Descrizione della gilda
La luna rossa è sorta
La dea è morta
La dea è morta
La luna è rossa del sangue dei morti
Sono risorti
Sono risorti
La luna rossa porta la morte
Aprite le porte
Aprite le porte
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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La luna crescente
Fiore Della Giungla Mmm...quindi il tempo di percorrenza è di circa 4 ore...questo cambia le cose in effetti. Ma ho un' altra idea. C'è un' altro incanto che potrebbe tornare utile. Di solito lo uso per esplorare le rovine sommerse, crea una bolla d'aria pulita attorno alla testa che dura una giornata intera. Dovrebbe essere utile anche contro vapori velenosi. E anche io ho modi di proteggere contro il veleno, così come Devras. Insieme dovremmo riuscire a coprire le necessità di tutti.
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La luna crescente
Zarath Faccio spallucce forse meglio la via di sinistra allora, sempre meglio che un fulmine in testa.
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La luna crescente
Devras Se l'aria agisce come un veleno dico posso dare protezione a tutti mi volto verso la nostra guida, aspettando una risposta
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La luna crescente
Kaelen rimane accovacciato contro la roccia, ripulendosi una scia di fuliggine dallo zigomo con il dorso del guanto. Ascolta le precisazioni metodiche di Fiore Della Giungla sulle sue doti da artefice e sulla capacità di infondere l'incanto del ragno negli oggetti, poi osserva Selyra che evoca l'ipotesi del trasporto aereo e Zarath che valuta le affinità tra questa landa e i gironi infernali. Lo sguardo del cacciatore, rigido e penetrante, si sposta infine sul baluardo d'acciaio di Shamàsh e sulle promesse di supporto naturale avanzate da Devras. Quando Shamàsh si rivolge direttamente a lui per quantificare la lunghezza del canyon e i potenziali pericoli celati nei fumi, il tracciatore sputa a terra un grumo di polvere grigia e raddrizza la schiena, incrociando le braccia sul petto. Un'ora è un respiro troppo corto per quel canyon, gatta, dice Kaelen, lo sguardo fisso su Fiore prima di scorrere lungo la colonna. A piedi ci vorrebbero più di mezza giornata e due ore con le pareti verticali vi lascerebbero a meno di metà strada, sospesi sulla pietra proprio mentre l'incanto svanisce. Se l'aria sul fondo è ferma, la corruzione risale , e per rispondere al paladino... no, non ci sono predatori organizzati lì dentro , niente che vi dia la caccia in branco ma le cose che colano dalle pareti o che strisciano nella poltiglia acida non hanno bisogno di occhi per sentire il calore della vostra carne. L'uomo si volta poi verso destra, dove il sentiero si inerpica bruscamente verso la cresta della montagna, battuta dalle sferzate del vento da est. La via alta è pulita, Zarath...continua il cacciatore, stringendo la presa sul pomolo della lama mezza seghettata. ma l'occultamento vi servirà a poco contro il cielo. Lassù non ci sono vedette del porto a sbarrarci la strada, gli abitanti non vi attaccheranno a priori solo perché camminate sui crinali. Il problema è che la roccia è carica di ferro e attira le scariche come un magnete. I fulmini non cercano bersagli, colpiscono e basta. Se il druido ha magie per deviare i fulmini o per rinforzare la vostra pelle contro il calore, allora il crinale diventa un'opzione. Altrimenti, una singola saetta spezzerà la pietra sotto i vostri stivali e vi manderà di sotto a pezzi. Kaelen fa un passo indietro, infilandosi nel primo anfratto protetto tra i contrafforti rocciosi, dove le pareti offrono una parziale copertura sia dalle folate di cenere sia dalla luce diretta della Luna Rossa. Prendetevi il vostro tempo per decidere e per far preparare a Devras e Fiore i loro incanti, conclude l'uomo, sedendosi sulla pietra indurita e tirando fuori la boccetta dei sali per calmarne la tosse... Suggerisco di allestire il campo qui per le prossime ore. Riposate le membra e recuperate le forze , ma tenete le voci basse , il vento porta i suoni lontano e questa terra ha le orecchie lunghe anche quando sembra deserta. Il silenzio della landa torna a premere attorno al perimetro del piccolo anfratto, lasciando che il gruppo valuti le opzioni disponibili e le risorse magiche rimaste prima che il viaggio debba necessariamente riprendere. @ Tutti
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La luna crescente
Zarath, barbaro tiefling Il viaggio in queste terre inospitali è sempre più duro,noto diverse somiglianze con gli inferi, per certi versi. Arrivati al bivio, ascolto la descrizione della nostra guida e la la discussione dei miei compagni. Osservo le due scelte. Mi sembra di capire che nessuna delle due vie sia senza pericoli. La parte a sinistra ci protegge dai fulmini, ma ci corrode da sotto. La parte destra ha l'aria pulita, ma ci becchiamo fulmini e qualsiasi cosa ci possa scoprire. Aggrotto la fronte, continuo a guardare le due direzioni. Se ci riposassimo, quali protezioni riusciresti a darci? Chiedo a Devras. Se potessimo occultarci, forse la via di destra sarebbe più agevole?
