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Classe del popolano: impiego reale


FeAnPi
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La classe per PNG del popolano è stata evidentemente creata per rappresentare gli "inermes", i "laboratores", ovvero quanti nella civiltà medievale non portavano le armi e si limitavano a spaccarsi la schiena per permettere agli altri di tirare a campare.

Nelle intenzioni e nei modelli ideali, questi tizi non avrebbero mai dovuto impugnare un'arma.

E questo lo sapevo e mi andava bene prima di iniziare a studiare un po' approfonditamente le istituzioni militari medievali. Il risultato?

Nella prima parte dell'Alto Medioevo, quella direttamente successiva alle incursioni barbariche, l'esercito era formato dal popolo in armi; tutti, se erano atti a portare le armi, combattevano: dai quindici anni ai sessanta, salvo problemi di salute, erano tutti guerrieri. Facevano eccezione le donne, chiaramente.

Nell'epoca dei Pipinidi e poi dei Carolingi, sebbene inizi a strutturarsi una forza d'elite più sostanziosa, tutto il popolo rimane comunque teoricamente convocabile per combattere, e di fatto viene spesso chiamato alle armi. Altro che inermi contadinozzi.

Segue poi l'epoca delle invasioni ungare, saracene e vichinghe, durante le quali molto spesso sono i popolani a doversi organizzare e difendere per conto proprio visto che il potere centrale non interviene ad aiutarli.

Attorno all'anno mille si ha un'espansione delle terre abitate e coltivate, e da che mondo è mondo in un'epoca simile abitare in una zona di frontiera richiede una certa dose di resistenza e attitudine al combattimento.

Viene poi quell'epoca in cui, ormai, i comuni e il contado attorno ad essi sfornano fanti ben preparati, non solo in Italia ma anche nelle altre zone d'Europa. Mercenari, tafur, scorte armate, fanti svizzeri, arcieri inglesi, arcieri e balestrieri francesi sono solo alcune delle truppe "popolari" che si dimostrano competenti e letali nei campi di battaglia durante l'ultima metà del medioevo. In generale, tutti i popolani dimostrano di saper impugnare bene le armi, se le prendono in mano. Motivo per cui molto presto alcuni sovrani preferiscono far sì che non le prendano in mano.:lol:

In tutto questo le donne, quasi sempre escluse dagli eserciti e impossibilitate a prendere le armi, svolgevano comunque diverse mansioni domestiche e non (ad esempio, nell'ambito della lavorazione della lana a Firenze venivano impiegate anche le donne del contado, che svolgevano i lavori legati al pecoroso vello in aggiunta a tutte le loro altre incombenze).

Ora, il mondo di D&D (d'ora in poi mond&do) chiaramente non è l'europa medievale. E si potrebbe anche dire che in un mondo dove esistono divinità tanto interventiste, dove un tipetto minuto e con gli occhiali può dare fuoco a una capanna dicendo quattro fesserie e dove i draghi ci vanno pesanti col soffio la tripartizione della società in oratores, bellatores e laboratores può essere reale. O, quantomeno, può esserlo almeno riguardo ai laboratores.

Tuttavia, io mi chiedo se in una ambientazione un pochino più accurata dal punto di vista storico, più basata sul medioevo reale e più cruda e realistica non avrebbe senso rimuovere in toto la classe del popolano, sostituendola con quella del combattente e con quella dell'esperto. Se gli uomini erano egregi combattenti, infatti, le donne praticavano troppe mansioni per essere ridotte ai punti abilità del popolano; piuttosto, la classe dell'esperto rende meglio l'idea di quello che sapevano fare.

In questo modo, i popolani (ceto sociale) sarebbero resi con queste due classi, e differenziati rispetto ai combattenti di professione dal livello; fermorestando che un cavaliere sarebbe comunque un guerriero di 2° livello o più (erano combattenti iperspecializzati, e vivevano di scontri e razzie peggio di un party lamer ed eumate), un soldato professionista potrebbe essere un combattente di 2° livello o più, e un mercante o un artigiano capace un esperto di alto livello.

