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Dragons´ Lair

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  1. Ultima ora
  2. No figurati, è un discorso interessante. Oggi che cosa usi?
  3. Nel bosco Gli uomini in effetti scuotono il capo "Se non contiamo gli indiani, la città più vicina è a nord ovest, a parecchie miglia da qui. Si può andare a piedi ma ci vogliono dei giorni per arrivare. Comunque per andarci non sarebbe passato di qui" Intanto uno finalmente si alza e si avvicina a Josek "Tu sei quello nuovo, eh? 'spetta che ti do gli attrezzi che ti servono" Cerca un po', impreca, poi finalmente torna con un'ascia con la lama protetta da una custodia di cuoio, una sega a mano malmessa, un rotolo di corda, un sacchetto di juta da qui sporge un martello e dei vecchi guanti sporchi "Ecco qua! Con il casino che stanno facendo gli indiani secondo me in questi giorni si lavorerà poco, ma se vuoi guadagnare qualche soldo fai pure. Ecco, laggiù c'è una via da dove stiamo pulendo il bosco. Tu taglia e accatasta e dai sempre una voce quando abbatti o ti sposti. Chiaro?" Col Rabbino "Molto bene, cara Rivka. Conosci bene il libro e i suoi significati" si congratula con te. Ti chiede anche di restare a dare una mano a sistemare, e quando restate soli cambia espressione. Ora sembra cercare di scrutare dentro di te con attenzione "Non posso ignorare il fatto che tu sia una perfetta sconosciuta, arrivata ieri qui a Kest. Però forse tutto ciò è provvidenziale. Dimmi, Rivka: tu conosci la legge del Signore e gli atti del nostro popolo. Ma ci credi? Credi veramente in quello che trovi nelle scritture?"
  4. Eleanor Studridge Certo ha il diritto di difendersi ma un conto è se da ora in poi vivesse una vita diciamo normale , ma siccome volete farla venire con noi ad ogni costo mentre andiamo a combattere i demoni , non credo che dargli qualche rudimento di combattimento serva molto e per gente che non sa on puo combattere nascondersi o fuggire è l'unica opzione...rispondo a Mako io continuo a ripetere che dovremmo lasciarla da qualche parte a vivere una vita normale , non dico al primo che capita , ma la nostra diciamo priorità nei suoi confronti sarebbe cercargli una casa nuova per il suo bene , io proprio non capisco questa vostra fissazione a volerla incorporare nel nostro gruppo... detto questo non ho la forza per oppormi alle vostre decisioni...perciò ve la vedrete con la vostra coscienza quando succederà il peggio...
  5. Potrebbe anche avere un Senso che preparo una serie di "PG Pregens" prefabbricati, così si chiarisce meglio anche il Livello, sia "Tecnologico Avanzato" sia di "Potere Intrinseco In-Game" dell'Equipagiamento, Poteri e Skillset di tipo "Postapocalittico Moderno Terrestre". . .!!
  6. @Kalkale Così ad occhio, dato lo Stile "Palazzo Imperiale Del Drago Di Giada Cinese" come Vestiario, ci vedo molto di più dei "Kuang-Shi" più Elevati e Potenti; non è facile inquadrare tali Mostri Nonmorti della Tradizione Orientale, i più "Basici & Elementari" sono "Grotteschi Zombies Mummificati" ma quelli più "Possenti & Elevati; Di Sangue Aristocratico O Alta Sapienza In Vita" sono praticamente "Vampire Lords" o proprio "Semidei Della Morte". . . . . . . . Ma è sempre "Halfling Reborn, Ex Cameriera Fidata Di Una Principessa Elfica, Unica Sopravvissuta Di Isola Verdeggiante Recentemente Riemersa" come Caratterizzazione di Background, oppure cambi qualcosa anche di quella Storiografia Passata. . .?? @Rafghost2 Che ne dici se il Tuo PG sia la Figlia (Prediletta ? Rinnegata ??) del più Potente ed Influente "Capo Clan Duergar" dei Minatori che scavano nelle "Viscere Sommerse" del Lato Subacqueo di "Grande Madre Krakatonga". la Testuggine Dragona "Continente Senziente Mobile". . .?? @MattoMatteo , @Massimo_79 , @Monkey77 Anche per i Vostri PG potrebbe avere Senso, nel Contesto della Campagna, che siano, SIA per "Abilità Riconosciuta" SIA per "Nobile Sangue Di Stirpe Famosa" da considerare tra "I Potenti & Sapienti Del Mondo" (almeno tra "Le Genti Di Superficie Con Una Cultura" dato che gli Schiavisti Tirannici ed i Cannibali Pazzi Predoni poi Vi considerebbero al massimo "Minaccia Prioritaria"). . .?? . . . . . Anche solo per far si che nel Roleplay i "Capi Comunitari" (Capitani-Governatori di Navi-Città, Gran Druidi Gerofanti di Isole Verdi Galleggianti, Ammiragli Di Flotte Nomadi) non possano trattarvi con la tipica sufficienza che in D&D i "Notabili" riservano anche agli Avventurieri di Alto Livello. . .!!
  7. Oggi
  8. Ottima idea fare questo aggiornamento. In realtà io conosco monkey in real e l'avevo già aggiornato. 😁
  9. @Monkey77 (e @Albedo per conoscenza) Ho letto "i tuoi pensieri" in cui parlavi del potere di 2 anelli immagino di Eri. Non essendoci tu dall'inizio, volevo mettere in risalto un paio di considerazioni che il tuo personaggio, essendo con noi dall'inizio, potrebbe sicuramente fare: Eri è stata trovata svenuta in un villaggio distrutto da una esplosione dove sono morti tutti tranne lei. Alcuni di noi (in realtà i PG che hanno lasciato la gilda) pensano che sia stata lei, inconsciamente, a creare l'esplosione. Quindi potrebbe essere che: 1) uno di quegli anelli abbia effettivamente il potere di creare un'esplosione; 2) al contrario l'esplosione l'ha creata qualcun'altro ma uno di quegli anelli l'ha protetta. Poi si possono fare altre considerazioni, ma queste sono proprio basilari (e forse per questo troppo banali)
  10. Un rapido ma approfondito esame vi conferma che nessuno tra voi ha gli oggetti di cui parla la creatura.
  11. Narcyssa Sono distratta dal simbolo di Hextor, così interrompo Ed senza quasi ascoltare cosa sta chiedendo all'ex sacerdotessa "Perché c'è ancora magia su quella porta?"
