Descrizione della gilda
Gruppo di supereroi pronti ad ogni evenienza.
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Ah... Vedo che è ancora vivo.... Togliamolo da lì... Comincio piano piano ad aprirlo per bene come una scatoletta di tonno per vedere chi è.
-
Coordinamento
@Ghal Maraz si certo, fai pure
-
Coordinamento
Mh a scusa non ho visto... Bene , ho letto durante la notte. Beh adesso magari faccio un nuovo messaggio , ma tanto se sono l'ultimo a scrivere mi si attacca all'ultimo post che ho fatto.
-
Coordinamento
Buondì @MasterX almeno potevi anche descriverci le azioni di Maria post sconfitta del villain così da riallinearti, o intendi scrivere un'altra risposta "flashback" successivamente? 😅
-
Coordinamento
@Zael , ora che ho visto il personaggio in azione e non siamo più in combattimento, potrei fare qualche modifica alla sua costruzione? Ovviamente, nel rispetto delle regole di creazione, nel caso.
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Maria Ok penso io al fuoco... o almeno a quei tubi carica e cerca di passare dietro al grosso robot , camminando per un attimo al fianco della parete sinistra. (Quella senza vetri) , per poi in più colpirli la testa da dietro con un poderoso attacco dall'alto verso il basso. @Zael
-
Coordinamento
Ottimo.
-
Coordinamento
Ah si, ok va bene, posta pure
-
Coordinamento
Ah niente , provare con l'ascia a tagliare i fili del gas per il lanciafiamme (btw ho messo apposto la scheda appena posso te la invio)
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Nyx Calder Il corpo vibra, gli occhi che emettono luci come fossero delle supernova pronte ad esplodere, ma riesco a bloccare quel colosso. Sto per collassare ma grazie all'intervento di Simon e Maria quel mostro viene abbattuto. Rifiato "E' finita?" chiedo ansimando, la dove dovrebbero esserci le vene dei flussi di elettricità scorrono come se fosse il mio sangue. La voce mi desta "Quindi c'è un pilota la dentro?" Sono d'accordo con gli altri, qualsiasi cosa ci sia in quella scatola di rottami va estratta e messa sotto torchio per capire il motivo di questo macello, ma questo non sarà affar nostro, quando lo avremmo consegnato a gli sbirri ci penseranno loro a torchiarlo. "Posso provare, è un pò come friggere i sistemi di sicurezza per aprire il caveau di una banca credo" Mi avvicino alla carcassa, apro le mani e faccio partire delle scariche per cercare di rilevare e forzare la presenza di un circuito che sblocchi l'apertura dell'esoscheletro. AZIONE
-
Coordinamento
Dimmi cosa vorresti farle fare e valuto. 😁
-
Coordinamento
Scusate il ritardo ma la scorsa settimana ero un po' impegnato. @Zael vedo che siete andati un po' avanti , Maria può fare una azione retroattiva o salta il turno ?
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Simon Core Sono ancora chino sull’esoscheletro quando la voce dell’uomo all’interno gracchia rabbiosa tra i circuiti danneggiati. Respiro lento. Regolare. Non c’è più furia nell’aria, solo tensione compressa. "Hai ragione." dico a Silent Dragon, senza alzare troppo la voce. "Serve vivo e ben lucido." Appoggio un piede sulla carcassa metallica, cercando un punto strutturalmente solido. Le dita scorrono tra piastre piegate e tubazioni divelte finché trovano una linea di giunzione. Faccio leva. Schiena dritta. Spalle basse. Tiro. Il metallo geme. Non è un gesto impulsivo, è metodo. Cerco una saldatura fragile o un punto in cui la pressione interna è già compromessa dall’ascia di Maria. Inspiro, poi contraggo ogni fibra. L’acciaio si deforma di qualche millimetro. Tiro ancora. "Nyx" aggiungo, senza distogliere lo sguardo dalla fessura che si sta allargando appena appena "puoi forzare il sistema di apertura? Anche solo sbloccare i meccanismi di sicurezza." Un altro strappo, forse. Sento con un suono secco, liberando una ventata di aria calda e l’odore acre del propellente disperso. Il pilota è lì dentro, intrappolato nella sua stessa invenzione. Sotto di noi sento gli idranti entrare in pressione, il rumore disciplinato degli stivali sui gradini metallici, ordini chiari, coordinati. I vigili del fuoco sono arrivati in fretta. Efficienti. Nessun panico, solo protocollo. È rassicurante. Chicago sa ancora reagire quando serve. Torno al mio compito. Pianto meglio il piede, afferro i bordi divaricati della corazza e tiro ancora, questa volta con uno scatto deciso della schiena. "E andiamo dai" mormoro tra i denti, più a me stesso che all'ormai gabbia metallica "E per te è finita, non resistere e non provare a scappare quando sarai libero." dico preoccupato pensando a quell'ascia affilata. E continuo nel tentativo di aprire quella scatola di ferro. Master
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Silent Dragon "Dobbiamo tirarlo fuori di lì prima che la tuta esploda (o qualcosa del genere): sarà bene capire chi sono questi pagliacci e cosa volevano esattamente fare. Di certo non si tratta di piromani affascinati dal fuoco", dico, studiando già ľesoscheletro in modo da identificare un modo per estrarne il pilota, con le buone o con le cattive maniere.
