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Mago rosso, mago di gilda, assassino... Sono tra le prime CdP che si trovano e sono tra le più utilizzate, proprio per quello che danno... Però vanno utilizzate nel giusto contesto, altrimenti vengono a mancare le loro limitazioni intrinseche, che sono praticamente tutte legate al fatto che si fa parte di un'organizzazione o di una gerarchia e quindi si hanno anche un sacco di doveri e obblighi oltre ai nuovi poteri...

Un assassino può essere mandato (da solo) ad accoppare un potente, col rischio di restarci secco, senza contare che non fa parte di una congrega di chierichetti e potrebbe farsi nemici anche all'interno della sua stessa organizzazione...

Il mago rosso è soggetto all'umore dei suoi superiori e alle invidie dei suoi sottoposti, senza considerare che potrebbe ricevere missioni e richieste che non può rifiutare in qualsiasi momento...

E così via...

Ma quanti davvero fanno pesare queste limitazioni o pensano ad esse nello scegliere una di questo tipo di CdP?

Be non ho mai visto aplicate in maniera estrema i limiti sociali della cdp perché alla fine D&D è un gioco di gruppo ed mandare da solo il pg assasino(che meccanicamente non è così forte visto che la sua capacita simbolo può essere negata facilmente perché si basa su una CD in molti casi che non sarà mai molto alta....) senza il supporto del party secondo le regole è un suicidio ed poi aggiungendoci anche l'aggravante della logica ha livelli certe cose diventano infattibili (come appunto affidare i compiti chiaramente suicidi ed molto al disopra delle capacita del singolo giocatore).Certo in giochi come un Vampiry o un Runequesti questi problemi manco si pongono.....

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Il punto è proprio quello: classi del genere non sono pensate per essere giocate in gruppo e sono soggette a imposizioni esterne che possono addirittura metterle CONTRO il gruppo... Far parte di una gerarchia comporta diritti, ma anche doveri e imposizioni da rispettare, cosa che non va sempre d'accordo con le necessità del PG o dei suoi compagni...

La soluzione della maggior parte dei DM è ignorare tali limiti, ai quali i giocatori sono ciechi per natura (leggono solo i vantaggi delle CdP, mai le inc***te), e questo le porta a diventare pericolosamente squilibrate...

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Il punto è proprio quello: classi del genere non sono pensate per essere giocate in gruppo e sono soggette a imposizioni esterne che possono addirittura metterle CONTRO il gruppo... Far parte di una gerarchia comporta diritti, ma anche doveri e imposizioni da rispettare, cosa che non va sempre d'accordo con le necessità del PG o dei suoi compagni...

La soluzione della maggior parte dei DM è ignorare tali limiti, ai quali i giocatori sono ciechi per natura (leggono solo i vantaggi delle CdP, mai le inc***te), e questo le porta a diventare pericolosamente squilibrate...

le regole del gioco hanno la precedenza sulle cose che il DM potrebbe far accadere...

Se il DM decide di tenere il gruppo unito (come fortemente incoraggiato dalle regole) allora non farà accadere cose che portino alla separazione dello stesso. All'assassino non sarà mai data una missione che lo separi o addirittura lo metta contro il gruppo.

Il fatto che sia possibile per il DM pensare a delle imposizioni conseguenti alla classe che manderebbero all'aria delle regole del gioco non è un malus messo appositamente per nerfare la classe ma semplicemente un'area che il gioco non copre bene e quindi da evitare.

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le regole del gioco hanno la precedenza sulle cose che il DM potrebbe far accadere...

Se il DM decide di tenere il gruppo unito (come fortemente incoraggiato dalle regole) allora non farà accadere cose che portino alla separazione dello stesso. All'assassino non sarà mai data una missione che lo separi o addirittura lo metta contro il gruppo.

Il fatto che sia possibile per il DM pensare a delle imposizioni conseguenti alla classe che manderebbero all'aria delle regole del gioco non è un malus messo appositamente per nerfare la classe ma semplicemente un'area che il gioco non copre bene e quindi da evitare.