  12. Mi unisco un po' tardi alla discussione, scusate ma mi era proprio sfuggita! Sono stato a Umbriacon lo scorso anno e confermo che (purtroppo per me) è maggiormente orientato alla "cultura pop", il che tradotto in termini imprenditoriali per gli organizzatori significa molti stand di carte di Magic e di Pokémon, stand per la vendita di pupazzi, action figures e simili, nonché ovviamente cultura giapponese e K-Pop. Siccome ho girato tutti i padiglioni, in ambito "ruolistico" ho visto giusto uno, forse due stand di vendita di giochi di ruolo, e per quanto riguarda il gioco vero e proprio ho individuato 3-4 tavoli liberi all'uso ruolistico posizionati in un angolo dimenticato, dove alcuni valorosi giocavano a GDR vari (D&D sicuro, forse ho visto anche Vampiri) nella confusione generale. Quindi no, salvo non sia cambiato qualcosa quest'anno, NON c'è un'area dedicata al gioco di ruolo, cosa che invece paradossalmente ho trovato a Tiferno Comics (Città di Castello), molto più piccola ma con un intero piano di un palazzo con tavoli dedicati ai giochi di ruolo, ai giochi da tavolo e ai giochi di miniature... Detto questo, io forse ci sarò, sebbene in caso per lavorare ad uno stand. Indagherò per scoprire se è cambiato qualcosa e vi aggiornerò in questa discussione. Non sono ottimista, ma la speranza c'è! P.S. Sono di Perugia, e confermo che il nome è assolutamente ambiguo! 😂
  13. Mevrah , the Witch @ DM Vediamo , sono una guaritrice e una P******a di un certo talento... ma sopratutto sono una strega e sono senza voler peccare di superbia molto molto intelligente... posso essere utile in svariati modi comprese missioni di infiltrazione... Mio padre mi ha mandata , sopratutto perche non ci sopportiamo molto e lavorare insieme è sempre stato un problema , per aiutare in previsione dell'attacco alla città e per diciamo sollevare il morale delle truppe...e con l'incantesimo giusto posso diventare di taglia grande per alcuni minuti cosi da poter soddisfare anche chi è più grande di me...
  14. Freydis del clan dell'orso nero Ancora inebriata per la battaglia faccio poco caso ai guerieri del villaggio che esultano finche Flint non me lo fa notare... Alzo le braccia l cielo in segno di vittoria e lancio un forte urlo di esultanza... ABBIAMO VINTO...urlo a pieni polmoni...GLORIA PER TUTTI NOI E MORTE PER I NOSTRI NEMICI... poi mi dirigo a grandi passi verso i guerieri per festeggiare...
  15. Per me è indifferente il livello sia basso che medio alto va bene , e come sistema anche se non ventilato mi piacerebbe pathfinder , ma mi adeguo a restare con la 3.5 se a tutti va bene .
  16. Sotterraneo Il colpo secco di Aslaug sulla porta della cantina risuona più forte di quanto dovrebbe, rimbalza sulle pareti umide del corridoio e muore senza risposta. Nemmeno un topo decide di farsi vivo. Il silenzio torna a chiudersi su di voi, compatto e ostinato. Karl alza la lanterna come richiesto, proiettando una luce incerta sulle superfici rovinate mentre Aslaug si sposta verso la grande porta del tempio occulto. Il legno è più spesso, rinforzato, ma segnato dall’umidità e dal tempo. Intagli corrosi decorano l’architrave e i battenti: simboli geometrici, cerchi spezzati, figure ormai quasi cancellate. Avvicinandovi, riuscite a distinguere alcuni frammenti di scritte incise nella pietra attorno alla porta. Il latino è incompleto, consumato, ma il senso generale emerge: è una preghiera di protezione. “… custodi nos in tenebris …” “… ab insidiis et voce mendaci …” “… claudatur porta, maneat sigillum …” Aslaug si abbassa e accosta l’occhio allo spioncino della serratura. @Ladon Aslaug Dall’altra parte non c’è buio completo. Da quanto puoi vedere dal tuo limitato punto di vista, in fondo alla stanza, nell’angolo sinistro, si intravede una luce verde innaturale, che è ormai familiare perché simile a quella che ha rapito Gustav. Il contrasto tra l’oscurità dell’interno e quella luce rende difficile capire altro: la distanza è notevole, e non riesci a percepire da cosa provenga la luce. Elsa, dopo un rapido controllo con la torcia lungo le pareti e il pavimento davanti alla soglia, non nota nulla di immediatamente anomalo. La porta del tempio, però, è chiusa. E dall’interno, non arriva alcun suono.
  17. Ieri
  18. Keidros inizia a sentire i colpi della creatura, e la voce nella testa acuisce il dolore, ma in un attimo di lucidità si rende conto che se retrocedesse lascerebbe Eulith senza difese. Evoca un'alone di armatura intorno a se e chiude le distanze col mostro. Jebeddo non si sente da meno e sperando che arrivino presto rinforzi fiancheggia la creatura approfittando del vantaggio Armatura di Agathys per Keidros. Guadagna 10 pf extra e finché ha pf extra ogni attacco che lo colpisce causa 10 danni all'attaccante. Jebeddo fa 2 attacchi con lo stocco con vantaggio (txc +7 e 1d8+6 danni)