Che ne pensate?

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Tuttavia, io mi chiedo se in una ambientazione un pochino più accurata dal punto di vista storico, più basata sul medioevo reale e più cruda e realistica non avrebbe senso rimuovere in toto la classe del popolano, sostituendola con quella del combattente e con quella dell'esperto. Se gli uomini erano egregi combattenti, infatti, le donne praticavano troppe mansioni per essere ridotte ai punti abilità del popolano; piuttosto, la classe dell'esperto rende meglio l'idea di quello che sapevano fare.

In questo modo, i popolani (ceto sociale) sarebbero resi con queste due classi, e differenziati rispetto ai combattenti di professione dal livello; fermorestando che un cavaliere sarebbe comunque un guerriero di 2° livello o più (erano combattenti iperspecializzati, e vivevano di scontri e razzie peggio di un party lamer ed eumate), un soldato professionista potrebbe essere un combattente di 2° livello o più, e un mercante o un artigiano capace un esperto di alto livello.

Che ne pensate?

E per un ipotetico PNG bambino cosa useresti?

E se prendi un contandino che non ha fatto altro per tutta la vita, non potrebbe essere un popolano, magari non di 1° livello?

Nulla ti impedisce che la gente comune abbia la classe dell'esperto o del combattente, ma non credo tu possa nemmeno impedire che uno sia un contadinotto e basta.

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E comunque secondo me il fatto che negli eserciti vi fossero i contadini non vuol dire che questi fossero abili a combattere. Anzi, nella maggior parte dei casi erano considerati carne da macello, erano gli ultimi degli ultimi, e i primi mandati contro il nemico e in poche parole a morire.

Anche in d&d un popolano può combattere, non ne è particolarmente capace ma lo può fare, e secondo me rispecchia la persona che ha lavorato per tutta la vita e da un giorno all'altro, per necessità, è stata mandata in guerra come semplice soldato.

Per fare un esempio, nelle mie campagne se ci sono scontri tra eserciti, oltre a tutti i png e i pg capaci di fare di tutto, non credo di riuscire a costruire un esercito numeroso soltanto con i combattenti (persone che si sono addestrate al combattimento) dal momento che costituiscono una piccola parte della popolazione. Questi saranno reparti d'elite, mentre i popolani costituiranno il grosso degli eserciti.

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Anche le milizie possono essere rese in un certo modo, ad esempio dando qualche livello di combattente ad un popolano, giusto per simulare i mesi all'anno che passa ad addestrarsi, senza per forza eliminare la sua classe primaria...

Un personaggio con SOLO livelli da combattente è il tipico militare di carriera o mercenario, non certo un contadino addestrato...

Stessa cosa per l'esperto... Un villico che sa anche fare un mestiere o praticare un'arte può tranquillamente essere un multiclasse popolano/esperto...

E un popolano che salisse al rango nobiliare per meriti (tipo il Bertoldo delle novelle) sarebbe un multiclasse aristocratico...

E lo stesso vale per le donne... Giovanna d'Arco potrebbe tranquillamente essere una popolana/combattente, ad esempio...

Il bello del sistema della 3.x è la flessibilità, quindi usiamola...

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Beh, voglio dire... un personaggio di D&D tecnicamente non ha classe sino a che non raggiunge i 15+età iniziale anni, ovvero sino a che non entra nell'età adulta.:lol:

Quindi un bambino non lo considero, non ha neanche un GS...

Anche i contadini che non hanno fatto altro nella vita, in realtà, quando combattevano combattevano piuttosto bene: ci sono casi di bande mercenarie molto temute che sono state massacrate dai semplici contadini e montanari a lungo vessati dal loro operato. Ovvero, i popolani sapevano combattere, ma non lo facevano... spesso per mancanza di armi, o perché contrario all'etica del tempo. Ma quando prendevano le armi erano 'azzi amari.