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La luna crescente
Fiore Della Giungla 2 ore. Io posso volare il resto della strada eventualmente, e Devras trasformarsi in un uccello. Dico a Shamash, in una gentile correzione.
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La luna crescente
Devras Se ci riposiamo dico ai miei compagni posso preparare delle magie che ci proteggano meglio
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La luna crescente
Shamàsh "Capisco." dico annuendo verso Fiore "Non è la mancanza di fiducia in te. Sia chiaro." concludo guardando l'orizzonte "Ma forse un'ora è davvero poco." e a questo solo Kaelen potrà risponderci.
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La luna crescente
Fiore della Giungla Sono sorpreso che Shamash non concordi, ma provo comunque a difendere la mia idea. Gli agguati possiamo combatterli o evitarli, farei io da scout nella gola e hai visto quanto sono brava in quello... D' altra parte i fulmini che tempestano quell' altura è un pericolo che non possiamo evitare. E non ho le risorse magiche per proteggere tutti dalle scariche elettriche. 3 persone, massimo, e dovrei usare buona parte dei miei poteri. Il crollo per me non è un problema, ma non tutti i nostri compagni sanno volare. Un piede in fallo potrebbe essere rovinoso. Replico al paladino.
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La luna crescente
Shamàsh Scampiamo il pericolo anche grazie alle doti, non conosciute, di Fiore. Abilissima nello scassinare meccanismi e simile oltre che in tutto il resto. Più passano i giorni più i compagni con i quali mi trovo a viaggiare mi sorprendono. In positivo chiaramente. Arriveranno anche le 'ombre', ma non è questo il tempo di pensarci. Già è fin troppo oscuro il luogo dove ci troviamo. La marcia prosegue per giorni. Difficile. Asfissiante. Monotona. Fino a quando non raggiungiamo l'obiettivo, annunciato dal nuovo orizzonte, più alto e roccioso. Il trovatore è lesto a raccontarci come potrebbe proseguire il viaggio. Fiore è pronta a presentarci una proposta. La guardo mentre parla, la mia espressione palesa la mia idea. Non concorde con quella della tabaxi. "Troppe incognite. Troppi rischi. Troppo tempo dedicato a un piano che lascia vari interrogativi." porto la mano al mento "Dovresti risposare se ci accampiamo. Il difficile deve ancora venire e dovremo essere freschi e riposati per quanto possibile." poi indico la gola "Se anche riuscissimo a fare come da te suggerito... quante creature potrebbero essere in agguato in quel posto?" la domanda è rivolta a Kaelen soprattutto. "Saremo costretti a combatterle in una posizione di totale svantaggio." L'indice passa sul crinale "Lì avremo visuale. Sapremo se qualcuno ci viene incontro. Dovremo stare attenti a dove mettiamo i piedi, forse basterà non camminare troppo sul bordo e... sollevare spesso lo sguardo."