  19. Ho trovato questo su un forum e da come scrive Curtis sembra essere uno dei creatori del gioco:
  20. Ci mettiamo a fare la gilda e discutere li?
  21. Ciao a tutti !! Ho letto il topic sulle schede!! Sembra tutto molto semplice , mi gusta parecchio!!
  22. Capito, penso... Cosa è quel coso viola in mezzo alle scheda?
  23. Decidiamo di tentare il tutto per tutto fronteggiando Gavigan, ma le cose prendono una piega inaspettata. Gli investigatori decidono di mettersi sulle tracce di Edward Gavigan, confidando di riuscire a mandare all'aria i suoi piani. In un certo senso ci riescono, ma le conseguenze sono totalmente inaspettate… e potenzialmente fatali per l'intero gruppo. Dal diario di Nicholas "Nick" Carter 1925, 12 febbraio Dopo quanto accaduto a Derby troviamo rifugio in una magione lungo la costa nelle East Midlands, ospiti ancora una volta del nostro benefattore Arthur Vane. Qui possiamo riposare al sicuro, e cercare di unire i puntini. Riesaminiamo il Blueprint di Gavigan rinvenuto alla fabbrica e prendiamo nota delle annotazioni appuntate da Edward Gavigan (la calligrafia combacia con la lettera che ci ha fatto recapitare a Lesser Edale): "Mombasa Imports", "Come profetizzato da Nitocris", "Nyarlathotep", ed altre cose che ci sono incomprensibili… un altro dettagli ci salta all'occhio: il progetto della bomba è firmato "Vipera Pallida", pseudonimo ben noto a Hector Torres Rojas. Il nostro nuovo compagno, infatti, indagando su Gavigan per conto del detective James Barrington ha scoperto che l'autoproclamato investigatore era solito firmare con questo nome i fascicoli dei casi da lui risolti (che ego maniaco!). Sappiamo che Gavigan non alloggia a Londra, dunque chiediamo al maggiordomo di Lord Vane di mettersi all'opera per scoprire dove si trova la "Misr House" indicata nel blueprint. Sospettiamo, infatti, che possa essere la base operativa di Gavigan. 1925, 16 febbraio Il maggiordomo impiega ben quattro giorni per risalire, tramite lo spedizioniere della Handson Manufactoring, all'indirizzo esatto di questa dimora. Assieme al maggiordomo, torna a casa anche il nostro ospite. Lord Vane ci convoca per ragguagliarci sulla gravità della nostra situazione: solo grazie alla sua influenza è riuscito a non far ancora diramare un dispaccio indirizzato a Scotland Yard nel quale veniamo individuati come i piromani che hanno incendiato la Handson, e Gavigan ha sporto denuncia contro di noi! Ci consegna quindi una busta contenente un salvacondotto che ci permetterà, in qualsiasi momento ed in qualsiasi situazione, di lasciare il Regno Unito. Il maggiordomo ha avuto successo nella sua missione: apprendiamo che Misr House, in passato nota come Over View, si trova nella contea di Hessex, in un'area costiera dove due i delta di due fiumi si incontrano a formare un isolotto. Inoltre, si è imbattuto in Zahra Shafik: la donna desidera incontrare da sola le tre avventuriere facenti parte del nostro gruppo, ed ha fissato un appuntamento per la sera a venire al North Bar di Denver. Ricordiamo che al Blue Pyramid Zahra parlava a Gavigan con disprezzo e questo ci fa sperare che possa essere una potenziale alleata, dunque ci rechiamo al luogo prestabilito. L'atmosfera nel bar è fumosa, il pub è affollato, pare tutto tranquillo. Le tre investigatrici siedono al tavolo di Zahra, che sembra preoccupata. Afferma di non essere alleata di Gavigan ma bensì una vittima delle sue mire espansionistiche: l'uomo sfrutta le antiche tradizione egiziane trasformandole in qualcosa di perverso ed oscuro, ricattandola (pare che Gavigan abbia fatto rapire sua sorella) per costringerla a portare cultisti nella sua Fratellanza del Faraone Nero. Dice che Gavigan non si lascia mai sfuggire le sue prede, e che dobbiamo liberarci di lui quanto prima. Zahra afferma che il nostro nemico è circondato da un sortilegio che lo rende invincibile, ma torna ad essere vulnerabile quando, durante ogni notte di luna nuova,celebra un rito propiziatorio… lo stesso rito che eseguiva in antichità la Regina Nitocris… un rituale che richiama il Faraone Nero stesso! Il rituale consiste nel percuotere un certo numero di cultisti con pugnali simili ai mambele usati da La Lingua Scarlatta, chi rimane vivo è dato poi in sacrificio al Faraone nero o ai suoi emissari che talvolta si manifestano al suo posto: il Persecutore, un serpente alato di materia oscura, e l'Araldo, una creatura tentacolare ed alata. Zahra presiederà il rituale su richiesta di Gavigan, e sarà lei a comunicarci quando intervenire facendoci un cenno d'intesa. Noi dovremo "solo" essere presenti sul posto al momento giusto… Apprendiamo che durante il culto i partecipanti indosseranno lunghi abiti cerimoniali di tessuto viola, con un ankh rovesciato ricamato. Zahra si congeda con un avvertimento: dovremo essere pronti a tutto. Nei giorni successivi otteniamo, grazie al catasto di sua maestà, una mappa della tenuta e dei documenti che la descrivono. Documentazione Misr House. Ci rechiamo lì in barca, risalendo la foce del fiume, ed un pensiero continua a girarmi per la mente: oltre alle informazioni condivise da Zahra ed alle planimetrie di Misr House, non abbiamo idea di cosa aspettarci. Sento che siamo totalmente impreparati per ciò che dovremo affrontare. Ho un bruttissimo presentimento, ma non ne parlo con i miei compagni: non voglio minare il morale del gruppo, che è già vacillante. Abbiamo tutti i nervi a fior di pelle. La magione sembra abbandonata, a giudicare dai rampicanti che crescono lungo le pareti esterne. Edera, muschio e salsedine si appiccicano ai muri come sanguisughe. Ci avviciniamo a motore spento, remando il più silenziosamente possibile, ed ormeggiamo nei pressi di una porta di servizio sul retro dell'abitazione. La situazione precipita praticamente subito: Anne rinviene le tracce di un cane che sembra essere uscito dalla casa da poco, ed anzichè allontanarsi il più rapidamente possibile decide di seguire le impronte. Questo sfocia in una rissa contro un enorme mastino dalle mandibole d'acciaio, che morde ripetutamente Anne ed abbaia furioso attirando sicuramente l'attenzione degli abitanti della magione prima che si riesca a zittirlo… povera creatura, gettiamo la carcassa del cane nel fiume e dissimuliamo il sangue versato sul selciato il meglio possibile. Entriamo dunque in casa, e ci tuffiamo oltre la porta alla nostra sinistra appena in tempo: preannunciato dallo scricchiolio del pavimento in legno, qualcuno percorre il corridoio: uno strano individuo dalla pelle grigiastra e cadente. Fortunatamente non ci nota. Ci troviamo in un disimpegno rimesso a nuovo da poco, e non ci mettiamo molto ad individuare una traccia di alabastro che faceva parte del