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Il tutto è una questione di pochi istanti, il fuoco nei tubi che corrono sul dorso della creatura metallica stanno per sfogare dopo essersi concentrato in un inquietante bagliore blu. Silent Dragon cerca un punto debole ma l'esoscheletro sembra perfettamente progettato. Tuttavia, egli nota Simon Core in carica verso il nemico, un treno di muscoli che sta per impattare sul colosso meccanico. Per quanto Simon sia imponente, la belva fiammeggiante lo supera in altezza ed ecco l'intuizione: Simon col corpo piegato verso il basso per dare la massima potenza alla spallata, impatterà troppo in basso, nella zona lombare dell'avversario. Le zampe del mostro d'acciaio sono lunghe, innaturalmente lunghe e il suo busto è invece appesantito dall'impianto lanciafiamme e i serbatoi di propellente, così con due rapidi e potenti calci sul lato interno delle ginocchia del nemico, costringe la sua struttura a piegarsi per tornare in equilibrio, ad abbassarsi quel tanto che basta per far schiantare Simon con la massima efficacia. Mentre si assesta, la creatura alza le proprie mani, più simili ad artigli ferini, ne punta una sul volto di Silent Dragon, vicinissima, l'altra in direzione di Simon che si approccia velocemente, la testa già abbassata per prepararsi allo scontro. Il flusso dai tubi guizza, eppure, le bocchette di emissione sui palmi del piromane non si aprono, come se la valvola di sfogo avesse malfunzionato. Nyx, dal fondo della stanza, con le mani tese verso l'avversario, con gli occhi che si illuminano come due fari viola nell'ombra, sta interferendo con i sistemi della sua armatura, ritardando quello che poteva essere un attacco disastroso. E quel piccolo istante vale tutto lo sforzo. Una frazione di secondo più tardi arriva il tonfo, un tuono innaturale, carne che ha più la consistenza del cemento, contro il metallo caldo. Simon sbatte violentemente contro l'esoscheletro, non lo fa esattamente cadere, quel coso è più pesante di quanto sembri e un CLANG! metallico si ode dai suoi piedi, un meccanismo di ancoraggio, innescato troppo in ritardo. La belva scivola di lato, finendo a carponi, offrendo un ottimo accesso a Simon per afferrare a mani nude i tubi e strapparli con un unico feroce movimento. Il gas si sprigiona nell'aria circostante come una nube invisibile ma che toglie il fiato, eppure, grazie allo shutdown momentaneo causato da Nyx, non vi sono scintille nei circuiti che possano causare un esplosione. Procedendo a carponi, la creatura si allontana di qualche passo, prova a rialzarsi, ma quando alza lo sguardo per tentare di mettersi almeno in ginocchio, ecco Maria, di corsa, ascia caricata dietro la spalla opposta, un arco perfetto, rapido, preciso, di una violenza che lascia spiazzati. La calotta dell'armatura si squarcia all'altezza delle lenti oculari, penetrando nei meccanismi interni per una decina di centimentri. L'esoscheletro crolla a terra, sdraiato con un tonfo che rimbomba nella sala. Sembrerebbe morto, se non fosse per la voce, ovattata, non più veicolata dagli altoparlanti, di un uomo che da dentro la tuta ipertecnologica sta urlando di rabbia e frustrazione. NO! NO! NO! ALZATI, MALEDETTA FERRAGLIA! Dal piano di sotto, intanto, si sentono i rumori degli idranti, di ordini urlati dai pompieri che presto saliranno al secondo piano. azioni:
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Silent Dragon Finalmente siamo riuniti. I miei compagni paiono esibire capacità più appariscenti rispetto alle mie arti marziali e, spero, più efficaci. Però, questo colosso ancora non vacilla, sebbene indebolito. Cerco di concentrarmi su qualcosa di diverso dal massacrare le mie nocche contro il metallo incandescente. Estendo la mia essenza, cercando di individuare un punto debole nella corazza del nostro nemico, i miei sensi che scandagliano il corpo artificiale in maniera innaturale. Ci sarà una incrinatura, da indicare agli altri? Azione