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La luna crescente
SELYRA - Bardo Drow La marcia procede, ma è lenta, stancante ed estenuante. Vorrei suonare qualche ballata per risollevare il morale dei miei compagni, ma la discrezione e il silenzio purtroppo mi impongono di tacere e di risparmiare il fiato per camminare: persino respirare è faticoso. Arriviamo a un bivio e, come sempre accade nella vita, è necessario scegliere. Ma quale strada? Quella meno pericolosa? Non sembra esserci una via facile, solo una più lunga e una più corta, entrambe con un elevato margine di rischio. Ascolto la proposta di Fiore. Guardo Kaelen, la nostra guida. "Credi che un'ora sia sufficiente per attraversare il canyon?" chiedo. Poi il mio sguardo si volge a Shamash. @Landar "Quante persone riusciresti a trasportare volando? Se ne puoi portare almeno una, tre persone potrebbero attraversare la gola agilmente e gli altri usare l'oggetto che preparerà Fiore della Giungla!"
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La luna crescente
Fiore della Giungla Tiro un sospiro di sollievo quando vedo l' onda di vitriolo fermarsi davanti al cancello crollato. Ci è mancato davvero poco stavolta. Almeno nei giorni successivi la nostra marcia procede tranquilla. O almeno, tranquilla tanto quanto può esserlo un viaggio in queste lande desolate. Almeno finché la nostra guida non ci pone di fronte a un problema. Fumi che ristagnano al livello del terreno dice? Forse ho la soluzione. Mi servirà un po' di tempo per prepararla, quindi dovremmo fare campo e aspettare domattina...ma credo possa tornare utile. I miei occhi si illuminano quando inizio a parlare della mia idea. Sapete quanto ami applicare la mia magia in maniera creativa, e questa mi sembra l' occasione perfetta. Posso infondere in un oggetto un incantamento che permette a chi lo tiene di acquisire per un ora le abilità di scalata di un ragno. Non sarà esattamente semplice, la magia richiede che continuiate a visualizzare l' immagine di un ragno nella vostra testa perché abbia effetto...ma posso mettere abbastanza magia in quell' oggetto da dare a tutti noi un' ora di tempo. Potremmo usarla per muoverci sulle pareti della gola anziché sul fondo. Ne rimarrebbe poi abbastanza per una seconda passata per quattro di voi. Io eventualmente posso farmi il resto della strada in volo, se non dovessimo esserne ancora usciti. Questo dovrebbe aiutarci a evitare i fumi tossici, che ne dite? Dico speranzosa. Se entrambe le strade sono pericolose, è il momento di crearne altre.
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Topic di Servizio
I fumi contano come un veleno?
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La luna crescente
Il fango geometrico proiettato dalla luna scarlatta viene calpestato in rapida successione dagli stivali dei viaggiatori che abbandonano la gola dell'Avamposto dei Sospiri. Selyra scatta per prima oltre la linea difensiva, superando i battenti aerei della cancellata un istante prima che l'inganno delle sue luci sospese si dissolva nel buio. Fiore Della Giungla si lancia in avanti subito dopo di lei con agilità felina, superando lo stretto varco metallico e voltandosi immediatamente per assicurarsi che l'intera colonna rimanga compatta. Zarath copre i metri che lo separano dalla soglia a grandi falcate, portando il pesante maglio sopra la spalla; una volta superati i battenti, si pianta a terra e fa perno sugli stivali, allungando i viticci d'inchiostro delle braccia per sbarrare la strada con l'arma a chiunque tenti l'inseguimento. Shamàsh interrompe la sua posizione di guardia e scivola a sua volta oltre il cancello, posizionandosi immediatamente a ridosso di Kaelen per fargli da scudo con la sua imponente armatura, mentre Devras compie un calcolato passo indietro e rilascia la presa sul portone. I due imponenti battenti di ferro battuto, investiti dalle sferzate del vento da est, sbattono l'uno contro l'altro con un fragore sordo e titanico che fa tremare le pareti di ardesia dell'intero canyon. Quell'impatto violentissimo spezza definitivamente l'equilibrio precario delle condutture d'ottone soprastanti, già incrinate e incrostate di brina corrosiva. Centinaia di litri di melma scura e acida si