pavimento più antico della struttura religiosa che un tempo era Misr House (un convento o qualcosa del genere). Seguiamo la vena di pietra antica, sperando che ci porti ad un ingresso nascosto verso i sotterranei della villa dove, dalle planimetrie che abbiamo recuperato, è probabile che ci sia qualcosa di interessante. Nella stanza seguente non siamo soli: un uomo vestito da cultista ci nota e fugge via per dare l'allarme!! Anne lo ricorre, riuscendo ad acciuffarlo e ad ucciderlo prima che capiti il peggio. Occultiamo il cadavere alla meno peggio, nascondendolo in un bagno, e ci concentriamo sull'enorme caminetto di pietra lucida che salta subito all'occhio di chiunque entri nella stanza. Il nostro istinto ci suggerisce bene, troviamo un meccanismo nascosto che rivela due passaggi verso il basso. Imbocchiamo quello di sinistra, speranzosi ed inquieti allo stesso tempo. Il passaggio conduce a quella che sembra essere una stanza delle torture, a giudicare dal tavolo con legacci e dagli strumenti di ferro sparpagliati nelle sue vicinanze. Ma troviamo anche dei documenti importanti, scambi di corrispondenza tra la Gavigan ed un certo Omar al-Shakti, una lettera incompiuta indirizzata alla Vipera Pallida, una pagina di un registro di spedizioni, un telegramma da Giza… oltre a delle statuine del faraone nero e di una divinità egizia dalla testa di coccodrillo e ad una serie di reagenti e sostanze che al momento non riusciamo a riconoscere. Intaschiamo tutto quello che possiamo. Lettera a Gavigan, Lettera alla Vipera Pallida, Telegramma da Giza, Pagina di registro Udiamo dei rumori dalla sala sopra di noi, un gruppo di persone sta probabilmente per scendere! Frettolosamente tento di fare delle fotografie ai manufatti che non possiamo portare con noi, ma nella frenesia la mia adorata Leica cade a terra, danneggiandosi. Hector Torres Rojas resta indietro, per cercare di rimettere in ordine la stanza mentre noi fuggiamo, ed ahimè viene catturato dai cultisti. Mentre percorriamo un passaggio che scende ancora verso il basso e pare proseguire per una distanza interminabile, alle nostre orecchie giungono il rumore delle percosse e le urla del nostro compagno. Egli si è sacrificato per noi, facendoci guadagnare del tempo prezioso. Riemergiamo in superficie in uno spazio aperto, di fronte ad un circolo di pietre dall'aria molto antica, probabilmente in antichità era un luogo di culto celtico. Il nostro sesto senso ci dice che il rituale avrà luogo qui… c'è abbastanza spazio da accogliere un grande numero di partecipanti, nel prato a valle. Ci nascondiamo tra la vegetazione ed attendiamo. C'è una strana vibrazione nell'aria… dall'antico tunnel che abbiamo percorso per fuggire da Misr House emerge una lenta processione, decine e decine di individui in viola camminano lentamente verso il circolo di pietre e si dispongono ordinatamente alcuni attorno ad esso, altri nel prato per assistere. Sei cultisti si posizionano in cerchio all'interno del circolo di pietre. Al centro di essi si posiziona Edward Gavigan, che regge in mano uno scettro, accompagnato da Zahra Shafik. Altre quattro persone vengono condotte nel circolo, riconosco Hector Torres Rojas e Mickey Mahoney. L'altro uomo probabilmente è James Barrington (scomparso durante le indagini su Continuano gli omicidi!) mentre la donna potrebbe essere la sorella di Zahra. Gavigan pare molto soddisfatto, compiaciuto per la presenza di ben quattro vittime sacrificali inaspettate. Si lancia in un lungo discorso in cui si loda come guida della Fratellanza ed artefice di quanto accaduto finora, attribuendosi il merito di aver radunato un così grande numero di seguaci che sicuramente renderanno il Faraone Nero molto felice. Inizia il rituale, i quaranta cultisti iniziano a ruotare attorno al cerchio dei sei, che con lunghi coltelli percuotono i loro compagni e di tanto in tanto ne pugnalano uno, che resta riverso a terra in una pozza di sangue mentre gli altri avanzano senza fermarsi… è un rituale suicida, assurdo. Anne, che si era mescolata tra la folla, è ad un passo da finire pugnalata a sua volta. È nuovamente Hector a salvare la situazione, rivolgendosi a Gavigan e punzecchiandolo fino a farlo spazientire. Con un cenno, il cerimoniere dichiara conclusa la prima fase del rituale ed inizia la seconda intonando una litania, un brusio che cresce d'intensità fino a quando il cielo si tinge di rosso ed il sangue dei cultisti morti si leva verso l'alto a formare una sfera sanguinolenta nel cielo! Le nuvole turbinano e creano spirali, come bocche affamate, o come una galassia al centro di un universo dominato da un dio oscuro. La sfera esplode inondando di sangue gli astanti, ed al suo posto si manifesta una creatura serpentina ed alata che scende in picchiata iniziando a nutrirsi dei cultisti in estasi. Alcuni addirittura si gettano volontariamente tra le fauci della bestia immonda. In quel momento, Zahra fa un cenno: è il momento! Margaret Rockefeller ed Oscar Navarro si lanciano allo scoperto, le armi spianate, colpendo Gavigan in pieno petto. Il tempismo è perfetto e l'uomo cade a terra esanime, squarciato dai proiettili esplosi a distanza ravvicinata. Un'onda d'urto fa crollare a terra tutti i cultisti rimasti e lo scettro che stringeva in pugno rotola sul fango, arrivando ai piedi di Zahra Shafik. Zahra, sulla quale abbiamo riposto la nostra fiducia credendola un'alleata inaspettata, raccoglie lo scettro con aria trionfante. Ci rivela, mentre il mondo ci cade addosso, che era quanto aveva sempre desiderato: ora la confraternita si riapproprierà delle sue vere origini egiziane e si libererà del giogo occidentale. Si incorona così sacerdotessa del Faraone Nero, chiamandosi "Vipera Nera": era lei! È sempre stata lei la vera Vipera Nera, non l'impostore Gavigan, che si è appropriato del busto del Faraone (quello che abbiamo rinvenuto nel sotterraneo della magione e che ci siamo intascati) e che non ha mai voluto restituire al suo padrone Omar al-Shakti. Nel mentre il serpente alato si dissolve, ed al suo posto appare qualcosa di peggiore. L'Araldo di Nyarlathotep, una cretura dal volto tentacolare e con ali da rettile, si manifesta a noi. Forse stavolta siamo davvero al capolinea.
