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    La Hasbro si ristruttura per dare più spazio alla WotC e a D&D

    • La Hasbro ha deciso di ristrutturarsi internamente, creando in particolare una divisione incentrata sulla WotC e i suoi brand.

    Il Wall Street Journal ha rivelato che la Hasbro ha deciso di effettuare una riorganizzazione interna, in modo da dare maggiore priorità ai brand di D&D e Magic: the Gathering che, in particolare durante questa pandemia, hanno dimostrato di essere i due punti di forza dell'azienda. In base a quanto descritto dal Wall Street Journal, infatti, le entrate della WotC l'anno scorso hanno raggiunto la cifra di 816 milioni di dollari (circa il 24% in più rispetto agli incassi del 2019). Brian Goldner, l'Amministratore Delegato della Hasbro, ha dichiarato che l'azienda prevede che gli incassi della WotC raddoppieranno tra il 2019 e il 2023.

    Proprio per riflettere questa accresciuta importanza da parte della WotC nel bilancio dell'azienda, dunque, la Hasbro sarà riorganizzata in 3 divisioni: Consumer Products (divisione che si occuperà di gestire i giocattoli e i classici giochi di società), Entertainment (divisione che supervisionerà film, prodotti per la TV e la concessione delle licenze di sfruttamento delle IP Hasbro) e Wizards & Digital (divisione che conterrà la WotC e che, in aggiunta, supervisionerà la concessione delle licenze relative ai prodotti digitali - il che, in particolare, implicherà il tentativo di sfruttare le IP della WotC nel settore dei videogiochi).

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    Osservando questa ristrutturazione si può notare come la WotC abbia acquisito una maggiore centralità all'interno della Hasbro, visto che una delle 3 nuove divisioni è stata costruita interamente su di lei. E, cosa non da poco, questo cambio di strategia lo si deve in particolare ai ricavi di D&D che, con la sua 5a edizione, ha continuato a crescere ininterrottamente fin dalla sua uscita nel 2014. Questi sviluppi risultano ancora più sorprendenti se si considera che D&D, diversamente da Magic: the Gathering (che fu uno dei motivi per cui la Hasbro acquistò la WotC nel 1999, assieme al gioco di carte dei Pokemon), fino a qualche anno fa - prima del successo della 5e - non era tenuto in particolare considerazione da parte della dirigenza Hasbro.

    Visto quanto strategici si sono rivelati i brand della WotC in questi ultimi anni, invece, la Hasbro avrebbe deciso di dare maggiore spazio alla WotC in modo tale da replicare il suo successo in altri settori (videogiochi, film, telefilm, giocattoli, giochi da tavolo, ecc.) e, inoltre, in modo da usarla per dare una spinta agli altri prodotti Hasbro, come G.I. Joe, Ouija, Transformers, My Little Pony, ecc. (da ricordare che, non molto tempo fa, la Hasbro ha dato l'approvazione per la realizzazione di supplementi per D&D 5e ispirati ad altre licenze Hasbro, NdR).

    Come segno della nuova importanza acquisita all'interno della Hasbro, la WotC ha anche adottato un nuovo logo:

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    Ecco il vecchio logo, per poter fare un paragone:

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    News type: Cosa c'è di nuovo in DnD


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    Recommended Comments

    Un risultato incredibile per la Wizards, complice la pandemia ma non solo. Il prodotto è oggettivamente buono, ha le sue pecche ma comunque c'entra il suo obbiettivo, anche se innegabilmente si poteva fare qualcosa in più per smussare alcuni angoli che reputo troppo spigolosi.

    Bravi! Sono contento che questo hobby sia visto da occhi diversi, condurrà a gioie e dolori visto che rendere mainstream qualcosa di nicchia è sempre impossibile ma sono fiducioso nel buono che comunque ci sarà, nonostante le scelte per fare colpo nella pop culture.

    Una cosa però la dico... Il logo nuovo sembra un nuovo film Pixar. Nel cuore porterò sempre il vecchio!

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    Il potere di fare soldi, all'inizio stavano per staccargli la spina (chissà magari la gallina dalle uova d'oro è nata per questo) ed ora, ecco una divisione solo per wizard. Con tutto quello che si porterà dietro tra pro e contro.

    Edited by nolavocals
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    Parafrasando un vecchio (e ben noto) libro: "Ed ecco, è cosa buona e giusta!"