Se per tenere unito il gruppo (o qualsiasi altro motivo, magari legato alla trama) si deve ignorare l'aspetto sociale della CdP, allora penso che il DM farebbe molto meglio a negarne l'accesso.

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Quanto alla questione delle CdP e del loro lato interpretativo: il lato di interpretazione delle CdP non va di certo ignorato, ,a sinceramente non capisco come possa divenire un deterrente:

ok, direi che è chiaro che la CdP dell'assassino, per dirne una, non raffigura solo un idnividuo abile ad uccidere furtivamente (quello sarebbe un ladro puro), ma un membro di una setta/gilda/organizzazione, con tanto di prova d'ingresso (devono uccidere qualcuno, da requisiti della CdP).

Quindi mi sembra giusto che il PG Assassino debba obbedienza agli assassini anziani, e che di tanto in tanto venga incaricato dalla sua gilda di compiere un omicidio, ma trovo che questi siano spunti per approfondire la classe, per il giocatore come per il master, e non delle limitazioni per indebolirla, o comunque deterrenti.

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Quanto alla questione delle CdP e del loro lato interpretativo: il lato di interpretazione delle CdP non va di certo ignorato, ,a sinceramente non capisco come possa divenire un deterrente:

ok, direi che è chiaro che la CdP dell'assassino, per dirne una, non raffigura solo un idnividuo abile ad uccidere furtivamente (quello sarebbe un ladro puro), ma un membro di una setta/gilda/organizzazione, con tanto di prova d'ingresso (devono uccidere qualcuno, da requisiti della CdP).

Quindi mi sembra giusto che il PG Assassino debba obbedienza agli assassini anziani, e che di tanto in tanto venga incaricato dalla sua gilda di compiere un omicidio, ma trovo che questi siano spunti per approfondire la classe, per il giocatore come per il master, e non delle limitazioni per indebolirla, o comunque deterrenti.

In certi casi può effettivamente funzionare da spunto ma in molti altri casi no.

Se al pg assassino (ormai stiamo usando questo come esempio) viene dato un incarico che non ha nulla a che vedere con l'obiettivo, gli interessi o l'allineamento del gruppo; se quell'incarico arriva nel momento sbagliato dell'avventura; se il resto del gruppo non ci guadagna niente; per questi ed altri motivi, l'appartenenza ad una CdP come questa può rivelarsi una minaccia all'integrità del party. Specie in quei gruppi in cui tutti hanno degli obiettivi precisi e stanno insieme solo perchè (e finchè) questi coincidono. Nella mia esperienza questi ultimi sono la maggior parte.

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Sulla questione delle Build, era solo una precisazione, non volevo entrare discorso su chi c'è l'ha più grosso tra druido, rodomonte e barbaro...

Quanto all'appartenenza alla setta degli assassini: beh, lo stesso requisito di classe riporta:

The character must kill someone for no other reason than to join the assassins.

E nella descrizione generale della classe, si parla di gilde ed organizzazioni di assassini (anche se in effetti, vengono citate come opzioni per PNG).

E poi, l'Assassino di DnD non è un cdp che rappresenta solo l'essere un killer eccezionale: se uno è estremamente abile nello strisciare alle spalle di un uomo e tagliargli la gola è solo un ladro di alto livello. La CdP dell'assassino, però, inserisce anche gli incantesimi, quindi un addestramento particolare: insomma, non è la naturale evoluzione del tagliagole.

Poi appunto, ogni master può gestire le CdP come più si aggrada alla campagna, però mi sembrava brutto sia dire che il master non deve usare imposizioni legate al BG delle classi, sia dire che questa sia una limitazione che dovrebbe portare i giocatori a evitarle.

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Poi appunto, ogni master può gestire le CdP come più si aggrada alla campagna, però mi sembrava brutto sia dire che il master non deve usare imposizioni legate al BG delle classi, sia dire che questa sia una limitazione che dovrebbe portare i giocatori a evitarle.