  24. Può l'uomo fabbricare l'apocalisse? Di rientro da Lesser Edale, gli investigatori incontrano un nuovo, inaspettato alleato. Una scia di spezie esotiche li porterà da un affascinante negozio ad un esclusivo club, dove faranno spiacevoli incontri. Infine, dovranno salvare un amico rapito trattenuto in una fabbrica dove, a quanto pare, ignari operai stanno contribuendo alla costruzione di un'arma capace di segnare il destino dell'umanità. Dal diario di Nicholas "Nick" Carter 1925, 11 febbraio All'indomani del salvataggio di Miss Vane, la giornata inizia con un fattorino ad attenderci con una lettera scritta su quello che sembra proprio un foglio di autentico papiro. L'eccentrica missiva è di Edward Gavigan: scrive di essere venuto a conoscenza del nostro viaggio fuori città ed afferma di volerci raggiungere per aiutarci nelle indagini. La lettera arriva tardi, dato che tutto ciò che poteva accadere si è già verificato. Tramite il fattorino rispondiamo all'uomo ringraziandolo per il cortese pensiero ma declinando l'offerta, dato che siamo intenzionati a tornare quanto prima in città. Torniamo a Londra rapidamente, grazie all'auto e allo chauffeur messi generosamente a disposizione da Lord Vane, intenzionati a seguire la pista dei cosiddetti "omicidi egizi" descritti dallo Scoop nell'articolo Continuano gli omicidi! Prima di dirigerci a Scotland Yard decidiamo di tornare al The Scoop per frugare negli archivi, alla ricerca di informazioni sugli omicidi occorsi gli anni passati. Fuori dall'edificio, un uomo in impermeabile e cappello ci aspetta. Si rivolge a noi in un inglese spagnoleggiante, osservandolo meglio notiamo che il copricapo che indossa è certamente quello appartenuto al nostro caro Edward Alistair Hargrove! L'uomo, sul quale iniziamo a nutrire immediatamente sospetti, si presenta come Hector Torres Rojas. Ci porge una lettera di Alistair, nella quale il nostro amico ci scrive di fidarci di Hector in quanto amico nonché capacissimo investigatore. La grafia è sicuramente quella di Alistair, ma talvolta muta divenendo squadrata, cuneiforme, per poi tornare normale… chissà cosa sta passando il nostro caro professor Hargrove, ha sicuramente bisogno di tempo per riprendersi. Superata la diffidenza ed accettando Hargrove con riserva, entriamo nella sede del giornale e notiamo subito che qualcosa non quadra: Mickey Mahoney non è presente, eppure giacca ed ombrello sono al loro posto. La porta è aperta, così come la finestra - spalancata nonostante la pioggia e l'aria gelida. Possibile che sia stato rapito? Non ci sono tracce di sangue, ma sento che gli è successo qualcosa di brutto. Nel cestino troviamo i resti bruciati di documenti: forse quelli che cercavamo noi? Uno dei resti bruciati è di papiro, pregno di una sostanza oleosa traslucida che ci resta appiccicata alle dita. Sul davanzale della finestra troviamo delle impronte unte della stessa sostanza: le seguiamo attraverso la stanza e ci conducono fino alla porta… l'aria trasuda di una strana magia, cosa può essere successo a Mickey? La sostanza oleosa sembra la stessa che ci è rimasta sulle dita dopo aver aperto la missiva di Gavigan, stamane, ed anche il papiro utilizzato per sembra lo stesso. Deve essere opera sua! Seguendo ancora le impronte oleose giungiamo fino all'archivio, esaminando i faldoni mancanti capiamo che Mahoney - forse sotto l'influenza di qualche oscuro incantamento - ha prelevato dei documenti nella sezione in cui sono elencati gli esercizi commerciali della città ed in particolare i negozi di spezie, oltre a tutto ciò che poteva essere inerente la Penhew Foundation e le strutture industrial-siderurgiche dell'East Midlands. Probabilmente è stato indotto poi a bruciare tutto nel cestino. Tra le scartoffie che affollano la sua scrivania troviamo la bozza di una lettera indirizzata ad un certo Mr Marshall, in cui Mickey esorta l'uomo a smetterla con le intimidazioni in quanto il popolo ha diritto di sapere che nell sua fabbrica vengono utilizzati agenti inquinanti. Sembrano cose di poco conto, pertanto ci concentriamo per prima cosa sulle spezie: l'Egitto è il principale esportatore di spezie verso il Regno Unito, alcune di esse vengono usate nei riti occulti e venivano anche messe nei vasi canopi. L'olio, invece, è usato nell'imbalsamazione! Oscar ricorda del Biglietto da visita Empire Spices trovato nella Mauretania: si tratta di un luogo di Londra dove certamente potrebbero trovarsi tutti questi elementi. Facendo mente locale ed aiutandoci con il poco di documenti sopravvissuti alla razzia dell'archivio, individuiamo la proprietaria: Zahra Shafik, che gestisce anche il Blue Pyramid. Grazie all'influenza di Arthur Vane riusciamo a rimediare un pass per entrare nel club, che è proprio adiacente al negozio. L'Empire Spices è un luogo fuori dal tempo: improvvisamente lasciamo le strade di Londra per trovarci immersi in un bazar arabo, un mix di profumi e odori che si mescolano insieme in modo inebriante e caotico. Al bancone c'è la bellissima proprietaria, Zahra. Intrattiene una conversazione con Liz mentre Anne tenta di consultare il registro contabile con scarsi risultati, in compenso Elizabeth riceve dall'affascinante commerciante un dono: uno scarabeo di giada, un portafortuna molto potente. Chiacchierando con Margareth, la donna ammette di essere una consulente della Penhew Foundation, anche se ultimamente i suoi affari sono stati danneggiati dalle voci che la additano come una sovversiva, una di quegli egiziani che non si sono arresi ai britannici, una terrorista. Inoltre parla di un olio particolare che, secondo le credenze, permetterebbe addirittura di rintracciare le persone che vi entrano in contatto (sarà lo stesso olio di cui era cosparso il papiro che ci ha inviato Gavigan?). In quel momento, a Liz cade di mano lo scarabeo, che si infrange sul pavimento: Zahra è molto scossa, rompere lo scarabeo è una terribile sciagura! Attira la maledizione del Faraone Nero! La donna dice che per lei sono solo storielle, ma chissà… Tra gli scaffali, a Liz salta all'occhio un preparato con l'etichetta "1919, Carlyle". È una copia dei un preparato composto su commissione per la Spedizione Carlyle su richiesta di Lord Penhew, mescolando un reagente capace di stimolare ricordi positivi e negativi, forse il reagente per un qualche rituale? Anne, invece, individua un passaggio segreto che collega il negozio al club, attraverso un dipinto dotato anche di due fori attraverso i quali è possibile spiare il locale adiacente. Ci congediamo da Zahra e ci reciamo al Blue Pyramid. Un uomo egiziano registra il nostro accesso, concedendoci di varcare la soglia. Si rivela a noi un ambiente pieno di cuscini su cui gentiluomini arabi ed inglesi bevono e fumano hashish. Un danzatrice si muove sinuosa. La clientela è variegata: artisti, uomini d'affari, scrittori… abbiamo la sensazione che ogni nostro passo sia seguito con attenzione e che ogni nostra azione potrebbe essere notata ed usata contro di noi. Seduto su una poltroncina addossata ad una parete, proprio di fianco al quadro che comunica con il negozio di spezie, notiamo Edward Gavigan . Sicuramente anche lui ci ha visti. Zahra, dopo poco, esce dalla