Anche riguardo all'addestramento, in realtà, i popolani si addestravano all'uso delle armi. Chiaramente non avevano usbergo e armatura bianca, ma erano temibili quando usavano le armi inastate.

E in quei casi in cui il comune o il sovrano metteva a disposizione armi e armature per tutta la popolazione la loro forza diventava davvero notevole; tanto che a un certo punto i re di Francia, dopo aver armato la popolazione, preferirono disarmarla (temevano di anticipare di qualche secolo quel che sarebbe comunque successo a fine '700? molto probabile).

E riguardo alla loro scarsa efficacia... beh, negli ultimi mesi ho letto testi e testimonianze dell'epoca che mettono bene in evidenza come in realtà il peso della fanteria e dei "coscritti" (chiamiamoli così con un termine moderno) fosse considerevole. Semplicemente, le fonti dell'epoca non ne parlano perché per l'etica del tempo l'unico vero guerriero, chiamato lui solo "miles" (soldato), era il cavaliere.

Nel medioevo c'era un uso della violenza molto più diffuso che da noi. I vari tentativi di porre fine a questa "violenza diffusa" per farne uno strumento a usco esclusivo dei sovrani non fanno altro che metterne in evidenza la permanenza. ;)

Il problema, purtroppo, è che gli stereotipi sono duri a morire. E quelli sul medioevo ancor di più.

Edit: preferisco farli monoclasse, dopo aver riflettuto sull'idea del popolano/combattente o popolano/esperto, per depotenziarli. 1 DV da esperto o da combattente li rende meno forti di 2 DV, per quanto uno sia da popolano. Resistono troppo alle magie basate sui livelli.

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La forza dei popolani nel medioevo consisteva nella frustrazione, ma soprattutto sul numero. L'esercito che aveva più poveracci al suo interno molte volte era quello che vinceva il combattimento, dal momento che molte volte questo era una mischia brutale preceduta dal tiro degli arcieri e null'altro.

Poi, libero di fare come vuoi, io continuo a pensare che chi si è addestrato al combattimento prende livelli da combattente, chi invece è stato impiegato in lavori umili prende livelli da popolano. Essi chiaramente sono abilitati a combattere, e ancor più chiaramente sono più temibili con un'arma in mano piuttosto che senza. Rimane comunque il fatto che per ovvi motivi rimangono più scarsi degli altri.

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Il problema del popolano non è che è più scarso: è che è troppo scarso.

Un popolano armato come erano armati all'epoca avrebbe penalità assurde ai tiri per colpire in D&D.

Un popolano di 1° livello con l'alabarda, arma comune fra i popolani tedeschi, avrebbe un -4 ai tiri.

Io preferisco pensare alla classe del combattente come quella per chi sa combattere, e a quella del guerriero come la classe per chi sa combattere bene.

Ricorrendo poi ai livelli: chi si è addestrato è di livello più alto rispetto a chi sa combattere ma non ha mai preso parte a un'operazione bellica.

Quindi un semplice soldato comunale avrà un livello da combattente; un mercenario esperto avrà 2-3 livelli come combattente, e un cavaliere avrà 2 livelli da guerriero mentre gli altri membri della sua lancia saranno appunto combattenti di 2°. Chiaramente, un esperto soldato sarà di livello più alto.

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Non si combatte in maniera decente senza addestramento e cultura guerriera. Le arti marziali non hanno nulla di improvvisato.

Anche tra i romani, ai tempi dei sette re, la coscrizione era generale. Solo che c'era differenza tra le truppe d'elite: i ricchi che dovevano per censo attrezzarsi con spada, lancia, corazza eccetera; i proletari della quinta classe, che dovevano andare in battaglia come gli altri, erano ovviamente esentati dal portate equipaggiamento che non avrebbero potuto procurarsi - e infatti usavano sassi, bastoni e tanta voglia di menar le mani.

Possiamo immaginare quelle antiche battaglie come gigantesche e violentissime risse.