Infatti la mia idea non è che il master debba limitarsi a limitare l'accesso ad una CdP; credo che dovrebbe invece discutere col PG dei pro e dei contro che questa scelta comporta. Se vuole giocare l'assassino, deve giocare tutta la CdP non solo le abilità di classe.

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Se per tenere unito il gruppo (o qualsiasi altro motivo, magari legato alla trama) si deve ignorare l'aspetto sociale della CdP, allora penso che il DM farebbe molto meglio a negarne l'accesso.

dove leggi che devi ignorare l'aspetto sociale della CdP? se il capogilda non manda MAI il PG assassino in missioni solitarie (ma magari ci manda PNG) non stai ignorando alcunché... è al contrario, mandandolo in missione solitaria, che ignoreresti le regole* del gioco. E' sempre possibile per il DM far combaciare le due cose (sempre che sia lui che i giocatori siano consci delle regole cosa che non sempre avviene).

E inoltre quanto proponi è impossibile perché ci vorrebbe che il DM al momento in cui il giocatore sceglie la classe/CdP già sapesse che verrà il giorno in cui si presenterà una situazione dove non riuscirà a far combaciare regole e aspetti sociali e quindi vieti quella scelta. In pratica non solo dovrebbe essere veggente per prevedere ma dovrebbe al contempo essere così miope da non riuscire a rimediare pur avendo previsto...

Se al pg assassino (ormai stiamo usando questo come esempio) viene dato un incarico che non ha nulla a che vedere con l'obiettivo, gli interessi o l'allineamento del gruppo; se quell'incarico arriva nel momento sbagliato dell'avventura; se il resto del gruppo non ci guadagna niente

è il DM che decide che incarico affidargli... per l'appunto se gli affida un incarico incompatibile più che rispettare gli aspetti sociali della classe sta ignorando le regole* del gioco. Se invece li usa come spunti per quest e per tenere il gruppo unito sta sia rispettando gli aspetti sociali che le regole*

Specie in quei gruppi in cui tutti hanno degli obiettivi precisi e stanno insieme solo perchè (e finchè) questi coincidono

sarebbe meglio avessero motivi più profondi per stare uniti, almeno finché il gruppo adotta la regola del "never split the party"

comunque mi sembra evidente che se quella è la situazione così come gli obbiettivi coincidevano inizialmente e hanno continuato a coincidere con tutte le nuove quest date fino ad allora il DM dovrà far si che il capogilda gli affidi incarichi tali che gli obbiettivi continuino a coincidere. Non è difficile e comunque è un problema che si presenta ad nuova quest affidata al gruppo, qualsiasi sia la provenienza

Non si tratta di aria fritta, ma della base stessa del funzionamento di certe CdP... Se l'accesso ad una CdP prevede l'appartenenza ad una certa organizzazione e quell'organizzazione ha le sue regole, tali regole diventano parte imprescindibile della CdP... Ignorare quella parte delle regole porta a casini inenarrabili, il più delle volte, il che a sua volta porta a considerare quella certa CdP come sgrava o peggio, mentre in realtà non lo sarebbe...

non vedo dove l'assassino abbia la regola di dover compiere missioni in solitaria o di dover attaccare il gruppo... queste situazioni potrebbero nascere solo per scelte balorde del DM (o dei giocatori). Inoltre ammesso e non concesso che ci siano organizzazioni con delle regole esplicitate e non lasciate a discrezione del DM e ammesso e non concesso che tali regole cozzino inevitabilmente con le regole* del gioco i "casini inenarrabili" si avrebbero più ignorando le regole* del gioco che non ignorando le regole dell'organizzazione.

Ed infine tutto ciò non ha nulla a che vedere con il bilanciamento, ma casomai con la giocabilità. L'assassino che deve fare una missione in solitaria non è bilanciato, è ingiocabile*.