riversano a cascata proprio davanti alla cancellata chiusa, sfrigolando sul terreno e creando una barriera chimica fumante. Subito dopo, il tetto parzialmente crollato della torretta di destra cede del tutto, franando sulla struttura e seppellendo la serratura sotto tonnellate di quercia nera e macerie di pietra porosa. La massa d'oscurità che si stava riorganizzando dall'altra parte rimane così interamente tagliata fuori, sigillata oltre un muro invalicabile di detriti. La testa della colonna riprende immediatamente la marcia senza voltarsi indietro, allontanando rapidamente tutto il gruppo da quel cumulo di macerie. Nei giorni successivi, il viaggio si trasforma in una logorante prova di resistenza. La gola dell'avamposto svanisce rapidamente alle spalle e vi ritrovate a tagliare una pianura sconfinata e desolata di cenere indurita, dove il tempo sembra essersi congelato sotto l'occhio immobile della Luna Rossa. Le ore si dilatano in giornate monotone e silenziose, interrotte solo dal rumore ritmico degli stivali sulla crosta grigia e dai turni di guardia improvvisati durante le brevi soste per riposare i polmoni dall'aria satura di zolfo. La fatica inizia a farsi sentire: la fuliggine si deposita sui mantelli e la costante coltre di fumo nero che sale dalle trincee artificiali della pianura rende il cielo un soffitto plumbeo e asfissiante. Al termine della marcia attraverso la distesa, il paesaggio subisce finalmente un mutamento. La pianura di cenere termina bruscamente contro i primi contrafforti rocciosi delle colline orientali, che ora si stagliano imponenti e frastagliate davanti al gruppo. Il Porto di Scoria è ancora nascosto oltre i crinali, ma l'influenza della sua vicinanza si fa evidente: la pista mineraria che costeggia le rocce si divide nettamente in due sentieri distinti. Il sentiero di sinistra si addentra in una gola stretta, buia e riparata dal vento, ottima per nascondersi ma satura di fumi densi e pesanti che ristagnano sul fondo. Il sentiero di destra sale ripido lungo il crinale esposto, offrendo un'aria decisamente più respirabile ma lasciando la colonna completamente scoperta alla furia degli elementi. Kaelen si arresta all'incrocio delle due piste, appoggiando una mano sulla roccia porosa e voltandosi verso il gruppo. La stanchezza di giorni di viaggio si legge sul suo volto segnato dalla fuliggine. Il tracciatore indica i due passaggi, spiegando i rischi che li attendono. Entrambe le vie sono una scommessa contro questa terra e non posso decidere alla cieca, dice a voce bassa, stringendo le cinghie del pastrano. La gola a sinistra ci riparerebbe dal vento, ma quei fumi pesanti ristagnano lì sotto e non si muovono. Se la nebbia acida è troppo densa, liquefarà il cuoio dei nostri stivali e si insinuerà sotto la pelle, corrompendo la carne viva e trasformandola in poltiglia nerastra molto prima di uscire dal canyon. Il crinale a destra, invece, sale in alto e offre aria pulita, ma lassù siamo allo scoperto. Quelle alture sono flagellate da tempeste elettriche costanti. I fulmini cadono senza sosta sulla roccia nuda, fondendola in vetrocenere, e le pendenze sono franose e instabili a causa delle continue scariche. L'uomo sospira, guardando i cinque avventuerieri. Le mie conoscenze dei vecchi sentieri finiscono qui, perché l'attività del porto continua a cambiare la terra e l'equilibrio di queste montagne. Dobbiamo scegliere quale pericolo ambientale affrontare, e decidere se fermarci adesso per allestire un campo protetto tra questi primi anfratti rocciosi prima di imboccare una delle due piste. @ Tutti
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La luna crescente
Shamàsh Non me lo faccio ripetere due volte. Seguo lo stesso Kaelen proteggendolo come anche richiesto da Zarath, fidandomi ciecamente della copertura che il tiefling ci concede. Trovo sia sempre più incredibile questa 'collaborazione', ogni volta che mi colgo ad annuire verso di lui. Lascio sia quindi Devras, se necessario, a chiudere il cancello. Io rimango in protezione della nostra guida, pronto a scattare ancora più lontano. O fare qualsiasi cosa per trarlo in salvo essendo la nostra unica speranza di proseguire con meno intoppi o addirittura arrivare dove dobbiamo vivi.