Ma il livello dell'addestramento era bassissimo: uno di quei popolani, di fronte a un vero guerriero addestrato - un nobile del basso medievo, o un samurai, o un gladiatore di Roma imperiale, o uno spartiato - sarebbe stato fatto a pezzi in un istante.

Essere chiamati a far parte di una milizia non significa ricevere addestramento militare. Se vai in battaglia, con il tuo forcone o il bastone, combatti al meglio delle tue possibilità, e magari puoi anche ammazzare diversi avversari scarsi come te, o uno abile se sei in venti contro uno. Ma questo non fa di te un guerriero, neanche per sbaglio: un militare vero con un'addestramento decente ti renderà carne trita senza scampo.

Un popolano armato come erano armati all'epoca avrebbe penalità assurde ai tiri per colpire in D&D.

Un popolano di 1° livello con l'alabarda, arma comune fra i popolani tedeschi, avrebbe un -4 ai tiri.

Io preferisco pensare alla classe del combattente come quella per chi sa combattere, e a quella del guerriero come la classe per chi sa combattere bene.

Ricorrendo poi ai livelli: chi si è addestrato è di livello più alto rispetto a chi sa combattere ma non ha mai preso parte a un'operazione bellica.

Quindi un semplice soldato comunale avrà un livello da combattente; un mercenario esperto avrà 2-3 livelli come combattente, e un cavaliere avrà 2 livelli da guerriero mentre gli altri membri della sua lancia saranno appunto combattenti di 2°. Chiaramente, un esperto soldato sarà di livello più alto.

Qua centri il punto. Un miliziano non riceve addestramento neanche vagamente decente. Se riceve un addestramento.

Essere obbligati a tenere un'alabarda in mano, e ad usarla, non significa saperla usare. Il -4 al TxC è il minimo.

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So di che parli, Ji ji, perché l'ho studiato verso Marzo.

Tuttavia, fai l'errore di presupporre che nel medioevo non vi fosse una cultura guerriera: l'etica guerriera era esclusivamente dei nobili, dei bellatores e milites, ma l'esercizio della guerra era roba comune anche per i popolani.

E già dal VII secolo vediamo che i nullatenenti non usano più bastoni e sassi, ma arco e frecce, quelle che in D&D sono armi da guerra. E si esercitavano nel loro uso.

In termini di D&D, la vera differenza, oltre ai livelli, la fa l'equipaggiamento: un fante povero, dotato di un'armatura di cuoio, ha una CA media di 12. Un ricco cavaliere, con armatura completa e scudo pesante in metallo, ha una CA attorno al 20. Oltre al vantaggio del cavallo.

I popoli in armi storicamente sono molto ignorati dalla "massa", anche se studiando la storia si scopre che sono stati quasi sempre loro a fare la differenza e che, quando i combattenti ultra addestrati si sono scontrati coi popoli in armi (come erano gli Spartani, fra l'altro) hanno perso miseramente quasi sempre.

La differenza fra guerriero e combattente serve a questo, in D&D: il guerriero è colui che ha imparato le finezze della guerra (talenti bonus, DV più alto), il combattente uno che sa combattere in maniera forse non troppo raffinata, ma efficace.

L'addestramento decente, dal mio punto di vista, non è saper impugnare l'arma, ma avere in termini D&Dari i vari arma focalizzata, maestria e attacco poderoso, ovvero i talenti che ti concedono di combattere al meglio.

Cosa che anche un combattente può fare... ma meno bene rispetto a un guerriero. Il che rende bene la realtà, per una volta in D&D.:lol:

Per questo penso che il combattente vada bene per indicare il popolo di un'epoca in cui, salvo alcune eccezioni, tutti quanti maneggiavano le armi che capitavano loro sottomano: i popoli si addestravano, eccome se si addestravano. E in tale ottica il combattente semplice, con un solo livello, permette di creare PNG più adatti a indicare quel livello di potenza rispetto a un popolano con 2 livelli, o a un multiclasse popolano/combattente, perché questi resistono troppo agli effetti basati sui livelli.