porta segreta e si siede vicino a Gavigan iniziando a parlargli a bassa voce. Liz si accorge di un rumore sommesso, che proviene dal bagno delle signore: sembra un pianto. Si allontana per indagare ed incontra nella toilette una danzatrice in lacrime per essere stata schiaffeggiata da uno dei membri premium del club. Anne si accorge che alcuni uomini hanno addosso il simbolo dell'Ankh rovesciato che avevamo già incontrato in passato: il simbolo del Faraone Nero, Nyarlathotep! Hector attacca bottone con un gruppo di giocatori d'azzardo, si presenta ad un uomo che si chiama Frank Marshall (come quello della lettera trovata al The Scoop!), al quale cerca di sfilare il gemello a forma di Ankh rovesciata che porta al polso! Ma fallisce e viene scoperto…qualcosa accade, sente la sua vista annebbiarsi! Io ed Oscar, nel frattempo, decidiamo di entrare nel negozio per tentare di avvicinarci alla porta segreta ed origliare la conversazione tra Zahra e Gavigan. Tentando di forzare la porta facciamo molto più rumore del previsto, non brilliamo come scassinatori. Mentre attraversiamo la bottega mi infilo in tasca il preparato Carlyle, e ci prepariamo una via di fuga "pirotecnica": non si sa mai. Ci accostiamo dunque al falso quadro… G.: "Cosa sta succedendo, come mai gli amici di Elias sono nel club?" Z.: "Non lo so, non so come siano arrivati, pensavo avessi messo si di loro la traccia!" G.: "La traccia necessita di tempo, e la prole si attiva solo dalle 22 per la caccia…" Z.: "Non ti sembra eccessivo…?" G.: "Zitta, ho già tollerato abbastanza! La confraternita del Faraone Nero sta preparando un rito molto importante, ed ora abbiamo più di una vittima sacrificale… Marshall ne ha appena trovato un altro, lo sta portando alla sua fabbrica, la Hanson Manufacturing a Derby (vedasi Ricevuta di una cassaforte)" Z.: "Quindi l'espianto avverrà stanotte?" G.:" Certo. Io sono uno stakanovista ed adoro il mio lavoro. Quando da piccolo lavoravo al British, nella sezione dedicata ai Faraoni, e l'anfora ha iniziato a parlarmi con voce spaventosa, ho capito che cosa avrei dovuto fare. Nessuno ha mai indagato il British, sui canopi lì custoditi, altrimenti avrebbero capito…! Ora è ormai tempo di che tutto si compia." Z.: "Spero tu stia agendo negli interessi di tutti noi. Omar mi ha detto che…" G.: "Basta. Mi accomiato, vado a Derby per l'espianto, ma non prima che i ficcanaso sia gestiti a dovere…" Mentre la conversazione volge al termine, mi accordo di un rumore: quattro individui stanno irrompendo nel negozio! Ci lanciano contro dei coltelli ed esplodono due colpi di pistola che miracolosamente riusciamo a scansare. Fuggiamo precipitosamente attraverso la porta segreta, irrompendo nel Blue Pyramid ed attivando la trappola da noi preparata: fuoco! Brucia tutto! Esplode tutto! Assieme agli altri nostri compagni, che ci guardano straniti, corriamo fuori mentre negozi e club vengono avvolti dalle fiamme. Balziamo in auto, Anne guida come una matta verso Derby: dobbiamo assolutamente arrivare prima di Gavigan, per interrompere qualunque cosa stia architettando e salvare Hector. Arriviamo a destinazione alle 21:30, abbiamo trenta minuti prima che inizi "la caccia" di cui parlava Gavigan. La fabbrica è un enorme capannone con un comignolo altissimo, circondata da un muro di mattoni. Notiamo le tracce di due veicoli che hanno lasciato lo stabile. Con un colpo deciso spezziamo la catena che serra il cancello d'ingresso ed entriamo in un inferno industriale, la luce arancione e pulsante dell'altoforno sembra un cuore che batte lentamente. Ponteggi, tralicci, catene penzolanti, un calore quasi insopportabile, pile di casse etichettate Randolph Shipping (Etichetta di Spedizione Randolph Shipping co.) affollano l'ambiente rendendolo un labirinto. Apparentemente siamo soli, ma Anne - arrampicatasi su di una pila di casse - individua tre guardie di pattuglia. Liz prova ad arrampicarsi sulla scaletta che conduce ad una passerella sospesa che attraversa la fabbrica da un lato all'altro, portando ad un ufficio con vetrata dal quale si più avere un colpo d'occhio su tutta la linea produttiva: qualcosa ci dice che Hector è tenuto prigionieri lì; ma la sua attenzione è attirata da una cassa aperta: contiene un oggetto metallico, gelido, elicoidale, dalle geometrie indefinite, iscrizioni in lingue ignote… viene da Pnakot! Miracolosamente riusciamo a mettere fuori combattimento i sorveglianti e ad arrivare all'ufficio indisturbati: è stato trasformato in un'area di culto, Hector giace legato su un tavolo a torso nudo, sul quale sono state tracciate con un pennarello i punti da sezionare per estrarre i suoi organi. Sicuramente è parte di quell'espianto al quale si riferiva Gavigan, ma siamo arrivati in tempo! Non c'è nessuno oltre a noi e non sono ancora le 22. Troviamo dei documenti: gli operai non hanno idea di quel che stanno assemblando, sono convinti di lavorare per il governo ma in realtà sono alle dipendenze di altri… C'è un calendario con due date contrassegnate: 23 febbraio 1025 e 14 gennaio 1926. Nell'ufficio individuiamo anche una cassaforte, evidentemente quella per la quale è stata emessa la ricevuta da noi rinvenuta sulla Mauretania. La apriamo e mettiamo le mani su qualcosa che ci fa gelare il sangue nelle vene… sono i blueprint di qualcosa che stanno realizzando in questa fabbrica. Dapprima non capiamo, poi dai disegni e dalle formule chimiche annotate iniziamo ad intuire: una bomba. Un ordigno atomico, di tale potenza da poter spazzare via migliaia di vite in un colpo solo. Un'arma diabolica, messa a punto da un folle con un unico scopo: compiacere il suo dio, uccidendo gli infedeli. Blueprint di Gavigan Non possiamo di certo andarcene di qui permettendo a Gavigan ed ai suoi compagni di ultimare la costruzione di quest'arma! Mentre una nebbia inconsistente e mutevole inizia a salire, miniamo l'edificio e fuggiamo a tutto gas. Ci lasciamo alle spalle fuoco e fiamme, l'ennesima esplosione che scuote questa folle notte britannica. Abbiamo distrutto la fabbrica e forse anche quella "prole" che avrebbe dovuto darci la caccia, ma non è ancora finita. A Londra dovremmo affrontare l'ira di Gavigan. Ammanicato com'è con l'aristocrazia, sicuramente avrà fatto di noi dei criminali ricercati e probabilmente non avremo vita facile… ma abbiamo una missione da compiere. Non possiamo abbandonare il Regno Unito prima di aver eliminato questa minaccia. La setta degli adoratori del Faraone Nero deve essere estirpata!
  25. Se gli altri preferiscono fare a livelli un po' più alti mi adatto senza alcun problema, effettivamente permette build interessanti. Ne ho una pronta che inizia dall' 8 per dire, quindi non ci sarebbero problemi.