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Nyx Calder Un sorriso sinistro si incurva sulle mie labbra, i miei occhi lampeggiano come sirene della polizia quando inseguono un malviventi ma invece di essere blu sono viola. "Ti arrostisco pezzo di merda!" urlo verso l'obbrobrioso esoscheletro di metallo. Lo colpisco lo coloro di nero ma non crolla, ma fortunatamente non sono sola, sembra che tutta la banda si stia accanendo contro quel mostro "cavolo facciamolo fuori!" Esclamo dando la carica agli altri ma questo pezzo di metallo sembra avere un asso nella manica, come se diventasse più forte. "Tirate fuori le palle ragazzi! Io cerco di ammosciarlo" Sento ancora la forza dell'elettricità fluire dentro il mio corpo, masse di elettroni che scorrono nelle mie vene, mi scaglio contro il nemico cerando di colpirlo con una manata per indebolirlo Azione
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Simon Core Il blu dei lanciafiamme pulsa come il cuore di una stella pronta a collassare. Non aspetto che esploda e carico. Il pavimento vibra sotto i miei passi, l’aria mi graffia i polmoni mentre attraverso la bolla di calore. Sento l'odore del metallo surriscaldato ma non mi interessa. Abbasso la spalla e mi schianto contro il suo torso con tutta la mia massa, tutta la mia inerzia, tutta la mia volontà mentre è impegnato con Silent Dragon. Le piastre del bestione di metallo sibilano quando impatto. L'urto è un tuono chiuso in una scatola di lamiere. Spingo ancora, senza dargli tempo di scaricare quel blu infernale. "Vai giù!" Non gli do respiro. Le mani affondano tra le giunture roventi della schiena. Il calore mi morde la pelle attraverso il costume. Ignoro il dolore. Cerco i tubi, li trovo. Sono rigidi, pulsano come arterie sintetiche. Stringo e provo a strappare. Tiro con violenza, sfruttando la torsione del busto e l’inerzia del corpo ancora in movimento. Gli effetti collaterali? Nemmeno quelli mi interessano. Ruggisco e tiro ancora. Voglio che il suo sistema collassi. Voglio che la pressione si disperda. Voglio spezzare il cuore della bestia prima che possa trasformare questa fabbrica in un forno crematorio. Gli pianto un ginocchio all'altezza dell'ipotetica zona lombare, facendo leva con l'altra gamba per buttarlo a terra mentre afferro quello che resta dell’impianto di alimentazione e lo tiro come si strappa una radice dal cemento. "Prova a bruciare adesso." Master
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
In risposta all'attacco fiammeggiante, Nyx lancia una scarica concentrata di energia, così forte da far sfarfallare l'illuminazione della fabbrica per qualche istante, una intensa linea elettrica si abbatte sul fianco della creatura metallica lasciando una scia nera sulla corazza. La folgore è seguita subito dopo da un tonfo che ricorda il rumore di lamiere che si accartocciano. Il grosso oblò di lavatrice scagliato da Simon, si schianta tra le scapole del colosso con immensa violenza, piegando la scocca circolare e facendo esplodere lo spesso vetro bombato. Successivamente, un altro oggetto viene scagliato sull'avversario, é l'ascia di Maria che, forse a causa dei riflessi delle fiamme, forse x la massiccia presenza di fumo, sembra diventata quasi nera e si abbatte con un nuovo, profondo frastuono, contro il collo del mostro fiammeggiante, lasciando uno squarcio nella sua armatura ipertech prima di volare indietro nelle mani della sua proprietaria, come se non si fosse mai mossa da lì, volteggiare al contrario nell'aria, quasi come se il tempo si fosse riavvolto per in istante. A tenere la linea di fronte al nemico, resta Silent Dragon che con una rapida sequenza di colpi non lascia spazio per rispondere all'avversario, creando una vastità di bozzi sulle piastre pettorali, impatti che rimbombano all'interno dell'esoscheletro che barcolla un istante. Da lle finestre inizia ad entrare prima un rumore, una sirena lontana, poi le luci lampeggianti e il rombo di un motore. Finalmente i pompieri sono qui, li sentite urlare ordini nel parcheggio e preparare gli idranti. Ma dopo l'assalto totale, il mostro di metallo non resta con le mani in mano. Un respiro affannoso e ringhiante si sollevano leggermente distorto dagli altoparlanti. I tubi sulla schiena fanno fluire nuovamente il combustibile ai lanciafiamme sui polsi ma stavolta il flusso non è arancione, bensì un blu intenso, concentrato, ad alta pressione. L'intera figura tremola in una bolla di calore pronta ad esplodere, dando l'impressione che persino l'aria gli faccia largo x paura di scottarsi. Azioni Prossime azioni