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Mi intrometto solo per dire che tu hai citato Sparta, dicendo che era un popolo in armi che faceva la differenza. E ci credo!!

Ogni spartano veniva inserito in una caserma a 7 anni, a 19 veniva spostato nell'esercito vero e proprio, e solo a 30 anni era libero di costruirsi una famiglia e di lavorare. Per non parlare del fatto che chi non era idoneo fisicamente alla nascita veniva lasciato morire. Se non avevano livelli da combattente loro XD

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Per loro direi pure che i livelli erano da guerrieri. E che ne avevano più d'uno.

Ma, in generale, gli Spartani erano solo il caso più eclatante di "popolo in armi".

In un caso del genere allora anche il più schiappa sarà un guerriero o un combattente di 1°. Non capisco il desiderio di abolira in generale io...

Un popolano armato come erano armati all'epoca avrebbe penalità assurde ai tiri per colpire in D&D.

Un popolano di 1° livello con l'alabarda, arma comune fra i popolani tedeschi, avrebbe un -4 ai tiri.

Scusa, ma la tua visione delle cose è molto ristretta. Dimentichi che i PG hanno anche i talenti per dirne una. Se vuoi emulare i contadini tedesci, con uno dei loro DUE talenti del 1° livello, avranno preso la competenza nell'alabarda. Non capisco proprio il problema.

E resta il fatto che un popolano di 10° sarà certamente meglio di un combattente di 1°, nonostante la scarsezza del popolano.

Come già detto poi, i multiclasse sono un'ottima opzione per emulare la cosa. Se te preferisci farli multiclasse, è una limitazione che ti autoimponi. Però non lamentarti di non riuscire a emulare la cosa.

Beh, voglio dire... un personaggio di D&D tecnicamente non ha classe sino a che non raggiunge i 15+età iniziale anni, ovvero sino a che non entra nell'età adulta.:lol:

Quindi un bambino non lo considero, non ha neanche un GS...

Sì beh, questo vuol dire proprio parlare stando appicciati alle regole...Quindi tutti i bambini umani da 15 anni in giù per te sono identici? Non può esistere un bambino precoce, come uno stregone che manifesta i primi poteri a 10 anni? Le età sono cose indicative per dare un'idea dell'età, ma non c'è scritto da nessuna parte che non possa esistere un bambino prodigio di 10 anni.

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Klunk, per piacere... non fare il Mr. Puntiglio, dai. ;)

Il mio problema è che voglio evitare i personaggi con troppi livelli: un personaggio di 5°, infatti, inizia già ad avere abilità "inumane", ovvero punteggi che lo portano ad andare oltre ciò che un comune mortale può fare.

Perciò, un PNG di 4° sarà un individuo molto forte. Non posso mettere i semplici soldati coscritti come biclasse di 2° livello, perché allora ho meno spazio per "giostrarmi" i livelli delle truppe davvero d'elite.

Riguardo alla storia dei bambini, poi, scusami: nessuno vieta che possa esistere un bambino prodigio, anzi... ma se è un prodigio, semplicemente, non ha la classe del popolano.:lol:

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1) stando al manuale, il miliziano di leva è un popolano, ma il combattente mercenario, o il "combattente di leva proveneinte da terre dove i conflitti sono frequenti" è un combattente.

I popolani tedeschi avevano un certo addestramento, e probabilmnte andavano in matteglia con una certa frequenza, ergo, sono combattenti...

Ilm popolano è IMHO l'individuo che non ha mai avuto neanche il bisogno di combattere, come ad esempio un contadino proveniente da una terre pacifica, dove non ci sono guerre, e le razzie dei briganti sono rare...

2)Riguardo ai multiclasse, io non sono proprio d'accordo: stando al meccanismo del popolano/combattente anche tutti i maghi dovrebbero essere dei popolani1/maghi x...