E nella descrizione generale della classe, si parla di gilde ed organizzazioni di assassini (anche se in effetti, vengono citate come opzioni per PNG).

al di là che certe classi sono fatte peggio di altre l'appartenere ad una gilda non implica doverne seguire le regole (regole che tra l'altro non sono esplicitate ma a discrezione del DM che quindi farebbe bene a non darsi la zappa sui piedi). Tutt'al più implica doverne subire le conseguenze in-game ma queste possono essere da nulle a sfida appropriata al PG... ovvero sono spunti per avventure e non fattori di bilanciamento.

mi sembrava brutto sia dire che il master non deve usare imposizioni legate al BG delle classi, sia dire che questa sia una limitazione che dovrebbe portare i giocatori a evitarle

può ben usare quelle imposizioni per dare spessore alla classe, mandare avanti la storia, dare colore all'ambientazione e per tante altre cose, ma certo non per bilanciare la classe perché non funzionerebbe. Inoltre se per scelta del DM balordo tali limitazioni dovessero andare a violare le regole* del gioco (tipo portare il gruppo alla separazione, dare al PG sfide al di sopra delle sue possibilità, etc) sarebbe ben comprensibile che il giocatore coscienzioso eviti quelle CdP.

*parlo di "regole del gioco" in modo forse improprio perché non sono esattamente regole imprescindibili, quanto limiti che il DM può travalicare a suo rischio e pericolo. Ho fatto l'ipotesi che il DM non voglia travalicare questi limiti e quindi di fatto abbiamo delle regole. Se il DM non ha problemi a gestire l'assassino in solitaria allora ovviamente il capogilda può affidargli tutte le missioni in solitaria che vuole. Ciò tuttavia non rappresenta un fattore di bilanciamento visto che gli incontri devono comunque essere commisurati al suo potere.

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Il discorso che hai fatto è interessante e sarebbe anche corretto se solo le "regole" su cui si fonda esistessero. Le descrizioni delle classi di prestigio invece esistono e qualche volta sono anche molto specifiche.

dove leggi che devi ignorare l'aspetto sociale della CdP? se il capogilda non manda MAI il PG assassino in missioni solitarie (ma magari ci manda PNG) non stai ignorando alcunché... è al contrario, mandandolo in missione solitaria, che ignoreresti le regole* del gioco.

Se il capogilda non lo manda mai da nessuna parte da solo, è semplicemente andata bene. Se invece un PG sa che può fare questa CdP che tanto il suo DM non lo farà mai allontanare dal gruppo, allora è metagame. Il PG dovrebbe essere consapevole che i suoi servigi potrebbero essere richiesti altrove. Non deve succedere per forza ma potrebbe, e se al PG non sta bene, dovrebbe fare un'altra classe.

E inoltre quanto proponi è impossibile perché ci vorrebbe che il DM al momento in cui il giocatore sceglie la classe/CdP già sapesse che verrà il giorno in cui si presenterà una situazione dove non riuscirà a far combaciare regole e aspetti sociali e quindi vieti quella scelta. In pratica non solo dovrebbe essere veggente per prevedere ma dovrebbe al contempo essere così miope da non riuscire a rimediare pur avendo previsto...

Io do per scontato che il DM alla prima sessione, prima ancora di fare le schede, dica ai PG come ha intenzione di gestire la campagna, l'accesso alle CdP ed eventuali HR. Quella del veggente è un'alternativa ma a chi ha poca dimestichezza con tarocchi, fondi di caffè e sfere di cristallo, consiglierei il primo sistema.

Ovviamente tutto questo è una mia opinione e si basa sulla mia esperienza. Nei party in cui gioco io, sia da master che da PG, il lato interpretativo ha sempre contato più dei numeri e questo sistema funziona e molto bene. Ma non è detto che funzioni per tutti.

Riguardo alle scelte balorde e ai DM balordi, avrei trovato più elegante parlare di scelte condivisibili e scelte non condivisibili. Ma anche questa è solo una mia opinione.