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Maria uhhhh.... fiamme !!! .... le odio quelle, non mi piacciono. appena il cono di fuoco si dirada mi faccio strada salendo le scale che rimangono e poi decido di lanciare l'ascia verso la testa del grande e grosso tizio meccanico , via del corpo-via dell'arma , la scure si modifica diventato di uno strano colore nero metallizzato e il muscolo del braccio destro per un'attimo si deforma acquisendo una muscolatura anormale. @Zael
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Simon Core Il vetro esplode verso l’interno. Non si incrina e non si spezza. Letteralmente deflagra. Un’onda d’urto spazza via il fumo davanti alla finestra come una tenda strappata via da un uragano. Frammenti di vetro schizzano in aria, scintillando tra le fiamme arancioni. In mezzo a quella pioggia di schegge, io. Attraverso il vuoto tra esterno e piano superiore con un balzo che ignora del tutto le proporzioni umane. Non è un salto. È una traiettoria calcolata, precisa, inevitabile. Le suole toccano il cemento con un impatto secco che vibra nel pavimento e si propaga sotto le gigantesche lavatrici industriali come un colpo di tamburo. Il processore dell’esoscheletro o qualsiasi cosa sia emette un bip acuto. Nuovo bersaglio acquisito o forse un ricalcolo delle priorità. Mi rialzo dalla posizione di atterraggio con calma quasi disarmante, mentre attorno a me il fumo si riassesta in volute lente. Il ringhio e le parole dall’interno dell’armatura vibrano metallico. Inclino appena il capo, osservando il bozzo sul torace, i tubi incandescenti sulla schiena, la spalla ancora attraversata dall’energia di Nyx. La mia voce è limpida. Serenamente ironica "Moscerini?" un mezzo sorriso "Forse. Ma hai notato una cosa? I tuoi sono già volati via." Un passo laterale. Fluido. Misurato. Mi sposto fuori asse rispetto ai polsi-lanciafiamme, costringendo il colosso a ruotare il busto per tenerlo nel mirino. "E sai qual è il problema dei moscerini?" Altro passo. Lo sto aggirando. Lentamente. Inesorabilmente. "Non sono forti. Non sono grossi. Non fanno paura. Oddio io forse un po' sì." Il mio sguardo scivola dietro la corazza. I tubi. Le connessioni dorsali. I punti di stress già surriscaldati dalla scarica elettrica. "Ma quando sono di più…" la mano si posa sul primo oggetto utile: il portellone metallico di una lavatrice industriale sventrata dalle fiamme. Acciaio spesso, circolare, pesante, con un bordo rinforzato. Le dita si serrano su di esso e il metallo geme. "…diventano un problema." Con un movimento che sembra quasi lento, ma non lo è, strappo il portellone dai cardini già indeboliti dal calore. Lo ruoto una volta per testarne il peso, come un atleta che valuta il disco prima del lancio. Poi carico il colpo, non provo a scagliarlo verso il petto, nemmeno verso la testa, ma verso il sistema dorsale. I compagni stanno facendo un grandissimo lavoro, ma è tempo di spostare la sua attenzione su di me. Il lancio parte con tutta la forza di cui dispongo, una traiettoria tesa e brutale, puntata ai tubi incandescenti che alimentano i getti termici. Un proiettile d’acciaio contro una fornace ambulante. Master
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Silent Dragon "Nnnhhh...", almeno il fumo si è parzialmente diradato, ma il calore comincia a essere insopportabile. Tuttavia, questo bestione metallico sembra almeno cominciare a essere infastidito dai nostri colpi. Inutile tergiversare ora, devo insistere, anche se - dovessi sopravvivere a tutto questo -, nei prossimi giorni le mie mani e i miei piedi mi malediranno. Focalizzo la concentrazione per un breve istante e poi compio un balzo sul posto, facendo partire un calcio ruotando su me stesso: la Spira Sinuosa del Drago al Risveglio. Azione