Io ricordo che una volta pensando ad una campagna con dei soldati, avevo preso in considerazione l'idea di prermettere delle trasformazioni di classe:

le nuove reclute erano popolani 1, divebntavano combattenti1 dopo un certo addestramento, ed una volta divenuti dei veterani, potevano addirittura diventare dei guerrieri di primo livello...

Ma questo è OT

Il mio problema è che voglio evitare i personaggi con troppi livelli: un personaggio di 5°, infatti, inizia già ad avere abilità "inumane", ovvero punteggi che lo portano ad andare oltre ciò che un comune mortale può fare.

Perciò, un PNG di 4° sarà un individuo molto forte. Non posso mettere i semplici soldati coscritti come biclasse di 2° livello, perché allora ho meno spazio per "giostrarmi" i livelli delle truppe davvero d'elite

Per questo ci sono delle linee guida sull'heroes of battle..

Mi pare di ricordare che in quel manuale sia più o meno così

Miliziano: combattente di primo

Soldato: guerriero di primo

Soldato veterano guerriero di secondo

Soldato d'elitè: guerriero di quarto

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Klunk, per piacere... non fare il Mr. Puntiglio, dai. ;)

Il mio problema è che voglio evitare i personaggi con troppi livelli: un personaggio di 5°, infatti, inizia già ad avere abilità "inumane", ovvero punteggi che lo portano ad andare oltre ciò che un comune mortale può fare.

Perciò, un PNG di 4° sarà un individuo molto forte. Non posso mettere i semplici soldati coscritti come biclasse di 2° livello, perché allora ho meno spazio per "giostrarmi" i livelli delle truppe davvero d'elite.

Riguardo alla storia dei bambini, poi, scusami: nessuno vieta che possa esistere un bambino prodigio, anzi... ma se è un prodigio, semplicemente, non ha la classe del popolano.:lol:

Beh il mr. puntiglio mi sembri tu :-p

Sei tu che impedisci a un umano di meno di 15 anni di avere una classe perché il manuale dice che l'età base è 15+

Ad ogni coso, per il discorso dei livelli, quello che intendevo è questo:

Se il tuo problema è che un popolano di 1° non rappreseti il classico "coscritto", forse un popolano con qualche livello in più potrebbe raprresentarlo senza ricorrere a multiclasse o ad altre classi..

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Il mio problema è che voglio evitare i personaggi con troppi livelli: un personaggio di 5°, infatti, inizia già ad avere abilità "inumane", ovvero punteggi che lo portano ad andare oltre ciò che un comune mortale può fare.

Perciò, un PNG di 4° sarà un individuo molto forte. Non posso mettere i semplici soldati coscritti come biclasse di 2° livello, perché allora ho meno spazio per "giostrarmi" i livelli delle truppe davvero d'elite.

Se il problema è solo il livello troppo alto mi pare che nella Guida del DM 3.0 (nella 3.5 è sparito) ci sia un paragrafo che spiega come creare pg biclasse di 1° livello.

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Stavo scherzando, Klunk. E mica impedisco a un bimbo di avere livelli di classe, anzi... ma quel che dico è che ha poco senso proporre quella del popolano come classe per i bambini: se un bambino è tanto speciale da avere una classe, ed è un bambino prodigio, dubito che lo sia nel campo del non saper fare nulla. O è una star di un qualche reality, oppure dubito che il popolano sia un prodigio.

Di dare ai popolani più livelli non se ne parla proprio: i dati che ha fornito Hinor Moonsong mettono bene in evidenza come la progressione di livelli da me ipotizzata non sia affatto campata per aria. Un popolano di 3-4° livello è poi eccessivo, perché diventa più resistente a un mucchio di magie. Immagina solo che contro un wight durerebbe di più rispetto a un PG di 2° livello! Mi serve che i soldati sappiano colpire altri soldati, non che siano superiori a un avventuriero.

Il passo del manuale del master citato da Hinor, poi, risolve bene il problema: in un mondo medievale duro e crudo, dove per un motivo o per l'altro un contadino deve imbracciare con una mano la zappa e con l'altra la lancia, il popolano non ha ragion d'essere. E nel mondo medievale, praticamente, non c'era anno in cui non ci scappasse qualche guerricciola o razzia nelle stagioni calde.