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La luna crescente
Zarath, barbaro tiefling Sollevo un sopracciglio divertito alla risposta di Selyra, affascinato dalla sua sicurezza. Non c'è tempo per risponderle però, porto il maglio con un ampio movimento del braccio sopra la spalla per sorreggerne il peso e scatto in avanti, verso il passaggio. Una volta passato, mi tengo pronto a proteggere il gruppo dalle retrovie, ma seguo diligentemente la nostra guida. Angelo! Proteggi Kaelen. Io mi occuperò di sfoltire dietro di noi. Ora siamo in territorio ostile, non possiamo permetterci nessuno che ci insegua. DM
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La luna crescente
Fiore della Giungla Finalmente riesco ad aprire il cancello, e mi concedo solo un attimo per un sospiro di sollievo prima di entrare. Non siamo ancora al sicuro, e anche se i miei compagni mi hanno protetto in maniera mirabile so che neanche loro potranno nulla verso l' oscurità che si sta avvicinando. Presto, tutti dentro! Dico, scattando in avanti con l'agilità felina che solo una Tabaxi può averte. Mi premuto di guardare i miei compagni però, assicurandomi che nessuno resti indietro.
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La luna crescente
SELYRA - Bardo Drow Appena vedo che la melma nerastra è attratta dalle luci, volto il viso verso il barbaro, gli sorrido e gli mando un bacio con la mano. "Non temere! So quello che faccio. Luce e ombra si inseguono da sempre e continueranno a farlo per l'eternità!" Ma il mio inganno non durerà in eterno e, appena vedo la cancellata aprirsi e sento la nostra guida incitarci, scatto per varcarla. "Sbrigatevi! Andiamocene da qui!" Faccio eco alle parole di Kaelen. Non so se stiamo correndo verso la salvezza, ma spero almeno che sia un posto più sicuro di quello in cui ci troviamo ora.
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La luna crescente
Isolata dal frastuono circostante, con il pelo bagnato di sudore e cenere, Fiore Della Giungla inserisce l'attrezzo nell'ultimo foro incrostato della serratura. Ignorando il tremolio ritmico dei condotti d'ottone che spruzzano gocce di melma corrosiva, applica una torsione secca e disperata. Un violento, liberatorio rintocco metallico si propaga lungo tutta la parete del canyon. Il gigantesco chiavistello di ferro battuto si solleva, i pesanti battenti della cancellata si disancorano e l'immenso portone dell'Avamposto dei Sospiri cede, schiudendosi di pochi metri sotto la spinta del vento da est. Mentre la serratura cede, la melodia argentea intonata poco prima da Selyra risuona ancora tra le pareti di ardesia come un balsamo d'energia, infondendo nel gruppo la concentrazione assoluta necessaria a ignorare l'orrore strisciante. La barda cattura al volo una piccola, inaspettata lucciola e sussurra parole arcane alla bestiolina prima di liberarla. Quattro globi di luce sferica, brillanti e caldi nel buio scarlatto, appaiono improvvisamente diverse decine di metri alle spalle del gruppo, iniziando una danza circolare ipnotica. La marea di pece liquida e le sagome artigliate che fluttuavano nell'aria subiscono un sussulto visibile; attirate dalla luminosità come falene, le ombre semoventi deviano la loro traiettoria, allungandosi in massa verso i fari ingannevoli per ghermirli, liberando temporaneamente la pressione attorno alla cancellata. Mentre le ombre esitano, distratte dal bagliore, Zarath non concede loro tregua e agguanta il suo pesante maglio. I tatuaggi magici sulle sue braccia pulsano di un'energia corvina che si riversa sull'arma, espandendo la sua portata geometrica nel buio. Con un ruggito trattenuto, il barbaro scaglia due colpi devastanti. I viticci d'inchiostro allungano la traiettoria del maglio di quattro metri e mezzo, facendolo abbattere come un maglio d'assedio spettrale sui lembi di oscurità rimasti vicini al portone. L'impatto della forza pura disgrega i flussi semoventi, riducendoli a macchie di fumo inerte che svaniscono nel fango. Non appena il varco si apre definitivamente, Devras pianta saldamente il suo bastone magico nel fango, posizionandosi come una colonna incrollabile sul fianco dell'apertura per tenere i battenti fermi. Shamàsh scatta immediatamente al suo fianco con un balzo marziale. Le venature argentee dei suoi dardi magici brillano ancora nell'aria mentre il paladino solleva l'enorme scudo d'ordinanza, frapponendosi tra la via