  26. Tra le nebbie del Derbyshire, una misteriosa creatura miete delle vittime Gli investigatori si spingono nelle Midlands ed un viaggiatore si unisce al gruppo nelle indagini sulla misteriosa creatura che ha turbato un tranquillo paesino nel cuore della brughiera. Dal diario di Nicholas "Nick" Carter 1925, 10 febbraio Oggi ci aspetta un viaggio fuori da Londra: abbiamo infatti deciso di spingerci fino a Lesser Edale, un villaggio nel Derbyshire divenuto famoso nella cronaca recente per quanto narrato nell'articolo titolato Mostruosi omicidi nel Derbyshire . Sospettiamo che la belva protagonista dei misteriosi fatti possa avere qualcosa a che vedere con le nostre indagini, o quantomeno ci speriamo: dopo quanto accaduto ieri (9 - The Big Smoke) sarebbe davvero un terribile spreco di tempo inseguire un'altra pista che potrebbe rivelarsi un buco nell'acqua. Impieghiamo alcune ore per andare da Londra fino ad Edale in treno, e da lì approfittiamo della gentilezza di un fattore per arrivare fino a destinazione a bordo del suo carretto. Condividiamo il fortuito mezzo di trasporto con un uomo di mezza età dall'aria molto indaffarata, che stringe nervosamente una valigetta da medico. Più tardi si presenterà a noi come Nabil Farouk, medico anatomopatologo inviato sul posto da Scotland Yard per eseguire un'autopsia sul corpo del povero Harold Short - la vittima più recente della fantomatica creatura. Il viaggio attraverso la nebbiosa brughiera scorre lento ma tranquillo, osservare il paesaggio mi trasmette una sensazione di pace e tranquillità. Lesser Edale è un microscopico villaggio sorto ai piedi di una formazione rocciosa sulla quale troneggia un antico castello che - scopriamo con sorpresa - attualmente è la dimora della famiglia Vane, il ramo inglese dei Carlyle. Vi sono una manciata di case, una piccola chiesa, un cimitero, lo studio di un medico-veterinario ed una stazione di polizia… ma il cuore pulsante della comunità è un pub dall'aria rustica e vissuta, colmo di gente festante e dall'aria alticcia. Tra tutti spicca Hubert Tumwell, il poliziotto del paese, al quale è attribuito il merito di aver abbattuto la bestia (un enorme cane nero, a suo dire) che avrebbe mietuto così tante vittime. Sia noi che il dott. Farouk condividiamo uno scopo: riuscire a vedere il corpo del defunto mr. Short! Scopro presto che Tumwell ha un debole per le lodi: mi basta assecondare il suo ego e farlo sentire importante per convincerlo almeno a dirci dove è custodito il cadavere, ovvero nelle celle frigorifere dell'ambulatorio veterinario di Ned Lauton. Anche costui è al pub, un uomo pallido e dall'aspetto cagionevole. Quando ci sente parlare con Tumwell della bestia, interviene per descrivercela: una creatura demoniaca che si aggirava per le strade del villaggio stando su due zampe, pareva uscita direttamente dal libro dell'Apocalisse, nulla a che vedere con quella uccisa dall'agente e che il veterinario ritiene essere un semplice cane! Incuriositi, Io, Oscar Navarro e Nabil Farouk seguiamo Lauton nel suo studio (Tumwell si rifiuta categoricamente di lasciare il pub e la sua birra). Anne Winters, Elizabeth Thompson e Margaret Rockefeller, invece, si trattengono nel locale, per ascoltare le dicerie del posto. Apprendono che al momento la famiglia Vane è guidata da Lord Arthur Vane, giudice della corte suprema. Risiede qui da decenni, il castello è della loro famiglia da generazioni. Incontrano anche un uomo dall'aria afflitta, intento a guardare pensieroso fuori dalla finestra borbottando minacce a mezza voce proprio contro il castello. Quando Liz gli si avvicina per cercare di parlargli, l'uomo si presenta come il padre di una giovane donna uccisa dalla creatura pochi giorni prima di Harold Shord. L'uomo è convinto che il colpevole sia Lawrence Vane, figlio di Lord Vane: afferma infatti di aver visto il giovane rampollo della nobile famiglia aggirarsi con aria sospetta nei pressi del luogo dell'omicidio! Nel frattempo, noi tre siamo giunti alla clinica veterinaria. È solo metà pomeriggio, ma le giornate sono brevi e la luna sta già facendo capolino nel cielo… tra poco sarà buio! Veniamo condotti senza tante cerimonie alle celle frigorifere: è un ambiente tetro, umido, spoglio e freddo, che accoglie i corpi irrigiditi di cani e capre. Sul tavolo operatorio, il corpo di Harold Short. Su un altro tavolo, vi è la carcassa di un cane nero. Mentre documento fotograficamente l'operato del dottore, Oscar si concentra sul cadavere del cane ucciso da Tumwell: tutto pare tranne che un randagio, tant'è che nello stomaco del povero animale Oscar rinviene addirittura tracce di croccantini di ottima qualità. Farouk conferma nel giro di poco che Short non è stato vittima di un cane: l'apertura della mandibola che lo ha morso è decisamente troppo grande per essere quella di un canide, ed i segni di multiple file di denti farebbero pensare più ad uno squalo! Farouk si adopera ad estrarre un microscopio portatile dalla sua valigia, ed esamina velocemente un campione di tessuto. Impallidisce quando riscontra una concentrazione assurdamente elevata di putrescina, un fatto che gli richiama alla mente una serie di omicidi sui quali ha indagato a Londra in passato… omicidi collegabili a macabri rituali… L'uomo abbandona quindi i suoi testi scientifici ed estrae dalle pieghe del cappotto un volume dall'aria antica e consunta, un grimorio scritto fittamente con caratteri geroglifici. Si sofferma su una pagina che narra di un discepolo di Maometto che venne ingannato da una creatura del deserto travestitasi da donna, che lo indusse a recarsi con lei in un luogo nascosto dove il malcapitato venne ucciso e sbranato. Una curiosa similitudine con la leggenda di Mordigian, dea dell'oltretomba venerata anche in Scozia dai pagani e dalle streghe, i cui seguaci avevano il potere di tramutarsi in creature della notte. Farouk ci confessa dunque di essersi imbattuto in passato in accadimenti inspiegabili. Lo rincuoriamo raccontandogli parte della nostra storia, e pare essere lieto di aver trovato qualcuno con cui condividere le sue sventure… e lo stesso vale per noi. Forse, dopotutto, non siamo soli! Al pub, le nostre compagne apprendono qualcosa di più sulla storia di Lesser Edale: un tempo sotto al castello si trovava una miniera di argento, da tempo estinta ma che in passato ha contribuito a far prosperare i Vane e gli abitanti. Oggi delle miniere non restano che una serie di cunicoli abbandonati, accessibili dal versante nord della collina sulla quale sorge Castel Plum, perlopiù meta di curiosi per via della antica statua pagana che ospitano. All'imbrunire ci ricongiungiamo e condividiamo quanto appreso, decidendo quindi di recarci nelle grotte sotto a Castel Plum seguendo uno stretto sentiero che ci conduce nelle profondità della collina. Troviamo la statua pagana: un cuore di piombo e argento, coperto da iscrizioni antiche ma non quanto la scultura stessa. Anne, da brava archeologa, riesce ad attribuire una data alle iscrizioni: 1600 circa, decisamente recenti. Una di queste sembra quasi un graffito lasciato da una coppia di innamorati: "Starry and Brad", forse due giovani di passaggio che hanno deciso di incidere