento. La escluderei COMPLETAMENTE dal processo creativo vero e proprio nella stesura di un'avventura.

  2. Al momento, in generale, di professionisti capaci di usare l'IA come si deve sono davvero pochi. Per contro, i vari LLM stanno evolvendo in modo estremamente rapido e richiedono sempre meno competenze specifiche. Dato che i produttori di tali LLM poi non si fanno scrupoli a dare in pasto a questi sistemi tutto il materiale che vogliono senza pagare nulla ai creatori originali, nel giro di un paio d'anni credo che chiunque con un minimo di conoscenza APPROPRIATA della lingua potrà ottenere risultati notevoli senza particolare sforzo. L'aspetto negativo? Sempre secondo me un appiattimento generale dei risultati ottenuti. L'IA crea sempre partendo da quanto ha appreso, ma non ha la scintilla per generare contenuti innovativi (per fortuna!)

  3. Il programmatore di cui parlo vuole provare a campare col suo prodotto, quindi ci mette tutto lo sforzo che può per creare un qualcosa di appetibile sul mercato. Come al solito, ci sarà chi curerà maniacalmente il suo lavoro e chi invece si accontenterà del risultato ottenuto. I primi tempi probabilmente si vedranno manuali e avventure rifinite, per poi avere prodotti più "dozzinali". Ma questo è successo anche con il d20 system, dove a fianco di lavori straordinari c'erano una miriade di pubblicazioni che andavano dall'orrendo al mediocre. E credo che, nel caso in cui le produzioni IA prenderanno il sopravvento, si potrà assistere ad un vero rinascimento di opere autoriali anche se ristrette ad una piccola nicchia di utenza. Un po' quello che succede adesso con i gdr indie che stanno fiorendo a causa dell'appiattimento di D&D alla ricerca di un pubblico sempre più generalista.

Ovviamente queste sono considerazioni personalissime che non hanno nessun supporto concreto a sostegno. E' solo la mia visione dello stato attuale delle cose.

Marbon

Ordine del Drago
4 minuti fa, firwood ha scritto:

Ne sei sicuro? Non ricordo che ci fosse il logo D&D sui manuali pubblicati dalla Kenzer.

Sull'IA sono "talebanico": le avventure me le scrivo io dall'inizio alla fine, scelgo i mostri, disegno le mappe, creo i png... è la parte creativa e quella che mi da piacere e gratificazione nel creare le avventure. Farla fare all'IA, per me, è una bestemmia.

Che poi permetta di ridurre i tempi di preparazione e/o migliorare le proprie competenze non lo metto in discussione. Ma non fa decisamente per me.

su Kalamar ne sono sicuro al 100% : logo D&D 3e, marchio d20 e addirittura logo WotC vicino al marchio della Kenzer. Di Lankmar non sono sicuro ... ho solo un vago ricordo, ma potrebbe essere sbagliato (probabilmente 😜 )

La mia posizione sull'IA è di tipo 'utilitaristico' ; se il suo impiego porta a dei benefici allora vale la pena spenderci del tempo, diversamente non la uso tanto per usarla o far finta che sia servita a qualcosa. Ad esempio posso dire che per un periodo di tempo ho usato Obsidian per costruire le mie mappe logiche di trame, eventi e png. Oggi trovo che alcune IA mi permettono di fare lo stesso (quindi sono io a creare) ma in modo più veloce, e potendo inserire maggiori informazioni e riuscendo a mantenere il controllo su tutto. Inoltre, mi sono trovato più di una volta a ricevere idee su possibili connessioni a cui non avevo pensato. Non sempre sono state utili nell'immediato, ma hanno dato comunque degli input e spunti che ho utilizzato successivamente.

Sto usando anche l'IA per l'arte generativa. I miei amici/giocatori sono contenti di veder ritratti e animati i loro personaggi nell'atto delle loro eroiche gesta. Sono produzioni professionali? assolutamente no😅, ma a livello hobbystico sono più che soddisfacenti... e magari l'avessimo avuto noi quando eravamo ragazzi 😉

firwood

Newser
3 ore fa, Marbon ha scritto:

su Kalamar ne sono sicuro al 100%

Infatti hai pienamente ragione. Non ricordavo proprio che ci fosse il logo D&D sulla copertina.

3 ore fa, Marbon ha scritto:

e magari l'avessimo avuto noi quando eravamo ragazzi 😉

Sai che invece penso che siamo stati fortunati a non averla? Essere giovani, non smaliziati e pieni di entusiasmo fa si che l'immaginazione galoppi. E non c'è niente di più potente dell'immaginazione.