di fuga e la gola rocciosa. I due eroi formano un baluardo invalicabile di fronte all'oscurità, pronti a coprire il passaggio dei compagni. Kaelen, vedendo lo squarcio aprirsi tra i battenti, scatta in avanti come una saetta. Approfittando dello scudo alzato di Shamàsh, il tracciatore scivola agilmente oltre le sbarre e si incanala per primo nello stretto passaggio, scomparendo parzialmente nell'oscurità oltre il cancello per perlustrare la via d'uscita. Dentro, ora! Muoversi prima che crolli tutto!, giunge il suo incitamento secco e ovattato da oltre la barriera, mentre la pressione continua a salire paurosamente dalle baracche abbandonate dell'avamposto. Dietro di voi, le luci danzanti di Selyra iniziano a spegnersi una dopo l'altra, soffocate dalla massa di pece fluida che le ha avvolte, e lo sciame rimasto, accorgendosi dell'inganno, si volta nuovamente verso la cancellata con un fremito collettivo di rabbia. Il vento da est soffia con violenza inaudita spingendo fumi neri e vapori sulfurei attraverso le sbarre aperte, mentre la brina grigiastra e corrosiva sulle condutture d'ottone comincia a spaccarsi, minacciando il collasso delle strutture sospese. Il passaggio è libero, ma il canyon alle vostre spalle si sta chiudendo in una morsa di oscurità e polvere calcinata. @ Tutti
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La luna crescente
Shamàsh Circondati dall'oscurità di questo mondo si rende a tutti più visibile che i raggi scaturiti dalla mia mano sono sì neri, ma hanno molte venature argentee al loro interno. Insieme ad essi, anche il crepitio da loro generato si infrange sulla roccia mandandola in parte in frantumi assieme alla sagoma d'ombra che stava prendendo forma. Subito dopo un inferno di polvere e cenere inizia a scatenarsi attorno a noi. Scatto in avanti avvicinandomi a Fiore, affiancando Devras nella guardia del passaggio dei compagni oltre il cancello. Pronto a oltrepassarlo appena tutti gli altri ci superano. Master @Dardan
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La luna crescente
Devras Anche una volta che Fiore ha aperto la serratura continuo a fare la guardia Presto! attraversate il varco!
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La luna crescente
Zarath, barbaro tiefling Sento le vibrazioni come un cattivo presagio, notando le ombre che si allungano verso di noi. Il colpo che ho dato solo con i miei pugni ha fatto effetto. Probabilmente, anche i miei attacchi col maglio, ingranditi dai viticci di inchiostro, potrebbero colpirli con molti più danni. Penso in fretta, agisco di istinto ancora. Agguanto il maglio vicino a me ed espando i viticci su di esso, per poi scagliare l'attacco sulle ombre che si avvicinano a Fiore, come se la portata e la dimensione del maglio si espandesse durante il colpo. Attenta Selyra, potremmo attirare l'attenzione più del dovuto così. Le rispondo secco. DM
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La luna crescente
SELYRA - Bardo Drow Il tempo stringe. Nonostante ci siamo mossi in silenzio, come ombre, le ombre stesse sembrano essersi accorte della nostra presenza. Le vibrazioni del terreno si fanno sempre più intense, come a presagire che qualcosa possa esplodere da un momento all'altro. Un fiume in piena fatto di oscurità sembra sul punto di traboccare. Cos'è più visibile nell'oscurità di un barlume di luce? Per quanto fioco possa essere, potrebbe attirare il buio come una calamita attira il metallo. Vedo una piccola lucciola volare, qualcosa di davvero inaspettato. La catturo e la osservo con attenzione. "Fai presto! Cercherò di spostare l'attenzione altrove!" Chiudo gli occhi e sussurro alcune parole alla bestiolina. Quando li riapro, alle nostre spalle appaiono quattro globi luminosi. Non sono molto grandi, ma nella notte risplendono come fari. Iniziano a danzare, compiendo movimenti circolari. AZIONE
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La luna crescente
Fiore della Giungla La battaglia infuria già attorno a me mentre faccio scattare i cardini per la seconda volta. La sensazione di pericolo opprimente mi schiaccia, facendo colare gocce di sudore in mezzo al mio pelo sporco di cenere. Eppure non oso distrarmi. Le vite dei miei compagni dipendono da me adesso, è troppo tardi per fermarmi. L' unica via d'uscita è attraverso questo cancello. Per cui continuo imperterrita a scassinarlo, fidandomi della copertura dei miei compagni.