    21 ore fa, Maiden ha scritto:

    Una cosa però la dico... Il logo nuovo sembra un nuovo film Pixar. Nel cuore porterò sempre il vecchio!

    Mah... dai, il nuovo logo non è poi male...
    Se proprio vogliamo parlare di nostalgia, allora il logo giusto è quest'altro.

    Edited by MattoMatteo
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    Per me la causa con la GF9 è partita proprio da questo progetto. Avendo una divisione tutta sua la WOTC immagino sia interessata ad occuparsi direttamente della localizzazione all'estero e alla produzione di miniature ufficiali e credo non volessero aspettare la scadenza del contratto ed abbiano provato a concluderlo forzosamente.

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    26 minuti fa, Grimorio ha scritto:

    Per me la causa con la GF9 è partita proprio da questo progetto. Avendo una divisione tutta sua la WOTC immagino sia interessata ad occuparsi direttamente della localizzazione all'estero e alla produzione di miniature ufficiali e credo non volessero aspettare la scadenza del contratto ed abbiano provato a concluderlo forzosamente.

    È decisamente possibile. Dopotutto la WotC di oggi non è più la WotC del 2016-2017. All'epoca la WotC stava appena iniziando a uscire da una fase in cui era costretta a valutare di dare a case editrici esterne il compito di scrivere i propri manuali (!!!!!), visto che la Hasbro fino al 2017 le ha impedito di fare assunzioni. Dal 2017-2018, però, grazie agli incassi ottenuti nei primi anni della 5e e alla possibilità di poter finalmente assumere personale, l'azienda ha potuto finalmente fare un salto di qualità. Ora la sua posizione si è consolidata talmente tanto che non mi stupirei se, terminato il nuovo accordo stipulato con la GF9, la WotC decidesse di gestire lei direttamente la localizzazione di D&D.

    Forse ci guadagneremmo anche noi italiani, visto che, senza intermediari e senza il carico di tutte le responsabilità su una piccola azienda locale, le localizzazioni potrebbero anche procedere con meno incidenti di percorso.

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    8 minuti fa, SilentWolf ha scritto:

     

    Forse ci guadagneremmo anche noi italiani, visto che, senza intermediari e senza il carico di tutte le responsabilità su una piccola azienda locale, le localizzazioni potrebbero anche procedere con meno incidenti di percorso.

    Non sono certo che andrà in proprio e non si appoggerà ad editori locali, di solito non è questa la prassi per i libri. Ma se anche dovesse continuare ad appoggiarsi alla Asmodee, o scegliere un altro localizzatore ed editore italiano, di certo ci sarà un contatto più stretto tra le due aziende, senza intermediari come avviene adesso dove la Asmodee deve rendere conto alla GF9 e la GF9 deve poi rendere conto alla Wizards. Si potrebbe immaginare addirittura la traduzione dei manuali in contemporanea con la fase finale di creazione degli originali grazie allo scambio di documenti.

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    Non sono particolarmente attaccato al vecchio logo, tuttavia il nuovo (non la lettera W ma quello esteso riportato più in alto) non mi sembra niente di speciale. O detto in altri termini, sa di già visto. Per esempio assomiglia a quello Blizzard.

    A parte questo, considero un'ottima notizia che il successo indiscusso delle vendite della 5e, abbia finalmente condotto ad un aumento del team, anche se non tutte le persone saranno impiegate nel GDR in sé.

    Voglio dire, mi lascia "sognare" un'interpretazione di lungo respiro.
    All'inizio della 5e , non si fece mistero di come il team addetto al GDR fosse stato molto ridimensionato, cosa che non doveva spaventare, visto che questa edizione veniva impostata per un rilascio lento dei manuali.
    Si è visto come la Wizards abbia colto l'obiettivo di piazzare tante vendite con meno manuali , ma più pronti  all'uso e quindi appetibili alle nuove leve. Vendite trainate anche dalla pletora di merchandising, videogiochi, podcast ecc di contorno.

    Ora, avendo ampliato la fan base (pur non soddisfacendo tutti i palati) potrebbe tornare in una non troppo lontana 6à edizione, a un'impostazione con più manuali e con un target di età un pò più maturo (essendo che gli anni passano anche per i teenager attuali).

     

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    3 ore fa, Shinsek ha scritto:

    Ora, avendo ampliato la fan base (pur non soddisfacendo tutti i palati) potrebbe tornare in una non troppo lontana 6à edizione, a un'impostazione con più manuali e con un target di età un pò più maturo (essendo che gli anni passano anche per i teenager attuali).