Poi, da sempre, sebbene mi piacciono le mappe moderne, preferisco di gran lunga le vecchie mappe tipo blueprint per il semplice motivo che i giocatori prestano attenzione alle parole del DM quando spiega invece di fissare la mappa e cercare dettagli in quella ascoltando in modo la narrazione del master. Forse perché prediligo il teatro della mente per gli scontri al tavolo, o forse solo perché sono vecchio e le abitudini ormai sono radicate. Credo che le parole, se usate bene, sono più potenti ed evocative di qualsiasi mappa.

Marbon

Ordine del Drago
27 minuti fa, firwood ha scritto:

Sai che invece penso che siamo stati fortunati a non averla? Essere giovani, non smaliziati e pieni di entusiasmo fa si che l'immaginazione galoppi. E non c'è niente di più potente dell'immaginazione.

Poi, da sempre, sebbene mi piacciono le mappe moderne, preferisco di gran lunga le vecchie mappe tipo blueprint per il semplice motivo che i giocatori prestano attenzione alle parole del DM quando spiega invece di fissare la mappa e cercare dettagli in quella ascoltando in modo la narrazione del master. Forse perché prediligo il teatro della mente per gli scontri al tavolo, o forse solo perché sono vecchio e le abitudini ormai sono radicate. Credo che le parole, se usate bene, sono più potenti ed evocative di qualsiasi mappa.

chiaramente punti di vista... e tutti rispettabilissimi 🙂

ti porto solo un esempio, il primo che mi sovviene, perchè non mi viene altro modo in questo momento di esprimere questo concetto.

ero ragazzino 11 anni... il papà (è stato come uno zio per me) del mio caro amico (che lo è tutt'ora) masterizzava il Castello della Principessa d'Argento... sul tavolo a separare l'area master da quella dei giocatori, il Master Screen nero che si trovava nel SET Companion. Ricordi? Il Re in armatura con il mantello rosso che cavalcava il drago d'argento sopra una città con il castello... l'avventura andava avanti, giocavamo la domenica pomeriggio, forse abbiamo impiegato cinque o sei sessioni per finirla. Ma quando abbiamo scoperto della storia di Ellis il Forte che era giunto con il suo drago bianco al Castello della Principessa d'Argento poco prima del disastro, i miei occhi di ragazzino avevano davanti l'immagine disegnata da Elmore presente sul Master Screen : quello era Ellis il Forte a cavallo del suo drago (a 11 anni d'argento o bianco facevano poca differenza 😅 ).

L'immaginazione galoppava, fermata in quell'istante rappresentato da Elmore ; così come in tante altre opere d'arte per altre avventure. Da adulto smaliziato (ma non disamorato), credo che oggi, come allora, le immagini (o anche le musiche se vogliamo) non possono colmare le lacune del teatro della mente (concordo con te sul fascino e lo stimolo del teatro della mente), ma possono 'cristallizzare' nel tempo il nostro ricordo di un evento di gioco, di una sessione o di una intera avventura/campagna. Quando eravamo ragazzi, nel nostro gruppo, nessuno sapeva disegnare bene. Ogni tanto qualcuno provava un qualche bozzetto di un personaggio, ma rimaneva lì. Anonimo. Se avessimo avuto la possibilità, allora, di creare le immagini dei nostri personaggi e delle loro fantastiche avventure, avremmo (forse) 'cristallizzato' nei nostri ricordi tanti altri episodi e avventure che purtroppo sono, per forza di cose, sbiaditi nel tempo.

Spero di essere riuscito a far capire il mio pensiero... 🙂

firwood

Newser
18 minuti fa, Marbon ha scritto:

Spero di essere riuscito a far capire il mio pensiero...

Assolutamente! Infatti sono un sostenitore degli handout. Note, immagini di paesaggi o creature particolari o che rappresentano momenti topici fanno solo bene.

Il mio discorso è limitato alle mappe e al combattimento.

Marbon

Ordine del Drago
13 ore fa, firwood ha scritto:

Il mio discorso è limitato alle mappe e al combattimento.

capisco e nulla da obiettare... anche io nutro un pò di nostalgia per le mappe bluprint...

però ho anche abbracciato l'hobby dei wargame (ma non quelli troppo spinti) e anche quando giochiamo di ruolo mi/ci piace esercitare il gioco tattico nei combattimenti... motivo per cui siamo rimasti a giocare con la 3.5 😉

firwood

Newser
48 minuti fa, Marbon ha scritto:

però ho anche abbracciato l'hobby dei wargame

Vecchia passione che ho abbandonato: giocavo com Warhammer 40000. Poi, complice la chiusura del negozio con annessa sala dove giocare, ho mollato tutto. Venduto le miniature e mi sono dedicato interamente al gioco di ruolo.

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