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Nyx Calder Prendo un ampia boccata d'aria quando frantumo le finestre ed un pò un di fumo esce all'esterno ma non è abbastanza per placare l'inferno di fiamme che si sta scatenando dentro l'edificio. "cavolo! ma quando arrivano i pompieri?" esclamo con stizza, pensando alle pubblicità che fa vedere super fighi muscolosi che dicono chiama il 115 se sei in pericolo. Non faccio in tempo a finire la frase che una sfiammata mi arriva addosso, schivo ma solo in parte, la pelle che mi copre la coscia destra viene carbonizzata. Ringhio "odioso! Non ti avevo chiesto da accendere!" Sollevo le braccia, aprendo i palmi delle mani i miei occhi si illuminano di viole, le vene iniziano a pulsare di energia elettrica come tracce di rame di circuiti che stanno andando in corto circuito. "Mi stai facendo incazzare barattolo di metallo di merda!" Se qualcosa ho imparato dalla strada è che una buona dose di insulti per distrarre il nemico fa sempre comodo! Faccio partire una scarica elettrica dalle mani, il mio volto deformato dalla follia, i capelli si che si sollevano verso l'alto per la scarica elettronica. AZIONE
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Il fumo inizia a riempire tutto il piano superiore della fabbrica e, non trovando sfogo, si accumula, presto diventerà una pesante cortina che intaccherà il vostro respiro. Nyx comprende il rischio, il colosso di metallo ha certamente qualche respiratore o filtro integrato nei suoi sistemi, rimanere debilitati nella stessa stanza di un avversario del genere che è invece immune a questa cappa strangolante potrebbe risultare letale. Rapida e silenziosa come è arrivata, scivola lungo i corridoi del reparto, cercando di acuire i sensi per percepire, nonostante la fretta, laddove c'è un minimo di corrente d'aria. Individuati i punti più strategici, punta i palmi delle mani con precisione verso alcune finestre e lancia le sue scariche. Altri vetri si infrangono creando corridoi di uscita per il fumo che inizia lento a diradarsi rendendo l'aria appena più respirabile. Dal piano di sotto, Simon esce da un portellone di carico sul fianco dell'edificio appena in tempo per vedere i frammenti della finestra sopra di lui frantumarsi a terra. Esce solo di qualche metro, giusto qualche passo di rincorsa e poi... con un balzo che non ha nulla di umano, raggiunge direttamente il livello superiore, sfondando un altra finestra. L'arrivo dinamico di Simon corrisponde con un piccolo suono dai processori del nemico, un messaggio di errore appare sulla sua visiera che ora ricomincia i calcoli per identificare ed agganciare anche il nuovo bersaglio, facendogli perdere tempo prezioso. Silent Dragon intanto fronteggia il nemico, con un salto e un calcio ben piazzato sotto il mento, riesce a sollevare la mascella dell'esoscheletro con un tonfo sordo. Nonostante dall'interno non venga emesso alcun lamento di sofferenza, negli “occhi” del mostro, uno dei bersagli agganciati, scivola istantaneamente verso il basso, uscendo da quelle orbite lucide, perdendo il contatto visivo con Silent Dragon. La rabbia del colosso meccanico non si fa attendere, poco importa che i calcoli balistici non abbiano terminato. Un calore intenso si solleva dalla sua tuta, liquido arancione, come fiamme imprigionate ma danzanti, corrono per un lungo istante dentro i tubi che partono dalla sua schiena e finiscono nelle sue braccia, erompendo dal dorso dei polsi in direzione di Nyx e Simon come getti di un lanciafiamme, che, fortunatamente, spara nei loro pressi, senza colpirli in pieno. Anche Maria, giunta con circospezione al piano superiore, ha solo un istante per mettersi al riapro dietro una parete per non essere investita dal getto di fiamme ma solo dall'aria estremamente calda che si irradia da dietro il riparo. Appena prima che il fuoco proietti il suo arco letale nell'aria, Nyx scaglia una folgore proprio sulla spalla dell'avversario, spostando la traiettoria del suo attacco verso un muro di cemento lì vicino ed evitando che le fiamme raggiungano Simon, spargendosi soltanto fino ad una grossa lavatrice industriale accanto a lui. Silent Dragon coglie l'apertura nella difesa per sferrare altri due pugni che si sbattono sul petto metallico della belva fiammeggiante, altri due tonfi, ma stavolta, un piccolo bozzo compare nelle sue piastre toraciche. Quando la testa della creatura torna alla normale posizione e valuta gli (insufficienti) danni fatti, un nuovo ringhio, molto meno meccanico si alza dall'interno dell'armatura. Sparite, moscerini! esito azioni: scena e turno prossimo
-
Episodio 1: una nottata turbolenta
Maria Ehm.. Simon non dovremmo andare dove sta Silent Tiger ? Il tipo ninja.. ehm.. vabbè io vado Ascia in spalla e mi metto a camminare in direzione del compagno @Zael