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Il discorso che hai fatto è interessante e sarebbe anche corretto se solo le "regole" su cui si fonda esistessero. Le descrizioni delle classi di prestigio invece esistono e qualche volta sono anche molto specifiche.

spero tu abbia letto la nota che avevo fatto riguardo le regole di cui parlavo. Puoi chiamarli consigli o linee di condotta consigliate o facilitazioni per rendere il gioco più scorrevole ma dal momento in cui il DM decide di adottarle (scelta anche criticabile) in cosa differiscono da regole?

Quanto a descrizioni di CdP molto specifiche possono anche esistere ma non vedo cosa c'entrino. Il problema potrebbe sorgere se esistessero descrizioni degli aspetti sociali delle CdP molto specifiche. Ad esempio l'assassino (che tu stesso hai considerato) potrà o meno essere descritto in modo approfondito ma sicuramente il suo rapporto con la gilda e cosa essa richiede o può richiedere da lui non è descritto affatto. La gilda richiede un tot missioni l'anno? non c'è scritto. La gilda richiede obbeddienza? non c'è scritto. La gilda persegue i freelancer? non c'è scritto. Sono tutte scelte che deve fare il DM e se fa scelte che vanno contro le "regole" da lui stesso decise non pensi che potrei ben chiamarlo balordo? sicuramente è assurdo darsi la zappa nei piedi.

Se il capogilda non lo manda mai da nessuna parte da solo, è semplicemente andata bene. Se invece un PG sa che può fare questa CdP che tanto il suo DM non lo farà mai allontanare dal gruppo, allora è metagame. Il PG dovrebbe essere consapevole che i suoi servigi potrebbero essere richiesti altrove. Non deve succedere per forza ma potrebbe, e se al PG non sta bene, dovrebbe fare un'altra classe.

E' il DM che decide se, dove e con chi il capogilda lo mandi (e se ha o non ha questo diritto e che succede se il PG disobbedisce). Se il gruppo (DM in primis) avesse deciso che dividersi darebbe troppi problemi di gestione allora sarebbe semplicemente assurdo che il DM gli dia missioni da farsi in solitario. Se invece il gruppo avesse deciso di permettere missioni in solitario allora non ci sarebbero problemi e il DM penserà ad una missione bilanciata ed appropriata per il solo assassino.

In ogni caso non è che l'assassino si ritrova a fare da solo una missione pensata per cinque PG. Non vedo quindi dove stia il fattore di bilanciamento: la difficoltà è proporzionale al numero dei PG, così come è proporzionale al loro livello.

I suoi servigi potrebbero essere richiesti altrove? certo che può accadere... può accadere se appartiene ad una gilda, può accadere se il suo mentore lo richiama, può accadere se il suo villaggio viene attaccato, può accadere se gli rapiscono la fidanzata, può accadere se il conte gli affida un incarico, può accadere in mille occasioni e per mille motivi tra i quali la CdP è solo una scusa tra tante con cui DM può dare agganci per proseguire la campagna. Non per mandarla in vacca o per fargli fuori il PG con scontri oltre le sue possibilità.

Ma può essergli affidata anche una missione suicida come dice Mad Master... è rischioso ma si può fare. Vuol dire che la campagna prevede o metodi alternativi per risolverla e quindi di fatto la missione è un'altra (e di questi gli esempi sono infiniti, a partire dalla mano rossa del destino dove l'avventura non prevede che i PG attacchino frontalmente l'armata nemica) o che lui la rifiuti e quindi la campagna veda i Pg salvare il mondo mentre la gilda degli assassini gli da la caccia... l'opzione che vede l'assassino finire inevitabilmente nell'arena_da_cui_non_si_può_scappare a combattere fino alla morte (sua) il grande drago rosso antico invincibile è una opzione balorda che non dipende tanto dalla CdP scelta quanto dal DM altrettanto balordo. Poco cambia se il drago rosso invece che invincibile fosse quasi invincibile...