Sono poi contento di scoprire che il meccanismo di "evoluzione" del popolano in altre classi non l'ho pensato solo io! :lol:

Ma siamo OT.

Quel che conta è che anche da manuale in un mondo simil-medievale e non simil-medievaleggiante-hollywoodiano il contadino è un combattente piuttosto che un popolano.^_^V

Edit: biclasse di 1° livello? -_-

Conosco solo i gestalt/eccelsi, e sono comunque troppo potenti per quel che ho in mente, anche se ammetto di averli presi in considerazione una volta... e poi, in ogni caso, il biclasse di 1° elimina di fatto il popolano, perché se sei popolano/qualsiasialtraclasse godi solo dei privilegi della qualsiasi altra classe al posto di quelli, assenti, del popolano.

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So di che parli, Ji ji, perché l'ho studiato verso Marzo.

[...]

Probabilmente traduciamo in termini di gioco secondo considerazioni diverse.

Il popolano senza addestramento, o con due pomeriggi di addestramento date dai sergenti del duca, realisticamente non hanno nessuna abilità in più di una persona che non ha mai tenuto una lancia in mano. Quindi per me è un comune popolano.

Ma giustamente parli di archi. Puoi prendere un contadino e madarlo in prima linea a caricare con una lancia senza nessun addestramento e qualcosa combinerà (se sono in tanti, anche un discreto macello); invece non puoi far tirare con l'arco senza addestramento, perché è inutile e anzi rischi che le frecce arrivino ne didietro dei tuoi fanti.

Allora il duca addestrerà gli arceri e non i fanti. Alcuni popolani saranno competenti nell'uso dell'arco. Lungo, corto? Va beh, è un gioco, facciamo lungo... nella realtà tendere un arco lungo inglese è possibile solo con un lungo ed impegnativo addestramento specifico per la tensione incredibile del nerbo. Ma ripeto, è un gioco e dobbiamo trovare la giusta meccanica, non il giusto compromesso con il realismo che è inadatto a D&D.

Potremmo creare due classi: popolano normale e popolano arcere (o popolano e miliziano) dando alla seconda la competenza negli archi corti e lunghi.

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Ma mica si addestravano due giorni. ^^

So bene quanto sia difficile maneggiare un'arma come si deve: prima di imparare a far ruotare come si deve una spada mi sono riempito di botte, e prima di imparare a fare l'otto rovesciato con la katana mi sono beccato un taglio sulla mano molto brutto. Ho ancora la cicatrice a più di otto mesi di distanza. :lol:

(ma far roteare due spade a una rievocazione storica non ha prezzo, specialmente davanti a uno che si è appena lamentato del peso delle suddette spade :lol:)

E, soprattutto, so bene come anche un'arma da mischia, se usata male, possa essere pericolosa: rischi di colpire chi ti sta vicino, specialmente se combatti in una formazione serrata come quelle che da che mondo e mondo i fanti popolari hanno usato.

In Germania, riferisce Machiavelli (ma qui siamo a fine medioevo) ci si addestrava ogni settimana, la domenica, come svago.

Il problema è che tu ed altri, Ji ji, pensate al popolano come a uno che non maneggiava mai le armi.

E' l'immagine che il medioevo ha lasciato di sé.

Io, fonti e studi alla mano, ho scoperto invece che il popolano le usava eccome le armi. Non aveva l'armatura bianca e la spada a due mani, ma sapeva usare quel che aveva sottomano. E se il suo comune/monarca/vescovo/signore gli dava un'arma particolare, imparava presto a usarla.

Il che, in D&D, si traduce in competenza automatica, a meno che non si vogliano dare ennemila talenti bonus al popolano.

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In Germania, riferisce Machiavelli (ma qui siamo a fine medioevo) ci si addestrava ogni settimana, la domenica, come svago.