    Più che una 6° edizione (la 5° vende ancora molto bene -è in salita costante da quando hanno iniziato!), spero piuttosto nello sviluppo della proclamata (e molto poco attuata) "modularità", con ulteriori regole opzionali, e magari ambientazioni non fantasy (cyberpunk, space-opera, supereroi, eccetera).

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    29 minuti fa, MattoMatteo ha scritto:

    Più che una 6° edizione (la 5° vende ancora molto bene -è in salita costante da quando hanno iniziato!), spero piuttosto nello sviluppo della proclamata (e molto poco attuata) "modularità", con ulteriori regole opzionali, e magari ambientazioni non fantasy (cyberpunk, space-opera, supereroi, eccetera).

    sarebbe ora , specie visto i brand che possiedono ,

    e non hanno quasi mai fatto cross-over .

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    4 ore fa, Grimorio ha scritto:

    Non sono certo che andrà in proprio e non si appoggerà ad editori locali, di solito non è questa la prassi per i libri. Ma se anche dovesse continuare ad appoggiarsi alla Asmodee, o scegliere un altro localizzatore ed editore italiano, di certo ci sarà un contatto più stretto tra le due aziende, senza intermediari come avviene adesso dove la Asmodee deve rendere conto alla GF9 e la GF9 deve poi rendere conto alla Wizards. Si potrebbe immaginare addirittura la traduzione dei manuali in contemporanea con la fase finale di creazione degli originali grazie allo scambio di documenti.

    Sì, era appunto quello che intendevo. 🙂

    Non intendevo dire, infatti, che la WotC rinuncerebbe a usare aziende locali per la traduzione. Sicuramente continuerebbe a usare aziende come la Asmodee per tradurre e distribuire localmente, solo non avrebbe bisogno di un intermediario (la GF9) e, mantenendo lei stessa la licenza di localizzazione, sarebbe in grado di gestire più efficacemente le localizzazioni senza rischiare che tutta la responsabilità casa sulle spalle di aziende locali più deboli (come successe a noi ai tempi della 25 Edition, di D&D 4e e del New World of Darkness, una azienda locale è più vulnerabile al rischio di fallimento, se le vendite dei prodotti localizzati non vanno). Mantenendo la WotC la licenza, potrebbe garantire un flusso ragionevole di traduzioni a prescindere dal destino dell'azienda locale. Mettiamo che la Asmodee entra in conflitto con la WotC o, per una qualche sfiga, ad un certo punto fallisce: la WotC può dare l'incarico a un'altra azienda e proseguire.

    Sì aggiunge, inoltre, il possibile vantaggio che tu stesso descrivi. Se la WotC gestisse direttamente le localizzazioni, potrebbe aiutare le aziende locali a seguire un calendario più coordinato con quello delle uscite originali, proprio per il fatto che potrebbero comunicare direttamente.

    3 ore fa, Shinsek ha scritto:

    All'inizio della 5e , non si fece mistero di come il team addetto al GDR fosse stato molto ridimensionato, cosa che non doveva spaventare, visto che questa edizione veniva impostata per un rilascio lento dei manuali.

    Fino al 2017 il D&D Team era composto solo da una 15ina di persone. Nel 2017 e soprattutto nel 2018 sono state fatte molte nuove assunzioni e il team si è ingrandito, anche se al momento non è chiaro a quale numero sia arrivato.

    3 ore fa, Shinsek ha scritto:

    Ora, avendo ampliato la fan base (pur non soddisfacendo tutti i palati) potrebbe tornare in una non troppo lontana 6à edizione, a un'impostazione con più manuali e con un target di età un pò più maturo (essendo che gli anni passano anche per i teenager attuali).

    Attenzione, però: il ritmo lento delle uscite nella 5e non è dipeso solo dalle difficoltà iniziali della WotC a stare dietro a una mole troppo grossa di lavoro. Il ritmo lento delle uscite, infatti, è stato richiesto e confermato dalla comunità dei giocatori di D&D attraverso uno dei primi sondaggi annuali (se non sbaglio nel 2015), mentre le vendite sempre maggiori della 5e hanno confermato nel D&D Team l'idea che questo ritmo funziona molto bene.

    Lo mantengono anche ora, infatti, perché piace sia a loro che ai giocatori. Se, quindi, anche in futuro i giocatori dimostrassero di preferire una simile soluzione, continuerebbero a produrre manuali a un ritmo lento.

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