Io do per scontato che il DM alla prima sessione, prima ancora di fare le schede, dica ai PG come ha intenzione di gestire la campagna, l'accesso alle CdP ed eventuali HR.

e in che modo questo risolverebbe il problema?

il punto non è sapere se il capogilda può o non può dargli missioni (cosa che tra l'altro potrebbe dipendere anche dalla specifica gilda di appartenenza) ma se tali missioni saranno tali da dare problemi vista la situazione in cui il gruppo si troverà. Quindi serve proprio di essere veggenti...

E qualora il DM chiarisse che le missioni saranno date senza tenere conto della continuità della campagna, della giocabilità e del bilanciamento allora il giocatore si trova proprio nella condizione di poter fare metagame ed evitare la CdP onde evitare che il DM commetta questi errori. Ma cribbio se farebbe bene! perché il metagame non è sempre un male, a volte è anche un bene! Quello da criticare è il DM che mette a rischio la campagna senza in alcun modo bilanciare la CdP ne aumentare la credibilità e la coerenza né migliorare l'interpretazione.

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Continui a rispondere basandoti su argomenti inesistenti, tipo problemi di bilanciamento del gruppo (bilanciamento sociale?) e gilde che mandano un assassino da solo ad abbattere draghi (eh?).

Quindi, io la mia l'ho detta e per me va bene così. La tua l'ho letta e mi pare una fesseria. E va bene così. :sorry:

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Cerchiamo per favore di non confondere il lore con le regole.

Non sta scritto da nessuna parte che l'assassino debba essere membro di una gilda (si parla di un generico "gli assassini", potrebbe in teoria intendere proprio la CdP), né che non possa semplicemente essere un tizio abile (molto abile, e più specializzato del ladro medio) a tagliare la gola al prossimo.

Le descrizioni delle CdP sono, appunto, descrizioni, non regole. A livello di bilanciamento della classe hanno lo stesso valore delle illustrazioni.

Il Mago dell'Ordine Arcano obbliga il PG a pagare una retta periodica alla gilda. Questo è fra le regole, non nella descrizione.

In nessuna delle regole dell'Assassino sta scritto che deve essere membro di una gilda, né sono scritte le regole che tale ipotetica gilda dovrebbe seguire. In teoria io DM potrei dire che la fantomatica organizzazione "assassini" in cui il PG entra uccidendo una persona ha come unico scopo quello di coccolare gattini.

Fra l'altro, varrebbe anche la pena discutere quanto queste teoriche limitazioni di lore avrebbero senso, dato che il paladino e l'assassino hanno da lore limitazioni interpretative, mentre il mago e il pastore planare possono fare più o meno quello che gli pare.

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Cerchiamo per favore non non confondere il lore con le regole.

Non sta scritto da nessuna parte che l'assassino debba essere membro di una gilda (si parla di un generico "gli assassini", potrebbe in teoria intendere proprio la CdP), né che non possa semplicemente essere un tizio abile (molto abile, e più specializzato del ladro medio) a tagliare la gola al prossimo.

Le descrizioni delle CdP sono, appunto, descrizioni, non regole. A livello di bilanciamento della classe hanno lo stesso valore delle illustrazioni.

RAW, l'unico riferiemnto alla gilda è quell'ambiguo "Join the assassins" nei requisiti.

C'è anche da dire che non mi pare che nessuna classe con requisiti simili usi il termine Join.

Quanto al discorso del tagliagole, non penso che uno che fa semplicemente tanta pratica nell'uccidere furtivamente la gente impari spontaneamente a lanciare incantesimi arcani...

Però questa è una mia interpretazione, logica, a mio parere, ma senza alcun supporto da regole...

Il Mago dell'Ordine Arcano obbliga il PG a pagare una retta periodica alla gilda. Questo è fra le regole, non nella descrizione.

In nessuna delle regole dell'Assassino sta scritto che deve essere membro di una gilda, né sono scritte le regole che tale ipotetica gilda dovrebbe seguire. In teoria io DM potrei dire che la fantomatica organizzazione "assassini" in cui il PG entra uccidendo una persona ha come unico scopo quello di coccolare gattini.