i loro nomi a memoria dei posteri. Ci guardiamo attentamente attorno ed il mio occhio di allenato fotografo individua rapidamente delle tracce: conducono ad un passaggio segreto che sembra portare dritto ai piani inferiori del castello! Un'altra serie di impronte invece imboccano un tortuoso sentiero che risale verso la superficie. Nemmeno a dirlo: nessuna delle tracce somiglia a quelle lasciate da un uomo… le impronte sono fuori misura e calcate a terra come solo una creatura di considerevole mole potrebbe fare. Decidiamo di seguire il sentiero, e sbuchiamo fuori nel cimitero del villaggio. Guardandomi attorno, riaffiorano le memorie delle vicende vissute a Londra ormai più di una decade fa… non posso non chiedermi se anche qui albergano quelle creature dell'oltretomba, quei ghoul a metà tra la vita e la morte, i figli maledetti di Anput, mangiatori di cadaveri. Nel cimitero si aggira un uomo, apparentemente intento a portare fiori ad una tomba: si tratta di padre Jeremy Stratton, al quale ci presentiamo quasi senza indugiare. L'uomo appare spaventato e sembra non veda l'ora di liberarsi della nostra presenza, tenta di congedarsi in modo sbrigativo e frettoloso. Oltremodo sospetto, oserei dire! Farouk deve pensarla allo stesso modo, perché lancia contro l'uomo una qualche polvere la quale reagisce al contatto con la putrescina: Stutton ne è pieno! Con un guizzo, Anne estrae la sua arma e la punta alla gola dell'uomo, terrorizzato. Il prete ci mostra il simbolo druidico che porta al collo e ci racconta di aver visto una creatura immonda aggirarsi nel cimitero… ammette di essere stato incaricato da Lord Vane di far luce su una maledizione che affligge la famiglia: pare che nel 1600 circa Lady Evangeline Vane processò una strega e la fece giustiziare, e venne maledetta da essa. Da allora tutte le donne della famiglia sono state afflitte da una terribile condizione. Dopo decenni di tranquillità, ora la maledizione si è nuovamente manifestata nella giovane Eloise! Da novembre la tengono nascosta durante le notti di luna piena, l'hanno addirittura accompagnata a New York per cercare all'asta dello scomparso Roger Carlyle un qualche antico artefatto in grado di contrastare la sua sventura ma senza successo. Stutton è convinto che le risposte siano custodite nella cripta di famiglia, nei sotterranei di Castel Plum. Altresì ci narra di un rituale druidico da compiere: occorre bruciare le spoglie della strega e recitare una formula pagana, ed il prete ha già provveduto a far portare nella cripta i corpi di quattro donne sepolte nel cimitero nel corso dei secoli: una di esse dovrebbe essere la strega che cerchiamo! Ma occorre sbrigarsi, il rito va portato a compimento prima che sorga la luna piena. Nel frattempo Margaret Rockefeller, rimasta all'ingresso del cimitero per farci da palo, incrocia Lawrence Vane. Attacca bottone con il giovane, sfoderando il suo fascino, e scopre che Eloise Vane è la sorella di Lawrence. Pare sia tornata da New York con una brutta malattia e da allora è indisposta. Con qualche scusa, la nostra Margaret riesce a farsi invitare al castello! I due si incamminano quindi verso l'antica magione. Mentre Margareth distrae i padroni di casa, noi corriamo alle grotte con Padre Stutton e ci introduciamo, attraverso il passaggio da me scoperto, nel castello. Nella cripta troviamo, come detto dal prete, quattro bare di legno dall'aria consunta. Vi sono poi altrettanti sarcofaghi di pietra, nei quali riposano gli antenati di Arthur, Lawrence ed Eloise Vane. Ritroviamo, tra gli antichi volumi scritti in latino e greco riposti in una libreria, un testo che pare dar ragione a Padre Stutton. Il mio sesto senso mi dice che il rituale è benigno, deve essere compiuto per spezzare la maledizione. Iniziamo ad aprire le quattro bare, nei resti straordinariamente ben conservati in esse contenuti troviamo qualcosa che ci lascia interdetti: tutte le donne portano al collo lo stesso simbolo di Padre Stutton, il marchio dei Circolo del Druido D'Oro. Dunque non sono streghe, ma druide? Se le streghe non sono loro, allora… cosa sta succedendo? Le conoscenze di Farouk ci vengono in soccorso: secondo quanto da lui appreso, i corpi di coloro i quali hanno compiuto stregonerie in passato dovrebbero avere i polpastrelli delle dita annerite. Nessuna delle quattro salme ha dita annerite, non sono streghe! Cerchiamo allora, colti da un terribile sospetto e da un altrettanto terribile senso di urgenza e disperazione, tra le tombe dei Vane. Una delle quattro è datata 1642. È il sarcofago di Evangeline Vane. Lo apriamo con fatica: la salma, perfettamente conservata, ha le dita nere. La strega era lei! Deve aver condannato a morte un'innocente per sviare i sospetti! Margareth giunge, nel frattempo, alla stanza di Eloise. Lawrence la accompagna ma la avverte: la sorella non sta affatto bene… come testimoniano i pesanti catenacci messi alla porta. Catenacci inutili, perché l'uscio viene sbalzato via da una creatura con una forza sovrumana che non rassomiglia minimamente alla ragazza che abbiamo incontrato a New York! Il ghoul, inferocito, corre in direzione della cripta. Lo spirito che lo possiede deve aver percepito ciò che ci apprestiamo a fare. Margharet, basita, non può che gettarsi al suo inseguimento. Eloise, o meglio, la creatura, irrompe nella cripta con un ruggito proprio mentre stiamo adagiando il corpo di Evangeline su di un piccolo altare di pietra. Incitiamo Stutton ad iniziare il rituale, mentre tentiamo di tenere a bada il mostro. Non dobbiamo ucciderlo, o uccideremo anche la povera Eloise! La creatura ha una forza sovrumana, scaglia Farouk di lato come fosse un fuscello. Anne ed Oscar tentano di imbrigliarla con una corda, ma senza successo. Memore di quanto letto nel Libro dei Ghoul donatomi anni prima, cerco di attirare la creatura verso di me nel disperato tentativo di distogliere la sua attenzione da Stutton per permettergli di proseguire il rituale di purificazione. Liz intona il canto assieme al prete ed a Farouk. Ciò che segue poi è confuso e concitato; tuttora non so spiegare come siamo riusciti a portare a compimento il rito ed a salvare Eloise. La storia di Evangeline Vane si perde nel passato, possiamo solo supporre che si sia data alla stregoneria per far invaghire di se un uomo, rendendolo suo schiavo, ma che la cosa le si sia ritorta contro alla nascita della loro prima figlia: la figlia di una strega e di un servitore maledetto, qualcosa che in qualche modo è simile alla maledizione dei ghoul. L'indomani, siamo di ritorno verso Londra. È stato un buco nell'acqua, non abbiamo scoperto assolutamente nulla sulla sparizione di Roger Carlyle o sulla misteriosa setta che opera in tutto il mondo. Ma, almeno, ci siamo guadagnati l'eterna riconoscenza di Lord Arthur Vane. Potrebbe rivelarsi un prezioso alleato. Farouk ci saluta con affetto, chissà se lo incontreremo ancora.
  27. Concordo in pieno sulla 3,5 Concordo anche su non partire da livelli molto bassi perché mi piace avere già il personaggio già abbastanza specializzato su quello per cui l'ho ideato, però sono apertissimo a trovare un punto d'incontro.

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