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La luna crescente
I ferri del mestiere scivolano tra le incrostazioni di sangue rappreso con precisione millimetrica. Isolata dal caos circostante e guidata dal canto della drow, Fiore Della Giungla sfrutta magistralmente l'impulso dell'Ispirazione Bardica e fa scattare il secondo blocco interno: un clack pesante si ripercuote lungo le tubature d'ottone. Ne manca solo uno per liberare i cardini della gigantesca struttura. Accanto a lei, la nebbia si condensa repentinamente. Devras interrompe la sua forma aerea, facendo impattare gli stivali sul fango mentre il suo bastone si impregna dell'energia verde e pulsante della terra. Il druido si frappone tra la compagna e la marea d'inchiostro semovente, mantenendo i muscoli tesi e pronti a scaricare il colpo sul primo lembo di oscurità che oserà avvicinarsi. Dalla distanza, la reazione del gruppo è immediata e devastante. Zarath solleva le braccia e i suoi tatuaggi magici prendono vita sotto la luce scarlatta della luna. I viticci d'inchiostro scuro si estendono fluidi come fruste dalle sue braccia, saettando attraverso le sbarre della cancellata metallica. Le appendici magiche artigliano l'oscurità fluida che si stava ammassando sul fango, lacerando la biomassa semovente e disperdendola in mille filamenti inerti che evaporano nell'aria fredda. Sulla parete di ossidiana di destra, l'altra chiazza scura scivola rapida per aggirare le difese, ma Shamàsh avanza con passo marziale. Il paladino solleva la mano libera e tre dardi di pura energia crepitante saettano dalle sue dita. I raggi di forza pura impattano la roccia a pochi centimetri da Devras, centrando in pieno l'ombra arrampicata: l'energia magica disgrega la consistenza liquida della minaccia, frantumando la parete in un crollo di schegge lucide. Kaelen, rimasto nelle retrovie con gli occhi sbarrati, osserva incredulo i viticci di Zarath e i dardi di Shamàsh contenere una minaccia che credeva inarrestabile. Ma l'avamposto non ha ancora finito di sussurrare. Il fango intorno alla cancellata inizia a ribollire e altre ombre proiettate dalle torrette crollate iniziano a convergere, attirate dal rumore e dal calore dei corpi ora ammassati vicini alla serratura. L'ultimo perno riceve l'inserimento del ferro da scasso. I cardini della cancellata emettono un gemito metallico acuto, e le tubature d'ottone soprastanti iniziano a vibrare violentemente, come se qualcosa all'interno dell'avamposto si fosse accorto del tentativo di forzatura e stesse pompando nuova melma scura lungo i condotti. Mentre l'acciaio stride contro l'acciaio, la terra stessa sotto i piedi del gruppo sembra lanciare un avvertimento. Le vibrazioni che corrono lungo le pareti di ardesia si fanno più intense, ritmiche e profonde, quasi un battito cardiaco sotterraneo che scuote la gola dei Sentieri Morti. La Cenere di Vuoto, sollevata dal vento da est, comincia a turbinare in mulinelli sempre più densi e soffocanti, riducendo drasticamente la visibilità. Le ombre proiettate dalle torrette dell'avamposto non si limitano più a strisciare: si allungano verso l'alto, staccandosi parzialmente dalla pietra per assumere contorni minacciosi e artigliati che fluttuano nell'aria fredda. Un fischio acuto di pressione surriscaldata sibila dalle fessure delle vecchie baracche abbandonate, e l'odore dolciastro di decomposizione si trasforma in un miasma soffocante di ozono e zolfo bollente. Il tempo a disposizione è praticamente azzerato...la sensazione opprimente che l'intero canyon stia per essere sigillato o che una marea d'oscurità ben più vasta stia per riversarsi oltre le torri è ormai una certezza palpabile per tutti i presenti. @ Tutti