Il problema è che tu ed altri, Ji ji, pensate al popolano come a uno che non maneggiava mai le armi.

E' l'immagine che il medioevo ha lasciato di sé.

A questo punto devo chiederti le fonti. Cosa intendi per popolano. Quando, dove e con che modalità gli eserciti erano formati da milizie. Italia? Germania? Isole Britanniche? Alto medioevo, basso medioevo, feudalesimo, comuni? In cosa consisteva l'addestramento, con che armi, con che organizzazione militare e inquadramento di battaglia.

Come mai ad esempio Eileen Power, nel suo celebre Vita nel Medioevo, sostiene che il contadino Bodo, archetipo del contadino del 1200, la domenica andava a messa, a ballare sul sagrato e in definitiva si dedicava al riposo e ai suoi semplici svaghi?

Capisco che sia una cosa lunga e complessa, ma ha due motivi:

- capire quanto fosse comune che i popolani medioevali (che può voler dire qualsiasi cosa) fossero soldati, e come mai il medioevo abbia un'immagine diversa in molti autorevoli studi

- capire precisamente le caratteristiche di questi popolani miliziani per tradurle per bene nelle meccaniche di D&D

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      Manuali concessi:
      quelli base più i vari perfetti (avventuriero, sacerdote, arcanista ecc..)
      quando vi proponete, provate a pensare a un ipotetico personaggio, entro fine settimana verrà stabilito il gruppo di partenza.
      per qualsiasi altra domanda, sono a disposizione.
      Non fatevi ingannare dai pochi messaggi che ho postato, purtroppo il mio vecchio account è andato perso.
      Vi aspetto
    • By supremenerd88
      Ciao a tutti!
      Qualcuno di voi che gioca su Roll20 come ha risolto la questione di come gestire le varie forme selvatiche del druido? La soluzione di creare una scheda per ogni forma selvatica mi sembra improponibile (finchè si è sotto la decina è anche proponibile ma poi?)
      Grazie di cuore.
    • By MadLuke
      Ciao,
      sono il master della campagna D&D 3.5 Il destino dei guerrieri già avviata con ambientazione artigianale ispirata a Gengis Khan e alla Mongolia del XII sec. I personaggi sono tutti barbari (nel senso culturale del termine) appartenenti a una tribù di nomadi.
      Sono ammesse tutte le classi e varianti di qualunque pubblicazione ufficiale WotC (del ToB solo il Warblade però) ma non esistono gli incantesimi, per cui di fatto tutte le classi incantatrici non sono giocabili (ma ci sono PnG druidi e sciamani) mentre abbondano barbari (in senso regolistico), guerrieri, ranger, ladri selvaggi, ecc.
      Nella campagna sono in uso le regole opzionali descritte in Unearthed Arcane: Punti Riserva, Armature con riduzione del danno e Punti danno.
      Infine: chi volesse unirsi alla campagna deve avere ben chiaro che per me il PbF non consiste semplicemente nel mettere per iscritto le frasi che si sarebbero dette se si fosse giocato normalmente al tavolo, bensì richiede la volontà (nonché il tempo e anche la capacità) di partecipare alla stesura di un "romanzo", un romanzo senza dubbio dilettantistico, ma pur sempre un romanzo, perciò nei post ci saranno non solo le mere azioni meccaniche dei personaggi bensì descrizione dei luoghi, le atmosfere, gli stati d'animo e le suggestioni che ne possono derivare.
      Per chi ha parimenti voglia di giocare a D&D così come di scrivere, questa è la campagna giusta, diversamente non si può fare parte del gruppo.
      Essendo rimasti solo 3 PG sto cercando almeno un paio di nuovi giocatori, chi volesse proporsi dovrà giocare solo poche settimane con un personaggio elfo selvaggio già mezzo creato (l'altra metà si può personalizzare), così da consentire la conoscenza reciproca tra tutti i giocatori e poi potrà creare un personaggio interamente proprio per contribuire liberamente alla campagna.
      Ciao, MadLuke.
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