Fra l'altro, varrebbe anche la pena discutere quanto queste teoriche limitazioni di lore avrebbero senso, dato che il paladino e l'assassino hanno da lore limitazioni interpretative, mentre il mago e il pastore planare possono fare più o meno quello che gli pare.

Anche io avevo delle perplessità su come si è finiti a parlare di Assassino come di una classe Power Player. Ma infatti io sostenevo che quelli della CdP fossero spunti, non limitazioni, e che trovavo un peccato che un master non li sfruttasse.

Poi, appunto, considerare le limitazioni interpretative atte a bilanciare le classi più sgrave, è senza senso, proprio perchè nessuno ne ha più del Paladino, che ha bisogno di tutto tranne che di limitazioni alla propria potenza...

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Continui a rispondere basandoti su argomenti inesistenti, tipo problemi di bilanciamento del gruppo (bilanciamento sociale?) e gilde che mandano un assassino da solo ad abbattere draghi (eh?).

non vedo dove siano gli argomenti inesistenti...

Il bilanciamento non solo è un problema esistente ma è anche l'argomento del topic.

Casomai non ho parlato di "bilanciamento sociale" ma è Mad Master che ha parlato di bilanciamento (non sociale) ottenuto tramite gli aspetti sociali delle CdP. Ed io ho replicato e spiegato perché tale bilanciamento non esiste (vedi anche sotto).

Quanto all'assassino mandato da solo ad abbattere un drago è un esempio di una missione che il capogilda potrebbe assegnare al PG e che secondo Mad Master dovrebbe contribuire a bilanciare la potenza della CdP (sostituisci il drago nell'arena con il mago_invincibile nella torre_antiassassini, se preferisci e nota che il punto è proprio in quel "invincibile" e "antiassassini"). Sono però d'accordo con te nel dire che non esiste proprio che il DM faccia una cosa del genere.

Quando l'assassino riceve la missione in solitaria ci sono due cose che potrebbero teoricamente (e solo teoricamente) dar noia al giocatore:

1) trovarsi a giocare da solo

2) trovarsi in difficoltà per la mancanza degli altri PG

ma

1) se il gruppo (DM in primis) avesse deciso che i PG non avranno missioni in solitario sarebbe un controsenso se il DM imponesse missioni in solitario solo perché il capogilda può farlo. Mentre se il gruppo avesse deciso che i PG possono avere missioni in solitario sarebbe un controsenso che un giocatore si consideri svantaggiato quando gliene tocca una. E comunque gli sarebbe potuta toccare qualsiasi classe avesse scelto con uguale probabilità (in ogni caso è il DM che decide, non c'è da tirare un dado percentuale ogni settimana). Infine, anche fosse, non è infastidendo il giocatore che si bilanciano le classi.

2) l'avventura in solitaria non deve mettere più in difficoltà il PG di quanto non farebbe un'avventura di gruppo. Le regole ci garantiscano che il livello di incontro sia appropriato al numero e livello dei PG presenti e che si tenga conto delle forze e debolezze delle classi e delle build (quindi i non morti per un ladro sono più pericolosi e devono essere usati con cautela). Il DM deve fare in modo che il giocatore si trovi davanti una sfida affrontabile e divertente (sempre che non se la cerchi) e dargli la giusta probabilità di successo.

Quindi isolare il giocatore non migliora il bilanciamento della CdP.

Infine il bilanciamento dovrebbe esserci guardando ogni round del combattimento o guardando il combattimento nel suo insieme o al limite guardando tutti i combattimenti della giornata. Ma certo non si può prendere in riferimento periodi molto più lunghi, tantomeno l'intero arco dei livelli 1-20+. Se nell'avventura A l'assassino risulta troppo forte non sarà in nessun modo bilanciato dal fatto che nell'avventura B risulti troppo debole... al contrario si avranno due sbilanciamenti che peggioreranno il gioco sia prima che dopo.

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@thondar: Stai continuando sulla stessa strada. Io non parlo di missioni in solitaria, che per me non esistono e non parlo di bilanciamento della CdP, che secondo me è tra le più scarse. Lasciamo stare.

Le descrizioni delle CdP sono, appunto, descrizioni, non regole

Dal manuale del giocatore:

Nessuno sceglie di essere un paladino. Diventare paladino significa rispondere a una chiamata e accettare il proprio destino. Nessuno, per quanto diligente, può diventare paladino con la pratica. La vocazione è o non è dentro di lui e non è possibile guadagnare la natura del paladino con un atto di volontà. E invece possibile non riuscire a riconoscere il proprio potenziale o rifiutare il proprio destino. Alcuni di coloro che vengono chiamati ad essere paladini possono decidere di rifiutare la chiamata e di intraprendere una vita diversa.

Seguendo questo ragionamento basta essere LB e chiunque, quando vuole, può decidere di biclassare a paladino tanto la descrizione non è una regola, giusto?

Un berserker furioso potrebbe combattere per necessità e in cuor suo disprezzare la lotta, malgrado la descrizione dica testualmente:

Per il berserker furioso la follia della battaglia è come una droga: deve trovare sempre nuovi scontri per placare la sua sete di sangue.

Io penso invece che ignorare la descrizione di una classe sia un modo molto comodo per fare Power play. Se ho i requisiti prendo livelli da ogni classe che mi sembra ****, e chi se ne frega se non hanno nessuna logica in ruolo.

Poi ripeto, io la mia l'ho detta e nei miei party funziona molto bene. Ho letto opinioni diverse dalla mia, le ho valutate, mi sembrano delle fesserie e va bene così. Si tratta solo di uno scambio di idee o mi sbaglio?

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Seguendo questo ragionamento basta essere LB e chiunque, quando vuole, può decidere di biclassare a paladino tanto la descrizione non è una regola, giusto?

Precisamente.

Mi sembra chiarissimo: c'è una sezione chiamata "regole di gioco" che spiega quello che è richiesto per diventare un paladino, e c'è scritto "allineamento Legale Buono", non "avere una volontà molto forte" o "essere chiamato da un avatar della divinità".

Le CdP hanno una sezione prerequisiti che indica a chiare lettere le caratteristiche richieste per diventare un membro di quella CdP. In nessuna di quelle sezione ho mai visto indicazioni caratteriali.

Certamente c'è chi ignora la descrizione delle proprie classi perché ostacolerebbe la sua build (e questo non significa necessariamente essere dei powerplayer, magari a uno piace una capacità, o gli piace buildare senza sforare i limiti imposti dal party).

E poi c'è chi ignora la descrizione delle classi perché non gli va di giocare macchiette che erano vecchie vent'anni fa, come il paladino unto del Signore o il berserker furioso che si diverte a sbudellare li orki kattivi (per fare due esempi contrari alla descrizione della classe e che pure funzionano senza problemi: Miko Miyazaki di Order of the Stick e Gatsu di Berserk).

Ad ogni modo siamo OT e il discorso è già stato sviscerato in passato, per cui sono d'accordo con il chiuderla qui, anche se sono un po' meno d'accordo con il definire "fesserie" e roba da powerplayer il giocare senza piegarsi ai soliti stereotipi triti, ritriti e tritati ancora una volta.

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Non si tratta di piegarsi a degli stereotipi. Ci sono millemila tra classi e CdP tra cui scegliere per ottenere il tipo di PG che si vuole sul lato interpretativo. Il problema è che GdR e Power Play spesso non vanno d'accordo e quindi fa comodo ignorare la descrizione della classe e prendere solo le capacità. Si può fare ma è una paraculata. Se ad uno piace la capacità di una classe ma non il concept della classe perchè gli sembra una macchietta, sarebbe intellettualmente più onesto creare una classe simile ma con un concept più adatto al proprio PG.

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